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Re: [nexa] L'Ue non sarà il "terzo polo" dell'Intelligenza artificiale fra Usa e Cina. Ecco perché. L'analisi di Aresu - Startmag
by Alessandro Brolpito
Buonasera Andrea/NEXA
Grazie del quadro delle iniziative UE relative IA, molto interessante anche
se l'obiettivo del 'Coordinated Plan on Artificial Intelligence' lanciato
nel 2018, che aspira alla sovranità digitale in UE, rimane lontano
dall'essere realizzato.
Alessandro
On Tue, 29 Oct 2024 at 17:55, Andrea Bolioli <andrea.bolioli(a)gmail.com>
wrote:
> Ciao Alessandro, all
>
> il CERN for AI europeo è l'iniziativa di cui ha scritto il prof Attardi,
> descritta qui: https://cairne.eu/cern-for-ai/
>
> E' un tema che tocca dinamiche politiche, accademiche e burocratiche
> complesse.
> Io mi limitavo al più semplice problema della mancanza di un LLM EU di
> base open source. Per fare questo sarebbe sufficiente un team di qualche
> decina di persone, un progetto in cui si usano le infrastrutture hardware
> disponibili.
>
> Condivido un riassunto delle iniziative EU AI degli ultimi anni:
> https://nicofirst1.github.io/news/eu-and-research/
>
> Si possono leggere Conclusion al fondo e anche vedere un grafo che rende
> l'idea della quantità di iniziative...
>
> Buona serata,
> AB
>
>
>
>
>
> On Tue, Oct 29, 2024 at 11:43 AM Alessandro Brolpito <abrolpito(a)gmail.com>
> wrote:
>
>> Buongiorno,
>>
>> Uno sviluppo basato su modelli medio-piccoli, aiuterebbe ma non penso che
>> sia sufficiente. Serve anche un cambiamento "di scala" della ricerca nella
>> UE, con fondi e obiettivi comuni, usando ed ampliando le
>> infrastrutture esistenti per una ricerca pubblica/pubblica-privata comune.
>>
>> Esistono enti pubblici di ricerca europea, come il JRC, perché non
>> potenziarli ed usarli di più creando qualcosa tipo il CERN, a cui si
>> riferisce il messaggio di Andrea? Non mi sembra un progetto impossibile.
>>
>> Cerchiamo di competere anche ad 'armi' pari...
>>
>> Alessandro
>>
>
Oct. 30, 2024
Re: [nexa] Articolo GDPR could protect us from the AI Act. That’s why it’s under attack
by Giuseppe Attardi
Sono pienamente d’accordo che l’approccio risk-based dell’AI Act sia sbagliato, al contrario della GDPR che sancisce in primo luogo quali siano i diritti delle persone da proteggere: tutto il resto ne consegue, determinare le violazioni, i rimedi e le pene da infliggere.
Lo ho segnalato più volte in pubblici dibattiti, compreso ai relatori stessi della legge Benifei e Tudorache.
La loro risposta è stata che la loro impostazione è quella giusta mentre la GDPR andrebbe rivista al loro modo.
Sono invece un po’ perplesso sulle premesse, ossia che le Big Tech abbiano orientato la norma ai fini di rimanere esclusi dall’applicazione. Come si è svolta l’elaborazione della norma mostra che siano stati politici, mossi dalla presunzione di potere “fare la storia”, creare l’”effetto Bruxelles” con una rincorsa ad essere i primi, rimpinguando il testo sempre più di aggiunte e meccanismi sempre più complessi e farraginosi. Si pensi solo alle regulatory sandboxes, che nessuno sa cosa siano o come realizzare e quanto costino, i 4 uffici centrali più le almeno 27 agenzie nazionali di certifucazioni, l’aggiunta dei General Purpuse Model all’ultimo tuffo, che stride col resto, non essendo risk-based e discriminando sulla base della potenza di calcolo.
Qualche azienda, ad esempio la francese Mistral, ha in effetti cercato di mitigare alcuni aspetti della norma, ma più che altro per difesa nazionalistica.
Altri esponenti di grandi aziende, come Zuckerberg e il CEO di Spotify, si sono espressi contro il pericolo che la norma blocchi l’innovazione in Europa, ed infatti alcuni dei modelli più recenti, come LlaMa 3.5 e in particolare quelli multimodali, non vengono rilasciati qui da noi.
Inoltre non vanno confusi i dati personali con i dati di apprendimento, il capitalismo di sorveglianza e l’AI. Anche se è vero che le aziende che dominano i due settori sono le stesse, e la sorveglianza usa tecniche simili o di AI, i settori sono diversi, ma soprattutto l’AI è una General Purpose Technology, quindi ha applicazioni in tutti i campi, non solo nella sorveglianza. Il fatto che non ci piaccia quest’ultima non deve portarci a bloccare tutte le altre applicazioni benefiche dell’AI, che sono molto più numerose.
La vera battaglia è quella di democratizzare l’AI, ossia renderla disponibile a tutti, smontando i monopoli e costruendo infrastrutture pubbliche controllate democraticamente per orientare lo sviluppo della tecnologia verso obiettivi di interesse comune.
Il modello dello sviluppo scientifico aperto è quello che ha portato alla società moderna, sconfiggendo tiranni, povertà e paure ataviche.
> On 29 Oct 2024, at 20:01, nexa-request(a)server-nexa.polito.it wrote:
>
> Subject: [nexa] Articolo GDPR could protect us from the AI Act.
