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Re: [nexa] Mozione sul Voto Elettronico GII-GRIN
by Enrico Nardelli
Grazie Juan Carlos
nella versione pubblicata sono purtroppo saltate le 3 parole che ho aggiunto in rosso direttamente nel testo della tua mail.
Ciao, Enrico
Il 18/12/2021 14:14, J.C. DE MARTIN ha scritto:
>
> Gruppo di Ingegneria Informatica
>
> Gruppo di Informatica
>
> Mozione sul Voto Elettronico
> (approvata dalle Assemblee GII del 16 novembre e GRIN del 29 ottobre 2021)
>
> Il 9 luglio 2021 il Ministro dell’Interno, di concerto con il Ministro per l’Innovazione Tecnologia e la Transizione Digitale, ha approvato un decreto per la sperimentazione del voto elettronico in Italia1, con le relative linee-guida2, che punta a valutare modalità di espressione del voto in via digitale per le elezioni politiche ed europee e per i referendum previsti dagli articoli 75 e 138 della Costituzione. Successivamente, l’ambito della sperimentazione è stato esteso alle elezioni regionali e amministrative, con l’obiettivo di consentire la prima sperimentazione già nel 2022. Il decreto prevede che il voto venga espresso mediante una web application a cui l’elettore può accedere con qualsiasi dispositivo digitale collegato alla rete internet. Lo scopo dichiarato è quello di agevolare la possibilità di voto degli italiani all’estero e degli elettori fuori sede per motivi di lavoro, studio o cure mediche.
>
> La comunità informatica italiana considera suo dovere sottolineare i rischi che accompagnano l’uso del voto elettronico nelle elezioni politiche. Pur ribadendo la necessità della ricerca su sistemi elettorali sicuri, riteniamo doveroso – sulla base degli innumerevoli risultati scientifici raccolti in questi anni3 – sottolineare i rischi di voto di scambio, di attacco e manipolazione (a fronte di un incerto aumento della partecipazione elettorale, allo stato attuale delle ricerche ancora non dimostrato), ma anche i rischi connessi a un modello elettorale in cui il cittadino non è grado di convincersi della veridicità del risultato delle elezioni e la conoscenza necessaria per i controlli è patrimonio solo di un ristretto gruppo di persone.
>
> Il voto è soprattutto un esercizio sociale, prima che un fatto tecnico e tecnologico, al termine del quale è assolutamente fondamentale, per la tenuta della democrazia, che tutti gli interessati, soprattutto quelli sconfitti, accettino razionalmente il risultato finale come affidabile e veritiero. Un’elezione con un meccanismo tecnologico di voto che milioni di cittadini non sono in grado di comprendere e ritenere regolare, aprirebbe sicuramente la strada a contestazioni e minerebbe irrimediabilmente quella fiducia nel processo elettorale che è uno dei pilastri fondanti della democrazia. Queste considerazioni sono proprio quelle alla base della decisione della Corte Costituzionale tedesca di sancire la non costituzionalità in Germania del voto elettronico4.
>
> Per quanto riguarda gli aspetti tecnologici la nostra valutazione, coerentemente con quanto già espresso dalla comunità internazionale, può essere sintetizzata come segue5:
>
> *
>
> - tutti i sistemi e le tecnologie per la votazione su Internet sono al momento attuale inerentemente insicuri;
>
> *
>
> - non esiste alcuna evidenza tecnica che una qualunque tecnologia di votazione su Internet siasicura o possa essere resa tale in un prevedibile futuro, mentre al contrario tutta la ricerca attualmente esistente dimostra il contrario;
>
> *
>
> - l’eventuale ricorso a tecnologie basate su certificazione distribuita (ad esempio blockchain)non riduce gli elevati rischi di compromissione della votazione su Internet
>
> *
>
> - nessuna app per la votazione con dispositivo mobile è sufficientemente sicura da permetternel’uso
>
> *
>
> - a prescindere dal tipo di tecnologia utilizzata, il voto da remoto non può soddisfare contemporaneamente il requisito di essere personale e di essere libero e segreto, rendendo impossibile soddisfare i vincoli costituzionalmente previsti a tutela del voto democratico.
