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Re: [nexa] "Stefano Rodotà (appositamente richiamato dall’Aldilà mentre giocava a scacchi)"
by Giacomo Tesio
Caro Stefano,
On Fri, 01 Aug 2025 07:11:15 +0000 Stefano Borroni Barale wrote:
> "Il mezzo può essere paragonato a un seme, il fine a un albero; e tra
> il mezzo e il fine vi è appunto la stessa inviolabile relazione che
> vi è tra il seme e l'albero'
Prima che un seme sano possa essere piantato, forse è necessario un
enorme incendio che distrugga tutte le piante malate che lo
soffocherebbero prima che possa germogliare.
La nonviolenza è un metodo vincente in uno Stato di Diritto, in cui
TUTTI sono egualmente sottoposti alla Legge.
In Italia (e ormai direi in Europa) il GARANTE per la PROTEZIONE dei
Dati Personali si preoccupa solo di imporre una costosa "paper
compliance" alle piccole aziende, giustificando gli stipendi dei propri
dipendenti e dei vari Data PROTECTION Officer che, lungi dal proteggere
i dati dei cittadini, aiutano chi ne viola i diritti a fingere di
averlo fatto involontariamente.
Ma non prova nemmeno ad applicare il GDPR alle BigTech e ai Titolari
del trattamento che ne adottano i servizi anche in palese violazione di
legge. Qualche volta gli abbaia contro, per ricordare a tutti di
esistere, ma poi finisce SEMPRE a tarallucci e vino.
Due anni fa ricordo un DPO di Milano che entrò nella chat di
Monitora PA per "ringraziarci": in 6 mesi le nostre segnalazioni gli
avevano già permesso di duplicare il fatturato annuale semplicemente
tranquillizzando per iscritto i suoi clienti sul fatto che il Garante
non avrebbe fatto nulla per far interrompere i trasferimenti illeciti
verso gli USA come non aveva fatto nulla nei diversi anni da Schrems II.
In assenza di uno stato di diritto, per quanto doloroso e pauroso sia
ammetterlo, dovremmo forse iniziare a considerare l'ipotesi che
qualsiasi approccio civile e nonviolento sia destinato a fallire.
Giacomo
Aug. 1, 2025
R: R: R: "Stefano Rodotà (appositamente richiamato dall’Aldilà mentre giocava a scacchi)"
by Benedetto Ponti
Cara Daniela,
condivido, al 100%
--
Benedetto Ponti, Ph.D.
Professore Associato di Diritto amministrativo
Dipartimento di Scienze Politiche<http://www.scipol.unipg.it/>
Università degli studi di Perugia, via Pascoli 33 - 06123 Perugia Italy
Tel 39-075-5852469
benedetto.ponti(a)unipg.it<mailto:benedetto.ponti@unipg.it>
________________________________
Da: nexa <nexa-bounces(a)server-nexa.polito.it> per conto di Daniela Tafani <daniela.tafani(a)unipi.it>
Inviato: venerdì 1 agosto 2025 10:45
A: Giacomo Tesio <giacomo(a)tesio.it>; nexa(a)server-nexa.polito.it <nexa(a)server-nexa.polito.it>
Oggetto: [nexa] R: R: "Stefano Rodotà (appositamente richiamato dall’Aldilà mentre giocava a scacchi)"
Ciao, Giacomo, buongiorno,
ci sono - e credo che ne condividiamo la valutazione - alcune questioni preliminari rispetto a un giudizio sulle scelte dell'Autorità garante per la protezione dei dati personali, perché ne condizionano la possibilità reale. Ne ricordo qui solo due:
1. Ci troviamo in un contesto dominato da monopoli: per riprendere una metafora di Louis Brandeis*, è cioè come se avessimo il cancro
(la tendenza ad accrescersi indefinitamente è propria delle cellule tumorali, non di quelle sane); fuor di metafora, si tratta di monopoli costitutivi del complesso militare-digitale dell'impero in declino di cui siamo una provincia: la posizione del nostro paese rispetto a tali monopoli, e alla facoltà di sorveglianza, controllo e manipolazione loro concessa di fatto, coincide perciò automaticamente con la scelta geopolitica di fondo, a livello nazionale, tra sovranità e sudditanza coloniale.
