nexa
By thread
nexa@server-nexa.polito.it
By month
Messages by month
- ----- 2026 -----
- September
- August
- July
- June
- May
- April
- March
- February
- January
- ----- 2025 -----
- December
- November
- October
- September
- August
- July
- June
- May
- April
- March
- February
- January
- ----- 2024 -----
- December
- November
- October
- September
- August
- July
- June
- May
- April
- March
- February
- January
- ----- 2023 -----
- December
- November
- October
- September
- August
- July
- June
- May
- April
- March
- February
- January
- ----- 2022 -----
- December
- November
- October
- September
- August
- July
- June
- May
- April
- March
- February
- January
- ----- 2021 -----
- December
- November
- October
- September
- August
- July
- June
- May
- April
- March
- February
- January
- ----- 2020 -----
- December
- November
- October
- September
- August
- July
- June
- May
- April
- March
- February
- January
- ----- 2019 -----
- December
- November
- October
- September
- August
- July
- June
- May
- April
- March
- February
- January
- ----- 2018 -----
- December
- November
- October
- September
- August
- July
- June
- May
- April
- March
- February
- January
- ----- 2017 -----
- December
- November
- October
- September
- August
- July
- June
- May
- April
- March
- February
- January
- ----- 2016 -----
- December
- November
- October
- September
- August
- July
- June
- May
- April
- March
- February
- January
- ----- 2015 -----
- December
- November
- October
- September
- August
- July
- June
- May
- April
- March
- February
- January
- ----- 2014 -----
- December
- November
- October
- September
- August
- July
- June
- May
- April
- March
- February
- January
- ----- 2013 -----
- December
- November
- October
- September
- August
- July
- June
- May
- April
- March
- February
- January
- ----- 2012 -----
- December
- November
- October
- September
- August
- July
- June
- May
- April
- March
- February
- January
- ----- 2011 -----
- December
- November
- October
- September
- August
- July
- June
- May
- April
- March
- February
- January
- ----- 2010 -----
- December
- November
- October
- September
- August
- July
- June
- May
- April
- March
- February
- January
- ----- 2009 -----
- December
- November
- October
- September
- August
- July
- June
- May
November 2017
- 45 participants
- 94 messages
Re: [nexa] Coalition could allow firms to buy access to facial recognition data
by Alberto Cammozzo
Certo, ed è una bella differenza.
All'opposto diversi paesi prima raccolgono centralmente dati biometrici
per la sicurezza, poi li usano per l'identificazione, poi li offrono
anche per impieghi privati.
La stessa infrastruttura serve applicazioni diverse con esigenze
diametralmente opposte.
Oltre all'esempio appena fatto dell'Australia: ADhaar in India viene
usato negli aeroporti, esponendo l'identificativo unico del passeggero e
permettendo la raccolta dei suoi dati biometrici.
<http://www.hindustantimes.com/india-news/aadhaar-verification-at-airports-r…>
In uno SPID esteso al settore privato potrebbe essere utile poter
esporre pseudonimi, ovvero ID multipli per la stessa identità, anche
usando lo stesso autenticatore.
E' possibile?
Ciao,
Alberto
On 26/11/2017 12:31, Stefano Quintarelli wrote:
> beh, non proprio..
>
> uno e' un DB centralizzato di foto di persone
> l'altro e' una rete federata di autenticatori di credenziali a due
> fattori...
>
> ciao, s.
>
> On 26/11/2017 12:12, Alberto Cammozzo wrote:
>> Una specie di SPID con riconoscimento facciale, aperto ai privati.
>>
>> <https://www.theguardian.com/technology/2017/nov/26/government-could-allow-f…>
>>
>>
>> The federal government is considering allowing private companies to use
>> its national facial recognition database for a fee, documents released
>> under Freedom of Information laws reveal.
>>
>> The partially redacted documents show that the Attorney General’s
>> Department is in discussions with major telecommunications companies
>> about pilot programs for private sector use of the Facial Verification
>> Service in 2018. The documents also indicate strong interest from
>> financial institutions in using the database.
>>
>> [...]
>>
>> The government struck a deal with states and territories over the
>> controversial national facial recognition database last month. According
>> to the documents, which predate the agreement, at that time 50% of the
>> population was already included in the database. With the help of state
>> and territory governments, the federal Attorney General’s Department
>> planned to expand that number to cover 85% of Australians.
>>
>> According to the partially redacted documents, “the [Attorney General’s]
>> Department is currently in exploratory discussions with some of the
>> major telecommunications carriers [redacted] regarding their potential
>> use of the [Face Verification Service].” Under the plan, companies using
>> the FVS would collect a facial image of their customer and send it to
>> the “Biometric Interoperability Hub”.
>>
>> The hub then uses the national database to check the photo against an
>> image on one of their government records, such as a passport or driving
>> license photo, to verify that it is the same person. The company would
>> receive a yes/no response, without seeing the image held by the
>> government or having direct access to the database.
>>
>> [...]
>>
>> Alberto
>> _______________________________________________
>> nexa mailing list
>> nexa(a)server-nexa.polito.it
>> https://server-nexa.polito.it/cgi-bin/mailman/listinfo/nexa
>>
Nov. 27, 2017
R: diritti e responsabilita' AI
by Marco Ricolfi
Scusate il ritardo. Il tema è stato esplorato già da tempo per i computer generated works. In linea di massima è chi predispone il mezzo che acquista il diritto. Però i. alla recente conferenza del Master in LL M del 23 ottobre 2017 Anna Ramalho ha detto giustamente che, in EU come USA, copyright scatta solo se l’opera è espressione della personalità di un autore che è un umano; quindi se questa traccia non si mantiene nell’opera niente protezione; ii. mia implicazione: il machine learning fa perdere la protezione? Iii. scendendo al campo dei brevetti molti (fra cui William Samore, Artificial Intelligence and the Patent System: Can a New Tool Render a Once Patentable Idea Obvious?) hanno argomentato persuasivamente che il ricorso generalizzato a tecniche come il genetic programming rendono ovvio oggi ciò che non sarebbe stato tale ieri; quindi iv. Potrebbe essere che machine learning e forme di ricerca con ausilio digitale diminuiscano il numero di creazioni proteggibili; v. in copyright è chi predispone la tecnologia che ha titolo; solo se vi è un contratto (anche di lavoro) il committente datore acquista; in patent è chi possiede i tools che si appropria del risultato, normalmente pagando gli operatori che li impiegano; vi. Tutto questo è molto in fieri, ma credo che valga in generale anche l’inverso: cuius commoda, eius et incommoda. Tornerò sull’argomento quando avessi le idee più chiare. M.r.
