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Zuckerberg ha approvato l'uso di libri "piratati" per addestrare l'LLM
by Antonio
Mark Zuckerberg, approved Meta's use of the LibGen dataset notwithstanding concerns within Meta's AI executive team (and others at Meta) that LibGen is "a dataset we know to be pirated"
Documento n.377 nella causa 3:23-cv-03417-VC Kadrey v. Meta Platforms
https://regmedia.co.uk/2025/01/10/pacer_kadrey_vs_meta_1.pdf
A.
Jan. 11, 2025
Re: [nexa] GDPR: Tracciamenti (2024).
by Marco A. Calamari
On sab, 2025-01-11 at 15:36 +0100, 380° via nexa wrote:
> Buongiorno,
> leggo solo oggi, non mi pare sia stata già segnalata in lista:
> https://www.premiorobertomorrione.it/inchieste/tracciamenti-2024/
...
> Danila De Stefano, CEO di Unobravo, ha difeso la propria azienda
> sostenendo che i dati raccolti sono anonimi. Ma Agosti, hacker etico di
> Hermes Centre, avverte che questi identificatori unici possono acquisire
> valore poiché utilizzati continuamente.
Certo che dopo quasi 30 anni di discussioni sui dati "anonimi"
(intendendo "anonimo" come "senza nome e cognome"),
e dopo che la deanonimizzazione è diventata una scienza,
sentire questi discorsi, ed anche il fatto che venga interrogato un esperto
per smentirli, è deprimente ...
Se non la conoscete già, date un'occhiata a questa paper.
Paul Ohm - "Broken Promises of Privacy: Responding to the Surprising Failure of
Anonymization"
UCLA Law Review, Vol. 57, p. 1701, 2010
U of Colorado Law Legal Studies Research Paper No. 9-12
Date Written: August 13, 2009
https://papers.ssrn.com/sol3/Delivery.cfm/SSRN_ID1791742_code487663.pdf?abs…
JM2C. Marco
Jan. 11, 2025
Re: [nexa] GDPR: Tracciamenti (2024).
by 380°
380° <g380(a)biscuolo.net> writes:
[...]
> Danila De Stefano, CEO di Unobravo, ha difeso la propria azienda
> sostenendo che i dati raccolti sono anonimi. Ma Agosti, hacker etico di
> Hermes Centre, avverte che questi identificatori unici possono acquisire
> valore poiché utilizzati continuamente.
Ma un CEO che sostiene che "i dati raccolti sono anonimi" quando tali
dati includono informazioni di tracciamento appositamente create, oltre
che - presumo - indirizzi IP degli utenti, ha DIRITTO ad effettuare il
trattamento di dati sensibili?!?
Al contrario, Suo Sire Illuminato Il Garante della Privacy che sta
Nell'Alto del Cieli, quando ha intenzione di intervenire nei confronti
di simili aziende?
"Tutt'apposto cumpà" perché c'è il "Consenso Informato"™?!?
«Povera patria, schiacciata dagli abusi del potere...
La primavera intanto tarda ad arrivare»
[...]
Saluti, 380°
--
380° (Giovanni Biscuolo public alter ego)
«Noi, incompetenti come siamo,
non abbiamo alcun titolo per suggerire alcunché»
Disinformation flourishes because many people care deeply about injustice
but very few check the facts. Ask me about <https://stallmansupport.org>.
Jan. 11, 2025
GDPR: Tracciamenti (2024).
by 380°
Buongiorno,
leggo solo oggi, non mi pare sia stata già segnalata in lista:
https://www.premiorobertomorrione.it/inchieste/tracciamenti-2024/
di Edoardo Anziano, Francesca Cicculli, Roberta Lancellotti
tutor Goffredo De Pascale
--8<---------------cut here---------------start------------->8---
Inchiesta finalista del Premio Morrione 2024
Trascorriamo sempre più tempo online e ci affidiamo al web anche per la
cura della salute mentale. Oggi le piattaforme di telepsicologia contano
centinaia di migliaia di utenti e fatturano milioni di euro. Ma qual è
il segreto del loro successo? Tracciamenti s vela l’uso spregiudicato
che le aziende di psicologia online fanno del marketing digitale,
monitorando le attività dei pazienti perfino durante la seduta di
terapia.