2. Il GDPR ha alcuni difetti di fondo: far finta, ad esempio, che la necessità del consenso individuale possa proteggere il diritto alla privacy è come rendere lecito che io venda un rene per indigenza e disperazione, purché consenziente. La privacy è una questione pubblica, relativa alla forma di governo, non è mai una questione individuale.
Il già ristretto spazio di azione lasciato con ciò all'Autorità garante richiede di fatto, tra gli altri, come sempre l'applicazione del diritto, un elemento che essa non controlla: il consenso e il sostegno pubblici alla sua azione. E qui torniamo al peso dei monopoli e alla cattura culturale resa possibile dal controllo degli strumenti di comunicazione pubblica e intermediazione scientifica: se l'Autorità garante interviene sospendendo Replika o ChatGPT e tutti coloro che con tale intervento essa prova a difendere reagiscono come se fossero stati offesi, anziché difesi - e recitano in coro le filastrocche sulla tecnologia che non si può fermare e su quant'è noiosa la privacy - vedi che la questione dei monopoli non è aggirabile.
Per quel che può fare o può provare a fare, e considerato che chi l'attacca dall'alto ce l'ha in genere non con lei ma con i miei diritti,
io resto convinta che l'Autorità garante dovrebbe essere rafforzata e sostenuta (ad esempio, da ultimo, contro i responsi astrologici Invalsi).
Possibilmente, entro una concezione meno rinsecchita della privacy: senza il diritto a quella, come ha ricordato di recente Meredith Whittaker,
non abbiamo nemmeno il diritto a innamorarci o a imparare qualcosa.
Buona giornata,
Daniela
* Lo cito qui: <https://zenodo.org/records/15522002>
________________________________________
Da: nexa per conto di Giacomo Tesio
Inviato: mercoledì 30 luglio 2025 15:53
A: nexa(a)server-nexa.polito.it
Oggetto: Re: [nexa] R: "Stefano Rodotà (appositamente richiamato dall’Aldilà mentre giocava a scacchi)"
Hai ragione Daniela.
On Wed, 30 Jul 2025 09:27:22 +0000 Daniela Tafani wrote:
> Quando un diritto è sistematicamente violato, le norme e le
> istituzioni che almeno in parte lo tutelino dovrebbero forse essere
> prese più sul serio, non meno
Ma come prendere sul serio un'Autorità GARANTE per la PROTEZIONE dei
Dati Personali che chiude bellamente entrambi gli occhi davanti allo
scempio di dati personali speciali in corso da anni in ospedali, ASL
e scuole?
Un'autorità "forte con i deboli e zerbino coi potenti"?
L'unica opzione per prenderla sul serio che mi viene in mente è esigere
che risponda delle proprie azioni e delle proprie "dimenticanze".
Giacomo
Aug. 1, 2025
R: R: "Stefano Rodotà (appositamente richiamato dall’Aldilà mentre giocava a scacchi)"
by Daniela Tafani
Ciao, Giacomo, buongiorno,
ci sono - e credo che ne condividiamo la valutazione - alcune questioni preliminari rispetto a un giudizio sulle scelte dell'Autorità garante per la protezione dei dati personali, perché ne condizionano la possibilità reale. Ne ricordo qui solo due:
1. Ci troviamo in un contesto dominato da monopoli: per riprendere una metafora di Louis Brandeis*, è cioè come se avessimo il cancro
(la tendenza ad accrescersi indefinitamente è propria delle cellule tumorali, non di quelle sane); fuor di metafora, si tratta di monopoli costitutivi del complesso militare-digitale dell'impero in declino di cui siamo una provincia: la posizione del nostro paese rispetto a tali monopoli, e alla facoltà di sorveglianza, controllo e manipolazione loro concessa di fatto, coincide perciò automaticamente con la scelta geopolitica di fondo, a livello nazionale, tra sovranità e sudditanza coloniale.
2. Il GDPR ha alcuni difetti di fondo: far finta, ad esempio, che la necessità del consenso individuale possa proteggere il diritto alla privacy è come rendere lecito che io venda un rene per indigenza e disperazione, purché consenziente. La privacy è una questione pubblica, relativa alla forma di governo, non è mai una questione individuale.
