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Re: [nexa] E sulla nomina del dg AgID?
by Flavia Marzano
Sul CLOUD...
PSN sono questo:
Soggetto titolare dell’insieme di infrastrutture IT (centralizzate o distribuite), ad alta disponibilità, di proprietà pubblica, eletto a Polo Strategico Nazionale dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri, e qualificato da AgID ad erogare ad altre amministrazioni, in maniera continuativa e sistematica, servizi infrastrutturali on-demand, servizi di disaster recovery e business continuity, servizi di gestione della sicurezza IT ed assistenza ai fruitori dei servizi erogati
_________________________
Flavia Marzano
Questo documento è nativo digitale e vorrei che digitale restasse ;)
Inviato da Smart Phone
> Il giorno 30 lug 2018, alle ore 09:55, Giacomo Tesio <giacomo(a)tesio.it> ha scritto:
>
> Grazie Beppe, questa è esattamente il tipo di competenza di cui abbiamo bisogno.
>
> Mi permetto di aggiungere solo due riflessioni nel merito che potrebbero essere di interesse per la mailing list:
> L'OpenSource è stato concepito durante l'inverno della AI, si limita ai sorgenti del software ed ignora dati e modelli: teniamo sempre presente che in Primavera, gli ormoni fanno brutti scherzi!
> La PA, anche solo per tutela legale a fronte di ricorsi, necessita di essere sempre in grado di spiegare un output che partecipa alla decisione amministrativa e necessita dunque dei sorgenti conformi, di tutti i dati, dei modelli e di strumenti adatti a ricreare, analizzare e spiegare il comportamento software.
> E' importante distinguere la automazione del deploy (che rappresenta un costo da minimizzare) dal Cloud (che è la server farm di sconosciuti). Al di là del lock-in dei fornitori, si pone un serio problema di sicurezza nazionale a distribuire applicazioni strategiche per la PA su cloud privati.
> Anche qualora si decida di utilizzare cloud "che preservano l'italianità della infrastruttura della PA" (Alitalia docet), il problema rimane sia in termini di qualità del servizio che di sicurezza.
> Il secondo problema è molto più insidioso del primo, perché è più difficile comprenderne l'importanza.
>
>
> Una soluzione semplice, ma controintuitiva, potrebbe essere quella di NON usare cloud per la PA, ma utilizzare server farms distribuite sul territorio. Cioé volevo dire: cloud privati in locali amministrativi distribuiti sul territorio e amministrati da tecnici specializzati.
> Come abbiamo l'ufficio tecnico comunale, dovremmo avere l'ufficio IT comunale.
> Questo ridurrebbe le economie di scala, ma avrebbe diversi vantaggi strategici, come introdurre nella amministrazione a tutti i livelli personale informatico qualificato, rendere l'infrastruttura amministrativa nel sui complesso più resiliente agli attacchi etc...
>
> L'unica alternativa (inferiore strategicamente) è quella di creare una piattaforma cloud sotto il controllo dello Stato (probabilmente del Ministero della Difesa) o dell'Unione Europea.
>
>
> In generale, temo che l'idea di affidarsi al mercato per infrastrutture così strategiche sia intrinsecamente fallimentare.
> Con le tecnologie esistenti, non c'è modo di garantire che i dati rimangano riservati.
>
>
> Giacomo
>
>
> Il giorno 29 luglio 2018 18:19, attardi <attardi(a)di.unipi.it> ha scritto:
>> Sono d'accordo con Tesio.
>>
>> Forse dovremmo fare qualche considerazione sul ruolo di AgID e sulla relazione col team per la trasformazione digitale.
>>
>> *AgID*
>>
>> "AgID ha il compito di coordinare le amministrazioni nel percorso di attuazione del Piano Triennale per l’informatica della Pubblica amministrazione, favorendo la trasformazione digitale del Paese."
>>
>> Attualmente l’AgID cerca di governare la trasformazione digitale emanando linee guida a cui le PA dovrebbero attenersi. Il principio è corretto, ma il problema è che tali linee guida, non possono che essere molto generali, in quanto devono considerare situazioni molto varie e quindi lasciano spazio a interpretazioni libere o anche ad essere del tutto disattese.
>>
>> *Team Digitale*
>>
>> "Il Team per la Trasformazione Digitale nasce per avviare la costruzione del “sistema operativo” del Paese, una serie di componenti fondamentali sui quali costruire servizi più semplici ed efficaci per i cittadini, la Pubblica amministrazione e le imprese, attraverso prodotti digitali innovativi."
>>
>> Il team digitale si è mosso nella giusta direzione indicando un metodo e sviluppando alcuni strumenti di uso generale. In particolare il metodo basato sull’uso di strumenti come Github e Forum di discussione (developers.italia.it), indicano una precisa modalità di sviluppo, applicato per esempio alla stesura e all’aggiornamento dello stesso Piano Triennale della PA.
>> Un metodo analogo è quello adottato per i Design Kit: produzione di kit per il design, diffusione della cultura del design dei servizi, realizzare nuovi servizi digitali.
>> Un altro caso (che riprendo dopo) è quello delle API per ricercare e visualizzare gli open data del Data & Analytics Framework che usano la piattaforma open source CKAN (https://developers.italia.it/it/api/data--analytics-framework-ckan-api.html)
>>
>> *Dalle Linee Guida all'Automazione dei Servizi Applicativi*
>>
>> Nei prossimi anni, uno dei principali motori della trasformazione digitale sarà la transizione verso il cloud computing, che lo stesso Piano preconizza con la costituzione di PSN. Il cloud computing prefigura benefici di risparmio sui costi dell’infrastruttura, che rendono attraente l’investimento nel ridisegnare le applicazioni daccapo su nuove basi di compatibilità, interoperabilità e portabilità. Tuttavia le soluzioni cloud rischiano di cadere nel lock-in dei fornitori.
>>
>> Un’altra idea base per la condivisione e il riuso di applicazioni è quella di adottare soluzioni Open Source. Il principio è corretto, tuttavia non risolve interamente il problema del riuso perché ciascuna nuova installazione richiede sforzi manuali rilevanti di adattamento e installazione in contesti diversi.
