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Re: [nexa] ...e che dire dell'etica dell'IA? (spunti per una critica della prospettiva)
by maurizio lana
un caso limite su cui sto ragionando in queste settimane anche per gli
stimoli che vengono dagli scambi sul tema dell'(etica dell')IA
è questo, che riassumo in breve: per agire eticamente occorre essere
informati, occorre conoscere e poi occorre valutare come usare la
conoscenza. ma a volte si deve agire contro la conoscenza posseduta.
la guerra termonucleare è stata evitata almeno 2 volte grazie a due
militari, uno canadese, Roy Slemon,
(https://en.wikipedia.org/wiki/Roy_Slemon) nel 1961, e uno russo,
Stanislav Petrov (https://en.wikipedia.org/wiki/Stanislav_Petrov) nel
1983, che nonostante le indicazioni dei rispettivi sistemi informativi
che segnalavano ICBM nemici in arrivo, contro le regole e norme che
regolavano i loro compiti non lanciarono un contrattacco. entrambi non
furono sanzionati in alcuna forma per quella che era stata chiaramente
un'insubordinazione (un ammutinamento?). (questi sono i primi due casi
diventati noti). apprezzeremmo che nella posizione di Slemon e Petrov ci
sia (ci fosse) un sistema di IA? un sistema di Intelligenza Artificiale
sarebbe (stato) in grado di operare meglio di loro contravvenendo alle
regole definite, o definendo da sé nuove regole sulla base delle
informazioni possedute?
(qui sono andati contro Kant, perché non credo che pensassero che
disobbedire alle regole e ignorare la conoscenza dovessero diventare
leggi universali)
Maurizio
Il 25/06/24 00:57, Giacomo Tesio ha scritto:
> Il 24 Giugno 2024 15:06:26 UTC, Guido Vetere ha scritto:
>> [MODE=PROVOCATION, CONTENT=spiega il concetto di imperativo categorico
>> (Kant) a un informatico ]
>>
>> [GPT-4o]
>> [...]
>>
>> [Claude]
>> [...]
> [Giacomo, informatico]
> Gli informatici non sono minus habens: dovrebbero dunque bastare le parole di Kant:
>
> "agisci soltanto secondo quella massima che, al tempo stesso, puoi volere che
> divenga una legge universale"
>
>
> Giacomo
------------------------------------------------------------------------
one of the things I really believed in is the idea of simplicity,
that life should always be moving toward more simplicity
rather than more complexity
yvon chouinard
------------------------------------------------------------------------
Maurizio Lana
Università del Piemonte Orientale
Dipartimento di Studi Umanistici
Piazza Roma 36 - 13100 Vercelli
June 25, 2024
Assange libero
by Mauro Alovisio
Gent.mi
segnalo
https://www.ansa.it/sito/notizie/mondo/2024/06/25/assange-patteggia-con-la-…
Un caro saluto
Mauro
June 25, 2024
Assange libero (ha patteggiato)
by Andrea Trentini
https://www.theguardian.com/media/live/2024/jun/25/julian-assange-prison-re…
--
Andrea Trentini ⠠⠵
http://atrent.it
public key ID: 0xA7A91E3B
Dip.to di Informatica
Università degli Studi di Milano
June 25, 2024
Re: [nexa] ...e che dire dell'etica dell'IA? (spunti per una critica della prospettiva)
by Giacomo Tesio
Il 24 Giugno 2024 15:06:26 UTC, Guido Vetere ha scritto:
> [MODE=PROVOCATION, CONTENT=spiega il concetto di imperativo categorico
> (Kant) a un informatico ]
>
> [GPT-4o]
> [...]
>
> [Claude]
> [...]
[Giacomo, informatico]
Gli informatici non sono minus habens: dovrebbero dunque bastare le parole di Kant:
"agisci soltanto secondo quella massima che, al tempo stesso, puoi volere che
divenga una legge universale"
Giacomo
June 24, 2024
Re: [nexa] ...e che dire dell'etica dell'IA? (spunti per una critica della prospettiva)
by 380°
Buongiorno Guido,
caveat per i lettori casuali: questo messaggio è molto tecnico _e_ molto
filosofico, troppo per addetti ai lavori, credo :-D
Guido Vetere <vetere.guido(a)gmail.com> writes:
> [MODE=PROVOCATION, CONTENT=spiega il concetto di imperativo categorico
> (Kant) a un informatico ]
[MODE=COUNTERPROVOCATION, CONTENT=spiega il concetto di funcional e
logic programming a un informatico che programma in paiton]
[...]
> **Definizione Filosofica:**
> L'imperativo categorico è un principio fondamentale della filosofia morale
> di Immanuel Kant. È una regola che deve essere seguita in ogni circostanza,
> senza eccezioni, perché è intrinsecamente giusta. Kant lo formula così:
> "Agisci solo secondo quella massima per cui tu possa, allo stesso tempo,
> volere che diventi una legge universale."
Uh sono impressionato! Una sintesi puntuale e precisa, che rende
giustizia al concetto, direi... :-D
> ### Analogia con la Programmazione
>
> **Analogia Informatica:**
> Immagina di scrivere un programma che esegua azioni morali.
"Immagina, puoi!"
...significa che hai moltissima immaginazione, non tanto per la moralità
delle azioni quanto per il programma che "esegua _azioni_"
[...]
