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Re: [nexa] Riflessioni sull'attuale stato di salute di Internet (sovranita' digitale; cultura; formazione: etc.) [da GARR Conf22]
by Joanne Maria Pini
Ritengo sia una battaglia persa, dal momento che esistono *Trattati
bilaterali segreti* con gli USA, vivaddio che qualcuno comincia a parlarne
(affermando che sono del 1950) non solo di fatto ma anche de jure noi siamo
una colonia.
E ogni nefandezza prodotta in loro nome (Remember Sigonella, ma anche il
Cermis e magari l'esecuzione di Calipari...per finire alle atomiche di
Aviano e non solo...).
Scordatevi possa cambiare qualcosa.
Internet e le comunicazioni rimangono sotto il loro stretto controllo
(Remember anche ICANN)
Fino a che qualche forza politica dichiarerà di voler mettere in
discussione quei trattati, non cambierà nulla.
E sempre a proposito di Trattati, quello del Quirinale è in ratifica)
tenete presente che la Francia ha la migliore scuola di guerra economica
DEL MONDO, l'EGE. ECOLE DE GUERRE ECONOMIQUE.
https://www.ege.fr/
Vi è chiaro perché i francesi ci comprano così selettivamente e bene?
Remember Telecom, ma anche Generali (che bella fonte d'informazione nevero?)
Devo tacere su altro.
Entreremmo in questioni che esulano da questa lista. Oltre che...
Così adesso avete qualche chiave di lettura in più, Ucraina compresa.
Mamma comanda, picciotto va e fa.
E questa è la triste realtà.
jmp
Il lun 23 mag 2022, 11:49 Giuseppe Attardi <attardi(a)di.unipi.it> ha scritto:
> Alle Conferenze GARR partecipano tecnici e ricercatori, ma come dicevo in
> un precedente messaggio, chi prende le decisioni sono i politici, i rettori
> e i CdA.
> Possiamo essere tutti d’accordo e indignarci, ma se non troviamo dei
> decisori che comprendono le nostre istanze e preoccupazioni, non c’è nulla
> da fare.
>
> Il guaio è, sotteso nel messaggio Carboni, che per ora con il GARR le
> università continuano a farsi la rete in casa, ma quanto potrà ancora
> durare?
> Quando tutto il traffico di rete sarà concentrato all’interno dei
> datacenter dove risiedono i servizi cloud, che saranno interconnessi con le
> reti proprietarie che gli stessi cloud provvedere si stanno costruendo
> (vedi la presentazione di Valeria Rossi nello stesso pomeriggio), quando
> l’accesso utente avverrà tramite connessioni 5G direttamente dai
> dispositivi mobili degli utenti, ci si comincerà a domandare a che serve
> avere una propria infrastruttura. Non sarebbe più “semplice” (come dice
> Carboni), affidarsi interamente ai provider commerciali?
>
> L’errore storico di aver cominciato a lasciare andar via i servizi,
> partendo da quelli “semplici”, rischia di erodere tutto lo stack fino ai
> livelli di connettività di rete.
> Ormai, cosa c’è di più “semplice” di una connettività TCP/IP?
>
> Valeria Rossi si dichiara ottimista, sostenendo che 30 anni fa siamo
> riusciti a scalzare gli incumbent.
> A lei ho fatto notare che gli incumbent dell’epoca erano dinosauri,
> oberati di debiti, che manco sapevano cosa fosse Internet e cercavano di
> appiopparci ISDN o ATM.
> Oggi gli OTT sono competenti, pieni di talenti attratti dagli alti
> stipendi e hanno accumulato ricchezze straordinarie, come mai nella storia.
> Possono permettersi di tentare molte strade, anche a rischio di fallirne
> qualcuna (Google ha dismesso più di 200 servizi negli ultimi anni,
> https://killedbygoogle.com)
>
> Quindi ci vuole ben altro che discorsi da anime belle per cambiare rotta.
>
> BTW, un paio d’anni fa anche UniPI ha abbandonato il proprio servizio in
> favore di Microsoft Exchange.
>
> — Beppe
>
> On 23 May 2022, at 10:02, nexa-request(a)server-nexa.polito.it wrote:
>
> Date: Mon, 23 May 2022 09:43:43 +0200
> From: Damiano Verzulli <damiano(a)verzulli.it>
> To: nexa(a)server-nexa.polito.it
> Subject: Re: [nexa] Riflessioni sull'attuale stato di salute di
> Internet (sovranita' digitale; cultura; formazione: etc.) [da GARR
> Conf22]
> Message-ID: <6eb5c8f5-e312-85c3-e3f2-6f61a143e29b(a)verzulli.it>
> Content-Type: text/plain; charset="utf-8"; Format="flowed"
>
>
> Il 23/05/22 02:33, Giuseppe Attardi ha scritto:
>
> [...]
> Sottolineo una sua osservazione, quando ha citato la decisione di alcune
> università di adottare GMail o simili come servizi di posta (che venne
> annunciata proprio a una precedente conferenza Garr a Roma III). Quella fu
> una scelta basata sulla semplicità e sulla riduzione dei costi, che
> consentiva ai rettori di ridurre l’impiego di tecnici informatici.
