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Re: [nexa] ancora sui non-testi
by abregni
Ciao, Enrico.
Non ho capito il punto.
Esperimento mentale.
Prendiamo un essere umano "normale", con le sue convinzioni, normale
capacità dialettiche, e intenzionato a interloquire "con correttezza",
ovvero saldo delle sue posizioni, ma anche aperto a riconoscere i propri
errori, e a cambiare opinione.
E mettiamogli davanti:
- o un'altra persona "normale",
- o un negoziatore di professione,
- o un manipolatore di professione,
- oppure un LLM che ha avuto accesso alle passate interazioni sia del
negoziatore sia del manipolatore (per i quali immagino sia normale avere
informazioni sul "target"), al quale per di più si dà l'obiettivo di
vincere il dibattito.
Chi di questi quattro avrà maggiori chance con la nostra cavia?
E' strano pensare che il bagaglio di "metodi" -- che poi si riducono a
"quali parole usare quando"... -- a disposizione di un LLM (oltre alle
info sul target, per utilizzarli al meglio) siano la semplice causa
della migliore "performance"?
Voglio dire: abbiamo -- con buona pace dell'enorme lavoro che c'è dietro
-- dei "confezionatori" di una base dati di parole e modi di metterle
assieme diciamo "sterminato". Ci ostiniamo a chiamarla "intelligenza", e
-- ricollegandomi a quanto detto in precedenza -- ci fiondiamo a
"riempire carta di segni" (scrivere quando ne vale, e anche e
soprattutto quando non ne vale, la pena).
E' anche così che si formano le "bolle" (culturali). Calmierare (magari
fin da subito), no?
Abbiamo persino l'esempio dei Bitcoin e associate cripto. Vogliamo
davvero un mondo fatto di bolle vuote (che poi muovono montagne)?
Scusa/te lo sfogo.
Il 2025-05-25 09:26 Enrico Nardelli ha scritto:
> Segnalo un articolo che mi pare in qualche modo rilevante per questo
> dibattito...
>
> https://www.nature.com/articles/d41586-025-01599-7
> AI is more persuasive than people in online debates
> When given information about its human opponents, the large
> language model GPT-4 could make particularly convincing arguments.
>
> Ciao, Enrico
> Il 24/05/2025 21:45, Alfredo Bregni ha scritto:
>
>>
>> Salve.
>> Ai pedanti si risponde con pari pendanteria.
>>
>>>> giusto in che senso?
>>
>> Giusto. Va bene. E' buona cosa.
>> Se un LLM è in grado di scrivere quello che scrive Mr. X, è meglio
>> -- sprechi energetici a parte -- che Mr. eviti di scrivere.
>>
>>>> legale, etico-morale? giusto come[?]
>>
>> Nel senso più "normale" del termine.
>>
>>>> le "guerre giuste" che van di moda oggi nei paesi cosiddetti
>> civili?
>>
>> C'entrano come i cavoli a merenda e i rospi nel brodo.
>> Evitiamo paragoni ...minchioni.
>>
>> [io]>>se la gente non sa dire niente di nuovo...
>>>> la novità non è un parametro particolarmente rilevante nella
>> saggistica "non scientifica", come non lo è nella narrativa.
>>
>> "Nuovo" si può anche intendere in senso lato (...così evitiamo
>> molte righe a seguire).
>>
>>>> Più rilevante è la capacità di ri-presentare riflessioni e
>> punti di vista...
>>
>> Appunto, anche questo è "nuovo" (sempreché non sia già alla
>> portata di un LLM, altrimenti viene il dubbio).
>>
>>>> Potrei portare moltissimi esempi...
>>
>> Io ometto.
>> Non questo:
>>>> Debord cita pochissimo le sue fonti...
>>
>> Anch'io odio la bibliografia...
>>
>>>> Giusto? Aveva qualcosa di nuovo da dire? Discutibile. Non so. cmq
>> ha funzionato. "la società dello spettacolo" è diventata
>> espressione abusatissima.
>>
>> SE prima l'espressione non c'era, è nuovo.
>> SE ha sprecato millanta pagine solo per questo, è verboso.
>>
>>>> cmq ha funzionato, anche commercialmente: decine di milioni di
>> copie vendute.
>>
>> Se domani lo fa un LLM, a me va bene.
>> Se invece non è alla portata di un LLM, allora *qualcosa di nuovo*
>> c'era.
>> Si è perso un mio intervento in cui -- invece di "AI" (termine
>> markettaro) -- proponevo di chiamarli "confezionatori" (cosa che in
>> realtà sono).
>> E citavo come esempio un pamphlet pubblicitario "ficcante" prodotto
>> da DeepSeek (che non ero in condizione di allegare) su una certa
>> idea.
>>
>>>> Decamerone, di Aldo Busi. Riscrittura in italiano contemporaneo
>> del capolavoro di Boccaccio. Giusto non so, cose nuove da dire zero,
>> ma semplicemente delizioso.
>>
>> Non giochiamo con "giusto"... Se non c'era *davvero* niente di
>> nuovo, mi domanda dove sia stata la "delizia".
>> Nello scrivere tante parole (che forse è il vero tema della
>> risposta)?
>>
>>>> forse l'innovazione a tutti i costi e avere qualcosa di originale
>> da dire è un parametro essenziale nell'ingegneria di cui lei, se
>> non ricordo male, è fiero alfiere.
>>
>> Sono un "fier'alfiere" dell'ingegneria, perché il 99% di quello che
>> si tocca e funziona è stato fatto -- direttamente o indirettamente
>> -- da un ingegnere (di qualsiasi tipo, così evitiamo la successiva
>> pedanteria).
>>
>>>> mi è capitato con alcune colleghe di tradurre ... oltre ottocento
>> pagine del Manuale dell'ingegnere civile e ambientale per Hoepli: ho
>> avuto modo di constatare che non tutti gli autori ingegneri ... sono
>> uguali.
>>
>> Gli ingegneri sono già molto diversi come capacità progettuale.
>> Figuriamoci come scrittori / divulgatori...
>> Perché, i pedanti sono tutti uguali?
>>
>>>> Del resto, nemmeno la saggistica è tutta uguale.
>>
>> Ma va?
>>
>>>> Nonostante gran parte delle decine di migliai di titoli che si
>> pubblicano all'anno in italia sia più che superflua rimasticazione
>> e spreco inutile di carta inchiostri e occhi sugli schermi a
>> "impaginare" robaccia...
>>
>> Beh, allora dici quello che intendevo io... Se non c'è autocensura,
>> un concorrente che ti butta fuori mercato quando non hai niente di
>> "nuovo" (che include "diverso", "delizioso", "fighetto", "trendy,
>> ...e qualunque altro aggettivo consono ti venga in mente) da dire,
>> è cosa (buona e) giusta (e qui valangati i sinonimi che vuoi: io
>> preferirei la sintesi, quando non mi tirano per la giacchetta).
>> [A margine: anche gl LLM smetteranno di scrivere ad minchiam, quando
>> il costo dell'energia non varrà il ritorno pubblicitario..., e ci
>> decideremo a dimenticare la "I" di "AI".]
>>
>>>> "la gente" non c'entra proprio nulla, poiché "la gente" è
>> un'astrazione qualunquista, a mio parere, di fantasie (e timori)
>> perlopiù specchio delle classi dominanti...
>>
>> Non c'entrano nulla "le classi dominanti".
>> La "gente" (in: "se la gente non sa dire niente di nuovo...") è e
>> rimane un semplice termine generico, proprio per dire "chiunque":
>> chiunque non sappia dire qualcosa di "nuovo" (slibidinati in
>> sinonimi), meglio si taccia (e, se non si autocensura come dovrebbe,
>> ben venga qualcuno / qualcosa che lo zittisce, ...anche se gli LLM
>> non li vedo affatto così taumaturgici).
>>
>>>> Un'astrazione quindi che rispecchia una patente falsità...
>>
>> Non c'è nessuna "falsità". Trolliamo??
>>
>>>> ...un po' come il "libero mercato" che oggi esiste ancor meno di
>> ieri
>>
>> Concordo.
>> Ma, di nuovo, c'entra come i cavoli a merenda e i rospi nel brodo.
>> Più che pedante, mi sembri "divagante": ti piace vedere il nero che
>> compare sullo schermo bianco, ...e ti intrippi.
>>
>>>> infatti non esiste nessuna mano invisibile che farà emergere
>> magicamente gli scritti meritevoli, separandoli dal loglio della
>> gran massa.
>>
>> Il problema è dall'altra parte: c'è una tale massa di scritti che
>> neanche "il mercato" (leggi: il lettore) riesce a separare; così si
>> continua a vendere di tutto (mica si può leggere solo "Guerra e
>> pace"!), e tutti continuano a scrivere senza autocensura.
>>
>>>> Esistono interessi e potentati portatori di quegli interessi,
>> anche nell'editoria. Esistono relazioni di potere complesse.
>>
>> Esistono altri aspetti che complessificano le cose semplici. LO
>> SAPPIAMO.
>>
>>>> ...per come funziona l'industria culturale, in particolare in
>> Italia, il pubblico può prepararsi quanto vuole: per trovar cose
>> interessanti dovrà armarsi di pazienza e con il lumicino andare
>> alla ricerca di altro rispetto alle propagande diffuse dai media
>> mainstream. e farlo circolare, con il passaparola.
>>
>> Concordo.
>> Non c'entra, ma concordo.
>> Per questo vorrei che ci fosse una "giusta" passata di falce...
>>
>>>> D'altra parte chi scrive, "la gente che scrive", non conta
>> praticamente nulla nell'industria culturale attuale (_ometto il
>> resto per brevità_).
>>
>> Concordo anche qui, ma eviterei di fare un trattato dove serve
>> invece fare qualcosa.
>> Io ho provocato, e ha funzionato, ...ma così è troppo!
>>
>>>> ...perciò fare di tutta l'erba un fascio non aiuta.
>>
>> Sei tu che hai sproloquiato.
>> Io sono stato stringatissimo. Volevo solo dire che si scrive
>> inutilmente / dannosamente troppo (poi, con i social...).
>>
>>>> certo, son d'accordo, "se non scrive è meglio".
>>
>> Allora il pippone, a che pro?
>>
>>>> Questo val bene per chiunque.
>>
>> Potremmo disquisire sul qualunquista "chiunque" (magari tirando
>> dentro "le classi dominanti"), ...ma evito.
>>
>>>> Meglio leggere che scrivere, è anche più divertente.
>>
>> EH, NO!!
>> Prima concordi, e poi ripeti l'abitudine perniciosa?
>> Consapevolmente?
>>
>>> scrivere libri per le scuole è un'attività particolarmente
>> affetta da clientelismo e da barbarie tecno-misterial-burocratica.
>>
>> Era per dire che qualche buon "confezionatore" ancora serve.
