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Re: [nexa] Colonialismo digitale US nel Cloud Italiano e Schrems - II
by Giovanni Leghissa
Sottolineo che le osservazioni fatte sopra da Roberto Dolci sono essenziali
il ruolo delle aziende operanti nel digitale va compreso in una prospettiva
geopolitica, al pari del peso che hanno le valute e il capitale finanziario
in genere (accanto ovviamente a portaerei aerei di quinta generazione
missili balistici intercontinentali ecc ecc)
istruttivo, per fare un esempio, seguire il destino del dollaro dopo
l’agosto del 1971: la fine di Bretton Woods rispose a un preciso calcolo
geopolitico, che paga ancora oggi (ma si noti: se il renmimbi oggi venisse
utilizzato per gestire che so anche solo il 20 o 30 % degli scambi
commerciali globali, l’impero americano sarebbe ridotto in cenere o quasi)
Giovanni
Il giorno mer 26 mag 2021 alle ore 19:02 380° <g380(a)biscuolo.net> ha
scritto:
> "Fabio Pietrosanti (naif)" <lists(a)infosecurity.ch> writes:
>
> > Ottime e fresche riflessioni da parte di Inno Genna sul tema.
> >
> > Cloud nazionale: quanti equivoci, dal Cloud Act a Gaia-X:
> >
> >
> https://www.huffingtonpost.it/entry/cloud-nazionale-quanti-equivoci-dal-clo…
>
> --8<---------------cut here---------------start------------->8---
>
> Il modello francese si basa sull’idea che i dati della PA siano
> completamente fuori del controllo delle aziende straniere, anche quando
> queste forniscano della tecnologia. In altre parole, le chiavi
> crittografiche e gli strumenti per decidere circa il trattamento dei
> dati saranno completamente nelle mani delle aziende europee, mentre
> quelle straniere si limiteranno a fornire la tecnologia. Se non fosse
> così, i dati della PA francese sarebbero attaccabili dalle giurisdizioni
> americane.
>
> --8<---------------cut here---------------end--------------->8---
>
> Mi mancano i dettagli su cosa significhi "modello francese" in questo
> contesto, però direi che sostenere che sia sufficiente avere "le chiavi
> crittografiche" per fare in modo che i dati NON siano sotto il controllo
> di chi gestisce le infrastrutture "cloud" (se c'è una azienda
> statunitense, soggetta a Cloud Act) è quantomeno fuorviante.
>
> Chi controlla il software che gestisce l'infrastruttura IT?!?
>
> Sono io che non capisco o cosa?
>
> Saluti, 380°
>
> [...]
>
> --
> 380° (Public Giovanni Biscuolo alter ego)
>
> «Noi, incompetenti come siamo,
> non abbiamo alcun titolo per suggerire alcunché»
>
> Disinformation flourishes because many people care deeply about injustice
> but very few check the facts. Ask me about <https://stallmansupport.org>.
> _______________________________________________
> nexa mailing list
> nexa(a)server-nexa.polito.it
> https://server-nexa.polito.it/cgi-bin/mailman/listinfo/nexa
>
May 26, 2021
Re: [nexa] Colonialismo digitale US nel Cloud Italiano e Schrems - II
by 380°
"Fabio Pietrosanti (naif)" <lists(a)infosecurity.ch> writes:
> Ottime e fresche riflessioni da parte di Inno Genna sul tema.
>
> Cloud nazionale: quanti equivoci, dal Cloud Act a Gaia-X:
>
> https://www.huffingtonpost.it/entry/cloud-nazionale-quanti-equivoci-dal-clo…
--8<---------------cut here---------------start------------->8---
Il modello francese si basa sull’idea che i dati della PA siano
completamente fuori del controllo delle aziende straniere, anche quando
queste forniscano della tecnologia. In altre parole, le chiavi
crittografiche e gli strumenti per decidere circa il trattamento dei
dati saranno completamente nelle mani delle aziende europee, mentre
quelle straniere si limiteranno a fornire la tecnologia. Se non fosse
così, i dati della PA francese sarebbero attaccabili dalle giurisdizioni
americane.
--8<---------------cut here---------------end--------------->8---
Mi mancano i dettagli su cosa significhi "modello francese" in questo
contesto, però direi che sostenere che sia sufficiente avere "le chiavi
crittografiche" per fare in modo che i dati NON siano sotto il controllo
di chi gestisce le infrastrutture "cloud" (se c'è una azienda
statunitense, soggetta a Cloud Act) è quantomeno fuorviante.
Chi controlla il software che gestisce l'infrastruttura IT?!?
Sono io che non capisco o cosa?
Saluti, 380°
[...]
--
380° (Public Giovanni Biscuolo alter ego)
«Noi, incompetenti come siamo,
non abbiamo alcun titolo per suggerire alcunché»
Disinformation flourishes because many people care deeply about injustice
but very few check the facts. Ask me about <https://stallmansupport.org>.
May 26, 2021
Re: [nexa] Colonialismo digitale US nel Cloud Italiano e Schrems - II
by 380°
Buongiorno,
l'assalto alla diligenza, ovviamente, è già iniziato ancora prima che
arrivino i soldi del Next DEgeneration EU per "il digitale".
