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Re: [nexa] I tecno-baroni vogliono rovesciare la democrazia, riformiamo i social
by Alfredo Bregni
Ciao.
>"Non bisogna proporre agli altri iniziative che non sei in grado poi di portare avanti da solo."
Mi dispiace, ma non ha alcun senso:
- Se si fanno delle società, è perché uno è un bravo tecnico e l'altro è un bravo commerciale;
- E, se si vogliono fare delle rivoluzioni, ...da solo vai poco lontano.
Se sono in grado di fare una cosa da solo, ...cosa la propongo a fare? La faccio!
Non perdo neanche tempo a farmi bello con gli altri...
Io "mi faccio bello" -- nel senso che ne parlo -- delle iniziative che vorrei tanto si facessero, ma serve che anche altri ci mettano del loro (e persino "tengo in vita" idee buone di altri, che non sono in grado di realizzare, ma avrebbero molto senso):
- http://www.ybnd.eu/docs/Settimana_8gg.pdf (idea di un americano del 1965; la sto mandando -- dopo vani tentativi tipo Expo Milano -- a una conferenza sulle Smart Cities, ...ma loro vogliono articoli di 16 pagine minimo, scritti secondo un format che poi al link indicato non si trova, e altre consimili amenità; eppoi, quando Eistein prendeva un Nobel per tre paginette, mica gli contestavano il format, o no?);
- http://www.ybnd.eu/docs/Mat_fibra.pdf (idea originale di un americano del 1996);
- http://www.ybnd.eu/docs/Auto_ibrida.pdf (mi spieghi come "la faccio da solo"?);
- http://www.ybnd.eu/docs/Sintesi_YBN.pdf ; www.ybnd.eu/docs/YBN_intro_n.zip (qui potrei anche fare da me, ma in questi ultimi decenni l'IT è stata fatta diventare un bel casino, e io voglio una realizzazione tecnica semplice com'è semplice la concettualizzazione che sta alla base del progetto; ...e poi mi serve una Telco per andare avanti);
- http://www.ybnd.eu/docs/Time_maths.pdf (qui so come si fa: è già fatto! Però far adottare la cosa, farci ricerca sopra per cogliere una serie di possibili vantaggi...; ho dissodato il terreno, e a quasi 75 anni vorrei che anche altri ci mettessero mano);
- http://www.ybnd.eu/docs/UAQ4.pdf (questa è un'idea altrui, che ho cercato di diffondere dal 2011 quando ne ho saputo qualcosa; mancano volontà politica e industriale);
- http://www.ybnd.eu/docs/Sic_est_Iw.pdf (questa è una stima della grandezza delle ruberie sistematiche che sono in corso; ...a qualcuno frega qualcosa, almeno per incazzarsi di brutto? Ho provato molte volte a far arrivare il messaggio via media, ma -- chissà perché -- non ci sono riuscito);
- http://www.ybnd.eu/docs/Tecn_ins.pdf (questo invece è un "regalo" per chi ha avuto la pazienza di leggere fin qui; è la copia OCR di un capitolo di un libro, che -- a parte un po' di noia verbosa centrale -- io trovo bellissimo).
Aloha.
----- Original Message -----
From: Marco A. Calamari
To: karlessi ; nexa(a)server-nexa.polito.it
Sent: Saturday, January 25, 2025 10:15 AM
Subject: Re: [nexa] I tecno-baroni vogliono rovesciare la democrazia, riformiamo i social
On ven, 2025-01-24 at 18:19 +0100, karlessi wrote:
Date: Fri, 24 Jan 2025 16:47:15 +0100
From: alessandro marzocchi <alemarzoc(a)gmail.com>
To: nexa <nexa(a)server-nexa.polito.it>
Subject: Re: [nexa] I tecno-baroni vogliono rovesciare la democrazia,
riformiamo i social
Message-ID:
<CAG5xczeSMXL3Nx+msxhnnG9BC5_ZJzSg7pGExJRfCWSiiwqSMw(a)mail.gmail.com>
Content-Type: text/plain; charset="utf-8"
E' sconsolante leggere parole come queste di Beppe Attardi, ed altre simili
abbiamo letto qui su Nexa.
già!
Lamentarsi è inutile. Abbiamo criticato anche ""Trump lauds $500BN ..."",
abbiamo già dimenticato la proposta di Damiano Verzulli:
""
stilare un sintetico "manifesto" (1 x A4) che NEXA (il Centro NEXA),
...
è un'ottima idea. ma c'è tanto lavoro da fare, chi lavora? scusate ma
siccome sono abituato che poi la manovella c'è sempre chi deve girarla,
altro che automazione! ma certo, sì, ci sta, avanti tutta, dopodiché una
chiosa:
IMHO Mastodon è una pezza, non LA soluzione, ma cmq meglio di niente :D
Buongiorno a tutti,
Mastodon e "dare l'esempio" sono ovviamente passi nella direzione giusta,
ma anche io sono d'accordo che bisogna essere realistici: c'è da lavorare.
Una persona che non mi stima più ma che io continuo a stimare mi disse
una volta, quasi quaranta anni fa.
"Non bisogna proporre agli altri iniziative che non sei in grado poi di
portare avanti da solo."
Dare l'esempio è utile, forse necessario, ma per partire serenamente
bisogna essere in grado, quando ti volterai un attimo indietro e scoprirai
che non c'è nessuno, di poter continuare, serenamente e con le energie
necessarie, in attesa che altri si associno.
E' perché nessuno si preoccupa della durata e della sostenibilità
che la storia dei movimenti hacker e degli eretici tecnologici è
piena di scheletri di iniziative bellissime morte di inedia.
Io, nel mio piccolo, poiché tra poco compirò 70 anni, sto occupandomi
di conservazione, sia proponendo un'iniziativa ... :-) ...che preoccupandomi
di far durare alcune cose, siti e similia quando non ci sarò più.
Per lo stesso motivo, quando si decide di partire in una nuova, giusta, bella,
iniziativa dimostrativa bisogna anche preoccuparsi subito di queste cose.
JM2C. Marco
https://server-nexa.polito.it/pipermail/nexa/2025-January/053948.html
""
Neppure ricordo una mia antica proposta di alfabetizzazione, educazione *al*
digitale *col *digitale: siete più bravi di me, le intelligenze di nexa,
l'intelligenza collettiva di nexa non può limitarsi alla "parola", ha
il *dovere
in questa lista molte persone, ritengo, possono portare esperienze
sconfortanti. fa bene un po' di gruppo di autoaiuto, come insegna anche
il miglior femminismo, fa bene raccontarsi le proprie esperienze.
Jan. 25, 2025
Re: [nexa] I tecno-baroni vogliono rovesciare la democrazia, riformiamo i social
by Marco A. Calamari
On ven, 2025-01-24 at 18:19 +0100, karlessi wrote:
> > Date: Fri, 24 Jan 2025 16:47:15 +0100
> > From: alessandro marzocchi <alemarzoc(a)gmail.com>
> > To: nexa <nexa(a)server-nexa.polito.it>
> > Subject: Re: [nexa] I tecno-baroni vogliono rovesciare la democrazia,
> > riformiamo i social
> > Message-ID:
> > <CAG5xczeSMXL3Nx+msxhnnG9BC5_ZJzSg7pGExJRfCWSiiwqSMw(a)mail.gmail.com>
> > Content-Type: text/plain; charset="utf-8"
> >
> > E' sconsolante leggere parole come queste di Beppe Attardi, ed altre simili
> > abbiamo letto qui su Nexa.
>
> già!
>
> > Lamentarsi è inutile. Abbiamo criticato anche ""Trump lauds $500BN ..."",
> > abbiamo già dimenticato la proposta di Damiano Verzulli:
> > ""
> > stilare un sintetico "manifesto" (1 x A4) che NEXA (il Centro NEXA),
...
>
>
> è un'ottima idea. ma c'è tanto lavoro da fare, chi lavora? scusate ma
> siccome sono abituato che poi la manovella c'è sempre chi deve girarla,
> altro che automazione! ma certo, sì, ci sta, avanti tutta, dopodiché una
> chiosa:
>
> IMHO Mastodon è una pezza, non LA soluzione, ma cmq meglio di niente :D
Buongiorno a tutti,
Mastodon e "dare l'esempio" sono ovviamente passi nella direzione giusta,
ma anche io sono d'accordo che bisogna essere realistici: c'è da lavorare.
Una persona che non mi stima più ma che io continuo a stimare mi disse
una volta, quasi quaranta anni fa.
"Non bisogna proporre agli altri iniziative che non sei in grado poi di
portare avanti da solo."
Dare l'esempio è utile, forse necessario, ma per partire serenamente
bisogna essere in grado, quando ti volterai un attimo indietro e scoprirai
che non c'è nessuno, di poter continuare, serenamente e con le energie
necessarie, in attesa che altri si associno.
E' perché nessuno si preoccupa della durata e della sostenibilità
che la storia dei movimenti hacker e degli eretici tecnologici è
piena di scheletri di iniziative bellissime morte di inedia.
Io, nel mio piccolo, poiché tra poco compirò 70 anni, sto occupandomi
di conservazione, sia proponendo un'iniziativa ... :-) ...che preoccupandomi
di far durare alcune cose, siti e similia quando non ci sarò più.
