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Re: [nexa] 16 milioni di persone schedate ? Sari
by Guido d'Ipp
Caro Alberto,
grazie per la pronta e precisa risposta. Mi hai dato informazioni utili e
le tue riflessioni mi sembrano condivisibili, nè d'altra parte dal
provvedimento del Garante si riesce a desumere qualcosa di più se si
volesse trovare una controprova.
Tra l'altro ho visto che giusto ieri l'onorevole D'Incà ha presentato
un'interrogazione a risposta scritta al Ministero dell'Interno proprio su
Sari: http://aic.camera.it/aic/scheda.html?numero=4-01149&ramo=C&leg=18
Vedremo cosa risponderà il ministro.
Buona giornata,
GdI
Il giorno gio 20 set 2018 alle ore 18:56 <nexa-request(a)server-nexa.polito.it>
ha scritto:
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> Today's Topics:
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> 1. R: Convegno AIDA “Intelligenza artificiale e proprietà
> intellettuale” | 21/09/2018 (Marco Ricolfi)
> 2. Re: 16 milioni di persone schedate ? (Alberto Cammozzo)
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> Message: 1
> Date: Thu, 20 Sep 2018 15:55:47 +0000
> From: Marco Ricolfi <marco.ricolfi(a)studiotosetto.it>
> To: Francesco Ruggiero <francesco.ruggiero(a)polito.it>,
> "nexa(a)server-nexa.polito.it" <nexa(a)server-nexa.polito.it>
> Subject: [nexa] R: Convegno AIDA “Intelligenza artificiale e
> proprietà intellettuale” | 21/09/2018
> Message-ID: <3b13ad35919542b290a1292b371389f8(a)studiotosetto.it>
> Content-Type: text/plain; charset="utf-8"
>
> Guglielmetti…
>
> Da: nexa [mailto:nexa-bounces@server-nexa.polito.it] Per conto di
> Francesco Ruggiero
> Inviato: giovedì 20 settembre 2018 17:32
> A: nexa(a)server-nexa.polito.it
> Oggetto: [nexa] Convegno AIDA “Intelligenza artificiale e proprietà
> intellettuale” | 21/09/2018
>
> Gentilissimi,
>
> venerdì 21 settembre 2018, a partire dalle ore 9.30, si terrà il XXXIII
> Incontro AIDA “Intelligenza artificiale e proprietà intellettuale”.
>
> Al convegno, che avrà luogo presso presso l’Aula Magna del Palazzo di
> Giustizia di Milano in Via Freguglia 1, parteciperanno, tra gli altri, il
> Prof. Marco Ricolfi, il Prof. Giovanni Guglielminetti, il Prof. Vincenzo di
> Cataldo e Guido Noto La Diega.
>
> La partecipazione al convegno è libera e senza spese. Il convegno è
> accreditato dall’Ordine degli avvocati di Milano, dall’Ordine dei
> commercialisti di Milano e dall’Ordine dei consulenti in proprietà
> intellettuale.
>
> In allegato il programma completo.
>
> Cordiali saluti,
>
> Francesco
>
>
>
>
>
> --
> Francesco Ruggiero
> Communication Manager
>
> Nexa Center for Internet & Society
> Politecnico di Torino - DAUIN
> Corso Duca degli Abruzzi, 24 - 10129 Torino
>
> web: http://nexa.polito.it
> mail: francesco.ruggiero(a)polito.it<mailto:francesco.ruggiero@polito.it>
> tel: 011 090 7219
>
Sept. 21, 2018
Amazon data portability?
by Alberto Cammozzo
Ciao,
ho cercato il servizio di data potability automatizzato previsto dal
GDPR art.20/1.b nel sito d Amazon ma non ho trovato nulla.
Per caso qualcuno ha già provato a ottenere i propri dati da Amazon e sa
come si fa?
Se in effetti il servizio non fosse attivo, qualcuno è interessato a
richiederlo formalmente assieme a me?
Alberto
Sept. 21, 2018
Re: [nexa] 16 milioni di persone schedate ?
by Alberto Cammozzo
Pare di si... e la conclusione del garante mi pare assai frettolosa sul
piano tecnico.
Su quello giuridico lascio ad altri...
Dal capitolato del Ministero degli Interni:
<https://www.poliziadistato.it/statics/06/20160627-ct-sari--4-.pdf>
A quanto comprendo il nuovo sistema avrà due compoenti:
"SISTEMA SARI ENTERPRISE: per la ricerca di volti a partire da immagini
statiche su banche dati di grandi dimensioni (dell’ordine di 10 milioni
di immagini).
Il risultato della ricerca sarà una lista di volti “simili” al volto
ricercato;
SISTEMA SARI REAL-TIME: per il riconoscimento in tempo reale di volti
presenti in flussi video provenienti da telecamere 1 IP. Il sistema
dovrà confrontare i volti presenti nei flussi video con quelli di una
watch-list (con una grandezza dell’ordine di 100.000 soggetti) e fornire
un alert in caso di match positivo."
La specifica della funzionalità di ricerca precisa:
"Più precisamente, la ricerca potrà avvenire secondo le seguenti tre
modalità:
1. sulla base dell’immagine del volto (ricerca su base volto);
2. sulla base di informazioni anagrafiche o descrittive associate alle
immagini nella banca dati fotosegnalati (ricerca su base
anagrafica/descrittiva);
3. su base combinata dei metodi 1 e 2 (ricerca combinata)."
Il sistema attuale:
"Il sottosistema anagrafico Afis (SSA) è il nome dell’applicativo
web-based attualmente in uso dagli operatori di Polizia Scientifica per
la gestione e la ricerca dell’identità di un soggetto sconosciuto
all’interno della banca dati dei soggetti fotosegnalati (d’ora in avanti
indicata per brevità come “banca dati fotosegnalati”).
Attualmente, il sistema SSA si interfaccia tramite apposito software
batch con la banca dati AFIS 2 a cui “si allinea” periodicamente
recuperando da essa i nuovi inserimenti.
Ogni record della banca dati fotosegnalati si compone dalle seguenti
informazioni:
- un’immagine fotosegnaletica memorizzata su filesystem;
- un insieme di dati strutturati anagrafici e/o descrittivi memorizzati
all’interno di un
database.
Le immagini fotosegnaletiche sono in formato JPEG e di qualità e
composizione eterogenea
dipendente dal tipo di dispositivo di acquisizione, dal motivo del
fotosegnalamento e dal periodo
storico in cui detta immagine è stata inserita nella banca dati AFIS."
Il nuovo sistema contiene funzionalità e informazioni aggiuntive, tanto
che è richiesta una fase di importazione della banca dati AFIS in SSA e
di trasformazione delle immagini in "vettori template necessari al
funzionamento
degli algoritmi di riconoscimento automatico" (p.14 del capitolato)
Quindi sostenere, come fa il Garante, che il nuovo sistema "si limiterà
ad automatizzare alcune operazioni che prima richiedevano l'inserimento
manuale di connotati identificativi," è errato.
Sarebbe varo solo se velocizzasse la ricerca secondo parametri
anagrafici e descrittivi.