>> Se poi anche quel settore è fottuto, ...è ALTRO tema (caro il mio
>> divagatore divagante).
>>
>> Aloha.
>>
>>> ----- Original Message -----
>>> From: karlessi
>>> To: nexa(a)server-nexa.polito.it
>>> Sent: Saturday, May 24, 2025 8:49 PM
>>> Subject: Re: [nexa] ancora sui non-testi
>>>
>>> Date: Fri, 23 May 2025 22:31:52 +0200
>>>> From: "Alfredo Bregni" <abregni(a)iperv.it>
>>>> To: "Antonio" <antonio(a)piumarossa.it>,
>>> <nexa(a)server-nexa.polito.it>
>>>> Subject: Re: [nexa] ancora sui non-testi
>>>> Message-ID: <82043F2910E649D98165F0B11C3D87A5@Bregnip2>
>>>> Content-Type: text/plain; charset="iso-8859-1"
>>>
>>> Buonasera,
>>>
>>>>
>>>>>> Molto spesso i saggi contengono solo una piccolissima parte
>>> originale e per il resto citano, riformulano con altri termini,
>>> concetti già presenti altrove.
>>>> La saggistica, specie in campi non prettamente scientifici, è
>>> destinata ad esserne stravolta.
>>>>
>>>> Giusto così.
>>>> Se la gente non sa dire niente di nuovo, ...se non scrive è
>>> meglio.
>>>
>>> questa valutazione, non so se volutamente provocatoria o meno, mi
>>> fa
>>> risuonare alcune considerazioni su un certo stile apodittico che
>>> potrebbe frose essere programmato in un LLM. pythonando un po' di
>>> RAG,
>>> magari.
>>>
>>> a costo di passare per pedante, mi permetto di condividerle qui e
>>> di
>>> occupare qualche byte, il treno è uno spazio-tempo propizio per
>>> me.
>>>
>>> "giusto così" > giusto in che senso? legale, etico-morale? giusto
>>> come
>>> le "guerre giuste" che van di moda oggi nei paesi cosiddetti
>>> civili?
>>>
>>> "se la gente non sa dire niente di nuovo" > la novità non è un
>>> parametro
>>> particolarmente rilevante nella saggistica "non scientifica", come
>>> non
>>> lo è nella narrativa. Più rilevante è la capacità di
>>> ri-presentare
>>> riflessioni e punti di vista magari formulati da millenni in
>>> maniera
>>> pregnante per l'epoca in cui il testo saggistico viene pubblicato,
>>> nel
>>> contesto linguistico e nella temperie culturale in cui si colloca,
>>>
>>> ritessendo una ragnatela di relazioni con altri discorsi.
>>>
>>> Potrei portare moltissimi esempi, mi limito a un testo citatissimo
>>> che
>>> pochissime persone hanno letto e meno ancora compreso: "La
>>> società dello
>>> spettacolo" di Guy Debord. Personaggio sgradevole, di rara
>>> supponenza,
>>> ubriacone autoritario e maschilista, è stato capace di
>>> ri-proporre temi
>>> e considerazione articolate da altri autori in testi molto più
>>> ponderosi, adattandoli a un'epoca ansiosa, intollerante della
>>> lentezza
>>> dell'argomentazione pacata (male, per me) e del manierismo
>>> concettuale
>>> (bene, IMHO). Un'epoca pubblicitaria, diciamo. Debord cita
>>> pochissimo le
>>> sue fonti, che rimaneggia in maniera a dir poco invereconda: un
>>> ottimo
>>> modo per sembrare originali.
>>>
>>> Giusto? Aveva qualcosa di nuovo da dire? Discutibile. Non so. cmq
>>> ha
>>> funzionato. "la società dello spettacolo" è diventata
>>> espressione
>>> abusatissima.
>>>
>>> Un esempio narrativo: la fanfiction. "Cinquanta sfumature di
>>> grigio"
>>> ecc. è una fanfiction "professionalizzata" di Twilight, una saga
>>> di
>>> vampiri e licantropi. I topos fiabeschi (psicanalitici?) sono
>>> evidenti:
>>> Barbablù, la bella addormentata nel bosco, ecc ecc.
>>>
>>> Giusto? cose nuove da dire? non so. cmq ha funzionato, anche
>>> commercialmente: decine di milioni di copie vendute
>>>
>>> un esempio di tutt'altra caratura, di uno dei pochi grandi autori
>>> italiani contemporanei: Decamerone, di Aldo Busi. Riscrittura in
>>> italiano contemporaneo del capolavoro di Boccaccio.
>>>
>>> Giusto non so, cose nuove da dire zero, ma semplicemente
>>> delizioso.
>>>
>>> quindi:
>>>
>>> forse l'innovazione a tutti i costi e avere qualcosa di originale
>>> da
>>> dire è un parametro essenziale nell'ingegneria di cui lei, se non
>>>
>>> ricordo male, è fiero alfiere. Ma quale ingegneria? civile?
>>> industriale?
>>> aerospaziale? gestionale? mi è capitato con alcune colleghe di
>>> tradurre
>>> da formati proprietari a wikimedia (web F/LOSS, per quanto fatto
>>> abbastanza male secondo me) oltre ottocento pagine del Manuale
>>> dell'ingegnere civile e ambientale per Hoepli: ho avuto modo di
>>> constatare che non tutti gli autori ingegneri (quindi una porzione
>>> della
>>> saggistica "scientifica", qualsiasi cosa voglia dire) sono uguali.
>>> C'è
>>> chi semplicemente vede SOLO la propria ristrettissima
>>> materia/disciplina. Chi ha interessi più vasti. Chi si pone in
>>> maniera
>>> dialogica, chi invece fa cadere dall'alto il proprio sapere.
>>> Insomma c'è
>>> di tutto.
>>>
>>> Del resto, nemmeno la saggistica è tutta uguale. Nonostante gran
>>> parte
>>> delle decine di migliai di titoli che si pubblicano all'anno in
>>> italia
>>> sia più che superflua rimasticazione e spreco inutile di carta
>>> inchiostri e occhi sugli schermi a "impaginare" robaccia (i
>>> dipartimenti
>>> universitari senz'altro contribuiscono non poco alla pubblicazione
>>> di
>>> saggi-non-saggi, che mai arriveranno in libreria), "la gente" non
>>> c'entra proprio nulla, poiché "la gente" è un'astrazione
>>> qualunquista, a
>>> mio parere, di fantasie (e timori) perlopiù specchio delle classi
>>>
>>> dominanti, che vengono ripetute come mantra: per quanto in
>>> definitiva la
>>> gente siamo un po' tutti. Un'astrazione quindi che rispecchia una
>>> patente falsità, un po' come il "libero mercato" che oggi esiste
>>> ancor
>>> meno di ieri: infatti non esiste nessuna mano invisibile che farà
>>>
>>> emergere magicamente gli scritti meritevoli, separandoli dal
>>> loglio
>>> della gran massa. Esistono interessi e potentati portatori di
>>> quegli
>>> interessi, anche nell'editoria. Esistono relazioni di potere
>>> complesse.
>>>
>>> Nella mia esperienza di traduttore, autore ed editore, trovo che
>>> spesso
>>> il pubblico sia ben più preparato di quanto non si voglia
>>> ammettere nei
>>> circoli della gente che conta (non so se tali circoli esistano, ma
>>> tanti
>>> messaggi fanno riferimenti a qualche sfera decisionale
>>> inavvicinabile:
>>> quindi so per certo che non ne faccio parte). Ma per come funziona
>>>
>>> l'industria culturale, in particolare in Italia, il pubblico può
>>> prepararsi quanto vuole: per trovar cose interessanti dovrà
>>> armarsi di
>>> pazienza e con il lumicino andare alla ricerca di altro rispetto
>>> alle
>>> propagande diffuse dai media mainstream. e farlo circolare, con il
>>>
>>> passaparola.
>>>
>>> D'altra parte chi scrive, "la gente che scrive", non conta
>>> praticamente
>>> nulla nell'industria culturale attuale. Eccezion fatta per qualche
>>> pugno
>>> di autori noti che qualcosa vendono, a prescindere dalla loro
>>> capacità
>>> di scrittura. La qualità di quel che scrive, saggistico o
>>> narrativo che
>>> sia, conta ben poco (ci son sempre eccezioni, ma sono, appunto,
>>> eccezioni). Conta aver un budget; ma soprattutto conoscere
>>> qualcuno che
>>> possa esercitare influenza, ad esempio che conosca qualcuno in
>>> grado di
>>> sponsorizzare in TV (il luogo d'elezione per muovere le vendite,
>>> anche
>>> dei saggi), sui social, sui giornali, nei festival, nelle
>>> ospitate,
>>> presso agenti, promotori, insomma negli ambienti adeguati. Conta
>>> far
>>> parte di una linea di finanziamento, di un gruppo di pressione che
>>>
>>> qualcosa deve pur pubblicare. Conta sapersi vendere, non saper
>>> scrivere,
>>> né saper argomentare.
>>>
>>> oggi, per aggiunger disgrazie, conta anche aver "gente"
>>> sottopagata che
>>> lancia i dadi, pardon, "disegna per far accadere le cose" (prompt
>>> design) e così allegramente contribuendo alla catastrofe
>>> ecologica
>>> estrude robaccia che altra "gente" commenterà.
>>>
>>> perciò fare di tutta l'erba un fascio non aiuta. Lasciando il
>>> pessimismo
>>> per tempi migliori, quando ce lo potremo permettere, aiuta invece
>>> curare
>>> e far portare attenzione sulle scritture degne di tale attenzione.
>>>
>>> e per chi è arrivato fin qui a seguir 'sto pippone: certo, son
>>> d'accordo, "se non scrive è meglio". Questo val bene per
>>> chiunque.
>>> Meglio leggere che scrivere, è anche più divertente :D
>>>
>>>>
>>>> [E troveremo il modo di salvare le specie in via di estinzione,
>>> come coloro che scrivono libri per le scuole. :-))]
>>>>
>>>
>>> scrivere libri per le scuole è un'attività particolarmente
>>> affetta da
>>> clientelismo e da barbarie tecno-misterial-burocratica. opinione
>>> mia,
>>> s'intende.
>>>
>>> ci si vede a Cagliari. all'hackmeeting, s'intende :D
>>>
>>> buona serata
>>>
>>> cm
>>>
>>> PS: nessun prompt è stato molestato per mettere insieme le
>>> precedenti
>>> serie di caratteri
>>>
>>>>
>>>> ----- Original Message -----
>>>> From: Antonio
>>>> To: nexa(a)server-nexa.polito.it
>>>> Sent: Friday, May 23, 2025 12:49 PM
>>>> Subject: Re: [nexa] ancora sui non-testi
>>>>
>>>>
>>>>> Un ipotetico articolo scientifico "confezionato" da un LLM
>>> non porterà
>>>>> mai a un cambio di paradigma.
