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FBI Chooses Secrecy Over Locking Up Criminals
by Alberto Cammozzo
La compromissione del computer tramite malware potrebbe scagionare
l'accusato. Perciò la difesa vuole valutare il trojan.
Se ho capito bene, si riduce al dubbio se posso essere considerato
responsabile di azioni compiute con un computer compromesso da un
trojan, seppure di iniettato da una agenzia governativa.
[...]
In the most recent example, the FBI may be forced to drop its case
against a Washington State school administrator charged with possessing
child porn because it doesn’t want to tell the court or the defense how
it got its evidence—even in the judge’s chambers.
The FBI reportedly used a bug in an older version of the free anonymity
software Tor to insert malware on the computers of people who accessed a
child-porn website it had seized. The malware gave agents the ability to
see visitors’ real Internet addresses and track them down.
Defense lawyers for Jay Michaud of Vancouver, Wash., argued they had the
right to review the malware in order to pursue their argument that the
government compromised the security of Michaud’s computer, leading to
the illicit material ending up there unintentionally.
U.S. District Court Judge Robert Bryan in Tacoma agreed.
“The consequences are straightforward: the prosecution must now choose
between complying with the Court’s discovery order and dismissing the
case,” Michaud’s defense attorneys wrote in a brief filed last week.
[...]
<https://theintercept.com/2016/05/02/fbi-chooses-secrecy-over-locking-up-cri…>
Alberto
May 2, 2016
Re: [nexa] Giorgio Fontana sulle conseguenze della tecnologia interattiva
by de petra giulio
Sempre sul tema in un libro Jaca Book appena uscito del collettivo
Ippolita, dal titolo "Anime elettriche", si parla efficacemente di
"pornografia emotiva".
(Sembra che l'anima c'entri sempre di più col digitale: quasi
contemporaneamente e' stato pubblicato da Derive e Approdi in italiano un
bel libro di Franco Berardi, con il titolo "L'anima al lavoro", che pure
riflette sulla trasformazione digitale del lavoro)
Il sabato 30 aprile 2016, Antonio Casilli <
antonio.casilli(a)telecom-paristech.fr> ha scritto:
> ooops si scivola nell'antropologico ;) prima che sia troppo tardi vi
> consiglio la lettura di quello che diceva Fabio Chiusi due anni fa su Wired
> --> il selfie non come espressione "viziosa" di una società alla deriva, ma
> come pratica di partecipazione sociale e di distanziazione dell'evento
> doloroso/drammatico
>
> http://www.wired.it/attualita/media/2014/12/15/sydneysiege-circolo-virtuoso…
> (C'è il mio zampino, e consiglio a tutti di leggere un po' di Luc
> Boltanski "Lo spettacolo del dolore" scritto in tempi non sospetti (più di
> vent'anni fa)
>
> http://www.amazon.it/spettacolo-dolore-Morale-umanitaria-politica/dp/887078…
> )
>
> ----- Mail original -----
> De: "Carlo Blengino" <blengino(a)penalistiassociati.it <javascript:;>>
> À: "J.C. DE MARTIN" <demartin(a)polito.it <javascript:;>>
> Cc: "Nexa" <nexa(a)server-nexa.polito.it <javascript:;>>
> Envoyé: Samedi 30 Avril 2016 16:55:36
> Objet: Re: [nexa] Giorgio Fontana sulle conseguenze della tecnologia
> interattiva
>
> Non so se ha senso legare le due vicende, ma mi è venuto in mente un altro
> recente selfie orrorifico lontano dalla scuola:
> http://www.corriere.it/foto-gallery/esteri/16_aprile_29/siria-giornalista-f…
>
> E mi chiedo se queste vicende siano segno di un mutamento antropologico o
> non siano piuttosto l'emergere, grazie al mezzo, della banale fisiologia
> del male (o dell'ignoranza), antropologicamente presente nel tempo; ma
> grazie all'interazione, è oggi più facile individuarne i contorni,
> stigmatizzarne il disvalore, e auspicabilmente correggerne le devianze. Non
> so, me lo chiedo... Spegnere gli smartphone impedirebbe i violenti sfottò
> del compagno disabile, o semplicemente non ne avremmo notizia?
