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Re: [nexa] How i Hacked 2.5 million IP Cameras in just 3 nights
by Antonio Iacono
Grazie Giacomo,
15 mesi fa ho segnalato alla lista questa notizia [1]
Sono andato a rivedere e il sito è ancora lì, con le sue brave webcam
pubbliche e ... private.
In questi anni diversi siti hanno sollevato il problema, ad es. nel 2017 [2]
"... molti privati cittadini non hanno mai pensato a proteggere le
immagini delle loro webcam private con una password e rischiano di
vedere la propria camera da letto serenamente pubblicata online. Per
questo vi invitiamo a verificare. Anche perchè le webcam in questione
puntano un po’ ovunque: scuole, negozi, alberghi, cortili privati, in un
caso, proprio a Torino, ce n’è una che punta direttamente sulla tastiera
di un impianto d’allarme."
Se poi aggiungiamo che neanche con le password queste webcam sono
sicure, beh, forse è il caso di correre ai ripari se non vogliamo tutti
diventare dei "Truman Burbank" [3]
A.
[1] https://server-nexa.polito.it/pipermail/nexa/2020-September/018805.html
[2]
https://www.quotidianopiemontese.it/2017/12/13/un-sito-russo-pubblica-webca…
[3] https://it.wikipedia.org/wiki/The_Truman_Show
Il 21/12/21 21:30, Giacomo Tesio ha scritto:
> Breve (brevissima) storia di sicurezza in IoT
>
> https://bird.trom.tf/atc1441/status/1472977139544866828
>
>
> Giacomo
>
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Dec. 23, 2021
Re: [nexa] Mozione sul Voto Elettronico GII-GRIN - URL di pubblicazione
by Enrico Nardelli
Un mio commento alla mozione
https://www.key4biz.it/il-voto-elettronico-un-rischio-per-la-democrazia-il-…
Ciao, Enrico
Il 21/12/2021 09:21, de petra giulio ha scritto:
> Sul tema del voto elettronico vi segnalo questo contributo di Antonio Iacono pubblicato a luglio sul sito del CRS
> Giulio
>
> https://centroriformastato.it/il-voto-in-via-digitale-1/ <https://centroriformastato.it/il-voto-in-via-digitale-1/>
>
>
> Il giorno sab 18 dic 2021 alle 16:24 Enrico Nardelli <nardelli(a)mat.uniroma2.it <mailto:nardelli@mat.uniroma2.it>> ha scritto:
>
> Ecco la URL del sito GRIN dove è stata pubblicata la mozione
> http://www.grin-informatica.it/opencms/export/sites/default/grin/files/mozi… <http://www.grin-informatica.it/opencms/export/sites/default/grin/files/mozi…>
>
> Ciao, Enrico
>
>
> Il 18/12/2021 15:29, Enrico Nardelli ha scritto:
> > Juan Carlos, purtroppo mi son spiegato male: l'errore è nel PDF circolato. Allego qua la versione corretta del PDF.
> >
> > La mozione dovrebbe essere pubblicata sia sul sito del GII che su quello del GRIN. Per il GRIN dovrei saperlo nel pomeriggio e lo farò circolare in risposta a questo messaggio.
> >
> > Ciao, Enrico
> >
> > Il 18/12/2021 15:18, J.C. DE MARTIN ha scritto:
> >> Grazie, Enrico, hai fatto bene!
> >>
> >> Avevo comunque allegato anche il PDF originale.
> >>
> >> A proposito: c'è una URL di riferimento?
> >>
> >> jc
> >>
> >> On 18/12/21 15:16, Enrico Nardelli wrote:
> >>>
> >>> Grazie Juan Carlos
> >>>
> >>> nella versione pubblicata sono purtroppo saltate le 3 parole che ho aggiunto in rosso direttamente nel testo della tua mail.