Al contrario viene introdotta una nuova capacità, da combinare con la
prima, basata sul riconoscimento automatico dei tratti biometrici unici
del volto.
ciao,
Alberto
On 20/09/2018 15:27, Guido d'Ipp wrote:
> Qualche settimana fa si era discusso del fatto che esisterebbe un
> database di 16 milioni di persone usato per l'identificazione, tramite
> riconoscimento facciale, di chi compie reati.
>
> Riapro quella discussione solo perché forse ho trovato qualche
> elemento che può essere utile per chi fosse interessato.
> In particolare, al link qui sotto trovate un provvedimento del 26
> luglio 2018 [doc. web: 9040256] col quale il Garante per la protezione
> dei dati personali ritiene che: "il trattamento di dati personali da
> realizzarsi mediante il sistema SARI Enterprise, secondo i presupposti
> descritti, non presenta criticità sotto il profilo della protezione dati".
> https://www.garanteprivacy.it/web/guest/home/docweb/-/docweb-display/docweb…
>
> Francamente non so se è questo il sistema a cui si faceva riferimento.
> Se non lo è, ben potrebbe essere qualcosa che gli assomiglia. In ogni
> caso il provvedimento del Garante contiene riferimenti ed estremi
> normativi utili sul tema e su come il Ministero dell’Interno si sia
> dotato di un sistema automatico di ricerca dell’identità di un volto
> presente in un’immagine all’interno della banca dati “SARI Enterprise”.
>
> Buona prosecuzione di giornata,
> Guido d'Ippolito
>
>
> Il giorno sab 8 set 2018 alle ore 11:05
> <nexa-request(a)server-nexa.polito.it
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> 1. 16 milioni di persone schedate ? (Stefano Quintarelli)
> 2. Re: 16 milioni di persone schedate ? (Antonio Casilli)
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> Message: 1
> Date: Fri, 7 Sep 2018 20:44:24 +0200
> From: Stefano Quintarelli <stefano(a)quintarelli.it
> <mailto:stefano@quintarelli.it>>
> To: "nexa(a)server-nexa.polito.it
> <mailto:nexa@server-nexa.polito.it>" <nexa(a)server-nexa.polito.it
> <mailto:nexa@server-nexa.polito.it>>
> Subject: [nexa] 16 milioni di persone schedate ?
> Message-ID: <801cbcd9-ecb6-daa8-16e4-fbd27779153a(a)quintarelli.it
> <mailto:801cbcd9-ecb6-daa8-16e4-fbd27779153a@quintarelli.it>>
> Content-Type: text/plain; charset=utf-8; format=flowed
>
> Ho capito bene ?
>
> al TG1 hanno appena detto che hanno identificato un sospetto di furto
> confrontando l'immagine presa da una telecamera con un database di
> foto
> di 16 MILIONI DI PERSONE ??
>
> 1 residente italiano su 3 è schedato, escludendo i bambini !
>
> E' normale ?
>
> Quando abbiamo deciso una tale schedatura ?
>
> ciao, s.
>
>
> ------------------------------
>
> Message: 2
> Date: Sat, 8 Sep 2018 09:47:11 +0200 (CEST)
> From: Antonio Casilli <antonio.casilli(a)telecom-paristech.fr
> <mailto:antonio.casilli@telecom-paristech.fr>>
> To: Stefano <stefano(a)quintarelli.it <mailto:stefano@quintarelli.it>>
> Cc: nexa <nexa(a)server-nexa.polito.it
> <mailto:nexa@server-nexa.polito.it>>
> Subject: Re: [nexa] 16 milioni di persone schedate ?
> Message-ID:
> <707310820.1844485.1536392831565.JavaMail.zimbra(a)enst.fr
> <mailto:707310820.1844485.1536392831565.JavaMail.zimbra@enst.fr>>
> Content-Type: text/plain; charset=utf-8
>
> Stefano,
>
> tanto per dirti, 66,9 milioni di francesi sono schedati dal marzo
> 2017, data di entrata in vigore del registro biometrico TES,
> malgrado le proteste del Consiglio di Stato
> (https://www.lemonde.fr/pixels/article/2016/11/07/le-conseil-national-du-num…)
> del Consiglio Nazionale del Digitale
> (https://cnnumerique.fr/files/2017-10/CNNum-CP-fichier-TES-f%C3%A9vrier-2017…)
> e di collettivi della società civile (fra cui uno nel quale
> militava anche il Servitore Vostro:
> http://www.liberation.fr/debats/2016/11/20/il-faut-renoncer-a-l-extension-d…)
>
> Aneddoto: negli anni 1970, il file SAFARI (un tentativo
> infinitamente più leggero di schedare la popolazione nazionale)
> aveva provocato una tale reazione popolare che, per rassicurare i
> cittadini dell'impegno statale nella tutela la privacy, era stata
> creata la CNIL e varata la legge "Informatique et libertés" del
> 1978. Tanto per dirvi come in alcuni paesi europei, malgrado la
> retorica "noi siamo i governi liberali che si oppongono
> all'avanzata dei sovranisti e populisti", si stia assistendo a un
> regresso inarrestabile delle libertà civili.
>
> Ciao,
> ---a
>
> ----- Mail original -----
> De: "Stefano" <stefano(a)quintarelli.it <mailto:stefano@quintarelli.it>>
> À: "nexa" <nexa(a)server-nexa.polito.it
> <mailto:nexa@server-nexa.polito.it>>
> Envoyé: Vendredi 7 Septembre 2018 20:44:24
> Objet: [nexa] 16 milioni di persone schedate ?
>
> Ho capito bene ?
>
> al TG1 hanno appena detto che hanno identificato un sospetto di furto
> confrontando l'immagine presa da una telecamera con un database di
> foto
> di 16 MILIONI DI PERSONE ??
>
> 1 residente italiano su 3 è schedato, escludendo i bambini !
>
> E' normale ?
>
> Quando abbiamo deciso una tale schedatura ?
>
> ciao, s.
> _______________________________________________
> nexa mailing list
> nexa(a)server-nexa.polito.it <mailto:nexa@server-nexa.polito.it>
> https://server-nexa.polito.it/cgi-bin/mailman/listinfo/nexa
>
>
> ------------------------------
>
> Message: 3
> Date: Sat, 8 Sep 2018 07:58:24 +0000
> From: Diego Giorio <dgiorio(a)hotmail.com <mailto:dgiorio@hotmail.com>>
> To: nexa <nexa(a)server-nexa.polito.it
> <mailto:nexa@server-nexa.polito.it>>
> Subject: Re: [nexa] 16 milioni di persone schedate ?
