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Re: [nexa] "DPReview.com to close"
by Stefano Zacchiroli
On Fri, Mar 24, 2023 at 04:26:24PM +0100, Maria Chiara Pievatolo wrote:
> Però, una cosa è aver emanato una legge e averne sperimento, limitatamente,
> l'applicazione (https://www.depositolegale.it/) un'altra attuarla in modo
> pervasivo *e* sistematico, ammesso e non concesso che sia possibile farlo.
Esatto. Da archivista digitale (di codice sorgente) mi permetto di
commentare che questo è esattamente il motivo per cui creammo Software
Heritage quasi 8 anni fa. Il codice "interessante" qualcuno lo archivia
di sicuro, ne fa copie, lo [git] clona, lo distribuisce, etc. Ma c'è
molto altro codice la fuori liberamente disponibile, che contiene
conoscenza umana importante, che purtroppo è fuori dal radar di
interesse degli sviluppatori, e che è quindi a rischio di sparizione
definitiva per mille ragioni. Il nostro approccio di archiviazione
sistematica di tutto il codice sorgente che troviamo si basa sul
principio di prevenzione che io leggo nel messaggio di Maria Chiara.
Prevenire è meglio che dovere correre dietro agli annunci di chiusure
imminenti (di site web, nel caso di DPReview; di forge di sviluppo
software, nel caso di Software Heritage).
L'archiviazione del Web è purtroppo (o per fortuna nostra) più ingente
da un punto di vista volumetrico. Archive.org fa un lavoro eccellente.
Ma da un punto di vista di politiche digitali pubbliche sarebbe
preferibile se anche attori pubblici sparsi in giro per ilmondo
facessero lo stesso.
Saluti,
--
Stefano Zacchiroli . zack(a)upsilon.cc . https://upsilon.cc/zack _. ^ ._
Full professor of Computer Science o o o \/|V|\/
Télécom Paris, Polytechnic Institute of Paris o o o </> <\>
Co-founder & CTO Software Heritage o o o o /\|^|/\
https://twitter.com/zacchiro . https://mastodon.xyz/@zacchiro '" V "'
March 24, 2023
Re: [nexa] "DPReview.com to close"
by Stefano Zacchiroli
On Fri, Mar 24, 2023 at 04:48:57PM +0100, J.C. DE MARTIN wrote:
> Nel caso non abbiate letto il comunicato, faccio presente che il
> proprietario di DPreview non è un associazione di volontari o una
> "boita" squattrinata: è nientepopodimeno che Amazon, al quale non
> mancano, credo, risorse di calcolo, banda, dischi, competenza tecnica,
> risorse finanziarie, ecc. ecc.
Personalmente, da utente/lurker di lunga data di DPreview, avevo letto
questo "dettaglio" e rilancio qui un "subplot" che mi sembra degno di
nota. Qui:
https://twitter.com/slashdot/status/1638257681181073409
We'd be interested in acquiring DPReview's assets to keep it alive. Let me know @scotteverett @amazon @ajassy
Slashdot [Media] dichiara pubblicamente di essere interessata ad
acquistare DPReview's e tenerlo in vita. Seguendo un po' di discussioni
sul tema (sia su Twitter e su Reddit) c'è chi insinua che Amazon in
realtà *voglia* chiudere DPreview e non per motivi di costi che, come
osserva JC, sono risibili. Non ho elementi per valutare se sia vero o
meno, ma strategicamente ha perfettamente senso: Amazon vuole
controllare le review, quindi non ha alcun interesse a tenere in vita un
sito a parte. Sarà interessante vedere se la vendita accade o meno.
Saluti
--
Stefano Zacchiroli . zack(a)upsilon.cc . https://upsilon.cc/zack _. ^ ._
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March 24, 2023
Augmented Language Models
by Giuseppe Attardi
Quelli che criticavano i LLM per le allucinazioni dovute all’inaffidabilità delle fonti, trovano oggi una risposta con l’annuncio di OpenAI della disponibilità di plugin per ChatGPT.
Tra i plugin si puro usare ad esempio Wolfram Alfa, per conoscenze scientifiche, Expedia per informazioni sui voli, Instacart per acquisire di cibo:
https://openai.com/blog/chatgpt-plugins
L’idea non è nuova perché anche OpenChatKit ha una funzionalità simile: per rispondere a una domanda, si fa raccogliere un testo da una motore di ricerca e lo si usa come prompt per la domanda.
Qui trovate una rassegna sui vari tipi di Augmented Language Models:
https://arxiv.org/pdf/2302.07842.pdf
GPT-4 è solo l’inizio. Guardate lontano, non sotto il lampione.