> That’s why it’s under attack
> Message-ID: <64c405f62b4e4d70829392698bcd859f(a)unipi.it>
> Content-Type: text/plain; charset="Windows-1252"
>
> Buonasera,
>
> sottopongo alla revisione paritaria aperta un breve articolo, GDPR could protect us from the AI Act. That’s why it’s under attack:
>
> <https://commentbfp.sp.unipi.it/gdpr-could-protect-us-from-the-ai-act-thats-…>
>
> Qualsiasi commento è naturalmente benvenuto anche in questa lista.
>
> Grazie.
> Un saluto,
> Daniela
> Subject: [nexa] Articolo GDPR could protect us from the AI Act.
> That’s why it’s under attack
> Message-ID: <64c405f62b4e4d70829392698bcd859f(a)unipi.it>
> Content-Type: text/plain; charset="Windows-1252"
>
> Buonasera,
>
> sottopongo alla revisione paritaria aperta un breve articolo, GDPR could protect us from the AI Act. That’s why it’s under attack:
>
> <https://commentbfp.sp.unipi.it/gdpr-could-protect-us-from-the-ai-act-thats-…>
>
> Qualsiasi commento è naturalmente benvenuto anche in questa lista.
>
> Grazie.
> Un saluto,
> Daniela
Oct. 30, 2024
Re: [nexa] Articolo GDPR - nexa Digest, Vol 186, Issue 57
by alessandro marzocchi
Date: Tue, 29 Oct 2024 19:01:39 +0000 From: Daniela Tafani <
daniela.tafani(a)unipi.it>
To: "nexa(a)server-nexa.polito.it" <nexa(a)server-nexa.polito.it>
Subject: [nexa] Articolo GDPR could protect us from the AI Act. That’s why
it’s under attack
sottopongo alla revisione paritaria aperta un breve articolo, GDPR could
protect us from the AI Act. That’s why it’s under attack:
<
https://commentbfp.sp.unipi.it/gdpr-could-protect-us-from-the-ai-act-thats-…>
***
At the moment there seem to be no forces capable of opposing the neoliberal
oligarchic drive ...
Amara mente, how many years ...?
Da vecchio giurista pratico, condivido la critica di Roberto Caso contro
- Multiply regulatory provisions, write them in a verbose and incoherent
manner, and take
power away from the ordinary judiciary (increasing that of countless
administrative
authorities).
- Spread the regulatory declamations of love for fundamental rights,
democracy and the rule of
law all over the place (as smokescreen).
- Betray the declamations with operational rules based on cosmetic
principles and malignant
exceptions.
Tanti, inascoltati nonostante l'autorevolezza di più d'uno, avevano
criticato la cattiva qualità normativa.
Ma proprio questa critica legittima la richiesta di Mario Draghi per
"simplified rules", anche i nostri vecchi dicevano che non si può avere la
botte piena ed il coniuge ubriaco (rivisitazione non maschilista ma il
senso sostanziale del proverbio mi pare identico a quello delle parole di
Draghi).
Sono pessimista sull'argomento, big tech sta conquistando la parola e la
sta mettendo sotto padrone affondando il coltello nel burro.
La valanga è solo cominciata ma spero che le mie opinioni siano sbagliate.
Amara mente.
Duccio (Alessandro Marzocchi)
Oct. 29, 2024
Articolo GDPR could protect us from the AI Act. That’s why it’s under attack
by Daniela Tafani
Buonasera,
sottopongo alla revisione paritaria aperta un breve articolo, GDPR could protect us from the AI Act. That’s why it’s under attack:
<https://commentbfp.sp.unipi.it/gdpr-could-protect-us-from-the-ai-act-thats-…>
Qualsiasi commento è naturalmente benvenuto anche in questa lista.
Grazie.
Un saluto,
Daniela
Oct. 29, 2024
Re: [nexa] L'Ue non sarà il "terzo polo" dell'Intelligenza artificiale fra Usa e Cina. Ecco perché. L'analisi di Aresu - Startmag
by Andrea Bolioli
Ciao Alessandro, all
il CERN for AI europeo è l'iniziativa di cui ha scritto il prof Attardi,
descritta qui: https://cairne.eu/cern-for-ai/
E' un tema che tocca dinamiche politiche, accademiche e burocratiche
complesse.
Io mi limitavo al più semplice problema della mancanza di un LLM EU di base
open source. Per fare questo sarebbe sufficiente un team di qualche decina
di persone, un progetto in cui si usano le infrastrutture hardware
disponibili.
Condivido un riassunto delle iniziative EU AI degli ultimi anni:
https://nicofirst1.github.io/news/eu-and-research/
Si possono leggere Conclusion al fondo e anche vedere un grafo che rende
l'idea della quantità di iniziative...
Buona serata,
AB
On Tue, Oct 29, 2024 at 11:43 AM Alessandro Brolpito <abrolpito(a)gmail.com>
wrote:
> Buongiorno,
>
> Uno sviluppo basato su modelli medio-piccoli, aiuterebbe ma non penso che
> sia sufficiente. Serve anche un cambiamento "di scala" della ricerca nella
> UE, con fondi e obiettivi comuni, usando ed ampliando le
> infrastrutture esistenti per una ricerca pubblica/pubblica-privata comune.
>
> Esistono enti pubblici di ricerca europea, come il JRC, perché non
> potenziarli ed usarli di più creando qualcosa tipo il CERN, a cui si
> riferisce il messaggio di Andrea? Non mi sembra un progetto impossibile.
>
> Cerchiamo di competere anche ad 'armi' pari...
>
> Alessandro
>
Oct. 29, 2024
Re: [nexa] A community statement supporting the Open Source Definition (OSD)
by Giacomo Tesio
Ciao Antonio,
On Tue, 29 Oct 2024 08:05:04 +0000 "Antonio Vetro'" wrote:
> Nella faq su https://opensourcedefinition.org/ è evidenziato che non
> si tratta di un fork bensì di un backup.