Agli imprenditori e ai lavoratori europei, dopo un vorticoso giro di
mirabolanti intermediazioni da parte di indispensabili "facilitatori di
affari", rimarranno giusto le briciole... e loro i dati (documenti,
anche i più segreti) direttamnete SIFONATI dagli USA... e le loro
intrastrutture pubbliche e private in perenne lock-in, che CROLLERANNO
tra una decina di anni più o meno come il Morandi.
E non parliamo nemmeno di striscio della ricerca e sviluppo nel settore
IT, che tanto la portano avanti i GAFAM e non è affar nostro; anzi tra
un po' faranno direttamente loro anche la formazione, che tanto con
queste prospettive nel mondo del lavoro chi glielo fa fare a un giovane
di farsi il mazzo se tutto quello che gli basta è un "Cloud Manager
Certificate". (ovviamente è una sciochezza stile anni '90 ma vedo che
funziona ancora bene lato marketing)
"Fabio Pietrosanti (naif)" <lists(a)infosecurity.ch> writes:
> - TIM si allea con Google
Comunicato stampa [1]
--8<---------------cut here---------------start------------->8---
Google porterà in dote la sua tecnologia, le sue piattaforme come
Gsuite, ma anche i suoi skill e la sua mentalità “nativamente” aperta,
che contagerà la nostra.”
“Insieme – prosegue d’Asaro Biondo - svilupperemo un approccio ai
servizi che va dall’integrazione dei sistemi (e in questa chiave va
letta la nostra recente acquisizione di Noovle), ai servizi cloud, lo
sviluppo e design di infrastrutture. Non è solo una integrazione di
tecnologie. Il primo principio è l’orientamento al cliente: fornire cosa
serve, quando serve a ogni cliente. Avremo bisogno di un impegno al 100%
di entrambi i partner per conseguire un obiettivo ambizioso:
digitalizzare il Paese.”
Tra le premesse della partnership, la decisione di Google, annunciata
dal CEO Sundar Pichai, di aprire due nuove cloud region in Italia, per
complessivi 900 milioni di dollari in 5 anni. Un investimento senza
precedenti di una multinazionale straniera nel nostro Paese.
--8<---------------cut here---------------end--------------->8---
Quindi in soldoni: Gsuite, supporto sistemistico, servizi "cloud",
progettazione infrastruttura, due "cloud region" (data centre sotto il
controllo di Google, che rientrano /ovviamente/ nel Cloud Act).
Formazione del personale "Google Cloud Certified" [2]:
--8<---------------cut here---------------start------------->8---
Google e TIM propongono agli Sviluppatori italiani un percorso formativo
di tre mesi con il fine di prepararsi alle certificazioni Google Cloud:
Associate Cloud Engineer, Professional Cloud Architect o Professional
Data Engineer. I cicli saranno 4 in tutto, ognuno di 3 mesi e
raccoglierà un gruppo di sviluppatori diverso per ogni gruppo.
Il corso è GRATUITO, gli iscritti accederanno a contenuti disponibili
on-demand e a sessioni formative LIVE tenute da remoto da Fast Lane,
partner tecnico dell’iniziativa. Si tratterà di uno strumento per
dimostrare la propria conoscenza teorica e pratica nella progettazione,
sviluppo, gestione e amministrazione di un’infrastruttura applicativa.
Durante il corso i docenti forniranno tutte le informazioni e gli
strumenti per superare l’esame finale di certificazione, così da
diventare Google Cloud Certified, il primo passo per aiutare l’Italia
nel percorso della Trasformazione digitale.
--8<---------------cut here---------------end--------------->8---
Quindi in soldoni: non ci posso credere.
Domande A CASO: chi saranno i sysadmin di GSuite e dei servizi "cloud"?
Il software usato sarà software proprietario? Se sarà software libero:
chi lo compila?!?
Domanda NON a caso: ma in Italia/Europa non ci son proprio le risorse
per fare in modo che TIM si gestisca i propri servizi ON PREMISES con
software LIBERO completamente sotto il proprio controllo?!?
> - Leonardo si allea con Microsoft
Comunicato stampa [3]
--8<---------------cut here---------------start------------->8---
La cooperazione, in base ad un Memorandum of Understanding siglato dalle
due parti che evolverà secondo intese mirate sulle specifiche
iniziative, prevede la progettazione e la realizzazione degli elementi
necessari alla creazione del Polo Strategico Nazionale (PSN) che gestirà
gli asset tecnologici in grado di abilitare i servizi più sensibili del
Paese.
[...] Leonardo si candida al ruolo di system integrator e responsabile
dei servizi di Cyber Security per i programmi di trasformazione digitale
e consolidamento dei data center della P.A.. Microsoft, a sua volta,
metterà a disposizione le piattaforme tecnologiche e i servizi cloud
utilizzati oggi da migliaia di imprese e organizzazioni pubbliche per i
propri progetti di trasformazione digitale. La collaborazione include
anche attività sia nelle soluzioni “HPC on cloud” sia nelle soluzioni
applicative o architetturali ed è particolarmente orientata al programma
di trasformazione digitale della sanità nazionale.