>>
>> Una soluzione possibile è quella di abbracciare la programmabilità dei deployment e la standardizzare su strumenti di automazione cloud per realizzare servizi più agili e ottenere l’obiettivo di ridurre l’OpEx, oltre che il CapEx, già insito nelle piattaforme cloud. L’adozione di tecnologie di container abilita lo sviluppo di soluzioni più rapide, più moderne e scalabili che sfruttano nuove architetture applicative e modelli di deployment automatizzato.
>>
>> Si tratterebbe quindi di diffondere nella PA specifici strumenti di automazione di applicazioni cloud native che consentano di istanziare soluzioni cloud native in modo automatizzato sul cloud, configurandole a seconda dei casi, scalandole dinamicamente e facendone il dispiegamento su qualunque cloud pubblica o privata. In particolare, con la cloud automation basata su un modello dichiarativo, si può ottenere: consistenza, portabilità, scalabilità, condivisione e riuso, facilità di gestione e manutenzione. Con un modello dichiarativo, lo sviluppatore indica cosa vuole ottenere, non come deve essere fatto. Allo strumento di automazione viene lasciato il compito di tradurre il modello in una serie di passi esecutivi, riducendo sia il tempo di dispiegamento sia il rischio di errori.
>>
>> Con la costituzione di un repository di modelli predisposti, ogni amministrazione potrà scegliere il servizio più adatto e richiederne un’istanza su cloud per suo proprio uso e commisurata alle sue esigenze. I modelli predisposti nel repository potranno essere raffinati da altri utenti e ulteriormente condivisi, basandosi sempre su principi Open Source.
>>
>> Per esempio sarebbe possibile creare un modello di deployment per CKAN, consentendo a ciascuna amministrazione di esporre i propri dati open, come ha fatto il comune di Firenze (http://annuario.comune.fi.it/) Col deployment automatizzato, il servizio verrebbe attivato con pochi click, attivando server e storage sul cloud.
>>
>> Trovate qui una breve presentazione dei concetti, che abbiamo adottato nella cloud per la ricerca:
>>
>> https://tnc18.geant.org/core/presentation/174
>>
>> -- Beppe
>>
>>
>>> On 26/7/2018 17:24, nexa-request(a)server-nexa.polito.it wrote:
>>> From: Giacomo Tesio <giacomo(a)tesio.it> To: Marina Caporale <marina.caporale(a)unibo.it> Cc: "nexa(a)server-nexa.polito.it" <nexa(a)server-nexa.polito.it> Subject: Re: [nexa] E sulla nomina del dg AgID? Message-ID: <CAHL7psHJm5g5BGBUVhCRyz_y35GW4=X2f_8y9rg2k6KHRZa_3A(a)mail.gmail.com>Content-Type: text/plain; charset="utf-8"
>>>> Non dovrà essere un tecnico che parli alla casta degli iniziati dell'ICT, ma un conoscitore della PA, che abbia esperienza della complessità dell'organizzazione dei pubblici poteri.
>>> Personalmente trovo questa affermazione ridicola. Senza profonda competenza tecnica, senza sapere* in prima persona realizzare* i sistemi informatici che risolveranno i problemi della PA, si è semplicemente in mano al fornitore più "convincente". Che può essere quello che offre il rischio minore di biasimo per l'interessato (Microsoft è fantastica in questo campo) o quello che pronuncia meglio le parole magiche del momento "Blockchain" e "Deep Learning". Ed essere un "conoscitore della PA", con "esperienza" della stessa, può voler dire molte cose, ma difficilmente vuol dire essere in grado di vedere come migliorarla attraverso l'informatica. Il dominio dell'incompetenza ci ha già dato perle come la PEC. Ma perché in Italia la competenza è un difetto? Puzziamo così tanto, noi tecnici? Giacomo Il giorno 26 luglio 2018 16:52, Marina Caporale <marina.caporale(a)unibo.it> ha scritto:
>>>> E sulla nomina del nuovo dg Agid non abbiamo nulla da dire? Ho trovato qualche eco solo qui: https://www.huffingtonpost.it/paola-caporossi/agid-una- scelta-complessa-per-bongiorno-e-cruciale-per-litalia_a_23488392/?utm_hp_ ref=it-homepage con questi rinvii https://www.corrierecomunicazioni.it/pa-digitale/agid-ecco-chi- selezionera-il-nuovo-direttore-generale/ https://www.corrierecomunicazioni.it/pa-digitale/agid-ecco-i- candidati-per-la-poltrona-di-direttore-generale/ il bando era qui http://www.funzionepubblica.gov.it/articolo/dipartimento/ 03-07-2018/bando-agid e qui i candidati http://www.funzionepubblica.gov.it/articolo/dipartimento/ 20-07-2018/elenco-candidati-l’incarico-di-direttore-generale-dell’agid M Marina Caporale Professoressa a contratto Diritto amministrativo - IUS 10 Diritto dei Media e Istituzioni di diritto pubblico. Diritto dell'Informazione e della Comunicazione. http://www.unibo.it/docenti/marina.caporale _______________________________________________ nexa mailing list nexa(a)server-nexa.polito.it https://server-nexa.polito.it/cgi-bin/mailman/listinfo/nexa
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> https://server-nexa.polito.it/cgi-bin/mailman/listinfo/nexa
July 30, 2018
Re: [nexa] E sulla nomina del dg AgID?
by Giacomo Tesio
Grazie Beppe, questa è esattamente il tipo di competenza di cui abbiamo
bisogno.
Mi permetto di aggiungere solo due riflessioni nel merito che potrebbero
essere di interesse per la mailing list:
1. L'OpenSource è stato concepito durante l'inverno della AI, si limita
ai sorgenti del software ed ignora dati e modelli: teniamo sempre presente
che in Primavera, gli ormoni fanno brutti scherzi!
La PA, anche solo per tutela legale a fronte di ricorsi, necessita di
essere sempre in grado di spiegare un output che partecipa alla decisione
amministrativa e necessita dunque dei sorgenti conformi, di tutti i dati,
dei modelli e di strumenti adatti a ricreare, analizzare e spiegare il
comportamento software.
2. E' importante distinguere la automazione del deploy (che rappresenta
un costo da minimizzare) dal Cloud (che è la server farm di sconosciuti).
Al di là del lock-in dei fornitori, si pone un *serio problema di
sicurezza nazionale* a distribuire applicazioni strategiche per la PA su
cloud privati.