Sì questa era l'urgenza maggiore di coloro che hanno avviato il
processo: visto il comportamento dell'OSI [1] e la sua sudditanza agli
interessi degli sponsor [2], molti ritengono probabile una
graduale sostituzione della OSD con la OSAID appena rilasciata.
Da cui il backup distribuito come antidoto alla vulnerabilità evidente
di un single point of failure centralizzato come l'OSI.
> Tuttavia viene fatto riferimento a una nuova versione 2.0 : che tu
> sappia il processo sarà guidato dagli stessi che hanno effettuato il
> backup?
Spero di no, perché hanno coinvolto anche me! :-D
In https://opensourcedefinition.org/wip trovi una serie di proposte di
modifica, ma l'approccio che si pensa di utilizzare consiste nella
ricerca di un rough consensus nei termini del RFC 7282 del IETF
https://datatracker.ietf.org/doc/html/rfc7282
In altri termini questo processo di aggiornamento della OSD
sarà molto diverso da quello realizzato dall'OSI.
Lo scopo non sarà legittimare decisioni già prese da Meta, Google,
Microsoft e altri finanziatori, ma permettere agli sviluppatori il cui
lavoro altamente specializzato viene condiviso nel open source
di creare insieme una definizione di "open source" che tenga
conto degli ultimi 20 anni di evoluzione dell'informatica.
Mentre OSI ha dichiaratamente trattato i working group come "facilitatori"
le cui analisi venivano appuntate su foglietti e elaborate a porte chiuse,
noi discuteremo le varie proposte pubblicamente, alla
ricerca di una sintesi condivisa.
Condivisa fra chi?
Fra le persone che partecipano allo sviluppo di software open source.
Non solo programmatori, ma artisti, musicisti, data annotator, data
scientists, scrittori di documentazione etc...
Tutti potranno partecipare esclusivamente a titolo personale e volontario.
Nessuna azienda potrà finanziare il progetto o alcuno dei partecipanti.
Noi cercheremo di facilitare questo percorso, non di guidarlo.
Giacomo
[1] vi sono innumerevoli testimonianze a riguardo, non ultima
https://www.linkedin.com/posts/juliaferraioli_opensource-opensourceai-osi-a…
[2] Tale sudditanza è stata particolarmente evidente durante il
co-design process: i dati di training sono stati scartati sulla
base dei voti dei vari gruppi di lavoro, MA il gruppo dedicato a
LLama2 (che NON è open source) e SOLO al gruppo di lavoro su Llama2
(in cui partecipavano due dipendenti di Meta, un avvocato e uno
sviluppatore) è stata data la possibilità di annullare i voti degli
altri working group.
https://discuss.opensource.org/t/we-heard-you-lets-focus-on-substantive-dis…
Smascherata, l'OSI ha detto che la OSAID avrebbe richiesto i dati
di training:
https://discuss.opensource.org/t/the-osaid-requires-training-data-to-be-sha…
MA con evidente disprezzo della logica (e dell'onestà intellettuale)
la OSAID 1.0 ammette gli "unshareable data".
>
> Grazie,
>
> Antonio
>
> > Il giorno 28 ott 2024, alle ore 12:45, Giacomo Tesio
> > <giacomo(a)tesio.it> ha scritto:
> >
> > We, the undersigned members of the Open Source community, assert
> > that Open Source is defined solely by the Open Source Definition
> > (OSD) version 1.9.
> >
> > Any amendments or new definitions shall only be recognized
> > if declared by clear community consensus through a transparent
> > process to be determined.
> >
> > ____
> >
> > Dear Open Source Friends & Allies,
> >
> > For over two decades, the Open Source Definition (OSD) has been our
> > shared foundation, safeguarding software freedoms and fostering a
> > collaborative ecosystem. Forked from the Debian Free Software
> > Guidelines (DFSG), but until now aligned with them, the OSD has
> > consistently set the standard for Open Source. Yet today, the Open
> > Source Initiative (OSI) has introduced a new and divisive Open
> > Source AI Definition (OSAID) 1.0, developed through closed-door
> > processes that fundamentally conflict with the principles of
> > openness and transparency that underpin our movement. Broadly
> > covering any software that “infers, from the input it receives, how
> > to generate outputs”, the OSAID is in direct conflict with the
> > existing standard, failing in both openness and completeness
> > dimensions.
> >
> > Continua su https://osd.fyi/
> >
> > E' possibile sottoscriverla via email scrivendo a
> > <~osd/sos(a)lists.sr.ht>
> >
> >
> > Giacomo
>
Oct. 29, 2024
SFC Announces Aspirational Statement on LLM-backed generative AI for Programming
by Stefano Zacchiroli
Assieme a Software Freedom Conservancy abbiamo annunciato qualche giorno
fa un "aspirational statement", su come dovrebbe essere un assistente
alla programmazione basato su AI, in un mondo tecnologico ideale nel
quale tutto il software dovrebbe essere libero. Per cercare, ogni tanto,
di guardare alla luna!
Buona lettura.
https://sfconservancy.org/news/2024/oct/25/aspirational-on-llm-generative-a…
--------
SFC Announces Aspirational Statement on LLM-backed generative AI for Programming
October 25, 2024
In 2022, Software Freedom Conservancy (SFC) convened a committee in the wake of Microsoft's GitHub Copilot announcement, to meet and begin considering the complex questions that arise from the use of large language models (LLMs) in generative AI systems that seek to assist software developers.
Today, we announce a joint statement by this committee, entitled Machine-Learning-Assisted Programming that Respects User Freedom.
