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Re: [nexa] Voto e/o firma on-line e autonomia dei Comuni italiani: aiuto
by Alessandro Mantelero
aggiungo una domanda: nel definire le modalità ed i
requisiti necessari per l'accreditamento dei gestori
(privati) dell'identità digitale si terrà conto delle
implicazioni di data protection in termini di differenti
approcci adottati nell'ambito UE e al di fuori dello
stesso, con relative conseguenze sulle modalità di
gestione dati delle imprese basate in tali diversi
contesti?
AM
On Fri, 28 Mar 2014 18:31:14 +0100
Marco Ciurcina <ciurcina(a)studiolegale.it> wrote:
> In data venerdì 28 marzo 2014 17:39:59, Stefano
>Quintarelli ha scritto:
>> su SPID sono abbastanza ferrato, essendone il nonno..
>> se avete domande specifiche, nei limiti del possibile,
>>rispondo.
> le specifiche di SPID saranno tali da permetterne
>l'implementazione con solo
> software libero?
> l'implemetazione sarà possibile senza violare diritti di
>terzi (brevetti od
> altri diritti di privativa)?
> ciao,
> m.c.
>
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Avv. Alessandro Mantelero, PhD
Aggregate Professor, Politecnico di Torino
Director of Privacy and Faculty Fellow, Nexa Center for
Internet and Society
Research Consultant, Sino-Italian Research Center for
Internet Torts at Nanjing University of Information
Science & Technology
Programme Coordinator, Double Degree program in Management
and IP Law, Politecnico di Torino–Tongji University of
Shanghai
http://staff.polito.it/alessandro.mantelero
Politecnico di Torino
Corso Duca degli Abruzzi, 24
10129 Torino - Italy
in libertate fortitudo
March 28, 2014
Re: [nexa] Voto e/o firma on-line e autonomia dei Comuni italiani: aiuto
by Stefano Quintarelli
SPID prescrive una architettura di riferimento, non una tecnologia.
l'unico riferimento, se vogliamo, tecnologico, e' allo standard ISO/IEC
DIS 29115
ciao, s.
On 28/03/2014 18:31, Marco Ciurcina wrote:
> In data venerdì 28 marzo 2014 17:39:59, Stefano Quintarelli ha scritto:
>> su SPID sono abbastanza ferrato, essendone il nonno..
>> se avete domande specifiche, nei limiti del possibile, rispondo.
> le specifiche di SPID saranno tali da permetterne l'implementazione con solo
> software libero?
> l'implemetazione sarà possibile senza violare diritti di terzi (brevetti od
> altri diritti di privativa)?
> ciao,
> m.c.
>
>
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> Versione: 2014.0.4354 / Database dei virus: 3722/7262 - Data di rilascio: 28/03/2014
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March 28, 2014
Re: [nexa] Voto e/o firma on-line e autonomia dei Comuni italiani: aiuto
by Marco Ciurcina
In data venerdì 28 marzo 2014 17:39:59, Stefano Quintarelli ha scritto:
> su SPID sono abbastanza ferrato, essendone il nonno..
> se avete domande specifiche, nei limiti del possibile, rispondo.
le specifiche di SPID saranno tali da permetterne l'implementazione con solo
software libero?
l'implemetazione sarà possibile senza violare diritti di terzi (brevetti od
altri diritti di privativa)?
ciao,
m.c.
March 28, 2014
E' disponibile online il rapporto "#socialUniversity - Le università italiane sui social network" del Centro Nexa su Internet & Società
by Giuseppe Futia
Gentilissimi,
siamo lieti di informarvi che è disponibile online il rapporto intitolato
"#socialUniversity - Le università italiane sui social network" pubblicato
dal Centro Nexa su Internet & Società del Politecnico di Torino:
http://nexa.polito.it/nexacenterfiles/SocialUniversity.pdf.
Il rapporto è stato ripreso anche dal quotidiano "La Stampa"
che ha pubblicato in prima pagina l'articolo intitolato:
"L'università italiana promossa all'esame dei social network".
L'articolo è disponibile all'indirizzo:
http://www.lastampa.it/2014/03/27/societa/luniversit-italiana-promossa-alle…
Cordiali saluti,
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Giuseppe Futia
Communication Manager
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tel. +39 011 090 7219
March 28, 2014
Re: [nexa] Voto e/o firma on-line e autonomia dei Comuni italiani: aiuto
by Giuseppe Mazziotti
Ciao,
si tratta di una iniziativa che definire meritoria è poco, Stefano: grazie!
ovviamente il tema è di una tale rilevanza che le domande potrebbero essere
decine, e le conseguenze legali molteplici.
In attesa del decreto del governo, e non conoscendone l'impostazione, mi
chiedo: sarà possibile utilizzare subito lo SPID in ogni circostanza in cui
l'identità di un cittadino è requisito essenziale per l'esercizio di un
certo diritto civile o politico, anche a livello locale? O ci sarà bisogno
di norme di raccordo in ogni singola ipotesi in cui l'identità è requisito
imprescindibile? Mi auguro sia la prima impostazione orizzontale a
prevalere. Ciò comporterebbe un immediato cambio di scenario in tutte le
attività che presuppongono la firma del cittadino (per es. raccolta firme
per referendum nazionali e, se previsti, locali, petizioni al Parlamento
UE, petizioni indirizzate a regioni e comuni, se previste, leggi e delibere
di iniziativa popolare, etc.)
Mi documento meglio e passo alla fase delle domande specifiche, presto.
Grazie ancora!
Giuseppe
Il giorno 28 marzo 2014 17:39, Stefano Quintarelli
<stefano(a)quintarelli.it>ha scritto:
> su SPID sono abbastanza ferrato, essendone il nonno.. ;-)
> se avete domande specifiche, nei limiti del possibile, rispondo.