>
> A oggi non esistono sistemi informatici completamente sicuri e le possibilità di successo di un attacco dipendono da quanto un attaccante è disponibile a investire e, quindi, da quanto si possa potenzialmente guadagnare dall’attacco. Ebbene, nel caso di elezioni politiche possono essere molti i soggetti interessati a investire molto per governare, controllare o destabilizzare una nazione. Un singolo individuo o un’agenzia di intelligence possono attaccare a distanza un’elezione online, modificando o filtrando le schede elettorali in modi non rilevabili e non correggibili o anche solo interrompendo l’elezione e creando scompiglio. E un attacco che abbia successo può comportare l’elezione di persone sbagliate, o falsare risultati di referendum. Riteniamo quindi che introdurre l’uso di sistemi di voto elettronico nelle elezioni politiche rischi di mettere a repentaglio le basi fondanti della nostra democrazia.
>
> 1 https://www.interno.gov.it/sites/default/files/2021-07/decreto_ministro_su_… 2 https://www.interno.gov.it/sites/default/files/2021-07/linee_guida_voto_ele…
>
> 3 Un compendio dei problemi relativi all’uso delle tecnologie digitali in ambito elettorale si trova qua: http://www.csl.sri.com/neumann/risks-voting.pdf
> 4 https://www.bundesverfassungsgericht.de/SharedDocs/Pressemitteilungen/EN/20… 5 https://www.aaas.org/programs/epi-center/internet-voting-letter
>
>
>
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Prof. Enrico Nardelli
Dipartimento di Matematica - Universita' di Roma "Tor Vergata"
Via della Ricerca Scientifica snc - 00133 Roma
tel: +39 06 7259.4204 fax: +39 06 7259.4699
mobile: +39 335 590.2331 e-mail:nardelli@mat.uniroma2.it
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blog:http://www.ilfattoquotidiano.it/blog/enardelli/
http://link-and-think.blogspot.it/
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Dec. 18, 2021
Roventini/Virgillito: "Amazon: che fare?"
by J.C. DE MARTIN
*Amazon: che fare?*
/Almeno sei persone sono morte nel crollo di un magazzino Amazon in
Illinois a causa di un tornado. Ai lavoratori non era permesso avere i
loro telefoni cellulari, quindi non potevano essere avvertiti del
disastro. Mentre gli scandali che circondano Amazon e le sue condizioni
di lavoro continuano ad aumentare, cosa si può fare?/
Andrea Roventini, Maria Enrica Virgillito
15 dicembre 2021
Amazon, il secondo più grande datore di lavoro negli Stati Uniti, ha
ricevuto molte critiche negli ultimi anni per le sue pratiche e per il
suo stesso modello di business. Tali comportamenti rivelano, più in
generale, un malessere multi-sintomatico che colpisce gli Stati Uniti e
altre economie sviluppate. Questo saggio descrive brevemente i modi in
cui tali pratiche si estendono dal mondo del lavoro alla società nel suo
complesso, e le possibili risposte politiche.
[...]
continua qui: https://legrandcontinent.eu/it/2021/12/15/amazon-che-fare/
Dec. 18, 2021
Mozione sul Voto Elettronico GII-GRIN
by J.C. DE MARTIN
Gruppo di Ingegneria Informatica
Gruppo di Informatica
Mozione sul Voto Elettronico
(approvata dalle Assemblee GII del 16 novembre e GRIN del 29 ottobre 2021)
Il 9 luglio 2021 il Ministro dell’Interno, di concerto con il Ministro
per l’Innovazione Tecnologia e la Transizione Digitale, ha approvato un
decreto per la sperimentazione del voto elettronico in Italia1, con le
relative linee-guida2, che punta a valutare modalità di espressione del
voto in via digitale per le elezioni politiche ed europee e per i
referendum previsti dagli articoli 75 e 138 della Costituzione.
Successivamente, l’ambito della sperimentazione è stato esteso alle
elezioni regionali e amministrative, con l’obiettivo di consentire la
prima sperimentazione già nel 2022. Il decreto prevede che il voto
venga espresso mediante una web application a cui l’elettore può
accedere con qualsiasi dispositivo digitale collegato alla rete
internet. Lo scopo dichiarato è quello di agevolare la possibilità di
voto degli italiani all’estero e degli elettori fuori sede per motivi di
lavoro, studio o cure mediche.
