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Re: [nexa] In a mirror
by Daniela Tafani
Buongiorno,
davo per scontato che teleologico fosse da intendersi in opposizione a deontologico
e quindi non assumevo una virgola di quanto scrivi.
Un saluto,
Daniela
________________________________________
Da: Guido Vetere <vetere.guido(a)gmail.com>
Inviato: lunedì 13 gennaio 2025 14:59
A: Daniela Tafani
Cc: Giuseppe Attardi; Alfredo Bregni; nexa(a)server-nexa.polito.it
Oggetto: Re: [nexa] In a mirror
Daniela,
l'argomento di Pitt è molto meno 'teleologico' della sua negazione, perché chi lo nega sostiene che la finalità di chi produce una tecnica è irreversibile e ne determina qualunque possibile esito storico.
Quello che mi pare un po' antico è l'essenzialismo di chi sostiene che la tecnica abbia appunto un in sé. Nel Novecento siamo stati abituati a pensare in termini di esistenza cioè di scelta umana sempre in questione, cioè problematica.
L'essenzialismo non è un reato, ma occorre accettarne i rischi, tra cui la frana della dialettica nella fissità di un 'pensiero di riferimento', come mi sembra accada talvolta qui.
G.
On Mon, 13 Jan 2025 at 14:05, Daniela Tafani <daniela.tafani(a)unipi.it<mailto:daniela.tafani@unipi.it>> wrote:
Buongiorno,
l'argomento di Pitt è sviluppato a partire da un'impostazione teleologica,
oggetto di confutazioni da secoli.
Quanto all'argomento cruciale, che invoca "la difficoltà di individuare dei valori morali precisi incorporati in una determinata tecnologia, mentre è più agevole individuare quali usi di una tecnologia violino determinati valori da salvaguardare", mi pare coincida con l'argomento del lampione di cui scriveva Weizenbaum:
"In una notte scura, un poliziotto si imbatte in un ubriaco. Questi sta inginocchiato, e ovviamente sta cercando qualcosa sotto un lampione. Alla domanda dell’agente, su che cosa stia facendo, risponde che sta cercando le chiavi di casa, che dice di aver perso «laggiù», indicando in direzione dell’oscurità. Il poliziotto gli chiede: «Ma perché, se le ha perse laggiù, le cerca qui sotto il lampione?». L’ubriaco risponde: «Perché c'è molta più luce, qui». "
Un saluto,
Daniela
________________________________________
Da: nexa <nexa-bounces(a)server-nexa.polito.it<mailto:nexa-bounces@server-nexa.polito.it>> per conto di Giuseppe Attardi <attardi(a)di.unipi.it<mailto:attardi@di.unipi.it>>
Inviato: lunedì 13 gennaio 2025 12:58
A: Alfredo Bregni
Cc: nexa(a)server-nexa.polito.it<mailto:nexa@server-nexa.polito.it>
Oggetto: Re: [nexa] In a mirror
La discussione sulla neutralità della tecnologia non è nuova e non finirà.
La divisione è tra chi sostiene la Value-Neutrality-Thesis e chi la confuta.
Joseph C. Pitt è molto citato e poco confutato sostenitore della tesi.
<https://medium.com/swlh/is-technology-morally-neutral-joseph-c-pitt-and-the…>
Is Technology Morally Neutral? Joseph C. Pitt and the Value Neutrality Thesis<https://medium.com/swlh/is-technology-morally-neutral-joseph-c-pitt-and-the…>
medium.com<http://medium.com><https://medium.com/swlh/is-technology-morally-neutral-joseph-c-pitt-and-the…>
[10fd5c419ac61637245384e7099e131627900034828f4f386bdaa47a74eae156.png] <https://medium.com/swlh/is-technology-morally-neutral-joseph-c-pitt-and-the…>
Il suo argomento cruciale è la difficoltà di individuare dei valori morali precisi incorporati in una determinata tecnologia, mentre è più agevole individuare quali usi di una tecnologia violino determinati valori da salvaguardare.
Non è una distinzione da poco, perché se chi sviluppa tecnologia o chi fa scienza si dovesse preoccupare di tutti i possibili effetti di violazioni di valori umani producibili con l’eventuale utilizzo dei suoi risultati, probabilmente si dovrebbe bloccare l’intera ricerca scientifica e tecnologica.
—
On 13 Jan 2025, at 10:05, Alfredo Bregni <abregni(a)iperv.it<mailto:abregni@iperv.it>> wrote:
Ciao, Giuseppe.
Sto continuando a "litigare" (bonariamente) con Giacomo in privato sulla faccenda:
- Lui insiste ad es. che Ethernet aumenta la velocità delle telecomunicazioni (e questo è un effetto "politico"), che ogni tecnologia ha certe "capacità"
- Io insisto che:
a) ogni evoluzione -- culturale (filosofia, letteratura, ...) oltre che scientifica / tecnica / tecnologica -- ha impatti sulla società;
b) le tecnologie non "hanno", ma "danno" certe capacità / sono fatte apposta per dare un qualche potere (altrimenti, a che servono?);
c) tutto dipende da come si usano / applicano;
d) solo quando uso e applicazione sono predeterminati (es. bombe), allora lo sviluppo della tecnologia è orientato a monte (se vado in giro con C4 e detonatori, mi auguro che per una volta ci sia presunzione di colpevolezza, invece che di innocenza, e sia io a dover dmostrare che il tutto mi serve per stanare delle talpe);
e) ergo, sono l'uso e l'applicazione le cose che contano, politicamente, economicamente, ..., per determinare cosa davvero poi avviene.
A presto,
A
----- Original Message -----
From: Giuseppe Attardi<mailto:attardi@di.unipi.it<mailto:attardi@di.unipi.it>>
To: nexa(a)server-nexa.polito.it<mailto:nexa@server-nexa.polito.it><mailto:nexa@server-nexa.polito.it<mailto:nexa@server-nexa.polito.it>>
Cc: nexa(a)server-nexa.polito.it<mailto:nexa@server-nexa.polito.it><mailto:nexa@server-nexa.polito.it<mailto:nexa@server-nexa.polito.it>>
Sent: Monday, January 13, 2025 9:27 AM
Subject: Re: [nexa] In a mirror
Temo che non siamo d’accordo sul significato di “neutrale” per una tecnologia.
I LLM calcolano una funzione (la distribuzione di probabilità della prossima parola), pertanto sono altrettanto neutrali di una tabella di logaritmi.
Non è neutrale l’uso che se ne fa, esattamente come una tabella dei logaritmi usata per il calcolo delle traiettorie dei proiettili non lo è.
Quindi ribadisco che si deve distinguere tra la tecnologia (LLM) e i suoi utilizzi (chatbot, Predictive AI, ecc.).
