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Re: [nexa] Normativa italiana che limiti la responsabilità degli operatori di exit node Tor
by A Dicorinto
Bella domanda, non so darti una risposta legale, ma hai visto i pezzi che
abbiamo scritto io e Cosimi su Repubblica qualche giorno fa?
http://www.repubblica.it/tecnologia/sicurezza/2015/09/21/news/anche_le_bibl…
http://www.repubblica.it/tecnologia/sicurezza/2015/09/15/news/tor_rete_anon…
2015-09-26 14:36 GMT+02:00 Cristian Consonni <kikkocristian(a)gmail.com>:
> Ciao a tutti,
>
> da qualche tempo gestisco un paio di relay Tor ed ora vorrei provare a
> gestire un (piccolo) nodo di uscita (exit node). Sto cercando di fare
> le cose per bene per minimizzare i problemi (cfr. [1]). Quindi ho
> iniziato leggendo (ed ora scrivendo).
>
> Sulla pagina delle linee guida di Tor, nella sezione "Legal", leggo
> quanto segue:
>
> ---
> Make sure you know the relevant legal paragraphs for common-carrier
> like communication services in your country (and the country of your
> hosting provider!). At least most western countries should have
> regulations that exclude communication service providers from
> liability. Please add your country's regulations to this list.
> * USA: DMCA §512 [3a]; see EFF's Legal FAQ for Tor Operators[3b] (a
> very good and relevant read for other countries as well)
> * Germany: TMG §8 [3c] and §15 [3d].
>
> [...]
>
> If you country is missing here and you know a lawyer who can provide a
> legal opinion, please get in contact with TorServers.net. We can
> support you.
> ---
>
> L'Italia non è indicata (e, a vedere dal limitatissimo numero di ISP
> indicati in questa pagina[4], pare che le esperienze con ISP nostrani
> non siano molte).
>
> Qualcuno sa darmi qualche indicazione rispetto a quanto sopra?
>
> Grazie.
>
> Cristian
>
> [1]
> https://blog.torproject.org/blog/tips-running-exit-node-minimal-harassment
> [2] https://trac.torproject.org/projects/tor/wiki//doc/TorExitGuidelines
> [3a] http://www.law.cornell.edu/uscode/text/17/512
> [3b] https://www.torproject.org/eff/tor-legal-faq
> [3c] http://www.gesetze-im-internet.de/tmg/__8.html
> [3d] http://www.gesetze-im-internet.de/tmg/__15.html
> [4] https://trac.torproject.org/projects/tor/wiki/doc/GoodBadISPs
> _______________________________________________
> nexa mailing list
> nexa(a)server-nexa.polito.it
> https://server-nexa.polito.it/cgi-bin/mailman/listinfo/nexa
>
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Arturo Di Corinto
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distribuirlo ad altri soggetti, copiarlo, od utilizzarlo per finalità
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196/2003
Sept. 27, 2015
E-Privacy Winter Edition 2015: la call for paper scade lunedì 28 settembre!
by Giovanni Battista Gallus
Care e cari amici di Nexa,
Vi ricordo che lunedì 28 scade la call per le presentazioni a
E-Privacy Winter Edition, che si terrà a Cagliari il 16 e 17 ottobre.
Il tema è quello, attualissimo, dei "captatori informatici" ma, come
sempre, saranno considerate anche presentazioni attinenti ai temi
della manifestazione.
Vi aspettiamo numerosi, per replicare (e migliorare) il successo dello
scorso anno.
Giovanni Battista Gallus
========================================================
e-privacy XVIII 2015 (winter edition) si svolgerà
il 16 e 17 ottobre 2015 (venerdì e sabato) a Cagliari
Il tema dell‘edizione invernale 2015 è
Captatori Informatici e Società Civile: una convivenza possibile?
“Dalla cronaca di “Hacked Team” e dalle prese di posizione di autorità
e corpi dello Stato deve iniziare un dibattito tecnico/legale
indispensabile per la società civile”
La violazione di Hacking Team, ditta italiana che produce(va?) software
come RCS, la successiva disseminazione di mail, documenti di progetto e
di fatturazione, codici sorgenti ed eseguibili, ha esposto nei più
minuti dettagli le capacità di questi programmi che la Cassazione, in
una sentenza di qualche anno fa, aveva definito “captatori informatici”.
I documenti commerciali e le reazioni immediate di una serie di soggetti
utilizzatori, costretti ad uscire allo scoperto dalla pubblicazione
delle informazioni e dal successivo “spegnimento” di tutti i captatori
installati operato da Hacking Team stessa, hanno resa evidente
l'estensione del loro utilizzo.
