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Re: [nexa] UNIVERSITA’, CORTE CONTI: IN 8 ANNI +41,8% FUGA DEI CERVELLI DALL’ITALIA
by Luigi Scorca
Infatti mi aspetto che sia lo Stato a favorire la ricerca ed il
trasferimento tecnologico alle imprese (come avviene in altri Paesi).
Non condivido l'affermazione per cui abbiamo troppi laureati. Al contrario,
non abbiamo una base produttiva capace di assorbire chi ha una educazione
superiore.
Perché ciò avviene? Perché la nostra base produttiva è focalizzata in
produzioni di beni e servizi a basso contenuto tecnologico e di conoscenza,
e questo ha un impatto sulla produttività e la crescita economica di medio
e lungo periodo.
Sulla frase finale, non capisco perché dovremmo essere destinati ad essere
periferia in Europa...
Il mer 26 mag 2021, 10:17 PM Vincenzo Mario Bruno Giorgino <
vincenzo.giorgino(a)unito.it> ha scritto:
> ... E una struttura di capitalismo familiare, e comunque di piccole e
> medie imprese che non ci si può aspettare investano in R&S o abbiano fame
> di manager come nel capitalismo anglosassone.
> Ne deriva che produciamo troppi laureati rispetto al nostro mercato del
> lavoro. Non credo ci siano rimedi facili a questa situazione. Però non
> capisco perchè si sia convinti che l'integrazione europea sia una buona
> cosa e poi si considerino i nostri confini nazionali come anche confini
> economici. Non si dovrebbe favorire l'occupazione nell'ambito più ampio
> dell'Europa invece di insistere sul nostro piccolo Paese? E se
> partissimo da qui nell'Università?
>
> Il giorno mer 26 mag 2021 alle ore 14:59 Luigi Scorca <
> luigi.scorca(a)gmail.com> ha scritto:
>
>>
>> https://www.corteconti.it/HOME/StampaMedia/ComunicatiStampa/DettaglioComuni…
>>
>> "[..] il possesso della laurea non offre, come invece avviene in area
>> OCSE, possibilità d’impiego maggiori rispetto a quelle di chi ha un livello
>> di istruzione inferiore. E le limitate prospettive occupazionali, con
>> adeguata remunerazione, spingono sempre più laureati a lasciare il Paese
>> (+41,8% rispetto al 2013)."
>>
>> Se produci beni e servizi a basso valore aggiunto..
>>
>> Luigi
>> _______________________________________________
>> nexa mailing list
>> nexa(a)server-nexa.polito.it
>> https://server-nexa.polito.it/cgi-bin/mailman/listinfo/nexa
>>
>
>
> --
>
> A new book https://www.palgrave.com/de/book/9783319665917
>
> "One of the great liabilities of life is that all too many people find
> themselves living amid a great period of social change and yet they fail
> to develop the new attitudes, the new mental responses that the new
> situation demands. They end up sleeping through a revolution."
> - Martin Luther King, Jr., "Remaining Awake Through a Great Revolution"
>
> Vincenzo Mario Bruno Giorgino, Ph.D.
> Dept. of Economic and Social Sciences, Mathematics and Statistics
> University of Torino - Italy
>
>
>
>
>
>
May 28, 2021
Clearview AI — The Facial Recognition Company Embraced By U.S. Law Enforcement — Just Got Hit With A Barrage Of Privacy Complaints In Europe
by Alberto Cammozzo
<https://www.forbes.com/sites/roberthart/2021/05/27/clearview-ai---the-facia…>
Clearview AI, the American purveyor of facial recognition tech
reportedly used by thousands of government and law enforcement agencies
throughout the world, is facing an onslaught of legal complaints across
Europe Thursday for allegedly breaching the bloc’s strict data
protection laws.
European privacy groups complained about Clearview AI's practices.
A group of privacy campaigners—including Privacy International (PI) and
noyb, whose founder fundamentally changed the way data flows between the
EU and U.S.—filed complaints with data protection regulators in France,
Austria, Italy, Greece and the U.K. accusing the company of illegally
using personal data.
Clearview AI works by scraping images from publicly available websites
and social media, without consent, and sells access to the image
database to law enforcement agencies and private companies who can use
it as a facial recognition tool.
noyb described its practices as “dishonest” and “extremely intrusive,”
amounting to constant surveillance and a grave threat to personal freedom.
“Extracting our unique facial features or even sharing them with the
police and other companies goes far beyond what we could ever expect as
online users,” said Ioannis Kouvakas, legal officer at PI.
