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Re: [nexa] Rif: RE: Rif: Re: L'Espresso: Ma il copyright è un diritto naturale?
by Giancarlo Frosio
Locke è divenuto storicamente fondamento giusnaturalistico del diritto d'autore perchè così lo citava Blackstone, primo ad estendere espressamente le posizioni di Locke alla proprietà intellettuale (William Blackstone, II Commentaries on the Laws of England 405 (Clarendon Press 1766)), e poi in qualche modo Lord Mansfield in Millar v. Taylor (1769). Quindi le teorie di Locke divennero centrali nella "question of literary property" intorno alla quale la battaglia dei "booksellers" è stata combattuta per quasi un secolo fino a Donaldson nel 1774. Certo, è in ogni caso ironico che sia Blackstone che Mansfield abbiano basato la loro difesa di un diritto d'autore di proprietà perpetuo (non di copia dei booksellers) proprio su Locke che aveva espressamente rifiutato la perpetuità.
Non entro nel merito del fatto se la portata della "provisio," sia "sopravvalutata". In ogni caso, la provisio è utile elemento proprio per inquadrare il rifiuto di un monopolio perpetuo sul "copyright" della "Stationer's Company" di Londra, menzionato da Locke nella lettera a Edward Clarke.
La questione, comunque, penso che sia meglio posta (nel senso che permetta un dibattio che porti a conclusioni fattualmente condivisibili) chiedendosi se il fondamento storico-teoretico del "copyright" e del "droit d'auteur" sia il giusnaturalismo, invece che domandarsi cosa sia il diritto d'autore. E qui la risposta è certamente "anche". Ci sono perlomeno un paio di millenni di storia in cui la creatività è percepita anche come dono ("scientia donum dei est, unde vendi non potest") che influenzano l'assetto finale alla questione dato in Donaldson o nell'arrét francese del 1791. Poi c'è l'emersione del concetto di originalità assoluta e "genio originale" che dall'illuminismo scozzese con i saggi Edward Young e Alexander Gerard fino all'idealismo tedesco influenza il dibattito in senso marcatamente individualista. Molti e vari fattori, dunque, che hanno traghettato una percezione cumulativa, collaborativa e inclusiva della creatività, dominante per buona parte della storia umana, verso un paradigma esclusivo e individualista.
A presto,
Giancarlo
From: nexa-bounces(a)server-nexa.polito.it [mailto:nexa-bounces@server-nexa.polito.it] On Behalf Of Giorgio Spedicato
Sent: martedì 14 febbraio 2012 03:15
To: Alberto
Cc: nexa(a)server-nexa.polito.it
Subject: Re: [nexa] Rif: RE: Rif: Re: L'Espresso: Ma il copyright è un diritto naturale?
My two cent a questa lunga discussione sul diritto d'autore come diritto naturale o meno.
Allo stato, l'unica risposta scientificamente corretta (indipendentemente dal fatto che la si condivida, dunque) è quella formulata da ultimo da Alberto. Chiedersi se il diritto d'autore è un diritto naturale è una domanda che ha senso solo dopo aver individuato l'orizzonte filosofico di riferimento.
Per un giusnaturalista, la risposta sarà invariabilmente "dipende" (non "si" o "no"), a seconda che egli (semplificando alquanto, ovviamente il discorso è molto più complesso) riesca a dimostrare che il diritto d'autore è un diritto conforme a giustizia.
Per un giuspositivista, la risposta sarà invariabilmente "no", ma non perché non non sia un diritto naturale il diritto d'autore in sé, bensì perché per il giuspositivista non esistono diritti naturali in senso stretto.
Ovviamente dire se sia più corretto, o più condivisibile, l'approccio giusnaturalista o quello giuspositivista è una di quelle classiche domande di filosofia del diritto senza soluzione, e forse anche senza senso. Al massimo si potrà dire che il giuspositivismo, rispetto al giusnaturalismo, è una teoria filosofica più "moderna". Ma riedizioni aggiornate delle teorie giusnaturaliste vengono avanzate con frequenza anche ai tempi nostri.
Altra e diversa domanda è se il diritto d'autore sia o meno un diritto (non naturale bensì) fondamentale, ma mi sembra che non sia l'oggetto di questo thread, dunque la tralascio.
Un'ultima osservazione su Locke.
Mi rendo conto che ormai sia la vulgata classica, ma ci andrei con i piedi di piombo nel citare Locke ogni volta che si parla di fondamento giusnaturalistico del diritto d'autore. Come sa bene chi ha letto i Trattati sul Governo (e non semplici stralci nelle trattazioni dei giuristi, maestri nel piegare le affermazioni altrui a loro uso e consumo), Locke parla espressamente di proprietà sui beni materiali, e non anche su quelli immateriali. Anzi, in altri suoi scritti meno conosciuti (un Memorandum del 1694 sul rinnovo del Licensing Act) Locke assume un attaggiamento di deciso rifiuto nei confronti di una proprietà perpetua - assimilabile a quella sui beni materiali - sulle opere dell'ingegno e ne ammette una tutela solo limitata, in una forma sostanzialmente analoga a quella oggi vigente. Dunque, storicamente parlando, i due Trattati sul Governo non sono assolutamente la prova delle convinzioni giusnaturalisticke di Locke sulla proprietà intellettuale. Al contrario, Locke sul tema ha posizioni molto meno radicali di quanto si pensi (si scagliò anche molto duramente contro il monopolio legale degli Stationers). Visto che è stato citato Justin Hughes, che è peraltro uno degli autori più raffinati e "smart" che abbiano trattato il tema, invito alla lettura del suo "Locke's 1694 Memorandum (and More Incomplete Copyright Historiographies)", reperibile qui: http://papers.ssrn.com/sol3/papers.cfm?abstract_id=936353.
Ampiamente sopravvalutata (dai suoi interpreti, non da Locke), mi sembra anche la portata precettiva della c.d. Lockean proviso "at least where there is enough, and as good, left in common for others". Come ha chiarito la dottrina più accorta (mi riferisco a J. Waldron, Enough and as Good Left for Others, 29 Phil. Q. 319 (1979), la proviso, più che una condicio sine qua non per l'attribuzione di un diritto di proprietà su un bene (materiale), rifletteva la situazione che Locke dava per scontata «in the first Ages of the World», quando l'uomo iniziava ad appropriarsi di ciò che era presente in natura.
Saluti,
Giorgio
Il giorno 14 febbraio 2012 00:57, Alberto <albertobellan(a)gmail.com<mailto:albertobellan@gmail.com>> ha scritto:
Magari per non-giuristi/non-filosofi possono aiutare due parole sul contesto che rende la questione "copyright: diritto naturale?" non oscura, oscurissima.
Il diritto naturale si contrappone, in linea di principio, al diritto positivo.
Il diritto naturale, come dice Paolo, è il diritto che esiste (anzi: pre-esiste) al diritto. E' un diritto universale comune a tutti gli uomini, che sono tenuti a obbedire alle regole del diritto naturale in quanto giuste. Il diritto naturale è diritto giusto perché è conforme alla morale. Esempio di diritto naturale: il diritto alla vita.
Il diritto positivo è il diritto che c'è in quanto è stato creato dagli uomini riuniti in una società che ha delegato la formazione di norme a uno o più legislatori. Esempi di regole positive: l'articolo del c.p. che vieta l'omicidio; una qualsiasi ordinanza del sindaco.
Semplificando orrendamente: la scuola filosofica giuspositivista afferma la necessità di obbedire alle norme positive semplicemente in quanto norme. La scuole giusnaturalista ammette l'esistenza del diritto solo nella misura in cui è conforme al diritto naturale e quindi alla morale: la norma che non è conforme alla morale non è giusta, quindi non è norma e quindi non merita obbedienza, anzi: merita disobbedienza (vedere Norimberga).
Due semplici e belle monografie che illustrano questa contrapposizione e le sue mille sfumature sono "Manuale di Filosofia del Diritto" di Mauro Barberis (2011) e "Introduzione all'analisi del diritto" di Carlos Nino (1996), entrambe uscite per Giapichelli.
*****
Chiedere se il copyright è un diritto naturale equivale a chiedere se il copyright è conforme a morale.
La risposta credo sia no, ma non perché non è enforceable o per le lobby che lo sostengono o per ragioni economiche.
Il copyright non è un diritto naturale perché il diritto naturale probabilmente non esiste. Il diritto naturale è una categoria che presuppone l'esistenza di un unico sistema di valori uguali per tutti, di un'unica morale che fonda e pre-esiste al diritto. La categoria di diritto naturale nega ogni relativismo, è un'idea un po' cattolica che non tiene conto del fatto che esistono tante morali quante sono le collettività (e, in una società complessa, quante sono le collettività all'interno delle collettività).
Che ci siano persone che ritengono il copyright essenziale (o addirittura "naturale"), che ce ne siano altre che lo considerano il male assoluto e altre ancora che stanno a discutere su come qualificarlo è la migliore dimostrazione che tanto il copyright quanto la stragrande maggioranza dei nostri strumenti giuridici sono solo il frutto del nostro tempo e del nostro spazio. Non sono "giusti" o "naturali". Sono. E possono essere cambiati.
Buonanotte,
Alberto
PS: sempre su Locke, invece, consiglio questo Philosophy of Intellectual Property<http://www.justinhughes.net/docs/a-ip01.pdf> di Justin Hughes, un professore della Cardozo che ora credo sia anche uno dei rappresentanti degli US alla WIPO.
Il giorno 13 febbraio 2012 23:17, Paolo Brini <paolo.brini(a)iridiumpg.com<mailto:paolo.brini@iridiumpg.com>> ha scritto:
I diritti naturali sono quei diritti universali, inalienabili e indipendenti da qualsiasi impianto legislativo, in accordo con quanto dichiarato dai filosofi citati.
Il copyright nasce come forma di censura, poi diventa concessione/privilegio di sfruttamento in regime di monopolio, con la scusa che il danno alla collettività e al mercato introdotto da un monopolio artificiale sia come minimo compensato dal progresso delle arti e della scienza. Il presunto obiettivo primario del copyright (e altre forme di monopolio intellettuale) è il beneficio della collettività.
In questo senso il copyright è oggi una RESTRIZIONE dei diritti naturali, tanto per fare un esempio del diritto alla proprietà (es. se acquisto certi e-book, software, musica ecc. in formato digitale ho una restrizione a tale diritto in quanto non sono libero di rivenderlo, fruirlo con modalità diverse, modificarlo, prestarlo, copiarlo su periferiche diverse ecc.).
La restrizione dei diritti naturali era praticabile ed imponibile in un regime di scarsità artificiale. Tale regime non esiste più. In particolare, oggi il copyright nell'ambiente digitale si deve scontrare con il paradosso del copyright sui numeri naturali. Siccome ogni opera digitalizzata è un numero naturale (un intero positivo), limitare o proibire la copia di tale numero naturale e di tutti i numeri naturali da esso derivati tramite qualsiasi algoritmo (per es. il numero che si ottiene rippando un DVD e codificandolo in XviD) implica ampliare il copyright ai numeri naturali. Oltre tutto, la copia di un numero naturale per quanto "grande" attualmente ha costo quasi-zero.