La comunità informatica italiana considera suo dovere sottolineare i
rischi che accompagnano l’uso del voto elettronico nelle elezioni
politiche. Pur ribadendo la necessità della ricerca su sistemi
elettorali sicuri, riteniamo doveroso – sulla base degli innumerevoli
risultati scientifici raccolti in questi anni3 – sottolineare i rischi
di voto di scambio, di attacco e manipolazione (a fronte di un incerto
aumento della partecipazione elettorale, allo stato attuale delle
ricerche ancora non dimostrato), ma anche i rischi connessi a un modello
elettorale in cui il cittadino non è grado di convincersi della
veridicità del risultato delle elezioni e la conoscenza necessaria per
i controlli è patrimonio solo di un ristretto gruppo di persone.
Il voto è soprattutto un esercizio sociale, prima che un fatto tecnico
e tecnologico, al termine del quale è assolutamente fondamentale, per
la tenuta della democrazia, che tutti gli interessati, soprattutto
quelli sconfitti, accettino razionalmente il risultato finale come
affidabile e veritiero. Un’elezione con un meccanismo tecnologico di
voto che milioni di cittadini non sono in grado di comprendere e
ritenere regolare, aprirebbe sicuramente la strada a contestazioni e
minerebbe irrimediabilmente quella fiducia nel processo elettorale che
è uno dei pilastri fondanti della democrazia. Queste considerazioni
sono proprio quelle alla base della decisione della Corte Costituzionale
tedesca di sancire la non costituzionalità in Germania del voto
elettronico4.
Per quanto riguarda gli aspetti tecnologici la nostra valutazione,
coerentemente con quanto già espresso dalla comunità internazionale,
può essere sintetizzata come segue5:
*
- tutti i sistemi e le tecnologie per la votazione su Internet sono
al momento attuale inerentemente insicuri;
*
- non esiste alcuna evidenza tecnica che una qualunque tecnologia di
votazione su Internet siasicura o possa essere resa tale in un
prevedibile futuro, mentre al contrario tutta la ricerca attualmente
esistente dimostra il contrario;
*
- l’eventuale ricorso a tecnologie basate su certificazione
distribuita (ad esempio blockchain)non riduce gli elevati rischi di
compromissione della
*
- nessuna app per la votazione con dispositivo mobile è
sufficientemente sicura da permetternel’uso
*
- a prescindere dal tipo di tecnologia utilizzata, il voto da remoto
non può soddisfare
contemporaneamente il requisito di essere personale e di essere
libero e segreto, rendendo impossibile soddisfare i vincoli
costituzionalmente previsti a tutela del voto democratico.
A oggi non esistono sistemi informatici completamente sicuri e le
possibilità di successo di un attacco dipendono da quanto un
attaccante è disponibile a investire e, quindi, da quanto si possa
potenzialmente guadagnare dall’attacco. Ebbene, nel caso di elezioni
politiche possono essere molti i soggetti interessati a investire
molto per governare, controllare o destabilizzare una nazione. Un
singolo individuo o un’agenzia di intelligence possono attaccare a
distanza un’elezione online, modificando o filtrando le schede
elettorali in modi non rilevabili e non correggibili o anche solo
interrompendo l’elezione e creando scompiglio. E un attacco che
abbia successo può comportare l’elezione di persone sbagliate, o
falsare risultati di referendum. Riteniamo quindi che introdurre
l’uso di sistemi di voto elettronico nelle elezioni politiche rischi
di mettere a repentaglio le basi fondanti della nostra democrazia.
1
https://www.interno.gov.it/sites/default/files/2021-07/decreto_ministro_su_…
2
https://www.interno.gov.it/sites/default/files/2021-07/linee_guida_voto_ele…
3 Un compendio dei problemi relativi all’uso delle tecnologie digitali
in ambito elettorale si trova qua:
http://www.csl.sri.com/neumann/risks-voting.pdf
4
https://www.bundesverfassungsgericht.de/SharedDocs/Pressemitteilungen/EN/20…
5 https://www.aaas.org/programs/epi-center/internet-voting-letter
Dec. 18, 2021
[CRUI] Tavola rotonda dal titolo "Università: per un Paese a prova di futuro"
by Damiano Verzulli
Lo scorso 12/11 CRUI ha organizzato un importante convegno dal titolo
"Università: per un Paese a prova di futuro" [1] a cui hanno partecipato
figure rilevanti dell'attuale scenario politico.
