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Re: [nexa] Proposta per un dibattito costruttivo sull'IA
by Alberto Cammozzo
Salve Alfredo,
il mondo delle relazioni è più complesso sfumato di quanto i nomi degli
oggetti facciano pensare: a dispetto dal chiamarsi sempre /coltello/ si
parla di oggetti diversi per una lama da caccia, una da cucina, una da
tavola.
La funzione e il possibile impiego sono diversi: un coltello per
spalmare il burro è perfettamente inutile per spellare un cinghiale,
come un coltello da colpo da macellaio è inservibile e pericoloso per
imburrare la fetta biscottata.
Quello che si sta dicendo con la sensatissima 'Proposta per un dibattito
costruttivo sull'IA' è che non tutti gli strumenti sono uguali, a
dispetto del loro nome, e nel valutarli occorre distinguere funzione e
possibile impiego, da parte di chi e per quale scopo.
Cosa che si fa d'altra parte anche con i coltelli quando si deve
discernere la legittimità del loro uso, visto che la legge non parla
espressamente di "coltelli", ma prevede il divieto di porto di arma
impropria (tra cui strumenti da punta o da taglio atti ad offendere)
fuorché per giustificato motivo.
Per cui nessun divieto interessa il coltello da burro, mentre il
cacciatore può portare il coltello da caccia durante l’esercizio
dell’attività venatoria ma rischia la sanzione penale se se lo porta
allo stadio o a una manifestazione oppure la sola ammenda se se lo
dimentica in tasca quando va a fare la spesa dopo la caccia.
Non è tanto l'oggetto ad essere giudicato ma le relazioni tra chi lo
usa, il contesto, ed il possibile scopo.
La difficoltà nel valutare l'interazione di nuovi strumenti nel nostro
sistema sociale di valori e leggi è in questo caso amplificata dal fatto
che hanno profondo (e spesso non manifesto) effetto in molteplici
ambiti. Inoltre chi li progetta, mette a disposizione e aziona davvero
nella maggior parte dei casi non sono i cittadini-utenti-consumatori ma
soggetti economici o politici dotato già di poteri asimmetrici.
L'articolo di Daniela sostiene che un sistema di /predictive policing/ è
incompatible con i valori fondanti delle società liberali. Cioè non ha
possibili scopi legittimi in tale contesto, per cui usarlo è
perfettamente adatto solo ad una dittatura.
Per come la vedo io è come dire (senza voler "giudicare" i poveri altri
coltelli innocenti) che un coltello da macellaio deve restare in
macelleria e non può essere portato legittimamente in un seggio elettorale.
A.
On 20/01/25 00:10, Alfredo Bregni wrote:
>
> Buonasera.
> Non è che riproponendo proprio l'articolo che critico -- NON nel
> contenuto, MA _in due diversi ambiti_ (politico e tecnico) fra loro
> correlati -- si risponde efficacemente alla mia critica, /_che è
> quella di voler continuare a colpevolizzare il coltello_/.
> La predictive optimization può essere la panacea o il peggiore dei
> mali, ma io contesto la condanna dei suoi impatti politici, poiché
> *qualunque* proiezione del futuro _ha comunque i medesimi difetti_.
> Il massimo che un prodotto marcato "AI" può fare di male, è che gli
> utilizzatori "si fidino" troppo di esso e dei risultati che dà, e lo
> utilizzino quindi in maniera "cieca" / superficiale, MA -- non troppo
> "incidentalmente" -- questa è la medesima critica avanzata a suo tempo
> per lo spredsheet.
> E non critico il giudizio tecnico espresso sulla predictive
> optimization -- della quale sinceramente mi interessa poco (...e
> quindi mi interessa poco anche la difesa del relativo giudizio) -- ma
> il fatto che che si continui a discutere di strumenti, quando il vero
> problema è SEMPRE altrove:
> - Se si continua a perseguire l'AI ("vera" = AGI, o fasulla
> ...che però serve) -- parlo di SCIENZA / TECNOLOGIA -- è probabile che
> questo sia perché si cerca uno strumento che aiuti a risolvere
> problemi; è quindi normale che appaiano nuovi strumenti, non sempre
> subito perfettamente a punto;
> - Se poi, al di là degli aspetti tecnici (e magari anche
> indipendentemente da questi), saranno la scelta effettiva dei problemi
> da risolvere e lo spirito con cui si intendono affrontare a
> determinarne nei fatti risultato e utilizzo (invece delle
> caratteristiche dello strumento), ...amen: E' SEMPRE COSI'. /_Però si
> insiste a dimenticarlo, ...volendo continuare a giudicare il coltello_/.
>
> ----- Original Message -----
> *From:* Daniela Tafani <mailto:daniela.tafani@unipi.it>
> *To:* Alfredo Bregni <mailto:abregni@iperv.it>
> *Cc:* Antonio <mailto:antonio@piumarossa.it> ;
> nexa(a)server-nexa.polito.it
> *Sent:* Sunday, January 19, 2025 10:49 PM
> *Subject:* Re: [nexa] Proposta per un dibattito costruttivo sull'IA
>
> Buonasera.
>
> Trova qui la definizione di "Predictive Optimization" e l'elenco
> delle ragioni
> per cui non può essere assimilata ad altre forme di automazione
> dei processi di decisione:
>
> https://dl.acm.org/doi/full/10.1145/3636509
>
> Anche il mio articolo è ad accesso aperto, su Zenodo
> <https://zenodo.org/records/10866778>
> o sul sito della rivista Ethics & Politics.
>
> Un saluto,
> Daniela
>
>
> Il 19/01/2025 20:36, Alfredo Bregni ha scritto:
>> Ciao.
