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Re: [nexa] Quintarelli: "Intermediati digitali, unitevi"
by Giacomo Tesio
Ciao Vincenzo, riflessione molto ineressante.
Una piccola obbiezione:
Non credo che il lavoro sia una variabile centrale. E nemmeno il capitale
>
Ricordiamoci solo che, fino a quando non ci faremo convincere a trasferire
la nostra coscienza in un Eden virtuale (ovvero a pagare per farci
ammazzare :-D), viviamo in un mondo materiale.
Riconoscersi come esseri materiali non significa essere materialista, ma
ignorare l'aspetto fisico, l'hardware per così dire, può ridurre la
fondatezza della riflessione.
Giacomo
Il giorno 28 giugno 2018 08:05, Vincenzo Mario Bruno Giorgino <
vincenzo.giorgino(a)unito.it> ha scritto:
> Comprendo le osservazioni dal punto di vista del consumatore e del
> distributore tradizionale. Mi sfugge il senso politico "progressivo" della
> proposta di alleanza capitale-lavoro in un contesto in cui appena potrà
> quel capitale sostituirà gli esseri umani con l'automazione. In una
> prospettiva di più lungo raggio va affrontato il tema del superamento del
> lavoro nella distribuzione (commesse, cassiere, spedizionieri di Amazon...)
> e nella produzione.
> E ciò è anche conseguenza della stessa economia collaborativa "buona",
> quella P2P, dei commons collaborativi ecc.. Se condividiamo le auto
> esistenti, se ne produrranno di meno, meno occupazione, meno GNP ecc... E
> se inoltre sviluppiamo la produzione sociale non di mercato (Benkler) con
> un'infrastruttura adeguata e potente come le tecnologie di archiviazione
> distribuita unite ad altre piattaforme per l'interoperabilità di diverse
> forme economiche, va da sè che dobbiamo rivedere alcuni fondamentali.
> Non credo che il lavoro sia una variabile centrale. E nemmeno il
> capitale, se la stessa ragione di sopravvivenza dell'impresa viene meno con
> il cadere del costo marginale su cui invita a riflettere Riflkin.
>
> Un saluto,
>
> Vincenzo Giorgino
>
> Il giorno mer 27 giu 2018 alle ore 21:29 Stefano Quintarelli <
> stefano(a)quintarelli.it> ha scritto:
>
>> Grazie
>>
>> > Trovo invece poco convincente - ma forse per limiti miei -
>> > la sua proposta di pensare a una contrapposizione tra
>> > informazione da una parte e capitale e lavoro (insieme) dall'altra.
>>
>>
>> faccio un esempio banale (ma si puo' generalizzare)
>> booking prende circa il 20% del prezzo della camera iva inclusa.
>> vuol dire circa il 24% al netto dell'IVA.
>>
>> l'albergatore che vende una stanza a 100, quando passa attraverso
>> booking incassa 76.
>>
>> (prima pagava altri intermediari, ma erano in concorrenza tra loro e
>> gravavano molto meno sui margini dell'hotel; adesso la concorrenza è
>> assai limitata (oligopolio))
>>
>> questo aumento di pressione sui margini grava sull'albergatore che
>> cerchera' di risparmiare su tutti i fronti, dalle manutenzioni al
>> personale.
>>
>>
>> altro esempio: dovevo comprare un rasoio. scelto online il tipo di
>> rasoio, guardo su amazon il prezzo ed era 53 euro. guardo su unieuro ed
>> era 53 euro. allora, dato che ho un unieuro vicino a casa, penso di
>> andare a comprarlo direttamente in negozio. solo che li' costa 72 euro.
>> allora torno a casa e, dato che ho amazon prime, lo compro su amazon.
>>
>> un amico chiede ad un gestore di un grande retailer di
>> elettronica/elettrodomestici come va. rispetto agli anni precedenti,
>> visite molte, vendite in calo sensibile. hanno molto effetto showroom.
>>
>> l'effetto e' che il retailer cerca di risparmiare come puo'. prima sui
>> costi operativi, magazzino, ecc. ed anche sul personale.
>>
>> amazon e' price leader e la pressione che fa sui prezzi dei retailer
>> (molti stanno chiudendo) preme su entrambi i lati, sia capitale che
>> lavoro.
>>
>> potrei continuare con n altri esempi di imprenditori, produttori,
>> commercianti, fornitori di servizi che sono in conflitto con i loro
>> intermediari (ed anche quelli che non sono oggi in conflitto diretto,
>> che oggi sono beneficiati perche' hanno piu' volumi, capiscono di essere
>> dipendenti ed avere una posizione a rischio.