Dopo l'introduzione di Resta (Presidente CRUI e Rettore di PoliMI), di
Paolo Gentiloni e di Carlo Bonomi (Presidente Confindustria), alla
tavolta rotonda (moderata da Vespa) hanno partecipato:
Giovanni Brugnoli
Mara Carfagna
Maria Chiara Carrozza
Vittorio Colao
Luciano Floridi
Cristina Messa
Carlo Messina
A mio avviso i contenuti presentati/discussi sono stati interessanti,
specie se calati sui temi che qui, spesso, si discutono.
Alcuni spunti cozzano in modo importante con alcuni punti di vista che
ho catturato da alcuni messaggi transitati su queta lista. Penso, ad
esempio, ai concetti riportati dal Ministro rispetto alla "valutazione"
della Ricerca e delle Università, o anche a richiami abbastanza forti
fatti sulla "necessita'" di rafforzare le collaborazioni con il mondo
privato (si è discusso del caso Apple + UNIV Federico II circa il Polo
dell'Innovazione fatto partire da Apple in Campania).
Abbastanza interessanti anche gli interventi di Colao. Non male gli
spunti di Vespa ai vari interlocutori.
Dopo averlo visto interamente, resta in me l'amarezza di constatare una
classe politica che "sente" un certo tipo di necessita', e che la vuole
pure "aggredire" per cercare di far evolvere il sistema Paese
(...grazie, in particolare, al contributo di UNIV) ma, allo stesso
tempo, non ha evidentemente idea di come fare. Nessun accenno a cose
pratiche, ....di cui, invece, su questa lista spesso di discute.
Servirebbero dei ponti fra questi due mondi.
Se avete ~90 minuti a disposizione (o anche 45, se lo ascoltato a 2x),
potrebbe essere un buon investimento :-)
il link allo stream è questo:
https://peertube.devol.it/w/hLcoWph6UY4WRzQ7FUnvgV
Bye,
DV
[1] https://aprovadifuturo.eu/programma.pdf
--
Damiano Verzulli
e-mail: damiano(a)verzulli.it
---
possible?ok:while(!possible){open_mindedness++}
---
"...I realized that free software would not generate the kind of
income that was needed. Maybe in USA or Europe, you may be able
to get a well paying job as a free software developer, but not
here [in Africa]..." -- Guido Sohne - 1973-2008
http://ole.kenic.or.ke/pipermail/skunkworks/2008-April/005989.html
Dec. 18, 2021
What Sci-Hub’s latest court battle means for research
by Giacomo Tesio
Delhi court will scrutinize whether the pirate paper website falls foul
of India’s copyright law. The verdict could have implications for
academic publishers further afield.
Sci-Hub, the popular website that offers access to millions of pirated
research papers and books, is no stranger to legal action. But, for the
first time, the site is defending its operations in court, in a
copyright case filed in India by a group of major publishers.
In a lawsuit presented in Delhi’s high court, the American Chemical
Society, Elsevier and Wiley say that the site infringes their
copyright, and ask the court to instruct Internet service providers in
India to block access to it.
Sci-Hub’s founder Alexandra Elbakyan argues that, in India, copyright
is “not applicable in cases such as Sci-Hub, when [material] is
required for science and education”.
Legal experts say that there is a chance the court will rule in
Sci-Hub’s favour, because of a key aspect of the country’s copyright
law. The case hinges on the definition of ‘fair dealings’, which in the
past has enabled institutions in India to lawfully reproduce academic
textbooks and other copyrighted material for use in education.
If Sci-Hub wins, it could force publishers to rethink their business
models in a similar way to how the music industry changed in response
to the arrival of the Internet, says Arul George Scaria, a legal
scholar at the National Law University, Delhi. Attitudes towards
Sci-Hub in other countries could change on the basis of India’s ruling,
and the outcome could even influence similar cases in future. [...]