Everyone on our committee has watched as interest in this issue has grown in the FOSS community. While the Committee was initially convened to consider how copyleft related to these systems, our focus changed as we considered the complex issues. With the unending influx of models, products, and projects in this area, we began to see a potential dystopia: no systems available today are reproducible by the public, and all of them seem to disrespect user rights and freedoms in some manner. Rather than despair, we turned our minds to what FOSS does best: imagining the ideal if corporate interests were not the primary force defining society's relationship with software.
In the past, the FOSS community has responded to new challenges with a race-to-the-bottom document that defines the bare minimum of user rights and freedoms that the community of activists will accept. For-profit companies hope to legitimately claim whatever they produce is “FOSS enough”. As such, we have avoided any process that effectively auto-endorses the problematic practices of companies whose proprietary products are already widely deployed . No system, particularly a proprietary one, should ever be "too big to fail".
While our proposal may seem unrealistic, nearly every proposal in the history of FOSS has seemed unrealistic — until it happened. We call on the FOSS community to not lament what is, but to dream and strive for what can be. The statement follows:
Continua qua: https://sfconservancy.org/news/2024/oct/25/aspirational-on-llm-generative-a…
--
Stefano Zacchiroli . zack(a)upsilon.cc . https://upsilon.cc/zack _. ^ ._
Full professor of Computer Science o o o \/|V|\/
Télécom Paris, Polytechnic Institute of Paris o o o </> <\>
Co-founder & CSO Software Heritage o o o o /\|^|/\
Mastodon: https://mastodon.xyz/@zacchiro '" V "'
Oct. 29, 2024
Re: [nexa] L'Ue non sarà il "terzo polo" dell'Intelligenza artificiale fra Usa e Cina. Ecco perché. L'analisi di Aresu - Startmag
by Alessandro Brolpito
Buongiorno,
Uno sviluppo basato su modelli medio-piccoli, aiuterebbe ma non penso che
sia sufficiente. Serve anche un cambiamento "di scala" della ricerca nella
UE, con fondi e obiettivi comuni, usando ed ampliando le
infrastrutture esistenti per una ricerca pubblica/pubblica-privata comune.
Esistono enti pubblici di ricerca europea, come il JRC, perché non
potenziarli ed usarli di più creando qualcosa tipo il CERN, a cui si
riferisce il messaggio di Andrea? Non mi sembra un progetto impossibile.
Cerchiamo di competere anche ad 'armi' pari...
Alessandro
On Tue, 29 Oct 2024 at 11:33, Andrea Bolioli <andrea.bolioli(a)gmail.com>
wrote:
> Ciao a tutti,
>
> se la creazione di un centro AI europeo tipo CERN è complessa, trovo però
> strano che finora, per quanto io ne sappia, non sia ancora partita almeno
> un'iniziativa europea di ricerca (un progetto di 2 anni) per creare un LLM
> "di base" a norma EU. Sono state create le infrastrutture hardware e sono
> partiti vari progetti "piccoli" di sviluppo realizzati da università o
> aziende. "Piccoli" cioè con dimensioni simili ai progetti realizzati finora
> in ambito AI e NLP, non adeguati per lo sviluppo di un LLM EU, e senza
> questo scopo preciso. Ad es. uno degli ultimi bandi EU di questo tipo è
> stato DIGITAL-2024-AI-06-LANGUAGE-01
>
> https://ec.europa.eu/info/funding-tenders/opportunities/portal/screen/oppor…
>
> Dal punto di vista teorico, tecnico, e anche finanziario, non sarebbe
> un'impresa tanto difficile; richiederebbe uno sforzo organizzativo e
> gestionale, oltre alla volontà di farlo. Non si tratta ovviamente di far
> concorrenza a OpenAI, Amazon, ecc, ma di creare una risorsa open source a
> norma EU utilizzabile da università, aziende, start-up, ecc
> Non si tratterebbe di un nuovo centro di ricerca AI europeo, ma di un
> progetto con uno scopo preciso. Ci sono iniziative nazionali, ad es.
> nell'ambito del progetto FAIR in Italia, ma con modalità di realizzazione
> simile ai progetti degli anni passati, quindi non del tutto adeguate, oltre
> al fatto che sono nazionali e non EU.
>
> In realtà, se 5-10 università e centri di ricerca EU, eventualmente col
> supporto di personale di aziende interessate al progetto, avessero deciso
> di investire 2 anni in un progetto di questo tipo, avremmo già questo LLM
> open source EU.
> Quante persone servono? Forse 30 full-time equivalent per 18 mesi sono
> sufficienti, oltre all'hardware, che c'è.
> Mistral ne aveva di meno, se non sbaglio.
>
> Questo bando EU ha questo scopo:
> Making available a high performing open-source European foundation model
> for fine-tuning
>
> https://ec.europa.eu/info/funding-tenders/opportunities/portal/screen/oppor…
>
> Se fosse partito nel 2022 sarebbe stato meglio. Meglio tardi che mai... Ci
> riusciranno? Speriamo.
>
> In ogni caso, si può fare !!! ;-)
>
> Buona giornata,
> Andrea
>
>
>
>
> On Tue, Oct 29, 2024 at 10:39 AM Guido Vetere <vetere.guido(a)gmail.com>
> wrote:
>
>> Beppe,
>> condivido la tua riflessione e le amare considerazioni sull'Europa.
>>
>> Però mi sembra che il ragionamento resti interno al paradigma dell'AI
>> generativa delle big tech, tutto proteso verso una AGI che ha come
>> obiettivo primario il consolidamento dell'oligopolio statunitense.
>>
>> Se pensassimo invece ad uno sviluppo basato su modelli medio-piccoli,
>> aperti e facilmente adattabili, non generalisti ma di scopo, si potrebbero
>> aprire scenari diversi. Non sarebbe necessario costruire centrali nucleari
>> per alimentare titanici supercomputer che macinano petabyte di testo,
>> immagini e suoni. Le imprese potrebbero sviluppare la propria intelligenza
>> sulla propria scala e metterla in esercizio con le proprie risorse.
