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Re: [nexa] "Stefano Rodotà (appositamente richiamato dall’Aldilà mentre giocava a scacchi)"
by Simone Aliprandi
>
>
> innanzi tutto grazie per fatto uscire dalla "clandesitnità" il dossier
> «Garantismi o personalismi?» che ha dato inizio a questo thread, così
> ognuno può attingere alla fonte ed evitare i "sentito dire":
>
> https://aliprandi.org/2025/10/24/dossier-garante-privacy-rodota-omissis/
Grazie a te per aver messo qui il link. Non ci avevo pensato. Avevo dato
per scontato che ormai più o meno tutti avessero ricevuto il documento.
Questa versione da me pubblicata ha alcuni passaggi oscurati per evitare
querele e cause di risarcimento danni a mio carico; ma credo che il senso
generale del documento sia chiaro anche così.
> > Alla luce di quanto emerso in questi giorni, vorrei porre a Scorza
> pubblicamente qui un paio di domande
>
> Domande a cui anche a me piacerebbe leggere una risposta, qui.
>
Sono certo che il collega Scorza, nella sua massima trasparenza e nella sua
massima onestà intellettuale, risponderà appena avrà un po' di tempo e di
tranquillità. Sperando che non si sia perso queste email che lo riguardano.
Nel caso, possiamo sempre scrivergli sulla famosa email con il dominio
e-lex.it che a quanto pare utilizza ancora.
> Invece, ho io una domanda per te: alla luce di quanto emerso dopo
> l'inchiesta giornalistica di Report e de Il Fatto Quotidiano (in parte
> nascosto dietro paywall) ma _soprattutto_ alla luce delle seguenti
> considerazioni di Giacomo Tesio che io condivido verbatim:
>
> --8<---------------cut here---------------start------------->8---
>
> Sai quanti ospedali e quante ASL usano GMail per comunicare dati medici e
> biomedici di pazienti perfettamente identificabili? Sai quante scuole
> cedono ormai da anni i dati personali di milioni di studenti a società come
> Google, che li usano dichiaratamente anche per "migliorare i propri
> servizi", fra cui la profilazione e la conseguente manipolazione
> commerciale e politica degli stessi? E vogliamo parlare dei partiti
> politici che subito prima delle elezioni trasferivano a Google (via
> Analytics) ogni visita effettuata da un elettore ai propri siti?
>
> Io posso rispondere a queste domande con un semplice script che analizzi
> il record MX del dominio email o le pagine web. È difficile credere che al
> GDPD non ci sia un informatico in grado di fare altrettanto. Ne consegue
> logicamente che questi trattamenti dei dati personali (per altro di
> categorie fragili come minori, malati o lavoratori) sono avvenuti ed
> avvengono con l'implicito assenso del GDPD stesso, che sembra molto
> impegnato... ad ignorarli (anche quando vengono segnalati).
>
> Se così non fosse, il GDPD avrebbe comunque potuto multare tutti i
> trasferimenti transatlantici avvenuti per anni in palese violazione del
> GDPR fra Schrems II e il "Privacy Shield 2.0", che tu mi insegni non
> costituire una sanatoria per i trasferimenti illeciti commessi dai titolari
> del trattamento in quegli anni. In questo modo l'Autorità avrebbe
> dimostrato che la protezione dei dati personali è un davvero un diritto
> esigibile e che l'Autorità preposta a proteggerlo serve a qualcosa.
>
> Ma anche solo UNA MAIL del Garante, ai dirigenti di ASL e scuole, sarebbe
> stata sufficiente ad interrompere la maggioranza di quei trattamenti
> illeciti. E lo sarebbe anche adesso.
>
> --8<---------------cut here---------------end--------------->8---
>
> ...tu Simone cosa pensi debba essere fatto nei confronti del GPDP?
>
> Non mi offenderei certo se mi invitassi a RTFM, perché magari hai già
> scritto in merito e io me lo sono perso. :-)
>
No no, non ti mando a RTFM... Anzi, è un problema noto che però pochi
vogliono sollevare, quello di una generale inerzia del Garante Privacy nei
confronti di alcune situazioni di palese violazione delle norme sulla data
protection. Quella che avete citato di Gmail è solo una di queste. Ce ne
sono molte.
