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Re: [nexa] gara consip-agid
by Diego Giorio
Però mi sono dimenticato di aggiungere, per amore della verità, che la fornitura di carta per ufficio è in effetti più conveniente
Diego
> Date: Thu, 30 Oct 2014 12:10:20 +0100
> From: meo(a)polito.it
> To: stefano(a)quintarelli.it; nexa(a)server-nexa.polito.it
> Subject: [nexa] gara consip-agid
>
> Caro Stefano,
> grazie alle tue indicazioni, sono finalmente riuscito a
> leggere le specifiche della gara da 1,95 miliardi di euro.
> Sono rimasto sconvolto.
> Non voglio pensare che avesse ragione la Gabanelli quando su Report
> avanzò pesanti sospetti sull'onestà degli uomini di Consip. Anche
> perchè, se lo scopo della gara fosse regalare due miliardi ai soliti
> noti, le specifiche di gara sarebbero state scritte in modo diverso. Ma
> mi permetto di avanzare un mio sospetto: chi ha scritto quelle
> specifiche non sapeva di cosa stesse scrivendo.
> Infatti, le specifiche di quella gara non riguardano lo sviluppo del
> software applicativo, che è l'obiettivo centrale dell'Agenda Digitale,
> ma hanno per oggetto quasi esclusivo il software di base per la
> generazione della nuvola o cloud. Oggi sono già disponibili soluzioni
> commerciali per la costruzione di una nuvola (alcune delle quali sono
> proposte al mercato da partecipanti alla gara). Inoltre esistono
> fantastici prodotti di software libero, assolutamente gratuiti, per fare
> una nuvola. Cito, ad esempio, "OpenNebula", frutto del progetto
> comunitario Reservoir; la nuvola "realtime" nata dal progetto
> comunitario IRMOS; "OpenStack" di Rackspace Hosting e NASA; ed altei ancora.
> Invierò alla Presidente di AGID e a te, come Presidente del Comitato di
> Indirizzo, una lettera formale in cui vi chiederò di bloccare quella
> gara per evitare di buttare due miliardi dalla finestra. Al linmite, se
> la gara non potesse essere bloccata per ragioni giuridiche, potreste
> inventarvi una soluzione per concordare con le aziende selezionate una
> trasformazione dei contenuti di software di base verso contenuti di
> software applicativo.
> Spero sinceramente nella tua opera.
> Raf
> _______________________________________________
> nexa mailing list
> nexa(a)server-nexa.polito.it
> https://server-nexa.polito.it/cgi-bin/mailman/listinfo/nexa
Oct. 30, 2014
Re: [nexa] gara consip-agid
by Diego Giorio
Io in realtà qualche dubbio su CONSIP l'avevo avuto quando ho dovuto comprare un NAS: un modello da 1T con prezzi Consip costava circa 450euro, mentre in un normale negozio lo stesso modello da 2TB circa 300 (ora sono a casa con l'influenza e vado a memoria, ma ovviamente ho inserito in determina i prezzi precisi).
Saluti a tutti
Diego
> Date: Thu, 30 Oct 2014 12:10:20 +0100
> From: meo(a)polito.it
> To: stefano(a)quintarelli.it; nexa(a)server-nexa.polito.it
> Subject: [nexa] gara consip-agid
>
> Caro Stefano,
> grazie alle tue indicazioni, sono finalmente riuscito a
> leggere le specifiche della gara da 1,95 miliardi di euro.
> Sono rimasto sconvolto.
> Non voglio pensare che avesse ragione la Gabanelli quando su Report
> avanzò pesanti sospetti sull'onestà degli uomini di Consip. Anche
> perchè, se lo scopo della gara fosse regalare due miliardi ai soliti
> noti, le specifiche di gara sarebbero state scritte in modo diverso. Ma
> mi permetto di avanzare un mio sospetto: chi ha scritto quelle
> specifiche non sapeva di cosa stesse scrivendo.