Da: nexa [mailto:nexa-bounces@server-nexa.polito.it] Per conto di Ugo Pagallo
Inviato: venerdì 24 novembre 2017 19:28
A: Stefano Quintarelli
Cc: nexa(a)server-nexa.polito.it
Oggetto: Re: [nexa] diritti e responsabilita' AI
Caro Stefano,
le differenze sono tante; per cominciare tra USA e UE, tra gli stati membri UE, ecc.
Come sai la Commissione Europea ha cominciato nel settembre 2016 il giro di consultazione per emendare la vecchia direttiva (anni Ottanta) sulla responsabilità da prodotto difettoso nell'era del machine learning.
Allo stato, pensa a uno spettro. A un estremo, ci sono coloro che spingono per il mantenimento di un regime di responsabilità oggettiva (strict liability), variamente declinabile con la pericolosità del prodotto, o servizio, con la responsabilità vicaria di un datore di lavoro (se l'AI è proprio smart e intelligente: pensa a Vital, robot membro del consiglio di amministrazione della Deep Knowledge a Tokyo fin dal 2014), ecc. L'idea è che finché l'AI la fanno Google, Facebook, ecc., è bene (= sarebbe bene) che ne rispondano.
Dall'altro estremo c'è chi pensa che, man mano che l'AI si democratizza e ciascuno di noi, oltre al computer, avrà molti robot ecc. a casa, bisognerà ripensare allo status quo. Ad esempio, negli USA c'è chi propone a forme limitate di responsabilità per chi (società, start ups, ecc.) conviene nel far certificare preventivamente i propri sistemi.
Per quanto riguarda il diritto d'autore, il WIPO ne discute da tempo: in linea di massima - ma chiedo conferma a Marco Ricolfi - chi ha creato, usato o "comprato" in certi casi un sistema AI che inventa o crea qualche cosa (ammesso che l'idea stessa sia ammissibile per sistemi giuridici antropocentrici), ne sia proprietario. Alcuni colleghi propongono invece che queste scoperte e creazioni da parte dell'AI siano (= debbano essere) di per sė di pubblico dominio. In certe casi, dipende dal programma di cui parliamo: ad esempio, per "sintesi organiche" assistite tramite computer, screening e design computazione per farmaci, e via di questo passo. Negli USA, la discussione ruota attorno al 35 U.S.C. §§ 103 e 112 sul concetto di invenzione.
E infine, per non annoiare, credo (anche se penso per ragioni diverse dalle tue) che avremo una nuova generazione di "reati robotici". Ne parlo da anni con Carlo Blengino. Ne ho parlato all'IJCAI 2017 a Melbourne.
Ecco il video: https://www.youtube.com/watch?v=DfN6VXxl8Hs
Ecco il paper: https://www.ijcai.org/proceedings/2017/3
Buon weekend a tutti,
Ugo
Il giorno 24 novembre 2017 10:02, Stefano Quintarelli <stefano(a)quintarelli.it<mailto:stefano@quintarelli.it>> ha scritto:
Carissim*,
mi piacerebbe leggere le vostre opinioni..
secondo voi, a chi dovrebbero essere in capo onori ed oneri di un prodotto da un AI-bot ?
semplificando molto...
di chi dovrebbe essere la responsabilita' se un oggetto (non algoritmico) genera incitamento all'odio razziale (ad esempio) ?
(sia penale che civile; potrebbe ad esempio sbagliare una diagnosi)
e di chi (if any) dovrebbe essere il diritto di sfruttamento se un oggetto genera un grande successo musicale ?
(BTW, esiste un plagio, se il 'plagiatore' è un Ai-bot che ha imparato da se' 'guardando' Youtube ?)
ciao, s.
_______________________________________________
nexa mailing list
nexa(a)server-nexa.polito.it<mailto:nexa@server-nexa.polito.it>
https://server-nexa.polito.it/cgi-bin/mailman/listinfo/nexa
Nov. 26, 2017
battle for the net
by GianlucaQuaglia
Dall'account di George LAkoff su FB pro battleforthenet
https://www.facebook.com/permalink.php?story_fbid=1776975372344405&id=16564…
Donald Trump and the Republicans are trying to restrict American freedom
and destroy the Internet as we know it.
They want to hand control of a crucial public resource – the Internet –
over to corporations. These corporations will then be able to restrict
the flow of information, effectively censor voices of dissent, and
charge outrageous prices for access to online services.
This is an attack on American freedom, and it should alarm every citizen
who cherishes the free flow of information in the digital age. We can’t
allow corporations take control of our Internet. But stopping this
nefarious scheme requires urgent action on this issue, most commonly
known as Net Neutrality.
-------
https://www.battleforthenet.com/
Nov. 26, 2017
Re: [nexa] Coalition could allow firms to buy access to facial recognition data
by Stefano Quintarelli
beh, non proprio..
uno e' un DB centralizzato di foto di persone
l'altro e' una rete federata di autenticatori di credenziali a due
fattori...
ciao, s.
On 26/11/2017 12:12, Alberto Cammozzo wrote:
> Una specie di SPID con riconoscimento facciale, aperto ai privati.
>
> <https://www.theguardian.com/technology/2017/nov/26/government-could-allow-f…>
>
> The federal government is considering allowing private companies to use
> its national facial recognition database for a fee, documents released
> under Freedom of Information laws reveal.
