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Fwd: incontro agenda digitale e comuni piemontesi 5 maggio 2016
by Mauro Alovisio
Gent.me/mi
segnalo evento di interesse in materia di agenda digitale e i comuni
piemontesi
http://www.anci.piemonte.it/news/archivio-2016-col-180/1381
Agenda digitale e banda ultralarga: ANCI e UNCEM insieme alla Regione per
attuare il piano nazionale
<http://www.anci.piemonte.it/news/archivio-2016-col-180/1381-agenda-digitale…>
- http://www.anci.piemonte.it/news/archivio-2016-col-180/1381
- [image: Stampa]
<http://www.anci.piemonte.it/news/archivio-2016-col-180/1381-agenda-digitale…>
- [image: Email]
<http://www.anci.piemonte.it/component/mailto/?tmpl=component&template=gk_ne…>
Garantire più servizi ai Comuni, alla pubblica amministrazione, alle
imprese e a tutti i cittadini entro il 2018. È questo l'obiettivo di
Regione Piemonte, Anci e Uncem, che nella mattinata di oggi, a Torino,
hanno condiviso modalità e tempi per dare il via al Piano della banda
ultralarga e all'attuazione dell'Agenda digitale in tutti i territori.
Non solo le grandi città: grazie a 284 milioni di euro di investimenti (194
milioni dal Par Fs e 90 dai Por Fesr e Feasr) internet ad alta velocità
toccherà tutte le aree "a fallimento di mercato" - comprese quelle alpine e
appenniniche - dove gli operatori, senza l'aiuto pubblico, non
investirebbero.
Anci e Uncem hanno definito con la Regione opportunità e tempistiche. Si
parte subito, con un'azione culturale e formativa. Il 5 maggio, il Csi
ospiterà Sindaci e Amministratori per una prima presentazione del piano
banda ultralarga. Successivamente, gli assessorati regionali agli Enti
locali e allo Sviluppo economico promuoveranno incontri sul territorio nei
quali ascoltare esigenze e necessità dei Comuni.
Dal punto di vista operativo, per poter investire subito le risorse
disponibili, la Regione Piemonte firmerà un accordo con il Ministero dello
Sviluppo economico e Infratel . Toccherà poi ai Comuni firmare le
convenzioni che saranno l'ultimo passo prima dei bandi, interamente gestiti
da Infratel.
All'incontro di oggi in piazza Castello a Torino, hanno partecipato per
Anci il vicepresidente Michele Pianetta, il direttore Marco Orlando e
Fabrizio Ferrari, funzionario della Città di Alessandria e membro del
comitato tecnico-scientifico del Csi, per Uncem il presidente Lido Riba e
il vice Marco Bussone.
Anci e Uncem hanno insistito sulla necessaria "neutralità tecnologica"
degli investimenti, che Infratel dovrà inserire nei bandi: si dovrà
prevedere un uso misto di fibra ottica, tecnologie wi-fi e satellite. Senza
dimenticare che il digital divide tocca internet, ma prima ancora tv
(digitale terrestre) e telefonia mobile. Nelle "aree bianche" si partirà
dalle zone dove le Unioni di Comuni sono più solide e operative e potranno
fare da coordinamento nella firma delle convenzioni con Mise, Infratel e
Regione. La rete resterà pubblica e verranno individuati dei gestori
concessionari che porteranno servizi a tutti i cittadini. "Su questo
abbiamo chiesto alla Regione – spiegano i rappresentanti di Anci e Uncem -
di fare un attento lavoro affinché si migliorino realmente i servizi alle
comunità, dai trasporti alla telemedicina, passando per l'istruzione e la
formazione. Dobbiamo lavorare molto con le Unioni di Comuni, anche per
evitare che si facciano nei prossimi mesi investimenti sbagliati e che la
fibra, come avvenuto in passato, resti spenta dai gestori. Dobbiamo far sì
che le nuove reti aiutino i Comuni a dialogare. Finora i sistemi tra enti
non si parlavano. Su questo si gioca il futuro dei piccoli Comuni e delle
stesse Unioni, in particolare nelle aree montane. Quel che è certo è che,
nei prossimi cinque anni, tutti i cittadini avranno copertura internet a 30
Mb/s, dunque anche venti volte rispetto all'attuale velocità di
navigazione".