Tutta la discussione su come vengono allenati e prodotti i vari LLM non inficia la neutralità della tecnologia. Se le tabelle dei logaritmi venissero fatte calcolare da degli schiavi sottopagati o se usano per base 10, incorporando un bias tradizionale sulla scelta della numerazione, le tabelle stesse rimarrebbero neutrali.
Tornando all’analogia di Alfredo, un coltello è neutrale e può essere usato in tanti modi, più o meno utili o disdicevoli. Ci sono varie fogge di coltelli, così come ci sono tanti diversi LLM, ciascuno prodotto secondo i gusti di qualcuno.
Il fatto che ad alcuni non piacciano certi modelli (di coltello) o si critichi come il coltello è stato progettato e realizzato, ancora non riguarda la tecnologia dei coltelli in sé.
I primi LM che facevo costruire 15 anni fa ai miei studenti erano ad esempio allenati sul corpus delle opere di Shakespeare: serviva a dimostrare come fossero in grado di acquisire la lingua e lo stile di Shakespeare. Poi lo si faceva sugli articoli del WSJ, mostrando che imparavano un altro linguaggio. Era quindi una tecnologia neutra rispetto al linguaggio.
Che poi tutto sia condizionato dalle nostre esperienze e dal contesto in cui operiamo è talmente ovvio che non serve ribadirlo, né attribuirlo in particolare a un singolo aspetto della nostra realtà.
—
> On 9 Jan 2025, at 18:56, nexa-request(a)server-nexa.polito.it<mailto:nexa-request@server-nexa.polito.it><mailto:nexa-request@server-nexa.polito.it<mailto:nexa-request@server-nexa.polito.it>> wrote:
>
> From: Giacomo Tesio <giacomo(a)tesio.it<mailto:giacomo@tesio.it><mailto:giacomo@tesio.it<mailto:giacomo@tesio.it>>>
> To: nexa(a)server-nexa.polito.it<mailto:nexa@server-nexa.polito.it><mailto:nexa@server-nexa.polito.it<mailto:nexa@server-nexa.polito.it>>, Giuseppe Attardi <attardi(a)di.unipi.it<mailto:attardi@di.unipi.it><mailto:attardi@di.unipi.it<mailto:attardi@di.unipi.it>>>
> Subject: Re: [nexa] In a mirror
> Message-ID: <FDED4EB6-B488-4E8E-8AF7-2B0FEB9ADFE4(a)tesio.it<mailto:FDED4EB6-B488-4E8E-8AF7-2B0FEB9ADFE4@tesio.it><mailto:FDED4EB6-B488-4E8E-8AF7-2B0FEB9ADFE4@tesio.it<mailto:FDED4EB6-B488-4E8E-8AF7-2B0FEB9ADFE4@tesio.it>>>
> Content-Type: text/plain; charset=UTF-8
>
> Ciao Giuseppe,
>
> speravo davvero che intervenissi! :-)
>
> Il 9 Gennaio 2025 11:58:04 UTC, Giuseppe Attardi ha scritto:
>>
>> 1. I LLM vanno distinti dai ChatBot, che sono una delle loro tante
>> possibili applicazioni.
>
> Vero, ma il "riassunto" dalla cui critica è partito questo filone di
> discussione è stato realizzato da un chatbot (chatgpt) cui si è fatto
> riferimento come un "chi". Non trovi allarmante tanta alienazione?
>
> La distinzione fra chatbot e LLM rimane informaticamente valida in
> generale, ma non credo fosse rilevante per il dibattito perché né
> chatbot né LLM esprimono alcuna forma di intelligenza.
>
>> Gran parte delle critiche riguardano appunto i chatbot
>> (allucinazioni, superficialità, ecc.).
>
> Perché costituiscono la base della narrazione allucinata che domina
> il dibattito informatico attuale, determinando scelte politiche,
> economiche ed educative altrettanto allucinate.
>
>
>> I LM sono decisamente una tecnologia neutra
>
> Solo nel mondo della fantasia, Giuseppe.
>
>
> Nella realtà, i LLM sono prodotti a partire da testi che sono
> culturalmente e storicamente situati.
>
> Già solo per questo semplice fatto, nessun LLM reale può essere
> "neutro". Ricorderai certamente le critiche pretestuose con cui fu
> accolto Minerva l'anno scorso. [1]
>
> Poi c'è l'attività di programmazione statistica che parte dalla scelta,
> fra tutti i testi disponibili, di quelli da utilizzare e di quelli da
> scartare.
>
> A valle di un'accurata attività di selezione e rinforzo, i "modelli"
> producono output "politicamente corretto", quale che siano gli
> obiettivi politici dei programmatori, dal legittimare il proprio
> software agli occhi dei moralisti statunitensi, difendere il proprio
> modello di business o cancellare piazza Tiananmen dalla storia [2]
>
> E spero tu non creda davvero che i modelli di Google, Meta o Open AI
> siano in alcun modo "neutrali".
>
>
> Dunque anche se l'idea di LLM non fosse intrinsecamente orientata
> politicamente (e lo è), lo sono tutti gli LLM reali.
>
Jan. 13, 2025
Re: [nexa] In a mirror
by Guido Vetere
Daniela,
l'argomento di Pitt è molto meno 'teleologico' della sua negazione, perché
chi lo nega sostiene che la finalità di chi produce una tecnica è
irreversibile e ne determina qualunque possibile esito storico.
Quello che mi pare un po' antico è l'essenzialismo di chi sostiene che la
tecnica abbia appunto un *in sé*. Nel Novecento siamo stati abituati a
pensare in termini di *esistenza *cioè di scelta umana sempre in questione,
cioè problematica.
L'essenzialismo non è un reato, ma occorre accettarne i rischi, tra cui la
frana della dialettica nella fissità di un 'pensiero di riferimento', come
mi sembra accada talvolta qui.
G.
On Mon, 13 Jan 2025 at 14:05, Daniela Tafani <daniela.tafani(a)unipi.it>
wrote:
> Buongiorno,
>
> l'argomento di Pitt è sviluppato a partire da un'impostazione teleologica,
> oggetto di confutazioni da secoli.
>
> Quanto all'argomento cruciale, che invoca "la difficoltà di individuare
> dei valori morali precisi incorporati in una determinata tecnologia, mentre
> è più agevole individuare quali usi di una tecnologia violino determinati
> valori da salvaguardare", mi pare coincida con l'argomento del lampione di
> cui scriveva Weizenbaum:
>
> "In una notte scura, un poliziotto si imbatte in un ubriaco. Questi sta
> inginocchiato, e ovviamente sta cercando qualcosa sotto un lampione. Alla
> domanda dell’agente, su che cosa stia facendo, risponde che sta cercando le
> chiavi di casa, che dice di aver perso «laggiù», indicando in direzione
> dell’oscurità. Il poliziotto gli chiede: «Ma perché, se le ha perse laggiù,
> le cerca qui sotto il lampione?». L’ubriaco risponde: «Perché c'è molta più
> luce, qui». "
>
> Un saluto,
> Daniela
>
>
> ________________________________________
> Da: nexa <nexa-bounces(a)server-nexa.polito.it> per conto di Giuseppe
> Attardi <attardi(a)di.unipi.it>
> Inviato: lunedì 13 gennaio 2025 12:58
> A: Alfredo Bregni
> Cc: nexa(a)server-nexa.polito.it
> Oggetto: Re: [nexa] In a mirror
>
>
> La discussione sulla neutralità della tecnologia non è nuova e non finirà.
