nexa
By thread
nexa@server-nexa.polito.it
By month
Messages by month
- ----- 2026 -----
- September
- August
- July
- June
- May
- April
- March
- February
- January
- ----- 2025 -----
- December
- November
- October
- September
- August
- July
- June
- May
- April
- March
- February
- January
- ----- 2024 -----
- December
- November
- October
- September
- August
- July
- June
- May
- April
- March
- February
- January
- ----- 2023 -----
- December
- November
- October
- September
- August
- July
- June
- May
- April
- March
- February
- January
- ----- 2022 -----
- December
- November
- October
- September
- August
- July
- June
- May
- April
- March
- February
- January
- ----- 2021 -----
- December
- November
- October
- September
- August
- July
- June
- May
- April
- March
- February
- January
- ----- 2020 -----
- December
- November
- October
- September
- August
- July
- June
- May
- April
- March
- February
- January
- ----- 2019 -----
- December
- November
- October
- September
- August
- July
- June
- May
- April
- March
- February
- January
- ----- 2018 -----
- December
- November
- October
- September
- August
- July
- June
- May
- April
- March
- February
- January
- ----- 2017 -----
- December
- November
- October
- September
- August
- July
- June
- May
- April
- March
- February
- January
- ----- 2016 -----
- December
- November
- October
- September
- August
- July
- June
- May
- April
- March
- February
- January
- ----- 2015 -----
- December
- November
- October
- September
- August
- July
- June
- May
- April
- March
- February
- January
- ----- 2014 -----
- December
- November
- October
- September
- August
- July
- June
- May
- April
- March
- February
- January
- ----- 2013 -----
- December
- November
- October
- September
- August
- July
- June
- May
- April
- March
- February
- January
- ----- 2012 -----
- December
- November
- October
- September
- August
- July
- June
- May
- April
- March
- February
- January
- ----- 2011 -----
- December
- November
- October
- September
- August
- July
- June
- May
- April
- March
- February
- January
- ----- 2010 -----
- December
- November
- October
- September
- August
- July
- June
- May
- April
- March
- February
- January
- ----- 2009 -----
- December
- November
- October
- September
- August
- July
- June
- May
January 2023
- 40 participants
- 215 messages
big Microsoft 365, Teams, and Outlook outage
by Giuseppe Attardi
Quando succede in Italia si dice che non abbiamo le competenze, la capacità manageriale, la cultura della sicurezza, ecc.
Se succede a Microsoft per una causa simile, l’aggiornamento di un software di terze parti, nessuno ne parla.
Certo, entrambi sono casi deprecabili, ma non uno peggio dell’altro.
Dimostrano semplicemente che nessuno è infallibile, semmai che c’è ancora molto da perfezionare nelle procedure di aggiornamento e di recovery.
— Beppe
https://www.zdnet.com/home-and-office/work-life/that-big-microsoft-365-team…
Jan. 30, 2023
"Certe cose è meglio non dirle" [Was: Blackout Libero Mail]
by Damiano Verzulli
Caro Prof. Attardi,
si puo' certamente scegliere di andare in guerra armati di forconi
di legno e, magari, qualche sasso... Se il nemico, pero', nel frattempo
[mentre noi eravamo nelle caverne] si è armato di scudi, archi, frecce,
palle incendiarie.... e qualcuno, addirittura, gli ha pure "regalato"
fucili e cannoni.... non ci si puo' stupire di soccombere all'inizio
della prima battaglia.
Non entro nel merito della notizia (che, tra l'altro, è "vecchia"
[1] ed impatta diversi altri Atenei, ovviamente [2]). Mi limito pero' a
sottolineare che:
* il suo Ateneo ha un "Collegio dei Revisori dei Conti" [3] che, come
da Statuto, " [...] esercita il controllo di regolarità
amministrativa e contabile, assicurando, in conformità ai principi
dettati dal decreto legislativo n. 286/1999, la legittimità, la
regolarità e la correttezza dell'azione amministrativa". Se il suo
Ateneo sostiene dei costi che qualcuno ritiene sproporzionati o
addirittura inutili... sarebbe il caso di segnalarlo (nelle forme
opportune);
* non dovrebbe essere necessario ma.... tenga conto che in tutti gli
Atenei (incluso il suo) esiste un Responsabile della prevenzione
della corruzione e della trasparenza [4]
* esiste anche un Responsabile per la Transizione al Digitale [5], cui
la legge (rif. Art. 17 - del CAD [6]) assegna diversi compiti che
--a vari livelli-- intersecano le scelte che lei ha raccontato. Ad
esempio (il maiuscolo è mio): "...A tal fine, ciascuna pubblica
amministrazione affida [...] la transizione alla modalita'
operativa digitale [...] e i conseguenti processi di
riorganizzazione finalizzati alla realizzazione di
un'amministrazione digitale e aperta [...] attraverso UNA
MAGGIORE EFFICIENZA ED ECONOMITA'.....";
* il mancato rispetto del CAD, sia da parte dell'RTD o, piu'
generalmente, dell'Ente nel suo complesso, puo' essere segnalato al
Difensore Civico, espressamente previsto dalla norma e gestito da
AGID [7]
Inoltre, non va sottovalutato il principio della cosiddetta
"Responsabilita' Dirigenziale". Anche se sono ancora pochi i casi noti
al grande pubblico, sono diversi i provvedimenti che vedono i dirigenti
"colpevoli" di azioni che hanno comportato un danno erariale e,
pertanto, impongono loro il risarcimento del danno. Su una scala molto
diversa ed in un ambito molto diverso... è interessante, ad esempio,
questo provvedimento della Corte dei Conti dello scorso 22/12/2022 [8],
a sfavore di una partecipata pubblica (della mia citta'), che a pagina
11 segnala cosa sia necessario fare rispetto a delle Polizze
Assicurative che la societa' aveva accesso a favore di alcuni
funzionari. Si legge: "Si ribadisce che le citate polizze vanno revocate
e la società deve recuperare presso il beneficiario le quote già versate".
...e tutto cio', senza neanche scomodare i livelli piu' "politici" (a
partire dal Rettore, in su) i quali dovrebbero promuovere certe scelte
sulla base di criteri che qui, fra i Nexiani, sono palesi... ma altrove, no.
Sicuramente dimentico qualcosa... Chiudo, pero', segnalando che "le
chiacchiere, le porta via il vento". Qualunque cosa si faccia, quindi,
serve... come minimo, una PEC: lei non ha idea di quale impatto comporti
una PEC ben argomentata spedita ai recapiti giusti...
Tutto cio' premesso.... la invito a riconsiderare tutta la sua vicenda e
valutare se/come andare in battaglia... alla luce di tutte queste belle
armi che il nostro ordinamento le mette a disposizione.