>> /Non capisco cosa si voglia dire./
>> QUALUNQUE decisione (ragionata) si basa su una (o più) proiezioni
>> dei possibili andamenti futuri; e uno stumento AI -- fatto bene,
>> o fatto male -- si aggiunge agli altri strumenti (dei quali i più
>> antichi e noti sono "il fiuto" dell'imprenditore e "l'ideologia"
>> del politico, ...ovvero nessuno strumento di reale supporto alle
>> decisioni).
>> A parte le informazioni privilegiate di borsa -- donde il reato
>> di insider trading quando ti beccano (...il più delle volte no)
>> -- QUALUNQUE proiezione del futuro si basa su passato (e sul
>> fiuto, l'ideologia, il c.d. "sentiment" degli operatori, ...e
>> consimili amenità).
>> Quindi, SOLO PERCHE' ADESSO SI CHIAMA "AI", ci divertiamo a
>> criticare l'impatto politico di questi strumenti, ...altrimenti
>> nobili e irreprensibili [ironia]??
>> Grazie della precisazione, che attendo.
>>
>> ----- Original Message -----
>> *From:* Daniela Tafani <mailto:daniela.tafani@unipi.it>
>> *To:* Antonio <mailto:antonio@piumarossa.it> ;
>> nexa(a)server-nexa.polito.it
>> *Sent:* Sunday, January 19, 2025 4:24 PM
>> *Subject:* Re: [nexa] Proposta per un dibattito costruttivo
>> sull'IA
>>
>> Grazie, Antonio, concordo.
>> Delle proprietà politiche è opportuno discutere con
>> riferimento a singoli sistemi.
>>
>> Ho fatto un tentativo, qualche tempo fa, con un sottoinsieme
>> di uno dei punti dell'elenco che riporti,
>> i sistemi di ottimizzazione predittiva,
>> sostenendo che abbiano proprietà politiche intrinseche (non
>> emendabili con scelte alternative di design)
>> che li rendono incompatibili con lo Stato di diritto:
>>
>> <https://zenodo.org/records/10866778>
>>
>> Un saluto,
>> Daniela
>>
>>
>> ________________________________________
>> Da: nexa <nexa-bounces(a)server-nexa.polito.it> per conto di
>> Antonio <antonio(a)piumarossa.it>
>> Inviato: domenica 19 gennaio 2025 16:05
>> A: nexa(a)server-nexa.polito.it
>> Oggetto: [Junk released by Allowed List] [nexa] Proposta per
>> un dibattito costruttivo sull'IA
>>
>> Fermo restando che un dibattito "distruttivo" è comunque
>> utile, vorrei avanzare una proposta per un diverso approccio
>> verso la tematica. La proposta è semplice, NON nominare il
>> termine IA (o AI), ma le SINGOLE tecnologie di intelligenza
>> artificiale.
>> L'Annuario statistico italiano pubblicato dall'Istat lo
>> scorso 19 dicembre, da pag.769 in poi riporta statistiche e
>> sintesi in merito a ricerca, innovazione e tecnologia
>> dell'informazione.
>> "Nel 2023 il 5,0 per cento delle imprese con almeno 10
>> addetti utilizza software o sistemi di intelligenza
>> artificiale (IA)" e a seguire indica le tecnologie più
>> diffuse all'interno di esse:
>>
>> 1) Automatizzare i flussi di lavoro o supportare nel processo
>> decisionale (Robotic Process Automation, software robot che
>> utilizzano tecnologie di IA per automatizzare le attività
>> umane) (40,1%);
>> 2) Estrarre conoscenza e informazione da un documento di
>> testo (text mining) (39,3%);
>> 3) Convertire la lingua parlata in un formato leggibile dal
>> dispositivo informatico (riconoscimento vocale) (31%);
>> 4) Identificare oggetti o persone sulla base di immagini
>> (riconoscimento, elaborazione delle immagini) (30,5%);
>> 5) Analizzare dati attraverso l'apprendimento automatico
>> (machine learning, deep learning, reti neurali) (30%);
>> 6) Generare linguaggio scritto o parlato (generazione del
>> linguaggio naturale) (29,4%);
>> 7) Consentire il movimento fisico delle macchine tramite
>> decisioni autonome basate sull'osservazione dell'ambiente
>> circostante
>> (robot o droni autonomi, veicoli a guida autonoma) (17,1%).
>>
>> Forse in questo modo sarà più facile posizionarsi sulla
>> diatriba della neutralità e sull'uso (eventualmente) pro bono
>> dell'IA.
>>
>> A.
>>
>> [1] https://www.istat.it/wp-content/uploads/2024/12/ASI_2024.pdf
>>
Jan. 20, 2025
Opinioni
by Alfredo Bregni
Salve.
Un po' devo chiedere scusa, ...un po' no.
Pensavo erroneamente che nexa fosse un forum di "general IT".
Informandomi meglio, tratta invece di 'Internet e società", e quindi è colpa mia aver criticato il taglio di certi interventi (non amo mischiare temi tecnici e non tecnici, ritengo per buone ragioni, ma è questo il tema del forum, oltre che del Centro, ...e ne devo prendere atto).
D'altra parte, la faccenda "IT nella società" è la storia di una promessa (implicita, mai fatta, ...forse solo immaginata da me) di avere a disposizione un potente strumento flessibile, ...che poi risulta flessibile come una barra d'acciaio ricoperta di vetro sottile.
Qui è colpa di nuovo mia, di non voler parlare strettamente di Internet, ma anche di IT...