Il Garante Privacy, in quanto autorità amministrativa indipendente, ha un
certo grado di autonomia nello stabilire le priorità dei temi su cui
concentrarsi e dei fascicoli ritenuti più urgenti.
Ad esempio può scegliere di bloccare ChatGPT nel giro di due giorni ma di
attendere anni per bloccare Phica.net. Perché?! Boh, lo sa Zeus. O ancora
può decidere di fare un provvedimento a favore di Raoul Bova nel giro di 36
ore o un provvedimento a favore di Sangiuliano proprio tre giorni prima
dell'inizio della nuova stagione della trasmissione TV contro cui
Sangiuliano ha fatto reclamo... mentre ci sono cittadini che per un
provvedimento devono attendere a volte due anni... Con la beffa che poi si
trovano in mano con provvedimenti inutili, perché sono facilmente
impugnabili per decorrenza dei termini o perché semplicemente l'azienda
reclamata nel frattempo ha chiuso o si è trasferita all'estero. E con
l'ulteriore beffa che il cittadino comune dovrebbe poter far affidamento
sullo strumento del reclamo ex art. 77 GDPR (gratuito, senza necessità di
assistenza di un avvocato); mentre un Bova e un Sangiuliano possono anche
attivarsi con strumenti diversi, servirsi di grandi studi legali,
utilizzare agenzie private per la tutela della reputazione. No, alla fine
il Garante dà priorità a questi e non ci spiega nemmeno il motivo; se non
il fatto che "visto che sono famosi l'impatto sulla loro privacy può essere
maggiore"... che mi sembra una motivazione insensata. Proprio perché sono
personaggi pubblici, che hanno scelto di fare gli attori o i ministri,
devono accettare un restringimento della loro sfera privata.
Tutte queste cose sono sotto gli occhi di tutti da anni e nessuno (tranne
io e pochi altri) ha mai avuto il coraggio di denunciarle.
Se da un lato il Garante non è un tribunale ordinario (che ha un ruolo
pubblico in cui vengono iscritte la cause), ma appunto un'autorità
amministrativa indipendente con un legittimo livello di autonomia di
stabilire le sue priorità; dall'altro lato non è mai chiaro quali siano i
criteri con cui vengono stabilite queste priorità... Se non appunto
influenze politiche, interessi particolari e simpatie personali, come
appunto mostrato nelle inchieste giornalistiche di questi giorni.
Tu mi chiedi che cosa si può fare?
La prima soluzione è ovviamente quella che in questi giorni è diventata
chiara a tutti: cioè chiedere con forza le dimissioni del collegio e dei
massimi dirigenti, perché sono stati la rovina di questa autorità. Primo
tra tutti il nostro amico compagno di lista che ha preso quella autorità
come un luogo di promozione delle proprie iniziative personali e
soprattutto delle attività di suoi amici, colleghi, parenti.
La seconda soluzione è quella di segnalare la cosa nelle sedi opportune. E
qui le sedi opportune sono il Comitato europeo per la Protezione dei Dati
(EDPB) e soprattutto la Corte di Giustizia UE. Esistono infatti già alcune
sentenze che hanno sanzionato altre autorità europee per la loro
ingiustificata inerzia di fronte a palesi violazioni del GDPR o per
archiviazioni di procedimenti troppo sbrigative e non sufficientemente
motivate. So già di alcuni colleghi avvocati che si stanno attivando. Da
parte mia sto agendo presso ANAC e presso Corte dei Conti (come avete già
avuto modo di segnalare), ma nei prossimi giorni annuncerò altre azioni
simili ancora più incisive.
E ancora: ora che c'è "Privacy Shield 2.0" ha ancora senso il GDPR, serve a
> "proteggerci" dai Russi e dai Cinesi?!? (ma possiamo stare tranquilli, a
> brevissimo TikTok sarà statunitense!)
>
Su questo mi astengo.
> Aggiungo solo questo: _anche_ questo episodio dimostra, se ce ne fosse
> ancora bisogno, che questo tipo di norme sono troppo facilmente utilizzate
> come _clava_ per mettere a tacere chi fa domande o diffonde notizie scomode
> (tipo la multa a Report di 150k €) e per rendere difficile la vita a chi
> non ha santi in paradiso.