>>
>> Insomma, bisogna cercare di portare lo scontro su un terreno favorevole,
>> combattere con l'intelligenza, visto che i muscoli stanno da altre parti.
>>
>> Un caro saluto,
>> G.
>>
>>
>> On Tue, 29 Oct 2024 at 08:08, Giuseppe Attardi <attardi(a)di.unipi.it>
>> wrote:
>>
>>> Ho avuto rapporti col JRC negli anni ‘80, per cui ho progettato e
>>> realizzato la prima rete locale in fibra ottica in Europa di diversi km,
>>> per collegare su tre edifici, varie Sun workstation e Symbolics Lisp
>>> Machine. Ho sviluppato personalmente i driver delle schede di rete
>>> token-ring per le Sun.
>>> Potrebbe candidarsi come luogo per un centro europeo di AI, ma le
>>> risorse e le infrastrutture di calcolo necessarie sono enormemente
>>> superiori a quelle attuali.
>>>
>>> —
>>>
>>> On 28 Oct 2024, at 13:17, Alessandro Brolpito <abrolpito(a)gmail.com>
>>> wrote:
>>>
>>>
>>> Buongiorno prof Attardi,
>>>
>>> La Commissione europea ha una 'direzione generale', il Joint Research
>>> Centre Joint Research Centre
>>> <https://commission.europa.eu/about-european-commission/departments-and-exec…> (JRC),
>>> che si occupa di ricerca, in diversi ambiti, inlcuso l'IA.
>>>
>>> Il passaggio da una somma di ricerche nazionali ad una ricerca europea
>>> mi sembra una 'condicio sine qua non' per poter fronteggiare adeguatamente
>>> le sfide e i 'competitors' globali. Mi chiedo se il JRC non possa essere la
>>> sede opportuna. Non è mai stato fatta questa ipotesi?
>>>
>>> Cordialmente, Alessandro
>>>
>>> On Mon, 28 Oct 2024 at 11:38, Giuseppe Attardi <attardi(a)di.unipi.it>
>>> wrote:
>>>
>>>> Da almeno 6 anni sto andando in giro a dire che l’Europa non doveva
>>>> perdere il treno dell’AI, rifacendomi a quanto afferma Angelo Raffaele Meo,
>>>> ossia che in informatica è sbagliato rassegnarsi dicendo che ormai abbiamo
>>>> perso il treno, perché di treni ne passano in continuazione.
>>>> Il punto cruciale è che per non perdere il prossimo treno bisogna
>>>> prepararsi a prenderlo, facendo le scelte giuste riguardo a investimenti in
>>>> formazione, infrastrutture, capitali e strutture societarie.
>>>> Abbiamo perso il treno del cloud perché è fallito il piano del ministro
>>>> dell’Economia tedesco che auspicava la costituzione di un Airbus per il
>>>> cloud, limitandosi alla costituzione di Gaia-X, che si è persa a litigare
>>>> sul come definire protocolli di interoperabilità, avendo al suo interno le
>>>> stesse aziende americane con cui avrebbe dovuto competere. Immaginatevi se
>>>> nel consorzio Airbus a decidere fosse stato il CdA di Boeing, quello che è
>>>> stato condannato per i disastri del 747 Max, e che ha condotto l’azienda a
>>>> processi produttivi in outsourcing terribilmente inadeguati.
>>>>
>>>> Lasciando perdere il modello Airbus, per l’AI siamo andati in giro per
>>>> l’Europa, con l’associazione CAIRNE, sostenendo la necessità di un CERN for
>>>> AI (https://cairne.eu/cern-for-ai/) una infrastruttura di ricerca
>>>> comune dotata delle risorse adeguate per lo sviluppo dell’AI moderna, con
>>>> progetti delle dimensioni di quelli come il LHC. Ho continuato a sentirmi
>>>> dire che non c’era bisogno, che ogni paese ha le sue eccellenze e che
>>>> sarebbe bastato mettere in rete i denti europei esistenti. Così sono stati
>>>> finanziati progetti di rete (
>>>> https://www.ai4europe.eu/Network-of-Excellence) quinquennale con un
>>>> budget irrisori di poche decine di milioni di Euro. Quando dicevo che i
>>>> modelli di AI stavano crescendo esponenzialemente di dimensioni, Cédric
>>>> Villani, incaricato da Macron di scrivere la strategia francesse sull’AI,
>>>> mi espresse i suoi dubbi.
>>>>
>>>> Nel frattempo il Parlamento europeo e la commissione hanno virato la
>>>> loro attenzione sull’etica dell’AI e sulla sua regolamentazione, impiegando
>>>> tutto il loro tempo nel promulgare una norma complessa, farraginosa,
>>>> costosa, sbilanciata e alla fine controproducente come l’AI Act e la EC ha
>>>> dirottare tutti i finanziamenti di ricerca su AI trustworthy o responsible,
>>>> un ossimoro perché la responsabilità deve essere sempre dell’uomo e non
>>>> della macchina.
>>>>
>>>> Quindi sì, certo, se continuiamo così, l’Europa non sarà il terzo polo
>>>> dell’AI, ma nemmeno di cloud, di auto elettriche, di batterie, di energie
>>>> rinnovabili, di microprocessori, ecc.
>>>> Il guaio è che saremo superati non solo da Cina e da India, ma anche
>>>> dalla Nigeria, quando il prossimo miliardo di persone si connetterà a
>>>> Internet.
>>>> Altro che immigrazione, saremo noi a dover emigrare: i nostri figli
>>>> migliori già lo fanno.
