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Intervista a Philip Zimmerman
by Alberto Cammozzo
Segnalo questa bella intervista a Phil Zimmermann (PGP).
The creator of PGP has moved his mobile-encryption firm Silent Circle to
Switzerland to be free of US mass surveillance.
<http://www.theguardian.com/technology/2015/may/25/philip-zimmermann-king-en…>
Mi pare interessante un punto che solleva:
"A certain amount of elbow grease has to be expended when the police do
their work. If it becomes too frictionless, you can slide more easily
into a police state. I think we should restore a little bit of that
friction."
La "fatica" (friction) nel compiere il lavoro di indagine contribuisce a
non cadere in uno stato di polizia.
Astraendo, dice: vi è un punto in cui un atto socialmente indispensabile
e formalmente legittimo può essere ripetuto con una tale facilità ed
erga omnes da renderlo sostanzialmente illegittimo.
Mi chiedo: quale principio giuridico può essere usato per sostenere
questo punto di vista e identificare il punto discriminante? C'è
qualcosa di più preciso e forte del principio di proporzionalità?
Un saluto,
Alberto Cammozzo
--
Cammozzo.com
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@donttag
May 26, 2015
Re: [nexa] Krugman: "The Big Meh"
by giorgio.giunchi@cctld.it
Stefano Quintarelli <stefano(a)quintarelli.it> ha scritto:
> e se invece le tecnologie fossero intrinsecamente deflazionistiche
> per cui il crontributo al GDP fosse negativo ?
Si dia alle stampe!
E se le "tecnologie dell' informazione" specialmente fossero entropiche ?
http://public.it/semantica/acta/Entropia_e_Informazione.pdf
g
> forse abbattere e ricostruire ponti potrebbe aiutare..
> ;-)
>
> On 25/05/2015 20:03, bernardo parrella wrote:
>> On 5/25/15, 9:22 AM, Giorgio Ventre wrote:
>>> Jaun Carlos,
>>> questa è una di quelle domande che ti fanno venire comunque i brividi
>>> per la schiena.
>>> Se fossi una persona coerente potrei rispondere a PK che se solo
>>> guardasse quei meravigliosi grafici che mostrano le "magnifiche sorti
>>> e progressive" del GDP solo nei paesi dove c'è un massiccio ricorso
>>> all'ICT, troverebbe le risposte che sta cercando. Ma ammetto che sono
>>> anche io stanco di ragionare su slide, per di più fatte da altri.
>>>
>>> Io posso dire che l'uso che facciamo oggi della tecnologia è
>>> decisamente diverso da quello di 15/20 anni fa. Oggi davvero posso
>>> leggere le mail alla fermata dell'autobus, o posso fare una conference
>>> call sempre aspettando lo stesso autobus che tarda a passare (in
>>> realtà ora capisco: l'Assessore ai Trasporti della Regione Campania
>>> vuole solo incoraggiare l'uso delle tecnologie digitali).
>>>
>>> La mia sensazione è che oggi è più facile comunicare o accedere/usare
>>> dati ed informazioni. E questo decisamente ha un impatto sulla
>>> produttività.
>>> Ammetto però la mia freddezza su alcuni hype: i droni, per esempio,
>>> non li considero fattori di grande innovazione. E quanto ai mitici Big
>>> Data, non vorrei che finissero per essere un qualcosa assolutamente
>>> autoreferenziale per una ristretta comunità di tecnologi. Scetticismo
>>> da retista, credo.
>>>
>>> L'invenzione della stampa a caratteri mobili non ha solo consentito di
>>> avere copie della Bibbia a buon prezzo. Ha consentito la scrittura di
>>> libri di divulgazione scientifica e tecnica, di manuali. Ha facilitato
>>> lo scambio di idee. Il Secolo Scientifico sarebbe stato possibile se
>>> si fosse basato su codici miniati a mano? E la Rivoluzione Industriale?
>>> Siamo di fronte ad qualcosa di simile, oggi?
>>>
>>> Perdonate le troppe domande, ma sono quelle che mi ronzano nella testa
>>> da qualche tempo.