> >>>
> >>> Ciao, Enrico
> >>>
> >>> Il 18/12/2021 14:14, J.C. DE MARTIN ha scritto:
> >>>>
> >>>> Gruppo di Ingegneria Informatica
> >>>>
> >>>> Gruppo di Informatica
> >>>>
> >>>> Mozione sul Voto Elettronico
> >>>> (approvata dalle Assemblee GII del 16 novembre e GRIN del 29 ottobre 2021)
> >>>>
> >>>> Il 9 luglio 2021 il Ministro dell’Interno, di concerto con il Ministro per l’Innovazione Tecnologia e la Transizione Digitale, ha approvato un decreto per la sperimentazione del voto elettronico in Italia1, con le relative linee-guida2, che punta a valutare modalità di espressione del voto in via digitale per le elezioni politiche ed europee e per i referendum previsti dagli articoli 75 e 138 della Costituzione. Successivamente, l’ambito della sperimentazione è stato esteso alle elezioni regionali e amministrative, con l’obiettivo di consentire la prima sperimentazione già nel 2022. Il decreto prevede che il voto venga espresso mediante una web application a cui l’elettore può accedere con qualsiasi dispositivo digitale collegato alla rete internet. Lo scopo dichiarato è quello di agevolare la possibilità di voto degli italiani all’estero e degli elettori fuori sede per motivi di lavoro, studio o cure mediche.
> >>>>
> >>>> La comunità informatica italiana considera suo dovere sottolineare i rischi che accompagnano l’uso del voto elettronico nelle elezioni politiche. Pur ribadendo la necessità della ricerca su sistemi elettorali sicuri, riteniamo doveroso – sulla base degli innumerevoli risultati scientifici raccolti in questi anni3 – sottolineare i rischi di voto di scambio, di attacco e manipolazione (a fronte di un incerto aumento della partecipazione elettorale, allo stato attuale delle ricerche ancora non dimostrato), ma anche i rischi connessi a un modello elettorale in cui il cittadino non è grado di convincersi della veridicità del risultato delle elezioni e la conoscenza necessaria per i controlli è patrimonio solo di un ristretto gruppo di persone.
> >>>>
> >>>> Il voto è soprattutto un esercizio sociale, prima che un fatto tecnico e tecnologico, al termine del quale è assolutamente fondamentale, per la tenuta della democrazia, che tutti gli interessati, soprattutto quelli sconfitti, accettino razionalmente il risultato finale come affidabile e veritiero. Un’elezione con un meccanismo tecnologico di voto che milioni di cittadini non sono in grado di comprendere e ritenere regolare, aprirebbe sicuramente la strada a contestazioni e minerebbe irrimediabilmente quella fiducia nel processo elettorale che è uno dei pilastri fondanti della democrazia. Queste considerazioni sono proprio quelle alla base della decisione della Corte Costituzionale tedesca di sancire la non costituzionalità in Germania del voto elettronico4.
> >>>>
> >>>> Per quanto riguarda gli aspetti tecnologici la nostra valutazione, coerentemente con quanto già espresso dalla comunità internazionale, può essere sintetizzata come segue5:
> >>>>
> >>>> *
> >>>>
> >>>> - tutti i sistemi e le tecnologie per la votazione su Internet sono al momento attuale inerentemente insicuri;
> >>>>
> >>>> *
> >>>>
> >>>> - non esiste alcuna evidenza tecnica che una qualunque tecnologia di votazione su Internet siasicura o possa essere resa tale in un prevedibile futuro, mentre al contrario tutta la ricerca attualmente esistente dimostra il contrario;
> >>>>
> >>>> *
> >>>>
> >>>> - l’eventuale ricorso a tecnologie basate su certificazione distribuita (ad esempio blockchain)non riduce gli elevati rischi di compromissione della votazione su Internet
> >>>>
> >>>> *
> >>>>
> >>>> - nessuna app per la votazione con dispositivo mobile è sufficientemente sicura da permetternel’uso
> >>>>
> >>>> *
> >>>>
> >>>> - a prescindere dal tipo di tecnologia utilizzata, il voto da remoto non può soddisfare contemporaneamente il requisito di essere personale e di essere libero e segreto, rendendo impossibile soddisfare i vincoli costituzionalmente previsti a tutela del voto democratico.
> >>>>
> >>>> A oggi non esistono sistemi informatici completamente sicuri e le possibilità di successo di un attacco dipendono da quanto un attaccante è disponibile a investire e, quindi, da quanto si possa potenzialmente guadagnare dall’attacco. Ebbene, nel caso di elezioni politiche possono essere molti i soggetti interessati a investire molto per governare, controllare o destabilizzare una nazione. Un singolo individuo o un’agenzia di intelligence possono attaccare a distanza un’elezione online, modificando o filtrando le schede elettorali in modi non rilevabili e non correggibili o anche solo interrompendo l’elezione e creando scompiglio. E un attacco che abbia successo può comportare l’elezione di persone sbagliate, o falsare risultati di referendum. Riteniamo quindi che introdurre l’uso di sistemi di voto elettronico nelle elezioni politiche rischi di mettere a repentaglio le basi fondanti della nostra democrazia.