La stessa “onnipotenza” di tali software, che possono eseguire
intercettazioni ambientali, sequestrare file, alterare il computer ed i
file in esso contenuti, li rendono uno strumento che mette in crisi le
categorie classiche dei mezzi di ricerca della prova (intercettazioni di
conversazioni e di comunicazioni, ispezioni e perquisizioni), e dei loro
limiti con riguardo alle libertà fondamentali, al punto che qualche anno
fa la Corte Costituzionale Tedesca, in una storica sentenza, che
riguardava proprio l'introduzione di un “trojan di Stato”, ebbe a
enucleare un nuovo diritto costituzionale, il diritto alla
confidenzialità e integrità dei sistemi informatici e telematici.
D'altra parte l'utilizzo di tecnologie di crittografia forte può rendere
estremamente difficile, se non impossibile, l'uso delle tecniche
“tradizionali” di intercettazione e perquisizione.
E' possibile bilanciare – anche dal lato tecnico e non solo giuridico -
gli interessi contrapposti delle attività di indagine con le libertà
fondamentali dei cittadini?
Durante le passate edizioni di e-privacy, fin dal 2008, il tema era
stato più volte affrontato, ma oggi riteniamo importante, alla luce
della estensione del fenomeno, utilizzare l'episodio di “Hacked Team”
per approfondire un cammino di informazione, regolamentazione e legalità
nel rispetto dei diritti civili, per non trasformare l'uso dei captatori
informatici in una NSA in sedicesimo.
****** Il Convegno
Sin dal 2002 ad e-privacy si sono confrontate le tematiche di un mondo
sempre più digitale ed interconnesso, nel quale le possibilità di
comunicazione ed accesso alla conoscenza crescono continuamente, come
pure crescono le possibilità di tecnocontrollo degli individui sin nei
più intimi dettagli.
L’approccio è interdisciplinare; dagli specialisti in informatica ai
legali che si occupano di nuove tecnologie, dagli psicologi agli
educatori, dagli operatori privati a quanti operano nel settore pubblico
ed istituzionale.
Verranno prese in considerazione anche proposte su temi diversi da
quello dell'edizione, purché di interesse e di attualità.
****** Le proposte di intervento
Il comitato organizzatore valuterà proposte in ambito tecnologico,
legale, istituzionale e giurisprudenziale, delle scienze sociali, della
filosofia, dell'informatica e dell'attivismo digitale, della privacy,
della non-discriminazione, della sorveglianza e dei diritti civili
digitali.
Di seguito un elenco - non esaustivo - di argomenti pertinenti:
- Captatori informatici, tecnologie, capacità ed utilizzo
- Aspetti legali di utilizzo dei captatori informatici per
perquisizione, sequestro, intercettazione
- Diritti individuali: libertà di espressione, riservatezza ed anonimato
- Sorveglianza preventiva e generalizzata delle comunicazioni e diritti
umani
- Raccolta, protezione, conservazione e distruzione di dati utili per
indagini
- Sorveglianza ed investigazione criminale
- Sorveglianza e privacy sul posto di lavoro e nelle scuole
- Data retention; incrocio, circolazione e rivendita dei dati personali
- Geotagging, privacy locazionale e nuovi diritti civili digitali
- Controllo degli utenti sui dati; oscuramento. crittografia ed
anonimizzazione
- Raccolta dei dati personali in rete e Open Source Intelligence
- OpenData e Privacy
****** Gli interventi
Gli interventi saranno effettuati dal vivo e, previo consenso dei
relatori, registrati in audio ed in video. I relatori potranno
utilizzare documenti, slide o filmati, e gli interventi dovranno avere
una durata compresa fra 15 e 30 minuti, più quello per un eventuale Q&A.
Potranno essere proposti anche interventi in videoconferenza.
E’ apprezzata la disponibilità del relatore a concedere la pubblicazione
del materiale prodotto e delle riprese audio e video dell’intervento
sotto licenza libera.
****** L’organizzazione
Al fine di mantenere la propria indipendenza, il convegno è, come
sempre, a budget zero. I relatori ed i partecipanti dovranno provvedere
in proprio alle spese di viaggio e soggiorno. Eventuali sponsorizzazioni
di ditte, enti, gruppi o associazioni hanno carattere non economico e
sono intese come adesione morale ai temi ed ai principi trattati.