--8<---------------cut here---------------end--------------->8---
Video inchiesta disponibile su Raiplay:
https://www.raiplay.it/video/2024/11/Premio-Morrione---Tracciamenti-8ccfa66…
Così ne parla oggi "Il Fatto Quotidiano":
«“Le piattaforme di psicologia online spiano i propri utenti”:
l’inchiesta “Tracciamenti” finalista al premio Morrione»
https://www.ilfattoquotidiano.it/2025/01/11/le-piattaforme-di-psicologia-on…
--8<---------------cut here---------------start------------->8---
L'inchiesta ha dimostrato che le aziende di telepsicologia monitorano le
attività dei pazienti, raccogliendo dati per scopi pubblicitari
Le piattaforme di psicologia online spiano i propri utenti mentre fanno
le sedute di terapia. Questa scoperta emerge dall’inchiesta
“Tracciamenti”, una delle quattro finaliste del Premio di giornalismo
investigativo Roberto Morrione 2024, realizzata da Francesca Cicculli,
Edoardo Anziano e Roberta Lancellotti. I giornalisti, tramite l’uso di
strumenti di analisi, hanno dimostrato che le aziende di telepsicologia
monitorano continuamente le attività dei pazienti, raccogliendo dati
sensibili per scopi pubblicitari. L’inchiesta ha fatto emergere che
piattaforme come Serenis e Unobravo non solo tracciano le informazioni
dei pazienti durante la compilazione dei questionari iniziali, ma
continuano a raccogliere dati durante le sessioni di terapia. Il tutto
avviene attraverso l’uso di cookie di terze parti, strumenti che, come
spiega Claudio Agosti di Hermes Centre, assegnano un codice
identificatore unico agli utenti, rendendo possibile la creazione di
profili dettagliati.
Ma cosa accade con questi dati? Stefano Rossetti, avvocato del gruppo
NYOB, descrive nella videoinchiesta un sistema in cui le informazioni
raccolte vengono processate da data broker, che le rivendono agli
inserzionisti. Questo crea un rischio tangibile: “Un datore di lavoro
che acquista questi dati potrebbe decidere di escludere candidati che
frequentano siti di assistenza psicologica”, avverte Rossetti,
sollevando delle preoccupazioni su una potenziale discriminazione basata
su dati raccolti. Gli utenti, spesso ignari, accettano i termini di
servizio senza leggere le lunghe informative sulla privacy. Il consenso,
sottolinea Rossetti, è quindi di fatto “non informato”. Il problema,
secondo Rossetti, non è il trattamento dei dati in sé, ma il loro
utilizzo per fini commerciali non dichiarati.
Danila De Stefano, CEO di Unobravo, ha difeso la propria azienda
sostenendo che i dati raccolti sono anonimi. Ma Agosti, hacker etico di
Hermes Centre, avverte che questi identificatori unici possono acquisire
valore poiché utilizzati continuamente. Durante le sessioni di terapia
le piattaforme trasmettono anche informazioni a colossi tecnologici come
Facebook, Google, Microsoft, LinkedIn e TikTok. Edoardo Anziano, uno dei
giornalisti dell’inchiesta, ha spiegato a Scomodo che la necessità di
maggiore trasparenza e regolamentazione emerge come tema
cruciale. L’auspicio è che anche gli stessi utenti oppure associazioni
che si occupano di tutela della privacy dei consumatori “in massa
possano iniziare delle proprie campagne per chiedere formalmente che
questo tipo di tracciamento non venga effettuato nel caso in cui non sia
strettamente necessario”, dice Anziano.
--8<---------------cut here---------------end--------------->8---
Saluti, 380°
--
380° (Giovanni Biscuolo public alter ego)
«Noi, incompetenti come siamo,
non abbiamo alcun titolo per suggerire alcunché»
Disinformation flourishes because many people care deeply about injustice
but very few check the facts. Ask me about <https://stallmansupport.org>.