> >>>>
> >>>> 1 https://www.interno.gov.it/sites/default/files/2021-07/decreto_ministro_su_… <https://www.interno.gov.it/sites/default/files/2021-07/decreto_ministro_su_…> 2 https://www.interno.gov.it/sites/default/files/2021-07/linee_guida_voto_ele… <https://www.interno.gov.it/sites/default/files/2021-07/linee_guida_voto_ele…>
> >>>>
> >>>> 3 Un compendio dei problemi relativi all’uso delle tecnologie digitali in ambito elettorale si trova qua: http://www.csl.sri.com/neumann/risks-voting.pdf <http://www.csl.sri.com/neumann/risks-voting.pdf>
> >>>> 4 https://www.bundesverfassungsgericht.de/SharedDocs/Pressemitteilungen/EN/20… <https://www.bundesverfassungsgericht.de/SharedDocs/Pressemitteilungen/EN/20…> 5 https://www.aaas.org/programs/epi-center/internet-voting-letter <https://www.aaas.org/programs/epi-center/internet-voting-letter>
> >>>>
> >>>>
> >>>>
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Dec. 23, 2021
Fwd: Digital Humanism Junior Visiting Fellowships
by Enrico Nardelli
-------- Messaggio Inoltrato --------
Second call for Digital Humanism Junior Visiting Fellows at IWM (Institut für die Wissenschaft vom Menschen / Institute for Human Sciences), Vienna, each for three months in the winter semester 2022/23. This is now the second round after a successful start this summer semester.
Information at https://www.iwm.at/program/digital-humanism-fellowship <https://www.iwm.at/program/digital-humanism-fellowship>
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Dec. 22, 2021
Re: [nexa] La vera chiave di svolta di internet - ma come?
by ilbancodeivolontari@libero.it
VOI AVETE LA TECNOLOGIA
NOI ALTRE COMPETENZE
LA SOCIETA’ PREDATORIA NELLA SUA ORGANIZZAZIONE ATTUALE
Osserviamo le caratteristiche della società nella sua organizzazione attuale; dove il valore circola attraverso un sistema monetario speculativo a vantaggio di pochi. Dalla massa del popolo dei Cittadini viene estratto valore comune attraverso le prestazioni lavorative, e la retribuzione è una minima parte del valore espresso, che rimane nelle tasche dei Cittadini lavoratori.
Buon ultimo l’organizzazione “apparato rappresentativo dello stato”, sottrae ulteriormente beni comuni, incassa tasse e svende BENI NOSTRI giustificandosi con relativamente false affermazioni attraverso “media” compiacenti e asserviti, e “scuse”, tipo: mancano i soldi, pareggio di bilancio. E altre quantomeno discutibili giustificazioni.
Il VALore nostro, potenzialmente di tutti, è quello lavorativo che viene estratto e accumulato da “pochi” gestori dell’apparato finanziario, non finalizzato ai nostri beni comuni.
Lo Stato, NOI nella necessità di realizzare quei servizi di cui necessitiamo, ci forniamo del denaro; denaro che viene concesso dal mercato finanziario.
Il Costo di quel denaro non è determinato da una contrattazione bilaterale, bensì dal .. cosi detto mercato finanziario che dal denaro cerca di ricavare, col massimo profitto altro denaro.
Inevitabilmente non saremmo mai in grado di rendere 100 + X2 se abbiamo inserito in circolazione solo 100. Questo è il meccanismo ulteriore della sottrazione pianificata e continua dei beni comuni del sistema monetario corrente.
Per far circolare servizi tra cittadini del paese, si chiedono denari al mercato “esterno”, quei denari, rappresentativi del VALore che prima e stato estratto dalle attività di cittadini,
è concesso a interesse ai cittadini stessi, richiedendone un utilizzo condizionato e forzoso.
Questa a nostro avviso, in estrema sintesi la società nella sua organizzazione attuale. Organizzazione predatoria dei beni comuni dalla quale, e indispensabile trovare nuovi comportamenti atti al contrasto e al recupero.
PROPOSTA :
Il VAL intende realizzare una nuova consuetudine. favorire gli scambi per riappropriarci del VALore determinato delle attività dei Cittadini. VALore che potrebbe “almeno in parte”, essere estratto/contabilizzato e rimanere di fatto nella disponibilità di tutti.