>
Sì, sono in parte d'accordo. Anche se secondo me qui il problema è
malcostume italiano che porta chi assume cariche di quel tipo a non
sentirsi un servitore della res publica ma una persona di potere. Come ha
scritto il famoso Rodotà Dall'Aldilà, l'autorità è stata trasformata da
luogo di tutela di un diritto della persona (delicato come quello alla
riservatezza) a centro di potere e poltronificio per burocrati e politici.
Esempio lampante di questa deriva: di fronte all'inchiesta di Report, la
prima preoccupazione dei nostri eroi non è stata quella di fare una seria
riflessione sul proprio operato e sul perché tra i dipendenti dell'autorità
ci sia un malcontento tale da portarli a riferire cose ai giornalisti. No;
la loro prima preoccupazione è stata "squinzagliate i cani e trovatemi la
talpa che ha osato infangare la nostra reputazione!". Con il risultato che
hanno peggiorato le cose, si sono infilati in un vicolo cieco, si sono
fatti degli autogol pazzeschi; e ora difficilmente potranno uscirne se non
con le dimissioni.
> > Perché - inutile far finta di nulla - è tutto di una gravità enorme e
> difficilmente si potrà far finta di nulla a livello istituzionale;
>
> Beh certo che /qualcosa/ faranno, tipo "Il Gattopardo".
>
Quando hai scritto questa tua email non era ancora emerso l'ultimo colpo di
scena; cioè il fatto che il segretario generale volesse violare la privacy
dei dipendenti in modo massivo, con il beneplacito (o forse dietro
indicazione) del collegio. Questo potrebbe essere davvero il punto di non
ritorno. Attendo la puntata di Report di domani sera e poi vediamo se
lunedì mattina hanno ancora la faccia di presentarsi al telegiornale
dicendo "andiamo avanti, è stato tutto un complotto dei giornalisti".
> anzi, c'è pure il rischio che adesso la macchia d'olio si estenda anche
> ad altri soggetti e altre autorità.
>
> Ma magari, magari!!! Lottizzate pesantemente pure quelle.
>
Eh sì, vedremo.
> Comunque, chi pensa di voler "addebitare" all'ultimo governo e relativo
> parlamento i problemi derivanti sia dai conflitti di interesse che dalla
> lottizzazione (partitocrazia) delle istituzioni tutte credo pecchi di
> sfacciata ipocrisia.
>
Concordo, questo l'ho sempre trovato assurdo fin dall'inizio. Ho fatto
anche dei video esplicativi in cui spiegavo che questi non sono stati messi
lì da questo governo e in generale non rispondono al governo proprio in
virtù della loro indipendenza. Motivo per cui non si può nemmeno utilizzare
lo strumento dell'interrogazione parlamentare; l'interrogazione infatti va
rivolta al ministro competente o alla Presidenza del Consiglio, ma
qui appunto il Governo non ha competenza.
> Un caro saluto, 380°
>
Un caro saluto a te; e grazie per avermi dato modo di approfondire le varie
questioni.
PS:
Ma alla fine non ho capito... Questa famosa talpa hanno capito chi è? E il
famoso autore del dossier Rodotà circolato a luglio l'hanno beccato? E se
l'hanno beccato, gli hanno già dato una medaglia al valore per aver
denunciato con tre mesi di anticipo tutto quello che poi è uscito?
Restiamo in religiosa attesa che il collega Scorza risponda a questi spunti
e a queste provocazioni che civilmente gli stiamo ponendo. Credo che a
breve avrà molto tempo libero e quindi potrà dedicare qualche minuto anche
a questa lista.
Grazie a tutti per l'attenzione. E cari saluti a tutti i membri della lista.
--
Simone Aliprandi
Nov. 22, 2025
Re: [nexa] GPDP: Adempimenti urgenti.
by antonio
> Ma Antonio, è evidente che sta prendendo in giro l'interlocutore! :-D
Ma non siamo al bar, tu non prendi in giro l'interlocutore in un documento ufficiale. Perché nella malaugurata ipotesi (come questa) in cui il documento diventa pubblico, tu ci fai una pessima figura (anche avendo ragione in altre parti del documento).
Avrebbe dovuto rispondere che i DVD non sono più il supporto adatto per il salvataggio dei dati, occorrerebbero degli hard disk capienti e veloci. Punto.
In tanti anni di amministrazione pubblica, di questi casi, purtroppo, ne ho visti a iosa, ogni volta è una vicenda personale :(
A.