> ciao, s.
>
>
> On 28/03/2014 13:55, Giuseppe Mazziotti wrote:
>
>> Caro Stefano,
>>
>> grazie molte, mi hai messo sulla strada giusta del Sistema Pubblico di
>> Identità Digitale (legge n. 98/2013, che è la conversione del c.d.
>> Decreto del Fare del 2013):
>>
>>
>> Amministrazione digitale
>>
>> Gli articoli 13, 15 e 16 del provvedimento concernono il potenziamento
>> dell'*Agenda digitale italiana
>> <http://www.agenda-digitale.it/agenda_digitale/>,* perseguito mediante
>>
>> misure che intervengono sui soggetti che operano in materia. A tal fine
>> sono apportate diverse modifiche: - alla Cabina di regia, cioè il
>> soggetto a cui, con l'art. 47 del D.L. 5/2012,
>> <http://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:
>> decreto.legge:2012;5%7Eart47> sono
>>
>> state conferite attribuzioni di indirizzo e coordinamento per la
>> realizzazione dell'Agenda; - all'Agenzia per l'Italia digitale, cioè il
>> soggetto cui sono state attribuite funzioni operative nel settore; -
>> alla Commissione per il sistema pubblico di connettività*,*cioè il
>>
>> soggetto preposto dall'art. 79 del Codice dell'amministrazione digitale
>> (D.Lgs. 82/2005
>> <http://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:
>> decreto.legislativo:2005;82>)
>> agli indirizzi strategici del *Sistema Pubblico di Connettività
>> <http://www.digitpa.gov.it/spc>*(SPC). Per l'attuazione dell'Agenda
>>
>> digitale, agli articoli 10, 14 e 17 sono previste misure di: -
>> semplificazione di adempimenti per i gestori di postazioni di accesso ad
>> internet; - incentivazione dei cittadini all'utilizzo della posta
>> elettronica certificata nei rapporti con le amministrazioni pubbliche; -
>> uniformità temporale per l'utilizzo del *fascicolo sanitario elettronico
>> <http://www.salute.gov.it/portale/temi/p2_6.jsp?lingua=
>> italiano&id=2512&area=eHealth&menu=vuoto>* (FSE)
>>
>> su tutto il territorio nazionale e la realizzazione della relativa
>> infrastruttura centrale. Due articoli aggiuntivi (16-/bis/ e 17-/ter/)
>>
>> hanno inoltre disposto: modifiche alla disciplina dei furti di identità
>> di cui alD.Lgs.141/2010,
>> <http://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:
>> decreto.legislativo:2010;141> consentendo
>>
>> di effettuare ulteriori richieste di verifica dell'autenticità dei dati
>> contenuti nella documentazione al fine di accertare l'identità dei
>> soggetti; l'istituzione del sistema pubblico per la gestione
>> dell'identità digitale di cittadini e imprese (SPID) modificando
>> conseguentemente il Codice dell'amministrazione digitale. Viene poi
>> rafforzata la digitalizzazione delle pubbliche amministrazioni,
>> *escludendosi la trasmissione via fax* delle comunicazioni di documenti
>>
>> tra le amministrazioni, prevedendosi inoltre che le stesse procedano
>> alla consultazione degli atti ai fini degli accertamenti d'ufficio
>> esclusivamente per via telematica (vale a dire escludendo l'utilizzo del
>> fax).
>>
>>
>> Il giorno 27 marzo 2014 19:10, Stefano Quintarelli
>> <stefano(a)quintarelli.it <mailto:stefano@quintarelli.it>> ha scritto:
>>
>>
>> non so per il tema di voto
>> per il tema identificazione, invece, si.
>> il provvedimento SPID e' pronto dal giorno che e' caduto il governo
>> Letta (non c'e' correlazione.. ;-)
>> si attende l'handover e la emanazione dalla presidenza del consiglio
>>
>>
>> Se il tema dell'identificazione digitale si risolve così, credo che a
>> livello comunale una raccolta firme (per esempio per una delibera di
>> iniziativa popolare) possa avvalersi di questo strumento, anche in
>> assenza di una specifica disposizione di legge sul voto elettronico (non
>> trattandosi in questo caso di 'voto'). Sarei curioso di conoscere
>> l'opinione dei
>>
>> poi ci saranno le regole tecniche da AGID e la notifica formale a
>> BXL che pero' informalmente ha gia' visto e plaudito al provvedimento.
>> poi la sperimentazione.
>> diciamo che a partire dalla sperimentazione si puo' iniziare ad
>> implementare ed usare.
>> (sapendo che a valle della sperimentazione esiste la pur remota
>> possibilita' di qualche cambiamento alle regole tecniche)
>> le regole tecniche sono previste dopo tre mesi dall'emissione del
>> decreto legislativo.
>> sono moderatamente ottimista sul rispetto della scadenza in quanto
>> in agid stanno gia' lavorando, in attesa dell'emeanzione da parte
>> della presdelcons.
>>
>>
>> Non resta che attendere il DPCM, quindi.
>> Grazie ancora!
>>
>> Giuseppe
>>
>>
>>
>> On 27/03/2014 13:07, Giuseppe Mazziotti wrote:
>>
>> Cari tutti,
>>
>>
>> scrivo per chiedere consigli a chi in lista, più di me, si occupa
>> di
>> diritto amministrativo e in particolare di amministrazione
>> digitale.
>>
>>
>> A Roma stiamo pensando a un progetto consistente
>> nell'elaborazione di un
>> sistema di voto online per gli istituti di iniziativa popolare a
>> livello
>> comunale (delibere, referendum, ecc) che sia fruibile nel modo più
>> semplice e meno oneroso possibile per i cittadini dal punto di
>> vista
>> delle competenze informatiche e degli strumenti tecnici
>> necessari, pur
>> essendo conforme agli indispensabili requisiti di identificazione
>> e
>> sicurezza dei dati.