>>>>
>>>> — Beppe
>>>>
>>>> On 26 Oct 2024, at 12:00, nexa-request(a)server-nexa.polito.it wrote:
>>>>
>>>> Subject: [nexa] L'Ue non sarà il "terzo polo" dell'Intelligenza
>>>> artificiale fra Usa e Cina. Ecco perché. L'analisi di Aresu -
>>>> Startmag
>>>> Message-ID: <99F6608B-C8D3-4573-9469-BFF18EF8C68F(a)polito.it>
>>>> Content-Type: text/plain; charset=utf-8
>>>>
>>>> Da leggere e meditare:
>>>>
>>>> https://www.startmag.it/innovazione/intervista-alessandro-aresu-geopolitica…
>>>>
>>>>
>>>>
Oct. 29, 2024
Re: [nexa] L'Ue non sarà il "terzo polo" dell'Intelligenza artificiale fra Usa e Cina. Ecco perché. L'analisi di Aresu - Startmag
by Andrea Bolioli
Ciao a tutti,
se la creazione di un centro AI europeo tipo CERN è complessa, trovo però
strano che finora, per quanto io ne sappia, non sia ancora partita almeno
un'iniziativa europea di ricerca (un progetto di 2 anni) per creare un LLM
"di base" a norma EU. Sono state create le infrastrutture hardware e sono
partiti vari progetti "piccoli" di sviluppo realizzati da università o
aziende. "Piccoli" cioè con dimensioni simili ai progetti realizzati finora
in ambito AI e NLP, non adeguati per lo sviluppo di un LLM EU, e senza
questo scopo preciso. Ad es. uno degli ultimi bandi EU di questo tipo è
stato DIGITAL-2024-AI-06-LANGUAGE-01
https://ec.europa.eu/info/funding-tenders/opportunities/portal/screen/oppor…
Dal punto di vista teorico, tecnico, e anche finanziario, non sarebbe
un'impresa tanto difficile; richiederebbe uno sforzo organizzativo e
gestionale, oltre alla volontà di farlo. Non si tratta ovviamente di far
concorrenza a OpenAI, Amazon, ecc, ma di creare una risorsa open source a
norma EU utilizzabile da università, aziende, start-up, ecc
Non si tratterebbe di un nuovo centro di ricerca AI europeo, ma di un
progetto con uno scopo preciso. Ci sono iniziative nazionali, ad es.
nell'ambito del progetto FAIR in Italia, ma con modalità di realizzazione
simile ai progetti degli anni passati, quindi non del tutto adeguate, oltre
al fatto che sono nazionali e non EU.
In realtà, se 5-10 università e centri di ricerca EU, eventualmente col
supporto di personale di aziende interessate al progetto, avessero deciso
di investire 2 anni in un progetto di questo tipo, avremmo già questo LLM
open source EU.
Quante persone servono? Forse 30 full-time equivalent per 18 mesi sono
sufficienti, oltre all'hardware, che c'è.
Mistral ne aveva di meno, se non sbaglio.
Questo bando EU ha questo scopo:
Making available a high performing open-source European foundation model
for fine-tuning
https://ec.europa.eu/info/funding-tenders/opportunities/portal/screen/oppor…
Se fosse partito nel 2022 sarebbe stato meglio. Meglio tardi che mai... Ci
riusciranno? Speriamo.
In ogni caso, si può fare !!! ;-)
Buona giornata,
Andrea
On Tue, Oct 29, 2024 at 10:39 AM Guido Vetere <vetere.guido(a)gmail.com>
wrote:
> Beppe,
> condivido la tua riflessione e le amare considerazioni sull'Europa.
>
> Però mi sembra che il ragionamento resti interno al paradigma dell'AI
> generativa delle big tech, tutto proteso verso una AGI che ha come
> obiettivo primario il consolidamento dell'oligopolio statunitense.
>
> Se pensassimo invece ad uno sviluppo basato su modelli medio-piccoli,
> aperti e facilmente adattabili, non generalisti ma di scopo, si potrebbero
> aprire scenari diversi. Non sarebbe necessario costruire centrali nucleari
> per alimentare titanici supercomputer che macinano petabyte di testo,
> immagini e suoni. Le imprese potrebbero sviluppare la propria intelligenza
> sulla propria scala e metterla in esercizio con le proprie risorse.
>
> Insomma, bisogna cercare di portare lo scontro su un terreno favorevole,
> combattere con l'intelligenza, visto che i muscoli stanno da altre parti.
>
> Un caro saluto,
> G.
>
>
> On Tue, 29 Oct 2024 at 08:08, Giuseppe Attardi <attardi(a)di.unipi.it>
> wrote:
>
>> Ho avuto rapporti col JRC negli anni ‘80, per cui ho progettato e
>> realizzato la prima rete locale in fibra ottica in Europa di diversi km,
>> per collegare su tre edifici, varie Sun workstation e Symbolics Lisp
>> Machine. Ho sviluppato personalmente i driver delle schede di rete
>> token-ring per le Sun.
>> Potrebbe candidarsi come luogo per un centro europeo di AI, ma le risorse
>> e le infrastrutture di calcolo necessarie sono enormemente superiori a
>> quelle attuali.
>>
>> —
>>
>> On 28 Oct 2024, at 13:17, Alessandro Brolpito <abrolpito(a)gmail.com>
>> wrote:
>>
>>
>> Buongiorno prof Attardi,
>>
>> La Commissione europea ha una 'direzione generale', il Joint Research
>> Centre Joint Research Centre
>> <https://commission.europa.eu/about-european-commission/departments-and-exec…> (JRC),
>> che si occupa di ricerca, in diversi ambiti, inlcuso l'IA.