May 28, 2021
Re: [nexa] Colonialismo digitale US nel Cloud Italiano e Schrems - II
by Giacomo Tesio
Grazie Guido,
On Fri, 28 May 2021 09:58:22 +0200 Guido Vetere wrote:
> per un'organizzazione complessa, un sistema informativo è un ganglio
> vitale socio-tecnico che, una volta in funzione, non è facile
> trapiantare.
Non avrei saputo dirlo meglio.
> Il rischio più concreto è che vengano impegnate risorse
> ingenti per ottenere risultati socialmente trascurabili.
> E' una storia che abbiamo già visto.
Io vedo un rischio molto più grave.
Una volta che il controllo di quei gangli vitali verrà affidato a
Google, Microsoft o Amazon, non sarà più possibile affrancarsene,
qualsiai cosa accada.
Non solo per l'interente complessità evolutiva dei sistemi cibernetici.
Per il lock-in infrastrutturale che, lontano dalla consapevolezza di
tutti (spesso sviluppatori inclusi), verrà subito reso insormontabile.
Giacomo
May 28, 2021
Re: [nexa] Colonialismo digitale US nel Cloud Italiano e Schrems - II
by Antonio Iacono
> Se non è possibile spostare i soli dati (spegnendo e buttando il PC del
> sottoscala - e quindi "chiudendo un datacenter"), a quel punto il piano
> B diventa: "ti sposto il PC, con tutti i dati". Questa operazione banale
> è fattibile con _CENTINAIA_ di fornitori nazionali (Cloud-provider di
> servizi IAAS).
>
> Chiaramente sto semplificando, ma il concetto è quello... Lo step 0
> --nel mondo reale, della PA Italiana del 2021-- è IAAS. Bisogna
> _CORRERE_ a _SPEGNERE_ il 70/80% dei sistemi (non)gestiti in periferia e
> centralizzarli da qualche parte.
Stai semplificando e FAI BENE, bisogna semplificare lì dove è
possibile farlo e analizzare con attenzione e scrupolo le cose
complesse, esattamente il contrario di quello che ci sta avvenendo
attorno (U.C.A.S. [1] sempre all'opera e, per usare le tue parole,
"ottica-short-term acquistando un servizio").
La "proposta" di Marco Ciurcina è comunque molto interessante. Sono
andato a vedere il sito di Nivola [2] (che non conoscevo) e l'ho
trovato semplice e completo, con pochi click [3] hai un sistema su
misura. Una VM base a 12 euro al mese mi sembra una cifra decisamente
"onesta".
Antonio
[1] Ufficio Complicazione Affari Semplici
[2] https://www.nivolapiemonte.it
[3] https://pricing.nivolapiemonte.it/configuratore/config-cloud-home
May 28, 2021
Re: [nexa] Colonialismo digitale US nel Cloud Italiano e Schrems - II
by Damiano Verzulli
Lungi da me lo sventolare --in ambito PA-- la bandiera dei
cloud-provider made-in-USA.
Cio' premesso....
Il 28/05/21 08:37, Marco Ciurcina ha scritto:
> In data mercoledì 26 maggio 2021 10:37:09 CEST, Stefano Maffulli ha scritto:
>> Serve tenere presente che *oggi* non
>> ci sono alternative alle cloud di Google, Amazon e Microsoft.
> Non è vero in assoluto che in Italia non c'è niente all'altezza dei cloud USA:
da tecnico che si sporca le mani con le tecnologie di cui parliamo,
sostenere che in _ITALIA_ ci sia qualcosa "all'altezza dei cloud USA"
(tout-court, senza specificare il contesto, e quindi riferendosi al 100%
dei servizi made-in-USA) è pericolosamente errato.
A mio avviso il problema _NON_ è: "Siamo Italiani; siamo bravi; possiamo
fare quello che fa AWS!". Questo, ad _OGGI_, è _IMPOSSIBILE_.
Il problema è: "Per la PA Italiana _DI_OGGI_, ossia per coloro che hanno
detto di avere 11.000 datacenter up-and-pseudo-running e per i quali
AGID riscontra problemi di (TLS-based)-security, e sulla base dei quali
AGID ha impostato tutta la strategia di "migrazione al cloud" delle
PP.AA", esiste una alternativa che NON sia made-in-USA?"
A questa seconda domanda, la risposta è "_SI_; ASSOLUTAMENTE _SI_".
Ed è "SI", perché per risolvere questo problema:
1: _NON_ serve la scalabilità su scala "globale" (world-wide) di AWS;
2: _NON_ servono le tecnologie software ultra-moderne (disaccoppiamento
delle componenti applicative con relativa distribuzione su scala
geografica e con annessi add-on che garantiscono scalabilità orizzontale
praticamente illimitata)
ossia _NON_ servono i due elementi che rendono AWS "unica" (ed
inavvicinabile da noi Europei nei prossimi 3/5 anni).