>>
>>
>>
>> indeed, porsi certe domande e' cruciale qui -- senza pero' tramutarle in
>> affermazioni a sostegno tout court dei risultati "positivi" della
>> tecnologia di ieri e di oggi, come fanno tanti degli oltre 500 commenti
>> al pezzo, che vanno senz'altro spulciati (quantomeno), soprattutto
>> quelli targati "NYT pick", che snocciolano tutta una serie di effetti
>> belli ed eclatanti in tal senso...
>>
>> personalmente mi chiedo invece se, anziche' reagire immediatamente e a
>> spada tratta a difesa di queste "positività" del progresso umano
>> occidentale (troppo spesso prese anzi come metro oggettivo di tale
>> progresso, quando invece sembrano, non solo a me, soltanto una delle
>> tante possibili pieghe prese finora da una fetta dell'umanità, e neppure
>> la più soddisfacenti a ben vedere, mentre ne esistono ben altre
>> applicate in giro, sulla scia dei commons o iniziative di base
>> partecipate, ad esempio), non sia piuttosto il caso di prednere le
>> critiche di Krugman e tanti altri come un sintomo di qualcosa che non
>> quadra, come spunti di riflessione e ripensamento (soprattutto negli
>> ambienti degli addetti ai lavori) a livello piu' generale, tipo su dove
>> stiamo davvero andando come specie, al di la' dell'aspetto puramente
>> pragmatico-economista di questo pezzo....
>>
>> insomma io le intendo un po' come il dito che indica la luna... :)
>>
>> --b.
>>
>>
>>
>>
>>
>>
>> _______________________________________________
>> nexa mailing list
>> nexa(a)server-nexa.polito.it
>> https://server-nexa.polito.it/cgi-bin/mailman/listinfo/nexa
>>
>>
>>
>> Nessun virus nel messaggio.
>> Controllato da AVG - www.avg.com <http://www.avg.com>
>> Versione: 2015.0.5961 / Database dei virus: 4354/9865 - Data di
>> rilascio: 25/05/2015
>>
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> nexa mailing list
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>
May 25, 2015
Re: [nexa] Krugman: "The Big Meh"
by giorgio.giunchi@cctld.it
Giorgio Ventre <giorgio.ventre(a)unina.it> ha scritto:
> L'invenzione della stampa a caratteri mobili non ha solo consentito
> di avere copie della Bibbia a buon prezzo. Ha consentito la
> scrittura di libri di divulgazione scientifica e tecnica, di
> manuali. Ha facilitato lo scambio di idee. Il Secolo Scientifico
> sarebbe stato possibile se si fosse basato su codici miniati a mano?
> E la Rivoluzione Industriale?
> Siamo di fronte ad qualcosa di simile, oggi?
Caro Giorgio, mi piace appoggiare alla tua, questa riflessione,
perche' distilla in impagabile confidenza un sentire colto e comune che
si snoda dall' umanesimo, per secoli
"E' un errore il credere che vi siano continue rivoluzioni. La rivoluzione
e' una, che dura, dalla fine del secolo XV in poi. Il motore, Lutero: il
suo grande ministro, Guttenberg [...]"
Ferdinando Martini, Cheren, 1 Marzo 1899, alla moglie.
g.
May 25, 2015
Re: [nexa] Krugman: "The Big Meh"
by bernardo parrella
On 5/25/15, 9:22 AM, Giorgio Ventre wrote:
> Jaun Carlos,
> questa è una di quelle domande che ti fanno venire comunque i brividi
> per la schiena.
> Se fossi una persona coerente potrei rispondere a PK che se solo
> guardasse quei meravigliosi grafici che mostrano le "magnifiche sorti
> e progressive" del GDP solo nei paesi dove c'è un massiccio ricorso
> all'ICT, troverebbe le risposte che sta cercando. Ma ammetto che sono
> anche io stanco di ragionare su slide, per di più fatte da altri.
>
> Io posso dire che l'uso che facciamo oggi della tecnologia è
> decisamente diverso da quello di 15/20 anni fa. Oggi davvero posso
> leggere le mail alla fermata dell'autobus, o posso fare una conference
> call sempre aspettando lo stesso autobus che tarda a passare (in
> realtà ora capisco: l'Assessore ai Trasporti della Regione Campania
> vuole solo incoraggiare l'uso delle tecnologie digitali).