Insomma: non è che... "Certe cose è meglio non dirle". È semplicemente
che... vanno dette nei modi opportuni, nelle sedi opportune ed ai
referenti corretti.
Un caro saluto,
DV
[1] https://support.google.com/a/answer/10431555?hl=it
[2] non posso fornire dettagli, ma sono _DIVERSI_ gli Atenei che se ne
stanno occupando, gia' da fine 2022 (un esempio pubblico, è qui:
https://t.me/eticadigitalegruppo/59726 ). Interessante il fatto che la
"deadline" è diversa per tutti, in quanto è funzione della data di
scadenza delle sottoscrizioni precedentemente attive. In alcuni, in
particolare, il provvedimento NON è ancora "attivo"
[3]
https://www.unipi.it/index.php/organi-dell-ateneo/itemlist/category/202-col…
[4]
https://www.unipi.it/index.php/amministrazione/itemlist/category/1997-staff…
[5]
https://indicepa.gov.it/ipa-portale/consultazione/responsabile-transizione-…
[6]
http://www.normattiva.it/eli/id/2005/05/16/005G0104/CONSOLIDATED/20230130
[7] https://www.agid.gov.it/it/agenzia/difensore-civico-il-digitale
[8]
https://www.corteconti.it/HOME/Documenti/DettaglioDocumenti?Id=d63fab57-3fa…
Il 30/01/23 16:04, Giuseppe Attardi ha scritto:
> On 30 Jan 2023, at 15:08, nexa-request(a)server-nexa.polito.it wrote:
>> ….
>>
>> - ieri il Rettore lo ha chiamato: un altro Rettore gli ha detto che
>> hanno la posta su GMAIL. Funziona benissimo, ed è gratis;
>> ….
>>
> Qualche settimana fa un funzionario di Google si è fatto vivo per spiegare che il servizio Google Workplace (ex GSuite for Education), che prevedeva spazio disco illimitato gratis, utilizzo di GMail, Classroom e Meet, non lo è più e l’Università di Pisa deve rientrare sotto il limite di 450GB totali o pagare un abbonamento commisurato al numero di utenti.
> 450GB di spazio disco ridondato, più qualche server sarebbero ammortizzabili in 3 anni a meno di €10.000/anno e anche includendo lo stipendio di 3 tecnici per tenere in piedi il servizio costerebbero molto meno dell’abbonamento richiesto da Google.
> Se invece a farsi i servizi ciascuna università per conto proprio, fosse un’associazione di tutte 80, il costo sarebbe ancora inferiore e il servizio più affidabile.
>
> Ma la cosa più stupefacente è che, subito dopo aver riportato quanto sopra nella mailing list del dipartimento in cui si chiedeva il parere dei colleghi, sono stato eliminato dalla lista dal direttore in persona.
> Certe cose è meglio non dirle.
>
> — Beppe
>
>> Torno alla domanda: cosa fa la differenza fra "A" e "B"?
>>
>> Bye,
>> DV
>>
>>
>> --
>> Damiano Verzulli
>> e-mail:damiano@verzulli.it
>> ---
> _______________________________________________
> nexa mailing list
> nexa(a)server-nexa.polito.it
> https://server-nexa.polito.it/cgi-bin/mailman/listinfo/nexa
--
Damiano Verzulli
e-mail:damiano@verzulli.it
---
possible?ok:while(!possible){open_mindedness++}
---
"...I realized that free software would not generate the kind of
income that was needed. Maybe in USA or Europe, you may be able
to get a well paying job as a free software developer, but not
here [in Africa]..." -- Guido Sohne - 1973-2008
http://ole.kenic.or.ke/pipermail/skunkworks/2008-April/005989.html
Jan. 30, 2023
Re: [nexa] Il valore d'uso dei dati (was: mail studenti UniMi outsourced a Microsoft)
by Giacomo Tesio
On Mon, 30 Jan 2023 15:15:44 +0100 Giuseppe Attardi wrote:
> Temo ci sia un errore in questa analisi del bit singolo, come lo
> riporti anche nel video della tua lezione. Non è vero che un singolo
> dato divida a metà la platea, e il secondo a 1/4 e così via. [...]
Vero: nel video, così come nella analisi che ho riportato qui ci sono
molte semplificazioni perché le lezioni erano destinate a persone
completamente prive di competenze matematiche ed informatiche
precedenti e qui non volevo essere troppo prolisso.
Hai ragione: un bit su una persona non dimezza il costo di manipolare
un'intera popolazione: devi conoscere quel bit su tutti i membri (o
comunque una quantità sufficiente da poterlo dedurre in modo
probabilistico attraverso sulla restante parte sulla base delle
correlazioni che lo coinvolgono).
Infatti, per semplificare _senza_mentire_ di solito parlo di "ogni nuovo
bit sulla popolazione" intendendo che lo conosco per tutti i membri.
D'altro canto, anche a livello individuale il valore d'uso dei dati
funziona nello stesso modo, permettendo la selezione del messaggio (o
della sequenza di messaggi) che producono un determinato comportamento.
Supponiamo che voglio convincere propriamente TE a sostenere l'ingresso
dell'Italia in una guerra nucleare frontale contro la Russia.
Se non posso convincerti, voglio comunque disincentivare che tu ti
esprima contro.
Ogni giorno vengono prodotti miliardi di messaggi sul tema.
Ogni nuovo bit _rilevante_ che acquisisco su di te duplica la mia
capacità di decidere quali messaggi "personalizzati" efficaci inviarti.
Ovviamente se analizziamo un singolo condizionamento su una singola
persona, la crescita del valore d'uso dipende dalla rilevanza del bit
per il condizionamento in questione di quella persona.
Ci sono bit rilevanti per selezionare il messaggio migliore da
sottoporti per spingerti ad un certo comportamento e bit irrilevanti.
Quelli irrilevanti non influenzano l'efficacia della manipolazione, ma
quelli rilevanti continuano ad avere un effetto moltiplicativo
esponenziale.
Tuttavia, un bit irrilevante per orientare il tuo comportamento in un
senso, può essere rilevante per orientare il tuo comportamento in un
altro: sapere se sei maschio o femmina potrebbe essere irrilevante per
la propensione alla guerra nucleare, ma potrebbe esserlo per
influenzare la tua opinione sull'aborto o su qualcos'altro.
Tuttavia ogni _nuovo_ bit su una singola persona (ovvero ortogonale e
non deducibile da quelli già disponibili) duplica anche l'efficacia
della manipolazione di un singolo individuo, dimezzando il numero di
messaggi "di suo interesse" fra cui scegliere per condizionarlo nello
spazio di attenzione disponibile, ed orientarne il comportamento nella
direzione desiderata.