[...] avvio della prima Regione Data Center di Microsoft in Italia, a
Milano
--8<---------------cut here---------------end--------------->8---
Quindi in soldoni: Leonardo farà il rivenditore autorizzato per l'Italia
del servizi "cloud" di Microsoft dedicati alla PA, in pratica il PSN
Leonardo sarà gestito da Microsoft, probabilmente nel data centre di
Milano (sotto il controllo di Microfoft, che rientra nel Cloud Act)
Domanda NON a caso: ma in Italia/Europa non ci son proprio le risorse
per fare in modo che Leonardo si gestisca i servizi DELLA PA on premises
con software LIBERO completamente sotto il proprio controllo?!?
> - Fincantieri si allea con Amazon
Comunicato ANSA [4]
--8<---------------cut here---------------start------------->8---
Fincantieri e Amazon Web Services (AWS), la piattaforma di servizi cloud
più completa e diffusa al mondo, hanno firmato un accordo di
cooperazione per accelerare l'innovazione digitale e lo sviluppo
tecnologico del Paese, essenziali per la sua crescita.
--8<---------------cut here---------------end--------------->8---
Quindi in soldoni: boh, ma chiunque conosca AWS sa benissimo che è
formata da "Cloud Regions" sparse per il mondo e che anche un possibile
data centre italiano sara imprescindibilmente sotto il controllo di
Amazon USA e /quindi/ ricadrà nel Cloud Act.
Domanda NON a caso: ma in Italia/Europa non ci son proprio le risorse
per fare in modo che Fincantieri si gestisca i servizi DELLA PA on
premises con software LIBERO completamente sotto il proprio controllo?!?
[...]
> Facciamoci una domanda forte:
>
> Queste 3 alleanze sono legali o illegali rispetto a quanto sancito dal
> caso Schrems-II su EU-US Data Transfer rispetto ai poteri e obblighi
> derivanti dal Cloud Act?
>
> Dipende!
>
> SCENARIO BUONO:
> Google, Microsoft e Amazon forniscono rispettivamente una “Licenza
> Software o Hardware” che viene impiegata su sistemi di proprietà di e
> sotto l’esclusiva gestione informatica di TIM, Leonardo e Fincantieri?
Anche /solo/ a giudicare dagli scarni comunicati stampa NON sarà così.
In ogni caso anche questo scenario è INDECENTE per via delle tre domande
NON a caso di cui sopra: ma in Europa non ci sono le "tecnologie"?!?
La PA italiana meriterebbe dei data centre fatti come si deve e sotto il
proprio DIRETTO controllo, punto. Lo meriterebbero anche le imprese
italiane, invece che REGALARE tutta le propria conoscenza RISERVATA agli
USA (che invece prima erano almeno "costretti" a sottrarla con i
sotterfugi)
[...]
> Dentro quella “infrastruttura as a service” ci gira software e
> tecnologia proprietaria di Google.
...o di Microsoft, o di Amazon: questo basta a fornire loro,
sostanzialmente, il controllo dell'intera infrastruttura.
Prima almeno erano costretti a infilare backdoors "urbi et orbi" per
ottenere accesso indebito ai sistemi altrui, adesso invece possono farlo
"mirati" :-O
[...]
> magari scopriremmo che dipendenti di Google hanno sostanziale accesso
> a tutta l’infrastruttura di erogazione del servizio a più basso
> livello, e potrebbero quindi trovarsi ad adempiere ad un ordine del
> Governo Statunitense?
O magari scopriremmo che sono costretti a infilare una backdoor
direttamente nel sistema operativo per ordine dell'amministrazione
statunitense?
> Ecco, credo che su questo tema sia necessario un messaggio molto
> forte,
Io, sinceramente, messaggi più forti di "ricordatevi ECHELON" e
"ricordatevi le rivelazioni di Snowden" non riesco proprio a concepirne.
...ed ecco che non appena i nostri governi si ritrovano per le mani
tonnellate di soldi da poter investire per AFFRANCARSI da simili
sudditanze, le scelte vanno esattamente nel verso opposto.
Ditemi voi se tutto questo non è una presa per i fondelli bella e buona.
Forse non ci meritiamo questa Unione Europea.
[...]
> * TIM
[1] https://www.gruppotim.it/it/innovazione/tecnologia/cloud/TIM-google-cloud.h…
[2] https://doc.open.tim.it/display/AEE/Google+Cloud+Pro%3A+la+certificazione+d…
> * Leonardo
[3] https://news.microsoft.com/it-it/2021/05/26/leonardo-e-microsoft-insieme-pe…
> * Fincantieri
[4] https://www.ansa.it/sito/notizie/economia/2021/05/13/fincantieri-e-amazon-w…
--
380° (Public Giovanni Biscuolo alter ego)
«Noi, incompetenti come siamo,
non abbiamo alcun titolo per suggerire alcunché»
Disinformation flourishes because many people care deeply about injustice
but very few check the facts. Ask me about <https://stallmansupport.org>.