Anche qualora si decida di utilizzare cloud "che preservano l'italianità
della infrastruttura della PA" (Alitalia docet), il problema rimane sia in
termini di qualità del servizio che di sicurezza.
Il secondo problema è molto più insidioso del primo, perché è più difficile
comprenderne l'importanza.
Una soluzione semplice, ma controintuitiva, potrebbe essere quella di NON
usare cloud per la PA, ma utilizzare server farms distribuite sul
territorio. Cioé volevo dire: cloud privati in locali amministrativi
distribuiti sul territorio e amministrati da tecnici specializzati.
Come abbiamo l'ufficio tecnico comunale, dovremmo avere l'ufficio IT
comunale.
Questo ridurrebbe le economie di scala, ma avrebbe diversi vantaggi
strategici, come introdurre nella amministrazione a tutti i livelli
personale informatico qualificato, rendere l'infrastruttura amministrativa
nel sui complesso più resiliente agli attacchi etc...
L'unica alternativa (inferiore strategicamente) è quella di creare una
piattaforma cloud sotto il controllo dello Stato (probabilmente del
Ministero della Difesa) o dell'Unione Europea.
In generale, temo che l'idea di affidarsi al mercato per infrastrutture
così strategiche sia intrinsecamente fallimentare.
Con le tecnologie esistenti, non c'è modo di garantire che i dati rimangano
riservati.
Giacomo
Il giorno 29 luglio 2018 18:19, attardi <attardi(a)di.unipi.it> ha scritto:
> Sono d'accordo con Tesio.
>
> Forse dovremmo fare qualche considerazione sul ruolo di AgID e sulla
> relazione col team per la trasformazione digitale.
>
> *AgID*
>
> "AgID ha il compito di coordinare le amministrazioni nel percorso di
> attuazione del Piano Triennale per l’informatica della Pubblica
> amministrazione, favorendo la trasformazione digitale del Paese."
>
> Attualmente l’AgID cerca di governare la trasformazione digitale emanando
> linee guida a cui le PA dovrebbero attenersi. Il principio è corretto, ma
> il problema è che tali linee guida, non possono che essere molto generali,
> in quanto devono considerare situazioni molto varie e quindi lasciano
> spazio a interpretazioni libere o anche ad essere del tutto disattese.
>
> *Team Digitale*
>
> "Il Team per la Trasformazione Digitale nasce per avviare la
> costruzione del “sistema operativo” del Paese, una serie di componenti
> fondamentali sui quali costruire servizi più semplici ed efficaci per i
> cittadini, la Pubblica amministrazione e le imprese, attraverso prodotti
> digitali innovativi."
>
> Il team digitale si è mosso nella giusta direzione indicando un metodo e
> sviluppando alcuni strumenti di uso generale. In particolare il metodo
> basato sull’uso di strumenti come Github e Forum di discussione (
> developers.italia.it), indicano una precisa modalità di sviluppo,
> applicato per esempio alla stesura e all’aggiornamento dello stesso Piano
> Triennale della PA.
> Un metodo analogo è quello adottato per i Design Kit: produzione di kit
> per il design, diffusione della cultura del design dei servizi, realizzare
> nuovi servizi digitali.
> Un altro caso (che riprendo dopo) è quello delle API per ricercare e
> visualizzare gli open data del Data & Analytics Framework che usano la
> piattaforma open source CKAN (https://developers.italia.it/
> it/api/data--analytics-framework-ckan-api.html)
>
> *Dalle Linee Guida all'Automazione dei Servizi Applicativi*
>
> Nei prossimi anni, uno dei principali motori della trasformazione digitale
> sarà la transizione verso il cloud computing, che lo stesso Piano
> preconizza con la costituzione di PSN. Il cloud computing prefigura
> benefici di risparmio sui costi dell’infrastruttura, che rendono attraente
> l’investimento nel ridisegnare le applicazioni daccapo su nuove basi di
> compatibilità, interoperabilità e portabilità. Tuttavia le soluzioni cloud
> rischiano di cadere nel lock-in dei fornitori.
>
> Un’altra idea base per la condivisione e il riuso di applicazioni è quella
> di adottare soluzioni Open Source. Il principio è corretto, tuttavia non
> risolve interamente il problema del riuso perché ciascuna nuova
> installazione richiede sforzi manuali rilevanti di adattamento e
> installazione in contesti diversi.
>
> Una soluzione possibile è quella di abbracciare la programmabilità dei
> deployment e la standardizzare su strumenti di automazione cloud per
> realizzare servizi più agili e ottenere l’obiettivo di ridurre l’OpEx,
> oltre che il CapEx, già insito nelle piattaforme cloud. L’adozione di
> tecnologie di container abilita lo sviluppo di soluzioni più rapide, più
> moderne e scalabili che sfruttano nuove architetture applicative e modelli
> di deployment automatizzato.
>
> Si tratterebbe quindi di diffondere nella PA specifici strumenti di
> automazione di applicazioni cloud native che consentano di istanziare
> soluzioni cloud native in modo automatizzato sul cloud, configurandole a
> seconda dei casi, scalandole dinamicamente e facendone il dispiegamento su
> qualunque cloud pubblica o privata. In particolare, con la cloud automation
> basata su un modello dichiarativo, si può ottenere: consistenza,
> portabilità, scalabilità, condivisione e riuso, facilità di gestione e
> manutenzione. Con un modello dichiarativo, lo sviluppatore indica cosa
> vuole ottenere, non come deve essere fatto. Allo strumento di automazione
> viene lasciato il compito di tradurre il modello in una serie di passi
> esecutivi, riducendo sia il tempo di dispiegamento sia il rischio di errori.
>
> Con la costituzione di un repository di modelli predisposti, ogni
> amministrazione potrà scegliere il servizio più adatto e richiederne
> un’istanza su cloud per suo proprio uso e commisurata alle sue esigenze. I
> modelli predisposti nel repository potranno essere raffinati da altri
> utenti e ulteriormente condivisi, basandosi sempre su principi Open Source.
