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Re: [nexa] Privacy e cambiamenti climatici | Il Post
by TEV S.r.L.
E' il sistema della firma digitale,
e il binomio "chiave pubblica"-"chiave privata",
ad essere imperfetto.
Infatti lo sanno, e continuano ad aumentare la cifratura ... quando arriveremo a un miliardo di bit?
I computer sono sempre più veloci, e sempre più velocemente
possono ottenere cifrature vere su dati falsi,
e decriptare i dati.
E' una banalità, è solo questione di tempo-macchina.
Per inciso, non esiste il sistema di cifratura perfetto,
come non esiste la serratura che non sia violabile,
come non esiste l'antifurto sicuro.
Fatevene una ragione.
Enzo Viscuso
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Nov. 6, 2021
Re: [nexa] Privacy e cambiamenti climatici | Il Post
by Antonio Iacono
> Ecco dunque le mie domande: quali condizioni hanno reso appettibili in
> passato gli sconvolgimenti sociali che hanno portato alla democrazia?
> E' possibile ricrearli in un contesto cibernetico secondo voi?
Non so rispondere alle tue domande ma vorrei aggiungere qualche riflessione
In "Of the First Principles of Government" David Hume affermava che
"la forza sta sempre dalla parte dei governati".
In "Power Systems" Noam Chomsky, riprendendo Hume, aggiungeva:
"Che si tratti di una società militare, una società parzialmente
libera, o di Stato
totalitario, sono i governati che detengono il potere. E i governanti devono
industriarsi per impedire loro di usare quel potere. La forza ha i suoi limiti,
quindi i governanti sono costretti a ricorrere alla persuasione. Devono trovare
il modo per convincere il popolo ad accettare l’autorità. Se non ci riescono,
l’intera struttura crolla."
E Edward Bernays sapeva benissimo come funzionava la società quando
asseriva che "Poiché la nostra democrazia ha la vocazione di tracciare la via,
deve essere governata da una minoranza intelligente che sa come irreggimentare
le masse per meglio guidarle.
E lo strumento per raggiungere questo obiettivo è la propaganda"
I "medium" della propaganda, dagli inizi del Novecento in poi, li conosciamo,
cinema, radio, giornali, televisione ... internet.
Con una differenza, e qui sono completamente d'accordo con te, i dati
amplificano il
potere della propaganda a livelli finora mai raggiunti.
> L'automatizzazione della stampa ha reso possibile la democrazia ...
Ecco, forse è qui la risposta. Torniamo alla stampa (vanno bene pure
gli ebook ;),
ai libri, alla lentezza, al pensiero critico, insomma a tutto ciò che
l'instant society
ha tolto di mezzo.
A.
Nov. 6, 2021
Re: [nexa] Il sistema fa acqua
by Antonio Iacono
> detto in altri termini: c'è una pagina ufficiale su quando sta accadedo
> o tutto quello di cui disponiamo è la discussione su GitHub:
...
Ci sono altri strumenti, oltre la pagina web, per avere informazioni ufficiali.
Uno di questi è l'interrogazione parlamentare.
Uno o più parlamentari potrebbero/dovrebbero chiedere al ministro
della Salute di essere informati sul fatto.
Parlamento italiano perché l'ultimo green pass falso è intestato ad un
italiano, seppure non più tra noi.
Fatto:
il 3 novembre 2021 alle ore 18:24:12 il Centrum e-Zdrowia (E-Health
Center) del Ministero della Salute
polacco ha firmato digitalmente un certificato intestato a tale
Bettino Craxi nato il 24/2/1934.
Si chiede di conoscere quali iniziative intende adottare il Governo al fine:
a) di escludere che simili false attestazioni possano verificarsi con
"chiavi" italiane;
b) di tutelare la sicurezza dei legittimi possessori del green pass;
c) di intervenire presso le autorità polacche per una rapida indagine
sui fatti accaduti.
A.
Nov. 5, 2021
Re: [nexa] AGGIORNAMENTO: Privacy e cambiamenti climatici | Il Post
by Roberto Dolci
Grandi Enrico e Carlo!
seppur da lontano sono assolutamente a favore di questa iniziativa. Mi piace notare come due anni fa s'era tutti scandalizzati del social score cinese, del fatto che a non attraversar la strada sulle strisce o salir sulla metro senza biglietto non si ricevesse un mutuo o fossero cancellate carte di credito , e tutti a dire che qui nella culla della liberta' non ci saremmo mai nemmeno sognati una cosa del genere.
Poi arriva un virus impestato ed i potenti hanno buon gioco a far ripartire la ennesima ondata di Disaster Economy (Naomi Klein), sulla retorica della sicurezza per tutti che gia' aveva ben funzionato dalle torri gemelle in poi. E poco dopo arrivano le misure restrittive della liberta' di movimento, per il benessere di tutti, e poi quelle restrittive della liberta' di parola (oddio, sarai mica scemo a dubitare del green pass, del vaccino. Oddio sarai mica fascista ad andare in piazza), e tempo due anni e ci ritroviamo disciplinati come in estremo oriente.
Se non abbiamo la privacy, se non abbiamo modo di evitare il controllo, altro che culla, andiam nella bara della liberta'
Un caro saluto e buon weekend
roberto
________________________________
Da: nexa <nexa-bounces(a)server-nexa.polito.it> per conto di Enrico Nardelli <nardelli(a)mat.uniroma2.it>
Inviato: venerdì 5 novembre 2021 15:09:39
A: Carlo Blengino; Nexa
Oggetto: [nexa] AGGIORNAMENTO: Privacy e cambiamenti climatici | Il Post
Scusatemi, gli organizzatori mi hanno avvisato che la Questura di Roma non ha concesso Piazza Venezia. Sono in attesa di sapere dove verranno autorizzati. Per evitare di annoiare chi non è interessato non invierò ulteriori messaggi alla lista. Quelli interessati possono seguire l'iniziativa sui link
https://privacypride.org
e
https://t.me/PrivacyBeneComune
Ciao, Enrico
Il 05/11/2021 14:48, Enrico Nardelli ha scritto:
> Grazie per la risposta Carlo.