Alcuni monetaristi propongono la rappresentazione del denaro come proprietà. Noi BASIANI del VAL in collaborazione col Banco dei Cittadini Volontari del VAL.AZ.CO. consideriamo quel valore sottratto al sistema: bene comune in concessione d’uso, nostra convenzione.
Il VAL intende evitare la totale estrazione del bene comune da parte di soggetti terzi che oltre ad estrarlo quel valore lo ripropongono in quantità insufficiente e ad un costo determinato unilateralmente, e realizzano quelle restrizioni che sentiamo sempre più soffocanti.
il VAL è solo uno strumento misuratore degli scambi, attività naturale affinché i valori e i beni comuni non siano sottratti ad ulteriore danno delle generazioni future.
Attualmente la moneta circolante è prevalentemente il virtuale “BYTE” . Con la tecnologia attuale il VAL aiuta a superare l’impasse del sistema speculativo e realizzare se pur gradatamente un sistema socioeconomico NOSTRO, un nuovo benessere diffuso, favorito dalla circolazione del VALore estratto e conteggiato che consideriamo convenzionalmente quota promozionale, nostro bene comune in disponibilità d’uso.
estratto da : IL BANCO DEI CITTADINI VOLONTARI DEL PROGTTO VAL.AZ.CO.
www.cittadini-volontari.it by Carlo Antonello
CERCHIAMO INFORMATICI CORAGGIOSI PER IMPLEMEMTARE PRODOTTO MINIMO GIA’° DISPONIBILE.
GRADITO CONTATTO PER AMPLIARE TEAM.
ilbancodeivolontari1(a)libero.it
Promotore Carlo Antonello
.3356880161
> Il 20/12/2021 23:36 Giacomo Tesio <giacomo(a)tesio.it> ha scritto:
>
>
> Ciao Alessandro e Marco,
>
> On December 20, 2021 8:02:14 PM UTC, Alessandro Brolpito <abrolpito(a)gmail.com> wrote:
>
> > Alla fine bisognerà scendere a patti con loro e trovare soluzione con i
> > "big", non vedo alternative.
>
> Il topo non può scendere a patti col gatto.
> Il gatto invece è felicissimo di giocare col topo.
>
> Ma è ovvio che dalla pancia del gatto, il topo non può vedere alternative. ;-)
>
>
> > Ma c'è una questione più ingegneristica che mi gira nella testa... ma come
> > è possibile pensare di "scalare" le soluzioni presentate nel video senza
> > che i "giganti del web".ne prendano parte o addirittura il controllo, di
> > nuovo?
>
> Vi sono molti modi, ma tutti richiedono investimenti.
>
> Anzitutto serve una maggiore cultura informatica diffusa.
>
> E per questa bisogna investire in educazione informatica seriamente.
>
>
> Poi servono reti in fibra a basso costo con banda simmetrica, in modo che ospitare
> server familiari, condominiali etc sia tecnicamente fattibile.
>
> E servono (urgono!) leggi che vietino il trasferimento di dati personali fuori dal
> domicilio senza l'esplicito consenso, pacchetto per pacchetto, dei datasubject coinvolti.
>
> Urgono perché con il 5g i dispositivi smart potrebbero chiamare casa senza bisogno
> di passare per un firewall domestico
>
> Ma servono anche investimenti in datacenter (aka "cloud locali" ;-) per le PA.
>
> E servono investimenti in sviluppo software per realizzare nuove architetture distribuite resilienti.
>
>
> A questo ultimo proposito vorrei farvi notare che i bigtech hanno sviluppato il software
> che hanno in poco più di 20 anni.
>
> E nel frattempo sono nate moltissime alternative libere o almeno open source.
>
> Alternative che loro hanno integrato nelle proprie codebase ex post.
>
> Google oggi ha circa 150.000 dipendenti [1] una parte dei quali sono ingegneri.
> 10 anni fa ne aveva meno di 40.000 e 20 anni fa meno di 5.000
>
> Di quanti ingegneri potrebbe disporre uno stato come l'italia?
> E l'Europa?
>
> E di che leva disporrebbero questi ingegneri nel 2021 (se non si facessero abbindolare
> dalle mode tecnologiche del momento)?
>
> Sostenere che i BigTech abbiano un vantaggio tecnologico irrecuperabile è ridicolo.
> Non sono solo recuperabili, ma superabili!
> E loro... lo sanno!