May 26, 2021
Re: [nexa] Colonialismo digitale US nel Cloud Italiano e Schrems - II
by Roberto Dolci
Enel e' il secondo cliente al mondo per AWS, dopo Spotify, per citare un altra azienda critica.
Le multinazionali americane hanno sempre obbedito alle richieste federali, facendo ampia opera di Public Relations su qualche caso specifico per provare a difendere la loro immagine di indipendenza rispetto al governo. Dal caso del cellulare di un piccolo spacciatore che Apple si e' rifiutata di craccare, ad equivalenti per Microsoft e Google: tutti casi immateriali ma sbandierati pro domo propria.
Le FAANG sono cruciali per consentire agli USA di mantenere il controllo dei flussi informative del commercio internazionale, facendo scopa con SWIFT e Dollaro per rendere fattibile e credibile qualsiasi azione di ritorsione commerciale.
Pensare che in Europa possa (e sia lasciato) crescere un qualsiasi concorrente delle suddette e' difficile, perche' la ragioni geopolitiche di Washington giocano un ruolo importante
Cheers from Boston
Roberto
-----Original Message-----
From: nexa <nexa-bounces(a)server-nexa.polito.it> On Behalf Of Angelo Raffaele Meo
Sent: Wednesday, May 26, 2021 11:48 AM
To: nexa(a)server-nexa.polito.it
Subject: Re: [nexa] Colonialismo digitale US nel Cloud Italiano e Schrems - II
non c'è solo il problema della violazione delle norme comunitarie e nazionali sulla sicurezza dei dati personali, perchè c'è anche la violazione dell'art 68 del codice dell'amministrazione digitale (legge
82(05) ). Occorre una denuncia alla Corte dei Conti.
Raf
Il 26/05/21 15:57, Fabio Pietrosanti (naif) ha scritto:
> Di fronte ai piani di digitalizzazione massiva del paese (e dei
> relativi fondi d’emanazione comunitaria), non si può non notare come
> ci troviamo di fronte ad un pesante colonialismo digitale di matrice statunitense:
>
>
> - TIM si allea con Google
> - Leonardo si allea con Microsoft
> - Fincantieri si allea con Amazon
>
> Ciascuno di questi 3 major player italiani, in un modo o in un altro,
> hanno stretto partnership molto forte con i rispettivi Cloud Provider,
> proprio per i loro Cloud Services.
>
> Facciamoci una domanda forte:
>
> Queste 3 alleanze sono legali o illegali rispetto a quanto sancito dal
> caso Schrems-II su EU-US Data Transfer rispetto ai poteri e obblighi
> derivanti dal Cloud Act?
>
> Dipende!
>
> SCENARIO BUONO:
> Google, Microsoft e Amazon forniscono rispettivamente una “Licenza
> Software o Hardware” che viene impiegata su sistemi di proprietà di e
> sotto l’esclusiva gestione informatica di TIM, Leonardo e Fincantieri?
>
> SCENARIO CATTIVO:
> Google, Microsoft e Amazon erogano un servizio, i cui sistemi
> informativi di base sono gestiti remotamente in tutto o in parte dal
> vendor statunitense, che il partner italiano con accordi più
> commerciali o più industriali rivende?
>
> Ecco, perché se ci trovassimo di fronte allo scenario CATTIVO, e cioè
> Google, Microsoft e Amazon fossero nella “sostanziale” condizione di
> dovere adempiere ad un ordine del Governo degli Stati Uniti D’America
> secondo quanto stabilito dal Cloud Act…. credo che l’Italia abbia un
> grande problema.
>
> Prendiamo un esempio, spacchettiamolo, TIM e Google costituiscono una
> società assieme, creando un datacenter apposito (CAPEX come se
> piovesse) con dentro cemento, fibre, server, rack e quant’altro.
> Dentro quella “infrastruttura as a service” ci gira software e
> tecnologia proprietaria di Google.
> Google consegna un pacchetto software in licenza a TIM (o alla loro
> società di scopo) la quale eroga un servizio, o facendo una DPIA (Data
> Privacy Impact Assessment) magari scopriremmo che dipendenti di Google
> hanno sostanziale accesso a tutta l’infrastruttura di erogazione del
> servizio a più basso livello, e potrebbero quindi trovarsi ad
> adempiere ad un ordine del Governo Statunitense?
>
> Ecco, credo che su questo tema sia necessario un messaggio molto
> forte, un confronto molto forte, perché potremmo trovarci dinanzi ai
> major player Italiani con strategie illegali e che mettono a
> repentaglio la protezione dei dati.
>
> Credo che questo argomento meriti d’essere condiviso e comunicato ai
> massimi livelli affinché il Garante per la Protezione dei Dati
> Personali possa aprire una istruttoria, anzi 3 istruttorie, per
> vederci chiaro e rispondere ad una domanda molto semplice nei 3
> rispettivi quadri di accordi di partnership TIM-Google, Leonardo-Microsoft, Fincantieri-Amazon:
>
> Possono, operativamente e sostanzialmente, le rispettive aziende a
> controllo statunitensi trovarsi nella condizione di dovere eseguire un
> ordine del Governo Statunitense, riuscendo ad accedere a dati e
> informazioni di persone fisiche e giuridiche italiane?