Jan. 11, 2025
Re: [nexa] sulla neutralità del software (was Re: In a mirror)
by Giacomo Tesio
Ciao 380°
On Fri, 10 Jan 2025 14:14:44 +0100 380° <g380(a)biscuolo.net> wrote:
> > Dunque anche se l'idea di LLM non fosse intrinsecamente orientata
> > politicamente (e lo è), lo sono tutti gli LLM reali.
>
> Così come tutto il resto del software sulla faccia della terra
> programmato a partire dal 1960 ad oggi
>
> Quindi, ricapitolando: quale sarebbe il problema INFORMATICO con gli
> LM e/o gli LLM?!?
Siamo assolutamente d'accordo, da un punto di vista informatico, questi
software sono perfettamente analoghi a quelli che li hanno preceduti!
Non sono mica io che gli attribuisco esperienze umane, come
allucinazioni, perplessità o apprendimento! :-D
E, di tutti i software, non mi sognerei mai di attribuirgli
"neutralità", vista l'opacità che li caratterizza.
Più in generale, tutte le cosiddette "intelligenze artificiali" sono
software come gli altri, programmati da esseri umani per perseguire
propri scopi.
Software programmati a partire da _sorgenti_ sottoposti a diritti di
esseri umani (dal diritto d'autore alla protezione dei dati personali)
che non vengono meno durante il processo di compilazione.
Processo di compilazione che, come per ogni altro software, è anche un
processo di compressione con perdita (lossy).
Compressione che viene invertita (con errori, non allucinazioni) durante
l'esecuzione di tali software, ottenendo in output dati derivati dai
testi sorgente (e che dunque sono oggetto degli stessi diritti).
Diritti che persistono nonostante l'output prodotto non abbia più
alcun significato, proprio perché è l'espressione ad esserne oggetto,
indipendentemente dall'informazione che l'autore intendeva esprimere,
perché quella informazione non è passata da alcuna mente che l'abbia
compresa e riealaborata.
Non c'è davvero alcuna differenza, che ci piaccia o meno.
L'eccezionalità della "intelligenza artificiale" è una favola
tanto fantasiosa quanto la "intelligenza artificiale" stessa.
O la sua neutralità.
Giacomo
Jan. 10, 2025
sulla neutralità del software (was Re: In a mirror)
by 380°
Ciao Giacomo,
la farò breve perché il discorso sulla "AI" è talmente iperinflazionato
e ripetitivo da risultarmi quasi noioso (perdonatemi!)
tra l'altro dico cose banali e credo ampiamente condivise e
condivisibili da molti, se non addirittura già espresse, credo anche da
te Giacomo
Giacomo Tesio <giacomo(a)tesio.it> writes:
[...]
>> Gran parte delle critiche riguardano appunto i chatbot
>> (allucinazioni, superficialità, ecc.).
>
> Perché costituiscono la base della narrazione allucinata che domina
> il dibattito informatico attuale, determinando scelte politiche,
> economiche ed educative altrettanto allucinate.
suvvia: il dibattito informatico è allucinato (e allucinante) da almeno
40 anni, anche per il software "normale", non sto scherzando
per esempio, è allucinante che pochi che dibattono di informatica
abbiano realmente compreso "Reflections on Trusting Trust" [1]... o
/almeno/ abbiano compreso la natura del software sorgente e di quello
binario e della relazione "a senso unico" tra i due (che significa anche
comprendere la complessità di un "grafo di dipendenze" di qualsiasi
software)
[...]
> Nella realtà, i LLM sono prodotti a partire da testi che sono
> culturalmente e storicamente situati.
anche il software "normale" è prodotto a partire dagli stessi testi,
compresi ovviamente quelli scientifici, solo che in quel caso il "bias"
introdotto è anche maggiore :-D (maggiore bias sulla selezione dei
testi, minore filtro dei risultati ottenuti)
inontre, anche il software "normale" è prodotto in un /regime/
legislativo ed economico che de-facto che ne DETERMINANO il
funzionamento, tanto che una percentuale importante del software
(binario) circolante è /potential malware/ [2]
> Già solo per questo semplice fatto, nessun LLM reale può essere
> "neutro".
esattamente come nessun software "normale" o qualsiasi altro /sistema/
moderatamente complesso può essere neutro, nella realtà
[...]