> Infatti, le specifiche di quella gara non riguardano lo sviluppo del
> software applicativo, che è l'obiettivo centrale dell'Agenda Digitale,
> ma hanno per oggetto quasi esclusivo il software di base per la
> generazione della nuvola o cloud. Oggi sono già disponibili soluzioni
> commerciali per la costruzione di una nuvola (alcune delle quali sono
> proposte al mercato da partecipanti alla gara). Inoltre esistono
> fantastici prodotti di software libero, assolutamente gratuiti, per fare
> una nuvola. Cito, ad esempio, "OpenNebula", frutto del progetto
> comunitario Reservoir; la nuvola "realtime" nata dal progetto
> comunitario IRMOS; "OpenStack" di Rackspace Hosting e NASA; ed altei ancora.
> Invierò alla Presidente di AGID e a te, come Presidente del Comitato di
> Indirizzo, una lettera formale in cui vi chiederò di bloccare quella
> gara per evitare di buttare due miliardi dalla finestra. Al linmite, se
> la gara non potesse essere bloccata per ragioni giuridiche, potreste
> inventarvi una soluzione per concordare con le aziende selezionate una
> trasformazione dei contenuti di software di base verso contenuti di
> software applicativo.
> Spero sinceramente nella tua opera.
> Raf
> _______________________________________________
> nexa mailing list
> nexa(a)server-nexa.polito.it
> https://server-nexa.polito.it/cgi-bin/mailman/listinfo/nexa
Oct. 30, 2014
gara consip-agid
by meo
Caro Stefano,
grazie alle tue indicazioni, sono finalmente riuscito a
leggere le specifiche della gara da 1,95 miliardi di euro.
Sono rimasto sconvolto.
Non voglio pensare che avesse ragione la Gabanelli quando su Report
avanzò pesanti sospetti sull'onestà degli uomini di Consip. Anche
perchè, se lo scopo della gara fosse regalare due miliardi ai soliti
noti, le specifiche di gara sarebbero state scritte in modo diverso. Ma
mi permetto di avanzare un mio sospetto: chi ha scritto quelle
specifiche non sapeva di cosa stesse scrivendo.
Infatti, le specifiche di quella gara non riguardano lo sviluppo del
software applicativo, che è l'obiettivo centrale dell'Agenda Digitale,
ma hanno per oggetto quasi esclusivo il software di base per la
generazione della nuvola o cloud. Oggi sono già disponibili soluzioni
commerciali per la costruzione di una nuvola (alcune delle quali sono
proposte al mercato da partecipanti alla gara). Inoltre esistono
fantastici prodotti di software libero, assolutamente gratuiti, per fare
una nuvola. Cito, ad esempio, "OpenNebula", frutto del progetto
comunitario Reservoir; la nuvola "realtime" nata dal progetto
comunitario IRMOS; "OpenStack" di Rackspace Hosting e NASA; ed altei ancora.
Invierò alla Presidente di AGID e a te, come Presidente del Comitato di
Indirizzo, una lettera formale in cui vi chiederò di bloccare quella
gara per evitare di buttare due miliardi dalla finestra. Al linmite, se
la gara non potesse essere bloccata per ragioni giuridiche, potreste
inventarvi una soluzione per concordare con le aziende selezionate una
trasformazione dei contenuti di software di base verso contenuti di
software applicativo.
Spero sinceramente nella tua opera.
Raf
Oct. 30, 2014
WashPost: "The FTC is suing AT&T for throttling its unlimited data customers"
by J.C. DE MARTIN
*The FTC is suing AT&T for throttling its unlimited data customers**
*
AT&T broke the law when it slowed down mobile Internet speeds among
customers who've paid for unlimited data, federal regulators said in a
complaint unveiled Tuesday.
As many as 3.5 million individual AT&T customers were hit by the
throttling more than 25 million times over the course of several years,
the Federal Trade Commission alleges in its suit. In some cases, users'
speeds were cut by more than 90 percent.