Insomma, la dinamica che viene interpretata comunemente come
"la polarizzazione delle opinioni sui social" è il risultato
dell'applicazione continua di questo meccanismo.
Ed è ingenuo chiamarla polarizzazione: si tratta più che altro
segmentazione e normalizzazione all'interno di ciascun segmento.
> Quindi ribadisco, da nessun punto di vista il dato di un singolo ha
> valore altamente rilevante, né per il singolo, né per l’aggregatore.
E come ho provato a spiegare ti sbagli perché il valore d'uso dei dati
non serve solo a selezionare le persone cui inviare un messaggio, ma
anche i messaggi da inviare ad una singola persona per orientarne il
comportamento.
D'altro canto, una volta che la probabilità di produrre un determinato
comportamento in una singola persona è prossimo alla certezza, un bit
ulteriore, per quanto nuovo ed ortogonale a tutti gli altri aumenta in
modo marginale tale probabilità.
MA può aumentare in modo NON marginale la probabilità di successo di
molte altre manipolazioni. Quante? Bella domanda... ci penso. :-)
Però in fondo è abbastanza intuitivo: anche a livello individuale, tanto
meglio puoi prevedere a fronte di quali stimoli una persona reagirà
con un determinato comportamento, tanto più facilmente potrai produrre
quel comportamento, sottoponendolo nel momento giusto allo stimolo
giusto.
Questa riduzione di libertà duplica con ogni nuovo bit _rilevante_
acquisito. E poiché non sappiamo a priori per quali manipolazioni un
certo bit sia rilevante, preferisco assumere che lo sia per tutte.
Matematicamente è una semplificazione eccessiva, ma eticamente no.
In fondo, se anche Google potesse determinare SOLO UN mio
comportamento, menomando la mia libertà di pensiero in UNA SOLA
occasione, per me sarebbe già una violenza gravissima e inaccettabile.
Con altre riduzioni della libertà individuale lo comprendiamo tutti
subito al volo: pensa alle violenze sessuali.
> Affidarsi a una cooperativa significa delegare a qualcuno di cui ci
> si fida di curare i tuoi interessi. Una cooperativa con
> milioni/miliardi di utenti sarebbe in grado di controbilanciare i
> poteri delle big tech e negoziare condizioni a vantaggio dei suoi
> associati.
Anzitutto la copia dei dati non lascia tracce.
Questo di per sé rende opaco l'uso che queste cooperative farebbero di
quei dati e chi vi avrebbe accesso. E rende impossibile rimuovere con
certezza la fiducia: non saprai mai se una copia dei tuoi dati rimane
in una chiavetta della cooperativa [1].
Poi queste cooperative sarebbero oggetto di attacchi di ogni sorta,
dalla banale corruzione dei sistemisti a sofisticati attacchi
informatici: se metti tutte le uova in un paniere, quello attrae molte
più volpi (che magari sono anche incentivate a collaborare).
Infine, anche se non ci fosse alcuno di questi problemi, ti rendi conto
di cosa negozierebbero queste cooperative "a vantaggio degli associati"?
Negozierebbero la menomazione degli associati stessi!
E' un po' come proporre di aprire cooperative che negoziano con
gli stupratori il prezzo dello stupro degli iscritti, perché altrimenti
lo stupratore più ricco deciderà come stuprare tutti gratuitamente.
NO! Dobbiamo arrestare gli stupratori, piuttosto!
Dobbiamo iniziare a pensare i nostri dati personali come una parte di
noi, una parte inviolabile della nostra persona.
Della nostra mente, per la precisione.
Non puoi affittare un pezzo del tuo cervello.
E anche se ti fidassi di me ciecamente, non posso affittarlo neanche io.
Neanche se fosse una parte piccola.
Perché non è una cosa che hai fatto e mi hai affidato: è un pezzo di te.
Giacomo
[1] LETTERALMENTE ciò che avvenne in Unicredit
https://www.bitdefender.com/blog/hotforsecurity/unicredit-leaks-3-million-c…
Jan. 30, 2023
Re: [nexa] Blackout Libero Mail
by Giuseppe Attardi
> On 30 Jan 2023, at 15:08, nexa-request(a)server-nexa.polito.it wrote:
> ….
>
> - ieri il Rettore lo ha chiamato: un altro Rettore gli ha detto che
> hanno la posta su GMAIL. Funziona benissimo, ed è gratis;
> ….
>
Qualche settimana fa un funzionario di Google si è fatto vivo per spiegare che il servizio Google Workplace (ex GSuite for Education), che prevedeva spazio disco illimitato gratis, utilizzo di GMail, Classroom e Meet, non lo è più e l’Università di Pisa deve rientrare sotto il limite di 450GB totali o pagare un abbonamento commisurato al numero di utenti.
450GB di spazio disco ridondato, più qualche server sarebbero ammortizzabili in 3 anni a meno di €10.000/anno e anche includendo lo stipendio di 3 tecnici per tenere in piedi il servizio costerebbero molto meno dell’abbonamento richiesto da Google.
Se invece a farsi i servizi ciascuna università per conto proprio, fosse un’associazione di tutte 80, il costo sarebbe ancora inferiore e il servizio più affidabile.
Ma la cosa più stupefacente è che, subito dopo aver riportato quanto sopra nella mailing list del dipartimento in cui si chiedeva il parere dei colleghi, sono stato eliminato dalla lista dal direttore in persona.
Certe cose è meglio non dirle.
— Beppe
> Torno alla domanda: cosa fa la differenza fra "A" e "B"?
>
> Bye,
> DV
>
>
> --
> Damiano Verzulli
> e-mail: damiano(a)verzulli.it
> ---
Jan. 30, 2023
Re: [nexa] Il valore d'uso dei dati (was: mail studenti UniMi outsourced a Microsoft)
by Giuseppe Attardi
> On 30 Jan 2023, at 13:10, Giacomo Tesio <giacomo(a)tesio.it> wrote:
>
> Ciao Giuseppe,
>
>> On Mon, 30 Jan 2023 11:00:44 +0100 Giuseppe Attardi wrote:
>>
>> L’analisi non tiene conto del meccanismo delle aste con cui oggi si
>> pagano le inserzioni pubblicitarie
>
> Vero, perché la mia analisi non si limita alle ricadute economiche del
> controllo dei dati e dunque al loro valore "economico".
>
> Ho parlato espressamente di "valore d'uso" come fattore moltiplicativo
> dell'efficacia nella manipolazione di una popolazione.
>
> Si tratta di una forma di POTERE nuova, una leadership senza leader
> visibili a cui chiedere conto.
>
> Poi sì, la ricaduta economica di questo potere è minima: come dico
> sempre i fatturati di aziende come Google o Facebook sono irrilevanti a
> confronto del potere di cui dispongono grazie ai dati che hanno
> raccolto fin ora.
