nexa
By thread
nexa@server-nexa.polito.it
By month
Messages by month
- ----- 2026 -----
- September
- August
- July
- June
- May
- April
- March
- February
- January
- ----- 2025 -----
- December
- November
- October
- September
- August
- July
- June
- May
- April
- March
- February
- January
- ----- 2024 -----
- December
- November
- October
- September
- August
- July
- June
- May
- April
- March
- February
- January
- ----- 2023 -----
- December
- November
- October
- September
- August
- July
- June
- May
- April
- March
- February
- January
- ----- 2022 -----
- December
- November
- October
- September
- August
- July
- June
- May
- April
- March
- February
- January
- ----- 2021 -----
- December
- November
- October
- September
- August
- July
- June
- May
- April
- March
- February
- January
- ----- 2020 -----
- December
- November
- October
- September
- August
- July
- June
- May
- April
- March
- February
- January
- ----- 2019 -----
- December
- November
- October
- September
- August
- July
- June
- May
- April
- March
- February
- January
- ----- 2018 -----
- December
- November
- October
- September
- August
- July
- June
- May
- April
- March
- February
- January
- ----- 2017 -----
- December
- November
- October
- September
- August
- July
- June
- May
- April
- March
- February
- January
- ----- 2016 -----
- December
- November
- October
- September
- August
- July
- June
- May
- April
- March
- February
- January
- ----- 2015 -----
- December
- November
- October
- September
- August
- July
- June
- May
- April
- March
- February
- January
- ----- 2014 -----
- December
- November
- October
- September
- August
- July
- June
- May
- April
- March
- February
- January
- ----- 2013 -----
- December
- November
- October
- September
- August
- July
- June
- May
- April
- March
- February
- January
- ----- 2012 -----
- December
- November
- October
- September
- August
- July
- June
- May
- April
- March
- February
- January
- ----- 2011 -----
- December
- November
- October
- September
- August
- July
- June
- May
- April
- March
- February
- January
- ----- 2010 -----
- December
- November
- October
- September
- August
- July
- June
- May
- April
- March
- February
- January
- ----- 2009 -----
- December
- November
- October
- September
- August
- July
- June
- May
- 39 participants
- 30614 messages
Re: [nexa] Russiagate S2E03: Fermate le elezioni in Romania, sono manipolate dai russi via TikTok!
by Paolo Del Romano
Le ingerenze delle potenze straniere sono sempre esistite. Anche gli
inglesi aiutarono Garibaldi con la sua spedizione dei mille per la
riunificazione dell'Italia. La questione vera è che ciascuno di noi ha
delle simpatie/antipatie per "gli invasori" (nel senso militare, economico
o semplicemente culturale) del momento.
Saluti
Paolo
Dec. 8, 2024
Re: [nexa] Russiagate S2E03: Fermate le elezioni in Romania, sono manipolate dai russi via TikTok!
by alessandro marzocchi
Gilioli ha dimenticato tre casi, che comunque confermano la rilevanza
politica dell'argomento: la sua scelta di pubblicare su FB, l'assalto al
Campidoglio di Washington ed il primato M5S alle elezioni 2018.
Nessuno ha certezze, l'argomento ha rilevanza sociale e politica analoga a
quella della lingua naturale, perchè mai non insegnarlo come si insegna ai
bambini ad usare la lingua naturale?
Sul fatto Romania, purtroppo torna il braccio di ferro, la cd "guerra
fredda" di molti decenni dopoguerra, con due novità maggiori ma non
sostanziali: il crollo dell'Unione sovietica con la conseguente
ridefinizione dei confini occidentali e l'emersione della Cina come,
almeno, coprotagonista di un blocco. Malauguratamente si torna indietro di
qualche decennio.
Buona domenica e buone feste.
Duccio (Alessandro Marzocchi)
Dec. 8, 2024
Re: [nexa] Russiagate S2E03: Fermate le elezioni in Romania, sono manipolate dai russi via TikTok!
by abregni
Ciao, JC.
Non ci provo neanche, a rispondere "con certezza" alle tue domande...
Ma mi permetto una critica secca al discorso in generale: quando un
sistema non funziona (o è addirittura "marcio", ...cosa che con molta
frutta si vede solo dopo che l'hai aperta in due), NON ha molto senso
porsi tanti bei quesiti, restando dentro la logica della situazione in
atto.
Serve decidersi a cambiare le cose. E lì, solo lì e non nei proclami,
vedi quanto la gente voglia, o non voglia / sappia, cambiarle.
Non ho esperienza politica diretta, ma sono stato vicino a chi ha
provato a cambiare un po' le cose...
Dopo riflessioni e rimuginii (cfr.
http://www.ybnd.eu/docs/Soc_aper_adul.pdf) e tentativi di quantificare
anche le dimensioni del problema (dal lato economico, visto che da
quello democratico non è cosa facile, cfr.
http://www.ybnd.eu/docs/Sic_est_Iw.pdf) ho capito(?) che le cose si
dovessero cambiare dal basso, e ci ho provato per cinque anni (cfr.
http://www.ybnd.eu/docs/Mat_fibra.pdf)
Ho incontrato dei bei muri di gomma, ma poi ho dovuto ammettere con me
stesso che -- in forma diversa -- il vecchio "panem et circenses" ancora
vale (poi ripreso in un paio di capitoli da Tocqueville...).
Se obnubili la gente con specchietti per le allodole, nani e ballerine,
e poi gadget elettronici (il tutto ben segmentato per classe sociale),
la tua beata "democrazia" te la puoi anche dimenticare, ESSENZIALMENTE
perché la gente NON è più disposta ad alzare un dito e muoversi per
prendere il controllo del proprio futuro.
Quando ho cercato di proporre qualcosa del genere (un cambiamento
tecnologico, che sarebbe divenuto anche democratico) con la "fibra dei
cittadini", in quella breve finestra tecnologica in cui la gente
l'avrebbe potuta capire, ho compreso che DI FATTO la gente si aspetta di
"comprare da altri" l'idea di come possa configurarsi il proprio futuro.
Il '68 è morto e sepolto, nella mente delle persone, "vivacchiando" solo
in quelle degli anziani che allora c'erano. Persino la liberazione
femminile, voluta da tutti, maschi e femmine (a parte quelli che
vogliono ancora vietare l'aborto), è diventata la caricatura di se
stessa...
Dopo che hai elencato le (attualissime) domande che ti poni, e ti sei
chiesto chi avrebbe potuto risponderti "con certezza", cerca di vedere
di esserti "chiuso" nel panem et circenses di oggi, e quindi di muoverti
in un terreno comunque "fangoso", in qualunque direzione tu voglia
provare ad andare...
E' CERTO che NON ci sono risposte decenti, sensate, attuabili ed
efficaci alle tante domande che poni.
Il 2024-12-08 09:07 J.C. DE MARTIN ha scritto:
> Caro Guido,
>
> a prescindere dal tuo riferimento alle "Giubbe Rosse", che solo tu sai
> che cosa c'entrino, la questione mi sembra decisamente più complicata
> di come la poni tu.
>
> Qualcuno che mi sembra colga la complessità (oltre che la
> delicatezza) del tema è il giornalista Alessandro Gilioli. Riporto un
> suo post di ieri dal suo profilo pubblico su Facebook.