>>
>> un imprenditore che e' stato tagliato fuori dal suo intermediario per un
>> breve periodo di circa una settimana per ragioni di un disguido
>> amministrativo mi diceva "e' pazzesco, questi hanno un potere di vita e
>> di morte sulle aziende"
>>
>> in molte industrie basta essere tagliato fuori dal mercato per un paio
>> di settimane per essere messi in ginocchio.
>>
>> ciao, s.
>>
>> On 27/06/2018 21:03, J.C. DE MARTIN wrote:
>> > Stefano Quintarelli (garante Nexa) ha pubblicato sul Foglio
>> > un importante articolo dal titolo "Intermediati digitali, unitevi":
>> >
>> > https://www.ilfoglio.it/tecnologia/2018/06/24/news/
>> intermediati-digitali-unitevi-201400/
>> >
>> >
>> > Nell'articolo trovo un'ulteriore passo in avanti delle importanti
>> > riflessioni che Stefano sviluppa ormai da anni (e che ha anche
>> > esposto in forma libro, v. "Costruire il domani", Antonio Tombolini
>> > Editore, 2017).
>> >
>> > Personalmente ho trovato particolarmente bella e convincente
>> > la descrizione degli "intermediatori" che si trova nella sezione
>> > dell'articolo intitolata "Dalla parte dei monopolisti/oligopolisti
>> > immateriali".
>> >
>> > Concordo anche con le soluzioni che prospetta nella parte conclusiva
>> > dell'articolo.
>> >
>> > Trovo invece poco convincente - ma forse per limiti miei -
>> > la sua proposta di pensare a una contrapposizione tra
>> > informazione da una parte e capitale e lavoro (insieme) dall'altra.
>> >
>> > In ogni caso, articolo di grande valore, grazie Stefano!
>> >
>> > juan carlos
>> >
>> >
>> >
>> >
>> >
>> >
>> >
>> >
>> >
>> >
>> >
>> > _______________________________________________
>> > nexa mailing list
>> > nexa(a)server-nexa.polito.it
>> > https://server-nexa.polito.it/cgi-bin/mailman/listinfo/nexa
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>> https://server-nexa.polito.it/cgi-bin/mailman/listinfo/nexa
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>
>
> --
>
> https://www.palgrave.com/de/book/9783319665917
>
> "One of the great liabilities of life is that all too many people find
> themselves living amid a great period of social change and yet they fail
> to develop the new attitudes, the new mental responses that the new
> situation demands. They end up sleeping through a revolution."
> - Martin Luther King, Jr., "Remaining Awake Through a Great Revolution"
>
> Vincenzo Mario Bruno Giorgino, Ph.D.
> Dept. of Economic and Social Sciences, Mathematics and Statistics
> University of Torino - Italy
>
>
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>
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>
>
June 28, 2018
Re: [nexa] Quintarelli: "Intermediati digitali, unitevi"
by Giacomo Tesio
Anche io ho letto ed apprezzato molto l'articolo, in particolare l'analisi
della "proprietà non-privata" dei beni immateriali.
Ma a valle di una analisi tanto intelligente, credo che andrebbe presa in
considerazione la possibilità di ripristinare tale proprietà privata (che
detto da me, è come se Stallman pubblicizzasse Microsoft Windows! :-D): se
io compro un software (o un film, o un brano musicale), posseggo
l'artefatto e ci posso fare tutto quello che mi pare (incluso prestarlo,
regalarne delle copie o venderne delle copie ad altri) esattamente come
potrei fare con un bene fisico.
Mi sorprende che sia impensabile una economia non basata su scarsità
artificiali, visto che di risorse scarse da gestire e condividere ne
abbiamo già fin troppe.
Al contrario, forse la proprietà privata dei beni immateriali (o meglio
l'assoluta libertà di fruttamento economico) è persino più sostenibile e
positiva della proprietà privata di beni materiali.
Quanto alle soluzioni, non condivido un'assunzione fondamentale del tuo
articolo: che si possa trovare una soluzione ai problemi del capitalismo
nel mercato capitalista.
I problemi che descrivi sono esacerbati dalla tecnologia, ma sono logiche
conseguenze del sistema in cui tale tecnologia opera.