> - In programmazione, possiamo vedere una massima come una funzione che
> descrive un comportamento specifico.
OK, dobbiamo scrivere una funzione: in che linguaggio di programmazione
la esprimo?!?
[...]
> - In termini informatici, questo significa che la funzione deve poter
> essere eseguita in qualsiasi contesto senza generare errori o comportamenti
> indesiderati. È come scrivere una funzione che deve sempre restituire un
> risultato valido indipendentemente dai parametri di input.
Come "indipendente dai parametri di input"?!? (lambda (x) (true))?!?
Non è che "indipendentemente dai parametri di input" è un refuso?
Un linguaggio che permetta di scrivere un programma che non deve
generare "comportamenti indesiderati" allora IMO deve essere scritto in
un linguaggio che abbia almeno:
1. first-class functions
2. pure funcions
3. referential transparency
in altre parole in "Purely functional programming", anche se Qualcuno™
direbbe che anche un linguaggio "quasi-pure" come un dialetto Lisp
potrebbe bastare... anche paiton può essere usato per il functional
programming, ma bisogna fare _estrema_ attanzione, direi che è quasi
impossibile :-O
[...]
> Quindi, l'imperativo categorico è come una condizione che tutte le tue
> funzioni morali devono soddisfare per garantire che il sistema morale (la
> società) rimanga coerente e privo di errori.
fico: ci sto!
> [Claude]
Chi è Claude?
[...]
> I punti chiave sono:
>
> 1. Universalità: Come una funzione che deve funzionare correttamente per
> tutti gli input possibili,
OK, una "pure funcion" idempotente, ci siamo: si può fare! :-D
[...]
> 3. Trattare le persone come fini: Analogamente a come trattiamo gli oggetti
> in programmazione orientata agli oggetti,
ma no! abbiamo detto programmazione funzionale, non a oggetti! :-O
...e perché non in un linguaggio di logic programming, tipo Prolog?!?
aggià, che scemo: quella "pista" dell'IA è una pista morta, adesso ci
sono le "reti neurali" che sostituiscono la logica formale, anzi
sostituiscono sia la logica che...
il giudizio, che è prodromico all'imperativo categorico di kantiana
/invenzione/
[...]
> 4. Test di validità: Come un test unitario per il codice etico,
> l'imperativo categorico fornisce un modo per verificare se un'azione è
> moralmente accettabile.
uh fico: allora _deve_ essere possibile scrivere un programma - però non
in paiton, che viene male IMO - per verificare l'accettabilità morale di
una azione fornita in input!
> [MODE=JOKING, CONTENT= :-)]
:-D
[...]
saluti, 380°
--
380° (Giovanni Biscuolo public alter ego)
«Noi, incompetenti come siamo,
non abbiamo alcun titolo per suggerire alcunché»
Disinformation flourishes because many people care deeply about injustice
but very few check the facts. Ask me about <https://stallmansupport.org>.
June 24, 2024
Splendori e miserie delle intelligenze artificiali (Alla luce dell’umana esperienza)
by 380°
Buongiorno,
Antonio <antonio(a)piumarossa.it> writes:
>> Etica è valutazione secondo canoni "umani": il digitale è "umano"?
>
> A proposito di etica e digitale, segnalo, da poco uscito, "Splendori e
> miserie delle intelligenze artificiali - Alla luce dell'umana
> esperienza" [1] di Francesco Varanini [2]
grazie mille per la segnalazione!
una delle voci in indice è «Algor-etica. Un concetto sgangherato ed
equivoco»
> [1]
> https://www.guerini.it/index.php/prodotto/splendori-e-miserie-delle-intelli…
--8<---------------cut here---------------start------------->8---
Più che parole nuove, parole antiche. Più che raccontare ciò che del
mondo è possibile vedere tramite un computer, mi sembra importante
guardare a ciò che un computer non sa vedere, non può vedere. Più che
rileggere la storia alla luce della novità digitale, mi pare sia
opportuno oggi leggere la novità digitale alla luce della storia. Più
che adeguare il nostro pensiero e i nostri comportamenti alla cultura
digitale, si tratta di decostruire la cultura digitale, osservando le
miserie che gli splendori non riescono a nascondere.
--8<---------------cut here---------------end--------------->8---
"più che parole nuove..." detto con le parole di uno dei miei maestri
(lui di musica) che mi insegnarono «com'è difficile trovare l'alba
dentro l'imbrunire»: "in passato erano sì _antichi_ ma non erano
stupidi".
come introduzione al libro è interessante anche la pagina ad esso
dedicata direttamente dall'autore:
https://www.francescovaranini.it/2024/05/splendori-e-miserie-delle-intellig…
--8<---------------cut here---------------start------------->8---
Le Intelligenze Artificiali sono di solito descritte con lo sguardo
dell'esperto che spiega e ammonisce.
Ma è forse più interessante osservarle con gli occhi del cittadino che
cerca spazi di libertà e strumenti per agire.
Se da un lato le Intelligenze Artificiali possono costituire un aiuto,
dall'altro rischiano di essere il mezzo che permette ad ognuno una
comoda fuga dalle proprie responsabilità.
[...] L'ancoraggio consiste nel supporre che il funzionamento della
mente umana può essere compreso attraverso una analogia: la mente umana
è, in fondo, un computer. Le scienze cognitive si appoggiano alla
computer science. La computer science si appoggia alle scienze
cognitive. Ci si allontana così fatalmente dalla comprensione
dell'essere umano che era stata raggiunta da filosofia, psicologia e
sociologia.