>
> jc
>
> Se ho capito bene, in Romania le elezioni sono state annullate non per
> brogli sulle schede ma per una pesante campagna sui social a favore di
> un candidato attuata con tutti gli strumenti tecnologici possibili,
> inclusi i bot e i falsi profili; questa campagna, secondo la Corte
> costituzionale di Bucarest, è stata orchestrata e finanziata da
> Mosca, di cui questo candidato è simpatizzante.
>
> Propongo, se possibile, di provare a staccarci un attimo
> dall'immediata simpatia-antipatia tifosa (i filo Putin oggi gridano al
> golpe, gli anti Putin alle interferenze russe) per ragionare invece
> sul la questione delle questioni: in democrazia, quali mezzi sono
> leciti e quali illeciti nella creazione del consenso?
>
> E, soprattutto, sono "democraticamente valide" o no quelle elezioni in
> cui il consenso popolare è chiaro ma è stato creato anche
> utilizzando in modo estremo ogni potenziale tecnologia dei mezzi di
> comunicazione, inclusi bot, gli algoritmi e magari l'AI?
>
> Nel nostro piccolo, in Italia abbiamo avuto un precedente dell'era pre
> internet: quando il proprietario di tre reti televisive nazionali le
> mise tutte e tre al servizio del suo nuovo partito, inclusi i Mike
> Bongiorno, i Raimondo Vianello e le Ambra Angiolini. Noi
> antiberlusconiani al tempo parlavamo di conflitto di interessi e
> quindi di iniquità di elezioni in cui uno dei contendenti aveva soldi
> e soprattutto media per creare il consenso. Ci rispondevano che il
> consenso popolare vale comunque - se è chiaro ed espresso nell'urna -
> e che era offensivo verso gli elettori sostenere che fossero quasi
> degli infermi di mente, incapaci di decidere con la propria testa. In
> ogni caso quel partito prese il 30 per cento meno di sei mesi dopo la
> sua creazione e nessuno pensò di invalidare quelle elezioni per l'uso
> massiccio di media privati a favore di una parte.
>
> Da allora il quadro mediatico è fortemente cambiato, le tivù contano
> meno, c'è la rete e appunto ci sono i bot.
>
> Nel caso di specie - il vago paragone fra Italia 1994 e Romania 2024 -
> ci sono poi altre grosse differenze: allora non ci fu alcuna ingerenza
> straniera, ad esempio; oppure, semplicemente, nel caso di Berlusconi
> non c'era niente di segreto (la persuasione delle reti Fininvest era
> trasparente, evidente) mentre nelle elezioni romene sarebbe stata
> occulta, il che non è una differenza da poco. Tuttavia noi avevamo i
> falsi sondaggi di Diakron per creare l'effetto band-wagoning: una cosa
> non molto diversa dai falsi account, e con esiti simili.
>
> (per inciso, aggiungo che l'utilizzo nascosto di bot, algoritmi di
> rimbalzo e account fasulli non è mancato neppure da noi, basti
> pensare alla "Bestia" di Salvini, nei suoi tempi d'oro)
>
> Resta comunque la questione di fondo, che ovviamente va ben oltre sia
> il vecchio caso italiano sia quello attuale romeno: è
> democraticamente valido o no il voto espresso dagli elettori quando
> una campagna mediatica ben orchestrata e ben pagata ne ha influenzato
> una parte magari decisiva?
>
> La questione di fondo investe anche le democrazie occidentali. Non
> solo per il rischio di campagne occulte orchestrate all'estero ma
> anche per quello che già da decenni accade, a partire dagli Stati
> Uniti dove il budget per gli spot è un elemento fondamentale per
> creare consenso, diventando poi peraltro strumento di ricatto dei
> donatori verso la politica; oppure per quello che è accaduto di
> redente, con l'uso del social di Elon Musk a favore di Trump.
>
> Quali sono dunque le regole certe che una democrazia deve darsi
> perché il voto possa considerarsi "non manipolato" o manipolato il
> meno possibile? Quali sono i limiti invalicabili, se ce ne sono?
>
> E possono queste regole - se mai volessimo darcele - stare al passo
> con i progressi rapidissimi delle tecnologie?
>
> E ancora: sarebbero applicabili a livello di elezioni nazionali in un
> mondo tecnologicamente così interconnesso oppure no? E se sì, come?
> E quale organo neutrale può essere chiamato a decidere se un'elezione
> è democraticamente valida o è stata manipolata?
>
> Auguri a chi riesce a rispondere con certezza.
Dec. 8, 2024
Re: [nexa] Russiagate S2E03: Fermate le elezioni in Romania, sono manipolate dai russi via TikTok!
by J.C. DE MARTIN
Ah, scusa, mi era sfuggito il riferimento precedente a quella fonte.
jc
On 08/12/24 09:39, Guido Vetere wrote:
> Ciao Juan Carlos,
> si, avevo letto anche io il post di Giglioli.
>
> Mi sembra che la questione dirimente qui sia l'ingerenza di una
> potenza straniera e ostile. Nota che si tratta di una situazione di
> guerra asimmetrica: nessuno potrebbe influenzare con i social le
> elezioni in Russia, in Cina o in Corea del Nord, per il semplice fatto
> che praticamente non ci sono. Putin & co. ovviamente cercano di trarre
> il massimo vantaggio da questa asimmetria.
>
> C'è di sicuro un dilemma filosofico: una coscienza manipolata è ancora
> una coscienza con diritto di voto? I miei 'due cents' di filosofia li
> punterei sul sì. Però questo rende molto stringente la necessità di
> vigilare sulla propaganda, perché altrimenti, davvero, vale tutto.
>
> Buona domenica.
> G.
>
> PS: Le Giubbe Rosse c'entrano perché 380° aveva postato il loro
> articolo in questo thread. Ora: sono dispostissimo ad essere
> manipolato, ma non da Rizzo! :-))
>
>
>
> On Sun, 8 Dec 2024 at 09:07, J.C. DE MARTIN
> <juancarlos.demartin(a)polito.it> wrote:
>
> Caro Guido,
>
> a prescindere dal tuo riferimento alle "Giubbe Rosse", che solo tu
> sai che cosa c'entrino, la questione mi sembra decisamente più
> complicata di come la poni tu.
>
> Qualcuno che mi sembra colga la complessità (oltre che la
> delicatezza) del tema è il giornalista Alessandro Gilioli. Riporto
> un suo post di ieri dal suo profilo pubblico su Facebook.
>
> jc
>
> Se ho capito bene, in Romania le elezioni sono state annullate non
> per brogli sulle schede ma per una pesante campagna sui social a
> favore di un candidato attuata con tutti gli strumenti tecnologici
> possibili, inclusi i bot e i falsi profili; questa campagna,
> secondo la Corte costituzionale di Bucarest, è stata orchestrata e
> finanziata da Mosca, di cui questo candidato è simpatizzante.
> Propongo, se possibile, di provare a staccarci un attimo
> dall'immediata simpatia-antipatia tifosa (i filo Putin oggi
> gridano al golpe, gli anti Putin alle interferenze russe) per
> ragionare invece sul la questione delle questioni: in democrazia,
> quali mezzi sono leciti e quali illeciti nella creazione del
> consenso?
> E, soprattutto, sono "democraticamente valide" o no quelle
> elezioni in cui il consenso popolare è chiaro ma è stato creato
> anche utilizzando in modo estremo ogni potenziale tecnologia dei
> mezzi di comunicazione, inclusi bot, gli algoritmi e magari l'AI?