La manifestazione è organizzata da:
- HERMES - Centro Studi Trasparenza e Diritti Umani Digitali
- Progetto Winston Smith
- Circolo dei Giuristi Telematici
e da altre organizzazioni, aziende ed associazioni.
Maggiori informazioni saranno pubblicate sul sito del Convegno non
appena disponibili, all'indirizzo http://e-privacy.winstonsmith.org
Contatti stampa e richieste di informazioni possono essere inviate
all'indirizzo: eprivacy(a)winstonsmith.org
****** Le proposte
Le proposte di intervento potranno essere presentate ESCLUSIVAMENTE
utilizzando il form disponibile all'indirizzo
<http://j.mp/call-eprivacy-2015>
Non saranno accettate proposte inviate per posta elettronica.
Il form dovrà essere riempito con:
- Nome del relatore
- Eventuale associazione rappresentata
- Indirizzo postale di riferimento
- indirizzo di posta elettronica di riferimento
- Recapito telefonico
- Titolo della proposta
- Durata prevista dell'intervento e dell'eventuale Q&A
- Descrizione dell'intervento (almeno 500 battute)
- Presentazione o short cv del/dei relatori (almeno 200 battute)
- Disponibilità alla pubblicazione del materiale sotto licenza libera
- Disponibilità alla pubblicazione di registrazioni audio sotto licenza
libera
- Disponibilità alla pubblicazione di registrazioni video sotto licenza
libera
Le proposte dovranno pervenire al comitato scientifico entro il termine
ultimo del 28 settembre 2015.
L'accettazione o meno delle proposte sarà comunicata entro il 2
ottobre
Gli elaborati, slide o relazioni dell'intervento dovranno pervenire in
forma elettronica, esclusivamente con le modalità che saranno comunicate
dall'organizzazione, entro il 12 ottobre.
Se destinati alla pubblicazione sul sito del Convegno, tutti i materiali
dovranno contenere l'indicazione della licenza libera prescelta
(suggerita: CC-BY-ND).
Sept. 27, 2015
Definizione di intercettazione massiva: sproporzionata rispetto alle finalità?
by Fabio Pietrosanti (naif) - lists
Ciao a tutti,
volevo condividere una sintesi di una interessante discussione partita
su un thread facebook a riguardo:
- Non esiste una definizione giuridica di intercettazione massiva
- Oggi in italia le intercettazioni massive sono legali (provocatoria
definizione da parte mia)
Perchè l'unica difesa dalle intercettazioni di massa in Italia, da
quanto ho capito, è legata al principio per cui ci deve essere
proprozionalità rispetto alle finalità nell'attuazione di intercettazioni.
Ovviamente tale principio è soggetto ad interpretazione di un essere
umano, che lo valuta nel contesto, quindi può essere soggetto ad abuso.
A titolo di esempio, provo ad efettuare una definizione di
intercettazione di massa:
"Intercettazione di massa è quando viene analizzato il flusso di
comunicazioni di un numero di soggetti maggiore rispetto a quello
obiettivo dell'intercettazione, utilizzando metodiche parametriche
statiche o dinamiche per estrapolare da tale flusso le informazioni di
interesse indicate dal corrispondente decreto autorizzativo"
Allora, forniamo un esempio facile e sicuramente attuale per capire se
ci rientra:
"E' intercettazone di massa quella attuata sulla linea internet di un
Internet Cafè dove si intercettano centinaia o migliaia di soggetti (i
clienti dell'internet cafè) per estrapolare i flussi di comunicazione di
un singolo soggetto?"
In questo esempio si intercettano 100-1000 soggetti per individuarne 1,
e sappiamo che questo tipo di intercettazone viene effettivamente fatta.
Perchè se la definizione di intercettazione di massa su indicata fosse
ragionevole e l'unica forma di protezione giuridica dalle
intercettazione di massa è la interpretazione da parte di un GIP del
principio di "proporzionalità rispetto alle finalità" allora potremmo
affermare che in Italia le intercettazioni di massa si praticano già
(vedi esempio internet cafè).
Ma andiamo oltre proponendo un edge-case interessante, per provare a
tirare l'attuale forma di difesa giuridica dalle intercettazioni di massa.
Assumiamo che la Direzione Nazionale Antimafia ha la certezza che a
Corleone (11.000 abitanti) si nasconde Toto Riina e che questi non
comunica con pizzini, ma usa chiavette internet UMTS e cambia SIM ogni
settimana come misura di protezione.
