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Re: [nexa] Petizione: "Registro elettronico: vogliamo una piattaforma pubblica per le scuole"
by Stefano Quintarelli
Certo, ci sono scelte diverse! quindi essendo il mercato il default e possibili scelte diverse, ri-chiedo: perché un registro elettronico scolastico dovrebbe essere oggetto di una scelta diversa, quindi non di mercato?
hai scritto che è assurdo che sia liberalizzato, vorrei sinceramente capire perché lo ritieni.
ad esempio io sono convinto che è negativo che mail, videoconferenza, document sharing, ecc .della scuola/università siano gestiti da multinazionali straniere e lo ho anche scritto sul giornale. dipendere da terzi (perdipiu non ue) riduce le competenze interne ed in Italia/Europa, su temi di ricerca ci espone a potenziale spionaggio, la centralizzazione aumenta il potere del centro ed è più vulnerabile, il lockin riduce le possibilità ...
ma perché è assurdo che il registro sia liberalizzato ?
ciao, s.
Il 14 marzo 2025 11:11:43 UTC, "J.C. DE MARTIN" <juancarlos.demartin(a)polito.it> ha scritto:
>Come se bastasse dire "economia di mercato" per automaticamente determinare tutto, fino al minuto dettaglio del registro elettronico delle scuole... ovviamente non è così, Stefano... e non posso pensare che tu non lo sappia.
>
>Sono "economie di mercato", tanto per dire, il Giappone, gli USA, la Germania, la Corea del Sud, l'Italia e il Brazile: se ci mettessimo a compilare l'elenco delle differenti scelte fatte da questi Paesi in una miriadi di ambiti -dalla sanità alle carceri, dalla scuola alla difesa, ecc- probabilmente non basterebbero 1.000 pagine.
>
>jc
>
>
>
>On 14/03/25 12:02, Stefano Quintarelli wrote:
>> perche' viviamo in una economia di mercato, il default e' quello.
>>
>> quindi reitero, perche' non dovrebbe esserlo ?
>>
>>
>> On 14/03/25 10:06, J.C. DE MARTIN wrote:
>>> No, dimmi tu perché dovrebbe esserlo, Stefano. Per privatizzare un servizio pubblico fondamentale e sensibile di quel tipo dovrebbero esserci validissimi motivi per farlo.
>>>
>>> Tanto più se scopriamo, grazie a Tommaso Calderelli <https://server- nexa.polito.it/pipermail/nexa/2025-March/054191.html>, che - opps - esiste già il SIDI e che potrebbe essere facilmente esteso per includere registro e protocollo.
>>>
>>> O forse pensi che andrebbe aperto al mercato anche quello che fa il SIDI?
>>> Legittimo pensare anche questo, semplicemente sono nettamente contrario.
>>>
>>> jc
>>>
>>>
>>>
>>> On 14/03/25 09:40, Stefano Quintarelli via nexa wrote:
>>>>
>>>>
>>>> On 14/03/25 07:32, J.C. DE MARTIN wrote:
>>>>> E' un settore che è assurdo che sia liberalizzato.
>>>>> Il registro elettronico per le scuole non è il pane.
>>>>
>>>>
>>>> perche' e' assurdo sia liberalizzato ?
>>>>
>>>>
>>>>
>>>>>
>>>>> ciao,
>>>>> jc
>>>>>
>>>>> On 13/03/25 23:35, Stefano Quintarelli via nexa wrote:
>>>>>> e' un settore liberalizzato, come i panettieri.
>>>>>> se lo stato si mette a fare il pane, deve farlo alle condizioni degli altri, senza aiuti di stato.
>>>>>>
>>>>>> ce ne sono un certo numero open source
>>>>>> https://duckduckgo.com/? t=ffab&q=registro+elettronico+open+source&ia=web
>>>>>>
>>>>>> valgono art. 68 e art. 69 del CAD
>>>>>>
>>>>>> se non rispettato, c'e' sempre la corte dei conti
>>>>>>
>>>>>> ciao, s.
>>>>>>
>>>>>> On 13/03/25 11:06, Giorgio Ventre wrote:
>>>>>>> Perdonate la mia ignoranza ma non sapevo di questa assurdità della molteplicità dei fornitori.
>>>>>>>
>>>>>>> Grazie Juan Carlos per averla portato in evidenza.
>>>>>>>
>>>>>>> Un caro saluto a tutti
>>>>>>>
>>>>>>> Giorgio
>>>>>>>
>>>>>>> Il 13/03/25 07:05, J.C. DE MARTIN ha scritto:
>>>>>>>>
>>>>>>>>
>>>>>>>> Registro elettronico: vogliamo una piattaforma pubblica per le scuole
>>>>>>>>
>>>>>>>>
>>>>>>>> Perché questa petizione è importante
>>>>>>>>
>>>>>>>> Lanciata il 10 marzo 2025 da Comitato Registro Elettronico Pubblico <https://www.change.org/u/1367592587>
>>>>>>>>
>>>>>>>> https://www.change.org/p/registro-elettronico-vogliamo-una- piattaforma-pubblica-per-le-scuole-5d33ab9a- c0f9-46ca-89e6-8e897a6155a9
>>>>>>>> <https://www.change.org/p/registro-elettronico-vogliamo-una- piattaforma-pubblica-per-le-scuole-5d33ab9a- c0f9-46ca-89e6-8e897a6155a9>
>>>>>>>>
>>>>>>>> Dall’anno scolastico 2012/2013 *il Registro Elettronico è obbligatorio per legge* anche come strumento di comunicazione ufficiale con le famiglie.
>>>>>>>>
>>>>>>>> Oggi però *non è un servizio pubblico* ed è fornito da aziende private a cui *le singole autonomie scolastiche pagano un canone annual*e; quindi il Registro Elettronico cambia da una scuola all’altra.
>>>>>>>>
>>>>>>>> Inoltre "La Stampa <https://www.lastampa.it/politica/2025/03/07/ news/ registro_scolastico_elettronico_pubblicita_valditara-15039415/? ref=LSHA-BH-P1-S1-T1>" negli scorsi giorni ha fatto emergere una deriva preoccupante data dalla natura privata, frammentata e non regolamentata del Registro Elettronico: l’inserimento in una delle app, di una singola azienda, per la gestione del registro, di contenuti extra comprendenti giochi (visualizzati in forma di feed a imitazione dei social network) e presentazione di servizi commerciali quali tutoraggio online, consulenze psicoterapeutiche, corsi di lingua, prestiti studenteschi.
>>>>>>>>
>>>>>>>> Alla luce di questi elementi, *chiediamo che il Ministero dell’Istruzione e del Merito sviluppi un Registro Elettronico unico che possa essere messo a disposizione delle scuole gratuitamente* in modo uniforme sul territorio nazionale, come già avviene in altri Paesi europei.
>>>>>>>>
>>>>>>>> Un Registro Elettronico pubblico presenta diversi vantaggi:
>>>>>>>>
>>>>>>>> * Innanzi tutto consente un *risparmio per i bilanci delle scuole*
>>>>>>>> sui quali attualmente grava il canone annuale di noleggio (con una
>>>>>>>> stima approssimativa di circa 5.000 euro annui per circa 7500
>>>>>>>> autonomie scolastiche, oggi si spendono oltre 37 milioni di euro)
>>>>>>>> * Garantisce l’*assenza di contenuti inappropriati* e non coerenti
>>>>>>>> la funzione
>>>>>>>> * Garantisce *sicurezza nella gestione dei dati* che rimarrebbero
>>>>>>>> esclusivamente in mano pubblica
>>>>>>>> * *Semplifica la vita* alle famiglie, ai docenti e alle segreterie
>>>>>>>> didattiche, evitando di dover familiarizzare e imparare a usare
>>>>>>>> strumenti anche molto diversi
>>>>>>>> * Facilita una riflessione collettiva e necessaria sulla
>>>>>>>> regolamentazione dell’uso del Registro Elettronico che tenga conto
>>>>>>>> anche degli ultimi studi nazionali e internazionali sul *Benessere
>>>>>>>> Digitale* (per evitare che venga consultato in modo compulsivo in
>>>>>>>> attesa di compiti e voti) e della coerenza con le Indicazioni
>>>>>>>> Nazionali sulla valutazione.