>
> Per rispondere a questa domanda, non bastano i comunicati stampa,
> serve una istruttoria del garante, ed è ben chiaro di fronte a quali
> resistenze politiche questi si troverebbe nel mettere a repentaglio
> strategie industriali di giganti Italiani e Statunitensi!
>
>
> Fabio
>
>
> * TIM
> https://www.gruppotim.it/it/innovazione/tecnologia/cloud/TIM-google-cl
> oud.html
> https://doc.open.tim.it/display/AEE/Google+Cloud+Pro%3A+la+certificazi
> one+di+Google+e+di+TIM+per+i+Developer
> <https://doc.open.tim.it/display/AEE/Google+Cloud+Pro:+la+certificazio
> ne+di+Google+e+di+TIM+per+i+Developer>
>
> * Fincantieri
> https://www.ansa.it/sito/notizie/economia/2021/05/13/fincantieri-e-ama
> zon-web-services-insieme-in-cloud-computing_a3a28fa9-4684-42d5-a233-fb
> 166a89cfe8.html
>
> * Leonardo
> https://news.microsoft.com/it-it/2021/05/26/leonardo-e-microsoft-insie
> me-per-la-digitalizzazione-sicura-della-p-a-e-delle-infrastrutture-naz
> ionali/
>
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May 26, 2021
Sulle accuse a Richard Stallman
by Dora Scilipoti
Un saluto ai lettori.
Premetto che sono consapevole del fatto che in una lista pubblica il
concetto di riservatezza non si applica. Ma faccio appello alla prudenza
data la natura molto personale di quello che sto per dire. Le foto
linkate sono sotto CC-BY-ND. Grazie.
Sono la compagna di Richard Stallman. Un po' di giorni fa sono stata
indirizzata a leggere una conversazione che si è svolta su questa lista
in cui Richard viene ancora sottoposto ad un processo sommario sulla
base di accuse generiche lanciate in modo sconsiderato e frettoloso. Non
pensavo che questa moda americana fosse arrivata in Italia.
Sono profondamente addolorata. Ferita. Non posso rimanere in silenzio di
fronte all'ingiustizia. Ritengo di dover esprimere il mio punto di vista
su Richard non solo perché credo di conoscerlo come il palmo della mia
mano, ma anche e soprattutto perché è stato colui che mi ha aiutato ad
uscire da una vita di dolore e sofferenza.
All'età di quattro anni sono stata violentata in casa da mio nonno.
Intendo vera violenza sessuale, non la molestia. Lo chiarisco perché
oggi come oggi il concetto (in inglese, "sexual harassment") viene
attribuito a condotte come il tocco sulla spalla, sulla mano o sul
braccio, un invito a cena, un biglietto da visita o un regalo sgradito,
un complimento all’aspetto fisico.
Più tardi, nella mia gioventù, sono stata arrestata dalla dittatura
militare nel mio paese d'origine, colpevole di simpatizzare con i
"comunisti". Sono stata torturata con l'elettricità e ho subito abusi
sessuali anche lì.
Anni di psicoanalisi e terapie varie. Una vita rovinata non solo nella
sfera sessuale, ma anche in tutti gli altri ambiti.
Perciò quando vedo che le vittime del movimento #MeToo fanno causa a chi
le ha violentate e poi scendono a patti fuori dai tribunali, rimango
delusa e mi arrabbio. Tutto l'oro del mondo non può minimamente
rimediare il danno fatto.
Ero giá sui cinquant'anni quando ho conosciuto Richard. L'uomo più
umano, più dolce, tenero, comprensivo e rispettoso delle donne che
abbia mai incontrato. Grazie a lui mi sono vista rinascere. Mi ha fatto
scoprire alcune capacità che non credevo di avere, mi ha incoraggiata a
fare delle cose che non avrei mai creduto di poter fare, mi ha riempito
il cuore di quell’amore incondizionato che non avevo mai avuto. Con lui
ho capito che al mondo ci possono essere anche uomini buoni.
A chi lo accusa di essere misogino, sessista, irrispettoso delle donne e
quant'altro, dico, e attenzione che qui arrivano le maiuscole:
STATE SBAGLIANDO
Ma non lo dico solo io.
Lo dice Nadine Strossen, una delle donne più rispettate negli Stati
Uniti, con una carriera che l'ha portata a sentirsi chiamare una
"luminare" nella lotta per i diritti umani in generale e per i diritti
delle donne in particolare. Professoressa di diritto, esperta di diritto
costituzionale, quando è andata in pensione alla festa hanno assistito
membri della Suprema Corte di Giustizia. Questa donna si è dichiarata
pubblicamente d'accordo con molte delle opinioni °controverse° di
Richard, e dopo che Richard fu "cancellato" nel 2019, scrisse insieme a
lui un libro nel quale hanno partecipato anche altri autori. Maggiori
dettagli nel link [1].
Lo dice Hannah Wolfman-Jones, una giovane donna che si occupa di
tecnologie Bitcoin, coautrice anche lei del libro di cui sopra.