> La divisione è tra chi sostiene la Value-Neutrality-Thesis e chi la
> confuta.
>
> Joseph C. Pitt è molto citato e poco confutato sostenitore della tesi.
>
> <
> https://medium.com/swlh/is-technology-morally-neutral-joseph-c-pitt-and-the…
> >
> Is Technology Morally Neutral? Joseph C. Pitt and the Value Neutrality
> Thesis<
> https://medium.com/swlh/is-technology-morally-neutral-joseph-c-pitt-and-the…
> >
> medium.com<
> https://medium.com/swlh/is-technology-morally-neutral-joseph-c-pitt-and-the…
> >
>
> [10fd5c419ac61637245384e7099e131627900034828f4f386bdaa47a74eae156.png] <
> https://medium.com/swlh/is-technology-morally-neutral-joseph-c-pitt-and-the…
> >
>
>
> Il suo argomento cruciale è la difficoltà di individuare dei valori morali
> precisi incorporati in una determinata tecnologia, mentre è più agevole
> individuare quali usi di una tecnologia violino determinati valori da
> salvaguardare.
>
> Non è una distinzione da poco, perché se chi sviluppa tecnologia o chi fa
> scienza si dovesse preoccupare di tutti i possibili effetti di violazioni
> di valori umani producibili con l’eventuale utilizzo dei suoi risultati,
> probabilmente si dovrebbe bloccare l’intera ricerca scientifica e
> tecnologica.
>
> —
>
> On 13 Jan 2025, at 10:05, Alfredo Bregni <abregni(a)iperv.it> wrote:
>
>
> Ciao, Giuseppe.
>
> Sto continuando a "litigare" (bonariamente) con Giacomo in privato sulla
> faccenda:
>
> - Lui insiste ad es. che Ethernet aumenta la velocità delle
> telecomunicazioni (e questo è un effetto "politico"), che ogni tecnologia
> ha certe "capacità"
>
> - Io insisto che:
> a) ogni evoluzione -- culturale (filosofia, letteratura, ...) oltre che
> scientifica / tecnica / tecnologica -- ha impatti sulla società;
> b) le tecnologie non "hanno", ma "danno" certe capacità / sono fatte
> apposta per dare un qualche potere (altrimenti, a che servono?);
> c) tutto dipende da come si usano / applicano;
> d) solo quando uso e applicazione sono predeterminati (es. bombe),
> allora lo sviluppo della tecnologia è orientato a monte (se vado in giro
> con C4 e detonatori, mi auguro che per una volta ci sia presunzione di
> colpevolezza, invece che di innocenza, e sia io a dover dmostrare che il
> tutto mi serve per stanare delle talpe);
> e) ergo, sono l'uso e l'applicazione le cose che contano, politicamente,
> economicamente, ..., per determinare cosa davvero poi avviene.
>
> A presto,
> A
>
>
> ----- Original Message -----
> From: Giuseppe Attardi<mailto:attardi@di.unipi.it>
> To: nexa(a)server-nexa.polito.it<mailto:nexa@server-nexa.polito.it>
> Cc: nexa(a)server-nexa.polito.it<mailto:nexa@server-nexa.polito.it>
> Sent: Monday, January 13, 2025 9:27 AM
> Subject: Re: [nexa] In a mirror
>
> Temo che non siamo d’accordo sul significato di “neutrale” per una
> tecnologia.
> I LLM calcolano una funzione (la distribuzione di probabilità della
> prossima parola), pertanto sono altrettanto neutrali di una tabella di
> logaritmi.
>
> Non è neutrale l’uso che se ne fa, esattamente come una tabella dei
> logaritmi usata per il calcolo delle traiettorie dei proiettili non lo è.
>
> Quindi ribadisco che si deve distinguere tra la tecnologia (LLM) e i suoi
> utilizzi (chatbot, Predictive AI, ecc.).
>
> Tutta la discussione su come vengono allenati e prodotti i vari LLM non
> inficia la neutralità della tecnologia. Se le tabelle dei logaritmi
> venissero fatte calcolare da degli schiavi sottopagati o se usano per base
> 10, incorporando un bias tradizionale sulla scelta della numerazione, le
> tabelle stesse rimarrebbero neutrali.
>
> Tornando all’analogia di Alfredo, un coltello è neutrale e può essere
> usato in tanti modi, più o meno utili o disdicevoli. Ci sono varie fogge di
> coltelli, così come ci sono tanti diversi LLM, ciascuno prodotto secondo i
> gusti di qualcuno.
> Il fatto che ad alcuni non piacciano certi modelli (di coltello) o si
> critichi come il coltello è stato progettato e realizzato, ancora non
> riguarda la tecnologia dei coltelli in sé.
>
> I primi LM che facevo costruire 15 anni fa ai miei studenti erano ad
> esempio allenati sul corpus delle opere di Shakespeare: serviva a
> dimostrare come fossero in grado di acquisire la lingua e lo stile di
> Shakespeare. Poi lo si faceva sugli articoli del WSJ, mostrando che
> imparavano un altro linguaggio. Era quindi una tecnologia neutra rispetto
> al linguaggio.
>
> Che poi tutto sia condizionato dalle nostre esperienze e dal contesto in
> cui operiamo è talmente ovvio che non serve ribadirlo, né attribuirlo in
> particolare a un singolo aspetto della nostra realtà.
>
> —
>
> > On 9 Jan 2025, at 18:56, nexa-request(a)server-nexa.polito.it<mailto:
> nexa-request(a)server-nexa.polito.it> wrote:
> >
> > From: Giacomo Tesio <giacomo(a)tesio.it<mailto:giacomo@tesio.it>>
> > To: nexa(a)server-nexa.polito.it<mailto:nexa@server-nexa.polito.it>,
> Giuseppe Attardi <attardi(a)di.unipi.it<mailto:attardi@di.unipi.it>>
> > Subject: Re: [nexa] In a mirror
> > Message-ID: <FDED4EB6-B488-4E8E-8AF7-2B0FEB9ADFE4(a)tesio.it<mailto:
> FDED4EB6-B488-4E8E-8AF7-2B0FEB9ADFE4(a)tesio.it>>
> > Content-Type: text/plain; charset=UTF-8
> >
> > Ciao Giuseppe,
> >
> > speravo davvero che intervenissi! :-)
> >
> > Il 9 Gennaio 2025 11:58:04 UTC, Giuseppe Attardi ha scritto:
> >>
> >> 1. I LLM vanno distinti dai ChatBot, che sono una delle loro tante
> >> possibili applicazioni.