Leggendo anche le opere citate nella discussione, la mia personalissima opinione è che sostenere il copyright (sottolineo copyright, non diritto di attribuzione paternità dell'opera) sia niente di più che il canto del cigno di nostalgici della scarsità artificiale, aizzati da una potente lobby che ha tutto da guadagnare, in termini economici, dal protrarre il più a lungo possibile la guerra contro la libertà di accesso alle informazioni: quella degli avvocati specializzati in "proprietà intellettuale".
L'enforcement del copyright è ormai fallito da oltre un decennio. Attualmente le violazioni del copyright quotidiane si possono contare a centinaia di milioni (letteralmente, nell'arco di 24 ore) e non esiste nessuna soluzione tecnica nemmeno lontanamente praticabile che sia realistica (inclusa la "chiusura" di Internet). Questo mi fa pensare che, diritto naturale o meno, è arduo discutere di copyright senza tenere conto che in ogni caso non è più possibile, proprio tecnicamente, far rispettare questo monopolio artificiale.
Ciao,
Paolo
Il 13/02/2012 22:07, a.dicorinto(a)uniroma1.it<mailto:a.dicorinto@uniroma1.it> ha scritto:
Bene, grazie.
Un'ultima domanda. Se ho capito bene il copyright è un diritto naturale. Ma secondo quale dottrina? Vale in tutti gli ordinamenti giuridici? E se tu usi il virgolettato vuol dire che può essere interpretato?
Grazie per i chiarimenti.
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"The Net interprets censorship as damage and routes around it."
- John Gilmore
-----Maurizio Borghi <Maurizio.Borghi(a)brunel.ac.uk><mailto:Maurizio.Borghi@brunel.ac.uk> ha scritto: -----
Per: "a.dicorinto(a)uniroma1.it"<mailto:a.dicorinto@uniroma1.it> <a.dicorinto(a)uniroma1.it><mailto:a.dicorinto@uniroma1.it>
Da: Maurizio Borghi <Maurizio.Borghi(a)brunel.ac.uk><mailto:Maurizio.Borghi@brunel.ac.uk>
Data: 13/02/2012 08.32PM
Cc: "nexa(a)server-nexa.polito.it"<mailto:nexa@server-nexa.polito.it> <nexa(a)server-nexa.polito.it><mailto:nexa@server-nexa.polito.it>
Oggetto: RE: [nexa] Rif: Re: L'Espresso: Ma il copyright è un diritto naturale?
La risposta è "sì". Ma questo non vuol dire che sia un diritto assoluto e illimitato. La più ovvia limitazione è costituita dal "diritto naturale" degli altri (e.g. diritto del pubblico a fruire dell'opera, diritto degli altri autori a utilizzare le idee espresse nell'opera, ecc.).
Grazie Juan Carlos per il bell'articolo di Costantini che non conoscevo.
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From: nexa-bounces(a)server-nexa.polito.it<mailto:nexa-bounces@server-nexa.polito.it> [nexa-bounces(a)server-nexa.polito.it<mailto:nexa-bounces@server-nexa.polito.it>] On Behalf Of a.dicorinto(a)uniroma1.it<mailto:a.dicorinto@uniroma1.it> [a.dicorinto(a)uniroma1.it<mailto:a.dicorinto@uniroma1.it>]
Sent: 13 February 2012 19:26
To: demartin(a)polito.it<mailto:demartin@polito.it>
Cc: nexa(a)server-nexa.polito.it<mailto:nexa@server-nexa.polito.it>
Subject: [nexa] Rif: Re: L'Espresso: Ma il copyright è un diritto naturale?
Grazie a tutti e grazie a Maurizio per la sottolineatura.
La discussione è bella e utile, ma per me che non sono un giurista, ha dei tratti un poco oscuri.
La domanda mi pare che rimane "il copyright è un diritto naturale?". Non dico di rispondere si o no, ma mi aiutate con delle risposte semplici a capirlo?
grazie, a dopo.
**********************
"The Net interprets censorship as damage and routes around it."
- John Gilmore
-----nexa-bounces(a)server-nexa.polito.it<mailto:nexa-bounces@server-nexa.polito.it> ha scritto: -----
Per: nexa(a)server-nexa.polito.it<mailto:nexa@server-nexa.polito.it><mailto:nexa@server-nexa.polito.it>
Da: "J.C. DE MARTIN"
Inviato da: nexa-bounces(a)server-nexa.polito.it<mailto:nexa-bounces@server-nexa.polito.it><mailto:nexa-bounces@server-nexa.polito.it>
Data: 13/02/2012 07.04PM
Oggetto: Re: [nexa] L'Espresso: Ma il copyright è un diritto naturale?
Mi chiedo quanto quel "mindset" influenzi ancora il dibattito USA sul copyright.
Sospetto non poco.
juan carlos
On 13/2/12 12:52 PM, J.C. DE MARTIN wrote:
E già che ci siamo, aggiungo che proprio quel "lineage" Grozio-Locke connota fortemente
i pellegrini puritani a inizio '600 e il loro approccio alla proprietà, come racconta Dino Costantini
qui: http://eprints.sifp.it/28/1/costantini.html.
Mi quanto quel "mindset" influenzi ancora il dibattito USA sul copyright.
Sospetto non poco.
juan carlos
On 13/2/12 12:37 PM, Giancarlo Frosio wrote:
Assolutamente d'accordo. La fonte storica e teoretica della natura anti-monopolisitca del "diritto naturale" sta, tra l'altro, in questo passaggio di Locke: "[f]or this Labour being the unquestionable Property of the Labourer, no Man but he can have a right to what that is once joined to, at least where there is enough, and as good left in common for others" (John Locke, Two Treatise of Government § 27 (1690)). Il pensiero di Ugo Grozio poi è altra fonte sostanziale (Hugo Grotius, II De Iure Belli ac Pacis XII § 16 (1625)). Certo che poi quel che Crawford Macpherson ha chiamato "possessive individualism" ha colorato il giusnaturalismo di Locke, e in particolare di Hobbes, di tinte iper-proprietarie.
A presto,
Giancarlo
_________________________________
Giancarlo F. Frosio
Avvocato
LLM (Strathclyde), LLM (Duke)
Duke University School of Law
SJD Candidate & Visiting Instructor
giancarlo.frosio(a)law.duke.edu<mailto:giancarlo.frosio@law.duke.edu><mailto:giancarlo.frosio@law.duke.edu>
WIPO-Turin Law School
Master of Laws (LLM) in IP law
Assitant Director
LLMADir(a)itcilo.org<mailto:LLMADir@itcilo.org><mailto:LLMADir@itcilo.org>
-----Original Message-----
From: nexa-bounces(a)server-nexa.polito.it<mailto:nexa-bounces@server-nexa.polito.it><mailto:nexa-bounces@server-nexa.polito.it> [mailto:nexa-bounces@server-nexa.polito.it] On Behalf Of Maurizio Borghi
Sent: lunedì 13 febbraio 2012 08:31
To: nexa(a)server-nexa.polito.it<mailto:nexa@server-nexa.polito.it><mailto:nexa@server-nexa.polito.it>
Subject: Re: [nexa] L'Espresso: Ma il copyright è un diritto naturale?
Vedo spesso in questa lista riferimenti al "diritto naturale", quasi sempre nel senso di un presunto "peccato originale" del copyright... Vorrei però fare presente che "diritto naturale" non è affatto sinonimo di "copyright più forte" / "pubblico dominio più debole". Al contrario, il diritto naturale permette una definizione più ampia e rigorosa del pubblico dominio rispetto all'approccio strumentale / utilitarista. Consiglio a questo proposito la lettura di Hugh Breakey, "Natural Intellectual Property Rights and the Public Domain", The Modern Law Review, 73(2), 2010, pp.208-239 (per chi non ha accesso alla MLR tramite Westlaw o LexisNexis, posso inviare il pdf)
Un cordiale saluto
Maurizio Borghi
_______________________________________
Dr Maurizio Borghi
Law Lecturer
Brunel University London
Uxbridge, Middlesex
UB8 3PH
http://www.brunel.ac.uk/law/people/academic/maurizio-borghi
________________________________________
From: nexa-bounces(a)server-nexa.polito.it<mailto:nexa-bounces@server-nexa.polito.it><mailto:nexa-bounces@server-nexa.polito.it> [nexa-bounces(a)server-nexa.polito.it<mailto:nexa-bounces@server-nexa.polito.it><mailto:nexa-bounces@server-nexa.polito.it>] On Behalf Of a.dicorinto(a)uniroma1.it<mailto:a.dicorinto@uniroma1.it><mailto:a.dicorinto@uniroma1.it> [a.dicorinto(a)uniroma1.it<mailto:a.dicorinto@uniroma1.it><mailto:a.dicorinto@uniroma1.it>]
Sent: 13 February 2012 13:34
To: nexa(a)server-nexa.polito.it<mailto:nexa@server-nexa.polito.it><mailto:nexa@server-nexa.polito.it>
Subject: [nexa] L'Espresso: Ma il copyright è un diritto naturale?
Ciao a tutti, tutte-
avevo dimenticato di segnalarvi un pezzo sul copyright (e Scotus e Pipa e Acta) per L'Espresso dove cito il lavoro di Marco Ricolfi e le interviste fatte a Philippe Agraine e Bruce Perens (che verranno pubblicate a latere successivamente).
PS: Caro Philippe, il tuo libro sarà recensito ad hoc.
a presto
Art
<http://espresso.repubblica.it/dettaglio/ma-il-copyright-%C3%A3%C2%A8-un-dir…>
Ma il copyright è un diritto naturale?
di Arturo Di Corinto
L'attuale legislazione a difesa del diritto d'autore è inadatta al nuovo contesto digitale
(08 febbraio 2012)
http://espresso.repubblica.it/dettaglio/ma-il-copyright-%C3%A3%C2%A8-un-dir…
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"The Net interprets censorship as damage and routes around it."
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Feb. 14, 2012
ESN-IAMCR CfP Deadline Extension: *February 28th, 2012*
by Francesca Musiani
Dear colleagues,
please note that the deadline for presenting your abstract to the ESN
section of the 2012 IAMCR conference has been extended to *February
28th*. Apologies for cross-posting.
Regards,
Francesca
----
Announcement of Deadline Extension for IAMCR Durban 2012
The deadline for submissions of abstracts of papers and panel
proposals for the IAMCR Durban 2012 Conference has been extended to
February 28, 2012. This will permit applicants from all continents who
could not make the earlier deadline to now submit their abstracts or
panels for consideration for Durban.