>
> La mia sensazione è che oggi è più facile comunicare o accedere/usare
> dati ed informazioni. E questo decisamente ha un impatto sulla
> produttività.
> Ammetto però la mia freddezza su alcuni hype: i droni, per esempio,
> non li considero fattori di grande innovazione. E quanto ai mitici Big
> Data, non vorrei che finissero per essere un qualcosa assolutamente
> autoreferenziale per una ristretta comunità di tecnologi. Scetticismo
> da retista, credo.
>
> L'invenzione della stampa a caratteri mobili non ha solo consentito di
> avere copie della Bibbia a buon prezzo. Ha consentito la scrittura di
> libri di divulgazione scientifica e tecnica, di manuali. Ha facilitato
> lo scambio di idee. Il Secolo Scientifico sarebbe stato possibile se
> si fosse basato su codici miniati a mano? E la Rivoluzione Industriale?
> Siamo di fronte ad qualcosa di simile, oggi?
>
> Perdonate le troppe domande, ma sono quelle che mi ronzano nella testa
> da qualche tempo.
indeed, porsi certe domande e' cruciale qui -- senza pero' tramutarle in
affermazioni a sostegno tout court dei risultati "positivi" della
tecnologia di ieri e di oggi, come fanno tanti degli oltre 500 commenti
al pezzo, che vanno senz'altro spulciati (quantomeno), soprattutto
quelli targati "NYT pick", che snocciolano tutta una serie di effetti
belli ed eclatanti in tal senso...
personalmente mi chiedo invece se, anziche' reagire immediatamente e a
spada tratta a difesa di queste "positività" del progresso umano
occidentale (troppo spesso prese anzi come metro oggettivo di tale
progresso, quando invece sembrano, non solo a me, soltanto una delle
tante possibili pieghe prese finora da una fetta dell'umanità, e neppure
la più soddisfacenti a ben vedere, mentre ne esistono ben altre
applicate in giro, sulla scia dei commons o iniziative di base
partecipate, ad esempio), non sia piuttosto il caso di prednere le
critiche di Krugman e tanti altri come un sintomo di qualcosa che non
quadra, come spunti di riflessione e ripensamento (soprattutto negli
ambienti degli addetti ai lavori) a livello piu' generale, tipo su dove
stiamo davvero andando come specie, al di la' dell'aspetto puramente
pragmatico-economista di questo pezzo....
insomma io le intendo un po' come il dito che indica la luna... :)
--b.
May 25, 2015
Re: [nexa] Krugman: "The Big Meh"
by Stefano Quintarelli
e se invece le tecnologie fossero intrinsecamente deflazionistiche per
cui il crontributo al GDP fosse negativo ?
forse abbattere e ricostruire ponti potrebbe aiutare..
;-)
On 25/05/2015 20:03, bernardo parrella wrote:
> On 5/25/15, 9:22 AM, Giorgio Ventre wrote:
>> Jaun Carlos,
>> questa è una di quelle domande che ti fanno venire comunque i brividi
>> per la schiena.
>> Se fossi una persona coerente potrei rispondere a PK che se solo
>> guardasse quei meravigliosi grafici che mostrano le "magnifiche sorti
>> e progressive" del GDP solo nei paesi dove c'è un massiccio ricorso
>> all'ICT, troverebbe le risposte che sta cercando. Ma ammetto che sono
>> anche io stanco di ragionare su slide, per di più fatte da altri.
>>
>> Io posso dire che l'uso che facciamo oggi della tecnologia è
>> decisamente diverso da quello di 15/20 anni fa. Oggi davvero posso
>> leggere le mail alla fermata dell'autobus, o posso fare una conference
>> call sempre aspettando lo stesso autobus che tarda a passare (in
>> realtà ora capisco: l'Assessore ai Trasporti della Regione Campania
>> vuole solo incoraggiare l'uso delle tecnologie digitali).
>>
>> La mia sensazione è che oggi è più facile comunicare o accedere/usare
>> dati ed informazioni. E questo decisamente ha un impatto sulla
>> produttività.
>> Ammetto però la mia freddezza su alcuni hype: i droni, per esempio,
>> non li considero fattori di grande innovazione. E quanto ai mitici Big
>> Data, non vorrei che finissero per essere un qualcosa assolutamente
>> autoreferenziale per una ristretta comunità di tecnologi. Scetticismo
>> da retista, credo.
