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Re: Forma mentis
by Giuseppe Attardi
Grazie per avercelo ricordato.
Mi chiedo però se accettiamo quanto la gente scrive su questa lista, che non è peer-reviewed, perché non dovremmo accettare quanto altri scrivono su arXiv.
Poi vedo anche citazioni di semplici blog, come quello citato da antonio(a)piumarossa.it<mailto:antonio@piumarossa.it> proprio su questo oggetto, di cui nessuno si è lamentato.
In tutti e tre i casi ognuno farà le proprie valutazioni di merito.
—
On 13 May 2026, at 09:55, nexa-request(a)server-nexa.polito.it wrote:
From: Massimo Maria Ghisalberti <zairik(a)zohomail.eu<mailto:zairik@zohomail.eu>>
Subject: [nexa] Re: Forma mentis
To: GC F <gcfrosio(a)gmail.com<mailto:gcfrosio@gmail.com>>, nexa <nexa(a)server-nexa.polito.it<mailto:nexa@server-nexa.polito.it>>
Buondì.
Senza entrare nel merito vorrei ricordare che, data l'abitudine a citare
articoli arXiv, che arXiv è una piattaforma di pre-press. Chiunque può inviare
articoli e se corretti formalmente vederseli pubblicati. Non sono peer-reviewed.
"Material is not peer-reviewed by arXiv - the contents of arXiv submissions are
wholly the responsibility of the submitter and are presented “as is” without any
warranty or guarantee"
https://info.arxiv.org/about/index.html
Il che significa che indipendentemente dal valore dei proponenti e del paper
stesso, ai fini scientifici sono soltanto, per quanto autorevoli, opinioni.
Ripeto, per non sollevare il solito vespaio, che è solo una valutazione
"tecnica" e non nel merito.
Per stemperare posso dire che non sono più scientifici di quelli in SIGBOVIK
(https://sigbovik.org/)
Che consiglio a chi non conosce per portare la propria intelligenza a super-
intelligenza, tale da competere sullo stesso piano con le nuove AI.
-- massimo
May 13, 2026
Re: Forma mentis
by Giuseppe Attardi
From: antonio <antonio(a)piumarossa.it<mailto:antonio@piumarossa.it>>
No: sono archivi compressi con perdita di sequenze testuali di cui è
possibile decomprimere approssimazioni di alcune zone fornendo in input
una sequenza testuale prossima a quelle presenti nei testi sorgente.
E' una spiegazione semplice, comprensibile ed esaustiva.
Più che semplice, semplicistica.
Aggiungo (tratto da [1]) ...
Ahi!
Sono numeri che il modello ha imparato durante l'addestramento. Non hanno "significato" umano e non rappresentano concetti o regole linguistiche in modo leggibile.
4.096 è grande abbastanza da codificare significati sfumati.
Già: significati sfumati.
Peccato poi che gli esperimenti, ad esempio con i syntax probe (Hewitt and Manning), dimostrino invece che rappresentano relazioni di dipendenze sintattiche tra le parole, e altre relazioni linguistiche semantiche quali la coreference. Altri concetti linguistici come i POS si ottengono ancor più facilmente col clustering.
La pretesa che abbiano un’intelligibilità umana è del tutto pretestuosa.
Ciò che conta è che abbiano un significato per il modello, che se li è costruiti appositamente per poter funzionare.
È solo che per poterli “leggere” occorrono strumenti appositi, non c’è una leggenda, come per i file GGUF.
BTW, quali “concetti o regole linguistiche" ha un bambino di 3 anni, che parla bene una lingua, senza che nessuno gli abbia insegnato alcunché di analisi sintattica o grammaticale?
Non avrà imparato anche lui qualcosa che a noi risulta non intelligibile?
—
Quello che NON è un modello
NON è intelligenza artificiale consapevole
NON è un database esplicito di fatti memorizzati
NON ha "comprensione" nel senso umano
NON "ragiona" nel senso umano: calcola probabilità
NON ha un meccanismo nativo di verifica logica/fattuale delle sue risposte
NON apprende ma adatta i pesi durante l'inferenza
NON contiene neuroni in senso organico, ma numeri, numeri e solo numeri
NON ha memoria permanente tra le conversazioni (a meno che il sistema esterno non la aggiunga)
[1] https://ilcibernetico.it/autopsia-di-un-llm-parte-prima/
[2] https://ilcibernetico.it/il-tokenizzatore-autopsia-di-un-llm-parte-seconda/
A.