>
> L'unico loro enorme vantaggio consiste nel potere a crescita esponenziale che traggono
> dai dati che hanno raccolto e raccolgono.
>
> Ma è un potere che sarebbe facile ridurre, per uno stato.
> Le leggi ci sono già. Basta la volontà politica di applicarle.
>
>
> > Per me, che mi ostino a credere che i fatti e
> > misfatti umani sono sempre riformabili
>
> Vero.
>
> Ogni tanto però ci vuole una guerra per riformare certi misfatti.
>
> Ed in effetti una guerra è già in corso.
> E noi stiamo perdendo a tavolino.
>
> Preferirei che iniziassimo a combatterla anche noi su un piano culturale e tecnologico
> prima che si sposti definitivamente sul piano fisico.
>
> Ma in guerra bisogna aver chiaro chi è il nemico... e togliersi dalla linea di tiro delle sue armi.
>
> Noi invece lo giustifichiamo. Lo razionaliziamo. Lo tolleriamo.
> In nome del libero mercato, della meritocrazia o balle simili.
>
> "È così comodo!" "Lo usano tutti!" "Funziona meglio!"
> "Le alternative costano troppo!" [2]
>
>
> Giacomo
>
> [1] https://www.macrotrends.net/stocks/charts/GOOGL/alphabet/number-of-employees
>
> [2] afaik, tutti i fornitori di connettività internet forniscono una casella email.
> Se hai una adsl a casa, probabilmente Gmail non ti serve.
>
> Post scriptum:
>
> > E qui Marco dovrebbe essere lo stato/public polices ad intervenire, per
> > garantire accesso a dei servizi che ritengo essenziali non solo per
> > l'individuo ma per l'intera società x prevenire radicalizzazioni su base
> > non fattuale/scientifca di ogni sorta e genere...
>
> Vi pregherei di non ricondurre tutte le scelte diverse dalle vostre all'ignoranza.
>
> Talvolta tale riduzione è corretta.
> Spesso non lo è.
>
>
> Anche se lo fosse, dobbiamo imparare tutti a rispettare i diritti altrui anche quando
> il loro esercizio ci infastidisce.
>
> Ma paradossalmente, i "no-vax" in questo momento presidiano la nostra libertà
> a rischio anzitutto della _propria_ salute.
>
> Per contro, chi usa gmail (e whatsapp etc...) la danneggia gravemente (peraltro
> pagando un prezzo esorbitante... di cui non è consapevole)
>
> Solo che i primi hanno i media contro, i secondi a favore.
>
> Le opinioni dei primi sono denigrate come ignoranza a prescindere, mentre
> quelle dei secondi (frutto di ignoranza informatica facilmente misurabile)
> sono trattate come "normali", e vengono denigrati come paranoici coloro che,
> con maggiore cultura informatica, vi resistono.
> _______________________________________________
> nexa mailing list
> nexa(a)server-nexa.polito.it
> https://server-nexa.polito.it/cgi-bin/mailman/listinfo/nexa
Dec. 22, 2021
How i Hacked 2.5 million IP Cameras in just 3 nights
by Giacomo Tesio
Breve (brevissima) storia di sicurezza in IoT
https://bird.trom.tf/atc1441/status/1472977139544866828
Giacomo
Dec. 21, 2021
Re: [nexa] The Crypto Syllabus: Brian Eno su NFT e similia
by Giovanna Sissa
Davvero notevole. Brian Eno - che considero un mito della cultura musicale
- dice cose dirette e senza peli sulla lingua.
Grazie della segnalazione.
Giovanna
Il giorno mar 21 dic 2021 alle ore 15:21 Roberto Resoli <
roberto(a)resolutions.it> ha scritto:
> Sul nuovissimo Crypto Syllabus ho trovato estremamente interessante (e
> divertente) l'intervista di Evgeny Morozov a Brian Eno:
>
> https://the-crypto-syllabus.com/brian-eno-on-nfts-and-automatism/
>
> Buona lettura.
>
> rob
>
> _______________________________________________
> nexa mailing list
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> https://server-nexa.polito.it/cgi-bin/mailman/listinfo/nexa
>
Dec. 21, 2021
Open letter from The BMJ to Mark Zuckerberg
by 380°
Buonasera nexiane,
perfino gli editori del British Medical Journal si sono visti costretti
a protestare in merito al "fact cheking" di Meta, non sono le uniche
vittime di quel sistema.
https://www.bmj.com/content/375/bmj.n2635/rr-80
«Open letter from The BMJ to Mark Zuckerberg»
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Dear Mark Zuckerberg,
We are Fiona Godlee and Kamran Abbasi, editors of The BMJ, one of the world’s oldest and most influential general medical journals. We are writing to raise serious concerns about the “fact checking” being undertaken by third party providers on behalf of Facebook/Meta.