> >
> > Vero, ma il "riassunto" dalla cui critica è partito questo filone di
> > discussione è stato realizzato da un chatbot (chatgpt) cui si è fatto
> > riferimento come un "chi". Non trovi allarmante tanta alienazione?
> >
> > La distinzione fra chatbot e LLM rimane informaticamente valida in
> > generale, ma non credo fosse rilevante per il dibattito perché né
> > chatbot né LLM esprimono alcuna forma di intelligenza.
> >
> >> Gran parte delle critiche riguardano appunto i chatbot
> >> (allucinazioni, superficialità, ecc.).
> >
> > Perché costituiscono la base della narrazione allucinata che domina
> > il dibattito informatico attuale, determinando scelte politiche,
> > economiche ed educative altrettanto allucinate.
> >
> >
> >> I LM sono decisamente una tecnologia neutra
> >
> > Solo nel mondo della fantasia, Giuseppe.
> >
> >
> > Nella realtà, i LLM sono prodotti a partire da testi che sono
> > culturalmente e storicamente situati.
> >
> > Già solo per questo semplice fatto, nessun LLM reale può essere
> > "neutro". Ricorderai certamente le critiche pretestuose con cui fu
> > accolto Minerva l'anno scorso. [1]
> >
> > Poi c'è l'attività di programmazione statistica che parte dalla scelta,
> > fra tutti i testi disponibili, di quelli da utilizzare e di quelli da
> > scartare.
> >
> > A valle di un'accurata attività di selezione e rinforzo, i "modelli"
> > producono output "politicamente corretto", quale che siano gli
> > obiettivi politici dei programmatori, dal legittimare il proprio
> > software agli occhi dei moralisti statunitensi, difendere il proprio
> > modello di business o cancellare piazza Tiananmen dalla storia [2]
> >
> > E spero tu non creda davvero che i modelli di Google, Meta o Open AI
> > siano in alcun modo "neutrali".
> >
> >
> > Dunque anche se l'idea di LLM non fosse intrinsecamente orientata
> > politicamente (e lo è), lo sono tutti gli LLM reali.
> >
>
Jan. 13, 2025
Alcune considerazioni sulle sfide normative di Agentic AI
by Andrea Basso
Cari,
sperando di fare cosa utile, condivido un white paper che esplora le sfide normative legate all'Agentic AI, un trend emergente nel campo dell'intelligenza artificiale.
Agentic AI si riferisce a sistemi di intelligenza artificiale progettati per operare in maniera sempre più autonoma, prendendo decisioni e intraprendendo azioni senza la
necessità di un controllo umano diretto e costante. Questo paradigma rappresenta una svolta sostanziale rispetto ai tradizionali sistemi AI, poiché introduce
questioni complesse legate alla responsabilità, all'etica e alla governance. Il white paper analizza le sfide normative poste dall’Agentic AI , evidenziando
la necessità di un quadro regolatorio adeguato.
Andrea Basso
Jan. 13, 2025
Re: [nexa] In a mirror
by Marco Ciurcina
Il 13/01/25 13:57, Daniela Tafani ha scritto:
> Il poliziotto gli chiede: «Ma perché, se le ha perse laggiù, le cerca qui sotto il lampione?». L’ubriaco risponde: «Perché c'è molta più luce, qui». "
:-D
--
Avv. Marco Ciurcina
Via San Quintino, 32
10121 Torino TO
tel +39 011 4546112
cell +39 335 6650910
Jan. 13, 2025
Re: [nexa] In a mirror
by Daniela Tafani
Buongiorno,
l'argomento di Pitt è sviluppato a partire da un'impostazione teleologica,
oggetto di confutazioni da secoli.
Quanto all'argomento cruciale, che invoca "la difficoltà di individuare dei valori morali precisi incorporati in una determinata tecnologia, mentre è più agevole individuare quali usi di una tecnologia violino determinati valori da salvaguardare", mi pare coincida con l'argomento del lampione di cui scriveva Weizenbaum:
"In una notte scura, un poliziotto si imbatte in un ubriaco. Questi sta inginocchiato, e ovviamente sta cercando qualcosa sotto un lampione. Alla domanda dell’agente, su che cosa stia facendo, risponde che sta cercando le chiavi di casa, che dice di aver perso «laggiù», indicando in direzione dell’oscurità. Il poliziotto gli chiede: «Ma perché, se le ha perse laggiù, le cerca qui sotto il lampione?». L’ubriaco risponde: «Perché c'è molta più luce, qui». "
Un saluto,
Daniela
________________________________________
Da: nexa <nexa-bounces(a)server-nexa.polito.it> per conto di Giuseppe Attardi <attardi(a)di.unipi.it>
Inviato: lunedì 13 gennaio 2025 12:58
A: Alfredo Bregni
Cc: nexa(a)server-nexa.polito.it
Oggetto: Re: [nexa] In a mirror
La discussione sulla neutralità della tecnologia non è nuova e non finirà.
La divisione è tra chi sostiene la Value-Neutrality-Thesis e chi la confuta.
Joseph C. Pitt è molto citato e poco confutato sostenitore della tesi.
<https://medium.com/swlh/is-technology-morally-neutral-joseph-c-pitt-and-the…>
Is Technology Morally Neutral? Joseph C. Pitt and the Value Neutrality Thesis<https://medium.com/swlh/is-technology-morally-neutral-joseph-c-pitt-and-the…>
medium.com<https://medium.com/swlh/is-technology-morally-neutral-joseph-c-pitt-and-the…>
[10fd5c419ac61637245384e7099e131627900034828f4f386bdaa47a74eae156.png] <https://medium.com/swlh/is-technology-morally-neutral-joseph-c-pitt-and-the…>
Il suo argomento cruciale è la difficoltà di individuare dei valori morali precisi incorporati in una determinata tecnologia, mentre è più agevole individuare quali usi di una tecnologia violino determinati valori da salvaguardare.
Non è una distinzione da poco, perché se chi sviluppa tecnologia o chi fa scienza si dovesse preoccupare di tutti i possibili effetti di violazioni di valori umani producibili con l’eventuale utilizzo dei suoi risultati, probabilmente si dovrebbe bloccare l’intera ricerca scientifica e tecnologica.
—
On 13 Jan 2025, at 10:05, Alfredo Bregni <abregni(a)iperv.it> wrote:
Ciao, Giuseppe.