>>>>>>>>
>>>>>>>> In attesa che venga realizzato un Registro Elettronico unico per tutte le autonomie scolastiche, *chiediamo* *altresì* *al Ministro Giuseppe Valditara che vengano immediatamente elaborate delle linee guida* alle quali le singole aziende private debbano attenersi.
>>>>>>>>
>>>>>>>> Giovanna Garrone, genitore
>>>>>>>>
>>>>>>>> Federica Patti, genitore e insegnante
>>>>>>>>
>>>>>>> --
>>>>>>> ========================================================================
>>>>>>> Prof. Ing. Giorgio Ventre
>>>>>>> Scientific Director, Apple Developer Academy
>>>>>>> Dipartimento di Ingegneria Elettrica e delle Tecnologie dell'Informazione
>>>>>>> Università degli Studi di Napoli Federico II
>>>>>>> Via Claudio 21
>>>>>>> 80125, Napoli, Italy
>>>>>>> Tel: +39 081 7683908 Fax: +39 081 7683816 Mob: +39 3807679372
>>>>>>> E-mail:giorgio@unina.it
>>>>>>> http://www.dieti.unina.it
>>>>>>> http://www.developeracademy.unina.it/en/
>>>>>>> http://www.docenti.unina.it/giorgio.ventre
>>>>>>> ========================================================================
>>>>>>>
>>>>>>
>>>>>
>>>>
>>>
>>
>
March 14, 2025
Re: [nexa] Petizione: "Registro elettronico: vogliamo una piattaforma pubblica per le scuole"
by Marco A. Calamari
On Fri, 2025-03-14 at 11:39 +0100, Giacomo Tesio wrote:
> Ciao Marco!
>
> On Fri, 14 Mar 2025 10:53:24 +0100 "Marco A. Calamari" wrote:
>
> > Invece, se si vuole predicare bene, razzolare bene è un filino più
> > convincente, non tanto da un punto di vista morale, ma da quello
> > della
> > comunicazione.
> >
> > Mi verrebbe da dire un prerequisito.
>
> Tipo... come fa il convegno e-Privacy con lo streaming su YouTube?
>
> Lo fa coerentemente da anni, in effetti.
>
> Un suggerimento (diverso dal solito di abbandonare YouTube): l'anno
> prossimo chiamatelo against-Privacy, per maggiore trasparenza sui
> valori che perseguite nel progetto Winston Smith [1]
>
>
> Giacomo
> [1] https://www.winstonsmith.org/pages/io-sono-winston-smith.html
Giacomo Tesio e le suo ossessioni ... una certezza!
Visto che le mie risorse sono limitate come al solito, ti copioincollo
quanto già risposto in altra sede, invitandoti alla prossima sessione
di e-privacy a Bari il 21 e 22 maggio, dove potrai ulteriormente
dettagliare la tua posizione.
"Risorse permettendo, si.
Ma ne dubito, se devo vedere le serie storiche delle persone che ci
hanno lavorato.
Comunque sul sito è possibile fruire dei video in differita, con il
file pubblicato che
si trova su un server dedicato del PWS a prova di tracciamento e dove
c'è anche il sito.
Ferro, non VM.
Per la diretta purtroppo yt è l'unica opzione che riusciamo a gestire.
I link sono all'inizio del programma delle edizioni.
Utilizziamo la piattaforma messa a disposizione dalla struttura che ci
ospita, anche
peggio di Zoom talvolta, e poi da li facciamo lo streaming su YT.
In mancanza usiamo lo stesso Zoom, che garantisce una stabilità
maggiore.
La piattaforma gestisce solo i relatori remoti e le eventuali presenze
di chi
deve essere identificato, ad esempio per l'assegnazione dei crediti
formativi quando c'é.
Il fatto che i cinesi vedano e-privacy a me fa personalmente piacere
....
Chi necessita di anonimato può vedersi lo stream via vpn senza
loggarsi su yt.
Chi necessita di estremo anonimato, aspetta il file sul sito oppure
viene di persona.
Oppure aiuta a fare le cose.
Ad esempio, passare tutti i video da YT a PT.
Chi ragiona solo per sigle e dalla tastiera, potrebbe invece provare a
fare le cose,
e magari anche a collaborare."
March 14, 2025
Re: [nexa] Petizione: "Registro elettronico: vogliamo una piattaforma pubblica per le scuole"
by Marco A. Calamari
Lungi da me il tentativo di attribuirti niente. Le mie parole sono
solo mie.
Spesso è difficile seminare un po' di umorismo od una "reductio ad
absurdum" in una mail, quindi passo ad una modalità più diretta, che
non vuole essere scortese ma solo semplice e precisa.
Il punto è che la descrizione che dai degli "happy few" mi coinvolge
personalmente, perché la tua tesi è solo un "aggiornamento" a
critiche (senz'altro legittime) che sono prive di fondamento, nella
misura in cui affermano che chi si occupa di software libero si limita
a fare il predicatore, e non agisce anche in altri modi nei confronti
della società.
Di converso, gli "happy few" vivono circondati da una "happy crowd" di
persone che non sanno rinunciare nemmeno ad un grammo della loro
autolesionista vita digitale, e che tuttavia espongono esattamente lo
stesso concetto di base che hai fatto tuo, ridicolizzando chi paga
anche un prezzo quotidiano per certe scelte.
Gli "happy few" che conosco oggi scrivono proposte di legge, vanno a
Bruxelles a fare lobbying, ed tanto altro, ma in questo sono
sostanzialmente soli, esattamente come lo erano quando si "limitavano"
a tentare di spiegare perbene le cose.
Per concludere, sulla assoluta necessità anche di azioni collettive
siamo d'accordo.
Buon fine settimana a tutti.
On Fri, 2025-03-14 at 11:32 +0100, J.C. DE MARTIN wrote:
> Per favore restiamo aderenti alle parole che vengono condivise in
> questa sede.
> Non è difficile, basta leggere con un po' di attenzione.
>
> Nello specifico, io ho forse scritto che RMS rifiuta le azioni
> collettive? No.
>
> Inoltre, ho forse scritto che auspico "un voto parlamentare che
> all'unanimità renda il software libero obbligatorio"? Neanche.
>
> Invece di attribuirmi - immagino per fretta o distrazione - cose mai
> scritte, chiedi chiarimenti, approfondimenti, ecc. Io, se potrò,
> proverò volentieri a rispondere.
>
> jc
>
> On 14/03/25 10:53, Marco A. Calamari wrote:
>
> >
> > On Fri, 2025-03-14 at 10:30 +0100, J.C. DE MARTIN wrote:
> >
> > >
> > > Colgo l'occasione del messaggio di Stefano, che saluto, per
> > > osservare che dopo 40 anni di movimento del software libero
> > > credo sia davvero ora di prendere atto che la strategia di
> > > perseguire il "bene" contando sulla lungimiranza, l'attivismo e
> > > persino la propensione al sacrificio (parola esplicitamente
> > > usata da Richard Stallman nel suo recente incontro a Torino) dei
> > > singoli non ha funzionato.
> > >
> > > O, per essere più precisi, ha ottenuto risultati di certo
> > > lodevoli ma molto limitati, ovvero, che toccano una
> > > ristrettissima percentuale della popolazione.
> > >
> > > Chi appartiene alla ristretta cerchia degli "happy few" è -
> > > giustamente - orgoglioso delle sue scelte e di quello che ha
> > > costruito/ottenuto, e tende quindi a invitare tutti gli altri
> > > (il 95%? il 99%?) a fare come lui/lei.
> > >
> > > Questo approccio basato su una sorta di proselitismo, ovvero,
> > > "illuminiamo le persone e incoraggiamole a fare la cosa giusta",
> > > era un approccio comprensibile nel 1995. Anche nel 2005. Forse
> > > persino ancora nel 2010.
> > >
> > > Ma oggi, nel 2025, mi sembra assolutamente ora di essere
> > > realisti e ammettere che se si ha a cuore la collettività nel
> > > suo complesso (e non solo gli "happy few") questo approccio non
> > > ha funzionato, non funziona e non potrà mai funzionare.