>>
>> L'invenzione della stampa a caratteri mobili non ha solo consentito di
>> avere copie della Bibbia a buon prezzo. Ha consentito la scrittura di
>> libri di divulgazione scientifica e tecnica, di manuali. Ha facilitato
>> lo scambio di idee. Il Secolo Scientifico sarebbe stato possibile se
>> si fosse basato su codici miniati a mano? E la Rivoluzione Industriale?
>> Siamo di fronte ad qualcosa di simile, oggi?
>>
>> Perdonate le troppe domande, ma sono quelle che mi ronzano nella testa
>> da qualche tempo.
>
>
>
> indeed, porsi certe domande e' cruciale qui -- senza pero' tramutarle in
> affermazioni a sostegno tout court dei risultati "positivi" della
> tecnologia di ieri e di oggi, come fanno tanti degli oltre 500 commenti
> al pezzo, che vanno senz'altro spulciati (quantomeno), soprattutto
> quelli targati "NYT pick", che snocciolano tutta una serie di effetti
> belli ed eclatanti in tal senso...
>
> personalmente mi chiedo invece se, anziche' reagire immediatamente e a
> spada tratta a difesa di queste "positività" del progresso umano
> occidentale (troppo spesso prese anzi come metro oggettivo di tale
> progresso, quando invece sembrano, non solo a me, soltanto una delle
> tante possibili pieghe prese finora da una fetta dell'umanità, e neppure
> la più soddisfacenti a ben vedere, mentre ne esistono ben altre
> applicate in giro, sulla scia dei commons o iniziative di base
> partecipate, ad esempio), non sia piuttosto il caso di prednere le
> critiche di Krugman e tanti altri come un sintomo di qualcosa che non
> quadra, come spunti di riflessione e ripensamento (soprattutto negli
> ambienti degli addetti ai lavori) a livello piu' generale, tipo su dove
> stiamo davvero andando come specie, al di la' dell'aspetto puramente
> pragmatico-economista di questo pezzo....
>
> insomma io le intendo un po' come il dito che indica la luna... :)
>
> --b.
>
>
>
>
>
>
> _______________________________________________
> nexa mailing list
> nexa(a)server-nexa.polito.it
> https://server-nexa.polito.it/cgi-bin/mailman/listinfo/nexa
>
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> Nessun virus nel messaggio.
> Controllato da AVG - www.avg.com <http://www.avg.com>
> Versione: 2015.0.5961 / Database dei virus: 4354/9865 - Data di
> rilascio: 25/05/2015
>
May 25, 2015
Re: [nexa] Krugman: "The Big Meh"
by Giorgio Ventre
Jaun Carlos,
questa è una di quelle domande che ti fanno venire comunque i brividi
per la schiena.
Se fossi una persona coerente potrei rispondere a PK che se solo
guardasse quei meravigliosi grafici che mostrano le "magnifiche sorti e
progressive" del GDP solo nei paesi dove c'è un massiccio ricorso
all'ICT, troverebbe le risposte che sta cercando. Ma ammetto che sono
anche io stanco di ragionare su slide, per di più fatte da altri.
Io posso dire che l'uso che facciamo oggi della tecnologia è decisamente
diverso da quello di 15/20 anni fa. Oggi davvero posso leggere le mail
alla fermata dell'autobus, o posso fare una conference call sempre
aspettando lo stesso autobus che tarda a passare (in realtà ora capisco:
l'Assessore ai Trasporti della Regione Campania vuole solo incoraggiare
l'uso delle tecnologie digitali).
La mia sensazione è che oggi è più facile comunicare o accedere/usare
dati ed informazioni. E questo decisamente ha un impatto sulla
produttività.
Ammetto però la mia freddezza su alcuni hype: i droni, per esempio, non
li considero fattori di grande innovazione. E quanto ai mitici Big Data,
non vorrei che finissero per essere un qualcosa assolutamente
autoreferenziale per una ristretta comunità di tecnologi. Scetticismo da
retista, credo.