>>
>>
>> Qual è il grado di autonomia dei Comuni nel dotarsi di tali
>> strumenti, e
>> quali ostacoli potrebbero materializzarsi nell'ambito della
>> normativa
>> nazionale se un determinato Comune, con una delibera apposita,
>> decidesse
>> di adottarli in concreto?
>>
>>
>> Vi ringrazio fin da ora!
>>
>> Giuseppe
>>
>>
>> --
>> Giuseppe Mazziotti
>> Mobile: +39 347 3018306 <tel:%2B39%20347%203018306>
>>
>> Skype: giuseppe.mazziotti
>> Website: http://mediartis.it
>>
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>>
>>
>>
>> Nessun virus nel messaggio.
>> Controllato da AVG - www.avg.com <http://www.avg.com>
>> <http://www.avg.com>
>> Versione: 2014.0.4354 / Database dei virus: 3722/7256 - Data di
>> rilascio: 27/03/2014
>>
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March 28, 2014
Re: [nexa] Voto e/o firma on-line e autonomia dei Comuni italiani: aiuto
by Stefano Quintarelli
su SPID sono abbastanza ferrato, essendone il nonno.. ;-)
se avete domande specifiche, nei limiti del possibile, rispondo.
ciao, s.
On 28/03/2014 13:55, Giuseppe Mazziotti wrote:
> Caro Stefano,
>
> grazie molte, mi hai messo sulla strada giusta dello Sistema Pubblico di
> Identità Digitale (legge n. 98/2013, che è la conversione del c.d.
> Decreto del Fare del 2013):
>
>
> Amministrazione digitale
>
> Gli articoli 13, 15 e 16 del provvedimento concernono il potenziamento
> dell’*Agenda digitale italiana
> <http://www.agenda-digitale.it/agenda_digitale/>,* perseguito mediante
> misure che intervengono sui soggetti che operano in materia. A tal fine
> sono apportate diverse modifiche: - alla Cabina di regia, cioè il
> soggetto a cui, con l’art. 47 del D.L. 5/2012,
> <http://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:decreto.legge:2012;5%7E…> sono
> state conferite attribuzioni di indirizzo e coordinamento per la
> realizzazione dell’Agenda; - all’Agenzia per l’Italia digitale, cioè il
> soggetto cui sono state attribuite funzioni operative nel settore; -
> alla Commissione per il sistema pubblico di connettività*,*cioè il
> soggetto preposto dall’art. 79 del Codice dell’amministrazione digitale
> (D.Lgs. 82/2005
> <http://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:decreto.legislativo:200…>)
> agli indirizzi strategici del *Sistema Pubblico di Connettività
> <http://www.digitpa.gov.it/spc>*(SPC). Per l’attuazione dell’Agenda
> digitale, agli articoli 10, 14 e 17 sono previste misure di: -
> semplificazione di adempimenti per i gestori di postazioni di accesso ad
> internet; - incentivazione dei cittadini all’utilizzo della posta
> elettronica certificata nei rapporti con le amministrazioni pubbliche; -
> uniformità temporale per l’utilizzo del *fascicolo sanitario elettronico
> <http://www.salute.gov.it/portale/temi/p2_6.jsp?lingua=italiano&id=2512&area…>* (FSE)
> su tutto il territorio nazionale e la realizzazione della relativa
> infrastruttura centrale. Due articoli aggiuntivi (16-/bis/ e 17-/ter/)
> hanno inoltre disposto: modifiche alla disciplina dei furti di identità
> di cui alD.Lgs.141/2010,
> <http://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:decreto.legislativo:201…> consentendo
> di effettuare ulteriori richieste di verifica dell'autenticità dei dati
> contenuti nella documentazione al fine di accertare l'identità dei
> soggetti; l’istituzione del sistema pubblico per la gestione
> dell’identità digitale di cittadini e imprese (SPID) modificando
> conseguentemente il Codice dell’amministrazione digitale. Viene poi
> rafforzata la digitalizzazione delle pubbliche amministrazioni,
> *escludendosi la trasmissione via fax* delle comunicazioni di documenti
> tra le amministrazioni, prevedendosi inoltre che le stesse procedano
> alla consultazione degli atti ai fini degli accertamenti d'ufficio
> esclusivamente per via telematica (vale a dire escludendo l'utilizzo del
> fax).
>
>
> Il giorno 27 marzo 2014 19:10, Stefano Quintarelli
> <stefano(a)quintarelli.it <mailto:stefano@quintarelli.it>> ha scritto:
>
> non so per il tema di voto
> per il tema identificazione, invece, si.
> il provvedimento SPID e' pronto dal giorno che e' caduto il governo
> Letta (non c'e' correlazione.. ;-)
> si attende l'handover e la emanazione dalla presidenza del consiglio
>
>
> Se il tema dell'identificazione digitale si risolve così, credo che a
> livello comunale una raccolta firme (per esempio per una delibera di
> iniziativa popolare) possa avvalersi di questo strumento, anche in
> assenza di una specifica disposizione di legge sul voto elettronico (non
> trattandosi in questo caso di 'voto'). Sarei curioso di conoscere
> l'opinione dei
>
> poi ci saranno le regole tecniche da AGID e la notifica formale a
> BXL che pero' informalmente ha gia' visto e plaudito al provvedimento.
> poi la sperimentazione.
> diciamo che a partire dalla sperimentazione si puo' iniziare ad
> implementare ed usare.