>
> Ne approfitto per rimarcare (nella prima lettura del post di Carlo l'avevo perso) che sabato 13 novembre a Roma, di fronte alla sede del Garante Privacy in piazza Venezia, si terrà il primo "Privacy Pride", per tributare solidarietà all’Autorità e sensibilizzare tutti al tema, anche in relazione a quanto previsto in merito dal DL "Capienze".
>
> Per chi vuole saperne di più, questo è il manifesto dell'evento
> https://privacypride.org/manifesto/
>
> e questo il canale Telegram
> https://t.me/PrivacyBeneComune
>
> Non sono tra gli organizzatori dell'evento, ma ritengo che sia un'iniziativa assolutamente importante da supportare. Come riporto nel tweet fissato nel mio profilo "La lotta per la privacy è lotta per la democrazia".
>
> Ciao, Enrico
>
> Il 04/11/2021 11:48, Carlo Blengino ha scritto:
>> Grazie,
>> confesso che io stesso vedo una certa ingenuità nella riflessione, ché le cose son sempre più complesse (per questo la simmetria era limitata alle dinamiche di percezione del pericolo da parte dei cittadini) ed è giusto quello che rilevi, ovvero che si sia creata una convergenza di interessi sul clima che determina l'attuale attenzione. Ma questo aggrava la situazione (e d'accordo, rende un po' ingenuo l'articolo) posto che difficilmente tra sorveglianti (potere) e sorvegliati (sudditi) è immaginabile ad oggi tale convergenza.
>> Grazie della riflessione.
>> CB
>>
>> Il giorno gio 4 nov 2021 alle ore 11:05 Enrico Nardelli <nardelli(a)mat.uniroma2.it <mailto:nardelli@mat.uniroma2.it>> ha scritto:
>>
>> Grazie, articolo molto bello e stimolante, ma... c'è un'asimmetria secondo me fondamentale tra l'attuale lotta per la difesa del clima e quella per la difesa della privacy che dovrebbe far riflettere.
>>
>> DISCLAIMER INIZIALE: sono un difensore dell'ambiente, riciclo regolarmente, mi sposto più che posso a piedi, in bici, con mezzi pubblici e contribuisco economicamente alla ripiantumazione di alberi nel mio quartiere. Spero quindi che le mie parole che seguono non vengano travisate.
>>
>> La difesa del clima è guidata dalle classi sociali dominanti per motivi di convenienza politica ed economica (tra gli altri, impedire che i Paesi in via di sviluppo raggiungano quelli avanzati - si veda p.es <http://p.es>. l'articolo del presidente dell'Uganda sul WSJ riportato più sotto, fonte originale: https://www.wsj.com/articles/solar-wind-force-poverty-on-africa-climate-cha… <https://www.wsj.com/articles/solar-wind-force-poverty-on-africa-climate-cha…>) mentre la difesa della privacy è subita dalle stesse classi dominanti. Le implicazioni di questa asimmetria dovrebbero essere chiare...
>>
>> Pensate che anche se trovassimo la Greta della privacy e la storia adatta, come auspica Carlo Blengino, la prima verrebbe invitata nei consessi dove si ritrovano i grandi della Terra a minacciare "How dare you?" e la seconda verrebbe cantata a reti unificati dai media? Ho smesso di credere a Babbo Natale da tanto tempo...
>>
>> Dopo di che, dobbiamo continuare ad operare su entrambi i temi, coltivando il dibattito basato su argomentazioni razionali, più che un terrorismo mediatico a base di previsioni millenaristiche...
>>
>> Certamente le buone narrazioni possono aiutare molto, per questo lo stimolo di Carlo è benvenuto assai.
>>
>> Ciao, Enrico
>>
>>
>> ---------------------
>> Written by Yoweri K. Museveni <https://climatechangedispatch.com/author/ccdeditor/> on Oct 25, 2021.
>> Solar And Wind Are Forcing Poverty On Africa
>>
>> Africa can’t sacrifice its future prosperity for Western climate goals.
>>
>> The continent should balance its energy mix, not rush straight toward renewables—even though that will likely frustrate some of those gathering at next week’s global climate conference in Glasgow.
>>
>> My continent’s energy choices will dictate much of the climate’s future. Conservative estimates project that Africa’s population of 1.3 billion will double by 2050. Africans’ energy consumption will likely surpass that of the European Union around the same time.
>>
>> Knowing this, many developed nations are pushing an accelerated transition to renewables in Africa.
>>
>> The Western aid-industrial complex, composed of nongovernmental organizations and state development agencies, has poured money into wind and solar projects across the continent.
>>
>> This earns them praise <https://climatechangedispatch.com/woke-companies-must-wake-up-to-the-danger…> in the U.S. and Europe but leaves many Africans with unreliable and expensive electricity that depends on diesel generators or batteries on overcast or still days. Generators and the mining of lithium <https://climatechangedispatch.com/greens-promote-child-slave-labor-eco-dest…> for batteries are both highly polluting.
>>
>> This stands to forestall Africa’s attempts to rise out of poverty, which requires reliable energy. African manufacturing will struggle to attract investment and therefore to create jobs without consistent energy sources.
>>
>> Agriculture will suffer if the continent can’t use natural gas to create synthetic fertilizer or to power-efficient freight transportation.
