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Re: [nexa] Petizione: "Registro elettronico: vogliamo una piattaforma pubblica per le scuole"
by Giorgio
Stefano che lo sia e’ evidente.
Che ci siano mille piattaforme per la scuola pubblica, e’ assurdo. Che le piattaforme vi inseriscano app e servizi a caso, e’ indecente. Immagino i genitori con i figli a scuole differenti.
Quanto al sw privato o pubblico, ed a chi tiene i dati, direi che applicherei le stesse cautele che chiediamo per i dati sanitari.
Un abbraccio
Giorgio
Sulla questione
Inviato da iPhone
> Il giorno 13 mar 2025, alle ore 23:36, Stefano Quintarelli via nexa <nexa(a)server-nexa.polito.it> ha scritto:
>
> e' un settore liberalizzato, come i panettieri.
> se lo stato si mette a fare il pane, deve farlo alle condizioni degli altri, senza aiuti di stato.
>
> ce ne sono un certo numero open source
> https://duckduckgo.com/?t=ffab&q=registro+elettronico+open+source&ia=web
>
> valgono art. 68 e art. 69 del CAD
>
> se non rispettato, c'e' sempre la corte dei conti
>
> ciao, s.
>
>> On 13/03/25 11:06, Giorgio Ventre wrote:
>> Perdonate la mia ignoranza ma non sapevo di questa assurdità della molteplicità dei fornitori.
>> Grazie Juan Carlos per averla portato in evidenza.
>> Un caro saluto a tutti
>> Giorgio
>> Il 13/03/25 07:05, J.C. DE MARTIN ha scritto:
>>>
>>>
>>> Registro elettronico: vogliamo una piattaforma pubblica per le scuole
>>>
>>>
>>> Perché questa petizione è importante
>>>
>>> Lanciata il 10 marzo 2025 da Comitato Registro Elettronico Pubblico <https://www.change.org/u/1367592587>
>>>
>>> https://www.change.org/p/registro-elettronico-vogliamo-una- piattaforma-pubblica-per-le-scuole-5d33ab9a-c0f9-46ca-89e6-8e897a6155a9
>>> <https://www.change.org/p/registro-elettronico-vogliamo-una- piattaforma-pubblica-per-le-scuole-5d33ab9a-c0f9-46ca-89e6-8e897a6155a9>
>>>
>>> Dall’anno scolastico 2012/2013 *il Registro Elettronico è obbligatorio per legge* anche come strumento di comunicazione ufficiale con le famiglie.
>>>
>>> Oggi però *non è un servizio pubblico* ed è fornito da aziende private a cui *le singole autonomie scolastiche pagano un canone annual*e; quindi il Registro Elettronico cambia da una scuola all’altra.
>>>
>>> Inoltre "La Stampa <https://www.lastampa.it/politica/2025/03/07/news/ registro_scolastico_elettronico_pubblicita_valditara-15039415/? ref=LSHA-BH-P1-S1-T1>" negli scorsi giorni ha fatto emergere una deriva preoccupante data dalla natura privata, frammentata e non regolamentata del Registro Elettronico: l’inserimento in una delle app, di una singola azienda, per la gestione del registro, di contenuti extra comprendenti giochi (visualizzati in forma di feed a imitazione dei social network) e presentazione di servizi commerciali quali tutoraggio online, consulenze psicoterapeutiche, corsi di lingua, prestiti studenteschi.
>>>
>>> Alla luce di questi elementi, *chiediamo che il Ministero dell’Istruzione e del Merito sviluppi un Registro Elettronico unico che possa essere messo a disposizione delle scuole gratuitamente* in modo uniforme sul territorio nazionale, come già avviene in altri Paesi europei.
>>>
>>> Un Registro Elettronico pubblico presenta diversi vantaggi:
>>>
>>> * Innanzi tutto consente un *risparmio per i bilanci delle scuole*
>>> sui quali attualmente grava il canone annuale di noleggio (con una
>>> stima approssimativa di circa 5.000 euro annui per circa 7500
>>> autonomie scolastiche, oggi si spendono oltre 37 milioni di euro)
>>> * Garantisce l’*assenza di contenuti inappropriati* e non coerenti
>>> la funzione
>>> * Garantisce *sicurezza nella gestione dei dati* che rimarrebbero
>>> esclusivamente in mano pubblica
>>> * *Semplifica la vita* alle famiglie, ai docenti e alle segreterie
>>> didattiche, evitando di dover familiarizzare e imparare a usare
>>> strumenti anche molto diversi
>>> * Facilita una riflessione collettiva e necessaria sulla
>>> regolamentazione dell’uso del Registro Elettronico che tenga conto
>>> anche degli ultimi studi nazionali e internazionali sul *Benessere
>>> Digitale* (per evitare che venga consultato in modo compulsivo in
>>> attesa di compiti e voti) e della coerenza con le Indicazioni
>>> Nazionali sulla valutazione.