Per lo stesso motivo, quando si decide di partire in una nuova, giusta, bella,
iniziativa dimostrativa bisogna anche preoccuparsi subito di queste cose.
JM2C. Marco
>
> > https://server-nexa.polito.it/pipermail/nexa/2025-January/053948.html
> > ""
> > Neppure ricordo una mia antica proposta di alfabetizzazione, educazione *al*
> > digitale *col *digitale: siete più bravi di me, le intelligenze di nexa,
> > l'intelligenza collettiva di nexa non può limitarsi alla "parola", ha
> > il *dovere
>
> in questa lista molte persone, ritengo, possono portare esperienze
> sconfortanti. fa bene un po' di gruppo di autoaiuto, come insegna anche
> il miglior femminismo, fa bene raccontarsi le proprie esperienze.
Jan. 25, 2025
Re: [nexa] I tecno-baroni vogliono rovesciare la democrazia, riformiamo i social
by Guido Vetere
un esempio di quello che potrebbe e dovrebbe accadere lo offre Arianna
Ciccone (Valigia blu):
https://www.valigiablu.it/facebook-instagram-x-social-valigia-blu
Ma il tema allora diventa quello dell'integrazione: come ricostruire lo
'spazio euclideo' delle piattaforme centralizzate da un pulviscolo di
comunità indipendenti?
G.
Il Ven 24 Gen 2025, 18:19 karlessi <karlessi(a)alekos.net> ha scritto:
> > Date: Fri, 24 Jan 2025 16:47:15 +0100
> > From: alessandro marzocchi <alemarzoc(a)gmail.com>
> > To: nexa <nexa(a)server-nexa.polito.it>
> > Subject: Re: [nexa] I tecno-baroni vogliono rovesciare la democrazia,
> > riformiamo i social
> > Message-ID:
> > <
> CAG5xczeSMXL3Nx+msxhnnG9BC5_ZJzSg7pGExJRfCWSiiwqSMw(a)mail.gmail.com>
> > Content-Type: text/plain; charset="utf-8"
> >
> > E' sconsolante leggere parole come queste di Beppe Attardi, ed altre
> simili
> > abbiamo letto qui su Nexa.
>
> già!
>
> > Lamentarsi è inutile. Abbiamo criticato anche ""Trump lauds $500BN ..."",
> > abbiamo già dimenticato la proposta di Damiano Verzulli:
> > ""
> > stilare un sintetico "manifesto" (1 x A4) che NEXA (il Centro NEXA),
> > supportato dai membri della sua community (chi, in questa lista, vuole
> > metterci nome e cognome), indirizza principalmente a tutti gli Enti di
> > Ricerca (in primis, Atenei [....perché hanno 'studenti'; non per altro])
> > proponendo loro, sulla falsariga di quanto fatto altrove, in Europa, di
> > abbandonare i social USA + tirare su istanze mastodon dedicate (vedi
> > esperienza di SURF, in Olanda), offrendosi di supportate l'installazione
> > dei software (attraverso tool di automazione open-source e
> > ultra-collaudati) e, in subordine, di supportare i tecnici periferici nel
> > setup materiale.
> > Chiaramente Nexa dovrebbe eliminare i propri account e... far partire
> > un'istanza mastodon … preliminarmente ... altrimenti la cosa non ha molto
> > senso
>
> è un'ottima idea. ma c'è tanto lavoro da fare, chi lavora? scusate ma
> siccome sono abituato che poi la manovella c'è sempre chi deve girarla,
> altro che automazione! ma certo, sì, ci sta, avanti tutta, dopodiché una
> chiosa:
>
> IMHO Mastodon è una pezza, non LA soluzione, ma cmq meglio di niente :D
>
> > https://server-nexa.polito.it/pipermail/nexa/2025-January/053948.html
> > ""
> > Neppure ricordo una mia antica proposta di alfabetizzazione, educazione
> *al*
> > digitale *col *digitale: siete più bravi di me, le intelligenze di nexa,
> > l'intelligenza collettiva di nexa non può limitarsi alla "parola", ha
> > il *dovere
>
> in questa lista molte persone, ritengo, possono portare esperienze
> sconfortanti. fa bene un po' di gruppo di autoaiuto, come insegna anche
> il miglior femminismo, fa bene raccontarsi le proprie esperienze.
>
> una delle mie esperienze sconfortanti: quindici anni fa ho scritto un
> libro pubblicato in quattro lingue (italiano, castigliano, inglese,
> francese), da case editrici anche non microscopiche, dal titolo
> "Nell'acquario di facebook. La resistibile ascesa
> dell'anarco-capitalismo". Ora pare che anche i progressisti di governo
> abbiano compreso quel che ci pareva ovvio allora: che miliardari
> sociopatici avidi di immortalità stavano scalando le democrazie
> (neo)liberali.
>
> e che le tecnologie sono politiche. Hanno implicazioni politiche
> concrete perché sono, anche, fatti sociali. Beh, quindici anni per
> arrivarci, poteva andare peggio :PP ma cmq c'è ancora chi sostiene che
> le criptomonete sono "uno strumento", e non hanno nulla a che fare con
> una visione politica à la Hayek. Hayek: uno che passa per liberale:
> nient'affatto, è l'ispiratore dei broligarchi, o tecno-baroni, o
> TESCREAL, o più chiaramente libertariani sociopatici miliardari. "si
> possono usare bene, dipende da come le usi", continuo a sentire. come
> no. chiediamo a ChatGPT cosa ne "pensa", così intanto bruciamo qualche
> foresta. c'è da disertare, nient'altro, dismettere tutto ciò, in massa.
>
> > civico di andare oltre la parola, di fare*, accettando il rischio
> > d'insuccesso.
> > Terra terra, tutti i difetti del digitale cominciano dalla sua difficoltà
> > ad essere capito, è da applaudire ogni impegno per avvicinare l'umano a
> > questo artefatto, e viceversa.
> > In concreto e rispettosamente:
> > * sollecito una risposta di nexa alla proposta di Damiano Verzulli, non
> > giudico utilità, realizzabilità della proposta di Damiano, a me pare
> > positiva ma sono convinto che Damiano sarà il primo a dare disponibilità
> > anche per altro.
> > ** sollecito altri contributi individuali per "fare", siamo tutti
> > consapevoli dei nostri limiti in confronto a $500BN.
>
> ok raccolgo la sollecitazione: fine della pars destruens!
>
> rispetto al fare, mi preme sottolineare che negli ultimi 30 anni (da
> quando ne ho memoria io. senz'altro ce ne sono altre) ci sono state
> molte iniziative di grande successo. per me e per tante altre persone.
> ne cito alcune: A/I (Autistici/Inventati); framasoft; riseup.net,
> archive.org e tralascio le miriadi di iniziative più locali, ma molto
> internazionaliste, che come le precedenti non hanno bisogno di
> pubblicità, ma di braccia, menti e cuori per fare, per diffondere
> autonomia, autogestione e capacità di fare insieme.
>
> le università, screditate da decenni di immobilismo, nepotismo,
> arrivismo, selezione dei più mediocri per le posizioni apicali, ecc.
> sono diventate irrilevanti? forse. senz'altro nelle università non ci va
> (più) chi vuol far carriera: meglio il privato, e meglio università non
> europee, di certo non italiane, per quanto anche negli USA e altrove non
> si può dire che stiano messe bene quanto ad autonomia: tutti a
> pubblicare cose inutili o morire...
>
> ebbene, anche nelle università, come nelle scuole e in tutti i comparti
> pubblici e privati di questo paese e altrove, sono le persone che fanno
> e fanno andare avanti le cose, a prescindere dalle leggi e politiche
> "ufficiali". anzi: NONOSTANTE le leggi e le politiche ufficiali sempre
> più deliranti, guerrafondaie e suicide.
>
> questa è un'eccellente notizia: perché queste persone, che continuano a
> essere la maggioranza di chi fa, anche se non fanno notizia e sono
> frustrate da burocrazie deliranti, impoverite e bullizzate da prepotenti
> forti con i deboli e deboli con i forti in gerarchie sempre più
> ossificate... queste persone hanno continuato e continuano tuttora,
> nonostante tutto, a darsi una mano fra loro e a fare del loro meglio. e
> SONO la maggioranza. neanche troppo silenziosa: cmq fanno cose.
>
> quindi c'è un enorme potenziale, ora che è chiaro anche al povero
> Sanchez (al suo posto non ci so stare...) che le persone sono in balia
> di domini altri e non solo dei governi come il suo. Ma, povero Sanchez
> che si sente difensore della democrazia (eh no, sono le persone che
> fanno la democrazia, non i governanti...), non se ne esce certo facendo
> loro schedare ulteriormente i cittadini: ci manca solo che i social
> diventano pure come l'anagrafe pubblica, ma gestita dalle multinazionali!