Il parallelo con la rivoluzione industriale ignora alcune importanti
differenze con il mondo contemporaneo, fra cui:
- la popolazione: l'industria necessitava da un lato di attrarre lavoratori
nelle città, dall'altro di trasformarli in potenziali acquirenti
- l'inefficienza infrastrutturale: trasferire beni materiali era
estremamente costoso
- l'assenza di normative sostenibili: nessuna sicurezza sul lavoro o del
prodotto, nessun vincolo ambientale etc...
- la dimensione nazionale: lo stato era in condizione di imporre le proprie
leggi sul proprio territorio con un potere fisico e culturale soverchiante
rispetto a quello delle aziende presenti
Per queste ragioni, il capitale si trovava in condizione di dover accettare
politiche di interesse generale, migliorando la qualità della vita
complessiva.
Potremmo quasi dire che la qualità della vita generale sia migliorata
NONOSTANTE le politiche di "piu mercato", non grazie ad esse.
Oggi invece:
- la tecnologia comprime salari e sottrae posti di lavoro, incrementando le
disuguaglianze e spingendo la popolazione nelle periferie
- le infrastrutture materiali hanno raggiunto livelli di efficienza tali da
produrre rendimenti decrescenti
- le normative, seppur malleabili ed aggirabili, rappresentano costo fisso
da un lato ed una barriera all'ingresso che protegge gli operatori
esistenti dall'altro
- la dimensione globale pone gli stati sovrani (ed in particolare le
democrazie) in condizione di svantaggio nei confronti di capitali che
operano a livello internazionale
Dunque, *temo sia ingenuo* (e dunque pericoloso, perché sfruttabile da
parte degli interessati) applicare il vecchio motto liberale del "più
mercato". Soprattuto perché* nel nome del mercato molti intendono "meno
regole"* (o regole conniventi...).
Vi propongo una prospettiva alternativa:* e se la ricetta "Europea"* a
questo problema fosse invece ed anzitutto "*più Cultura*"? Più *Conoscenza*?
Se *la computazione degli Europei fosse distribuita nelle case* invece che
concentrata nel "cloud" (termine nebuloso che significa la server farm di
qualche multinazionale")?
Giacomo
Il giorno 27 giugno 2018 21:29, Stefano Quintarelli <stefano(a)quintarelli.it>
ha scritto:
> Grazie
>
> > Trovo invece poco convincente - ma forse per limiti miei -
> > la sua proposta di pensare a una contrapposizione tra
> > informazione da una parte e capitale e lavoro (insieme) dall'altra.
>
>
> faccio un esempio banale (ma si puo' generalizzare)
> booking prende circa il 20% del prezzo della camera iva inclusa.
> vuol dire circa il 24% al netto dell'IVA.
>
> l'albergatore che vende una stanza a 100, quando passa attraverso booking
> incassa 76.
>
> (prima pagava altri intermediari, ma erano in concorrenza tra loro e
> gravavano molto meno sui margini dell'hotel; adesso la concorrenza è assai
> limitata (oligopolio))
>
> questo aumento di pressione sui margini grava sull'albergatore che
> cerchera' di risparmiare su tutti i fronti, dalle manutenzioni al personale.
>
>
> altro esempio: dovevo comprare un rasoio. scelto online il tipo di rasoio,
> guardo su amazon il prezzo ed era 53 euro. guardo su unieuro ed era 53
> euro. allora, dato che ho un unieuro vicino a casa, penso di andare a
> comprarlo direttamente in negozio. solo che li' costa 72 euro.
> allora torno a casa e, dato che ho amazon prime, lo compro su amazon.
>
> un amico chiede ad un gestore di un grande retailer di
> elettronica/elettrodomestici come va. rispetto agli anni precedenti, visite
> molte, vendite in calo sensibile. hanno molto effetto showroom.
>
> l'effetto e' che il retailer cerca di risparmiare come puo'. prima sui
> costi operativi, magazzino, ecc. ed anche sul personale.
>
> amazon e' price leader e la pressione che fa sui prezzi dei retailer
> (molti stanno chiudendo) preme su entrambi i lati, sia capitale che lavoro.
>
> potrei continuare con n altri esempi di imprenditori, produttori,
> commercianti, fornitori di servizi che sono in conflitto con i loro
> intermediari (ed anche quelli che non sono oggi in conflitto diretto, che
> oggi sono beneficiati perche' hanno piu' volumi, capiscono di essere
> dipendenti ed avere una posizione a rischio.
>
> un imprenditore che e' stato tagliato fuori dal suo intermediario per un
> breve periodo di circa una settimana per ragioni di un disguido
> amministrativo mi diceva "e' pazzesco, questi hanno un potere di vita e di
> morte sulle aziende"
>
> in molte industrie basta essere tagliato fuori dal mercato per un paio di
> settimane per essere messi in ginocchio.