In September, a former employee of Ventavia, a contract research company helping carry out the main Pfizer covid-19 vaccine trial, began providing The BMJ with dozens of internal company documents, photos, audio recordings, and emails. These materials revealed a host of poor clinical trial research practices occurring at Ventavia that could impact data integrity and patient safety. We also discovered that, despite receiving a direct complaint about these problems over a year ago, the FDA did not inspect Ventavia’s trial sites.
The BMJ commissioned an investigative reporter to write up the story for our journal. The article was published on 2 November, following legal review, external peer review and subject to The BMJ’s usual high level editorial oversight and review.[1]
But from November 10, readers began reporting a variety of problems when trying to share our article. Some reported being unable to share it. Many others reported having their posts flagged with a warning about “Missing context ... Independent fact-checkers say this information could mislead people.” Those trying to post the article were informed by Facebook that people who repeatedly share “false information” might have their posts moved lower in Facebook’s News Feed. Group administrators where the article was shared received messages from Facebook informing them that such posts were “partly false.”
Readers were directed to a “fact check” performed by a Facebook contractor named Lead Stories.[2]
We find the “fact check” performed by Lead Stories to be inaccurate, incompetent and irresponsible.
-- It fails to provide any assertions of fact that The BMJ article got wrong
-- It has a nonsensical title: “Fact Check: The British Medical Journal Did NOT Reveal Disqualifying And Ignored Reports Of Flaws In Pfizer COVID-19 Vaccine Trials”
-- The first paragraph inaccurately labels The BMJ a “news blog”
-- It contains a screenshot of our article with a stamp over it stating “Flaws Reviewed,” despite the Lead Stories article not identifying anything false or untrue in The BMJ article
-- It published the story on its website under a URL that contains the phrase “hoax-alert”
We have contacted Lead Stories, but they refuse to change anything about their article or actions that have led to Facebook flagging our article.
We have also contacted Facebook directly, requesting immediate removal of the “fact checking” label and any link to the Lead Stories article, thereby allowing our readers to freely share the article on your platform.
There is also a wider concern that we wish to raise. We are aware that The BMJ is not the only high quality information provider to have been affected by the incompetence of Meta’s fact checking regime. To give one other example, we would highlight the treatment by Instagram (also owned by Meta) of Cochrane, the international provider of high quality systematic reviews of the medical evidence.[3] Rather than investing a proportion of Meta’s substantial profits to help ensure the accuracy of medical information shared through social media, you have apparently delegated responsibility to people incompetent in carrying out this crucial task. Fact checking has been a staple of good journalism for decades. What has happened in this instance should be of concern to anyone who values and relies on sources such as The BMJ.
We hope you will act swiftly: specifically to correct the error relating to The BMJ’s article and to review the processes that led to the error; and generally to reconsider your investment in and approach to fact checking overall.
Best wishes,
Fiona Godlee, editor in chief
Kamran Abbasi, incoming editor in chief
The BMJ
Competing interests:
As current and incoming editors in chief, we are responsible for everything The BMJ contains.
References:
[1] Thacker PD. Covid-19: Researcher blows the whistle on data integrity issues in Pfizer's vaccine trial. BMJ. 2021 Nov 2;375:n2635. doi: 10.1136/bmj.n2635. PMID: 34728500. https://www.bmj.com/content/375/bmj.n2635
[2] Miller D. Fact Check: The British Medical Journal Did NOT Reveal Disqualifying And Ignored Reports Of Flaws In Pfizer COVID-19 Vaccine Trials. Nov 10, 2021. https://leadstories.com/hoax-alert/2021/11/fact-check-british-medical-jo...
[3] https://twitter.com/cochranecollab/status/1458439812357185536
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--
380° (Giovanni Biscuolo public alter ego)
«Noi, incompetenti come siamo,
non abbiamo alcun titolo per suggerire alcunché»
Disinformation flourishes because many people care deeply about injustice
but very few check the facts. Ask me about <https://stallmansupport.org>.