>
> The partially redacted documents show that the Attorney General’s
> Department is in discussions with major telecommunications companies
> about pilot programs for private sector use of the Facial Verification
> Service in 2018. The documents also indicate strong interest from
> financial institutions in using the database.
>
> [...]
>
> The government struck a deal with states and territories over the
> controversial national facial recognition database last month. According
> to the documents, which predate the agreement, at that time 50% of the
> population was already included in the database. With the help of state
> and territory governments, the federal Attorney General’s Department
> planned to expand that number to cover 85% of Australians.
>
> According to the partially redacted documents, “the [Attorney General’s]
> Department is currently in exploratory discussions with some of the
> major telecommunications carriers [redacted] regarding their potential
> use of the [Face Verification Service].” Under the plan, companies using
> the FVS would collect a facial image of their customer and send it to
> the “Biometric Interoperability Hub”.
>
> The hub then uses the national database to check the photo against an
> image on one of their government records, such as a passport or driving
> license photo, to verify that it is the same person. The company would
> receive a yes/no response, without seeing the image held by the
> government or having direct access to the database.
>
> [...]
>
> Alberto
> _______________________________________________
> nexa mailing list
> nexa(a)server-nexa.polito.it
> https://server-nexa.polito.it/cgi-bin/mailman/listinfo/nexa
>
Nov. 26, 2017
Re: [nexa] "The enduring power of print for learning in a digital world"
by A Dicorinto
Grazie della segnalazione--
mi trova molto d'accordo.
Questo The Conversation si conferma come un ottimo luogo di riflessione.
a presto
2017-11-20 16:24 GMT+01:00 J.C. DE MARTIN <demartin(a)polito.it>:
> *The enduring power of print for learning in a digital world*
>
> October 4, 2017 2.14am BST
>
> *Patricia A. Alexander*
> *Professor of Psychology, University of Maryland*
>
> *Lauren M. Singer Trakhman*
> *Ph.D. Candidate in Educational Psychology, University of Maryland*
>
> Today’s students see themselves as digital natives, the first generation
> to grow up surrounded by technology like smartphones, tablets and e-readers.
>
> Teachers, parents and policymakers certainly acknowledge the growing
> influence of technology and have responded in kind. We’ve seen more
> investment in classroom technologies, with students now equipped with
> school-issued iPads and access to e-textbooks. In 2009, California passed a
> law requiring that all college textbooks be available in electronic form by
> 2020; in 2011, Florida lawmakers passed legislation requiring public
> schools to convert their textbooks to digital versions.
>
> Given this trend, teachers, students, parents and policymakers might
> assume that students’ familiarity and preference for technology translates
> into better learning outcomes. But we’ve found that’s not necessarily true.
>
> As researchers in learning and text comprehension, our recent work has
> focused on the differences between reading print and digital media. While
> new forms of classroom technology like digital textbooks are more
> accessible and portable, it would be wrong to assume that students will
> automatically be better served by digital reading simply because they
> prefer it.
>
> […]
>
> Continua qui: https://theconversation.com/the-enduring-power-of-print-
> for-learning-in-a-digital-world-84352
>
>
> _______________________________________________
> nexa mailing list
> nexa(a)server-nexa.polito.it
> https://server-nexa.polito.it/cgi-bin/mailman/listinfo/nexa
>
>
--
Arturo Di Corinto
www.dicorinto.it
--------------------------------->
AVVERTENZE AI SENSI DEL D.Lgs. 196/2003 Le informazioni contenute in questo
messaggio di posta elettronica e/o nel/i file/s allegato/i sono da
considerarsi strettamente riservate. Il loro utilizzo è consentito
esclusivamente al destinatario del messaggio, per le finalità indicate nel
messaggio stesso. Qualora riceviate questo messaggio senza esserne il
destinatario, Vi preghiamo cortesemente di darcene notizia via e-mail e di
procedere alla distruzione del messaggio stesso, cancellandolo dal Vostro
sistema. Conservare il messaggio stesso, divulgarlo anche in parte,
distribuirlo ad altri soggetti, copiarlo, od utilizzarlo per finalità
diverse, costituisce comportamento contrario ai principi dettati dal D.Lgs.
196/2003
Nov. 26, 2017
Coalition could allow firms to buy access to facial recognition data
by Alberto Cammozzo
Una specie di SPID con riconoscimento facciale, aperto ai privati.
<https://www.theguardian.com/technology/2017/nov/26/government-could-allow-f…>
The federal government is considering allowing private companies to use
its national facial recognition database for a fee, documents released
under Freedom of Information laws reveal.
The partially redacted documents show that the Attorney General’s
Department is in discussions with major telecommunications companies
about pilot programs for private sector use of the Facial Verification
Service in 2018. The documents also indicate strong interest from
financial institutions in using the database.
[...]
The government struck a deal with states and territories over the
controversial national facial recognition database last month. According
to the documents, which predate the agreement, at that time 50% of the
population was already included in the database. With the help of state
and territory governments, the federal Attorney General’s Department
planned to expand that number to cover 85% of Australians.
According to the partially redacted documents, “the [Attorney General’s]
Department is currently in exploratory discussions with some of the
major telecommunications carriers [redacted] regarding their potential
use of the [Face Verification Service].” Under the plan, companies using
the FVS would collect a facial image of their customer and send it to
the “Biometric Interoperability Hub”.
The hub then uses the national database to check the photo against an
image on one of their government records, such as a passport or driving
license photo, to verify that it is the same person. The company would
receive a yes/no response, without seeing the image held by the
government or having direct access to the database.
[...]
Alberto
Nov. 26, 2017
Re: [nexa] R: diritti e responsabilita' AI
by Alberto Cammozzo
A Ethicomp ho fatto alcune domande a Bayern: non serve nemmeno un foglio
excel, può bastare termostato.
E se ho capito bene, una volta che l'umano si ritira dalle prime due
società, altre possono essere create solo dalle AI rimaste nelle prime due.