>>
>> A better solution is for Africa to move slowly toward a variety of reliable green energy sources. Wildlife-friendly mini-hydro technologies <https://allafrica.com/stories/201906200815.html> should be a part of the continent’s energy mix.
>>
>> They allow for 24-hour-a-day energy production and can be installed along minor rivers without the need for backup energy.
>>
>> Coal-fired power stations can be converted to burning biomass, and carbon capture can help in the meantime.
>>
>> Nuclear power is also already being put to good use in South Africa, while Algeria, Ghana, and Nigeria operate research reactors with the intent of building full-scale nuclear facilities.
>>
>> All this will take time, meaning Africa will have to use fossil fuels as it makes the transition. Natural gas is a greener option that will help the continent reduce emissions even as it grows, as developed nations have done themselves.
>>
>> Saying any of this meets with backlash from developed nations. Instead of reliable renewables or greener fossil fuels, aid money and development investments go to pushing solar and wind, with all their accompanying drawbacks.
>>
>> And many Western nations have put a blanket ban on public funding <https://www.foreignaffairs.com/articles/africa/2021-08-31/divestment-delusi…> for a range of fossil-fuel projects abroad <https://climatechangedispatch.com/bans-on-fossil-fuel-funding-threatening-a…>, making it difficult for Africa to make the transition to cleaner nonrenewables.
>>
>> In the coming decades, my continent will have a strong influence on global warming. But it doesn’t now.
>>
>> Were sub-Saharan Africa (minus South Africa) to triple its electricity consumption overnight, powering the new usage entirely by gas, it would add only 0.6% to global carbon emissions <https://www.energyforgrowth.org/blog/what-happens-to-global-emissions-if-af…>.
>>
>> Africans have a right to use reliable, cheap energy, and doing so doesn’t prevent the development of the continent’s renewables. Forcing Africa down one route will hinder our fight against poverty.
>>
>> /Mr. Museveni is the president of Uganda./
>>
>> /-------------------------------------------------------------------
>> /
>>
>> Il 04/11/2021 09:35, Nexa Media ha scritto:
>>> Gentilissimi,
>>>
>>>
>>> vi segnaliamo il seguente articolo *"Privacy e cambiamenti climatici"*
>>> scritto da */Carlo Blengino/*, Fellow del Centro Nexa,
>>> e pubblicato su /Il Post/ il 2 novembre 2021.
>>>
>>> /Se Jonathan Safran Foer nel suo libro “Possiamo salvare il mondo prima di cena” //invece di parlare della catastrofe climatica, trattasse delle minacce che insidiano //le nostre //democrazie nell’attuale società digitale dell’informazione, //credo direbbe che la privacy e i rischi di una società della sorveglianza di massa e del controllo //non sono una //buona storia da raccontare. /
>>> /La narrazione delle peggiori violazioni della nostra riservatezza e delle intollerabili intrusioni nella nostra vita privata ad opera dei Governi o delle grandi multinazionali tecnologiche – quelle raccontate da Snowden per intenderci o quelle che rivelano la costante e progressiva manipolazione algoritmica delle nostre vite – sono storie buone solo per la letteratura e per il cinema, per un altrove che sa di fantascienza e distopia, ma sono storie che non ci coinvolgono, che sembrano non toccare la nostra banale quotidianità. Non sono storie buone per suscitare passione e reazione./
>>>
>>> [...]
>>>
>>> Continua qui: https://www.ilpost.it/carloblengino/2021/11/02/privacy-e-cambiamenti-climat… <https://www.ilpost.it/carloblengino/2021/11/02/privacy-e-cambiamenti-climat…>
>>> <https://www.ilpost.it/carloblengino/2021/11/02/privacy-e-cambiamenti-climat…>
>>>
>>>
<https://www.ilpost.it/carloblengino/2021/11/02/privacy-e-cambiamenti-climat…>
>>>
>>> --
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>>> Anita Botta
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Nov. 5, 2021
Re: [nexa] Il sistema fa acqua
by Giacomo Tesio
On November 5, 2021 1:54:49 PM UTC, Stefano Quintarelli <stefano(a)quintarelli.it> wrote:
>
>
> On 05/11/21 12:30, 380° wrote:
> >>> interessante. come ci si potrebbe proteggere dal fatto che un
> >>> operatore, in uno qualunque dei pesi che lo adottano, inserisca dati
> >>> errati ?
> > ma perché è questo quello di cui stiamo parlando? É ancora una ipotesi
> > o è una informazione ufficiale fornita da un organo competente del
> > sistema che gestisce i "Green Pass" EU?
>
> no, ma non e' da escludere, essendo il vettore di attacco piu' semplice...
No: quando i server macedoni erano pubblicamente accessibili,
il vettore di attacco più semplice era quello.
Infinitamente più semplice.
Giacomo
Nov. 5, 2021
Re: [nexa] Privacy e cambiamenti climatici | Il Post
by Giacomo Tesio
Ciao Enrico, Carlo ed a tutti coloro che hanno partecipato a questo
interessantissimo scambio.
On Fri, 5 Nov 2021 14:48:50 +0100 Enrico Nardelli wrote:
> La lotta per la privacy è lotta per la democrazia
Sottoscrivo.
La lotta per la privacy è lotta per la democrazia cibernetica.
Ed è una lotta contro inediti totalitarismi cibernetici.
Ho alcune domande, che spero di riuscire a formulare in modo chiaro.
Nella Storia antica e recente [1] l'evoluzione delle dinamiche
organizzative nelle società umane sono sempre state rese possibili
dall'innovazione tecnologica.