Dec. 21, 2021
Re: [nexa] Le soluzioni dei giganti, senza i giganti: é possibile? [Was: La vera chiave di svolta di internet - ma come?]
by Giacomo Tesio
Ciao Marco,
On December 21, 2021 4:19:25 AM UTC, "M. Fioretti" <mfioretti(a)nexaima.net> wrote:
> finche' non si isolano quelli che ancora predicano
> seriamente che bisogna dare a tutti una FreedomBox o simili da tenere
> in casa, non ci si puo' meravigliare se tutti scappano da chi propone
> soluzioni chiavi in mano.
Lungi da me tentare di sottrarmi all'emarginazione cui sono destinati
tutti coloro che si allontanano dai punti di osservazione che frequenti.
Ma posso farti notare che nessuno ti vieta di far amministrare i tuoi server domestici
a terze parti di cui ti fidi?
E possono anche essere aziende!
In competizione! Sul mercato persino!
> On Mon, Dec 20, 2021 23:54:51 PM +0100, Damiano Verzulli wrote:
>
> I GAFAM hanno solo fatto bene il loro lavoro.
Controllare i flussi informativi di (e su) tutti gli individui e le istituzioni del mondo occidentale?
Già.
Davvero un bel lavoro.
Dovrebbero farci su uno spot pubblicitario! :-D
Giacomo
Dec. 21, 2021
The Crypto Syllabus: Brian Eno su NFT e similia
by Roberto Resoli
Sul nuovissimo Crypto Syllabus ho trovato estremamente interessante (e
divertente) l'intervista di Evgeny Morozov a Brian Eno:
https://the-crypto-syllabus.com/brian-eno-on-nfts-and-automatism/
Buona lettura.
rob
Dec. 21, 2021
Re: [nexa] La vera chiave di svolta di internet - ma come?
by Alessandro Brolpito
Ciao Giacomo, Marco ed Adrea
Penso che qualcosa si stia muovendo, c'è perlomeno una diffusa
consapevolezza dei problemi a cui vi riferite (digital divide, inclusion
equity, privacy, onwership ect.). Idee per una soluzione che include
macro-obiettivi ed indicatori di sistema, su carta ci sono.
Europe’s Digital Decade: digital targets for 2030 | European Commission
(europa.eu)
<https://ec.europa.eu/info/strategy/priorities-2019-2024/europe-fit-digital-…>
Trovo sempre illuminanti i post di Marco, complimenti:-)!
Certo, il diavolo è nei dettagli ma è a livello di sistema che si devono
definire le condizioni e le regole del gioco. Ci sono segnali di "vita".
Non penso che sia realistico pensare che gli attuali big nei prossimi 5-10
anni, tempo nel quale la nuova idea di digitale/internet si dovrà formare,
andranno a sparire, in tal senso penso che si debba ragionare anche con
loro. Ma penso anche che i big come Amazon hanno un fattore così distorsivo
che mi aspetto a breve, soprattutto in America, che vengano presi
provvedimenti seri a riguardo. Ma non butteri il bimbo con l'acqua sporca,
diciamo. C'è un know-how, infrastruttura, capacità innovativa, etc. che va
re-indirizzata per diversi scopi.
A presto, Alessandro
On Mon, 20 Dec 2021 at 23:36, Giacomo Tesio <giacomo(a)tesio.it> wrote:
> Ciao Alessandro e Marco,
>
> On December 20, 2021 8:02:14 PM UTC, Alessandro Brolpito <
> abrolpito(a)gmail.com> wrote:
>
> > Alla fine bisognerà scendere a patti con loro e trovare soluzione con i
> > "big", non vedo alternative.
>
> Il topo non può scendere a patti col gatto.
> Il gatto invece è felicissimo di giocare col topo.
>
> Ma è ovvio che dalla pancia del gatto, il topo non può vedere alternative.
> ;-)
>
>
> > Ma c'è una questione più ingegneristica che mi gira nella testa... ma
> come
> > è possibile pensare di "scalare" le soluzioni presentate nel video senza
> > che i "giganti del web".ne prendano parte o addirittura il controllo, di
> > nuovo?
>
> Vi sono molti modi, ma tutti richiedono investimenti.
>
> Anzitutto serve una maggiore cultura informatica diffusa.
>
> E per questa bisogna investire in educazione informatica seriamente.
>
>
> Poi servono reti in fibra a basso costo con banda simmetrica, in modo che
> ospitare
> server familiari, condominiali etc sia tecnicamente fattibile.