Quindi la DNA richiede autorizzazione al GIP per potere "Intercettare
tutte le linee dati di tutti gli operatori mobili ubicati fisicamente
nelle celle posizionate all'interno del territorio di Corleone" al fine
di potere applicare una analisi parametrica e rilevare il traffico di
Toto Riina.
Quando il GIP dovrà applicare il principio di "Proporzionalità rispetto
alle finalità" riterrà tale intercettazione fattibile o no?
In questo esempi si intercetterebbero 10.000 soggetti per prenderne 1.
Questi esempi mi portano a pensare che:
a) Il caso dell'internet cafè è attuale: 1:1.000
b) Il caso ipotetico Toto Riina potrebbe accadere 1:10.000
c) Quale è la probabilità che ci sia un caso 1:1.000.000 ?
Quindi le domande su cui mi piacerebbe stimolare una riflessione sono:
1) Il principio di proporzionalità rispetto alle finalità, essendo ad
interpretazione soggettiva e contestuale, è sufficiente per tutelarci
girudicamente dalle intercettazioni di massa?
2) E' quindi necessaria una definizione giuridica di intercettazione di
massa? E se si, quali potrebbero essere le sue definizioni per potere
limitale in modo più oggettivo?
--
Fabio Pietrosanti (naif)
HERMES - Center for Transparency and Digital Human Rights
http://logioshermes.org - https://globaleaks.org - https://tor2web.org -
https://ahmia.fi
Sept. 27, 2015
Re: [nexa] Il Registro delle Opposizioni: perché non c'è un'API gratuita?
by avv. Monica A. Senor
Caro Federico,
provo a dare una parziale risposta alle tue domande.
Parto dal fondo.
Il registro non può essere esteso alle email in quanto è strettamente connesso all'elenco telefonico pubblico.
Questa la sua storia, in breve.
Quando entrò in vigore la prima legge privacy gli elenchi telefoni furono ampiamente utilizzati per operazioni di marketing in quanto, trattandosi di dati personali pubblici ex lege, non era necessario il consenso degli interessati.
Con l'entrata in vigore, nel 2003, del codice privacy (che diede attuazione alla direttiva e-privacy), in particolare ai sensi dell'art.130 (comunicazioni indesiderate), la situazione si invertì in quanto fu richiesto agli abbonati telefonici di prestare espresso consenso ad essere contattati, sia per posta ordinaria che per telefono.
Nel 2009 la situazione è nuovamente mutata mediante l'inserimento del comma 3 bis al citato art.130 il quale prevede che il trattamento dei dati contenuti negli elenchi pubblici (disciplinati dall'art.129), mediante l'impiego del telefono e della posta cartacea per finalità promo pubblicitarie è consentito nei confronti di chi non abbia esercitato il diritto di opposizione, mediante l'iscrizione della numerazione della quale è intestatario e degli altri dati personali di cui all'articolo 129, in un registro pubblico delle opposizioni, in tal modo introducendo nel nostro ordinamento l'unica ipotesi di op-out in tema di consenso privacy.
I limiti dell'efficacia dell'RPO, IMHO, sta proprio nel fatto che è legato agli elenchi telefonici pubblici in quanto:
1. negli elenchi sono compresi quasi esclusivamente numeri fissi e pochissimi cellulari;
2. le aziende che voglio fare telemarketing possono comunque continuare a chiamare numeri estratti da liste diverse, come:
A) liste autonomamente formate (ad es. numeri di soggetti già clienti per cui l'art.130 esclude la necessità di consenso);
B) altri elenchi pubblici (ad es. gli albi professionali);
C) liste ad hoc acquistate dai broker di dati personali che gestiscono enormi DB contenenti di dati personali (anche email) di persone che hanno espresso il consenso a comunicazioni promo pubblicitarie.
Per esperienza professionale posso dirti che sono pochissime le aziende che commissionano una campagna pubblicitaria sulla base dei numeri contenuti negli elenchi telefonici perché sono dati grezzi, privi di qualsiasi minima profilazione.
Se voglio, ad es., promuovere un'auto di grossa cilindrata, infatti, è molto più proficuo chiedere ad un broker (in Italia sono pochissimi!) una lista di numeri di uomini, di età adulta, di buon reddito e, magari, che hanno una berlina ormai datata.