>
> Purtuttavia, minimizzare i costi della manipolazione ed aumentarne
> l'efficacia sono due facce della stessa medaglia: ricorda, Google non
> seleziona solamente chi deve vedere un determinato Ads, ma anche quali
> Ads (o risultati di ricerca, o notizie etc...) ciascun navigatore deve
> vedere.
>
> E lo fa costantemente, non solo per ragioni economiche, ma politiche.
>
>
>> Il valore del dato di ciascun singolo è irrilevante rispetto al
>> complesso.
>
> Questo è certamente vero, perché il complesso cresce appunto in modo
> esponenziale con ogni bit raccolto su tutti gli altri.
>
> Tuttavia, ogni nuovo bit raccolto su un individuo duplica l'efficacia
> delle manipolazioni cognitivo-comportamentali che Google può attuare su
> quell'individuo (e su tutti coloro che sono simili a lui rispetto alle
> dimensioni via via rilevanti).
>
> In altri termini, ogni nuovo bit raccolto su una persona da Google
> riduce la libertà di pensiero di quella persona quanto tutti i bit
> raccolti in precedenza su di lei (o su chiunque sia simile sotto le
> dimensioni rilevanti).
>
> Hai ragione: questa riduzione di libertà è minima se paragonata con
> quella complessivamente applicata all'intera popolazione sorvegliata.
>
> Ovvero, il potere POLITICO di Google è infinitamente superiore rispetto
> a quello coercitivo che può applicare ad un singolo individuo.
>
> Ma ciò non significa che il prossimo bit che Google raccoglierà su di
> te non ti danneggi gravemente, tanto più se di dati personali ne ha già
> raccolti tanti.
>
>
> Che poi questo danno sia difficile da quantificare economicamente,
> soprattutto con modelli primitivi come quelli attuali che non
> rappresentano la sua crescita esponenziale, è un discorso diverso.
>
> D'altro canto, se anche fosse lecito pagare per usare una persona
> (ovvero per imporgli la propria volontà, come con la pubblicità
> subliminale) ad un valore d'uso a crescita esponenziale dovrebbe
> corrispondere una retribuzione a crescita esponenziale.
>
> Solo così il compenso potrebbe essere equo.
>
> Al primo bit mi paghi un centesimo. Al secondo 2. Al terzo 4.
> Ma al centesimo bit mi dovrai pagare 2^99 centesimi.
>
> A quel punto però, dubito che esistano abbastanza soldi sul pianeta
> per ripagare il prossimo nuovo bit che Google acquisirà.
>
Temo ci sia un errore in questa analisi del bit singolo, come lo riporti anche nel video della tua lezione.
Non è vero che un singolo dato divida a metà la platea, e il secondo a 1/4 e così via.
Un singolo dato distingue solo 1/3miliardi di tutti gli utenti e così il secondo.
Ciò che divide a metà è un attributo dei dati che condividono metà degli utenti, ossia 1,5 miliardi. Questo poi si divide ulteriormente a metà solo se trovi un altro attributo completamente indipendente dal precedente, ossia condiviso tra 1,5 miliardo di utenti ortogonale al precedente gruppo di 1,5 miliardi. Se i due attributi non sono ortogonali, la sua capacità di ulteriore discriminazione è inferiore o nulla.
Quindi ciò che devono fare gli inserzionisti è individuare quegli attributi che discriminano separandoli gruppi ampi e significativi di utenti.
Per fare questo tipo di analisi occorre aggregare i dati di milioni di persone, come minimo, per poter effettuare estrapolazioni statistiche minimamente affidabili.
Lo scandalo Cambridge Analytica ha mostrato come bastino 5 attributi di psicometrica per discriminare gruppi di utenti significativi e rilevanti per una campagna politica. Ma il calcolo di quei 5 fattori richiede incrociare milioni di dati.
Come riportavo, FloC individua 350mila parametri: così tanti che il rischio di essere troppo selettivo ha spinto Google a ritirare la proposta, per passare a PAIR.
Quindi ribadisco, da nessun punto di vista il dato di un singolo ha valore altamente rilevante, né per il singolo, né per l’aggregatore.
>
>>> L'unico modo democratico di gestire i dati personali e minimizzarne
>>> la diffusione, vietarne la raccolta e limitarne al massimo la
>>> ritenzione, punendo con il carcere chiunque effettui e/o faciliti
>>> la manipolazione di una o più altre persone.
>>
>> Un po’ estremo: vietarne la raccolta bloccherebbe anche servizi
>> cruciali come il servizio sanitario.
>
> Beh, dipende.
>
> I miei dati personali sanitari potrebbero essere salvati su un MIO
> disco cifrati con una chiave pubblica che solo io o i miei cari
> possiamo decifrare per fornirne accesso ai medici.
>
> Tutto sta nel mettere in discussione l'architettura amministrativamente
> centralizzata del cloud (che poi è operativamente federata per ovvie
> ragioni di latenza lo stesso).
>
È del tutto simile alla soluzioni Solid e non dissimile dalle Data Cooperative.
>
> D'altro canto, a ben guardare nessuno (o almeno, non io) vuole mettere
> in discussione l'importanza di sistemi di fiducia quali il rapporto
> medico-paziente: mi fido abbastanza poco di chi promuove sistemi
> "trust-less".
>
> Si tratta però di rendere l'uso della fiducia ricevuta trasparente
> (poter cioè verificare puntualmente e chiaramente come l'hai usata)
> e facile da riattribuire: se posso toglierti fiducia con un click
> perché hai abusato dei dati che ti ho fornito e mi è facile scoprire
> che ne hai abusato, avrai un ottimo incentivo a non abusarne.
>
> Siamo però lontani anni luce da un sistema del genere, anche solo
> perché invece la fiducia "a scatola chiusa" e "vincolata" tramite
> lock-in o pratiche simili è notoriamente una forma di potere cui
> molti ambiscono e pochi sono disposti a rinunciare.
>
Le soluzioni che cito mantengono agli utenti il possesso dei dati e i criteri di concessione del loro utilizzo.
Queste soluzioni sono più praticabili che lasciare in mano i dati ai singoli, che dovrebbero diventare esperti tecnologi e di norme giuridiche per stabilire come comportarsi, caso per caso, come ad esempio avviene oggi col consenso informato per i cookie su ciascun sito.
Il vantaggio di usare delle cooperative è proprio di non lasciare ogni utente solo in un confronto sbilanciato tra grandi aziende che detengono potere economico, tecnico e sono quindi in grado di ricattare l’utente: o accetti o niente servizio.