Però la domanda rimane:
- "IT nelle organizzazioni" è un tema tanto abusato quanto irrisolto (e magari sarebbe il caso di vedere se un po' di creatività messa in comune fosse in grado di trovare qualche soluzione furbina...);
- Ma "Internet e società" non è un argomento troppo ristretto, un po' troppo "di moda", ...e (inevitabilmente) scarsamente produttivo?
Esplicito le difficoltà che vedo:
- Se la parte "legale" della faccenda incontra problemi nel normare le cose (e prima ancora capire cosa normare e come), direi che è sempre stato così, con l'innovazione (tecnica e anche sociale): prima arrivano i cambiamenti e poi si normano, se del caso, le cose nuove (o, almeno, mi sembra arduo che possa avvenire il contrario);
- Se la parte "filosofica, psicologica e sociologica" non trova appigli per un discorso serio, ...direi che proprio non ci sono, se non il fatto, sempre vero, che tutte le innovazioni diventano strumento di inganno e sopraffazione, perché così va il mondo popolato di ingannatori e sopraffattori (le innovazioni non c'entrano niente);
- Se infine la parte "tecnica" si mette a criticare gli strumenti (per come sono, o per come si usano), ...ricade inevitabilmente nella sindrome di colpevolizzare il coltello.
Voglio dire, è intrinsecamente difficile "andare lontano", con queste premesse.
O pensate sia solo una mia percezione, errata, da ultimo arrivato e da fuori?
Jan. 20, 2025
MEMENTO | 119° Nexa Lunch Seminar | 22 gennaio 2025, ore 13.00
by Nexa - Media
Gentilissime, gentilissimi,
Vi ricordiamo che mercoledì 22 gennaio, dalle ore 13.00 alle ore 14.00, si terrà il 119° Nexa Lunch Seminar
con un incontro dal titolo: "Beyond the Machine: the Cultural Implications of Artificial Intelligence".
Ospite dell'incontro: Octavio Kulesz (UNESCO Expert).
L'incontro si terrà IN PRESENZA e ONLINE.
SEDE FISICA dell'incontro: Centro Nexa su Internet e Società, Politecnico di Torino, Via Boggio 65/a, Torino.
Per accedere alla sala si raccomanda di suonare al citofono Portineria e di seguire le indicazioni segnalate lungo il percorso.
QUI<https://nexa.polito.it/contatti> maggiori informazioni su come raggiungerci.
STANZA VIRTUALE dell'incontro: https://didattica.polito.it/VClass/NexaEvent
Per maggiori dettagli è possibile consultare la pagina web dell'evento: https://nexa.polito.it/lunch-119
Cordiali saluti,
--
Valeria Bergantino
Communication Manager
Nexa Center for Internet & Society
Politecnico di Torino - DAUIN
Via Pier Carlo Boggio, 65/A - 10138 Torino
web: https://nexa.polito.it/
mail: valeria.bergantino(a)polito.it<mailto:valeria.bergantino@polito.it>
tel: 3473443585
Jan. 20, 2025
Re: [nexa] Proposta per un dibattito costruttivo sull'IA
by Guido Vetere
Se leggo e intendo bene, credo che la questione non riguardi i metodi o gli
algoritmi, ma la loro applicazione in certi ambiti, in particolare quando
vi siano decisioni da prendere in base alla previsione dei comportamenti
umani.
Tutti i sistemi di machine learning (non bisogna scomodare le reti neurali,
bastano quelle bayesiane degli anni 80) si basano sull'assunzione che i
processi modellati siano autoregressivi (regolari) e stabili (non
creativi). Queste assunzioni non sono adeguate al comportamento umano, che
è (o si deve ritenere) libero.
Tuttavia, l'ottimizzazione predittiva può dare buoni risultati anche
applicata a certi fenomeni sociali. Ricordo di aver partecipato a un
convegno in cui una società italiana presentava un sistema predittivo in
grado di suggerire dove si sarebbe verificato un evento criminoso (una
rapina) in base all'osservazione dei precedenti. Banalmente, era in grado
di capire se in una certa zona stesse operando una banda. Certo: la banda
era libera di cambiare quartiere (e di sicuro l'avrebbe fatto se avesse
saputo del sistema) ma semplicemente non lo faceva.
Anche qui il punto è quello di capire se un metodo è efficace nel contesto
in cui si applica, e se la sua applicazione non lede i diritti delle
persone. Nel caso del credito, ad esempio, è un diritto sapere perché viene
eventualmente negato (auditability); insomma: è meglio un foglio excel :-)
G.
On Mon, 20 Jan 2025 at 00:11, Alfredo Bregni <abregni(a)iperv.it> wrote:
> Buonasera.
>
> Non è che riproponendo proprio l'articolo che critico -- NON nel
> contenuto, MA *in due diversi ambiti* (politico e tecnico) fra loro
> correlati -- si risponde efficacemente alla mia critica, *che è quella di
> voler continuare a colpevolizzare il coltello*.
>
> La predictive optimization può essere la panacea o il peggiore dei mali,
> ma io contesto la condanna dei suoi impatti politici, poiché *qualunque*
> proiezione del futuro *ha comunque i medesimi difetti*.
> Il massimo che un prodotto marcato "AI" può fare di male, è che gli
> utilizzatori "si fidino" troppo di esso e dei risultati che dà, e lo
> utilizzino quindi in maniera "cieca" / superficiale, MA -- non troppo "incidentalmente"
> -- questa è la medesima critica avanzata a suo tempo per lo spredsheet.