“Pirate sites like Sci-Hub threaten the integrity of the scientific
record, and the safety of university and personal data,” the publishers
behind the case in India told Nature in a statement. “They compromise
the security of libraries and higher-education institutions, to gain
unauthorized access to scientific databases and other proprietary
intellectual property, and illegally harvest journal articles and
e-books.” The publishers also allege that Sci-Hub uses stolen user
credentials and phishing attacks to extract copyrighted journal
articles illegally.
Elbakyan says that these are “empty accusations” that “have absolutely
no content of evidence behind them”. She denies that Sci-Hub is a
threat to science, or to the security of academic institutions. “Open
communication is a fundamental property of science and it makes
scientific progress possible. Paywalled access prevents this,” Elbakyan
adds. “That is a threat, and not Sci-Hub.” [...]
The defence will argue that Sci-Hub’s activities are covered by the
list of exemptions in India’s Copyright Act of 1957. One of these is
that ‘fair dealings’ of a work can be used for private or personal use,
including research.
Academic publishers have fallen foul of this section of the act before.
In 2012, five publishers — including Oxford University Press and
Cambridge University Press — unsuccessfully sued the University of
Delhi and its photocopying shop for alleged copyright infringement in
course packs made at the institution. These packs contained photocopies
of passages and chapters from textbooks and, in some cases, copies of
entire books that were produced for students, many of who could not
afford to buy the originals.
The judge ruled that the university and the photocopying shop were not
infringing the copyright of the books’ publishers, because one of the
exemptions listed in the copyright act includes reproducing work “by a
teacher or pupil in the course of instruction”. A key part of the case
was evidence submitted to the court by students and teachers stating
the need for the photocopies. This was allowed because there was deemed
to be sufficient national interest in the ruling. [...]
Earlier this year, 20 of India’s top scientists argued that the
country’s scientific community “stands to be gravely prejudiced” if the
case goes against Sci-Hub.
The scientists say in a document — known as a petition — submitted to
the court that the case could have an “adverse impact on access to
scientific knowledge, and so on science and technology research in
India”.
“Access to information is crucial for researchers. When the information
is hidden behind paywalls, that curbs innovation,” says Shahid Jameel,
a virologist currently at the University of Oxford, UK, who signed the
petition. Computational biologist Rahul Siddharthan at the Institute of
Mathematical Sciences in Chennai, India, adds that “apart from a small
number of elite institutes in India, most cannot afford to subscribe”
to journals.
Further petitions supporting Sci-Hub have been submitted by medical
doctors and policy advisers who use scientific papers as part of their
work. [...]
Elbakyan says that the case could change everything for Sci-Hub.
Winning could bring opportunities to improve the site and extend its
reach.
“Today, the perception of Sci-Hub [is that] it is an illegal project,
and that is even not disputable, but a fact,” she tells Nature.
“Victory will show the ‘fact’ to be merely an opinion.”
______
Continua su https://www.nature.com/articles/d41586-021-03659-0
Si direbbe che la legislazione indiana sul copyright abbia molto da
insegnare all'Italia ed all'Europa.
Ormai decenni fa, quando frequentavo l'Università di Torino, un
fiorente mercato di copisterie permetteva agli studenti meno agiati
come me di accedere ai libri necessari.
Non ho motivo di credere (o sperare) che quel mercato sia venuto meno.
Ma trovo più probabile che sia stato ridotto dal lento diffondersi della
cultura dell'accesso libero (open access) o dalla "concorrenza di
internet" rispetto che dal copyright.
Giacomo
PS Sì, ci sono le biblioteche e le borse di studio (cui all'epoca avevo
accesso), ma per quanto utilissime, non coprono assolutamente i costi
(sia in termini economici che temporali) che gravano su studenti che
sono quasi sempre costretti a conciliare studio e lavoro.
D'altro canto TUTTI, inclusi gli autori di molti dei testi usati
dai docenti (docenti essi stessi) conoscevano l'ubicazione di queste
copisterie "pirata". Ed è ovvio che non le denunciassero: senza
copisterie, il numero di studenti dell'università si sarebbe ridotto
di almeno un buon 20%, con tutte le implicazioni economiche che
questo avrebbe avuto.
.
Dec. 18, 2021
interventi di mercoledì
by Angelo Raffaele Meo
carissimi,
Vetrò mi ha ricordato che l'incontro di mercoledì era
"a porte chiure". Per questo mi ha mandato, in forma privata e segreta,
il suo bellissimo intervento.