> Nel nostro piccolo, in Italia abbiamo avuto un precedente dell'era
> pre internet: quando il proprietario di tre reti televisive
> nazionali le mise tutte e tre al servizio del suo nuovo partito,
> inclusi i Mike Bongiorno, i Raimondo Vianello e le Ambra
> Angiolini. Noi antiberlusconiani al tempo parlavamo di conflitto
> di interessi e quindi di iniquità di elezioni in cui uno dei
> contendenti aveva soldi e soprattutto media per creare il
> consenso. Ci rispondevano che il consenso popolare vale comunque -
> se è chiaro ed espresso nell'urna - e che era offensivo verso gli
> elettori sostenere che fossero quasi degli infermi di mente,
> incapaci di decidere con la propria testa. In ogni caso quel
> partito prese il 30 per cento meno di sei mesi dopo la sua
> creazione e nessuno pensò di invalidare quelle elezioni per l'uso
> massiccio di media privati a favore di una parte.
> Da allora il quadro mediatico è fortemente cambiato, le tivù
> contano meno, c'è la rete e appunto ci sono i bot.
> Nel caso di specie - il vago paragone fra Italia 1994 e Romania
> 2024 - ci sono poi altre grosse differenze: allora non ci fu
> alcuna ingerenza straniera, ad esempio; oppure, semplicemente, nel
> caso di Berlusconi non c'era niente di segreto (la persuasione
> delle reti Fininvest era trasparente, evidente) mentre nelle
> elezioni romene sarebbe stata occulta, il che non è una differenza
> da poco. Tuttavia noi avevamo i falsi sondaggi di Diakron per
> creare l'effetto band-wagoning: una cosa non molto diversa dai
> falsi account, e con esiti simili.
> (per inciso, aggiungo che l'utilizzo nascosto di bot, algoritmi di
> rimbalzo e account fasulli non è mancato neppure da noi, basti
> pensare alla "Bestia" di Salvini, nei suoi tempi d'oro)
> Resta comunque la questione di fondo, che ovviamente va ben oltre
> sia il vecchio caso italiano sia quello attuale romeno: è
> democraticamente valido o no il voto espresso dagli elettori
> quando una campagna mediatica ben orchestrata e ben pagata ne ha
> influenzato una parte magari decisiva?
> La questione di fondo investe anche le democrazie occidentali. Non
> solo per il rischio di campagne occulte orchestrate all'estero ma
> anche per quello che già da decenni accade, a partire dagli Stati
> Uniti dove il budget per gli spot è un elemento fondamentale per
> creare consenso, diventando poi peraltro strumento di ricatto dei
> donatori verso la politica; oppure per quello che è accaduto di
> redente, con l'uso del social di Elon Musk a favore di Trump.
> Quali sono dunque le regole certe che una democrazia deve darsi
> perché il voto possa considerarsi "non manipolato" o manipolato il
> meno possibile? Quali sono i limiti invalicabili, se ce ne sono?
> E possono queste regole - se mai volessimo darcele - stare al
> passo con i progressi rapidissimi delle tecnologie?
> E ancora: sarebbero applicabili a livello di elezioni nazionali in
> un mondo tecnologicamente così interconnesso oppure no? E se sì,
> come? E quale organo neutrale può essere chiamato a decidere se
> un'elezione è democraticamente valida o è stata manipolata?
> Auguri a chi riesce a rispondere con certezza.
>
>
>
>
> On 08/12/24 08:56, Guido Vetere wrote:
>> Eravamo tutti allarmati per Cambridge Analytica e le
>> manipolazioni del micro-targeting quando si trattava di elezioni
>> presidenziali USA o di Brexit.
>> I falsi profili e gli sciami di bot pagati da Putin sarebbero
>> invece una lecita forma di propaganda?
>> G.
>>
>> PS:
>> Le Giubbe Rosse:
>> /Qualcuno ha definito le nostre posizioni anti-establishment,
>> anti-neoliberiste, euroscettiche, sovraniste, rossobrune. Al
>> momento, non ci vengono in mente obiezioni…
>> /
>> /
>> /
>>
>> On Sat, 7 Dec 2024 at 17:22, J.C. DE MARTIN
>> <juancarlos.demartin(a)polito.it> wrote:
>>
>> Analisi tecnica della decisione:
>>
>> https://www.linkedin.com/pulse/summary-romanian-constitutional-court-decisi…
>>
>> jc
>>
>>
>>
>> On 07/12/24 11:51, 380° via nexa wrote:
>> > "J.C. DE MARTIN" <juancarlos.demartin(a)polito.it> writes:
>> >
>> >> Un precedente potenzialmente pericolosissimo.
>> >> jc
>> >>
>> >> On 07/12/24 11:21, 380° via nexa wrote:
>> >>> Buongiorno,
>> >>>
>> >>> sta diventando uno schema ripetitivo, anche se (credo)
>> mai prima d'ora
>> >>> usato per impedire le elezioni in uno stato, della EU per
>> di più.
>> > effettivamente in termini di limitazione della sovranità
>> (vi ricordate
>> > "l'Italia è un paese a sovranità limitata"?) è un salto di
>> qualità, ma
>> > diciamo che è in linea con la strategia della tensione,
>> Stay Behind
>> > (Gladio) e tutte le porcate annesse e connesse storicamente
>> accertate (e
>> > il risultato si vede benissimo).
>> >
>> > ...comunque, la rivista "Analisi e Difesa" il 7 Maggio
>> scorso scrisse un
>> > articolo che spiega perfettamente perché in Romania NON
>> DEVE vincere "un
>> > filo-russo e anti-NATO" (per di più di estrema destra e
>> complottista
>> > [1], manca solo che mangi i bambini e poi siamo a posto):
>> >
>> > «Nuove basi USA/NATO in Romania, Albania e forse Finlandia»
>> >
>> https://www.analisidifesa.it/2024/05/nuove-basi-usa-nato-in-romania-albania…
>> >
>> > --8<---------------cut
>> here---------------start------------->8---
>> >
>> > [...]
>> >
>> > In marzo sono iniziati in Romania lavori per trasformare la
>> base Mihail
>> > Kogqlniceanu, vicino a Costanza nel sud-est della Romania
>> sulla costa
>> > del Mar Nero, nella più grande base militare NATO in
>> Europa, destinata a
>> > superare per estensione quella di Ramstein, in Germania.
>> >
>> > La nuova base darà alla Romania un ruolo maggiore
>> nell’architettura di
>> > sicurezza della NATO e una posizione di maggiore forza nel
>> Mar Nero,
>> > rafforzando il progressivo spostamento a est dell’asse
>> dell’Alleanza
>> > Atlantica e il trasferimento di forze statunitensi presso
>> quei partner
>> > orientali che un tempo fecero parte del Patto di Varsavia.
>> >
>> > Entro il 2030 la base rumena potrà ospitare 10.000 militari
>> e civili
>> > mentre USA e NATO vi trasferiranno risorse logistiche e
>> personale
>> > Ramstein.
>> >
>> > --8<---------------cut
>> here---------------end--------------->8---
>> >
>> > ...la nuova Ramstein, sul _Mar Nero_: TikTok un par de
>> ciunfoli!
>> >
>> > Saluti, 380°
>> >
>> >
>> > [1] secondo l'equlibratissimo articolo di Wikipedia, che
>> cita Politico
>> > come fosse una fonte primaria... ROTFL!