>
> Per esempio sarebbe possibile creare un modello di deployment per CKAN,
> consentendo a ciascuna amministrazione di esporre i propri dati open, come
> ha fatto il comune di Firenze (http://annuario.comune.fi.it/) Col
> deployment automatizzato, il servizio verrebbe attivato con pochi click,
> attivando server e storage sul cloud.
>
> Trovate qui una breve presentazione dei concetti, che abbiamo adottato
> nella cloud per la ricerca:
>
> https://tnc18.geant.org/core/presentation/174
>
> -- Beppe
>
>
> On 26/7/2018 17:24, nexa-request(a)server-nexa.polito.it wrote:
>
>> From: Giacomo Tesio <giacomo(a)tesio.it> To: Marina Caporale <
>> marina.caporale(a)unibo.it> Cc: "nexa(a)server-nexa.polito.it" <
>> nexa(a)server-nexa.polito.it> Subject: Re: [nexa] E sulla nomina del dg
>> AgID? Message-ID: <CAHL7psHJm5g5BGBUVhCRyz_y35GW4=
>> X2f_8y9rg2k6KHRZa_3A(a)mail.gmail.com>Content-Type: text/plain;
>> charset="utf-8"
>>
>>> Non dovrà essere un tecnico che parli alla casta degli iniziati
>>> dell'ICT, ma un conoscitore della PA, che abbia esperienza della
>>> complessità dell'organizzazione dei pubblici poteri.
>>>
>> Personalmente trovo questa affermazione ridicola. Senza profonda
>> competenza tecnica, senza sapere* in prima persona realizzare* i sistemi
>> informatici che risolveranno i problemi della PA, si è semplicemente in
>> mano al fornitore più "convincente". Che può essere quello che offre il
>> rischio minore di biasimo per l'interessato (Microsoft è fantastica in
>> questo campo) o quello che pronuncia meglio le parole magiche del momento
>> "Blockchain" e "Deep Learning". Ed essere un "conoscitore della PA", con
>> "esperienza" della stessa, può voler dire molte cose, ma difficilmente vuol
>> dire essere in grado di vedere come migliorarla attraverso l'informatica.
>> Il dominio dell'incompetenza ci ha già dato perle come la PEC. Ma perché in
>> Italia la competenza è un difetto? Puzziamo così tanto, noi tecnici?
>> Giacomo Il giorno 26 luglio 2018 16:52, Marina Caporale <
>> marina.caporale(a)unibo.it> ha scritto:
>>
>>> E sulla nomina del nuovo dg Agid non abbiamo nulla da dire? Ho trovato
>>> qualche eco solo qui: https://www.huffingtonpost.it/
>>> paola-caporossi/agid-una- scelta-complessa-per-bongiorno
>>> -e-cruciale-per-litalia_a_23488392/?utm_hp_ ref=it-homepage con questi
>>> rinvii https://www.corrierecomunicazioni.it/pa-digitale/agid-ecco-chi-
>>> selezionera-il-nuovo-direttore-generale/ https://www.corrierecomunicazi
>>> oni.it/pa-digitale/agid-ecco-i- candidati-per-la-poltrona-di-direttore-generale/
>>> il bando era qui http://www.funzionepubblica.go
>>> v.it/articolo/dipartimento/ 03-07-2018/bando-agid e qui i candidati
>>> http://www.funzionepubblica.gov.it/articolo/dipartimento/
>>> 20-07-2018/elenco-candidati-l’incarico-di-direttore-generale-dell’agid
>>> M Marina Caporale Professoressa a contratto Diritto amministrativo - IUS 10
>>> Diritto dei Media e Istituzioni di diritto pubblico. Diritto
>>> dell'Informazione e della Comunicazione. http://www.unibo.it/docenti/ma
>>> rina.caporale _______________________________________________ nexa
>>> mailing list nexa(a)server-nexa.polito.it https://server-nexa.polito.it/
>>> cgi-bin/mailman/listinfo/nexa
>>>
>> -------------- next part -------------- An HTML attachment was
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>
July 30, 2018
Re: [nexa] E sulla nomina del dg AgID?
by attardi
Sono d'accordo con Tesio.
Forse dovremmo fare qualche considerazione sul ruolo di AgID e sulla
relazione col team per la trasformazione digitale.
*AgID*
"AgID ha il compito di coordinare le amministrazioni nel percorso
di attuazione del Piano Triennale per l’informatica della Pubblica
amministrazione, favorendo la trasformazione digitale del Paese."
Attualmente l’AgID cerca di governare la trasformazione digitale
emanando linee guida a cui le PA dovrebbero attenersi. Il principio è
corretto, ma il problema è che tali linee guida, non possono che essere
molto generali, in quanto devono considerare situazioni molto varie e
quindi lasciano spazio a interpretazioni libere o anche ad essere del
tutto disattese.
*Team Digitale*
"Il Team per la Trasformazione Digitale nasce per avviare la
costruzione del “sistema operativo” del Paese, una serie di componenti
fondamentali sui quali costruire servizi più semplici ed efficaci per i
cittadini, la Pubblica amministrazione e le imprese, attraverso prodotti
digitali innovativi."
Il team digitale si è mosso nella giusta direzione indicando un metodo e
sviluppando alcuni strumenti di uso generale. In particolare il metodo
basato sull’uso di strumenti come Github e Forum di discussione
(developers.italia.it), indicano una precisa modalità di sviluppo,
applicato per esempio alla stesura e all’aggiornamento dello stesso
Piano Triennale della PA.
Un metodo analogo è quello adottato per i Design Kit: produzione di kit
per il design, diffusione della cultura del design dei servizi,
realizzare nuovi servizi digitali.
Un altro caso (che riprendo dopo) è quello delle API per ricercare e
visualizzare gli open data del Data & Analytics Framework che usano la
piattaforma open source CKAN
(https://developers.italia.it/it/api/data--analytics-framework-ckan-api.html)
*Dalle Linee Guida all'Automazione dei Servizi Applicativi*
Nei prossimi anni, uno dei principali motori della trasformazione
digitale sarà la transizione verso il cloud computing, che lo stesso
Piano preconizza con la costituzione di PSN. Il cloud computing
prefigura benefici di risparmio sui costi dell’infrastruttura, che
rendono attraente l’investimento nel ridisegnare le applicazioni daccapo
su nuove basi di compatibilità, interoperabilità e portabilità. Tuttavia
le soluzioni cloud rischiano di cadere nel lock-in dei fornitori.