L'invenzione della stampa a caratteri mobili non ha solo consentito di
avere copie della Bibbia a buon prezzo. Ha consentito la scrittura di
libri di divulgazione scientifica e tecnica, di manuali. Ha facilitato
lo scambio di idee. Il Secolo Scientifico sarebbe stato possibile se si
fosse basato su codici miniati a mano? E la Rivoluzione Industriale?
Siamo di fronte ad qualcosa di simile, oggi?
Perdonate le troppe domande, ma sono quelle che mi ronzano nella testa
da qualche tempo.
Un cordiale saluto
Giorgio
========================================================================
Prof. Ing. Giorgio Ventre
Dipartimento di Ingegneria Elettrica e Tecnologie dell'Informazione
Università degli Studi di Napoli Federico II
Via Claudio 21
80125, Napoli, Italy
Tel: +39 081 7683908 Fax: +39 081 7683816 Mob: +39 3807679372
E-mail: giorgio(a)unina.it
http://www.comics.unina.it
http://www.docenti.unina.it/giorgio.ventre
========================================================================
On 25/05/2015 17:50, J.C. DE MARTIN wrote:
> *The Big Meh*
>
> Paul Krugman
>
> 25 May 2015
>
> Remember Douglas Adams’s 1979 novel “The Hitchhiker’s Guide to the
> Galaxy”? It began with some technology snark, dismissing Earth as a
> planet whose life-forms
> <http://www.ebooktrove.com/top_ten/DouglasAdams_TheHitchhikerTrilogy_5Books1…>
> “are so amazingly primitive that they still think digital watches are
> a pretty neat idea.” But that was then, in the early stages of the
> information technology revolution.
>
> Since then we’ve moved on to much more significant things, so much so
> that the big technology idea of 2015, so far, is a digital watch. But
> this one tells you to stand up if you’ve been sitting too long!
>
> O.K., I’m snarking, too. But there is a real question here. Everyone
> knows that we live in an era of incredibly rapid technological change,
> which is changing everything. But what if what everyone knows is
> wrong? And I’m not being wildly contrarian here. A growing number of
> economists, looking at the data on productivity and incomes, are
> wondering if the technological revolution has been greatly overhyped —
> and some technologists share their concern.
>
> […]
>
> Continua qui:
> http://www.nytimes.com/2015/05/25/opinion/paul-krugman-the-big-meh.html
>
>
>
>
>
> _______________________________________________
> nexa mailing list
> nexa(a)server-nexa.polito.it
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May 25, 2015
Krugman: "The Big Meh"
by J.C. DE MARTIN
*The Big Meh*
Paul Krugman
25 May 2015
Remember Douglas Adams’s 1979 novel “The Hitchhiker’s Guide to the
Galaxy”? It began with some technology snark, dismissing Earth as a
planet whose life-forms
<http://www.ebooktrove.com/top_ten/DouglasAdams_TheHitchhikerTrilogy_5Books1…>
“are so amazingly primitive that they still think digital watches are a
pretty neat idea.” But that was then, in the early stages of the
information technology revolution.
Since then we’ve moved on to much more significant things, so much so
that the big technology idea of 2015, so far, is a digital watch. But
this one tells you to stand up if you’ve been sitting too long!
O.K., I’m snarking, too. But there is a real question here. Everyone
knows that we live in an era of incredibly rapid technological change,
which is changing everything. But what if what everyone knows is wrong?
And I’m not being wildly contrarian here. A growing number of
economists, looking at the data on productivity and incomes, are
wondering if the technological revolution has been greatly overhyped —
and some technologists share their concern.
[…]
Continua qui:
http://www.nytimes.com/2015/05/25/opinion/paul-krugman-the-big-meh.html
May 25, 2015
Re: [nexa] 31° Nexa Lunch Seminar - 27 maggio 2015
by Giuseppe Futia
*REMINDER*
Vi ricordiamo che mercoledì 27 maggio 2015 dalle
ore 13 si svolgerà il 31° Nexa Lunch Seminar dal titolo:
"*Bandi e contratti pubblici: dagli XML della trasparenza ai Linked Open
Data*".
Ospiti dell'incontro: *Nicola Rustignoli*, laureando al Politecnico di
Torino e intern
presso il Centro Nexa, e *Giuseppe Futia*, Communication Manager & Research
Fellow presso il Centro Nexa.