A sua volta, l'innovazione tecnologica dipende probabilisticamente
dalle conoscenze disponibili in un dato momento storico, nonché dalla
capacità dell'umanità di elaborarle, sia intesa come potenza cognitiva
collettiva (analoga, se volete alla potenza di "calcolo" di una
griglia di computer) sia alle risorse effettivamente disponibili da
dedicare a tale elaborazione[2].
L'automatizzazione della stampa ha reso possibile la democrazia perché
ha decentralizzato non solo l'accesso alla conoscenza, ma la sua
produzione.
La democrazia però non è venuta da sola: in Italia, ad esempio, è stata
necessaria una guerra civile per instaurarla e di fatto è sempre stata
drammaticamente fragile, per poi essere trasformata in una farsa da
20 anni di governo P2ista.
La democrazia non è dunque molto diversa dalla protezione del clima,
rispetto alle considerazioni che faceva Enrico: si diffonde laddove
conviene a chi detiene il potere e si sfalda laddove quel potere si
scollega dalle procedure democratiche.
Ma l'entità del potere dipende dalla complessità dell'organizzazione
governata, complessità che dipende direttamente dalla tecnologia
disponibile. [3]
Con il processore general purpose e la rete internet, l'informatica ha
prodotto un nuovo notevolissimo aumento di complessità, che abilita
nuove ed inedite dinamiche societarie, persino su scala planetaria.
La società cibernetica non è più la società del 900.
Di conseguenza è probabile che la democrazia (intesa in senso
novecentesco) sia destinata a lasciare il passo a nuove forme di
organizzazione.
QUALI forme, non è (spero) ancora del tutto determinato.
(o almeno assumiamo, per piacere di ragionamento, che non lo sia)
Ora in una società cibernetica, la comunicazione dovrebbe rendere gli
individui più liberi, decentralizzando infintamente la possibilità di
accesso alla conoscenza ed alla produzione di conoscenza.
E di questo siamo più o meno consapevoli tutti: l'accesso ai dati
che esprimiamo (contenuti e software) è finalmente distribuito ed i
vecchi gatekeeper faticano a continuare ad estorcere potere e ricchezza
alla società attraverso istituti sorpassati come il copyright o i
paywall.
Invece dei dati personali, i dati che emettiamo, non abbiamo alcuna
consapevolezza, sebbene costituiscano la stragrande maggioranza dei
dati inviati dagli automatismi che ci circondano.
Le nuove forme di governo della società cibernetica saranno determinate
dal controllo dei dati personali.
Se tale controllo fosse centralizzato, nelle mani di pochi, avremo una
oligarchia (e plutarchia) cibernetica con un potere che non ha
precedenti nella storia, semplicemente perché INVISIBILE.
Per decentralizzarlo, perché ognuno controlli DAVVERO i propri dati è
necessaria consapevolezza e cultura informatica che in questo momento
mancano drammaticamente [4].
Ecco dunque le mie domande: quali condizioni hanno reso appettibili in
passato gli sconvolgimenti sociali che hanno portato alla democrazia?
E' possibile ricrearli in un contesto cibernetico secondo voi?
In astratto, se non ci interessasse del futuro dei nostri figli,
potremmo rifugiarci in Platone ed aspettare che l'oligarchia cibernetica
sfoci in una violenta tirannide e successivamente in una democrazia.
Tuttavia l'informatica non è come le rivoluzioni precedenti: chi
controlla i dati personali di una persona/popolazione E media la sua
percezione della realtà, può manipolarla in modo invisibile.
E' una leadership senza leader visibili.
Una tirannide senza un tiranno da abbattere.
Una volta instaurata, temo che durerebbe per secoli.
NON è qualcosa di comparabile con ciò che ci ha preceduto perché
incomparabile è l'innovazione informatica che la abilita.
Per questo è necessario (se ancora possibile) evitare che si installi.
Giacomo
[1] oserei anche dire nella preistoria, se è vero che distinguiamo
l'età della pietra da quella del bronzo e del ferro.
[2] ogni mente umana può partecipare alla elaborazione della nostra
cultura collettiva come un core di un processore può partecipare
alla esecuzione di un software, ma vi sono poi fattori e colli di
bottiglia nell'accesso alle altre risorse, esattamente come una
mente umana non può occuparsi della fusione fredda o della lotta
alla criminalità se non ha da mangiare.
[3] Cesare aveva meno potere di Biden, semplicemente perché la
complessità organizzativa della Roma antica era infinitamente
inferiore a quella degli Stati Uniti (e colonie), tant'è che una la
descriviamo nei libri di storia, l'altra no.
[4] Tant'è che anche nell'articolo di Carlo troviamo "Digitate su
Google"
Nov. 5, 2021
AGGIORNAMENTO: Privacy e cambiamenti climatici | Il Post
by Enrico Nardelli
Scusatemi, gli organizzatori mi hanno avvisato che la Questura di Roma non ha concesso Piazza Venezia. Sono in attesa di sapere dove verranno autorizzati. Per evitare di annoiare chi non è interessato non invierò ulteriori messaggi alla lista. Quelli interessati possono seguire l'iniziativa sui link
https://privacypride.org
e
https://t.me/PrivacyBeneComune
Ciao, Enrico
Il 05/11/2021 14:48, Enrico Nardelli ha scritto:
> Grazie per la risposta Carlo.
>
> Ne approfitto per rimarcare (nella prima lettura del post di Carlo l'avevo perso) che sabato 13 novembre a Roma, di fronte alla sede del Garante Privacy in piazza Venezia, si terrà il primo "Privacy Pride", per tributare solidarietà all’Autorità e sensibilizzare tutti al tema, anche in relazione a quanto previsto in merito dal DL "Capienze".