> > >
> > > Occorre, invece, puntare su azioni collettive per chiedere che
> > > sia lo Stato (che il movimento del software libero, col suo
> > > orientamento ideologico anarchico, vede con sospetto, se non con
> > > ostilità) a, in alcuni casi, intervenire direttamente (andando
> > > contro l'ideologia neoliberale di questi ultimi 45 anni) e, più
> > > in generale, a fare regole molto più stringenti.
> > >
> >
> >
> >
> >
> > Buongiorno tutti,
> >
> >
> >
> >
> > non ho mai percepito (ma forse è un limite mio) in quello che
> > porta avanti RMS un rifiuto delle azioni collettive.
> >
> >
> >
> >
> > Forse mi potresti chiarire questo punto.
> >
> >
> >
> >
> > Invece, se si vuole predicare bene, razzolare bene è un filino più
> > convincente, non tanto da un punto di vista morale, ma da quello
> > della comunicazione.
> >
> >
> >
> >
> > Mi verrebbe da dire un prerequisito.
> >
> >
> >
> >
> > Poi si possono finanziare organizzazioni tipo Noyb, FSF, etc.
> >
> >
> >
> >
> > Oppure hai in mente iniziative volte ad ottenere un voto
> > parlamentare che all'unanimità renda il software libero
> > obbligatorio, mentre tutti continuano tranquillamente a comunicare
> > con facebook e Whatsapp?
> >
> >
> >
> >
> > Perché su questo ho serissimi dubbi.
> >
> >
> >
> >
> > JM2C. Buon fine settimana a tutti. Marco
> >
> >
> >
> >
> > >
> > >
> > > Scusate la leggera divagazione rispetto al tema della petizione,
> > > ma era un po' che volevo condividere con voi queste
> > > riflessioni...
> > >
> > > jc
> > >
> > >
> > > On 14/03/25 08:57, Stefano Borroni Barale wrote:
> > >
> > >
> > >
> > >
> > > >
> > > >
> > > >
> > > > Buongiorno lista,
> > > >
> > > >
> > > >
> > > > giustissimo opporsi all'invasione "militare" dell'interesse
> > > > privato in un "luogo virtuale" che dovrebbe essere pubblico e
> > > > rispettato come tale (come anche la scuola, e il ministero
> > > > dell'istruzione, ma tant'è). Purtroppo è solo l'ultimo atto di
> > > > una lunga catena di eventi demolitivi della scuola portati
> > > > avanti negli ultimi 30 anni da politici di tutti gli
> > > > schieramenti.
> > > >
> > > >
> > > >
> > > >
> > > >
> > > >
> > > >
> > > >
> > > > Quello che mi fa specie, però, è la richiesta di una maggiore
> > > > centralizzazione nelle mani dello Stato e -soprattutto- l'idea
> > > > che per fermare questa deriva si possa contare sullo stesso
> > > > ministero che, da diversi decenni, persegue la privatizzazione
> > > > della scuola a prescindere da chi ne occupi il più altro
> > > > scranno. Mi pare tanto wishful thinking, soprattutto in questo
> > > > 2025 segnato dalla presa diretta del potere da parte di
> > > > Silicon Valley (e qui siamo nella prima delle sue colonie).
> > > >
> > > >
> > > >
> > > >
> > > >
> > > >
> > > >
> > > >
> > > > Non sarebbe forse meglio che la petizione si facesse ai
> > > > Consigli d'Istituto e delle nostre 8574 scuole d'Italia?
> > > > Questi organi, in cui siamo rappresentati tutte e tutti noi
> > > > (studenti, genitori, docenti) hanno già il potere di
> > > > acquistare il servizio da fornitori che lo offrono come
> > > > software libero (sono già circolati in lista esempi, la mia
> > > > lista completa la fornisco qui in fondo). Trovo davvero che
> > > > sarebbe più educativo che noi cittadini si prenda in mano le
> > > > redini della vita scolastica dei nostri figli, senza aspettare
> > > > che qualche Potere Magico e Supremo metta le cose a posto:
> > > > rimboccarsi le maniche e giù a far Politica con la P maiuscola
> > > > :-)
> > > >
> > > >
> > > >
> > > >
> > > >
> > > >
> > > >
> > > >
> > > > Ecco quello che ho trovato confrontandomi anche con i ragazzi
> > > > del FUSS:
> > > >
> > > >
> > > >
> > > >
> > > >
> > > >
> > > >
> > > >
> > > > https://gibbonedu.org/
> > > >
> > > >
> > > >
> > > >
> > > >
> > > >
> > > >
> > > > https://www.scuola247.org/
> > > >
> > > >
> > > >
> > > >
> > > >
> > > >
> > > >
> > > >
> > > > https://github.com/iisgiua/giuaschool
> > > >
> > > >
> > > >
> > > >
> > > >
> > > >
> > > >
> > > > https://github.com/scaforchio/LAMPSchool (attualmente non in
> > > > sviluppo)
> > > >
> > > >
> > > >
> > > >
> > > >
> > > >
> > > >
> > > >
> > > >
> > > >
> > > >
> > > >
> > > >
> > > > My 5 cents
> > > >
> > > >
> > > >
> > > > Stefano
> > > >
> > > >
> > > >
> > > >
> > > >
> > > >
> > > >
> > > >
> > > >
> > > >
> > > >
> > > >
> > > >
> > > > Inviato con l'email sicura Proton Mail [1].
> > > >
> > > >
> > > >
> > > >
> > > >
> > > >
> > > >
> > > >
> > > >
> > > > giovedì 13 marzo 2025 07:05, J.C. DE MARTIN
> > > > <juancarlos.demartin(a)polito.it> ha scritto:
> > > >
> > > >
> > > > >
> > > > >
> > > > >
> > > > > Registro elettronico: vogliamo una piattaforma pubblica per
> > > > > le scuole
> > > > >
> > > > >
> > > > > Perché questa petizione è importante Lanciata il 10 marzo
> > > > > 2025 da Comitato Registro Elettronico
> > > > > Pubblico [2]
> > > > >
> > > > > https://www.change.org/p/registro-elettronico-vogliamo-una-
> > > > > piattaforma-pubblica-per-le-scuole-5d33ab9a-c0f9-46ca-89e6-
> > > > > 8e897a6155a9
> > > > > [3]
> > > > >
> > > > >
> > > > >
> > > > >
> > > > > Dall’anno scolastico 2012/2013 il Registro Elettronico è
> > > > > obbligatorio per legge anche come strumento di comunicazione
> > > > > ufficiale con le famiglie.
> > > > > Oggi però non è un servizio pubblico ed è fornito da aziende
> > > > > private a cui le singole autonomie scolastiche pagano un
> > > > > canone annuale; quindi il Registro Elettronico cambia da una
> > > > > scuola all’altra.
> > > > > Inoltre "La Stampa [4]" negli scorsi giorni ha fatto
> > > > > emergere una deriva preoccupante data dalla natura privata,
> > > > > frammentata e non regolamentata del Registro Elettronico:
> > > > > l’inserimento in una delle app, di una singola azienda, per
> > > > > la gestione del registro, di contenuti extra comprendenti
> > > > > giochi (visualizzati in forma di feed a imitazione dei
> > > > > social network) e presentazione di servizi commerciali quali
> > > > > tutoraggio online, consulenze psicoterapeutiche, corsi di
> > > > > lingua, prestiti studenteschi.
> > > > > Alla luce di questi elementi, chiediamo che il Ministero
> > > > > dell’Istruzione e del Merito sviluppi un Registro
> > > > > Elettronico unico che possa essere messo a disposizione
> > > > > delle scuole gratuitamente in modo uniforme sul territorio
> > > > > nazionale, come già avviene in altri Paesi europei.