April 27, 2016
Fwd: Newsletter del 27.4.16 - Il Garante a Facebook: stop ai fake e trasparenza sui dati - Per blogger valgono stesse regole e garanzie del giornalista
by Mauro Alovisio
Gent.me/me
segnalo interessante provvedimeneti del Garante privacy su facebook, blog
e videosorveglianza
un caro saluto
Mauro Alovisio
---------- Messaggio inoltrato ----------
Da: <ufficiostampagaranteprivacy(a)gpdp.it>
Date: 27 aprile 2016 14:15
Oggetto: Newsletter del 27.4.16 - Il Garante a Facebook: stop ai fake e
trasparenza sui dati - Per blogger valgono stesse regole e garanzie del
giornalista
A: noreply(a)gpdp.it
Se hai problemi a leggere la newsletter,fai clic qui.
<http://www.gpdp.it/garante/doc.jsp?ID=4933854>
*NEWSLETTER N. 414 del 27 aprile 2016*
• *Il Garante a Facebook: stop ai fake e trasparenza sui dati
<http://www.gpdp.it/#1>*
• *Privacy, per il blogger valgono le stesse regole e garanzie del
giornalista* <http://www.gpdp.it/#2>
• *No al Telecamere "intelligenti" e videosorveglianza "lunga" con adeguate
garanzie * <http://www.gpdp.it/#3>
------------------------------
*Il Garante a Facebook: stop ai fake e trasparenza sui dati Prima pronuncia
dell'Autorità italiana nei confronti di Menlo Park, applicabile la
normativa nazionale *
Facebook dovrà comunicare ad un proprio utente tutti i dati che lo
riguardano – informazioni personali, fotografie, post - anche quelli
inseriti e condivisi da un falso account, il cosiddetto "fake". Non solo:
la società di Menlo Park dovrà bloccare il fake ai fini di un'eventuale
intervento da parte della magistratura. Lo ha stabilito il Garante per la
protezione dei dati personali nella sua prima pronuncia nei confronti del
colosso web [doc. web n. 4833448]
<http://www.gpdp.it/garante/doc.jsp?ID=4833448>, nella quale afferma la
propria competenza a intervenire a tutela degli utenti italiani. Il social
network dovrà, inoltre, fornire all'iscritto, in modo chiaro e
comprensibile, informazioni anche sulle finalità, le modalità e la logica
del trattamento dei dati, i soggetti cui sono stati comunicati o che
possano venirne a conoscenza.
Il Garante ha accolto il ricorso di un iscritto a Facebook che si era
rivolto all'Autorità dopo aver interpellato il social network ed aver
ricevuto una risposta ritenuta insoddisfacente. L'iscritto lamentava di
essere stato vittima di minacce, tentativi di estorsione, sostituzione di
persona da parte di un altro utente di Facebook, il quale, dopo aver
chiesto e ottenuto la sua "amicizia", avrebbe inizialmente intrattenuto una
corrispondenza confidenziale, poi sfociata nei tentativi di reato. Il
ricorrente sosteneva, inoltre, che il "nuovo amico" - visto il suo rifiuto
di sottostare alle richieste di denaro - avrebbe creato un falso account,
utilizzando i suoi dati personali e la fotografia postata sul suo profilo,
dal quale avrebbe inviato a tutti i contatti Facebook dell'interessato
fotomontaggi di fotografie e video gravemente lesivi dell'onore e del
decoro oltre che della sua immagine pubblica e privata. L'interessato
chiedeva quindi la cancellazione e il blocco del falso account, nonché la
comunicazione dei suoi dati in forma chiara, anche di quelli presenti nel
fake.