> (sapendo che a valle della sperimentazione esiste la pur remota
> possibilita' di qualche cambiamento alle regole tecniche)
> le regole tecniche sono previste dopo tre mesi dall'emissione del
> decreto legislativo.
> sono moderatamente ottimista sul rispetto della scadenza in quanto
> in agid stanno gia' lavorando, in attesa dell'emeanzione da parte
> della presdelcons.
>
>
> Non resta che attendere il DPCM, quindi.
> Grazie ancora!
>
> Giuseppe
>
>
>
> On 27/03/2014 13:07, Giuseppe Mazziotti wrote:
>
> Cari tutti,
>
>
> scrivo per chiedere consigli a chi in lista, più di me, si occupa di
> diritto amministrativo e in particolare di amministrazione digitale.
>
>
> A Roma stiamo pensando a un progetto consistente
> nell’elaborazione di un
> sistema di voto online per gli istituti di iniziativa popolare a
> livello
> comunale (delibere, referendum, ecc) che sia fruibile nel modo più
> semplice e meno oneroso possibile per i cittadini dal punto di vista
> delle competenze informatiche e degli strumenti tecnici
> necessari, pur
> essendo conforme agli indispensabili requisiti di identificazione e
> sicurezza dei dati.
>
>
> Qual è il grado di autonomia dei Comuni nel dotarsi di tali
> strumenti, e
> quali ostacoli potrebbero materializzarsi nell'ambito della
> normativa
> nazionale se un determinato Comune, con una delibera apposita,
> decidesse
> di adottarli in concreto?
>
>
> Vi ringrazio fin da ora!
>
> Giuseppe
>
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March 28, 2014
Re: [nexa] Neutralità della Rete: Diamoci una svegliata!!
by Andrea Glorioso
Cari tutti,
Da vero burocrate devo inviare un "corrigendum" alla mia mail...
On Mar 28, 2014 3:10 PM, "Andrea Glorioso" <andrea(a)digitalpolicy.it> wrote:
> Bisogna capire se la mancanza di analisi e reazione da parte di alcuni
parlamenti nazionali - quelle vetuste entità che si suppone debbano
rappresentare i cittadini in democrazia - sia dovuta a (1) scarsa
informazione da parte della Commissione Europea, che mi pare sia la tua
posizione (e, se così fosse e come penso sia chiaro, personalmente ne
dubito); (2) mancanza di tempo da parte dei Parlamentari italiani; (3)
mancanza di interesse per quello che succede "a Bruxelles", salvo poi
lanciarsi in filippiche interminabili su quanto l'Europa ci stia portando
alla rovina e via discorrendo.
Intendevo scrivere "mancanza di tempo da parte dei Parlamentari
*nazionali*", dato che il Parlamento italiano non è l'unico a non essersi
espresso sulla proposta della Commissione (d'altronde è una possibilità,
non un obbligo).
A presto,
Andrea
March 28, 2014
Efficienza della PA grazie alle tecnologie digitali
by Diego Giorio
Senza dare troppi dettagli sulle persone coinvolte, per ragioni di privacy, con i vecchi sistemi occorreva che per una firma si partisse e si venisse fisicamente ad apporla.
Ora abbiamo la firma digitale!
Bene, continuano a venire fisicamente qui per apporre la firma digitale sul file salvato sul PC.
Inviarlo via mail/cloud e farlo ritornare stesso mezzo non è contemplato.
Credo abbia ragione la ministra a dire che occorre un cambio generazionale (non inteso come età anagrafica, ma come mentalità)
Saluti e buon WE a tutti
Diego
March 28, 2014
Re: [nexa] Neutralità della Rete: Diamoci una svegliata!!
by Andrea Glorioso
(Questa mail esprime posizioni personali. Chi mi cita scrivendo "la
Commissione ha detto che" conoscerà l'ira del Capitan Europa
https://twitter.com/captain_europe)
Caro Luca,
grazie per la tua reazione. Spero di non annoiare gli iscritti alla lista
parlando di questioni procedurali, dato che come ho anticipato preferisco
non entrare nella sostanza della discussione attualmente in corso tra le
Istituzioni Europee. Ci sono però alcuni punti della tua email sui quali
vorrei fare delle precisazioni.
2014-03-27 18:11 GMT+01:00 Luca Belli <lb(a)lucabelli.net>:
> Andrea,
>
>
> Mi permetto di sottolineare che il voto concernente la proposta di
> regolamento presso il comitato ITRE che era previsto il 26 febbraio é stato
> posticipato di al 18 marzo (meno di dieci giorni fa) perché - tra l'altro -
> le traduzioni della proposta non erano pronte o incorrette. So benissimo
> che le traduzioni sono pronte *adesso*. Ma non erano finalizzate fino a
> un mese fa.
>
Non sono sicuro che stiamo parlando della stessa cosa. Io mi riferisco alla
proposta della Commissione, che è stata adottata e trasmessa a Parlamento e
Consiglio in tutte le lingue ufficiali dell'Unione Europea l'11 Settembre
2013: vedi i link che ho inviato nella mia mail precedente. L'unica
correzione che devo fare a quanto ho scrtto è che effettivamente c'è stato
un *corrigendum* nella versione svedese agli inizi di febbraio.
Ma le regole sui *corrigenda* sono molto strette. Eventuali modifiche al
testo non possono andare ad impattare sulla sostanza del medesimo. Puoi
star certo che se così non fosse stato, non solo la Svezia, ma tutti gli
Stati Membri, per una questione di principio (e perché dare addosso alla
Commissione Europea fa restare giovani) avrebbero bloccato l'intera
procedura in men che non si dica.