[...] L'immaginare di sostituire l'essere umano con una macchina è
contrabbandare l' /informazione/ per /conoscenza/.
[...] Un conto è l'informazione – che è un insieme di dati, buono per
essere elaborato da un computer; un conto è la conoscenza – che è il
frutto dell'umana esperienza.
[...] Perché accettiamo di considerare queste macchine digitali modello
e guida? Perché preferiamo la macchina a noi stessi?
[...] La chiave sta nel guardare alle intelligenze artificiali con lo
sguardo del cittadino che cerca strumenti per essere più pienamente sé
stesso, più responsabile e consapevole.
[...] E' comodo pensare di avere a disposizione macchine in grado di
togliere al posto nostro le castagne dal fuoco. Ma possiamo invece,
riflettendo sul senso delle Intelligenze Artificiali, tornare
costruttivamente a guardare cosa conta davvero: l'impegno nella
propria ed altrui educazione, la cittadinanza attiva, la
partecipazione alla vita sociale e politica.
[...]
Che fare? [...]
• Usare la macchina con cautela. Senza rinunciare alla nostra storia.
Senza cercare una vita al di fuori della natura. Senza cercare nella
macchina un sostituto di noi stessi. [...]
• Osservare le miserie e gli splendori delle novità digitali che si
riassumono nelle parole ‘Intelligenza Artificiale' con lo sguardo
dell'essere umano che contribuisce a costruire il mondo che
abita. [...]
[...] La responsabilità consiste nel giudicare, decidere, scegliere,
premiare il giusto, punire il malvagio, salvare e guarire: questi umani
impegni restano vivi nei tempi digitali. Anche quando può sembrare
possibile toglierci dalle spalle ogni peso, affidandolo a macchine.
--8<---------------cut here---------------end--------------->8---
Rilancio: Perché accettiamo che altri esseri umani ci facciano da
modello e guida? Perché affidarci al giudizio di altri?
--8<---------------cut here---------------start------------->8---
È così comodo essere minorenni! Se ho un libro che ha intelletto per me,
un direttore spirituale che ha coscienza per me, un medico che valuta la
dieta per me, ecc., non ho certo bisogno di sforzarmi da me.
[...] tutori che si sono assunti con tanta benevolenza l'alta
sorveglianza su di loro. [...] descrivono a esse il pericolo che le
minaccia qualora tentassero di camminare da sole.
--8<---------------cut here---------------end--------------->8---
...o cavolo ancora Kant [1]! :-O
É per quello che io sono _entusiasta_ delle cosiddette IA generative:
sono l'ultimo (disperato?) tentativo dei _tutori_ (cioè amministratori,
detti anche /manager/, impropriamente detti politici) di impedirci di
diventare (cittadini) maggiorenni.
> [2] Etnografo e ricercatore sociale di formazione, ha lavorato come
> progettista di sistemi informatici e come manager in ambito Risorse
> Umane, Organizzazione e Marketing. Nel 1999 ha ideato e diretto il
> primo Master italiano dedicato all’e-business e alla cultura
> digitale. Ha insegnato Informatica Umanistica all'Università di
> Pisa. È Presidente di Assoetica.
un antropologo pragmatico? :-)
credo NON sia un caso che lo stesso autore nel 2010 abbia pubblicato un
libro dal titolo «Contro il management» ma... «In realtà avevo pensato
di intitolarlo "La guida, il governo e la cura."» [2]
...cioè «il governo dei "tecnici"», con "adeguati" /strumenti/ tecnici.
[...]
saluti, 380°
[1] http://btfp.sp.unipi.it/dida/kant_7/ar01s04.xhtml
[2] https://www.francescovaranini.it/2010/04/contro-il-management/
P.S.: ...e no, no e poi ancora no: l'informazione non è un insieme di
dati elaborabili da un compurer. L'/informazione/ è "dare forma alla
mente", non esiste informazione senza mente. Punto. (Se volete
sostenere che le macchine possiedono una mente fate pure).
P.P.S.: se il "governo dei tecnici" viene gestito attraverso il software
(come potrebbe essere diversamente?!?), "tu chiamalo se vuoi AI", allora
siete _fregati_ perché troveremo il modo per _hackerarlo_ :-D.
--
380° (Giovanni Biscuolo public alter ego)
«Noi, incompetenti come siamo,
non abbiamo alcun titolo per suggerire alcunché»
Disinformation flourishes because many people care deeply about injustice
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June 24, 2024
Re: [nexa] ...e che dire dell'etica dell'IA? (spunti per una critica della prospettiva)
by Guido Vetere
[MODE=PROVOCATION, CONTENT=spiega il concetto di imperativo categorico
(Kant) a un informatico ]
[GPT-4o]
Certamente! Spiegare il concetto di imperativo categorico di Immanuel Kant
a un informatico può essere fatto attraverso un'analogia con la
programmazione.
### Concetto di Imperativo Categorico
**Definizione Filosofica:**
L'imperativo categorico è un principio fondamentale della filosofia morale
di Immanuel Kant. È una regola che deve essere seguita in ogni circostanza,
senza eccezioni, perché è intrinsecamente giusta. Kant lo formula così:
"Agisci solo secondo quella massima per cui tu possa, allo stesso tempo,
volere che diventi una legge universale."