Sto continuando a "litigare" (bonariamente) con Giacomo in privato sulla faccenda:
- Lui insiste ad es. che Ethernet aumenta la velocità delle telecomunicazioni (e questo è un effetto "politico"), che ogni tecnologia ha certe "capacità"
- Io insisto che:
a) ogni evoluzione -- culturale (filosofia, letteratura, ...) oltre che scientifica / tecnica / tecnologica -- ha impatti sulla società;
b) le tecnologie non "hanno", ma "danno" certe capacità / sono fatte apposta per dare un qualche potere (altrimenti, a che servono?);
c) tutto dipende da come si usano / applicano;
d) solo quando uso e applicazione sono predeterminati (es. bombe), allora lo sviluppo della tecnologia è orientato a monte (se vado in giro con C4 e detonatori, mi auguro che per una volta ci sia presunzione di colpevolezza, invece che di innocenza, e sia io a dover dmostrare che il tutto mi serve per stanare delle talpe);
e) ergo, sono l'uso e l'applicazione le cose che contano, politicamente, economicamente, ..., per determinare cosa davvero poi avviene.
A presto,
A
----- Original Message -----
From: Giuseppe Attardi<mailto:attardi@di.unipi.it>
To: nexa(a)server-nexa.polito.it<mailto:nexa@server-nexa.polito.it>
Cc: nexa(a)server-nexa.polito.it<mailto:nexa@server-nexa.polito.it>
Sent: Monday, January 13, 2025 9:27 AM
Subject: Re: [nexa] In a mirror
Temo che non siamo d’accordo sul significato di “neutrale” per una tecnologia.
I LLM calcolano una funzione (la distribuzione di probabilità della prossima parola), pertanto sono altrettanto neutrali di una tabella di logaritmi.
Non è neutrale l’uso che se ne fa, esattamente come una tabella dei logaritmi usata per il calcolo delle traiettorie dei proiettili non lo è.
Quindi ribadisco che si deve distinguere tra la tecnologia (LLM) e i suoi utilizzi (chatbot, Predictive AI, ecc.).
Tutta la discussione su come vengono allenati e prodotti i vari LLM non inficia la neutralità della tecnologia. Se le tabelle dei logaritmi venissero fatte calcolare da degli schiavi sottopagati o se usano per base 10, incorporando un bias tradizionale sulla scelta della numerazione, le tabelle stesse rimarrebbero neutrali.
Tornando all’analogia di Alfredo, un coltello è neutrale e può essere usato in tanti modi, più o meno utili o disdicevoli. Ci sono varie fogge di coltelli, così come ci sono tanti diversi LLM, ciascuno prodotto secondo i gusti di qualcuno.
Il fatto che ad alcuni non piacciano certi modelli (di coltello) o si critichi come il coltello è stato progettato e realizzato, ancora non riguarda la tecnologia dei coltelli in sé.
I primi LM che facevo costruire 15 anni fa ai miei studenti erano ad esempio allenati sul corpus delle opere di Shakespeare: serviva a dimostrare come fossero in grado di acquisire la lingua e lo stile di Shakespeare. Poi lo si faceva sugli articoli del WSJ, mostrando che imparavano un altro linguaggio. Era quindi una tecnologia neutra rispetto al linguaggio.
Che poi tutto sia condizionato dalle nostre esperienze e dal contesto in cui operiamo è talmente ovvio che non serve ribadirlo, né attribuirlo in particolare a un singolo aspetto della nostra realtà.
—
> On 9 Jan 2025, at 18:56, nexa-request(a)server-nexa.polito.it<mailto:nexa-request@server-nexa.polito.it> wrote:
>
> From: Giacomo Tesio <giacomo(a)tesio.it<mailto:giacomo@tesio.it>>
> To: nexa(a)server-nexa.polito.it<mailto:nexa@server-nexa.polito.it>, Giuseppe Attardi <attardi(a)di.unipi.it<mailto:attardi@di.unipi.it>>
> Subject: Re: [nexa] In a mirror
> Message-ID: <FDED4EB6-B488-4E8E-8AF7-2B0FEB9ADFE4(a)tesio.it<mailto:FDED4EB6-B488-4E8E-8AF7-2B0FEB9ADFE4@tesio.it>>
> Content-Type: text/plain; charset=UTF-8
>
> Ciao Giuseppe,
>
> speravo davvero che intervenissi! :-)
>
> Il 9 Gennaio 2025 11:58:04 UTC, Giuseppe Attardi ha scritto:
>>
>> 1. I LLM vanno distinti dai ChatBot, che sono una delle loro tante
>> possibili applicazioni.
>
> Vero, ma il "riassunto" dalla cui critica è partito questo filone di
> discussione è stato realizzato da un chatbot (chatgpt) cui si è fatto
> riferimento come un "chi". Non trovi allarmante tanta alienazione?
>
> La distinzione fra chatbot e LLM rimane informaticamente valida in
> generale, ma non credo fosse rilevante per il dibattito perché né
> chatbot né LLM esprimono alcuna forma di intelligenza.
>
>> Gran parte delle critiche riguardano appunto i chatbot
>> (allucinazioni, superficialità, ecc.).
>
> Perché costituiscono la base della narrazione allucinata che domina
> il dibattito informatico attuale, determinando scelte politiche,
> economiche ed educative altrettanto allucinate.
>
>
>> I LM sono decisamente una tecnologia neutra
>
> Solo nel mondo della fantasia, Giuseppe.
>
>
> Nella realtà, i LLM sono prodotti a partire da testi che sono
> culturalmente e storicamente situati.
>
> Già solo per questo semplice fatto, nessun LLM reale può essere
> "neutro". Ricorderai certamente le critiche pretestuose con cui fu
> accolto Minerva l'anno scorso. [1]
>
> Poi c'è l'attività di programmazione statistica che parte dalla scelta,
> fra tutti i testi disponibili, di quelli da utilizzare e di quelli da
> scartare.
>
> A valle di un'accurata attività di selezione e rinforzo, i "modelli"
> producono output "politicamente corretto", quale che siano gli
> obiettivi politici dei programmatori, dal legittimare il proprio
> software agli occhi dei moralisti statunitensi, difendere il proprio
> modello di business o cancellare piazza Tiananmen dalla storia [2]
>
> E spero tu non creda davvero che i modelli di Google, Meta o Open AI
> siano in alcun modo "neutrali".
>
>
> Dunque anche se l'idea di LLM non fosse intrinsecamente orientata
> politicamente (e lo è), lo sono tutti gli LLM reali.
>
Jan. 13, 2025
Re: [nexa] [Junk released by Allowed List] Re: Esistono "tecnologie" "politicamente neutrali"?
by Daniela Tafani
Buongiorno,
io uso spesso questo suo articolo, insieme a quello di Langdon Winner*,
come materiale didattico, quando devo trattare, a lezione, il tema delle proprietà politiche degli artefatti.
Un saluto,
Daniela
* <https://www.jstor.org/stable/20024652>
________________________________________
Da: nexa <nexa-bounces(a)server-nexa.polito.it> per conto di Marco Fasoli <mafasos(a)gmail.com>
Inviato: lunedì 13 gennaio 2025 12:16
A: Giacomo Tesio
Cc: nexa(a)server-nexa.polito.it
Oggetto: [Junk released by Allowed List] Re: [nexa] Esistono "tecnologie" "politicamente neutrali"?