Affidarsi a una cooperativa significa delegare a qualcuno di cui ci si fida di curare i tuoi interessi. Una cooperativa con milioni/miliardi di utenti sarebbe in grado di controbilanciare i poteri delle big tech e negoziare condizioni a vantaggio dei suoi associati.
Per esempio, potrebbe raccogliere compensi per le sue funzioni ed usarli per erogare servizi agli associati, sostenere gli sviluppi di soluzioni Open Source e/o svolgere ricerche sulle tematiche per inventare soluzioni a beneficio di tutti, evitando che sia Google a proporre tecniche proprietarie come PAIR.
Del resto le cooperative sono un’invenzione del ‘800 proprio come alternativa alle aziende di capitale con scopo di lucro.
>
> Quindi al momento è importante minimizzare l'accumulo e l'uso dei dati.
>
> Si potrebbe vietarli in generale e autorizzare puntualmente per legge
> _specifici_ trattamenti nell'interesse della persona, ma solo con le
> necessarie garanzie tecniche.
>
Dare indicazioni su questo e farle rispettare verso i propri associati sarebbe esattamente il compito delle data cooperative.
— Beppe
>
> Giacomo
Jan. 30, 2023
159° Mercoledì di Nexa | 8 febbraio 2023, ore 17.00
by Nexa Media
Gentilissime, gentilissimi,
Vi invitiamo a partecipare al *159° Mercoledì di Nexa*, che si terrà
mercoledì *8 febbraio 2023*, alle ore 17.00,
con un incontro dal titolo /*"Algorithmic Management: Features, Impacts,
Legal Issues. What's the Current State of Play?"*/.
Ospite dell'incontro: *Aida Ponce Del Castillo*, Senior Researcher at
ETUI - European Trade Union Institute.
_L'incontro si terrà IN PRESENZA e ONLINE._
_SEDE FISICA_ dell'incontro: Centro Nexa su Internet e Società,
Politecnico di Torino, Via Boggio 65/a, Torino (1° piano).
Per accedere alla sala si raccomanda di suonare al citofono "Portineria"
e di seguire le indicazioni segnalate dai cartelli apposti all'ingresso
e lungo il percorso.
QUI <https://nexa.polito.it/contatti> maggiori informazioni su come
raggiungerci.
_STANZA VIRTUALE_ dell'incontro:
https://didattica.polito.it/VClass/NexaEvent
Di seguito maggiori dettagli:
Nexa Center for Internet and Society Newsletter
Se non visualizzi correttamente questo messaggio clicca qui
<https://nexa.polito.it/mercoledi-159>
NEXA
158° Mercoledì di Nexa
Mercoledì 8 febbraio 2023, ore 17.00 - 19.00
Politecnico di Torino
https://nexa.polito.it/mercoledi-159
/Algorithmic Management: Features, Impacts, Legal Issues. What's
the Current State of Play?/
*AIDA PONCE DEL CASTILLO (Senior Researcher at European Trade Union
Institute)*
*L'INCONTRO SI TERRÀ IN PRESENZA E ONLINE*
*SEDE FISICA*: Centro Nexa su Internet e Società, Politecnico di Torino,
Via Boggio 65/a, Torino (1° piano). Suonare al citofono "Portineria" -
Seguire le indicazioni segnalate dai cartelli apposti all'ingresso e
lungo il percorso. (Per maggiori informazioni su come raggiungerci
clicca QUI <https://nexa.polito.it/contatti>)
*STANZA VIRTUALE*: https://didattica.polito.it/VClass/NexaEvent
*Data-driven management or algorithmic management *is the
materialisation of how *AI* models are deployed in the context of
employment, and how they coordinate it differently from the traditional
employer-worker relationship. Technically, it is one of the most
disruptive forms of technological change and a defining feature of the
platform business model, which is increasingly colonizing standard work
settings (Baiocco et al., 2022; Jarrahi et al., 2021; Parent-Rocheleau &
Parker, 2022).
The way algorithmic management works and is deployed is controversial
because of its so-called *‘black box’* characteristics. In this talk, I
will first outline some of these characteristics, in particular the high
dependency on the collection of personal and *sensitive data of
workers*, riders, couriers, etc. I will describe how data fuels the
model. I will also talk about how it interferes, in an almost invisible
but pervasive manner, with work organisation and working conditions, and
impacts individual workers. I will share a possible working definition
(Ponce Del Castillo & Naranjo, 2022).
The /‘Directive to Improve the Working Conditions in Platform Work’/ put
forward by the EU Commission in December 2021 contains a chapter on
algorithmic management, with rights and obligations. The proposals bring
accountability to digital labour platforms and provides workers with
GDPR-like rights, for example transparency provisions regarding the use
of algorithms by digital labour platforms, rights for workers regarding
automated decisions, their right to access their data and to ask for
reviews of such decisions.
In a second and final part, I will map *how algorithmic management
impacts three different dimensions*: (1) the *subordination
relationship*; (2) *work organisation* and (3) the *individual worker*.
I will present some concluding remarks around the interconnection of, on
the one hand, *labour law* and, on the other, *privacy* and *data
protection*, which requires an ad hoc legislative response.
BIOGRAFIA e informazioni supplementari:
[mercoledì159]
*Aida PONCE DEL CASTILLO* is a lawyer by training. She obtained her
European Doctorate in Law, focusing on the regulatory issues of human
genetics, from the Universities of Valencia and Bonn. She also holds a
Master's degree in Bioethics. Within ETUI's Foresight Unit, her research
focuses on strategic foresight and on the legal, ethical, social and
regulatory issues of emerging technologies. She is a member of the
Competent Authorities Sub-Group to regulate nanomaterials at the
European Commission, as well as the OECD's Working Party
‘Nanotechnologies’, ‘-Bio, -Nano and Convergent Technologies’ and 'AI
Governance' . Previously, she was the Head of the ETUI Health and Safety
Unit, working on occupational health and safety policies in the EU. She
also was the Coordinator of the Workers’ Interest Group at the Advisory
Committee of Safety and Health to the European Commission.
*Letture consigliate:*
* A. Ponce Del Castillo, D. Naranjo /Regulating algorithmic
management. An assessment of the EC’s draft Directive on improving
working conditions in platform work /, ETUI, 2022, LINK
<https://etui.org/publications/regulating-algorithmic-management>
* A. Ponce Del Castillo, /Robots, Rights, and Regulation/ Internet
Health Report 2022, LINK
<https://2022.internethealthreport.org/story/robots-rights-regulation-aida-p…>
Che cosa sono il Centro Nexa e i cicli di incontri “Mercoledì di Nexa” e
“Nexa Lunch Seminar”
<https://www.facebook.com/nexa.center/> <https://twitter.com/nexacenter>
<https://www.youtube.com/user/NexaCenter>
<https://www.instagram.com/nexa_center/>
<https://www.linkedin.com/company/3054864/admin/>
#nexawednesday <https://twitter.com/search?q=%23nexawednesday&src=typd>
#AidaPonceDelCastillo <https://twitter.com/APonceETUI> #ETUI
<https://twitter.com/ETUI_org> #EUCommission
<https://twitter.com/EU_Commission>
Il Centro Nexa su Internet & Società del Politecnico di Torino
(Dipartimento di Automatica e Informatica), fondato nel 2006, è un
centro di ricerca interdisciplinare che, in collaborazione con
l’Università di Torino (in particolare il Dipartimento di
Giurisprudenza), studia le tecnologie digitali e il loro rapporto con la
società. Maggiori informazioni all'indirizzo: http://nexa.polito.it/about.