Quanto alla tua proposta dell'API, il sistema macchinoso orchestrato per l'RPO (se un'azienda vuole chiamare a scopi pubblicitari numeri trovati in elenco telefonico, deve prima sottoporli alla Fondazione Ugo Bordoni, che entro 24 ore li restituirà scremati di quelli iscritti nel registro; l'elenco è utilizzabile dalle aziende per chiamate pubblicitarie per 15 giorni, dopodiché occorre ripetere la procedura) è giustificato dal fatto che si tratta comunque di un DB, come tale protetto ai sensi del codice privacy: il trattamento dei dati che contiene, giustamente, non può essere effettuato da chiunque.
Quel che, invece, io non ho mai capito è perché il registro sia stato affidato, senza nessuna gara pubblica, alla Fondazione Bordoni, guarda caso riconosciuta organo di diritto pubblico proprio nel 2009...
Un caro saluto a tutti,
Monica
Il giorno 25 set 2015, alle ore 18:31, Federico Morando <federico.morando(a)polito.it> ha scritto:
Cari Amici,
da parecchio tempo mi scontro, come cittadino, con la relativamente limitata efficacia del Registro delle Opposizioni (eufemismo, nel mio caso, ma forse sono sfortunato io: non ho evidenza statisticamente rilevante)...
(Per chi non avesse familiarità col tema, il Registro è un servizio a tutela del cittadino, dove sono presenti i numeri di chi "decide di non voler più ricevere telefonate per scopi commerciali o di ricerche di mercato e, in pari tempo, è uno strumento per rendere più competitivo, dinamico e trasparente il mercato tra gli Operatori di marketing telefonico": http://www.registrodelleopposizioni.it/)
Inizialmente, pensavo l'efficacia modesta del Registro fosse dovuta ad un problema di enforcement da parte del Garante: insomma, credevo che violare la norma costasse troppo poco.
Forse questo elemento c'è (stando al sito del Garante, dal febbraio 2011 all'aprile 2015, il Garante stesso ha contestato sanzioni per 2.500.000 euro... non è una cifra enorme, considerando l'apparentemente smodato numero di violazioni; per inciso, le segnalazioni sono state "solo" 18.000). Tuttavia, la mia attenzione è stata recentemente richiamata sull'altro lato dell'equazione: il costo della compliance, del rispetto della norma.
Guardando questa tabellina
http://www.registrodelleopposizioni.it/it/operatori/home-operatori
potrete facilmente appurare che chi volesse controllare un bel database della maggior parte dei numeri di telefono italiani dovrebbe spendere più di 200.000 euro!
Forse il caso di cui sopra non si dà o non dovrebbe darsi. Ma i costi sono comunque ingenti, se pensate che anche un "normale" operatore che debba verificare molti meno numeri deve rifarlo ogni 15 gg., sicché i costi lievitano.
Insomma, temo sia più conveniente rischiare una multa che pagare. Ma c'è di peggio. Come mostra questo (http://registro-opposizioni.blogspot.it/) blog post, era già chiaro nel 2011 che la scelta, per alcuni tipi di operatori, è tra pagare e chiudere, ergo uno si prende il rischio, e spera bene.
Perché scrivo in lista?
Da una parte, perché forse qualcuno ho studiato meglio di me il problema e può mostrarmi che il sottoscritto ed il blogger citato si sbagliano: il registro funziona (sono solo sfortunato io) ed i costi non sono così proibitivi (per gli operatori che lavorano in modo "serio").
D'altro canto, mi chiedevo anche cosa osti a mettere su un servizio che, tramite API, risponda "0" o "1" quando viene inviato un singolo numero di telefono: a mio, poco informato, parere, questa cosa fatta in modo furbo potrebbe star su col PC del mio ufficio, e permetterebbe ad una serie di più o meno piccoli call center che vivono nell'illegalità o quasi di non avere più alibi. L'operatore, prima di chiamare, dovrebbe solo pigiare un tastino e aspettare mezzo secondo per avere la luce verde del Registro in tempo reale e per le sole chiamate che deve fare.
Inoltre, sto prendendo delle cantonate, oppure non si giustificano tecnicamente i costi della tabella http://www.registrodelleopposizioni.it/it/operatori/home-operatori ?
Insomma, il Registro è gestito da un soggetto no-profit, e dovrebbe avere costi limitati, per incentivare alla compliance. Com'è possibile che sia percepito come proibitivamente caro?
[Per altro, se il registro funzionasse, potrebbe essere un modello per altri tipi di spam, compreso quello via mail, per cui la discussione è ancor più Internet & Society di quanto sembri in prima battuta.]