So long to:
- browse the web (RIP search)
- write and run Python (RIP replit.com)
- access-org.info (RIP docsearch startups)
— Beppe
March 24, 2023
Re: [nexa] "DPReview.com to close"
by J.C. DE MARTIN
Nel caso non abbiate letto il comunicato, faccio presente che il
proprietario di DPreview
non è un associazione di volontari o una "boita" squattrinata:
è nientepopodimeno che Amazon, al quale non mancano, credo, risorse di
calcolo, banda,
dischi, competenza tecnica, risorse finanziarie, ecc. ecc.
Legittimo, quindi, che Amazon non consideri più interessante Dpreview
dal punto di vista
economico, un po' più discutibile, a mio parere, che decida di chiudere
un sito simile
dall'oggi al domani (annuncio il 21 marzo, chiusura il 10 aprile: 20
giorni, festivi inclusi).
Magari è solo una strategia per strappare un prezzo migliore a
potenziali acquirenti.
O magari alla fine lo regaleranno a Archive.org, o a un'associazione di
appassionati,
o una biblioteca. Speriamo.
Mi sembra comunque una buona occasione (di certo né la prima né l'ultima)
per ragionare di conoscenza, o almeno di un tipo particolare di conoscenza,
senza accettare acriticamente l'assioma che siccome è privato allora
possono fare
tutto quello che vogliono.
jc
On 24/03/23 16:16, Damiano Verzulli wrote:
> Il 24/03/23 10:35, J.C. DE MARTIN ha scritto:
>> [...]
>> in assenza di istituti e processi che conservino
>> sistematicamente e adeguatamente la conoscenza digitale pubblicamente
>> disponibile,
>> esattamente come già capita [...] grazie a archivi, biblioteche e musei,
>> per la conoscenza su supporto fisico, che fare?
>>
>> [...]
>> il punto a mio avviso decisivo è proprio quello di mettere
>> (molto moderatamente) in discussione quello che invece tu sembri
>> dare per scontato,
>> ovvero, il diritto incontrastato di fare quel che si vuole solo
>> perché si tratta di "proprietà privata".
>
> Continuo ad essere scettico, rispetto a questo approccio.
>
> Mi chiedo veramente se abbia senso tutelare le scelte di qualcuno che,
> scientemente, pubblica contenuti negli spazi di qualcun altro, sol
> perché questo qualcun altro gli da la possibilita' di farlo, e senza
> porsi minimamente il dubbio degli effetti che tale pubblicazione produce.
>
> Non sarebbe preferibile che questo qualcuno, PRIMA di pubblicare
> contenuti, venisse edotto delle conseguenze di tale azione e, quindi,
> nel momento della pubblicazione, sia consapevole delle conseguenze
> (prima fra tutte, la possibilita' che i contenuti spariscano con uno
> schiocco delle dita) ?
>
> Anch'io mi rendo conto che un tal approccio è da "libro dei sogni" e
> che se cosi' si fosse fatto, oggi le big-tech non esisterebbero o,
> qualora esistessero, i problemi di lock-in non esisterebbero...
>
> Il paragone con le biblioteche regge... ma fino ad un certo punto:
> quella che finisce in una biblioteca fisica, è una COPIA del testo.
> Anche in ambito museale, a volte si muovono COPIE delle opere
> originali (almeno cosi' mi pare di ricordare; confesso di essere
> ESTREMAMENTE ignorante, al riguardo).
>
>
> Ragionandoci meglio, mi vengono in mente i problemi della
> "Conservazione Sostitutiva": una normativa (vigente) estremamente
> complessa, che consente --ad esempio-- ai commercialisti di liberarsi
> della carta in favore di copie "digitali" normativamente assimilate
> all'originale. Non è un caso che mi risulti essere scarsissimamente
> adottata...
>
> Mi sembrano, pero', argomenti che dovrebbero essere appannaggio degli
> archivisti, piu' che degli informatici e/o dei gestori di contenuti
> (digitali).
>
> Da "tecnico" mi incuriosisce, ad esempio, l'approccio del cosiddetto
> "Fediverso", dove (semplifico...) piu' o meno "magicamente", contenuti
> pubblicati sul sito X finiscono anche sul sito Y (...e quindi
> potrebbero finire anche "nella biblioteca Z"), senza azioni specifiche
> da parte del produttore dei contenuti... Forse una diffusione
> capillare di tali tecnologie darebbe una mano. Ma come "enforzarle",
> mi viene difficile da pensare....
>
>
> In ogni caso, rispetto all'ultimo punto:
>
>> [...]
>> mettere [...] in discussione [...] il diritto incontrastato di fare
>> quel che si vuole solo perché si tratta di "proprietà privata".
>> [...]
>
> continuerei ad essere "rigido": lungi da me il difendere la
> possibilita' di spargere del tritolo sul giardino di casa mia (lontano
> da casa), senza la necessita' di erigere recinzioni e segnaletiche
> adeguate (e, vista la pericolosita', poterlo fare anche solo previa
> autorizzazione).