> > > > > Un Registro Elettronico pubblico presenta diversi vantaggi:
> > > > > * Innanzi tutto consente un risparmio per i bilanci delle
> > > > > scuole sui
> > > > > quali attualmente grava il canone annuale di noleggio (con
> > > > > una
> > > > > stima approssimativa di circa 5.000 euro annui per circa
> > > > > 7500
> > > > > autonomie scolastiche, oggi si spendono oltre 37 milioni di
> > > > > euro)
> > > > > * Garantisce l’assenza di contenuti inappropriati e non
> > > > > coerenti la
> > > > > funzione
> > > > > * Garantisce sicurezza nella gestione dei dati che
> > > > > rimarrebbero
> > > > > esclusivamente in mano pubblica
> > > > > * Semplifica la vita alle famiglie, ai docenti e alle
> > > > > segreterie
> > > > > didattiche, evitando di dover familiarizzare e imparare a
> > > > > usare
> > > > > strumenti anche molto diversi
> > > > > * Facilita una riflessione collettiva e necessaria sulla
> > > > > regolamentazione dell’uso del Registro Elettronico che tenga
> > > > > conto
> > > > > anche degli ultimi studi nazionali e internazionali sul
> > > > > Benessere
> > > > > Digitale (per evitare che venga consultato in modo
> > > > > compulsivo in
> > > > > attesa di compiti e voti) e della coerenza con le
> > > > > Indicazioni
> > > > > Nazionali sulla valutazione.
> > > > > In attesa che venga realizzato un Registro Elettronico unico
> > > > > per tutte le autonomie scolastiche, chiediamo altresì al
> > > > > Ministro Giuseppe Valditara che vengano immediatamente
> > > > > elaborate delle linee guida alle quali le singole aziende
> > > > > private debbano attenersi.
> > > > > Giovanna Garrone, genitore
> > > > > Federica Patti, genitore e insegnante
> > > > >
> > > > >
> > > > >
> > > > >
> > > >
> > > >
> > > >
> > > >
> > >
> > >
> > >
> > >
> >
> >
> >
> >
> >
>
>
[1] Proton Mail https://proton.me/mail/home
[2] Comitato Registro Elettronico Pubblico
https://www.change.org/u/1367592587
[3] https://www.change.org/p/registro-elettronico-vogliamo-una-piattaforma-pubb…
https://www.change.org/p/registro-elettronico-vogliamo-una-piattaforma-pubb…
[4] La Stampa
https://www.lastampa.it/politica/2025/03/07/news/registro_scolastico_elettr…
March 14, 2025
Re: [nexa] Petizione: "Registro elettronico: vogliamo una piattaforma pubblica per le scuole"
by Andrea Bolioli
concordo e aggiungo:
il default non viene applicato sempre, fortunatamente per chi non è al top
nella scala sociale, e fortunatamente anche per i programmi software: c'è
un default che può essere sovrascritto.
Secondo alcuni, anzi molti, certe cose come la salute, la scuola, ecc sono
da regolare in modo diverso da altre, cioè le banche, le aziende ICT, le
aziende dell'energia, ecc.
La metafora dell'economia di mercato (che comprendo bene perché vivo vicino
ad un grande mercato con tante bancarelle) non è l'unica metafora che guida
il mondo, per fortuna.
On Fri, Mar 14, 2025 at 12:11 PM J.C. DE MARTIN <
juancarlos.demartin(a)polito.it> wrote:
> Come se bastasse dire "economia di mercato" per automaticamente
> determinare tutto, fino al minuto dettaglio del registro elettronico
> delle scuole... ovviamente non è così, Stefano... e non posso pensare
> che tu non lo sappia.
>
> Sono "economie di mercato", tanto per dire, il Giappone, gli USA, la
> Germania, la Corea del Sud, l'Italia e il Brazile: se ci mettessimo a
> compilare l'elenco delle differenti scelte fatte da questi Paesi in una
> miriadi di ambiti -dalla sanità alle carceri, dalla scuola alla difesa,
> ecc- probabilmente non basterebbero 1.000 pagine.
>
> jc
>
>
>
> On 14/03/25 12:02, Stefano Quintarelli wrote:
> > perche' viviamo in una economia di mercato, il default e' quello.
> >
> > quindi reitero, perche' non dovrebbe esserlo ?
> >
> >
> > On 14/03/25 10:06, J.C. DE MARTIN wrote:
> >> No, dimmi tu perché dovrebbe esserlo, Stefano. Per privatizzare un
> >> servizio pubblico fondamentale e sensibile di quel tipo dovrebbero
> >> esserci validissimi motivi per farlo.
> >>
> >> Tanto più se scopriamo, grazie a Tommaso Calderelli <https://server-
> >> nexa.polito.it/pipermail/nexa/2025-March/054191.html>, che - opps -
> >> esiste già il SIDI e che potrebbe essere facilmente esteso per
> >> includere registro e protocollo.
> >>
> >> O forse pensi che andrebbe aperto al mercato anche quello che fa il
> >> SIDI?
> >> Legittimo pensare anche questo, semplicemente sono nettamente contrario.
> >>
> >> jc
> >>
> >>
> >>
> >> On 14/03/25 09:40, Stefano Quintarelli via nexa wrote:
> >>>
> >>>
> >>> On 14/03/25 07:32, J.C. DE MARTIN wrote:
> >>>> E' un settore che è assurdo che sia liberalizzato.
> >>>> Il registro elettronico per le scuole non è il pane.
> >>>
> >>>
> >>> perche' e' assurdo sia liberalizzato ?
> >>>
> >>>
> >>>
> >>>>
> >>>> ciao,
> >>>> jc
> >>>>
> >>>> On 13/03/25 23:35, Stefano Quintarelli via nexa wrote:
> >>>>> e' un settore liberalizzato, come i panettieri.
> >>>>> se lo stato si mette a fare il pane, deve farlo alle condizioni
> >>>>> degli altri, senza aiuti di stato.
> >>>>>
> >>>>> ce ne sono un certo numero open source
> >>>>> https://duckduckgo.com/?
> >>>>> t=ffab&q=registro+elettronico+open+source&ia=web
> >>>>>
> >>>>> valgono art. 68 e art. 69 del CAD
> >>>>>
> >>>>> se non rispettato, c'e' sempre la corte dei conti
> >>>>>
> >>>>> ciao, s.
> >>>>>
> >>>>> On 13/03/25 11:06, Giorgio Ventre wrote:
> >>>>>> Perdonate la mia ignoranza ma non sapevo di questa assurdità
> >>>>>> della molteplicità dei fornitori.
> >>>>>>
> >>>>>> Grazie Juan Carlos per averla portato in evidenza.
> >>>>>>
> >>>>>> Un caro saluto a tutti
> >>>>>>
> >>>>>> Giorgio
> >>>>>>
> >>>>>> Il 13/03/25 07:05, J.C. DE MARTIN ha scritto:
> >>>>>>>
> >>>>>>>
> >>>>>>> Registro elettronico: vogliamo una piattaforma pubblica per le
> >>>>>>> scuole
> >>>>>>>
> >>>>>>>
> >>>>>>> Perché questa petizione è importante
> >>>>>>>
> >>>>>>> Lanciata il 10 marzo 2025 da Comitato Registro Elettronico
> >>>>>>> Pubblico <https://www.change.org/u/1367592587>
> >>>>>>>
> >>>>>>> https://www.change.org/p/registro-elettronico-vogliamo-una-
> >>>>>>> piattaforma-pubblica-per-le-scuole-5d33ab9a-
> >>>>>>> c0f9-46ca-89e6-8e897a6155a9
> >>>>>>> <https://www.change.org/p/registro-elettronico-vogliamo-una-
> >>>>>>> piattaforma-pubblica-per-le-scuole-5d33ab9a-
> >>>>>>> c0f9-46ca-89e6-8e897a6155a9>
> >>>>>>>
> >>>>>>> Dall’anno scolastico 2012/2013 *il Registro Elettronico è
> >>>>>>> obbligatorio per legge* anche come strumento di comunicazione
> >>>>>>> ufficiale con le famiglie.
> >>>>>>>
> >>>>>>> Oggi però *non è un servizio pubblico* ed è fornito da aziende
> >>>>>>> private a cui *le singole autonomie scolastiche pagano un canone
> >>>>>>> annual*e; quindi il Registro Elettronico cambia da una scuola
> >>>>>>> all’altra.