> Massimo fa notare che la posta è un servizio relativamente semplice da
> realizzare e gestire (infatti in quella stessa conferenza il team
> dell’Università di Pisa spiegò come avevano realizzato e gestivano la posta
> di ateneo come servizio centralizzato, unificando i vari servizi di ciascun
> dipartimento.)
> Ma aver abbandonato un servizio “semplice” ha prodotto come effetto
> secondario che non si è stati più in grado di realizzare servizi più
> complessi, come quelli che si usano oggi.
> [...]
>
>
> La conferenza citata era il "Workshop GARR 2014" dove fu dedicato un
> segmento intero proprio alla questione "Posta Elettronica".
>
> Fece molto scalpore la presentazione di Flavio Ferlini, allora Digirente
> ICT dell'Universita' di Pavia, che snocciolo' aspetti tecnico/economici
> che lo portarono a migrare la posta di UniPavia a Google (anno 2014; 8
> anni fa. In realta' UniPV al 2014 aveva gia' migrato: la migrazione
> inizio' nel ~2010).
>
> È molto interessante (e, di nuovo, lo suggerisco a tutti) risentire --8
> anni dopo-- i 45 minuti di domande/risposte che seguirono il panel:
>
> => DENTRO AL CAMPUS: ESPERIENZE E SFIDE NELLA GESTIONE DEL SERVIZIO MAIL
> - Discussione - Workshop GARR 2014, Roma
>
> https://www.garr.tv/stream/5a9f0372d91c01001789897c?playlist=5aa2b0d3400ad4…
>
> È interessante, per me, ascoltare le numerose voci di chi --8 anni fa--
> aveva gia' le idee chiare sulle conseguenze di questo genere di
> decisioni. Di chi "anticipava" la "perdita di competenze". E di chi,
> d'altro canto, segnalava --8 anni fa-- la sostanziale impossibilita' di
> fronteggiare (nel contesto di quel tempo) tale processo di outsourcing
> extra-UE, data la scarsita' di risorse umane e tecnologiche.
>
> Mi fa riflettere, inoltre, il fatto che nonostante in quella stanza (8
> anni fa) c'erano _MOLTI_ che avevano le idee chiare.... (ed
> evidentemente non erano esattamente dei lucidascarpe da strada [senza
> offesa per i lucidascarpe]).... di fatto _NON_ è successo nulla. Anzi:
> se 8 anni fa, la decisione di Ferlini evidentemente faceva scalpore [e,
> quindi, fu target di un fuoco incrociato di domande, anche "taglienti"],
> oggi... non si stupisce piu' nessuno.
>
> In realta', alcune cose sono accadute:
>
> - Simone Spinelli (che, in UniPisa aveva messo in piedi l'altra
> infrastruttura, quella "open" e "self-hosted"), ed al quale proprio
> Ferlini chiese: "Scusa ma... tu, il Disaster Recovery, che la legge ci
> impone, come lo hai implementato?".... ha deciso di lasciare il nostro
> Paese. Da tempo lavora ad Amsterdan (...fortunatamente, per GÈANT;
> quindi l'abbiamo perso... ma non interamente);
>
> - Ferlini è andato in pensione
>
> - Anche l'Universita' di Modena e Reggio Emilia (altro talk nella
> sessione) è passata a Google
>
> - UniParthenope (altro talk nella sessione; ai tempi con posta
> "self-hosted" e "open") è passata a Microsoft
>
>
> Mi chiedo quale sara' lo scenario fra 8 anni... e come fare, affinché 8
> anni passino in modo piu' costruttivo (per me, che vivo di ICT)
>
> Bye,
> DV
>
> --
> Damiano Verzulli
> e-mail: damiano(a)verzulli.it
> ---
> possible?ok:while(!possible){open_mindedness++}
> ---
> "...I realized that free software would not generate the kind of
> income that was needed. Maybe in USA or Europe, you may be able
> to get a well paying job as a free software developer, but not
> here [in Africa]..." -- Guido Sohne - 1973-2008
> http://ole.kenic.or.ke/pipermail/skunkworks/2008-April/005989.html
>
>
> _______________________________________________
> nexa mailing list
> nexa(a)server-nexa.polito.it
> https://server-nexa.polito.it/cgi-bin/mailman/listinfo/nexa
>
May 23, 2022
Re: [nexa] www.ilportaledellautomobilista.it [Era: Riflessioni sull'attuale stato di salute di Internet [...]]
by Italo Vignoli
On 5/23/22 11:22, Giuseppe Attardi wrote:
> Personalmente utilizzo OnlyOffice, che è Open Source e che ha la
> migliore interoperabilità con strumenti proprietari.
OnlyOffice è open core, e non open source. E' un software frutto di
reverse engineering di Microsoft Office, in quanto sviluppato in Russia
dove il reverse engineering è consentito e praticato. I suoi filtri per
OOXML sono ricavati dai filtri Microsoft, ma il problema è che utilizza
in modo nativo un formato studiato per il lock-in, che - a conoscerlo -
ha più controindicazioni di una pandemia.