Un saluto,
Federico
--
-----------------------------------
Federico MORANDO
Director of Research and Policy &
Research Fellow
NEXA Center for Internet & Society
Politecnico di Torino - DAUIN
Corso Duca degli Abruzzi, 24
10129 TORINO - ITALY
mail: federico.morando(a)polito.it
web: http://nexa.polito.it
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nexa(a)server-nexa.polito.it
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Monica
Sept. 26, 2015
Cina e USA trovano un accordo contro il cybercrime
by Diego Giorio
http://www.bbc.com/news/world-asia-china-34360934
Più che altro un patto di non-belligeranza, almeno manifesta.
Saluti e buon WE a tutti
Diego
Sept. 26, 2015
Normativa italiana che limiti la responsabilità degli operatori di exit node Tor
by Cristian Consonni
Ciao a tutti,
da qualche tempo gestisco un paio di relay Tor ed ora vorrei provare a
gestire un (piccolo) nodo di uscita (exit node). Sto cercando di fare
le cose per bene per minimizzare i problemi (cfr. [1]). Quindi ho
iniziato leggendo (ed ora scrivendo).
Sulla pagina delle linee guida di Tor, nella sezione "Legal", leggo
quanto segue:
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like communication services in your country (and the country of your
hosting provider!). At least most western countries should have
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* USA: DMCA §512 [3a]; see EFF's Legal FAQ for Tor Operators[3b] (a
very good and relevant read for other countries as well)
* Germany: TMG §8 [3c] and §15 [3d].
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L'Italia non è indicata (e, a vedere dal limitatissimo numero di ISP
indicati in questa pagina[4], pare che le esperienze con ISP nostrani
non siano molte).
Qualcuno sa darmi qualche indicazione rispetto a quanto sopra?
Grazie.
Cristian
[1] https://blog.torproject.org/blog/tips-running-exit-node-minimal-harassment
[2] https://trac.torproject.org/projects/tor/wiki//doc/TorExitGuidelines
[3a] http://www.law.cornell.edu/uscode/text/17/512
[3b] https://www.torproject.org/eff/tor-legal-faq
[3c] http://www.gesetze-im-internet.de/tmg/__8.html
[3d] http://www.gesetze-im-internet.de/tmg/__15.html
[4] https://trac.torproject.org/projects/tor/wiki/doc/GoodBadISPs
Sept. 26, 2015
Frediani: "E alla Camera dei Deputati arrivano gli hacker anti-censura"
by J.C. DE MARTIN
E alla Camera dei Deputati arrivano gli hacker anti-censura
/Montecitorio ospita un raduno di attivisti digitali che mapperanno chi
blocca siti online/
carola frediani
“La Rete interpreta la censura come un danno e la aggira”. È ancora
valida la famosa frase di John Gilmore, hacker e attivista per i diritti
digitali? Allora era il 1993. Oggi, come internet, anche la censura
online ha fatto molti passi avanti. Si integra con sistemi di
sorveglianza del traffico. A volte arriva non solo a inibire l’accesso a
un sito, ma a farlo sparire del tutto dalla Rete bombardandolo di
richieste (avete presente il Grande Cannone cinese? Ne abbiamo scritto
qua .
Insomma la censura assume forme diverse, e non sempre riconoscibili.
Quando navigando finiamo ad esempio su una pagina di errore, di fronte a
cosa ci troviamo? Un errore di configurazione, una pagina cancellata da
chi l’aveva creata, o un contenuto censurato dallo Stato? E quando si
tratta effettivamente di censura, qual è il miglior modo per eluderla?
Un fatto è certo. Per aggirare una censura che innova servono sempre
nuovi strumenti. E dati aggiornati. Quali Stati censurano e come? E che
tipo di contenuti? Non sono domande banali. Per rispondere alle quali
l’1-2 ottobre calerà su Montecitorio una piccola legione di hacker, che
passeranno due giorni fra le mura della Camera dei Deputati a mappare
filtri, blocchi e “buchi neri” della Rete a livello globale. Armati dei
loro pc, un gruppo di programmatori, ricercatori ed esperti di
visualizzazione dei dati, provenienti da tutto il mondo, dalla Nuova
Zelanda agli Emirati Arabi Uniti, colonizzeranno dunque la Nuova Sala
Gruppi di Montecitorio per una maratona di due giorni.
[…]
Continua qui:
http://www.lastampa.it/2015/09/26/tecnologia/e-alla-camera-dei-deputati-arr…
Sept. 26, 2015
Il Registro delle Opposizioni: perché non c'è un'API gratuita?
by Federico Morando
Cari Amici,
da parecchio tempo mi scontro, come cittadino, con la relativamente
limitata efficacia del Registro delle Opposizioni (eufemismo, nel mio
caso, ma forse sono sfortunato io: non ho evidenza statisticamente
rilevante)...