>> > https://en.wikipedia.org/wiki/C%C4%83lin_Georgescu
>> >
>>
>
Dec. 8, 2024
Re: [nexa] Russiagate S2E03: Fermate le elezioni in Romania, sono manipolate dai russi via TikTok!
by Guido Vetere
Ciao Juan Carlos,
si, avevo letto anche io il post di Giglioli.
Mi sembra che la questione dirimente qui sia l'ingerenza di una potenza
straniera e ostile. Nota che si tratta di una situazione di guerra
asimmetrica: nessuno potrebbe influenzare con i social le elezioni in
Russia, in Cina o in Corea del Nord, per il semplice fatto che praticamente
non ci sono. Putin & co. ovviamente cercano di trarre il massimo vantaggio
da questa asimmetria.
C'è di sicuro un dilemma filosofico: una coscienza manipolata è ancora una
coscienza con diritto di voto? I miei 'due cents' di filosofia li punterei
sul sì. Però questo rende molto stringente la necessità di vigilare sulla
propaganda, perché altrimenti, davvero, vale tutto.
Buona domenica.
G.
PS: Le Giubbe Rosse c'entrano perché 380° aveva postato il loro articolo in
questo thread. Ora: sono dispostissimo ad essere manipolato, ma non da
Rizzo! :-))
On Sun, 8 Dec 2024 at 09:07, J.C. DE MARTIN <juancarlos.demartin(a)polito.it>
wrote:
> Caro Guido,
>
> a prescindere dal tuo riferimento alle "Giubbe Rosse", che solo tu sai che
> cosa c'entrino, la questione mi sembra decisamente più complicata di come
> la poni tu.
>
> Qualcuno che mi sembra colga la complessità (oltre che la delicatezza) del
> tema è il giornalista Alessandro Gilioli. Riporto un suo post di ieri dal
> suo profilo pubblico su Facebook.
>
> jc
>
> Se ho capito bene, in Romania le elezioni sono state annullate non per
> brogli sulle schede ma per una pesante campagna sui social a favore di un
> candidato attuata con tutti gli strumenti tecnologici possibili, inclusi i
> bot e i falsi profili; questa campagna, secondo la Corte costituzionale di
> Bucarest, è stata orchestrata e finanziata da Mosca, di cui questo
> candidato è simpatizzante.
> Propongo, se possibile, di provare a staccarci un attimo dall'immediata
> simpatia-antipatia tifosa (i filo Putin oggi gridano al golpe, gli anti
> Putin alle interferenze russe) per ragionare invece sul la questione delle
> questioni: in democrazia, quali mezzi sono leciti e quali illeciti nella
> creazione del consenso?
> E, soprattutto, sono "democraticamente valide" o no quelle elezioni in cui
> il consenso popolare è chiaro ma è stato creato anche utilizzando in modo
> estremo ogni potenziale tecnologia dei mezzi di comunicazione, inclusi bot,
> gli algoritmi e magari l'AI?
> Nel nostro piccolo, in Italia abbiamo avuto un precedente dell'era pre
> internet: quando il proprietario di tre reti televisive nazionali le mise
> tutte e tre al servizio del suo nuovo partito, inclusi i Mike Bongiorno, i
> Raimondo Vianello e le Ambra Angiolini. Noi antiberlusconiani al tempo
> parlavamo di conflitto di interessi e quindi di iniquità di elezioni in cui
> uno dei contendenti aveva soldi e soprattutto media per creare il consenso.
> Ci rispondevano che il consenso popolare vale comunque - se è chiaro ed
> espresso nell'urna - e che era offensivo verso gli elettori sostenere che
> fossero quasi degli infermi di mente, incapaci di decidere con la propria
> testa. In ogni caso quel partito prese il 30 per cento meno di sei mesi
> dopo la sua creazione e nessuno pensò di invalidare quelle elezioni per
> l'uso massiccio di media privati a favore di una parte.
> Da allora il quadro mediatico è fortemente cambiato, le tivù contano meno,
> c'è la rete e appunto ci sono i bot.
> Nel caso di specie - il vago paragone fra Italia 1994 e Romania 2024 - ci
> sono poi altre grosse differenze: allora non ci fu alcuna ingerenza
> straniera, ad esempio; oppure, semplicemente, nel caso di Berlusconi non
> c'era niente di segreto (la persuasione delle reti Fininvest era
> trasparente, evidente) mentre nelle elezioni romene sarebbe stata occulta,
> il che non è una differenza da poco. Tuttavia noi avevamo i falsi sondaggi
> di Diakron per creare l'effetto band-wagoning: una cosa non molto diversa
> dai falsi account, e con esiti simili.
> (per inciso, aggiungo che l'utilizzo nascosto di bot, algoritmi di
> rimbalzo e account fasulli non è mancato neppure da noi, basti pensare alla
> "Bestia" di Salvini, nei suoi tempi d'oro)
> Resta comunque la questione di fondo, che ovviamente va ben oltre sia il
> vecchio caso italiano sia quello attuale romeno: è democraticamente valido
> o no il voto espresso dagli elettori quando una campagna mediatica ben
> orchestrata e ben pagata ne ha influenzato una parte magari decisiva?
> La questione di fondo investe anche le democrazie occidentali. Non solo
> per il rischio di campagne occulte orchestrate all'estero ma anche per
> quello che già da decenni accade, a partire dagli Stati Uniti dove il
> budget per gli spot è un elemento fondamentale per creare consenso,
> diventando poi peraltro strumento di ricatto dei donatori verso la
> politica; oppure per quello che è accaduto di redente, con l'uso del social
> di Elon Musk a favore di Trump.
> Quali sono dunque le regole certe che una democrazia deve darsi perché il
> voto possa considerarsi "non manipolato" o manipolato il meno possibile?
> Quali sono i limiti invalicabili, se ce ne sono?
> E possono queste regole - se mai volessimo darcele - stare al passo con i
> progressi rapidissimi delle tecnologie?
> E ancora: sarebbero applicabili a livello di elezioni nazionali in un
> mondo tecnologicamente così interconnesso oppure no? E se sì, come? E quale
> organo neutrale può essere chiamato a decidere se un'elezione è
> democraticamente valida o è stata manipolata?
> Auguri a chi riesce a rispondere con certezza.
>
>
>
>
> On 08/12/24 08:56, Guido Vetere wrote:
>
> Eravamo tutti allarmati per Cambridge Analytica e le manipolazioni del
> micro-targeting quando si trattava di elezioni presidenziali USA o di
> Brexit.
> I falsi profili e gli sciami di bot pagati da Putin sarebbero invece una
> lecita forma di propaganda?
> G.
>
> PS:
> Le Giubbe Rosse:
>
> *Qualcuno ha definito le nostre posizioni anti-establishment,
> anti-neoliberiste, euroscettiche, sovraniste, rossobrune. Al momento, non
> ci vengono in mente obiezioni… *
>
>
> On Sat, 7 Dec 2024 at 17:22, J.C. DE MARTIN <juancarlos.demartin(a)polito.it>
> wrote:
>
>> Analisi tecnica della decisione:
>>
>>
>> https://www.linkedin.com/pulse/summary-romanian-constitutional-court-decisi…
>>
>> jc
>>
>>
>>
>> On 07/12/24 11:51, 380° via nexa wrote:
>> > "J.C. DE MARTIN" <juancarlos.demartin(a)polito.it> writes:
>> >
>> >> Un precedente potenzialmente pericolosissimo.