--
Italo Vignoli - italo(a)vignoli.org
mobile/signal +39.348.5653829
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DB75 1534 3FD0 EA5F 56B5 FDA6 DE82 934C AAB8 D5C0
May 23, 2022
Re: [nexa] www.ilportaledellautomobilista.it [Era: Riflessioni sull'attuale stato di salute di Internet [...]]
by Marco A. Calamari
On lun, 2022-05-23 at 11:22 +0200, Giuseppe Attardi wrote:
> Ci sono diverse versioni di DOCX, quella detta Office Open XML
> (https://en.wikipedia.org/wiki/Office_Open_XML) direi di sì.
Buongiorno a tutti,
non so se hai mai avuto la sfortuna di sfogliare la documentazione che citi.
Anche solo leggendo i nomi dei tag la classificheresti come un chiaro tentativo
di "fare ammuina", disunendo ed incasinando il campo avversario.
Ci sono tag il cui significato letterale è, ad esempio, "rappresenta il testo
come fa Wordpad"
I formati documentati lo devono essere completamente e senza ... si possono
usare espressioni dialettali colorite, anzi volgari, qui in lista?
> Il problema vero è l’interoperabilità: alcune applicazioni, pur usando un
> formato aperto, offrono funzionalità aggiuntive (es. animazioni), che non
> tutte le altre supportano,
> Quindi c’è il rischio che documenti che usano quelle feature, non siano
> interamente riutilizzabili con altri software.
>
> Personalmente utilizzo OnlyOffice, che è Open Source e che ha la migliore
> interoperabilità con strumenti proprietari.
>
> — Beppe
>
> > On 23 May 2022, at 11:01, <nexa-request(a)server-nexa.polito.it>
> > <nexa-request(a)server-nexa.polito.it> wrote:
> >
> > Date: Mon, 23 May 2022 11:00:58 +0200
> > From: Stefano Quintarelli <stefano(a)quintarelli.it>
> > To: "nexa(a)server-nexa.polito.it >> NEXA server"
> > <nexa(a)server-nexa.polito.it>
> > Subject: Re: [nexa] www.ilportaledellautomobilista.it [Era:
> > Riflessioni sull'attuale stato di salute di Internet [...]]
> > Message-ID: <3a91feb7-1d93-c8f9-28c6-86a103138018(a)quintarelli.it>
> > Content-Type: text/plain; charset=UTF-8; format=flowed
> >
> > CAD,
> >
> > art. 52
> > 2. I dati e i documenti che ((i soggetti di cui all'articolo 2,
> > comma 2,)) pubblicano, con qualsiasi modalita', senza l'espressa
> > adozione di una licenza di cui all'articolo 2, comma 1, lettera h),
> > del decreto legislativo 24 gennaio 2006, n. 36, si intendono
> > rilasciati come dati di tipo aperto ai sensi ((all'articolo 1, comma
> > 1, lettere l-bis) e l-ter),)) del presente Codice, ad eccezione dei
> > casi in cui la pubblicazione riguardi dati personali del presente
> > Codice.
> >
> >
> > art. 1
> > ((l-bis) formato aperto: un formato di dati reso pubblico,
> > documentato esaustivamente e neutro rispetto agli strumenti
> > tecnologici necessari per la fruizione dei dati stessi;
> >
> > DOCX e' confacente alla definizione ?
> > (domanda non retorica, non ne so abbastanza)
> >
> >
> > ciao, s.
> >
>
> _______________________________________________
> nexa mailing list
> nexa(a)server-nexa.polito.it
> https://server-nexa.polito.it/cgi-bin/mailman/listinfo/nexa
May 23, 2022
Re: [nexa] Riflessioni sull'attuale stato di salute di Internet (sovranita' digitale; cultura; formazione: etc.) [da GARR Conf22]
by Giuseppe Attardi
Alle Conferenze GARR partecipano tecnici e ricercatori, ma come dicevo in un precedente messaggio, chi prende le decisioni sono i politici, i rettori e i CdA.
Possiamo essere tutti d’accordo e indignarci, ma se non troviamo dei decisori che comprendono le nostre istanze e preoccupazioni, non c’è nulla da fare.
Il guaio è, sotteso nel messaggio Carboni, che per ora con il GARR le università continuano a farsi la rete in casa, ma quanto potrà ancora durare?
Quando tutto il traffico di rete sarà concentrato all’interno dei datacenter dove risiedono i servizi cloud, che saranno interconnessi con le reti proprietarie che gli stessi cloud provvedere si stanno costruendo (vedi la presentazione di Valeria Rossi nello stesso pomeriggio), quando l’accesso utente avverrà tramite connessioni 5G direttamente dai dispositivi mobili degli utenti, ci si comincerà a domandare a che serve avere una propria infrastruttura. Non sarebbe più “semplice” (come dice Carboni), affidarsi interamente ai provider commerciali?
L’errore storico di aver cominciato a lasciare andar via i servizi, partendo da quelli “semplici”, rischia di erodere tutto lo stack fino ai livelli di connettività di rete.
Ormai, cosa c’è di più “semplice” di una connettività TCP/IP?
Valeria Rossi si dichiara ottimista, sostenendo che 30 anni fa siamo riusciti a scalzare gli incumbent.
A lei ho fatto notare che gli incumbent dell’epoca erano dinosauri, oberati di debiti, che manco sapevano cosa fosse Internet e cercavano di appiopparci ISDN o ATM.