[…]
Continua qui:
http://www.washingtonpost.com/blogs/the-switch/wp/2014/10/28/the-ftc-is-sui…
Oct. 28, 2014
MLAB Report: "ISP Interconnection and its Impact on Consumer Internet Performance"
by J.C. DE MARTIN
PDF, 4 MB:
http://www.measurementlab.net/static/observatory/M-Lab_Interconnection_Stud…
*What are the key study findings?*
Using Measurement Lab (M-Lab) data, and constraining our research to the
United States, we observed sustained performance degradation experienced
by customers of Access ISPs AT&T, Comcast, Centurylink, Time Warner
Cable, and Verizon when their traffic passed over interconnections with
Transit ISPs Cogent Communications (Cogent), Level 3 Communications
(Level 3), and XO Communications (XO). In a large number of cases we
observed similar patterns of performance degradation whenever and
wherever specific pairs of Access/Transit ISPs interconnected. From this
we conclude that ISP interconnection has a substantial impact on
consumer internet performance --
sometimes a severely negative impact -- and that business relationships
between ISPs, and not major technical problems, are at the root of the
problems we observed.
Observed performance degradation was nearly always diurnal, such that
performance for access ISP customers was significantly worse during peak
use hours, defined by the Federal Communications Commission (FCC) as the
hours between 7pm and 11pm local time.6
This allows us to conclude that congestion and under-provisioning were
causal factors in the observed degradation symptoms.7
It is important to note that while we can infer that performance
degradation is interconnection-related, we do not have the contractual
details and histories of individual interconnection agreements. As such,
we cannot conclude whether parties apart from the two we identify are
also involved (e.g. in the case that an Access ISP shares an
interconnection point with another, etc.). We leave this non-technical
question open for further study by others and focus here on the impact
of what we can observe on consumer performance through measurement.
Colgo l'occasione per ricordare che uno dei principali strumenti
su MLAB è il nostro beneamato Neubot: se ancora non l'avete scaricato,
andate su http://neubot.org e installatelo! :)
juan carlos
Oct. 28, 2014
FT: "Digital Divide Exacerbates US Inequality"
by J.C. DE MARTIN
October 28, 2014 4:03 pm
*Digital divide exacerbates US inequality*
David Crow in New York
The majority of families in some of the US’s poorest cities do not have
a broadband connection, according to a Financial Times analysis of
official data that shows how the “digital divide” is exacerbating
inequality in the world’s biggest economy.
US cities that have become synonymous with urban decay, such as Detroit
and Flint in Michigan and Macon in Georgia, have household broadband
subscription rates of less than 50 per cent, according to the US Census
Bureau data. The median household income in all three is less than
$25,000 a year.
Barack Obama has pledged to close the digital divide, and in 2010 the
president unveiled a national broadband plan with the aim of giving
“every American affordable access to robust broadband” by 2020.
But the new figures from the Census Bureau, which collected data on
internet use at a sub-state level for the first time last year, show how
hard it will be to hit that target in the next five years. There are
still 31m households in the US without a broadband subscription.
[…]
Continua qui:
http://www.ft.com/intl/cms/s/2/b75d095a-5d76-11e4-9753-00144feabdc0.html#ax…
Oct. 28, 2014
Simone Aliprandi video intervention at Fondaca / Per to Peer's meeting in Napoli
by Philippe Aigrain
http://t.co/pmjEhcwdPc
The event took place in Napoli on 25 October. Full program is here ;
http://www.fondaca.org/file/FodacaSegnala_it/Dial_Copyright&Creative%20Comm…
More videos later.
Philippe
Oct. 28, 2014
Re: [nexa] Foucault e la sorveglianza
by Andrea Raimondi
Grazie a te Luca. Riguardo le forme di narrazione, si tratta solo di avere
bene chiare le posizioni in campo prima di offrire un proprio giudizio.
Altrimenti è solo chiasso.
Ho scritto qualcosa sull'altra forma di narrazione che da un po' mi piace
analizzare: il diritto all'oblio. Ma riservo la discussione per uno scambio
successivo, altrimenti andiamo OT.