> Poi c'è l'attività di programmazione statistica che parte dalla scelta,
> fra tutti i testi disponibili, di quelli da utilizzare e di quelli da
> scartare.
così come nella programmazione "normale": quali testi/tesi scelgo
(studio, adotto, adatto) e quali /scarto/ per progettare l'algoritmo?
> A valle di un'accurata attività di selezione e rinforzo, i "modelli"
> producono output "politicamente corretto",
> quale che siano gli obiettivi politici dei programmatori, dal
> legittimare il proprio software agli occhi dei moralisti statunitensi,
> difendere il proprio modello di business o cancellare piazza Tiananmen
> dalla storia [2]
così come qualsiasi dato /cucinato/; intendiamoci sono TUTTI cucinati ma
molti sono adulterati al punto che ci vorrebbero i NAS dei dati
lascio al lettore l'esercizio di elencarsi mentalmente due argomenti a
caso per i quali i risultati ottenuti con sofisticatissimo modelli
software sono in realtà /farlocchissimi/ a causa dei dati taroccati ad
arte, con /tecniche/ sofisticatissima in alcuni casi
> E spero tu non creda davvero che i modelli di Google, Meta o Open AI
> siano in alcun modo "neutrali".
E spero che tu non creda davvero che i modelli di BEEEP siano in alcun
modo "neutrali" :-O
> Dunque anche se l'idea di LLM non fosse intrinsecamente orientata
> politicamente (e lo è), lo sono tutti gli LLM reali.
Così come tutto il resto del software sulla faccia della terra
programmato a partire dal 1960 ad oggi
[...]
Quindi, ricapitolando: quale sarebbe il problema INFORMATICO con gli LM
e/o gli LLM?!?
Io la butto lì: per avere fiducia del sofware che uso so che deve essere
libero, riproducibile e bootstrappable
....non è possibile con i LM o gli LLM?!? Beh allora io sono SICURO che
i risultati di tali software DEVONO essere attentamente analizzati da
una persona con adeguate competenze prima di essere usati per qualsiasi
decisione.
Sarò banale, ma io non capisco proprio perché continua ad esserci tutta
'sta SOPRAVVALUTAZIONE, sia in positivo che in negativo, delle funzioni
dei LM, LLM, "sistemi generativi", SALAMI o qualsiasi altra etichetta si
voglia dare alla "narrow AI"
Ciao e grazie, Giovanni.
[1] https://www.cs.cmu.edu/~rdriley/487/papers/Thompson_1984_ReflectionsonTrust…
[2] https://www.gnu.org/proprietary/potential-malware.html
--
380° (Giovanni Biscuolo public alter ego)
«Noi, incompetenti come siamo,
non abbiamo alcun titolo per suggerire alcunché»
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Jan. 10, 2025
Re: [nexa] Nuovo articolo "The computerization of the world and international cooperation"
by Giacomo Tesio
Grazie a Valeria per la segnalazione e grazie a Juan Carlos per l'ottimo
articolo [0], di cui condivido auspici, premesse e (credo) molti valori.
"Computerizzazione del mondo" [1] è certamente un'ottima alternativa a
"rivoluzione digitale", decisamente più descrittiva dei cambiamenti
cibernetici (socio-tecnici? tecno-politici?) che stiamo attraversando.
Credo però che tale locuzione abbia anche dei limiti che potrebbe
essere utile analizzare, sia per comprendere meglio i cambiamenti che
prova a descrivere sia, forse, per ideare un'alternativa migliore.
Anzitutto, "computerization of the world" presuppone una comprensione
ingegneristica del concetto di computer. Comprensione ahimé molto rara,
se è vero che molte persone affermano tranquillamente di non avere
alcun computer con uno smartphone in mano.