>
> ciao, s.
>
>
> On 27/06/2018 21:03, J.C. DE MARTIN wrote:
>
>> Stefano Quintarelli (garante Nexa) ha pubblicato sul Foglio
>> un importante articolo dal titolo "Intermediati digitali, unitevi":
>>
>> https://www.ilfoglio.it/tecnologia/2018/06/24/news/intermedi
>> ati-digitali-unitevi-201400/
>>
>> Nell'articolo trovo un'ulteriore passo in avanti delle importanti
>> riflessioni che Stefano sviluppa ormai da anni (e che ha anche
>> esposto in forma libro, v. "Costruire il domani", Antonio Tombolini
>> Editore, 2017).
>>
>> Personalmente ho trovato particolarmente bella e convincente
>> la descrizione degli "intermediatori" che si trova nella sezione
>> dell'articolo intitolata "Dalla parte dei monopolisti/oligopolisti
>> immateriali".
>>
>> Concordo anche con le soluzioni che prospetta nella parte conclusiva
>> dell'articolo.
>>
>> Trovo invece poco convincente - ma forse per limiti miei -
>> la sua proposta di pensare a una contrapposizione tra
>> informazione da una parte e capitale e lavoro (insieme) dall'altra.
>>
>> In ogni caso, articolo di grande valore, grazie Stefano!
>>
>> juan carlos
>>
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June 28, 2018
Re: [nexa] Quintarelli: "Intermediati digitali, unitevi"
by M. Fioretti
On 2018-06-28 08:05, Vincenzo Mario Bruno Giorgino wrote:
> Comprendo le osservazioni dal punto di vista del consumatore e del
> distributore tradizionale. Mi sfugge il senso politico "progressivo"
> della proposta di alleanza capitale-lavoro in un contesto in cui
> appena potrà quel capitale sostituirà gli esseri umani con
> l'automazione. In una prospettiva di più lungo raggio va affrontato
> il tema del superamento del lavoro nella distribuzione (commesse,
> cassiere, spedizionieri di Amazon...) e nella produzione.
> E ciò è anche conseguenza della stessa economia collaborativa
> "buona", quella P2P, dei commons collaborativi ecc.. Se condividiamo
> le auto esistenti, se ne produrranno di meno, meno occupazione, meno
> GNP ecc... E se inoltre sviluppiamo la produzione sociale non di
> mercato (Benkler) con un'infrastruttura adeguata e potente come le
> tecnologie di archiviazione distribuita unite ad altre piattaforme per
> l'interoperabilità di diverse forme economiche, va da sè che
> dobbiamo rivedere alcuni fondamentali.
> Non credo che il lavoro sia una variabile centrale. E nemmeno il
> capitale, se la stessa ragione di sopravvivenza dell'impresa viene
> meno con il cadere del costo marginale su cui invita a riflettere
> Riflkin.
Grazie, personalmente concordo su tutto, ci trovo solo aggiungere un
paio
di cose:
1) quanto scrivi sopra è anche inevitabile, e positivo, anche per
limiti *fisici* (dalla quantità di terra arabile, a quella di
combustibili
fossili sia disponibili che bruciabili senza problemi enormi, allo
spazio
per parcheggiare auto nei centri urbani)
2) sul "lavoro che non è variabile centrale": personalmente sono
d'accordo,
mi limito a osservare che qui da noi significa buttare l'articolo UNO
della
Costituzione, mica qualche comma in appendice :-). Ma buttare quello
significa
buttare metà delle infrastrutture e centri di potere che abbiamo,
mica solo
i sindacati **di oggi**. Un lavoro enorme :-)
Ma l'ostacolo ancora più grande è la mentalità delle persone. Non i
ricchi,
la gente normale di oggi, che se gli applichi quel discorso non ha
più una
ragione per alzarsi la mattina, o fortissime preoccupazioni che i
figli
prenderanno una brutta strada se non devono "lavorare" a tempo pieno,
pure
in uno shit job, per vivere. Quelli che combatteranno più ferocemente
questi
discorsi sono i manager **intermedi** di aziende pubbliche e private,
gli
operai, i genitori, la casalinga di voghera, NON i "capitalisti"
Marco
--
http://mfioretti.com
June 28, 2018
Re: [nexa] Quintarelli: "Intermediati digitali, unitevi"
by Vincenzo Mario Bruno Giorgino
Comprendo le osservazioni dal punto di vista del consumatore e del
distributore tradizionale. Mi sfugge il senso politico "progressivo" della
proposta di alleanza capitale-lavoro in un contesto in cui appena potrà
quel capitale sostituirà gli esseri umani con l'automazione. In una
prospettiva di più lungo raggio va affrontato il tema del superamento del
lavoro nella distribuzione (commesse, cassiere, spedizionieri di Amazon...)
e nella produzione.