Lo dice Sylvia Paull, una femminista di rilievo negli Stati Uniti che
conosce Richard da quasi trent'anni. Ha scritto un articolo dal titolo
"Richard Stallman Is Vilified by Those Who Don't Know Him". Cito
dall'articolo:
"As an active feminist and one who has witnessed much bad behavior among
tech CEOs over the past 30 years, I think that accusing Richard Stallman
of not supporting women, gays, or any other minority group is false".[2]
Lo dice Margarita Lacabe, un'avvocata che ha conosciuto Richard da
studentessa negli anni 80 e che ebbe con lui una relazione romantica
platonica. [3]
Lo dice Karrie Peterson, una bibliotecaria del MIT che conosce Richard
da molti anni ed è sempre in contatto con lui. [4]
Lo dice Leah Rowe, una donna trans leader del progetto GNU Libreboot. [5]
Lo dice Renata Avila, una femminista e avocata che si muove nel mondo
della tecnologia e lavora con il governo della Spagna per
l'implementazione di politiche giuste nell'era digitale. [6]
Lo dice Nina Paley, un'artista statunitense che promuove la cultura
libera e che conosce Richard anche lei da anni, avendolo ospitato più di
una volta in casa sua. [7]
Lo dice una donna che firma con lo pseudonimo "dalzell", che ha
conosciuto Richard al MIT negli anni settanta. [8]
Lo dicono le centinaia di email che ha ricevuto Richard dal settembre
2019 fino ad oggi da gente che gli ha scritto in privato per esprimere
il proprio supporto. Decine di quelle mail sono da donne. Quasi tutti
però hanno chiesto riservatezza. Oggi le persone hanno paura di
esprimere le proprie opinioni in pubblico. L'aria di intimidazione che
si respira è tale che molti temono di subire attacchi, essere espulsi
dalle comunità o respinti dai pari, o addirittura perdere il posto di
lavoro.
Questa non è una teoria. Oggi le persone negli Stati Uniti vengono
linciate dai colleghi, espulse dalle comunità e licenziate per avere
espresso --anche molti anni prima-- qualche opinione minimamente
sgradita agli attivisti del nuovo paradigma della °social justice°. Non
esiste più il concetto di perdono, di dare una nuova opportunità. Non
esiste più il dialogo, il dibattito.
Oggi una persona viene diffamata anche senza che il malcapitato ne
venga a conoscenza. Vale a dire, alle sue spalle. Non si riconosce
all'accusato il diritto di sapere di cosa viene accusato e da chi. Chi
accusa si nasconde, non rivela il contesto e nega il dialogo con
l'accusato. Questo è il metodo della "Ritual Defamation" delineata già
negli anni Novanta dal noto ricercatore statunitense Laird Wilcox, che a
questo riguardo diceva:
"An important rule in ritual defamation is to avoid engaging in any kind
of debate over the truthfulness or reasonableness of what has been
expressed, only condemn it. To debate opens the issue up for examination
and discussion of its merits, and to consider the evidence that may
support it, which is just what the ritual defamer is trying to avoid.
The primary goal of ritual defamation is censorship and repression." [9]
L'accusato non ha alcun diritto, è colpevole e basta. Questo è il
°Non-Judicial Punishment° di cui parla Bruce Perens. [10]
Molte delle accuse contro Richard sono state fatte in base ad una serie
di barzellette che giravano nei corridoi del MIT per deridere Richard a
causa della sua impopolarità tra le donne ma non solo. C'era anche chi
lo evitava perché infastiditi dalla sua costante predica sul software
libero. Le barzellette erano del tipo:
* Digli che sei utente di vi.
* Metti delle piante in ufficio (a Richard certe piante non piacciono)
* Non salire in ascensore con lui.
Infatti sulla storia del ascensore c'è un aneddoto interessante. [11]
A chi accusa Richard di non rispettare le donne faccio anche queste
domande: dov'eri quando negli anni Ottanta Richard andava a manifestare
a Washington per i diritti delle donne? Forse non eri ancora nato? Lo
sai che Richard, insieme a Nadine Strossen, lotta da decenni per
l'introduzione dell’"Equal Rights Amendment" nella Costituzione degli
Stati Uniti? (proposta di modifica della Costituzione per inserire
l’uguaglianza di diritti tra donne e uomini). [12]
Non sono una persona religiosa, ma leggo spesso gli scritti di Papa
Francesco. Nell'enciclica dell'anno scorso, leggo parole di saggezza
quando parla delle comunicazioni virtuali:
"Occorre riconoscere che i fanatismi che inducono a distruggere gli
altri hanno per protagonisti anche persone religiose, non esclusi i
cristiani, che «possono partecipare a reti di violenza verbale mediante
internet e i diversi ambiti o spazi di interscambio digitale. Persino
nei media cattolici si possono eccedere i limiti, si tollerano la
diffamazione e la calunnia, e sembrano esclusi ogni etica e ogni
rispetto per il buon nome altrui»" [13]
Grazie a chi ha avuto la pazienza di leggere fin qui. Vi saluto
lasciandovi qualche foto.