D'altro canto, il termine "computer" è caratterizzato dalle unità di
calcolo e persino l'unità di controllo rimane sottintesa nel termine,
per non parlare di sensori (touchpad, mouse, tastiera, gps, video
camera, microfono, giroscopio...) e attuatori (schermo, led vari...) o
dei componenti che svolgono entrambe le funzioni (RAM, disco fisso,
ethernet, usb, wifi...).
Tutto questo è sottinteso e sempre ben chiaro nella mente di un
informatico, ma per la maggioranza delle persone è facile dimenticarne
la presenza: quanti si portano in giro tutto il giorno il cellulare con
la rete dati o il wifi costantemente abilitati?
La locuzione poi è (fortunatamente) sovra estesa: non è il mondo intero
a venire computerizzato [1] bensì gli esseri umani (e loro simbionti).
Attraverso quotidianamente le Langhe in cui combattevano molti
partigiani ed in cui sono ambientate molte opere di Fenoglio.
Di fronte alle telecamere o ai segnali "comune videosorvegliato" provo
sgomento e profondo sconforto: l'avvio della prossima lotta
resistenza dovrà fronteggiare una repressione feroce.
Ma poi guardo le colline, i (pochi) boschi... e mi rendo conto che ci
sono innumerevoli modi di aggirare la sorveglianza (seppur lenti e
faticosi, con un notevole svantaggio tattico).
A patto di non portarsi dietro un cellulare.
Anche gli animali selvatici e le piante fanno parte del mondo e per il
momento non li stiamo computerizzando.
Non lo facciamo perché (al momento) non ci interessano, contrariamente
agli animali domestici o alle coltivazioni agricole.
Non ci interessano perché non sono (individualmente) oggetto di potere.
In altri termini viene computerizzato solo ciò che chi opera la
computerizzazione [1, che sofferenza! :-D] intende controllare.
Dovremmo dunque forse restringere la locuzione all'umanità o quanto
meno alla società umana (cui prendono parte anche animali e
coltivazioni).
Infatti non credo che ci preoccuperemmo più di tanto per la
computerizzazione di un campo di mais o di un vigneto: il
fenomeno emergente, rispetto alla precedente industrializzazione,
è proprio l'applicazione sistematica dei computer all'uomo,
che si intende controllare individualmente e su larga scala.
Smartcity, smartphone, smartwatch, SmartTV... tutti oggetti controllati
da terze parti che si presentano come "intelligenti", a cui le persone
sono portate evolutivamente ad adattarsi, delegando progressivamente
la propria attività mentale (che come sappiamo richiede un quantitativo
spropositato di energie, il 20-25% di quelle consumate ogni giorno [2])
Un terzo limite di "computerization of the world" è la sua apparente
natura prettamente (o almeno primariamente) fisica: la maggioranza degli
ingegneri, ancora oggi, sentendo il termine "computer" pensa ad un
oggetto fisico, che sia un dispositivo IoT, una playstation, uno
smartphone o un server.
La stragrande maggioranza dei computer esistenti però sono macchine
emulate da altre macchine via software.
Non penso solo alle macchine virtuali (jvm, clr, nodejs, python...),
ai fumosi VPS "nel cloud" o a QEMU e VirtualBox, ma a qualsiasi
software in grado di eseguire codice espresso in un qualche formato, dal
browser web al compositore di documenti (eg. Libre Writer) o di
trasparenze (eg. Libre Impress), fino ai complessi inference engine che
eseguono matrici numeriche di dimensioni predefinite (impropriamente
chiamati "modelli" o "reti neurali artificiali").
Ad esempio, all'acquisto un cellulare android configurato in modo
predefinito, esegue circa 300 di questi computer virtuali, molti dei
quali si connettono periodicamente ad altri computer remoti.
Cosa ne pensi Juan Carlos?
Sono considerazioni che è utile prendere in considerazione alla ricerca
di una locuzione che possa descrivere sinteticamente i cambiamenti
tipici della nostra epoca?