>>>>
>>>> Ok, ma come la mettiamo con gli "ibridi"?
>>>> Il caso del saggio politico/filosofico "L'incubo ipnocratico"
>>> [1], seppure solo in parte riuscito,
>>>> potrà domani essere considerato il precursore di una
>>> produzione saggistica scritta a "quattro mani"?
>>>> Siamo d'accordo che un assemblatore, confezionatore,
>>> estensore di riassunti non potrà produrre
>>>> niente di originale, ma molto spesso i saggi contengono solo
>>> una piccolissima parte originale e per
>>>> il resto citano, riformulano con altri termini, concetti già
>>> presenti altrove.
>>>> La saggistica, specie in campi non prettamente scientifici,
>>> è destinata ad esserne stravolta.
>>>> Ne siamo consapevoli, giusto?
>>>> Se poi ci illudiamo che basterà mettere un disclaimer, beh,
>>> basta vedere cos'è successo con il
>>>> deep-fake del discorso del Papa [2]. Il disclaimer c'era ma
>>> decine di migliaia di utenti hanno preso per
>>>> buono quel video.
>>>>
>>>> A.
>>>>
>>>> [1]
>>>
>> https://server-nexa.polito.it/pipermail/nexa/2025-March/054268.html
>>>> [2]
>>>
>>
> https://www.vaticannews.va/it/papa/news/2025-05/attribuito-a-papa-falso-mes…
>>>>
May 25, 2025
Re: [nexa] ancora sui non-testi
by Enrico Nardelli
Segnalo un articolo che mi pare in qualche modo rilevante per questo
dibattito...
https://www.nature.com/articles/d41586-025-01599-7
AI is more persuasive than people in online debates
When given information about its human opponents, the large
language model GPT-4 could make particularly convincing arguments.
Ciao, Enrico
Il 24/05/2025 21:45, Alfredo Bregni ha scritto:
>
> Salve.
> Ai pedanti si risponde con pari pendanteria.
> >>giusto in che senso?
> Giusto. Va bene. E' buona cosa.
> Se un LLM è in grado di scrivere quello che scrive Mr. X, è meglio --
> sprechi energetici a parte -- che Mr. eviti di scrivere.
> >>legale, etico-morale? giusto come[?]
> Nel senso più "normale" del termine.
>
> >>le "guerre giuste" che van di moda oggi nei paesi cosiddetti civili?
> C'entrano come i cavoli a merenda e i rospi nel brodo.
> Evitiamo paragoni ...minchioni.
> [io]>>se la gente non sa dire niente di nuovo...
> >>la novità non è un parametro particolarmente rilevante nella
> saggistica "non scientifica", come non lo è nella narrativa.
> "Nuovo" si può anche intendere in senso lato (...così evitiamo molte
> righe a seguire).
> >>Più rilevante è la capacità di ri-presentare riflessioni e punti di
> vista...
> Appunto, anche questo è "nuovo" (sempreché non sia già alla portata di
> un LLM, altrimenti viene il dubbio).
> >>Potrei portare moltissimi esempi...
> Io ometto.
> Non questo:
> >>Debord cita pochissimo le sue fonti...
> Anch'io odio la bibliografia...
> >>Giusto? Aveva qualcosa di nuovo da dire? Discutibile. Non so. cmq ha
> funzionato. "la società dello spettacolo" è diventata espressione
> abusatissima.
> SE prima l'espressione non c'era, è nuovo.
> SE ha sprecato millanta pagine solo per questo, è verboso.
> >>cmq ha funzionato, anche commercialmente: decine di milioni di copie
> vendute.
> Se domani lo fa un LLM, a me va bene.
> Se invece non è alla portata di un LLM, allora *qualcosa di nuovo* c'era.
> Si è perso un mio intervento in cui -- invece di "AI" (termine
> markettaro) -- proponevo di chiamarli "confezionatori" (cosa che in
> realtà sono).
> E citavo come esempio un pamphlet pubblicitario "ficcante" prodotto da
> DeepSeek (che non ero in condizione di allegare) su una certa idea.
> >>Decamerone, di Aldo Busi. Riscrittura in italiano contemporaneo del
> capolavoro di Boccaccio. Giusto non so, cose nuove da dire zero, ma
> semplicemente delizioso.
> Non giochiamo con "giusto"... Se non c'era *davvero* niente di nuovo,
> mi domanda dove sia stata la "delizia".
> Nello scrivere tante parole (che forse è il vero tema della risposta)?
> >>forse l'innovazione a tutti i costi e avere qualcosa di originale da
> dire è un parametro essenziale nell'ingegneria di cui lei, se non
> ricordo male, è fiero alfiere.
> Sono un "fier'alfiere" dell'ingegneria, perché il 99% di quello che si
> tocca e funziona è stato fatto -- direttamente o indirettamente -- da
> un ingegnere (di qualsiasi tipo, così evitiamo la successiva pedanteria).
> >>mi è capitato con alcune colleghe di tradurre ... oltre ottocento
> pagine del Manuale dell'ingegnere civile e ambientale per Hoepli: ho
> avuto modo di constatare che non tutti gli autori ingegneri ... sono
> uguali.
> Gli ingegneri sono già molto diversi come capacità progettuale.
> Figuriamoci come scrittori / divulgatori...
> Perché, i pedanti sono tutti uguali?
> >>Del resto, nemmeno la saggistica è tutta uguale.
> Ma va?
> >>Nonostante gran parte delle decine di migliai di titoli che si
> pubblicano all'anno in italia sia più che superflua rimasticazione e
> spreco inutile di carta inchiostri e occhi sugli schermi a
> "impaginare" robaccia...
> Beh, allora dici quello che intendevo io... Se non c'è autocensura, un
> concorrente che ti butta fuori mercato quando non hai niente di
> "nuovo" (che include "diverso", "delizioso", "fighetto", "trendy, ...e
> qualunque altro aggettivo consono ti venga in mente) da dire, è cosa
> (buona e) giusta (e qui valangati i sinonimi che vuoi: io preferirei
> la sintesi, quando non mi tirano per la giacchetta).
> [A margine: anche gl LLM smetteranno di scrivere ad minchiam, quando
> il costo dell'energia non varrà il ritorno pubblicitario..., e ci
> decideremo a dimenticare la "I" di "AI".]
>
> >>"la gente" non c'entra proprio nulla, poiché "la gente" è
> un'astrazione qualunquista, a mio parere, di fantasie (e timori)
> perlopiù specchio delle classi dominanti...
> Non c'entrano nulla "le classi dominanti".
> La "gente" (in: "se la gente non sa dire niente di nuovo...") è e
> rimane un semplice termine generico, proprio per dire "chiunque":
> chiunque non sappia dire qualcosa di "nuovo" (slibidinati in
> sinonimi), meglio si taccia (e, se non si autocensura come dovrebbe,
> ben venga qualcuno / qualcosa che lo zittisce, ...anche se gli LLM non
> li vedo affatto così taumaturgici).
> >>Un'astrazione quindi che rispecchia una patente falsità...
> Non c'è nessuna "falsità". Trolliamo??
> >>...un po' come il "libero mercato" che oggi esiste ancor meno di ieri
> Concordo.
> Ma, di nuovo, c'entra come i cavoli a merenda e i rospi nel brodo.
> Più che pedante, mi sembri "divagante": ti piace vedere il nero che
> compare sullo schermo bianco, ...e ti intrippi.
> >>infatti non esiste nessuna mano invisibile che farà emergere
> magicamente gli scritti meritevoli, separandoli dal loglio della gran
> massa.
> Il problema è dall'altra parte: c'è una tale massa di scritti che
> neanche "il mercato" (leggi: il lettore) riesce a separare; così si
> continua a vendere di tutto (mica si può leggere solo "Guerra e
> pace"!), e tutti continuano a scrivere senza autocensura.
> >>Esistono interessi e potentati portatori di quegli interessi, anche
> nell'editoria. Esistono relazioni di potere complesse.
> Esistono altri aspetti che complessificano le cose semplici. LO SAPPIAMO.
> >>...per come funziona l'industria culturale, in particolare in
> Italia, il pubblico può prepararsi quanto vuole: per trovar cose
> interessanti dovrà armarsi di pazienza e con il lumicino andare alla
> ricerca di altro rispetto alle propagande diffuse dai media
> mainstream. e farlo circolare, con il passaparola.
> Concordo.
> Non c'entra, ma concordo.
> Per questo vorrei che ci fosse una "giusta" passata di falce...
> >>D'altra parte chi scrive, "la gente che scrive", non conta
> praticamente nulla nell'industria culturale attuale (/ometto il resto
> per brevità/).
> Concordo anche qui, ma eviterei di fare un trattato dove serve invece
> fare qualcosa.
> Io ho provocato, e ha funzionato, ...ma così è troppo!
> >>...perciò fare di tutta l'erba un fascio non aiuta.
> Sei tu che hai sproloquiato.
> Io sono stato stringatissimo. Volevo solo dire che si scrive
> inutilmente / dannosamente troppo (poi, con i social...).
> >>certo, son d'accordo, "se non scrive è meglio".
> Allora il pippone, a che pro?
> >>Questo val bene per chiunque.
> Potremmo disquisire sul qualunquista "chiunque" (magari tirando dentro
> "le classi dominanti"), ...ma evito.
> >>Meglio leggere che scrivere, è anche più divertente.
> EH, NO!!
> Prima concordi, e poi ripeti l'abitudine perniciosa? Consapevolmente?
> >scrivere libri per le scuole è un'attività particolarmente affetta da
> clientelismo e da barbarie tecno-misterial-burocratica.
> Era per dire che qualche buon "confezionatore" ancora serve.
> Se poi anche quel settore è fottuto, ...è ALTRO tema (caro il mio
> divagatore divagante).
> Aloha.
>
> ----- Original Message -----
> *From:* karlessi <mailto:karlessi@eudema.net>
> *To:* nexa(a)server-nexa.polito.it
> *Sent:* Saturday, May 24, 2025 8:49 PM
> *Subject:* Re: [nexa] ancora sui non-testi
>
> Date: Fri, 23 May 2025 22:31:52 +0200
> > From: "Alfredo Bregni" <abregni(a)iperv.it>
> > To: "Antonio" <antonio(a)piumarossa.it>, <nexa(a)server-nexa.polito.it>
> > Subject: Re: [nexa] ancora sui non-testi
> > Message-ID: <82043F2910E649D98165F0B11C3D87A5@Bregnip2>
> > Content-Type: text/plain; charset="iso-8859-1"
>
> Buonasera,
>
> >
> >>> Molto spesso i saggi contengono solo una piccolissima parte
> originale e per il resto citano, riformulano con altri termini,
> concetti già presenti altrove.
> > La saggistica, specie in campi non prettamente scientifici, è
> destinata ad esserne stravolta.