> Message-ID:
>
> <BN6PR1301MB2033AE709856ABE6FA529EC8BE070(a)BN6PR1301MB2033.namprd13.prod.outlook.com
> <mailto:BN6PR1301MB2033AE709856ABE6FA529EC8BE070@BN6PR1301MB2033.namprd13.prod.outlook.com>>
>
> Content-Type: text/plain; charset="iso-8859-1"
>
> Già il TU di pubblica sicurezza degli anni '30 prevedeva che la
> foto della carta d'identità venisse inviata col suo cartellino
> alla Questura di riferimento. Certo, senza i mezzi elettronici di
> oggi era impossibile una ricerca, ma concettualmente il data base
> dei volti di quasi tutti gli italiani esisteva già allora. Io ero
> stato un pioniere nel 2009, ma da qualche anno almeno la Questura
> di Torino - non so le altre - riceve da tutti i Comuni i
> cartellini in forma digitale. La CDI elettronica è stata
> progettata per il riconoscimento facciale, e ne sono già state
> emesse poco meno di 5milioni, con i dati conservati in un data
> base centralizzato, accessibile a tutti gli Enti autorizzati.
>
> Quando avevo fatto la visita di leva mi erano state prese le
> impronte di tutte le dita, e, come me, quelle di tutti i maschi
> 18enni.
>
>
> Personalmente mi stupisce che siano solo 16 milioni i cittadini
> schedati.
>
>
> Buon WE a tutti
>
> D.
>
> ________________________________
> From: nexa <nexa-bounces(a)server-nexa.polito.it
> <mailto:nexa-bounces@server-nexa.polito.it>> on behalf of Antonio
> Casilli <antonio.casilli(a)telecom-paristech.fr
> <mailto:antonio.casilli@telecom-paristech.fr>>
> Sent: Saturday, September 8, 2018 7:47 AM
> To: Stefano
> Cc: nexa
> Subject: Re: [nexa] 16 milioni di persone schedate ?
>
> Stefano,
>
> tanto per dirti, 66,9 milioni di francesi sono schedati dal marzo
> 2017, data di entrata in vigore del registro biometrico TES,
> malgrado le proteste del Consiglio di Stato
> (https://www.lemonde.fr/pixels/article/2016/11/07/le-conseil-national-du-num…)
> del Consiglio Nazionale del Digitale
> (https://cnnumerique.fr/files/2017-10/CNNum-CP-fichier-TES-f%C3%A9vrier-2017…)
> e di collettivi della società civile (fra cui uno nel quale
> militava anche il Servitore Vostro:
> http://www.liberation.fr/debats/2016/11/20/il-faut-renoncer-a-l-extension-d…)
> [https://img.lemde.fr/2016/11/07/504/0/4032/2016/644/322/60/0/0b7b7b2_23764-…]<https://www.lemonde.fr/pixels/article/2016/11/07/le-conseil-national-du-num…>
>
> Le Conseil national du numérique étrille le fichier TES
> ...<https://www.lemonde.fr/pixels/article/2016/11/07/le-conseil-national-du-num…>
> www.lemonde.fr <http://www.lemonde.fr>
> Le Conseil national du numérique (CNNum), organisme consultatif
> spécialiste des questions numériques, a appelé lundi 7 novembre le
> gouvernement à « suspendre » la base de données TES ...
>
>
>
> Aneddoto: negli anni 1970, il file SAFARI (un tentativo
> infinitamente più leggero di schedare la popolazione nazionale)
> aveva provocato una tale reazione popolare che, per rassicurare i
> cittadini dell'impegno statale nella tutela la privacy, era stata
> creata la CNIL e varata la legge "Informatique et libertés" del
> 1978. Tanto per dirvi come in alcuni paesi europei, malgrado la
> retorica "noi siamo i governi liberali che si oppongono
> all'avanzata dei sovranisti e populisti", si stia assistendo a un
> regresso inarrestabile delle libertà civili.
>
> Ciao,
> ---a
>
> ----- Mail original -----
> De: "Stefano" <stefano(a)quintarelli.it <mailto:stefano@quintarelli.it>>
> À: "nexa" <nexa(a)server-nexa.polito.it
> <mailto:nexa@server-nexa.polito.it>>
> Envoyé: Vendredi 7 Septembre 2018 20:44:24
> Objet: [nexa] 16 milioni di persone schedate ?
>
> Ho capito bene ?
>
> al TG1 hanno appena detto che hanno identificato un sospetto di furto
> confrontando l'immagine presa da una telecamera con un database di
> foto
> di 16 MILIONI DI PERSONE ??
>
> 1 residente italiano su 3 è schedato, escludendo i bambini !
>
> E' normale ?
>
> Quando abbiamo deciso una tale schedatura ?
>
> ciao, s.
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Sept. 20, 2018
R: Convegno AIDA “Intelligenza artificiale e proprietà intellettuale” | 21/09/2018
by Marco Ricolfi
Guglielmetti…
Da: nexa [mailto:nexa-bounces@server-nexa.polito.it] Per conto di Francesco Ruggiero
Inviato: giovedì 20 settembre 2018 17:32
A: nexa(a)server-nexa.polito.it
Oggetto: [nexa] Convegno AIDA “Intelligenza artificiale e proprietà intellettuale” | 21/09/2018
Gentilissimi,
venerdì 21 settembre 2018, a partire dalle ore 9.30, si terrà il XXXIII Incontro AIDA “Intelligenza artificiale e proprietà intellettuale”.
Al convegno, che avrà luogo presso presso l’Aula Magna del Palazzo di Giustizia di Milano in Via Freguglia 1, parteciperanno, tra gli altri, il Prof. Marco Ricolfi, il Prof. Giovanni Guglielminetti, il Prof. Vincenzo di Cataldo e Guido Noto La Diega.
La partecipazione al convegno è libera e senza spese. Il convegno è accreditato dall’Ordine degli avvocati di Milano, dall’Ordine dei commercialisti di Milano e dall’Ordine dei consulenti in proprietà intellettuale.
In allegato il programma completo.
Cordiali saluti,
Francesco
--
Francesco Ruggiero
Communication Manager
Nexa Center for Internet & Society
Politecnico di Torino - DAUIN
Corso Duca degli Abruzzi, 24 - 10129 Torino
web: http://nexa.polito.it
mail: francesco.ruggiero(a)polito.it<mailto:francesco.ruggiero@polito.it>
tel: 011 090 7219
Sept. 20, 2018
Convegno AIDA “Intelligenza artificiale e proprietà intellettuale” | 21/09/2018
by Francesco Ruggiero
Gentilissimi,
venerdì *21 settembre 2018*, a partire dalle ore 9.30, si terrà il *XXXIII
Incontro AIDA* “Intelligenza artificiale e proprietà intellettuale”.
Al convegno, che avrà luogo presso presso l’*Aula Magna del Palazzo di
Giustizia di Milano *in Via Freguglia 1, parteciperanno, tra gli altri, il
Prof. *Marco Ricolfi*, il Prof. *Giovanni Guglielminetti*, il Prof. *Vincenzo
di Cataldo* e *Guido Noto La Diega*.
La partecipazione al convegno è libera e senza spese. Il convegno è
accreditato dall’Ordine degli avvocati di Milano, dall’Ordine dei
commercialisti di Milano e dall’Ordine dei consulenti in proprietà
intellettuale.
In allegato il programma completo.