The conference is to be held from July 15-19, 2012 at the Howard
College Campus of the University of KwaZulu Natal (UKZN) in Durban,
South Africa.
The 2012 IAMCR conference will be held under the general theme,
'South-North Conversations'. The theme calls for balanced and
empowering narratives between communications thinkers in developing
countries, sometimes referred to as the 'global south' and those of
the developed countries in the 'north'. It seeks to expose the
interactive linkage of ideas and research initiatives within and
across development and cultural regions.
Participants in the conference will interrogate the compatibilities
and disjunctures in media and communication concepts originating
respectively from the ‘Global South’ and the 'Global North'. In
choosing the theme ‘South-North Conversations’, the conference
organisers acknowledge that the ‘South’ has something important to say
to the ‘North’, and vice versa, and further that the ‘North’ has
something to gain from its relationships with the ‘South’. The concept
of 'conversations', indicates peer-to-peer dialogue, and a more
interdependent vision of global conceptual engagements.
The conference will also seek to explore the varied modalities and
technologies of communication, new methods of media flows and of
associated identity creation, image-making and perceptions globally.
It will examine the diverse forms of technology transfers and
literacies from differently-situated regions of the globe, and
differently- situated communities within regions, countries or
organisations.
Contributions from both established researchers as well as from young
and emerging scholars are equally encouraged.
Selected Issues
Some of the sub-themes that lend themselves to exploration across many
of the IAMCR Sections and Working groups include:
• Revisiting 20th century media and communication constructs
• Critically evaluating communications research in the global south
• Uneven access to technological, political and social capital
• Varied access to information technologies
• Alternative media literacies
• Issues of the so-called ‘digital divide’ post WSIS
• Asymmetrical news and information flows
• Trend lines and origins of innovations, apps and new media
• The spectre or reality of cultural imperialism: regional, global
• Fighting back: empowerment of the local and regional
• Local languages – a growth area or reversals in current global media
eco-systems
• Media development, democracy and ethics
• Social media, challenge and advocacy
• Users and service providers: north and south
• Communication as a tool of empowerment of the marginalised and the stigmatized
• Global media hegemony, regional hegemony and counter hegemony
• Whose story?: competing historical narratives of communication from
the north and south
• Any other topic related to the general conference theme
Submission of Abstracts
Each Section and Working Group of the IAMCR has issued its own Call
for Papers, based on the general thematic outline above. The list of
Sections and Working Groups and links to their respective Calls may be
found at the Conference website below. The deadline extension to
February 28 applies to ALL IAMCR Section and Working Groups, and
supersedes any prior deadline notations which may appear on some
earlier announcements.
Abstracts should be submitted only via the central Open Conference
System (OCS) at http://iamcr-ocs.org/.
Deadlines
In light of the new abstracts deadline of February 28, 2012. The OCS
system at http://iamcr-ocs.org/ will also close on February 28, 2012.
Decisions on acceptance of abstracts will be communicated to
individual applicants by their Section or Working Group Heads no later
than March 19, 2012.
Conference registration will open as originally scheduled on March 12,
2012 for bookings by participants.
For those whose abstracts are accepted, full conference papers are to
be submitted via the IAMCR OCS by June 10, 2012.
Guidelines for Abstracts
Abstracts should be between 300 and 500 words in length.
http://www.iamcr-ocs.org/
www.iamcr-ocs.org
On Tue, Jan 31, 2012 at 6:47 PM, Francesca Musiani
<francesca.musiani(a)gmail.com> wrote:
> Dear colleagues,
>
> just a reminder that the deadline for presenting your abstract
> proposals for the Emerging Scholars Network section of the 2012 IAMCR
> conference is two weeks away, *February 14th*. Apologies for
> cross-posting.
>
> Best regards,
> Francesca
>
> ----------------
>
> International Association for Media and Communication Research (IAMCR)
>
> DURBAN 2012
>
> EMERGING SCHOLARS NETWORK SECTION CALL FOR PAPERS
>
>
>
> The Emerging Scholars Network (ESN) invites you to participate in the
> 2012 International Congress of the IAMCR to be held on July 15-19,
> 2012 at the Howard College Campus of the University of KwaZulu Natal
> (UKZN) in Durban, South Africa. This year’s theme is South North
> Conversations. We call for general academic papers in Communication
> and Media Studies as well as papers addressing the concrete conference
> theme.
>
> Diverging from traditional world systems implications, this theme
> reflects the asymmetry of global communication flows, without
> suggesting the negatives that usually accompany discussions of the
> 'digital divide' within the context of the “global south.” The term
> ‘global south’ refers to countries, territories and communities that
> have been excluded from the mainstream of economic, social and
> communication development. In much of the discourse around global
> geo-politics, these countries and communities are still regarded as
> the recipients of economic and technical largesse from more developed
> sources. It is the theme of this conference to interrogate this
> assumption, and to emphasize the communicative empowerment and the
> positive potential of media and communication in and from the ‘Global
> South’. For more information on this year’s conference theme please
> see the general call for papers.
>
> The ESN is a section dedicated to the work and careers of emerging
> scholars in the field of media and communication. Hence, we especially
> look for works in progress from graduate students and new university
> instructors/professors who are interested in substantial feedback and
> comments intended to advance their projects.
>
>
>
> The ESN organizes emerging scholar panels and joint panels with other
> sections. Our emerging scholar panels provide a comfortable
> environment for the presentation of theses and works in progress,
> where emerging scholars can receive feedback from colleagues also at
> the beginning of their careers and from senior scholars who act as
> respondents to individual papers. The joint panels with other sections
> allow for the exchange of ideas with senior scholars in the field and
> networking. Should there be enough submissions we are planning to
> co-sponsor panels together with the following IAMCR Sections and
> Working Groups: Law Section; Gender and Communication Section; Media
> Education Section; Political Communication Section; Health,
> Communication and Change Working Group; and the Task Force on Media
> Policies.
>
>
>
> In line with the purpose of our section, the ESN also organizes panels
> about issues affecting emerging scholars, such as:
>
>
>
> - Publishing research results;
>
> - Mentoring and the Student-mentor relationship;
>
> - Academic work and academic jobs;
>
> - Neoliberalism in the academy;
>
> - Language barriers in academia.
>
>
>
> Scholars who wish to organize or contribute to an issue-related panel
> are welcome to contact Sara Bannerman at Sara.Bannerman [at] gmail.com
> and Stefania Milan at stefania.milan [at] eui.eu.
>
> SUBMISSIONS
> The deadline for submission of abstracts is February 14, 2012. Please
> note that this deadline will not be extended.
> The OCS system at http://iamcr-ocs.org will open on December 1, 2012,
> and will close on February 14, 2012.
> Decisions on acceptance of abstracts will be communicated to
> individual applicants by their Section or Working Group Head no later
> than March 12, 2012.
> On the same day, March 12, 2012, conference registration will open for
> bookings by participants.
>
> For those whose abstracts are accepted, full conference papers are to
> be submitted via the IAMCR OCS by June 10, 2012.
>
> - Questions may be addressed to the section co-chairs,
> Stefania Milan stefania.milan(a)eui.eu and Sara Bannerman at
> Sara.Bannerman(a)gmail.com.
>
> - Submissions must include author name(s), affiliation,
> address, e-mail address, and paper title.
>
> - If you are submitting a work in progress, we welcome your
> submission! Please state that it is a work in progress in your
> abstract.
>
> - Abstracts should be 250-300 words.
>
>
>
> Please also take a look at our suggestions on how to write an
> abstract: http://iamcr.org/component/docman/doc_download/315-2010-esn-how-to-write-an…
>
>
>
> New ! Special Call ESN in Spanish / ESN Hispanohablante
>
>
>
> El grupo de estudios ESN Hispanohablante y Comunicación
> Latinoamericana abre una convocatoria para presentar trabajos en
> idioma español en la Conferencia IAMCR 2012. Para el grupo ESN
> Hispanohablante y Comunicación Latinoamericana es especialmente
> pertinente el tema de la conferencia en Durban, “Conversaciones
> Norte-Sur”, que vincula los problemas sociales, las propuestas de
> desarrollo sostenible, y los contextos interculturales de América
> Latina con varias perspectivas de comunicación ciudadana, estudios de
> recepción, comunicación para el desarrollo y metodologías
> participativas de la comunicación.
>
>
>
> Invitamos investigadores emergentes a presentar propuestas de ponencia
> en idioma español y con un enfoque latinoamericano de la comunicación,
> que pone énfasis en comunicaciones y contextos socioculturales
> diferentes; reflexiona en lo intercultural e interdisciplinar,
> adecuando epistemologías, definiciones y metodologías de la
> comunicación a la realidad social. Los planteamientos de la
> comunicación en América Latina incluyen la diversidad de sujetos
> múltiples, negociando identidades y significados ante la modernidad y
> procesos de urbanización, mestizaje sociocultural, nuevas narrativas,
> medios, lugares y espacios de la comunicación.
>
>
>
> Para dudas o preguntas antes de enviar la propuesta, se puede
> escribir a Franklin Cornejo (fcu_75(a)yahoo.com) coordinador de
> ESN-Hispanohablante y Comunicación Latinoamericana y a la
> coordinadora de comunicación de ESN Francesca Musiani
> (francesca.musiani(a)gmail.com)
>
>
>
> MORE INFORMATION AND UPDATES ABOUT THE ESN
>
> - Please take a look at our website ((http://iamcr.org/s-wg/cctmc/esn)
> - Join the ESN Facebook group
> (http://www.facebook.com/group.php?gid=44068562342)
> - Or subscribe to the ESN listserv
> (http://iamcr.org/mailman/listinfo/esn_iamcr.org)
>
>
>
> --
> Francesca Musiani
>
> Ingénieur de recherche ARMINES
> Doctorante, Centre de Sociologie de l'Innovation (associé au CNRS, UMR7185)
> MINES ParisTech
> 60, Boulevard Saint Michel
> 75272 PARIS Cedex 06 France
>
> 33 (0)1 40 51 92 77
> 33 (0)6 45 31 90 53
> francesca.musiani(a)mines-paristech.fr
> Site: www.csi.mines-paristech.fr/Perso/Musiani/
> Projet ADAM: adam.hypotheses.org
>
> Incoming Chair, Outreach & Partnerships Committee, Global Internet
> Governance Academic Network (GigaNet) (http://giga-net.org/)
> Communications coordinator, Emerging Scholars Network, IAMCR
> (http://iamcr.org/s-wg/cctmc/esn)
--
Francesca Musiani
Ingénieur de recherche ARMINES
Doctorante, Centre de Sociologie de l'Innovation (associé au CNRS, UMR7185)
MINES ParisTech
60, Boulevard Saint Michel
75272 PARIS Cedex 06 France
33 (0)1 40 51 92 77
33 (0)6 45 31 90 53
francesca.musiani(a)mines-paristech.fr
Site: www.csi.mines-paristech.fr/Perso/Musiani/
Projet ADAM: adam.hypotheses.org
Incoming Chair, Outreach & Partnerships Committee, Global Internet
Governance Academic Network (GigaNet) (http://giga-net.org/)
Communications coordinator, Emerging Scholars Network, IAMCR
(http://iamcr.org/s-wg/cctmc/esn)
Feb. 14, 2012
Released Neubot 0.4.8
by Simone Basso
Released Neubot 0.4.8
http://www.neubot.org/neubot-0.4.8
Version 0.4.8 is the latest generally-available stable release of
Neubot, distributed for Ubuntu >= 10.04, MacOSX >= 10.6, Windows >=
XP SP3 and FreeBSD as well as in source format (.tar.gz and .zip).