>>>
>>> In attesa che venga realizzato un Registro Elettronico unico per tutte le autonomie scolastiche, *chiediamo* *altresì* *al Ministro Giuseppe Valditara che vengano immediatamente elaborate delle linee guida* alle quali le singole aziende private debbano attenersi.
>>>
>>> Giovanna Garrone, genitore
>>>
>>> Federica Patti, genitore e insegnante
>>>
>> --
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>> Prof. Ing. Giorgio Ventre
>> Scientific Director, Apple Developer Academy
>> Dipartimento di Ingegneria Elettrica e delle Tecnologie dell'Informazione
>> Università degli Studi di Napoli Federico II
>> Via Claudio 21
>> 80125, Napoli, Italy
>> Tel: +39 081 7683908 Fax: +39 081 7683816 Mob: +39 3807679372
>> E-mail:giorgio@unina.it
>> http://www.dieti.unina.it
>> http://www.developeracademy.unina.it/en/
>> http://www.docenti.unina.it/giorgio.ventre
>> ========================================================================
>
> --
> You can reach me on Signal: @quinta.01 (no Whatsapp, no Telegram)
>
March 14, 2025
Re: [nexa] Petizione: "Registro elettronico: vogliamo una piattaforma pubblica per le scuole"
by Stefano Quintarelli
e' un settore liberalizzato, come i panettieri.
se lo stato si mette a fare il pane, deve farlo alle condizioni degli
altri, senza aiuti di stato.
ce ne sono un certo numero open source
https://duckduckgo.com/?t=ffab&q=registro+elettronico+open+source&ia=web
valgono art. 68 e art. 69 del CAD
se non rispettato, c'e' sempre la corte dei conti
ciao, s.
On 13/03/25 11:06, Giorgio Ventre wrote:
> Perdonate la mia ignoranza ma non sapevo di questa assurdità della
> molteplicità dei fornitori.
>
> Grazie Juan Carlos per averla portato in evidenza.
>
> Un caro saluto a tutti
>
> Giorgio
>
> Il 13/03/25 07:05, J.C. DE MARTIN ha scritto:
>>
>>
>> Registro elettronico: vogliamo una piattaforma pubblica per le scuole
>>
>>
>> Perché questa petizione è importante
>>
>> Lanciata il 10 marzo 2025 da Comitato Registro Elettronico Pubblico
>> <https://www.change.org/u/1367592587>
>>
>> https://www.change.org/p/registro-elettronico-vogliamo-una-
>> piattaforma-pubblica-per-le-scuole-5d33ab9a-c0f9-46ca-89e6-8e897a6155a9
>> <https://www.change.org/p/registro-elettronico-vogliamo-una-
>> piattaforma-pubblica-per-le-scuole-5d33ab9a-c0f9-46ca-89e6-8e897a6155a9>
>>
>> Dall’anno scolastico 2012/2013 *il Registro Elettronico è obbligatorio
>> per legge* anche come strumento di comunicazione ufficiale con le
>> famiglie.
>>
>> Oggi però *non è un servizio pubblico* ed è fornito da aziende private
>> a cui *le singole autonomie scolastiche pagano un canone annual*e;
>> quindi il Registro Elettronico cambia da una scuola all’altra.
>>
>> Inoltre "La Stampa <https://www.lastampa.it/politica/2025/03/07/news/
>> registro_scolastico_elettronico_pubblicita_valditara-15039415/?
>> ref=LSHA-BH-P1-S1-T1>" negli scorsi giorni ha fatto emergere una
>> deriva preoccupante data dalla natura privata, frammentata e non
>> regolamentata del Registro Elettronico: l’inserimento in una delle
>> app, di una singola azienda, per la gestione del registro, di
>> contenuti extra comprendenti giochi (visualizzati in forma di feed a
>> imitazione dei social network) e presentazione di servizi commerciali
>> quali tutoraggio online, consulenze psicoterapeutiche, corsi di
>> lingua, prestiti studenteschi.
>>
>> Alla luce di questi elementi, *chiediamo che il Ministero
>> dell’Istruzione e del Merito sviluppi un Registro Elettronico unico
>> che possa essere messo a disposizione delle scuole gratuitamente* in
>> modo uniforme sul territorio nazionale, come già avviene in altri
>> Paesi europei.