Cordiali saluti,
Francesco
--
Francesco Ruggiero
Communication Manager
Nexa Center for Internet & Society
Politecnico di Torino - DAUIN
Corso Duca degli Abruzzi, 24 - 10129 Torino
web: http://nexa.polito.it
mail: francesco.ruggiero(a)polito.it
tel: 011 090 7219
Sept. 20, 2018
Re: [nexa] Improving DNS Privacy in Firefox
by Giacomo Tesio
Anzitutto grazie per la risposta chiara e precisa.
Mi scuso anzitutto per l'ironia se in qualche modo ti ha offeso: visto
che obbiettavi alla assenza di definizione per "porcata" ti ho fornito
quella che uso nella vita quotidiana.
E riportando un dialogo (immaginario, ma assolutamente verosimile) con
la mia figlia maggiore, definivo sinteticamente "idiota" una scelta
tecnologica che (per le ragioni elencate successivamente) non ritengo
efficiente, efficace, sicura o... razionale.
Non intendevo (e non credevo di) offendere nessuno ed in realtà non ho
alcun sentimento forte nei confronti del DoH (contrariamente a
JavaScript, per esempio).
Il resto della tua mail è assolutamente interessante, ma temo che
siamo in disaccordo su alcuni assunzioni di base.
Il giorno 20 settembre 2018 15:24, Simone Basso
<bassosimone(a)gmail.com> ha scritto:
>
> Giacomo Tesio ha scritto:
> > "Papà, perché avete deciso di incapsulare un protocollo binario (il DNS)
> > dentro un protocollo binario crittografato (HTTP2 su SSL) progettato per
> > trasferire ipertesti attraverso connessioni persistenti?"
>
> Stai usando come punto di partenza la tecnologia: HTTP2 e' un
> protocollo progettato per trasferire ipertesti attraverso connessioni
> persistenti quindi usarlo per trasferire il DNS e' incosistente con la
> mission originale del protocollo (aka "una porcata").
>
> Sono in disaccordo con questo punto di vista, che mi sembra molto
> rigido. [...]
> La mia tesi e' che questo tipo di evoluzione sia abbastanza tipica di
> molti contesti umani (in alcuni casi seguiamo il percorso di minima
> resistenza e in altri reinventiamo la ruota, per divertimento, per
> profitto, per mancata conoscenza, o per ottime ragioni).
Io direi invece che fossilizzarsi su una singola porta e veicolare
tutto attraverso un singolo protocollo, sia piuttosto rigido.
Ora, trattandosi di SOFTware, non abbiamo la scusa che modificare
l'infrastruttura dopo l'installazione della stessa è impossibile.
E' sempre possibile. Può essere costoso, ma è possibile.
Il punto dunque diventa:
1. se i problemi dell'infrastruttura sono così gravi da giustificare
l'investimento
2. se i costi generati dai workaround a tali problemi (ovvero nuovi
problemi) siano maggiori dei costi dell'intervento.
Secondo me, entrambe le condizioni suddette sono vere da tempo.
E' ora dunque che smettiamo di buttare pezze su pezze, ci fermiamo un
attimo a ragionare e troviamo soluzioni migliori.
Questo nell'obbiettivo, che suggerisci e che condivido, di servire l'umanità.
> Che le cose siano cresciute in un modo non previsto e' un problema che
> sicuramente va affrontato, ma e' anche difficile immaginarsi tutto in
> modo perfetto all'inizio e non avere cambiamenti successivi.
Naturalmente.
Purtroppo questo spiega i problemi, ma non giustifica il mancato
intervento per risolverli seriamente.
> Un caso che mi viene in mente e' IPv6. Passare tutti a IPv6 quando
> siamo in cosi' tanti a essere connessi e' complicato, perche' richiede
> di mettere d'accordo un tot di persone, di coordinarsi. E i problemi
> di coordinamento sono sempre difficili da risolvere.
Anche per questo dico che la Tecnologia è Politica.
Le "difficoltà" di IPv6 sono una prova di questo fatto.
Coordinarsi è facile al livello giusto.
Per assurdo: basta una legge che dice che le comunicazioni Internet
via IPv4 sono vietate dal giorno tot.
Coordinamento effettuato.
> > IMHO è una soluzione
> > - troppo complicata
>
> Rispetto a quali parametri?
Rispetto ad un protocollo ad hoc, che è possibile.
> Un aspetto su cui sicuramente riflettere, parzialmente anticipato
> dalla frase che ho citato sopra, e' l'interazione tra doh e le cache
> HTTP. Non sono un esperto di cache [...]
La questione non è se riescono a considerare tutti i casi (e non
riescono, vedi gli standard con cui Mozilla giustifica il suo rifiuto
di proteggere i propri utenti dagli attacchi che ho descritto), ma che
quel intero albero di possibilità (foresta?) non dovrebbe trovarsi su
questa strada.
Keep It Simple.
> > - parziale (solo su un browser! e anche fossero tutti i browser, solo
> > sui browser!)
>
> Esiste una implementazione per libcurl che sto leggendo mentre ti
> rispondo.
Perché ping dovrebbe dipendere da libcurl?
Ti rendi conto? Non è questione di quante righe di codice (molte di
più di 800 se includi le dipendenze), è che non ha senso!
> > - contro intuitiva
>
> Ho speso gia' molti cicli-Simone per rispondere ad altri punti. Qua
> non riesco a guessare facilmente cosa intendi. Meglio se espandi.
Metti un protocollo binario dentro un'altro progettato per una cosa
totalmente diversa, ti pare intuitivo?
> > - sub ottimale: perché non progettare un protocollo migliore del DNS, invece?
>
> Implementare un sistema nuovo di questo tipo che rimpiazzi il DNS su
> scala mondiale e' un task massivo.
Allora è meglio iniziare subito! ;-)
> > - genera un single point of failure / accentra in oligopoli
>
> Questa e' la direzione che sta prendendo internet, pero'.
E speriamo di riuscire a virare in tempo!
Non aumenterei ulteriormente l'accentramento, se posso evitarlo.
Anzi dovremmo lavorare per ridurlo!
> > - non mi fido di CloudFlare (che ha anche accesso ad altri dati
> > personali, in quanto CDN)
>
> Se ti fidi dei ToS, come ho scritto in questo thread, puoi constatare
> che sono dei ToS abbastanza buoni. Se non ti fidi dei ToS, puoi vedere
> se c'e' un servizio alternativo oppure puoi deciderti di fidarti di
> piu' del tuo ISP. (Alla fine, di qualcuno ti devi fidare per quasi
> tutte le applicazioni piu' complesse di `ping 127.0.0.1`, ed e' giusto
> che sia tu a decidere di chi fidarti e di chi non fidarti.)
Non mi fido del ToS di Cloudflare e mi fido di più del mio ISP.
> > Se l'obbiettivo è proteggere gli utenti da MitM DNS da parte di ISP
> > come Vodafone, la soluzione non è tecnica, ma politica: bisogna
> > semplicemente vietare il MitM DNS.
>
> Riguardo al vietare il MitM DNS, Quintarelli aveva scritto "non e'
> roba da denuncia, in assenza di uno specifico ordine motivato
> dell'autorita' giudiziaria?" e "credo sia la direttiva 2002/58/EC, ma
> i giuristi possono essere piu' precisi...".