If you have already installed Neubot for Ubuntu, MacOSX or FreeBSD,
it should update automatically, and we just kindly ask you to verify
that this is the case. As a rule of thumb, if it has not updated
after a couple of weeks, well... "Houston, we have a problem."
Neubot for Windows, instead, needs manual intervention and you can
find instructions here:
http://www.neubot.org/install-windows#upgrade
Instructions for installing from scratch are available here:
http://www.neubot.org/download
This release contains 95 patches. The diffstat says: 108 changed
files with 3,155 additions and 261 deletions.
Here are the most relevant changes:
- Perform measurements using M-Lab servers in most cases.
Neubot's master server was already redirecting non-Italian users
to M-Lab servers in most cases (more on the corner cases later).
While Italian users were still using the master server, installed
at TopIX, the Turin and Piedmont distributed Internet exchange.
The recent installation of Italian M-Lab servers at TopIX allows the
Neubot project to use those servers for Italian users. That reduces
the load on the master server, which means that the server can now
perform more computation during the rendezvous. In this respect,
there are plans to return name and prefix of the client's network to
build filters for preventing automatic tests in certain networks,
e.g. to avoid consuming bandwith when using a 3G Internet key with
a small bandwidth cap.
Of course, the master server is still used by people that (i) are
running old versions (pre 0.4.6) and (ii) have not provided the
permission to publish their Internet address. Support for those
clients will cease with the release of Neubot 0.5.0, and the Neubot
project urges everyone that is running an old client to upgrade to
at least 0.4.6.
Link to the relevant commit:
https://github.com/neubot/neubot/commit/6bdfc6f3
- Implement scalable server-side data collection.
Historically, Neubot has saved results on a sqlite3 database, both on
the user and on the server side. The problem with this approach is
that the database can't be published without postprocessing, and that
reduces the scalability of data collection.
At the same time, the M-Lab project was already using a scalable data
collection mechanism for other hosted projects. The general idea is
that each result is a file on the server file system, and results are
periodically harvested using rsync and then published on the web.
Starting from this release Neubot employs a file-based backend on
the server side, allowing the M-Lab project to perform scalable
data collection and publishing. On the user side Neubot is still
using the sqlite3 database, which simplifies the web user interface
implementation.
Link to the relevant commit:
https://github.com/neubot/neubot/commit/0876e7c7
- MacOSX, Ubuntu: Allow to automatically follow development
Starting from this version of Neubot, it is possible for users
to automatically follow development. Following the development
you will be able to run release candidate versions and you'll
help to test the code before the release.
Instructions for MacOSX users here:
http://www.neubot.org/macos-automatically-follow-development
For Debian and Ubuntu here:
http://www.neubot.org/ubuntu-automatically-follow-development
Link to the relevant commit:
https://github.com/neubot/neubot/commit/01141beb
- Improve geographic redirection table
To redirect users to the closest M-Lab server, Neubot master server
uses a redirection table. In general, this table maps countries
and continents to one (or more) M-Lab servers. The master server
code geolocates the client address and checks whether there are one
or more servers in the client's country. If so, it checks thee
redirection table, loads all the servers in the country, and returns
one server at random. Otherwise, if there isn't a server in the
country, the master server loads all the servers in the continent
and returns the address of one of them at random.
However, the previous incarnation of the redirection table was
listing just one server per country or continent. The rationale
of that design choice was to always redirect a set of users to the
same server, for consistent performances. The idea was to avoid to
redirect a user in Spain once to, say, a server in UK and another
time to a server in Greece, with radically different latency and
possibly affecting performances. Of course, the drawback of this
choice was that available M-Lab servers were not used efficiently.
The Neubot project was aware of that, and that was meant to be just
a temporary arrangement, for starting Neubot deployment on M-Lab.
To use more efficiently the available M-Lab servers, the improved
redirection table lists all the available servers within a country.
As a consequence, users that live in a country that hosts M-Lab
servers now perform tests with one of those servers at random.
For other users, the old approach is still in place, and they will
always perform tests with the default server for their continent.
Proper redirection for users that live in a country where there are
no M-Lab servers will be implemented in the next Neubot releases.
The plan is to delegate the redirection step to DONAR, a specialized
DNS server, tightly integrated with M-Lab, that can automatically
return the address of the closest M-Lab server.
Link to the relevant commit:
https://github.com/neubot/neubot/commit/d704625e
- Remove /api/configlables and rewrite /api/config API
This change conceptually belongs to the code-rationalization dept.,
however it is mentioned explicitly because it affects the API between
the Neubot and its web user interface.
Link to the relevant commit:
https://github.com/neubot/neubot/commit/bd084f77
- Bug fixes
Starting from Neubot 0.4.6 I've started collecting know bugs
information at:
https://github.com/neubot/neubot/wiki/errata
Here is the list of bugs that have been fixed since the previous
release, along with the link to the relevant commit:
* [2012-01-24] In privacy policy v2.0, Measurement-Lab URI is
incorrectly reported to be http://www.measurement-lab.net/about,
but the correct URI is http://www.measurementlab.net/about. Fixed
by this commit:
https://github.com/neubot/neubot/commit/57801743
* [2012-01-24] When a test starts, the results of the last test
are not properly cleared in the right sidebar. As a result,
if the test fails, you see in the right sidebar the name
of the new test and the results of the old test. Reported
by Alessio Palmero Aprosio, thanks! Fixed by this commit:
https://github.com/neubot/neubot/commit/593639f9
* [2012-01-24] Under Windows 7, Neubot uninstaller does not show
up in the control panel. Should you want to uninstall Neubot,
you must do that manually, invoking the uninstall.exe
program at ``C:\Users\USER\Neubot``, where USER is your user
name. Reported by Alessandro Longo, thanks! Fixed by this
commit:
https://github.com/neubot/neubot/commit/3cc80abd
* [2012-01-24] The update.html page does not load at a
minimum the state.js javascript and, as a results, the
right sidebar is not initialized. Fixed by this commit:
https://github.com/neubot/neubot/commit/342aef26
* [2012-01-25] The neubot-nox-0.4.6-1_all.deb file was missing in
the releases directory. Spotted by my aunt (!), thanks! This is
now fixed in the releases site.
* [2012-01-25] The testing-only codepath for speedtest
and bittorrent should nonetheless check the privacy
settings. Noted while helping Tiziana to debug a
Neubot problem with her laptop. Fixed by this commit:
https://github.com/neubot/neubot/commit/22d3ad5f
- More code rationalizations, cleanups and regression tests.
Full change log available here:
https://raw.github.com/neubot/neubot/0.4.8/ChangeLog
Diff since previous version here:
https://github.com/neubot/neubot/compare/0.4.6...0.4.8
Commit history here:
https://github.com/neubot/neubot/commits/0.4.8
SHA256sums here:
https://github.com/neubot/neubot/wiki/sha256
Errata here:
https://github.com/neubot/neubot/wiki/errata
Data here:
http://www.neubot.org/data
Thank you,
Simone <http://www.neubot.org/people#basso>
Feb. 14, 2012
Berkman Center Webcast live oggi ore 18.30 - Mate Choice in an Online Dating Site
by Giuseppe Futia
*Mate Choice in an Online Dating Site
*
***
*
<http://cyber.law.harvard.edu/events/luncheon/2012/01/monroy-hernandez>http://cyber.law.harvard.edu/events/luncheon/2012/02/lewis
*Kevin Lewis, Berkman Center Fellow*
Today, 6.30 pm
Webcast live: http://cyber.law.harvard.edu/interactive/webcast
http://nexa.polito.it/berkman-webcast-live
The 21st century has witnessed a transformation of the American
dating scene: Online dating—previously a marginalized social
practice—has skyrocketed in popularity to become one of the primary
ways that singles meet and mate today. While clearly an empirical
topic worthy of study in its own right, data from online dating
sites also offer an unprecedented opportunity to address questions
of longstanding interest to social scientists. In this talk, I
introduce a new social network dataset based on behavioral data from
a popular online dating site; discuss the utility of these data for
understanding the shape of contemporary stratification systems; and
provide a first look at the dynamics of inequality, exclusion, and
gender asymmetry that characterize the early stages of mate choice.
*About Kevin*
Kevin is a Ph.D. Candidate in the Department of Sociology and a
fellow at the Berkman Center for Internet & Society. Over the past
several years he has overseen the development of a new cultural,
multiplex, and longitudinal social network dataset using data from
Facebook. This dataset has given rise to a number of collaborative
projects exploring the intersection of social networks, cultural
tastes (with Jason Kaufman and Marco Gonzalez), race/ethnicity (with
Andreas Wimmer), and online privacy. Other current projects include
a comparative study of culture in action in the context of
contemporary tattooing; an analysis of reciprocity and dominance in
a gang homicide network (with Andrew Papachristos); and an
exploration of the "structure of activism" based on the Save Darfur
campaign (with Jens Meierhenrich). His dissertation examines
stratification in the early stages of mate choice using data from a
popular online dating site.
Feb. 14, 2012
Re: [nexa] Rif: RE: Rif: Re: L'Espresso: Ma il copyright è un diritto naturale?
by Giorgio Spedicato
My two cent a questa lunga discussione sul diritto d'autore come diritto
naturale o meno.
Allo stato, l'unica risposta scientificamente corretta (indipendentemente
dal fatto che la si condivida, dunque) è quella formulata da ultimo da
Alberto. Chiedersi se il diritto d'autore è un diritto naturale è una
domanda che ha senso solo dopo aver individuato l'orizzonte filosofico di
riferimento.
Per un giusnaturalista, la risposta sarà invariabilmente "dipende" (non
"si" o "no"), a seconda che egli (semplificando alquanto, ovviamente il
discorso è molto più complesso) riesca a dimostrare che il diritto d'autore
è un diritto conforme a giustizia.
Per un giuspositivista, la risposta sarà invariabilmente "no", ma non
perché non non sia un diritto naturale il diritto d'autore in sé, bensì
perché per il giuspositivista non esistono diritti naturali in senso
stretto.