>
> in Europa, in Italia, ragazze e ragazzi nelle scuole non vedono l'ora di
> farla finita con Google Classrom. con le notifiche pressanti degli
> smartphone. I loro insegnanti forse anche, ma perlopiù sono avviliti e
> mancano di coraggio... evitiamo le derive proibizioniste e strutturiamo
> proposte concrete. In cui le persone si riprendano in mano il potere di
> fare le cose: hanno in tasca delle macchine cibernetiche potentissime,
> ci sono reti interconnesse ovunque più o meno aperte e accessibili
> (ancora per quanto?), vietare è suicida. Regolamentare: ma non
> dall'alto: le persone, fra loro, nel loro gruppo, famiglia, lavoro.
> Moltissime persone lo fanno già. Hanno bisogno di una spinta, aiuto,
> possibilità e anche di un sintetico manifesto, perché no. una cosa di
> massima, non prescrittiva, ma chiara. Le persone continuano a fidarsi
> dei GAFAM perché non si fidano le une delle altre, e tantomeno dei
> governi e delle istituzioni, proprio come i minori non si fidano degli
> adulti che passano il tempo sui social e vogliono vietarli a loro:
> perché dovrebbero fidarsi? eppure... come i "minori" vedono e soffrono
> le contraddizioni, e si ribellano a modo loro (magari non escono più di
> casa, dalla stanza, mangiano e vomitano, ecc.), perché non vogliono
> obbedire a un mondo adulto delirante,
>
> così anche cooperanti nelle cooperative, associati nelle associazioni,
> sindacalisti nei sindacati, studenti e professori nelle università - e
> aziende, ospedali, pubbliche amministrazioni: c'è un sacco di gente che
> ne ha piene le tasche di obbedire. E se il miglior momento per cambiare
> le cose è senz'altro passato, ieri, in quel passato (mitico) che tanto
> piace ricordare, in quel passato di quando si son fatti tentativi
> frustrati... il secondo miglior momento è senz'altro ADESSO.
>
> lunedì presso IUAV / Venezia ho tenuto una "lezione" con decine di
> studenti di design che hanno scoperto che la loro università è afflitta
> da illegalismo grave (Google Suite + Microsoft), getta al vento i loro
> soldi oltre che regalare i loro dati e violare la loro privacy e li
> costringe a usare piattaforme disfunzionali (vedi alla voce "Cineca".
> dicunt.). Lo sapevano già, lo sospettavano: ho solo messo insieme i
> puntini che già conoscevano, insieme al fatto che in quanto designer,
> sono i loro colleghi più grandicelli ad aver disegnato le piattaforme di
> autoabuso di massa che oggi si vorrebbe bandire per legge...
>
> Così, visto che volevano "risposte pratiche", per evitare la solita
> accusa di "vabbè ma tu sei un nerd privilegiato, noi abbiamo cose
> concrete da fare", ho mostrato loro un'istanza di Subsai
> https://github.com/abdeladim-s/subsai perché una delle loro necessità è
> sbobinare cose e fare sottotitoli: sì, quei modelli sono chiusi, come
> tutti quelli funzionanti al momento, del resto. No, almeno non usano
> roba dall'altra parte dell'oceano gestita in trumplandia: hanno imparato
> che possono farselo sul loro computer, e magari "imporre" all'università
> di strutturare servizi analoghi. è poco? certo. ma non è nulla. anzi: è
> tutto ciò che serve. e che le istituzioni la smettano con i deliri
> tecnoburocratici di asservimento al potente di turno.
>
> chi ha potere, lo usi. chi non ce l'ha, se lo prenda. noi continueremo a
> diffonderlo. questo è hacking.
>
> grazie per l'occasione
>
> scusate s'è fatto tardi e c'è molto da fare :D
>
> k.
>
>
> >
> > Cordialmente
> > Duccio (Alessandro Marzocchi)
> >
> >
> > Il giorno ven 24 gen 2025 alle ore 16:00 <
> nexa-request(a)server-nexa.polito.it>
> > ha scritto:
> > From: Giuseppe Attardi <attardi(a)di.unipi.it>
> > Subject: Re: [nexa] I tecno-baroni vogliono rovesciare la democrazia,
> > riformiamo i social
> >
> >> Proprio così.
> >> Ma si continua a frignare, fare convegni, scrivere rapporti per
> analizzare
> >> i fallimenti (tipo Draghi), disquisire su domande alla Marzullo (tipo se
> >> sia meglio un social o un altro, se i social cambiano noi o noi che
> >> cambiamo i social, se la tecnologia sia neutrale o la neutralità ci
> rende
> >> complici).
> >> Ho provato per diversi anni a realizzare servizi in casa per le
> >> università, come sanno Bregni e Verzulli: l’università di Pisa per anni
> >> aveva il propio mail server fatto in casa, il GARR aveva un cloud
> pubblico
> >> federato basato tutto su sw Open Source.
> >> Ma quando cercavo il coinvolgimento sia di colleghi che dei dirigenti
> >> universitari (con unica eccezione il Poli di Torino), la risposta è
> sempre
> >> stata negativa: chi ce lo fa fare, se tanto i servizi ce li danno
> gratis e
> >> sono fatti in modo professionale e intanto posso licenziare i
> sistemisti.
> >> Poi i servizi hanno smesso di essere gratis: tre anni fa Google è
> venuta a
> >> presentare il conto del servizio Google Workspace for Education e
> Microsoft
> >> per i servizi tra cui Exchange per la posta. L’università di Pisa paga
> >> centinaia di migliaia di euro l’anno a entrambe e più o meno lo stesso
> >> fanno le altre 70 università.
> >> Mettendo assieme tutte le spese, le università avrebbero potuto avere
> >> servizi digitali comuni gestiti in proprio.
> >> Purtroppo la vera conclusione è che preferiamo essere schiavi di un
> >> padrone che pensa a tutto lui, piuttosto che faticare per guadagnarci la
> >> nostra libertà.
> >> — Beppe
> >>> On 24 Jan 2025, at 15:26, nexa-request(a)server-nexa.polito.it wrote:
> >>> From: Guido Vetere <vetere.guido(a)gmail.com <mailto:
> >> vetere.guido(a)gmail.com>>
> >>> To: abregni <abregni(a)iperv.it <mailto:abregni@iperv.it>>
> >>> Cc: Antonio <antonio(a)piumarossa.it <mailto:antonio@piumarossa.it>>,
> >> nexa(a)server-nexa.polito.it <mailto:nexa@server-nexa.polito.it>
> >>> Subject: Re: [nexa] I tecno-baroni vogliono rovesciare la democrazia,
> >>> riformiamo i social
> >>> Message-ID:
> >>> <CAD3hHB4_MgtU4YtzqEjzP8KmpuQECQkkbF=
> >> j92-BEHF0DU3Xdw(a)mail.gmail.com <mailto:
> CAD3hHB4_MgtU4YtzqEjzP8KmpuQECQkkbF
> >> =j92-BEHF0DU3Xdw(a)mail.gmail.com>>
> >>> Content-Type: text/plain; charset="UTF-8"
> >>>
> >>> Se ho capito bene, le tre proposte di Sanchez sono :
> >>> - Certificazione dell'identità (facile da aggirare)
> >>> - Moderazione e factchecking (ha già fallito)
> >>> - Responsabilità penale della piattaforma sui contenuti degli utenti
> >>> (giuridicamente assurda)
> >>>
> >>> Ma davvero questo è tutto quello che la 'sinistra' europea riesce a
> >> elaborare?
> >>> Il problema delle piattaforme sociali non è la qualità dei loro
> >>> contenuti, ma il fatto che sono monopolizzate.
> >>> L'Europa avrebbe dovuto favorire la nascita di social decentralizzati
> >>> e interoperabili, finanziando infrastrutture e provider indipendenti,
> >>> invece di organizzare simposi con i lobbisti yankee.
> >>> E adesso tutti a frignare e a dire caxxate ai convegni.
> >>>
> >>> G.
> >>>
> >>>
> >>>
> >>> On Fri, 24 Jan 2025 at 14:26, abregni <abregni(a)iperv.it <mailto:
> >> abregni(a)iperv.it>> wrote:
> >>>>
> >>>> Ciao.
> >>>>
> >>>> La soluzione -- come al solito, al di fuori della comune definizione
> del
> >>>> problema (i social ci avrebbero fatto un baffo) -- ci sarebbe stata,
> >>>> ...con un "cortocircuito epocale" fra tecnologia e democrazia:
> >>>> http://www.ybnd.eu/docs/Mat_fibra.pdf
> >>>>
> >>>> Per 5 anni, dal 2008 al 2013, ho provato a far passare l'idea:
> >>>> - Sui media, mi hanno dato uno spazietto su Report, ho avuto una bella
> >>>> chiosa da parte della Gabanelli, e c'è stata una citazione sul
> Corriere
> >>>> della Sera;
> >>>> - Lato società, invece, ho trovato a) muri di gomma persino in ambito
> >>>> universitario, e b) gente che o vedeva nell'idea la possibilità di un
> >>>> tornaconto (e non era quello lo spirito), oppure nessuna voglia di
> >>>> alzare il sedere dalla sedia per provare a cambiare in meglio il
> proprio
> >>>> futuro (purtroppo, l'aveva già detto Tocqueville nel 1840 che sarebbe
> >>>> finita così, ...la democrazia).