### Analogia con la Programmazione
**Analogia Informatica:**
Immagina di scrivere un programma che esegua azioni morali. Il principio
dell'imperativo categorico può essere paragonato a una funzione di
validazione nel tuo codice, che verifica se una certa azione (o funzione)
può essere eseguita universalmente senza causare contraddizioni o problemi
nel sistema.
#### Dettagli Tecnici dell'Analogia
1. **Massima come Funzione:**
- In filosofia, una "massima" è un principio o regola d'azione personale.
- In programmazione, possiamo vedere una massima come una funzione che
descrive un comportamento specifico.
2. **Validazione Universale:**
- L'imperativo categorico richiede che la tua massima possa essere
applicata universalmente.
- In termini informatici, questo significa che la funzione deve poter
essere eseguita in qualsiasi contesto senza generare errori o comportamenti
indesiderati. È come scrivere una funzione che deve sempre restituire un
risultato valido indipendentemente dai parametri di input.
3. **Esempio Pratico:**
- Supponiamo di avere una funzione `azioneMoralmenteCorretta()`. Secondo
Kant, prima di eseguire questa funzione, dobbiamo verificare che, se tutti
eseguissero `azioneMoralmenteCorretta()`, il sistema (la società)
funzionerebbe ancora correttamente e senza contraddizioni.
```python
def azioneMoralmenteCorretta(param):
# Definire la massima
massima = "Tutti devono poter eseguire questa azione senza creare
problemi"
# Validazione universale
if validazioneUniversale(massima):
eseguiAzione(param)
else:
raise Exception("Azione non moralmente corretta secondo
l'imperativo categorico")
def validazioneUniversale(massima):
# Implementazione della logica di validazione universale
# Ad esempio, verifica che l'azione non causi contraddizioni se
applicata universalmente
return True # Placeholder per esempio
```
### Riassunto
L'imperativo categorico di Kant richiede che ogni azione che decidi di
compiere possa essere trasformata in una legge universale senza causare
problemi. In termini informatici, questo significa che ogni funzione deve
essere universalmente valida e priva di effetti collaterali negativi se
applicata in qualsiasi contesto.
Quindi, l'imperativo categorico è come una condizione che tutte le tue
funzioni morali devono soddisfare per garantire che il sistema morale (la
società) rimanga coerente e privo di errori.
[Claude]
Ecco una spiegazione concisa dell'imperativo categorico di Kant adattata
per un informatico:
L'imperativo categorico di Kant è come un principio etico universale che
funziona come una regola fondamentale del codice morale. In termini
informatici, potremmo paragonarlo a un algoritmo etico che dovrebbe essere
applicabile in ogni situazione, senza eccezioni.
I punti chiave sono:
1. Universalità: Come una funzione che deve funzionare correttamente per
tutti gli input possibili, l'imperativo categorico richiede che le tue
azioni possano essere universalizzate.
2. Coerenza logica: Così come un programma deve essere internamente
coerente, le tue azioni etiche non devono generare contraddizioni se
applicate universalmente.
3. Trattare le persone come fini: Analogamente a come trattiamo gli oggetti
in programmazione orientata agli oggetti, Kant sostiene che le persone
dovrebbero essere trattate come fini in sé, non solo come mezzi.
4. Test di validità: Come un test unitario per il codice etico,
l'imperativo categorico fornisce un modo per verificare se un'azione è
moralmente accettabile.
[MODE=JOKING, CONTENT= :-)]
G.
On Sat, 22 Jun 2024 at 09:31, 380° via nexa <nexa(a)server-nexa.polito.it>
wrote:
> Breve premessa,
>
> sono un semplice /tecnico/ e so nulla di filosofia (e di musica), ma per
> quel poco che ho studiato (da autodidatta) così come nella musica esiste
> un prima e un dopo Bach, nella filosofia esiste un prima e un dopo
> Kant... quindi sono "di parte" :-D
>
> 380° <g380(a)biscuolo.net> writes:
>
> [...]
>
> >> segnalo un articolo sul tema algoretica scritto da SIpEIA su Magazine
> >> Intelligenza Artificiale - MagIA
> >>
> https://magia.news/che-dire-della-algor-etica-spunti-per-una-critica-della-…
> >
> > a parte qualche stonatura (red herring?) che io ritengo più che
> > perdonabile nel contesto, ho molto apprezzato la critica all'algoretica
>
> ma mi lascia estremamente perplesso la «proposta diversa» presentata
> nell'articolo, ovvero l'etica dell'IA
>
> --8<---------------cut here---------------start------------->8---
>
> Un'etica riducibile ad un algoritmo implica che l'etica
> dipende dalla sola razionalità ed è riducibile ad un insieme di
> numeri, posizione non conciliabile con quella di chi vede per l'essere
> umano un ruolo speciale nel creato.
>
> --8<---------------cut here---------------end--------------->8---
>
> dunque sì, sì e poi ancora sì: l'etica (filosofia morale) dipende dalla
> sola razionalità (/roba/ da umani e non da macchine).