>>
>> Il passaggio da una somma di ricerche nazionali ad una ricerca europea mi
>> sembra una 'condicio sine qua non' per poter fronteggiare adeguatamente le
>> sfide e i 'competitors' globali. Mi chiedo se il JRC non possa essere la
>> sede opportuna. Non è mai stato fatta questa ipotesi?
>>
>> Cordialmente, Alessandro
>>
>> On Mon, 28 Oct 2024 at 11:38, Giuseppe Attardi <attardi(a)di.unipi.it>
>> wrote:
>>
>>> Da almeno 6 anni sto andando in giro a dire che l’Europa non doveva
>>> perdere il treno dell’AI, rifacendomi a quanto afferma Angelo Raffaele Meo,
>>> ossia che in informatica è sbagliato rassegnarsi dicendo che ormai abbiamo
>>> perso il treno, perché di treni ne passano in continuazione.
>>> Il punto cruciale è che per non perdere il prossimo treno bisogna
>>> prepararsi a prenderlo, facendo le scelte giuste riguardo a investimenti in
>>> formazione, infrastrutture, capitali e strutture societarie.
>>> Abbiamo perso il treno del cloud perché è fallito il piano del ministro
>>> dell’Economia tedesco che auspicava la costituzione di un Airbus per il
>>> cloud, limitandosi alla costituzione di Gaia-X, che si è persa a litigare
>>> sul come definire protocolli di interoperabilità, avendo al suo interno le
>>> stesse aziende americane con cui avrebbe dovuto competere. Immaginatevi se
>>> nel consorzio Airbus a decidere fosse stato il CdA di Boeing, quello che è
>>> stato condannato per i disastri del 747 Max, e che ha condotto l’azienda a
>>> processi produttivi in outsourcing terribilmente inadeguati.
>>>
>>> Lasciando perdere il modello Airbus, per l’AI siamo andati in giro per
>>> l’Europa, con l’associazione CAIRNE, sostenendo la necessità di un CERN for
>>> AI (https://cairne.eu/cern-for-ai/) una infrastruttura di ricerca
>>> comune dotata delle risorse adeguate per lo sviluppo dell’AI moderna, con
>>> progetti delle dimensioni di quelli come il LHC. Ho continuato a sentirmi
>>> dire che non c’era bisogno, che ogni paese ha le sue eccellenze e che
>>> sarebbe bastato mettere in rete i denti europei esistenti. Così sono stati
>>> finanziati progetti di rete (
>>> https://www.ai4europe.eu/Network-of-Excellence) quinquennale con un
>>> budget irrisori di poche decine di milioni di Euro. Quando dicevo che i
>>> modelli di AI stavano crescendo esponenzialemente di dimensioni, Cédric
>>> Villani, incaricato da Macron di scrivere la strategia francesse sull’AI,
>>> mi espresse i suoi dubbi.
>>>
>>> Nel frattempo il Parlamento europeo e la commissione hanno virato la
>>> loro attenzione sull’etica dell’AI e sulla sua regolamentazione, impiegando
>>> tutto il loro tempo nel promulgare una norma complessa, farraginosa,
>>> costosa, sbilanciata e alla fine controproducente come l’AI Act e la EC ha
>>> dirottare tutti i finanziamenti di ricerca su AI trustworthy o responsible,
>>> un ossimoro perché la responsabilità deve essere sempre dell’uomo e non
>>> della macchina.
>>>
>>> Quindi sì, certo, se continuiamo così, l’Europa non sarà il terzo polo
>>> dell’AI, ma nemmeno di cloud, di auto elettriche, di batterie, di energie
>>> rinnovabili, di microprocessori, ecc.
>>> Il guaio è che saremo superati non solo da Cina e da India, ma anche
>>> dalla Nigeria, quando il prossimo miliardo di persone si connetterà a
>>> Internet.
>>> Altro che immigrazione, saremo noi a dover emigrare: i nostri figli
>>> migliori già lo fanno.
>>>
>>> — Beppe
>>>
>>> On 26 Oct 2024, at 12:00, nexa-request(a)server-nexa.polito.it wrote:
>>>
>>> Subject: [nexa] L'Ue non sarà il "terzo polo" dell'Intelligenza
>>> artificiale fra Usa e Cina. Ecco perché. L'analisi di Aresu -
>>> Startmag
>>> Message-ID: <99F6608B-C8D3-4573-9469-BFF18EF8C68F(a)polito.it>
>>> Content-Type: text/plain; charset=utf-8
>>>
>>> Da leggere e meditare:
>>>
>>> https://www.startmag.it/innovazione/intervista-alessandro-aresu-geopolitica…
>>>
>>>
>>>
Oct. 29, 2024
Re: [nexa] L'Ue non sarà il "terzo polo" dell'Intelligenza artificiale fra Usa e Cina. Ecco perché. L'analisi di Aresu - Startmag
by Guido Vetere
Beppe,
condivido la tua riflessione e le amare considerazioni sull'Europa.
Però mi sembra che il ragionamento resti interno al paradigma dell'AI
generativa delle big tech, tutto proteso verso una AGI che ha come
obiettivo primario il consolidamento dell'oligopolio statunitense.
Se pensassimo invece ad uno sviluppo basato su modelli medio-piccoli,
aperti e facilmente adattabili, non generalisti ma di scopo, si potrebbero
aprire scenari diversi. Non sarebbe necessario costruire centrali nucleari
per alimentare titanici supercomputer che macinano petabyte di testo,
immagini e suoni. Le imprese potrebbero sviluppare la propria intelligenza
sulla propria scala e metterla in esercizio con le proprie risorse.