Ovviamente dire se sia più corretto, o più condivisibile, l'approccio
giusnaturalista o quello giuspositivista è una di quelle classiche domande
di filosofia del diritto senza soluzione, e forse anche senza senso. Al
massimo si potrà dire che il giuspositivismo, rispetto al giusnaturalismo,
è una teoria filosofica più "moderna". Ma riedizioni aggiornate delle
teorie giusnaturaliste vengono avanzate con frequenza anche ai tempi
nostri.
Altra e diversa domanda è se il diritto d'autore sia o meno un diritto (non
naturale bensì) fondamentale, ma mi sembra che non sia l'oggetto di questo
thread, dunque la tralascio.
Un'ultima osservazione su Locke.
Mi rendo conto che ormai sia la vulgata classica, ma ci andrei con i piedi
di piombo nel citare Locke ogni volta che si parla di fondamento
giusnaturalistico del diritto d'autore. Come sa bene chi ha letto i
Trattati sul Governo (e non semplici stralci nelle trattazioni dei
giuristi, maestri nel piegare le affermazioni altrui a loro uso e consumo),
Locke parla espressamente di proprietà sui beni materiali, e non anche su
quelli immateriali. Anzi, in altri suoi scritti meno conosciuti (un
Memorandum del 1694 sul rinnovo del Licensing Act) Locke assume un
attaggiamento di deciso rifiuto nei confronti di una proprietà perpetua -
assimilabile a quella sui beni materiali - sulle opere dell'ingegno e ne
ammette una tutela solo limitata, in una forma sostanzialmente analoga a
quella oggi vigente. Dunque, storicamente parlando, i due Trattati sul
Governo non sono assolutamente la prova delle convinzioni
giusnaturalisticke di Locke sulla proprietà intellettuale. Al contrario,
Locke sul tema ha posizioni molto meno radicali di quanto si pensi (si
scagliò anche molto duramente contro il monopolio legale degli Stationers).
Visto che è stato citato Justin Hughes, che è peraltro uno degli autori più
raffinati e "smart" che abbiano trattato il tema, invito alla lettura del
suo "Locke’s 1694 Memorandum (and More Incomplete Copyright
Historiographies)", reperibile qui:
http://papers.ssrn.com/sol3/papers.cfm?abstract_id=936353.
Ampiamente sopravvalutata (dai suoi interpreti, non da Locke), mi sembra
anche la portata precettiva della c.d. Lockean proviso "at least where
there is enough, and as good, left in common for others". Come ha chiarito
la dottrina più accorta (mi riferisco a J. Waldron, Enough and as Good Left
for Others, 29 Phil. Q. 319 (1979), la proviso, più che una condicio sine
qua non per l’attribuzione di un diritto di proprietà su un bene
(materiale), rifletteva la situazione che Locke dava per scontata «in the
first Ages of the World», quando l’uomo iniziava ad appropriarsi di ciò che
era presente in natura.
Saluti,
Giorgio
Il giorno 14 febbraio 2012 00:57, Alberto <albertobellan(a)gmail.com> ha
scritto:
> Magari per non-giuristi/non-filosofi possono aiutare due parole sul
> contesto che rende la questione "copyright: diritto naturale?" non oscura,
> oscurissima.
>
> Il diritto naturale si contrappone, in linea di principio, al diritto
> positivo.
>
> Il diritto naturale, come dice Paolo, è il diritto che esiste (anzi:
> pre-esiste) al diritto. E' un diritto universale comune a tutti gli uomini,
> che sono tenuti a obbedire alle regole del diritto naturale in quanto
> giuste. Il diritto naturale è diritto giusto perché è conforme alla morale.
> Esempio di diritto naturale: il diritto alla vita.
>
> Il diritto positivo è il diritto che c'è in quanto è stato creato dagli
> uomini riuniti in una società che ha delegato la formazione di norme a uno
> o più legislatori. Esempi di regole positive: l'articolo del c.p. che vieta
> l'omicidio; una qualsiasi ordinanza del sindaco.
>
> Semplificando orrendamente: la scuola filosofica giuspositivista afferma
> la necessità di obbedire alle norme positive semplicemente in quanto
> norme. La scuole giusnaturalista ammette l'esistenza del diritto solo nella
> misura in cui è conforme al diritto naturale e quindi alla morale: la norma
> che non è conforme alla morale non è giusta, quindi non è norma e quindi
> non merita obbedienza, anzi: merita disobbedienza (vedere Norimberga).
>
> Due semplici e belle monografie che illustrano questa contrapposizione e
> le sue mille sfumature sono "Manuale di Filosofia del Diritto" di Mauro
> Barberis (2011) e "Introduzione all'analisi del diritto" di Carlos Nino
> (1996), entrambe uscite per Giapichelli.
>
> *****
>
> Chiedere se il copyright è un diritto naturale equivale a chiedere se il
> copyright è conforme a morale.
>
> La risposta credo sia no, ma non perché non è enforceable o per le lobby
> che lo sostengono o per ragioni economiche.
>
> Il copyright non è un diritto naturale perché il diritto naturale
> probabilmente non esiste. Il diritto naturale è una categoria che
> presuppone l'esistenza di un unico sistema di valori uguali per tutti, di
> un'unica morale che fonda e pre-esiste al diritto. La categoria di diritto
> naturale nega ogni relativismo, è un'idea un po' cattolica che non tiene
> conto del fatto che esistono tante morali quante sono le collettività (e,
> in una società complessa, quante sono le collettività all'interno delle
> collettività).
>
> Che ci siano persone che ritengono il copyright essenziale (o addirittura
> "naturale"), che ce ne siano altre che lo considerano il male assoluto e
> altre ancora che stanno a discutere su come qualificarlo è la migliore
> dimostrazione che tanto il copyright quanto la stragrande maggioranza dei
> nostri strumenti giuridici sono solo il frutto del nostro tempo e del
> nostro spazio. Non sono "giusti" o "naturali". Sono. E possono essere
> cambiati.
>
> Buonanotte,
>
> Alberto
>
> PS: sempre su Locke, invece, consiglio questo Philosophy of Intellectual
> Property <http://www.justinhughes.net/docs/a-ip01.pdf> di Justin Hughes,
> un professore della Cardozo che ora credo sia anche uno dei rappresentanti
> degli US alla WIPO.
>
>
> Il giorno 13 febbraio 2012 23:17, Paolo Brini <paolo.brini(a)iridiumpg.com>ha scritto:
>
> I diritti naturali sono quei diritti universali, inalienabili e
>> indipendenti da qualsiasi impianto legislativo, in accordo con quanto
>> dichiarato dai filosofi citati.
>>
>> Il copyright nasce come forma di censura, poi diventa
>> concessione/privilegio di sfruttamento in regime di monopolio, con la scusa
>> che il danno alla collettività e al mercato introdotto da un monopolio
>> artificiale sia come minimo compensato dal progresso delle arti e della
>> scienza. Il presunto obiettivo primario del copyright (e altre forme di
>> monopolio intellettuale) è il beneficio della collettività.
>>
>> In questo senso il copyright è oggi una RESTRIZIONE dei diritti naturali,
>> tanto per fare un esempio del diritto alla proprietà (es. se acquisto certi
>> e-book, software, musica ecc. in formato digitale ho una restrizione a tale
>> diritto in quanto non sono libero di rivenderlo, fruirlo con modalità
>> diverse, modificarlo, prestarlo, copiarlo su periferiche diverse ecc.).
>>
>> La restrizione dei diritti naturali era praticabile ed imponibile in un
>> regime di scarsità artificiale. Tale regime non esiste più. In particolare,
>> oggi il copyright nell'ambiente digitale si deve scontrare con il paradosso
>> del copyright sui numeri naturali. Siccome ogni opera digitalizzata è un
>> numero naturale (un intero positivo), limitare o proibire la copia di tale
>> numero naturale e di tutti i numeri naturali da esso derivati tramite
>> qualsiasi algoritmo (per es. il numero che si ottiene rippando un DVD e
>> codificandolo in XviD) implica ampliare il copyright ai numeri naturali.
>> Oltre tutto, la copia di un numero naturale per quanto "grande" attualmente
>> ha costo quasi-zero.
>>
>> Leggendo anche le opere citate nella discussione, la mia personalissima
>> opinione è che sostenere il copyright (sottolineo copyright, non diritto di
>> attribuzione paternità dell'opera) sia niente di più che il canto del cigno
>> di nostalgici della scarsità artificiale, aizzati da una potente lobby che
>> ha tutto da guadagnare, in termini economici, dal protrarre il più a lungo
>> possibile la guerra contro la libertà di accesso alle informazioni: quella
>> degli avvocati specializzati in "proprietà intellettuale".
>>
>> L'enforcement del copyright è ormai fallito da oltre un decennio.
>> Attualmente le violazioni del copyright quotidiane si possono contare a
>> centinaia di milioni (letteralmente, nell'arco di 24 ore) e non esiste
>> nessuna soluzione tecnica nemmeno lontanamente praticabile che sia
>> realistica (inclusa la "chiusura" di Internet). Questo mi fa pensare che,
>> diritto naturale o meno, è arduo discutere di copyright senza tenere conto
>> che in ogni caso non è più possibile, proprio tecnicamente, far rispettare
>> questo monopolio artificiale.
>>
>> Ciao,
>> Paolo
>>
>>
>> Il 13/02/2012 22:07, a.dicorinto(a)uniroma1.it ha scritto:
>>
>> Bene, grazie.
>> Un'ultima domanda. Se ho capito bene il copyright è un diritto naturale.
>> Ma secondo quale dottrina? Vale in tutti gli ordinamenti giuridici? E se tu
>> usi il virgolettato vuol dire che può essere interpretato?
>> Grazie per i chiarimenti.
>>
>> **********************
>> “The Net interprets censorship as damage and routes around it.”
>> – John Gilmore
>>
>> -----Maurizio Borghi <Maurizio.Borghi(a)brunel.ac.uk><Maurizio.Borghi(a)brunel.ac.uk>ha scritto: -----
>>
>> Per: "a.dicorinto(a)uniroma1.it" <a.dicorinto(a)uniroma1.it>
>> <a.dicorinto(a)uniroma1.it> <a.dicorinto(a)uniroma1.it>
>> Da: Maurizio Borghi <Maurizio.Borghi(a)brunel.ac.uk><Maurizio.Borghi(a)brunel.ac.uk>
>> Data: 13/02/2012 08.32PM
>> Cc: "nexa(a)server-nexa.polito.it" <nexa(a)server-nexa.polito.it>
>> <nexa(a)server-nexa.polito.it> <nexa(a)server-nexa.polito.it>
>> Oggetto: RE: [nexa] Rif: Re: L'Espresso: Ma il copyright è un diritto
>> naturale?
>>
>> La risposta è "sì". Ma questo non vuol dire che sia un diritto assoluto e
>> illimitato. La più ovvia limitazione è costituita dal "diritto naturale"
>> degli altri (e.g. diritto del pubblico a fruire dell'opera, diritto degli
>> altri autori a utilizzare le idee espresse nell'opera, ecc.).