*L'ingresso è libero*.
Coloro che inoltre volessero avere la ragionevole certezza
di trovare un panino e una bibita, possono ancora iscriversi
entro oggi all'indirizzo: http://lunch31.eventbrite.com/.
Webcast live: http://nexa.polito.it/upcoming-events.
Maggiori informazioni sono disponibili all'indirizzo:
http://nexa.polito.it/lunch-31.
Cordiali saluti,
Giuseppe
Il giorno 22 maggio 2015 13:37, Giuseppe Futia <giuseppe.futia(a)polito.it>
ha scritto:
> Gentilissimi,
>
> l'incontro si svolgerà il *27 maggio *come riportato nell'oggetto della
> mail
> e non, ovviamente, il 22 aprile come riportato erroneamente nel corpo
> della mail.
>
> Cordiali saluti,
>
> --
> -------------------------------------------------
> Giuseppe Futia
> Communication Manager
>
> Nexa Center for Internet & Society
> Politecnico di Torino - DAUIN
> Corso Duca degli Abruzzi, 24 - 10129 Torino
>
> web: http://nexa.polito.it
> mail: giuseppe.futia(a)polito.it
> tel. +39 011 090 7219
>
>
>
> Il giorno 22 maggio 2015 13:26, Giuseppe Futia <giuseppe.futia(a)polito.it>
> ha scritto:
>
>> Se non visualizzi correttamente questo messaggio clicca qui
>> <http://nexa.polito.it/lunch-31> [image: NEXA]
>>
>> 31° Nexa Lunch Seminar
>> Mercoledi 22 aprile 2015, ore 13.00 - 14.00
>>
>> Via Boggio 65/a, Torino (primo piano)
>>
>> http://nexa.polito.it/lunch-31
>> Bandi e contratti pubblici: dagli XML della trasparenza ai Linked Open
>> Data
>>
>> Speakers
>> Nicola Rustignoli (laureando Politecnico di Torino), Giuseppe Futia
>> (communication manager e research fellow Centro Nexa)
>>
>> This event will be webcast live: http://nexa.polito.it/upcoming-events
>>
>> La "Legge Anticorruzione", (L. 190/2012) disciplina gli obblighi di
>> trasparenza, pubblicità e diffusione delle *informazioni riguardanti i
>> bandi di gara ed i contratti pubblici*. Le modalità di pubblicazione dei
>> dati, strettamente regolamentate dall'ANAC
>> <http://www.anticorruzione.it/portal/public/classic/> (Autorità
>> Nazionale Anti Corruzione) hanno favorito il rilascio, dal 2012, di grandi
>> quantità informazioni in formato standard ed aperto. Esse, tuttavia, sono
>> frammentate in una moltitudine di file XML, non *human readable*, sui
>> differenti siti web della PA, limitando fortemente le possibilità di
>> accesso e riuso delle informazioni.
>>
>> Durante la sua internship al Centro Nexa su Internet & Società, *Nicola
>> Rustignoli*, laureando al Politecnico di Torino, si è occupato della
>> trasformazione dei dataset secondo il modello *Linked Open Data* e
>> dell'analisi della qualità delle informazioni pubblicate. In occasione del
>> lunch seminar alla presentazione di Nicola seguirà un breve intervento di *Giuseppe
>> Futia*, communication manager e research fellow del Centro Nexa, che
>> descriverà gli aspetti tecnici legati all'utilizzo dei Linked Data in
>> questo specifico contesto.
>>
>> L'aggregazione di grandi quantità di dati sui contratti pubblici,
>> facilmente collegabili con altri dataset, apre le porte a nuovi scenari di
>> riutilizzo, aggiuntivi alla migliore trasparenza dei processi di*public
>> procurement*. La trasformazione dei dati, dagli XML della singola PA
>> alla rappresentazione in *Linked Data*, presenta numerose problematiche
>> legate non solo alla qualità ed alla completezza dei dati, ma anche al
>> *workflow* definito dalle autorità centrali.
>>
>> Il lavoro svolto sui dataset di circa 18000 amministrazioni pubbliche
>> arricchisce i contenuti della Wikitrasparenza
>> <http:///working-paper/2015-1>, sviluppata dal Centro Nexa.