>
> E non critico il giudizio tecnico espresso sulla predictive optimization
> -- della quale sinceramente mi interessa poco (...e quindi mi interessa
> poco anche la difesa del relativo giudizio) -- ma il fatto che che si
> continui a discutere di strumenti, quando il vero problema è SEMPRE altrove:
> - Se si continua a perseguire l'AI ("vera" = AGI, o fasulla ...che però
> serve) -- parlo di SCIENZA / TECNOLOGIA -- è probabile che questo sia
> perché si cerca uno strumento che aiuti a risolvere problemi; è quindi
> normale che appaiano nuovi strumenti, non sempre subito perfettamente a
> punto;
> - Se poi, al di là degli aspetti tecnici (e magari anche indipendentemente
> da questi), saranno la scelta effettiva dei problemi da risolvere e lo
> spirito con cui si intendono affrontare a determinarne nei fatti
> risultato e utilizzo (invece delle caratteristiche dello strumento),
> ...amen: E' SEMPRE COSI'. *Però si insiste a dimenticarlo, ...volendo
> continuare a giudicare il coltello*.
>
>
>
> ----- Original Message -----
> *From:* Daniela Tafani <daniela.tafani(a)unipi.it>
> *To:* Alfredo Bregni <abregni(a)iperv.it>
> *Cc:* Antonio <antonio(a)piumarossa.it> ; nexa(a)server-nexa.polito.it
> *Sent:* Sunday, January 19, 2025 10:49 PM
> *Subject:* Re: [nexa] Proposta per un dibattito costruttivo sull'IA
>
> Buonasera.
>
> Trova qui la definizione di "Predictive Optimization" e l'elenco delle
> ragioni
> per cui non può essere assimilata ad altre forme di automazione dei
> processi di decisione:
>
> https://dl.acm.org/doi/full/10.1145/3636509
>
> Anche il mio articolo è ad accesso aperto, su Zenodo <
> https://zenodo.org/records/10866778>
> o sul sito della rivista Ethics & Politics.
>
> Un saluto,
> Daniela
>
>
> Il 19/01/2025 20:36, Alfredo Bregni ha scritto:
>
> Ciao.
>
> *Non capisco cosa si voglia dire.*
>
> QUALUNQUE decisione (ragionata) si basa su una (o più) proiezioni dei
> possibili andamenti futuri; e uno stumento AI -- fatto bene, o fatto male
> -- si aggiunge agli altri strumenti (dei quali i più antichi e noti sono
> "il fiuto" dell'imprenditore e "l'ideologia" del politico, ...ovvero
> nessuno strumento di reale supporto alle decisioni).
> A parte le informazioni privilegiate di borsa -- donde il reato di insider
> trading quando ti beccano (...il più delle volte no) -- QUALUNQUE
> proiezione del futuro si basa su passato (e sul fiuto, l'ideologia, il c.d.
> "sentiment" degli operatori, ...e consimili amenità).
>
> Quindi, SOLO PERCHE' ADESSO SI CHIAMA "AI", ci divertiamo a criticare
> l'impatto politico di questi strumenti, ...altrimenti nobili e
> irreprensibili [ironia]??
>
> Grazie della precisazione, che attendo.
>
>
>
> ----- Original Message -----
> *From:* Daniela Tafani <daniela.tafani(a)unipi.it>
> *To:* Antonio <antonio(a)piumarossa.it> ; nexa(a)server-nexa.polito.it
> *Sent:* Sunday, January 19, 2025 4:24 PM
> *Subject:* Re: [nexa] Proposta per un dibattito costruttivo sull'IA
>
> Grazie, Antonio, concordo.
> Delle proprietà politiche è opportuno discutere con riferimento a singoli
> sistemi.
>
> Ho fatto un tentativo, qualche tempo fa, con un sottoinsieme di uno dei
> punti dell'elenco che riporti,
> i sistemi di ottimizzazione predittiva,
> sostenendo che abbiano proprietà politiche intrinseche (non emendabili con
> scelte alternative di design)
> che li rendono incompatibili con lo Stato di diritto:
>
> <https://zenodo.org/records/10866778>
>
> Un saluto,
> Daniela
>
>
> ________________________________________
> Da: nexa <nexa-bounces(a)server-nexa.polito.it> per conto di Antonio <
> antonio(a)piumarossa.it>
> Inviato: domenica 19 gennaio 2025 16:05
> A: nexa(a)server-nexa.polito.it
> Oggetto: [Junk released by Allowed List] [nexa] Proposta per un dibattito
> costruttivo sull'IA
>
> Fermo restando che un dibattito "distruttivo" è comunque utile, vorrei
> avanzare una proposta per un diverso approccio verso la tematica. La
> proposta è semplice, NON nominare il termine IA (o AI), ma le SINGOLE
> tecnologie di intelligenza artificiale.
> L'Annuario statistico italiano pubblicato dall'Istat lo scorso 19
> dicembre, da pag.769 in poi riporta statistiche e sintesi in merito a
> ricerca, innovazione e tecnologia dell'informazione.
> "Nel 2023 il 5,0 per cento delle imprese con almeno 10 addetti utilizza
> software o sistemi di intelligenza artificiale (IA)" e a seguire indica le
> tecnologie più diffuse all'interno di esse:
>
> 1) Automatizzare i flussi di lavoro o supportare nel processo decisionale
> (Robotic Process Automation, software robot che utilizzano tecnologie di IA
> per automatizzare le attività umane) (40,1%);
> 2) Estrarre conoscenza e informazione da un documento di testo (text
> mining) (39,3%);
> 3) Convertire la lingua parlata in un formato leggibile dal dispositivo
> informatico (riconoscimento vocale) (31%);
> 4) Identificare oggetti o persone sulla base di immagini (riconoscimento,
> elaborazione delle immagini) (30,5%);
> 5) Analizzare dati attraverso l'apprendimento automatico (machine
> learning, deep learning, reti neurali) (30%);
> 6) Generare linguaggio scritto o parlato (generazione del linguaggio
> naturale) (29,4%);
> 7) Consentire il movimento fisico delle macchine tramite decisioni
> autonome basate sull'osservazione dell'ambiente circostante
> (robot o droni autonomi, veicoli a guida autonoma) (17,1%).