> >>>> Il 2025-01-24 12:58 Antonio ha scritto:
> >>>>> All'inizio degli anni 2000 i social media hanno iniziato a prosperare
> >>>>> con la promessa di unire le persone e rafforzare le nostre
> democrazie.
> >>>>> Sulla base di questa promessa le istituzioni pubbliche, le aziende e
> il
> >>>>> pubblico si sono uniti ai social media, che hanno permesso alle
> persone
> >>>>> di interagire al di là delle distanze fisiche. Ma gli aspetti
> negativi
> >>>>> sono ormai chiari, dice Sánchez, paragonandoli a "invasori nascosti
> nel
> >>>>> corpo di un cavallo di Troia". Sánchez si è scagliato contro i tecno
> >>>>> miliardari, affermando che si è verificata una concentrazione di
> >>>>> ricchezza e potere nelle mani di pochi, "a scapito della nostra
> salute
> >>>>> mentale e delle nostre democrazie".
> >>>>>
> >>>>> A.
> >>>>>
> >>>>>
> >>
> https://www.rainews.it/articoli/2025/01/davos-pedro-sanchez-i-tecno-miliard…
> >>>>>
> >>>>> https://www.youtube.com/watch?v=SCDD2pwe5O4
> >>>
> >>
> >>
Jan. 25, 2025
Re: [nexa] I tecno-baroni vogliono rovesciare la democrazia, riformiamo i social
by karlessi
> Date: Fri, 24 Jan 2025 16:47:15 +0100
> From: alessandro marzocchi <alemarzoc(a)gmail.com>
> To: nexa <nexa(a)server-nexa.polito.it>
> Subject: Re: [nexa] I tecno-baroni vogliono rovesciare la democrazia,
> riformiamo i social
> Message-ID:
> <CAG5xczeSMXL3Nx+msxhnnG9BC5_ZJzSg7pGExJRfCWSiiwqSMw(a)mail.gmail.com>
> Content-Type: text/plain; charset="utf-8"
>
> E' sconsolante leggere parole come queste di Beppe Attardi, ed altre simili
> abbiamo letto qui su Nexa.
già!
> Lamentarsi è inutile. Abbiamo criticato anche ""Trump lauds $500BN ..."",
> abbiamo già dimenticato la proposta di Damiano Verzulli:
> ""
> stilare un sintetico "manifesto" (1 x A4) che NEXA (il Centro NEXA),
> supportato dai membri della sua community (chi, in questa lista, vuole
> metterci nome e cognome), indirizza principalmente a tutti gli Enti di
> Ricerca (in primis, Atenei [....perché hanno 'studenti'; non per altro])
> proponendo loro, sulla falsariga di quanto fatto altrove, in Europa, di
> abbandonare i social USA + tirare su istanze mastodon dedicate (vedi
> esperienza di SURF, in Olanda), offrendosi di supportate l'installazione
> dei software (attraverso tool di automazione open-source e
> ultra-collaudati) e, in subordine, di supportare i tecnici periferici nel
> setup materiale.
> Chiaramente Nexa dovrebbe eliminare i propri account e... far partire
> un'istanza mastodon … preliminarmente ... altrimenti la cosa non ha molto
> senso
è un'ottima idea. ma c'è tanto lavoro da fare, chi lavora? scusate ma
siccome sono abituato che poi la manovella c'è sempre chi deve girarla,
altro che automazione! ma certo, sì, ci sta, avanti tutta, dopodiché una
chiosa:
IMHO Mastodon è una pezza, non LA soluzione, ma cmq meglio di niente :D
> https://server-nexa.polito.it/pipermail/nexa/2025-January/053948.html
> ""
> Neppure ricordo una mia antica proposta di alfabetizzazione, educazione *al*
> digitale *col *digitale: siete più bravi di me, le intelligenze di nexa,
> l'intelligenza collettiva di nexa non può limitarsi alla "parola", ha
> il *dovere
in questa lista molte persone, ritengo, possono portare esperienze
sconfortanti. fa bene un po' di gruppo di autoaiuto, come insegna anche
il miglior femminismo, fa bene raccontarsi le proprie esperienze.
una delle mie esperienze sconfortanti: quindici anni fa ho scritto un
libro pubblicato in quattro lingue (italiano, castigliano, inglese,
francese), da case editrici anche non microscopiche, dal titolo
"Nell'acquario di facebook. La resistibile ascesa
dell'anarco-capitalismo". Ora pare che anche i progressisti di governo
abbiano compreso quel che ci pareva ovvio allora: che miliardari
sociopatici avidi di immortalità stavano scalando le democrazie
(neo)liberali.
e che le tecnologie sono politiche. Hanno implicazioni politiche
concrete perché sono, anche, fatti sociali. Beh, quindici anni per
arrivarci, poteva andare peggio :PP ma cmq c'è ancora chi sostiene che
le criptomonete sono "uno strumento", e non hanno nulla a che fare con
una visione politica à la Hayek. Hayek: uno che passa per liberale:
nient'affatto, è l'ispiratore dei broligarchi, o tecno-baroni, o
TESCREAL, o più chiaramente libertariani sociopatici miliardari. "si
possono usare bene, dipende da come le usi", continuo a sentire. come
no. chiediamo a ChatGPT cosa ne "pensa", così intanto bruciamo qualche
foresta. c'è da disertare, nient'altro, dismettere tutto ciò, in massa.
> civico di andare oltre la parola, di fare*, accettando il rischio
> d'insuccesso.
> Terra terra, tutti i difetti del digitale cominciano dalla sua difficoltà
> ad essere capito, è da applaudire ogni impegno per avvicinare l'umano a
> questo artefatto, e viceversa.
> In concreto e rispettosamente:
> * sollecito una risposta di nexa alla proposta di Damiano Verzulli, non
> giudico utilità, realizzabilità della proposta di Damiano, a me pare
> positiva ma sono convinto che Damiano sarà il primo a dare disponibilità
> anche per altro.
> ** sollecito altri contributi individuali per "fare", siamo tutti
> consapevoli dei nostri limiti in confronto a $500BN.
ok raccolgo la sollecitazione: fine della pars destruens!
rispetto al fare, mi preme sottolineare che negli ultimi 30 anni (da
quando ne ho memoria io. senz'altro ce ne sono altre) ci sono state
molte iniziative di grande successo. per me e per tante altre persone.
ne cito alcune: A/I (Autistici/Inventati); framasoft; riseup.net,
archive.org e tralascio le miriadi di iniziative più locali, ma molto
internazionaliste, che come le precedenti non hanno bisogno di
pubblicità, ma di braccia, menti e cuori per fare, per diffondere
autonomia, autogestione e capacità di fare insieme.
le università, screditate da decenni di immobilismo, nepotismo,
arrivismo, selezione dei più mediocri per le posizioni apicali, ecc.
sono diventate irrilevanti? forse. senz'altro nelle università non ci va
(più) chi vuol far carriera: meglio il privato, e meglio università non
europee, di certo non italiane, per quanto anche negli USA e altrove non
si può dire che stiano messe bene quanto ad autonomia: tutti a
pubblicare cose inutili o morire...
ebbene, anche nelle università, come nelle scuole e in tutti i comparti
pubblici e privati di questo paese e altrove, sono le persone che fanno
e fanno andare avanti le cose, a prescindere dalle leggi e politiche
"ufficiali". anzi: NONOSTANTE le leggi e le politiche ufficiali sempre
più deliranti, guerrafondaie e suicide.
questa è un'eccellente notizia: perché queste persone, che continuano a
essere la maggioranza di chi fa, anche se non fanno notizia e sono
frustrate da burocrazie deliranti, impoverite e bullizzate da prepotenti
forti con i deboli e deboli con i forti in gerarchie sempre più
ossificate... queste persone hanno continuato e continuano tuttora,
nonostante tutto, a darsi una mano fra loro e a fare del loro meglio. e
SONO la maggioranza. neanche troppo silenziosa: cmq fanno cose.
quindi c'è un enorme potenziale, ora che è chiaro anche al povero
Sanchez (al suo posto non ci so stare...) che le persone sono in balia
di domini altri e non solo dei governi come il suo. Ma, povero Sanchez
che si sente difensore della democrazia (eh no, sono le persone che
fanno la democrazia, non i governanti...), non se ne esce certo facendo
loro schedare ulteriormente i cittadini: ci manca solo che i social
diventano pure come l'anagrafe pubblica, ma gestita dalle multinazionali!
in Europa, in Italia, ragazze e ragazzi nelle scuole non vedono l'ora di
farla finita con Google Classrom. con le notifiche pressanti degli
smartphone. I loro insegnanti forse anche, ma perlopiù sono avviliti e
mancano di coraggio... evitiamo le derive proibizioniste e strutturiamo
proposte concrete. In cui le persone si riprendano in mano il potere di
fare le cose: hanno in tasca delle macchine cibernetiche potentissime,
ci sono reti interconnesse ovunque più o meno aperte e accessibili
(ancora per quanto?), vietare è suicida. Regolamentare: ma non
dall'alto: le persone, fra loro, nel loro gruppo, famiglia, lavoro.