Nov. 22, 2025
Re: [nexa] Comunismo digitale (una proposta politica)
by karlessi
> Date: Fri, 21 Nov 2025 14:30:54 +0100
> From: 380° <g380(a)biscuolo.net>
> To: "nexa(a)server-nexa.polito.it" <nexa(a)server-nexa.polito.it>
> Subject: Re: [nexa] Comunismo digitale (una proposta politica)
> Message-ID: <873467seb5.fsf(a)xelera.eu>
> Content-Type: text/plain; charset="utf-8"
>
> Buongiorno,
Buongiorno,
>
> avrei una domanda pubblica da rivolgere al Prof. Maurizio Ferraris
>
> On 2025-11-21, Anna Masera wrote:
>
>> Segnalo l’ultimo libro di Maurizio Ferraris
>
> alla luce di questo:
>
> --8<---------------cut here---------------start------------->8---
>
> Webfare come ponte interdisciplinare verso tecnologie sostenibili
>
> Per realizzare l’ambizione del comunismo digitale, il progetto Webfare riunisce umanisti, tecnologi e altri attori con l’obiettivo di favorire l’emergere di nuove tecnologie capaci di affrontare le sfide del nostro tempo. Esso colma il vuoto di un approccio interdisciplinare necessario per rendere le tecnologie digitali più sostenibili.
>
> --8<---------------cut here---------------end--------------->8---
> (via https://www.agendadigitale.eu/cultura-digitale/redistribuire-il-valore-dei-…)
>
> posso chiederle con quali "tencologi" (cioè informatici [1]) si è confrontato per comprendere in cosa consiste una rete di comunicazione con privacy incorporata ("by design"), che include ovviamente la E2E encription e la possibilità di comunicazione totalmente anonima tra le parti?
ho il sospetto che il professor Ferraris non sia interessato ai
particolari tecnici. Ciò che ho letto su "webfare" sembra molto teorico,
specialmente quando si presenta come molto pragmatico.
> Anche quando la raccolta dei dati _personali_ è necessaria per poter condurre attività e/o transazioni commerciali, cosa ne pensa del concetto di minimizzazione dei dati abbinato al divieto assoluto di poter trasmettere a terzi i dati raccolti?
>
> Conosce sistemi come GNUnet (https://www.gnunet.org/en/) o Taler (https://www.taler.net/it/) e se sì cosa ne pensa della posibilità che rendano possibili le transazioni in modo anonimo?
perciò dubito che abbia contezza dei "dettagli" tecnici a cui fai
riferimento. ciò è più che disdicevole. ma magari sono prevenuto, e in
tal caso farò ammenda.
c'è forse di peggio. la categoria "comunismo" è più che vaga.
vaghissima. una ricostruzione storico-enciclopedica:
https://www.treccani.it/enciclopedia/comunismo/
a me personalmente non dispiacciono alcune riflessioni anarco-comuniste
(Cafiero, Costa, Malatesta, Kropotkin). con moderazione, s'intende.
irrealizzabili? per nulla. s'è già fatto, finché non sono arrivati i
bolscevichi (altri comunisti?), i nazisti, altri autoritari o sedicenti
liberali a massacrare, distruggere e irreggimentare.
il riferimento "umanisti e tecnologi" è invece interessante. I tecnologi
asserviti allo sfruttamento dissennato di risorse ambientali, animali,
umane sono sen'altro anti-umanisti. Oggigiorno, nelle cosiddette
democrazie liberali, tutti coloro che lavorano per estendere il dominio
di un pugno di tecnobros con fantasie deliranti di sorveglianza,
controllo e dominio planetario (anzi, extraplanetario, vogliono andare
su Marte bruciando tutta la Terra per riuscirci) sono complici attivi di
ideologie e pratiche anti-umanistiche.
La tecnologia dovrebbe essere compresa fra le scienze umane. Obiettivo
della tecnologie è mitigare, gestire, allontanare l'orizzonte comune,
ossia la morte. Morte individuale, morte di persone, animali, esseri
cari; morte di civiltà; morte termica dell'universo. Questo mi rimane
dalla lettura di G. Simondon, un filosofo e senz'altro anche un tecnologo.