>
> Forse in questo modo sarà più facile posizionarsi sulla diatriba della
> neutralità e sull'uso (eventualmente) pro bono dell'IA.
>
> A.
>
> [1] https://www.istat.it/wp-content/uploads/2024/12/ASI_2024.pdf
>
>
Jan. 20, 2025
Re: [nexa] Proposta per un dibattito costruttivo sull'IA
by Alfredo Bregni
Buonasera.
Non è che riproponendo proprio l'articolo che critico -- NON nel contenuto, MA in due diversi ambiti (politico e tecnico) fra loro correlati -- si risponde efficacemente alla mia critica, che è quella di voler continuare a colpevolizzare il coltello.
La predictive optimization può essere la panacea o il peggiore dei mali, ma io contesto la condanna dei suoi impatti politici, poiché qualunque proiezione del futuro ha comunque i medesimi difetti.
Il massimo che un prodotto marcato "AI" può fare di male, è che gli utilizzatori "si fidino" troppo di esso e dei risultati che dà, e lo utilizzino quindi in maniera "cieca" / superficiale, MA -- non troppo "incidentalmente" -- questa è la medesima critica avanzata a suo tempo per lo spredsheet.
E non critico il giudizio tecnico espresso sulla predictive optimization -- della quale sinceramente mi interessa poco (...e quindi mi interessa poco anche la difesa del relativo giudizio) -- ma il fatto che che si continui a discutere di strumenti, quando il vero problema è SEMPRE altrove:
- Se si continua a perseguire l'AI ("vera" = AGI, o fasulla ...che però serve) -- parlo di SCIENZA / TECNOLOGIA -- è probabile che questo sia perché si cerca uno strumento che aiuti a risolvere problemi; è quindi normale che appaiano nuovi strumenti, non sempre subito perfettamente a punto;
- Se poi, al di là degli aspetti tecnici (e magari anche indipendentemente da questi), saranno la scelta effettiva dei problemi da risolvere e lo spirito con cui si intendono affrontare a determinarne nei fatti risultato e utilizzo (invece delle caratteristiche dello strumento), ...amen: E' SEMPRE COSI'. Però si insiste a dimenticarlo, ...volendo continuare a giudicare il coltello.
----- Original Message -----
From: Daniela Tafani
To: Alfredo Bregni
Cc: Antonio ; nexa(a)server-nexa.polito.it
Sent: Sunday, January 19, 2025 10:49 PM
Subject: Re: [nexa] Proposta per un dibattito costruttivo sull'IA
Buonasera.
Trova qui la definizione di "Predictive Optimization" e l'elenco delle ragioni
per cui non può essere assimilata ad altre forme di automazione dei processi di decisione:
https://dl.acm.org/doi/full/10.1145/3636509
Anche il mio articolo è ad accesso aperto, su Zenodo <https://zenodo.org/records/10866778>
o sul sito della rivista Ethics & Politics.
Un saluto,
Daniela
Il 19/01/2025 20:36, Alfredo Bregni ha scritto:
Ciao.
Non capisco cosa si voglia dire.
QUALUNQUE decisione (ragionata) si basa su una (o più) proiezioni dei possibili andamenti futuri; e uno stumento AI -- fatto bene, o fatto male -- si aggiunge agli altri strumenti (dei quali i più antichi e noti sono "il fiuto" dell'imprenditore e "l'ideologia" del politico, ...ovvero nessuno strumento di reale supporto alle decisioni).
A parte le informazioni privilegiate di borsa -- donde il reato di insider trading quando ti beccano (...il più delle volte no) -- QUALUNQUE proiezione del futuro si basa su passato (e sul fiuto, l'ideologia, il c.d. "sentiment" degli operatori, ...e consimili amenità).
Quindi, SOLO PERCHE' ADESSO SI CHIAMA "AI", ci divertiamo a criticare l'impatto politico di questi strumenti, ...altrimenti nobili e irreprensibili [ironia]??
Grazie della precisazione, che attendo.
----- Original Message -----
From: Daniela Tafani
To: Antonio ; nexa(a)server-nexa.polito.it
Sent: Sunday, January 19, 2025 4:24 PM
Subject: Re: [nexa] Proposta per un dibattito costruttivo sull'IA
Grazie, Antonio, concordo.
Delle proprietà politiche è opportuno discutere con riferimento a singoli sistemi.
Ho fatto un tentativo, qualche tempo fa, con un sottoinsieme di uno dei punti dell'elenco che riporti,
i sistemi di ottimizzazione predittiva,
sostenendo che abbiano proprietà politiche intrinseche (non emendabili con scelte alternative di design)
che li rendono incompatibili con lo Stato di diritto:
<https://zenodo.org/records/10866778>
Un saluto,
Daniela
________________________________________
Da: nexa <nexa-bounces(a)server-nexa.polito.it> per conto di Antonio <antonio(a)piumarossa.it>
Inviato: domenica 19 gennaio 2025 16:05
A: nexa(a)server-nexa.polito.it
Oggetto: [Junk released by Allowed List] [nexa] Proposta per un dibattito costruttivo sull'IA
Fermo restando che un dibattito "distruttivo" è comunque utile, vorrei avanzare una proposta per un diverso approccio verso la tematica. La proposta è semplice, NON nominare il termine IA (o AI), ma le SINGOLE tecnologie di intelligenza artificiale.