Moltissime persone lo fanno già. Hanno bisogno di una spinta, aiuto,
possibilità e anche di un sintetico manifesto, perché no. una cosa di
massima, non prescrittiva, ma chiara. Le persone continuano a fidarsi
dei GAFAM perché non si fidano le une delle altre, e tantomeno dei
governi e delle istituzioni, proprio come i minori non si fidano degli
adulti che passano il tempo sui social e vogliono vietarli a loro:
perché dovrebbero fidarsi? eppure... come i "minori" vedono e soffrono
le contraddizioni, e si ribellano a modo loro (magari non escono più di
casa, dalla stanza, mangiano e vomitano, ecc.), perché non vogliono
obbedire a un mondo adulto delirante,
così anche cooperanti nelle cooperative, associati nelle associazioni,
sindacalisti nei sindacati, studenti e professori nelle università - e
aziende, ospedali, pubbliche amministrazioni: c'è un sacco di gente che
ne ha piene le tasche di obbedire. E se il miglior momento per cambiare
le cose è senz'altro passato, ieri, in quel passato (mitico) che tanto
piace ricordare, in quel passato di quando si son fatti tentativi
frustrati... il secondo miglior momento è senz'altro ADESSO.
lunedì presso IUAV / Venezia ho tenuto una "lezione" con decine di
studenti di design che hanno scoperto che la loro università è afflitta
da illegalismo grave (Google Suite + Microsoft), getta al vento i loro
soldi oltre che regalare i loro dati e violare la loro privacy e li
costringe a usare piattaforme disfunzionali (vedi alla voce "Cineca".
dicunt.). Lo sapevano già, lo sospettavano: ho solo messo insieme i
puntini che già conoscevano, insieme al fatto che in quanto designer,
sono i loro colleghi più grandicelli ad aver disegnato le piattaforme di
autoabuso di massa che oggi si vorrebbe bandire per legge...
Così, visto che volevano "risposte pratiche", per evitare la solita
accusa di "vabbè ma tu sei un nerd privilegiato, noi abbiamo cose
concrete da fare", ho mostrato loro un'istanza di Subsai
https://github.com/abdeladim-s/subsai perché una delle loro necessità è
sbobinare cose e fare sottotitoli: sì, quei modelli sono chiusi, come
tutti quelli funzionanti al momento, del resto. No, almeno non usano
roba dall'altra parte dell'oceano gestita in trumplandia: hanno imparato
che possono farselo sul loro computer, e magari "imporre" all'università
di strutturare servizi analoghi. è poco? certo. ma non è nulla. anzi: è
tutto ciò che serve. e che le istituzioni la smettano con i deliri
tecnoburocratici di asservimento al potente di turno.
chi ha potere, lo usi. chi non ce l'ha, se lo prenda. noi continueremo a
diffonderlo. questo è hacking.
grazie per l'occasione
scusate s'è fatto tardi e c'è molto da fare :D
k.
>
> Cordialmente
> Duccio (Alessandro Marzocchi)
>
>
> Il giorno ven 24 gen 2025 alle ore 16:00 <nexa-request(a)server-nexa.polito.it>
> ha scritto:
> From: Giuseppe Attardi <attardi(a)di.unipi.it>
> Subject: Re: [nexa] I tecno-baroni vogliono rovesciare la democrazia,
> riformiamo i social
>
>> Proprio così.
>> Ma si continua a frignare, fare convegni, scrivere rapporti per analizzare
>> i fallimenti (tipo Draghi), disquisire su domande alla Marzullo (tipo se
>> sia meglio un social o un altro, se i social cambiano noi o noi che
>> cambiamo i social, se la tecnologia sia neutrale o la neutralità ci rende
>> complici).
>> Ho provato per diversi anni a realizzare servizi in casa per le
>> università, come sanno Bregni e Verzulli: l’università di Pisa per anni
>> aveva il propio mail server fatto in casa, il GARR aveva un cloud pubblico
>> federato basato tutto su sw Open Source.
>> Ma quando cercavo il coinvolgimento sia di colleghi che dei dirigenti
>> universitari (con unica eccezione il Poli di Torino), la risposta è sempre
>> stata negativa: chi ce lo fa fare, se tanto i servizi ce li danno gratis e
>> sono fatti in modo professionale e intanto posso licenziare i sistemisti.
>> Poi i servizi hanno smesso di essere gratis: tre anni fa Google è venuta a
>> presentare il conto del servizio Google Workspace for Education e Microsoft
>> per i servizi tra cui Exchange per la posta. L’università di Pisa paga
>> centinaia di migliaia di euro l’anno a entrambe e più o meno lo stesso
>> fanno le altre 70 università.
>> Mettendo assieme tutte le spese, le università avrebbero potuto avere
>> servizi digitali comuni gestiti in proprio.
>> Purtroppo la vera conclusione è che preferiamo essere schiavi di un
>> padrone che pensa a tutto lui, piuttosto che faticare per guadagnarci la
>> nostra libertà.
>> — Beppe
>>> On 24 Jan 2025, at 15:26, nexa-request(a)server-nexa.polito.it wrote:
>>> From: Guido Vetere <vetere.guido(a)gmail.com <mailto:
>> vetere.guido(a)gmail.com>>
>>> To: abregni <abregni(a)iperv.it <mailto:abregni@iperv.it>>
>>> Cc: Antonio <antonio(a)piumarossa.it <mailto:antonio@piumarossa.it>>,
>> nexa(a)server-nexa.polito.it <mailto:nexa@server-nexa.polito.it>
>>> Subject: Re: [nexa] I tecno-baroni vogliono rovesciare la democrazia,
>>> riformiamo i social
>>> Message-ID:
>>> <CAD3hHB4_MgtU4YtzqEjzP8KmpuQECQkkbF=
>> j92-BEHF0DU3Xdw(a)mail.gmail.com <mailto:CAD3hHB4_MgtU4YtzqEjzP8KmpuQECQkkbF
>> =j92-BEHF0DU3Xdw(a)mail.gmail.com>>
>>> Content-Type: text/plain; charset="UTF-8"
>>>
>>> Se ho capito bene, le tre proposte di Sanchez sono :
>>> - Certificazione dell'identità (facile da aggirare)
>>> - Moderazione e factchecking (ha già fallito)
>>> - Responsabilità penale della piattaforma sui contenuti degli utenti
>>> (giuridicamente assurda)
>>>
>>> Ma davvero questo è tutto quello che la 'sinistra' europea riesce a
>> elaborare?
>>> Il problema delle piattaforme sociali non è la qualità dei loro
>>> contenuti, ma il fatto che sono monopolizzate.
>>> L'Europa avrebbe dovuto favorire la nascita di social decentralizzati
>>> e interoperabili, finanziando infrastrutture e provider indipendenti,
>>> invece di organizzare simposi con i lobbisti yankee.
>>> E adesso tutti a frignare e a dire caxxate ai convegni.
>>>
>>> G.
>>>
>>>
>>>
>>> On Fri, 24 Jan 2025 at 14:26, abregni <abregni(a)iperv.it <mailto:
>> abregni(a)iperv.it>> wrote:
>>>>
>>>> Ciao.
>>>>
>>>> La soluzione -- come al solito, al di fuori della comune definizione del
>>>> problema (i social ci avrebbero fatto un baffo) -- ci sarebbe stata,
>>>> ...con un "cortocircuito epocale" fra tecnologia e democrazia:
>>>> http://www.ybnd.eu/docs/Mat_fibra.pdf
>>>>
>>>> Per 5 anni, dal 2008 al 2013, ho provato a far passare l'idea:
>>>> - Sui media, mi hanno dato uno spazietto su Report, ho avuto una bella
>>>> chiosa da parte della Gabanelli, e c'è stata una citazione sul Corriere
>>>> della Sera;
>>>> - Lato società, invece, ho trovato a) muri di gomma persino in ambito
>>>> universitario, e b) gente che o vedeva nell'idea la possibilità di un
>>>> tornaconto (e non era quello lo spirito), oppure nessuna voglia di
>>>> alzare il sedere dalla sedia per provare a cambiare in meglio il proprio
>>>> futuro (purtroppo, l'aveva già detto Tocqueville nel 1840 che sarebbe
>>>> finita così, ...la democrazia).
>>>> Il 2025-01-24 12:58 Antonio ha scritto:
>>>>> All'inizio degli anni 2000 i social media hanno iniziato a prosperare
>>>>> con la promessa di unire le persone e rafforzare le nostre democrazie.
>>>>> Sulla base di questa promessa le istituzioni pubbliche, le aziende e il
>>>>> pubblico si sono uniti ai social media, che hanno permesso alle persone
>>>>> di interagire al di là delle distanze fisiche. Ma gli aspetti negativi
>>>>> sono ormai chiari, dice Sánchez, paragonandoli a "invasori nascosti nel
>>>>> corpo di un cavallo di Troia". Sánchez si è scagliato contro i tecno
>>>>> miliardari, affermando che si è verificata una concentrazione di
>>>>> ricchezza e potere nelle mani di pochi, "a scapito della nostra salute
>>>>> mentale e delle nostre democrazie".
>>>>>
>>>>> A.