(Per chi non avesse familiarità col tema, il Registro è un servizio a
tutela del cittadino, dove sono presenti i numeri di chi "decide di non
voler più ricevere telefonate per scopi commerciali o di ricerche di
mercato e, in pari tempo, è uno strumento per rendere più competitivo,
dinamico e trasparente il mercato tra gli Operatori di marketing
telefonico": http://www.registrodelleopposizioni.it/)
Inizialmente, pensavo l'efficacia modesta del Registro fosse dovuta ad
un problema di enforcement da parte del Garante: insomma, credevo che
violare la norma costasse troppo poco.
Forse questo elemento c'è (stando al sito del Garante, dal febbraio 2011
all'aprile 2015, il Garante stesso ha contestato sanzioni per 2.500.000
euro... non è una cifra enorme, considerando l'apparentemente smodato
numero di violazioni; per inciso, le segnalazioni sono state "solo"
18.000). Tuttavia, la mia attenzione è stata recentemente richiamata
sull'altro lato dell'equazione: il costo della compliance, del rispetto
della norma.
Guardando questa tabellina
http://www.registrodelleopposizioni.it/it/operatori/home-operatori
potrete facilmente appurare che chi volesse controllare un bel database
della maggior parte dei numeri di telefono italiani dovrebbe spendere
più di 200.000 euro!
Forse il caso di cui sopra non si dà o non dovrebbe darsi. Ma i costi
sono comunque ingenti, se pensate che anche un "normale" operatore che
debba verificare molti meno numeri deve rifarlo ogni 15 gg., sicché i
costi lievitano.
Insomma, temo sia più conveniente rischiare una multa che pagare. Ma c'è
di peggio. Come mostra questo (http://registro-opposizioni.blogspot.it/)
blog post, era già chiaro nel 2011 che la scelta, per alcuni tipi di
operatori, è tra pagare e chiudere, ergo uno si prende il rischio, e
spera bene.
Perché scrivo in lista?
Da una parte, perché forse qualcuno ho studiato meglio di me il problema
e può mostrarmi che il sottoscritto ed il blogger citato si sbagliano:
il registro funziona (sono solo sfortunato io) ed i costi non sono così
proibitivi (per gli operatori che lavorano in modo "serio").
D'altro canto, mi chiedevo anche cosa osti a mettere su un servizio che,
tramite API, risponda "0" o "1" quando viene inviato un singolo numero
di telefono: a mio, poco informato, parere, questa cosa fatta in modo
furbo potrebbe star su col PC del mio ufficio, e permetterebbe ad una
serie di più o meno piccoli call center che vivono nell'illegalità o
quasi di non avere più alibi. L'operatore, prima di chiamare, dovrebbe
solo pigiare un tastino e aspettare mezzo secondo per avere la luce
verde del Registro in tempo reale e per le sole chiamate che deve fare.
Inoltre, sto prendendo delle cantonate, oppure non si giustificano
tecnicamente i costi della tabella
http://www.registrodelleopposizioni.it/it/operatori/home-operatori ?
Insomma, il Registro è gestito da un soggetto no-profit, e dovrebbe
avere costi limitati, per incentivare alla compliance. Com'è possibile
che sia percepito come proibitivamente caro?
[Per altro, se il registro funzionasse, potrebbe essere un modello per
altri tipi di spam, compreso quello via mail, per cui la discussione è
ancor più Internet & Society di quanto sembri in prima battuta.]
Un saluto,
Federico
--
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Federico MORANDO
Director of Research and Policy &
Research Fellow
NEXA Center for Internet & Society
Politecnico di Torino - DAUIN
Corso Duca degli Abruzzi, 24
10129 TORINO - ITALY
mail: federico.morando(a)polito.it
web: http://nexa.polito.it
Sept. 25, 2015
Traffico internet: un mercato 'inumano'
by Antonio Casilli
Bell'articolo di Bloomberg sulla struttura del mercato del traffico internet non umano.
ps. unico punto dolente, l'uso disinvolto del termine "fake" (Bruno Latour e i suoi hanno consacrato trent'anni di studi agli "attanti non umani", ma non tutti sembrano averli letti).
Marketers thought the Web would allow perfectly targeted ads.