Pertanto agli amici di Nexa continuo a chiedere il sunto dei loro
interventi. Se li riceverò sulla mia posta e npn sul server di Nexa,
giuro che conserverò il segreto.
Dec. 17, 2021
Re: [nexa] PrivacyInternational: "Data Interception Environment"
by Angelo Raffaele Meo
Non riesco a immaginare come faccia DIE a funzionare, per cui sospetto
sia una bufala. Mi domando, ad esempio, come faccia a verificare che i
miei dati personali, ora che la mia posta è stata affidata a Microsoft,
non finiscano nel mercato americano dei dati personali.
Il 17/12/21 15:42, J.C. DE MARTIN ha scritto:
>
> Data Interception Environment
>
> The Data Interception Environment (DIE) is a tool that you can use to
> analyse how your data is being used by app developers and third
> parties. It allows you to see how apps are sending your data from your
> device back to the company or to third parties.
>
>
> We’ve used the DIE to research everything from low cost phones, to
> menstruation apps, and now we’re making it available so that you can
> do your own research on how your devices use your data.
>
> You can download the DIE on our GitHub
> <https://github.com/privacyint/appdata-environment-desktop/tree/update-3>
> where you can also find documentation for how to use it. Below you can
> also find a video how to, which goes through how to set up the DIE and
> how to get started analysing apps, and a written how to.
>
> PI has made this tool available to assist individuals, researchers and
> organisations in developing a technical understanding of how their own
> data is being captured, processed and transferred by applications to
> 3rd parties. It should *only* be used to analyse data on a device,
> virtual copy of a device, or an app, which the user owns or is legally
> authorised to use.
>
> PI is a charity registered in England and Wales. We have developed our
> Data Interception Environment tool in accordance with the laws,
> regulations and standards that apply to us in England and Wales. Any
> individual, researcher or organisation who makes use of of PI’s Data
> Interception Environemnt is responsible for ensuring that they are
> acting lawfully and in accordance with the laws, regulations and
> standards which apply to them in the jurisdiction they are operating
> in or to which they are subject.
>
>
> https://privacyinternational.org/learn/data-interception-environment
>
>
> _______________________________________________
> nexa mailing list
> nexa(a)server-nexa.polito.it
> https://server-nexa.polito.it/cgi-bin/mailman/listinfo/nexa
Dec. 17, 2021
PrivacyInternational: "Data Interception Environment"
by J.C. DE MARTIN
Data Interception Environment
The Data Interception Environment (DIE) is a tool that you can use to
analyse how your data is being used by app developers and third parties.
It allows you to see how apps are sending your data from your device
back to the company or to third parties.
We’ve used the DIE to research everything from low cost phones, to
menstruation apps, and now we’re making it available so that you can do
your own research on how your devices use your data.
You can download the DIE on our GitHub
<https://github.com/privacyint/appdata-environment-desktop/tree/update-3>
where you can also find documentation for how to use it. Below you can
also find a video how to, which goes through how to set up the DIE and
how to get started analysing apps, and a written how to.
PI has made this tool available to assist individuals, researchers and
organisations in developing a technical understanding of how their own
data is being captured, processed and transferred by applications to 3rd
parties. It should *only* be used to analyse data on a device, virtual
copy of a device, or an app, which the user owns or is legally
authorised to use.
PI is a charity registered in England and Wales. We have developed our
Data Interception Environment tool in accordance with the laws,
regulations and standards that apply to us in England and Wales. Any
individual, researcher or organisation who makes use of of PI’s Data
Interception Environemnt is responsible for ensuring that they are
acting lawfully and in accordance with the laws, regulations and
standards which apply to them in the jurisdiction they are operating in
or to which they are subject.
https://privacyinternational.org/learn/data-interception-environment
Dec. 17, 2021
intervento di mercoledì
by Angelo Raffaele Meo
Vi inoltro il testo del mio intervento all'incontro di Nexa di mercoled'
e colgo 'occasione per chiedere agli amici di Nexa di inviare un breve
riassunto dei loro interventi.