Il già ristretto spazio di azione lasciato con ciò all'Autorità garante richiede di fatto, tra gli altri, come sempre l'applicazione del diritto, un elemento che essa non controlla: il consenso e il sostegno pubblici alla sua azione. E qui torniamo al peso dei monopoli e alla cattura culturale resa possibile dal controllo degli strumenti di comunicazione pubblica e intermediazione scientifica: se l'Autorità garante interviene sospendendo Replika o ChatGPT e tutti coloro che con tale intervento essa prova a difendere reagiscono come se fossero stati offesi, anziché difesi - e recitano in coro le filastrocche sulla tecnologia che non si può fermare e su quant'è noiosa la privacy - vedi che la questione dei monopoli non è aggirabile.
Per quel che può fare o può provare a fare, e considerato che chi l'attacca dall'alto ce l'ha in genere non con lei ma con i miei diritti,
io resto convinta che l'Autorità garante dovrebbe essere rafforzata e sostenuta (ad esempio, da ultimo, contro i responsi astrologici Invalsi).
Possibilmente, entro una concezione meno rinsecchita della privacy: senza il diritto a quella, come ha ricordato di recente Meredith Whittaker,
non abbiamo nemmeno il diritto a innamorarci o a imparare qualcosa.
Buona giornata,
Daniela
* Lo cito qui: <https://zenodo.org/records/15522002>
________________________________________
Da: nexa per conto di Giacomo Tesio
Inviato: mercoledì 30 luglio 2025 15:53
A: nexa(a)server-nexa.polito.it
Oggetto: Re: [nexa] R: "Stefano Rodotà (appositamente richiamato dall’Aldilà mentre giocava a scacchi)"
Hai ragione Daniela.
On Wed, 30 Jul 2025 09:27:22 +0000 Daniela Tafani wrote:
> Quando un diritto è sistematicamente violato, le norme e le
> istituzioni che almeno in parte lo tutelino dovrebbero forse essere
> prese più sul serio, non meno
Ma come prendere sul serio un'Autorità GARANTE per la PROTEZIONE dei
Dati Personali che chiude bellamente entrambi gli occhi davanti allo
scempio di dati personali speciali in corso da anni in ospedali, ASL
e scuole?
Un'autorità "forte con i deboli e zerbino coi potenti"?
L'unica opzione per prenderla sul serio che mi viene in mente è esigere
che risponda delle proprie azioni e delle proprie "dimenticanze".
Giacomo
Aug. 1, 2025
Re: [nexa] "Stefano Rodotà (appositamente richiamato dall’Aldilà mentre giocava a scacchi)"
by Stefano Borroni Barale
Mi auto-correggo. Il concerto è pressoché quello, ma la forma differisce in maniera importante. Ovviamente l'originale è assai migliore (dannata fretta):
"Il mezzo può essere paragonato a un seme, il fine a un albero; e tra il mezzo e il fine vi è appunto la stessa inviolabile relazione che vi è tra il seme e l'albero'
Stefano
Inviato da Proton Mail Android
-------- Messaggio originale --------
01/08/25 08:00, Stefano Borroni Barale <s.barale(a)erentil.net> ha scritto:
>
>
>
>
>
> Inviato con la posta elettronica sicura Proton Mail.
>
> martedì 22 luglio 2025 16:42, M. Fioretti <mfioretti(a)nexaima.net> ha scritto:
>
> > On Tue, Jul 22, 2025 05:22:09 AM +0000, Stefano Borroni Barale wrote:
> >
> > > Commento: un link di Google Drive è attualmente la cosa più malevola
> > > che riesco a immaginare, considerato che è la tecnologia offerta a
> > > Israele per il suo Project Nimbus. Si aggiungano le immagini create
> > > con l'Ai violentando il lavoro dello Studio Ghibli e se volevano
> > > evitare di essere letti hanno fatto Bingo.
> >
> >
> > QUESTI sono motivi per non leggere un documento?
>
> Provo a spiegarlo in maniera distesa e non criptica. Io credo fermamente nell'idea che "il mezzo è il fine" (M. Gandhi).
>
> Ci sono infiniti esempi a conferma di questa controintuitiva verità, ma forse la vecchia battuta "fighting for peace is like f**king for virginity" rende più rapidamente l'idea di dove stia il problema, senza farla troppo lunga.