May 13, 2026
Re: Forma mentis
by Giacomo Tesio
On Tue, 12 May 2026 19:39:32 +0200 GC F wrote:
> Converrebbe anche leggersi la letteratura [...]
Ma certo!
Personalmente ti consiglio la collana Urania.
https://it.wikipedia.org/wiki/Urania_(collana)
La troverai molto più piacevole della bibliografia che hai menzionato e
più facile da interpretare (e valutare criticamente) anche senza solide
basi informatiche, ma altrettanto fantasiosa.
> Posizione condivisibile, logica e presciente.
:-DDD
Sì, beh vero... è logico.
Nell'universo in cui i LLM "ragionano", Cristianini è presciente.
https://www.treccani.it/vocabolario/presciente/
https://www.treccani.it/vocabolario/prescienza/
Certo però che sfiga... cosmica? multi-versica?
Potevamo avere SpiderMan... e ci è toccato Cristianini. :-D
Giacomo
May 13, 2026
Re: Forma mentis
by Massimo Maria Ghisalberti
Buondì.
Senza entrare nel merito vorrei ricordare che, data l'abitudine a citare
articoli arXiv, che arXiv è una piattaforma di pre-press. Chiunque può inviare
articoli e se corretti formalmente vederseli pubblicati. Non sono peer-reviewed.
"Material is not peer-reviewed by arXiv - the contents of arXiv submissions are
wholly the responsibility of the submitter and are presented “as is” without any
warranty or guarantee"
https://info.arxiv.org/about/index.html
Il che significa che indipendentemente dal valore dei proponenti e del paper
stesso, ai fini scientifici sono soltanto, per quanto autorevoli, opinioni.
Ripeto, per non sollevare il solito vespaio, che è solo una valutazione
"tecnica" e non nel merito.
Per stemperare posso dire che non sono più scientifici di quelli in SIGBOVIK
(https://sigbovik.org/)
Che consiglio a chi non conosce per portare la propria intelligenza a super-
intelligenza, tale da competere sullo stesso piano con le nuove AI.
-- massimo
May 13, 2026
Re: Forma mentis
by Alfredo Bregni
>>NON è intelligenza artificiale consapevole
Però l'hanno chiamata "IA". Vedi un po'... (Vup).
>>NON è un database esplicito di fatti memorizzati
Però c'è dietro il web. Vup.
>>NON ha "comprensione" nel senso umano
E infatti è una "scorciatoia". Vup.
>>NON "ragiona" nel senso umano: calcola probabilità.
E infatti è una "scorciatoia". Vup.
>>NON ha un meccanismo nativo di verifica logica / fattuale delle sue risposte.
Quando vanno bene, vanno bene; quando vanno male, vanno male.
Come la statistica.
>>NON apprende ma adatta i pesi durante l'inferenza.
Se usate reti neurali, ...quello fanno.
>>NON contiene neuroni in senso organico, ma numeri, numeri e solo numeri.
Però reti "neurali" le avete chiamate voi.
>>NON ha memoria permanente tra le conversazioni (a meno che il sistema esterno non la aggiunga).
Questa è una scelta, e c'è -- almeno su google AI -- un elenco di conversazioni richiamabili.
Ma la domanda vera è: che male c'è a usare i "confezionatori di testi" -- e cugini vari in altri ambiti -- PER QUELLO CHE SONO??
Mi va bene il dibattito, ma la domanda è sempre la medesima: di cosa ci preoccupiamo?
Del fatto che le persone sono "esposte" (a qualche sorta di inganno?)?
COME GIA' DETTO, c'è BEN ALTRO che ci frega.
Vogliamo COME AL SOLITO montare un falso problema e parlare di quello, ... così EVITIAMO di parlare di quello VERO?
Perché alla fine l'impressione ...è quella. VUP-VUP.
----- Original Message -----
From: antonio via nexa
To: nexa(a)server-nexa.polito.it
Sent: Tuesday, May 12, 2026 8:35 PM
Subject: [nexa] Re: Forma mentis
> No: sono archivi compressi con perdita di sequenze testuali di cui è
> possibile decomprimere approssimazioni di alcune zone fornendo in input
> una sequenza testuale prossima a quelle presenti nei testi sorgente.
> E' una spiegazione semplice, comprensibile ed esaustiva.
Aggiungo (tratto da [1]) ...