E allora... cosa serve?
I miei occhi vedono un problema che si puo' inquadrare cosi': i 6.700
comuni con meno di 10.000 abitanti hanno (quasi) _TUTTI_ un PC di fianco
il carrello delle pulizie, nell'antibagno (che AGID ha deciso di
chiamare "Datacenter"). In quel PC ci sono i dati dell'anagrafe, dei
tributi e di altri sistemi (protocollo, etc.). Ci sono anche altri dati
(oltre alle foto del cellulare del segretario comunale). Il problema
sono quei _DATI_. Non si possono perdere.
Sento gia' l'eco di chi dice: "Ma anagrafe, tributi, etc. sono gia'
disponibili a catalogo AGID! Possono migrare li!". A questi rispondo
dicendo che il termine "migrazione" ha --in questo settore-- un
significato molto particolare (in sintesi: il PC, nel sottoscala, ci
deve restare... per la consultazione dei dati vecchi).
Se non è possibile spostare i soli dati (spegnendo e buttando il PC del
sottoscala - e quindi "chiudendo un datacenter"), a quel punto il piano
B diventa: "ti sposto il PC, con tutti i dati". Questa operazione banale
è fattibile con _CENTINAIA_ di fornitori nazionali (Cloud-provider di
servizi IAAS).
Chiaramente sto semplificando, ma il concetto è quello... Lo step 0
--nel mondo reale, della PA Italiana del 2021-- è IAAS. Bisogna
_CORRERE_ a _SPEGNERE_ il 70/80% dei sistemi (non)gestiti in periferia e
centralizzarli da qualche parte.
E' la soluzione migliore del mondo? No.
E' la soluzione che io preferirei? No.
E allora perche' la proponi? ...perchè è l'unica cosa che oggi puo'
funzionare. E, come plus, si riesce ad effettuare anche con una politica
100% "nazionale". E come ulteriore plus... la si ottiene pure a costi
ridottissimi.
Tra l'altro, avrebbe il vantaggio di rendere subito evidente che il
problema _NON_ e' "tecnico". È politico (perche' bisogna prendere delle
decisioni e avere la forza di imporle!) e organizzativo (perche' già la
sola organizzazione di questa banale operazione di migrazione
"fisica/locale => virtuale/remota" è ai limiti delle capacità
disponibili oggi sul territorio).
Poi possiamo indossare il cappello dei disegnatori del futuro e
cominciare a dire: "mi piacerebbe una amministrazione pubblica che sia
interoperabile ed a misura dei cittadini! Che sia sicura e che agisca
come leva per lo sviluppo del Paese"....
Ok. Ma questo e' un altro problema.
Poi possiamo dire: "Mi piacerebbe che al prossimo click-day gli hacker
non si sveglino e mandino in crisi il sistema"
Ok. Ma questo e' un altro problema, molto piu' semplice da risolvere.
Poi possiamo dire: "La digitalizzazione del Paese deve migliorare.
Voglio il Gigabit a Roccacalascio".
Ok. Ci stiamo lavorando. Ma se non usiamo questo Gigabit per trasportare
i dati dell'anagrafe del Comune di Calascio da/verso il cloud/IAAS....
non mi è chiarissimo a che serve.... ma fa niente. Mi fido.
Chiudo dicendo che ho semplicemente "scalfito" lo scenario attuale
prendendo ad esempio i piccoli Comuni. La realta' è molto piu'
drammatica: la totalità degli Atenei Italiani (con la sola eccezione di
PoliTO) --che dai Comuni e dalle ASL vengono visti come "eccellenze"--
non è stata in grado (ne singolarmente; ne in forma aggregata) di
erogare flussi audio/video in streaming a qualche decina di migliaia di
studenti! E non l'hanno fatto nonostante avessero capacità trasmissive
piu' che compatibili (GARR e banda "simmetrica") + infrastrutture
computazionali che si possono comprare al prezzo di un tozzo di pane
(con 50K€, su MEPA, un Ateneo puo' comprare risorse di calcolo
sovradimensionate rispetto a questo problema) + fossero disponibili una
pletora di soluzioni applicative F/OSS.
Sento gia' l'eco: "Ma scusa! Allora perche' non lo hanno fatto?"
Semplice: perche' (politicamente parlando) è molto piu' semplice firmare
un documento e risolvere il problema in ottica-short-term acquistando un
servizio (con l'ulteriore vantaggio di avere anche qualcuno su cui
banalmente scaricare eventuali responsabilità di disservizi), piuttosto
che pensare in ottica di "sistema Paese", di "competenze da coltivare",
di "tutela dei dati".... DI INTERESSE PUBBLICO.... come ha fatto il
Rettore del Politecnico di Torino. Unico caso in Italia.