Da quanto ne so io, la posticipazione del voto sugli emendamenti nel
comitato ITRE del Parlamento Europeo - a cui mi pare tu ti riferisca - è
stata causata dalla richiesta di una minoranza dei membri di tale comitato
di tradurre in tutte le lingue ufficiali gli "emendamenti di compromesso
[tra i gruppi parlamentari]" i quali (a differenza degli emendamenti
presentati dai parlamentari in prima battuta, tutti tradotti) sono
solitamente, per ragioni di efficienza e tempo, tradotti in un numero
ridotto di lingue. Richiesta formalmente legittima ma forse non
necessariamente legata alla sostanza della discussione (si veda
http://www.out-law.com/en/articles/2014/march/single-eu-telecoms-vote-delay…)
Comunque, per evitare malintesi, a cosa ti riferisci di preciso?
> Io sono abituato a lavorare in inglese/francese ma non capisco come un
> cittadino europeo il quale non ha la stessa fortuna (e credo ce ne sia
> ancora qualcuno) possa esercitare il suo diritto fondamentale di accesso ai
> documenti delle istituzioni dell'UE, se tali documenti sono incorretti o
> mancanti.
>
Vedi sopra. I cittadini dell'UE avevano sicuramente accesso alla proposta
della Commissione in tutte le lingue a partire dalla data di adozione della
proposta, nel settembre 2013. Gli svedesi magari potrebbero mugugnare un
po'. ;)
Su che basi ha potuto esserci un dibattito pubblico informato se le
> traduzioni definitive sono state pubblicate qualche settimana fa ?
>
Vedi sopra e sotto. Credo che abbiamo un concetto differenti di quali
debbano essere le basi per un "dibattito informato".
> Mi sembra legittimo pensare che la percentuale di partecipanti ai << two
> major information events >> di cui parli sia stata leggermente più limitata
> di quanto avrebbe potuto essere altrimenti. O mi sbaglio ?
>
Gli eventi a cui mi sono riferito hanno avuto luogo *prima* dell'adozione
della proposta da parte della Commissione (sulla questione cronologica
spendo qualche parola oltre) dunque la presenza o assenza di traduzioni è
irrilevante.
> E senza voler infierire, mi permetto di citare il comunicato ufficiale dei
> membri EFTA dello Spazio economico europeo che, come accennavo
> precedentemente, saranno interessati dal regolamento pur senza aver la
> possibilità di votarlo (e che sono quindi particolarmente sensibili al
> dibattito):
>
> Some of the issues raised in the proposal are rather complex and
> challenging, both for market players and national authorities. The EEA EFTA
> States are of the view that the procedure leading up to the presentation of
> the proposal has *not been sufficiently transparent*, and that *it could
> benefit from more extensive consultation*. The ambitious time-frame for
> the processing of the proposal is challenging as the issues at hand are *too
> important to be concluded with great haste*
>
> Vedi:
> http://www.efta.int/sites/default/files/documents/eea/eea-efta-comments/201…
>
> Mi chiedo se il "Sottocomitato II sul libero movimento di capitali e
servizi" abbia consultato (e in quali lingue, per quanto tempo, eccetera) i
cittadini degli Stati Membri dell'EFTA (Norvegia, Svizzera, Islanda e
Liechstentein). Osservo anche che i commenti che citi sono stati trasmessi
solo in inglese.
A parte queste osservazioni, che non faccio per meschineria ma perché non
amo i due pesi e le due misure, la proposta della Commissione è dell'11
Settembre 2013; l'opinione dell'EFTA del 4 Novembre; dunque l'EFTA ha avuto
quasi due mesi per esprimere i propri commenti sulla proposta e
trasmetterli al Parlamento e al Consiglio dell'UE.
Credo che una lettura dei commenti degli Stati Membri dell'EFTA possano
dare una buona indicazione di quali siano i problemi sostanziali (e
legittimi, tenendo però conto che stare nell'EFTA e non nell'UE è una
scelta libera con conseguenze chiare) di tali Stati, e quanto abbiano a che
vedere con le procedure seguite dalla Commissione nell'adottare la proposta
Connected Continent. (Hint: sezioni 2, 4 e 7 del documento che hai
condiviso)
> Mi permetto inoltre di esprimere i miei dubbi a riguardo a come i 600
> stakeholders che hanno partecipato al major event di cui sopra abbiano
> potuto analizzare la proposta il 13 giugno, visto che é stata pubblicata il
> 14 settembre: sono stakeholders o chiaroveggenti? (perdonami la nota di
> umorismo, ma anche a Parigi c'é il sole)
>
Non credo di aver mai scritto che i partecipanti agli eventi in questione
(o ad altri anteriori all'adozione della proposta della Commissione)
abbiano potuto analizzare la proposta medesima. La Commissione ha preparato
un "non paper" con una sintesi dei problemi e varie opzioni per la loro
risoluzione, come base di discussione.
Non è pratica della Commissione condividere delle "bozze di legislazione"
prima dell'adozione vera e propria. Questa è un'abitudine che può piacere o
meno, ma va tenuto a mente che tale pratica nasce sia da ragioni di
principio (diritto di iniziativa della Commissione) che pragmatiche (molte
delle iniziative della Commissione vanno a toccare equilibri di potere
politico ed economico spesso 'esplosivi'; essere troppo trasparenti prima
dell'adozione di una proposta legislativa può, per assurdo, facilitare le
manovre di gruppi di potere esistenti, non già la capacità di intervento
dei gruppi / cittadini meno potenti).
Per altro, parlando del ruolo dei cittadini europei, il Trattato di Lisbona
ha introdotto le cosiddette "ICE" o "Iniziative dei Cittadini Europei", che
trasferiscono parte (non tutto!) del potere di iniziativa ai cittadini
europei, posto che riescano a raccogliere un milione di firme in almeno 7
Stati Membri dell'UE (per i dettagli vedi
http://ec.europa.eu/citizens-initiative/public/basic-facts) Le ICE sono
operative dal 2010 se ricordo bene.