>
> Ma il fatto di poter fare power-off del "mio" bel portale di
> fotografia, magari semplicemente perché la bolletta energetica è
> cresciuta di un x3, il costo del personale è cresciuto di un x1.5, il
> costo dell'hosting è cresciuto di un x2 e... i ricavi per pubblicita'
> --anche grazie alle big-tech-- si sono ridotti di due terzi e... i
> finanziatori hanno deciso di abbandonarmi.... mi pare sacrosanto.
>
> Certamente, se io fossi l'Archivio di Stato e conservassi (ancora; in
> digitale) gli Stati Matricolari di tutti coloro che hanno partecipato
> alla Grande Guerra... il discorso sarebbe diverso. Cosi' come se io
> avessi digitalizzato l'intero archivia TARA [1], sarebbe un'altra
> storia. Ma tali iniziative dovrebbero essere --appunto-- appannaggio
> del "pubblico"; non certo affidate alle volonta' del privato
> (qualunque esso sia...). E se viene lasciata al privato una certa
> "liberta'" (penso al "Codice Leicester" [2] di Leonardo), allora darei
> per scontato che... se voglio dargli un'occhiata, devo sperare nella
> buona volonta' di.... Bill Gates...
>
> Un saluto,
> DV
>
>
> [1]
> http://www.arcland.eu/case-studies/case-studies/aerial-archives/1818-ncap-a…
> [2] https://it.wikipedia.org/wiki/Codice_Leicester
>
>
>
> _______________________________________________
> nexa mailing list
> nexa(a)server-nexa.polito.it
> https://server-nexa.polito.it/cgi-bin/mailman/listinfo/nexa
March 24, 2023
Re: [nexa] "DPReview.com to close"
by Maria Chiara Pievatolo
On 24/03/23 16:05, maurizio lana wrote:
>
> secondo me c'è spazio per un'iniziativa che parta da Nexa e si rivolga
> alla Digital Library
In Italia esisterebbe già un legge che estende la norma dedicata ai
documenti cartacei, rendendo obbligatorio anche il deposito legale dei
documenti digitali:
https://www.giurdanella.it/2006/09/dpr-2522006-sul-deposito-legale-dei-docu…
Però, una cosa è aver emanato una legge e averne sperimento,
limitatamente, l'applicazione (https://www.depositolegale.it/) un'altra
attuarla in modo pervasivo *e* sistematico, ammesso e non concesso che
sia possibile farlo.
A presto,
MCP
March 24, 2023
Re: [nexa] "DPReview.com to close"
by Damiano Verzulli
Il 24/03/23 10:35, J.C. DE MARTIN ha scritto:
> [...]
> in assenza di istituti e processi che conservino
> sistematicamente e adeguatamente la conoscenza digitale pubblicamente
> disponibile,
> esattamente come già capita [...] grazie a archivi, biblioteche e musei,
> per la conoscenza su supporto fisico, che fare?
>
> [...]
> il punto a mio avviso decisivo è proprio quello di mettere
> (molto moderatamente) in discussione quello che invece tu sembri dare
> per scontato,
> ovvero, il diritto incontrastato di fare quel che si vuole solo perché
> si tratta di "proprietà privata".
Continuo ad essere scettico, rispetto a questo approccio.
Mi chiedo veramente se abbia senso tutelare le scelte di qualcuno che,
scientemente, pubblica contenuti negli spazi di qualcun altro, sol
perché questo qualcun altro gli da la possibilita' di farlo, e senza
porsi minimamente il dubbio degli effetti che tale pubblicazione produce.
Non sarebbe preferibile che questo qualcuno, PRIMA di pubblicare
contenuti, venisse edotto delle conseguenze di tale azione e, quindi,
nel momento della pubblicazione, sia consapevole delle conseguenze
(prima fra tutte, la possibilita' che i contenuti spariscano con uno
schiocco delle dita) ?
Anch'io mi rendo conto che un tal approccio è da "libro dei sogni" e che
se cosi' si fosse fatto, oggi le big-tech non esisterebbero o, qualora
esistessero, i problemi di lock-in non esisterebbero...
Il paragone con le biblioteche regge... ma fino ad un certo punto:
quella che finisce in una biblioteca fisica, è una COPIA del testo.
Anche in ambito museale, a volte si muovono COPIE delle opere originali
(almeno cosi' mi pare di ricordare; confesso di essere ESTREMAMENTE
ignorante, al riguardo).
Ragionandoci meglio, mi vengono in mente i problemi della "Conservazione
Sostitutiva": una normativa (vigente) estremamente complessa, che
consente --ad esempio-- ai commercialisti di liberarsi della carta in
favore di copie "digitali" normativamente assimilate all'originale. Non
è un caso che mi risulti essere scarsissimamente adottata...