Quello che NON è un modello
NON è intelligenza artificiale consapevole
NON è un database esplicito di fatti memorizzati
NON ha "comprensione" nel senso umano
NON "ragiona" nel senso umano: calcola probabilità
NON ha un meccanismo nativo di verifica logica/fattuale delle sue risposte
NON apprende ma adatta i pesi durante l'inferenza
NON contiene neuroni in senso organico, ma numeri, numeri e solo numeri
NON ha memoria permanente tra le conversazioni (a meno che il sistema esterno non la aggiunga)
[1] https://ilcibernetico.it/autopsia-di-un-llm-parte-prima/
[2] https://ilcibernetico.it/il-tokenizzatore-autopsia-di-un-llm-parte-seconda/
A.
May 12, 2026
[DAUIN Seminars] Moving from Human-Centered AI to People-Centered AI, Yvonne Rogers
by Daniele Quercia
DAUIN has been delighted to welcome Prof. Yvonne Rogers over the past few weeks. It has been a real pleasure to have her with us, and we warmly invite you to join us for the final seminar of her visit. Y Combinator has recently identified the "Company Brain" as an emerging area of interest. Yvonne will ask how agentic AI might empower not only individuals, but also teams, organisations, and society at large.
Moving from Human-Centered AI to People-Centered AI
Yvonne Rogers, UCL
May 18, 3:30pm, Lab8, DAUIN
Recently there has been much excitement about agentic AI. But what does this mean for those of us working in HCI? Rather than focussing on how to amplify human cognition or augment users with GenAI tools it is important that we also begin considering how best to empower organisations, companies and society at large with agentic AI. In particular, we need to determine how to support teams and organisations in their workflows and complex tasks, for example, collaborative decision-making. This involves addressing scalability; coming up with different lens and frameworks. In my talk, I will begin by giving an overview of HCAI followed by considering the new challenges that are afoot and the opportunities that have arisen as we enter the new era of agentic AI.
Yvonne Rogers is a Professor of Interaction Design at UCL. Her research interests are in the areas of human-computer interaction and human-centered AI. Her current research investigates how to design AI tools to empower people, especially human decision-making and metacognition. From 2022-2024 she was the CTO of LetsThink.com, a start-up that is developing new tools to augment how people think by applying behaviour science methods to AI. From 2020-2025 she was awarded a chair of excellence at Bremen University which was set up to fund distinguished international scholars to promote collaboration. During this time, she co-developed a centre for AI and healthcare. In 2024 she was elected as an international member of the US National Academy of Engineering. In 2022, she was awarded the ACM SIGCHI Lifetime Research Award; "presented to individuals for outstanding contributions to the study of human-computer interaction". In the same year, she was awarded the Royal Society Robin Milner Medal for Computer Science and was elected as a Fellow of the Royal Society as "one of the leaders who created the field of Ubiquitous Computing". She collaborates a lot with industrial partners and was awarded a Microsoft Research Outstanding Collaborator Award. She is also a Fellow of the ACM; a Fellow of the British Computer Society and a Fellow of the ACM's CHI Academy.
________________________________________________________________________________
Microsoft Teams meeting
Join: https://teams.microsoft.com/meet/385368719903313?p=SXRMHN6TqPGP851CZs
Meeting ID: 385 368 719 903 313
Passcode: 5ey3MM9g
________________________________
Need help?<https://aka.ms/JoinTeamsMeeting?omkt=en-GB> | System reference<https://teams.microsoft.com/l/meetup-join/19%3ameeting_NTkzZDRmYjQtNjZlYi00…>
For organisers: Meeting options<https://teams.microsoft.com/meetingOptions/?organizerId=855f504a-6e63-4e94-…>
________________________________________________________________________________
May 12, 2026
Re: Forma mentis
by antonio
> No: sono archivi compressi con perdita di sequenze testuali di cui è
> possibile decomprimere approssimazioni di alcune zone fornendo in input
> una sequenza testuale prossima a quelle presenti nei testi sorgente.
> E' una spiegazione semplice, comprensibile ed esaustiva.
Aggiungo (tratto da [1]) ...
Quello che NON è un modello
NON è intelligenza artificiale consapevole
NON è un database esplicito di fatti memorizzati
NON ha "comprensione" nel senso umano
NON "ragiona" nel senso umano: calcola probabilità
NON ha un meccanismo nativo di verifica logica/fattuale delle sue risposte
NON apprende ma adatta i pesi durante l'inferenza
NON contiene neuroni in senso organico, ma numeri, numeri e solo numeri
NON ha memoria permanente tra le conversazioni (a meno che il sistema esterno non la aggiunga)
[1] https://ilcibernetico.it/autopsia-di-un-llm-parte-prima/
[2] https://ilcibernetico.it/il-tokenizzatore-autopsia-di-un-llm-parte-seconda/
A.