>
> E servono (urgono!) leggi che vietino il trasferimento di dati personali
> fuori dal
> domicilio senza l'esplicito consenso, pacchetto per pacchetto, dei
> datasubject coinvolti.
>
> Urgono perché con il 5g i dispositivi smart potrebbero chiamare casa senza
> bisogno
> di passare per un firewall domestico
>
> Ma servono anche investimenti in datacenter (aka "cloud locali" ;-) per le
> PA.
>
> E servono investimenti in sviluppo software per realizzare nuove
> architetture distribuite resilienti.
>
>
> A questo ultimo proposito vorrei farvi notare che i bigtech hanno
> sviluppato il software
> che hanno in poco più di 20 anni.
>
> E nel frattempo sono nate moltissime alternative libere o almeno open
> source.
>
> Alternative che loro hanno integrato nelle proprie codebase ex post.
>
> Google oggi ha circa 150.000 dipendenti [1] una parte dei quali sono
> ingegneri.
> 10 anni fa ne aveva meno di 40.000 e 20 anni fa meno di 5.000
>
> Di quanti ingegneri potrebbe disporre uno stato come l'italia?
> E l'Europa?
>
> E di che leva disporrebbero questi ingegneri nel 2021 (se non si facessero
> abbindolare
> dalle mode tecnologiche del momento)?
>
> Sostenere che i BigTech abbiano un vantaggio tecnologico irrecuperabile è
> ridicolo.
> Non sono solo recuperabili, ma superabili!
> E loro... lo sanno!
>
> L'unico loro enorme vantaggio consiste nel potere a crescita esponenziale
> che traggono
> dai dati che hanno raccolto e raccolgono.
>
> Ma è un potere che sarebbe facile ridurre, per uno stato.
> Le leggi ci sono già. Basta la volontà politica di applicarle.
>
>
> > Per me, che mi ostino a credere che i fatti e
> > misfatti umani sono sempre riformabili
>
> Vero.
>
> Ogni tanto però ci vuole una guerra per riformare certi misfatti.
>
> Ed in effetti una guerra è già in corso.
> E noi stiamo perdendo a tavolino.
>
> Preferirei che iniziassimo a combatterla anche noi su un piano culturale e
> tecnologico
> prima che si sposti definitivamente sul piano fisico.
>
> Ma in guerra bisogna aver chiaro chi è il nemico... e togliersi dalla
> linea di tiro delle sue armi.
>
> Noi invece lo giustifichiamo. Lo razionaliziamo. Lo tolleriamo.
> In nome del libero mercato, della meritocrazia o balle simili.
>
> "È così comodo!" "Lo usano tutti!" "Funziona meglio!"
> "Le alternative costano troppo!" [2]
>
>
> Giacomo
>
> [1]
> https://www.macrotrends.net/stocks/charts/GOOGL/alphabet/number-of-employees
>
> [2] afaik, tutti i fornitori di connettività internet forniscono una
> casella email.
> Se hai una adsl a casa, probabilmente Gmail non ti serve.
>
> Post scriptum:
>
> > E qui Marco dovrebbe essere lo stato/public polices ad intervenire, per
> > garantire accesso a dei servizi che ritengo essenziali non solo per
> > l'individuo ma per l'intera società x prevenire radicalizzazioni su base
> > non fattuale/scientifca di ogni sorta e genere...
>
> Vi pregherei di non ricondurre tutte le scelte diverse dalle vostre
> all'ignoranza.
>
> Talvolta tale riduzione è corretta.
> Spesso non lo è.
>
>
> Anche se lo fosse, dobbiamo imparare tutti a rispettare i diritti altrui
> anche quando
> il loro esercizio ci infastidisce.
>
> Ma paradossalmente, i "no-vax" in questo momento presidiano la nostra
> libertà
> a rischio anzitutto della _propria_ salute.
>
> Per contro, chi usa gmail (e whatsapp etc...) la danneggia gravemente
> (peraltro
> pagando un prezzo esorbitante... di cui non è consapevole)
>
> Solo che i primi hanno i media contro, i secondi a favore.
>
> Le opinioni dei primi sono denigrate come ignoranza a prescindere, mentre
> quelle dei secondi (frutto di ignoranza informatica facilmente misurabile)
> sono trattate come "normali", e vengono denigrati come paranoici coloro
> che,
> con maggiore cultura informatica, vi resistono.
>
Dec. 21, 2021