Oggi gli OTT sono competenti, pieni di talenti attratti dagli alti stipendi e hanno accumulato ricchezze straordinarie, come mai nella storia.
Possono permettersi di tentare molte strade, anche a rischio di fallirne qualcuna (Google ha dismesso più di 200 servizi negli ultimi anni, https://killedbygoogle.com)
Quindi ci vuole ben altro che discorsi da anime belle per cambiare rotta.
BTW, un paio d’anni fa anche UniPI ha abbandonato il proprio servizio in favore di Microsoft Exchange.
— Beppe
> On 23 May 2022, at 10:02, nexa-request(a)server-nexa.polito.it wrote:
>
> Date: Mon, 23 May 2022 09:43:43 +0200
> From: Damiano Verzulli <damiano(a)verzulli.it <mailto:damiano@verzulli.it>>
> To: nexa(a)server-nexa.polito.it <mailto:nexa@server-nexa.polito.it>
> Subject: Re: [nexa] Riflessioni sull'attuale stato di salute di
> Internet (sovranita' digitale; cultura; formazione: etc.) [da GARR
> Conf22]
> Message-ID: <6eb5c8f5-e312-85c3-e3f2-6f61a143e29b(a)verzulli.it <mailto:6eb5c8f5-e312-85c3-e3f2-6f61a143e29b@verzulli.it>>
> Content-Type: text/plain; charset="utf-8"; Format="flowed"
>
>
> Il 23/05/22 02:33, Giuseppe Attardi ha scritto:
>> [...]
>> Sottolineo una sua osservazione, quando ha citato la decisione di alcune università di adottare GMail o simili come servizi di posta (che venne annunciata proprio a una precedente conferenza Garr a Roma III). Quella fu una scelta basata sulla semplicità e sulla riduzione dei costi, che consentiva ai rettori di ridurre l’impiego di tecnici informatici.
>> Massimo fa notare che la posta è un servizio relativamente semplice da realizzare e gestire (infatti in quella stessa conferenza il team dell’Università di Pisa spiegò come avevano realizzato e gestivano la posta di ateneo come servizio centralizzato, unificando i vari servizi di ciascun dipartimento.)
>> Ma aver abbandonato un servizio “semplice” ha prodotto come effetto secondario che non si è stati più in grado di realizzare servizi più complessi, come quelli che si usano oggi.
>> [...]
>
> La conferenza citata era il "Workshop GARR 2014" dove fu dedicato un
> segmento intero proprio alla questione "Posta Elettronica".
>
> Fece molto scalpore la presentazione di Flavio Ferlini, allora Digirente
> ICT dell'Universita' di Pavia, che snocciolo' aspetti tecnico/economici
> che lo portarono a migrare la posta di UniPavia a Google (anno 2014; 8
> anni fa. In realta' UniPV al 2014 aveva gia' migrato: la migrazione
> inizio' nel ~2010).
>
> È molto interessante (e, di nuovo, lo suggerisco a tutti) risentire --8
> anni dopo-- i 45 minuti di domande/risposte che seguirono il panel:
>
> => DENTRO AL CAMPUS: ESPERIENZE E SFIDE NELLA GESTIONE DEL SERVIZIO MAIL
> - Discussione - Workshop GARR 2014, Roma
> https://www.garr.tv/stream/5a9f0372d91c01001789897c?playlist=5aa2b0d3400ad4… <https://www.garr.tv/stream/5a9f0372d91c01001789897c?playlist=5aa2b0d3400ad4…>
>
> È interessante, per me, ascoltare le numerose voci di chi --8 anni fa--
> aveva gia' le idee chiare sulle conseguenze di questo genere di
> decisioni. Di chi "anticipava" la "perdita di competenze". E di chi,
> d'altro canto, segnalava --8 anni fa-- la sostanziale impossibilita' di
> fronteggiare (nel contesto di quel tempo) tale processo di outsourcing
> extra-UE, data la scarsita' di risorse umane e tecnologiche.
>
> Mi fa riflettere, inoltre, il fatto che nonostante in quella stanza (8
> anni fa) c'erano _MOLTI_ che avevano le idee chiare.... (ed
> evidentemente non erano esattamente dei lucidascarpe da strada [senza
> offesa per i lucidascarpe]).... di fatto _NON_ è successo nulla. Anzi:
> se 8 anni fa, la decisione di Ferlini evidentemente faceva scalpore [e,
> quindi, fu target di un fuoco incrociato di domande, anche "taglienti"],
> oggi... non si stupisce piu' nessuno.