Un’altra idea base per la condivisione e il riuso di applicazioni è
quella di adottare soluzioni Open Source. Il principio è corretto,
tuttavia non risolve interamente il problema del riuso perché ciascuna
nuova installazione richiede sforzi manuali rilevanti di adattamento e
installazione in contesti diversi.
Una soluzione possibile è quella di abbracciare la programmabilità dei
deployment e la standardizzare su strumenti di automazione cloud per
realizzare servizi più agili e ottenere l’obiettivo di ridurre l’OpEx,
oltre che il CapEx, già insito nelle piattaforme cloud. L’adozione di
tecnologie di container abilita lo sviluppo di soluzioni più rapide, più
moderne e scalabili che sfruttano nuove architetture applicative e
modelli di deployment automatizzato.
Si tratterebbe quindi di diffondere nella PA specifici strumenti di
automazione di applicazioni cloud native che consentano di istanziare
soluzioni cloud native in modo automatizzato sul cloud, configurandole a
seconda dei casi, scalandole dinamicamente e facendone il dispiegamento
su qualunque cloud pubblica o privata. In particolare, con la cloud
automation basata su un modello dichiarativo, si può ottenere:
consistenza, portabilità, scalabilità, condivisione e riuso, facilità di
gestione e manutenzione. Con un modello dichiarativo, lo sviluppatore
indica cosa vuole ottenere, non come deve essere fatto. Allo strumento
di automazione viene lasciato il compito di tradurre il modello in una
serie di passi esecutivi, riducendo sia il tempo di dispiegamento sia il
rischio di errori.
Con la costituzione di un repository di modelli predisposti, ogni
amministrazione potrà scegliere il servizio più adatto e richiederne
un’istanza su cloud per suo proprio uso e commisurata alle sue esigenze.
I modelli predisposti nel repository potranno essere raffinati da altri
utenti e ulteriormente condivisi, basandosi sempre su principi Open Source.
Per esempio sarebbe possibile creare un modello di deployment per CKAN,
consentendo a ciascuna amministrazione di esporre i propri dati open,
come ha fatto il comune di Firenze (http://annuario.comune.fi.it/) Col
deployment automatizzato, il servizio verrebbe attivato con pochi click,
attivando server e storage sul cloud.
Trovate qui una breve presentazione dei concetti, che abbiamo adottato
nella cloud per la ricerca:
https://tnc18.geant.org/core/presentation/174
-- Beppe
On 26/7/2018 17:24, nexa-request(a)server-nexa.polito.it wrote:
> From: Giacomo Tesio <giacomo(a)tesio.it> To: Marina Caporale
> <marina.caporale(a)unibo.it> Cc: "nexa(a)server-nexa.polito.it"
> <nexa(a)server-nexa.polito.it> Subject: Re: [nexa] E sulla nomina del dg
> AgID? Message-ID:
> <CAHL7psHJm5g5BGBUVhCRyz_y35GW4=X2f_8y9rg2k6KHRZa_3A(a)mail.gmail.com>Content-Type:
> text/plain; charset="utf-8"
>> Non dovrà essere un tecnico che parli alla casta degli iniziati
>> dell'ICT, ma un conoscitore della PA, che abbia esperienza della
>> complessità dell'organizzazione dei pubblici poteri.
> Personalmente trovo questa affermazione ridicola. Senza profonda
> competenza tecnica, senza sapere* in prima persona realizzare* i
> sistemi informatici che risolveranno i problemi della PA, si è
> semplicemente in mano al fornitore più "convincente". Che può essere
> quello che offre il rischio minore di biasimo per l'interessato
> (Microsoft è fantastica in questo campo) o quello che pronuncia meglio
> le parole magiche del momento "Blockchain" e "Deep Learning". Ed
> essere un "conoscitore della PA", con "esperienza" della stessa, può
> voler dire molte cose, ma difficilmente vuol dire essere in grado di
> vedere come migliorarla attraverso l'informatica. Il dominio
> dell'incompetenza ci ha già dato perle come la PEC. Ma perché in
> Italia la competenza è un difetto? Puzziamo così tanto, noi tecnici?
> Giacomo Il giorno 26 luglio 2018 16:52, Marina Caporale
> <marina.caporale(a)unibo.it> ha scritto:
>> E sulla nomina del nuovo dg Agid non abbiamo nulla da dire? Ho
>> trovato qualche eco solo qui:
>> https://www.huffingtonpost.it/paola-caporossi/agid-una-
>> scelta-complessa-per-bongiorno-e-cruciale-per-litalia_a_23488392/?utm_hp_
>> ref=it-homepage con questi rinvii
>> https://www.corrierecomunicazioni.it/pa-digitale/agid-ecco-chi-
>> selezionera-il-nuovo-direttore-generale/
>> https://www.corrierecomunicazioni.it/pa-digitale/agid-ecco-i-
>> candidati-per-la-poltrona-di-direttore-generale/ il bando era qui
>> http://www.funzionepubblica.gov.it/articolo/dipartimento/
>> 03-07-2018/bando-agid e qui i candidati
>> http://www.funzionepubblica.gov.it/articolo/dipartimento/
>> 20-07-2018/elenco-candidati-l’incarico-di-direttore-generale-dell’agid
>> M Marina Caporale Professoressa a contratto Diritto amministrativo -
>> IUS 10 Diritto dei Media e Istituzioni di diritto pubblico. Diritto
>> dell'Informazione e della Comunicazione.
>> http://www.unibo.it/docenti/marina.caporale
>> _______________________________________________ nexa mailing list
>> nexa(a)server-nexa.polito.it
>> https://server-nexa.polito.it/cgi-bin/mailman/listinfo/nexa
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> Subject: Digest Footer _______________________________________________
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> https://server-nexa.polito.it/cgi-bin/mailman/listinfo/nexa
> ------------------------------ End of nexa Digest, Vol 111, Issue 42
> *************************************
July 29, 2018
Theory of the mind meets AI
by Roberto “Rob” Dolci
http://www.sciencemag.org/news/2018/07/computer-programs-can-learn-what-oth…
Important little step in the path to general AI
Cheers
Rob
July 28, 2018
Re: [nexa] Harvard Business Review: A Study of Thousands of Dropbox Projects Reveals How Successful Teams Collaborate .
by Alberto Cammozzo
Scusate, mancava la fonte della citazione:
<https://www.politico.com/magazine/story/2018/07/27/silicon-valley-spies-chi…>
How Silicon Valley Became a Den of Spies: The West Coast is a growing
target of foreign espionage. And it’s not ready to fight back.