Insomma: vedo un sacco di problemi.... ma certamente _NON_ vedo il
problema di andare a fare la concorrenza ad AWS per implementare i
servizi che lei vuole (giustamente) vendere al mondo e che, in questo
momento, alla nostra PA (almeno a quella degli 11.000 datacenter), non
servono.
Mi taccio. Scusate.
Bye,
DV
--
Damiano Verzulli
e-mail: damiano(a)verzulli.it
---
possible?ok:while(!possible){open_mindedness++}
---
"...I realized that free software would not generate the kind of
income that was needed. Maybe in USA or Europe, you may be able
to get a well paying job as a free software developer, but not
here [in Africa]..." -- Guido Sohne - 1973-2008
http://ole.kenic.or.ke/pipermail/skunkworks/2008-April/005989.html
May 28, 2021
Re: [nexa] Colonialismo digitale US nel Cloud Italiano e Schrems - II
by Guido Vetere
> Ma siamo davvero tutti nati ieri?
Chi non è nato ieri ricorderà di sicuro le vicende del Sistema Pubblico di
Connettività e Cooperazione applicativa (anni 2000): web services, buste di
e-governement, accordi di servizio, porte di dominio, registri wsdl con
annotazioni semantiche eccetera. Tutta quella architettura (sanamente)
decentralizzata restò sostanzialmente sulla carta, ma intanto vennero fatte
gare e spesi soldi.
Ora la domanda è: se non si riuscì a ottenere che le amministrazioni
facessero un wrapping dei loro servizi legacy, come si potrà ottenere che
li trasferiscano su un cloud? Chi andrà a sbullonare i mainframe dal CED di
INPS? Come si otterrà che un grande Comune o una Regione provvedano alla
migrazione di tutto ciò che hanno sviluppato e messo in esercizio sulle
loro infrastrutture, con i loro fornitori e le loro in-house, in decine e
decine di anni?
Non è una questione infrastrutturale: per un'organizzazione complessa, un
sistema informativo è un ganglio vitale socio-tecnico che, una volta in
funzione, non è facile trapiantare. Il rischio più concreto è che vengano
impegnate risorse ingenti per ottenere risultati socialmente trascurabili.
E' una storia che abbiamo già visto.
> E se facessimo ALTRO?
Infatti, ma il problema è che l'ALTRO che andrebbe fatto è qualcosa che non
si può mettere banalmente a gara.
G.
On Thu, 27 May 2021 at 22:37, Giacomo Tesio <giacomo(a)tesio.it> wrote:
> On May 27, 2021 5:49:07 PM UTC, Stefano Maffulli wrote:
> > sto partendo dal presupposto che il PNRR
> > sia un finanziamento per un moonshot, una sorta di programma Apollo di
> > modernizzazione globale della PA italiana.
>
> "Modernizzazione globale della PA italiana" è uno slogan vuoto quanto è
> bello.
>
> Se prendesse piede ci ritroveremmo a buttare milioni di euro per
> seguire le mode IT del momento.
>
> Mode guidate da interessi commerciali (e non) altrui.
>
>
> Inseguire le magnifiche sorti e progressive promesse dai pifferai del
> momento è un'ottima strategia per buttare via soldi e opportunità.
>
>
> Più che un moonshot, è uno USA-shot.
>
> Infatti la massima aspirazione che proponi... sono loro.
>
>
> E se facessimo ALTRO?
>
> Se massimizzassimo resilienza e diffusione di competenze approfondite
> invece di efficienza computazionale e scalabilità planetaria?
>
> Potremmo persino scoprire che il cloud non ci serve poi così spesso!
>
>
> > Da questa conversazione mi rendo conto che il mio presupposto è
> > sbagliato.
>
> Credo di sì.
>
> Ma probabilmente parliamo di presupposti diversi. ;-)
>
>
> > > Sarei proprio curioso di leggere quali dubbi tu abbia.
> >
> > I rant sulle applicazioni di calendario, indirizzi, posta e
> > sincronizzazione file li dedichiamo alla prossima volta
>
> Peccato.
>
> Mi resterà il dubbio sulla natura dei tuoi dubbi...
>
> Ma non credo che siano comparabili con i gravissimi problemi di natura
> strategico militare delle soluzioni fornite da Google, Amazon e Microsoft.
>
> Ci sorprendiamo che Google rinunci ai profitti [1] per sovvenzionare il
> cloud?
> Che valore ha per una nazione controllare l'infrastruttura informatica
> della PA di un'altra nazione?
>
> Ma siamo davvero tutti nati ieri?