L'Annuario statistico italiano pubblicato dall'Istat lo scorso 19 dicembre, da pag.769 in poi riporta statistiche e sintesi in merito a ricerca, innovazione e tecnologia dell'informazione.
"Nel 2023 il 5,0 per cento delle imprese con almeno 10 addetti utilizza software o sistemi di intelligenza artificiale (IA)" e a seguire indica le tecnologie più diffuse all'interno di esse:
1) Automatizzare i flussi di lavoro o supportare nel processo decisionale (Robotic Process Automation, software robot che utilizzano tecnologie di IA per automatizzare le attività umane) (40,1%);
2) Estrarre conoscenza e informazione da un documento di testo (text mining) (39,3%);
3) Convertire la lingua parlata in un formato leggibile dal dispositivo informatico (riconoscimento vocale) (31%);
4) Identificare oggetti o persone sulla base di immagini (riconoscimento, elaborazione delle immagini) (30,5%);
5) Analizzare dati attraverso l'apprendimento automatico (machine learning, deep learning, reti neurali) (30%);
6) Generare linguaggio scritto o parlato (generazione del linguaggio naturale) (29,4%);
7) Consentire il movimento fisico delle macchine tramite decisioni autonome basate sull'osservazione dell'ambiente circostante
(robot o droni autonomi, veicoli a guida autonoma) (17,1%).
Forse in questo modo sarà più facile posizionarsi sulla diatriba della neutralità e sull'uso (eventualmente) pro bono dell'IA.
A.
[1] https://www.istat.it/wp-content/uploads/2024/12/ASI_2024.pdf
Jan. 19, 2025
Re: [nexa] Proposta per un dibattito costruttivo sull'IA
by Daniela Tafani
Buonasera.
Trova qui la definizione di "Predictive Optimization" e l'elenco delle
ragioni
per cui non può essere assimilata ad altre forme di automazione dei
processi di decisione:
https://dl.acm.org/doi/full/10.1145/3636509
Anche il mio articolo è ad accesso aperto, su Zenodo
<https://zenodo.org/records/10866778>
o sul sito della rivista Ethics & Politics.
Un saluto,
Daniela
Il 19/01/2025 20:36, Alfredo Bregni ha scritto:
> Ciao.
> /Non capisco cosa si voglia dire./
> QUALUNQUE decisione (ragionata) si basa su una (o più) proiezioni dei
> possibili andamenti futuri; e uno stumento AI -- fatto bene, o fatto
> male -- si aggiunge agli altri strumenti (dei quali i più antichi e
> noti sono "il fiuto" dell'imprenditore e "l'ideologia" del politico,
> ...ovvero nessuno strumento di reale supporto alle decisioni).
> A parte le informazioni privilegiate di borsa -- donde il reato di
> insider trading quando ti beccano (...il più delle volte no) --
> QUALUNQUE proiezione del futuro si basa su passato (e sul fiuto,
> l'ideologia, il c.d. "sentiment" degli operatori, ...e consimili amenità).
> Quindi, SOLO PERCHE' ADESSO SI CHIAMA "AI", ci divertiamo a criticare
> l'impatto politico di questi strumenti, ...altrimenti nobili e
> irreprensibili [ironia]??
> Grazie della precisazione, che attendo.
>
> ----- Original Message -----
> *From:* Daniela Tafani <mailto:daniela.tafani@unipi.it>
> *To:* Antonio <mailto:antonio@piumarossa.it> ;
> nexa(a)server-nexa.polito.it
> *Sent:* Sunday, January 19, 2025 4:24 PM
> *Subject:* Re: [nexa] Proposta per un dibattito costruttivo sull'IA
>
> Grazie, Antonio, concordo.
> Delle proprietà politiche è opportuno discutere con riferimento a
> singoli sistemi.
>
> Ho fatto un tentativo, qualche tempo fa, con un sottoinsieme di
> uno dei punti dell'elenco che riporti,
> i sistemi di ottimizzazione predittiva,
> sostenendo che abbiano proprietà politiche intrinseche (non
> emendabili con scelte alternative di design)
> che li rendono incompatibili con lo Stato di diritto:
>
> <https://zenodo.org/records/10866778>
>
> Un saluto,
> Daniela
>
>
> ________________________________________
> Da: nexa <nexa-bounces(a)server-nexa.polito.it> per conto di Antonio
> <antonio(a)piumarossa.it>
> Inviato: domenica 19 gennaio 2025 16:05
> A: nexa(a)server-nexa.polito.it
> Oggetto: [Junk released by Allowed List] [nexa] Proposta per un
> dibattito costruttivo sull'IA
>
> Fermo restando che un dibattito "distruttivo" è comunque utile,
> vorrei avanzare una proposta per un diverso approccio verso la
> tematica. La proposta è semplice, NON nominare il termine IA (o
> AI), ma le SINGOLE tecnologie di intelligenza artificiale.
> L'Annuario statistico italiano pubblicato dall'Istat lo scorso 19
> dicembre, da pag.769 in poi riporta statistiche e sintesi in
> merito a ricerca, innovazione e tecnologia dell'informazione.