Hasn’t worked out that way.
http://www.bloomberg.com/features/2015-click-fraud/
"Increasingly, digital ad viewers aren’t human. A study done last year in conjunction with the Association of National Advertisers embedded billions of digital ads with code designed to determine who or what was seeing them. Eleven percent of display ads and almost a quarter of video ads were “viewed” by software, not people. According to the ANA study, which was conducted by the security firm White Ops and is titled The Bot Baseline: Fraud In Digital Advertising, fake traffic will cost advertisers $6.3 billion this year."
--
Antonio A. Casilli
Associate Professor, Telecom ParisTech
Research Fellow Edgar-Morin Center (EHESS)
Sept. 25, 2015
Fwd: Forza con le adesioni alla eu Code Week 2015!
by Mariella Berra
Carissimi a proposito dell''interessantissimo dibattito su Computers
don't improve....
vi segnalo questo evento.
Grazie Mariella
-------- Messaggio Inoltrato --------
Oggetto: Forza con le adesioni alla eu Code Week 2015!
Data: Thu, 24 Sep 2015 13:44:19 +0200
Mittente: Fiorella Operto <operto(a)scuoladirobotica.it>
A: Fiorella Operto <operto(a)scuoladirobotica.it>
*Forza con le adesioni alla eu Code Week 2015! *
Scuola di Robotica ha aderito come Referente e vi invita a partecipare alla
* Settimana europea 2015 della programmazione*
Dal 10 al 18 ottobre 2015 si svolge la settimana europea della
programmazione, Europe Code Week, arrivata alla terza edizione. Nel
corso della settimana si svolgeranno migliaia di eventi in ogni parte
d'Europa per offrire a giovani e giovanissimi l'opportunita' di iniziare
a programmare! Non si trattera' di semplici seminari, ma di vere e
proprie esperienze di programmazione, che consentiranno anche ai piu'
piccoli di divertirsi in modo costruttivo vedendo le proprie idee
prendere forma. I materiali e i metodi sperimentati nel corso del
CodeWeek resteranno a disposizione di chiunque voglia utilizzarli ed
estenderli.
L'Italia partecipa da protagonista a Europe Code Week. Dopo la
straordinaria partecipazione italiana all'edizione 2014, all'Italia è
stato affidato il coordinamento generale dell'iniziativa europea.
*Organizzate il vostro evento*, compilate il vostro modulo di adesione,
pubblicatelo. Fateci sapere che cosa stiate programmando..
Trovate qui
http://codeweek.it/
tutte le informazioni.
Ma le riassumiamo:
Qui per aggiungere il vostro evento
http://events.codeweek.eu/add/#_=_
Qui la pagina degli eventi europei già programmati
http://events.codeweek.eu/?next=/add/#!IT
<http://events.codeweek.eu/?next=/add/#%21IT>
Qui una breve guida per insegnanti
http://www.slideshare.net/alessandrobogliolo/come-partecipare-a-code-week-g…
Qui come partecipare in generale
http://codeweek.it/partecipa/
Vi possiamo aiutare?
*INOLTRE: CAMPAGNA DI ADESIONI*
il 10 ottobre alle 9 la Commissione Europea lancerà sui social network
un messaggio per annunciare l'inizio di Europe Code Week.
Il messaggio è stato impostatao su Thunderclap, un sistema che consente
a chiunque di aderire alla campagna affinchè il messaggio venga lanciato
in automatico anche dal proprio account. Tante più persone aderiscono,
tanto più efficace sarà il messaggio e avremo la soddisfazione di essere
i primi ad annunciare l'inizio di CodeWeek insieme alla Commissione Europea.
Ma c'è una soglia. Il messaggio partirà solo se entro l'ora stabilita ci
saranno 500 account registrati!
Per questo *ho bisogno del vostro auiuto* e vi chiedo sia di aderire con
i vostri account (Twitter, Facebook, Tumblr), sia di invitare i vostri
contatti a farlo.
Ecco il link alla campagna:
https://www.thunderclap.it/projects/31230-codeweekeu
Ed ecco il link a un post su CodeWeek che parla di questa campagna:
http://codeweek.it/thunderclap-passa-parola/
A presto e grazie.
Fiorella Operto
Fiorella Operto
Scuola di Robotica
www.scuoladirobotica.it <http://www.scuoladirobotica.it>
operto(a)scuoladirobotica.it <mailto:operto@scuoladirobotica.it>
348 09 61 616
"I myself but write one or two indicative words for the future". Walt
Whitman, Poets to Come.
Sept. 24, 2015