>
>
> Giacomo
>
> [1]
> https://www.econotimes.com/Googles-cloud-business-is-losing-money-1601526
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May 28, 2021
Re: [nexa] Colonialismo digitale US nel Cloud Italiano e Schrems - II
by Marco Ciurcina
In data mercoledì 26 maggio 2021 10:37:09 CEST, Stefano Maffulli ha scritto:
> Serve tenere presente che *oggi* non
> ci sono alternative alle cloud di Google, Amazon e Microsoft.
Non è vero in assoluto che in Italia non c'è niente all'altezza dei cloud USA:
dipende da quali sono le caratteristiche che cerchi.
Per esempio, il cloud Nivola di CSI Piemonte è accreditato CSP, il suo data
center è stato dichiarato da AgID candidabile all'utilizzo da parte di un Polo
Strategico Nazionale, stack 100% sw libero, in controllo pubblico e allo
stesso livello dei principali competitor in bandi internazionali (per es.,
vedi https://www.ocre-project.eu/services/cloud-suppliers/country/italy
https://www.ocre-project.eu/services/cloud-suppliers/country/croatia https://
www.ocre-project.eu/services/cloud-suppliers/country/bulgaria https://
www.ocre-project.eu/services/cloud-suppliers/country/albania https://www.ocre-project.eu/services/cloud-suppliers/country/macedonia https://www.ocre-project.eu/services/cloud-suppliers/country/serbia https://www.ocre-project.eu/services/cloud-suppliers/country/armenia)
m.c.
May 28, 2021
Re: [nexa] Sulle accuse a Richard Stallman
by Juan Carlos Gentile Fag�ndez
Querida Dora (otra vez), tus fotos me han traido recuerdos :)
Te dejo alguna:
https://gallery.hipatia.net/main.php?g2_itemId=6104
en Free Software Free Society en Trivandrum en el 2008-2009 (dic_enero), nuestros desayunos en el Mascot Hotel !
Con los 2 Arun, Marco Ciurcina nuestro abogado (a veces :), tu y yo (barba blanca ya...) , Richard cubierto por no me acuerdo quien de espaldas
y tambien esta otra, muy desenfocada en el mismo momento pero Richard se ve bien.
https://gallery.hipatia.net/main.php?g2_itemId=6106
si no me equivoco es el mismo año que Jimmy Wales de Wikipedia estuvo en la conferencia con 'guardianes del cuerpo' y una estupida computadora Apple, acompañando el todo con un estupido discurso....
Tambien dejo un saludo de algunos de nuestros 'presidentes"
Gilberto Gil (cuando era ministro de Lula) con Prado y conmigo.
https://gallery.hipatia.net/main.php?g2_itemId=205
Presidente RMS:
https://gallery.hipatia.net/main.php?g2_itemId=385
Presidente Marco Ciurcina con RMS con vestido 'oficial':
https://gallery.hipatia.net/main.php?g2_itemId=407
Presidente Marco Ciurcina con presidente Alessandro Rubini:
https://gallery.hipatia.net/main.php?g2_itemId=391
Estos 4 no los conozco aparte Paula le Dieux y Marco C. (nuestro abogado ... a veces :) , pero parecen Maffulli y JC de Martin:) tambien con vestido oficial de presidentes en la isla di san Servolo.
https://gallery.hipatia.net/main.php?g2_itemId=283
Claro que no puedo faltar yo como presidente junto a otro SasiKumar nuestro amigo cientifico.
https://gallery.hipatia.net/main.php?g2_itemId=401
o esta con el presidente Michelangelo Pistoletto que me acompaña en vestido oficial.
https://gallery.hipatia.net/main.php?g2_itemId=363
Purtroppo in questi tempi le cose sono diventate "bigotte" (scusate il mio italiano che non e mio :)
best
j
>
> Premetto che sono consapevole del fatto che in una lista pubblica il
> concetto di riservatezza non si applica. Ma faccio appello alla prudenza
> data la natura molto personale di quello che sto per dire. Le foto
> linkate sono sotto CC-BY-ND. Grazie.
>
> Sono la compagna di Richard Stallman. Un po' di giorni fa sono stata
> indirizzata a leggere una conversazione che si è svolta su questa lista
> in cui Richard viene ancora sottoposto ad un processo sommario sulla
> base di accuse generiche lanciate in modo sconsiderato e frettoloso. Non
> pensavo che questa moda americana fosse arrivata in Italia.
>
> Sono profondamente addolorata. Ferita. Non posso rimanere in silenzio di
> fronte all'ingiustizia. Ritengo di dover esprimere il mio punto di vista
> su Richard non solo perché credo di conoscerlo come il palmo della mia
> mano, ma anche e soprattutto perché è stato colui che mi ha aiutato ad
> uscire da una vita di dolore e sofferenza.