>
> Un personaggio anonimo che si presenta con un documento che più che un attacco politico è un'accozzaglia di gossip (peraltro da verificare e contenente GenAi), non mi fa venire alcuna voglia di leggere. A me interesserebbe invece che qualcuno applicasse il "metodo Albanese" e scrivesse un rapporto che spiega quali sono i flussi di denaro e gli interessi (con nomi, cognomi e numeri di telefono delle imprese), che fanno si che il GDPR, di fatto, sia lettera morta in TUTTA l'UE. Lo stesso per tutti i tristi e patetici tentativi che abbiamo fatto di darci delle regole diverse dagli USA. Tristi e patetici come i figuri che si sono genuflessi di fronte all' "amico" americano a Brussels pochi giorni fa, consegnando le chiavi del governo dell'UE alle Big Tech. Detto altrimenti: non importa chi sia il funzionario, è l' enforcement dei R.E. che fa acqua da tutte le parti, e la puzza di marcio supera di gran lunga quella della Danimarca di Amleto.
>
> Ovviamente ho una mia idea al proposito, ma raccogliere i dati, unire i punti e ricostruire i flussi è un lavoraccio. E, come abbiamo visto, non ti procura molte amicizie.
> Per questo, secondo me, non è interessante quel documento.
> Ma ovviamente è una mia personalissima idea.
> Stefano
>
Aug. 1, 2025
Re: [nexa] "Stefano Rodotà (appositamente richiamato dall’Aldilà mentre giocava a scacchi)"
by Stefano Borroni Barale
Inviato con la posta elettronica sicura Proton Mail.
martedì 22 luglio 2025 16:42, M. Fioretti <mfioretti(a)nexaima.net> ha scritto:
> On Tue, Jul 22, 2025 05:22:09 AM +0000, Stefano Borroni Barale wrote:
>
> > Commento: un link di Google Drive è attualmente la cosa più malevola
> > che riesco a immaginare, considerato che è la tecnologia offerta a
> > Israele per il suo Project Nimbus. Si aggiungano le immagini create
> > con l'Ai violentando il lavoro dello Studio Ghibli e se volevano
> > evitare di essere letti hanno fatto Bingo.
>
>
> QUESTI sono motivi per non leggere un documento?
Provo a spiegarlo in maniera distesa e non criptica. Io credo fermamente nell'idea che "il mezzo è il fine" (M. Gandhi).
Ci sono infiniti esempi a conferma di questa controintuitiva verità, ma forse la vecchia battuta "fighting for peace is like f**king for virginity" rende più rapidamente l'idea di dove stia il problema, senza farla troppo lunga.
Un personaggio anonimo che si presenta con un documento che più che un attacco politico è un'accozzaglia di gossip (peraltro da verificare e contenente GenAi), non mi fa venire alcuna voglia di leggere. A me interesserebbe invece che qualcuno applicasse il "metodo Albanese" e scrivesse un rapporto che spiega quali sono i flussi di denaro e gli interessi (con nomi, cognomi e numeri di telefono delle imprese), che fanno si che il GDPR, di fatto, sia lettera morta in TUTTA l'UE. Lo stesso per tutti i tristi e patetici tentativi che abbiamo fatto di darci delle regole diverse dagli USA. Tristi e patetici come i figuri che si sono genuflessi di fronte all' "amico" americano a Brussels pochi giorni fa, consegnando le chiavi del governo dell'UE alle Big Tech. Detto altrimenti: non importa chi sia il funzionario, è l' enforcement dei R.E. che fa acqua da tutte le parti, e la puzza di marcio supera di gran lunga quella della Danimarca di Amleto.
Ovviamente ho una mia idea al proposito, ma raccogliere i dati, unire i punti e ricostruire i flussi è un lavoraccio. E, come abbiamo visto, non ti procura molte amicizie.
Per questo, secondo me, non è interessante quel documento.
Ma ovviamente è una mia personalissima idea.
Stefano
Aug. 1, 2025
R: Re: GDPR could protect us from the AI Act
by Daniela Tafani
Grazie.
La funzione di un sistema è ciò che il sistema fa.
Per far rispettare i diritti già giuridicamente tutelati, non serviva alcun AI Act.
La funzione dell'AI Act è demolire alcuni diritti fondamentali. Non riesce a farlo, per ora, solo perché restano vigenti altre norme,
contro le quali si rivolge ora, con subdoli pretesti, l'attacco.
L'impostazione teleologica è una scelta. Nessun diritto fondamentale sopravvive a un'impostazione teleologica.
Faccio solo un esempio:
entro un'impostazione deontologica, sistemi progettati per farmi fare, tramite tecniche subliminali, ciò che non voglio fare e che non farei se non fossi stata manipolata, sono vietati. Punto.