>>>>>
>>>>>
>> https://www.rainews.it/articoli/2025/01/davos-pedro-sanchez-i-tecno-miliard…
>>>>>
>>>>> https://www.youtube.com/watch?v=SCDD2pwe5O4
>>>
>>
>>
Jan. 24, 2025
Re: [nexa] [Junk released by Allowed List] Re: I tecno-baroni vogliono rovesciare la democrazia, riformiamo i social
by Maria Chiara Pievatolo
On 24/01/25 16:47, alessandro marzocchi wrote:
> E' sconsolante leggere parole come queste di Beppe Attardi, ed altre
> simili abbiamo letto qui su Nexa.
> Lamentarsi è inutile. Abbiamo criticato anche ""Trump lauds
> $500BN ..."", abbiamo già dimenticato la proposta di Damiano Verzulli:
Ripeto, ormai da tempo, suggerimenti simili dovunque vado. E che mi
rispondono, almeno in Italia?
Niente. Semplicemente non mi rispondono.
Lagnarsi ora di Trump e Musk è come accorgersi che l'architettura
politica dell'impero romano è dispotica solo quando a Tito succede
Domiziano o a Marco Aurelio succede Commodo (*).
Perché ci si comporta come se fosse solo questione di imperatori buoni o
cattivi?(**) Forse perché chi prende le decisioni è talmente ingranato
in un sistema tendenzialmente dispotico da darlo per scontato, e da
trattare chi ne critica la struttura come un "ideologo" o un "luddista".
Saluto, romanamente (come di moda).
MCP
(*) Esempio non mio, ma di Kant
(https://btfp.sp.unipi.it/dida/kant_7/ar01s10.xhtml#ftn.dupan) il quale,
non potendo criticare esplicitamente la monarchia assoluta e la dinastia
Hohenzollern, la prendeva molto alla larga.
(**) Questione che a Roma credevano di poter risolvere col regicidio (il
cui equivalente informativo, in un certo senso, è la censura).
Jan. 24, 2025
Re: [nexa] I tecno-baroni vogliono rovesciare la democrazia, riformiamo i social
by Antonio
> L'Europa avrebbe dovuto favorire la nascita di social decentralizzati
> e interoperabili, finanziando infrastrutture e provider indipendenti,
> invece di organizzare simposi con i lobbisti yankee.
L'Europa?
Politici europei? Imprenditori europei? Burocrati europei? Scienziati europei? Accademici europei? Giornalisti europei?
A quale categoria di "europei" ti riferisci?
Il politico si "accorge" di qualcosa che riguarda la tecnologia solo quando ne parla la stampa o la televisione, oppure, come in questo caso, quando un tizio della Silicon Valley (portandosi dietro i suoi sodali) assurge a Deux ex machina della politica americana (e non solo).
Ma i "media" tradizionali dove sono stati nell'ultimo decennio?
Monica Maggioni, qualche giorno fa, faceva pubblicamente autocritica per "avere letto troppo poco in questi anni di quello che questi signori scrivevano e dicevano" [1].
La "catena" ideale dovrebbe essere:
1) Una stampa seria e indipendente che faccia le pulci, ad esempio, alle Big Tech, non appena questi perdano la bussola;
2) Un'opinione pubblica sensibilizzata dal "cane da guardia della democrazia" di cui al punto 1)
3) Una politica che, messa in azione dall'opinione pubblica, si attivi per finanziare infrastrutture e provider indipendenti con il mandato di favorire la nascita di social decentralizzati
C'è solo un piccolo problema ... Se la stampa di cui al punto 1) è nelle mani di pochissime mani, la catena si spezza al primo anello.
A.
[1] https://www.raiplay.it/video/2025/01/Il-cavallo-e-la-torre---Puntata-del-20…
Jan. 24, 2025
Re: [nexa] I tecno-baroni vogliono rovesciare la democrazia, riformiamo i social
by alessandro marzocchi
E' sconsolante leggere parole come queste di Beppe Attardi, ed altre simili
abbiamo letto qui su Nexa.
Lamentarsi è inutile. Abbiamo criticato anche ""Trump lauds $500BN ..."",
abbiamo già dimenticato la proposta di Damiano Verzulli:
""
stilare un sintetico "manifesto" (1 x A4) che NEXA (il Centro NEXA),
supportato dai membri della sua community (chi, in questa lista, vuole
metterci nome e cognome), indirizza principalmente a tutti gli Enti di
Ricerca (in primis, Atenei [....perché hanno 'studenti'; non per altro])
proponendo loro, sulla falsariga di quanto fatto altrove, in Europa, di
abbandonare i social USA + tirare su istanze mastodon dedicate (vedi
esperienza di SURF, in Olanda), offrendosi di supportate l'installazione
dei software (attraverso tool di automazione open-source e
ultra-collaudati) e, in subordine, di supportare i tecnici periferici nel
setup materiale.
Chiaramente Nexa dovrebbe eliminare i propri account e... far partire
un'istanza mastodon … preliminarmente ... altrimenti la cosa non ha molto
senso
https://server-nexa.polito.it/pipermail/nexa/2025-January/053948.html
""
Neppure ricordo una mia antica proposta di alfabetizzazione, educazione *al*
digitale *col *digitale: siete più bravi di me, le intelligenze di nexa,
l'intelligenza collettiva di nexa non può limitarsi alla "parola", ha
il *dovere
civico di andare oltre la parola, di fare*, accettando il rischio
d'insuccesso.
Terra terra, tutti i difetti del digitale cominciano dalla sua difficoltà
ad essere capito, è da applaudire ogni impegno per avvicinare l'umano a
questo artefatto, e viceversa.
In concreto e rispettosamente:
* sollecito una risposta di nexa alla proposta di Damiano Verzulli, non
giudico utilità, realizzabilità della proposta di Damiano, a me pare
positiva ma sono convinto che Damiano sarà il primo a dare disponibilità
anche per altro.
** sollecito altri contributi individuali per "fare", siamo tutti
consapevoli dei nostri limiti in confronto a $500BN.
Cordialmente
Duccio (Alessandro Marzocchi)
Il giorno ven 24 gen 2025 alle ore 16:00 <nexa-request(a)server-nexa.polito.it>
ha scritto:
From: Giuseppe Attardi <attardi(a)di.unipi.it>
Subject: Re: [nexa] I tecno-baroni vogliono rovesciare la democrazia,
riformiamo i social
> Proprio così.
> Ma si continua a frignare, fare convegni, scrivere rapporti per analizzare
> i fallimenti (tipo Draghi), disquisire su domande alla Marzullo (tipo se
> sia meglio un social o un altro, se i social cambiano noi o noi che
> cambiamo i social, se la tecnologia sia neutrale o la neutralità ci rende
> complici).
> Ho provato per diversi anni a realizzare servizi in casa per le
> università, come sanno Bregni e Verzulli: l’università di Pisa per anni
> aveva il propio mail server fatto in casa, il GARR aveva un cloud pubblico
> federato basato tutto su sw Open Source.
> Ma quando cercavo il coinvolgimento sia di colleghi che dei dirigenti
> universitari (con unica eccezione il Poli di Torino), la risposta è sempre
> stata negativa: chi ce lo fa fare, se tanto i servizi ce li danno gratis e
> sono fatti in modo professionale e intanto posso licenziare i sistemisti.
> Poi i servizi hanno smesso di essere gratis: tre anni fa Google è venuta a
> presentare il conto del servizio Google Workspace for Education e Microsoft
> per i servizi tra cui Exchange per la posta. L’università di Pisa paga
> centinaia di migliaia di euro l’anno a entrambe e più o meno lo stesso
> fanno le altre 70 università.
> Mettendo assieme tutte le spese, le università avrebbero potuto avere
> servizi digitali comuni gestiti in proprio.
> Purtroppo la vera conclusione è che preferiamo essere schiavi di un
> padrone che pensa a tutto lui, piuttosto che faticare per guadagnarci la
> nostra libertà.
> — Beppe
> > On 24 Jan 2025, at 15:26, nexa-request(a)server-nexa.polito.it wrote:
> > From: Guido Vetere <vetere.guido(a)gmail.com <mailto:
> vetere.guido(a)gmail.com>>
> > To: abregni <abregni(a)iperv.it <mailto:abregni@iperv.it>>
> > Cc: Antonio <antonio(a)piumarossa.it <mailto:antonio@piumarossa.it>>,
> nexa(a)server-nexa.polito.it <mailto:nexa@server-nexa.polito.it>
> > Subject: Re: [nexa] I tecno-baroni vogliono rovesciare la democrazia,
> > riformiamo i social
> > Message-ID:
> > <CAD3hHB4_MgtU4YtzqEjzP8KmpuQECQkkbF=
> j92-BEHF0DU3Xdw(a)mail.gmail.com <mailto:CAD3hHB4_MgtU4YtzqEjzP8KmpuQECQkkbF
> =j92-BEHF0DU3Xdw(a)mail.gmail.com>>
> > Content-Type: text/plain; charset="UTF-8"
> >
> > Se ho capito bene, le tre proposte di Sanchez sono :
> > - Certificazione dell'identità (facile da aggirare)
> > - Moderazione e factchecking (ha già fallito)
> > - Responsabilità penale della piattaforma sui contenuti degli utenti
> > (giuridicamente assurda)
> >
> > Ma davvero questo è tutto quello che la 'sinistra' europea riesce a
> elaborare?