>
> In realta', alcune cose sono accadute:
>
> - Simone Spinelli (che, in UniPisa aveva messo in piedi l'altra
> infrastruttura, quella "open" e "self-hosted"), ed al quale proprio
> Ferlini chiese: "Scusa ma... tu, il Disaster Recovery, che la legge ci
> impone, come lo hai implementato?".... ha deciso di lasciare il nostro
> Paese. Da tempo lavora ad Amsterdan (...fortunatamente, per GÈANT;
> quindi l'abbiamo perso... ma non interamente);
>
> - Ferlini è andato in pensione
>
> - Anche l'Universita' di Modena e Reggio Emilia (altro talk nella
> sessione) è passata a Google
>
> - UniParthenope (altro talk nella sessione; ai tempi con posta
> "self-hosted" e "open") è passata a Microsoft
>
>
> Mi chiedo quale sara' lo scenario fra 8 anni... e come fare, affinché 8
> anni passino in modo piu' costruttivo (per me, che vivo di ICT)
>
> Bye,
> DV
>
> --
> Damiano Verzulli
> e-mail: damiano(a)verzulli.it <mailto:damiano@verzulli.it>
> ---
> possible?ok:while(!possible){open_mindedness++}
> ---
> "...I realized that free software would not generate the kind of
> income that was needed. Maybe in USA or Europe, you may be able
> to get a well paying job as a free software developer, but not
> here [in Africa]..." -- Guido Sohne - 1973-2008
> http://ole.kenic.or.ke/pipermail/skunkworks/2008-April/005989.html <http://ole.kenic.or.ke/pipermail/skunkworks/2008-April/005989.html>
May 23, 2022
Re: [nexa] www.ilportaledellautomobilista.it [Era: Riflessioni sull'attuale stato di salute di Internet [...]]
by Italo Vignoli
On 5/23/22 11:00, Stefano Quintarelli wrote:
> art. 1
> ((l-bis) formato aperto: un formato di dati reso pubblico,
> documentato esaustivamente e neutro rispetto agli strumenti
> tecnologici necessari per la fruizione dei dati stessi;
> DOCX e' confacente alla definizione ?
> (domanda non retorica, non ne so abbastanza)
Assolutamente no.
Prima di tutto, la versione di DOCX che viene scritta per difetto da
tutte le versioni di Microsoft Office dalla 2007 in avanti - e quindi è
quella che utilizzano tutti - è quella "transitional" che ISO "obtorto
collo" aveva accettato come "ponte" verso la versione "strict" (che è un
po' più vicina alla definizione di standard aperto, anche se ancora
molto distante).
Il formato DOCX non è versionato, non è neutro rispetto a Microsoft
Office (tanto che la sintassi XML viene modificata, alcune volte in modo
estensivo) in occasione delle patch di sicurezza (ma delle modifiche non
c'è traccia nei changelog), non è coerente con la descrizione dello
standard, e nasconde delle complessità artificiali studiate per impedire
l'interoperabilità.
Scusate se non riesco a essere sintetico, ma la presentazione più breve
sull'argomento - che è incredibilmente complesso, e comprende XML, font,
storia del processo di standardizzazione, riuso degli standard, schema
XML, namespace XML, tag XML, reinvenzione di codici colore, codici
linguistici, e altro ancora - dura quattro ore.
Sono a completa disposizione per approfondire l'argomento, ma se volete
l'estrema sintesi è questa: OOXML, e quindi DOCX, XLSX e PPTX, non sono
formati standard, non sono aperti, e sono un sofisticato strumento di
lock-in degli utenti.
--
Italo Vignoli - italo(a)vignoli.org
mobile/signal +39.348.5653829
GPG Key ID - 0xAAB8D5C0
DB75 1534 3FD0 EA5F 56B5 FDA6 DE82 934C AAB8 D5C0
May 23, 2022
Re: [nexa] www.ilportaledellautomobilista.it
by Damiano Verzulli
Il 23/05/22 11:15, Alberto Cammozzo via nexa ha scritto:
>
> Grazie mille, documenti interessanti e riferimenti molto utili.
>
> Ma ... a chi rivolgersi se
>
> - docs.italia.it di AGID stessa usa google Analytics?
>
> - agid usa fonts.googleapis.com e gstatic.com?
>
il problema sollevato inizialmente esulava dagli aspetti di "privacy" e
di "tracciabilita'". Non credo che Joanne Maria Pini si lamentasse di
questo (...anche se --noto solo ora-- sul sito del Portale
dell'automobilita' _NON_ ci sono traccianti rilevati dal mio Privacy
Badger).
Quindi terrei le questioni distinte:
- funzionalità/interoperabilità e, soprattutto, compliance con il CAD =>
Difensore Civico;
- questioni di privacy / tracciamento / uso illecito di dati, etc. =>
Garante
Bye,
DV
--
Damiano Verzulli
e-mail: damiano(a)verzulli.it
---
possible?ok:while(!possible){open_mindedness++}
---
"...I realized that free software would not generate the kind of
income that was needed. Maybe in USA or Europe, you may be able
to get a well paying job as a free software developer, but not
here [in Africa]..." -- Guido Sohne - 1973-2008
http://ole.kenic.or.ke/pipermail/skunkworks/2008-April/005989.html
May 23, 2022
Re: [nexa] www.ilportaledellautomobilista.it [Era: Riflessioni sull'attuale stato di salute di Internet [...]]
by Giuseppe Attardi
Ci sono diverse versioni di DOCX, quella detta Office Open XML (https://en.wikipedia.org/wiki/Office_Open_XML <https://en.wikipedia.org/wiki/Office_Open_XML>) direi di sì.
Il problema vero è l’interoperabilità: alcune applicazioni, pur usando un formato aperto, offrono funzionalità aggiuntive (es. animazioni), che non tutte le altre supportano,
Quindi c’è il rischio che documenti che usano quelle feature, non siano interamente riutilizzabili con altri software.