Entro un'impostazione teleologica, simili sistemi sono vietati solo se causano un danno significativo. Quindi sono leciti se il più forte riesce a sostenere impunemente che li ha costruiti e immessi sul mercato per il nostro bene.
Di seguito la previsione dell'AI Act, che fa propria, ovviamente, la seconda opzione.
Non si tratta di un errore di giudizio:
"Articolo 5
Pratiche di IA vietate
1.
Sono vietate le pratiche di IA seguenti:
a) l'immissione sul mercato, la messa in servizio o l'uso di un sistema di IA che utilizza tecniche subliminali che agiscono
senza che una persona ne sia consapevole o tecniche volutamente manipolative o ingannevoli aventi lo scopo o l'effetto
di distorcere materialmente il comportamento di una persona o di un gruppo di persone, pregiudicando in modo
considerevole la loro capacità di prendere una decisione informata, inducendole pertanto a prendere una decisione che
non avrebbero altrimenti preso, in un modo che provochi o possa ragionevolmente provocare a tale persona, a un'altra
persona o a un gruppo di persone un danno significativo;"
________________________________________
Da: nexa per conto di Giuseppe Attardi
Inviato: giovedì 31 luglio 2025 09:04
Ho sempre sostenuto e contestato direttamente anche a voce con i relatori dell’AI Act, che l’impostazione della norma fosse sbagliata.
Invece di definire dei diritti, come stabilisce la GDPR, indipendentemente dal modo con cui questi diritti possano essere violati, l’AI Act ha un approccio “risk based”, in cui si elencano le applicazioni che producono danni. Questo comporta complicazioni burocratiche come l’introduzione dell’AI Office per mantenere aggiornato l’elenco.
Sono quindi pienamente d’accordo con questa critica:
The AI Act's approach to the protection of fundamental rights is based on a profound
misconception of the law: for the law to protect a right means to protect against the violation of that right, as Mireille Hildebrandt reminds us, and harm is by no means a condition for the violation of a fundamental right. Under the AI Act's harm approach to fundamental rights impact assessment, fundamental rights can be violated with impunity as long as there is no foreseeable harm. Requiring only a risk impact assessment is like being satisfied with asking whether a despot is benevolent or malevolent: freedom, understood as the absence of domination, is lost whatever the answer.
Purtroppo ogni volta che ho sollevato questa obiezione di fronte a dei giuristi, tutti hanno sminuito la questione, dicendo che dietro ogni legge ci sono dei diritti.
Peccato che quei diritti non siano espressi né indicati esplicitamente nell’AI Act.
Quindi come si fa a fare capire questo errore originale di impostazione di una norma che tutti lodano indiscrminatamente?
— GA
> On 30 Jul 2025, at 12:00, nexa-request(a)server-nexa.polito.it wrote:
>
> Send nexa mailing list submissions to
> nexa(a)server-nexa.polito.it
>
> To subscribe or unsubscribe via the World Wide Web, visit
> https://server-nexa.polito.it/cgi-bin/mailman/listinfo/nexa
> or, via email, send a message with subject or body 'help' to
> nexa-request(a)server-nexa.polito.it
>
> You can reach the person managing the list at
> nexa-owner(a)server-nexa.polito.it
>
> When replying, please edit your Subject line so it is more specific
> than "Re: Contents of nexa digest..."
>
>
> Today's Topics:
>
> 1. R: "Stefano Rodotà (appositamente richiamato
> dall’Aldilà mentre giocava a scacchi)" (Daniela Tafani)
>
>
> ----------------------------------------------------------------------
>
> Message: 1
> Date: Wed, 30 Jul 2025 09:27:22 +0000
> From: Daniela Tafani
> To: Giacomo Tesio , "nexa(a)server-nexa.polito.it"
> , 380°
> Subject: [nexa] R: "Stefano Rodotà (appositamente richiamato
> dall’Aldilà mentre giocava a scacchi)"
>
> Buongiorno, 380°,
>
> ________________________________________
> Da: nexa per conto di 380° via nexa
>
>> non me ne vogliano i membri e i sostenitori del GPDP ma
>> l'istituzione è decisamente troppo presa sul serio; dire che le
>> aspettative nei confronti del GPDP sono illusorie è eufemistico.
>
>
> Quando un diritto è sistematicamente violato, le norme e le istituzioni che almeno in parte lo tutelino
> dovrebbero forse essere prese più sul serio, non meno (anche se capisco il senso della tua nota).