>
> Grazie e cordiali saluti, 380°
>
>
> [1] gli informatici sono umanisti o ingegneri?
non penso sia un'alternativa. gli ingegneri dovrebbero avere
preoccupazioni umanistiche, nel senso di "in relazione con l'umano",
altrimenti sono in combutta con l'anti-umanesimo.
c'è una linea di pensiero molto minoritaria (F. Sigaut, per esempio,
oltre a Simondon) che studia la tecnologia in quanto scienza umana. Fra
l'altro, l'umanesimo storico è stato eminentemente polivalente e
politecnico nelle sue creazioni così come nei suoi rappresentanti più
noti, non limitato da barriere disciplinari.
La tecnologia può essere scienza umana per proseguire il progetto
emancipatore dell'Illuminismo espunto dei suoi incubi di dominio, dai
sonni e dai sogni della Ragione generatori di mostri. Scienza umana per
riprendere in mano il lume del ragionamento, senza illusioni e senza
rimpianti; un lume consapevole delle proprie fragilità, dei coni d'ombra
proiettati dalla sua fioca luce, ma deciso a conoscere per accrescere il
proprio potere d'intervento nel mondo, a distribuire tale potere e
ampliare così sempre più le reciproche sfere di libertà fra tutti gli
esseri che popolano questo mondo, viventi e non.
Per quanto poco praticata, questa tecnologia non è affatto una novità,
anzi, è una scienza umana in quanto erede della ricerca inaugurata
dall'Encyclopedie. D'Alembert, nel suo Discorso preliminare, affermava
infatti:
> In quanto Dizionario ragionato delle scienze, delle arti e dei
mestieri, deve spiegare i principi generali su cui si fonda ogni scienza
e arte, liberale o meccanica, e i più notevoli particolari che ne
costituiscono il corpo e l'essenza
Nov. 22, 2025
Re: [nexa] GPDP: Adempimenti urgenti.
by Giacomo Tesio
Quale piccolo contributo alla discussione pubblica, mi permetto di
ESULTARE leggendo queste parole scritte dal dirigente del
Dipartimento Tecnologie Digitali e Sicurezza Informatica
On Fri, 21 Nov 2025 09:51:15 +0100 380° via nexa wrote:
> lo scrivente non ritiene di potervi dare corso [...]
>
> una copia digitale dei contenuti di cui al punto 1), ovvero
> del contenuto di tutte le caselle di posta elettronica (mailbox)
> dell'Ufficio (che contengono la corrispondenza in ingresso e in
> uscita scambiata da dipendenti e da altri lavoratori a qualsiasi
> titolo presso l'Autorità [...] configurerebbe, in assenza di una
> richiesta dell'Autorità giudiziaria, una violazione del diritto
> costituzionale alla libertà e alla segretezza della corrispondenza
> oltre che delle norme in materia di protezione dei dati personali e
> di tutela dei lavoratori.
naturalmente non poteva rispondere in altro modo senza violare la
legge e i diritti di un sacco di persone (probabilmente anche i
propri), ma non è comunque scontato sentire un tecnico dire ad un
superiore "No. Stai chiedendo una cosa illegale".
On Fri, 21 Nov 2025 10:59:56 +0100 antonio wrote:
> > [...] "mettere su uno o più DVD" [...] più di 100 TB
> > (TeraByte), ovvero 100.000 GB (GigaByte) di dati, richiederebbe
> > circa 20.000 supporti ottici DVD-R ...
>
> Mi sa però che non ha compreso del tutto, è evidente che ad un non
> esperto, DVD, TeraByte, dicono poco e niente. Ma è lapalissiano che
> era da intendersi un "supporto abbastanza capiente". Per "salvare"
> 100 TB sono sufficienti 4 HD da 30 TB e spazio rimane
Ma Antonio, è evidente che sta prendendo in giro l'interlocutore! :-D
Si tratta di una metodologia dialettica molto efficace che in passato ho
utilizzato io stesso in alcune (tristi) occasioni sul lavoro.
Quando mi è stato chiesto di scrivere programmi il cui utilizzo avrebbe
sicuramente comportato la violazione di norme o di diritti altrui, la
mia risposta è stata una lunga spiegazione degli insormontabili problemi
tecnici (come sai, se ne trovano sempre :-D), inframmezzati di
riferimenti normativi e valutazioni etiche.