> "Nel 2023 il 5,0 per cento delle imprese con almeno 10 addetti
> utilizza software o sistemi di intelligenza artificiale (IA)" e a
> seguire indica le tecnologie più diffuse all'interno di esse:
>
> 1) Automatizzare i flussi di lavoro o supportare nel processo
> decisionale (Robotic Process Automation, software robot che
> utilizzano tecnologie di IA per automatizzare le attività umane)
> (40,1%);
> 2) Estrarre conoscenza e informazione da un documento di testo
> (text mining) (39,3%);
> 3) Convertire la lingua parlata in un formato leggibile dal
> dispositivo informatico (riconoscimento vocale) (31%);
> 4) Identificare oggetti o persone sulla base di immagini
> (riconoscimento, elaborazione delle immagini) (30,5%);
> 5) Analizzare dati attraverso l'apprendimento automatico (machine
> learning, deep learning, reti neurali) (30%);
> 6) Generare linguaggio scritto o parlato (generazione del
> linguaggio naturale) (29,4%);
> 7) Consentire il movimento fisico delle macchine tramite decisioni
> autonome basate sull'osservazione dell'ambiente circostante
> (robot o droni autonomi, veicoli a guida autonoma) (17,1%).
>
> Forse in questo modo sarà più facile posizionarsi sulla diatriba
> della neutralità e sull'uso (eventualmente) pro bono dell'IA.
>
> A.
>
> [1] https://www.istat.it/wp-content/uploads/2024/12/ASI_2024.pdf
>
Jan. 19, 2025
Re: [nexa] Proposta per un dibattito costruttivo sull'IA
by Alfredo Bregni
Ciao.
Non capisco cosa si voglia dire.
QUALUNQUE decisione (ragionata) si basa su una (o più) proiezioni dei possibili andamenti futuri; e uno stumento AI -- fatto bene, o fatto male -- si aggiunge agli altri strumenti (dei quali i più antichi e noti sono "il fiuto" dell'imprenditore e "l'ideologia" del politico, ...ovvero nessuno strumento di reale supporto alle decisioni).
A parte le informazioni privilegiate di borsa -- donde il reato di insider trading quando ti beccano (...il più delle volte no) -- QUALUNQUE proiezione del futuro si basa su passato (e sul fiuto, l'ideologia, il c.d. "sentiment" degli operatori, ...e consimili amenità).
Quindi, SOLO PERCHE' ADESSO SI CHIAMA "AI", ci divertiamo a criticare l'impatto politico di questi strumenti, ...altrimenti nobili e irreprensibili [ironia]??
Grazie della precisazione, che attendo.
----- Original Message -----
From: Daniela Tafani
To: Antonio ; nexa(a)server-nexa.polito.it
Sent: Sunday, January 19, 2025 4:24 PM
Subject: Re: [nexa] Proposta per un dibattito costruttivo sull'IA
Grazie, Antonio, concordo.
Delle proprietà politiche è opportuno discutere con riferimento a singoli sistemi.
Ho fatto un tentativo, qualche tempo fa, con un sottoinsieme di uno dei punti dell'elenco che riporti,
i sistemi di ottimizzazione predittiva,
sostenendo che abbiano proprietà politiche intrinseche (non emendabili con scelte alternative di design)
che li rendono incompatibili con lo Stato di diritto:
<https://zenodo.org/records/10866778>
Un saluto,
Daniela
________________________________________
Da: nexa <nexa-bounces(a)server-nexa.polito.it> per conto di Antonio <antonio(a)piumarossa.it>
Inviato: domenica 19 gennaio 2025 16:05
A: nexa(a)server-nexa.polito.it
Oggetto: [Junk released by Allowed List] [nexa] Proposta per un dibattito costruttivo sull'IA
Fermo restando che un dibattito "distruttivo" è comunque utile, vorrei avanzare una proposta per un diverso approccio verso la tematica. La proposta è semplice, NON nominare il termine IA (o AI), ma le SINGOLE tecnologie di intelligenza artificiale.
L'Annuario statistico italiano pubblicato dall'Istat lo scorso 19 dicembre, da pag.769 in poi riporta statistiche e sintesi in merito a ricerca, innovazione e tecnologia dell'informazione.
"Nel 2023 il 5,0 per cento delle imprese con almeno 10 addetti utilizza software o sistemi di intelligenza artificiale (IA)" e a seguire indica le tecnologie più diffuse all'interno di esse:
1) Automatizzare i flussi di lavoro o supportare nel processo decisionale (Robotic Process Automation, software robot che utilizzano tecnologie di IA per automatizzare le attività umane) (40,1%);
2) Estrarre conoscenza e informazione da un documento di testo (text mining) (39,3%);
3) Convertire la lingua parlata in un formato leggibile dal dispositivo informatico (riconoscimento vocale) (31%);
4) Identificare oggetti o persone sulla base di immagini (riconoscimento, elaborazione delle immagini) (30,5%);
5) Analizzare dati attraverso l'apprendimento automatico (machine learning, deep learning, reti neurali) (30%);
6) Generare linguaggio scritto o parlato (generazione del linguaggio naturale) (29,4%);
7) Consentire il movimento fisico delle macchine tramite decisioni autonome basate sull'osservazione dell'ambiente circostante
(robot o droni autonomi, veicoli a guida autonoma) (17,1%).
Forse in questo modo sarà più facile posizionarsi sulla diatriba della neutralità e sull'uso (eventualmente) pro bono dell'IA.
A.
[1] https://www.istat.it/wp-content/uploads/2024/12/ASI_2024.pdf
Jan. 19, 2025
Re: [nexa] Proposta per un dibattito costruttivo sull'IA
by Daniela Tafani
Grazie, Antonio, concordo.
Delle proprietà politiche è opportuno discutere con riferimento a singoli sistemi.