> >>>>>>>
> >>>>>>> Inoltre "La Stampa <https://www.lastampa.it/politica/2025/03/07/
> >>>>>>> news/
> >>>>>>> registro_scolastico_elettronico_pubblicita_valditara-15039415/?
> >>>>>>> ref=LSHA-BH-P1-S1-T1>" negli scorsi giorni ha fatto emergere una
> >>>>>>> deriva preoccupante data dalla natura privata, frammentata e non
> >>>>>>> regolamentata del Registro Elettronico: l’inserimento in una
> >>>>>>> delle app, di una singola azienda, per la gestione del registro,
> >>>>>>> di contenuti extra comprendenti giochi (visualizzati in forma di
> >>>>>>> feed a imitazione dei social network) e presentazione di servizi
> >>>>>>> commerciali quali tutoraggio online, consulenze
> >>>>>>> psicoterapeutiche, corsi di lingua, prestiti studenteschi.
> >>>>>>>
> >>>>>>> Alla luce di questi elementi, *chiediamo che il Ministero
> >>>>>>> dell’Istruzione e del Merito sviluppi un Registro Elettronico
> >>>>>>> unico che possa essere messo a disposizione delle scuole
> >>>>>>> gratuitamente* in modo uniforme sul territorio nazionale, come
> >>>>>>> già avviene in altri Paesi europei.
> >>>>>>>
> >>>>>>> Un Registro Elettronico pubblico presenta diversi vantaggi:
> >>>>>>>
> >>>>>>> * Innanzi tutto consente un *risparmio per i bilanci delle
> >>>>>>> scuole*
> >>>>>>> sui quali attualmente grava il canone annuale di noleggio
> >>>>>>> (con una
> >>>>>>> stima approssimativa di circa 5.000 euro annui per circa 7500
> >>>>>>> autonomie scolastiche, oggi si spendono oltre 37 milioni di
> >>>>>>> euro)
> >>>>>>> * Garantisce l’*assenza di contenuti inappropriati* e non
> >>>>>>> coerenti
> >>>>>>> la funzione
> >>>>>>> * Garantisce *sicurezza nella gestione dei dati* che rimarrebbero
> >>>>>>> esclusivamente in mano pubblica
> >>>>>>> * *Semplifica la vita* alle famiglie, ai docenti e alle
> >>>>>>> segreterie
> >>>>>>> didattiche, evitando di dover familiarizzare e imparare a usare
> >>>>>>> strumenti anche molto diversi
> >>>>>>> * Facilita una riflessione collettiva e necessaria sulla
> >>>>>>> regolamentazione dell’uso del Registro Elettronico che tenga
> >>>>>>> conto
> >>>>>>> anche degli ultimi studi nazionali e internazionali sul
> >>>>>>> *Benessere
> >>>>>>> Digitale* (per evitare che venga consultato in modo
> >>>>>>> compulsivo in
> >>>>>>> attesa di compiti e voti) e della coerenza con le Indicazioni
> >>>>>>> Nazionali sulla valutazione.
> >>>>>>>
> >>>>>>> In attesa che venga realizzato un Registro Elettronico unico per
> >>>>>>> tutte le autonomie scolastiche, *chiediamo* *altresì* *al
> >>>>>>> Ministro Giuseppe Valditara che vengano immediatamente elaborate
> >>>>>>> delle linee guida* alle quali le singole aziende private debbano
> >>>>>>> attenersi.
> >>>>>>>
> >>>>>>> Giovanna Garrone, genitore
> >>>>>>>
> >>>>>>> Federica Patti, genitore e insegnante
> >>>>>>>
> >>>>>> --
> >>>>>>
> ========================================================================
> >>>>>>
> >>>>>> Prof. Ing. Giorgio Ventre
> >>>>>> Scientific Director, Apple Developer Academy
> >>>>>> Dipartimento di Ingegneria Elettrica e delle Tecnologie
> >>>>>> dell'Informazione
> >>>>>> Università degli Studi di Napoli Federico II
> >>>>>> Via Claudio 21
> >>>>>> 80125, Napoli, Italy
> >>>>>> Tel: +39 081 7683908 Fax: +39 081 7683816 Mob: +39 3807679372
> >>>>>> E-mail:giorgio@unina.it
> >>>>>> http://www.dieti.unina.it
> >>>>>> http://www.developeracademy.unina.it/en/
> >>>>>> http://www.docenti.unina.it/giorgio.ventre
> >>>>>>
> ========================================================================
> >>>>>>
> >>>>>>
> >>>>>
> >>>>
> >>>
> >>
> >
>
>
March 14, 2025
Re: [nexa] Petizione: "Registro elettronico: vogliamo una piattaforma pubblica per le scuole"
by J.C. DE MARTIN
Come se bastasse dire "economia di mercato" per automaticamente
determinare tutto, fino al minuto dettaglio del registro elettronico
delle scuole... ovviamente non è così, Stefano... e non posso pensare
che tu non lo sappia.
Sono "economie di mercato", tanto per dire, il Giappone, gli USA, la
Germania, la Corea del Sud, l'Italia e il Brazile: se ci mettessimo a
compilare l'elenco delle differenti scelte fatte da questi Paesi in una
miriadi di ambiti -dalla sanità alle carceri, dalla scuola alla difesa,
ecc- probabilmente non basterebbero 1.000 pagine.
jc
On 14/03/25 12:02, Stefano Quintarelli wrote:
> perche' viviamo in una economia di mercato, il default e' quello.
>
> quindi reitero, perche' non dovrebbe esserlo ?
>
>
> On 14/03/25 10:06, J.C. DE MARTIN wrote:
>> No, dimmi tu perché dovrebbe esserlo, Stefano. Per privatizzare un
>> servizio pubblico fondamentale e sensibile di quel tipo dovrebbero
>> esserci validissimi motivi per farlo.
>>
>> Tanto più se scopriamo, grazie a Tommaso Calderelli <https://server-
>> nexa.polito.it/pipermail/nexa/2025-March/054191.html>, che - opps -
>> esiste già il SIDI e che potrebbe essere facilmente esteso per
>> includere registro e protocollo.
>>
>> O forse pensi che andrebbe aperto al mercato anche quello che fa il
>> SIDI?
>> Legittimo pensare anche questo, semplicemente sono nettamente contrario.
>>
>> jc
>>
>>
>>
>> On 14/03/25 09:40, Stefano Quintarelli via nexa wrote:
>>>
>>>
>>> On 14/03/25 07:32, J.C. DE MARTIN wrote:
>>>> E' un settore che è assurdo che sia liberalizzato.
>>>> Il registro elettronico per le scuole non è il pane.
>>>
>>>
>>> perche' e' assurdo sia liberalizzato ?
>>>
>>>
>>>
>>>>
>>>> ciao,
>>>> jc
>>>>
>>>> On 13/03/25 23:35, Stefano Quintarelli via nexa wrote:
>>>>> e' un settore liberalizzato, come i panettieri.
>>>>> se lo stato si mette a fare il pane, deve farlo alle condizioni
>>>>> degli altri, senza aiuti di stato.
>>>>>
>>>>> ce ne sono un certo numero open source
>>>>> https://duckduckgo.com/?
>>>>> t=ffab&q=registro+elettronico+open+source&ia=web
>>>>>
>>>>> valgono art. 68 e art. 69 del CAD
>>>>>
>>>>> se non rispettato, c'e' sempre la corte dei conti
>>>>>
>>>>> ciao, s.
>>>>>
>>>>> On 13/03/25 11:06, Giorgio Ventre wrote:
>>>>>> Perdonate la mia ignoranza ma non sapevo di questa assurdità
>>>>>> della molteplicità dei fornitori.
>>>>>>
>>>>>> Grazie Juan Carlos per averla portato in evidenza.