I richiedenti non hanno mai la pazienza di leggere tutto e girano
sistematicamente richieste e risposte ad altri tecnici che, leggendo
invece la mia risposta mangiano la foglia si tengono ben lontani da
grane e mal di pancia.
Finora ha sempre funzionato.
Qualche volta, i collegi ti offrono pure un caffè per ringraziarti,
ridendosela sotto i baffi... ;-)
Perché chi ti chiede di fare una cosa immorale o illegale, te lo chiede
sempre e solo perché non è capace a farla da solo. Ma se non è capace,
non è nemmeno capace di valutare la rilevanza degli argomenti tecnici.
Naturalmente non è l'unico modo in cui un informatico competente può
resistere a certe richieste, soprattutto quando giovane, precario o
facilmente ricattabile.
Altri modi, che potrebbero essere persino più efficaci in ambienti dove
altri colleghi sarebbero disposti a compiere l'atto illecito o
immorale, consiste nel sviluppare un software talmente pieno di bug da
essere inutilizzabile o da mettere nei guai chi lo esegue.
Basta una riga sbagliata nella conf... e chissà dove finiscono i log!
Oggi queste forme di resistenza non violenta ("sciopero bianco"
l'avrebbero chiamato ai bei tempi), hanno anche il beneficio della
plausible deniability: basta usare un "AI coding assistant".
Giacomo
Nov. 22, 2025
Re: [nexa] GPDP: Adempimenti urgenti.
by Stefano Borroni Barale
Direi che questo approccio manca di riconoscere la natura sindacale della risposta. Nel momento in cui un superiore ci fa una richiesta che eticamente non possiamo avallare, una storica forma di resistenza è l'esecuzione alla lettera delle indicazioni del superiore in questione. La pratica ha numerosi nomi "sciopero bianco", "Italian strike" (interessanti le origini storiche, che risalgono al fascismo) o -forse il più chiaro- "work-to-rule":
https://en.wikipedia.org/wiki/Work-to-rule
Stefano
Inviato con la posta elettronica sicura Proton Mail.
venerdì 21 novembre 2025 11:00, antonio <antonio(a)piumarossa.it> ha scritto:
> > [...] pur comprendendo come non tutti siano tenuti a essere esperti di informatica, devo evidenziare come la previsione di "mettere su uno o più DVD" la enorme mole di file informatici a cui viene fatto riferimento nella Sua richiesta, relativi a messaggi email, logfile di accessi VPN e documenti presenti nei sistemi documentali e negli "spazi di rete condivise" nell'ambito di un sistema informativo che comprende più di 100 TB (TeraByte), ovvero 100.000 GB (GigaByte) di dati, richiederebbe circa 20.000 supporti ottici DVD-R ...
>
>
> Mi sa però che non ha compreso del tutto, è evidente che ad un non esperto, DVD, TeraByte, dicono poco e niente. Ma è lapalissiano che era da intendersi un "supporto abbastanza capiente". Per "salvare" 100 TB sono sufficienti 4 HD da 30 TB e spazio rimane, 2000 euro di spesa al massimo e un paio d'ore di lavoro.
> Questa, ovviamente, è la parte tecnica (quella facile), sul resto della richiesta è materiale per giuristi.
>
> A.
Nov. 22, 2025
« L’âge du faux, obscurantiste et viral, est arrivé et Grokipedia en est le vecteur parasitaire »
by don Luca Peyron
https://www.la-croix.com/a-vif/l-age-du-faux-obscurantiste-et-viral-est-arr…
Buona lettura
dl
_________________________
don Luca Peyron
Pastorale della Cultura tecno scientifica - Apostolato Digitale
Arcidiocesi di Torino
apostolatodigitale.it <https://www.apostolatodigitale.it/>
Nov. 22, 2025
Re: [nexa] Comunismo digitale (una proposta politica)
by 380°
Buongiorno,
avrei una domanda pubblica da rivolgere al Prof. Maurizio Ferraris
On 2025-11-21, Anna Masera wrote:
> Segnalo l’ultimo libro di Maurizio Ferraris
alla luce di questo:
--8<---------------cut here---------------start------------->8---
Webfare come ponte interdisciplinare verso tecnologie sostenibili
Per realizzare l’ambizione del comunismo digitale, il progetto Webfare riunisce umanisti, tecnologi e altri attori con l’obiettivo di favorire l’emergere di nuove tecnologie capaci di affrontare le sfide del nostro tempo. Esso colma il vuoto di un approccio interdisciplinare necessario per rendere le tecnologie digitali più sostenibili.