Personalmente utilizzo OnlyOffice, che è Open Source e che ha la migliore interoperabilità con strumenti proprietari.
— Beppe
> On 23 May 2022, at 11:01, <nexa-request(a)server-nexa.polito.it> <nexa-request(a)server-nexa.polito.it> wrote:
>
> Date: Mon, 23 May 2022 11:00:58 +0200
> From: Stefano Quintarelli <stefano(a)quintarelli.it <mailto:stefano@quintarelli.it>>
> To: "nexa(a)server-nexa.polito.it <mailto:nexa@server-nexa.polito.it> >> NEXA server"
> <nexa(a)server-nexa.polito.it <mailto:nexa@server-nexa.polito.it>>
> Subject: Re: [nexa] www.ilportaledellautomobilista.it <http://www.ilportaledellautomobilista.it/> [Era:
> Riflessioni sull'attuale stato di salute di Internet [...]]
> Message-ID: <3a91feb7-1d93-c8f9-28c6-86a103138018(a)quintarelli.it <mailto:3a91feb7-1d93-c8f9-28c6-86a103138018@quintarelli.it>>
> Content-Type: text/plain; charset=UTF-8; format=flowed
>
> CAD,
>
> art. 52
> 2. I dati e i documenti che ((i soggetti di cui all'articolo 2,
> comma 2,)) pubblicano, con qualsiasi modalita', senza l'espressa
> adozione di una licenza di cui all'articolo 2, comma 1, lettera h),
> del decreto legislativo 24 gennaio 2006, n. 36, si intendono
> rilasciati come dati di tipo aperto ai sensi ((all'articolo 1, comma
> 1, lettere l-bis) e l-ter),)) del presente Codice, ad eccezione dei
> casi in cui la pubblicazione riguardi dati personali del presente
> Codice.
>
>
> art. 1
> ((l-bis) formato aperto: un formato di dati reso pubblico,
> documentato esaustivamente e neutro rispetto agli strumenti
> tecnologici necessari per la fruizione dei dati stessi;
>
> DOCX e' confacente alla definizione ?
> (domanda non retorica, non ne so abbastanza)
>
>
> ciao, s.
>
May 23, 2022
Re: [nexa] www.ilportaledellautomobilista.it [Era: Riflessioni sull'attuale stato di salute di Internet [...]]
by Alberto Cammozzo
Grazie mille, documenti interessanti e riferimenti molto utili.
Ma ... a chi rivolgersi se
- docs.italia.it di AGID stessa usa google Analytics?
- agid usa fonts.googleapis.com e gstatic.com?
ciao,
Alberto
On 23/05/22 10:29, Damiano Verzulli wrote:
> Il 23/05/22 10:01, Joanne Maria Pini ha scritto:
>> A proposito della PA qualcuno di voi ha partecipato alla costruzione
>> de www.ilportaledellautomobilista.it
>> <http://www.ilportaledellautomobilista.it> ?
>> [...]
>> A parte la pessima navigazione, a parte l'uso di un linguaggio
>> burocratico che il comune cittadino fatica a comprendere, *costoro
>> rilasciano documenti in formato .docx*
>> *
>> *
>> *.DOCX ;-)
>> *
>>
>> Ignoranza o malafede?
>
> Vedo che quel servizio afferisce al Ministero delle Infrastrutture.
> Quindi è pubblico. In quanto "pubblico", è tenuto al rispetto di tutta
> una lunga serie di adempimenti. Fra questi --pur non avendo i
> riferimenti esatti sotto mano-- scommetto che c'e' quello di
> rilasciare documentazione "aperta" (PDF/A, scommetto).
>
> Se non lo fa... allora la procedura che suggerisco è... di spendere ~1
> ora del proprio tempo per:
>
> - notificare la questione al "Difensore Civico", ossia a quell'entità
> prevista dalla norma per valutare/dirimere _ESATTAMENTE_ queste questioni:
> https://docs.italia.it/italia/piano-triennale-ict/codice-amministrazione-di…
> fa
>
> Per farlo, occorre sapere che:
>
> - attualmente il "Difensore Civico" è istituito presso AGID:
> https://www.agid.gov.it/it/agenzia/difensore-civico-il-digitale
>
> - AGID ha previsto una procedura web per la ricezione delle segnalazioni.
>
> Per chi fosse scettico sull'efficacia di questo processo, segnalo che
> io stesso ho fatto una segnalazione nell'agosto 2021 e... e' stata
> presa in esame e processata (il relativo procedimento si è concluso
> qualche mese fa).
>
>
> Se si è animati da una qualche forma di "Cortesia Istituzionale",
> potrebbe essere opportuno segnalare la questione al "Responsabile
> della Transizione Digitale" del Ministero competente:
>
> https://indicepa.gov.it/ipa-portale/consultazione/responsabile-transizione-…
>
>
> Insomma: costa tempo (tanto tempo) ma... è previsto, ed è fattibile :-)
>
>
> Un caro saluto,
> DV
>
>>
>> E a proposito di educazione digitale, il funzionario dell'ospedale di
>> Menaggio scrive www.ilportaledell*'*automobilista (con l'apostrofo).
>>
>> E per la punturina di oggi è tutto...
>>
>> Buona settimana a voi!