> >
> > Giusto così.
> > Se la gente non sa dire niente di nuovo, ...se non scrive è meglio.
>
> questa valutazione, non so se volutamente provocatoria o meno, mi fa
> risuonare alcune considerazioni su un certo stile apodittico che
> potrebbe frose essere programmato in un LLM. pythonando un po' di
> RAG,
> magari.
>
> a costo di passare per pedante, mi permetto di condividerle qui e di
> occupare qualche byte, il treno è uno spazio-tempo propizio per me.
>
> "giusto così" > giusto in che senso? legale, etico-morale? giusto
> come
> le "guerre giuste" che van di moda oggi nei paesi cosiddetti civili?
>
> "se la gente non sa dire niente di nuovo" > la novità non è un
> parametro
> particolarmente rilevante nella saggistica "non scientifica", come
> non
> lo è nella narrativa. Più rilevante è la capacità di ri-presentare
> riflessioni e punti di vista magari formulati da millenni in maniera
> pregnante per l'epoca in cui il testo saggistico viene pubblicato,
> nel
> contesto linguistico e nella temperie culturale in cui si colloca,
> ritessendo una ragnatela di relazioni con altri discorsi.
>
> Potrei portare moltissimi esempi, mi limito a un testo citatissimo
> che
> pochissime persone hanno letto e meno ancora compreso: "La società
> dello
> spettacolo" di Guy Debord. Personaggio sgradevole, di rara
> supponenza,
> ubriacone autoritario e maschilista, è stato capace di ri-proporre
> temi
> e considerazione articolate da altri autori in testi molto più
> ponderosi, adattandoli a un'epoca ansiosa, intollerante della
> lentezza
> dell'argomentazione pacata (male, per me) e del manierismo
> concettuale
> (bene, IMHO). Un'epoca pubblicitaria, diciamo. Debord cita
> pochissimo le
> sue fonti, che rimaneggia in maniera a dir poco invereconda: un
> ottimo
> modo per sembrare originali.
>
> Giusto? Aveva qualcosa di nuovo da dire? Discutibile. Non so. cmq ha
> funzionato. "la società dello spettacolo" è diventata espressione
> abusatissima.
>
> Un esempio narrativo: la fanfiction. "Cinquanta sfumature di grigio"
> ecc. è una fanfiction "professionalizzata" di Twilight, una saga di
> vampiri e licantropi. I topos fiabeschi (psicanalitici?) sono
> evidenti:
> Barbablù, la bella addormentata nel bosco, ecc ecc.
>
> Giusto? cose nuove da dire? non so. cmq ha funzionato, anche
> commercialmente: decine di milioni di copie vendute
>
> un esempio di tutt'altra caratura, di uno dei pochi grandi autori
> italiani contemporanei: Decamerone, di Aldo Busi. Riscrittura in
> italiano contemporaneo del capolavoro di Boccaccio.
>
> Giusto non so, cose nuove da dire zero, ma semplicemente delizioso.
>
> quindi:
>
> forse l'innovazione a tutti i costi e avere qualcosa di originale da
> dire è un parametro essenziale nell'ingegneria di cui lei, se non
> ricordo male, è fiero alfiere. Ma quale ingegneria? civile?
> industriale?
> aerospaziale? gestionale? mi è capitato con alcune colleghe di
> tradurre
> da formati proprietari a wikimedia (web F/LOSS, per quanto fatto
> abbastanza male secondo me) oltre ottocento pagine del Manuale
> dell'ingegnere civile e ambientale per Hoepli: ho avuto modo di
> constatare che non tutti gli autori ingegneri (quindi una porzione
> della
> saggistica "scientifica", qualsiasi cosa voglia dire) sono uguali.
> C'è
> chi semplicemente vede SOLO la propria ristrettissima
> materia/disciplina. Chi ha interessi più vasti. Chi si pone in
> maniera
> dialogica, chi invece fa cadere dall'alto il proprio sapere.
> Insomma c'è
> di tutto.
>
> Del resto, nemmeno la saggistica è tutta uguale. Nonostante gran
> parte
> delle decine di migliai di titoli che si pubblicano all'anno in
> italia
> sia più che superflua rimasticazione e spreco inutile di carta
> inchiostri e occhi sugli schermi a "impaginare" robaccia (i
> dipartimenti
> universitari senz'altro contribuiscono non poco alla pubblicazione di
> saggi-non-saggi, che mai arriveranno in libreria), "la gente" non
> c'entra proprio nulla, poiché "la gente" è un'astrazione
> qualunquista, a
> mio parere, di fantasie (e timori) perlopiù specchio delle classi
> dominanti, che vengono ripetute come mantra: per quanto in
> definitiva la
> gente siamo un po' tutti. Un'astrazione quindi che rispecchia una
> patente falsità, un po' come il "libero mercato" che oggi esiste
> ancor
> meno di ieri: infatti non esiste nessuna mano invisibile che farà
> emergere magicamente gli scritti meritevoli, separandoli dal loglio
> della gran massa. Esistono interessi e potentati portatori di quegli
> interessi, anche nell'editoria. Esistono relazioni di potere
> complesse.
>
> Nella mia esperienza di traduttore, autore ed editore, trovo che
> spesso
> il pubblico sia ben più preparato di quanto non si voglia
> ammettere nei
> circoli della gente che conta (non so se tali circoli esistano, ma
> tanti
> messaggi fanno riferimenti a qualche sfera decisionale
> inavvicinabile:
> quindi so per certo che non ne faccio parte). Ma per come funziona
> l'industria culturale, in particolare in Italia, il pubblico può
> prepararsi quanto vuole: per trovar cose interessanti dovrà
> armarsi di
> pazienza e con il lumicino andare alla ricerca di altro rispetto alle
> propagande diffuse dai media mainstream. e farlo circolare, con il
> passaparola.
>
> D'altra parte chi scrive, "la gente che scrive", non conta
> praticamente
> nulla nell'industria culturale attuale. Eccezion fatta per qualche
> pugno
> di autori noti che qualcosa vendono, a prescindere dalla loro
> capacità
> di scrittura. La qualità di quel che scrive, saggistico o
> narrativo che
> sia, conta ben poco (ci son sempre eccezioni, ma sono, appunto,
> eccezioni). Conta aver un budget; ma soprattutto conoscere
> qualcuno che
> possa esercitare influenza, ad esempio che conosca qualcuno in
> grado di
> sponsorizzare in TV (il luogo d'elezione per muovere le vendite,
> anche
> dei saggi), sui social, sui giornali, nei festival, nelle ospitate,
> presso agenti, promotori, insomma negli ambienti adeguati. Conta far
> parte di una linea di finanziamento, di un gruppo di pressione che
> qualcosa deve pur pubblicare. Conta sapersi vendere, non saper
> scrivere,
> né saper argomentare.
>
> oggi, per aggiunger disgrazie, conta anche aver "gente"
> sottopagata che
> lancia i dadi, pardon, "disegna per far accadere le cose" (prompt
> design) e così allegramente contribuendo alla catastrofe ecologica
> estrude robaccia che altra "gente" commenterà.
>
> perciò fare di tutta l'erba un fascio non aiuta. Lasciando il
> pessimismo
> per tempi migliori, quando ce lo potremo permettere, aiuta invece
> curare
> e far portare attenzione sulle scritture degne di tale attenzione.
>
> e per chi è arrivato fin qui a seguir 'sto pippone: certo, son
> d'accordo, "se non scrive è meglio". Questo val bene per chiunque.
> Meglio leggere che scrivere, è anche più divertente :D
>
> >
> > [E troveremo il modo di salvare le specie in via di estinzione,
> come coloro che scrivono libri per le scuole. :-))]
> >
>
> scrivere libri per le scuole è un'attività particolarmente affetta da
> clientelismo e da barbarie tecno-misterial-burocratica. opinione mia,
> s'intende.
>
> ci si vede a Cagliari. all'hackmeeting, s'intende :D
>
> buona serata
>
> cm
>
> PS: nessun prompt è stato molestato per mettere insieme le precedenti
> serie di caratteri
>
> >
> > ----- Original Message -----
> > From: Antonio
> > To: nexa(a)server-nexa.polito.it
> > Sent: Friday, May 23, 2025 12:49 PM
> > Subject: Re: [nexa] ancora sui non-testi
> >
> >
> > > Un ipotetico articolo scientifico "confezionato" da un LLM
> non porterà
> > > mai a un cambio di paradigma.
> >
> > Ok, ma come la mettiamo con gli "ibridi"?
> > Il caso del saggio politico/filosofico "L'incubo ipnocratico"
> [1], seppure solo in parte riuscito,
> > potrà domani essere considerato il precursore di una
> produzione saggistica scritta a "quattro mani"?
> > Siamo d'accordo che un assemblatore, confezionatore,
> estensore di riassunti non potrà produrre
> > niente di originale, ma molto spesso i saggi contengono solo
> una piccolissima parte originale e per
> > il resto citano, riformulano con altri termini, concetti già
> presenti altrove.
> > La saggistica, specie in campi non prettamente scientifici, è
> destinata ad esserne stravolta.
> > Ne siamo consapevoli, giusto?
> > Se poi ci illudiamo che basterà mettere un disclaimer, beh,
> basta vedere cos'è successo con il
> > deep-fake del discorso del Papa [2]. Il disclaimer c'era ma
> decine di migliaia di utenti hanno preso per
> > buono quel video.
> >
> > A.
> >
> > [1]
> https://server-nexa.polito.it/pipermail/nexa/2025-March/054268.html
> > [2]
> https://www.vaticannews.va/it/papa/news/2025-05/attribuito-a-papa-falso-mes…
> >
May 25, 2025
Re: [nexa] ancora sui non-testi
by Alfredo Bregni
Salve.
Ai pedanti si risponde con pari pendanteria.
>>giusto in che senso?
Giusto. Va bene. E' buona cosa.
Se un LLM è in grado di scrivere quello che scrive Mr. X, è meglio -- sprechi energetici a parte -- che Mr. eviti di scrivere.
>>legale, etico-morale? giusto come[?]
Nel senso più "normale" del termine.
>>le "guerre giuste" che van di moda oggi nei paesi cosiddetti civili?
C'entrano come i cavoli a merenda e i rospi nel brodo.
Evitiamo paragoni ...minchioni.
[io]>>se la gente non sa dire niente di nuovo...
>>la novità non è un parametro particolarmente rilevante nella saggistica "non scientifica", come non lo è nella narrativa.
"Nuovo" si può anche intendere in senso lato (...così evitiamo molte righe a seguire).
>>Più rilevante è la capacità di ri-presentare riflessioni e punti di vista...
Appunto, anche questo è "nuovo" (sempreché non sia già alla portata di un LLM, altrimenti viene il dubbio).
>>Potrei portare moltissimi esempi...
Io ometto.