In Googlepolis ci saranno swarm di società: ogni automobile o
scaldabagno fa società a sé.
Il sistema che consente la registrazione delle società è pilotato da una
AI, per cui se ne creano anche 20.000 al secondo.
:-)
Alberto
On 25/11/2017 12:48, Stefano Quintarelli wrote:
> Ciao,
>
> speculazione interessante anche se ci allontana dal tema iniziale..
>
> > di chi dovrebbe essere la responsabilita' se un oggetto (non
> > algoritmico) genera incitamento all'odio razziale (ad esempio) ?
> > (sia penale che civile; potrebbe ad esempio sbagliare una diagnosi)
> >
> > e di chi (if any) dovrebbe essere il diritto di sfruttamento se un
> > oggetto genera un grande successo musicale ?
> > (BTW, esiste un plagio, se il 'plagiatore' è un Ai-bot che ha
> > imparato da se' 'guardando' Youtube ?)
>
> il punto dove volevo arrivare e' la validita' del principio generale
> che cuis commoda eius et incommoda...
>
>
> BTW, l'azienda Deep Knowledge Ventures sta ad hong kong..
>
> AFAIK, in Usa, come da noi, le persone giuridiche devono essere
> composte da persone fisiche o altre persone giuridiche.
>
> L'argomento di Bayern, da quanto capisco, si basa su una "crepa
> interpretativa" giuridica nelle LLC monopersonali (SRL monopoersonali)
> di alcuni stati per cui un socio di una LLC monopersonale si ritira
> dopo avere definito che tutte le decisioni operative sono determinate
> da un sistema e prevedendo che il suo rappresentante legale preveda un
> tempo estesissimo (migliaia di anni) prima di stabilire la chiusura
> della LLC.
>
> il bug e' che per la legge fino ad oggi era implicito che se non c'e'
> piu' un socio che prende le decisioni, l'operativita' dell'azienda si
> concluda e quindi sia il suo rappresentante legale a chiuderla. (tipo
> se il membro della llc muore e rimane il suo erede)
>
> questo, almeno, e' cio' che capisco io. se e' cosi', dubito che un
> giudice possa considerare sostenibile una tale posizione, dato che in
> tutte le norme che si riferiscono alle LLC c'e' sempre la previsione
> dell'esistenza di un membro, cosa che un giudice non potrebbe ignorare.
>
> in any case, l'operazione di bayer e' una speculazione che prescinde
> dall'AI. la stessa cosa si potrebbe fare con un foglio di excel..
>
> allo stesso modo, se io fossi il monarca di quintaland, darei
> volentieri la cittadinanza al mio foglio excel, per finire su tutti i
> giornali, prima di spegnerlo e metterlo in un sottoscala. bisogna
> riconoscere che e' stata una bella operazione di marketing che ha
> colpito molti giornalisti. avessero definito un quadro giuridico per
> assegnare la cittadinanza saudita ad un sistema, non sarebbe stato
> cosi' sexy ma certo, quello si, rivoluzionario..
>
> pero' mi hai dato una idea...
> :-)
>
> ciao!, s.
>
>
>
>
> On 25/11/2017 11:49, Ugo Pagallo wrote:
>> Stefano,
>>
>> sul fatto che un sistema esperto manchi "dei requisiti e delle
>> implicazioni giuridiche specifiche" nel diritto societario
>> giapponese, andrei cauto. Partirei leggendo Fumio Shimpo, /Japan’s
>> Role in Establishing Standards for Artificial Intelligence
>> Development/, The Carnegie Endowment for International Peace on
>> Artificial Intelligence (AI) Development and Alliance Engagement
>> (January 2017).
>> Ma anche negli USA non scherzano: prova a leggere
>> https://papers.ssrn.com/sol3/Papers.cfm?abstract_id=2758222.
>> Peraltro, Shawn avrebbe già registrato una società robotica (cioè
>> senza umani nel board) nel Delaware (ok è il Delaware, ma è un
>> interessante trovata!)
>> Dopo di che sai bene che, nel febbraio 2017, il Parlamento europeo ha
>> approvato una risoluzione in cui "propone" forme di personalità
>> giuridica per certi sistemi intelligenti.
>> Dulcis in fundo, il 26 ottobre scorso, Sophia è stato il primo robot
>> cui uno stato sovrano, l'Arabia Saudita, ha concesso la cittadinanza:
>> http://losangeles.cbslocal.com/2017/10/26/robot-granted-citizenship/
>> Senza entrare nel merito delle varie opzioni, scelte e finanche
>> trovate, come vedi, il futuro è adesso.
>> Cheers
>> u.
>>
>>
>>
>>
>> Il giorno 25 novembre 2017 10:15, Stefano Quintarelli
>> <stefano(a)quintarelli.it <mailto:stefano@quintarelli.it>> ha scritto:
>>
>> francamente, mi sembra che affermare che un software ha un posto in
>> un CdA sia piu' una trovata di comunicazione che altro.
>>
>> essere membro di un CdA ha dei requisiti e delle implicazioni
>> giuridiche specifiche per ciascuno dei partecipanti, non ne ha per
>> un software.
>>
>> che poi, se siamo in 5 in un CdA, stabiliamo in un regolamento che
>> le nostre decisioni di investimento sono prese considerando i nostri
>> voti congiuntamente all'output di un foglio di excel, nulla ce lo
>> vieta.
>>
>> ma questo non significa che "un foglio di excel ha un posto in un
>> CdA" ne' tantomeno che excel o microsoft sono responsabili.
>>
>> BTW, pensandoci bene, se si dice che quel software (Validating
>> investment tool for advancing life sciences) ha un posto in un Cda,
>> allore posso affermare che excel ha sempre avuto un posto in tutti i
>> CdA in cui sono stato. spesso piu' rilevante di quello di altri
>> consiglieri...
>>
>> ciao, s.
>>
>>
>> On 24/11/2017 20:27, lorenzo albertini wrote:
>>
>> *** Grazie per l’ottimo spunto!