>>
>> jmpini
>>
>> ps: e chiedono pure l'originale di un documento, quello
>> sull'invalidità, che è in possesso della PA.
>> Quousque tandem...?
>>
>> Ma la colpa è nostra, solo nostra.
>> n questi due anni hanno fatto passare vessazioni a josa, e noi tutti
>> zitti, a prescidere che pagare con pagoPA ti traccia tutto, a partire
>> dal C/C
>> Non è questo il mio mondo. NO
>>
>>
>> Il giorno lun 23 mag 2022 alle ore 09:43 Damiano Verzulli
>> <damiano(a)verzulli.it> ha scritto:
>>
>>
>> Il 23/05/22 02:33, Giuseppe Attardi ha scritto:
>> > [...]
>> > Sottolineo una sua osservazione, quando ha citato la decisione
>> di alcune università di adottare GMail o simili come servizi di
>> posta (che venne annunciata proprio a una precedente conferenza
>> Garr a Roma III). Quella fu una scelta basata sulla semplicità e
>> sulla riduzione dei costi, che consentiva ai rettori di ridurre
>> l’impiego di tecnici informatici.
>> > Massimo fa notare che la posta è un servizio relativamente
>> semplice da realizzare e gestire (infatti in quella stessa
>> conferenza il team dell’Università di Pisa spiegò come avevano
>> realizzato e gestivano la posta di ateneo come servizio
>> centralizzato, unificando i vari servizi di ciascun dipartimento.)
>> > Ma aver abbandonato un servizio “semplice” ha prodotto come
>> effetto secondario che non si è stati più in grado di realizzare
>> servizi più complessi, come quelli che si usano oggi.
>> > [...]
>>
>> La conferenza citata era il "Workshop GARR 2014" dove fu dedicato un
>> segmento intero proprio alla questione "Posta Elettronica".
>>
>> Fece molto scalpore la presentazione di Flavio Ferlini, allora
>> Digirente
>> ICT dell'Universita' di Pavia, che snocciolo' aspetti
>> tecnico/economici
>> che lo portarono a migrare la posta di UniPavia a Google (anno
>> 2014; 8
>> anni fa. In realta' UniPV al 2014 aveva gia' migrato: la migrazione
>> inizio' nel ~2010).
>>
>> È molto interessante (e, di nuovo, lo suggerisco a tutti)
>> risentire --8
>> anni dopo-- i 45 minuti di domande/risposte che seguirono il panel:
>>
>> => DENTRO AL CAMPUS: ESPERIENZE E SFIDE NELLA GESTIONE DEL
>> SERVIZIO MAIL
>> - Discussione - Workshop GARR 2014, Roma
>> https://www.garr.tv/stream/5a9f0372d91c01001789897c?playlist=5aa2b0d3400ad4…
>>
>> È interessante, per me, ascoltare le numerose voci di chi --8
>> anni fa--
>> aveva gia' le idee chiare sulle conseguenze di questo genere di
>> decisioni. Di chi "anticipava" la "perdita di competenze". E di chi,
>> d'altro canto, segnalava --8 anni fa-- la sostanziale
>> impossibilita' di
>> fronteggiare (nel contesto di quel tempo) tale processo di
>> outsourcing
>> extra-UE, data la scarsita' di risorse umane e tecnologiche.
>>
>> Mi fa riflettere, inoltre, il fatto che nonostante in quella
>> stanza (8
>> anni fa) c'erano _MOLTI_ che avevano le idee chiare.... (ed
>> evidentemente non erano esattamente dei lucidascarpe da strada
>> [senza
>> offesa per i lucidascarpe]).... di fatto _NON_ è successo nulla.
>> Anzi:
>> se 8 anni fa, la decisione di Ferlini evidentemente faceva
>> scalpore [e,
>> quindi, fu target di un fuoco incrociato di domande, anche
>> "taglienti"],
>> oggi... non si stupisce piu' nessuno.
>>
>> In realta', alcune cose sono accadute:
>>
>> - Simone Spinelli (che, in UniPisa aveva messo in piedi l'altra
>> infrastruttura, quella "open" e "self-hosted"), ed al quale proprio
>> Ferlini chiese: "Scusa ma... tu, il Disaster Recovery, che la
>> legge ci
>> impone, come lo hai implementato?".... ha deciso di lasciare il
>> nostro
>> Paese. Da tempo lavora ad Amsterdan (...fortunatamente, per GÈANT;
>> quindi l'abbiamo perso... ma non interamente);
>>
>> - Ferlini è andato in pensione
>>
>> - Anche l'Universita' di Modena e Reggio Emilia (altro talk nella
>> sessione) è passata a Google
>>
>> - UniParthenope (altro talk nella sessione; ai tempi con posta
>> "self-hosted" e "open") è passata a Microsoft
>>
>>
>> Mi chiedo quale sara' lo scenario fra 8 anni... e come fare,
>> affinché 8
>> anni passino in modo piu' costruttivo (per me, che vivo di ICT)
>>
>> Bye,
>> DV
>>
>> --
>> Damiano Verzulli
>> e-mail: damiano(a)verzulli.it
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>> possible?ok:while(!possible){open_mindedness++}
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>> "...I realized that free software would not generate the kind of
>> income that was needed. Maybe in USA or Europe, you may be able
>> to get a well paying job as a free software developer, but not
>> here [in Africa]..." -- Guido Sohne - 1973-2008
>> http://ole.kenic.or.ke/pipermail/skunkworks/2008-April/005989.html
>>
>> _______________________________________________
>> nexa mailing list
>> nexa(a)server-nexa.polito.it
>> https://server-nexa.polito.it/cgi-bin/mailman/listinfo/nexa
>>
> --
> Damiano Verzulli
> e-mail:damiano@verzulli.it
> ---
> possible?ok:while(!possible){open_mindedness++}
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> "...I realized that free software would not generate the kind of
> income that was needed. Maybe in USA or Europe, you may be able
> to get a well paying job as a free software developer, but not
> here [in Africa]..." -- Guido Sohne - 1973-2008
> http://ole.kenic.or.ke/pipermail/skunkworks/2008-April/005989.html
>
> _______________________________________________
> nexa mailing list
> nexa(a)server-nexa.polito.it
> https://server-nexa.polito.it/cgi-bin/mailman/listinfo/nexa
May 23, 2022
Re: [nexa] www.ilportaledellautomobilista.it [Era: Riflessioni sull'attuale stato di salute di Internet [...]]