>
> quindi il fatto che l'etica non si possa descrivere algoritmicamente
> dipende _non solo_ dal fatto che non è "riducibile a un insieme di
> numeri" ma nemmeno può essere descritta in un linguaggio che esprima
> enunciati validabili attraverso regole di logica formale (si tratta di
> "semplicità insormontabili")... almeno non con _questa_ IA :-D
>
> --8<---------------cut here---------------start------------->8---
>
> 1.5 Perché etica dell'IA
> ────────────────────────
>
> L'algoretica non è sufficiente quando considera l'etica come qualcosa
> che si occupa di un oggetto che sta in un Iperuranio esterno e estraneo
> alle condizioni concrete della vita reale. Sulla scorta di questo tacito
> assunto c'è il rischio che si venga a riproporre una sorta di “etica
> tradizionale” che non tenga conto né delle innovazioni intervenute né
> dei cambiamenti di circostanze storiche che le innovazioni producono. A
> questo proposito è opportuno ricordare che anche l'etica generale ha già
> comportato cambiamenti significativi, sollecitati dalle etiche speciali,
> e quindi è pensabile che qualcosa di simile capiti anche ora con
> “l'etica dei programmi intelligenti”. Per esemplificare: la Rivoluzione
> industriale ha dato inizio alla “più grande trasformazione dell'umanità
> di cui abbiamo documenti scritti” (Hobsbawm), in quanto il controllo del
> mondo inorganico ha consentito nuove forme di relazioni sociali, ponendo
> le basi per la fine dell'aristocrazia e l'avvento della “sovranità
> popolare”. Mentre già nel XVIII secolo crollava l'Assolutismo in ambito
> sociale e politico, e la “etica politica” sollecitava la fine dei
> divieti etici assoluti (che non ammettono eccezioni) in ambito sociale,
> un filosofo come I. Kant ribadiva la tesi tradizionale dicendo che
> l'imperativo etico della moralità generale è quello categorico (cioè
> assoluto). Questa tesi è rimasta per meno di due secoli, quando la
> Rivoluzione biomedica ha consentito il controllo del mondo organico e
> l'idea che tutti i divieti siano prima facie (cioè, valgono a prima
> vista e ammettono eccezioni: non sono assoluti) si è estesa anche alle
> relazioni umane private e intime che riguardano la vita biologica.
>
> Ora la Rivoluzione IA propone un ulteriore passo dal momento che si
> profila la capacità di controllo delle “attività intelligenti”, con la
> capacità di nuove forme di produzione e di memoria. Il cambiamento che
> si profila è di magnitudo superiore ai due menzionati, e la sinergia
> tra i vari settori prospetta un mix che produrrà effetti tanto
> dirompenti da superare l'immaginazione. È per questo che ci vuole
> l'IA-etica, per sottolineare l'esigenza di un'etica nuova che abbia
> definitivamente abbandonato i divieti assoluti e che si apra alla
> costruzione di nuove prospettive. È a questo sguardo sul futuro che
> dobbiamo prestare attenzione.
>
> --8<---------------cut here---------------end--------------->8---
>
> ho lasciato il paragrafo integrale per non tralasciare nulla che
> potrebbe essere importante per una sincera critica alla "etica dell'AI"
>
> la mia domanda è: ma non è che "per caso" in questa proposta di
> /superamento/ della "etica tradizionale" (filosofia morale) c'è una
> sorta di furia /filosofo-clasta/ portata avanti "con l'ascia in mano"?
>
> non è che /per caso/ si sta travisando giusto un filino quello che Kant
> propose nella sua filosofia morale e che passa alla storia con
> l'etichetta di "Imperativo Categorico" [1]?
>
> è davvero necessario contribuire _in questi termini_ alla
> /ridicolizzazione/ delle "etiche tradizionali" (filosofia morale) per
> /fare spazio/ a etiche _specializzande_ più adatte alle "magnifiche
> sorti e progressive" della "Rivoluzione IA" (con la R maiuscola)?
>
> non è che "algoretica" e "etica della Rivoluzuione AI" sono sue facce
> della stessa medaglia (cioè il /materiale/ di cui sono fate a ben
> guardare è lo stesso)?
>
> non so, sono molto perplesso.
>
> saluti, 380°
>
>
> [1] https://plato.stanford.edu/entries/kant-moral/
>
>
>
> P.S.: poi non ho capito come diavolo avrebbe fatto la "Rivoluzione
> biomedica" a /far sloggiare/ la "tesi tradizionale" di Kant in merito
> all'imperativo categorico... se qualcuno me lo sa spiegare meglio lo
> faccia in privato per favore (però quel qualcuno, per favore, deve
> sapere bene cos'è l'imperativo categorico a cui si riferisce Kant, no
> perditempo, grazie).
>
> --
> 380° (Giovanni Biscuolo public alter ego)
>
> «Noi, incompetenti come siamo,
> non abbiamo alcun titolo per suggerire alcunché»
>
> Disinformation flourishes because many people care deeply about injustice
> but very few check the facts. Ask me about <https://stallmansupport.org>.