Prima di intervenire nel merito, il Garante, anche alla luce della
direttiva 95/46/EC e delle sentenze della Corte di Giustizia europea "Google
Spain"
<http://curia.europa.eu/juris/document/document.jsf?docid=152065&doclang=IT>
del 13 maggio 2014 e "Weltimmo"
<http://curia.europa.eu/juris/document/document.jsf?text=&docid=168944&pageI…>del
1 ottobre 2015, ha innanzitutto affermato la competenza dell'Autorità
italiana sul caso in esame, ritenendo applicabile il diritto nazionale. La
multinazionale, infatti, è presente sul territorio italiano con
un'organizzazione stabile, Facebook Italy srl, la cui attività è
inestricabilmente connessa con quella svolta da Facebook Ireland ltd che
ha effettuato il trattamento di dati contestato. Il Garante ha accolto le
tesi del ricorrente ritenendolo, in base alla normativa italiana,
legittimato ad accedere a tutti i dati che lo riguardano compresi quelli
presenti e condivisi nel falso account. Ha quindi ordinato a Facebook di
comunicare all'interessato tutte le informazioni richieste entro un termine
preciso.
L'Autorità non ha invece ritenuto opportuno ordinare alla società la
cancellazione delle informazioni, poiché esse potrebbero essere valutabili
in sede di accertamento di possibili reati. Ha di conseguenza imposto a
Menlo Park di non effettuare alcun ulteriore trattamento dei dati del
ricorrente e di conservare quelli finora trattati ai fini della eventuale
acquisizione da parte dell'autorità giudiziaria.
------------------------------
*Privacy, per il blogger valgono le stesse regole e garanzie del
giornalista*
Il blogger, nel momento in cui fa informazione, è soggetto alle stesse
regole e gli sono riconosciute le stesse garanzie del giornalista. Non
commette un illecito nel riportare nel proprio blog notizie e commenti,
anche senza consenso, purché rispetti i diritti, le libertà fondamentali
e la dignità della persona di cui scrive.
Il principio è stato affermato dal Garante privacy [doc. web n. 4747581]
<http://www.gpdp.it/garante/doc.jsp?ID=4747581> nel dichiarare infondato il
ricorso di una donna, noto personaggio pubblico, che aveva chiesto la
rimozione da un blog di un articolo in cui erano riportate vicende
sentimentali e giudiziarie che la riguardavano. L'interessata riteneva che
i suoi dati personali fossero stati illecitamente diffusi on line e
contestava l'applicabilità al suo caso delle disposizioni contenute nel
Codice privacy a tutela della manifestazione del pensiero.
Nel definire il ricorso, il Garante ha stabilito invece che la disciplina
in materia di protezione dei dati personali è applicabile anche al blog che
svolge attività di informazione. Il blog rientra quindi nell'ambito della
fattispecie regolata dall'art. 136 del Codice privacy che estende le
garanzie riguardanti l'attività giornalistica ad ogni altra attività di
manifestazione del pensiero, anche se non effettuata da giornalisti
professionisti o pubblicisti. L'Autorità ha ritenuto pertanto che il
trattamento di dati personali relativi alla ricorrente, effettuato mediante
la pubblicazione on line di informazioni - in parte diffuse dalla stessa
sul proprio sito Internet o riprese da altri articoli - e la successiva
conservazione nel blog, non possono ritenersi illeciti, anche alla luce dei
principi del Codice deontologico dei giornalisti.
La decisione del Garante non pregiudica la possibilità della ricorrente, di
rivolgersi, se lo ritiene, al giudice ordinario per l'accertamento di
eventuali profili ritenuti diffamatori o altrimenti lesivi.