Buona giornata a tutti
Best
Andrea
Il giorno 28 ottobre 2014 09:22, Luca De Biase <luca(a)debiase.com> ha
scritto:
> Grazie Andrea! La narrazione delle "ragioni di stato" (al plurale) che
> leggo nel tuo sottotesto in relazione alla sfida di un'infosfera
> internazionale mi pare molto più adeguata di quella della battaglia tra
> "buoni" e "cattivi" alla quale altre narrazioni ci condannano. E la
> conseguenza sulla carta dei diritti che ne trai mi trova del tutto
> d'accordo: anche per il senso di "lavoro in corso" che suggerisci... Luca
>
>
>
> Il giorno 27/ott/2014, alle ore 09:21, Andrea Raimondi <
> raimondi.and(a)gmail.com> ha scritto:
>
>
> Buongiorno a tutti,
>
> mi presento dal momento che è il mio primo intervento in lista. Mi
> chiamo Andrea Raimondi, sono un dottorando in metafisica all’Università di
> Nottingham. Prima di istanza a Roma e ho lavorato prima su filosofia del
> diritto e poi su Intelligenza Artificiale con Roberto Cordeschi
> all’Università La Sapienza.
>
>
> Intervengo qui sul contenuto del seminario "The Inspection House" . E’
> stato molto interessante e decisamente una delle poche volte in cui i
> lavori di Foucault sono stati ritirati fuori all’interno del dibattito
> contemporaneo.
>
>
> Volevo però cercare di fare una distinzione importante, soprattutto nel
> modo in cui Sorvegliare e Punire è stato preso come sfondo teorico di
> interpretazione del problema della sorveglianza.
>
>
> L’obbiettivo del saggio (legato al ciclo di lezioni “Gli anormali) è
> quello di descrivere come alcuni meccanismi disciplinari di stampo
> medioevale furono presi ad esempio per rendere lo stato capace di
> incorporare e disciplinare quello che sembrava al di fuori di ogni ragion
> di stato: il crimine come rifiuto della volontà legislativa. L’esempio del
> Panopticon è in questo senso suggestivo e mostra come fu proprio la
> creazione del sistema carcerario a permettere la sperimentazione di prime
> forme di sorveglianza.
>
>
> Volevo però suggerire, a chiunque facesse ricerca sul tema, di completare
> il quadro di “Sorvegliare e Punire” con un altro testo (bellissimo, sempre
> tratto da un ciclo di lezioni del ’78 al College de France) che si chiama
> “Sicurezza, popolazione e territorio”. Per una ragione.
>
>
> Per la mia comprensione del problema, almeno alla luce di quello che leggo
> nel dibattito contemporaneo (da molti di voi per lo più), i due tipi di
> sorveglianza, quella pubblica e quella carceraria, non possono essere
> accomunati. La sorveglianza nelle carceri e la sorveglianza nei luoghi
> pubblici sono due tipi di pratiche profondamente differenti: l’ultima viene
> ad opporsi alla libertà personale degli individui mentre la prima,
> presuppone che gli individui siano già stati privati della loro libertà.
> Sono, appunto, in carcere.
>
>
> Premesso che non mi occupo principalmente di queste questioni, vorrei
> cercare di dare almeno qualche ragione a sostegno della mia lettura.
>
>
> Ai due tipi di sorveglianza prima accennati corrispondono due tipi di
> meccanismi di controllo, o come Foucault li chiamava, due tipi di
> *governamentalità* (Per *governamentalità *è intesa “la maniera in cui la
> condotta di un insieme di individui è coinvolta nell’esercizio del potere
> sovrano”).
>
>
> La sorveglianza nelle strutture carcerarie è volta a garantire il
> controllo sui confini e sugli spazi interni della struttura. In questo
> senso, ricorda molto i meccanismi attraverso i quali i sovrani dell’età
> classica garantivano la propria sovranità dei propri confini e del proprio
> territorio.
>
>
> La sorveglianza dei luoghi pubblici, invece, ha un’accezione diversa.
> Foucault chiama questo tipo di meccanismo “tecnologia della sicurezza”.
> Questa tecnologia non ha più come oggetto il territorio ma la popolazione.
> E non richiama più i metodi dei sovrani classici, ma affonda la sue radici
> nella genesi dello stato moderno.
>
>
> Tale genesi è determinata da una percezione storica differente, emersa dal
> XVII sec con le ragioni di stato, secondo la quale dallo spazio come difesa
> dei confini si passa ad un’idea di spazio (europeo, nel caso particolare)
> come luogo di competizione tra stati. Tale competizione richiede maggiori
> tecnologie politiche e maggiore conoscenza.