>>
>> *Ingresso libero - Saranno disponibili panini e bibite per coloro che si
>> saranno registrati su http://lunch31.eventbrite.com/
>> <http://lunch31.eventbrite.com/> entro il 25 maggio.*
>>
>> Speakers - e informazioni supplementari
>> [image: [Rustignoli - Futia]]
>>
>> NICOLA RUSTINGNOLI, laureando in Ingegneria delle Telecomunicazioni al
>> Politecnico di Torino, si interessa di trasparenza amministrativa (sin dai
>> tempi del liceo, quando, prima della legge anti corruzione, chiedeva la
>> pubblicazione dei dati sui contratti pubblici). Attualmente collabora con
>> il Centro Nexa su Internet & Società del Politecnico di Torino nell'ambito
>> del progetto WikiTrasparenza.
>>
>> GIUSEPPE FUTIA è communication manager e research fellow del Centro Nexa
>> su Internet & Società. È inoltre responsabile del progetto di ricerca
>> TellMeFirst, basato su un software per la classificazione semantica di
>> documenti testuali. I suoi interessi di ricerca riguardano l'applicazione
>> dei Linked Data e del Natural Language Processing nell'ambito dei dati
>> aperti.
>>
>> Letture consigliate e link utili
>>
>> - ANAC - Autorità Nazionale Anticorruzione
>> <http://www.anticorruzione.it/portal/public/classic/MenuServizio/FAQ/Contrat…>
>> - M. Necasky, J. Klimek , J. Mynarz, T. Knap, V. Svatek, J. Starka, *Linked
>> data support for filing public contracts*, Elsevier, 2013
>> - C. Bizer, T. Heath, T. Berners-Lee, *Linked data-the story so far*,
>> 2009
>> - T. Heath, C. Bizer, *Linked data: Evolving the web into a global
>> data space*, 2011
>>
>>
>>
>>
>>
>> Che cosa sono il Centro Nexa e i cicli di incontri “Mercoledì di Nexa” e
>> “Nexa Lunch Seminar”
>>
>> Il Centro Nexa su Internet & Società del Politecnico di Torino
>> (Dipartimento di Automatica e Informatica) è un centro di ricerca
>> indipendente e interdisciplinare che studia Internet e il suo effetto sulla
>> società. Maggiori informazioni all'indirizzo: http://nexa.polito.it/about
>> .
>>
>> Durante i “*Mercoledì di Nexa*”, che si tengono *ogni 2° mercoledì del
>> mese* alle *ore 18 in punto*, il Centro Nexa su Internet e Società apre
>> le sue porte non solo agli esperti e a tutti coloro i quali lavorano con
>> Internet, ma anche a semplici appassionati e cittadini. Il ciclo di
>> incontri intende approfondire, con un linguaggio preciso ma divulgativo, i
>> temi legati alla Rete: motori di ricerca, Creative Commons, social
>> networks, open source/software libero, neutralità della rete, libertà di
>> espressione, privacy, file sharing, big e open data, smart cities e molto
>> altro.
>>
>> Al centro di quasi tutti gli incontri un ospite pronto a dialogare con i
>> direttori del Centro Nexa, il Prof. Juan Carlos De Martin del Politecnico
>> di Torino e il Prof. Marco Ricolfi dell'Università di Torino, nonché lo
>> staff e i Fellows del Centro Nexa.
>>
>> Maggiori informazioni sui Mercoledì di Nexa, incluso un elenco di tutti i
>> “Mercoledì” passati, sono disponibili all'indirizzo:
>> http://nexa.polito.it/mercoledi.
>>
>> Si segnala inoltre che dal maggio 2012 *ogni 4° mercoledì* del mese *dalle
>> ore 13 alle ore 14* il Centro Nexa organizza anche i "*Nexa Lunch
>> Seminar*". Una lista di tutti i “Lunch Seminar” passati è disponibile
>> all'indirizzo: http://nexa.polito.it/lunch-seminars.
>>
>> See our events calendar <http://nexa.polito.it/events> if you're curious
>> about future luncheons, discussions, lectures, and conferences not listed
>> in this email. Our events are free and open to the public, unless otherwise
>> noted.