> C.
>
> In mobilità
>
>
> Il giorno 30 apr 2016, alle ore 16:13, J.C. DE MARTIN < demartin(a)polito.it
> <javascript:;> > ha scritto:
>
>
>
>
> Carissimi,
>
> condivido (col permesso dell'autore, che adesso è anche iscritto in lista)
> queste riflessioni di Giorgio Fontana sul seguente
> evento di cronaca:
>
>
> http://torino.repubblica.it/cronaca/2016/04/29/news/selfie_con_la_compagna_…
>
> juan carlos
>
>
>
>
> "Quello che è successo in una scuola del torinese è la prova lampante che
> la tecnologia interattiva non è neutrale.
> Lo erano quelle analogiche con le quali l'interazione passava attraverso
> un uso coattivamente consapevole, sapevamo che stavano telefonando,
> sapevamo che stavamo scrivendo, sapevamo che dietro le immagini della
> televisione vi era un processo attivato da un mercato, che ci riguardava
> fino ad un certo punto, che il più delle volte ci era estraneo e ci
> lasciava estranei al mezzo.
> Con i mezzi analogici non ci siamo mai imposessati del mezzo di
> produzione, lo abbiamo subito, in qualche modo ci lasciava una certa
> innocenza.
> Con l'interazione siamo diventati produttori e consumatori, al tempo
> stesso, di comunicazione di massa, anche se l'audience si limita al nostro
> gruppo sociale ristretto, la potenza ridonda su tutto quello a cui abbiamo
> dato accesso.
> Quello che facciamo non riguarda più la nostra identità ma la nostra
> rappresentazione e la riproduzione del nostro agire ha sempre soltanto il
> nome di : ' tecnologia interattiva '.
> Quello che hanno fatto le due ragazzine non lo avrebbero mai fatto senza
> un sistema complesso di interazione, con un mezzo di produzione ed un
> bacino di utenza.
> Essere testimoni di un evento, una coetanea che sta male, con altri mezzi
> avrebbe avuto una dinamica diversa.
> Poteva diventare una conversazione al telefono ore dopo, a casa.
> Poteva diventare un'appunto sul diario alla sera, una lettera scritta il
> giorno seguente, il racconto agli amici il giorno dopo. Azioni da farsi
> dopo la lentezza di una riflessione, dopo aver masticato l'evento ed avere
> interagito con la disciplina dell'attesa.
> Doveva diventare una vera esperienza, passata attraverso non una
> rappresentazione ma una identificazione. Considerare che si è lì in quel
> momento è una pratica che ha bisogno di tempo, ha bisogno di maturare
> neglli anni, non si è lì in quel momento da ragazzini.
> Soprattutto quando c'è un mezzo interattivo che ti fa sembrare che lì in
> quel momento quello che devi fare ( il tuo imperativo categorico ) è
> interagire col mezzo e non con la tua persona e l'altro.
> La persona che sta male, quella che si butta dalla finestra, quella che
> picchia un compagno, il compagno picchiato diventano ' set rappresentativi
> ' di un evento irripetibile ed in quanto tale da rappresentarsi per il
> proprio pubblico. La macchina di produzione e di consumo. Quella che prima
> non esisteva.
> Quello che ci sta attorno diventa oggetto di produzione del qui e ora con
> la retorica perversa della televisione, dell'intrattenimento, del dovere di
> scambio di esperienze senza esperienza.
> Le persone sono oggetti della nostra rappresentazione retorica.
> Lo facciamo tutti quando sentiamo l'urgenza irrefrenabile di apparire
> nella cornice dell'interazione, quando invece di fermarci a riflettere
> compulsiamo sulla tastiera.
> Non lo avremmo mai fatto senza il mezzo interattivo, che ci permette di
> essere proprio qui e ora.