E ciò è anche conseguenza della stessa economia collaborativa "buona",
quella P2P, dei commons collaborativi ecc.. Se condividiamo le auto
esistenti, se ne produrranno di meno, meno occupazione, meno GNP ecc... E
se inoltre sviluppiamo la produzione sociale non di mercato (Benkler) con
un'infrastruttura adeguata e potente come le tecnologie di archiviazione
distribuita unite ad altre piattaforme per l'interoperabilità di diverse
forme economiche, va da sè che dobbiamo rivedere alcuni fondamentali.
Non credo che il lavoro sia una variabile centrale. E nemmeno il capitale,
se la stessa ragione di sopravvivenza dell'impresa viene meno con il cadere
del costo marginale su cui invita a riflettere Riflkin.
Un saluto,
Vincenzo Giorgino
Il giorno mer 27 giu 2018 alle ore 21:29 Stefano Quintarelli <
stefano(a)quintarelli.it> ha scritto:
> Grazie
>
> > Trovo invece poco convincente - ma forse per limiti miei -
> > la sua proposta di pensare a una contrapposizione tra
> > informazione da una parte e capitale e lavoro (insieme) dall'altra.
>
>
> faccio un esempio banale (ma si puo' generalizzare)
> booking prende circa il 20% del prezzo della camera iva inclusa.
> vuol dire circa il 24% al netto dell'IVA.
>
> l'albergatore che vende una stanza a 100, quando passa attraverso
> booking incassa 76.
>
> (prima pagava altri intermediari, ma erano in concorrenza tra loro e
> gravavano molto meno sui margini dell'hotel; adesso la concorrenza è
> assai limitata (oligopolio))
>
> questo aumento di pressione sui margini grava sull'albergatore che
> cerchera' di risparmiare su tutti i fronti, dalle manutenzioni al
> personale.
>
>
> altro esempio: dovevo comprare un rasoio. scelto online il tipo di
> rasoio, guardo su amazon il prezzo ed era 53 euro. guardo su unieuro ed
> era 53 euro. allora, dato che ho un unieuro vicino a casa, penso di
> andare a comprarlo direttamente in negozio. solo che li' costa 72 euro.
> allora torno a casa e, dato che ho amazon prime, lo compro su amazon.
>
> un amico chiede ad un gestore di un grande retailer di
> elettronica/elettrodomestici come va. rispetto agli anni precedenti,
> visite molte, vendite in calo sensibile. hanno molto effetto showroom.
>
> l'effetto e' che il retailer cerca di risparmiare come puo'. prima sui
> costi operativi, magazzino, ecc. ed anche sul personale.
>
> amazon e' price leader e la pressione che fa sui prezzi dei retailer
> (molti stanno chiudendo) preme su entrambi i lati, sia capitale che lavoro.
>
> potrei continuare con n altri esempi di imprenditori, produttori,
> commercianti, fornitori di servizi che sono in conflitto con i loro
> intermediari (ed anche quelli che non sono oggi in conflitto diretto,
> che oggi sono beneficiati perche' hanno piu' volumi, capiscono di essere
> dipendenti ed avere una posizione a rischio.
>
> un imprenditore che e' stato tagliato fuori dal suo intermediario per un
> breve periodo di circa una settimana per ragioni di un disguido
> amministrativo mi diceva "e' pazzesco, questi hanno un potere di vita e
> di morte sulle aziende"
>
> in molte industrie basta essere tagliato fuori dal mercato per un paio
> di settimane per essere messi in ginocchio.
>
> ciao, s.
>
> On 27/06/2018 21:03, J.C. DE MARTIN wrote:
> > Stefano Quintarelli (garante Nexa) ha pubblicato sul Foglio
> > un importante articolo dal titolo "Intermediati digitali, unitevi":
> >
> >
> https://www.ilfoglio.it/tecnologia/2018/06/24/news/intermediati-digitali-un…
> >
> >
> > Nell'articolo trovo un'ulteriore passo in avanti delle importanti
> > riflessioni che Stefano sviluppa ormai da anni (e che ha anche
> > esposto in forma libro, v. "Costruire il domani", Antonio Tombolini
> > Editore, 2017).