>
June 24, 2024
Building Community Governance for AI
by Alberto Cammozzo
<https://ssir.org/articles/entry/ai-building-community-governance>
Building Community Governance for AI
How cooperatives and collectives can build the AI sector toward justice,
equity, and shared prosperity
The aftermath of the OpenAI
governance<https://www.nytimes.com/2023/11/20/technology/openai-sam-altman-microsoft.h…>controversy
<https://www.nytimes.com/2023/11/20/technology/openai-sam-altman-microsoft.h…>
revealed the extent to which power has
been<https://www.cnbc.com/2023/11/22/ai-is-giving-big-tech-inordinate-power-tech…>consolidated
<https://www.cnbc.com/2023/11/22/ai-is-giving-big-tech-inordinate-power-tech…>
by AI tech giants, a situation with dangerous implications for critical
aspects of society. The potential of AI tools to provide societal
benefits is real: for example, we have already seen the use
of<https://communityengagementhub.org/wp-content/uploads/sites/2/2023/06/20230…>chatbots
<https://communityengagementhub.org/wp-content/uploads/sites/2/2023/06/20230…>
to manage humanitarian disaster responses, the deployment of
AI-enhanced<https://odihpn.org/wp-content/uploads/2021/11/HPN-Network-Paper_AI_web_1811…>data
analysis
<https://odihpn.org/wp-content/uploads/2021/11/HPN-Network-Paper_AI_web_1811…>
for climate mitigation and adaptation,
and<https://medium.com/patrick-j-mcgovern-foundation/leveraging-ai-to-help-prev…>the
use of data integration
<https://medium.com/patrick-j-mcgovern-foundation/leveraging-ai-to-help-prev…>
and textual analysis to address gender based violence, among other
examples. But putting unchecked development in the hands of (primarily)
male tech executives who espouse a particular Silicon
Valley<https://www.citationneeded.news/effective-obfuscation/>ethos
<https://www.citationneeded.news/effective-obfuscation/> oriented
toward<https://www.truthdig.com/articles/the-acronym-behind-our-wildest-ai-dreams-…>profit
and dominance
<https://www.truthdig.com/articles/the-acronym-behind-our-wildest-ai-dreams-…>
above all else, will only intensify threats to our social systems and
vulnerable communities. It will erode information systems
<https://www.gen-ai.witness.org/>,<https://mitsloan.mit.edu/ideas-made-to-matter/unmasking-bias-facial-recogni…>produce
algorithmic bias
<https://mitsloan.mit.edu/ideas-made-to-matter/unmasking-bias-facial-recogni…>,
introduce<https://www.sir.advancedleadership.harvard.edu/articles/understanding-gende…>gender
and racial discrimination
<https://www.sir.advancedleadership.harvard.edu/articles/understanding-gende…>,
facilitate sexual abuse
<https://cyber.fsi.stanford.edu/news/investigation-finds-ai-image-generation…>,
increase<https://www.noemamag.com/the-exploited-labor-behind-artificial-intelligence/>labor
exploitation
<https://www.noemamag.com/the-exploited-labor-behind-artificial-intelligence/>,
allow for the exploitation of creative works
<https://techcrunch.com/2023/10/06/creatives-across-industries-are-strategiz…>,
and create new risks of violence, death, and deprivation to civilians
in<https://www.theguardian.com/world/2023/dec/01/the-gospel-how-israel-uses-ai…>war
<https://www.theguardian.com/world/2023/dec/01/the-gospel-how-israel-uses-ai…>
from autonomous AI decision-making.
In short, relying on tech companies to govern their own AI development
carves a path toward societal collapse by repeating mistakes made in
past development of the web and social media. We need a new roadmap.
To establish effective AI governance, then, is the challenge for civil
society organizations and social innovators. This entails determining
the frameworks and structures we need to build to effectively organize
and govern society amid rapid technological change and unchecked power
consolidation. To address this challenge, it is crucial to elevate the
voices, perspectives, and solutions of communities who directly
experience the harms of AI.
Community-Led Transformation
An important way to create community-led AI governance lies in
supporting cooperative, collective, and collaborative structures*. *The
first step in doing so will be building an enabling environment and
establishing the conditions that can support an ecosystem of advocates,
creatives, and practitioners who can build the AI sector toward justice,
equity, and shared prosperity. In a perfect world, AI would be treated
as a public utility, and we would foster a collaborative and equitable
approach to its development and deployment through open-source
frameworks and transparent governance structures. If we viewed AI as a
communal resource, we would shift the focus from proprietary interests
to the collective good, prioritizing accessibility and ensuring that AI
benefits are shared across diverse communities.
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At present, of course, this may be something of a stretch goal. But to
move towards creating an enabling environment, we need to imagine the
world we want to create. We need:
* *Strong regulatory environment:* Public oversight across the globe
is necessary, as are policies that strategically address issues like
workforce reskilling, education, rights to data, data accessibility
and privacy, responsible AI adoption, fraud, abuse, and discrimination.
* *Rights-based approach*: This would require documentation of
adherence to goals safeguarding human, civil, and cultural rights at
every stage of AI development.
* *Public education:* Addressing the AI knowledge gap requires
fostering engagement and inclusion, and an emphasis on leadership,
ethics, and informed public discourse. Whether integrated into
public school systems or facilitated by civil society, educational
initiatives are pivotal, and should prioritize plain language and
cultural relevance to broaden access, particularly to individuals
who may lack the capacity to navigate intricate AI concepts that
directly impact their lives.
* *Governance framework:* As I set out in
a<https://ssir.org/articles/entry/web3_and_the_trap_of_for_good>piece
<https://ssir.org/articles/entry/web3_and_the_trap_of_for_good> last
year with co-author Scott Smith, the four tenets of a values system
for just and inclusive web initiatives are intentionality,
accountability, mutually affirmed norms, and an ethics framework.