>
> Quindi ci serve una mano da un giurista per capire meglio!
Sottoscrivo. Assolutamente.
>
> Simone
Giacomo
Sept. 20, 2018
Fwd: Second edition of CEIPI’s Advanced Training Program on “Internet Platforms, GDPR and Intellectual Property”, 6-8 December 2018, Strasbourg: registration is open!
by GC F
Cari tutti,
le registrazioni alla nuova edizione del CEIPI Advanced Training su
piattaforme internet, GDPR e proprietà intellettuale sono aperte. Le tre
giornate di approfondimento si terranno a Strasburgo dal 6-8 Dicembre 2018.
Quest'anno anche il nostro Marco Ricolfi è tra i docenti! Sarà una grande
occasione per approfondire le prospettive di riforma europee in tema e
discutere un'ampia gamma di questioni dal diritto d'autore, al diritto dei
marchi, privacy, brevettabilità di technologie internet e online
enforcement.
Sotto trovate anche annuncio e programma. Informazioni dettagliate sono
disponibili presso:
http://www.ceipi.edu/en/news/piece-of-news/?tx_ttnews%5Btt_news%5D=10471&cH…
Giancarlo
***
[image: Poster (FINAL).jpg]
Registration to the new edition of the CEIPI advanced training program
on *Internet
Platforms, GDPR and Intellectual Property*” is now open. The training
program will take place in Strasbourg from *6 to 8 December 2018*.
As a lawyer, entrepreneur, or policy maker working at the forefront of
Internet and technology industry, you must know how web-based and mobile
technologies can be protected, which obligations apply to access providers
and communications platforms like Google, Twitter and Facebook, and whether
and when they are liable for their users’ online activities.
This training program will explore legal, policy and ethical issues facing
online businesses and intermediaries from a national and international
perspective and many other new issues.
This training program would gather together media, creative economies, and
high-tech professionals and entrepreneurs, lawyers, policy makers, judges,
and students.
For more detailed information regarding the training, please see the program
here
<http://www.ceipi.edu/fileadmin/upload/DUN/CEIPI/Documents/IP_Enforcement_an…>
.
For further information, please contact Ms. *Isabelle Mahoudeau* for
administrative questions/registration imahoudeau(a)ceipi.edu or Mr. *Giancarlo
Frosio* for questions related to the academic content of the program,
gcfrosio(a)ceipi.edu*. *
Best regards,
CEIPI team
Sept. 20, 2018
Proposte di workshop IGF Italia 2018
by Francesco Ruggiero
Gentilissimi,
vi segnaliamo che c’è tempo fino al* 30 settembre* per presentare una
proposta di workshop sui temi e sulle policy Internet Governance da
discutere nel corso di *IGF Italia 2018*, che avrà luogo a Roma il *6 e 7
novembre 2018* e sarà ospitato presso la sede LUISS in viale Romania 32.
L’*IGF* è un processo globale, condotto sotto l’egida delle Nazioni Unite,
che favorisce il confronto e il dibattito tra tutte le parti interessate
permettendo di discutere, scambiare informazioni e condividere iniziative
inerenti alla Governance di Internet. L’IGF si basa sui principi di
trasparenza, apertura, inclusività e l’identificazione dei temi in agenda
attraverso un “approccio dal basso”.
Maggiori informazioni sono disponibili alla pagina:
http://igfitalia2018.luiss.it/
Cordiali saluti,
Francesco
--
Francesco Ruggiero
Communication Manager
Nexa Center for Internet & Society
Politecnico di Torino - DAUIN
Corso Duca degli Abruzzi, 24 - 10129 Torino
web: http://nexa.polito.it
mail: francesco.ruggiero(a)polito.it
tel: 011 090 7219
Sept. 20, 2018
Re: [nexa] 16 milioni di persone schedate ?
by Guido d'Ipp
Qualche settimana fa si era discusso del fatto che esisterebbe un database
di 16 milioni di persone usato per l'identificazione, tramite
riconoscimento facciale, di chi compie reati.
Riapro quella discussione solo perché forse ho trovato qualche elemento che
può essere utile per chi fosse interessato.
In particolare, al link qui sotto trovate un provvedimento del 26 luglio
2018 [doc. web: 9040256] col quale il Garante per la protezione dei dati
personali ritiene che: "il trattamento di dati personali da realizzarsi
mediante il sistema SARI Enterprise, secondo i presupposti descritti, non
presenta criticità sotto il profilo della protezione dati".
https://www.garanteprivacy.it/web/guest/home/docweb/-/docweb-display/docweb…
Francamente non so se è questo il sistema a cui si faceva riferimento. Se
non lo è, ben potrebbe essere qualcosa che gli assomiglia. In ogni caso il
provvedimento del Garante contiene riferimenti ed estremi normativi utili
sul tema e su come il Ministero dell’Interno si sia dotato di un sistema
automatico di ricerca dell’identità di un volto presente in un’immagine
all’interno della banca dati “SARI Enterprise”.
Buona prosecuzione di giornata,
Guido d'Ippolito
Il giorno sab 8 set 2018 alle ore 11:05 <nexa-request(a)server-nexa.polito.it>
ha scritto:
> Send nexa mailing list submissions to
> nexa(a)server-nexa.polito.it
>
> To subscribe or unsubscribe via the World Wide Web, visit
> https://server-nexa.polito.it/cgi-bin/mailman/listinfo/nexa
> or, via email, send a message with subject or body 'help' to
> nexa-request(a)server-nexa.polito.it
>
> You can reach the person managing the list at
> nexa-owner(a)server-nexa.polito.it
>
> When replying, please edit your Subject line so it is more specific
> than "Re: Contents of nexa digest..."
>
>
> Today's Topics:
>
> 1. 16 milioni di persone schedate ? (Stefano Quintarelli)
> 2. Re: 16 milioni di persone schedate ? (Antonio Casilli)
> 3. Re: 16 milioni di persone schedate ? (Diego Giorio)
> 4. Re: 16 milioni di persone schedate ? (Giacomo Tesio)
>
>
> ----------------------------------------------------------------------
>
> Message: 1
> Date: Fri, 7 Sep 2018 20:44:24 +0200
> From: Stefano Quintarelli <stefano(a)quintarelli.it>
> To: "nexa(a)server-nexa.polito.it" <nexa(a)server-nexa.polito.it>
> Subject: [nexa] 16 milioni di persone schedate ?
> Message-ID: <801cbcd9-ecb6-daa8-16e4-fbd27779153a(a)quintarelli.it>
> Content-Type: text/plain; charset=utf-8; format=flowed
>
> Ho capito bene ?
>
> al TG1 hanno appena detto che hanno identificato un sospetto di furto
> confrontando l'immagine presa da una telecamera con un database di foto
> di 16 MILIONI DI PERSONE ??
>
> 1 residente italiano su 3 è schedato, escludendo i bambini !
>
> E' normale ?
>
> Quando abbiamo deciso una tale schedatura ?