>
> Per chi vuole saperne di più, questo è il manifesto dell'evento
> https://privacypride.org/manifesto/
>
> e questo il canale Telegram
> https://t.me/PrivacyBeneComune
>
> Non sono tra gli organizzatori dell'evento, ma ritengo che sia un'iniziativa assolutamente importante da supportare. Come riporto nel tweet fissato nel mio profilo "La lotta per la privacy è lotta per la democrazia".
>
> Ciao, Enrico
>
> Il 04/11/2021 11:48, Carlo Blengino ha scritto:
>> Grazie,
>> confesso che io stesso vedo una certa ingenuità nella riflessione, ché le cose son sempre più complesse (per questo la simmetria era limitata alle dinamiche di percezione del pericolo da parte dei cittadini) ed è giusto quello che rilevi, ovvero che si sia creata una convergenza di interessi sul clima che determina l'attuale attenzione. Ma questo aggrava la situazione (e d'accordo, rende un po' ingenuo l'articolo) posto che difficilmente tra sorveglianti (potere) e sorvegliati (sudditi) è immaginabile ad oggi tale convergenza.
>> Grazie della riflessione.
>> CB
>>
>> Il giorno gio 4 nov 2021 alle ore 11:05 Enrico Nardelli <nardelli(a)mat.uniroma2.it <mailto:nardelli@mat.uniroma2.it>> ha scritto:
>>
>> Grazie, articolo molto bello e stimolante, ma... c'è un'asimmetria secondo me fondamentale tra l'attuale lotta per la difesa del clima e quella per la difesa della privacy che dovrebbe far riflettere.
>>
>> DISCLAIMER INIZIALE: sono un difensore dell'ambiente, riciclo regolarmente, mi sposto più che posso a piedi, in bici, con mezzi pubblici e contribuisco economicamente alla ripiantumazione di alberi nel mio quartiere. Spero quindi che le mie parole che seguono non vengano travisate.
>>
>> La difesa del clima è guidata dalle classi sociali dominanti per motivi di convenienza politica ed economica (tra gli altri, impedire che i Paesi in via di sviluppo raggiungano quelli avanzati - si veda p.es <http://p.es>. l'articolo del presidente dell'Uganda sul WSJ riportato più sotto, fonte originale: https://www.wsj.com/articles/solar-wind-force-poverty-on-africa-climate-cha… <https://www.wsj.com/articles/solar-wind-force-poverty-on-africa-climate-cha…>) mentre la difesa della privacy è subita dalle stesse classi dominanti. Le implicazioni di questa asimmetria dovrebbero essere chiare...
>>
>> Pensate che anche se trovassimo la Greta della privacy e la storia adatta, come auspica Carlo Blengino, la prima verrebbe invitata nei consessi dove si ritrovano i grandi della Terra a minacciare "How dare you?" e la seconda verrebbe cantata a reti unificati dai media? Ho smesso di credere a Babbo Natale da tanto tempo...
>>
>> Dopo di che, dobbiamo continuare ad operare su entrambi i temi, coltivando il dibattito basato su argomentazioni razionali, più che un terrorismo mediatico a base di previsioni millenaristiche...
>>
>> Certamente le buone narrazioni possono aiutare molto, per questo lo stimolo di Carlo è benvenuto assai.
>>
>> Ciao, Enrico
>>
>>
>> ---------------------
>> Written by Yoweri K. Museveni <https://climatechangedispatch.com/author/ccdeditor/> on Oct 25, 2021.
>> Solar And Wind Are Forcing Poverty On Africa
>>
>> Africa can’t sacrifice its future prosperity for Western climate goals.
>>
>> The continent should balance its energy mix, not rush straight toward renewables—even though that will likely frustrate some of those gathering at next week’s global climate conference in Glasgow.
>>
>> My continent’s energy choices will dictate much of the climate’s future. Conservative estimates project that Africa’s population of 1.3 billion will double by 2050. Africans’ energy consumption will likely surpass that of the European Union around the same time.
>>
>> Knowing this, many developed nations are pushing an accelerated transition to renewables in Africa.
>>
>> The Western aid-industrial complex, composed of nongovernmental organizations and state development agencies, has poured money into wind and solar projects across the continent.
>>
>> This earns them praise <https://climatechangedispatch.com/woke-companies-must-wake-up-to-the-danger…> in the U.S. and Europe but leaves many Africans with unreliable and expensive electricity that depends on diesel generators or batteries on overcast or still days. Generators and the mining of lithium <https://climatechangedispatch.com/greens-promote-child-slave-labor-eco-dest…> for batteries are both highly polluting.
>>
>> This stands to forestall Africa’s attempts to rise out of poverty, which requires reliable energy. African manufacturing will struggle to attract investment and therefore to create jobs without consistent energy sources.
>>
>> Agriculture will suffer if the continent can’t use natural gas to create synthetic fertilizer or to power-efficient freight transportation.
>>
>> A better solution is for Africa to move slowly toward a variety of reliable green energy sources. Wildlife-friendly mini-hydro technologies <https://allafrica.com/stories/201906200815.html> should be a part of the continent’s energy mix.
>>
>> They allow for 24-hour-a-day energy production and can be installed along minor rivers without the need for backup energy.
>>
>> Coal-fired power stations can be converted to burning biomass, and carbon capture can help in the meantime.
>>
>> Nuclear power is also already being put to good use in South Africa, while Algeria, Ghana, and Nigeria operate research reactors with the intent of building full-scale nuclear facilities.
>>
>> All this will take time, meaning Africa will have to use fossil fuels as it makes the transition. Natural gas is a greener option that will help the continent reduce emissions even as it grows, as developed nations have done themselves.
>>
>> Saying any of this meets with backlash from developed nations. Instead of reliable renewables or greener fossil fuels, aid money and development investments go to pushing solar and wind, with all their accompanying drawbacks.