2008
https://stallman.org/photos/india/taj-mahal/img_7176.jpg
2010
https://stallman.org//photos/australia/great-ocean-road/2010-09-17.jpg
2016
https://stallman.org/photos/italy/liguria/finale/Finalborgo_2Jun2016/Richar…
2020 - Il peso della diffamazione sugli occhi
https://stallman.org/photos/rms/rms-and-dora-masked.jpg
Note:
[1]
https://stallmansupport.org/nadine-strossen-hannah-wolfman-rebut-accusation…
[2]
https://stallmansupport.org/richard-stallman-vilified-by-those-who-dont-kno…
[3]
https://stallmansupport.org/margarita-lacabe-my-relationship-with-richard.h…
[4]
https://stallmansupport.org/letter-of-support-to-stallman-and-community-fro…
[5]
https://stallmansupport.org/richard-stallman-is-not-transphobic-says-leah-r…
[6]
https://stallmansupport.org/renata-avila-trying-to-understand-the-lynching-…
[7]
https://stallmansupport.org/comments-in-support-of-richard-stallman.html#ni…
[8]
https://stallmansupport.org/comments-in-support-of-richard-stallman.html#bd…
[9]
https://stallmansupport.org/the-practice-of-ritual-defamation-laird-wilcox.…
[10]
https://perens.com/2021/04/04/on-non-judicical-punishment-of-individuals/
[11]
https://stallmansupport.org/debunking-false-accusations-against-richard-sta…
[12]
https://www.stallman.org/notes/2018-jan-apr.html#21_April_2018_(Equal_Right…
[13]
http://www.vatican.va/content/francesco/it/encyclicals/documents/papa-franc…
--
Dora Scilipoti
gnu.org/education
stallmansupport.org -- Disinformation succeeds because so many people
care deeply about injustice but do not take the time to check the facts.
May 26, 2021
Re: [nexa] Colonialismo digitale US nel Cloud Italiano e Schrems - II
by Angelo Raffaele Meo
non c'è solo il problema della violazione delle norme comunitarie e
nazionali sulla sicurezza dei dati personali, perchè c'è anche la
violazione dell'art 68 del codice dell'amministrazione digitale (legge
82(05) ). Occorre una denuncia alla Corte dei Conti.
Raf
Il 26/05/21 15:57, Fabio Pietrosanti (naif) ha scritto:
> Di fronte ai piani di digitalizzazione massiva del paese (e dei relativi
> fondi d’emanazione comunitaria), non si può non notare come ci troviamo
> di fronte ad un pesante colonialismo digitale di matrice statunitense:
>
>
> - TIM si allea con Google
> - Leonardo si allea con Microsoft
> - Fincantieri si allea con Amazon
>
> Ciascuno di questi 3 major player italiani, in un modo o in un altro,
> hanno stretto partnership molto forte con i rispettivi Cloud Provider,
> proprio per i loro Cloud Services.
>
> Facciamoci una domanda forte:
>
> Queste 3 alleanze sono legali o illegali rispetto a quanto sancito dal
> caso Schrems-II su EU-US Data Transfer rispetto ai poteri e obblighi
> derivanti dal Cloud Act?
>
> Dipende!
>
> SCENARIO BUONO:
> Google, Microsoft e Amazon forniscono rispettivamente una “Licenza
> Software o Hardware” che viene impiegata su sistemi di proprietà di e
> sotto l’esclusiva gestione informatica di TIM, Leonardo e Fincantieri?
>
> SCENARIO CATTIVO:
> Google, Microsoft e Amazon erogano un servizio, i cui sistemi
> informativi di base sono gestiti remotamente in tutto o in parte dal
> vendor statunitense, che il partner italiano con accordi più commerciali
> o più industriali rivende?
>
> Ecco, perché se ci trovassimo di fronte allo scenario CATTIVO, e cioè
> Google, Microsoft e Amazon fossero nella “sostanziale” condizione di
> dovere adempiere ad un ordine del Governo degli Stati Uniti D’America
> secondo quanto stabilito dal Cloud Act…. credo che l’Italia abbia un
> grande problema.
>
> Prendiamo un esempio, spacchettiamolo, TIM e Google costituiscono una
> società assieme, creando un datacenter apposito (CAPEX come se piovesse)
> con dentro cemento, fibre, server, rack e quant’altro.
> Dentro quella “infrastruttura as a service” ci gira software e
> tecnologia proprietaria di Google.
> Google consegna un pacchetto software in licenza a TIM (o alla loro
> società di scopo) la quale eroga un servizio, o facendo una DPIA (Data
> Privacy Impact Assessment) magari scopriremmo che dipendenti di Google
> hanno sostanziale accesso a tutta l’infrastruttura di erogazione del
> servizio a più basso livello, e potrebbero quindi trovarsi ad adempiere
> ad un ordine del Governo Statunitense?
>
> Ecco, credo che su questo tema sia necessario un messaggio molto forte,
> un confronto molto forte, perché potremmo trovarci dinanzi ai major
> player Italiani con strategie illegali e che mettono a repentaglio la
> protezione dei dati.