Mi sembrano, pero', argomenti che dovrebbero essere appannaggio degli
archivisti, piu' che degli informatici e/o dei gestori di contenuti
(digitali).
Da "tecnico" mi incuriosisce, ad esempio, l'approccio del cosiddetto
"Fediverso", dove (semplifico...) piu' o meno "magicamente", contenuti
pubblicati sul sito X finiscono anche sul sito Y (...e quindi potrebbero
finire anche "nella biblioteca Z"), senza azioni specifiche da parte del
produttore dei contenuti... Forse una diffusione capillare di tali
tecnologie darebbe una mano. Ma come "enforzarle", mi viene difficile da
pensare....
In ogni caso, rispetto all'ultimo punto:
> [...]
> mettere [...] in discussione [...] il diritto incontrastato di fare
> quel che si vuole solo perché si tratta di "proprietà privata".
> [...]
continuerei ad essere "rigido": lungi da me il difendere la possibilita'
di spargere del tritolo sul giardino di casa mia (lontano da casa),
senza la necessita' di erigere recinzioni e segnaletiche adeguate (e,
vista la pericolosita', poterlo fare anche solo previa autorizzazione).
Ma il fatto di poter fare power-off del "mio" bel portale di fotografia,
magari semplicemente perché la bolletta energetica è cresciuta di un x3,
il costo del personale è cresciuto di un x1.5, il costo dell'hosting è
cresciuto di un x2 e... i ricavi per pubblicita' --anche grazie alle
big-tech-- si sono ridotti di due terzi e... i finanziatori hanno deciso
di abbandonarmi.... mi pare sacrosanto.
Certamente, se io fossi l'Archivio di Stato e conservassi (ancora; in
digitale) gli Stati Matricolari di tutti coloro che hanno partecipato
alla Grande Guerra... il discorso sarebbe diverso. Cosi' come se io
avessi digitalizzato l'intero archivia TARA [1], sarebbe un'altra
storia. Ma tali iniziative dovrebbero essere --appunto-- appannaggio del
"pubblico"; non certo affidate alle volonta' del privato (qualunque esso
sia...). E se viene lasciata al privato una certa "liberta'" (penso al
"Codice Leicester" [2] di Leonardo), allora darei per scontato che... se
voglio dargli un'occhiata, devo sperare nella buona volonta' di.... Bill
Gates...
Un saluto,
DV
[1]
http://www.arcland.eu/case-studies/case-studies/aerial-archives/1818-ncap-a…
[2] https://it.wikipedia.org/wiki/Codice_Leicester
--
Damiano Verzulli
e-mail: damiano(a)verzulli.it
---
possible?ok:while(!possible){open_mindedness++}
---
"...I realized that free software would not generate the kind of
income that was needed. Maybe in USA or Europe, you may be able
to get a well paying job as a free software developer, but not
here [in Africa]..." -- Guido Sohne - 1973-2008
http://ole.kenic.or.ke/pipermail/skunkworks/2008-April/005989.html
March 24, 2023
Re: [nexa] "DPReview.com to close"
by maurizio lana
due cose.
1) nella chiusura di DPreview appare un'ulteriore evidenza
dell'impermanenza delle risorse digitali. in cui è di primaria rilevanza
"il rubinetto" che, in varia combinazione percentuale, porta alla
risorsa denaro, banda, personale, hardware, eccetera.
come in una serra idroponica, se chi controlla il rubinetto lo chiude,
tutto muore rapidamente anche se fino all'istante prima della chiusura
del rubinetto era in good shape. su questa impermanenza Marco Calamari
aveva scritto in novembre 2020: «Cassandra Crossing/Attivisti della
conservazione». /Medium/, 9 novembre 2020.
https://calamarim.medium.com/cassandra-crossing-attivisti-della-conservazio….
giusto a titolo di esempio, segnalo che lo stesso problema era stato
descritto qui: Khan, Amina. «Fearing Climate Change Databases May Be
Threatened in Trump Era, UCLA Scientists Work to Protect Them». /Los
Angeles Times/, 22 gennaio 2017.
https://www.latimes.com/science/sciencenow/la-sci-sn-climate-change-data-20….
la protezione di cui parla l'articolo era copiare una dopo l'altra le
pagine web e i dataset dentro Internet Archive. cioè il problema non è
nuovo, dal 2017 ad oggi Internet Archive continua a presentarsi come un
rimedio di ultima istanza, e la scomparsa di risorse può avere anche
motivazioni politiche e lì la scelta di continuarle si presenta a sua
volta come un esplicito atto politico.