Durante i “Mercoledì di Nexa”, che si tengono *ogni 2° mercoledì del
mese alle ore 17 in punto*, il Centro Nexa su Internet e Società apre le
sue porte non solo agli esperti e a tutti coloro i quali lavorano con
Internet, ma anche a semplici appassionati e cittadini. Il ciclo di
incontri intende approfondire, con un linguaggio preciso ma accessibile,
i temi legati alla Rete: “intelligenza artificiale”, social networks,
open source/software libero, capitalismo della sorveglianza, neutralità
della rete, libertà di espressione, privacy, file sharing, big e open
data, “smart cities” e molto altro.
Al centro della maggior parte degli incontri un ospite pronto a
dialogare con i direttori del Centro Nexa, il Prof. Juan Carlos De
Martin del Politecnico di Torino, i Proff. Marco Ricolfi e Maurizio
Borghi dell'Università di Torino, lo staff, i Fellows del Centro Nexa e
tutti i presenti.
Maggiori informazioni sui Mercoledì di Nexa, incluso un elenco di tutti
i “Mercoledì” passati, sono disponibili all'indirizzo:
http://nexa.polito.it/mercoledi. Le registrazioni degli incontri sono
disponibili qui: https://nexa.polito.it/audio-video.
Si segnala inoltre che dal maggio 2012 *ogni 4° mercoledì* del mese
*dalle ore 13 alle ore 14* il Centro Nexa organizza anche i "*Nexa Lunch
Seminar*". Una lista di tutti i “Lunch Seminar” passati è disponibile
all'indirizzo: http://nexa.polito.it/lunch-seminars.
See our events calendar <http://nexa.polito.it/events> if you're curious
about future luncheons, discussions, lectures, and conferences not
listed in this email. Our events are free and open to the public, unless
otherwise noted.
Responsabile Comunicazione Centro Nexa su Internet & Società: *Anita
Botta*, tel: +39 011 090 7219, Mob: +39 347 131 3903, anita.botta(a)polito.it.
Maggiori informazioni sui Mercoledì di Nexa e i Nexa Lunch Seminar, sono
disponibili all'indirizzo: http://nexa.polito.it/events. Weekly Events
Newsletter. Sign up <http://nexa.polito.it/mailing-lists> to receive
this newsletter if this email was forwarded to you. To manage your
subscription preferences, please click here
<https://server-nexa.polito.it/cgi-bin/mailman/listinfo/nexa>.
Connect & get involved: Jobs, internships, and more
<http://nexa.polito.it/get-involved>.
Cordiali saluti,
--
Anita Botta
Communication Manager
Nexa Center for Internet & Society
Politecnico di Torino – DAUIN
Corso Duca degli Abruzzi, 24 - 10129 Torino
web: https://nexa.polito.it/
mail: anita.botta(a)polito.it
tel: 011 090 7219
Jan. 30, 2023
Re: [nexa] salute digitale personale (era ChatGpt e la scuola)
by 380°
Buongiorno Maurizio
maurizio lana <maurizio.lana(a)uniupo.it> writes:
> Il 30/01/23 10:41, 380° <g380(a)biscuolo.net> ha scritto:
>> maurizio lana<maurizio.lana(a)uniupo.it> writes:
>>
>>> non c'è dunque nessun modo efficace di anonimizzarsi/de-identificarsi
>>> in rete?
>> ("rete" = Internet)
>>
>> no: un perentorio e definitivo no.
>>
>> l'unica soluzione è quella di rifare (quasi) tutti i protocolli di
>> comunicazione utilizzati da Internet.
dimenticavo di dire: è MOLTO più facile che riuscire a far rispettare in
GDPR alle stesse istituzioni che lo hanno approvato :-O
>> non sto delirando.
ribadisco: non sto delirando
[...]
> che in sostanza se sei in rete sei tracciabile e tracciato senza
> possibilità di scampo mi era abbastanza chiaro.
> un po' come dire che se sei al mondo il tuo destino è morire, ad un
> certo punto.
> :-)
allora mi sono spiegato proprio male: non è affatto così, non è per
nulla inevitabile (destinato) che le persone in rete siano tracciate
"senza possibilità di scampo"
il memento mori NON è applicabile a Internet
> ma la frase "Tor aiuta" mi ha fatto pensare. e vorrei qui provare a
> introdurre il concetto di «salute digitale personale»
[...]
> come «condizione positiva della nostra vita nel mondo digitale».
il positivismo è nemico della verità (abbastanza criptico eh?!?)
[...]
> se pensiamo a tutto questo in chiave di «salute digitale personale», /si
> possono individuare delle pratiche/ che aiutano a conservarsi in buona
> salute anche se l'esito finale (essere tracciati) è inevitabile?
esistono innumerevoli tecniche da adottare per una «salute digitale
personale» ma io non voglio entrare nel merito nemmeno di striscio
perché non mi interessa fare il "dietologo digitale" stile "Donna
Moderna", consiglierei piuttosto di rivolgersi a un "nutrizionista
digitale" (che magari ci fa passare un po' di paranoie sull'uso del
sale, dello zucchero raffinato, del vino...)
> perché se non ne veniamo a capo, di fronte ad un "per quanto facciamo
> siamo tutti tracciati" la risposta più ovvia di molti è "vabbé allora
> chissene, che almeno vivo più comodo"
ma infatti: se stiamo parlando di salute digitale /personale/ ciascuno
si regoli un po' come può, anche in base a quale "cibo digitale" è in
grado di procurarsi, ma **soprattutto** in base a quanto è disposto a
**sacrificare** delle proprie comodità versus la propria "dignità
digitale" (passatemi il termine acidino); in alcuni casi occorre essere
letteralmente /ascetici/, come nel caso per esempio di chi decide di
stare alla larga da watzupp, facebook, instagram, tiktok, tinder,
ecc. ecc.