Ethics don’t mutate when they are applied to a different technology,
and these tenets are transferable to the realm of AI. Based on
these, civil society and community organizations should develop an
AI governance framework, for embrace by government and corporate
sectors. The framework should emphasize power dynamics, community
engagement, and principles for ethical, transparent, accountable,
and inclusive governance grounded in shared responsibility that not
only mitigates risks but empowers individuals to shape AI's trajectory.
Investing in Cooperatives, Collectives, and Collaborative Structures
Within this enabling environment, how would we build an ecosystem in
which AI innovation serves humanity and the planet?
Ethical AI governance in this context would go beyond defense
<https://ssir.org/articles/entry/zero_problem_philanthropy> against AI’s
harms, reimagining how we live together and care for each other, and
then actively implementing ethical, effective, and creative AI
applications to realize these visions. To do this, we need long-term,
unrestricted investments in cooperatives, communities, and collaborative
networks that transcend borders, sectors, and issues, promote the public
good, and value access, justice, and responsible innovation. These kinds
of structures have a long and storied history, but civil society,
philanthropic institutions, and investors in our current landscape are
still<https://medium.com/zebras-unite/dystopia-or-dazzle-the-choice-is-yours-a872…>only
beginning to provide robust support
<https://medium.com/zebras-unite/dystopia-or-dazzle-the-choice-is-yours-a872…>.
By emphasizing shared ownership, democratic control, and collaboration,
cooperatives and collectives empower communities and cultivate shared
responsibility. Their commitment to openness and transparency results in
accountable decision-making, such as advocating for open-source
software, transparent algorithms, and shared ethical guidelines.
Assembling a network of diverse stakeholders—researchers, developers,
ethicists, artists, advocates, and community representatives—ensures
multifaceted perspectives and facilitates resource and knowledge
sharing, democratizing AI tools and addressing hidden biases.
Investing in such cooperative structures would be instrumental for
building responsible and responsive AI applications, fostering
relationships of plurality and mutual care, and ultimately benefiting
communities. Additionally, supporting cultural initiatives that empower
under-resourced communities, alongside recognition and financial
backing, becomes vital for achieving a more equitable and inclusive AI
ecosystem.
This is what a global society-wide investment strategy might look like:
*1. Invest in creative global collaboration for community
transformation:* We need to engage creative minds—designers, musicians,
filmmakers, and photographers—in collaboration with diverse diaspora
voices (and visionary funders) to design ethical AI. To do this, we need
to facilitate connections among diverse stakeholders, including
governments, NGOs, enterprises, advocates, artists, and community
organizations, and to foster skill exchanges and collaborative AI
training. With institutional support, strategic investor engagements,
art and design showcases, and global market access, this type of
investment allows stakeholders to create and champion projects that
address local social issues and challenge dominant narratives for
meaningful structural change.
There are organizations that exemplify or are taking this approach
already. Electric South <https://www.electricsouth.org/> collaborates
with artists and creative technologists across Africa who work in
immersive media, AI, design, and storytelling technologies through labs,
production, and distribution. Last year, the organization convened a
group of African artists to develop a set of responsible AI and
effective AI policies for the African XR ecosystem.The organizations
<https://browngirlsdocmafia.org/>Brown Girls Doc Mafia
<https://browngirlsdocmafia.org/>,<https://bitchitracollective.org/>Bitchitra
Collective <https://bitchitracollective.org/>, and Center for Cultural
Power <https://www.culturalpower.org/stories/threads-of-change/> each
support and connect BIPOC independent media creators through funding,
mentorship, industry database access and stewarded networking, and
skills sharing.<https://www.metalabel.com/>Metalabel
<https://www.metalabel.com/> is a collaborative space where creative
people release, sell, and exhibit work together. Each of these groups
has a unique model, yet they all support visionary leadership and
distributed decision-making. Their emphasis on ethical and collaborative
design, implementation, and cooperation, offering insights into how
caring communities can promote creativity, justice, and shared
opportunities in AI.
*2. Support intermediary organizations and communities of practice: *The
kinds of entities that serve as connective tissue among funders,
organizations, and communities are pivotal in supporting cooperatives
and collectives by fostering collaborative knowledge exchange, sharing
best practices, and facilitating ongoing dialogue. These entities can
help stakeholders collectively navigate ethical challenges, stay
informed about emerging standards, and develop a shared understanding of
responsible AI practices, ensuring a more inclusive and sustainable
approach to AI development. Support might take the form of facilitating
knowledge-sharing forums, providing technical expertise, directing and
regranting funds, fostering collaboration among diverse stakeholders.
and monitoring and advocating for responsible AI practices within these
collaborative efforts.
Examples of these kinds of organizations and communities include the
non-profit organization<https://www.promisingtrouble.net/>Promising
Trouble <https://www.promisingtrouble.net/> and its sister social
enterprise Careful Industries
<https://www.careful.industries/carefulai>, which together empower
communities to own, use, and adapt technologies through research,
consulting, tool building, and policy advocacy; TechSalon
<https://technologysalon.org/accountability-possible-ai/> has built a
community of research and practice for applications of technology to
international development and humanitarian aid;
and<https://blackinai.github.io/#/>Black in AI
<https://blackinai.github.io/#/> works to connect Black technologists to
foster collaborations and increase the presence of Black people in the
field of Artificial Intelligence.