Buongiorno,
credo che il tema della neutralità, o meglio della non neutralità delle nuove tecnologie, sia uno dei più attuali e rilevanti.
Mi permetto di allegare un mio articolo di qualche anno fa, sperando che possa essere utile a chi vuole
approfondire la questione.
Cari saluti
Marco Fasoli
On Mon, 13 Jan 2025 at 12:09, Giacomo Tesio <giacomo(a)tesio.it<mailto:giacomo@tesio.it>> wrote:
Ciao Giuseppe, Alfredo, Juan Carlos e tutti.
Colgo l'assis di Giuseppe per riportare in lista una discussione che
è proseguita in privato e che potrebbe essere di interesse perché
ricorrente in Nexa.
Ad esempio, il Professor Cerroni, nell'intervista condivida da Juan
Carlos [1], dice esplicitamente:
> la tecnologia non è neutra, contiene dentro di sé un’anima politica
> anche al di là dell’uso che se ne può fare.
Una affermazione che io trovo al limite dell'ovvietà (forse perché creo
tecnologie per mestiere e partecipo alla definizione degli effetti
politici che queste avranno, fino al limite di dichiararmi incapace
di realizzare certi software, qualora li ritenga dannosi per la
società in cui vivranno i miei figli).
Per contro, Giuseppe ed Alfredo sostengono che quanto meno la
maggioranza delle tecnologie sono neutrali e gli effetti sociali e
politici che hanno dipendono esclusivamente dalle scelte di coloro
che le usano.
Si tratta di posizioni antitetiche, che credo possa essere interessante
discutere alla ricerca di una sintesi che le comprenda al proprio
interno e ci fornisca un modello migliore della realtà.
On Mon, 13 Jan 2025 09:27:51 +0100 Giuseppe Attardi wrote:
> Temo che non siamo d’accordo sul significato di “neutrale” per una
> tecnologia.
Allora perché non provare a partire da definizioni rigorose?
Definiamo "tecnologia" un determinato insieme di artefatti concreti
costruiti dall'uomo. In questo modo possiamo ragionare su qualcosa di
"tangibile", non di un'idea astratta, sia essa platonica ("coltellini
svizzeri", "LLM"), o pura fantasia ("morte nera", "intelligenze
artificiali" etc..).
Naturalmente molte idee (più precisamente, informazioni), e come
vengono descritte / diffuse, hanno profonde implicazioni politiche e
sociali, ma per quanto interessante, l'analisi degli effetti politici
di determinate idee ci porterebbe lontano dai temi della lista.
Non parliamo però dell'idea astratta di una tecnologia (i "LLM") ma
delle sue applicazioni concrete.
Definiamo poi "politicamente neutrale" un artefatto non intrinsecamente
orientato politicamente, ovvero che
1. non presuppone alcuna specifica organizzazione sociale
2. non favorisce né sfavorisce alcun uso specifico, non favorendo o
sfavorendo, di conseguenza, alcuna evoluzione della società nel tempo
Molte tecnologie (insiemi di artefatti costruiti dall'uomo) che non
sono neutrali per il secondo punto, lo sono anche per il primo, ma non
viceversa.
Una tecnologia che presuppone, ad esempio, un forte accentramento di
ricchezza e potere per essere creata, non è politicamente neutrale per
il primo punto.
Infatti, come minimo, l'esistenza di artefatti tecnologici con tale
caratteristica giustifica e rafforza quella specifica organizzazione
sociale, rendendo la società nel suo complesso dipendente dal
perpetuarsi di tale organizzazione.
Una tecnologia che favorisce certi usi socialmente rilevanti e ne
sfavorisce altri, non è neutrale per il secondo punto. Ad esempio un
coltellino svizzero non è facile da utilizzare come arma, ma incentiva
una cultura del fai da te per piccole riparazioni.
La scheda ethernet o l'automobile sono altri esempi di tecnologie
politicamente orientate da entrambi i punti di vista:
- presuppongono una società industriale per essere prodotte e enormi
investimenti infrastrutturali (strade / cablaggi) per essere utili
- velocizzando le comunicazioni e i trasferimenti, riducono le
distanze, facilitando determinate evoluzioni della società e
ostacolandone altre.
Vi sembrano definizioni ragionevoli?
Se no, perché?
Una volta individuate definizioni esplicite, attinenti e condivise,
potremo ragionare se esistano davvero tecnologie politicamente
neutrali, ovvero che rispondano a tali definizioni, nonché valutare
in modo rigoroso la neutralità di nuove tecnologie.
Giacomo
[1]
https://server-nexa.polito.it/pipermail/nexa/2025-January/053820.html
PS x Giuseppe: per quanto possibile (sono un po' a corto di tempo
libero) ti rispondero sul resto della mail nell'altro thread, ma credo
che trovare definizioni condivise e cercare una sintesi sulla questione
della "neutralità della tecnologia" può meritare un thread separato.
Jan. 13, 2025
Re: [nexa] Esistono "tecnologie" "politicamente neutrali"?
by Benedetto Ponti
Solo a titolo di notizia, e per contribuire al dibattito in questione,
Di recente ho cominciato a ragionare sull’idea che "l’AI reale” (cioè, quella effettivamente realizzata) sia intrinsecamente neoliberista.
L’ho fatto qui: https://www.rivistaitalianadiinformaticaediritto.it/index.php/RIID/article/…
E a breve tornerò a farlo, in una collettanea di prossima uscita, ampliando un po’ il discorso ed i riferimenti (mi pare che la critica della scuola di Francoforte alla razionalità strumentale sia centrale, sotto questo profilo, ed in linea con alcune delle tesi già affacciate nelle mail precedenti).
Un caro saluto a tutti
Benedetto Ponti
[firma nuova mail_3 2.png]
Il giorno 13 gen 2025, alle ore 12:16, Marco Fasoli <mafasos(a)gmail.com> ha scritto:
Buongiorno,
credo che il tema della neutralità, o meglio della non neutralità delle nuove tecnologie, sia uno dei più attuali e rilevanti.
Mi permetto di allegare un mio articolo di qualche anno fa, sperando che possa essere utile a chi vuole
approfondire la questione.
Cari saluti
Marco Fasoli
On Mon, 13 Jan 2025 at 12:09, Giacomo Tesio <giacomo(a)tesio.it<mailto:giacomo@tesio.it>> wrote:
Ciao Giuseppe, Alfredo, Juan Carlos e tutti.
Colgo l'assis di Giuseppe per riportare in lista una discussione che
è proseguita in privato e che potrebbe essere di interesse perché
ricorrente in Nexa.
Ad esempio, il Professor Cerroni, nell'intervista condivida da Juan
Carlos [1], dice esplicitamente:
> la tecnologia non è neutra, contiene dentro di sé un’anima politica
> anche al di là dell’uso che se ne può fare.