>> >> jc
>> >>
>> >> On 07/12/24 11:21, 380° via nexa wrote:
>> >>> Buongiorno,
>> >>>
>> >>> sta diventando uno schema ripetitivo, anche se (credo) mai prima d'ora
>> >>> usato per impedire le elezioni in uno stato, della EU per di più.
>> > effettivamente in termini di limitazione della sovranità (vi ricordate
>> > "l'Italia è un paese a sovranità limitata"?) è un salto di qualità, ma
>> > diciamo che è in linea con la strategia della tensione, Stay Behind
>> > (Gladio) e tutte le porcate annesse e connesse storicamente accertate (e
>> > il risultato si vede benissimo).
>> >
>> > ...comunque, la rivista "Analisi e Difesa" il 7 Maggio scorso scrisse un
>> > articolo che spiega perfettamente perché in Romania NON DEVE vincere "un
>> > filo-russo e anti-NATO" (per di più di estrema destra e complottista
>> > [1], manca solo che mangi i bambini e poi siamo a posto):
>> >
>> > «Nuove basi USA/NATO in Romania, Albania e forse Finlandia»
>> >
>> https://www.analisidifesa.it/2024/05/nuove-basi-usa-nato-in-romania-albania…
>> >
>> > --8<---------------cut here---------------start------------->8---
>> >
>> > [...]
>> >
>> > In marzo sono iniziati in Romania lavori per trasformare la base Mihail
>> > Kogqlniceanu, vicino a Costanza nel sud-est della Romania sulla costa
>> > del Mar Nero, nella più grande base militare NATO in Europa, destinata a
>> > superare per estensione quella di Ramstein, in Germania.
>> >
>> > La nuova base darà alla Romania un ruolo maggiore nell’architettura di
>> > sicurezza della NATO e una posizione di maggiore forza nel Mar Nero,
>> > rafforzando il progressivo spostamento a est dell’asse dell’Alleanza
>> > Atlantica e il trasferimento di forze statunitensi presso quei partner
>> > orientali che un tempo fecero parte del Patto di Varsavia.
>> >
>> > Entro il 2030 la base rumena potrà ospitare 10.000 militari e civili
>> > mentre USA e NATO vi trasferiranno risorse logistiche e personale
>> > Ramstein.
>> >
>> > --8<---------------cut here---------------end--------------->8---
>> >
>> > ...la nuova Ramstein, sul _Mar Nero_: TikTok un par de ciunfoli!
>> >
>> > Saluti, 380°
>> >
>> >
>> > [1] secondo l'equlibratissimo articolo di Wikipedia, che cita Politico
>> > come fosse una fonte primaria... ROTFL!
>> > https://en.wikipedia.org/wiki/C%C4%83lin_Georgescu
>> >
>>
>>
>
Dec. 8, 2024
Re: [nexa] Russiagate S2E03: Fermate le elezioni in Romania, sono manipolate dai russi via TikTok!
by J.C. DE MARTIN
Caro Guido,
a prescindere dal tuo riferimento alle "Giubbe Rosse", che solo tu sai
che cosa c'entrino, la questione mi sembra decisamente più complicata di
come la poni tu.
Qualcuno che mi sembra colga la complessità (oltre che la delicatezza)
del tema è il giornalista Alessandro Gilioli. Riporto un suo post di
ieri dal suo profilo pubblico su Facebook.
jc
Se ho capito bene, in Romania le elezioni sono state annullate non per
brogli sulle schede ma per una pesante campagna sui social a favore di
un candidato attuata con tutti gli strumenti tecnologici possibili,
inclusi i bot e i falsi profili; questa campagna, secondo la Corte
costituzionale di Bucarest, è stata orchestrata e finanziata da Mosca,
di cui questo candidato è simpatizzante.
Propongo, se possibile, di provare a staccarci un attimo dall'immediata
simpatia-antipatia tifosa (i filo Putin oggi gridano al golpe, gli anti
Putin alle interferenze russe) per ragionare invece sulla questione
delle questioni: in democrazia, quali mezzi sono leciti e quali illeciti
nella creazione del consenso?
E, soprattutto, sono "democraticamente valide" o no quelle elezioni in
cui il consenso popolare è chiaro ma è stato creato anche utilizzando in
modo estremo ogni potenziale tecnologia dei mezzi di comunicazione,
inclusi bot, gli algoritmi e magari l'AI?
Nel nostro piccolo, in Italia abbiamo avuto un precedente dell'era pre
internet: quando il proprietario di tre reti televisive nazionali le
mise tutte e tre al servizio del suo nuovo partito, inclusi i Mike
Bongiorno, i Raimondo Vianello e le Ambra Angiolini. Noi
antiberlusconiani al tempo parlavamo di conflitto di interessi e quindi
di iniquità di elezioni in cui uno dei contendenti aveva soldi e
soprattutto media per creare il consenso. Ci rispondevano che il
consenso popolare vale comunque - se è chiaro ed espresso nell'urna - e
che era offensivo verso gli elettori sostenere che fossero quasi degli
infermi di mente, incapaci di decidere con la propria testa. In ogni
caso quel partito prese il 30 per cento meno di sei mesi dopo la sua
creazione e nessuno pensò di invalidare quelle elezioni per l'uso
massiccio di media privati a favore di una parte.
Da allora il quadro mediatico è fortemente cambiato, le tivù contano
meno, c'è la rete e appunto ci sono i bot.
Nel caso di specie - il vago paragone fra Italia 1994 e Romania 2024 -
ci sono poi altre grosse differenze: allora non ci fu alcuna ingerenza
straniera, ad esempio; oppure, semplicemente, nel caso di Berlusconi non
c'era niente di segreto (la persuasione delle reti Fininvest era
trasparente, evidente) mentre nelle elezioni romene sarebbe stata
occulta, il che non è una differenza da poco. Tuttavia noi avevamo i
falsi sondaggi di Diakron per creare l'effetto band-wagoning: una cosa
non molto diversa dai falsi account, e con esiti simili.
(per inciso, aggiungo che l'utilizzo nascosto di bot, algoritmi di
rimbalzo e account fasulli non è mancato neppure da noi, basti pensare
alla "Bestia" di Salvini, nei suoi tempi d'oro)
Resta comunque la questione di fondo, che ovviamente va ben oltre sia il
vecchio caso italiano sia quello attuale romeno: è democraticamente
valido o no il voto espresso dagli elettori quando una campagna
mediatica ben orchestrata e ben pagata ne ha influenzato una parte
magari decisiva?
La questione di fondo investe anche le democrazie occidentali. Non solo
per il rischio di campagne occulte orchestrate all'estero ma anche per
quello che già da decenni accade, a partire dagli Stati Uniti dove il
budget per gli spot è un elemento fondamentale per creare consenso,
diventando poi peraltro strumento di ricatto dei donatori verso la
politica; oppure per quello che è accaduto di redente, con l'uso del
social di Elon Musk a favore di Trump.
Quali sono dunque le regole certe che una democrazia deve darsi perché
il voto possa considerarsi "non manipolato" o manipolato il meno
possibile? Quali sono i limiti invalicabili, se ce ne sono?
E possono queste regole - se mai volessimo darcele - stare al passo con
i progressi rapidissimi delle tecnologie?
E ancora: sarebbero applicabili a livello di elezioni nazionali in un
mondo tecnologicamente così interconnesso oppure no? E se sì, come? E
quale organo neutrale può essere chiamato a decidere se un'elezione è
democraticamente valida o è stata manipolata?