Insomma, bisogna cercare di portare lo scontro su un terreno favorevole,
combattere con l'intelligenza, visto che i muscoli stanno da altre parti.
Un caro saluto,
G.
On Tue, 29 Oct 2024 at 08:08, Giuseppe Attardi <attardi(a)di.unipi.it> wrote:
> Ho avuto rapporti col JRC negli anni ‘80, per cui ho progettato e
> realizzato la prima rete locale in fibra ottica in Europa di diversi km,
> per collegare su tre edifici, varie Sun workstation e Symbolics Lisp
> Machine. Ho sviluppato personalmente i driver delle schede di rete
> token-ring per le Sun.
> Potrebbe candidarsi come luogo per un centro europeo di AI, ma le risorse
> e le infrastrutture di calcolo necessarie sono enormemente superiori a
> quelle attuali.
>
> —
>
> On 28 Oct 2024, at 13:17, Alessandro Brolpito <abrolpito(a)gmail.com> wrote:
>
>
> Buongiorno prof Attardi,
>
> La Commissione europea ha una 'direzione generale', il Joint Research
> Centre Joint Research Centre
> <https://commission.europa.eu/about-european-commission/departments-and-exec…> (JRC),
> che si occupa di ricerca, in diversi ambiti, inlcuso l'IA.
>
> Il passaggio da una somma di ricerche nazionali ad una ricerca europea mi
> sembra una 'condicio sine qua non' per poter fronteggiare adeguatamente le
> sfide e i 'competitors' globali. Mi chiedo se il JRC non possa essere la
> sede opportuna. Non è mai stato fatta questa ipotesi?
>
> Cordialmente, Alessandro
>
> On Mon, 28 Oct 2024 at 11:38, Giuseppe Attardi <attardi(a)di.unipi.it>
> wrote:
>
>> Da almeno 6 anni sto andando in giro a dire che l’Europa non doveva
>> perdere il treno dell’AI, rifacendomi a quanto afferma Angelo Raffaele Meo,
>> ossia che in informatica è sbagliato rassegnarsi dicendo che ormai abbiamo
>> perso il treno, perché di treni ne passano in continuazione.
>> Il punto cruciale è che per non perdere il prossimo treno bisogna
>> prepararsi a prenderlo, facendo le scelte giuste riguardo a investimenti in
>> formazione, infrastrutture, capitali e strutture societarie.
>> Abbiamo perso il treno del cloud perché è fallito il piano del ministro
>> dell’Economia tedesco che auspicava la costituzione di un Airbus per il
>> cloud, limitandosi alla costituzione di Gaia-X, che si è persa a litigare
>> sul come definire protocolli di interoperabilità, avendo al suo interno le
>> stesse aziende americane con cui avrebbe dovuto competere. Immaginatevi se
>> nel consorzio Airbus a decidere fosse stato il CdA di Boeing, quello che è
>> stato condannato per i disastri del 747 Max, e che ha condotto l’azienda a
>> processi produttivi in outsourcing terribilmente inadeguati.
>>
>> Lasciando perdere il modello Airbus, per l’AI siamo andati in giro per
>> l’Europa, con l’associazione CAIRNE, sostenendo la necessità di un CERN for
>> AI (https://cairne.eu/cern-for-ai/) una infrastruttura di ricerca
>> comune dotata delle risorse adeguate per lo sviluppo dell’AI moderna, con
>> progetti delle dimensioni di quelli come il LHC. Ho continuato a sentirmi
>> dire che non c’era bisogno, che ogni paese ha le sue eccellenze e che
>> sarebbe bastato mettere in rete i denti europei esistenti. Così sono stati
>> finanziati progetti di rete (
>> https://www.ai4europe.eu/Network-of-Excellence) quinquennale con un
>> budget irrisori di poche decine di milioni di Euro. Quando dicevo che i
>> modelli di AI stavano crescendo esponenzialemente di dimensioni, Cédric
>> Villani, incaricato da Macron di scrivere la strategia francesse sull’AI,
>> mi espresse i suoi dubbi.
>>
>> Nel frattempo il Parlamento europeo e la commissione hanno virato la loro
>> attenzione sull’etica dell’AI e sulla sua regolamentazione, impiegando
>> tutto il loro tempo nel promulgare una norma complessa, farraginosa,
>> costosa, sbilanciata e alla fine controproducente come l’AI Act e la EC ha
>> dirottare tutti i finanziamenti di ricerca su AI trustworthy o responsible,
>> un ossimoro perché la responsabilità deve essere sempre dell’uomo e non
>> della macchina.
>>
>> Quindi sì, certo, se continuiamo così, l’Europa non sarà il terzo polo
>> dell’AI, ma nemmeno di cloud, di auto elettriche, di batterie, di energie
>> rinnovabili, di microprocessori, ecc.
>> Il guaio è che saremo superati non solo da Cina e da India, ma anche
>> dalla Nigeria, quando il prossimo miliardo di persone si connetterà a
>> Internet.
>> Altro che immigrazione, saremo noi a dover emigrare: i nostri figli
>> migliori già lo fanno.
>>
>> — Beppe
>>
>> On 26 Oct 2024, at 12:00, nexa-request(a)server-nexa.polito.it wrote:
>>
>> Subject: [nexa] L'Ue non sarà il "terzo polo" dell'Intelligenza
>> artificiale fra Usa e Cina. Ecco perché. L'analisi di Aresu -
>> Startmag
>> Message-ID: <99F6608B-C8D3-4573-9469-BFF18EF8C68F(a)polito.it>
>> Content-Type: text/plain; charset=utf-8
>>
>> Da leggere e meditare:
>>
>> https://www.startmag.it/innovazione/intervista-alessandro-aresu-geopolitica…
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Oct. 29, 2024