Una affermazione che io trovo al limite dell'ovvietà (forse perché creo
tecnologie per mestiere e partecipo alla definizione degli effetti
politici che queste avranno, fino al limite di dichiararmi incapace
di realizzare certi software, qualora li ritenga dannosi per la
società in cui vivranno i miei figli).
Per contro, Giuseppe ed Alfredo sostengono che quanto meno la
maggioranza delle tecnologie sono neutrali e gli effetti sociali e
politici che hanno dipendono esclusivamente dalle scelte di coloro
che le usano.
Si tratta di posizioni antitetiche, che credo possa essere interessante
discutere alla ricerca di una sintesi che le comprenda al proprio
interno e ci fornisca un modello migliore della realtà.
On Mon, 13 Jan 2025 09:27:51 +0100 Giuseppe Attardi wrote:
> Temo che non siamo d’accordo sul significato di “neutrale” per una
> tecnologia.
Allora perché non provare a partire da definizioni rigorose?
Definiamo "tecnologia" un determinato insieme di artefatti concreti
costruiti dall'uomo. In questo modo possiamo ragionare su qualcosa di
"tangibile", non di un'idea astratta, sia essa platonica ("coltellini
svizzeri", "LLM"), o pura fantasia ("morte nera", "intelligenze
artificiali" etc..).
Naturalmente molte idee (più precisamente, informazioni), e come
vengono descritte / diffuse, hanno profonde implicazioni politiche e
sociali, ma per quanto interessante, l'analisi degli effetti politici
di determinate idee ci porterebbe lontano dai temi della lista.
Non parliamo però dell'idea astratta di una tecnologia (i "LLM") ma
delle sue applicazioni concrete.
Definiamo poi "politicamente neutrale" un artefatto non intrinsecamente
orientato politicamente, ovvero che
1. non presuppone alcuna specifica organizzazione sociale
2. non favorisce né sfavorisce alcun uso specifico, non favorendo o
sfavorendo, di conseguenza, alcuna evoluzione della società nel tempo
Molte tecnologie (insiemi di artefatti costruiti dall'uomo) che non
sono neutrali per il secondo punto, lo sono anche per il primo, ma non
viceversa.
Una tecnologia che presuppone, ad esempio, un forte accentramento di
ricchezza e potere per essere creata, non è politicamente neutrale per
il primo punto.
Infatti, come minimo, l'esistenza di artefatti tecnologici con tale
caratteristica giustifica e rafforza quella specifica organizzazione
sociale, rendendo la società nel suo complesso dipendente dal
perpetuarsi di tale organizzazione.
Una tecnologia che favorisce certi usi socialmente rilevanti e ne
sfavorisce altri, non è neutrale per il secondo punto. Ad esempio un
coltellino svizzero non è facile da utilizzare come arma, ma incentiva
una cultura del fai da te per piccole riparazioni.
La scheda ethernet o l'automobile sono altri esempi di tecnologie
politicamente orientate da entrambi i punti di vista:
- presuppongono una società industriale per essere prodotte e enormi
investimenti infrastrutturali (strade / cablaggi) per essere utili
- velocizzando le comunicazioni e i trasferimenti, riducono le
distanze, facilitando determinate evoluzioni della società e
ostacolandone altre.
Vi sembrano definizioni ragionevoli?
Se no, perché?
Una volta individuate definizioni esplicite, attinenti e condivise,
potremo ragionare se esistano davvero tecnologie politicamente
neutrali, ovvero che rispondano a tali definizioni, nonché valutare
in modo rigoroso la neutralità di nuove tecnologie.
Giacomo
[1]
https://server-nexa.polito.it/pipermail/nexa/2025-January/053820.html
PS x Giuseppe: per quanto possibile (sono un po' a corto di tempo
libero) ti rispondero sul resto della mail nell'altro thread, ma credo
che trovare definizioni condivise e cercare una sintesi sulla questione
della "neutralità della tecnologia" può meritare un thread separato.
<7 Contro lo strumentalismo.pdf>
Jan. 13, 2025
Re: [nexa] Esistono "tecnologie" "politicamente neutrali"?
by Marco Fasoli
Buongiorno,
credo che il tema della neutralità, o meglio della non neutralità delle
nuove tecnologie, sia uno dei più attuali e rilevanti.
Mi permetto di allegare un mio articolo di qualche anno fa, sperando che
possa essere utile a chi vuole
approfondire la questione.
Cari saluti
Marco Fasoli
On Mon, 13 Jan 2025 at 12:09, Giacomo Tesio <giacomo(a)tesio.it> wrote:
> Ciao Giuseppe, Alfredo, Juan Carlos e tutti.
>
> Colgo l'assis di Giuseppe per riportare in lista una discussione che
> è proseguita in privato e che potrebbe essere di interesse perché
> ricorrente in Nexa.
>
> Ad esempio, il Professor Cerroni, nell'intervista condivida da Juan
> Carlos [1], dice esplicitamente:
>
> > la tecnologia non è neutra, contiene dentro di sé un’anima politica
> > anche al di là dell’uso che se ne può fare.
>
> Una affermazione che io trovo al limite dell'ovvietà (forse perché creo
> tecnologie per mestiere e partecipo alla definizione degli effetti
> politici che queste avranno, fino al limite di dichiararmi incapace
> di realizzare certi software, qualora li ritenga dannosi per la
> società in cui vivranno i miei figli).
>
>
> Per contro, Giuseppe ed Alfredo sostengono che quanto meno la
> maggioranza delle tecnologie sono neutrali e gli effetti sociali e
> politici che hanno dipendono esclusivamente dalle scelte di coloro
> che le usano.
>
>
> Si tratta di posizioni antitetiche, che credo possa essere interessante
> discutere alla ricerca di una sintesi che le comprenda al proprio
> interno e ci fornisca un modello migliore della realtà.
>
>
> On Mon, 13 Jan 2025 09:27:51 +0100 Giuseppe Attardi wrote:
>
> > Temo che non siamo d’accordo sul significato di “neutrale” per una
> > tecnologia.
>
> Allora perché non provare a partire da definizioni rigorose?
>
>
> Definiamo "tecnologia" un determinato insieme di artefatti concreti
> costruiti dall'uomo. In questo modo possiamo ragionare su qualcosa di
> "tangibile", non di un'idea astratta, sia essa platonica ("coltellini
> svizzeri", "LLM"), o pura fantasia ("morte nera", "intelligenze
> artificiali" etc..).
>
> Naturalmente molte idee (più precisamente, informazioni), e come
> vengono descritte / diffuse, hanno profonde implicazioni politiche e
> sociali, ma per quanto interessante, l'analisi degli effetti politici
> di determinate idee ci porterebbe lontano dai temi della lista.
>
> Non parliamo però dell'idea astratta di una tecnologia (i "LLM") ma
> delle sue applicazioni concrete.