>>
>> Un Registro Elettronico pubblico presenta diversi vantaggi:
>>
>> * Innanzi tutto consente un *risparmio per i bilanci delle scuole*
>> sui quali attualmente grava il canone annuale di noleggio (con una
>> stima approssimativa di circa 5.000 euro annui per circa 7500
>> autonomie scolastiche, oggi si spendono oltre 37 milioni di euro)
>> * Garantisce l’*assenza di contenuti inappropriati* e non coerenti
>> la funzione
>> * Garantisce *sicurezza nella gestione dei dati* che rimarrebbero
>> esclusivamente in mano pubblica
>> * *Semplifica la vita* alle famiglie, ai docenti e alle segreterie
>> didattiche, evitando di dover familiarizzare e imparare a usare
>> strumenti anche molto diversi
>> * Facilita una riflessione collettiva e necessaria sulla
>> regolamentazione dell’uso del Registro Elettronico che tenga conto
>> anche degli ultimi studi nazionali e internazionali sul *Benessere
>> Digitale* (per evitare che venga consultato in modo compulsivo in
>> attesa di compiti e voti) e della coerenza con le Indicazioni
>> Nazionali sulla valutazione.
>>
>> In attesa che venga realizzato un Registro Elettronico unico per tutte
>> le autonomie scolastiche, *chiediamo* *altresì* *al Ministro Giuseppe
>> Valditara che vengano immediatamente elaborate delle linee guida* alle
>> quali le singole aziende private debbano attenersi.
>>
>> Giovanna Garrone, genitore
>>
>> Federica Patti, genitore e insegnante
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> Prof. Ing. Giorgio Ventre
> Scientific Director, Apple Developer Academy
> Dipartimento di Ingegneria Elettrica e delle Tecnologie dell'Informazione
> Università degli Studi di Napoli Federico II
> Via Claudio 21
> 80125, Napoli, Italy
> Tel: +39 081 7683908 Fax: +39 081 7683816 Mob: +39 3807679372
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March 13, 2025
Re: [nexa] Petizione: "Registro elettronico: vogliamo una piattaforma pubblica per le scuole"
by Andrea Bolioli
D’accordissimo, grazie per la condivisione. Speravo da anni che partisse
una iniziativa come questa.
Andrea
Il giorno gio 13 mar 2025 alle 11:07 Giorgio Ventre <giorgio(a)unina.it> ha
scritto:
> Perdonate la mia ignoranza ma non sapevo di questa assurdità della
> molteplicità dei fornitori.
>
> Grazie Juan Carlos per averla portato in evidenza.
>
> Un caro saluto a tutti
>
> Giorgio
> Il 13/03/25 07:05, J.C. DE MARTIN ha scritto:
>
> Registro elettronico: vogliamo una piattaforma pubblica per le scuole
> Perché questa petizione è importante
> Lanciata il 10 marzo 2025 da Comitato Registro Elettronico Pubblico
> <https://www.change.org/u/1367592587>
>
>
> https://www.change.org/p/registro-elettronico-vogliamo-una-piattaforma-pubb…
>
> Dall’anno scolastico 2012/2013 *il Registro Elettronico è obbligatorio
> per legge* anche come strumento di comunicazione ufficiale con le
> famiglie.
>
> Oggi però *non è un servizio pubblico* ed è fornito da aziende private a
> cui *le singole autonomie scolastiche pagano un canone annual*e; quindi
> il Registro Elettronico cambia da una scuola all’altra.
>
> Inoltre "La Stampa
> <https://www.lastampa.it/politica/2025/03/07/news/registro_scolastico_elettr…>"
> negli scorsi giorni ha fatto emergere una deriva preoccupante data dalla
> natura privata, frammentata e non regolamentata del Registro Elettronico:
> l’inserimento in una delle app, di una singola azienda, per la gestione del
> registro, di contenuti extra comprendenti giochi (visualizzati in forma di
> feed a imitazione dei social network) e presentazione di servizi
> commerciali quali tutoraggio online, consulenze psicoterapeutiche, corsi di
> lingua, prestiti studenteschi.
>
> Alla luce di questi elementi, *chiediamo che il Ministero dell’Istruzione
> e del Merito sviluppi un Registro Elettronico unico che possa essere messo
> a disposizione delle scuole gratuitamente* in modo uniforme sul
> territorio nazionale, come già avviene in altri Paesi europei.