Auguri a chi riesce a rispondere con certezza.
On 08/12/24 08:56, Guido Vetere wrote:
> Eravamo tutti allarmati per Cambridge Analytica e le manipolazioni del
> micro-targeting quando si trattava di elezioni presidenziali USA o di
> Brexit.
> I falsi profili e gli sciami di bot pagati da Putin sarebbero invece
> una lecita forma di propaganda?
> G.
>
> PS:
> Le Giubbe Rosse:
> /Qualcuno ha definito le nostre posizioni anti-establishment,
> anti-neoliberiste, euroscettiche, sovraniste, rossobrune. Al momento,
> non ci vengono in mente obiezioni…
> /
> /
> /
>
> On Sat, 7 Dec 2024 at 17:22, J.C. DE MARTIN
> <juancarlos.demartin(a)polito.it> wrote:
>
> Analisi tecnica della decisione:
>
> https://www.linkedin.com/pulse/summary-romanian-constitutional-court-decisi…
>
> jc
>
>
>
> On 07/12/24 11:51, 380° via nexa wrote:
> > "J.C. DE MARTIN" <juancarlos.demartin(a)polito.it> writes:
> >
> >> Un precedente potenzialmente pericolosissimo.
> >> jc
> >>
> >> On 07/12/24 11:21, 380° via nexa wrote:
> >>> Buongiorno,
> >>>
> >>> sta diventando uno schema ripetitivo, anche se (credo) mai
> prima d'ora
> >>> usato per impedire le elezioni in uno stato, della EU per di più.
> > effettivamente in termini di limitazione della sovranità (vi
> ricordate
> > "l'Italia è un paese a sovranità limitata"?) è un salto di
> qualità, ma
> > diciamo che è in linea con la strategia della tensione, Stay Behind
> > (Gladio) e tutte le porcate annesse e connesse storicamente
> accertate (e
> > il risultato si vede benissimo).
> >
> > ...comunque, la rivista "Analisi e Difesa" il 7 Maggio scorso
> scrisse un
> > articolo che spiega perfettamente perché in Romania NON DEVE
> vincere "un
> > filo-russo e anti-NATO" (per di più di estrema destra e complottista
> > [1], manca solo che mangi i bambini e poi siamo a posto):
> >
> > «Nuove basi USA/NATO in Romania, Albania e forse Finlandia»
> >
> https://www.analisidifesa.it/2024/05/nuove-basi-usa-nato-in-romania-albania…
> >
> > --8<---------------cut here---------------start------------->8---
> >
> > [...]
> >
> > In marzo sono iniziati in Romania lavori per trasformare la base
> Mihail
> > Kogqlniceanu, vicino a Costanza nel sud-est della Romania sulla
> costa
> > del Mar Nero, nella più grande base militare NATO in Europa,
> destinata a
> > superare per estensione quella di Ramstein, in Germania.
> >
> > La nuova base darà alla Romania un ruolo maggiore
> nell’architettura di
> > sicurezza della NATO e una posizione di maggiore forza nel Mar Nero,
> > rafforzando il progressivo spostamento a est dell’asse dell’Alleanza
> > Atlantica e il trasferimento di forze statunitensi presso quei
> partner
> > orientali che un tempo fecero parte del Patto di Varsavia.
> >
> > Entro il 2030 la base rumena potrà ospitare 10.000 militari e civili
> > mentre USA e NATO vi trasferiranno risorse logistiche e personale
> > Ramstein.
> >
> > --8<---------------cut here---------------end--------------->8---
> >
> > ...la nuova Ramstein, sul _Mar Nero_: TikTok un par de ciunfoli!
> >
> > Saluti, 380°
> >
> >
> > [1] secondo l'equlibratissimo articolo di Wikipedia, che cita
> Politico
> > come fosse una fonte primaria... ROTFL!
> > https://en.wikipedia.org/wiki/C%C4%83lin_Georgescu
> >
>
Dec. 8, 2024
Re: [nexa] Russiagate S2E03: Fermate le elezioni in Romania, sono manipolate dai russi via TikTok!
by Guido Vetere
Eravamo tutti allarmati per Cambridge Analytica e le manipolazioni del
micro-targeting quando si trattava di elezioni presidenziali USA o di
Brexit.
I falsi profili e gli sciami di bot pagati da Putin sarebbero invece una
lecita forma di propaganda?
G.
PS:
Le Giubbe Rosse:
*Qualcuno ha definito le nostre posizioni anti-establishment,
anti-neoliberiste, euroscettiche, sovraniste, rossobrune. Al momento, non
ci vengono in mente obiezioni… *
On Sat, 7 Dec 2024 at 17:22, J.C. DE MARTIN <juancarlos.demartin(a)polito.it>
wrote:
> Analisi tecnica della decisione:
>
>
> https://www.linkedin.com/pulse/summary-romanian-constitutional-court-decisi…
>
> jc
>
>
>
> On 07/12/24 11:51, 380° via nexa wrote:
> > "J.C. DE MARTIN" <juancarlos.demartin(a)polito.it> writes:
> >
> >> Un precedente potenzialmente pericolosissimo.
> >> jc
> >>
> >> On 07/12/24 11:21, 380° via nexa wrote:
> >>> Buongiorno,
> >>>
> >>> sta diventando uno schema ripetitivo, anche se (credo) mai prima d'ora
> >>> usato per impedire le elezioni in uno stato, della EU per di più.
> > effettivamente in termini di limitazione della sovranità (vi ricordate
> > "l'Italia è un paese a sovranità limitata"?) è un salto di qualità, ma
> > diciamo che è in linea con la strategia della tensione, Stay Behind
> > (Gladio) e tutte le porcate annesse e connesse storicamente accertate (e
> > il risultato si vede benissimo).
> >
> > ...comunque, la rivista "Analisi e Difesa" il 7 Maggio scorso scrisse un
> > articolo che spiega perfettamente perché in Romania NON DEVE vincere "un
> > filo-russo e anti-NATO" (per di più di estrema destra e complottista
> > [1], manca solo che mangi i bambini e poi siamo a posto):
> >
> > «Nuove basi USA/NATO in Romania, Albania e forse Finlandia»
> >
> https://www.analisidifesa.it/2024/05/nuove-basi-usa-nato-in-romania-albania…
> >
> > --8<---------------cut here---------------start------------->8---
> >
> > [...]
> >
> > In marzo sono iniziati in Romania lavori per trasformare la base Mihail
> > Kogqlniceanu, vicino a Costanza nel sud-est della Romania sulla costa
> > del Mar Nero, nella più grande base militare NATO in Europa, destinata a
> > superare per estensione quella di Ramstein, in Germania.
> >
> > La nuova base darà alla Romania un ruolo maggiore nell’architettura di
> > sicurezza della NATO e una posizione di maggiore forza nel Mar Nero,
> > rafforzando il progressivo spostamento a est dell’asse dell’Alleanza
> > Atlantica e il trasferimento di forze statunitensi presso quei partner
> > orientali che un tempo fecero parte del Patto di Varsavia.
> >
> > Entro il 2030 la base rumena potrà ospitare 10.000 militari e civili
> > mentre USA e NATO vi trasferiranno risorse logistiche e personale
> > Ramstein.