May 12, 2026
Re: Forma mentis
by GC F
Posizione condivisibile, logica e presciente. Posizioni che riflettono in
parte quelle di Geoffrey Hinton, di chi ha contributo allo sviluppo delle
reti neurali negli ultimi anni, e del San Francisco consensus.
Alla luce dei thread degli ultimi giorni - e delle immediate risposte alla
ricerca di cui sopra - converrebbe riscoprire il concetto di "auctoritas"
prima di formulare affermazioni assolutistiche poco fondate in decine e
decine di lunghissimi post.
Converrebbe anche leggersi la letteratura eg:
Matteo Wong, 'The GPT Era Is Already Ending' (*The Atlantic*, 6 December
2024) <
https://www.theatlantic.com/technology/archive/2024/12/openai-o1-reasoning-…
>.
Zhong-Zhi Li and others, ‘From System 1 to System 2: A Survey of Reasoning
Large Language Models’ (2025) arXiv:2502.17419 [cs.AI] <
https://arxiv.org/abs/2502.17419>.
See Hunter Lightman and others, 'Let's Verify Step by Step' (2023)
arXiv:2305.20050 <https://doi.org/10.48550/arXiv.2305.20050>.
Guan Wang and others, ‘OpenChat: Advancing Open-source Language Models with
Mixed-Quality Data’ (2023) arXiv:2309.11235 [cs.CL] <
https://arxiv.org/abs/2309.11235>.
Guan Wang and others, ‘Hierarchical Reasoning Model’ (2025)
arXiv:2506.21734 [cs.AI] 2–5 https://arxiv.org/abs/2506.21734 (presenting
HRM as a ‘brain-inspired’ recurrent architecture designed for reasoning).
Zhong-Zhi Li and others, ‘Toward Large Reasoning Models: A Survey’ (2025)
arXiv:2501.09686 [cs.AI] 2–5 <https://arxiv.org/abs/2501.09686>.
Jason Wei and others, ‘Chain-of-Thought Prompting Elicits Reasoning in
Large Language Models <https://dl.acm.org/doi/10.5555/3600270.3602070>’
(2022) 35 Advances in Neural Information Processing Systems 24824,
24825–24830. (defining chain-of-thought as intermediate reasoning steps and
reporting large gains on GSM8K math word problems);
Takeshi Kojima and others, ‘Large Language Models are Zero-Shot Reasoners
<https://dl.acm.org/doi/10.5555/3600270.3601883>’ (2022) 35 Advances in
Neural Information Processing Systems 22199, 22201–22205 (on the
‘zero-shot’ procedure where models are prompted to ‘think step by step’ to
generate reasoning chains during inference);
Shuofei Qiao and others, ‘Reasoning with Language Model Prompting: A Survey
<https://aclanthology.org/2023.acl-long.294/>’ (2023) 1(1) ACL Anthology 1,
4–6 (providing a comprehensive review of how CoT functions as a procedural
layer on top of predictive architectures).
Shunyu Yao and others, ‘Tree of Thoughts: Deliberate Problem Solving with
Large Language Models’ (2023) arXiv:2305.10601 <
https://arxiv.org/abs/2305.10601>.
Maciej Besta and others, ‘Graph of Thoughts: Solving Elaborate Problems
with Large Language Models’ (2023) arXiv:2308.09687 <
https://arxiv.org/abs/2308.09687>(extending beyond CoT/ToT by modelling
“thoughts” as a graph with dependencies and feedback loops, ie structured
exploration rather than a single linear narrative).
Lilian Weng, ‘LLM Powered Autonomous Agents’ (Lil’Log, 23 June 2023) <
https://lilianweng.github.io/posts/2023-06-23-agent>;
Lei Wang and others, ‘A Survey on Large Language Model Based Autonomous
Agents <https://doi.org/10.1007/s11704-024-40231-1>’ (2024) 18(6) *Frontiers
of Computer Science* 186345.
David Ha and Jürgen Schmidhuber, ‘World Models’ (2018) arXiv:1803.10122
[cs.LG] <https://arxiv.org/abs/1803.10122>;
David Ha and Jürgen Schmidhuber, ‘Recurrent World Models Facilitate Policy
Evolution
<https://proceedings.neurips.cc/paper/2018/file/2de5d16682c3c35007e4e92982f1…>’
(2018) arXiv:1809.01999 [cs.LG] <https://arxiv.org/abs/1809.01999>.