>>
>> Il riferimento a Vital mi fa venire in mente il libro che ho
>> appena letto, che pure lo menziona parlando di AI (a p. 489).
>>
>> Si tratta del libro dello storico israeliano Yuval Noah Harari :
>> dopo il best seller mondiale “Sapiens .Da animali a dei”, ora è
>> uscito con il visionario / sequel/ “Homo Deus. Breve storia del
>> futuro”, Bompiani, 2017, ove appunto il cenno allo strano
>> consigliere di amministrazione di Deep Knowledge Ventures.
>>
>> buon fine settimana
>>
>> Lorenzo Albertini
>>
>> *Da:*nexa [mailto:nexa-bounces@server-nexa.polito.it
>> <mailto:nexa-bounces@server-nexa.polito.it>] *Per conto di *Ugo
>> Pagallo
>> *Inviato:* venerdì 24 novembre 2017 19:28
>> *A:* Stefano Quintarelli <stefano(a)quintarelli.it
>> <mailto:stefano@quintarelli.it>>
>> *Cc:* nexa(a)server-nexa.polito.it
>> <mailto:nexa@server-nexa.polito.it>
>> *Oggetto:* Re: [nexa] diritti e responsabilita' AI
>>
>> Caro Stefano,
>>
>> le differenze sono tante; per cominciare tra USA e UE, tra gli
>> stati membri UE, ecc.
>>
>> Come sai la Commissione Europea ha cominciato nel settembre 2016
>> il giro di consultazione per emendare la vecchia direttiva (anni
>> Ottanta) sulla responsabilità da prodotto difettoso nell'era del
>> machine learning.
>>
>> Allo stato, pensa a uno spettro. A un estremo, ci sono coloro
>> che spingono per il mantenimento di un regime di responsabilità
>> oggettiva (strict liability), variamente declinabile con la
>> pericolosità del prodotto, o servizio, con la responsabilità
>> vicaria di un datore di lavoro (se l'AI è proprio smart e
>> intelligente: pensa a Vital, robot membro del consiglio di
>> amministrazione della Deep Knowledge a Tokyo fin dal 2014), ecc.
>> L'idea è che finché l'AI la fanno Google, Facebook, ecc., è bene
>> (= sarebbe bene) che ne rispondano.
>>
>> Dall'altro estremo c'è chi pensa che, man mano che l'AI si
>> democratizza e ciascuno di noi, oltre al computer, avrà molti
>> robot ecc. a casa, bisognerà ripensare allo status quo. Ad
>> esempio, negli USA c'è chi propone a forme limitate di
>> responsabilità per chi (società, start ups, ecc.) conviene nel
>> far certificare preventivamente i propri sistemi.
>>
>> Per quanto riguarda il diritto d'autore, il WIPO ne discute da
>> tempo: in linea di massima - ma chiedo conferma a Marco Ricolfi
>> - chi ha creato, usato o "comprato" in certi casi un sistema AI
>> che inventa o crea qualche cosa (ammesso che l'idea stessa sia
>> ammissibile per sistemi giuridici antropocentrici), ne sia
>> proprietario. Alcuni colleghi propongono invece che queste
>> scoperte e creazioni da parte dell'AI siano (= debbano essere)
>> di per sė di pubblico dominio. In certe casi, dipende dal
>> programma di cui parliamo: ad esempio, per "sintesi organiche"
>> assistite tramite computer, screening e design computazione per
>> farmaci, e via di questo passo. Negli USA, la discussione ruota
>> attorno al 35 U.S.C. §§ 103 e 112 sul concetto di invenzione.
>>
>> E infine, per non annoiare, credo (anche se penso per ragioni
>> diverse dalle tue) che avremo una nuova generazione di "reati
>> robotici". Ne parlo da anni con Carlo Blengino. Ne ho parlato
>> all'IJCAI 2017 a Melbourne.
>>
>> Ecco il video: https://www.youtube.com/watch?v=DfN6VXxl8Hs
>> <https://www.youtube.com/watch?v=DfN6VXxl8Hs>
>>
>> Ecco il paper: https://www.ijcai.org/proceedings/2017/3
>> <https://www.ijcai.org/proceedings/2017/3>
>>
>> Buon weekend a tutti,
>>
>> Ugo
>>
>> Il giorno 24 novembre 2017 10:02, Stefano Quintarelli
>> <stefano(a)quintarelli.it <mailto:stefano@quintarelli.it>
>> <mailto:stefano@quintarelli.it <mailto:stefano@quintarelli.it>>>
>> ha scritto:
>>
>> Carissim*,
>>
>> mi piacerebbe leggere le vostre opinioni..
>>
>> secondo voi, a chi dovrebbero essere in capo onori ed oneri
>> di un
>> prodotto da un AI-bot ?
>>
>> semplificando molto...
>>
>> di chi dovrebbe essere la responsabilita' se un oggetto
>> (non
>> algoritmico) genera incitamento all'odio razziale (ad
>> esempio) ?
>> (sia penale che civile; potrebbe ad esempio sbagliare una
>> diagnosi)
>>
>> e di chi (if any) dovrebbe essere il diritto di
>> sfruttamento se un
>> oggetto genera un grande successo musicale ?
>> (BTW, esiste un plagio, se il 'plagiatore' è un Ai-bot
>> che ha
>> imparato da se' 'guardando' Youtube ?)
>>
>> ciao, s.