>
>
> La sorveglianza, per Foucault, fa parte di una di queste tecnologie.
> Mentre la prima, quella diplomatico militare, garantiva le forze dello
> stato all’esterno, la seconda, che lui chiama *polizia*, era intesa come
> mezzo necessario per far crescere lo stato all’interno. La sorveglianza
> diventa la tecnologia di gestione della popolazione e la sua ragione è che
> “il bene di tutti può essere assicurato solo dal comportamento di ognuno”.
>
>
> Ho usato “gestione” e non “regolazione” per una ragione. Alla comparsa del
> problema della popolazione corrisponde anche una trasformazione di ciò che
> è il popolo. Se all’origine degli stati moderni la popolazione era intesa
> come popolamento/spopolamento di aree urbane, man mano che le tecnologie
> politiche si sviluppano, ci si accorge che la popolazione stessa è una
> fenomeno naturale complesso che rivela meccanismi interni di regolazione.
>
>
> Questa differenza è molto chiara se si nota come nel tardo XVIII sec la
> stessa architettura delle città e dei quartieri era una tecnologia di
> regolazione della popolazione.
>
>
> Quando invece emerge una comprensione della popolazione come fenomeno
> complesso (Quella che Foucault chiama la *naturalità* del popolo) si
> passa dall’imposizione di sistemi di controllo allo sviluppo di metodi di
> gestione.
>
>
> A tale comprensione corrisponde un mutamento delle tecnologie. Lo stato
> non dovrà più imporre regolazioni ma lasciare liberi i fattori interni
> (meccanismi della società, processi economici etc) di giocare tra di loro,
> limitando gli interventi al minimo.
>
>
> Fu proprio questo mutamento a causare la nascita dei sistemi di sicurezza
> e la sorveglianza, come parte di quel complesso di strumenti invisibili
> volti a eliminare il disordine e l’illegalità (Foucault ne parla nei
> termini di un patto di sicurezza tra popolazione e stato).
>
>
> L’ipotesi che mi sembra ragionevole sostenere in materia di dibattito
> sulla Sorveglianza è che questa non sia comprensibile alla luce della diade
> utopia/distopia. Questa diade mi sembra simile all’idea contro la quale
> Foucault stesso esprimeva scetticismo, cioè “lo stato come grande mostro o
> machina automatica”. Questa interpretazione è fondata sul modello del
> panopticon e la distopia che ne deriva è quella del mondo come un grande
> carcere che “we all now inhabit”.
>
>
> Invece, seguendo il filosofo francese è possibile evitare questa lettura e
> preferire quella genealogia del problema che ne analizza le ragioni di
> stato. La sorveglianza fa parte della struttura statale che abitiamo almeno
> dal XVII sec. In questo senso forse le forme di sorveglianza che vediamo
> oggi e che sono permesse da internet non sono poi così nuove e speciali
> rispetto a quelle cha abbiamo visto in passato.
>
>
> Allora forse, ma qui mi rimetto a chi ha più competenza di me sul tema
> (cioè voi), inquadrare il problema della sorveglianza in questo modo può
> dare due domande sulle quali riflettere:
>
>
> 1. Internet, come spazio logico, è del tutto isomorfo alla concezione di
> spazio di competizione all’interno del quale gli stati moderni cominciarono
> a competere. Ma dal momento che la popolazione di internet non rientra in
> nessun patto con nessuno stato particolare, è davvero possibile pensare la
> sorveglianza come legata alle ragioni di uno stato solo? oppure è meglio
> pensarla come una tecnologia politica internazionale portata avanti da più
> stati insieme?
>
>
> 2. siamo sicuri che la carta dei diritti di internet possa davvero essere
> vista, come molti fanno, come tentativo di regolamentare il web? non è
> invece più corretto argomentare che è importante tentativo di ridefinire
> una governamentalità più equilibrata che non faccia del web solo una
> tecnologia della sicurezza? e non è più corretto pensare ad ogni carta dei
> diritti elaborata a livello nazionale come un draft per una carta globale?