‘World Models Race 2026: How LeCun, DeepMind, and World Labs Are Redefining
the Path to AGI’ (*Introl Blog*, 3 January 2026) <
https://introl.com/blog/world-models-race-agi-2026> (discussing a move
toward a form of reasoning grounded in causality and physics rather than
statistical mimicry).
Julian Schrittwieser and others, ‘Mastering Atari, Go, chess and shogi by
planning with a learned model
<https://www.nature.com/articles/s41586-020-03051-4>’ (2020) 588 Nature
604, 604 (presenting MuZero as ‘combining a tree-based search with a
learned model’).
For the definitive overview of neurosymbolic AI as the ‘third wave’ of
artificial intelligence focused on structured reasoning and explainability,
see Artur d’Avila Garcez and Luís Lamb, ‘Neurosymbolic AI: The 3rd Wave
<https://arxiv.org/abs/2012.05876>’ (2023) 56(11) Artificial Intelligence
Rev 12387, 12388–12392.
Giuseppe Marra and others, ‘From Statistical Relational to Neurosymbolic
Artificial Intelligence: A Survey
<https://www.sciencedirect.com/science/article/pii/S0004370223002084?via%3Di…>’
(2024) 328 *Artificial Intelligence* 104062
Lukas Nel, ‘Do Large Language Models Know What They Don’t Know?
KalshiBench: A New Benchmark for Evaluating Epistemic Calibration via
Prediction Markets’ (2025) arXiv:2512.16030 [cs.CL] <
https://arxiv.org/abs/2512.16030> (reporting systematic
miscalibration/overconfidence—models expressing confidence that outstrips
correctness),
Melanie Mitchell and David C Krakauer, ‘The Debate Over Understanding in
AI’s Large Language Models
<https://www.pnas.org/doi/full/10.1073/pnas.2215907120?doi=10.1073%2Fpnas.22…>’
(2023) 120(13) Proceedings of the National Academy of Sciences e2215907120;
Melanie Mitchell, ‘AI’s Challenge of Understanding the World
<https://www.science.org/doi/10.1126/science.adm8175>’ (2023) 382(6671)
Science eadm8175. François Chollet and Mike Knoop, ‘ARC Prize 2025:
Technical Report’ (2026) arXiv:2601.10904v1 [cs.AI] <
https://arxiv.org/html/2601.10904v1> (characterizing the 2025 reasoning
breakthroughs as still being ‘fundamentally related to model knowledge’
rather than human-like cognitive flexibility).
Qianjun Pan and others, ‘A Survey of Slow Thinking-based Reasoning LLMs
using Reinforced Learning and Inference-time Scaling Law’ (2025)
arXiv:2505.02665 https://arxiv.org/abs/2505.02665
<https://arxiv.org/abs/2505.02665?utm_source=chatgpt.com> (synthesising
‘slow thinking’ methods: inference-time compute scaling,
search/verification, and iterative refinement loops to improve structured
reasoning beyond single-pass plausibility);
Yixin Ji and others, ‘A Survey of Test-Time Compute: From Intuitive
Inference to Deliberate Reasoning’ (2025) arXiv:2501.02497 <
https://arxiv.org/abs/2501.02497> (defining "test-time compute" as a
mechanism that allows a model to "work" a problem during inference—using
techniques like self-correction, repeated sampling, and tree search to
solve tasks that are impossible for a single forward pass).
Yann LeCun, ‘A Path Towards Autonomous Machine Intelligence’ (2022)
OpenReview <https://openreview.net/pdf?id=BZ5a1r-kVsf>.
Rizwan Qureshi, ‘Thinking Beyond Tokens: From Brain-Inspired Intelligence
to Cognitive Foundations for Artificial General Intelligence’ (2025)
arXiv:2507.00951 <https://arxiv.org/abs/2507.00951>.
Mohamed Amine Ferrag, Norbert Tihanyi and Merouane Debbah, ‘From LLM
Reasoning to Autonomous AI Agents: A Comprehensive Review’ (2025)
arXiv:2504.19678 [cs.AI] <https://arxiv.org/abs/2504.19678>
Jason Wei and others, ‘Emergent Abilities of Large Language Models’ (2022)
arXiv:2206.07682 [cs.CL] <https://doi.org/10.48550/arXiv.2206.07682>
Melanie Mitchell, ‘Debates on the Nature of Artificial General
Intelligence’ (2024) 383(6689) Science eado7069 <
https://www.science.org/doi/10.1126/science.ado7069>.