------------------------------
*Telecamere "intelligenti" e videosorveglianza "lunga" con adeguate
garanzie*
*Autorizzato per particolari motivi di sicurezza un sistema di
riconoscimento basato su modelli comportamentali*
Via libera del Garante privacy [doc. web n. 4933227]
<http://www.gpdp.it/garante/doc.jsp?ID=4933227>ad un'azienda operante nel
settore dei semiconduttori che intende utilizzare un nuovo impianto di
videosorveglianza dotato di software "intelligent video". L'impianto è
munito di sistema di riconoscimento sulla base di modelli comportamentali
in grado di individuare condizioni anomale (ad esempio la rilevazione di un
uomo a terra) e di telecamere termiche, che, senza effettuare alcuna
identificazione, avrebbero la funzione di attivare l'allarme a seguito
dell'individuazione di forme in movimento in una "no access zone". La
società, che ha presentato domanda di verifica preliminare e che realizza,
tra l'altro, prodotti che appartengono al cosiddetto comparto "secure",
(dispositivi destinati a Sim, Pos, credit card, etc.) ospita all'interno
del suo perimetro anche altre due aziende sue fornitrici, per le quali
svolge un servizio di vigilanza. Tutto il sito produttivo è classificato
come "a rischio di incidente rilevante".Considerati l'ubicazione isolata
del sito, il delicato settore produttivo e le specifiche esigenze del
rispetto di elevati standard di sicurezza nazionali ed internazionali,
l'Autorità ha ritenuto che la richiesta della società possa essere accolta
perché conforme ai principi del Codice della privacy.
Con le stesse motivazioni, il Garante ha autorizzato la società anche alla
conservazione delle immagini rilevate per 45 giorni, con lo scopo di
monitorare lo stabilimento produttivo e individuare i responsabili di
eventuali fatti illeciti, anche a seguito di intrusioni e furti già
denunciati. Ad eccezione della visione da parte dell'Autorità giudiziaria,
l'accesso alle immagini potrà avvenire solo nel rispetto di quanto
stabilito dagli accordi sindacali aziendali e le stesse non potranno essere
diffuse o comunicate.
Il Garante ha accolto anche un'altra richiesta di prolungamento dei tempi
di conservazione delle immagini, presentata da una società abilitata alla
trattazione di "materiale classificato" che opera principalmente nel
settore marino, autorizzando la conservazione delle immagini fino a 30
giorni [doc. web n. 4933452] <http://www.gpdp.it/garante/doc.jsp?ID=4933452>.
La richiesta è correlata all'esigenza di tutelare la sicurezza dei
prodotti giacenti presso la ditta, dei beni aziendali in genere, nonché
delle persone che operano all'interno dei locali e nelle aree aziendali, in
relazione alla particolare tipologia e delicatezza delle lavorazioni
effettuate e delle connesse esigenze di sicurezza e segretezza.
------------------------------
*L'ATTIVITÁ DEL GARANTE - PER CHI VUOLE SAPERNE DI PIÚ*
Gli interventi e i provvedimenti più importanti recentemente adottati
dall'Autorità
-
Privacy e recupero crediti: il nuovo vademecum del Garante – Comunicato
del 18 aprile 2016 <http://www.gpdp.it/garante/doc.jsp?ID=4893296>
-
Il Parlamento UE approva in via definitiva il nuovo pacchetto protezione
dati - Soro: si apre un percorso verso una più ampia tutela delle persone -
Comunicato del 14 aprile 2016
<http://www.gpdp.it/garante/doc.jsp?ID=4889922>
-
Nuovo pacchetto protezione dati UE: un lessico familiare - Comunicato
del 13 aprile 2016 <http://www.gpdp.it/garante/doc.jsp?ID=4884272>
-
"Internet delle cose" sotto la lente delle Autorità garanti privacy -
Comunicato dell'11 aprile 2016
<http://www.gpdp.it/garante/doc.jsp?ID=4877134>
-
Tumori: ok al registro in Sardegna, rafforzata la privacy dei pazienti
- Comunicato del 6 aprile 2016
<http://www.gpdp.it/garante/doc.jsp?ID=4860663>
-
E-commerce: OCSE, tutelare i dati e la privacy per rafforzare la fiducia
dei consumatori - Comunicato del 31 marzo 2016
<http://www.gpdp.it/garante/doc.jsp?ID=4840904>
------------------------------
*NEWSLETTER*
del Garante per la protezione dei dati personali (Reg. al Trib. di Roma
n. 654 del 28 novembre 2002).