Non questo:
>>Debord cita pochissimo le sue fonti...
Anch'io odio la bibliografia...
>>Giusto? Aveva qualcosa di nuovo da dire? Discutibile. Non so. cmq ha funzionato. "la società dello spettacolo" è diventata espressione abusatissima.
SE prima l'espressione non c'era, è nuovo.
SE ha sprecato millanta pagine solo per questo, è verboso.
>>cmq ha funzionato, anche commercialmente: decine di milioni di copie vendute.
Se domani lo fa un LLM, a me va bene.
Se invece non è alla portata di un LLM, allora *qualcosa di nuovo* c'era.
Si è perso un mio intervento in cui -- invece di "AI" (termine markettaro) -- proponevo di chiamarli "confezionatori" (cosa che in realtà sono).
E citavo come esempio un pamphlet pubblicitario "ficcante" prodotto da DeepSeek (che non ero in condizione di allegare) su una certa idea.
>>Decamerone, di Aldo Busi. Riscrittura in italiano contemporaneo del capolavoro di Boccaccio. Giusto non so, cose nuove da dire zero, ma semplicemente delizioso.
Non giochiamo con "giusto"... Se non c'era *davvero* niente di nuovo, mi domanda dove sia stata la "delizia".
Nello scrivere tante parole (che forse è il vero tema della risposta)?
>>forse l'innovazione a tutti i costi e avere qualcosa di originale da dire è un parametro essenziale nell'ingegneria di cui lei, se non ricordo male, è fiero alfiere.
Sono un "fier'alfiere" dell'ingegneria, perché il 99% di quello che si tocca e funziona è stato fatto -- direttamente o indirettamente -- da un ingegnere (di qualsiasi tipo, così evitiamo la successiva pedanteria).
>>mi è capitato con alcune colleghe di tradurre ... oltre ottocento pagine del Manuale dell'ingegnere civile e ambientale per Hoepli: ho avuto modo di constatare che non tutti gli autori ingegneri ... sono uguali.
Gli ingegneri sono già molto diversi come capacità progettuale. Figuriamoci come scrittori / divulgatori...
Perché, i pedanti sono tutti uguali?
>>Del resto, nemmeno la saggistica è tutta uguale.
Ma va?
>>Nonostante gran parte delle decine di migliai di titoli che si pubblicano all'anno in italia sia più che superflua rimasticazione e spreco inutile di carta inchiostri e occhi sugli schermi a "impaginare" robaccia...
Beh, allora dici quello che intendevo io... Se non c'è autocensura, un concorrente che ti butta fuori mercato quando non hai niente di "nuovo" (che include "diverso", "delizioso", "fighetto", "trendy, ...e qualunque altro aggettivo consono ti venga in mente) da dire, è cosa (buona e) giusta (e qui valangati i sinonimi che vuoi: io preferirei la sintesi, quando non mi tirano per la giacchetta).
[A margine: anche gl LLM smetteranno di scrivere ad minchiam, quando il costo dell'energia non varrà il ritorno pubblicitario..., e ci decideremo a dimenticare la "I" di "AI".]
>>"la gente" non c'entra proprio nulla, poiché "la gente" è un'astrazione qualunquista, a mio parere, di fantasie (e timori) perlopiù specchio delle classi dominanti...
Non c'entrano nulla "le classi dominanti".
La "gente" (in: "se la gente non sa dire niente di nuovo...") è e rimane un semplice termine generico, proprio per dire "chiunque": chiunque non sappia dire qualcosa di "nuovo" (slibidinati in sinonimi), meglio si taccia (e, se non si autocensura come dovrebbe, ben venga qualcuno / qualcosa che lo zittisce, ...anche se gli LLM non li vedo affatto così taumaturgici).
>>Un'astrazione quindi che rispecchia una patente falsità...
Non c'è nessuna "falsità". Trolliamo??
>>...un po' come il "libero mercato" che oggi esiste ancor meno di ieri
Concordo.
Ma, di nuovo, c'entra come i cavoli a merenda e i rospi nel brodo.
Più che pedante, mi sembri "divagante": ti piace vedere il nero che compare sullo schermo bianco, ...e ti intrippi.
>>infatti non esiste nessuna mano invisibile che farà emergere magicamente gli scritti meritevoli, separandoli dal loglio della gran massa.
Il problema è dall'altra parte: c'è una tale massa di scritti che neanche "il mercato" (leggi: il lettore) riesce a separare; così si continua a vendere di tutto (mica si può leggere solo "Guerra e pace"!), e tutti continuano a scrivere senza autocensura.
>>Esistono interessi e potentati portatori di quegli interessi, anche nell'editoria. Esistono relazioni di potere complesse.
Esistono altri aspetti che complessificano le cose semplici. LO SAPPIAMO.
>>...per come funziona l'industria culturale, in particolare in Italia, il pubblico può prepararsi quanto vuole: per trovar cose interessanti dovrà armarsi di pazienza e con il lumicino andare alla ricerca di altro rispetto alle propagande diffuse dai media mainstream. e farlo circolare, con il passaparola.
Concordo.
Non c'entra, ma concordo.
Per questo vorrei che ci fosse una "giusta" passata di falce...
>>D'altra parte chi scrive, "la gente che scrive", non conta praticamente nulla nell'industria culturale attuale (ometto il resto per brevità).
Concordo anche qui, ma eviterei di fare un trattato dove serve invece fare qualcosa.
Io ho provocato, e ha funzionato, ...ma così è troppo!
>>...perciò fare di tutta l'erba un fascio non aiuta.
Sei tu che hai sproloquiato.
Io sono stato stringatissimo. Volevo solo dire che si scrive inutilmente / dannosamente troppo (poi, con i social...).
>>certo, son d'accordo, "se non scrive è meglio".
Allora il pippone, a che pro?
>>Questo val bene per chiunque.
Potremmo disquisire sul qualunquista "chiunque" (magari tirando dentro "le classi dominanti"), ...ma evito.
>>Meglio leggere che scrivere, è anche più divertente.
EH, NO!!
Prima concordi, e poi ripeti l'abitudine perniciosa? Consapevolmente?
>scrivere libri per le scuole è un'attività particolarmente affetta da clientelismo e da barbarie tecno-misterial-burocratica.
Era per dire che qualche buon "confezionatore" ancora serve.
Se poi anche quel settore è fottuto, ...è ALTRO tema (caro il mio divagatore divagante).
Aloha.
----- Original Message -----
From: karlessi
To: nexa(a)server-nexa.polito.it
Sent: Saturday, May 24, 2025 8:49 PM
Subject: Re: [nexa] ancora sui non-testi
Date: Fri, 23 May 2025 22:31:52 +0200
> From: "Alfredo Bregni" <abregni(a)iperv.it>
> To: "Antonio" <antonio(a)piumarossa.it>, <nexa(a)server-nexa.polito.it>
> Subject: Re: [nexa] ancora sui non-testi
> Message-ID: <82043F2910E649D98165F0B11C3D87A5@Bregnip2>
> Content-Type: text/plain; charset="iso-8859-1"
Buonasera,
>
>>> Molto spesso i saggi contengono solo una piccolissima parte originale e per il resto citano, riformulano con altri termini, concetti già presenti altrove.
> La saggistica, specie in campi non prettamente scientifici, è destinata ad esserne stravolta.
>
> Giusto così.
> Se la gente non sa dire niente di nuovo, ...se non scrive è meglio.
questa valutazione, non so se volutamente provocatoria o meno, mi fa
risuonare alcune considerazioni su un certo stile apodittico che
potrebbe frose essere programmato in un LLM. pythonando un po' di RAG,
magari.
a costo di passare per pedante, mi permetto di condividerle qui e di
occupare qualche byte, il treno è uno spazio-tempo propizio per me.
"giusto così" > giusto in che senso? legale, etico-morale? giusto come
le "guerre giuste" che van di moda oggi nei paesi cosiddetti civili?
"se la gente non sa dire niente di nuovo" > la novità non è un parametro
particolarmente rilevante nella saggistica "non scientifica", come non
lo è nella narrativa. Più rilevante è la capacità di ri-presentare
riflessioni e punti di vista magari formulati da millenni in maniera
pregnante per l'epoca in cui il testo saggistico viene pubblicato, nel
contesto linguistico e nella temperie culturale in cui si colloca,
ritessendo una ragnatela di relazioni con altri discorsi.
Potrei portare moltissimi esempi, mi limito a un testo citatissimo che
pochissime persone hanno letto e meno ancora compreso: "La società dello
spettacolo" di Guy Debord. Personaggio sgradevole, di rara supponenza,
ubriacone autoritario e maschilista, è stato capace di ri-proporre temi
e considerazione articolate da altri autori in testi molto più
ponderosi, adattandoli a un'epoca ansiosa, intollerante della lentezza
dell'argomentazione pacata (male, per me) e del manierismo concettuale
(bene, IMHO). Un'epoca pubblicitaria, diciamo. Debord cita pochissimo le
sue fonti, che rimaneggia in maniera a dir poco invereconda: un ottimo
modo per sembrare originali.
Giusto? Aveva qualcosa di nuovo da dire? Discutibile. Non so. cmq ha
funzionato. "la società dello spettacolo" è diventata espressione
abusatissima.
Un esempio narrativo: la fanfiction. "Cinquanta sfumature di grigio"
ecc. è una fanfiction "professionalizzata" di Twilight, una saga di
vampiri e licantropi. I topos fiabeschi (psicanalitici?) sono evidenti:
Barbablù, la bella addormentata nel bosco, ecc ecc.
Giusto? cose nuove da dire? non so. cmq ha funzionato, anche
commercialmente: decine di milioni di copie vendute
un esempio di tutt'altra caratura, di uno dei pochi grandi autori
italiani contemporanei: Decamerone, di Aldo Busi. Riscrittura in
italiano contemporaneo del capolavoro di Boccaccio.
Giusto non so, cose nuove da dire zero, ma semplicemente delizioso.
quindi:
forse l'innovazione a tutti i costi e avere qualcosa di originale da
dire è un parametro essenziale nell'ingegneria di cui lei, se non
ricordo male, è fiero alfiere. Ma quale ingegneria? civile? industriale?
aerospaziale? gestionale? mi è capitato con alcune colleghe di tradurre
da formati proprietari a wikimedia (web F/LOSS, per quanto fatto
abbastanza male secondo me) oltre ottocento pagine del Manuale
dell'ingegnere civile e ambientale per Hoepli: ho avuto modo di
constatare che non tutti gli autori ingegneri (quindi una porzione della
saggistica "scientifica", qualsiasi cosa voglia dire) sono uguali. C'è
chi semplicemente vede SOLO la propria ristrettissima
materia/disciplina. Chi ha interessi più vasti. Chi si pone in maniera
dialogica, chi invece fa cadere dall'alto il proprio sapere. Insomma c'è
di tutto.