>>>>>>
>>>>>> Un caro saluto a tutti
>>>>>>
>>>>>> Giorgio
>>>>>>
>>>>>> Il 13/03/25 07:05, J.C. DE MARTIN ha scritto:
>>>>>>>
>>>>>>>
>>>>>>> Registro elettronico: vogliamo una piattaforma pubblica per le
>>>>>>> scuole
>>>>>>>
>>>>>>>
>>>>>>> Perché questa petizione è importante
>>>>>>>
>>>>>>> Lanciata il 10 marzo 2025 da Comitato Registro Elettronico
>>>>>>> Pubblico <https://www.change.org/u/1367592587>
>>>>>>>
>>>>>>> https://www.change.org/p/registro-elettronico-vogliamo-una-
>>>>>>> piattaforma-pubblica-per-le-scuole-5d33ab9a-
>>>>>>> c0f9-46ca-89e6-8e897a6155a9
>>>>>>> <https://www.change.org/p/registro-elettronico-vogliamo-una-
>>>>>>> piattaforma-pubblica-per-le-scuole-5d33ab9a-
>>>>>>> c0f9-46ca-89e6-8e897a6155a9>
>>>>>>>
>>>>>>> Dall’anno scolastico 2012/2013 *il Registro Elettronico è
>>>>>>> obbligatorio per legge* anche come strumento di comunicazione
>>>>>>> ufficiale con le famiglie.
>>>>>>>
>>>>>>> Oggi però *non è un servizio pubblico* ed è fornito da aziende
>>>>>>> private a cui *le singole autonomie scolastiche pagano un canone
>>>>>>> annual*e; quindi il Registro Elettronico cambia da una scuola
>>>>>>> all’altra.
>>>>>>>
>>>>>>> Inoltre "La Stampa <https://www.lastampa.it/politica/2025/03/07/
>>>>>>> news/
>>>>>>> registro_scolastico_elettronico_pubblicita_valditara-15039415/?
>>>>>>> ref=LSHA-BH-P1-S1-T1>" negli scorsi giorni ha fatto emergere una
>>>>>>> deriva preoccupante data dalla natura privata, frammentata e non
>>>>>>> regolamentata del Registro Elettronico: l’inserimento in una
>>>>>>> delle app, di una singola azienda, per la gestione del registro,
>>>>>>> di contenuti extra comprendenti giochi (visualizzati in forma di
>>>>>>> feed a imitazione dei social network) e presentazione di servizi
>>>>>>> commerciali quali tutoraggio online, consulenze
>>>>>>> psicoterapeutiche, corsi di lingua, prestiti studenteschi.
>>>>>>>
>>>>>>> Alla luce di questi elementi, *chiediamo che il Ministero
>>>>>>> dell’Istruzione e del Merito sviluppi un Registro Elettronico
>>>>>>> unico che possa essere messo a disposizione delle scuole
>>>>>>> gratuitamente* in modo uniforme sul territorio nazionale, come
>>>>>>> già avviene in altri Paesi europei.
>>>>>>>
>>>>>>> Un Registro Elettronico pubblico presenta diversi vantaggi:
>>>>>>>
>>>>>>> * Innanzi tutto consente un *risparmio per i bilanci delle
>>>>>>> scuole*
>>>>>>> sui quali attualmente grava il canone annuale di noleggio
>>>>>>> (con una
>>>>>>> stima approssimativa di circa 5.000 euro annui per circa 7500
>>>>>>> autonomie scolastiche, oggi si spendono oltre 37 milioni di
>>>>>>> euro)
>>>>>>> * Garantisce l’*assenza di contenuti inappropriati* e non
>>>>>>> coerenti
>>>>>>> la funzione
>>>>>>> * Garantisce *sicurezza nella gestione dei dati* che rimarrebbero
>>>>>>> esclusivamente in mano pubblica
>>>>>>> * *Semplifica la vita* alle famiglie, ai docenti e alle
>>>>>>> segreterie
>>>>>>> didattiche, evitando di dover familiarizzare e imparare a usare
>>>>>>> strumenti anche molto diversi
>>>>>>> * Facilita una riflessione collettiva e necessaria sulla
>>>>>>> regolamentazione dell’uso del Registro Elettronico che tenga
>>>>>>> conto
>>>>>>> anche degli ultimi studi nazionali e internazionali sul
>>>>>>> *Benessere
>>>>>>> Digitale* (per evitare che venga consultato in modo
>>>>>>> compulsivo in
>>>>>>> attesa di compiti e voti) e della coerenza con le Indicazioni
>>>>>>> Nazionali sulla valutazione.
>>>>>>>
>>>>>>> In attesa che venga realizzato un Registro Elettronico unico per
>>>>>>> tutte le autonomie scolastiche, *chiediamo* *altresì* *al
>>>>>>> Ministro Giuseppe Valditara che vengano immediatamente elaborate
>>>>>>> delle linee guida* alle quali le singole aziende private debbano
>>>>>>> attenersi.
>>>>>>>
>>>>>>> Giovanna Garrone, genitore
>>>>>>>
>>>>>>> Federica Patti, genitore e insegnante
>>>>>>>
>>>>>> --
>>>>>> ========================================================================
>>>>>>
>>>>>> Prof. Ing. Giorgio Ventre
>>>>>> Scientific Director, Apple Developer Academy
>>>>>> Dipartimento di Ingegneria Elettrica e delle Tecnologie
>>>>>> dell'Informazione
>>>>>> Università degli Studi di Napoli Federico II
>>>>>> Via Claudio 21
>>>>>> 80125, Napoli, Italy
>>>>>> Tel: +39 081 7683908 Fax: +39 081 7683816 Mob: +39 3807679372
>>>>>> E-mail:giorgio@unina.it
>>>>>> http://www.dieti.unina.it
>>>>>> http://www.developeracademy.unina.it/en/
>>>>>> http://www.docenti.unina.it/giorgio.ventre
>>>>>> ========================================================================
>>>>>>
>>>>>>
>>>>>
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>>>
>>
>
March 14, 2025
Re: [nexa] Petizione: "Registro elettronico: vogliamo una piattaforma pubblica per le scuole"
by Stefano Quintarelli
perche' viviamo in una economia di mercato, il default e' quello.
quindi reitero, perche' non dovrebbe esserlo ?
On 14/03/25 10:06, J.C. DE MARTIN wrote:
> No, dimmi tu perché dovrebbe esserlo, Stefano. Per privatizzare un
> servizio pubblico fondamentale e sensibile di quel tipo dovrebbero
> esserci validissimi motivi per farlo.
>
> Tanto più se scopriamo, grazie a Tommaso Calderelli <https://server-
> nexa.polito.it/pipermail/nexa/2025-March/054191.html>, che - opps -
> esiste già il SIDI e che potrebbe essere facilmente esteso per includere
> registro e protocollo.
>
> O forse pensi che andrebbe aperto al mercato anche quello che fa il SIDI?
> Legittimo pensare anche questo, semplicemente sono nettamente contrario.
>
> jc
>
>
>
> On 14/03/25 09:40, Stefano Quintarelli via nexa wrote:
>>
>>
>> On 14/03/25 07:32, J.C. DE MARTIN wrote:
>>> E' un settore che è assurdo che sia liberalizzato.
>>> Il registro elettronico per le scuole non è il pane.
>>
>>
>> perche' e' assurdo sia liberalizzato ?
>>
>>
>>
>>>
>>> ciao,
>>> jc
>>>
>>> On 13/03/25 23:35, Stefano Quintarelli via nexa wrote:
>>>> e' un settore liberalizzato, come i panettieri.
>>>> se lo stato si mette a fare il pane, deve farlo alle condizioni
>>>> degli altri, senza aiuti di stato.
>>>>
>>>> ce ne sono un certo numero open source
>>>> https://duckduckgo.com/?
>>>> t=ffab&q=registro+elettronico+open+source&ia=web
>>>>
>>>> valgono art. 68 e art. 69 del CAD
>>>>
>>>> se non rispettato, c'e' sempre la corte dei conti
>>>>
>>>> ciao, s.
>>>>
>>>> On 13/03/25 11:06, Giorgio Ventre wrote:
>>>>> Perdonate la mia ignoranza ma non sapevo di questa assurdità della
>>>>> molteplicità dei fornitori.
>>>>>
>>>>> Grazie Juan Carlos per averla portato in evidenza.