2) nel messaggio di Juan Carlos il richiamo a cosa si può fare con il
mondo (G)LAM (=libraries archives museums, non si sa mai bene se un
acronimo è includente o escludente) è pressante.
il tema è forse più specificamente da biblioteche, che da archivi o
musei, ma teniamo presente che da un lato abbiamo un universo
bibliotecario in cui in genere, tolte le eccezioni dei centri di ricerca
e delle università, le persone che vi operano sono assunte a tempo
determinato, su contratti al ribasso, affidati a cooperative
multiservizi. non il massimo per pensare di gestire di risorse digitali
complesse. se pensiamo "ok, allora stiamo sulle biblioteche
universitarie e di ricerca", le competenze e i mezzi ci sono ma a
malapena dimensionati, spesso sottodimensionati rispetto alle necessità
già presenti. e comunque, spesso, il tema delle biblioteche digitali
appare settoriale, di nicchia, "da informatici".
rimane il progetto della Digital Library italiana,
https://digitallibrary.cultura.gov.it/obiettivi/, in costruzione su
fondi PNRR, molto pensata in prospettiva di digitalizzazione (=portare
in digitale ciò che è in fisico/analogico) ma che forse
potrebbe/dovrebbe prendere in seria considerazione la conservazione di
ciò che è già digitale ma era alimentato da rubinetti che si sono chiusi
o sono sul punto di chiudere. ok. ma la varietà dei sistemi HW/SW con
cui le risorse digitali funzionano è un serio ostacolo alla pratica
fattibilità di una conservazione /della funzionalità e non solo dei
dati/. in molti casi i dati senza la funzionalità sono sostanzialmente
inutilizzabili.
secondo me c'è spazio per un'iniziativa che parta da Nexa e si rivolga
alla Digital Library
Maurizio
Il 24/03/23 11:09, "J.C. DE MARTIN" <juancarlos.demartin(a)polito.it> ha
scritto:
> Date: Fri, 24 Mar 2023 10:35:02 +0100
> From: "J.C. DE MARTIN"<juancarlos.demartin(a)polito.it>
> To:nexa@server-nexa.polito.it
> Subject: Re: [nexa] "DPReview.com to close"
>
> Nessuna scortesia, ci mancherebbe, siamo qui per confrontarci.
>
> Preciso meglio il mio pensiero: in assenza di istituti e processi che conservino
> sistematicamente e adeguatamente la conoscenza digitale pubblicamente disponibile,
> esattamente come già capita (anche se sempre più imperfettamente, almeno in Italia,
> per spaventosa carenza di personale e risorse) grazie a archivi, biblioteche e musei,
> per la conoscenza su supporto fisico, che fare?
>
> La via maestra sarebbe estendere il mandato di archivi, biblioteche e musei affinché
> preservino anche la conoscenza digitale, impiegando adeguati criteri di selezione
> e dando loro le risorse per farlo (nonché i poteri giuridici).
>
> Intanto però secondo me dovremmo prendere in considerazione l'opzione
> di rendere /obbligatorio/ la messa a disposizione dei contenuti
> per l'archiviazione da parte di chiunque abbia la possibilità e il desiderio di farlo,
> come per esempio archive.org. Potrebbe essere una norma che prevede
> una notifica pubblica, seguita dall'obbligo di tenere il sito ulteriormente online per X mesi
> in attesa che qualcuno si faccia avanti (magari anche associazioni, gruppi di utenti,
> archivi pubblici o privati, ecc.).
>
> Ovviamente ci sarebbero mille questioni da mettere bene a fuoco se si volesse
> davvero procedere in questa direzione - la mia non è nulla più di un abbozzo di idea,
> uno spunto di discussione - ma il punto a mio avviso decisivo è proprio quello di mettere
> (molto moderatamente) in discussione quello che invece tu sembri dare per scontato,
> ovvero, il diritto incontrastato di fare quel che si vuole solo perché
> si tratta di "proprietà privata".
>
> Mi sembra una via potenzialmente molto più fruttuosa del limitarsi di chiedere ai
> singoli di fare "la cosa giusta".
>
>
> On 23/03/23 17:07, Damiano Verzulli wrote:
>> Il 23/03/23 15:48, J.C. DE MARTIN ha scritto:
>>> Dopo quasi 25 anni chiude il noto sito di fotografia Dpreview:
>>>
>>> https://www.dpreview.com/news/5901145460/dpreview-com-to-close
>>>
>>> L'aspetto che trovo stupefacente, anzi, oltraggioso (tranne che per i
>>> fanatici
>>> della proprietà privata, ovviamente), è che - a quanto pare -
>>> il sito /scomparirà/ proprio.
>> rischiando di passare per scortese.... mi chiedo come ci si possa
>> meravigliare che "un sito", un _QUALUNQUE_ sito, a maggior ragione se
>> gestito in un'ottica "privata", possa... chiudere.