by Guido Vetere
> Per chi fosse scettico sull'efficacia di questo processo, segnalo che io
stesso ho fatto una segnalazione nell'agosto 2021 e... e' stata presa in
esame e processata (il relativo procedimento si è concluso qualche mese
fa).
In base alla mia esperienza mi sono fatto l'idea che il 'Difensore civico'
di AgID sia stato istituito per difendere la PA inadempiente dalla rabbia
dei cittadini
Ma forse sono stato solo sfortunato :-)
G.
On Mon, 23 May 2022 at 11:01, Stefano Quintarelli <stefano(a)quintarelli.it>
wrote:
> CAD,
>
> art. 52
> 2. I dati e i documenti che ((i soggetti di cui all'articolo 2,
> comma 2,)) pubblicano, con qualsiasi modalita', senza l'espressa
> adozione di una licenza di cui all'articolo 2, comma 1, lettera h),
> del decreto legislativo 24 gennaio 2006, n. 36, si intendono
> rilasciati come dati di tipo aperto ai sensi ((all'articolo 1, comma
> 1, lettere l-bis) e l-ter),)) del presente Codice, ad eccezione dei
> casi in cui la pubblicazione riguardi dati personali del presente
> Codice.
>
>
> art. 1
> ((l-bis) formato aperto: un formato di dati reso pubblico,
> documentato esaustivamente e neutro rispetto agli strumenti
> tecnologici necessari per la fruizione dei dati stessi;
>
> DOCX e' confacente alla definizione ?
> (domanda non retorica, non ne so abbastanza)
>
>
> ciao, s.
>
>
> On 23/05/22 10:29, Damiano Verzulli wrote:
> > Il 23/05/22 10:01, Joanne Maria Pini ha scritto:
> >> A proposito della PA qualcuno di voi ha partecipato alla costruzione de
> >> www.ilportaledellautomobilista.it <
> http://www.ilportaledellautomobilista.it> ?
> >> [...]
> >> A parte la pessima navigazione, a parte l'uso di un linguaggio
> burocratico che il comune
> >> cittadino fatica a comprendere, *costoro rilasciano documenti in
> formato .docx*
> >> *
> >> *
> >> *.DOCX ;-)
> >> *
> >>
> >> Ignoranza o malafede?
> >
> > Vedo che quel servizio afferisce al Ministero delle Infrastrutture.
> Quindi è pubblico. In
> > quanto "pubblico", è tenuto al rispetto di tutta una lunga serie di
> adempimenti. Fra
> > questi --pur non avendo i riferimenti esatti sotto mano-- scommetto che
> c'e' quello di
> > rilasciare documentazione "aperta" (PDF/A, scommetto).
> >
> _______________________________________________
> nexa mailing list
> nexa(a)server-nexa.polito.it
> https://server-nexa.polito.it/cgi-bin/mailman/listinfo/nexa
>
May 23, 2022
Memento | 98° Nexa Lunch Seminar | 25 Maggio 2022
by Nexa Media
Gentilissimi,
Vi ricordiamo che*mercoledì 25 maggio*, dalle ore 13.00 alle ore 14.00,
si svolgerà online il 98° Nexa Lunch Seminar, con un incontro dal titolo:
/*"Disconnessioni digitali attiviste: repertori, limiti, orizzonti"*/.
Ospite: *Emiliano Treré* (Cardiff University).
Sarà possibile partecipare al seminario connettendosi al seguente
indirizzo: https://didattica.polito.it/VClass/NexaEvent
Sarà possibile guardare la diretta streaming dell'incontro al seguente
link: https://youtu.be/AtcrqZ4CKf8
Maggiori informazioni sull'evento sono disponibili alla pagina:
https://nexa.polito.it/lunch-98
Cordiali saluti,
--
Anita Botta
Communication Manager
Nexa Center for Internet & Society
Politecnico di Torino – DAUIN
Corso Duca degli Abruzzi, 24 - 10129 Torino
web: https://nexa.polito.it/
mail: anita.botta(a)polito.it
tel: 011 090 7219
May 23, 2022