Proporre un'alternativa ulteriore per descrivere questo processo, senza
perdere i vantaggi di "computerization of the world" ma evitandone
i limiti, non è facile.
"Robotization of people"?
"Mechanized mass slavery"?
"Alienazione cibernetica" sarebbe forse più preciso ed applicabile
sia agli individui che alle organizzazioni (nonché alla società nel suo
complesso), ma presuppone cultura informatica E storica maggiore di
quella necessaria a comprendere il concetto di computer.
Altre proposte?
Giacomo
[0]
https://nexa.polito.it/the-computerization-of-the-world-and-international-c…
[1] x Juan Carlos: l'inglesismo è dolorosamente cacofonico, ma non
saprei come tradurlo in modo fedele. Hai qualche proposta?
[2] https://pmc.ncbi.nlm.nih.gov/articles/PMC8291083/
Jan. 10, 2025
Re: [nexa] Meta: more (free) speech and fewer mistakes (it's time to get back to our roots around free expression).
by 380°
Buonasera,
Stefano Zacchiroli <zack(a)upsilon.cc> writes:
[...]
> rilevanza al fatto che John Elkann sia entrato nel
> CdA di Meta, ma molta meno a quello che Dana White abbia fatto lo
> stesso: https://en.wikipedia.org/wiki/Dana_White#Politics . Unite voi i
> puntini numerati per passare da questo cambiamento nel CdA al
> cambiamento di policy riportato da 380 (o viceversa).
grazie per la segnalazione di Dana White che mi era sfuggita, ammetto
che i Board of Directors di Meta non è la mia passione :-)
Wikipedia [1] dice che Dana White è nel Board of Directors (almeno) dal
Giugno 2024, non ho sotto mano un diff per verificare la data di
ingresso di quell'uomo ma non sono sicurissimo che lui sia uno dei
puntini numerati che portano al cambiamento di politica sui contenuti
(et al)
a me piuttosto salta subito all'occhio che Sir Nicholas William Peter
Clegg, ovvero un importissimo leader politico britannico del partito
liberaldemocratico (leggetevi il curriculum):
https://en.wikipedia.org/wiki/Nick_Clegg
fosse "president, global affairs" [2] fino al 2 Gennaio scorso, giorno
in cui Sir Clegg è /stato/ dimesso [3] (bla, bla, bla) per essere
sostituito da Joel Kaplan, ovvero un repubblicano statunitense con una
discreta esperienza alla Casa Bianca a partire dal 2001 e ben introdotto
nel partito oggi:
https://en.wikipedia.org/wiki/Joel_Kaplan
egli era «vice president of U.S. public policy» dal 2011 [4] e pare sia
stato sempre contrario a molte politiche sui contenuti applicate da
Facebook/Meta.
ora, molti commentatori sostengono l'ovvia tesi che la sostituzione di
Sir Clegg con Kaplan sia un modo per ingraziarsi Trump e i Repubblicani
che lo sostengono (cioè NON i neocon) ma...
...siccome io sono complottista, sospetto ci sia sotto qualcosa di più
complesso: e se /invece/ certe figure aziendali fossero imposte dal
governo come /garanti/ affinché l'azienda implementi le politiche
(para)governative [5] decise _nonostante_ il zuckerberg-pensiero?
questo ovviamente varrebbe per ogni azienda sufficientemente potente da
poter pesantemente influenzare la vita non solo dei propri cittadini ma
dell'intera popolazione terrestre.
mah, sarà l'aria del nuovo anno che mi fa delirare :-D
Saluti, 380°
[1] https://en.wikipedia.org/wiki/Meta_Platforms#Board_of_directors
[2] https://en.wikipedia.org/wiki/Meta_Platforms#Management
[3] https://www.facebook.com/nickclegg/posts/pfbid02pYw3yki4jXbjns4ofN8XHnHL3t4…
[4] https://en.wikipedia.org/wiki/Joel_Kaplan#Meta_(Facebook)
[5] cioè di chi davvero controlla i governi
--
380° (Giovanni Biscuolo public alter ego)
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Jan. 9, 2025
Meta: i Fat Checkers non l'hanno presa benissimo, parte seconda.
by 380°
e proseguono...