Ho molto apprezzato l'articolo di Giulio De Petra che Nexa ha suggerito
come uno degli spunti di riflessione per questo nostro incontro. Mi pare
che anche Juan Carlos abbia fatto implicitamente qualche riferimento a
quell'articolo.
Il punto di partenza dell'articolo di De Petra è riassunto nella
seguente frase:
"Internet apparve come la tecnologia abilitante per un altro mondo
possibile. Lo sviluppo della trasformazione digitale ha prodotto
l'esatto contrario."
Qui proporrei di integrare l'analisi politica di De Petra con due nuovi
capitoli.
Il primo capitolo riguarda le implicazioni della nuova trasformazione
digitale sull'economia del nostro Paese. Il nostro prodotto interno
lordo è dell'ordine di 1700 miliardi di euro, nettamente inferiore a
quello dei più importanti paesi europei. Quella cifra è inferiore alla
capitalizzazione di Apple ed è dell'ordine di grandezza della
capitalizzazione di Google o di Amazon. Il prodotto interno lordo pro
capite dell'Italia è dell'ordine di 25.000 euro, mentre quello
dell'Irlanda è pari a 60.000, più del doppio del nostro.
Questi dati sono probabilmente correlati con l'indice DESI relativo alla
classifica dei livelli di digitalizzazione che colloca l'Italia in
25-esima posizione su 28.
Il secondo capitolo riguarda l'informatica libera, argomento ormai
ignorato nel nostro Paese ed anche nei dibattiti di Nexa. Io sono
convinto che l'informatica libera rappresenti oggi uno dei più
importanti strumenti per il progrresso tecnologico ed economico dei
paesi più poveri ed anche di un paese come il nostro che temo sia in via
di sottosviluppo. Tristemente constato che di informatica libera non
parla più nessuno. Il governo e gli uomini importanti a cui noi della
parrocchia del software libero abbiamo segnalato problemi o avanzato
proposte non ci hanno mai risposto.
Incidentalmente ho apprezzato, per l'analisi di altre questioni, alcuni
interventi nell'incontro di Nexa di mercoledì. Per non dimenticarli, mi
permetto di rinnovare la richiesta che ho avanzato sulla chat
dell'incontro, a Juan Carlos e a tutti gli intervenuti, di presentare su
questo portale i riassunti dei loro interventi.
Con molto affetto Raf Meo
Dec. 17, 2021
convegno in diretta streaming Stati Generali del Diritto di Internet 17- 18 dicembre
by Mauro Alovisio
Gent.me/mi segnalo il convegno ad oggetto "Gli Stati generali del Diritto
di Internet" in diretta streaming
partecipare online
<https://luiss.webex.com/luiss/onstage/g.php?MTID=e8994938065971d71c0c5db392…>
Gli Stati Generali del Diritto di Internet
Convegno organizzato con il sostegno dell'Associazione Alumni Luiss
nell'occasione della Festa della Rivista «Diritto di Internet».
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*17 Dicembre 2021 -*
*11:00 - 13:35 **Intellectual property e digital rights*
Saluti Istituzionali
*Andrea Prencipe *Rettore Università Luiss Guido Carli
Modera
*Giuseppe Cassano *Direttore del Dipartimento di Scienze Giuridiche di Roma
e Milano, European School of Economics
*L’approvazione dell’art. 17 della direttiva copyright:genesi,
applicazione, criticità*
*Stefano Longhini *Esperto di new media e diritti televisivi, Direzione
Affari Legali RTI Spa
*Nomofilachia in tema di tutela del diritto d’autore in internet*
*Massimo Falabella *Consigliere della Corte di Cassazione, Prima Sezione
Civile
*Il quadro giurisprudenziale sovranazionale di tutela del diritto d’autore
on line*
*Bruno Tassone *Professore associato di Diritto privato e professore a
contratto di Intellectual Property, Competition and Data Management,
Università Mercatorum
*Il filtering automatico dei contenuti quale obbligo di diligenza degli ISP*
*Giovanni Sartor *Professore ordinario di Informatica giuridica e docente
di «Ethics in artificial intelligence», Università di Bologna
*Il prezzo del consenso e la royalty del mercato di riferimento nella