Shane Legg and Marcus Hutter, ‘Universal Intelligence: A Definition of
Machine Intelligence’ (2007) arXiv:0712.3329 [cs.AI] <
https://arxiv.org/abs/0712.3329>.
Ben Goertzel and Cassio Pennachin (eds), *Artificial General Intelligence*
(Springer 2007) 1–5;
Meredith Ringel Morris and others, ‘Levels of AGI: Operationalizing
Progress on the Path to AGI’ (2024) arXiv:2311.05148 [cs.AI] 2–7 (categorising
LLMs as "Level 1: Emergent AGI"—defined as systems that are equal to or
better than an unskilled human at a wide range of tasks);
Blaise Agüera y Arcas and Peter Norvig, ‘Artificial General Intelligence Is
Already Here’ (*Noema Magazine*, 10 October 2023) <
https://www.noemamag.com/artificial-general-intelligence-is-already-here>;
Sébastien Bubeck and others, ‘Sparks of Artificial General Intelligence:
Early Experiments with GPT-4’ (2023) arXiv:2303.12712 [cs.AI] 1–5 <
https://arxiv.org/abs/2303.12712>;
Blaise Agüera y Arcas, *What Is Intelligence? Lessons from AI About
Evolution, Computing, and Minds* (MIT Press 2025) (postulating predictive
AI as AGI according to neuroscience ‘predictive brain’ hypothesis);
Eric Schmidt, ‘The San Francisco Consensus’ (2024) 2 The Digitalist Papers <
https://www.digitalistpapers.com/vol2/schmidt>;
Leopold Aschenbrenner, ‘Situational Awareness: The Decade Ahead’ (June
2024) < https://situational-awareness.ai>.
‘Geoffrey Hinton – Interview’ (*NobelPrize.org*, 8 October 2024) <
https://www.nobelprize.org/prizes/physics/2024/hinton/1925103-interview-tra…
>.
Violet Xiang and others, ‘Just Enough Thinking: Efficient Reasoning with
Adaptive Length Penalties Reinforcement Learning’ (2025)
arXiv:2506.05256 [cs.AI] <https://arxiv.org/abs/2506.05256>
Giancarlo
On Tue, 12 May 2026 at 07:46, Giuseppe Attardi via nexa <
nexa(a)server-nexa.polito.it> wrote:
> Un punto di vista diverso, da parte di Nello Cristianini, noto ricercatore
> di Machine Learning:
>
>
> https://www.repubblica.it/tecnologia/2026/05/12/news/nello_cristianini_libr…
>
> — Beppe
>
>
May 12, 2026
Re: Forma mentis (Giuseppe Attardi)
by karlessi
Message: 1
> Date: Tue, 12 May 2026 05:45:51 +0000
> From: Giuseppe Attardi <attardi(a)di.unipi.it>
> Subject: [nexa] Forma mentis
> To: nexa <nexa(a)server-nexa.polito.it>
> Message-ID: <C6C7B53C-0A55-4BC5-82F7-8489AFCA50D5(a)di.unipi.it>
> Content-Type: multipart/alternative;
> boundary="_000_C6C7B53C0A554BC582F78489AFCA50D5diunipiit_"
>
> Un punto di vista diverso, da parte di Nello Cristianini, noto ricercatore di Machine Learning:
>
> https://www.repubblica.it/tecnologia/2026/05/12/news/nello_cristianini_libr…
Buongiorno,
leggerò il libro, come ho letto gli altri di Cristianini;
le conclusioni dell'articoletto mi sembrano condivisibili, bello cercare
di aprire le scatole nere
d'altra parte, questa, come gli altri libri suoi che ho letto, a mio
avviso è filosofia, senz'altro non di tipo assiomatico né strettamente
logico, bensì speculativa al limite della fantascienza. Con il racconto
di tante storie ed esperienze. Nulla di male. Basta riconoscerlo.
Cristianini afferma che:
> È questa la parte affascinante di questo momento scientifico: esiste uno spazio di intelligenze possibili, ancora da esplorare. Le intelligenze artificiali di oggi non sono pappagalli, ma non sono nemmeno simili alle menti umane: sono qualcosa di diverso. Un tipo di mente aliena e primitiva, con una sua forma diversa dalla nostra, non umana ma che possiamo studiare. Abbiamo appena aperto una porta, ne troveremo presto delle altre.