>> _______________________________________________
>> nexa mailing list
>> nexa(a)server-nexa.polito.it <mailto:nexa@server-nexa.polito.it>
>> <mailto:nexa@server-nexa.polito.it
>> <mailto:nexa@server-nexa.polito.it>>
>> https://server-nexa.polito.it/cgi-bin/mailman/listinfo/nexa
>> <https://server-nexa.polito.it/cgi-bin/mailman/listinfo/nexa>
>>
>>
>> <http://www.avg.com/email-signature?utm_medium=email&utm_source=link&utm_cam…
>>
>> <http://www.avg.com/email-signature?utm_medium=email&utm_source=link&utm_cam…>>
>>
>>
>>
>> Mail priva di virus. www.avg.com <http://www.avg.com>
>>
>> <http://www.avg.com/email-signature?utm_medium=email&utm_source=link&utm_cam…
>>
>> <http://www.avg.com/email-signature?utm_medium=email&utm_source=link&utm_cam…>>
>>
>>
>>
>>
>> _______________________________________________
>> nexa mailing list
>> nexa(a)server-nexa.polito.it <mailto:nexa@server-nexa.polito.it>
>> https://server-nexa.polito.it/cgi-bin/mailman/listinfo/nexa
>> <https://server-nexa.polito.it/cgi-bin/mailman/listinfo/nexa>
>>
>> _______________________________________________
>> nexa mailing list
>> nexa(a)server-nexa.polito.it <mailto:nexa@server-nexa.polito.it>
>> https://server-nexa.polito.it/cgi-bin/mailman/listinfo/nexa
>> <https://server-nexa.polito.it/cgi-bin/mailman/listinfo/nexa>
>>
>>
> _______________________________________________
> nexa mailing list
> nexa(a)server-nexa.polito.it
> https://server-nexa.polito.it/cgi-bin/mailman/listinfo/nexa
Nov. 25, 2017
Re: [nexa] diritti e responsabilita' AI
by Claudio Agosti
ciao Stefano, ciao a tutti,
TL;DR, responsabilità totale nelle mani dell'utente purchè l'utente sia
padrone di dati e algoritmi. Nel momento in cui non lo è, si segue la
catena delle dipendenze, e la responsabilità va a chi controlla dati o
algoritmi.
Non so se ci sono riferimenti alla posizione che voglio esprimere, quindi
non citerò fonti. Ma immagino che tutte le riflessioni si devono sviluppare
dal presupposto di base per cui l'utente deve essere il responsabile finale
se effettivamente non ci sono altri responsabili nella catena al quale
imputare la colpa di un bias di partenza.
Quindi, il tuo algoritmo ha generato un successo musicale? Immagino che
l'algoritmo che ti è stato venduto sia stupido o sia pieno di bias, non
importi davvero perchè tu ne sei responsabile di quello che ti sei
programmato o di quello che stai usando se comprato da terzi. Tu usi un
training set. Se questo è composto da 10k video differenti ed otteni un
successo, ogni input ha controbuito ad uno 0.01% del tuo successo.
(probabilmente risibile ai fini di un plagio)
se invece hai fatto training set con tutti i dischi di elio e le storie
tese, e solo con i loro, ci sarà da capire quanto il tuo prodotto può
risultare diverso dagli originali e, fatto salvo per la componente creativa
al quale il software ha contribuito, credo non sia difficile configurarlo
come plagio.
nel momento in cui puoi quantificare le fonti al quale ti sei ispirato, in
modo più deterministico si può definire una percentuale accettabile di
citazione ed una non accettabile che diventa copia.
e per l'odio razziale idem: se io possiedo i mieo algoritmi e decido i miei
training set, non potrò usare la complessità tecnologica come capro
espiatorio per essere irresponsabile nella produzione di contenuti. se ho
davvero il controllo sulla supply chain informativa.
un saluto dal utopia dell'autodeterminazione digitale
Claudio
2017-11-24 3:02 GMT-06:00 Stefano Quintarelli <stefano(a)quintarelli.it>:
> Carissim*,
>
> mi piacerebbe leggere le vostre opinioni..
>
> secondo voi, a chi dovrebbero essere in capo onori ed oneri di un prodotto
> da un AI-bot ?
>
> semplificando molto...
>
> di chi dovrebbe essere la responsabilita' se un oggetto (non algoritmico)
> genera incitamento all'odio razziale (ad esempio) ?
> (sia penale che civile; potrebbe ad esempio sbagliare una diagnosi)
>
> e di chi (if any) dovrebbe essere il diritto di sfruttamento se un oggetto
> genera un grande successo musicale ?
> (BTW, esiste un plagio, se il 'plagiatore' è un Ai-bot che ha imparato da
> se' 'guardando' Youtube ?)
>
> ciao, s.
> _______________________________________________
> nexa mailing list
> nexa(a)server-nexa.polito.it
> https://server-nexa.polito.it/cgi-bin/mailman/listinfo/nexa
>
--
Claudio Agosti,
https://facebook.tracking.exposed - https://twitter.com/_vecna
PGP mail: claudio﹫tracking・exposed - key here https://keybase.io/vecna
Nov. 25, 2017
NYT: "Laptops Are Great. But Not During a Lecture or a Meeting"
by J.C. DE MARTIN
*Laptops Are Great. But Not During a Lecture or a Meeting.*
By SUSAN DYNARSKI
NOV. 22, 2017
Step into any college lecture hall and you are likely to find a sea of
students typing away at open, glowing laptops as the professor speaks.
But you won’t see that when I’m teaching.
Though I make a few exceptions, I generally ban electronics, including
laptops, in my classes and research seminars.
That may seem extreme. After all, with laptops, students can, in some
ways, absorb more from lectures than they can with just paper and pen.
They can download course readings, look up unfamiliar concepts on the
fly and create an accurate, well-organized record of the lecture
material. All of that is good.
But a growing body of evidence shows that over all, college students
learn less when they use computers or tablets during lectures. They also
tend to earn worse grades. The research is unequivocal: Laptops distract
from learning, both for users and for those around them. It’s not much
of a leap to expect that electronics also undermine learning in high
school classrooms or that they hurt productivity in meetings in all
kinds of workplaces.
[...]
continua qui:
https://www.nytimes.com/2017/11/22/business/laptops-not-during-lecture-or-m…
Nov. 25, 2017
Re: [nexa] R: diritti e responsabilita' AI
by Stefano Quintarelli
Ciao,
speculazione interessante anche se ci allontana dal tema iniziale..