>>
>> Grazie Juan Carlos per il bell'articolo di Costantini che non conoscevo.
>>
>> ________________________________________
>> From: nexa-bounces(a)server-nexa.polito.it [
>> nexa-bounces(a)server-nexa.polito.it] On Behalf Of a.dicorinto(a)uniroma1.it[
>> a.dicorinto(a)uniroma1.it]
>> Sent: 13 February 2012 19:26
>> To: demartin(a)polito.it
>> Cc: nexa(a)server-nexa.polito.it
>> Subject: [nexa] Rif: Re: L'Espresso: Ma il copyright è un diritto
>> naturale?
>>
>> Grazie a tutti e grazie a Maurizio per la sottolineatura.
>> La discussione è bella e utile, ma per me che non sono un giurista, ha
>> dei tratti un poco oscuri.
>> La domanda mi pare che rimane "il copyright è un diritto naturale?". Non
>> dico di rispondere si o no, ma mi aiutate con delle risposte semplici a
>> capirlo?
>> grazie, a dopo.
>>
>> **********************
>> “The Net interprets censorship as damage and routes around it.”
>> – John Gilmore
>>
>> -----nexa-bounces(a)server-nexa.polito.it ha scritto: -----
>> Per: nexa(a)server-nexa.polito.it<mailto:nexa@server-nexa.polito.it<nexa(a)server-nexa.polito.it>
>> >
>> Da: "J.C. DE MARTIN"
>> Inviato da: nexa-bounces(a)server-nexa.polito.it<
>> mailto:nexa-bounces@server-nexa.polito.it<nexa-bounces(a)server-nexa.polito.it>
>> >
>> Data: 13/02/2012 07.04PM
>> Oggetto: Re: [nexa] L'Espresso: Ma il copyright è un diritto naturale?
>>
>> Mi chiedo quanto quel "mindset" influenzi ancora il dibattito USA sul
>> copyright.
>> Sospetto non poco.
>>
>> juan carlos
>>
>> On 13/2/12 12:52 PM, J.C. DE MARTIN wrote:
>> E già che ci siamo, aggiungo che proprio quel "lineage" Grozio-Locke
>> connota fortemente
>> i pellegrini puritani a inizio '600 e il loro approccio alla proprietà,
>> come racconta Dino Costantini
>> qui: http://eprints.sifp.it/28/1/costantini.html.
>>
>> Mi quanto quel "mindset" influenzi ancora il dibattito USA sul copyright.
>> Sospetto non poco.
>>
>> juan carlos
>>
>> On 13/2/12 12:37 PM, Giancarlo Frosio wrote:
>>
>> Assolutamente d'accordo. La fonte storica e teoretica della natura
>> anti-monopolisitca del "diritto naturale" sta, tra l'altro, in questo
>> passaggio di Locke: “[f]or this Labour being the unquestionable Property of
>> the Labourer, no Man but he can have a right to what that is once joined
>> to, at least where there is enough, and as good left in common for others”
>> (John Locke, Two Treatise of Government § 27 (1690)). Il pensiero di Ugo
>> Grozio poi è altra fonte sostanziale (Hugo Grotius, II De Iure Belli ac
>> Pacis XII § 16 (1625)). Certo che poi quel che Crawford Macpherson ha
>> chiamato “possessive individualism” ha colorato il giusnaturalismo di
>> Locke, e in particolare di Hobbes, di tinte iper-proprietarie.
>>
>>
>>
>> A presto,
>>
>>
>> Giancarlo
>> _________________________________
>> Giancarlo F. Frosio
>> Avvocato
>> LLM (Strathclyde), LLM (Duke)
>>
>> Duke University School of Law
>> SJD Candidate & Visiting Instructor
>> giancarlo.frosio(a)law.duke.edu<mailto:giancarlo.frosio@law.duke.edu<giancarlo.frosio(a)law.duke.edu>
>> >
>>
>> WIPO-Turin Law School
>> Master of Laws (LLM) in IP law
>> Assitant Director
>> LLMADir(a)itcilo.org<mailto:LLMADir@itcilo.org <LLMADir(a)itcilo.org>>
>>
>>
>> -----Original Message-----
>> From: nexa-bounces(a)server-nexa.polito.it<
>> mailto:nexa-bounces@server-nexa.polito.it<nexa-bounces(a)server-nexa.polito.it>>
>> [mailto:nexa-bounces@server-nexa.polito.it<nexa-bounces(a)server-nexa.polito.it>]
>> On Behalf Of Maurizio Borghi
>> Sent: lunedì 13 febbraio 2012 08:31
>> To: nexa(a)server-nexa.polito.it<mailto:nexa@server-nexa.polito.it<nexa(a)server-nexa.polito.it>
>> >
>> Subject: Re: [nexa] L'Espresso: Ma il copyright è un diritto naturale?
>>
>>
>>
>> Vedo spesso in questa lista riferimenti al "diritto naturale", quasi
>> sempre nel senso di un presunto "peccato originale" del copyright... Vorrei
>> però fare presente che "diritto naturale" non è affatto sinonimo di
>> "copyright più forte" / "pubblico dominio più debole". Al contrario, il
>> diritto naturale permette una definizione più ampia e rigorosa del pubblico
>> dominio rispetto all'approccio strumentale / utilitarista. Consiglio a
>> questo proposito la lettura di Hugh Breakey, "Natural Intellectual Property
>> Rights and the Public Domain", The Modern Law Review, 73(2), 2010,
>> pp.208-239 (per chi non ha accesso alla MLR tramite Westlaw o LexisNexis,
>> posso inviare il pdf)
>>
>>
>>
>> Un cordiale saluto
>>
>>
>>
>> Maurizio Borghi
>>
>>
>>
>> _______________________________________
>>
>> Dr Maurizio Borghi
>>
>> Law Lecturer
>>
>> Brunel University London
>>
>> Uxbridge, Middlesex
>>
>> UB8 3PH
>>
>>
>>
>> http://www.brunel.ac.uk/law/people/academic/maurizio-borghi
>>
>> ________________________________________
>>
>> From: nexa-bounces(a)server-nexa.polito.it<
>> mailto:nexa-bounces@server-nexa.polito.it<nexa-bounces(a)server-nexa.polito.it>>
>> [nexa-bounces(a)server-nexa.polito.it<
>> mailto:nexa-bounces@server-nexa.polito.it<nexa-bounces(a)server-nexa.polito.it>>]
>> On Behalf Of a.dicorinto(a)uniroma1.it<mailto:a.dicorinto@uniroma1.it<a.dicorinto(a)uniroma1.it>>
>> [a.dicorinto(a)uniroma1.it<mailto:a.dicorinto@uniroma1.it<a.dicorinto(a)uniroma1.it>
>> >]
>>
>> Sent: 13 February 2012 13:34
>>
>> To: nexa(a)server-nexa.polito.it<mailto:nexa@server-nexa.polito.it<nexa(a)server-nexa.polito.it>
>> >
>>
>> Subject: [nexa] L'Espresso: Ma il copyright è un diritto naturale?
>>
>>
>>
>> Ciao a tutti, tutte-
>>
>> avevo dimenticato di segnalarvi un pezzo sul copyright (e Scotus e Pipa e
>> Acta) per L'Espresso dove cito il lavoro di Marco Ricolfi e le interviste
>> fatte a Philippe Agraine e Bruce Perens (che verranno pubblicate a latere
>> successivamente).
>>
>> PS: Caro Philippe, il tuo libro sarà recensito ad hoc.
>>
>> a presto
>>
>> Art
>>
>> <
>> http://espresso.repubblica.it/dettaglio/ma-il-copyright-%C3%A3%C2%A8-un-dir…
>> >
>>
>> Ma il copyright è un diritto naturale?
>>
>> di Arturo Di Corinto
>>
>>
>>
>> L'attuale legislazione a difesa del diritto d'autore è inadatta al nuovo
>> contesto digitale
>>
>>
>>
>> (08 febbraio 2012)
>>
>>
>>
>>
>> http://espresso.repubblica.it/dettaglio/ma-il-copyright-%C3%A3%C2%A8-un-dir…
>>
>>
>>
>>
>>
>> **********************
>>
>> “The Net interprets censorship as damage and routes around it.”
>>
>> – John Gilmore
>>
>> _______________________________________________
>>
>> nexa mailing list
>>
>> nexa(a)server-nexa.polito.it<mailto:nexa@server-nexa.polito.it<nexa(a)server-nexa.polito.it>
>> >
>>
>> https://server-nexa.polito.it/cgi-bin/mailman/listinfo/nexa
>>
>>
>> _______________________________________________
>> nexa mailing list
>> nexa(a)server-nexa.polito.it<mailto:nexa@server-nexa.polito.it<nexa(a)server-nexa.polito.it>
>> >
>> https://server-nexa.polito.it/cgi-bin/mailman/listinfo/nexa
>> _______________________________________________
>> nexa mailing list
>> nexa(a)server-nexa.polito.it<mailto:nexa@server-nexa.polito.it<nexa(a)server-nexa.polito.it>
>> >
>> https://server-nexa.polito.it/cgi-bin/mailman/listinfo/nexa
>>
>>
>>
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>> nexa mailing listnexa(a)server-nexa.polito.it
>> https://server-nexa.polito.it/cgi-bin/mailman/listinfo/nexa
>>
>>
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>>
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>
>
> --
> Alberto Bellan
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> skype: albertobellan
>
>
> _______________________________________________
> nexa mailing list
> nexa(a)server-nexa.polito.it
> https://server-nexa.polito.it/cgi-bin/mailman/listinfo/nexa
>
>
Feb. 14, 2012
Re: [nexa] Rif: RE: Rif: Re: L'Espresso: Ma il copyright è un diritto naturale?
by Alberto
Magari per non-giuristi/non-filosofi possono aiutare due parole sul
contesto che rende la questione "copyright: diritto naturale?" non oscura,
oscurissima.
Il diritto naturale si contrappone, in linea di principio, al diritto
positivo.
Il diritto naturale, come dice Paolo, è il diritto che esiste (anzi:
pre-esiste) al diritto. E' un diritto universale comune a tutti gli uomini,
che sono tenuti a obbedire alle regole del diritto naturale in quanto
giuste. Il diritto naturale è diritto giusto perché è conforme alla morale.
Esempio di diritto naturale: il diritto alla vita.
Il diritto positivo è il diritto che c'è in quanto è stato creato dagli
uomini riuniti in una società che ha delegato la formazione di norme a uno
o più legislatori. Esempi di regole positive: l'articolo del c.p. che vieta
l'omicidio; una qualsiasi ordinanza del sindaco.
Semplificando orrendamente: la scuola filosofica giuspositivista afferma la
necessità di obbedire alle norme positive semplicemente in quanto norme. La
scuole giusnaturalista ammette l'esistenza del diritto solo nella misura in
cui è conforme al diritto naturale e quindi alla morale: la norma che non è
conforme alla morale non è giusta, quindi non è norma e quindi non merita
obbedienza, anzi: merita disobbedienza (vedere Norimberga).