Esiste? è una sua opinione. una doxa, in filosofia. lo dice lui. basata
su fatti scientifici? forse.
sul linguaggio, segnalo che "intelligence" in inglese significa anche
"spionaggio"; e che quando si cominciano ad affastellare aggettivi a un
sostantivo, è segno che il sostantivo non vuol poi dir molto
(intelligenza emotiva, artificiale... ma quindi di cosa si parla? non è
chiaro, non c'è accordo)
ma il punto cruciale è, mi pare, quello che è stato sollevato più volte
in varie forme:
la scienza, e la ricerca scientifica in particolare, sono
ideologicamente orientate. da sempre. gli scienziati accorti lo sanno e
non se lo nascondono. I filosofi della scienza lo ripetono da parecchio
(su tutti, Feyerabend). purtroppo la stragrande maggiornza degli
scienziati continua a pretendersi e raccontarsi come "pura"
(letteralmente, "passata attraverso il fuoco"). Invece gli scienziati,
in quanto esseri umani portatori di convinzioni, agiscono e ricercano in
base ad assunti filosofici, che ne siano coscienti (raramente) o meno
(troppo spesso).
"un tipo di mente aliena e primitiva" è un'affermazione davvero
fantascientifica. Aliena, altra, da un altrove; primitiva: si evolverà,
sottinteso. anche qui, benissimo. ipotesi. opinioni. riberberi
mitologici. sono tanti gli scienziati che riscoprono la filosofia, la
mitologia, la fantascienza speculativa. purtroppo però continuano a
dirsi "scienziati puri" e a trattare con disprezzo filosofia, mitologia
e fantascienza. E invece farebbero bene a studiare un pochino ciò che
disprezzano. Non è la prima volta che si scopre "l'Automa".
l'IA oggi egemone è una narrazione, e una narrazione pesantemente
ideologizzata nel senso deteriore del termine; non certo una tecnologia.
Quantomeno ci sono tante tecniche e tecnologie differenti che,
variamente ingegnerizzate e socializzate, vengono spacciate sotto
l'etichetta di "IA".
Questa narrazione ha a che fare con l'automazione, che già di per sé è
una categoria complessa, che confonde, poiché rimanda sia all'automata
sia al taumastos: "automatizo", cioè "fare di proprio impulso o
arbitrariamente". Cosa che per Aristotele è tipico degli enti naturali e
non degli artefatti: eppure gli automata sono artefatti che fanno di
proprio impulso, arbirtrariamente... da cui il "taumastos", ciò che
"meraviglia".
Ne abbiamo scritto con V. García in M. Guerri, Le parole della tecnica,
Einaudi, 2025, Automazione, pp. 39-55 (bozze:
https://cloud.eudema.net/s/bsbGPGJASLT82Zg )
Invece di concentrarsi come la peggior filosofia occidentale dualista
sugli "enti artificiali", suppostamente opposti agli "enti naturali", e
dunque sull'alterità, Cristianini potrebbe concentrarsi sulle affinità,
sui punti di contatto. Visto che ci ha a che fare tutti i giorni nella
sua ricerca, sarebbe interessante.
In ogni caso, può essere utile riprendere in mano "The Human Condition"
di Hannah Arendt (Vita Activa in italiano), in cui il pensiero (cap V,
l'Azione) viene declinato in un modo incompatibile con il programma di
ricerca dichiarato di "decifrare i pensieri delle macchine".
Personalmente sono più vicino a Simondon che ad Harendt (troppo
heideggeriana nei confronti della Tecnica che rimane una specie di
Gestell), però su un punto almeno vorrei convenire: le macchine NON
HANNO PENSIERI. Non ha senso affermarlo, e in ogni caso non ci aiuta.
Non perché l'umano sia detentore del pensiero come caratteristica sua
propria, ma perché le macchine sono diverse appunto gli umani, non
ragionano, non pensano. fanno altre cose. Cosa fanno insieme agli umani
che le hanno costruite? Come lo fanno? In che modo modificano gli umani,
e ne vengono modificate, cioè co-evolvono? Ci va bene questa co-evoluzione?
Questo è il punto.
visto che loro sono scienziati, invece di riprendere termini che hanno
altri significati, sarebbe opportuno ricorrere a termini puntuali e
adeguati. sì: è anche una questione di linguaggio. usiamo altre parole.
coniamo altre parole, cerchiamo un po' la chiarezza. smettiamo di usare
termini antropomorfici che servono solo a veicolare narrazioni tossiche.