>>
>> And many Western nations have put a blanket ban on public funding <https://www.foreignaffairs.com/articles/africa/2021-08-31/divestment-delusi…> for a range of fossil-fuel projects abroad <https://climatechangedispatch.com/bans-on-fossil-fuel-funding-threatening-a…>, making it difficult for Africa to make the transition to cleaner nonrenewables.
>>
>> In the coming decades, my continent will have a strong influence on global warming. But it doesn’t now.
>>
>> Were sub-Saharan Africa (minus South Africa) to triple its electricity consumption overnight, powering the new usage entirely by gas, it would add only 0.6% to global carbon emissions <https://www.energyforgrowth.org/blog/what-happens-to-global-emissions-if-af…>.
>>
>> Africans have a right to use reliable, cheap energy, and doing so doesn’t prevent the development of the continent’s renewables. Forcing Africa down one route will hinder our fight against poverty.
>>
>> /Mr. Museveni is the president of Uganda./
>>
>> /-------------------------------------------------------------------
>> /
>>
>> Il 04/11/2021 09:35, Nexa Media ha scritto:
>>> Gentilissimi,
>>>
>>>
>>> vi segnaliamo il seguente articolo *"Privacy e cambiamenti climatici"*
>>> scritto da */Carlo Blengino/*, Fellow del Centro Nexa,
>>> e pubblicato su /Il Post/ il 2 novembre 2021.
>>>
>>> /Se Jonathan Safran Foer nel suo libro “Possiamo salvare il mondo prima di cena” //invece di parlare della catastrofe climatica, trattasse delle minacce che insidiano //le nostre //democrazie nell’attuale società digitale dell’informazione, //credo direbbe che la privacy e i rischi di una società della sorveglianza di massa e del controllo //non sono una //buona storia da raccontare. /
>>> /La narrazione delle peggiori violazioni della nostra riservatezza e delle intollerabili intrusioni nella nostra vita privata ad opera dei Governi o delle grandi multinazionali tecnologiche – quelle raccontate da Snowden per intenderci o quelle che rivelano la costante e progressiva manipolazione algoritmica delle nostre vite – sono storie buone solo per la letteratura e per il cinema, per un altrove che sa di fantascienza e distopia, ma sono storie che non ci coinvolgono, che sembrano non toccare la nostra banale quotidianità. Non sono storie buone per suscitare passione e reazione./
>>>
>>> [...]
>>>
>>> Continua qui: https://www.ilpost.it/carloblengino/2021/11/02/privacy-e-cambiamenti-climat… <https://www.ilpost.it/carloblengino/2021/11/02/privacy-e-cambiamenti-climat…>
>>> <https://www.ilpost.it/carloblengino/2021/11/02/privacy-e-cambiamenti-climat…>
>>>
>>>
<https://www.ilpost.it/carloblengino/2021/11/02/privacy-e-cambiamenti-climat…>
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>>> Anita Botta
>>>
>>> Communication Manager
>>>
>>>
>>> Nexa Center for Internet & Society
>>> Politecnico di Torino – DAUIN
>>> Corso Duca degli Abruzzi, 24 - 10129 Torino
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>> Prof. Enrico Nardelli
>> Dipartimento di Matematica - Universita' di Roma "Tor Vergata"
>> Via della Ricerca Scientifica snc - 00133 Roma
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Nov. 5, 2021
Re: [nexa] Il sistema fa acqua
by Stefano Quintarelli
On 05/11/21 12:30, 380° wrote:
>>> interessante. come ci si potrebbe proteggere dal fatto che un
>>> operatore, in uno qualunque dei pesi che lo adottano, inserisca dati
>>> errati ?
> ma perché è questo quello di cui stiamo parlando? É ancora una ipotesi
> o è una informazione ufficiale fornita da un organo competente del
> sistema che gestisce i "Green Pass" EU?
no, ma non e' da escludere, essendo il vettore di attacco piu' semplice...
Nov. 5, 2021
Re: [nexa] Privacy e cambiamenti climatici | Il Post
by Enrico Nardelli
Grazie per la risposta Carlo.
Ne approfitto per rimarcare (nella prima lettura del post di Carlo l'avevo perso) che sabato 13 novembre a Roma, di fronte alla sede del Garante Privacy in piazza Venezia, si terrà il primo "Privacy Pride", per tributare solidarietà all’Autorità e sensibilizzare tutti al tema, anche in relazione a quanto previsto in merito dal DL "Capienze".
Per chi vuole saperne di più, questo è il manifesto dell'evento
https://privacypride.org/manifesto/
e questo il canale Telegram
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Non sono tra gli organizzatori dell'evento, ma ritengo che sia un'iniziativa assolutamente importante da supportare. Come riporto nel tweet fissato nel mio profilo "La lotta per la privacy è lotta per la democrazia".
Ciao, Enrico
Il 04/11/2021 11:48, Carlo Blengino ha scritto:
> Grazie,
> confesso che io stesso vedo una certa ingenuità nella riflessione, ché le cose son sempre più complesse (per questo la simmetria era limitata alle dinamiche di percezione del pericolo da parte dei cittadini) ed è giusto quello che rilevi, ovvero che si sia creata una convergenza di interessi sul clima che determina l'attuale attenzione. Ma questo aggrava la situazione (e d'accordo, rende un po' ingenuo l'articolo) posto che difficilmente tra sorveglianti (potere) e sorvegliati (sudditi) è immaginabile ad oggi tale convergenza.
> Grazie della riflessione.
> CB
>
> Il giorno gio 4 nov 2021 alle ore 11:05 Enrico Nardelli <nardelli(a)mat.uniroma2.it <mailto:nardelli@mat.uniroma2.it>> ha scritto:
>
> Grazie, articolo molto bello e stimolante, ma... c'è un'asimmetria secondo me fondamentale tra l'attuale lotta per la difesa del clima e quella per la difesa della privacy che dovrebbe far riflettere.