>
> E trovo eloquente il fatto che le prenda molto sul serio chi si sobbarca la fatica di lavorare per cancellarle.
> Ne ho scritto qui:
>
> GDPR could protect us from the AI Act. That's why it's under attack
>
>
> Un caro saluto,
> Daniela
>
July 31, 2025
R: R: "Stefano Rodotà (appositamente richiamato dall’Aldilà mentre giocava a scacchi)"
by Daniela Tafani
Buonasera, 380°,
-------------
Da: 380°
Inviato: Giovedì, 31 Luglio, 2025 18:52
> 2. siccome la violazione dei dati personali è _causata_ solo e_soltanto_ da carenze di tipo tecnico nel combinato disposto
> Internet+Software, la soluzione può essere solo _tecnica_, tipo https://www.gnunet.org/en/
> ..epperò i nostri governanti (o meglio, i nostri amministratori) _vogliono_ il controllo totale su tutto ciò che fanno i suddit... ops, cittadini
Grazie, mi hai ricordato queste righe di Assange:
"The universe believes in encryption.
It is easier to encrypt information than it is to decrypt it. [....]
In this way, people can oppose their will to that of a fully mobilized superpower and win.
Encryption is an embodiment of the laws of physics, and it does not listen to the bluster of states, even transnational surveillance dystopias.
It isn’t obvious that the world had to work this way. But somehow the universe smiles on encryption.
Cryptography is the ultimate form of non-violent direct action."*
Donde l'attuale instancabile attacco alla crittografia e il rovesciamento del motto
"Privacy for the weak, transparency for the powerful".
Buona serata,
Daniela
*
Assange, J., Appelbaum, J., Müller-Maguhn, A., & Zimmermann, J.
(2012). Cypherpunks: Freedom and the future of the internet. New
York: OR Books.
July 31, 2025
Re: [nexa] Blocco all’HTML
by 380°
Buonasera Giuseppe,
ho aggiunto ai destinatari anche l'owner della lista così è più facile
che riceva il messaggio e possa eventualente commentare.
Ho verificato che ora l'archivio della mailing list è tornato online,
olè!
On Thu, Jul 31 2025, Giuseppe Attardi wrote:
> A me capita di frequente, ma vedo succede anche ad altri, che il
> contenuto di un messaggio venga “scrubbed” perché contiene HTML e
> girato come attachment.
Immagino che tu ti riferisca a come vengono archiviati i messaggi su
https://server-nexa.polito.it/pipermail/nexa/ e non a come vengono
visualizzati nei singoli MUA
> Quando apro l’attachment (quando va bene, in questi giorni mi dà Error
> 404), mi spara una tonnellata di HTML pieno di tag in cui il testo,
> che magari sono poche righe, è totalmente indecifrabile.
Sì, questo succede perché nell'attuale configurazione del server Mailman
di Nexa è impostato il filtro sul HTML, che viene "scartavetrato" via.
> Ciò succede involontariamente, perché ormai oggi tutti i mail reader
> usano HTML come formato. Se si fa un cut/paste di un testo
> apparentemente innocuo, anche solo di un link, tutto il messaggio
> viene trasformato in HTML, senza che uno se ne renda conto.
>
> Ormai qualunque lettore di posta è in grado di interpretare HTML,
> quindi direi che la restrizione sia obsoleta e non vedo ragioni per
> continuare a bandirlo.
L'HTML _non_ è "bandito" dai messaggi che circolano in lista, per
esempio il recente messaggio di Giudo Scorza, quello con Message-Id:
0C10855E-39CA-4258-A13A-098938D9D357(a)guidoscorza.it è stato inviato a
tutti gli iscritti in (solo) HTML e tutti lo leggiamo senza problemi sul
nostro MUA
...però nell'archivio della lista c'è solo la versione "scartavetrata":
https://server-nexa.polito.it/pipermail/nexa/2025-July/054678.html
> Vorrei quindi fare una richiesta ufficiale ai gestori della lista nexa
> perché eliminino questo limite.
No, per favore!
Questo limite, ovvero quello di "scartavetrare" l'HTML negli archivi è
_molto_ sensato.
L'HTML potrebbe contenere attacchi di sicurezza e quindi è assai
consigliabile che siano "scartavetrati" [1]
> Per tenere conto di chi usa lettori di puro testo, si può sempre fare
> alla rovescia, ossia mettere un link alla pagina web del messaggio per
> poterlo leggere con un browser.