>
>
>
> Ho finito di annoiarvi. E’ una bella lista con belle discussioni. Grazie a
> tutti.
>
>
> Best
>
>
> Andrea
>
>
>
>
>
>
> 2014-10-21 11:34 GMT+02:00 <nexa-request(a)server-nexa.polito.it>:
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>> 1. l'intricata faccenda del monopolio siae (Simone Aliprandi)
>> 2. Berkman Center Webcast live oggi ore 18.30 - The Inspection
>> House: An Impertinent Field Guide to Modern Surveillance
>> (Giuseppe Futia)
>>
>>
>> ----------------------------------------------------------------------
>>
>> Message: 1
>> Date: Tue, 21 Oct 2014 10:12:59 +0200
>> From: Simone Aliprandi <simone.aliprandi(a)gmail.com>
>> To: "nexa(a)server-nexa.polito.it" <nexa(a)server-nexa.polito.it>
>> Subject: [nexa] l'intricata faccenda del monopolio siae
>> Message-ID:
>> <
>> CAPOdpMmN35BReC+-H2_7-RnKLUWkbGtoan8Q+-8PN9R2jutH+g(a)mail.gmail.com>
>> Content-Type: text/plain; charset=UTF-8
>>
>> Condivido un mio breve commento sulla recente ordinanza a favore di
>> Soundreef e una ricostruzione generale della faccenda del cosiddetto
>> "monopolio SIAE":
>> http://www.apogeonline.com/webzine/2014/10/21/aliprandi-monopolio-siae
>> Un caro saluto.
>> --
>> Simone Aliprandi - http://www.aliprandi.org | http://www.array.eu
>>
>>
>> ------------------------------
>>
>> Message: 2
>> Date: Tue, 21 Oct 2014 11:34:42 +0200
>> From: Giuseppe Futia <giuseppe.futia(a)polito.it>
>> To: nexa(a)server-nexa.polito.it
>> Subject: [nexa] Berkman Center Webcast live oggi ore 18.30 - The
>> Inspection House: An Impertinent Field Guide to Modern
>> Surveillance
>> Message-ID: <544628B2.8030508(a)polito.it>
>> Content-Type: text/plain; charset="iso-8859-15"; Format="flowed"
>>
>>
>> The Inspection House: An Impertinent Field Guide to Modern
>> Surveillance
>>
>> http://cyber.law.harvard.edu/events/luncheon/2014/10/inspectionhouse
>> <http://cyber.law.harvard.edu/events/luncheon/2014/06/sigal>
>> <http://cyber.law.harvard.edu/events/luncheon/2014/06/sigal>
>> *with authors Emily Horne & Tim Maly*
>>
>> Today, 6.30 pm
>>
>> Webcast live: http://cyber.law.harvard.edu/interactive/webcast
>> http://nexa.polito.it/berkman-webcast-live
>>
>> In 1787, British philosopher and social reformer Jeremy Bentham
>> conceived of the panopticon, a ring of cells observed by a central
>> watchtower, as a labor-saving device for those in authority. While
>> Bentham's design was ostensibly for a prison, he believed that any
>> number of places that require supervision---factories, poorhouses,
>> hospitals, and schools---would benefit from such a design. The
>> French philosopher Michel Foucault took Bentham at his word. In his
>> groundbreaking 1975 study, Discipline and Punish, the panopticon
>> became a metaphor to describe the creeping effects of personalized
>> surveillance as a means for ever-finer mechanisms of control.
>>
>> Forty years later, the available tools of scrutiny, supervision, and
>> discipline are far more capable and insidious than Foucault dreamed,
>> and yet less effective than Bentham hoped. Shopping malls, container
>> ports, terrorist holding cells, and social networks all bristle with
>> cameras, sensors, and trackers. But, crucially, they are also rife
>> with resistance and prime opportunities for revolution. The
>> Inspection House is a tour through several of these sites---from
>> Guantánamo Bay to the Occupy Oakland camp and the authors' own
>> mobile devices---providing a stark, vivid portrait of our
>> contemporary surveillance state and its opponents.