>
>
> Definiamo poi "politicamente neutrale" un artefatto non intrinsecamente
> orientato politicamente, ovvero che
>
> 1. non presuppone alcuna specifica organizzazione sociale
> 2. non favorisce né sfavorisce alcun uso specifico, non favorendo o
> sfavorendo, di conseguenza, alcuna evoluzione della società nel tempo
>
> Molte tecnologie (insiemi di artefatti costruiti dall'uomo) che non
> sono neutrali per il secondo punto, lo sono anche per il primo, ma non
> viceversa.
>
>
> Una tecnologia che presuppone, ad esempio, un forte accentramento di
> ricchezza e potere per essere creata, non è politicamente neutrale per
> il primo punto.
> Infatti, come minimo, l'esistenza di artefatti tecnologici con tale
> caratteristica giustifica e rafforza quella specifica organizzazione
> sociale, rendendo la società nel suo complesso dipendente dal
> perpetuarsi di tale organizzazione.
>
> Una tecnologia che favorisce certi usi socialmente rilevanti e ne
> sfavorisce altri, non è neutrale per il secondo punto. Ad esempio un
> coltellino svizzero non è facile da utilizzare come arma, ma incentiva
> una cultura del fai da te per piccole riparazioni.
>
>
> La scheda ethernet o l'automobile sono altri esempi di tecnologie
> politicamente orientate da entrambi i punti di vista:
> - presuppongono una società industriale per essere prodotte e enormi
> investimenti infrastrutturali (strade / cablaggi) per essere utili
> - velocizzando le comunicazioni e i trasferimenti, riducono le
> distanze, facilitando determinate evoluzioni della società e
> ostacolandone altre.
>
>
>
> Vi sembrano definizioni ragionevoli?
> Se no, perché?
>
>
> Una volta individuate definizioni esplicite, attinenti e condivise,
> potremo ragionare se esistano davvero tecnologie politicamente
> neutrali, ovvero che rispondano a tali definizioni, nonché valutare
> in modo rigoroso la neutralità di nuove tecnologie.
>
>
> Giacomo
>
> [1]
> https://server-nexa.polito.it/pipermail/nexa/2025-January/053820.html
>
> PS x Giuseppe: per quanto possibile (sono un po' a corto di tempo
> libero) ti rispondero sul resto della mail nell'altro thread, ma credo
> che trovare definizioni condivise e cercare una sintesi sulla questione
> della "neutralità della tecnologia" può meritare un thread separato.
>
Jan. 13, 2025
Esistono "tecnologie" "politicamente neutrali"?
by Giacomo Tesio
Ciao Giuseppe, Alfredo, Juan Carlos e tutti.
Colgo l'assis di Giuseppe per riportare in lista una discussione che
è proseguita in privato e che potrebbe essere di interesse perché
ricorrente in Nexa.
Ad esempio, il Professor Cerroni, nell'intervista condivida da Juan
Carlos [1], dice esplicitamente:
> la tecnologia non è neutra, contiene dentro di sé un’anima politica
> anche al di là dell’uso che se ne può fare.
Una affermazione che io trovo al limite dell'ovvietà (forse perché creo
tecnologie per mestiere e partecipo alla definizione degli effetti
politici che queste avranno, fino al limite di dichiararmi incapace
di realizzare certi software, qualora li ritenga dannosi per la
società in cui vivranno i miei figli).
Per contro, Giuseppe ed Alfredo sostengono che quanto meno la
maggioranza delle tecnologie sono neutrali e gli effetti sociali e
politici che hanno dipendono esclusivamente dalle scelte di coloro
che le usano.
Si tratta di posizioni antitetiche, che credo possa essere interessante
discutere alla ricerca di una sintesi che le comprenda al proprio
interno e ci fornisca un modello migliore della realtà.
On Mon, 13 Jan 2025 09:27:51 +0100 Giuseppe Attardi wrote:
> Temo che non siamo d’accordo sul significato di “neutrale” per una
> tecnologia.
Allora perché non provare a partire da definizioni rigorose?
Definiamo "tecnologia" un determinato insieme di artefatti concreti
costruiti dall'uomo. In questo modo possiamo ragionare su qualcosa di
"tangibile", non di un'idea astratta, sia essa platonica ("coltellini
svizzeri", "LLM"), o pura fantasia ("morte nera", "intelligenze
artificiali" etc..).
Naturalmente molte idee (più precisamente, informazioni), e come
vengono descritte / diffuse, hanno profonde implicazioni politiche e
sociali, ma per quanto interessante, l'analisi degli effetti politici
di determinate idee ci porterebbe lontano dai temi della lista.
Non parliamo però dell'idea astratta di una tecnologia (i "LLM") ma
delle sue applicazioni concrete.
Definiamo poi "politicamente neutrale" un artefatto non intrinsecamente
orientato politicamente, ovvero che
1. non presuppone alcuna specifica organizzazione sociale
2. non favorisce né sfavorisce alcun uso specifico, non favorendo o
sfavorendo, di conseguenza, alcuna evoluzione della società nel tempo
Molte tecnologie (insiemi di artefatti costruiti dall'uomo) che non
sono neutrali per il secondo punto, lo sono anche per il primo, ma non
viceversa.
Una tecnologia che presuppone, ad esempio, un forte accentramento di
ricchezza e potere per essere creata, non è politicamente neutrale per
il primo punto.
Infatti, come minimo, l'esistenza di artefatti tecnologici con tale
caratteristica giustifica e rafforza quella specifica organizzazione
sociale, rendendo la società nel suo complesso dipendente dal
perpetuarsi di tale organizzazione.
Una tecnologia che favorisce certi usi socialmente rilevanti e ne
sfavorisce altri, non è neutrale per il secondo punto. Ad esempio un
coltellino svizzero non è facile da utilizzare come arma, ma incentiva
una cultura del fai da te per piccole riparazioni.
La scheda ethernet o l'automobile sono altri esempi di tecnologie
politicamente orientate da entrambi i punti di vista:
- presuppongono una società industriale per essere prodotte e enormi
investimenti infrastrutturali (strade / cablaggi) per essere utili
- velocizzando le comunicazioni e i trasferimenti, riducono le
distanze, facilitando determinate evoluzioni della società e
ostacolandone altre.
Vi sembrano definizioni ragionevoli?
Se no, perché?
Una volta individuate definizioni esplicite, attinenti e condivise,
potremo ragionare se esistano davvero tecnologie politicamente
neutrali, ovvero che rispondano a tali definizioni, nonché valutare
in modo rigoroso la neutralità di nuove tecnologie.
Giacomo
[1]
https://server-nexa.polito.it/pipermail/nexa/2025-January/053820.html
PS x Giuseppe: per quanto possibile (sono un po' a corto di tempo
libero) ti rispondero sul resto della mail nell'altro thread, ma credo
che trovare definizioni condivise e cercare una sintesi sulla questione
della "neutralità della tecnologia" può meritare un thread separato.
Jan. 13, 2025