>
> DISCLAIMER INIZIALE: sono un difensore dell'ambiente, riciclo regolarmente, mi sposto più che posso a piedi, in bici, con mezzi pubblici e contribuisco economicamente alla ripiantumazione di alberi nel mio quartiere. Spero quindi che le mie parole che seguono non vengano travisate.
>
> La difesa del clima è guidata dalle classi sociali dominanti per motivi di convenienza politica ed economica (tra gli altri, impedire che i Paesi in via di sviluppo raggiungano quelli avanzati - si veda p.es <http://p.es>. l'articolo del presidente dell'Uganda sul WSJ riportato più sotto, fonte originale: https://www.wsj.com/articles/solar-wind-force-poverty-on-africa-climate-cha… <https://www.wsj.com/articles/solar-wind-force-poverty-on-africa-climate-cha…>) mentre la difesa della privacy è subita dalle stesse classi dominanti. Le implicazioni di questa asimmetria dovrebbero essere chiare...
>
> Pensate che anche se trovassimo la Greta della privacy e la storia adatta, come auspica Carlo Blengino, la prima verrebbe invitata nei consessi dove si ritrovano i grandi della Terra a minacciare "How dare you?" e la seconda verrebbe cantata a reti unificati dai media? Ho smesso di credere a Babbo Natale da tanto tempo...
>
> Dopo di che, dobbiamo continuare ad operare su entrambi i temi, coltivando il dibattito basato su argomentazioni razionali, più che un terrorismo mediatico a base di previsioni millenaristiche...
>
> Certamente le buone narrazioni possono aiutare molto, per questo lo stimolo di Carlo è benvenuto assai.
>
> Ciao, Enrico
>
>
> ---------------------
> Written by Yoweri K. Museveni <https://climatechangedispatch.com/author/ccdeditor/> on Oct 25, 2021.
> Solar And Wind Are Forcing Poverty On Africa
>
> Africa can’t sacrifice its future prosperity for Western climate goals.
>
> The continent should balance its energy mix, not rush straight toward renewables—even though that will likely frustrate some of those gathering at next week’s global climate conference in Glasgow.
>
> My continent’s energy choices will dictate much of the climate’s future. Conservative estimates project that Africa’s population of 1.3 billion will double by 2050. Africans’ energy consumption will likely surpass that of the European Union around the same time.
>
> Knowing this, many developed nations are pushing an accelerated transition to renewables in Africa.
>
> The Western aid-industrial complex, composed of nongovernmental organizations and state development agencies, has poured money into wind and solar projects across the continent.
>
> This earns them praise <https://climatechangedispatch.com/woke-companies-must-wake-up-to-the-danger…> in the U.S. and Europe but leaves many Africans with unreliable and expensive electricity that depends on diesel generators or batteries on overcast or still days. Generators and the mining of lithium <https://climatechangedispatch.com/greens-promote-child-slave-labor-eco-dest…> for batteries are both highly polluting.
>
> This stands to forestall Africa’s attempts to rise out of poverty, which requires reliable energy. African manufacturing will struggle to attract investment and therefore to create jobs without consistent energy sources.
>
> Agriculture will suffer if the continent can’t use natural gas to create synthetic fertilizer or to power-efficient freight transportation.
>
> A better solution is for Africa to move slowly toward a variety of reliable green energy sources. Wildlife-friendly mini-hydro technologies <https://allafrica.com/stories/201906200815.html> should be a part of the continent’s energy mix.
>
> They allow for 24-hour-a-day energy production and can be installed along minor rivers without the need for backup energy.
>
> Coal-fired power stations can be converted to burning biomass, and carbon capture can help in the meantime.
>
> Nuclear power is also already being put to good use in South Africa, while Algeria, Ghana, and Nigeria operate research reactors with the intent of building full-scale nuclear facilities.
>
> All this will take time, meaning Africa will have to use fossil fuels as it makes the transition. Natural gas is a greener option that will help the continent reduce emissions even as it grows, as developed nations have done themselves.
>
> Saying any of this meets with backlash from developed nations. Instead of reliable renewables or greener fossil fuels, aid money and development investments go to pushing solar and wind, with all their accompanying drawbacks.
>
> And many Western nations have put a blanket ban on public funding <https://www.foreignaffairs.com/articles/africa/2021-08-31/divestment-delusi…> for a range of fossil-fuel projects abroad <https://climatechangedispatch.com/bans-on-fossil-fuel-funding-threatening-a…>, making it difficult for Africa to make the transition to cleaner nonrenewables.
>
> In the coming decades, my continent will have a strong influence on global warming. But it doesn’t now.
>
> Were sub-Saharan Africa (minus South Africa) to triple its electricity consumption overnight, powering the new usage entirely by gas, it would add only 0.6% to global carbon emissions <https://www.energyforgrowth.org/blog/what-happens-to-global-emissions-if-af…>.
>
> Africans have a right to use reliable, cheap energy, and doing so doesn’t prevent the development of the continent’s renewables. Forcing Africa down one route will hinder our fight against poverty.
>
> /Mr. Museveni is the president of Uganda./
>
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> /
>
> Il 04/11/2021 09:35, Nexa Media ha scritto:
>> Gentilissimi,
>>
>>
>> vi segnaliamo il seguente articolo *"Privacy e cambiamenti climatici"*
>> scritto da */Carlo Blengino/*, Fellow del Centro Nexa,
>> e pubblicato su /Il Post/ il 2 novembre 2021.