> di chi dovrebbe essere la responsabilita' se un oggetto (non
> algoritmico) genera incitamento all'odio razziale (ad esempio) ?
> (sia penale che civile; potrebbe ad esempio sbagliare una diagnosi)
>
> e di chi (if any) dovrebbe essere il diritto di sfruttamento se un
> oggetto genera un grande successo musicale ?
> (BTW, esiste un plagio, se il 'plagiatore' è un Ai-bot che ha
> imparato da se' 'guardando' Youtube ?)
il punto dove volevo arrivare e' la validita' del principio generale
che cuis commoda eius et incommoda...
BTW, l'azienda Deep Knowledge Ventures sta ad hong kong..
AFAIK, in Usa, come da noi, le persone giuridiche devono essere composte
da persone fisiche o altre persone giuridiche.
L'argomento di Bayern, da quanto capisco, si basa su una "crepa
interpretativa" giuridica nelle LLC monopersonali (SRL monopoersonali)
di alcuni stati per cui un socio di una LLC monopersonale si ritira dopo
avere definito che tutte le decisioni operative sono determinate da un
sistema e prevedendo che il suo rappresentante legale preveda un tempo
estesissimo (migliaia di anni) prima di stabilire la chiusura della LLC.
il bug e' che per la legge fino ad oggi era implicito che se non c'e'
piu' un socio che prende le decisioni, l'operativita' dell'azienda si
concluda e quindi sia il suo rappresentante legale a chiuderla. (tipo se
il membro della llc muore e rimane il suo erede)
questo, almeno, e' cio' che capisco io. se e' cosi', dubito che un
giudice possa considerare sostenibile una tale posizione, dato che in
tutte le norme che si riferiscono alle LLC c'e' sempre la previsione
dell'esistenza di un membro, cosa che un giudice non potrebbe ignorare.
in any case, l'operazione di bayer e' una speculazione che prescinde
dall'AI. la stessa cosa si potrebbe fare con un foglio di excel..
allo stesso modo, se io fossi il monarca di quintaland, darei volentieri
la cittadinanza al mio foglio excel, per finire su tutti i giornali,
prima di spegnerlo e metterlo in un sottoscala. bisogna riconoscere che
e' stata una bella operazione di marketing che ha colpito molti
giornalisti. avessero definito un quadro giuridico per assegnare la
cittadinanza saudita ad un sistema, non sarebbe stato cosi' sexy ma
certo, quello si, rivoluzionario..
pero' mi hai dato una idea...
:-)
ciao!, s.
On 25/11/2017 11:49, Ugo Pagallo wrote:
> Stefano,
>
> sul fatto che un sistema esperto manchi "dei requisiti e delle
> implicazioni giuridiche specifiche" nel diritto societario giapponese,
> andrei cauto. Partirei leggendo Fumio Shimpo, /Japan’s Role in
> Establishing Standards for Artificial Intelligence Development/, The
> Carnegie Endowment for International Peace on Artificial Intelligence
> (AI) Development and Alliance Engagement (January 2017).
> Ma anche negli USA non scherzano: prova a leggere
> https://papers.ssrn.com/sol3/Papers.cfm?abstract_id=2758222. Peraltro,
> Shawn avrebbe già registrato una società robotica (cioè senza umani nel
> board) nel Delaware (ok è il Delaware, ma è un interessante trovata!)
> Dopo di che sai bene che, nel febbraio 2017, il Parlamento europeo ha
> approvato una risoluzione in cui "propone" forme di personalità
> giuridica per certi sistemi intelligenti.
> Dulcis in fundo, il 26 ottobre scorso, Sophia è stato il primo robot cui
> uno stato sovrano, l'Arabia Saudita, ha concesso la cittadinanza:
> http://losangeles.cbslocal.com/2017/10/26/robot-granted-citizenship/
> Senza entrare nel merito delle varie opzioni, scelte e finanche trovate,
> come vedi, il futuro è adesso.
> Cheers
> u.
>
>
>
>
> Il giorno 25 novembre 2017 10:15, Stefano Quintarelli
> <stefano(a)quintarelli.it <mailto:stefano@quintarelli.it>> ha scritto:
>
> francamente, mi sembra che affermare che un software ha un posto in
> un CdA sia piu' una trovata di comunicazione che altro.
>
> essere membro di un CdA ha dei requisiti e delle implicazioni
> giuridiche specifiche per ciascuno dei partecipanti, non ne ha per
> un software.
>
> che poi, se siamo in 5 in un CdA, stabiliamo in un regolamento che
> le nostre decisioni di investimento sono prese considerando i nostri
> voti congiuntamente all'output di un foglio di excel, nulla ce lo vieta.
>
> ma questo non significa che "un foglio di excel ha un posto in un
> CdA" ne' tantomeno che excel o microsoft sono responsabili.
>
> BTW, pensandoci bene, se si dice che quel software (Validating
> investment tool for advancing life sciences) ha un posto in un Cda,
> allore posso affermare che excel ha sempre avuto un posto in tutti i
> CdA in cui sono stato. spesso piu' rilevante di quello di altri
> consiglieri...
>
> ciao, s.
>
>
> On 24/11/2017 20:27, lorenzo albertini wrote:
>
> *** Grazie per l’ottimo spunto!
>
> Il riferimento a Vital mi fa venire in mente il libro che ho
> appena letto, che pure lo menziona parlando di AI (a p. 489).
>
> Si tratta del libro dello storico israeliano Yuval Noah Harari :
> dopo il best seller mondiale “Sapiens .Da animali a dei”, ora è
> uscito con il visionario / sequel/ “Homo Deus. Breve storia del
> futuro”, Bompiani, 2017, ove appunto il cenno allo strano
> consigliere di amministrazione di Deep Knowledge Ventures.