> >
> > Personalmente ho trovato particolarmente bella e convincente
> > la descrizione degli "intermediatori" che si trova nella sezione
> > dell'articolo intitolata "Dalla parte dei monopolisti/oligopolisti
> > immateriali".
> >
> > Concordo anche con le soluzioni che prospetta nella parte conclusiva
> > dell'articolo.
> >
> > Trovo invece poco convincente - ma forse per limiti miei -
> > la sua proposta di pensare a una contrapposizione tra
> > informazione da una parte e capitale e lavoro (insieme) dall'altra.
> >
> > In ogni caso, articolo di grande valore, grazie Stefano!
> >
> > juan carlos
> >
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"One of the great liabilities of life is that all too many people find
themselves living amid a great period of social change and yet they fail
to develop the new attitudes, the new mental responses that the new
situation demands. They end up sleeping through a revolution."
- Martin Luther King, Jr., "Remaining Awake Through a Great Revolution"
Vincenzo Mario Bruno Giorgino, Ph.D.
Dept. of Economic and Social Sciences, Mathematics and Statistics
University of Torino - Italy
June 28, 2018
Re: [nexa] Quintarelli: "Intermediati digitali, unitevi"
by M. Fioretti
una aggiunta e un commento generale a quanto scritto da Stefano:
On 2018-06-27 21:29, Stefano Quintarelli wrote:
> ...
> altro esempio: dovevo comprare un rasoio. scelto online il tipo di
> rasoio, guardo su amazon il prezzo ed era 53 euro. guardo su unieuro
> ed era 53 euro. allora, dato che ho un unieuro vicino a casa, penso di
> andare a comprarlo direttamente in negozio. solo che li' costa 72
> euro.
oppure, come è capitato a me (con altri prodotti e altro retailer):
guardi su unieuro ed era 53 Euro, quindi decido di comprarlo online
per non ingrassare ulteriormente amazon. Ma al 34mo click attraverso
interfacce cretine e offerte fasulle (nel senso che scopri solo
all'ultimo
che il prodotto che ti serve subito non è in stock o che certe opzioni
di consegna non sono disponibili dove vivi) li mandi a quel paese, e
compri su amazon.
> in molte industrie basta essere tagliato fuori dal mercato per un paio
> di settimane per essere messi in ginocchio.
e questo in un pianeta che ha scorte alimentari per un paio di mesi:
https://www.riskope.com/2017/09/27/world-food-reserves-worldwide-would-last…
o molto meno, in alcune aree:
https://www.nation.co.ke/business/Treasury-s-70pc-maize-budget-cut-signals-…
un sistema in cui, a qualunque livello o settore, sei per principio
a solo poche settimane dal collasso è idiota. Ma tanto.
Marco
--
http://mfioretti.com
June 28, 2018
Re: [nexa] Quintarelli: "Intermediati digitali, unitevi"
by Stefano Quintarelli
Grazie
> Trovo invece poco convincente - ma forse per limiti miei -
> la sua proposta di pensare a una contrapposizione tra
> informazione da una parte e capitale e lavoro (insieme) dall'altra.
faccio un esempio banale (ma si puo' generalizzare)
booking prende circa il 20% del prezzo della camera iva inclusa.
vuol dire circa il 24% al netto dell'IVA.
l'albergatore che vende una stanza a 100, quando passa attraverso
booking incassa 76.
(prima pagava altri intermediari, ma erano in concorrenza tra loro e
gravavano molto meno sui margini dell'hotel; adesso la concorrenza è
assai limitata (oligopolio))
questo aumento di pressione sui margini grava sull'albergatore che
cerchera' di risparmiare su tutti i fronti, dalle manutenzioni al personale.
altro esempio: dovevo comprare un rasoio. scelto online il tipo di
rasoio, guardo su amazon il prezzo ed era 53 euro. guardo su unieuro ed
era 53 euro. allora, dato che ho un unieuro vicino a casa, penso di
andare a comprarlo direttamente in negozio. solo che li' costa 72 euro.
allora torno a casa e, dato che ho amazon prime, lo compro su amazon.
un amico chiede ad un gestore di un grande retailer di
elettronica/elettrodomestici come va. rispetto agli anni precedenti,
visite molte, vendite in calo sensibile. hanno molto effetto showroom.
l'effetto e' che il retailer cerca di risparmiare come puo'. prima sui
costi operativi, magazzino, ecc. ed anche sul personale.
amazon e' price leader e la pressione che fa sui prezzi dei retailer
(molti stanno chiudendo) preme su entrambi i lati, sia capitale che lavoro.