> >
> > --8<---------------cut here---------------end--------------->8---
> >
> > ...la nuova Ramstein, sul _Mar Nero_: TikTok un par de ciunfoli!
> >
> > Saluti, 380°
> >
> >
> > [1] secondo l'equlibratissimo articolo di Wikipedia, che cita Politico
> > come fosse una fonte primaria... ROTFL!
> > https://en.wikipedia.org/wiki/C%C4%83lin_Georgescu
> >
>
>
Dec. 8, 2024
Re: [nexa] Boston Review: "The AI We Deserve"
by abregni
In risposta a Guido Vetere, che ha scritto...
>> si dovrà all'intelligenza politica (se ce l'abbiamo)
...ricordo che la costante universale della storia è la predazione /
sfruttamento / manipolazione (della quale la guerra è solo il più triste
esempio), e che quindi di "intelligenza politica" ne avremo bisogno
anche troppo.
La vera domanda è se questa possa essere più "elusiva" di quella
artificiale, ...e temo fortemente la risposta.
Dec. 7, 2024
Re: [nexa] Boston Review: "The AI We Deserve"
by Guido Vetere
Se ci fosse stata una "Lobby dell'Umanità" oltre alla "Lobby
dell'Efficienza", la storia dell'AI sarebbe stata diversa? chiede Morozov.
A questa domanda controfattuale (dunque speculativa) segue una digressione
sicuramente gradevole ma un po' oziosa, come osserva Winograd nella sua
risposta e anche Beppe qui tra noi.
Il punto non è che potremmo usare la generatività come strumento di
liberazione dal *telos* (lo pensavano anche i cibernetici come Calvino in
tempi non sospetti; Brian Eno menziona i suoi vecchi esperimenti musicali
con le catene di Markov, insomma nulla di particolarmente nuovo), ma cosa
possiamo fare in concreto per assicurare che le nuove tecnologie si
sviluppino nel senso della disponibilità, della apertura, della
sostenibilità.
Per quanto concerne le finalità, ognuno - fatalmente - avrà le sue, e se
quelle sociali prevarranno su quelle del profitto si dovrà all'intelligenza
politica (se ce l'abbiamo), non a quella artificiale, e neppure
all'autocompiacimento qualche *flaneur *digitale.
Ciò che racconta Morozov mi fa pensare a quella che Derrida chiamò *hauntology,
*la nostalgia per un futuro che non c'è stato ma che continua ad aggirarsi
come uno spettro (Spettri di Marx, 1993). Per fortuna Flores e Winograd
sono ancora vivi e gli rispondono :-)
Buona serata,
G.
On Sat, 7 Dec 2024 at 13:13, Alberto Cammozzo via nexa <
nexa(a)server-nexa.polito.it> wrote:
> Caro Giuseppe,
>
> credo che lo scritto di Morozov (e le risposte ad esso) possa essere letto
> in modo meno critico, riconoscendogli lo sforzo - che può essere più o meno
> riuscito - di raccordare le esperienze che hanno portato all'attuale
> situazione con una alternativa che non si è presentata, non per motivi
> tecnici, ma politico-economici.
>
> Lo stesso è stato detto (in modo più strutturato) da Christopher Kelty
> (Two Bits, 2008) parlando di delle culture alternative che hanno formato e
> deviato il free software.
>
> L'attuale traiettoria, guidata (più ancora che dall'efficientismo
> industrialista) dalla ricerca sregolata di profitto tradisce quello che di
> nobile si trovava nei padri della cibernetica, tra i quali va annoverato (a
> dirlo è Ernst Von Glasersfeld) il noto psicologo, pedagogista e
> cibernetico Jean Piaget.
>
> Il ritorno agli autori originari forse può aiutarci a rivendicare valori,
> rimagliare lo strappo e immaginare un futuro dell'umanità diverso da quello
> che stiamo vivendo.
>
> Un caro saluto,
>
> Alberto
>
>
> On 07/12/24 10:31, Giuseppe Attardi wrote:
>
> È apprezzabile che qualcuno si esprima in termini positivi e non soltanto
> critici sulle potenzialità dell’AI.
> Morozov inizia raccontanto il suo stupore per la sua esperienza con la
> Generative AI:
> “Without knowing a line of code, I recently pieced together an app that
> taps into three different AI-powered services, creating custom short
> stories iwith native-speaker audio. These stories are packed with tricky
> vocabulary and idioms tailored to the gaps in my learning.”
>
> Poi inizia un lunghissimo discorso che riparte da prima delle origini
> dell’AI, per dimostrare l’asserto che l’AI è nata per scopi militari e che
> si porta dietro questo peccato originale per tutta la sua evoluzione fino
> ad oggi. Essa avrebbe uno specifico “telos”, l’obiettivo di rendere
> efficiente la burocrazia, eliminando il lavoro umano. Essa sarebbe lo
> strumento della Efficiency Lobby, che la utilizza per i fini di efficienza
> e di dominio dei mercati, diventando ai giorni nostri funzionale al
> neoliberismo.
>
> Secondo lui ci poteva essere un diverso percorso evolutivo e qui si
> dilunga in elucubrazioni in cui mescola di tutto, da Herbert Simon a John
> McCarthy, Jean Piaget (che lui crede sia un maschio), Seymour Papert, Terry
> Winograd, Fernando Flores, Nicholad Negroponte, Thorstein Veblen, legandoli
> attraverso un oscuro articoletto di uno sconosciuto Hans Otto Storm, che
> avrebbe proposto l’eolithism:
> “Eolithism posits no predefined problems to solve, no fixed goals to
> pursue.”
> Ossia le attività umane e il progresso tecnologico avvengono per
> esplorazione casuale della realtà.
> È vero che l’esplorazione e il serendipity hanno un ruolo importante, ma
> ampiamente sottovalutato nel modo con cui oggi si impostano i finanziamenti
> alla ricerca, finalizzati attraverso progetti con obiettivi predeterminati
> e valutati a priori con i vituperabili KPI.
>
> La lunghezza e articolazione del testo di Morozov, oltre alla difficoltà
> di riconoscere un chiaro filo conduttore, possono essere spiegati in due
> modi:
> a. Si tratta di un tipico scritto erudito da filosofo, il cui scopo è
> soprattutto dimostrare la propria erudizione infarcendolo di citazioni
> b. È stato scritto con ChatGPT.
>
> Francamente la tesi che l’AI si sia sviluppata per le finalità di
> efficienza e di dominio militare ipotizzate la trovo completamente assurda.
> Ho lavorato per 4 decenni sull’AI partecipando a congressi e incontrando
> tutte le generazioni di studiosi che ci hanno lavorato, conoscendo di
> persona John McCarthy, Marvin Minsky, Seymour Papert, Terry Winograd,
> Nicholas Negroponte, oltre ad Alan Kay, l’inventore del PC. Gli ultimi due
> furono i promotori del citato progetto “One Laptop Per Child”, che Alan Kay
> presentò in anteprima a Pisa quando gli conferimmo la laurea in Informatica
> Honoris Causa nel 2007.
> Posso garantire che nessuno ha mai pensato che l’AI avesse l’obiettivo
> primario dell’efficienza. L’impegno era quello di capire come fare ad
> ottenere macchine che svolgessero compiti intelligenti, affrontando
> questioni fondamentali di logica, rappresentazione della conoscenza,
> ragionamento, pianificazione, percezione, attuazione.