>>>>>
>>>>> Un caro saluto a tutti
>>>>>
>>>>> Giorgio
>>>>>
>>>>> Il 13/03/25 07:05, J.C. DE MARTIN ha scritto:
>>>>>>
>>>>>>
>>>>>> Registro elettronico: vogliamo una piattaforma pubblica per le
>>>>>> scuole
>>>>>>
>>>>>>
>>>>>> Perché questa petizione è importante
>>>>>>
>>>>>> Lanciata il 10 marzo 2025 da Comitato Registro Elettronico
>>>>>> Pubblico <https://www.change.org/u/1367592587>
>>>>>>
>>>>>> https://www.change.org/p/registro-elettronico-vogliamo-una-
>>>>>> piattaforma-pubblica-per-le-scuole-5d33ab9a-
>>>>>> c0f9-46ca-89e6-8e897a6155a9
>>>>>> <https://www.change.org/p/registro-elettronico-vogliamo-una-
>>>>>> piattaforma-pubblica-per-le-scuole-5d33ab9a-
>>>>>> c0f9-46ca-89e6-8e897a6155a9>
>>>>>>
>>>>>> Dall’anno scolastico 2012/2013 *il Registro Elettronico è
>>>>>> obbligatorio per legge* anche come strumento di comunicazione
>>>>>> ufficiale con le famiglie.
>>>>>>
>>>>>> Oggi però *non è un servizio pubblico* ed è fornito da aziende
>>>>>> private a cui *le singole autonomie scolastiche pagano un canone
>>>>>> annual*e; quindi il Registro Elettronico cambia da una scuola
>>>>>> all’altra.
>>>>>>
>>>>>> Inoltre "La Stampa <https://www.lastampa.it/politica/2025/03/07/
>>>>>> news/
>>>>>> registro_scolastico_elettronico_pubblicita_valditara-15039415/?
>>>>>> ref=LSHA-BH-P1-S1-T1>" negli scorsi giorni ha fatto emergere una
>>>>>> deriva preoccupante data dalla natura privata, frammentata e non
>>>>>> regolamentata del Registro Elettronico: l’inserimento in una delle
>>>>>> app, di una singola azienda, per la gestione del registro, di
>>>>>> contenuti extra comprendenti giochi (visualizzati in forma di feed
>>>>>> a imitazione dei social network) e presentazione di servizi
>>>>>> commerciali quali tutoraggio online, consulenze psicoterapeutiche,
>>>>>> corsi di lingua, prestiti studenteschi.
>>>>>>
>>>>>> Alla luce di questi elementi, *chiediamo che il Ministero
>>>>>> dell’Istruzione e del Merito sviluppi un Registro Elettronico
>>>>>> unico che possa essere messo a disposizione delle scuole
>>>>>> gratuitamente* in modo uniforme sul territorio nazionale, come già
>>>>>> avviene in altri Paesi europei.
>>>>>>
>>>>>> Un Registro Elettronico pubblico presenta diversi vantaggi:
>>>>>>
>>>>>> * Innanzi tutto consente un *risparmio per i bilanci delle scuole*
>>>>>> sui quali attualmente grava il canone annuale di noleggio (con
>>>>>> una
>>>>>> stima approssimativa di circa 5.000 euro annui per circa 7500
>>>>>> autonomie scolastiche, oggi si spendono oltre 37 milioni di euro)
>>>>>> * Garantisce l’*assenza di contenuti inappropriati* e non coerenti
>>>>>> la funzione
>>>>>> * Garantisce *sicurezza nella gestione dei dati* che rimarrebbero
>>>>>> esclusivamente in mano pubblica
>>>>>> * *Semplifica la vita* alle famiglie, ai docenti e alle segreterie
>>>>>> didattiche, evitando di dover familiarizzare e imparare a usare
>>>>>> strumenti anche molto diversi
>>>>>> * Facilita una riflessione collettiva e necessaria sulla
>>>>>> regolamentazione dell’uso del Registro Elettronico che tenga
>>>>>> conto
>>>>>> anche degli ultimi studi nazionali e internazionali sul
>>>>>> *Benessere
>>>>>> Digitale* (per evitare che venga consultato in modo compulsivo in
>>>>>> attesa di compiti e voti) e della coerenza con le Indicazioni
>>>>>> Nazionali sulla valutazione.
>>>>>>
>>>>>> In attesa che venga realizzato un Registro Elettronico unico per
>>>>>> tutte le autonomie scolastiche, *chiediamo* *altresì* *al Ministro
>>>>>> Giuseppe Valditara che vengano immediatamente elaborate delle
>>>>>> linee guida* alle quali le singole aziende private debbano attenersi.
>>>>>>
>>>>>> Giovanna Garrone, genitore
>>>>>>
>>>>>> Federica Patti, genitore e insegnante
>>>>>>
>>>>> --
>>>>> ========================================================================
>>>>> Prof. Ing. Giorgio Ventre
>>>>> Scientific Director, Apple Developer Academy
>>>>> Dipartimento di Ingegneria Elettrica e delle Tecnologie
>>>>> dell'Informazione
>>>>> Università degli Studi di Napoli Federico II
>>>>> Via Claudio 21
>>>>> 80125, Napoli, Italy
>>>>> Tel: +39 081 7683908 Fax: +39 081 7683816 Mob: +39 3807679372
>>>>> E-mail:giorgio@unina.it
>>>>> http://www.dieti.unina.it
>>>>> http://www.developeracademy.unina.it/en/
>>>>> http://www.docenti.unina.it/giorgio.ventre
>>>>> ========================================================================
>>>>>
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You can reach me on Signal: @quinta.01 (no Whatsapp, no Telegram)
March 14, 2025
Re: [nexa] Petizione: "Registro elettronico: vogliamo una piattaforma pubblica per le scuole"
by Giuseppe Attardi
Qualche anno fa avevo proposto al GARR di realizzare un registro elettronico OS gratuito sulla piattaforma Cloud GARR.
Il GARR può fornire servizi alle scuole in quanto consorzio partecipato dal ministero stesso.
—
> On 14 Mar 2025, at 07:20, nexa-request(a)server-nexa.polito.it wrote:
>
> From: Stefano Quintarelli <stefano(a)quintarelli.it>
> To: nexa(a)server-nexa.polito.it
> Subject: Re: [nexa] Petizione: "Registro elettronico: vogliamo una
> piattaforma pubblica per le scuole"
> Message-ID: <39ee46c6-6864-4c7b-9983-0abeaf86531a(a)quintarelli.it>
> Content-Type: text/plain; charset=UTF-8; format=flowed
>
> e' un settore liberalizzato, come i panettieri.
> se lo stato si mette a fare il pane, deve farlo alle condizioni degli
> altri, senza aiuti di stato.
>
> ce ne sono un certo numero open source
> https://duckduckgo.com/?t=ffab&q=registro+elettronico+open+source&ia=web
>
> valgono art. 68 e art. 69 del CAD
>
> se non rispettato, c'e' sempre la corte dei conti
>
> ciao, s.
March 14, 2025
Re: [nexa] Petizione: "Registro elettronico: vogliamo una piattaforma pubblica per le scuole"
by 380°
Buongiorno Enrico,
Enrico Nardelli <nardelli(a)mat.uniroma2.it> writes:
[...]
> Chi mi fornisce degli elementi sostanziali per capire?
i miei più che sostanziali sono "spannometrici", o meglio "a orecchio"
:-)
> La petizione cita i seguenti:
>
> 1. risparmio economico, ma non fornisce stime precise del costo di
> gestione di un sistema centralizzato con tutti quelle utenze.
con adeguato ferro e software progettato bene il numero di utenze non è
un problema, sono i costi per personale competente che cambiano:
1. programmatori, che a progetto maturo potrebbero anche ridursi
moltissimo
2. sistemisti, i cui costi sono direttamente proporzionali alla qualità
della progettazione e implementazione del software e comunque non si
ridurranno _mai_
io sono un fervente sostenitore dei sistemi _di comunicazione_
decentralizzati, ma nel caso del "registro elettronico" non vedo cosa ci
sia da decentralizzare (l'istituto scolastico è un _piccolo_ centro)
perché ogni scuola dovrebbe "farsi il suo" (comperandolo) e non può
essere invece gestito (comperandolo) da un "consorzio di scuole"?