>
> ciao, s.
>
>
> ------------------------------
>
> Message: 2
> Date: Sat, 8 Sep 2018 09:47:11 +0200 (CEST)
> From: Antonio Casilli <antonio.casilli(a)telecom-paristech.fr>
> To: Stefano <stefano(a)quintarelli.it>
> Cc: nexa <nexa(a)server-nexa.polito.it>
> Subject: Re: [nexa] 16 milioni di persone schedate ?
> Message-ID: <707310820.1844485.1536392831565.JavaMail.zimbra(a)enst.fr>
> Content-Type: text/plain; charset=utf-8
>
> Stefano,
>
> tanto per dirti, 66,9 milioni di francesi sono schedati dal marzo 2017,
> data di entrata in vigore del registro biometrico TES, malgrado le proteste
> del Consiglio di Stato (
> https://www.lemonde.fr/pixels/article/2016/11/07/le-conseil-national-du-num…)
> del Consiglio Nazionale del Digitale (
> https://cnnumerique.fr/files/2017-10/CNNum-CP-fichier-TES-f%C3%A9vrier-2017…)
> e di collettivi della società civile (fra cui uno nel quale militava anche
> il Servitore Vostro:
> http://www.liberation.fr/debats/2016/11/20/il-faut-renoncer-a-l-extension-d…
> ).
>
> Aneddoto: negli anni 1970, il file SAFARI (un tentativo infinitamente più
> leggero di schedare la popolazione nazionale) aveva provocato una tale
> reazione popolare che, per rassicurare i cittadini dell'impegno statale
> nella tutela la privacy, era stata creata la CNIL e varata la legge
> "Informatique et libertés" del 1978. Tanto per dirvi come in alcuni paesi
> europei, malgrado la retorica "noi siamo i governi liberali che si
> oppongono all'avanzata dei sovranisti e populisti", si stia assistendo a un
> regresso inarrestabile delle libertà civili.
>
> Ciao,
> ---a
>
> ----- Mail original -----
> De: "Stefano" <stefano(a)quintarelli.it>
> À: "nexa" <nexa(a)server-nexa.polito.it>
> Envoyé: Vendredi 7 Septembre 2018 20:44:24
> Objet: [nexa] 16 milioni di persone schedate ?
>
> Ho capito bene ?
>
> al TG1 hanno appena detto che hanno identificato un sospetto di furto
> confrontando l'immagine presa da una telecamera con un database di foto
> di 16 MILIONI DI PERSONE ??
>
> 1 residente italiano su 3 è schedato, escludendo i bambini !
>
> E' normale ?
>
> Quando abbiamo deciso una tale schedatura ?
>
> ciao, s.
> _______________________________________________
> nexa mailing list
> nexa(a)server-nexa.polito.it
> https://server-nexa.polito.it/cgi-bin/mailman/listinfo/nexa
>
>
> ------------------------------
>
> Message: 3
> Date: Sat, 8 Sep 2018 07:58:24 +0000
> From: Diego Giorio <dgiorio(a)hotmail.com>
> To: nexa <nexa(a)server-nexa.polito.it>
> Subject: Re: [nexa] 16 milioni di persone schedate ?
> Message-ID:
> <
> BN6PR1301MB2033AE709856ABE6FA529EC8BE070(a)BN6PR1301MB2033.namprd13.prod.outlook.com
> >
>
> Content-Type: text/plain; charset="iso-8859-1"
>
> Già il TU di pubblica sicurezza degli anni '30 prevedeva che la foto della
> carta d'identità venisse inviata col suo cartellino alla Questura di
> riferimento. Certo, senza i mezzi elettronici di oggi era impossibile una
> ricerca, ma concettualmente il data base dei volti di quasi tutti gli
> italiani esisteva già allora. Io ero stato un pioniere nel 2009, ma da
> qualche anno almeno la Questura di Torino - non so le altre - riceve da
> tutti i Comuni i cartellini in forma digitale. La CDI elettronica è stata
> progettata per il riconoscimento facciale, e ne sono già state emesse poco
> meno di 5milioni, con i dati conservati in un data base centralizzato,
> accessibile a tutti gli Enti autorizzati.
>
> Quando avevo fatto la visita di leva mi erano state prese le impronte di
> tutte le dita, e, come me, quelle di tutti i maschi 18enni.
>
>
> Personalmente mi stupisce che siano solo 16 milioni i cittadini schedati.
>
>
> Buon WE a tutti
>
> D.
>
> ________________________________
> From: nexa <nexa-bounces(a)server-nexa.polito.it> on behalf of Antonio
> Casilli <antonio.casilli(a)telecom-paristech.fr>
> Sent: Saturday, September 8, 2018 7:47 AM
> To: Stefano
> Cc: nexa
> Subject: Re: [nexa] 16 milioni di persone schedate ?
>
> Stefano,
>
> tanto per dirti, 66,9 milioni di francesi sono schedati dal marzo 2017,
> data di entrata in vigore del registro biometrico TES, malgrado le proteste
> del Consiglio di Stato (
> https://www.lemonde.fr/pixels/article/2016/11/07/le-conseil-national-du-num…)
> del Consiglio Nazionale del Digitale (
> https://cnnumerique.fr/files/2017-10/CNNum-CP-fichier-TES-f%C3%A9vrier-2017…)
> e di collettivi della società civile (fra cui uno nel quale militava anche
> il Servitore Vostro:
> http://www.liberation.fr/debats/2016/11/20/il-faut-renoncer-a-l-extension-d…
> ).
> [
> https://img.lemde.fr/2016/11/07/504/0/4032/2016/644/322/60/0/0b7b7b2_23764-…
> ]<
> https://www.lemonde.fr/pixels/article/2016/11/07/le-conseil-national-du-num…
> >
>
> Le Conseil national du numérique étrille le fichier TES ...<
> https://www.lemonde.fr/pixels/article/2016/11/07/le-conseil-national-du-num…
> >
> www.lemonde.fr
> Le Conseil national du numérique (CNNum), organisme consultatif
> spécialiste des questions numériques, a appelé lundi 7 novembre le
> gouvernement à « suspendre » la base de données TES ...
>
>
>
> Aneddoto: negli anni 1970, il file SAFARI (un tentativo infinitamente più
> leggero di schedare la popolazione nazionale) aveva provocato una tale
> reazione popolare che, per rassicurare i cittadini dell'impegno statale
> nella tutela la privacy, era stata creata la CNIL e varata la legge
> "Informatique et libertés" del 1978. Tanto per dirvi come in alcuni paesi
> europei, malgrado la retorica "noi siamo i governi liberali che si
> oppongono all'avanzata dei sovranisti e populisti", si stia assistendo a un
> regresso inarrestabile delle libertà civili.
>
> Ciao,
> ---a
>
> ----- Mail original -----
> De: "Stefano" <stefano(a)quintarelli.it>
> À: "nexa" <nexa(a)server-nexa.polito.it>
> Envoyé: Vendredi 7 Septembre 2018 20:44:24
> Objet: [nexa] 16 milioni di persone schedate ?