Ma anche no, grazie! Io vorrei continuare a leggere le email della
lista nel mio MUA senza dover usare un browser ;-)
Il fatto è che i messaggi archiviati si vedono male, tipo quello di
Scorza citato sopra, solo perché il MUA è stato configurato male: oggi
come oggi tutti i MUA _devono_ inviare le email in formato
multipart/alternative con dentro sia la versione text/plain che la
versione text/html (se proprio proprio non se ne può fare a meno)
Il "problema" c'è solo negli archivi e _solo_ per i messaggi che sono
inviati solo in HTML, senza la parte text/plain
Sì perché i messaggi multipart/alternative si leggono benissimo anche
negli archivi, tipo:
https://server-nexa.polito.it/pipermail/nexa/2025-July/054654.html
> Chi è d’accordo, risponda con un semplice +1.
No no, totale disaccordo! :-)
Innanzi tutto le email HTML sono un serio problema di sicurezza [1]
In secondo luogo, l'uso dell'HTML per comporre le email non aggiunge
nulla, anzi rischia di invogliare qualche utente a comporre i suoi
messaggi usando il colore rosso per rispondere (ehrm...) :-O
Piuttosto, approfitto di questo thread per fare un accorato appello ad
utilizzare solo email in puro testo, che è molto meglio!
Per approfondimenti: https://useplaintext.email/
In particolare "Why is plain text better than HTML?":
https://useplaintext.email/#why-plaintext
Saluti, 380°
[1] il casino sta nel mix tra HTML, CSS e Javascript
https://www.techradar.com/news/html-attachments-are-more-of-a-security-risk…
https://cybersecuritynews.com/html-functions-exploited-to-bypass-email-secu…
https://www.schneier.com/blog/archives/2024/04/security-vulnerability-of-ht…
--
380° (lost in /traslation/)
«Welcome to the chaos of the times
If you go left and I go right
Pray we make it out alive
This is Karmageddon»
July 31, 2025
Re: [nexa] R: "Stefano Rodotà (appositamente richiamato dall’Aldilà mentre giocava a scacchi)"
by 380°
Buonasera Daniela,
On Wed, Jul 30 2025, Daniela Tafani wrote:
> Buongiorno, 380°,
>
> Da: nexa per conto di 380° via nexa
>
>> non me ne vogliano i membri e i sostenitori del GPDP ma
>> l'istituzione è decisamente troppo presa sul serio; dire che le
>> aspettative nei confronti del GPDP sono illusorie è eufemistico.
>
> Quando un diritto è sistematicamente violato, le norme e le
> istituzioni che almeno in parte lo tutelino dovrebbero forse essere
> prese più sul serio, non meno (anche se capisco il senso della tua
> nota).
Sì anche io capisco bene il senso della tua riflessione, ma:
1. ho completamente perso fiducia nelle istituzioni... e non è neanche
colpa loro poverine, diciamo che è sempre più evidente che gli
_squilibri_ di potere e la sovranità palesemente limitata rende il tutto
un "gioco" pesantemente _truccato_
2. siccome la violazione dei dati personali è _causata_ solo e
_soltanto_ da carenze di tipo tecnico nel combinato disposto
Internet+Software, la soluzione può essere solo _tecnica_, tipo
https://www.gnunet.org/en/
Sono ripetitivo lo so, ma finché esisto... _insisto_ :-)
> E trovo eloquente il fatto che le prenda molto sul serio chi si
> sobbarca la fatica di lavorare per cancellarle. Ne ho scritto qui:
>
> GDPR could protect us from the AI Act. That's why it's under attack
> <https://zenodo.org/records/14002329>
Sì capisco, ma spero che sia chiaro anche a te, come lo è a me, che _se_
Internet fosse sostituita con una infrastruttura seria [1] _anche_ il
problema dell'utilizzo dei dati per il «derivative of a surveillance
business model» (bella definizione!) rappresentato dalla "AI" sarebbe
_risolto_ in partenza.
Cioè, lo dico in un altro modo: il GDPR e la GPDP sarebbero inutili. Non
è un'iperbole.
...epperò i giuristi e tutto l'indotto, in questo specifico campo della
giurisprudenza, sarebbero praticamente disoccupati [2] :-(
...epperò i nostri governanti (o meglio, i nostri amministratori)
_vogliono_ il controllo totale su tutto ciò che fanno i suddit... ops,
cittadini
Ovviamente è sempre tutto solo per la nostra sicurezza e quella dei
nostri figli, vero?