>>
>> /Se Jonathan Safran Foer nel suo libro “Possiamo salvare il mondo prima di cena” //invece di parlare della catastrofe climatica, trattasse delle minacce che insidiano //le nostre //democrazie nell’attuale società digitale dell’informazione, //credo direbbe che la privacy e i rischi di una società della sorveglianza di massa e del controllo //non sono una //buona storia da raccontare. /
>> /La narrazione delle peggiori violazioni della nostra riservatezza e delle intollerabili intrusioni nella nostra vita privata ad opera dei Governi o delle grandi multinazionali tecnologiche – quelle raccontate da Snowden per intenderci o quelle che rivelano la costante e progressiva manipolazione algoritmica delle nostre vite – sono storie buone solo per la letteratura e per il cinema, per un altrove che sa di fantascienza e distopia, ma sono storie che non ci coinvolgono, che sembrano non toccare la nostra banale quotidianità. Non sono storie buone per suscitare passione e reazione./
>>
>> [...]
>>
>> Continua qui: https://www.ilpost.it/carloblengino/2021/11/02/privacy-e-cambiamenti-climat… <https://www.ilpost.it/carloblengino/2021/11/02/privacy-e-cambiamenti-climat…>
>> <https://www.ilpost.it/carloblengino/2021/11/02/privacy-e-cambiamenti-climat…>
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> Dipartimento di Matematica - Universita' di Roma "Tor Vergata"
> Via della Ricerca Scientifica snc - 00133 Roma
> tel: +39 06 7259.4204 fax: +39 06 7259.4699
> mobile: +39 335 590.2331 e-mail:nardelli@mat.uniroma2.it <mailto:nardelli@mat.uniroma2.it>
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Nov. 5, 2021
Re: [nexa] Il sistema fa acqua
by 380°
Buongiorno,
a fini archivistici, segnalo che questo thread è strettamente correlato
a questo:
https://server-nexa.polito.it/pipermail/nexa/2021-October/022449.html
...anche per non ripeterci, magari :-)
Roberto Resoli <roberto(a)resolutions.it> writes:
> Il 5 novembre 2021 10:38:01 CET, Stefano Quintarelli <stefano(a)quintarelli.it> ha scritto:
>>interessante. come ci si potrebbe proteggere dal fatto che un
>>operatore, in uno qualunque dei pesi che lo adottano, inserisca dati
>>errati ?
ma perché è questo quello di cui stiamo parlando? É ancora una ipotesi
o è una informazione ufficiale fornita da un organo competente del
sistema che gestisce i "Green Pass" EU?
detto in altri termini: c'è una pagina ufficiale su quando sta accadedo
o tutto quello di cui disponiamo è la discussione su GitHub:
https://github.com/ehn-dcc-development/hcert-spec/discussions/105 ???
(lo seguo di tanto in tanto ma non mi pare ci siano info nuove)
...o i "dispacci" alla Attivissimo?
> Ovviamente utilizzando un audit trail sull'uso delle chiavi. Non è
> stato previsto? Non ci credo, ma se è cosí è piuttosto grave.
in merito è interessante questo scambio:
https://raidforums.com/Thread-SELLING-COVID-19-ITALIAN-GREEN-PASS?pid=45700…
--8<---------------cut here---------------start------------->8---
>>> But guys, just think about it:
>>>
>>> Every cert can be back-tracked to the portal, on which it got
>>> created - even to the portal-user, who has created the cert.
>>>
>>> So, even if somebody is really having access to a cert portal -
>>> first time a fed/cop is requesting a cert here he can back-track it
>>> and it's game over.
>>>
>>> I think all of those offers are scam - but I might be wrong.
>> you are wrong.
>> it's tracked, but i have the panel access as a Doctor.
>> The doctor is aware of the activity.
> Your statement does not change the situation.
>
> This would mean, that your doctor is risking his/her job &
> life. Again; imagine a fed is contacting you over this forum, you
> create a cert for that fed guy - what then ? They can check
> immediately which account has created the cert (your doc), then they
> will revoke all the certs the account has created and put the doc and
> maybe you into jail.
--8<---------------cut here---------------end--------------->8---
Quindi c'è chi sostiene (millanta?) che medici compiacenti sono disposti
a vendere GP falsi per pochi euri, come i passaporti venduti sottobabco
da poliziotti corrotti in alcuni paesi: in che modo "la
digitalizzazione" potrebbe mai risolvere questa classe di problemi?
Le autorità di sicurezza informatica hanno abbastanza risorse per fare
controlli a campione sui Green Pass venduti sul mercato nero? Possono
legalmente farlo... intra EU?!?
Non era già abbastanza chiaro /prima/ che una serie impressionante di
certificazioni, anche mediche, sono falsificate per trarne vantaggio
economico?
Davvero qualcuno ha pensato che un documento firmato digitalmente
(occhio: NON un certificato, tecnicamente parlando) potesse magicamente
risolvere tutti questi i problemi e far risparmiare evitando i
controlli "fisici"?!?
Possibile che non sia stato ancora beccato un medico che ha venduto
Green Pass falsi?
> Poi bisogna vedere se si tratta di 'operatore' legittimo o altro ...
Esatto: siccome ho letto di alcuni gruppi che sostengono (millantano?)
di essere riusciti a rubare i certificati privati mentre altri che
sostengono (millantano?) di essre riusciti a infiltrarsi in un anello
debole della catena del sistema, mi piacerebbe che le autorità di
cybersecurity EU ci dicessero qualcosa di concreto e dimostrabile.
saluti, 380°
--
380° (Giovanni Biscuolo public alter ego)
«Noi, incompetenti come siamo,
non abbiamo alcun titolo per suggerire alcunché»
Disinformation flourishes because many people care deeply about injustice
but very few check the facts. Ask me about <https://stallmansupport.org>.
Nov. 5, 2021