Due semplici e belle monografie che illustrano questa contrapposizione e le
sue mille sfumature sono "Manuale di Filosofia del Diritto" di Mauro
Barberis (2011) e "Introduzione all'analisi del diritto" di Carlos Nino
(1996), entrambe uscite per Giapichelli.
*****
Chiedere se il copyright è un diritto naturale equivale a chiedere se il
copyright è conforme a morale.
La risposta credo sia no, ma non perché non è enforceable o per le lobby
che lo sostengono o per ragioni economiche.
Il copyright non è un diritto naturale perché il diritto naturale
probabilmente non esiste. Il diritto naturale è una categoria che
presuppone l'esistenza di un unico sistema di valori uguali per tutti, di
un'unica morale che fonda e pre-esiste al diritto. La categoria di diritto
naturale nega ogni relativismo, è un'idea un po' cattolica che non tiene
conto del fatto che esistono tante morali quante sono le collettività (e,
in una società complessa, quante sono le collettività all'interno delle
collettività).
Che ci siano persone che ritengono il copyright essenziale (o addirittura
"naturale"), che ce ne siano altre che lo considerano il male assoluto e
altre ancora che stanno a discutere su come qualificarlo è la migliore
dimostrazione che tanto il copyright quanto la stragrande maggioranza dei
nostri strumenti giuridici sono solo il frutto del nostro tempo e del
nostro spazio. Non sono "giusti" o "naturali". Sono. E possono essere
cambiati.
Buonanotte,
Alberto
PS: sempre su Locke, invece, consiglio questo Philosophy of Intellectual
Property <http://www.justinhughes.net/docs/a-ip01.pdf> di Justin Hughes, un
professore della Cardozo che ora credo sia anche uno dei rappresentanti
degli US alla WIPO.
Il giorno 13 febbraio 2012 23:17, Paolo Brini
<paolo.brini(a)iridiumpg.com>ha scritto:
> I diritti naturali sono quei diritti universali, inalienabili e
> indipendenti da qualsiasi impianto legislativo, in accordo con quanto
> dichiarato dai filosofi citati.
>
> Il copyright nasce come forma di censura, poi diventa
> concessione/privilegio di sfruttamento in regime di monopolio, con la scusa
> che il danno alla collettività e al mercato introdotto da un monopolio
> artificiale sia come minimo compensato dal progresso delle arti e della
> scienza. Il presunto obiettivo primario del copyright (e altre forme di
> monopolio intellettuale) è il beneficio della collettività.
>
> In questo senso il copyright è oggi una RESTRIZIONE dei diritti naturali,
> tanto per fare un esempio del diritto alla proprietà (es. se acquisto certi
> e-book, software, musica ecc. in formato digitale ho una restrizione a tale
> diritto in quanto non sono libero di rivenderlo, fruirlo con modalità
> diverse, modificarlo, prestarlo, copiarlo su periferiche diverse ecc.).
>
> La restrizione dei diritti naturali era praticabile ed imponibile in un
> regime di scarsità artificiale. Tale regime non esiste più. In particolare,
> oggi il copyright nell'ambiente digitale si deve scontrare con il paradosso
> del copyright sui numeri naturali. Siccome ogni opera digitalizzata è un
> numero naturale (un intero positivo), limitare o proibire la copia di tale
> numero naturale e di tutti i numeri naturali da esso derivati tramite
> qualsiasi algoritmo (per es. il numero che si ottiene rippando un DVD e
> codificandolo in XviD) implica ampliare il copyright ai numeri naturali.
> Oltre tutto, la copia di un numero naturale per quanto "grande" attualmente
> ha costo quasi-zero.
>
> Leggendo anche le opere citate nella discussione, la mia personalissima
> opinione è che sostenere il copyright (sottolineo copyright, non diritto di
> attribuzione paternità dell'opera) sia niente di più che il canto del cigno
> di nostalgici della scarsità artificiale, aizzati da una potente lobby che
> ha tutto da guadagnare, in termini economici, dal protrarre il più a lungo
> possibile la guerra contro la libertà di accesso alle informazioni: quella
> degli avvocati specializzati in "proprietà intellettuale".
>
> L'enforcement del copyright è ormai fallito da oltre un decennio.
> Attualmente le violazioni del copyright quotidiane si possono contare a
> centinaia di milioni (letteralmente, nell'arco di 24 ore) e non esiste
> nessuna soluzione tecnica nemmeno lontanamente praticabile che sia
> realistica (inclusa la "chiusura" di Internet). Questo mi fa pensare che,
> diritto naturale o meno, è arduo discutere di copyright senza tenere conto
> che in ogni caso non è più possibile, proprio tecnicamente, far rispettare
> questo monopolio artificiale.
>
> Ciao,
> Paolo
>
>
> Il 13/02/2012 22:07, a.dicorinto(a)uniroma1.it ha scritto:
>
> Bene, grazie.
> Un'ultima domanda. Se ho capito bene il copyright è un diritto naturale.
> Ma secondo quale dottrina? Vale in tutti gli ordinamenti giuridici? E se tu
> usi il virgolettato vuol dire che può essere interpretato?
> Grazie per i chiarimenti.
>
> **********************
> “The Net interprets censorship as damage and routes around it.”
> – John Gilmore
>
> -----Maurizio Borghi <Maurizio.Borghi(a)brunel.ac.uk><Maurizio.Borghi(a)brunel.ac.uk>ha scritto: -----
>
> Per: "a.dicorinto(a)uniroma1.it" <a.dicorinto(a)uniroma1.it>
> <a.dicorinto(a)uniroma1.it> <a.dicorinto(a)uniroma1.it>
> Da: Maurizio Borghi <Maurizio.Borghi(a)brunel.ac.uk><Maurizio.Borghi(a)brunel.ac.uk>
> Data: 13/02/2012 08.32PM
> Cc: "nexa(a)server-nexa.polito.it" <nexa(a)server-nexa.polito.it>
> <nexa(a)server-nexa.polito.it> <nexa(a)server-nexa.polito.it>
> Oggetto: RE: [nexa] Rif: Re: L'Espresso: Ma il copyright è un diritto
> naturale?
>
> La risposta è "sì". Ma questo non vuol dire che sia un diritto assoluto e
> illimitato. La più ovvia limitazione è costituita dal "diritto naturale"
> degli altri (e.g. diritto del pubblico a fruire dell'opera, diritto degli
> altri autori a utilizzare le idee espresse nell'opera, ecc.).
>
> Grazie Juan Carlos per il bell'articolo di Costantini che non conoscevo.
>
> ________________________________________
> From: nexa-bounces(a)server-nexa.polito.it [
> nexa-bounces(a)server-nexa.polito.it] On Behalf Of a.dicorinto(a)uniroma1.it [
> a.dicorinto(a)uniroma1.it]
> Sent: 13 February 2012 19:26
> To: demartin(a)polito.it
> Cc: nexa(a)server-nexa.polito.it
> Subject: [nexa] Rif: Re: L'Espresso: Ma il copyright è un diritto
> naturale?
>
> Grazie a tutti e grazie a Maurizio per la sottolineatura.
> La discussione è bella e utile, ma per me che non sono un giurista, ha dei
> tratti un poco oscuri.
> La domanda mi pare che rimane "il copyright è un diritto naturale?". Non
> dico di rispondere si o no, ma mi aiutate con delle risposte semplici a
> capirlo?
> grazie, a dopo.
>
> **********************
> “The Net interprets censorship as damage and routes around it.”
> – John Gilmore
>
> -----nexa-bounces(a)server-nexa.polito.it ha scritto: -----
> Per: nexa(a)server-nexa.polito.it<mailto:nexa@server-nexa.polito.it<nexa(a)server-nexa.polito.it>
> >
> Da: "J.C. DE MARTIN"
> Inviato da: nexa-bounces(a)server-nexa.polito.it<
> mailto:nexa-bounces@server-nexa.polito.it<nexa-bounces(a)server-nexa.polito.it>
> >
> Data: 13/02/2012 07.04PM
> Oggetto: Re: [nexa] L'Espresso: Ma il copyright è un diritto naturale?
>
> Mi chiedo quanto quel "mindset" influenzi ancora il dibattito USA sul
> copyright.
> Sospetto non poco.
>
> juan carlos
>
> On 13/2/12 12:52 PM, J.C. DE MARTIN wrote:
> E già che ci siamo, aggiungo che proprio quel "lineage" Grozio-Locke
> connota fortemente
> i pellegrini puritani a inizio '600 e il loro approccio alla proprietà,
> come racconta Dino Costantini
> qui: http://eprints.sifp.it/28/1/costantini.html.
>
> Mi quanto quel "mindset" influenzi ancora il dibattito USA sul copyright.
> Sospetto non poco.
>
> juan carlos
>
> On 13/2/12 12:37 PM, Giancarlo Frosio wrote:
>
> Assolutamente d'accordo. La fonte storica e teoretica della natura
> anti-monopolisitca del "diritto naturale" sta, tra l'altro, in questo
> passaggio di Locke: “[f]or this Labour being the unquestionable Property of
> the Labourer, no Man but he can have a right to what that is once joined
> to, at least where there is enough, and as good left in common for others”
> (John Locke, Two Treatise of Government § 27 (1690)). Il pensiero di Ugo
> Grozio poi è altra fonte sostanziale (Hugo Grotius, II De Iure Belli ac
> Pacis XII § 16 (1625)). Certo che poi quel che Crawford Macpherson ha
> chiamato “possessive individualism” ha colorato il giusnaturalismo di
> Locke, e in particolare di Hobbes, di tinte iper-proprietarie.
>
>
>
> A presto,
>
>
> Giancarlo
> _________________________________
> Giancarlo F. Frosio
> Avvocato
> LLM (Strathclyde), LLM (Duke)
>
> Duke University School of Law
> SJD Candidate & Visiting Instructor
> giancarlo.frosio(a)law.duke.edu<mailto:giancarlo.frosio@law.duke.edu<giancarlo.frosio(a)law.duke.edu>
> >
>
> WIPO-Turin Law School
> Master of Laws (LLM) in IP law
> Assitant Director
> LLMADir(a)itcilo.org<mailto:LLMADir@itcilo.org <LLMADir(a)itcilo.org>>
>
>
> -----Original Message-----
> From: nexa-bounces(a)server-nexa.polito.it<
> mailto:nexa-bounces@server-nexa.polito.it<nexa-bounces(a)server-nexa.polito.it>>
> [mailto:nexa-bounces@server-nexa.polito.it<nexa-bounces(a)server-nexa.polito.it>]
> On Behalf Of Maurizio Borghi
> Sent: lunedì 13 febbraio 2012 08:31
> To: nexa(a)server-nexa.polito.it<mailto:nexa@server-nexa.polito.it<nexa(a)server-nexa.polito.it>
> >
> Subject: Re: [nexa] L'Espresso: Ma il copyright è un diritto naturale?