*3. Contribute to efforts for community capability building and
mentorship:* This type of investment fosters long-term impact by
establishing a foundation of AI literacy and skills within communities.
It enables responsible AI development and usage, democratizes access to
knowledge, and empowers diverse communities to actively engage with and
influence the technology. Moreover, it seeds economic opportunities and
enhances social cohesion.
An example of the benefits of this approach is found in the work of
the<https://www.cybercollective.org/>Cyber Collective
<https://www.cybercollective.org/>, which aims to bridge the AI
knowledge gap by promoting knowledge sharing, community engagement, and
inclusion through plain, accessible language and tools.
*4. Fund advocacy organizations:* Donate and grant to organizations that
take a rights and justice approach to ethical AI, and that promote
equity, transparency, accountability, voice, and ethical considerations.
Examples of organizations that are advocating for ethical uses of AI, as
well as inclusion in the design process, and leadership in the AI sector
include the Distributed AI Research Institute (DAIR
<https://www.dair-institute.org/>), which uses community-centered
research that reflect lived experiences to influence production,
deployment, and access to AI tools; and<https://www.ajl.org/>The
Algorithmic Justice League <https://www.ajl.org/>, which advocates for
for equitable and accountable AI using art and research to illuminate
AI's potential for discrimination, engage with policymakers and industry
to prevent harm, and amplify the voices of those most affected.
*5. Steward and capitalize efforts to build alternative business models:
*The
organizations<https://ssir.org/articles/entry/investing_in_enterprises_that_work_for_ever…>Transform
Finance
<https://ssir.org/articles/entry/investing_in_enterprises_that_work_for_ever…>
and<https://zebrasunite.coop/>Zebras Unite <https://zebrasunite.coop/>
have both developed knowledge with their communities that examine
alternative enterprise structures and alternative financing structures.
These emphasize alternative ownership models like cooperatives, employee
share ownerships, and decentralized autonomous organizations. These
kinds of structures aim at a just and sustainable economy by changing
the way economic value is created and distributed, and democratize
decision-making power to non-investor stakeholders. An “Exit to
Community
<https://hackernoon.com/now-we-know-exit-to-community-is-possible>"
strategy, a recent structural innovation that provides a departure from
traditional startup exits like acquisition or IPOs, prioritizes
community ownership over profit-seeking investors. Insights from these
types of economic structures can be applied to AI and digital governance.
A Call to Support Collective Action
We are navigating an era of collapsing systems and global uncertainty.
AI, already deeply rooted in many of our social and economic systems,
raises ethical concerns as its complexity and self-learning abilities
expand. The pace of AI development through unchecked, profit-driven
structures heightens the risk of further power consolidation by the
already privileged and further marginalization of vulnerable
communities. Urgent action is imperative to establish ethical governance
for AI.
The responsibility of civil society in the realm of AI is to promote
shared prosperity and distributed power through community initiatives
that ensure just and collective outcomes for current populations and for
future generations. Achieving this requires us to support community-led
AI governance structures and foster the community-driven creation of
compassionate, ethical, and equitable AI tools. Cooperatives and
collectives play a vital role in driving ethical AI governance,
facilitating proactive measures, embracing moral and legal
responsibilities, engaging in dialogues on automation's costs and harms,
designing innovative and creative alternatives, and sharing power and
resources among many.
June 24, 2024
Re: [nexa] Modello Italia - prime prove
by Antonio
Chi ha visitato la pagina si sarà accorto che il commento è proseguito, in "puntate", per alcuni giorni, man mano che cercavo di capirne di più. Qui https://www.saela.eu/modelloitalia/5/ l'ultima parte (spoiler, finalmente sono arrivato al prompt).
> volevo scrivere i miei commenti nella mailing list ma poi mi sono accorto che il testo era diventato molto lungo, così ho creato una pagina su https://www.saela.eu/modelloitalia/.
> E' scritto di getto, perdonatemi qualche errore o imprecisione.
>
> A.
June 24, 2024
Re: [nexa] ChatGPT come l’OuLiPo: il Grande Grammatizzatore alla prova
by J.C. DE MARTIN
Senza dimenticare il Versificatore di Primo Levi (1960, poi 1966):
https://www.repubblica.it/tecnologia/dossier/speciale-itw-2023/2023/09/28/n…
Anche in RAI con Gianrico Tedeschi e Milena Vukotic (1971):
https://www.youtube.com/watch?v=vHjpYYmvjs8
jc
On 22/06/24 14:54, Antonio wrote:
> Chi conosce Calvino (e credo che in questa lista ce ne siano), saprà sicuramente cos'è stato l'Oulipo.
> Un articolo che si distingue nel mare-magnum degli articoli dedicati a ChatGPT.
>
> "Il sogno di una macchina in grado di dominare il linguaggio naturale, ossia di generare testi originali indistinguibili da quelli umani per la loro adeguatezza grammaticale, è antico. A tale sogno si è accompagnato quello – talvolta rappresentato come un incubo – di una macchina letteraria: una macchina, cioè, capace di sfoggiare una sua spigliatezza stilistica, raccontare storie e comporre versi."
>
> https://www.paolocosta.net/chatgpt-come-loulipo-il-grande-grammatizzatore-a…
>
> A.
June 22, 2024