>>
>> Il problema, semmai, è il contrario: come si puo' pensare di
>> "contribuire" alla crescita di un qualcosa "di privato" (apportando
>> "contenuti"), senza porsi il problema che questi, da un momento
>> all'altro, possano "sparire"? (...tra l'altro: non che se un sito
>> fosse "pubblico", il problema non esiste. Ma comunque è un tema molto
>> diverso).
>>
>> Anche gli archives di questa lista, un giorno... spariranno. E quindi?
>>
>> Mi rendo conto che il tema è complesso.... Ma gli elementi che
>> attenzionerei, sono estremamente diversi da quelli sollevati da JC
>> (come "apportare" contenuti? Come "preservarli" per il futuro? Come
>> renderli "preservabili"? Quali problemi tecnologici e giuridici vanno
>> affrontati? ...solo per citare i primi che mi vengono in mente).
>>
>> Come gia' ricordato da Marco Calamari, web.archive.org ha gia'
>> un'ampia carrellata di "snapshot" della parte pubblica di dpreview.com:
>>
>> http://web.archive.org/web/20230000000000*/www.dpreview.com
>>
>> ma è chiaro che --sempre come citato da Marco Calamari-- loro cercano
>> di risolvere (...a botte di "hack") un problema che certamente ammette
>> una soluzione migliore. Basta trovarla :-)
>>
>> Un caro saluto,
>> DV
>>
>>
>> --
>> Damiano Verzulli
>> e-mail:damiano@verzulli.it
>> ---
>> possible?ok:while(!possible){open_mindedness++}
>> ---
>> "...I realized that free software would not generate the kind of
>> income that was needed. Maybe in USA or Europe, you may be able
>> to get a well paying job as a free software developer, but not
>> here [in Africa]..." -- Guido Sohne - 1973-2008
>> http://ole.kenic.or.ke/pipermail/skunkworks/2008-April/005989.html
>>
>> _______________________________________________
>> nexa mailing list
>> nexa(a)server-nexa.polito.it
>> https://server-nexa.polito.it/cgi-bin/mailman/listinfo/nexa
> -------------- next part --------------
> An HTML attachment was scrubbed...
> URL:<http://server-nexa.polito.it/pipermail/nexa/attachments/20230324/d30a1911/a…>
>
> ------------------------------
>
> Message: 3
> Date: Fri, 24 Mar 2023 11:09:27 +0100
> From: "Marco A. Calamari"<marcoc_maillist(a)marcoc.it>
> To:nexa@server-nexa.polito.it
> Subject: Re: [nexa] "DPReview.com to close"
> Message-ID:<c8aeca6645d930c7fcce5dead99d5d57511e1434.camel(a)marcoc.it>
> Content-Type: text/plain; charset="utf-8"
>
> On gio, 2023-03-23 at 17:07 +0100, Damiano Verzulli wrote:
>> Il 23/03/23 15:48, J.C. DE MARTIN ha scritto:
>> Dopo quasi 25 anni chiude il noto sito di fotografia Dpreview:
>>
>> https://www.dpreview.com/news/5901145460/dpreview-com-to-close
>>
>> L'aspetto che trovo stupefacente, anzi, oltraggioso (tranne che per i fanatici
>> della proprietà privata, ovviamente), è che - a quanto pare -
>> il sito scomparirà proprio.
>> rischiando di passare per scortese.... mi chiedo come ci si possa meravigliare
>> che "un sito", un _QUALUNQUE_ sito, a maggior ragione se gestito in un'ottica
>> "privata", possa... chiudere.
>> Il problema, semmai, è il contrario: come si puo' pensare di "contribuire"
>> alla crescita di un qualcosa "di privato" (apportando "contenuti"), senza
>> porsi il problema che questi, da un momento all'altro, possano "sparire"?
>> (...tra l'altro: non che se un sito fosse "pubblico", il problema non esiste.
>> Ma comunque è un tema molto diverso).
>> Anche gli archives di questa lista, un giorno... spariranno. E quindi?
>> Mi rendo conto che il tema è complesso.... Ma gli elementi che attenzionerei,
>> sono estremamente diversi da quelli sollevati da JC (come "apportare"
>> contenuti? Come "preservarli" per il futuro? Come renderli "preservabili"?
>> Quali problemi tecnologici e giuridici vanno affrontati? ...solo per citare i
>> primi che mi vengono in mente).
>> Come gia' ricordato da Marco Calamari, web.archive.org ha gia' un'ampia
>> carrellata di "snapshot" della parte pubblica di dpreview.com:
>> http://web.archive.org/web/20230000000000*/www.dpreview.com
>> ma è chiaro che --sempre come citato da Marco Calamari-- loro cercano di
>> risolvere (...a botte di "hack") un problema che certamente ammette una
>> soluzione migliore. Basta trovarla :-)
> Ecco ... un po' di apprezzamento per noi poveri hacker che ci arrabattiamo
> continuamente, dalle cose della vita alle azioni politiche, fa piacere
> sentirselo riconoscere.