> > Il problema delle piattaforme sociali non è la qualità dei loro
> > contenuti, ma il fatto che sono monopolizzate.
> > L'Europa avrebbe dovuto favorire la nascita di social decentralizzati
> > e interoperabili, finanziando infrastrutture e provider indipendenti,
> > invece di organizzare simposi con i lobbisti yankee.
> > E adesso tutti a frignare e a dire caxxate ai convegni.
> >
> > G.
> >
> >
> >
> > On Fri, 24 Jan 2025 at 14:26, abregni <abregni(a)iperv.it <mailto:
> abregni(a)iperv.it>> wrote:
> >>
> >> Ciao.
> >>
> >> La soluzione -- come al solito, al di fuori della comune definizione del
> >> problema (i social ci avrebbero fatto un baffo) -- ci sarebbe stata,
> >> ...con un "cortocircuito epocale" fra tecnologia e democrazia:
> >> http://www.ybnd.eu/docs/Mat_fibra.pdf
> >>
> >> Per 5 anni, dal 2008 al 2013, ho provato a far passare l'idea:
> >> - Sui media, mi hanno dato uno spazietto su Report, ho avuto una bella
> >> chiosa da parte della Gabanelli, e c'è stata una citazione sul Corriere
> >> della Sera;
> >> - Lato società, invece, ho trovato a) muri di gomma persino in ambito
> >> universitario, e b) gente che o vedeva nell'idea la possibilità di un
> >> tornaconto (e non era quello lo spirito), oppure nessuna voglia di
> >> alzare il sedere dalla sedia per provare a cambiare in meglio il proprio
> >> futuro (purtroppo, l'aveva già detto Tocqueville nel 1840 che sarebbe
> >> finita così, ...la democrazia).
> >> Il 2025-01-24 12:58 Antonio ha scritto:
> >>> All'inizio degli anni 2000 i social media hanno iniziato a prosperare
> >>> con la promessa di unire le persone e rafforzare le nostre democrazie.
> >>> Sulla base di questa promessa le istituzioni pubbliche, le aziende e il
> >>> pubblico si sono uniti ai social media, che hanno permesso alle persone
> >>> di interagire al di là delle distanze fisiche. Ma gli aspetti negativi
> >>> sono ormai chiari, dice Sánchez, paragonandoli a "invasori nascosti nel
> >>> corpo di un cavallo di Troia". Sánchez si è scagliato contro i tecno
> >>> miliardari, affermando che si è verificata una concentrazione di
> >>> ricchezza e potere nelle mani di pochi, "a scapito della nostra salute
> >>> mentale e delle nostre democrazie".
> >>>
> >>> A.
> >>>
> >>>
> https://www.rainews.it/articoli/2025/01/davos-pedro-sanchez-i-tecno-miliard…
> >>>
> >>> https://www.youtube.com/watch?v=SCDD2pwe5O4
> >
>
>
Jan. 24, 2025
Re: [nexa] I tecno-baroni vogliono rovesciare la democrazia, riformiamo i social
by abregni
> ...preferiamo essere schiavi di un padrone che pensa a tutto lui,
> piuttosto che faticare per guadagnarci la nostra libertà.
Troppo vero!
Che poi non ci sarebbe neanche troppo da "faticare": basterebbe solo
avere l'iniziativa di muoversi, perché la fatica non è nemmeno tanta.
Il punto è che basta un filo di benessere, e la paura istintiva di
andare a toccare lo status qui -- più gli interessi di gente invece ben
consapevole dall'altra parte (che l'ultima cosa che vuole è farsi
fregare l'orticello, o la sala giochi) -- perché nulla si muova.
Come ho scritto altrove, Tocqueville l'ha detto nel 1840 in un capitolo
del suo libro "La Democrazia in America" (che, quando ci ho messo gli
occhi sopra, ho giudicato "terrificante").
Il 2025-01-24 16:00 Giuseppe Attardi ha scritto:
> Proprio così.
>
> Ma si continua a frignare, fare convegni, scrivere rapporti per
> analizzare i fallimenti (tipo Draghi), disquisire su domande alla
> Marzullo (tipo se sia meglio un social o un altro, se i social
> cambiano noi o noi che cambiamo i social, se la tecnologia sia
> neutrale o la neutralità ci rende complici).
>
> Ho provato per diversi anni a realizzare servizi in casa per le
> università, come sanno Bregni e Verzulli: l’università di Pisa per
> anni aveva il propio mail server fatto in casa, il GARR aveva un cloud
> pubblico federato basato tutto su sw Open Source.
> Ma quando cercavo il coinvolgimento sia di colleghi che dei dirigenti
> universitari (con unica eccezione il Poli di Torino), la risposta è
> sempre stata negativa: chi ce lo fa fare, se tanto i servizi ce li
> danno gratis e sono fatti in modo professionale e intanto posso
> licenziare i sistemisti.
>
> Poi i servizi hanno smesso di essere gratis: tre anni fa Google è
> venuta a presentare il conto del servizio Google Workspace for
> Education e Microsoft per i servizi tra cui Exchange per la posta.
> L’università di Pisa paga centinaia di migliaia di euro l’anno a
> entrambe e più o meno lo stesso fanno le altre 70 università.
> Mettendo assieme tutte le spese, le università avrebbero potuto avere
> servizi digitali comuni gestiti in proprio.
>
> Purtroppo la vera conclusione è che preferiamo essere schiavi di un
> padrone che pensa a tutto lui, piuttosto che faticare per guadagnarci
> la nostra libertà.
>
> — Beppe
>
>> On 24 Jan 2025, at 15:26, nexa-request(a)server-nexa.polito.it wrote:
>> From: Guido Vetere <vetere.guido(a)gmail.com>
>> To: abregni <abregni(a)iperv.it>
>> Cc: Antonio <antonio(a)piumarossa.it>, nexa(a)server-nexa.polito.it
>> Subject: Re: [nexa] I tecno-baroni vogliono rovesciare la
>> democrazia,
>> riformiamo i social
>> Message-ID:
>> <CAD3hHB4_MgtU4YtzqEjzP8KmpuQECQkkbF=j92-BEHF0DU3Xdw(a)mail.gmail.com>
>> Content-Type: text/plain; charset="UTF-8"
>>
>> Se ho capito bene, le tre proposte di Sanchez sono :
>> - Certificazione dell'identità (facile da aggirare)
>> - Moderazione e factchecking (ha già fallito)
>> - Responsabilità penale della piattaforma sui contenuti degli
>> utenti
>> (giuridicamente assurda)
>>
>> Ma davvero questo è tutto quello che la 'sinistra' europea riesce a
>> elaborare?
>> Il problema delle piattaforme sociali non è la qualità dei loro
>> contenuti, ma il fatto che sono monopolizzate.
>> L'Europa avrebbe dovuto favorire la nascita di social
>> decentralizzati
>> e interoperabili, finanziando infrastrutture e provider
>> indipendenti,
>> invece di organizzare simposi con i lobbisti yankee.
>> E adesso tutti a frignare e a dire caxxate ai convegni.
>>
>> G.
>>
>> On Fri, 24 Jan 2025 at 14:26, abregni <abregni(a)iperv.it> wrote:
>>
>> Ciao.
>>
>> La soluzione -- come al solito, al di fuori della comune definizione
>> del
>> problema (i social ci avrebbero fatto un baffo) -- ci sarebbe stata,
>> ...con un "cortocircuito epocale" fra tecnologia e democrazia:
>> http://www.ybnd.eu/docs/Mat_fibra.pdf
>>
>> Per 5 anni, dal 2008 al 2013, ho provato a far passare l'idea:
>> - Sui media, mi hanno dato uno spazietto su Report, ho avuto una
>> bella
>> chiosa da parte della Gabanelli, e c'è stata una citazione sul
>> Corriere
>> della Sera;
>> - Lato società, invece, ho trovato a) muri di gomma persino in
>> ambito
>> universitario, e b) gente che o vedeva nell'idea la possibilità di
>> un
>> tornaconto (e non era quello lo spirito), oppure nessuna voglia di
>> alzare il sedere dalla sedia per provare a cambiare in meglio il
>> proprio
>> futuro (purtroppo, l'aveva già detto Tocqueville nel 1840 che
>> sarebbe
>> finita così, ...la democrazia).
>>
>> Il 2025-01-24 12:58 Antonio ha scritto:
>> All'inizio degli anni 2000 i social media hanno iniziato a
>> prosperare
>> con la promessa di unire le persone e rafforzare le nostre
>> democrazie.
>> Sulla base di questa promessa le istituzioni pubbliche, le aziende e
>> il
>> pubblico si sono uniti ai social media, che hanno permesso alle
>> persone
>> di interagire al di là delle distanze fisiche. Ma gli aspetti
>> negativi
>> sono ormai chiari, dice Sánchez, paragonandoli a "invasori nascosti
>> nel
>> corpo di un cavallo di Troia". Sánchez si è scagliato contro i
>> tecno
>> miliardari, affermando che si è verificata una concentrazione di
>> ricchezza e potere nelle mani di pochi, "a scapito della nostra
>> salute
>> mentale e delle nostre democrazie".