Ho fatto un tentativo, qualche tempo fa, con un sottoinsieme di uno dei punti dell'elenco che riporti,
i sistemi di ottimizzazione predittiva,
sostenendo che abbiano proprietà politiche intrinseche (non emendabili con scelte alternative di design)
che li rendono incompatibili con lo Stato di diritto:
<https://zenodo.org/records/10866778>
Un saluto,
Daniela
________________________________________
Da: nexa <nexa-bounces(a)server-nexa.polito.it> per conto di Antonio <antonio(a)piumarossa.it>
Inviato: domenica 19 gennaio 2025 16:05
A: nexa(a)server-nexa.polito.it
Oggetto: [Junk released by Allowed List] [nexa] Proposta per un dibattito costruttivo sull'IA
Fermo restando che un dibattito "distruttivo" è comunque utile, vorrei avanzare una proposta per un diverso approccio verso la tematica. La proposta è semplice, NON nominare il termine IA (o AI), ma le SINGOLE tecnologie di intelligenza artificiale.
L'Annuario statistico italiano pubblicato dall'Istat lo scorso 19 dicembre, da pag.769 in poi riporta statistiche e sintesi in merito a ricerca, innovazione e tecnologia dell'informazione.
"Nel 2023 il 5,0 per cento delle imprese con almeno 10 addetti utilizza software o sistemi di intelligenza artificiale (IA)" e a seguire indica le tecnologie più diffuse all'interno di esse:
1) Automatizzare i flussi di lavoro o supportare nel processo decisionale (Robotic Process Automation, software robot che utilizzano tecnologie di IA per automatizzare le attività umane) (40,1%);
2) Estrarre conoscenza e informazione da un documento di testo (text mining) (39,3%);
3) Convertire la lingua parlata in un formato leggibile dal dispositivo informatico (riconoscimento vocale) (31%);
4) Identificare oggetti o persone sulla base di immagini (riconoscimento, elaborazione delle immagini) (30,5%);
5) Analizzare dati attraverso l'apprendimento automatico (machine learning, deep learning, reti neurali) (30%);
6) Generare linguaggio scritto o parlato (generazione del linguaggio naturale) (29,4%);
7) Consentire il movimento fisico delle macchine tramite decisioni autonome basate sull'osservazione dell'ambiente circostante
(robot o droni autonomi, veicoli a guida autonoma) (17,1%).
Forse in questo modo sarà più facile posizionarsi sulla diatriba della neutralità e sull'uso (eventualmente) pro bono dell'IA.
A.
[1] https://www.istat.it/wp-content/uploads/2024/12/ASI_2024.pdf
Jan. 19, 2025
Proposta per un dibattito costruttivo sull'IA
by Antonio
Fermo restando che un dibattito "distruttivo" è comunque utile, vorrei avanzare una proposta per un diverso approccio verso la tematica. La proposta è semplice, NON nominare il termine IA (o AI), ma le SINGOLE tecnologie di intelligenza artificiale.
L'Annuario statistico italiano pubblicato dall'Istat lo scorso 19 dicembre, da pag.769 in poi riporta statistiche e sintesi in merito a ricerca, innovazione e tecnologia dell'informazione.
"Nel 2023 il 5,0 per cento delle imprese con almeno 10 addetti utilizza software o sistemi di intelligenza artificiale (IA)" e a seguire indica le tecnologie più diffuse all'interno di esse:
1) Automatizzare i flussi di lavoro o supportare nel processo decisionale (Robotic Process Automation, software robot che utilizzano tecnologie di IA per automatizzare le attività umane) (40,1%);
2) Estrarre conoscenza e informazione da un documento di testo (text mining) (39,3%);
3) Convertire la lingua parlata in un formato leggibile dal dispositivo informatico (riconoscimento vocale) (31%);
4) Identificare oggetti o persone sulla base di immagini (riconoscimento, elaborazione delle immagini) (30,5%);
5) Analizzare dati attraverso l'apprendimento automatico (machine learning, deep learning, reti neurali) (30%);
6) Generare linguaggio scritto o parlato (generazione del linguaggio naturale) (29,4%);
7) Consentire il movimento fisico delle macchine tramite decisioni autonome basate sull'osservazione dell'ambiente circostante
(robot o droni autonomi, veicoli a guida autonoma) (17,1%).
Forse in questo modo sarà più facile posizionarsi sulla diatriba della neutralità e sull'uso (eventualmente) pro bono dell'IA.
A.
[1] https://www.istat.it/wp-content/uploads/2024/12/ASI_2024.pdf
Jan. 19, 2025
Re: [nexa] Il ruolo dell'IA nei conflitti
by Antonio
> la critica guarda
> dentro le cose in modo dialettico, mettendo in discussione la propria
> teoria e rifiutando (decostruendo, direbbe Derrida) gli argomenti motivati
> da interessi, pregiudizi, falsa coscienza o talvolta anche dal disagio
> psichico.
Verissimo, solo che per guardare dentro le cose in modo dialettico occorrerebbe un mondo dell'informazione corretto e obiettivo. Cosa che oggi è, al contempo, facile e difficile da ottenere. Facile, perché, grazie alla rete, le fonti di informazioni sono tantissime e spesso gratuite. Difficile, perché ad "emergere" nel maremagnum delle notizie sono spesso notizie "pilotate".
Saima Akhter, ex analista di dati presso Meta: "Instagram e Facebook sono il modo in cui il mondo comunica, ma è un'azienda americana e il governo americano influenza pesantemente ciò che determina essere un terrorista. Quindi, naturalmente, hai Hamas in quella lista e tutto ciò che è correlato a questo, anche cose come se hai un triangolo rosso sul tuo account, lo segnaleranno e potrebbe essere motivo per eliminare definitivamente il tuo account" [1]
Si possono manipolare le informazioni solo con le "regular expression"? Certo. L'IA ci mette il turbo.
A.
[1] https://consortiumnews.com/it/2025/01/02/Chris-Hedges-denuncia-la-complicit…
Jan. 19, 2025