>
> All'età di quattro anni sono stata violentata in casa da mio nonno.
> Intendo vera violenza sessuale, non la molestia. Lo chiarisco perché
> oggi come oggi il concetto (in inglese, "sexual harassment") viene
> attribuito a condotte come il tocco sulla spalla, sulla mano o sul
> braccio, un invito a cena, un biglietto da visita o un regalo sgradito,
> un complimento all’aspetto fisico.
>
> Più tardi, nella mia gioventù, sono stata arrestata dalla dittatura
> militare nel mio paese d'origine, colpevole di simpatizzare con i
> "comunisti". Sono stata torturata con l'elettricità e ho subito abusi
> sessuali anche lì.
>
> Anni di psicoanalisi e terapie varie. Una vita rovinata non solo nella
> sfera sessuale, ma anche in tutti gli altri ambiti.
>
> Perciò quando vedo che le vittime del movimento #MeToo fanno causa a chi
> le ha violentate e poi scendono a patti fuori dai tribunali, rimango
> delusa e mi arrabbio. Tutto l'oro del mondo non può minimamente
> rimediare il danno fatto.
>
> Ero giá sui cinquant'anni quando ho conosciuto Richard. L'uomo più
> umano, più dolce, tenero, comprensivo e rispettoso delle donne che
> abbia mai incontrato. Grazie a lui mi sono vista rinascere. Mi ha fatto
> scoprire alcune capacità che non credevo di avere, mi ha incoraggiata a
> fare delle cose che non avrei mai creduto di poter fare, mi ha riempito
> il cuore di quell’amore incondizionato che non avevo mai avuto. Con lui
> ho capito che al mondo ci possono essere anche uomini buoni.
>
> A chi lo accusa di essere misogino, sessista, irrispettoso delle donne e
> quant'altro, dico, e attenzione che qui arrivano le maiuscole:
>
> STATE SBAGLIANDO
>
> Ma non lo dico solo io.
>
> Lo dice Nadine Strossen, una delle donne più rispettate negli Stati
> Uniti, con una carriera che l'ha portata a sentirsi chiamare una
> "luminare" nella lotta per i diritti umani in generale e per i diritti
> delle donne in particolare. Professoressa di diritto, esperta di diritto
> costituzionale, quando è andata in pensione alla festa hanno assistito
> membri della Suprema Corte di Giustizia. Questa donna si è dichiarata
> pubblicamente d'accordo con molte delle opinioni °controverse° di
> Richard, e dopo che Richard fu "cancellato" nel 2019, scrisse insieme a
> lui un libro nel quale hanno partecipato anche altri autori. Maggiori
> dettagli nel link [1].
>
> Lo dice Hannah Wolfman-Jones, una giovane donna che si occupa di
> tecnologie Bitcoin, coautrice anche lei del libro di cui sopra.
>
> Lo dice Sylvia Paull, una femminista di rilievo negli Stati Uniti che
> conosce Richard da quasi trent'anni. Ha scritto un articolo dal titolo
> "Richard Stallman Is Vilified by Those Who Don't Know Him". Cito
> dall'articolo:
>
> "As an active feminist and one who has witnessed much bad behavior among
> tech CEOs over the past 30 years, I think that accusing Richard Stallman
> of not supporting women, gays, or any other minority group is false".[2]
>
> Lo dice Margarita Lacabe, un'avvocata che ha conosciuto Richard da
> studentessa negli anni 80 e che ebbe con lui una relazione romantica
> platonica. [3]
>
> Lo dice Karrie Peterson, una bibliotecaria del MIT che conosce Richard
> da molti anni ed è sempre in contatto con lui. [4]
>
> Lo dice Leah Rowe, una donna trans leader del progetto GNU Libreboot. [5]
>
> Lo dice Renata Avila, una femminista e avocata che si muove nel mondo
> della tecnologia e lavora con il governo della Spagna per
> l'implementazione di politiche giuste nell'era digitale. [6]
>
> Lo dice Nina Paley, un'artista statunitense che promuove la cultura
> libera e che conosce Richard anche lei da anni, avendolo ospitato più di
> una volta in casa sua. [7]
>
> Lo dice una donna che firma con lo pseudonimo "dalzell", che ha
> conosciuto Richard al MIT negli anni settanta. [8]
>
> Lo dicono le centinaia di email che ha ricevuto Richard dal settembre
> 2019 fino ad oggi da gente che gli ha scritto in privato per esprimere
> il proprio supporto. Decine di quelle mail sono da donne. Quasi tutti
> però hanno chiesto riservatezza. Oggi le persone hanno paura di
> esprimere le proprie opinioni in pubblico. L'aria di intimidazione che
> si respira è tale che molti temono di subire attacchi, essere espulsi
> dalle comunità o respinti dai pari, o addirittura perdere il posto di
> lavoro.