...in Italia si chiamano "uffici scolastici regionali" e i cui
compiti sono tra gli altri:
--8<---------------cut here---------------start------------->8---
* provvede alla gestione amministrativa e contabile delle attività
strumentali, contrattuali e convenzionali di carattere generale,
comuni agli uffici dell'amministrazione scolastica in ambito
regionale;
* assegna alle istituzioni scolastiche le risorse finanziarie ed umane;
--8<---------------cut here---------------end--------------->8---
(https://it.wikipedia.org/wiki/Ufficio_scolastico_regionale)
il "registro elettronico" non è una attività strumentale?
ovviamente questo vale anche per i CMS che le scuole usano "per il
sito"
perché non fare economia di scala?
...sempre che quando si parla di soldi pubblici abbia senso parlare di
_economia_ :-O
[...]
> 3. sicurezza nella gestione dei dati: certo è un problema, ma a me
> sembra un problema molto più grave che i dati di studenti e docenti
> siano nelle mani delle big tech. Forse intervenire su questo è più
> importante.
ma non c'è già il GDPR? «Quante volte ho guardato il cielo, ma il mio
destino è cieco e non lo sa...»
[...]
> Concludo dicendo che, se fosse per me, il registro elettronico lo
> abolirei per tornare a far scrivere i compiti ai ragazzi sul diario.
no dai Enrico, come se il registro (anche quelli cartacei) servisse solo
a scrivere quali compiti vengono assegnati agli studenti! :-D
il "registro elettronico" _ingloba_ tutti i registri cartacei che
c'erano prima: il "registro di classe" (presenze, note, ecc.) e il
"registro docente" (programma svolto durante la lezione, voti, ecc)
in più, in moltissimi casi il "registro elettronico" permette di
caricare materiale didattico "come su un cloud"... tanto poi usano anche
Google Quaicos, Microsoft Qualcosalter
per i colloqui coi genitori invece usano direttamente Google Meet o
simili
> Infatti, il punto che secondo me nella petizione è quello più
> importante da un punto di vista sociale è l'ultimo: la necessità di
> una riflessione collettiva sulla reale necessità di uno strumento di
> questo genere che determina comportamenti non proprio sempre positivi.
possiamo anche avviare una «riflessione collettiva sulla reale necessità
di uno strumento di questo genere», cartaceo o "elettronico" che sia, ma
occorre tenere presente _molti_ apetti _legali_ che fanno capo a quei
particolarissimi PUBBLICI UFFICIALI che sono gli insegnanti [1],
specialmente per ciò che concerne la "Vigilanza e responsabilità civile
e penale" (ecco perché, per esempio, è fondamentale il registro delle
assenze) [2]
nota conclusiva e a latere: guardate che il VERO problema della scuola
(che si ripercuote /anche/ nella burocrazia digitale) è la progressiva e
asfissiante burocratizzazione di ogni singola attività [3]...
quelle legate al PNRR poi hanno dato il colpo di grazia; "ma vi avanza
un po' di tempo anche per fare didattica?" è stato il commento di una
persona ATA non più di una settimana fa...
conosco "coordinatori di classe" che sono a un pelo dall'esaurimento
nervoso, non scherzo
[...]
Ciao, 380°
[1] https://www.tecnicadellascuola.it/il-docente-e-un-pubblico-ufficiale-ecco-l…
[2] https://www.orizzontescuola.it/diritti-e-doveri-dei-docenti-cosa-cambia-sul…
[3] a volte resa necessaria da quella simpatica pratica chiamata
"pararsi le terga" resa necessaria dalla "partecipazione" ad-minchiam di
certi genitori
--
380° (lost in /traslation/)
«Welcome to the chaos of the times
If you go left and I go right
Pray we make it out alive
This is Karmageddon»
March 14, 2025
Re: [nexa] Petizione: "Registro elettronico: vogliamo una piattaforma pubblica per le scuole"
by 380°
Buongiorno,
de petra giulio <giulio.depetra(a)gmail.com> writes:
> Forse c’è un po’ di confusione
senza forse :-)
[...]
> Il fatto che sia utilizzato software libero non esclude che il fornitore di
> quel servizio aggiunga contenuti commerciali ai suoi servizi, garantisce
> solo (forse) che i dati utilizzati siano non usati dai grandi
> monopolisti.
no, non garantisce nemmeno quello perché dipende dall'infrastruttura
dove "gira" il software che eroga il servizio; o meglio, non garantisce
che il trattamento dei dati inseriti nel registro elettronico sia
conforma al famigerrimo GDPR, attività di verifica che è in capo al
responsabile del trattamento, in questo caso il preside della scuola:
siii, ciao!
> Avere una soluzione ‘pubblica’ per tutte le scuole non significa che quel
> software sia fatto (come il pane) da un’azienda pubblica, ma semplicemente
> che sia commissionato ai privati
che se non sbaglio è quello che succede con servizi _analogici_ (a
livello comunale, provinciale, regionale, nazionale e EU) tipo il
trasporto pubblico, gli acquedotti, la rete elettrica
...peccato però che col passaggio al "mercato libero" /casualmente/ poi
si scopre SEMPRE che il servizio costa di più, agli UTENTI.
> magari da Consip, con le garanzie di un appalto pubblico ben fatto a
> livello nazionale
e quì casca l'asino: cosa vuol dire "ben fatto"?
secondo me "ben fatto" significa che il servizio DEVE essere basato
interamente su software libero FULL STACK (dal sistema operativo in su,
librerie incluse ovviamente) _e_ che l'infrastruttura deve essere
_programmata_ in modalità IaC (Infrastructure as Code)
> (le stesse che potrebbero richiedere al fornitore le singole scuole se
> ne avessero competenze e capacità).
ma perché tutti gli altri enti della PA /avessero/ le competenze e
capacità?
...e la VOLONTÁ ce l'hanno?
Cosa sta succedendo con il passaggio al "processo telematico"?
Almeno qui in Lombardia, ogni tre per due la connessione al "gestionale
sanitario" (quello che usano i medici di base per erogare le ricette,
per intenderci) è fuori uso? [1]
Facciamo una petizione per ogni servizio digitale PUBBLICO gestito coi
piedi?
[...]
saluti, 380°
[1] circolano voci ben informate che i server sui quali "girano" i
software che erogano il servizio siano in uno stanzino senza aria
condizionata e ogni tanto ne salta qualcuno per il caldo.
P.S.: per essere equilibrati, vale la pena evidenziare che nonostante
alcuni (molti?) casi pietosi, la "digitalizzazione" del rapporto tra
utenti dei servizi pubblici e PA sta notevolmente velocizzando
l'erogazione dei servizi... servirebbe "solo" un po' più di serietà
gestionale, sistemistica direi.
--
380° (lost in /traslation/)
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March 14, 2025
Re: [nexa] Petizione: "Registro elettronico: vogliamo una piattaforma pubblica per le scuole"
by Stefano Quintarelli
On 14/03/25 11:32, J.C. DE MARTIN wrote:
> O, per essere più precisi, ha ottenuto risultati di certo lodevoli ma
> molto limitati, ovvero, che toccano una ristrettissima percentuale della
> popolazione.
sono d'accordo in parte.
l'open source ha conquistato il mondo in molti ambiti, anche se non fino
all'utente finale, che maggioritariamente fa scelte diverse.
da un secolo le persone scelgono di comprare il pane gia' tagliato
(rohwedder, 1928) anche se costa di piu' ed e' meno salubre rispetto al
pane fatto in casa...
ciao, s.
p.s. non uso nulla degli oligopolisti, uso la quasi totalita' di OSS e
faccio il pane in casa ne' widnows/ios/whatever.
a chi compra il pan carre' o usa windows, cerco di spiegare che non
affidarsi alle cose off the shelf e' piu' salubre...
pp.ss. se non avete comprato una macchina del pane, vi esorto a farlo.
il migliore investimento del decennio, nella nostra famiglia :-)
--
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March 14, 2025