>>
>> Maggiori informazioni sui Nexa Lunch Seminar e i Mercoledì di Nexa, sono
>> disponibili all'indirizzo: http://nexa.polito.it/events. Weekly Events
>> Newsletter. Sign up <http://nexa.polito.it/mailing-lists> to receive
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May 25, 2015
Sole24Ore (Latronico): "Faccio cose"
by J.C. DE MARTIN
Ironico, colto sguardo sul movimento dei Makers.
juan carlos
-------
*Faccio cose*
di Vincenzo Latronico
Ho da poco cambiato casa; chi mi viene a trovare mi regala piante o
tazzine da caffé ed è costretto a subire una visita guidata, per fortuna
breve visto che vivo in cinquanta metri quadri. È ancora tutto molto
teorico – «lì ci andrà una cassapanca», «appena ho i soldi cambio il
divano» – ma c'è una cosa che suscita immancabilmente degli «wow» di
meraviglia. Non è la vista bellissima sul Monviso, né il grande scaffale
di poesia pateticamente mandata a memoria al liceo, né il fatto che
alcuni libri, nascosti in uno scaffale in basso, hanno il mio nome in
copertina. Ciò che suscita l'invidia e l'ammirazione dei miei visitatori
è la piccola scrivania geometrica di legno che ho intenzione di
costruirmi. Gli mostro il progetto open-source, cioè un pdf che ho preso
da internet; i pezzi saranno tagliati da una fresa CNC, cioè da una
macchina di cui pago l'affitto orario. «Ma allora sei un maker!», mi
dicono a volte. Che io ricordi, nessuno mi ha mai detto «laureato in
filosofia» con quel tono lì. Felicemente, annuisco. Il movimento maker è
un fenomeno che dalla California sta guadagnando un seguito sempre
maggiore in tutto il mondo. L'idea di base è che tecnologie come la
stampa 3D e il taglio laser hanno reso accessibili a chiunque tecniche
produttive prima molto costose. Invece di comprare passivamente prodotti
industriali, è ormai facile costruirseli da sé, condividendone i
progetti o facendone la base di una start-up. Con queste possibilità, il
fai-da-te si trasforma da hobby in atto di consapevolezza e di
riappropriazione di potere.
[…]
Continua qui:
http://mobile.ilsole24ore.com/solemobile/main/art/cultura/2015-05-22/faccio…
May 25, 2015
Progetto di ricerca europeo su "Fai-da-te" digitale
by M. Fioretti
Buonasera,
poichè credo che l'argomento in questione interessi a
molti iscritti a questa lista...
Quest'anno sto lavorando su un progetto di ricerca europeo
Horizon2020 chiamato "Digital DIY" (DiDIY), che studia come e
quali impatti il "fai-da-te digitale", che si basa moltissimo
su software e hardware liberi, avrà in ogni campo della società,
dal lavoro all'etica, alle arti e alla sostenibilità ambientale.
Fra i risultati del progetto ci saranno varie linee guida su
come sfruttare le opportunità del DiDIY nell'educazione, e
sviluppare policy e norme che ne promuovano l'uso. Potete
saperne di più sul progetto leggendo la sua introduzione [1]
o il suo blog [2].
Una delle mie responsabilità nel progetto è coordinare la
diffusione delle sue attività e risultati. Per questo motivo,
mi permetto di invitarvi a diffondere, in qualunque modo
riteniate opportuno, sia la descrizione del progetto sia il
modulo [3] con cui segnalare al medesimo qualsiasi risorsa in
questo campo, da fablab ad articoli o siti sull'argomento.
Segnalazioni di qualsiasi organizzazione, da non-profit ad
associazioni industriali di settore , scuole, università,
pubbliche amministrazioni eccetera già attive nella ricerca
e/o promozione del Digital DIY andrebbero invece inviate
direttamente a me, per favore.
Ovviamente siete liberi di inoltrare questo messaggio a chiunque
riterrete opportuno, e rimango a vostra disposizioe per qualsiasi
domanda doveste avere a proposito del progetto.
Grazie dell'attenzione e cordiali saluti,
Marco Fioretti
[1] http://www.didiy.eu/project/about-digital-diy
[2] http://www.didiy.eu/blog
[3] http://www.didiy.eu/node/add/didiy-case
--
http://mfioretti.com
May 23, 2015