>
> Un Registro Elettronico pubblico presenta diversi vantaggi:
>
> - Innanzi tutto consente un *risparmio per i bilanci delle scuole* sui
> quali attualmente grava il canone annuale di noleggio (con una stima
> approssimativa di circa 5.000 euro annui per circa 7500 autonomie
> scolastiche, oggi si spendono oltre 37 milioni di euro)
> - Garantisce l’*assenza di contenuti inappropriati* e non coerenti la
> funzione
> - Garantisce *sicurezza nella gestione dei dati* che rimarrebbero
> esclusivamente in mano pubblica
> - *Semplifica la vita* alle famiglie, ai docenti e alle segreterie
> didattiche, evitando di dover familiarizzare e imparare a usare strumenti
> anche molto diversi
> - Facilita una riflessione collettiva e necessaria sulla
> regolamentazione dell’uso del Registro Elettronico che tenga conto anche
> degli ultimi studi nazionali e internazionali sul *Benessere Digitale*
> (per evitare che venga consultato in modo compulsivo in attesa di compiti e
> voti) e della coerenza con le Indicazioni Nazionali sulla valutazione.
>
> In attesa che venga realizzato un Registro Elettronico unico per tutte le
> autonomie scolastiche, *chiediamo* *altresì* *al Ministro Giuseppe
> Valditara che vengano immediatamente elaborate delle linee guida* alle
> quali le singole aziende private debbano attenersi.
>
> Giovanna Garrone, genitore
>
> Federica Patti, genitore e insegnante
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March 13, 2025
Re: [nexa] Petizione: "Registro elettronico: vogliamo una piattaforma pubblica per le scuole"
by Valerio Bozzolan
Buongiorno,
Mi piacerebbe rinforzare quel messaggio in Change.org: avete un
contatto email diretto con le persone proponenti? Grazie mille
Nella pratica:
1. meglio ancora sottolineare che desideriamo un registro elettronico
100% "software libero", altrimenti alimentiamo il problema che ci ha
portati qui e che avvantaggia le solite aziende e pochi cittadini.
È utilissimo precisarlo anche perché dare priorità al software libero è
già un obbligo per la PA (codice amministrazione digitale, linee guida
Agid, ecc).
2. un'altra opportunità per il ministero è quella di sostenere
economicamente gli istituti virtuosi che già investono in software
libero. Ce ne sono già diversi! In questo frangente la pluralità di
fornitori ha senso ed è nostra alleata, perché ogni euro investito in
assistenza, sviluppo software e formazione su software libero ha
ricadute su quel territorio e sugli altri.
Mi accodo per fare i complimenti all'istituto Michele Giua che da anni
ha prodotto per loro stessi un registro elettronico moderno e 100%
software libero, quindi in totale rispetto del CAD, delle linee guida
AgID, ecc. - potenzialmente è esattamente quello che potrebbe erogare
un partner tecnologico identificato dal ministero:
https://github.com/iisgiua/giuaschool
Condivido anche questa bozza di documento di "Registri Elettronici
Liberi per le Scuole" dall'anno scorso. Se ne parlava nell'associazione
di volontariato Italian Linux Society e penso sia integrabile nella
petizione (ma appunto non ho contatti):
https://servizi.linux.it/shared/vEQCjH2VTcpGjzXIBxTxbCK2a4cm0jO0D8dEvNvs41l
Buona giornata buon software libero
-Valerio Bozz.
--
Valerio Bozzolan, presidente (ruolo non retribuito)
Italian Linux Society, software libero dal 1994
https://www.ils.org/info/
March 13, 2025
Re: [nexa] Petizione: "Registro elettronico: vogliamo una piattaforma pubblica per le scuole"
by Giorgio Ventre
Perdonate la mia ignoranza ma non sapevo di questa assurdità della
molteplicità dei fornitori.
Grazie Juan Carlos per averla portato in evidenza.
Un caro saluto a tutti
Giorgio
Il 13/03/25 07:05, J.C. DE MARTIN ha scritto:
>
>
> Registro elettronico: vogliamo una piattaforma pubblica per le scuole
>
>
> Perché questa petizione è importante
>
> Lanciata il 10 marzo 2025 da Comitato Registro Elettronico Pubblico
> <https://www.change.org/u/1367592587>
>
> https://www.change.org/p/registro-elettronico-vogliamo-una-piattaforma-pubb…
> <https://www.change.org/p/registro-elettronico-vogliamo-una-piattaforma-pubb…>
>
> Dall’anno scolastico 2012/2013 *il Registro Elettronico è obbligatorio
> per legge* anche come strumento di comunicazione ufficiale con le
> famiglie.
>
> Oggi però *non è un servizio pubblico* ed è fornito da aziende private
> a cui *le singole autonomie scolastiche pagano un canone annual*e;
> quindi il Registro Elettronico cambia da una scuola all’altra.