>>
>> A.
>>
>>
> https://www.rainews.it/articoli/2025/01/davos-pedro-sanchez-i-tecno-miliard…
>>
>> https://www.youtube.com/watch?v=SCDD2pwe5O4
Jan. 24, 2025
Re: [nexa] I tecno-baroni vogliono rovesciare la democrazia, riformiamo i social
by Giuseppe Attardi
Proprio così.
Ma si continua a frignare, fare convegni, scrivere rapporti per analizzare i fallimenti (tipo Draghi), disquisire su domande alla Marzullo (tipo se sia meglio un social o un altro, se i social cambiano noi o noi che cambiamo i social, se la tecnologia sia neutrale o la neutralità ci rende complici).
Ho provato per diversi anni a realizzare servizi in casa per le università, come sanno Bregni e Verzulli: l’università di Pisa per anni aveva il propio mail server fatto in casa, il GARR aveva un cloud pubblico federato basato tutto su sw Open Source.
Ma quando cercavo il coinvolgimento sia di colleghi che dei dirigenti universitari (con unica eccezione il Poli di Torino), la risposta è sempre stata negativa: chi ce lo fa fare, se tanto i servizi ce li danno gratis e sono fatti in modo professionale e intanto posso licenziare i sistemisti.
Poi i servizi hanno smesso di essere gratis: tre anni fa Google è venuta a presentare il conto del servizio Google Workspace for Education e Microsoft per i servizi tra cui Exchange per la posta. L’università di Pisa paga centinaia di migliaia di euro l’anno a entrambe e più o meno lo stesso fanno le altre 70 università.
Mettendo assieme tutte le spese, le università avrebbero potuto avere servizi digitali comuni gestiti in proprio.
Purtroppo la vera conclusione è che preferiamo essere schiavi di un padrone che pensa a tutto lui, piuttosto che faticare per guadagnarci la nostra libertà.
— Beppe
> On 24 Jan 2025, at 15:26, nexa-request(a)server-nexa.polito.it wrote:
>
> From: Guido Vetere <vetere.guido(a)gmail.com <mailto:vetere.guido@gmail.com>>
> To: abregni <abregni(a)iperv.it <mailto:abregni@iperv.it>>
> Cc: Antonio <antonio(a)piumarossa.it <mailto:antonio@piumarossa.it>>, nexa(a)server-nexa.polito.it <mailto:nexa@server-nexa.polito.it>
> Subject: Re: [nexa] I tecno-baroni vogliono rovesciare la democrazia,
> riformiamo i social
> Message-ID:
> <CAD3hHB4_MgtU4YtzqEjzP8KmpuQECQkkbF=j92-BEHF0DU3Xdw(a)mail.gmail.com <mailto:CAD3hHB4_MgtU4YtzqEjzP8KmpuQECQkkbF=j92-BEHF0DU3Xdw@mail.gmail.com>>
> Content-Type: text/plain; charset="UTF-8"
>
> Se ho capito bene, le tre proposte di Sanchez sono :
> - Certificazione dell'identità (facile da aggirare)
> - Moderazione e factchecking (ha già fallito)
> - Responsabilità penale della piattaforma sui contenuti degli utenti
> (giuridicamente assurda)
>
> Ma davvero questo è tutto quello che la 'sinistra' europea riesce a elaborare?
> Il problema delle piattaforme sociali non è la qualità dei loro
> contenuti, ma il fatto che sono monopolizzate.
> L'Europa avrebbe dovuto favorire la nascita di social decentralizzati
> e interoperabili, finanziando infrastrutture e provider indipendenti,
> invece di organizzare simposi con i lobbisti yankee.
> E adesso tutti a frignare e a dire caxxate ai convegni.
>
> G.
>
>
>
> On Fri, 24 Jan 2025 at 14:26, abregni <abregni(a)iperv.it <mailto:abregni@iperv.it>> wrote:
>>
>> Ciao.
>>
>> La soluzione -- come al solito, al di fuori della comune definizione del
>> problema (i social ci avrebbero fatto un baffo) -- ci sarebbe stata,
>> ...con un "cortocircuito epocale" fra tecnologia e democrazia:
>> http://www.ybnd.eu/docs/Mat_fibra.pdf
>>
>> Per 5 anni, dal 2008 al 2013, ho provato a far passare l'idea:
>> - Sui media, mi hanno dato uno spazietto su Report, ho avuto una bella
>> chiosa da parte della Gabanelli, e c'è stata una citazione sul Corriere
>> della Sera;
>> - Lato società, invece, ho trovato a) muri di gomma persino in ambito
>> universitario, e b) gente che o vedeva nell'idea la possibilità di un
>> tornaconto (e non era quello lo spirito), oppure nessuna voglia di
>> alzare il sedere dalla sedia per provare a cambiare in meglio il proprio
>> futuro (purtroppo, l'aveva già detto Tocqueville nel 1840 che sarebbe
>> finita così, ...la democrazia).
>>
>>
>>
>> Il 2025-01-24 12:58 Antonio ha scritto:
>>> All'inizio degli anni 2000 i social media hanno iniziato a prosperare
>>> con la promessa di unire le persone e rafforzare le nostre democrazie.
>>> Sulla base di questa promessa le istituzioni pubbliche, le aziende e il
>>> pubblico si sono uniti ai social media, che hanno permesso alle persone
>>> di interagire al di là delle distanze fisiche. Ma gli aspetti negativi
>>> sono ormai chiari, dice Sánchez, paragonandoli a "invasori nascosti nel
>>> corpo di un cavallo di Troia". Sánchez si è scagliato contro i tecno
>>> miliardari, affermando che si è verificata una concentrazione di
>>> ricchezza e potere nelle mani di pochi, "a scapito della nostra salute
>>> mentale e delle nostre democrazie".
>>>
>>> A.
>>>
>>> https://www.rainews.it/articoli/2025/01/davos-pedro-sanchez-i-tecno-miliard…
>>>
>>> https://www.youtube.com/watch?v=SCDD2pwe5O4
>
Jan. 24, 2025
Re: [nexa] I tecno-baroni vogliono rovesciare la democrazia, riformiamo i social
by abregni
Tragicamente, ...concordo.
Il 2025-01-24 15:17 Guido Vetere ha scritto:
> Se ho capito bene, le tre proposte di Sanchez sono :
> - Certificazione dell'identità (facile da aggirare)
> - Moderazione e factchecking (ha già fallito)
> - Responsabilità penale della piattaforma sui contenuti degli utenti
> (giuridicamente assurda)
>
> Ma davvero questo è tutto quello che la 'sinistra' europea riesce a
> elaborare?
> Il problema delle piattaforme sociali non è la qualità dei loro
> contenuti, ma il fatto che sono monopolizzate.
> L'Europa avrebbe dovuto favorire la nascita di social decentralizzati
> e interoperabili, finanziando infrastrutture e provider indipendenti,
> invece di organizzare simposi con i lobbisti yankee.
> E adesso tutti a frignare e a dire caxxate ai convegni.
>
> G.
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> On Fri, 24 Jan 2025 at 14:26, abregni <abregni(a)iperv.it> wrote:
>>
>> Ciao.
>>
>> La soluzione -- come al solito, al di fuori della comune definizione
>> del
>> problema (i social ci avrebbero fatto un baffo) -- ci sarebbe stata,
>> ...con un "cortocircuito epocale" fra tecnologia e democrazia:
>> http://www.ybnd.eu/docs/Mat_fibra.pdf
>>
>> Per 5 anni, dal 2008 al 2013, ho provato a far passare l'idea:
>> - Sui media, mi hanno dato uno spazietto su Report, ho avuto una bella
>> chiosa da parte della Gabanelli, e c'è stata una citazione sul
>> Corriere
>> della Sera;
>> - Lato società, invece, ho trovato a) muri di gomma persino in ambito
>> universitario, e b) gente che o vedeva nell'idea la possibilità di un
>> tornaconto (e non era quello lo spirito), oppure nessuna voglia di
>> alzare il sedere dalla sedia per provare a cambiare in meglio il
>> proprio
>> futuro (purtroppo, l'aveva già detto Tocqueville nel 1840 che sarebbe
>> finita così, ...la democrazia).
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>> Il 2025-01-24 12:58 Antonio ha scritto:
>> > All'inizio degli anni 2000 i social media hanno iniziato a prosperare
>> > con la promessa di unire le persone e rafforzare le nostre democrazie.
>> > Sulla base di questa promessa le istituzioni pubbliche, le aziende e il
>> > pubblico si sono uniti ai social media, che hanno permesso alle persone
>> > di interagire al di là delle distanze fisiche. Ma gli aspetti negativi
>> > sono ormai chiari, dice Sánchez, paragonandoli a "invasori nascosti nel
>> > corpo di un cavallo di Troia". Sánchez si è scagliato contro i tecno
>> > miliardari, affermando che si è verificata una concentrazione di
>> > ricchezza e potere nelle mani di pochi, "a scapito della nostra salute
>> > mentale e delle nostre democrazie".
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>> > A.
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Jan. 24, 2025