>
> La risposta della scuola è stata la punizione alla persona, avrebbero
> dovuto punire il mezzo sospendendo l'uso dello smartphone in ogni ambito
> scolastico per tutti, compresi gli insegnanti.
> Non siamo maturi noi con una tecnologia che ci sta sopraffacendo
> figuriamoci persone immature per definizione scolastica.
> C'è la nostra urgenza nel capire che dentro una complessità, di cui
> conosciamo benissimo le implicazioni tecnologiche, ma quasi nulla di quelle
> umane e sociali, dobbiamo avere l'umiltà di affermare la nostra ignoranza
> con tutte le sue consequenze.
> Perchè qui c'è di mezzo un cambiamento, un cambiamento antropologico e
> nessuno può dire se sarà positivo o meno.
> Perchè il cambiamento in se non è mai neutrale."
>
>
>
>
>
>
>
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>
May 2, 2016
WhatsApp ed il grande regalo dell'end-to-end crypto... o possiamo leggerlo in altri modi?
by Claudio Agosti
Buona settimana,
Mi sono interrogato sul significato e le implicazioni della crittografia di
whatsapp. Tradurrò il pezzo in italiano (e magari lo estenderò con tutte le
footnote che ho dovuto sacrificare perchè con medium non sono supportate)
https://medium.com/@_vecna/whatsapp-security-santa-or-cryptography-as-cost-…
penso alcune cose suoneranno già lette, per fare una sintesi (con WA
intendo WhatApp):
1) il costo dell'apparato legale di WA è maggiore del valore che WA può
estrarre da messaggi/foto/audio ? (sempre tenendo conto che se hai
facebook+instagram magari i dati via WA diventano secondari).
2) altre aziende più piccole che fan messaggiare gli utenti tra loro,
potranno far lo stesso passo ? possiamo in quanto utenti iniziare ad avere
questa esigenza, o la si può derubricare a "scelta della software house per
spendere di meno in sicurezza interna ed in consuenze legali"
3) quanto i transparecy report devono essere dettagliati? quanto le
richieste di meta-dati possono essere articolate ? ad esempio: "forniscimi
i dati che hai delle persone che hanno messaggiato verso XXX" o "forniscimi
i dati di chi si trovava in piazza XYZ dalle 12 alle 16"
4) l'ambiente mobile rimane insicuro in diversi lati¹, ed i backup
automatici, la chiave non protetta da password, possono portare ad una
perdita di riservatezza (l'attacco deve essere targeted e non può essere
massivo, questo stringi stringi è il vero vantaggio), possiamo dedurre che
il trend dei malware possa solo crescere con nuove ramificazioni.
ciao!
Claudio
¹:
https://medium.com/@thegrugq/operational-whatsapp-on-ios-ce9a4231a034#.561w…
--
Claudio Agosti,
http://www.journalismfestival.com/news/guilty-by-proximity-ijf16-hackers-co…
May 2, 2016
Re: [nexa] "Costruire il domani - Istruzioni per un futuro immateriale" - Ospite Stefano Quintarelli (Venerdì 6 maggio)
by Giuseppe Futia
*REMINDER*:
vi ricordiamo che venerdì 6 maggio 2016, dalle ore
18 alle ore 20, *Stefano Quintarelli *
(Deputato della Repubblica e Garante del Centro Nexa)
terrà un seminario dal titolo:
"*Costruire il domani. Istruzioni per un futuro immateriale*"
Maggiori informazioni sono disponibili all'indirizzo:
http://nexa.polito.it/2016/05/quintarelli.