>
> Inoltre "La Stampa
> <https://www.lastampa.it/politica/2025/03/07/news/registro_scolastico_elettr…>"
> negli scorsi giorni ha fatto emergere una deriva preoccupante data
> dalla natura privata, frammentata e non regolamentata del Registro
> Elettronico: l’inserimento in una delle app, di una singola azienda,
> per la gestione del registro, di contenuti extra comprendenti giochi
> (visualizzati in forma di feed a imitazione dei social network) e
> presentazione di servizi commerciali quali tutoraggio online,
> consulenze psicoterapeutiche, corsi di lingua, prestiti studenteschi.
>
> Alla luce di questi elementi, *chiediamo che il Ministero
> dell’Istruzione e del Merito sviluppi un Registro Elettronico unico
> che possa essere messo a disposizione delle scuole gratuitamente* in
> modo uniforme sul territorio nazionale, come già avviene in altri
> Paesi europei.
>
> Un Registro Elettronico pubblico presenta diversi vantaggi:
>
> * Innanzi tutto consente un *risparmio per i bilanci delle scuole*
> sui quali attualmente grava il canone annuale di noleggio (con una
> stima approssimativa di circa 5.000 euro annui per circa 7500
> autonomie scolastiche, oggi si spendono oltre 37 milioni di euro)
> * Garantisce l’*assenza di contenuti inappropriati* e non coerenti
> la funzione
> * Garantisce *sicurezza nella gestione dei dati* che rimarrebbero
> esclusivamente in mano pubblica
> * *Semplifica la vita* alle famiglie, ai docenti e alle segreterie
> didattiche, evitando di dover familiarizzare e imparare a usare
> strumenti anche molto diversi
> * Facilita una riflessione collettiva e necessaria sulla
> regolamentazione dell’uso del Registro Elettronico che tenga conto
> anche degli ultimi studi nazionali e internazionali sul *Benessere
> Digitale* (per evitare che venga consultato in modo compulsivo in
> attesa di compiti e voti) e della coerenza con le Indicazioni
> Nazionali sulla valutazione.
>
> In attesa che venga realizzato un Registro Elettronico unico per tutte
> le autonomie scolastiche, *chiediamo* *altresì* *al Ministro Giuseppe
> Valditara che vengano immediatamente elaborate delle linee guida* alle
> quali le singole aziende private debbano attenersi.
>
> Giovanna Garrone, genitore
>
> Federica Patti, genitore e insegnante
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Scientific Director, Apple Developer Academy
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E-mail:giorgio@unina.it
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March 13, 2025
Petizione: "Registro elettronico: vogliamo una piattaforma pubblica per le scuole"
by J.C. DE MARTIN
Registro elettronico: vogliamo una piattaforma pubblica per le scuole
Perché questa petizione è importante
Lanciata il 10 marzo 2025 da Comitato Registro Elettronico Pubblico
<https://www.change.org/u/1367592587>
https://www.change.org/p/registro-elettronico-vogliamo-una-piattaforma-pubb…
<https://www.change.org/p/registro-elettronico-vogliamo-una-piattaforma-pubb…>
Dall’anno scolastico 2012/2013 *il Registro Elettronico è obbligatorio
per legge* anche come strumento di comunicazione ufficiale con le famiglie.
Oggi però *non è un servizio pubblico* ed è fornito da aziende private a
cui *le singole autonomie scolastiche pagano un canone annual*e; quindi
il Registro Elettronico cambia da una scuola all’altra.
Inoltre "La Stampa
<https://www.lastampa.it/politica/2025/03/07/news/registro_scolastico_elettr…>"
negli scorsi giorni ha fatto emergere una deriva preoccupante data dalla
natura privata, frammentata e non regolamentata del Registro
Elettronico: l’inserimento in una delle app, di una singola azienda, per
la gestione del registro, di contenuti extra comprendenti giochi
(visualizzati in forma di feed a imitazione dei social network) e
presentazione di servizi commerciali quali tutoraggio online, consulenze
psicoterapeutiche, corsi di lingua, prestiti studenteschi.
Alla luce di questi elementi, *chiediamo che il Ministero
dell’Istruzione e del Merito sviluppi un Registro Elettronico unico che
possa essere messo a disposizione delle scuole gratuitamente* in modo
uniforme sul territorio nazionale, come già avviene in altri Paesi europei.
Un Registro Elettronico pubblico presenta diversi vantaggi:
* Innanzi tutto consente un *risparmio per i bilanci delle scuole* sui
quali attualmente grava il canone annuale di noleggio (con una stima
approssimativa di circa 5.000 euro annui per circa 7500 autonomie
scolastiche, oggi si spendono oltre 37 milioni di euro)
* Garantisce l’*assenza di contenuti inappropriati* e non coerenti la
funzione
* Garantisce *sicurezza nella gestione dei dati* che rimarrebbero
esclusivamente in mano pubblica
* *Semplifica la vita* alle famiglie, ai docenti e alle segreterie
didattiche, evitando di dover familiarizzare e imparare a usare
strumenti anche molto diversi
* Facilita una riflessione collettiva e necessaria sulla
regolamentazione dell’uso del Registro Elettronico che tenga conto
anche degli ultimi studi nazionali e internazionali sul *Benessere
Digitale* (per evitare che venga consultato in modo compulsivo in
attesa di compiti e voti) e della coerenza con le Indicazioni
Nazionali sulla valutazione.