potrei continuare con n altri esempi di imprenditori, produttori,
commercianti, fornitori di servizi che sono in conflitto con i loro
intermediari (ed anche quelli che non sono oggi in conflitto diretto,
che oggi sono beneficiati perche' hanno piu' volumi, capiscono di essere
dipendenti ed avere una posizione a rischio.
un imprenditore che e' stato tagliato fuori dal suo intermediario per un
breve periodo di circa una settimana per ragioni di un disguido
amministrativo mi diceva "e' pazzesco, questi hanno un potere di vita e
di morte sulle aziende"
in molte industrie basta essere tagliato fuori dal mercato per un paio
di settimane per essere messi in ginocchio.
ciao, s.
On 27/06/2018 21:03, J.C. DE MARTIN wrote:
> Stefano Quintarelli (garante Nexa) ha pubblicato sul Foglio
> un importante articolo dal titolo "Intermediati digitali, unitevi":
>
> https://www.ilfoglio.it/tecnologia/2018/06/24/news/intermediati-digitali-un…
>
>
> Nell'articolo trovo un'ulteriore passo in avanti delle importanti
> riflessioni che Stefano sviluppa ormai da anni (e che ha anche
> esposto in forma libro, v. "Costruire il domani", Antonio Tombolini
> Editore, 2017).
>
> Personalmente ho trovato particolarmente bella e convincente
> la descrizione degli "intermediatori" che si trova nella sezione
> dell'articolo intitolata "Dalla parte dei monopolisti/oligopolisti
> immateriali".
>
> Concordo anche con le soluzioni che prospetta nella parte conclusiva
> dell'articolo.
>
> Trovo invece poco convincente - ma forse per limiti miei -
> la sua proposta di pensare a una contrapposizione tra
> informazione da una parte e capitale e lavoro (insieme) dall'altra.
>
> In ogni caso, articolo di grande valore, grazie Stefano!
>
> juan carlos
>
>
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>
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>
>
>
>
>
>
> _______________________________________________
> nexa mailing list
> nexa(a)server-nexa.polito.it
> https://server-nexa.polito.it/cgi-bin/mailman/listinfo/nexa
June 27, 2018
BBC releases computer history archive - BBC News
by J.C. DE MARTIN
https://www.bbc.com/news/technology-44628869
BBC releases computer history archive
Ian McNaught-Davis presented a programme on Micro computers and how to use them
A slice of computing history has been made public, giving people the opportunity to delve into an archive that inspired a generation of coders.
The Computer Literacy Project led to the introduction of the BBC Micro alongside programmes which introduced viewers to the principles of computing.
It included interviews with innovators such as Bill Gates and Steve Wozniak.
The BBC hopes the 1980s archive will encourage today's youngsters to become involved in computing.
With the release of the archive, viewers can now search and browse all of the programmes from the project.
They will be able to:
watch any of the 267 programmes
explore clips by topic or text search
run 166 BBC Micro programmes that were used on-screen
find out the history of the Computer Literacy Project
Matthew Postgate, the BBC's chief technology and product officer, said: "This archive offers a fascinating and nostalgic glimpse into an important milestone in the history of computing.
"The hardware may have changed, but the principles still apply - which also makes it a unique resource for teaching and learning that will hopefully encourage a new generation of computer users."
[...]
(Sent from my wireless device; please excuse brevity and typos (if any))
June 27, 2018
Quintarelli: "Intermediati digitali, unitevi"
by J.C. DE MARTIN
Stefano Quintarelli (garante Nexa) ha pubblicato sul Foglio
un importante articolo dal titolo "Intermediati digitali, unitevi":
https://www.ilfoglio.it/tecnologia/2018/06/24/news/intermediati-digitali-un…
Nell'articolo trovo un'ulteriore passo in avanti delle importanti
riflessioni che Stefano sviluppa ormai da anni (e che ha anche
esposto in forma libro, v. "Costruire il domani", Antonio Tombolini
Editore, 2017).
Personalmente ho trovato particolarmente bella e convincente
la descrizione degli "intermediatori" che si trova nella sezione
dell'articolo intitolata "Dalla parte dei monopolisti/oligopolisti
immateriali".
Concordo anche con le soluzioni che prospetta nella parte conclusiva
dell'articolo.
Trovo invece poco convincente - ma forse per limiti miei -
la sua proposta di pensare a una contrapposizione tra
informazione da una parte e capitale e lavoro (insieme) dall'altra.