"neuroni" (artificiali!!!) che "riconoscono concetti"! queste sono
opinioni a mio avviso scorrette: eppure poche righe prima si lamenta
dell'antropomorfizzazione. e allora, ancora: per favore, usiamo altre
parole, nuove, diverse.
a pensar male, vien da ipotizzare che questi scienziati che
improvvisamente pochi anni fa, dopo decenni nell'ombra e sottofinanziati
(nell'"inverno dell'IA..."), si sono trovati sulla ribalta, e con
finanziamenti stratosferici, e tirati per la giacchetta dai potenti e
dagli approfittatori di cui il mondo abbonda, abbiano un po' perso il
lume della ragione. e propongono più ricerca, più più più più e
ovviamente più e energia e più soldi. Per loro, per le loro ricerche.
Così potranno consigliare ai potenti come fare la guerra giusta con l'IA
giusta ed etica, visto che in ogni caso l'IA viene raccontata come
ineluttabile (ogni riferimento alla filosofa Maria Rosaria Taddeo è
voluta: non sono solo gli scienziati che filosofeggiano senza
dichiararlo a causare danni, ma forse peggio i filosofi che giustificano
l'ingiustificabile in nome dell'etica)
vorrei attirare l'attenzione su un'ipotesi: e se la meraviglia per
questi "automata" fosse talmente forte da obnubilare scienziati,
filosofi, "normali" cittadini, più di quanto non vogliamo ammettere?
Umani a bocca aperta ad ascoltare le favole dei "confezionatori di
testi" (e non solo)?
questo apre alla considerazione degli aspetti relazionali delle
tecnologie: se le tecnologie, come propone una tradizione di pensiero
estremamente minoritaria (Simondon, Sigaut...), sono sistemi per
affrontare, gestire, stabilizzare il comune destino, ovvero la morte
(termica dell'universo, ma anche di esseri con cui siamo in relazione,
oltre che personale), e sono la via d'elezione dell'ominizzazione perché
creano il mondo abitabile dagli umani, cosa dice questo accanimento
sull'IA sull'evoluzione delle specie coinvolte (umani, ma non solo)?
un umano con una bicicletta diventa ciclista. con un'automobile,
automobilista. con l'IA? esistono IA (narrazioni di IA) divergenti dal
modello iperindustriale, estrattivo e guerrafondaio attualmente egemone
(Palantir è fra i pochi a dichiararlo esplicitamente, ma gli altri
lavorano nella stessa identica direzione, IMHO)? Come potrebbero essere
messe in opera, eventualmente? Con quali limitazioni, auto-limitazioni
rispetto all'evidente assenza di ogni limite della "ricerca" attuale
(limitazioni energetiche, trasparenza e replicabilità
dell'infrastruttura, modelli gestionali, tracciabilità dei dati in
ingresso, ecc ecc)?
Queste sono domande innanzitutto filosofiche, e ce n'è particolarmente
bisogno oggi.
buona giornata
cm
>
> — Beppe
>
>
May 12, 2026
Re: Forma mentis
by Giacomo Tesio
On Tue, 12 May 2026 05:45:51 +0000 Giuseppe Attardi wrote:
> Un punto di vista diverso, da parte di Nello Cristianini, noto
> ricercatore di Machine Learning:
No Giuseppe, quella non è "un opinione diversa".
Quella è disinformazione travestita da divulgazione scientifica.
Cristianini scrive
"""
Davanti a queste prestazioni, la spiegazione di queste straordinarie
abilità è spesso che questisistemi sono modelli matematico-statistici
che apprendono correlazioni e usano un meccanismo che prevede la parola
successiva.
"""
No: sono archivi compressi con perdita di sequenze testuali di cui è
possibile decomprimere approssimazioni di alcune zone fornendo in input
una sequenza testuale prossima a quelle presenti nei testi sorgente.
E' una spiegazione semplice, comprensibile ed esaustiva.
Dimmi tu cosa supera meglio il rasoio di Occam:
- intelligenze artificiali che hanno allucinazioni
- decompressioni di sequenze testuali compresse con perdita che
divergono dai dati forniti in input (prompt, contesto etc...)
per riprodurre pattern frequenti nei testi originariamente compressi
Come molti altri qui, potrei smontare quell'articolo frase per frase,
ma francamente è talmente allucinante che non merita alcuno spazio.
Magra consolazione è pensare come articolo e libretto testimonieranno
le qualità intellettuali ed etiche dell'autore ben oltre la
deflagrazione della bolla.
Giacomo
May 12, 2026