In attesa che venga realizzato un Registro Elettronico unico per tutte
le autonomie scolastiche, *chiediamo* *altresì* *al Ministro Giuseppe
Valditara che vengano immediatamente elaborate delle linee guida* alle
quali le singole aziende private debbano attenersi.
Giovanna Garrone, genitore
Federica Patti, genitore e insegnante
March 13, 2025
l'invasione degli ultra-automi
by Guido Vetere
per gentile concessione dell'editore, Francesco d'Isa ha pubblicato su
Indiscreto <https://www.indiscreto.org/linvasione-degli-ultra-automi/> un
brano di Intelligenze aliene
<https://lucasossellaeditore.it/libro/intelligenze-aliene/>.
buona serata
Guido
March 12, 2025
Re: [nexa] Ellul: la fede come resistenza al dominio della tecnologia
by Alfredo Bregni
Don Luca mi scusi, ma
ELLUL LO VEDO INTRISO PESANTEMENTE DI IDEOLOGIA SPICCIOLA
[sarò io che, quando sento un sermone, mi irrito; ...se poi è sulla tecnica, da ingegnere ribatto punto su punto].
>>La tecnica non è mai un fatto neutrale.
Men che meno la religione...
>>...“società tecnologica” ... una civiltà in cui la tecnologia diventa il principio organizzativo centrale.
Più che "principio", "strumento".
Che la tecnologia "organizzi" qualcosa, non l'ho mai visto (solo con certi package con cui degli imbecilli costringono altri imbecilli a organizzarsi come ha deciso l'imbecille autore a monte; tutto il resto delle organizzazioni è un portato umano).
>>...“determinismo tecnico”, dove l’efficienza e la produttività sono i criteri supremi di valore...
>>efficienza e produttività sono criteri molto seri di economia (e qui la tecnologia di certo aiuta, ...ma non è essa che guida).
Il problema è che efficienza e produttività (sempre buone, in sè: essere inefficienti e improduttivi ha qualche senso solo fuori dall'economia) sono un po' troppo messe avanti ad altri criteri, ma il problema non è loro (ad es. quando si mette il profitto come riferimento gestionale per un'azienda di servizio pubblico, quando il riferimento giusto sarebbe il rapporto servizio-costo, il problema non sono certo efficienza e produttività, ma la logica distorta di altri imbecilli: qui sarebbe carino che la fede facesse qualcosa, ...ma la vedo dura; contro l'imbecillità, neanche la fede ha potere).
>>...troppo spesso a discapito della dimensione spirituale.
La dimensione "spirituale" ognuno se la gestisce come vuole.
Che poi la predazione / sfruttamento / manipolazione sia la costante universale della storia (di cui la guerra è solo l'esempio più triste e tragico), e che ci sia gente che non ha il tempo fisico di vivere una dimensione spirituale, ...è di nuovo un altro discorso.
>>...fondamentale distinzione ... tra tecnica – intesa come capacità umana ... grazie alla quale l’uomo crea strumenti per potenziare la propria azione – e sistema tecnico che si costituisce solo nel corso della modernità.
Mi sembra impensabile avere la tecnica, ...e poi non usarla.
E qui si torna alla vexata quaestio se sia colpa del coltello il fatto che qualcuno lo usa "male", e te lo infila in pancia.
>>Un “sistema” che riduce il sapere a forma di conoscenza specializzata, a metà strada tra apprendimento operativo (trasmissibile mediante linguaggi e procedure codificate) e condotte sociali di tipo imitativo.
Beh, che le organizzazioni possano essere alienanti, è portato non solo tecnico.
E le "promesse spirituali" non mi sembrano così ..."migliori".
>>Ellul ritiene che il messaggio biblico – visto come un invito alla compassione, all’amore per il prossimo e al distacco dai valori materiali – delinei un’etica di vita che si oppone alla logica del potere, della violenza e della tecnica.
Io togliereì:
- Sia "distacco dai valori materiali", che mi sembra fra l'ideologico e l'utopistico,
- Sia -- appunto -- "tecnica", per le argomentazioni di cui sopra su a) la costante universale della storia, e b) le supposte colpe del coltello.