>
> Credo che questo argomento meriti d’essere condiviso e comunicato ai
> massimi livelli affinché il Garante per la Protezione dei Dati Personali
> possa aprire una istruttoria, anzi 3 istruttorie, per vederci chiaro e
> rispondere ad una domanda molto semplice nei 3 rispettivi quadri di
> accordi di partnership TIM-Google, Leonardo-Microsoft, Fincantieri-Amazon:
>
> Possono, operativamente e sostanzialmente, le rispettive aziende a
> controllo statunitensi trovarsi nella condizione di dovere eseguire un
> ordine del Governo Statunitense, riuscendo ad accedere a dati e
> informazioni di persone fisiche e giuridiche italiane?
>
> Per rispondere a questa domanda, non bastano i comunicati stampa, serve
> una istruttoria del garante, ed è ben chiaro di fronte a quali
> resistenze politiche questi si troverebbe nel mettere a repentaglio
> strategie industriali di giganti Italiani e Statunitensi!
>
>
> Fabio
>
>
> * TIM
> https://www.gruppotim.it/it/innovazione/tecnologia/cloud/TIM-google-cloud.h…
> https://doc.open.tim.it/display/AEE/Google+Cloud+Pro%3A+la+certificazione+d…
> <https://doc.open.tim.it/display/AEE/Google+Cloud+Pro:+la+certificazione+di+…>
>
> * Fincantieri
> https://www.ansa.it/sito/notizie/economia/2021/05/13/fincantieri-e-amazon-w…
>
> * Leonardo
> https://news.microsoft.com/it-it/2021/05/26/leonardo-e-microsoft-insieme-pe…
>
> _______________________________________________
> nexa mailing list
> nexa(a)server-nexa.polito.it
> https://server-nexa.polito.it/cgi-bin/mailman/listinfo/nexa
>
May 26, 2021
Re: [nexa] Colonialismo digitale US nel Cloud Italiano e Schrems - II
by M. Fioretti
On Wed, May 26, 2021 15:57:51 PM +0200, Fabio Pietrosanti (naif) wrote:
> Di fronte ai piani di digitalizzazione massiva del paese (e dei
> relativi fondi d’emanazione comunitaria), non si può non notare come
> ci troviamo di fronte ad un pesante colonialismo digitale di matrice
> statunitense...
un contributo che posso e mi farebbe piacere dare a questa "battaglia"
e' un post in inglese su https://stop.zona-m.net, costituito da una
raccolta di vostri interventi su perche' e percome questo e' male,
come fare per evitarlo, cosa possono imparare gli altri paesi da
questo nostro problema, cosa, dall'estero, dovrebbe imitare il nostro
governo...
Se vi va, mandatemi da 100 a 300 parole sul tema, in inglese, piu'
ovviamente come volete essere citati (titoli, sito, contatti...)
Grazie,
Marco
--
Help me to continue my digital awareness blogging:
https://stop.zona-m.net/christmas-2020-fundraising/
May 26, 2021
Re: [nexa] Colonialismo digitale US nel Cloud Italiano e Schrems - II
by Fabio Pietrosanti (naif)
Ottime e fresche riflessioni da parte di Inno Genna sul tema.
Cloud nazionale: quanti equivoci, dal Cloud Act a Gaia-X:
https://www.huffingtonpost.it/entry/cloud-nazionale-quanti-equivoci-dal-clo…
Fabio
On 26/05/2021 15:57, Fabio Pietrosanti (naif) wrote:
>
> Di fronte ai piani di digitalizzazione massiva del paese (e dei
> relativi fondi d’emanazione comunitaria), non si può non notare come
> ci troviamo di fronte ad un pesante colonialismo digitale di matrice
> statunitense:
>
>
> - TIM si allea con Google
> - Leonardo si allea con Microsoft
> - Fincantieri si allea con Amazon
>
>
May 26, 2021
NYer: "The Dark Side of Congo’s Cobalt Rush"
by J.C. DE MARTIN
*The Dark Side of Congo’s Cobalt Rush*
/Cell phones and electric cars rely on the mineral, causing a boom in
demand.
Locals are hunting for this buried treasure—but are getting almost none
of the profit.//
/
By Nicolas Niarchos
May 24, 2021
https://www.newyorker.com/magazine/2021/05/31/the-dark-side-of-congos-cobal…
May 26, 2021
Re: [nexa] Colonialismo digitale US nel Cloud Italiano e Schrems - II
by Marco Ciurcina
In data mercoledì 26 maggio 2021 15:57:51 CEST, Fabio Pietrosanti (naif) ha
scritto:
> Credo che questo argomento meriti d’essere condiviso e comunicato ai
> massimi livelli affinché il Garante per la Protezione dei Dati Personali
> possa aprire una istruttoria, anzi 3 istruttorie, per vederci chiaro e
> rispondere ad una domanda molto semplice nei 3 rispettivi quadri di
> accordi di partnership TIM-Google, Leonardo-Microsoft, Fincantieri-Amazon:
Forse si dovrebbero aprire anche altre istruttorie: commissione d'inchiesta
parlamentare? cos'altro?
Credo che su questi tema sia indispensabile la massima trasparenza: è
importante per fare in modo che la politica abbia gli elementi per assumersi
la responsabilità delle scelte che verranno fatte.
m.c.
May 26, 2021