>
> Io però, in maniera sicuramente troppo sintetica, intendevo proprio considerare
> il ruolo delle biblioteche come soggetti privilegiati dalla legge a fare queste
> cose riguardo alla conservazione di opere abbandonate o non disponibili
> pubblicamente.
>
> Non so come sia la situazione legale in Italia, ma negli Stati Uniti una
> biblioteca è un ente autonomo eccezionalmentestimato, e molto tutelato dalla
> Costituzione e dalla legge.
>
> Certo, non tutte le biblioteche hanno un Brewster Kahle che le dirige, ma credo
> molto si potrebbe fare anche nella UE ed in Italia.
>
> Tanto per dire quanto sono "potenti" le biblioteche americane, una decina di
> anni fa Archive.org ricevette una gag letter vincolata al segreto da non so se
> FBI o NSA che gli chiedeva, se non vado errato, l'elenco dei lettori di opere in
> arabo, ovviamente ai fini di antiterrorismo.
>
> Kahle non solo non ha adempiuto, ma ha reso pubblica la lettera. Ha rischiato la
> galera ... ma non gli hanno fatto niente, neppure un'imputazione.
>
> Per finire anche io avevo scritto due righe sul tema dell'attivismo digitale
> .... se a qualcuno interessasse.
>
> https://medium.com/@calamarim/cassandra-crossing-attivisti-della-conservazi…
>
> JM2EC. Marco
>
>> Un caro saluto,
>> DV
>>
>> _______________________________________________
>> nexa mailing list
>> nexa(a)server-nexa.polito.it
>> https://server-nexa.polito.it/cgi-bin/mailman/listinfo/nexa
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> Subject: Digest Footer
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> nexa mailing list
> nexa(a)server-nexa.polito.it
> https://server-nexa.polito.it/cgi-bin/mailman/listinfo/nexa
>
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>
> End of nexa Digest, Vol 167, Issue 51
> *************************************
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one of the things I really believed in is the idea of simplicity,
that life should always be moving toward more simplicity
rather than more complexity
yvon chouinard
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Maurizio Lana
Università del Piemonte Orientale
Dipartimento di Studi Umanistici
Piazza Roma 36 - 13100 Vercelli
March 24, 2023
SALAMI che giocano al telefono senza fili
by Daniela Tafani
Google and Microsoft’s chatbots are already citing one another in a misinformation shitshow
Google and Microsoft’s chatbots are already citing one another in a misinformation shitshow
icrosoft’s Bing said Google’s Bard had been shut down after it misread a story citing a tweet sourced from a joke. It’s not a good sign for the future of online misinformation.
Google and Microsoft’s chatbots are already citing one another in a misinformation shitshow
Microsoft’s Bing said Google’s Bard had been shut down after it misread a story citing a tweet sourced from a joke. It’s not a good sign for the future of online misinformation.
<https://www.theverge.com/2023/3/22/23651564/google-microsoft-bard-bing-chat…>
If you don’t believe the rushed launch of AI chatbots by Big Tech has an extremely strong chance of degrading the web’s information ecosystem, consider the following:
Right now,* if you ask Microsoft’s Bing chatbot if Google’s Bard chatbot has been shut down, it says yes, citing as evidence a news article<https://www.windowscentral.com/software-apps/google-bard-says-its-already-b…> that discusses a tweet<https://twitter.com/juanbuis/status/1638289186351456257?s=20> in which a user asked Bard when it would be shut down and Bard said it already had, itself citing a comment<https://news.ycombinator.com/item?id=35246669> from Hacker News in which someone joked about this happening, and someone else used ChatGPT to write fake news coverage about the event.
(*I say “right now” because in the time between starting and finishing writing this story, Bing changed its answer and now correctly replies that Bard is still live. You can interpret this as showing that these systems are, at least, fixable or that they are so infinitely malleable that it’s impossible to even consistently report their mistakes.)
[...]
March 24, 2023
[CFP] 35th International Teletraffic Congress
by Martino Trevisan
[Apologies if you receive multiple copies of this mail]
*35th International Teletraffic Congress*
*3-5 October, 2023, Turin*
*Website: https://itc35.itc-conference.org/*
/_*CALL FOR PAPERS*_/
/The International Teletraffic Congress (ITC) 35, to be held October
3-5, 2023 at Politecnico di Torino, Italy, is the 35th edition of this
international flagship congress in the field of networking science and
practice. ITC was founded back in 1955 by enthusiastic scientists and
engineers who were willing to deploy networks in a holistic way. Since
then, it has established a multi-decade tradition as the primary forum
for presenting and discussing the latest technical advances in the broad
areas of teletraffic models, network systems, and measurements.