>>...altri autori cristiani ... che ... hanno sviluppato un approccio critico alla modernità non in chiave nostalgica (verso un passato perduto), ma prospettica (verso un futuro ancora da raggiungere) a partire dalle risorse di libertà e autenticità messe a disposizione dalla fede.
Io mi sarei fermato ad "ancora da raggiungere", perché il resto è ideologia pura (libertà e autenticità dalla fede? cerca di toglierti il pensiero critico quando sei troppo piccolo per capire cosa ti stanno facendo!).
>>...attribuisce centralità alla coscienza individuale, alla lettura diretta della Bibbia e al rapporto personale con Dio.
Liberissimo. Ma non mi tocchi la tecnica.
Da ingenere rivendico il fatto -- inoppugnabile -- che il 99 % delle cose che si toccano e funzionano è stato fatto direttamente o indirettamente da un ingegnere. Che usa la tecnica.
(Altrimenti gli rimane solo il coltellino svizzero, e fare la canoa direttamente dal pieno di un albero caduto per conto suo.)
DA...
>>La fede viene vista come un impegno attivo e una sfida alla società e alle sue strutture oppressive. E il cristianesimo viene interpretato...
...HO LASCIATO PERDERE (vedasi l'incipit).
----- Original Message -----
From: don Luca Peyron
To: Nexa
Sent: Wednesday, March 12, 2025 9:15 AM
Subject: [nexa] Ellul: la fede come resistenza al dominio della tecnologia
Buona lettura,
dl
https://www.avvenire.it/agora/pagine/ellul-la-fede-come-resistenza-al-domin…
_________________________
don Luca Peyron
Pastorale Universitaria - Apostolato Digitale
Arcidiocesi di Torino
www.universitari.to.it
via XX settembre 83, Torino
tel. 011 5156239
March 12, 2025
Ellul: la fede come resistenza al dominio della tecnologia
by don Luca Peyron
Buona lettura,
dl
https://www.avvenire.it/agora/pagine/ellul-la-fede-come-resistenza-al-domin…
_________________________
don Luca Peyron
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March 12, 2025
Re: [nexa] Here comes the rain again... (was ...il registro scolastico elettronico diventa un mercato)
by 380°
Ciao!
karlessi <karlessi(a)alekos.net> writes:
> Il 11/03/25 11:20, 380° ha scritto:
[...]
>> mi spiace ma siccome il mio alter ego è sistemista, mi parte un rant;
>> non ce l'ho con te ovviamente :-)
[...]
> per me quello che dici è tutto condivisibile. ho una domanda:
>
> chi è "Qualcuno (TM)"? scusa ma nella mi ignoranza ho bisogno di
> informazioni semplici non capisco i sottintesi. questo non lo capisco.
scusa, è una specie di modo di dire che ho visto usare altre volte e che
riutilizzo perché mi piace: è un "qualcuno" generico, non qualcuno
"innominabole"; credo derivi da quelle situazioni in cui si dice
"sarebbe bello se succedesse così... qualcuno dovrebbe farlo"
> poi, c'è un ma. il "ma" è che i sistemisti ecc ecc vivono come gli altri
> all'interno di un sistema sociale. sociotecnico diciamo.
...e a volte anche un po' sociopatico :-)
> ecco, io non faccio il sistemista. sono una schiappa, epperò, purtroppo,
> mi ritrovo a farlo
quindi lo fai il sistemista :-) (che poi, _tutti_ gli utenti di sistemi
informatici, dagli smartphone in su, sono /per forza/
sistemisti... discorso lungo)
[...]
> sì certo che ci vogliono i sistemisti. epperò la maggior parte
> di quelli che conosco lavorano per strutture gerarchiche
> (tecnoburocrazie inefficienti) nelle quali non hanno margini d'azione.
ma infatti: ci vorrebbe una decisa svolta /anarcosistemistica/!
> a mio avviso, accentrare è sempre un problema, anche se "risolve" sul
> breve periodo alcune cose. tutto qui.
non capisco bene a cosa ti riferisci con "accentrare", ovvero: accentrare
cosa?
quando parliamo di lavoro, un qualche modo di organizzarlo ci
vuole... certo poi dovremmo entrare nel merito di /come/ è organizzato
oggi il lavoro (in modo desolatamente penoso) ma andremmo decisamente
troppo lontano per questa discussione...
[...]
> anche quando dici che "NON è facile", sono d'accordo con te. ma il
> messaggio per me non è questo (questo l'abbiamo scritto e detto per
> vent'anni, non ha funzionato molto)
se vuoi possiamo passare i prossimi vent'anni a scrivere e dire che è
facile ma non sono sicuro funzionerà meglio :-)
> il messaggio è invece che le persone singolarmente hanno un enorme
> potere, e possono imparare di più e meglio, e moltiplicare questo
> potere, insieme.
se il messaggio è questo allora lo sottoscrivo, però con la postilla che
per farlo è necessario farso un mazzo grande grande... come immagino ti
sia fatto tu per riuscire a fare tutto quello che fai ;-)
> le istituzioni in cui molte persone si trovano ad operare perlopiù
> "funzionano" nonostante se stesse
[...]