>
>
>
> Vedo spesso in questa lista riferimenti al "diritto naturale", quasi
> sempre nel senso di un presunto "peccato originale" del copyright... Vorrei
> però fare presente che "diritto naturale" non è affatto sinonimo di
> "copyright più forte" / "pubblico dominio più debole". Al contrario, il
> diritto naturale permette una definizione più ampia e rigorosa del pubblico
> dominio rispetto all'approccio strumentale / utilitarista. Consiglio a
> questo proposito la lettura di Hugh Breakey, "Natural Intellectual Property
> Rights and the Public Domain", The Modern Law Review, 73(2), 2010,
> pp.208-239 (per chi non ha accesso alla MLR tramite Westlaw o LexisNexis,
> posso inviare il pdf)
>
>
>
> Un cordiale saluto
>
>
>
> Maurizio Borghi
>
>
>
> _______________________________________
>
> Dr Maurizio Borghi
>
> Law Lecturer
>
> Brunel University London
>
> Uxbridge, Middlesex
>
> UB8 3PH
>
>
>
> http://www.brunel.ac.uk/law/people/academic/maurizio-borghi
>
> ________________________________________
>
> From: nexa-bounces(a)server-nexa.polito.it<
> mailto:nexa-bounces@server-nexa.polito.it<nexa-bounces(a)server-nexa.polito.it>>
> [nexa-bounces(a)server-nexa.polito.it<
> mailto:nexa-bounces@server-nexa.polito.it<nexa-bounces(a)server-nexa.polito.it>>]
> On Behalf Of a.dicorinto(a)uniroma1.it<mailto:a.dicorinto@uniroma1.it<a.dicorinto(a)uniroma1.it>>
> [a.dicorinto(a)uniroma1.it<mailto:a.dicorinto@uniroma1.it<a.dicorinto(a)uniroma1.it>
> >]
>
> Sent: 13 February 2012 13:34
>
> To: nexa(a)server-nexa.polito.it<mailto:nexa@server-nexa.polito.it<nexa(a)server-nexa.polito.it>
> >
>
> Subject: [nexa] L'Espresso: Ma il copyright è un diritto naturale?
>
>
>
> Ciao a tutti, tutte-
>
> avevo dimenticato di segnalarvi un pezzo sul copyright (e Scotus e Pipa e
> Acta) per L'Espresso dove cito il lavoro di Marco Ricolfi e le interviste
> fatte a Philippe Agraine e Bruce Perens (che verranno pubblicate a latere
> successivamente).
>
> PS: Caro Philippe, il tuo libro sarà recensito ad hoc.
>
> a presto
>
> Art
>
> <
> http://espresso.repubblica.it/dettaglio/ma-il-copyright-%C3%A3%C2%A8-un-dir…
> >
>
> Ma il copyright è un diritto naturale?
>
> di Arturo Di Corinto
>
>
>
> L'attuale legislazione a difesa del diritto d'autore è inadatta al nuovo
> contesto digitale
>
>
>
> (08 febbraio 2012)
>
>
>
>
> http://espresso.repubblica.it/dettaglio/ma-il-copyright-%C3%A3%C2%A8-un-dir…
>
>
>
>
>
> **********************
>
> “The Net interprets censorship as damage and routes around it.”
>
> – John Gilmore
>
> _______________________________________________
>
> nexa mailing list
>
> nexa(a)server-nexa.polito.it<mailto:nexa@server-nexa.polito.it<nexa(a)server-nexa.polito.it>
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Alberto Bellan
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Feb. 13, 2012
Feb. 13, 2012
Feb. 13, 2012
Re: [nexa] Rif: Re: L'Espresso: Ma il copyright è un diritto naturale?
by Maurizio Borghi
La risposta è "sì". Ma questo non vuol dire che sia un diritto assoluto e illimitato. La più ovvia limitazione è costituita dal "diritto naturale" degli altri (e.g. diritto del pubblico a fruire dell'opera, diritto degli altri autori a utilizzare le idee espresse nell'opera, ecc.).
Grazie Juan Carlos per il bell'articolo di Costantini che non conoscevo.
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Sent: 13 February 2012 19:26
To: demartin(a)polito.it
Cc: nexa(a)server-nexa.polito.it
Subject: [nexa] Rif: Re: L'Espresso: Ma il copyright è un diritto naturale?
Grazie a tutti e grazie a Maurizio per la sottolineatura.
La discussione è bella e utile, ma per me che non sono un giurista, ha dei tratti un poco oscuri.
La domanda mi pare che rimane "il copyright è un diritto naturale?". Non dico di rispondere si o no, ma mi aiutate con delle risposte semplici a capirlo?
grazie, a dopo.
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“The Net interprets censorship as damage and routes around it.”
– John Gilmore
-----nexa-bounces(a)server-nexa.polito.it ha scritto: -----
Per: nexa(a)server-nexa.polito.it<mailto:nexa@server-nexa.polito.it>
Da: "J.C. DE MARTIN"
Inviato da: nexa-bounces(a)server-nexa.polito.it<mailto:nexa-bounces@server-nexa.polito.it>
Data: 13/02/2012 07.04PM
Oggetto: Re: [nexa] L'Espresso: Ma il copyright è un diritto naturale?
Mi chiedo quanto quel "mindset" influenzi ancora il dibattito USA sul copyright.
Sospetto non poco.
juan carlos
On 13/2/12 12:52 PM, J.C. DE MARTIN wrote:
E già che ci siamo, aggiungo che proprio quel "lineage" Grozio-Locke connota fortemente
i pellegrini puritani a inizio '600 e il loro approccio alla proprietà, come racconta Dino Costantini
qui: http://eprints.sifp.it/28/1/costantini.html.
Mi quanto quel "mindset" influenzi ancora il dibattito USA sul copyright.
Sospetto non poco.
juan carlos
On 13/2/12 12:37 PM, Giancarlo Frosio wrote:
Assolutamente d'accordo. La fonte storica e teoretica della natura anti-monopolisitca del "diritto naturale" sta, tra l'altro, in questo passaggio di Locke: “[f]or this Labour being the unquestionable Property of the Labourer, no Man but he can have a right to what that is once joined to, at least where there is enough, and as good left in common for others” (John Locke, Two Treatise of Government § 27 (1690)). Il pensiero di Ugo Grozio poi è altra fonte sostanziale (Hugo Grotius, II De Iure Belli ac Pacis XII § 16 (1625)). Certo che poi quel che Crawford Macpherson ha chiamato “possessive individualism” ha colorato il giusnaturalismo di Locke, e in particolare di Hobbes, di tinte iper-proprietarie.
A presto,
Giancarlo
_________________________________
Giancarlo F. Frosio
Avvocato
LLM (Strathclyde), LLM (Duke)
Duke University School of Law
SJD Candidate & Visiting Instructor
giancarlo.frosio(a)law.duke.edu<mailto:giancarlo.frosio@law.duke.edu>
WIPO-Turin Law School
Master of Laws (LLM) in IP law
Assitant Director
LLMADir(a)itcilo.org<mailto:LLMADir@itcilo.org>
-----Original Message-----
From: nexa-bounces(a)server-nexa.polito.it<mailto:nexa-bounces@server-nexa.polito.it> [mailto:nexa-bounces@server-nexa.polito.it] On Behalf Of Maurizio Borghi
Sent: lunedì 13 febbraio 2012 08:31
To: nexa(a)server-nexa.polito.it<mailto:nexa@server-nexa.polito.it>
Subject: Re: [nexa] L'Espresso: Ma il copyright è un diritto naturale?
Vedo spesso in questa lista riferimenti al "diritto naturale", quasi sempre nel senso di un presunto "peccato originale" del copyright... Vorrei però fare presente che "diritto naturale" non è affatto sinonimo di "copyright più forte" / "pubblico dominio più debole". Al contrario, il diritto naturale permette una definizione più ampia e rigorosa del pubblico dominio rispetto all'approccio strumentale / utilitarista. Consiglio a questo proposito la lettura di Hugh Breakey, "Natural Intellectual Property Rights and the Public Domain", The Modern Law Review, 73(2), 2010, pp.208-239 (per chi non ha accesso alla MLR tramite Westlaw o LexisNexis, posso inviare il pdf)
Un cordiale saluto
Maurizio Borghi
_______________________________________
Dr Maurizio Borghi
Law Lecturer
Brunel University London
Uxbridge, Middlesex
UB8 3PH
http://www.brunel.ac.uk/law/people/academic/maurizio-borghi
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From: nexa-bounces(a)server-nexa.polito.it<mailto:nexa-bounces@server-nexa.polito.it> [nexa-bounces(a)server-nexa.polito.it<mailto:nexa-bounces@server-nexa.polito.it>] On Behalf Of a.dicorinto(a)uniroma1.it<mailto:a.dicorinto@uniroma1.it> [a.dicorinto(a)uniroma1.it<mailto:a.dicorinto@uniroma1.it>]
Sent: 13 February 2012 13:34
To: nexa(a)server-nexa.polito.it<mailto:nexa@server-nexa.polito.it>
Subject: [nexa] L'Espresso: Ma il copyright è un diritto naturale?
Ciao a tutti, tutte-
avevo dimenticato di segnalarvi un pezzo sul copyright (e Scotus e Pipa e Acta) per L'Espresso dove cito il lavoro di Marco Ricolfi e le interviste fatte a Philippe Agraine e Bruce Perens (che verranno pubblicate a latere successivamente).
PS: Caro Philippe, il tuo libro sarà recensito ad hoc.
a presto
Art
<http://espresso.repubblica.it/dettaglio/ma-il-copyright-%C3%A3%C2%A8-un-dir…>
Ma il copyright è un diritto naturale?
di Arturo Di Corinto
L'attuale legislazione a difesa del diritto d'autore è inadatta al nuovo contesto digitale
(08 febbraio 2012)
http://espresso.repubblica.it/dettaglio/ma-il-copyright-%C3%A3%C2%A8-un-dir…
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Feb. 13, 2012
NYT: "Big Savings for U.S. Students in Open-Source Book Program"
by J.C. DE MARTIN
Briefly: Education
Big Savings for U.S. Students in Open-Source Book Program
By D.D. GUTTENPLAN
Published: February 12, 2012
Students worried about the rising cost of college textbooks
<http://topics.nytimes.com/topics/reference/timestopics/subjects/t/textbooks…>
are about to get a break. Connexions, an initiative at Rice University
<http://topics.nytimes.com/top/reference/timestopics/organizations/r/rice_un…>
in Houston devoted to producing textbooks using open-source materials,
will produce free textbooks for five of the most-attended subjects in
American colleges.
[...]
Continua qui:
http://www.nytimes.com/2012/02/13/us/big-savings-for-us-students-in-open-so…
Feb. 13, 2012