--8<---------------cut here---------------end--------------->8---
(via https://www.agendadigitale.eu/cultura-digitale/redistribuire-il-valore-dei-…)
posso chiederle con quali "tencologi" (cioè informatici [1]) si è confrontato per comprendere in cosa consiste una rete di comunicazione con privacy incorporata ("by design"), che include ovviamente la E2E encription e la possibilità di comunicazione totalmente anonima tra le parti?
Anche quando la raccolta dei dati _personali_ è necessaria per poter condurre attività e/o transazioni commerciali, cosa ne pensa del concetto di minimizzazione dei dati abbinato al divieto assoluto di poter trasmettere a terzi i dati raccolti?
Conosce sistemi come GNUnet (https://www.gnunet.org/en/) o Taler (https://www.taler.net/it/) e se sì cosa ne pensa della posibilità che rendano possibili le transazioni in modo anonimo?
Grazie e cordiali saluti, 380°
[1] gli informatici sono umanisti o ingegneri?
--
380° (lost in /traslation/)
«Welcome to the chaos of the times
If you go left and I go right
Pray we make it out alive
This is Karmageddon»
Nov. 21, 2025
Re: [nexa] Comunismo digitale (una proposta politica)
by 380°
On 2025-11-21, 380° wrote:
> https://www.agendadigitale.eu/cultura-digitale/redistribuire-il-valore-dei-…
un attimo, un attimo...
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Casi di successo delle DPI nel mondo: sanità, finanza e servizi pubblici
Esistono numerosi esempi a livello globale che dimostrano come le DPI abbiano contribuito a migliorare la vita delle persone grazie a tecnologie basate sui dati. Nel settore sanitario, i Paesi che disponevano di infrastrutture digitali pubbliche più solide hanno potuto prendersi cura meglio dei propri cittadini durante la crisi del COVID-19.[11] Sul piano finanziario, l’iniziativa Pix promossa dalla Banco Central do Brasil e il sistema UPI (Unified Payments Interface) dell’India rappresentano due esempi di DPI volte a promuovere l’inclusione finanziaria e il benessere economico generale.[12] Nel campo dei servizi pubblici, la soluzione X-Road, sviluppata in Estonia per migliorare l’erogazione dei servizi ai cittadini, è oggi adottata in oltre dodici Paesi grazie alla sua efficienza e interoperabilità.[13]
I limiti attuali delle DPI e il contributo del Webfare
[...] Un punto cruciale che merita attenzione riguarda i meccanismi di condivisione dei dati tra le parti coinvolte in una DPI.
Sebbene gli attori delle DPI cerchino di sfruttare il valore dei dati per ottenere benefici socio-economici, l’attuale comprensione dei dati digitali e le regolamentazioni basate su tale comprensione limitano la possibilità di sfruttarne pienamente il valore.
Webfare e DPI: verso un modello europeo di benessere digitale
[...] Esso trae ispirazione dalle DPI già esistenti di successo, ma al contempo mira a creare una base teorica e operativa per un tipo di DPI capace di superare le problematiche attuali legate alla gestione dei dati.
Webfare cerca di trovare il giusto equilibrio tra valore socio-economico e tutela della privacy, ponendo il benessere sociale al centro.[...] tecnologie che rafforzano la privacy per garantire che l’attuazione delle misure di welfare segua un approccio “dal basso verso l’alto” (bottom to top), invece del consueto modello “dall’alto verso il basso” (top to bottom).
Il ruolo strategico del Webfare nella costruzione della DPI europea
In sintesi, il comunismo digitale trova la sua realizzazione concreta nel progetto Webfare, che a sua volta impara dalle DPI esistenti e contribuisce al loro sviluppo a livello globale. Pur non essendo l’unico attore in grado di creare una DPI su vasta scala, Webfare può fornire un tassello fondamentale per la costruzione di una DPI indigena nel contesto europeo.
È inoltre significativo che il progetto nasca in un momento in cui i portatori di interesse in tutta Europa stanno lavorando per sviluppare una DPI capace di rispondere in modo adeguato ai bisogni della popolazione.[14] In tale quadro, Webfare può svolgere un ruolo cruciale nell’elaborare una roadmap per lo sviluppo di una DPI europea orientata al benessere sociale, alla privacy e all’equità dei dati.