>
> Ho capito bene ?
>
> al TG1 hanno appena detto che hanno identificato un sospetto di furto
> confrontando l'immagine presa da una telecamera con un database di foto
> di 16 MILIONI DI PERSONE ??
>
> 1 residente italiano su 3 è schedato, escludendo i bambini !
>
> E' normale ?
>
> Quando abbiamo deciso una tale schedatura ?
>
> ciao, s.
> _______________________________________________
> nexa mailing list
> nexa(a)server-nexa.polito.it
> https://server-nexa.polito.it/cgi-bin/mailman/listinfo/nexa
> _______________________________________________
> nexa mailing list
> nexa(a)server-nexa.polito.it
> https://server-nexa.polito.it/cgi-bin/mailman/listinfo/nexa
>
Sept. 20, 2018
Re: [nexa] Improving DNS Privacy in Firefox
by Simone Basso
Giacomo Tesio ha scritto:
> Il giorno 9 settembre 2018 14:53, Simone Basso <bassosimone(a)gmail.com>
> ha scritto:
> >
> > Prima di introdurre una metrica ("immensa", "piccole", etc.) sarebbe
> > utile capire quale sia la tua definizione di porcata.
>
> Dicesi "porcata" qualunque attività umana che mi vergognerei di
> spiegare a mia figlia.
Mumble mumble... mi sembra un processo che si basa sulle tue
conoscenze e sui tuoi postulati in un dato momento. Secondo me sarebbe
meglio un processo in cui si cerca di dare una definizione condivisa e
poi si vede se mappa su quelle che consideriamo essere porcate. In
ogni caso, non e' assolutamente la parte piu' importante di questa
discussione.
> (A scanso di equivoci, la riproduzione umana non rientra in questa categoria.)
LOL
> Un esempio:
>
> "Papà, perché avete deciso di incapsulare un protocollo binario (il DNS)
> dentro un protocollo binario crittografato (HTTP2 su SSL) progettato per
> trasferire ipertesti attraverso connessioni persistenti?"
Stai usando come punto di partenza la tecnologia: HTTP2 e' un
protocollo progettato per trasferire ipertesti attraverso connessioni
persistenti quindi usarlo per trasferire il DNS e' incosistente con la
mission originale del protocollo (aka "una porcata").
Sono in disaccordo con questo punto di vista, che mi sembra molto
rigido. Considero un punto di partenza migliore pensare ai problemi
che gli esseri umani vogliono (o hanno voluto) risolvere dato un certo
tool, in questo contesto HTTP, dati anche altri vincoli posti dalla
societa'.
Quindi, per esempio, il fatto che sempre piu' funzionalita' siano
state trasportate usando HTTP (penso a cose come il video, la chat, la
condivisione di file, etc.) e' anche legato al fatto che spesso (a)
usare HTTP era il modo piu' sicuro (inteso come "bullet proof") di far
funzionare una applicazione (pensa a tutti i casi in cui certe porte
sono bloccate, pensa a come BitTorrent e' stato combattuto a fine anni
'00) e (b) in molti contesti - e fino almeno all'avvento del modello
app e app store - il browser era il posto migliore dove implementare
una applicazione distribuita che funzionasse "quasi ovunque" (modulo
Internet Explorer, in alcuni casi, ma comunque c'erano un tot di
workaround, come testimoniato dal fatto che sono state implementate
applicazioni distribuite molto complesse).
Questa evoluzione non era quella che forse era stata prevista
all'inizio. Quindi alcune cose sono andate diversamente e alcuni
protocolli sono stati adattati ed evoluti di conseguenza. (FTR,
nemmeno TCP era pronto per essere TCP, prima di Jacobson, e siamo
arrivati - noi umani - solo qualche anno fa scrivere una
implementazione del controllo di flusso che non genera code enormi per
andare veloce <https://queue.acm.org/detail.cfm?id=3022184>).
La mia tesi e' che questo tipo di evoluzione sia abbastanza tipica di
molti contesti umani (in alcuni casi seguiamo il percorso di minima
resistenza e in altri reinventiamo la ruota, per divertimento, per
profitto, per mancata conoscenza, o per ottime ragioni).
Per cui ci troviamo oggi con, tra l'altro, un insieme di componenti
che non funzionano esattamente nel modo era stato previsto
inizialmente. Tra questi, se posso fare un crossover con un altro
thread, anche JavaScript che e' passato da essere inizialmente un
(tendenzialmente bel) linguaggio toy (ma privo di manico
<https://9gag.com/gag/anXEbe0/if-programming-languages-were-weapons>)
a uno degli strumenti principe con cui creare applicazioni distribuite
(con problemi creati anche da questa evoluzione, alcuni dei quali sono
stati citati appunto in altri thread in questa lista).
Che le cose siano cresciute in un modo non previsto e' un problema che
sicuramente va affrontato, ma e' anche difficile immaginarsi tutto in
modo perfetto all'inizio e non avere cambiamenti successivi. Anche
iterando su uno stesso protocollo, sperando di migliorarlo (e non
sempre questo avviene, lo dico solo come nota a margine per
sottolineare che non ho una visione progressista), puo' succedere che
entrino in gioco altri problemi legati alla societa' che rendono
complesso passare alla versione migliore.
Un caso che mi viene in mente e' IPv6. Passare tutti a IPv6 quando
siamo in cosi' tanti a essere connessi e' complicato, perche' richiede
di mettere d'accordo un tot di persone, di coordinarsi. E i problemi
di coordinamento sono sempre difficili da risolvere. Lo sono per una
ventina di persone, figurati se non lo diventano per migliaia di reti
che si devono mettere d'accordo e parlarsi. Questo porta a usare un
minimo comun denominatore e a implementare sopra a questo soluzioni
successive, e quindi in alcuni casi a una stratificazione (di
protocolli nel caso che stiamo discutendo, di API se pensiamo che
molti OS oggigiorno eseguono come prima applicazione un browser).
> "Amore... sono cose da grandi..."
> "E' complicato?"
> "No... è idiota!"
Dire che e' idiota mi sembra (crossover con altro thread) un po'
Linus-like. Non risolve la questione dal punto di vista razionale. Ci
sta solo comunicando che tu hai dei feeling forti nei confronti di
questa soluzione. E' una risposta emotiva e, come tale, non credo che
vada neanche nella direzione auspicata da una persona con la sindrome
di Asperger (per citare uno dei thread in LKML che hai linkato
altrove).
Il tipo di discussioni a cui mi piace partecipare e' diverso ed e' del
tipo "questo cosa secondo me non va bene per ${ragione_razionale}". Le
discussioni in cui non mi piace partecipare sono quelle in cui uno
dice "questa cosa e' idiota". Mi fanno passare la voglia di discutere.
> IMHO è una soluzione
> - troppo complicata
Rispetto a quali parametri?
Ho letto l'RFC draft
<https://datatracker.ietf.org/doc/draft-ietf-doh-dns-over-https/?include_tex…>.