> (se il mondo finisce dopodomani,
> mi rimpinzo di maritozzi alla panna anche se sono diabetico e ho il
> colesterolo alle stelle).
se /però/ facessimo l'immane sforzo di uscire dal personale per pensare
al collettivo, ai nostri rapporti sociali e /quindi/ alla nostra
teorizzata democrazia, alle generazioni che verranno, allora la buona
salute delle comunicazioni in rete *e* del software che usiamo per
"modellare il mondo" diventa **esiziale**... perché non si tratterebbe
più di morire di colesterolo ma di vivere in un mondo "digitalmente
inquinato", pesantemente inquinato
...solo che di manifestazioni "Digital Fridays for future" non ne vedo
molte, così come non vedo la stessa accondiscendenza usata nei confronti
degli imbrattatori che protestano per l'eccesso di CO2 applicata agli
"hacker" :-O
in che film stiamo vivendo?!?
[...]
saluti, 380°
--
380° (Giovanni Biscuolo public alter ego)
«Noi, incompetenti come siamo,
non abbiamo alcun titolo per suggerire alcunché»
Disinformation flourishes because many people care deeply about injustice
but very few check the facts. Ask me about <https://stallmansupport.org>.
Jan. 30, 2023
Re: [nexa] Blackout Libero Mail
by Damiano Verzulli
Il 30/01/23 12:08, ilbancodeivolontari(a)libero.it ha scritto:
>
> Scusa Paolo
> sono limitato...
> cosa intendi per "Non serve la "tecnologia"; servono "manager" ?
>
Premesso che la frase quotata è la mia.... (...e comunque condivido
quanto appena ribadito da Paolo), provo a dettagliare.
Immagina questi due Atenei:
=> Ateneo "A": la posta elettronica dell'amministrazione è gestita da
Google; tutta la parte ICT "amministrativa" e "studenti" è affidata a
Cineca; grandissima parte dell'IT "pseudo-ricerca" (quello che una volta
era nel "datacenter interno") è su Azure (che magari ospita qualche
centinaio di virtual-machine ed un TOT di servizi applicativi [server
active-directory; DNS; repliche; ..e magari un SQL-server... e altro).
Nei dipartimenti, un po' ognuno fa come gli pare (per la parte IT) ma,
in generale, ogni dipartimento è un po' una "miniatura" dei servizi
centrali (quindi, ampio uso di cloud, magari condito con diverse
tonnellate di ferro, sostanzialmente inutilizzato, acquistato perche'...
c'era possibilita' di farlo);
La gestione della "rete" interna è affidata in convenzione CONSIP. C'e',
quindi, una ditta esterna (non ho idea degli affidatari attuali...) che
ha dislocato (forse) una risorsa "on-site" che mantiene il servizio e fa
supporto agli utenti. All'occorrenza, si appoggia a colleghi esterni,
che intervengono alla bisogna. L'help-desk è affidato all'esterno (altra
ditta esterna, contrattualizzata ad-hoc) La DaD è (stata) fatta tutta
con Meet (o Teams) e relativi "accessori" applicativi
=> Ateneo "B": un ufficio tecnico interno (tipicamente "Settore Reti e
Sistemi", parte di una piu' ampia "Area informatica") che gestisce un
centinaio di server fisici (qualche tonnellata di peso....) con la quale
eroga tutta la posta elettronica interna, tutti i servizi centrali
(active-directory; DNS; DHCP e soprattutto file-server centralizzato),
di cui fa un backup regolare. Un paio di persone di occupano
dell'help-desk delle postazioni "centrali". Uno segue la telefonia
(centrale telefonica _INTERNA_). La DaD è fatta utilizzando piattaforme
_INTERNE_. Una risorsa del settore ha competenze su CONSIP, per fare
acquisti (di server) quando necessario. Una risorsa ha competenze
spiccate in ambito "sicurezza informatica".
Domanda: perchè sono diversi? Cosa c'e'/manca nell'uno, che manca/c'e'
nell'altro?
Premesso che sono realmente interessato alle possibili risposte,
aggiungo altri elementi. Nell'Ateneo "B":
- il Resposabile del settore combatte quotidianamente con il proprio
personale (eta' media: ~50/55 anni) che si lamenta cronicamente che...
lavora "troppo" e guadagna "poco";
- l'ultima volta che l'"uomo del backup" era in ferie, serviva un
restore di un documento del file-server dell'amministrazione: non è
stato possibile farlo in autonomia. E' stato necessario chiarmarlo e
farlo intervenire da remoto (meno male che è "cortese")
- l'altro giorno, un docente lo ha chiamato (il Responsabile) perché
aveva un problema (una mail apparentamente "persa"), risolto in 10
minuti (in realta' era perfettamente stata consegnata! Semplicemente
l'aveva "saltata")
- il trend di occupazione del disco del file-server e della posta è tale
per cui fra 6 mesi, quasi certamente, si esaurira';
- dall'amministrazione ricordano con una certa insistenza che è
necessario "ruotare i fornitori" e che "bisogna andare su consip",
perché la legge vuole questo (dicono loro) - sara' difficile, quindi,
rinnovare il contratto all'azienda che segue l'help-desk;
- ieri è arrivata una mail da CRUI: è attiva la nuova convezione con VMware;
- ieri il Rettore lo ha chiamato: un altro Rettore gli ha detto che
hanno la posta su GMAIL. Funziona benissimo, ed è gratis;
- l'altro ieri è venuto un funzionario della PolPost. Lo ha "nominato"
ausiliare-di-polizia-giudiziaria. Ha dovuto recuperare il contenuto di
una casella, in quanto un utente (un tizio della segreteria studenti) ha
ricevuto una mail "personale" (che parlava male della compagna) e ha
fatto una denuncia;
....e potrei continuare.
Torno alla domanda: cosa fa la differenza fra "A" e "B"?
Bye,
DV
--
Damiano Verzulli
e-mail: damiano(a)verzulli.it
---
possible?ok:while(!possible){open_mindedness++}
---
"...I realized that free software would not generate the kind of
income that was needed. Maybe in USA or Europe, you may be able
to get a well paying job as a free software developer, but not
here [in Africa]..." -- Guido Sohne - 1973-2008
http://ole.kenic.or.ke/pipermail/skunkworks/2008-April/005989.html
Jan. 30, 2023
Re: [nexa] Il valore d'uso dei dati (was: mail studenti UniMi outsourced a Microsoft)
by Giacomo Tesio
Ciao Giuseppe,
On Mon, 30 Jan 2023 11:00:44 +0100 Giuseppe Attardi wrote:
> L’analisi non tiene conto del meccanismo delle aste con cui oggi si
> pagano le inserzioni pubblicitarie
Vero, perché la mia analisi non si limita alle ricadute economiche del
controllo dei dati e dunque al loro valore "economico".
Ho parlato espressamente di "valore d'uso" come fattore moltiplicativo
dell'efficacia nella manipolazione di una popolazione.