Cordiali saluti,
--
-------------------------------------------------
Giuseppe Futia
Communication Manager
Nexa Center for Internet & Society
Politecnico di Torino - DAUIN
Corso Duca degli Abruzzi, 24 - 10129 Torino
web: http://nexa.polito.it
mail: giuseppe.futia(a)polito.it
tel. +39 011 090 7219
Il giorno 19 aprile 2016 17:17, Giuseppe Futia <giuseppe.futia(a)polito.it>
ha scritto:
> Se non visualizzi correttamente questo messaggio clicca qui
> <http://nexa.polito.it/2016/05/quintarelli>
> [image: NEXA]
>
> Presentazione del libro pubblicato da
>
> Il Sole 24 Ore
> Venerdì 6 maggio 2016, ore 18.00 - 20.00
>
> Via Boggio 65/a, Torino (primo piano)
>
> <http://nexa.polito.it/2016/05/quintarelli>
> http://nexa.polito.it/2016/05/quintarelli
> Costruire il domani - Istruzioni per un futuro immateriale
>
> Speaker
> Stefano Quintarelli (Deputato della Repubblica e Garante del Centro Nexa)
>
> This event will be webcast live: <http://nexa.polito.it/upcoming-events>
> http://nexa.polito.it/upcoming-events
>
> *Goethe diceva che la cosa più difficile di tutte è quella di vedere con
> gli occhi ciò che davanti agli occhi sta. Le cose oltretutto non sono
> immobili ma cambiano di continuo a un ritmo tutto loro. Forse anche per
> questo dalla notte dei tempi gli uomini se lo chiedono: È possibile
> prevedere il futuro? Sì, a patto di rinunciare a pensose previsioni esatte
> per limitarsi alle (cor)relazioni di fondo. Il futuro insomma non va
> indovinato, va immaginato. Il futuro è fatto di strade che ci vengono
> incontro. Viste da qui, non sono affatto sentieri già battuti ma varchi che
> si aprono, forme che si tracciano, dati disseminati su pattern che
> s'intrecciano col presente ma sono ancora tutti da ritracciare. In questo
> libro Stefano Quintarelli, uomo di scienza, informatico, imprenditore,
> civil servant, prova per una volta a raccontare il futuro come se lo
> immagina lui*.
>
> *Attento osservatore dei settori più diversi (dall'editoria al cinema,
> dalla politica alla crittografia, dal Welfare alla tv) Quintarelli prova a
> srotolarne i fili senza aggrovigliarli troppo, collegando tasselli in
> apparenza lontani e sciolti gli uni dagli altri in un'unica, felice
> visione. Nel gioco del futuro non conta vincere, conta saperlo guardare,
> comprendere, rigirare, accogliere con cuore aperto e mente serena, senza
> cedere alle obiezioni, alle ottusità, alle resistenze che hanno reso il
> presente di questo paese una scocciante perdita di tempo e di energie. Non
> un gioco a somma zero, dunque, ma una serie affascinante e sterminata di
> variazioni sul tema a cui tutti noi siamo chiamati a prender parte. Chi
> guarda avanti per inclinazione e talento sa, come Stefano, che il futuro è
> in gioco. E come in ogni gioco che si rispetti, tutto sta nell'affrontarlo
> con la massima serietà e con la leggerezza di chi lo ha sentito sin troppe
> volte bussare per non aprirgli con un sorriso*.
>
> Speaker - e informazioni supplementari
> [image: [Stefano Quintarelli]]
>
> STEFANO QUINTARELLI. Professore straordinario di Sistemi di elaborazione
> dell’informazione, Servizi di rete e sicurezza, imprenditore seriale e
> business angel, è considerato tra i pionieri del digitale in Italia: ha
> fondato la prima associazione telematica studentesca nel 1989. Fondatore
> nel 1994 di I.NET, quotata in Borsa e ceduta a British Telecom, il primo
> operatore Internet professionale italiano che ha contribuito alla
> fondazione di parte rilevante dell’ecosistema internet italiano (Clusit,
> AIIP, AIPSI, MIX, Impara Digitale). È stato Presidente di AIIP -
> Associazione Italiana Internet Provider. Dopo essere stato direttore
> generale dell’Area Digital del Gruppo24Ore, nel 2012 è stato candidato
> indipendente per il Consiglio dell’Autorità per le Garanzie nelle
> Comunicazioni. Deputato, Membro del Comitato Comunicazione della Camera,
> Membro dell’intergruppo parlamentare per l’innovazione tecnologica, già
> responsabile del programma per l’Agenda Digitale di Scelta Civica per
> l’Italia. È stato nominato Presidente del Comitato di Indirizzo
> dell’Agenzia per l’Italia Digitale dal Presidente del consiglio Matteo
> Renzi. Stefano Quintarelli è Garante del Centro Nexa su Internet & Società
> del Politecnico di Torino.