Introduce il tipo MIME "message/dns" che riusa di base i messaggi DNS
esistenti. Una frase del draft su cui IMHO riflettere, su questa
lista, e' questa "Utilizing the full set of HTTP features enables DoH
to be more than an HTTP tunnel, but at the cost of opening up
implementations to the full set of privacy considerations of HTTP".
Non amo i messaggi DNS perche' non sono word aligned, contengono dei
salti, e non e' triviale scrivere un decoder sicuro. Ma mi rendo conto
delle ragioni per cui probabilmente hanno riutilizzato i messaggi DNS
invece di inventare un nuovo formato. In breve (ci torno anche dopo):
meno colla da mantenere per utilizzare il sistema che al momento tutti
usano (ossia il DNS). Non ho ancora controllato se questa
funzionalita' e' anche disponibile via JavaScript e sono molto curioso
di vedere se questo e' possibile e che tipo di messaggi siano
disponibili in JavaScript.
Un aspetto su cui sicuramente riflettere, parzialmente anticipato
dalla frase che ho citato sopra, e' l'interazione tra doh e le cache
HTTP. Non sono un esperto di cache, ma mi sembra quantomeno che l'RFC
draft faccia un lavoro interessante di enumerazione di vari casi di
interazione con le cache, anche se il diavolo sta nell'interazione tra
tecnologie complesse (i.e. come dice a un certo punto l'RFC draft "The
DoH protocol design allows applications to fully leverage the HTTP
ecosystem, including features that are not enumerated here.")
Il problema del bootstrap e' probabilmente meno interessante da
discutere, almeno qua. Puoi usare un IP hardcodato oppure usare il DNS
di sistema per risolvere il nome di dominio che sta nella URL di doh.
Usare il DNS di sistema in qualche modo comunque rivela che stai
usando uno specifico ISP per fare doh, che comunque e' meglio di
rivelare tutte le query (dove "meglio" e' definito rispetto al threat
model).
(Cmq l'RFC draft e' una lettura molto interessante, che consiglio!)
> - parziale (solo su un browser! e anche fossero tutti i browser, solo
> sui browser!)
Esiste una implementazione per libcurl che sto leggendo mentre ti
rispondo. Sono 800 righe di codice C. Mi sembra abbastanza semplice da
capire, considerando che probabilmente si assume che uno che si
interessi di una implementazione DNS conosca il DNS. All'inizio non
ero entusiasta dal fatto che avessero riusato il formato del DNS ma
IMO ci sta [*]. Da un lato c'e' l'argomento della minimizzazione della
colla (almeno a livello di codice C) e dall'altro c'e' che riusare lo
stesso formato aiuta a riusare codice e espone chi rivede il codice
cercando bug a una palestra simile a quella in cui si era allenato in
precedenza (ossia verificare se un certo codice e' una implementazione
robusta del parsing DNS).
[*] Trasportando su [0..1] la mia scala di entusiasmo per qualcosa,
"ci sta" e' 0.56.
> - contro intuitiva
Ho speso gia' molti cicli-Simone per rispondere ad altri punti. Qua
non riesco a guessare facilmente cosa intendi. Meglio se espandi.
> - sub ottimale: perché non progettare un protocollo migliore del DNS, invece?
Implementare un sistema nuovo di questo tipo che rimpiazzi il DNS su
scala mondiale e' un task massivo. Un ragionevole punto di partenza
iniziale, quindi, specie se si vuole che questa feature funzioni,
potrebbe essere "nascondere" questo protocollo dentro qualcosa che
tendenzialmente viene fatto passare anche nei casi piu' rough (ho
parlato altrove in questo thread di "collateral freedom"). Visto che
questo sistema probabilmente dovra' interoperare con il DNS , la cosa
che costa meno energie nel backend e' tendenzialmente usare lo stesso
formato di messaggi DNS. Ne segue che, anche se l'obiettivo fosse
quello di creare un altro protocollo, probabilmente alcune scelte
sarebbero simili a doh.
> - genera un single point of failure / accentra in oligopoli
Questa e' la direzione che sta prendendo internet, pero'. Non ho a
disposizione un controfattuale e non posso giungere a conclusioni
razionali, ma comunque mi chiedo se la struttura di internet - almeno
in Occidente - sarebbe stata diversa se BitTorrent non fosse stato
aggredito cosi' tanto in passato. Ma sono considerazioni romantiche,
perche' internet e il mondo vero (cit.) sono strettamente
interlacciati, quindi era abbastanza utopico credere (come facevo io)
che i rapporti di forza del mondo vero non avrebbero contribuito a
modellare internet.
> - non mi fido di CloudFlare (che ha anche accesso ad altri dati
> personali, in quanto CDN)
Se ti fidi dei ToS, come ho scritto in questo thread, puoi constatare
che sono dei ToS abbastanza buoni. Se non ti fidi dei ToS, puoi vedere
se c'e' un servizio alternativo oppure puoi deciderti di fidarti di
piu' del tuo ISP. (Alla fine, di qualcuno ti devi fidare per quasi
tutte le applicazioni piu' complesse di `ping 127.0.0.1`, ed e' giusto
che sia tu a decidere di chi fidarti e di chi non fidarti.)
Per la cronaca, su macOS, in Nightly doh e' disabilitato e la URL di
default e' vuota con hint "https://doh.example.com/dns-query". in
Firefox 62 non vedo un setting di alto livello per questa
funzionalita', che cmq risulta disabilitata in "about:config". In
Firefox 63.0b7 la configurazione e' identica a quella di Firefox
Nightly. Stiamo quindi parlando, per il momento, di una feature che e'
opt-in.
> Se l'obbiettivo è proteggere gli utenti da MitM DNS da parte di ISP
> come Vodafone, la soluzione non è tecnica, ma politica: bisogna
> semplicemente vietare il MitM DNS.
Come dicevo in precedenza in questo thread, IMO il problema principale
sono i casi in cui il DNS viene usato per fare censura e/o
sorveglianza.
Parlando di censura, questo problema che stiamo discutendo e' solo un
capitolo di un piu' grande problema: ossia che la sovranita' digitale
di un paese si estende facilmente fino ai resolver DNS degli ISP che
operano in quel paese, mentre e' piu' costoso influenzare i servizi
che operano al di fuori di tale paese. Per questo, la censura su base
DNS e' una delle tecniche piu' diffuse e meno costose.
Parlando di sorveglianza, nascondere il proprio traffico agli ISP
locali e al governo, e magari rivelarlo a qualche corporation
all'estero, puo' essere un compromesso piu' che accettabile per alcuni
threat model. (In realta', anche da noi, alcune informazioni possono
essere piu' al sicuro se rivelate a una entita' oltre oceano, piu'
difficile da raggiungere e magari piu' ostica in tribunale, rispetto a
rivelarle al proprio ISP italiano).
Riguardo al vietare il MitM DNS, Quintarelli aveva scritto "non e'
roba da denuncia, in assenza di uno specifico ordine motivato
dell'autorita' giudiziaria?" e "credo sia la direttiva 2002/58/EC, ma
i giuristi possono essere piu' precisi...".
Quindi ci serve una mano da un giurista per capire meglio!
Simone
Sept. 20, 2018