Si tratta di una forma di POTERE nuova, una leadership senza leader
visibili a cui chiedere conto.
Poi sì, la ricaduta economica di questo potere è minima: come dico
sempre i fatturati di aziende come Google o Facebook sono irrilevanti a
confronto del potere di cui dispongono grazie ai dati che hanno
raccolto fin ora.
Purtuttavia, minimizzare i costi della manipolazione ed aumentarne
l'efficacia sono due facce della stessa medaglia: ricorda, Google non
seleziona solamente chi deve vedere un determinato Ads, ma anche quali
Ads (o risultati di ricerca, o notizie etc...) ciascun navigatore deve
vedere.
E lo fa costantemente, non solo per ragioni economiche, ma politiche.
> Il valore del dato di ciascun singolo è irrilevante rispetto al
> complesso.
Questo è certamente vero, perché il complesso cresce appunto in modo
esponenziale con ogni bit raccolto su tutti gli altri.
Tuttavia, ogni nuovo bit raccolto su un individuo duplica l'efficacia
delle manipolazioni cognitivo-comportamentali che Google può attuare su
quell'individuo (e su tutti coloro che sono simili a lui rispetto alle
dimensioni via via rilevanti).
In altri termini, ogni nuovo bit raccolto su una persona da Google
riduce la libertà di pensiero di quella persona quanto tutti i bit
raccolti in precedenza su di lei (o su chiunque sia simile sotto le
dimensioni rilevanti).
Hai ragione: questa riduzione di libertà è minima se paragonata con
quella complessivamente applicata all'intera popolazione sorvegliata.
Ovvero, il potere POLITICO di Google è infinitamente superiore rispetto
a quello coercitivo che può applicare ad un singolo individuo.
Ma ciò non significa che il prossimo bit che Google raccoglierà su di
te non ti danneggi gravemente, tanto più se di dati personali ne ha già
raccolti tanti.
Che poi questo danno sia difficile da quantificare economicamente,
soprattutto con modelli primitivi come quelli attuali che non
rappresentano la sua crescita esponenziale, è un discorso diverso.
D'altro canto, se anche fosse lecito pagare per usare una persona
(ovvero per imporgli la propria volontà, come con la pubblicità
subliminale) ad un valore d'uso a crescita esponenziale dovrebbe
corrispondere una retribuzione a crescita esponenziale.
Solo così il compenso potrebbe essere equo.
Al primo bit mi paghi un centesimo. Al secondo 2. Al terzo 4.
Ma al centesimo bit mi dovrai pagare 2^99 centesimi.
A quel punto però, dubito che esistano abbastanza soldi sul pianeta
per ripagare il prossimo nuovo bit che Google acquisirà.
> > L'unico modo democratico di gestire i dati personali e minimizzarne
> > la diffusione, vietarne la raccolta e limitarne al massimo la
> > ritenzione, punendo con il carcere chiunque effettui e/o faciliti
> > la manipolazione di una o più altre persone.
>
> Un po’ estremo: vietarne la raccolta bloccherebbe anche servizi
> cruciali come il servizio sanitario.
Beh, dipende.
I miei dati personali sanitari potrebbero essere salvati su un MIO
disco cifrati con una chiave pubblica che solo io o i miei cari
possiamo decifrare per fornirne accesso ai medici.
Tutto sta nel mettere in discussione l'architettura amministrativamente
centralizzata del cloud (che poi è operativamente federata per ovvie
ragioni di latenza lo stesso).
D'altro canto, a ben guardare nessuno (o almeno, non io) vuole mettere
in discussione l'importanza di sistemi di fiducia quali il rapporto
medico-paziente: mi fido abbastanza poco di chi promuove sistemi
"trust-less".
Si tratta però di rendere l'uso della fiducia ricevuta trasparente
(poter cioè verificare puntualmente e chiaramente come l'hai usata)
e facile da riattribuire: se posso toglierti fiducia con un click
perché hai abusato dei dati che ti ho fornito e mi è facile scoprire
che ne hai abusato, avrai un ottimo incentivo a non abusarne.
Siamo però lontani anni luce da un sistema del genere, anche solo
perché invece la fiducia "a scatola chiusa" e "vincolata" tramite
lock-in o pratiche simili è notoriamente una forma di potere cui
molti ambiscono e pochi sono disposti a rinunciare.
Quindi al momento è importante minimizzare l'accumulo e l'uso dei dati.
Si potrebbe vietarli in generale e autorizzare puntualmente per legge
_specifici_ trattamenti nell'interesse della persona, ma solo con le
necessarie garanzie tecniche.
Giacomo
Jan. 30, 2023
Re: [nexa] Blackout Libero Mail
by Paolo Del Romano
1) servono manager in grado di circondarsi di bravi tecnici che quindi
siano in grado di prendere le decisioni strategicamente più corrette
2) servono manager che accettino l'idea di lasciare la poltrona se a
consuntivo i risultati conseguiti non sono quelli attesi
paolo
Il giorno lun 30 gen 2023 alle ore 12:08 <ilbancodeivolontari(a)libero.it> ha
scritto:
> Scusa Paolo
> sono limitato...
> cosa intendi per "Non serve la "tecnologia"; servono "manager" ?
>
> Il 29/01/2023 09:46 Paolo Del Romano <delromano(a)gmail.com> ha scritto:
>
>
>
>
> Il giorno sab 28 gen 2023 alle ore 22:28 Damiano Verzulli <
> damiano(a)verzulli.it> ha scritto:
>
> Non serve la "tecnologia"; servono "manager" che hanno la voglia di
> implementarla. Diversi da quelli di Libero (che --ricordo-- _DEVONO_ fare
> "business"; qui, invece, parliamo di altro).
>
> Un saluto,
> DV
>
>
> Eh! Ma questo è il problema. Le aziende private "nostrane", la nostra PA,
> le nostre Università hanno dei "manager" in grado di gestire questi
> processi in modo autonomo con i dovuti standard di "efficacia/efficienza" ?
>
> Proviamo a fare un elenco dei casi di aziende/pa italiane che gestiscono
> con successo il servizio di posta elettronica in modo "sovranista" ?
>
> Forse la soluzione è di intendere il cd. approccio sovranista non al
> livello semplicemente italiano ma a un gioco di squadra a livello UE.
>
> Paolo
>
>
>
>
> _______________________________________________
> nexa mailing list
> nexa(a)server-nexa.polito.it
> https://server-nexa.polito.it/cgi-bin/mailman/listinfo/nexa
>
>
--
Paolo Del Romano
delromano(a)gmail.com
PEC: paolo.delromano(a)pec.commercialisti.it
cell. 327-3504844
Jan. 30, 2023