On 28/07/2018 11:34, Alberto Cammozzo wrote:
> Forse dopo Cambride Analytica i tempi sono maturi per una nuova
> interrogazione.
> Peccato che Quintarelli non sia più in parlamento...
>
> Aggiungo che verosimilmente sui dati globali così ben centralizzati
> non mettono gli occhi solo gli USA, ma anche le intelligence di mezzo
> mondo che in Silicon Valley sono molto attive:
>
> <<[] multiple former U.S. intel officials [said] many foreign intel
> “collectors” in the Bay Area are not spies in the traditional sense of
> the term. They aren’t based out of embassies or consulates, and may be
> associated with a state-owned business or research institute rather
> than an intelligence agency. Chinese officials, in particular, often
> cajole or outright threaten Chinese nationals (or U.S. citizens with
> family members in China) working or studying locally to provide them
> with valuable technological information. “You get into situations
> where you have really good, really bright, conscientious people,
> twisted by their home government,” said a chief security officer at a
> major cloud storage company that maintains sensitive government
> contracts.>>
>
> Alberto
>
>
> On 28/07/2018 11:12, Marco Ciurcina wrote:
>> In data martedì 24 luglio 2018 12:34:49 CEST, Alberto Cammozzo ha
>> scritto:
>>> Trascuro il fatto, veramente folle, che in una intera nazione imprese,
>>> enti pubblici e di ricerca usino servizi come Gmail e Dropbox offrendo
>>> così tanti dati e metadati (personali, di impresa e di ricerca), a
>>> soggetti legati a un governo ed a enti di ricerca con i quali
>>> competiamo
>>> e che non ci devono alcuna lealtà (salvo quella di facciata, come i
>>> fatti hanno dimostrato).
>>> Non si tratta di sovranismo ideologico, ma di elementare prudenza:
>> Peraltro, il Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della
>> Ricerca queste
>> cose le sapeva ma non mi risulta abbia fatto niente.
>> http://aic.camera.it/aic/scheda.html?numero=4/05980&ramo=CAMERA&leg=17
>> Mah!
>> m.c.
>>
>> _______________________________________________
>> nexa mailing list
>> nexa(a)server-nexa.polito.it
>> https://server-nexa.polito.it/cgi-bin/mailman/listinfo/nexa
>
>
> _______________________________________________
> nexa mailing list
> nexa(a)server-nexa.polito.it
> https://server-nexa.polito.it/cgi-bin/mailman/listinfo/nexa
July 28, 2018
Re: [nexa] Harvard Business Review: A Study of Thousands of Dropbox Projects Reveals How Successful Teams Collaborate .
by Alberto Cammozzo
Forse dopo Cambride Analytica i tempi sono maturi per una nuova
interrogazione.
Peccato che Quintarelli non sia più in parlamento...
Aggiungo che verosimilmente sui dati globali così ben centralizzati non
mettono gli occhi solo gli USA, ma anche le intelligence di mezzo mondo
che in Silicon Valley sono molto attive:
<<[] multiple former U.S. intel officials [said] many foreign intel
“collectors” in the Bay Area are not spies in the traditional sense of
the term. They aren’t based out of embassies or consulates, and may be
associated with a state-owned business or research institute rather than
an intelligence agency. Chinese officials, in particular, often cajole
or outright threaten Chinese nationals (or U.S. citizens with family
members in China) working or studying locally to provide them with
valuable technological information. “You get into situations where you
have really good, really bright, conscientious people, twisted by their
home government,” said a chief security officer at a major cloud storage
company that maintains sensitive government contracts.>>
Alberto
On 28/07/2018 11:12, Marco Ciurcina wrote:
> In data martedì 24 luglio 2018 12:34:49 CEST, Alberto Cammozzo ha scritto:
>> Trascuro il fatto, veramente folle, che in una intera nazione imprese,
>> enti pubblici e di ricerca usino servizi come Gmail e Dropbox offrendo
>> così tanti dati e metadati (personali, di impresa e di ricerca), a
>> soggetti legati a un governo ed a enti di ricerca con i quali competiamo
>> e che non ci devono alcuna lealtà (salvo quella di facciata, come i
>> fatti hanno dimostrato).
>> Non si tratta di sovranismo ideologico, ma di elementare prudenza:
> Peraltro, il Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca queste
> cose le sapeva ma non mi risulta abbia fatto niente.
> http://aic.camera.it/aic/scheda.html?numero=4/05980&ramo=CAMERA&leg=17
> Mah!
> m.c.
>
> _______________________________________________
> nexa mailing list
> nexa(a)server-nexa.polito.it
> https://server-nexa.polito.it/cgi-bin/mailman/listinfo/nexa
July 28, 2018
Re: [nexa] Harvard Business Review: A Study of Thousands of Dropbox Projects Reveals How Successful Teams Collaborate .
by Marco Ciurcina
In data martedì 24 luglio 2018 12:34:49 CEST, Alberto Cammozzo ha scritto:
> Trascuro il fatto, veramente folle, che in una intera nazione imprese,
> enti pubblici e di ricerca usino servizi come Gmail e Dropbox offrendo
> così tanti dati e metadati (personali, di impresa e di ricerca), a
> soggetti legati a un governo ed a enti di ricerca con i quali competiamo
> e che non ci devono alcuna lealtà (salvo quella di facciata, come i
> fatti hanno dimostrato).
> Non si tratta di sovranismo ideologico, ma di elementare prudenza:
Peraltro, il Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca queste
cose le sapeva ma non mi risulta abbia fatto niente.
http://aic.camera.it/aic/scheda.html?numero=4/05980&ramo=CAMERA&leg=17
Mah!
m.c.