Non mi risulta che tra le ICE proposte alla Commissione e/o in corso di
raccolta firme ce ne sia una sulla network neutrality.
Non mi esprimo sull'influenza delle CEO Round Tables perché, come ho detto
> non voglio infierire. Mi limito a suggerire agli amanti delle somiglianze
> peculiari di confrontare l'art 19 della proposta originale (sugli Assures
> Service Quality connectivity products) e la contribuzione di ETNO al WCIT
> 2012. Sicuramente le round tables sono state un successo.
>
Forse non capisco io; ma, secondo te, un'organizzazione che riunisce i più
grandi operatori di telecomunicazione attivi nell'Unione Europea non
dovrebbe aver avuto alcuna influenza su una proposta legislativa nel
settore delle telecomunicazioni?
Penso che abbiamo diverse maniera di intendere il processo democratico -
che dev'essere inclusivo di *tutti* gli interessi. Non è sempre facile
cercare di bilanciarli - anche per questo abbiamo dei rappresentanti eletti
direttamente dai cittadini - ma pensare che la Commissione possa fare delle
proposte legislative così, nel vuoto pneumatico, è illusorio.
La proposta complessiva Connected Continent piace ad ETNO, così come a
molte altre parti interessate, per certi aspetti, meno per altri.
> Il fatto che i parlamentari di Bulgaria, Cipro, Danimarca, Estonia,
> Francia, Grecia, Ungheria, *Italia*, Lettonia, Lituania, Lussemburgo,
> Slovenia e Paesi Bassi,non abbiano analizzato la proposta non mi stupisce
> affato ; anzi é stata una delle cause del mio sconforto (talmente elevato
> che mi ha spinto a scrivere un noioso articolo sulla neutralità della rete
> in una giornata di sole a Parigi)
>
Bisogna capire se la mancanza di analisi e reazione da parte di alcuni
parlamenti nazionali - quelle vetuste entità che si suppone debbano
rappresentare i cittadini in democrazia - sia dovuta a (1) scarsa
informazione da parte della Commissione Europea, che mi pare sia la tua
posizione (e, se così fosse e come penso sia chiaro, personalmente ne
dubito); (2) mancanza di tempo da parte dei Parlamentari italiani; (3)
mancanza di interesse per quello che succede "a Bruxelles", salvo poi
lanciarsi in filippiche interminabili su quanto l'Europa ci stia portando
alla rovina e via discorrendo.
> Infine, Andrea, sai che apprezzo discutere con te ma non capisco come tu
> possa dire << attendere fino alla prossima legislatura - tenendo presente
> che oltre al rinnovo del Parlamento, di fatto si sarebbe dovuto attendere
> anche il rinnovo dell'attuale Commissione - sarebbe stata una scelta
> ugualmente criticabile, dato che i problemi affrontati dal pacchetto
> "Connected Continent" sono di urgente risoluzione >>
>
> Prima di tutto, se i problemi sono di urgente risoluzione (e sono
> d'accordissimo che lo siano!) perché la proposta é stata presentata a metà
> settembre 2013, sapendo che la commissione aveva dichiarato il suo impegno
> a salvaguardare la neutralità della rete nell'aprile 2009 ?! Stiamo
> parlando di *52 mesi* per preparare il progetto e *7 mesi *per
> discuterlo ? Alla faccia dell'urgenza! Continuo ad essere piuttosto
> esterefatto. In tutta sincerità non mi sembra una tempistica
> << raginevole >>.A mio avviso in democrazia, si fa economia sul lavoro
> burocratico, non sul dibattito pubblico. Ma spero che tu lo consideri
> un'opinione personale e non un commento ingeneroso :)
>
Non sono certissimo a quale dichiarazione tu ti riferisca, perché le date
non mi tornano. Se però ti riferisci alla Dichiarazione della Commissione
Europea sulla Neutralità della Rete del 18 Dicembre 2009 (vedi
http://eur-lex.europa.eu/LexUriServ/LexUriServ.do?uri=OJ%3AC%3A2009%3A308%3…)
credo sarebbe utile riflettere sui seguenti punti:
- nel *Novembre 2009*, Parlamento e Consiglio avevano appena finito di
approvare la revisione del "Pacchetto Telecom" che risaliva al 2002 (il
tutto dopo estenuanti negoziazioni che giunsero, credo per la seconda volta
nella storia dell'Unione, alla fantomatica e misteriosa "terza lettura",
incubo di tutti gli studenti di diritto europeo e/o candidati ai concorsi
da funzionario EU);
- durante tali negoziazioni i co-legislatori, ovvero il Parlamento Europeo
e il Consiglio dell'Unione Europea, avevano considerato diversi emendamenti
volti a "proteggere la neutralità della rete" (secondo la definizione in
voga all'epoca, che credo sia cambiata cinque o sei volte nel frattempo)
non riuscendo però a trovare un accordo;
- tale pacchetto doveva essere trasposto dagli Stati Membri entro il *25
maggio 2011*, cosa che la maggior parte degli Stati Membri hanno fatto
(alcuni un po' in affanno, all'ultimo momento e con diverse sbavature che
hanno richiesto successivi interventi della Commissione, negoziazioni,
correzioni, in un paio di casi minacce di procedure di infrazione eccetera
- non farò nomi, tanto è tutto verificabile con dati pubblicamente
disponibili);
- anche se non è di per sé impossibile (e sono sicuro sia già successo) non
è immediato, e richiede valutazioni approfondite di opportunità politica e
rispetto del principio di proporzionalità e sussidiarietà, che la
Commissione Europea adotti una proposta modificando una legislazione in
corso di adozione da parte degli Stati Membri; ciò, specialmente su un
punto che era stato già discusso dai co-legislatori senza però trovare un
accordo;
- in pratica, dunque, fino alla *seconda metà del 2011* (per essere
mooooolto ottimisti) le opzioni di natura legislativa erano piuttosto
limitate;
- nel frattempo, la Commissione ha anche voluto lanciare una serie di
consultazioni pubbliche su vari argomenti collegati alla proposta Connected
Continent, tra cui la "neutralità della rete"; ha chiesto al BEREC (il
"Body of European [Telecommunications] Regulators") di fornire dati precisi
circa (tra le altre cose) l'effettivo impatto di eventuali pratiche
discriminatorie da parte degli ISP; ha adottato nel 2011 una Comunicazione
su "Open Internet and Net Neutrality in Europe" per chiarire la propria
posizione; e altro. Per i riferimenti, si veda la mia mail precedente con
il riferimento all'Annesso I dell'Impact Assessment della proposta
"Connected Continent", nonché
http://ec.europa.eu/digital-agenda/en/net-neutrality;
- prima di adottare una proposta legislativa, la Commissione deve (oltre a
tutte le fasi consultive di cui sopra) preparare un Impact Assessment,
lanciare consultazioni interne tra i vari Direttorati-Generali, tradurre i
documenti nelle varie lingue dell'Unione eccetera. Questi step - al di là
della stesura della proposta vera e propria, che nel caso di una proposta
complessa come Connected Continent non è che si prepari in un fine
settimana - possono prendere tranquillamente fino a 3 mesi.