> In particolare proprio Alan Kay concepiva il PC come strumento per
> aumentare le capacità umane, pensandolo proprio come strumento da fornire
> proprio ai ragazzi per le loro esplorazioni e libera espressione, con
> precisi riferimenti a Piaget e Papert.
> Che i finanziamenti alla ricerca su AI venissero dalla DARPA, era dovuto
> proprio alla difficoltà di fare accettare la disciplina dagli altri settori
> che dominavano le commissioni di finanziamento della NSF. Senza dimenticare
> che fu proprio la pesante critica di Dreyfus che portò al primo AI Winter,
> col blocco dei finanziamenti alla ricerca. In seguito subentrarono le
> aziende a finanziare i progetti nel periodo degli Expert System, che erano
> sì visti da loro come mezzi per risolvere problemi complessi in
> applicazioni commerciali. Ma anche quella vena di finanziamento si esaurì
> provocando il secondo AI Winter.
> Ciononostante le ricerche continuarono, anche seppur sottofinanziate e
> spesso mascherate sotto altro nome: Knowledge Representation, Information
> Retrieval, Soft Computing ecc.
> Va anche ricordato che Geoff Hinton, oggi onorato col Nobel come padre
> delle reti neurali, dovette lasciare Carnegie Mellon perché non trovava
> finanziamenti per le sue ricerche, rifugiandosi in Canada.
> Di recente, sono subentrati i massicci finanziamenti delle Big Tech prima
> alla ricerca e poi alle infrastrutture per il training e il deployment dei
> LLM.
> Questa è la vera anomalia e preoccupante deriva dell’attuale AI: la
> concentraziine in pochi attori dominanti per potere tecnologico e
> finanziario.
> Non ha alcun senso parlare di eolithism come possibile percorso
> alternativo.
> L’unica strada è quella di democratizzare l’AI, ossia di mettere a
> disposizione di tutti la possibilità di svilupparla ed utilizzarla per i
> propri fini, non solo per quelli del mercato.
>
> Che le aziende si impadroniscano di ogni tecnologia per i loro propri fini
> che sono il profitto tramite l’efficienza è normale, ma si ribaltano i
> termini se si afferma che l’AI è stata orienata all’efficienza.
> L’AI è una disciplina scientifica che ha tra i suoi obiettivi quella di
> comprendere e replicare i meccanismi che la mente umana utilizza per
> svolgere le sue funzioni. Che sono funzioni disparate, che includono la
> percezione, il ragionamento, la comprensione, l’astrazione, la
> pianificazione, l’attuazione, ecc. ma anche compiti creativi come il
> racconto, la musica, il disegno, la programmazione. L’uomo stesso usa
> queste capacità per svolgere in maniera più efficiente i suoi compiti, ma
> non diremmo che il suo comportamento è guidato dalla Efficiency Lobby.
>
> Tra l’altro, Fernando Flores e Terry Einograd, dopo la tragica conclusione
> del governo Allende, collaborarono costituendo un’azienda di consulenza
> privata, che proponeva una metodologia di analisi e di riorganizzazione dei
> processi aziendali, basata sugli Speech Act, ossia sulla classificazione
> delle interazioni tra i vari ambiti dell’attività aziendale, come
> espressioni liguistiche di intenti. Anche in quel caso dunque il loro
> lavoro sarebbe stato da catalogare come asservito alla Efficiency Lobby.
>
> Comunque, mi sono sforzato di arrivare in fondo all’articolo di Morozov
> per capire quale sia la proposta di AI che lui vorrebbe.
> Purtroppo la conclusione è assolutamente deludente:
>
> “The real challenge lies in cultivating the right *Weltanschauung*—this
> app does wonders!—grounded in ecological reason. On this score, the ability
> of AI to run ideological interference for the prevailing order, whether
> bureaucracy in its early days or the market today, poses the greatest
> threat.”
>
> Qui addirittura si attribuisce all’AI dei poteri sulla realtà che non può
> avere nessuna tecnologia, ma al massimo chi la usa. Quale siano poi queste
> minacce, non è dato sapere.
> In tal caso bisogna additare chi sono i responsabili di tali minacce e a
> quali eventuali pericoli esse possano condurre.
>
> —
>
> On 6 Dec 2024, at 10:37, nexa-request(a)server-nexa.polito.it wrote:
>
> https://www.bostonreview.net/forum/the-ai-we-deserve/
>
> Critiques of artificial intelligence abound. Where’s the utopian vision
> for what it could be?
>
> Evgeny Morozov
>
>
>
Dec. 7, 2024
Re: [nexa] Russiagate S2E03: Fermate le elezioni in Romania, sono manipolate dai russi via TikTok!
by J.C. DE MARTIN
Analisi tecnica della decisione:
https://www.linkedin.com/pulse/summary-romanian-constitutional-court-decisi…
jc
On 07/12/24 11:51, 380° via nexa wrote:
> "J.C. DE MARTIN" <juancarlos.demartin(a)polito.it> writes:
>
>> Un precedente potenzialmente pericolosissimo.
>> jc
>>
>> On 07/12/24 11:21, 380° via nexa wrote:
>>> Buongiorno,
>>>
>>> sta diventando uno schema ripetitivo, anche se (credo) mai prima d'ora
>>> usato per impedire le elezioni in uno stato, della EU per di più.
> effettivamente in termini di limitazione della sovranità (vi ricordate
> "l'Italia è un paese a sovranità limitata"?) è un salto di qualità, ma
> diciamo che è in linea con la strategia della tensione, Stay Behind
> (Gladio) e tutte le porcate annesse e connesse storicamente accertate (e
> il risultato si vede benissimo).
>
> ...comunque, la rivista "Analisi e Difesa" il 7 Maggio scorso scrisse un
> articolo che spiega perfettamente perché in Romania NON DEVE vincere "un
> filo-russo e anti-NATO" (per di più di estrema destra e complottista
> [1], manca solo che mangi i bambini e poi siamo a posto):
>
> «Nuove basi USA/NATO in Romania, Albania e forse Finlandia»
> https://www.analisidifesa.it/2024/05/nuove-basi-usa-nato-in-romania-albania…
>
> --8<---------------cut here---------------start------------->8---
>
> [...]
>
> In marzo sono iniziati in Romania lavori per trasformare la base Mihail
> Kogqlniceanu, vicino a Costanza nel sud-est della Romania sulla costa
> del Mar Nero, nella più grande base militare NATO in Europa, destinata a
> superare per estensione quella di Ramstein, in Germania.
>
> La nuova base darà alla Romania un ruolo maggiore nell’architettura di
> sicurezza della NATO e una posizione di maggiore forza nel Mar Nero,
> rafforzando il progressivo spostamento a est dell’asse dell’Alleanza
> Atlantica e il trasferimento di forze statunitensi presso quei partner
> orientali che un tempo fecero parte del Patto di Varsavia.
>
> Entro il 2030 la base rumena potrà ospitare 10.000 militari e civili
> mentre USA e NATO vi trasferiranno risorse logistiche e personale
> Ramstein.
>
> --8<---------------cut here---------------end--------------->8---
>
> ...la nuova Ramstein, sul _Mar Nero_: TikTok un par de ciunfoli!
>
> Saluti, 380°
>
>
> [1] secondo l'equlibratissimo articolo di Wikipedia, che cita Politico
> come fosse una fonte primaria... ROTFL!
> https://en.wikipedia.org/wiki/C%C4%83lin_Georgescu
>
Dec. 7, 2024