Un caro saluto, 380°
[1] https://secushare.org/img/stack-comparison.png
[2] a meno che diventino giuristi in grado di analizzare il codice
sorgente del software... che sarebbe davvero un lavoro _spettacolare_!
--
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July 31, 2025
China summons chip giant Nvidia over alleged security risks
by 380°
Buonasera,
questo significa (anche) che è _praticamente ovvio_ che una discreta
quantità di "chip" [1] esportati in EU siano dotati di tracking e
backdoors :-O [2]
https://english.almayadeen.net/news/technology/china-summons-chip-giant-nvi…>
«China summons chip giant Nvidia over alleged security risks»
--8<---------------cut here---------------start------------->8---
China questions Nvidia over security risks in H20 AI chips sold to the
Chinese market, raising concerns amid the ongoing US-China tech
rivalry.
Chinese authorities summoned US tech giant Nvidia on Thursday over
serious security concerns related to its H20 artificial intelligence
(AI) chips, as tensions escalate in the ongoing technological standoff
between Beijing and Washington.
The Cyberspace Administration of China (CAC), the country's top
internet regulator, announced it had engaged Nvidia in discussions
following the discovery of potential vulnerabilities and backdoors in
its H20 chips, a version specifically developed for the Chinese
market.
The CAC issued a public statement on social media confirming that
Nvidia was asked to explain the security risks tied to the H20 chips
and to submit relevant technical documentation for review.
The chips, [designed with downgraded capabilities to comply with US
export restrictions], have now become a flashpoint in the broader
debate over Nvidia H20 chip security. "The company has been asked to
explain the security risks of vulnerabilities and backdoors in its H20
chips sold to China and submit relevant supporting materials," the
statement read.
Chinese regulators cited reports from US experts, noting that location
tracking and remote shutdown [technologies for Nvidia's AI chips] "are
already matured."
[designed with downgraded capabilities to comply with US export
restrictions]
<https://english.almayadeen.net/news/technology/nvidia-ai-chips-repair-indus…>
[technologies for Nvidia's AI chips] <file:Nvidia’s%20AI%20chips>
1.1 Nvidia's return to the Chinese market draws scrutiny
────────────────────────────────────────────────────────
Earlier this month, Nvidia [said it would resume H20 sales in China]
after the US government signaled it would lift some of the licensing
restrictions that had previously blocked such exports.
The H20 chip is a less powerful version of Nvidia's top-tier AI
processors, created to meet US regulatory thresholds while preserving
a foothold in the lucrative Chinese AI sector.
However, renewed concerns from both sides of the Pacific have
[reignited debates over AI chip export] controls and national security
implications. Nvidia, based in California, has found itself
increasingly caught between Washington's containment strategy and
Beijing's push for technological sovereignty.
As part of tightening US-China tech tensions, American lawmakers have
proposed requiring Nvidia and other AI chipmakers to embed location
tracking and remote-disable features into their products.
While the proposals are framed as safeguards against unauthorized use,
Beijing views such measures as potential vectors for foreign
surveillance and control, particularly when implemented in
semiconductors destined for Chinese infrastructure or research
facilities.
The CAC's summons of Nvidia appears to be part of a broader effort to
assert Chinese data and cyber sovereignty as foreign technology
continues to play a role in sensitive sectors.
[said it would resume H20 sales in China]
<https://english.almayadeen.net/news/politics/nvidia-cleared-to-resume-ai-ch…>
[reignited debates over AI chip export]
<https://english.almayadeen.net/news/politics/nvidia-cleared-to-resume-ai-ch…>
--8<---------------cut here---------------end--------------->8---
Saluti, 380°
[1] che poi tecnicamente sono dei veri e propri SoC (system on chip): si
capisce la differenza vero?!?
[2] per un esempio si veda alla voce "Intel Management Engine":
https://en.wikipedia.org/wiki/Intel_Management_Engine#Security_vulnerabilit…
https://en.wikipedia.org/wiki/Intel_Management_Engine#Assertions_that_ME_is…
https://en.wikipedia.org/wiki/Intel_Management_Engine#By_Google
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380° (lost in /traslation/)
«Welcome to the chaos of the times
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This is Karmageddon»
July 31, 2025