July 28, 2018
Amazon face recognition falsely matches 28 lawmakers with mugshots, ACLU says
by Alberto Cammozzo
Test of Rekognition software links members of Congress to arrest photos
and finds people of color misidentified disproportionately
<https://www.theguardian.com/technology/2018/jul/26/amazon-facial-rekognitio…>
Amazon’s facial recognition technology falsely identified 28 members of
Congress as people who have been arrested for crimes, according to the
American Civil Liberties Union (ACLU).
The ACLU of Northern California’s test of Amazon’s controversial
Rekognition software also found that people of color were
disproportionately misidentified in a mugshot database, raising new
concerns about racial bias and the potential for abuse by law enforcement.
The report followed revelations in May that Amazon has been marketing
and selling the Rekognition technology to police agencies, leading
privacy advocates to urge CEO Jeff Bezos to stop providing the product
to the government.
“Our test reinforces that face surveillance is not safe for government
use,” Jacob Snow, a technology and civil liberties attorney at the ACLU
Foundation of Northern California, said in a statement. “Face
surveillance will be used to power discriminatory surveillance and
policing that targets communities of color, immigrants, and activists.
Once unleashed, that damage can’t be undone.” [...]
July 28, 2018
Re: [nexa] E sulla nomina del dg AgID?
by Giacomo Tesio
Scusa, non era mia intenzione deragliare la discussione.
Mi taccio! :-)
Giacomo
Il giorno 26 luglio 2018 23:55, Marina Caporale <marina.caporale(a)unibo.it>
ha scritto:
> sì, anche a me l'articolo è sembrato debole (anche la contrapposizione
> tra PA e comuni...) eppure è l'unico articolo, che ho trovato cercando
> qualcosa che desse il senso del dibattito, l'unico commento dedicato a una
> scelta così importante, non se ne parla,
>
> m
>
>
>
>
> Marina Caporale
> Professoressa a contratto
> Diritto amministrativo - IUS 10
> Diritto dei Media e Istituzioni di diritto pubblico. Diritto
> dell'Informazione e della Comunicazione.
> http://www.unibo.it/docenti/marina.caporale
> ------------------------------
> *Da:* Giacomo Tesio <giacomo(a)tesio.it>
> *Inviato:* giovedì 26 luglio 2018 17:24
> *A:* Marina Caporale
> *Cc:* nexa(a)server-nexa.polito.it
> *Oggetto:* Re: [nexa] E sulla nomina del dg AgID?
>
>
>>
>> Non dovrà essere un tecnico che parli alla casta degli iniziati dell'ICT,
>> ma un conoscitore della PA, che abbia esperienza della complessità
>> dell'organizzazione dei pubblici poteri.
>
>
> Personalmente trovo questa affermazione ridicola.
>
> Senza profonda competenza tecnica, senza sapere* in prima persona
> realizzare* i sistemi informatici che risolveranno i problemi della PA,
> si è semplicemente in mano al fornitore più "convincente".
> Che può essere quello che offre il rischio minore di biasimo per
> l'interessato (Microsoft è fantastica in questo campo) o quello che
> pronuncia meglio le parole magiche del momento "Blockchain" e "Deep
> Learning".
>
> Ed essere un "conoscitore della PA", con "esperienza" della stessa, può
> voler dire molte cose, ma difficilmente vuol dire essere in grado di vedere
> come migliorarla attraverso l'informatica.
> Il dominio dell'incompetenza ci ha già dato perle come la PEC.
>
>
> Ma perché in Italia la competenza è un difetto?
> Puzziamo così tanto, noi tecnici?
>
>
> Giacomo
>
>
>
>
>
> Il giorno 26 luglio 2018 16:52, Marina Caporale <marina.caporale(a)unibo.it>
> ha scritto:
>
>> E sulla nomina del nuovo dg Agid non abbiamo nulla da dire?
>>
>>
>> Ho trovato qualche eco solo qui:
>>
>> https://www.huffingtonpost.it/paola-caporossi/agid-una-scelt
>> a-complessa-per-bongiorno-e-cruciale-per-litalia_a_
>> 23488392/?utm_hp_ref=it-homepage
>>
>>
>> con questi rinvii
>>
>> https://www.corrierecomunicazioni.it/pa-digitale/agid-ecco-
>> chi-selezionera-il-nuovo-direttore-generale/
>>
>>
>> https://www.corrierecomunicazioni.it/pa-digitale/agid-ecco-
>> i-candidati-per-la-poltrona-di-direttore-generale/
>>
>>
>> il bando era qui
>>
>> http://www.funzionepubblica.gov.it/articolo/dipartimento/03-
>> 07-2018/bando-agid
>>
>>
>> e qui i candidati
>>
>> http://www.funzionepubblica.gov.it/articolo/dipartimento/20-
>> 07-2018/elenco-candidati-l’incarico-di-direttore-generale-dell’agid
>>
>>
>> M
>>
>>
>>
>>
>> Marina Caporale
>> Professoressa a contratto
>> Diritto amministrativo - IUS 10
>> Diritto dei Media e Istituzioni di diritto pubblico. Diritto
>> dell'Informazione e della Comunicazione.
>> http://www.unibo.it/docenti/marina.caporale
>>
>> _______________________________________________
>> nexa mailing list
>> nexa(a)server-nexa.polito.it
>> https://server-nexa.polito.it/cgi-bin/mailman/listinfo/nexa
>>
>>
>
July 26, 2018
Re: [nexa] E sulla nomina del dg AgID?
by Giacomo Tesio
Dubbi? Che spazio avrebbe la curiosità senza dubbi? :-)
Ma la Politica non è veramente una scienza: niente ripetibilità degli
esperimenti.
E nonostante la Politica non sia una scienza (o una tecnica) la Scienza
Politica la indaga e prova a descriverla.
Ma è una materia intrisa di storia e non è mai falsificabile. Ogni tanto
permette di comprendere, ma mai di prevedere.
Mentre scrivo immagino il volto severo del Professor Rusconi contrariato...
nonostante il voto, non ho proprio imparato un bel niente!
Ahimè, è possibile. Ma non voglio accontentarmi della interpretazione
comune di politica come arte della gestione del potere.
Ricordo ancora abbastanza Macchiavelli, Shumpeter e von Clausevitz... ma
abbiamo bisogno di qualcosa di più di un nuovo leader carismatico ed
idealista.
Dobbiamo pretendere Idee... più alte.
Dobbiamo ridare alle parole significati chiari, belli e forti.