Tutta 'sta pappardella per dire che forse la proposta si sarebbe potuta
adottare un po' prima, ma sinceramente e a mio personalissimo parere, chi
parla di proposte legislative da fare nel 2012 o nel 2013 non sta
considerando:
- la complessità del problema (la "neutralità della rete" fa e deve far
parte di una riflessione di più ampia natura sul settore delle
telecomunicazioni, della posizione di maggior o minor debolezza relativa
dell'industria europea nei confronti del resto del mondo, degli impatti di
tale industria su settori a monte e a valle e sulla società nel suo
complesso);
- la necessità di ottenere informazioni precise e autorevoli sulla natura e
la portata del problema che si cerca di risolvere (la Commissione non è Mr
Wolf di Pulp Fiction - non è che il primo pincopallo che bussa alla porta,
che sia una ONG o un'azienda, ci dice "abbiamo un problema", ci dà un po'
di infographics colorate e noi scattiamo al lavoro così, senza far(ci)
domande);
- la concomitanza di altre attività (per esempio, la trasposizione del
pacchetto Telecom del 2009, solo per restare nell'ambito più di competenza
di Neelie Kroes) che richiedono risorse, tempo e attenzione.
Per questi motivi, mi sento di dire che mettere in contrapposizione "52
mesi per preparare il progetto" e "7 mesi per discuterlo" nel modo in cui
fa Luca è un po' semplicistico; se non altro, bisogna considerare che in
quei 52 mesi le consultazioni e i dibattiti ci sono stati eccome; e che i 7
mesi di discussione non sono mica un limite massimo: il Parlamento Europeo
non ha nessun obbligo di giungere ad una decisione prima delle elezioni di
Maggio 2014!
Ovviamente la Commissione (come ha ripetuto pubblicamente più e più volte)
preferirebbe un'adozione rapida della proposta, ma la decisione alla fine è
nelle mani dei co-legislatori dell'Unione (Parlamento e Consiglio).
Poi, per tornare all'esempio brasiliano, il dibattito che ha portato al
> Marco Civil é durato 4 anni ed é cominciato con il governo precedente : mi
> sembra che l'attesa non abbia determinato un risultato cosi' catastrofico
> anzi ha permesso alla società civile di organizzarsi.
>
> L'esperienza brasiliana é esemplare proprio per come é riuscita a
> coinvolgere la società civile: é una lezione di democrazia con la D
> maiuscola.
>
Non amo molto fare paragoni tra paesi / regioni con storie, legislazioni,
culture molto differenti. Detto questo, la gestazione del Marco Civil non è
stata esente da critiche - ivi compreso il modo in cui le consultazioni
pubbliche sono state gestite - e alla fine la Presidente Rousseff ha
utilizzato una procedura d'urgenza, di fatto bloccando l'attività
parlamentare sino al voto della Camera dei Deputati.
Se, per amor di discussione, vogliamo parlare di supposte pressioni sui
Parlamenti, non capisco bene perché se lo fa Dilma Rousseff va bene, se lo
fa la Commissione Europea è un attentato alla democrazia.
(Tradendo il mio voto di non discutere di sostanza su questo argomento, mi
domando quanti abbiano ben riflettuto sull'articolo del Marco Civil
relativo alla neutralità della rete, secondo il quale "*the agent in charge
of transmission, switching and routing is obliged to treat any data packets
with isonomy, regardless of content, origin and destination, service,
terminal or application [...] discrimination or degradation of traffic will
be governed under the exclusive competence of the President of Brazil [...]
after consultation with the Brazilian Internet Steering Committee and the
National Telecommunications Agency [...] and can only result from technical
requirements for the full use of services and applications*" - al di là
della centralizzazione nella figura del Presidente del Brasile, oggi Dilma
Rousseff, domani chissà, quali sono i "requisiti tecnici" per il "full use"
di un servizio come VoIP, video conferenza, IPTV o o telemedicina?).
Grazie per la bella discussione e (se avete letto fino a qui!) per la
pazienza nel sopportare la mia prolissità.