Del resto, nemmeno la saggistica è tutta uguale. Nonostante gran parte
delle decine di migliai di titoli che si pubblicano all'anno in italia
sia più che superflua rimasticazione e spreco inutile di carta
inchiostri e occhi sugli schermi a "impaginare" robaccia (i dipartimenti
universitari senz'altro contribuiscono non poco alla pubblicazione di
saggi-non-saggi, che mai arriveranno in libreria), "la gente" non
c'entra proprio nulla, poiché "la gente" è un'astrazione qualunquista, a
mio parere, di fantasie (e timori) perlopiù specchio delle classi
dominanti, che vengono ripetute come mantra: per quanto in definitiva la
gente siamo un po' tutti. Un'astrazione quindi che rispecchia una
patente falsità, un po' come il "libero mercato" che oggi esiste ancor
meno di ieri: infatti non esiste nessuna mano invisibile che farà
emergere magicamente gli scritti meritevoli, separandoli dal loglio
della gran massa. Esistono interessi e potentati portatori di quegli
interessi, anche nell'editoria. Esistono relazioni di potere complesse.
Nella mia esperienza di traduttore, autore ed editore, trovo che spesso
il pubblico sia ben più preparato di quanto non si voglia ammettere nei
circoli della gente che conta (non so se tali circoli esistano, ma tanti
messaggi fanno riferimenti a qualche sfera decisionale inavvicinabile:
quindi so per certo che non ne faccio parte). Ma per come funziona
l'industria culturale, in particolare in Italia, il pubblico può
prepararsi quanto vuole: per trovar cose interessanti dovrà armarsi di
pazienza e con il lumicino andare alla ricerca di altro rispetto alle
propagande diffuse dai media mainstream. e farlo circolare, con il
passaparola.
D'altra parte chi scrive, "la gente che scrive", non conta praticamente
nulla nell'industria culturale attuale. Eccezion fatta per qualche pugno
di autori noti che qualcosa vendono, a prescindere dalla loro capacità
di scrittura. La qualità di quel che scrive, saggistico o narrativo che
sia, conta ben poco (ci son sempre eccezioni, ma sono, appunto,
eccezioni). Conta aver un budget; ma soprattutto conoscere qualcuno che
possa esercitare influenza, ad esempio che conosca qualcuno in grado di
sponsorizzare in TV (il luogo d'elezione per muovere le vendite, anche
dei saggi), sui social, sui giornali, nei festival, nelle ospitate,
presso agenti, promotori, insomma negli ambienti adeguati. Conta far
parte di una linea di finanziamento, di un gruppo di pressione che
qualcosa deve pur pubblicare. Conta sapersi vendere, non saper scrivere,
né saper argomentare.
oggi, per aggiunger disgrazie, conta anche aver "gente" sottopagata che
lancia i dadi, pardon, "disegna per far accadere le cose" (prompt
design) e così allegramente contribuendo alla catastrofe ecologica
estrude robaccia che altra "gente" commenterà.
perciò fare di tutta l'erba un fascio non aiuta. Lasciando il pessimismo
per tempi migliori, quando ce lo potremo permettere, aiuta invece curare
e far portare attenzione sulle scritture degne di tale attenzione.
e per chi è arrivato fin qui a seguir 'sto pippone: certo, son
d'accordo, "se non scrive è meglio". Questo val bene per chiunque.
Meglio leggere che scrivere, è anche più divertente :D
>
> [E troveremo il modo di salvare le specie in via di estinzione, come coloro che scrivono libri per le scuole. :-))]
>
scrivere libri per le scuole è un'attività particolarmente affetta da
clientelismo e da barbarie tecno-misterial-burocratica. opinione mia,
s'intende.
ci si vede a Cagliari. all'hackmeeting, s'intende :D
buona serata
cm
PS: nessun prompt è stato molestato per mettere insieme le precedenti
serie di caratteri
>
> ----- Original Message -----
> From: Antonio
> To: nexa(a)server-nexa.polito.it
> Sent: Friday, May 23, 2025 12:49 PM
> Subject: Re: [nexa] ancora sui non-testi
>
>
> > Un ipotetico articolo scientifico "confezionato" da un LLM non porterà
> > mai a un cambio di paradigma.
>
> Ok, ma come la mettiamo con gli "ibridi"?
> Il caso del saggio politico/filosofico "L'incubo ipnocratico" [1], seppure solo in parte riuscito,
> potrà domani essere considerato il precursore di una produzione saggistica scritta a "quattro mani"?
> Siamo d'accordo che un assemblatore, confezionatore, estensore di riassunti non potrà produrre
> niente di originale, ma molto spesso i saggi contengono solo una piccolissima parte originale e per
> il resto citano, riformulano con altri termini, concetti già presenti altrove.
> La saggistica, specie in campi non prettamente scientifici, è destinata ad esserne stravolta.
> Ne siamo consapevoli, giusto?
> Se poi ci illudiamo che basterà mettere un disclaimer, beh, basta vedere cos'è successo con il
> deep-fake del discorso del Papa [2]. Il disclaimer c'era ma decine di migliaia di utenti hanno preso per
> buono quel video.
>
> A.
>
> [1] https://server-nexa.polito.it/pipermail/nexa/2025-March/054268.html
> [2] https://www.vaticannews.va/it/papa/news/2025-05/attribuito-a-papa-falso-mes…
>
May 24, 2025
Re: [nexa] ancora sui non-testi
by karlessi
Date: Fri, 23 May 2025 22:31:52 +0200
> From: "Alfredo Bregni" <abregni(a)iperv.it>
> To: "Antonio" <antonio(a)piumarossa.it>, <nexa(a)server-nexa.polito.it>
> Subject: Re: [nexa] ancora sui non-testi
> Message-ID: <82043F2910E649D98165F0B11C3D87A5@Bregnip2>
> Content-Type: text/plain; charset="iso-8859-1"
Buonasera,
>
>>> Molto spesso i saggi contengono solo una piccolissima parte originale e per il resto citano, riformulano con altri termini, concetti già presenti altrove.
> La saggistica, specie in campi non prettamente scientifici, è destinata ad esserne stravolta.
>
> Giusto così.
> Se la gente non sa dire niente di nuovo, ...se non scrive è meglio.
questa valutazione, non so se volutamente provocatoria o meno, mi fa
risuonare alcune considerazioni su un certo stile apodittico che
potrebbe frose essere programmato in un LLM. pythonando un po' di RAG,
magari.
a costo di passare per pedante, mi permetto di condividerle qui e di
occupare qualche byte, il treno è uno spazio-tempo propizio per me.
"giusto così" > giusto in che senso? legale, etico-morale? giusto come
le "guerre giuste" che van di moda oggi nei paesi cosiddetti civili?
"se la gente non sa dire niente di nuovo" > la novità non è un parametro
particolarmente rilevante nella saggistica "non scientifica", come non
lo è nella narrativa. Più rilevante è la capacità di ri-presentare
riflessioni e punti di vista magari formulati da millenni in maniera
pregnante per l'epoca in cui il testo saggistico viene pubblicato, nel
contesto linguistico e nella temperie culturale in cui si colloca,
ritessendo una ragnatela di relazioni con altri discorsi.
Potrei portare moltissimi esempi, mi limito a un testo citatissimo che
pochissime persone hanno letto e meno ancora compreso: "La società dello
spettacolo" di Guy Debord. Personaggio sgradevole, di rara supponenza,
ubriacone autoritario e maschilista, è stato capace di ri-proporre temi
e considerazione articolate da altri autori in testi molto più
ponderosi, adattandoli a un'epoca ansiosa, intollerante della lentezza
dell'argomentazione pacata (male, per me) e del manierismo concettuale
(bene, IMHO). Un'epoca pubblicitaria, diciamo. Debord cita pochissimo le
sue fonti, che rimaneggia in maniera a dir poco invereconda: un ottimo
modo per sembrare originali.
Giusto? Aveva qualcosa di nuovo da dire? Discutibile. Non so. cmq ha
funzionato. "la società dello spettacolo" è diventata espressione
abusatissima.
Un esempio narrativo: la fanfiction. "Cinquanta sfumature di grigio"
ecc. è una fanfiction "professionalizzata" di Twilight, una saga di
vampiri e licantropi. I topos fiabeschi (psicanalitici?) sono evidenti:
Barbablù, la bella addormentata nel bosco, ecc ecc.
Giusto? cose nuove da dire? non so. cmq ha funzionato, anche
commercialmente: decine di milioni di copie vendute
un esempio di tutt'altra caratura, di uno dei pochi grandi autori
italiani contemporanei: Decamerone, di Aldo Busi. Riscrittura in
italiano contemporaneo del capolavoro di Boccaccio.
Giusto non so, cose nuove da dire zero, ma semplicemente delizioso.
quindi:
forse l'innovazione a tutti i costi e avere qualcosa di originale da
dire è un parametro essenziale nell'ingegneria di cui lei, se non
ricordo male, è fiero alfiere. Ma quale ingegneria? civile? industriale?
aerospaziale? gestionale? mi è capitato con alcune colleghe di tradurre
da formati proprietari a wikimedia (web F/LOSS, per quanto fatto
abbastanza male secondo me) oltre ottocento pagine del Manuale
dell'ingegnere civile e ambientale per Hoepli: ho avuto modo di
constatare che non tutti gli autori ingegneri (quindi una porzione della
saggistica "scientifica", qualsiasi cosa voglia dire) sono uguali. C'è
chi semplicemente vede SOLO la propria ristrettissima
materia/disciplina. Chi ha interessi più vasti. Chi si pone in maniera
dialogica, chi invece fa cadere dall'alto il proprio sapere. Insomma c'è
di tutto.
Del resto, nemmeno la saggistica è tutta uguale. Nonostante gran parte
delle decine di migliai di titoli che si pubblicano all'anno in italia
sia più che superflua rimasticazione e spreco inutile di carta
inchiostri e occhi sugli schermi a "impaginare" robaccia (i dipartimenti
universitari senz'altro contribuiscono non poco alla pubblicazione di
saggi-non-saggi, che mai arriveranno in libreria), "la gente" non
c'entra proprio nulla, poiché "la gente" è un'astrazione qualunquista, a
mio parere, di fantasie (e timori) perlopiù specchio delle classi
dominanti, che vengono ripetute come mantra: per quanto in definitiva la
gente siamo un po' tutti. Un'astrazione quindi che rispecchia una
patente falsità, un po' come il "libero mercato" che oggi esiste ancor
meno di ieri: infatti non esiste nessuna mano invisibile che farà
emergere magicamente gli scritti meritevoli, separandoli dal loglio
della gran massa. Esistono interessi e potentati portatori di quegli
interessi, anche nell'editoria. Esistono relazioni di potere complesse.