>>
>> 'Someone you can't see is watching you. That idea, long the stuff of
>> feverish dystopian fantasy, is now an unremarkable statement of
>> fact, true in most public places, and true in many that used to be
>> private. Yet most of us being watched have no idea how this vast,
>> casual surveillance came to be, or how it works. The Inspection
>> House is a remedy for our collective incomprehension of the
>> panopticon, built in our name, that we all now inhabit.
>> --- Clay Shirky
>>
>>
>> About Emily Horne
>>
>> Emily Horne lives and works in Toronto, Ontario. She is the
>> photographer and designer for the webcomic /A Softer World/, and
>> freelance edits books for kicks. Her work has appeared in /The
>> Guardian/, /The Coast/ and Tor.com. She is @birdlord on Twitter.
>>
>>
>> About Tim Maly
>>
>> Tim Maly writes about design, architecture, networks and
>> infrastructure. He is a Fellow at Harvard's metaLAB and is big into
>> cyborgs. His work has appeared in /Wired/, /Medium/, /The Atlantic/
>> and Urban Omnibus. He is @doingitwrong on Twitter.
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Oct. 28, 2014
Open data: quali diritti sui dati? - webinar gratuito domani
by Simone Aliprandi
Domani (mercoledì 29 ottobre) dalle 12:00 alle 13:00 un terrò un
webinar per il portale e-learning della Regione Lombardia. E' il primo
di un ciclo di tre appuntamenti in cui spiegherò i fondamenti
giuridici del fenomeno open data.
In questo primo incontro (intitolato appunto "Open data: Quali diritti
sui dati?") inizieremo a porre le basi concettuali e terminologiche
per la corretta comprensione del fenomeno open data e per il corretto
inquadramento giuridico delle varie fattispecie in cui esso si
realizza, cercando di mettere a fuoco se e in quali termini vi è una
tutela sui dati.
Fonte principale dei contenuti del seminario sarà il mio libro “Il
fenomeno open data. Indicazioni e norme per un mondo di dati aperti”
(disponibile online su www.aliprandi.org/fenomeno-opendata)
La partecipazione al webinar è gratuita previa registrazione e
seguendo poi le istruzioni per l’installazione dell’apposito software.
La piattaforma utilizzata permetterà una reale e diretta interazione
con tra partecipanti e docente.
Tutti i dettagli qui:
http://aliprandi.blogspot.it/2014/10/quali-diritti-dati-webinar-lombardia.h….
Spero di vedervi domani online. Un cordiale saluto.
--
Simone Aliprandi - http://www.aliprandi.org | http://www.array.eu
Oct. 28, 2014
Fwd: MIX Salon 2014: Aperte le registrazioni/ Registrations Open
by J.C. DE MARTIN
-------- Forwarded Message --------
Subject: MIX Salon 2014: Aperte le registrazioni/ Registrations Open
Resent-Date: Tue, 28 Oct 2014 11:05:41 +0100
Resent-From: d004620(a)polito.it
Date: Tue, 28 Oct 2014 10:33:40 +0100
From: Segreteria Eventi <sg-evento(a)mix-it.net>
Reply-To: sg-evento(a)mix-it.net
To: Carolina Parteli - MIX <carolina.parteli(a)mix-it.net>
[Ci scusiamo per evenutali duplicati / Our apologies for duplicate mails]
[English text below]
Gentili Afferenti,
è un piacere informarvi che sono aperte le registrazioni per il *Salotto
del MIX *che si terrà *Martedì 25 Novembre* a partire *dalle ore
14,30* presso la *Sala Porta Romana* del *Grand Visconti Palace Hotel*,
a Milano.
Anche alla luce di quanto emerso all’inizio dell’estate sulla stampa
Nazionale, abbiamo deciso di discutere assieme ai nostri ospiti il
delicato tema della sicurezza della filiera di Internet in Italia.