Ciao,
Andrea
March 28, 2014
Re: [nexa] Voto e/o firma on-line e autonomia dei Comuni italiani: aiuto
by Giuseppe Mazziotti
Caro Stefano,
grazie molte, mi hai messo sulla strada giusta dello Sistema Pubblico di
Identità Digitale (legge n. 98/2013, che è la conversione del c.d. Decreto
del Fare del 2013):
Amministrazione digitale
Gli articoli 13, 15 e 16 del provvedimento concernono il potenziamento
dell'*Agenda
digitale italiana <http://www.agenda-digitale.it/agenda_digitale/>,* perseguito
mediante misure che intervengono sui soggetti che operano in materia. A tal
fine sono apportate diverse modifiche: - alla Cabina di regia, cioè il
soggetto a cui, con l'art. 47 del D.L.
5/2012,<http://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:decreto.legge:2012;5~ar…>
sono
state conferite attribuzioni di indirizzo e coordinamento per la
realizzazione dell'Agenda; - all'Agenzia per l'Italia digitale, cioè il
soggetto cui sono state attribuite funzioni operative nel settore; - alla
Commissione per il sistema pubblico di connettività*,*cioè il soggetto
preposto dall'art. 79 del Codice dell'amministrazione digitale (D.Lgs.
82/2005<http://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:decreto.legislativo:200…>)
agli indirizzi strategici del *Sistema Pubblico di Connettività
<http://www.digitpa.gov.it/spc>*(SPC). Per l'attuazione dell'Agenda
digitale, agli articoli 10, 14 e 17 sono previste misure di: -
semplificazione di adempimenti per i gestori di postazioni di accesso ad
internet; - incentivazione dei cittadini all'utilizzo della posta
elettronica certificata nei rapporti con le amministrazioni pubbliche; -
uniformità temporale per l'utilizzo del *fascicolo sanitario elettronico
<http://www.salute.gov.it/portale/temi/p2_6.jsp?lingua=italiano&id=2512&area…>*
(FSE)
su tutto il territorio nazionale e la realizzazione della relativa
infrastruttura centrale. Due articoli aggiuntivi (16-*bis* e 17-*ter*)
hanno inoltre disposto: modifiche alla disciplina dei furti di identità di
cui alD.Lgs.141/2010,<http://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:decreto.legislativo:201…>
consentendo
di effettuare ulteriori richieste di verifica dell'autenticità dei dati
contenuti nella documentazione al fine di accertare l'identità dei
soggetti; l'istituzione del sistema pubblico per la gestione dell'identità
digitale di cittadini e imprese (SPID) modificando conseguentemente il
Codice dell'amministrazione digitale. Viene poi rafforzata la
digitalizzazione delle pubbliche amministrazioni, *escludendosi la
trasmissione via fax* delle comunicazioni di documenti tra le
amministrazioni, prevedendosi inoltre che le stesse procedano alla
consultazione degli atti ai fini degli accertamenti d'ufficio
esclusivamente per via telematica (vale a dire escludendo l'utilizzo del
fax).
Il giorno 27 marzo 2014 19:10, Stefano Quintarelli
<stefano(a)quintarelli.it>ha scritto:
> non so per il tema di voto
> per il tema identificazione, invece, si.
> il provvedimento SPID e' pronto dal giorno che e' caduto il governo Letta
> (non c'e' correlazione.. ;-)
> si attende l'handover e la emanazione dalla presidenza del consiglio
>
Se il tema dell'identificazione digitale si risolve così, credo che a
livello comunale una raccolta firme (per esempio per una delibera di
iniziativa popolare) possa avvalersi di questo strumento, anche in assenza
di una specifica disposizione di legge sul voto elettronico (non
trattandosi in questo caso di 'voto'). Sarei curioso di conoscere
l'opinione dei
> poi ci saranno le regole tecniche da AGID e la notifica formale a BXL che
> pero' informalmente ha gia' visto e plaudito al provvedimento.
> poi la sperimentazione.
> diciamo che a partire dalla sperimentazione si puo' iniziare ad
> implementare ed usare.
> (sapendo che a valle della sperimentazione esiste la pur remota
> possibilita' di qualche cambiamento alle regole tecniche)
> le regole tecniche sono previste dopo tre mesi dall'emissione del decreto
> legislativo.
> sono moderatamente ottimista sul rispetto della scadenza in quanto in agid
> stanno gia' lavorando, in attesa dell'emeanzione da parte della presdelcons.
Non resta che attendere il DPCM, quindi.
Grazie ancora!
Giuseppe
>
>
> On 27/03/2014 13:07, Giuseppe Mazziotti wrote:
>
>> Cari tutti,
>>
>>
>> scrivo per chiedere consigli a chi in lista, più di me, si occupa di
>> diritto amministrativo e in particolare di amministrazione digitale.
>>
>>
>> A Roma stiamo pensando a un progetto consistente nell'elaborazione di un
>> sistema di voto online per gli istituti di iniziativa popolare a livello
>> comunale (delibere, referendum, ecc) che sia fruibile nel modo più
>> semplice e meno oneroso possibile per i cittadini dal punto di vista
>> delle competenze informatiche e degli strumenti tecnici necessari, pur
>> essendo conforme agli indispensabili requisiti di identificazione e
>> sicurezza dei dati.
>>
>>
>> Qual è il grado di autonomia dei Comuni nel dotarsi di tali strumenti, e
>> quali ostacoli potrebbero materializzarsi nell'ambito della normativa
>> nazionale se un determinato Comune, con una delibera apposita, decidesse
>> di adottarli in concreto?
>>
>>
>> Vi ringrazio fin da ora!
>>
>> Giuseppe
>>
>>
>> --
>> Giuseppe Mazziotti
>> Mobile: +39 347 3018306
>> Skype: giuseppe.mazziotti
>> Website: http://mediartis.it
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>>
>> _______________________________________________
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March 28, 2014