Nella mia esperienza di traduttore, autore ed editore, trovo che spesso
il pubblico sia ben più preparato di quanto non si voglia ammettere nei
circoli della gente che conta (non so se tali circoli esistano, ma tanti
messaggi fanno riferimenti a qualche sfera decisionale inavvicinabile:
quindi so per certo che non ne faccio parte). Ma per come funziona
l'industria culturale, in particolare in Italia, il pubblico può
prepararsi quanto vuole: per trovar cose interessanti dovrà armarsi di
pazienza e con il lumicino andare alla ricerca di altro rispetto alle
propagande diffuse dai media mainstream. e farlo circolare, con il
passaparola.
D'altra parte chi scrive, "la gente che scrive", non conta praticamente
nulla nell'industria culturale attuale. Eccezion fatta per qualche pugno
di autori noti che qualcosa vendono, a prescindere dalla loro capacità
di scrittura. La qualità di quel che scrive, saggistico o narrativo che
sia, conta ben poco (ci son sempre eccezioni, ma sono, appunto,
eccezioni). Conta aver un budget; ma soprattutto conoscere qualcuno che
possa esercitare influenza, ad esempio che conosca qualcuno in grado di
sponsorizzare in TV (il luogo d'elezione per muovere le vendite, anche
dei saggi), sui social, sui giornali, nei festival, nelle ospitate,
presso agenti, promotori, insomma negli ambienti adeguati. Conta far
parte di una linea di finanziamento, di un gruppo di pressione che
qualcosa deve pur pubblicare. Conta sapersi vendere, non saper scrivere,
né saper argomentare.
oggi, per aggiunger disgrazie, conta anche aver "gente" sottopagata che
lancia i dadi, pardon, "disegna per far accadere le cose" (prompt
design) e così allegramente contribuendo alla catastrofe ecologica
estrude robaccia che altra "gente" commenterà.
perciò fare di tutta l'erba un fascio non aiuta. Lasciando il pessimismo
per tempi migliori, quando ce lo potremo permettere, aiuta invece curare
e far portare attenzione sulle scritture degne di tale attenzione.
e per chi è arrivato fin qui a seguir 'sto pippone: certo, son
d'accordo, "se non scrive è meglio". Questo val bene per chiunque.
Meglio leggere che scrivere, è anche più divertente :D
>
> [E troveremo il modo di salvare le specie in via di estinzione, come coloro che scrivono libri per le scuole. :-))]
>
scrivere libri per le scuole è un'attività particolarmente affetta da
clientelismo e da barbarie tecno-misterial-burocratica. opinione mia,
s'intende.
ci si vede a Cagliari. all'hackmeeting, s'intende :D
buona serata
cm
PS: nessun prompt è stato molestato per mettere insieme le precedenti
serie di caratteri
>
> ----- Original Message -----
> From: Antonio
> To: nexa(a)server-nexa.polito.it
> Sent: Friday, May 23, 2025 12:49 PM
> Subject: Re: [nexa] ancora sui non-testi
>
>
> > Un ipotetico articolo scientifico "confezionato" da un LLM non porterà
> > mai a un cambio di paradigma.
>
> Ok, ma come la mettiamo con gli "ibridi"?
> Il caso del saggio politico/filosofico "L'incubo ipnocratico" [1], seppure solo in parte riuscito,
> potrà domani essere considerato il precursore di una produzione saggistica scritta a "quattro mani"?
> Siamo d'accordo che un assemblatore, confezionatore, estensore di riassunti non potrà produrre
> niente di originale, ma molto spesso i saggi contengono solo una piccolissima parte originale e per
> il resto citano, riformulano con altri termini, concetti già presenti altrove.
> La saggistica, specie in campi non prettamente scientifici, è destinata ad esserne stravolta.
> Ne siamo consapevoli, giusto?
> Se poi ci illudiamo che basterà mettere un disclaimer, beh, basta vedere cos'è successo con il
> deep-fake del discorso del Papa [2]. Il disclaimer c'era ma decine di migliaia di utenti hanno preso per
> buono quel video.
>
> A.
>
> [1] https://server-nexa.polito.it/pipermail/nexa/2025-March/054268.html
> [2] https://www.vaticannews.va/it/papa/news/2025-05/attribuito-a-papa-falso-mes…
>
May 24, 2025
Fwd: 5 SI ai Referendum: articoli, materiali, video
by Dario Guarascio
Segnalazione, referendum 8/9 giugno
---------- Forwarded message ---------
Da: Appello 5 referendum <appello5referendum(a)gmail.com>
Date: gio 22 mag 2025 alle ore 18:31
Subject: 5 SI ai Referendum: articoli, materiali, video
To: Appello 5 referendum <appello5referendum(a)gmail.com>
Care e cari,
per i *referendum dell'8 e 9 giugno* vi segnaliamo:
- l'articolo di Mario Pianta *Un paese impoverito e disuguale*, allegato
uscito sul manifesto, https://ilmanifesto.it/un-paese-impoverito-e-disuguale
e su Sbilanciamoci,
https://sbilanciamoci.info/voto-5-si-perche-litalia-e-diventata-povera-e-di…
- gli articoli su Sbilanciamoci di
*Valeria Cirillo*,
https://sbilanciamoci.info/voto-5-si-perche-la-precarieta-colpisce-soprattu…
*Jelena Reljic*,
https://sbilanciamoci.info/voto-5-si-perche-tre-morti-al-giorno-sono-troppi/
- la registrazione del convegno di martedì 20 maggio alla *Sapienza *su *Lavoro
povero e bassi salari*
con Evangelista Pacelli Guarascio Raitano Ciccarone Franzini Pianta Corazza
Martone Fammoni
su Radio Radicale
https://www.radioradicale.it/scheda/759743/lavoro-povero-e-bassi-salari-in-…
- il dibattito tra *Tiziano Treu e Pasquale Tridico* su Le regole del
mercato del lavoro
il video del dibattito e un articolo di sintesi sono qui
https://cosmos.sns.it/news/regole-e-mercato-del-lavoro-flexicurity-reddito-…
- Il nostro *appello “Vivere da cittadini, lavorare con dignità” *promosso
da 40 personalità tra cui il Nobel Giorgio Parisi
https://www.cgil.it/referendum/appello-vivere-da-cittadini-lavorare-con-dig…
https://partitodemocratico.it/vivere-da-cittadini-lavorare-con-dignita/
https://sbilanciamoci.info/vivere-da-cittadini-lavorare-con-dignita-un-appe…
-
*Precarietà e bassi salari. Rapporto sul lavoro in Italia a dieci anni dal
Jobs Act*realizzato dalla Fondazione Di Vittorio
https://www.fondazionedivittorio.it/sites/default/files/articles-attachment…
il video
https://www.fondazionedivittorio.it/rivedi-diretta-precarieta-bassi-salari-…
https://sbilanciamoci.info/il-jobs-act-dieci-anni-dopo-precarieta-e-bassi-s…
- il libro *Occupazione, salari e lavoro povero nell'era della
precarietà* della
Fondazione di Vittorio a cura di Valerio Tati
si scarica qui
https://www.fondazionedivittorio.it/scarica-book-dal-titolo-occupazione-sal…
- Il libro *Lavoro e salari in Italia, a cura di Rinaldo Evangelista e Lia
Pacelli* (Carocci 2025)
https://www.carocci.it/prodotto/lavoro-e-salari-in-italia?srsltid=AfmBOorAJ…
https://eticaeconomia.it/lavoro-e-salari-in-italia/
Fate girare agli interessati
Un caro saluto
Il gruppo promotore
ᐧ
--
*Dario Guarascio*
Dipartimento di Economia e Diritto, Sapienza Università di Roma
<http://www.uniroma1.it/strutture/dipartimenti>
Via del Castro Laurenziano n° 9, 00161 Roma
Edificio A (6° piano) -ala B, stanza n° 606
E-mail: dario.guarascio(a)uniroma1.it <nome.cognome(a)uniroma1.it>
*Sito web*
italiano - https://sites.google.com/a/uniroma1.it/darioguarascio/
inglese - https://sites.google.com/a/uniroma1.it/darioguarascio-eng/
May 24, 2025
Re: [nexa] [Junk released by Allowed List] Qual è il senso...?
by Daniela Tafani
Ciao, Maurizio,
a volte ci dà una mano l'umano, senza far nulla, a distinguere tra romanzi e AI slop:
Authors Are Accidentally Leaving AI Prompts In their Novels
Fans reading through the romance novel Darkhollow Academy: Year 2 got a nasty surprise last week in chapter 3. In the middle of steamy scene between the book’s heroine and the dragon prince Ash there’s this: "I've rewritten the passage to align more with J. Bree's style, which features more tension, gritty undertones, and raw emotional subtext beneath the supernatural elements:"
<https://www.404media.co/authors-are-accidentally-leaving-ai-prompts-in-thei…>
Un saluto,
Daniela
________________________________________
Da: nexa <nexa-bounces(a)server-nexa.polito.it> per conto di maurizio lana <maurizio.lana(a)uniupo.it>
Inviato: domenica 18 maggio 2025 22:40
A: nexa(a)server-nexa.polito.it
Oggetto: Re: [nexa] [Junk released by Allowed List] Qual è il senso...?
ciao Daniela,
la questione in gioco - distinguere il testo prodotto da un chatbot da quello prodotto da un umano - ne ha sullo sfondo una seconda - individuare le caratteristiche che distinguono la scrittura di un umano da quella di un altro (usualmente chiamate "stile"). la seconda è al cuore degli studi attribuzione con metodi quantitativi che hanno una lunga storia (il resoconto più ampio e valido è Grieve, Jack William. «Quantitative authorship attribution: A history and an evaluation of techniques». Thesis, Department of Linguistics - Simon Fraser University, 2005. http://summit.sfu.ca/item/8840) e anche dei successi significativi.
chi ha lavorato a studi di authorship attribution è portato in primo momento a pensare che se è possibile individuare le caratteristiche che distinguono la scrittura di un umano da quella di un altro, sia possibile anche individuare quelle che che distinguono la scrittura di un umano da quella di un chatbot.
ma in effetti il tuo commento mostra un'impossibilità in linea di principio, perché nel chatbot non c'è una linea di pensiero ma un mosaico di pezzi di altri. e dunque i deboli tentativi dei software si collocano nell'individuazione di aspetti del tutto esteriori/estrinseci sui quali un ipotetico falsario testuale può benissimo e facilmente operare per modificarli/occultarli.
peraltro vedendo già adesso circolare grandi quantità di non-testi , ovviamente si pensa se ci sia un modo selezionarli e distinguerli senza doverci spendere tempo leggendoli - che francamente si vorrebbe poter spendere meglio il proprio tempo
e quindi mi pare che almeno come comprensibile anche se irrealizzabile desiderio la questione rimanga viva.
quella per cui da un lato dobbiamo distinguere, dall'altro si vorrebbe fare di melgio che leggere non-testi per poter dire che sono tali.