Quasi trent'anni fa /Leslie Lamport/ (Turing Award nel 2013) dava
questa definizione di sistema distribuito: "/un sistema in cui il guasto
ad un calcolatore di cui ignoravi perfino l'esistenza rende il tuo
stesso calcolatore inutilizzabile/." Tutto quello che abbiamo inventato,
costruito, interconnesso da allora non ha cambiato molto la sostanza
ultima: se i nostri dispositivi - oggi personali - sono diventati
innumerevoli, ancor di più è cresciuta la nostra ignoranza di quello che
esiste "là fuori" su Internet e di quali guasti, malfunzionamenti,
violazioni possano accadere a "calcolatori anonimi", ma indispensabili
alla nostra vita.
Per quest’edizione 2014, intitolata “*Lo pensi o lo sai?*” siamo lieti
di avere tra noi ospiti del calibro di *Cosimo Comella *e***Francesco
Modafferi* (Autorità Garante per la protezione dei dati personali),
*Ivano Gabrielli *(Responsabile CNAIPIC), *Gloria Gazzano* (Direttore
Information & Communication Technology di Snam), *Joy
Marino* (Presidente di MIX), *Gigi Tagliapietra* (Presidente Clusit) e
siamo in attesa di altre importanti conferme di cui vi aggiorneremo nel
corso di queste settimane. Vi informiamo inoltre che durante il corso
della tavola rotonda è previsto un collegamento con l’Internet
Governance Forum.
A seguire, per tutti coloro che vorranno rimanere in nostra compagnia,
verrà servita una cena a buffet.
Vi ricordiamo che la partecipazione è gratuita ma, per motivi
organizzativi, è necessaria la registrazione che vi preghiamo di
effettuare quanto prima al sito http://mix-it.net/salotto/
Per qualsiasi ulteriore informazione, vi prego di non esitare a
contattarmi all'indirizzo sg-evento(a)mix-it.net <mailto:sg-evento@mix-it.net>
Cordiali Saluti
Carolina Parteli
*Segreteria Eventi MIX*
sg-evento(a)mix-it.net <mailto:sg-evento@mix-it.net>
Via Caldera 21 - Building D/3
20153 Milan-Italy
Tel. +39 02 40915701
——————————————
Dear Members,
It is a great pleasure to announce you the opening of the registrations
for *MIX Salon 2014* that will be held on *Tuesday 25th November* *from
2.30 p.m. at Grand Visconti Palace*, Porta Romana meeting room, in *Milan*.
Taking also into account the articles that have been published by the
national press at the beginning of this summer , we have decided to
discuss with our guests the delicate issue of Internet security in
Italy. Nearly thirty years ago /Leslie Lamport/ (Turing Award in 2013)
gave this definition: “/A distributed system is one in which the failure
of a computer you didn't even know existed can render your own computer
unusable/.” Since then all we have invented, built, interconnected has
not changed the bottom line: while our devices - today personal - have
become innumerable, even more our ignorance has grown, ignorance of what
exists “out there” on the Internet and ignorance of which breakdowns,
failures, breaches can affect “anonymous” - but essential for our life -
computers.
For this edition 2014, titled “*Do you think it or do you know it*?” we
are pleased to have important guests like *Cosimo Comella
*and***Francesco Modafferi* (Privacy Authority), *Ivano* *Gabrielli
*(Head of CNAIPIC ), *Gloria Gazzano* (Executive Vice President of
Information & Communication Technology at Snam), *Joy Marino* (MIX
President), *Gigi Tagliapietra* (Clusit President) and we are waiting
for other important confirmation about which we will update during these
weeks. Furthermore, we are pleased to inform you that during the the
round table there will be a videoconference connection with the Internet
Governance Forum.
To follow, for those who will be pleased to stay with us, a dinner
buffet will be served.
We remind you that the participation is free but for organisational
reasons we need your registration which you should complete as soon as
possible at the following link: http://mix-it.net/salotto/
For any further information please do not hesitate to contact me at
sg-evento(a)mix-it.net <mailto:sg-evento@mix-it.net>
Kind Regards
Carolina Parteli
*Segreteria Eventi MIX*
sg-evento(a)mix-it.net <mailto:sg-evento@mix-it.net>
Via Caldera 21 - Building D/3
20153 Milan-Italy
Tel. +39 02 40915701
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believed to be clean.
Oct. 28, 2014