>
> Questa non è una teoria. Oggi le persone negli Stati Uniti vengono
> linciate dai colleghi, espulse dalle comunità e licenziate per avere
> espresso --anche molti anni prima-- qualche opinione minimamente
> sgradita agli attivisti del nuovo paradigma della °social justice°. Non
> esiste più il concetto di perdono, di dare una nuova opportunità. Non
> esiste più il dialogo, il dibattito.
>
> Oggi una persona viene diffamata anche senza che il malcapitato ne
> venga a conoscenza. Vale a dire, alle sue spalle. Non si riconosce
> all'accusato il diritto di sapere di cosa viene accusato e da chi. Chi
> accusa si nasconde, non rivela il contesto e nega il dialogo con
> l'accusato. Questo è il metodo della "Ritual Defamation" delineata già
> negli anni Novanta dal noto ricercatore statunitense Laird Wilcox, che a
> questo riguardo diceva:
>
> "An important rule in ritual defamation is to avoid engaging in any kind
> of debate over the truthfulness or reasonableness of what has been
> expressed, only condemn it. To debate opens the issue up for examination
> and discussion of its merits, and to consider the evidence that may
> support it, which is just what the ritual defamer is trying to avoid.
> The primary goal of ritual defamation is censorship and repression." [9]
>
> L'accusato non ha alcun diritto, è colpevole e basta. Questo è il
> °Non-Judicial Punishment° di cui parla Bruce Perens. [10]
>
> Molte delle accuse contro Richard sono state fatte in base ad una serie
> di barzellette che giravano nei corridoi del MIT per deridere Richard a
> causa della sua impopolarità tra le donne ma non solo. C'era anche chi
> lo evitava perché infastiditi dalla sua costante predica sul software
> libero. Le barzellette erano del tipo:
>
> * Digli che sei utente di vi.
> * Metti delle piante in ufficio (a Richard certe piante non piacciono)
> * Non salire in ascensore con lui.
>
> Infatti sulla storia del ascensore c'è un aneddoto interessante. [11]
>
> A chi accusa Richard di non rispettare le donne faccio anche queste
> domande: dov'eri quando negli anni Ottanta Richard andava a manifestare
> a Washington per i diritti delle donne? Forse non eri ancora nato? Lo
> sai che Richard, insieme a Nadine Strossen, lotta da decenni per
> l'introduzione dell’"Equal Rights Amendment" nella Costituzione degli
> Stati Uniti? (proposta di modifica della Costituzione per inserire
> l’uguaglianza di diritti tra donne e uomini). [12]
>
> Non sono una persona religiosa, ma leggo spesso gli scritti di Papa
> Francesco. Nell'enciclica dell'anno scorso, leggo parole di saggezza
> quando parla delle comunicazioni virtuali:
>
> "Occorre riconoscere che i fanatismi che inducono a distruggere gli
> altri hanno per protagonisti anche persone religiose, non esclusi i
> cristiani, che «possono partecipare a reti di violenza verbale mediante
> internet e i diversi ambiti o spazi di interscambio digitale. Persino
> nei media cattolici si possono eccedere i limiti, si tollerano la
> diffamazione e la calunnia, e sembrano esclusi ogni etica e ogni
> rispetto per il buon nome altrui»" [13]
>
> Grazie a chi ha avuto la pazienza di leggere fin qui. Vi saluto
> lasciandovi qualche foto.
>
> 2008
> https://stallman.org/photos/india/taj-mahal/img_7176.jpg
>
> 2010
> https://stallman.org//photos/australia/great-ocean-road/2010-09-17.jpg
>
> 2016
> https://stallman.org/photos/italy/liguria/finale/Finalborgo_2Jun2016/Richar…
>
> 2020 - Il peso della diffamazione sugli occhi
> https://stallman.org/photos/rms/rms-and-dora-masked.jpg
>
> Note:
>
> [1]
> https://stallmansupport.org/nadine-strossen-hannah-wolfman-rebut-accusation…
>
> [2]
> https://stallmansupport.org/richard-stallman-vilified-by-those-who-dont-kno…
>
> [3]
> https://stallmansupport.org/margarita-lacabe-my-relationship-with-richard.h…
>
> [4]
> https://stallmansupport.org/letter-of-support-to-stallman-and-community-fro…
>
> [5]
> https://stallmansupport.org/richard-stallman-is-not-transphobic-says-leah-r…
>
> [6]
> https://stallmansupport.org/renata-avila-trying-to-understand-the-lynching-…
>
> [7]
> https://stallmansupport.org/comments-in-support-of-richard-stallman.html#ni…
>
> [8]
> https://stallmansupport.org/comments-in-support-of-richard-stallman.html#bd…
>
> [9]
> https://stallmansupport.org/the-practice-of-ritual-defamation-laird-wilcox.…
>
> [10]
> https://perens.com/2021/04/04/on-non-judicical-punishment-of-individuals/
>
> [11]
> https://stallmansupport.org/debunking-false-accusations-against-richard-sta…
>
> [12]
> https://www.stallman.org/notes/2018-jan-apr.html#21_April_2018_(Equal_Right…
>
> [13]
> http://www.vatican.va/content/francesco/it/encyclicals/documents/papa-franc…
>
> --
> Dora Scilipoti
> gnu.org/education
> stallmansupport.org -- Disinformation succeeds because so many people
> care deeply about injustice but do not take the time to check the facts.