quantificazione dei danni da violazioni online*
*Alessandro La Rosa *Esperto di new media e diritti televisivi e ranked
lawyer Chambers Europe nel settore Intellectual Property: copyrights
*14:30 - 16:00 Il Diritto Penale*
Modera
*Maurizio Bellacosa *Professore associato di Diritto penale e European
Criminal Law della Luiss
*«Nuovi» crimini cibernetici e possibile rilevanza dell’intelligenza
artificiale*
*Lorenzo Picotti *Professore ordinario di Diritto penale nell’Università di
Verona
*Intelligenza artificiale e criteri di imputazione della responsabilità
penale*
*Nicola Pisani *Professore ordinario di Diritto penale nell’Università di
Teramo
*Giochi web di istigazione*
*Antonella Massaro *Professore associato di Diritto penale nell’Università
Roma Tre
*Sorveglianza di massa, algoritmi e intelligenza artificiale. Lo stato
dell’arte a livello nazionale ed europeo*
*Luca D’Agostino *Assegnista di ricerca in Diritto penale presso la Luiss
*16:15 - 19:00 Il Diritto Processuale Penale*
Modera
*Filippo Dinacci *Professore ordinario di Diritto processuale penale,
Università Luiss Guido Carli
*Giurisdizione penale e intelligenza artificiale*
*Luca Lupària *Professore ordinario di Diritto processuale penale,
Università Roma Tre
*Il ricorso a strumenti investigativi a cd. Contenuto tecnologico*
*Mitja Gialuz *Professore ordinario di Diritto processuale penale,
Università di Genova
*La presunzione di innocenza nel mondo virtuale*
*Antonella Marandola *Professore ordinario di Diritto processuale penale,
Università del Sannio
*Intelligenza artificiale e diritto alla difesa*
*Andrea Monti *Professore incaricato di Digital Law nel Cds di Digital
Marketing, Università di Chieti-Pescara
*Il divieto di perizia sulla personalità dell’imputato alla prova delle
nuove tecnologie?*
*Veronica Tondi *Dottoressa di ricerca in Diritto e Impresa, profilo di
Diritto penale e Diritto processuale penale, Università Luiss Guido Carli
*Tecnologia blockchain e processo penale*
*Giulio Soana *Dottorando di ricerca in Diritto processuale penale,
Università Luiss Guido Carli e KU Leuven
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*18 Dicembre 2021 - Il Diritto Costituzionale ed Amministrativo*
9:00 - 9:30
Saluti istituzionali
*Giovanni Lo Storto *Direttore Generale Università Luiss Guido Carli
Modera
*Bernardo Giorgio Mattarella *Professore ordinario di Diritto
amministrativo, Università Luiss Guido Carl
*9:30 - 11:15*
*AGCOM e la sfida per la tutela dei diritti in Internet*
*Giacomo Lasorella *Presidente dell’Autorità per le Garanzie nelle
Comunicazioni
*Costituzionalismo tecnologico*
*Tommaso Frosini *Professore ordinario di Diritto pubblico comparato,
Università Suor Orsola Benincasa di Napoli
*Pluralismo dell’informazione politica sui media. Criticità ed esigenze di
regolazione del web*
*Brunella Bruno *Magistrato Tar Lazio - Roma
*Facebook sta diventando uno stato?*
*Alfonso Celotto *Professore ordinario di Diritto costituzionale,
Università Roma Tre
*Metaverso, fu Facebook: i nuovi problemi della tutela dei diritti*
*Guido Scorza *Componente del Garante per la protezione dei dati personali
*11:30 - 13:15*
*Algoritmi, automazione dell’attività amministrativa e responsabilità*
*Ernesto Belisario* Avvocato amministrativista, esperto di diritto delle
tecnologie e innovazione nella Pubblica Amministrazione
*L’uso della tecnologia blockchain nello svolgimento delle funzioni
amministrative*
*Giovanni Gallone *Magistrato Tar Puglia - Lecce
*Il sindacato giurisdizionale sugli atti amministrativi algoritmici*
*Angelo Giuseppe Orofino *Professore ordinario di Diritto amministrativo,
Università Lum Giuseppe Degennaro
*Digitalizzazione degli appalti e questioni controverse*
*Elio Guarnaccia *Avvocato amministrativista, esperto in appalti pubblici e
transizione digitale PA
Cordiali saluti
Mauro Alovisio
Dec. 17, 2021