>
>
>
>
> Che cosa sono il Centro Nexa e i cicli di incontri “Mercoledì di Nexa” e
> “Nexa Lunch Seminar”
>
> Il Centro Nexa su Internet & Società del Politecnico di Torino
> (Dipartimento di Automatica e Informatica) è un centro di ricerca
> indipendente e interdisciplinare che studia Internet e il suo effetto sulla
> società. Maggiori informazioni all'indirizzo: http://nexa.polito.it/about.
>
> Durante i “*Mercoledì di Nexa*”, che si tengono *ogni 2° mercoledì del
> mese* alle *ore 18 in punto*, il Centro Nexa su Internet e Società apre
> le sue porte non solo agli esperti e a tutti coloro i quali lavorano con
> Internet, ma anche a semplici appassionati e cittadini. Il ciclo di
> incontri intende approfondire, con un linguaggio preciso ma divulgativo, i
> temi legati alla Rete: motori di ricerca, Creative Commons, social
> networks, open source/software libero, neutralità della rete, libertà di
> espressione, privacy, file sharing, big e open data, smart cities e molto
> altro.
>
> Al centro di quasi tutti gli incontri un ospite pronto a dialogare con i
> direttori del Centro Nexa, il Prof. Juan Carlos De Martin del Politecnico
> di Torino e il Prof. Marco Ricolfi dell'Università di Torino, nonché lo
> staff e i Fellows del Centro Nexa.
>
> Maggiori informazioni sui Mercoledì di Nexa, incluso un elenco di tutti i
> “Mercoledì” passati, sono disponibili all'indirizzo:
> http://nexa.polito.it/mercoledi.
>
> Si segnala inoltre che dal maggio 2012 *ogni 4° mercoledì* del mese *dalle
> ore 13 alle ore 14* il Centro Nexa organizza anche i "*Nexa Lunch Seminar*".
> Una lista di tutti i “Lunch Seminar” passati è disponibile all'indirizzo:
> http://nexa.polito.it/lunch-seminars.
>
> See our events calendar <http://nexa.polito.it/events> if you're curious
> about future luncheons, discussions, lectures, and conferences not listed
> in this email. Our events are free and open to the public, unless otherwise
> noted.
>
> Maggiori informazioni sui Nexa Lunch Seminar e i Mercoledì di Nexa, sono
> disponibili all'indirizzo: <http://nexa.polito.it/events>
> http://nexa.polito.it/events. Weekly Events Newsletter. Sign up
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May 2, 2016
"The dawn and delusions of the ‘Nerd Reich’"
by J.C. DE MARTIN
Buon 1° maggio con questa riflessione su blockchain e dintorni.
juan carlos*
-----
The dawn and delusions of the ‘Nerd Reich’: BlockBusters #1*
/It is both possible and necessary to think politically about the
blockchain: delegation, transmutation and complexity./
Jaya Klara Brekke
30 April 2016
At this moment there is a technology under development that many
forecast will have an equally fundamental impact on how we do things as
the Internet itself.
But instead of facilitating the circulation of information, this
technology changes the very way that information is agreed on and
verified as true and how such a ‘truth’ might be enforced. The two areas
that this technology is poised to have the largest transformative
effects on are finance and government – the very way that money and
democracy operate. The technology is called the blockchain.
After a short introduction to the blockchain for the new reader, the
purpose of this piece is threefold: first, to emphasise that there is no
inevitable way in which technology develops, but that it is shaped by
conscious or unconscious decisions made between differing possibilities;
secondly that such decision-making is an important moment in determining
our social and political future; and finally, to introduce some tools
for making sense of, understanding and acting within this whirling new
field.
[…]
Continua qui:
https://opendemocracy.net/digitaliberties/jaya-klara-brekke/dawn-and-delusi…
May 1, 2016