>
>
> _______________________________________________
> nexa mailing list
> nexa(a)server-nexa.polito.it
> https://server-nexa.polito.it/cgi-bin/mailman/listinfo/nexa
--
______________________________________
/ Hay quien ha venido al mundo para \
| enamorarse de una sola mujer y, |
| consecuentemente, no es probable que |
| tropiece con ella. |
| |
| -- José Ortega y Gasset. (1883-1955) |
| Filósofo y ensayista |
| |
\ español. /
--------------------------------------
\
\
,__, | |
(oo)\| |___
(__)\| | )\_
| |_w | \
| | || *
Cower....
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In support of Richard Stallman, Normalizing Truth, Reason, Dialogue:
https://stallmansupport.org
-----------------------------------------------------------------------------
www.hipatia.net - wiki.hipatia.net
xmpp: jucar at hipatia.net
friends: stallman.org - Frangar, non flectar - Homo mundus minor - gutta cavat lapidem
Karmanyaevaadhikaarasthe ma phaleshu kadachana
Fingerprint: 7464 DDDE 9D5D 3B6C CBF9 7699 A021 CE74 EA7A D95A
Public key 0xa021ce74ea7ad95a at pgp.mit.edu
-----------------------------------------------------------------------------
May 27, 2021
Re: [nexa] Colonialismo digitale US nel Cloud Italiano e Schrems - II
by Giacomo Tesio
On May 27, 2021 5:49:07 PM UTC, Stefano Maffulli wrote:
> sto partendo dal presupposto che il PNRR
> sia un finanziamento per un moonshot, una sorta di programma Apollo di
> modernizzazione globale della PA italiana.
"Modernizzazione globale della PA italiana" è uno slogan vuoto quanto è bello.
Se prendesse piede ci ritroveremmo a buttare milioni di euro per
seguire le mode IT del momento.
Mode guidate da interessi commerciali (e non) altrui.
Inseguire le magnifiche sorti e progressive promesse dai pifferai del
momento è un'ottima strategia per buttare via soldi e opportunità.
Più che un moonshot, è uno USA-shot.
Infatti la massima aspirazione che proponi... sono loro.
E se facessimo ALTRO?
Se massimizzassimo resilienza e diffusione di competenze approfondite
invece di efficienza computazionale e scalabilità planetaria?
Potremmo persino scoprire che il cloud non ci serve poi così spesso!
> Da questa conversazione mi rendo conto che il mio presupposto è
> sbagliato.
Credo di sì.
Ma probabilmente parliamo di presupposti diversi. ;-)
> > Sarei proprio curioso di leggere quali dubbi tu abbia.
>
> I rant sulle applicazioni di calendario, indirizzi, posta e
> sincronizzazione file li dedichiamo alla prossima volta
Peccato.
Mi resterà il dubbio sulla natura dei tuoi dubbi...
Ma non credo che siano comparabili con i gravissimi problemi di natura
strategico militare delle soluzioni fornite da Google, Amazon e Microsoft.
Ci sorprendiamo che Google rinunci ai profitti [1] per sovvenzionare il cloud?
Che valore ha per una nazione controllare l'infrastruttura informatica della PA di un'altra nazione?
Ma siamo davvero tutti nati ieri?
Giacomo
[1] https://www.econotimes.com/Googles-cloud-business-is-losing-money-1601526
May 27, 2021
Re: [nexa] Colonialismo digitale US nel Cloud Italiano e Schrems - II
by Andrea Laisa
Domanda: per tu quanto ne sappia il "catalogo" di openstack può essere
considerato sufficientemente moderno?
Il 27/05/21 19:35, Giacomo Tesio ha scritto:
> In sostanza, stai riproponendo le brochure commerciali dei colossi
> USA rivendute come "modernità".
May 27, 2021