>
> buon fine settimana
>
> Lorenzo Albertini
>
> *Da:*nexa [mailto:nexa-bounces@server-nexa.polito.it
> <mailto:nexa-bounces@server-nexa.polito.it>] *Per conto di *Ugo
> Pagallo
> *Inviato:* venerdì 24 novembre 2017 19:28
> *A:* Stefano Quintarelli <stefano(a)quintarelli.it
> <mailto:stefano@quintarelli.it>>
> *Cc:* nexa(a)server-nexa.polito.it <mailto:nexa@server-nexa.polito.it>
> *Oggetto:* Re: [nexa] diritti e responsabilita' AI
>
> Caro Stefano,
>
> le differenze sono tante; per cominciare tra USA e UE, tra gli
> stati membri UE, ecc.
>
> Come sai la Commissione Europea ha cominciato nel settembre 2016
> il giro di consultazione per emendare la vecchia direttiva (anni
> Ottanta) sulla responsabilità da prodotto difettoso nell'era del
> machine learning.
>
> Allo stato, pensa a uno spettro. A un estremo, ci sono coloro
> che spingono per il mantenimento di un regime di responsabilità
> oggettiva (strict liability), variamente declinabile con la
> pericolosità del prodotto, o servizio, con la responsabilità
> vicaria di un datore di lavoro (se l'AI è proprio smart e
> intelligente: pensa a Vital, robot membro del consiglio di
> amministrazione della Deep Knowledge a Tokyo fin dal 2014), ecc.
> L'idea è che finché l'AI la fanno Google, Facebook, ecc., è bene
> (= sarebbe bene) che ne rispondano.
>
> Dall'altro estremo c'è chi pensa che, man mano che l'AI si
> democratizza e ciascuno di noi, oltre al computer, avrà molti
> robot ecc. a casa, bisognerà ripensare allo status quo. Ad
> esempio, negli USA c'è chi propone a forme limitate di
> responsabilità per chi (società, start ups, ecc.) conviene nel
> far certificare preventivamente i propri sistemi.
>
> Per quanto riguarda il diritto d'autore, il WIPO ne discute da
> tempo: in linea di massima - ma chiedo conferma a Marco Ricolfi
> - chi ha creato, usato o "comprato" in certi casi un sistema AI
> che inventa o crea qualche cosa (ammesso che l'idea stessa sia
> ammissibile per sistemi giuridici antropocentrici), ne sia
> proprietario. Alcuni colleghi propongono invece che queste
> scoperte e creazioni da parte dell'AI siano (= debbano essere)
> di per sė di pubblico dominio. In certe casi, dipende dal
> programma di cui parliamo: ad esempio, per "sintesi organiche"
> assistite tramite computer, screening e design computazione per
> farmaci, e via di questo passo. Negli USA, la discussione ruota
> attorno al 35 U.S.C. §§ 103 e 112 sul concetto di invenzione.
>
> E infine, per non annoiare, credo (anche se penso per ragioni
> diverse dalle tue) che avremo una nuova generazione di "reati
> robotici". Ne parlo da anni con Carlo Blengino. Ne ho parlato
> all'IJCAI 2017 a Melbourne.
>
> Ecco il video: https://www.youtube.com/watch?v=DfN6VXxl8Hs
> <https://www.youtube.com/watch?v=DfN6VXxl8Hs>
>
> Ecco il paper: https://www.ijcai.org/proceedings/2017/3
> <https://www.ijcai.org/proceedings/2017/3>
>
> Buon weekend a tutti,
>
> Ugo
>
> Il giorno 24 novembre 2017 10:02, Stefano Quintarelli
> <stefano(a)quintarelli.it <mailto:stefano@quintarelli.it>
> <mailto:stefano@quintarelli.it <mailto:stefano@quintarelli.it>>>
> ha scritto:
>
> Carissim*,
>
> mi piacerebbe leggere le vostre opinioni..
>
> secondo voi, a chi dovrebbero essere in capo onori ed oneri
> di un
> prodotto da un AI-bot ?
>
> semplificando molto...
>
> di chi dovrebbe essere la responsabilita' se un oggetto (non
> algoritmico) genera incitamento all'odio razziale (ad
> esempio) ?
> (sia penale che civile; potrebbe ad esempio sbagliare una
> diagnosi)
>
> e di chi (if any) dovrebbe essere il diritto di
> sfruttamento se un
> oggetto genera un grande successo musicale ?
> (BTW, esiste un plagio, se il 'plagiatore' è un Ai-bot che ha
> imparato da se' 'guardando' Youtube ?)
>
> ciao, s.
> _______________________________________________
> nexa mailing list
> nexa(a)server-nexa.polito.it <mailto:nexa@server-nexa.polito.it>
> <mailto:nexa@server-nexa.polito.it
> <mailto:nexa@server-nexa.polito.it>>
> https://server-nexa.polito.it/cgi-bin/mailman/listinfo/nexa
> <https://server-nexa.polito.it/cgi-bin/mailman/listinfo/nexa>
>
> <http://www.avg.com/email-signature?utm_medium=email&utm_source=link&utm_cam…
> <http://www.avg.com/email-signature?utm_medium=email&utm_source=link&utm_cam…>>
>
>
>
> Mail priva di virus. www.avg.com <http://www.avg.com>
> <http://www.avg.com/email-signature?utm_medium=email&utm_source=link&utm_cam…
> <http://www.avg.com/email-signature?utm_medium=email&utm_source=link&utm_cam…>>
>
>
>
>
> _______________________________________________
> nexa mailing list
> nexa(a)server-nexa.polito.it <mailto:nexa@server-nexa.polito.it>
> https://server-nexa.polito.it/cgi-bin/mailman/listinfo/nexa
> <https://server-nexa.polito.it/cgi-bin/mailman/listinfo/nexa>
>
> _______________________________________________
> nexa mailing list
> nexa(a)server-nexa.polito.it <mailto:nexa@server-nexa.polito.it>
> https://server-nexa.polito.it/cgi-bin/mailman/listinfo/nexa
> <https://server-nexa.polito.it/cgi-bin/mailman/listinfo/nexa>
>
>
Nov. 25, 2017