ITC 35 solicits cutting-edge papers spanning both theory and
experimentation in all areas of networking, ranging from traffic
engineering and control with application also to emerging
softwarized/virtualized network paradigms, up to innovative wireless
scenarios brought about by the emergence of B5G and IoT systems. ITC 35
especially encourages original contributions which bridge the gap
between performance modeling and real-life operational aspects,
including works which leverage measurement data to provide a better
understanding of the wired and wireless networks’ operation under
realistic conditions. A selection of the best papers presented at the
conference will be fast tracked to Performance Evaluation and Computer
Networks journals after the conference.
ITC 35 will offer a number of _*student travel grants*_ to support
full-time students for attending._*
*_/
/_*TOPICS*_/
*ITC 35* covers topics in the following areas:
* Performance Evaluation, Control and Optimization
* Network Measurements and Big Data
* Networking Architectures and Paradigms
* Wireless and Cellular Networks
/_*IMPORTANT DATES*_/
* *May 23, 2023:* Paper registration deadline
* *May 30, 2023:* Paper submission deadline
* *Jul. 17, 2023:* Notification date
* *Aug. 16, 2023:* Camera-ready paper and author registration deadline
* *Oct. 3-5, 2023:* Conference Date
Both full papers and short papers are welcome. Submission instructions
can be found at the conference website:
https://itc35.itc-conference.org/authors.html
/_*ORGANIZING COMMITTEE*_/*
*
*General chairs:*
* *Markus Fiedler*, BTH, Sweden
* *Michela Meo*, Politecnico di Torino, Italy
*TPC chairs:*
* *Zhiyuan Jiang*, China
* *Sara Alouf*, INRIA, France
* *Oliver Hohlfeld*, University of Kassel, Germany
*Local arrangement:*
* *Daniela Renga*, Politecnico di Torino, Italy
* *Greta Vallero*, Politecnico di Torino, Italy
*Publicity chairs:*
* *Martino Trevisan*, Università di Trieste, Italy
* *Yuxuan Sun*, Beijing Jiaotong University, China
*Web chair:*
* *Gianluca Perna*, Politecnico di Torino, Italy
For additional information visit *https://itc35.itc-conference.org/*
<https://itc35.itc-conference.org/>
For any questions do not hesitate to contact the conference organization
under***itc35_oc(a)tlc.polito.it*
/Best Regards,/
/*ITC 35 *//Organizing Team/
March 24, 2023
Re: [nexa] media e qualità del discorso pubblico
by Antonio
> Capire non fa davvero parte della posta in gioco.
"Nel mondo nuovo mai un cittadino di casta inferiore dava fastidio.
Perché? Perché ogni bambino era sottoposto a suggerimenti ripetuti
all’infinito, notte dopo notte, nelle ore del sonno o della sonnolenza.
Questi suggerimenti erano come gocce di ceralacca liquida, gocce che
aderiscono, s’incrostano, s’incorporano con la cosa su cui cadono, fino
a ridurla a un unico bolo scarlatto. Alla fine la mente del fanciullo è
questi suggerimenti e la somma di essi è la mente del fanciullo. E non
del fanciullo soltanto, ma anche dell’adulto, per tutta la vita. La
mente che giudica e desidera e decide, fatta di questi suggerimenti." [1]
> Chi vive sui social e non parla, discute o argomenta mai in pubblico
e con la mediazione del proprio e altrui corpo, è spesso rabbioso,
ego-riferito e incapace di ascolto.
Da una recente recensione del libro di Eugenio Mazzarella (Contro
Metaverso. Salvare la presenza, Mimesis, Milano-Udine 2022), Alberto
Giovanni Biuso [2]:
"Il progetto del Metaverso intende trasformare Facebook in ciò che esso
è stata sin dai suoi inizi. Non una piattaforma di incontri e
interazioni; non un immenso database di parole, nomi, immagini, suoni;
non un’impresa commerciale ma il tentativo di creare una nuova realtà,
il sogno di essere dio. Il fondamento di Facebook e Metaverso è "un
animismo digitale" di forte impronta numerica e dunque galileiana e
platonica che disprezza la realtà dei corpi, della materia e della
presenza per sostituirla con una "dimensione vitale, relazionale,
sociale e comunicativa, lavorativa ed economica vista, agita e proposta
come frutto di una continua interazione tra la realtà materiale e
analogica e la realtà virtuale e interattiva. Dove l’effetto gorgo, il
buco nero dell’online fagocita sempre più la realtà offline, la vita
come tale", in questo modo "sradicando la nostra vita, il nostro
esserci, dall’essere-nel-mondo di presenza fin qui abitato"
A.
[1] Ritorno al mondo nuovo - Aldous Huxley
(https://it.wikipedia.org/wiki/Ritorno_al_mondo_nuovo)
[2] https://www.aldousblog.it/single.php?id=150
March 24, 2023