«Full Fact responds to Meta ending support for US fact checkers»
https://fullfact.org/blog/2025/jan/meta-ending-support-for-us-fact-checkers/
--8<---------------cut here---------------start------------->8---
Meta, the owners of Facebook, Instagram and Threads [has announced] an
end to support for third-party fact checking in the United States.
Chris Morris, Chief Executive of Full Fact, responds:
Meta's decision to end its partnership with fact checkers
in the US is disappointing and a backwards step that risks
a chilling effect around the world. From safeguarding
elections to protecting public health to dissipating
potential unrest on the streets, fact checkers are first
responders in the information environment. Our specialists
are trained to work in a way that promotes credible
evidence and prioritises tackling harmful information - we
believe the public has a right to access our expertise. We
absolutely refute Meta's charge of bias - we are strictly
impartial, fact check claims from all political stripes
with equal rigour, and hold those in power to account
through our commitment to truth. Like Meta, fact
checkers are committed to promoting free speech based on
good information without resorting to censorship. But
locking fact checkers out of the conversation won't help
society to turn the tide on rapidly rising misinformation.
Misinformation doesn't respect borders, so European fact
checkers will be closely examining this development to
understand what it means for our shared information
environment.
Chris Morris – 7 January 2025
Full Fact campaigns to ensure a better information environment for
everyone. We scrutinise all sides in any political debate impartially,
and hold everyone in public office to high standards.
Full Fact has participated in Meta's Third Party Fact Checking
Programme since January 2019 in which we check images, videos and
articles on Meta platforms and receive income depending on the amount
of fact checking done under the programme. We have published
independent reports on the programme with recommendations for
improvements. We disclose all funding we receive over £5,000—you can
[see these figures here]. We are editorially independent and our
funders have no editorial control over our content.
[has announced]
<https://about.fb.com/news/2025/01/meta-more-speech-fewer-mistakes>
[see these figures here] </about/funding/>
--8<---------------cut here---------------end--------------->8---
«From safeguarding elections to protecting public health to dissipating
potential unrest on the streets»: certe affermazioni meriterebbero un
bel meta-fat-checking (ricorsivo), altrimenti rischiano in alternativa
di apparire a. come smargiassate da palloni gonfiati b. come confessioni
di complicità in eversione para-militare. Fate voi.
Saluti, 380°
--
380° (Giovanni Biscuolo public alter ego)
«Noi, incompetenti come siamo,
non abbiamo alcun titolo per suggerire alcunché»
Disinformation flourishes because many people care deeply about injustice
but very few check the facts. Ask me about <https://stallmansupport.org>.
Jan. 9, 2025
Meta: i Fat Checkers non l'hanno presa benissimo.
by 380°
Buonasera,
...anzi si sono proprio offesissimi!
380° <g380(a)biscuolo.net> writes:
[...]
> https://about.fb.com/news/2025/01/meta-more-speech-fewer-mistakes/
[...]
> That's not the way things played out, especially in the United
> States. Experts, like everyone else, have their own biases and
> perspectives. This showed up in the choices some made about what to
> fact check and how.
[...]
«Meta's Fact-Checking Exit Prompts Urgent IFCN Meeting»
Pranav Dixit Jan 7, 2025, 8:29 PM CET
https://web.archive.org/web/20250108003607/https://www.businessinsider.com/…
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• [Meta] is ending US fact-checking partnerships and shifting to
crowdsourced moderation tools.
• The International Fact-Checking Network called an emergency meeting
after the announcement.
• Meta's decision affects the financial sustainability of
fact-checking organizations.
The International Fact-Checking Network has convened an emergency
meeting of its members following [Meta's announcement] on Tuesday that
it will end its third-party fact-checking partnerships in the US and
replace them with a crowdsourced moderation tool similar to X's
[community notes].