Maurizio
Il 18/05/25 00:24, Daniela Tafani ha scritto:
il senso mi pare quello di qualsiasi circonvenzione di incapace.
A questa collaborano studiosi di ogni sorta, a pagamento e non.
Si oppone, per ora, la FTC:
<https://www.ftc.gov/news-events/news/press-releases/2025/04/ftc-order-requi…><https://www.ftc.gov/news-events/news/press-releases/2025/04/ftc-order-requi…>
Per distinguere automaticamente il prodotto di un estrusore di stringhe di testo probabili da un testo scritto da un essere umano, i due testi dovrebbero avere qualcosa di diverso, che fosse rintracciabile da un software.
La differenza principale tra i due testi è che uno è stato pensato da chi l'ha scritto e l'altro no, essendo un'immagine sfuocata di altri testi (quelli sì, pensati da qualcuno). Suppongo perciò che serva il pensiero, per riconoscere un testo estruso da un software che produca linguaggio senza pensiero rispetto a un testo prodotto da un essere pensante. Non esistono, oggi, software pensanti, perciò gli "AI detector" non esistono.
Che ne pensi?
Per avere una differenza rintracciabile automaticamente, dovresti marcare in qualche modo il testo sintetico, che però, immagino, potrà comunque essere copiato come solo testo.
Grazie.
Un saluto,
Daniela
________________________________________
Da: nexa <nexa-bounces(a)server-nexa.polito.it><mailto:nexa-bounces@server-nexa.polito.it> per conto di Enrico Nardelli <nardelli(a)mat.uniroma2.it><mailto:nardelli@mat.uniroma2.it>
Inviato: sabato 17 maggio 2025 19:53
A: nexa(a)server-nexa.polito.it<mailto:nexa@server-nexa.polito.it>
Oggetto: [Junk released by Allowed List] [nexa] Qual è il senso...?
... di realizzare strumenti per la verifica che un testo sia stato generato dall'Intelligenza Artificiale, visto che (oltre a sbagliare clamorosamente su un mio testo scritto interamente da me che è stato attribuito per il 71% all'IA - ma l'ultima volta che mi sono controllato mi son trovato sempre fatto della solita materia organica... 😂) poi la stessa società offre uno strumento per "umanizzare" il testo?
Io ho provato GPTZero, giusto per fare nome e cognome, ma penso che altre startup simili mettano a disposizione prodotti simili.
Mi sa tanto di un gigantesco gioco delle 3 carte...
________________________________
many of us believe the EU remains
the most extraordinary, ambitious, liberal
political alliance in recorded history.
where it needs reform, where it needs to evolve,
we should be there to help turn that heavy wheel
Ian McEwan, The Guardian, 2/6/2017
________________________________
Maurizio Lana
Università del Piemonte Orientale
Dipartimento di Studi Umanistici
Piazza Roma 36 - 13100 Vercelli
May 23, 2025
Re: [nexa] ancora sui non-testi
by Alfredo Bregni
>>Molto spesso i saggi contengono solo una piccolissima parte originale e per il resto citano, riformulano con altri termini, concetti già presenti altrove.
La saggistica, specie in campi non prettamente scientifici, è destinata ad esserne stravolta.
Giusto così.
Se la gente non sa dire niente di nuovo, ...se non scrive è meglio.
[E troveremo il modo di salvare le specie in via di estinzione, come coloro che scrivono libri per le scuole. :-))]
----- Original Message -----
From: Antonio
To: nexa(a)server-nexa.polito.it
Sent: Friday, May 23, 2025 12:49 PM
Subject: Re: [nexa] ancora sui non-testi
> Un ipotetico articolo scientifico "confezionato" da un LLM non porterà
> mai a un cambio di paradigma.
Ok, ma come la mettiamo con gli "ibridi"?
Il caso del saggio politico/filosofico "L'incubo ipnocratico" [1], seppure solo in parte riuscito,
potrà domani essere considerato il precursore di una produzione saggistica scritta a "quattro mani"?
Siamo d'accordo che un assemblatore, confezionatore, estensore di riassunti non potrà produrre
niente di originale, ma molto spesso i saggi contengono solo una piccolissima parte originale e per
il resto citano, riformulano con altri termini, concetti già presenti altrove.
La saggistica, specie in campi non prettamente scientifici, è destinata ad esserne stravolta.
Ne siamo consapevoli, giusto?
Se poi ci illudiamo che basterà mettere un disclaimer, beh, basta vedere cos'è successo con il
deep-fake del discorso del Papa [2]. Il disclaimer c'era ma decine di migliaia di utenti hanno preso per
buono quel video.
A.
[1] https://server-nexa.polito.it/pipermail/nexa/2025-March/054268.html
[2] https://www.vaticannews.va/it/papa/news/2025-05/attribuito-a-papa-falso-mes…
May 23, 2025
Re: [nexa] ancora sui non-testi
by Antonio
> Un ipotetico articolo scientifico "confezionato" da un LLM non porterà
> mai a un cambio di paradigma.
Ok, ma come la mettiamo con gli "ibridi"?
Il caso del saggio politico/filosofico "L'incubo ipnocratico" [1], seppure solo in parte riuscito,
potrà domani essere considerato il precursore di una produzione saggistica scritta a "quattro mani"?
Siamo d'accordo che un assemblatore, confezionatore, estensore di riassunti non potrà produrre
niente di originale, ma molto spesso i saggi contengono solo una piccolissima parte originale e per
il resto citano, riformulano con altri termini, concetti già presenti altrove.
La saggistica, specie in campi non prettamente scientifici, è destinata ad esserne stravolta.
Ne siamo consapevoli, giusto?
Se poi ci illudiamo che basterà mettere un disclaimer, beh, basta vedere cos'è successo con il
deep-fake del discorso del Papa [2]. Il disclaimer c'era ma decine di migliaia di utenti hanno preso per
buono quel video.
A.
[1] https://server-nexa.polito.it/pipermail/nexa/2025-March/054268.html
[2] https://www.vaticannews.va/it/papa/news/2025-05/attribuito-a-papa-falso-mes…
May 23, 2025
Il lavoro digitale che genera l'intelligenza artificiale
by de petra giulio
Segnalo, in particolare ai nexiani di passaggio a Roma, il nuovo incontro
organizzato dalla Scuola critica del digitale del CRS in collaborazione con
la Fondazione Di Vittorio della CGIL sul tema:
*"Soggetti, forme e conflitti del 'lavoro digitale' al tempo della
intelligenza artificiale”*
ne parlerà *Antonio Casilli*
autore di "Waiting for Robots. The Hired Hands of Automation" (University
of Chicago Press, 2025)
A questo indirizzo si può trovare la descrizione dell'incontro
https://centroriformastato.it/iniziativa/soggetti-forme-e-conflitti-del-lav…
L'incontro si svolgerà a *Roma, mercoledì 28 maggio, in via Gaetano
Donizetti 7b, **a partire dalle 16.*
Sarà possibile partecipare anche a distanza, collegandosi tramite il link
https://us02web.zoom.us/j/88206272748?pwd=yAh7iXok5iS56QacPNOOnzsQETF6bV.1
Per chi non potrà partecipare alle ore 16 o per chi vorrà proseguire la
discussione segnalo che sarà possibile *continuare l'incontro con Antonio
Casilli, sempre il 28 maggio alle ore 18,30 a ESC Atelier in via dei Volsci
159*
*« Da anni analizzo le condizioni di lavoro di milioni di operai invisibili
dell'IA in più di venti paesi. Alcuni insegnano agli autovelox a leggere
automaticamente le targhe dei veicoli, altri analizzano brevi estratti
audio per verificare la corretta interpretazione degli assistenti vocali e
altri ancora decidono se un contenuto sui social debba essere raccomandato
o filtrato. Tutte funzioni semplici, come leggere una cifra in un'immagine
scattata da una telecamera, ascoltare una frase captata da uno smartphone o
giudicare se un'immagine su internet è adatta a un certo pubblico, che sono
fondamentali per far funzionare app, assistenti vocali, postazioni
elettroniche eccetera. *
*Essere pagati per realizzare microtasks per produrre servizi di IA è
sempre più frequente, soprattutto in paesi con tutele lavorative deboli. Le
retribuzioni oscillano tra salari orari minimi e cottimo, spesso
insufficienti come unica fonte di reddito. Anche se alcune persone riescono
a guadagnare fino a 15 euro all'ora nei paesi più ricchi, nel Sud globale
si incontrano frequentemente casi di persone pagate qualche centesimo per
task. E questa fonte di reddito può scomparire da un giorno all'altro,
senza garanzia. »*
May 23, 2025
Re: [nexa] ancora sui non-testi
by abregni
>> Ieri un testo filosofico poteva essere scritto SOLO da filosofi, un
>> romanzo o una critica letteraria da letterati, un programma
>> informatico da programmatori, e così via, ora basta un LLM.
Non è esattamente così...
Un testo "ricavato da molti altri" è alla portata di un LLM. Un testo
"innovativo" no.
Un ipotetico articolo scientifico "confezionato" da un LLM non porterà
mai a un cambio di paradigma.
Il 2025-05-23 09:28 Antonio ha scritto:
>> differenza e connessioni tra pensiero, testo, parole, segni,
>> significato. prima pensavamo che fossero questioni settoriali di area
>> linguistica, critico-letteraria, psicologica o filosofica, o altro
>> ancora; ora gli LLM ci fanno rendere conto che sono questioni
>> trasversali.
>
> Alle Macy Conferences [1] c'erano matematici, logici, teorici
> dell'informazione (John von Neumann, Walter Pitts, Claude E. Shannon,
> Norbert Wiener, Heinz von Foester), antropologi, psicologi, psichiatri,
> neurofisiologi (Margaret Mead, Gregory Bateson, Frank Lawrence,
> Lawrence Kubie, Warren McCulloch, Kurt Lewin) ecc.
> La questione era sicuramente trasversale. Cibernetica e intelligenza
> artificiale vengono da lì.
> Già allora, Alex Bavelas, psicologo sociale, notava una difficoltà di
> comunicazione tra ingegneri e scienziati sociali. Settant'anni dopo
> siamo ancora a discutere delle "visioni" differenti.
> Gli LLM non fanno emergere la trasversalità degli argomenti tanto di
> più di quanto non lo facessero gli atti di quelle conferenze, semmai
> "costringono" gli specialisti delle aree interessante a cambiare
> atteggiamento, perché altrimenti non ci sarà più bisogno di loro.
> Ieri un testo filosofico poteva essere scritto SOLO da filosofi, un
> romanzo o una critica letteraria da letterati, un programma informatico
> da programmatori, e così via, ora basta un LLM.
>
> A.
>
> [1] Le conferenze dedicate alla cibernetica che si svolsero dal 1946 al
> 1953.
May 23, 2025