In ogni caso, articolo di grande valore, grazie Stefano!
juan carlos
June 27, 2018
Seminari dei Garanti Nexa (Frischmann, Guédon, Guibault) | 29 giugno, Torino
by Nexa Media
Nexa Center for Internet and Society Newsletter
Se non visualizzi correttamente questo messaggio clicca qui
<https://nexa.polito.it/2018/02/bfrischmann>
NEXA
Venerdì 29 giugno 2018, ore 14.30 - 16.30
Sala lettura Biblioteca Centrale di Ingegneria
<https://www.polito.it/ateneo/sedi/index.php?bl_id=TO_CEN03&fl_id=XPTE&rm_id…>
Politecnico di Torino, Corso Duca degli Abruzzi, 24, Torino
https://nexa.polito.it/2018/02/bfrischmann
Re-Engineering Humanity
Speaker:
Prof. Brett Frischmann (Villanova University)
Discussant:
Philippe Agrain (Sopinspace)
In this wide-reaching, interdisciplinary book, Brett Frischmann and Evan
Selinger examine what’s happening to our lives as society embraces big
data, predictive analytics, and smart environments. They explain how the
goal of designing programmable worlds goes hand in hand with engineering
predictable and programmable people. Detailing new frameworks,
provocative case studies, and mind-blowing thought experiments,
Frischmann and Selinger reveal hidden connections between fitness
trackers, electronic contracts, social media platforms, robotic
companions, fake news, autonomous cars, and more. This powerful analysis
should be read by anyone interested in understanding exactly how
technology threatens the future of our society, and what we can do now
to build something better.
[MELANDRI]
Venerdì 29 giugno 2018, ore 16.30 - 17.45
Sala lettura Biblioteca Centrale di Ingegneria
<https://www.polito.it/ateneo/sedi/index.php?bl_id=TO_CEN03&fl_id=XPTE&rm_id…>
Politecnico di Torino, Corso Duca degli Abruzzi, 24, Torino
https://nexa.polito.it/2018/04/jcguedon
Recasting the learned periodical in open access: from kingmaker to
community content as king
Speaker:
Prof. Jean-Claude Guédon (Université de Montréal)
Silently, learned periodicals have seen their nature shift between 1950
and 1990: society and academic publishers have been displaced by
international, commercial, publishers. Digitization has allowed
revisiting the processes accompanying learned communication, and has
given rise to the Open Access Movement. After first resisting this
trend, commercial publishers (and others) have come to embrace open
access, but, so doing, have also tried to reshape it to their advantage
(e.g. the hybrid journals). Meanwhile, funding agencies, both private
and public, are beginning to see that their role too can shift.
Deconstructing the "publishing function" is opening up new, improved,
vistas for learned communication, while offering the promise of a better
economic context for research institutions, libraries, and most learned
societies.
[MELANDRI]
Venerdì 29 giugno 2018, ore 15.00 - 17.00
Dipartimento di Giurisprudenza, Campus Luigi Einaudi, aula H2, secondo
piano, D4, Lungo Dora Siena, 100 A, Torino.
https://nexa.polito.it/2018/03/lguibault
Copyright Law’s Impact on Scientific Research
Speaker:
Prof. Lucie Guibault (Dalhousie University)
Discussant:
Massimo Durante (Università degli Studi di Torino)
This lecture examines how the European rules on copyright affect
scientific research, in particular through text and data mining (TDM).
TDM is an increasingly popular research method that uses computational
capacity to query mass quantities of information in order to produce new
knowledge. TDM involves the reproduction of the information to be
queried. The question arises whether this practice amounts to an
infringement of copyright. The lecture will analyse the rules in force
in selected Member States and will take a critical look at the relevant
provisions of the Proposal for a European Directive on Copyright in the
Digital Single Market.”
[MELANDRI]
See our events calendar <http://nexa.polito.it/events> if you're curious
about future luncheons, discussions, lectures, and conferences not
listed in this email. Our events are free and open to the public, unless
otherwise noted.
Maggiori informazioni sui Mercoledì di Nexa e i Nexa Lunch Seminar, sono
disponibili all'indirizzo: http://nexa.polito.it/events. Weekly Events
Newsletter. Sign up <http://nexa.polito.it/mailing-lists> to receive
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June 27, 2018
Unmasking A.I.'s Bias Problem
by Antonio Vetro'
Nulla che non sia già stato discusso in questa lista, ma a mio parere degno
di essere segnalato.
http://amp.timeinc.net/fortune/longform/ai-bias-problem?
Antonio V.
June 27, 2018