In an exclusive interview with Business Insider, the IFCN's director,
Angie Holan, confirmed that the meeting, scheduled for Wednesday, was
organized in direct response to Meta's decision.
[...] The IFCN has long played a crucial role in Meta's fact-checking
ecosystem by accrediting organizations for Meta's third-party program,
which began in 2016 after the US presidential election that year.
[Certification] from the IFCN signaled that a fact-checking
organization met rigorous editorial and transparency standards. Meta's
partnerships with these certified organizations became a cornerstone
of its efforts to combat misinformation, focusing on flagging false
claims, contextualizing misinformation, and curbing its spread.
[Meta]
<https://web.archive.org/web/20250108003607/https://www.businessinsider.com/…>
[Meta's announcement]
<https://web.archive.org/web/20250108003607/https://www.businessinsider.com/…>
[community notes]
<https://web.archive.org/web/20250108003607/https://www.businessinsider.com/…>
[Certification]
<https://web.archive.org/web/20250108003607/https://ifcncodeofprinciples.poy…>
People are upset
─────────────────
Holan described the mood among fact-checkers as somber and frustrated.
"This program has been a major part of the global fact-checking
community's work for years," she said. "People are upset because they
saw themselves as partners in good standing with Meta, doing important
work to make the platform more accurate and reliable."
She noted that fact-checkers were not responsible for removing posts,
only for labeling misleading content and limiting its virality.
"It was never about censorship but about adding context to prevent
false claims from going viral," Holan said.
A last-minute heads-up
══════════════════════
An employee at PolitiFact, one of the first news organizations to
partner with Meta on its Third-Party Fact-Checking Program in December
2016, said the company received virtually no warning from Meta before
the program was killed.
"The PolitiFact team found out this morning at the same time as
everyone else," the employee told BI.
An IFCN employee who was granted anonymity told BI that the
organization itself got a heads-up only "late yesterday" via email
that something was coming. It asked for a 6 a.m. call — about an hour
before Meta's [blog post] written by its [new Republican policy head,
Joel Kaplan,] went live.
"I had a feeling it was bad news," this employee said.
Meta did not respond to a request for comment.
[blog post]
<https://web.archive.org/web/20250108003607/https://about.fb.com/news/2025/0…>
[new Republican policy head, Joel Kaplan,]
<https://web.archive.org/web/20250108003607/https://www.businessinsider.com/…>
Financial fallout for fact-checkers
═══════════════════════════════════
Meta's decision could have serious financial consequences for
fact-checking organizations, especially those that relied heavily on
funding from the platform.
According to a [2023 report] published by the IFCN, income from Meta's
Third-Party Fact-Checking Program and grants remain fact-checkers'
predominant revenue streams.
"Fact-checking isn't going away, and many robust organizations existed
before Meta's program and will continue after it," Holan said. "But
some fact-checking initiatives were created because of Meta's support,
and those will be vulnerable."
She also underscored the broader challenges facing the industry,
saying that fact-checking organizations share the same financial
pressures as newsrooms. "This is bad news for the financial
sustainability of fact-checking journalism," she said.
[2023 report]
<https://web.archive.org/web/20250108003607/https://www.poynter.org/wp-conte…>
Skepticism toward community notes
─────────────────────────────────
Meta plans to replace its partnerships with community notes, a
crowd-based system modeled after X's approach.
Holan expressed doubt that this model could serve as an effective
substitute for expert-led fact-checking.
"Community notes on X have only worked in cases where there's
bipartisan agreement — and how often does that happen?" she
said. "When two political sides disagree, there's no independent way
to flag something as false."
It's not yet clear how Meta's implementation of community notes will
work.
--8<---------------cut here---------------end--------------->8---
Porelli.
Saluti, 380°
--
380° (Giovanni Biscuolo public alter ego)
«Noi, incompetenti come siamo,
non abbiamo alcun titolo per suggerire alcunché»
Disinformation flourishes because many people care deeply about injustice
but very few check the facts. Ask me about <https://stallmansupport.org>.
Jan. 9, 2025