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Brividi (a volte non so esprimermi)
https://inv.nadeko.net/embed/MA_5P3u0apQ?
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380° (lost in /traslation/)
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Pray we make it out alive
This is Karmageddon»
Nov. 21, 2025
Re: [nexa] Comunismo digitale (una proposta politica)
by 380°
Buongiorno,
On 2025-11-21, Anna Masera wrote:
> Segnalo l’ultimo libro di Maurizio Ferraris
grazie per la segnalazione.
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Il libro
L’intera umanità produce dati, cioè valore potenziale, sul web. Però l’impero calante, gli Usa, garantisce la libertà, fosse pure quella di morire di fame, ma non ridistribuisce il valore, che rimane nelle mani di pochissimi. L’impero crescente, la Cina, lo ridistribuisce, ma – essendo uno Stato bolscevico di successo – limita la libertà. Per rimediare al declino americano, il presidente Trump vuole controllare le piattaforme, realizzando il capolavoro di una tirannide senza ridistribuzione. Esiste una quarta via? Certo, il comunismo digitale spiegato in questo libro. I tempi sono maturi, non aspettiamo che marciscano.
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(via https://www.einaudi.it/catalogo-libri/problemi-contemporanei/comunismo-digi…)
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Redistribuire il valore dei dati: il comunismo digitale in pratica
Il comunismo digitale propone di redistribuire il valore dei dati generati dagli utenti, oggi concentrato nelle Big Tech. Il progetto Webfare traduce la teoria in pratica, con tecnologie privacy-by-design e una governance capace di bilanciare benessere sociale, autonomia individuale e innovazione pubblica-privata
[...]
Al centro di Webfare vi è l’ambizione di portare benefici agli individui (soggetti dei dati) utilizzando i dati che essi stessi producono attraverso le diverse piattaforme digitali. L’obiettivo viene perseguito riunendo umanisti, tecnologi e altri attori rilevanti per affrontare il conflitto tra valore sociale ed economico del digitale, offrendo allo stesso tempo tecnologie che migliorano la privacy e l’autonomia degli individui.
[...] I principi delle DPI: dai partenariati pubblico-privato alla privacy by design
Lo sviluppo, l’implementazione e l’utilizzo delle DPI si fondano spesso su partenariati pubblico-privato (PPP). Attraverso tali partenariati, le DPI mirano a costruire sistemi tecnologici che garantiscano inclusione, apertura, modularità, centralità dell’utente,
privacy-by-design e solide forme di governance.[10]
[...]
[10] Clark, J., Marin, G., Ardic Alper, O. P., & Galicia Rabadan, G. A. (2025). Digital Public Infrastructure and Development: A World Bank Group Approach (Digital Transformation White Paper; Vol. 1). World Bank. http://hdl.handle.net/10986/42935
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https://www.agendadigitale.eu/cultura-digitale/redistribuire-il-valore-dei-…
Non capisco: TECNICAMENTE in cosa consisterebbe un sistema "privacy-by-design"?
...
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380° (lost in /traslation/)
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This is Karmageddon»
Nov. 21, 2025
Re: [nexa] Comunismo digitale (una proposta politica)
by Andrea Trentini
On 21/11/2025 12:14, de petra giulio wrote:
> Un libro di cui sconsiglio la lettura.
come mai?
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Andrea Trentini ⠠⠵ - http://atrent.it - public key ID: 0xA7A91E3B - Dip.to di Informatica -
Università degli Studi di Milano
Cittadinanza Digitale e Tecnocivismo -
https://www.ledizioni.it/prodotto/cittadinanza-digitale-tecnocivismo -
https://edizionithemis.it/catalogo/digitale-e-societa/dal-tecnocivismo-alla…
Sistemi Embedded -
https://www.ledizioni.it/prodotto/a-carraturo-a-trentini-sistemi-embedded-t…
[se vedete un allegato OpenPGP_0x72C15962A7A91E3B.asc e non riuscite ad aprirlo NON preoccupatevi, è
la mia firma digitale, alcuni programmi di posta elettronica (outlook, gmail, ...) non sanno gestirla]
Nov. 21, 2025