> grazie a persone abili, capaci, e che nonostante tutto fanno le cose
> perbene. e che sono tantissime, ma, appunto, sono frustrate,
> quotidianamente.
ho capito il tuo ragionamento e sottoscrivo
...ecco trovato il motivo per cui certe cose (NON) funzionano in quel
modo (penoso)
[...]
>> Serve ancora spiegare perché il software libero offre un vantaggio
>> strategico di 3 ordini di grandezza maggiore rispetto a quello
>> proprietario? ...Sapendo _usare_ il codice sorgente, ovviamente.
>
> sì. serve ancora. serve sempre. la memoria è un ingranaggio
> collettivo.
serve la cultura (informatica) molto più della memoria
[...]
>> ...oppure è tutta una presa in giro e la NARRAZIONE politica è
>> completamente diversa dalla politica APPLICATA, che però non si deve
>> raccontare perché Qualcuno™ farebbe brutta figura, o peggio?
>
> ancora, non so chi è Qualcuno, ma non m'importa.
in questo caso Qualcuno™ sono coloro che dicono una cosa e ne fanno
(fare) un'altra
> le organizzazioni gerarchiche sono disfunzionali
...a meno che i ruoli della gerarchia vengano decisi per sorteggio, che
si deve ripetere ogni 5 anni :-D
[...]
>>> con pochi soldini
>>
>> già perché nella scuola (o nella PA in generale?) le cose fatte come si
>> deve vanno fatte con "quello che avanza" dalle altre spese.
>
> "pochi soldini" è un'espressione infelice, me ne scuso.
grazie! :-)
[...]
>> ...e se i soldi di 'sto STRAMALEDETTO PNRR fossero spesi per "opere"
>> strutturali, anche di infrastruttura informatica E di formazione,
>> anzichè buttarli nel cesso (so cosa dico) con iniziative estemporanee di
>> cui tra massimo 3 anni nessuno si ricorderà più?
>
> "se fossero" suona velleitario. non mi aspetto niente da chi governa
eh ma almeno /per ora/ le cose sono gestite così (anche il preside di
una scuola è una persona che nel suo piccolo governa)
> ecc. ma mi aspetto invece che le persone, appunto, riescano nonostante
> tutto a operare per un presente e futuro condiviso. perché hanno il
> potere di farlo, singolarmente e insieme.
purtroppo senza sufficienti risorse economiche per il /potere/ NON
ESISTE
...e certe cose non possono essere gestite nel tempo che /avanza/ (si
salva?) dal /lavoro alienato/ e tanto meno nel tempo libero
[...]
>> Per essere chiari: ovvio che installare e MANTENERE gli strumenti che
>> citi è _pragmaticamente_ ACCESSIBILE a tutti coloro che lo desiderano,
>> ma bisogna STUDIARE e decicarsi a quelle cose in modo _professionale_.
>>
>> ...cioè NON è facile come limitarsi a usare software - in genere
>> proprietario - gestito da altri: costa FATICA, tocca farsi un discreto
>> mazzo.
>
> dai, non prendertela.
non me la prendo, /rantolo/ e basta .-)
> lo so che è uno sbattimento
OK allora siam d'accordo
[...]
> così penso che sia corretto, oltre che figo e divertente, passare l'idea
> che le persone possono organizzarsi e gestire le loro comunicazioni e
> infrastrutture tecniche per vivere insieme a tutti i livelli
sono d'accordo con te: è corretto, figo e DIVERTENTE
...ma noi siamo /strani/, ammettilo ;-)
[...]
> nota bene che ciò non è in contrasto con il "professionale".
sì sì, concordo
> però il messaggio slitta da "devi fare fatica e diventare
> professionale o almeno affidarti a professionisti" a "è bello fare
> cose fighe con le persone e le tecnologie che ti piacciono, anche se
> si fa fatica è una figata"
che ne diresti di: costa fatica ma diventi professionale e _per questo_
riesci a fare cose fighe con le persone e le tecnologie che ti
piacciono, quindi fare fatica _per realizzare quello che ti piace_ è
DIVERTENTE.
...un vero e proprio manifesto, direi :-D
[...]
Ciao, 380°
--
380° (lost in /traslation/)
«Welcome to the chaos of the times
If you go left and I go right
Pray we make it out alive
This is Karmageddon»
March 12, 2025