Per cui, scusami per la perentorietà, ma confermo: dobbiamo pretendere che
la Politica sia una faticosa attività condivisa, che produca soluzioni ai
problemi attraverso la sintesi di competenze profonde e pertinenti. Non il
mestiere di gestire il consenso trovando compromessi che accontentino tutti.
Non perché sia giusto, ma perché abbiamo visto bene e ripetutamente che
l'incompetenza al potere fa solo danni.
Non vale solo per la politica, spesso mi capita di sentire qualche
imprenditore o qualche manager che non saprebbe avviare python
sotto-intendere una qualche propria affinità con Steve Jobs, dimenticando
la profonda competenza tecnica dello stesso, competenza che era il
fondamento della sua capacità di visione.
Da parte mia non riesco davvero a capire come si possa anche solo pensare
di guidare (o vendere) qualcosa che non si comprende.
Giacomo
Il giorno 26 luglio 2018 21:12, Luigi Scorca <luigi.scorca(a)gmail.com> ha
scritto:
> Beato lei che non ha dubbi.
>
> Credo che il malinteso sia nella differenza tra "tecnica" e "tecnologia".
>
> La Politica è una scienza.
>
>
>
>
> Il gio 26 lug 2018, 17:58 Giacomo Tesio <giacomo(a)tesio.it> ha scritto:
>
>> No.
>>
>> Politica è ogni attività consapevole del Cittadino volta a migliorare la
>> Comunità in cui opera.
>> La Tecnologia, poi, è il proseguimento della Politica con altri mezzi.
>>
>>
>> La Politica è lo scopo, non il metodo.
>> E deve essere uno scopo condiviso. E dunque deve essere uno sforzo
>> condiviso.
>> Il prodotto di una vasta collaborazione, sintesi di competenze variegate.
>> Non la prerogativa di (sedicenti) specialisti.
>>
>>
>> Giacomo
>>
>>
>> Il giorno 26 luglio 2018 17:27, Luigi Scorca <luigi.scorca(a)gmail.com> ha
>> scritto:
>>
>>> Anche la politica è una tecnica..
>>>
>>> Il gio 26 lug 2018, 17:24 Giacomo Tesio <giacomo(a)tesio.it> ha scritto:
>>>
>>>>
>>>>> Non dovrà essere un tecnico che parli alla casta degli iniziati
>>>>> dell'ICT, ma un conoscitore della PA, che abbia esperienza della
>>>>> complessità dell'organizzazione dei pubblici poteri.
>>>>
>>>>
>>>> Personalmente trovo questa affermazione ridicola.
>>>>
>>>> Senza profonda competenza tecnica, senza sapere* in prima persona
>>>> realizzare* i sistemi informatici che risolveranno i problemi della
>>>> PA, si è semplicemente in mano al fornitore più "convincente".
>>>> Che può essere quello che offre il rischio minore di biasimo per
>>>> l'interessato (Microsoft è fantastica in questo campo) o quello che
>>>> pronuncia meglio le parole magiche del momento "Blockchain" e "Deep
>>>> Learning".
>>>>
>>>> Ed essere un "conoscitore della PA", con "esperienza" della stessa, può
>>>> voler dire molte cose, ma difficilmente vuol dire essere in grado di vedere
>>>> come migliorarla attraverso l'informatica.
>>>> Il dominio dell'incompetenza ci ha già dato perle come la PEC.
>>>>
>>>>
>>>> Ma perché in Italia la competenza è un difetto?
>>>> Puzziamo così tanto, noi tecnici?
>>>>
>>>>
>>>> Giacomo
>>>>
>>>>
>>>>
>>>>
>>>>
>>>> Il giorno 26 luglio 2018 16:52, Marina Caporale <
>>>> marina.caporale(a)unibo.it> ha scritto:
>>>>
>>>>> E sulla nomina del nuovo dg Agid non abbiamo nulla da dire?
>>>>>
>>>>>
>>>>> Ho trovato qualche eco solo qui:
>>>>>
>>>>> https://www.huffingtonpost.it/paola-caporossi/agid-una-
>>>>> scelta-complessa-per-bongiorno-e-cruciale-per-
>>>>> litalia_a_23488392/?utm_hp_ref=it-homepage
>>>>>
>>>>>
>>>>> con questi rinvii
>>>>>
>>>>> https://www.corrierecomunicazioni.it/pa-digitale/agid-ecco-chi-
>>>>> selezionera-il-nuovo-direttore-generale/
>>>>>
>>>>>
>>>>> https://www.corrierecomunicazioni.it/pa-digitale/agid-ecco-i-
>>>>> candidati-per-la-poltrona-di-direttore-generale/
>>>>>
>>>>>
>>>>> il bando era qui
>>>>>
>>>>> http://www.funzionepubblica.gov.it/articolo/dipartimento/
>>>>> 03-07-2018/bando-agid
>>>>>
>>>>>
>>>>> e qui i candidati
>>>>>
>>>>> http://www.funzionepubblica.gov.it/articolo/dipartimento/
>>>>> 20-07-2018/elenco-candidati-l’incarico-di-direttore-generale-dell’agid
>>>>>
>>>>>
>>>>>
>>>>> M
>>>>>
>>>>>
>>>>>
>>>>>
>>>>> Marina Caporale
>>>>> Professoressa a contratto
>>>>> Diritto amministrativo - IUS 10
>>>>> Diritto dei Media e Istituzioni di diritto pubblico. Diritto
>>>>> dell'Informazione e della Comunicazione.
>>>>> http://www.unibo.it/docenti/marina.caporale
>>>>>
>>>>> _______________________________________________
>>>>> nexa mailing list
>>>>> nexa(a)server-nexa.polito.it
>>>>> https://server-nexa.polito.it/cgi-bin/mailman/listinfo/nexa
>>>>>
>>>>>
>>>> _______________________________________________
>>>> nexa mailing list
>>>> nexa(a)server-nexa.polito.it
>>>> https://server-nexa.polito.it/cgi-bin/mailman/listinfo/nexa
>>>>
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>>> _______________________________________________
>>> nexa mailing list
>>> nexa(a)server-nexa.polito.it
>>> https://server-nexa.polito.it/cgi-bin/mailman/listinfo/nexa
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July 26, 2018