Direttore responsabile: Baldo Meo.
Direzione e redazione: Garante per la protezione dei dati personali, Piazza
di Monte Citorio, n. 121 - 00186 Roma.
Tel: 06.69677.2752 - Fax: 06.69677.3755
Newsletter è consultabile sul sito Internet *www.garanteprivacy.it
<http://www.garanteprivacy.it/>*
April 27, 2016
Evento IACL Bocconi 28 aprile - "Constitutions in the Age of the Internet"
by Marco Bassini
Cari Tutti,
segnalo l'evento di cui la locandina e l'invito in allegato, che si terrà il 28 aprile prossimo in Bocconi: ospiteremo gli workshop dei gruppi di ricerca della International Association of Constitutional Law, e in particolare, nel pomeriggio, quello del gruppo "Constitutions in the Age of the Internet", di cui sono responsabili Oreste Pollicino e Giovanna De Minico.
Per partecipare occorre registrarsi al link indicato.
Grazie
cari saluti,
Marco
---
Dai il tuo 5x1000 alla Bocconi.
Aiuta gli studenti meritevoli a costruire il proprio futuro.
CF 80024610158.
www.unibocconi.it/5x1000
Please note that the above message is addressed only to individuals filing Italian income tax returns.
---
April 26, 2016
Re: [nexa] La legge obbliga ad avere una PEC, non a leggerla
by Stefano Quintarelli
ma noi... testardi..
prima o poi ce la faremo... (spero)
On 26/04/2016 10:15, Diego Giorio wrote:
> Segnalo questa interessante ed innovativa sentenza, che, a mio parere,
> coglie in pieno lo spirito di innovazione tecnologica che permea le
> scelte del Legislatore da un po' di anni a questa parte...
>
> http://news.avvocatoandreani.it/articoli/notifica-via-pec-se-non-prova-dell…
>
> Saluti e buona - un po' più corta - settimana a tutti
>
> D.
>
>
> _______________________________________________
> nexa mailing list
> nexa(a)server-nexa.polito.it
> https://server-nexa.polito.it/cgi-bin/mailman/listinfo/nexa
>
April 26, 2016
La legge obbliga ad avere una PEC, non a leggerla
by Diego Giorio
Segnalo questa interessante ed innovativa sentenza, che, a mio parere, coglie in pieno lo spirito di innovazione tecnologica che permea le scelte del Legislatore da un po' di anni a questa parte...
http://news.avvocatoandreani.it/articoli/notifica-via-pec-se-non-prova-dell…
Saluti e buona - un po' più corta - settimana a tutti
D.
April 26, 2016
Wikipedia Is Basically a Corporate Bureaucracy, According to a New Study
by J.C. DE MARTIN
http://gizmodo.com/wikipedia-is-basically-a-corporate-bureaucracy-accordi-1…
(Sent from my wireless device; please excuse brevity and typos (if any))
April 26, 2016
Webinar: "Allineamento delle policy italiane con le pratiche internazionali", 11 maggio 2015, Cineca
by Giuseppe Futia
Gentilissimi,
siamo lieti di segnalarvi che il giorno 11 maggio il Cineca,
in qualità di National Open Access Desk del progetto europeo
OpenAIRE, organizza in collaborazione con Pasteur4OA e con
AISA un webinar gratuito dedicato alle policy istituzionali.
Il webinar rientra nelle attività di diffusione e di promozione
relativamente
all'adozione delle policy OA istituzionali intraprese già lo scorso anno.
Antonio Vetrò, Direttore della Ricerca presso il Centro Nexa su
Internet e Società al Politecnico di Torino, che è partner del progetto
PASTEUR4OA, illustrerà lo studio comparato effettuato dal Centro Nexa
sulle policy OA vigenti in Italia e farà una dimostrazione live degli
strumenti
messi a punto da Nexa per una rapida comparazione tra le policy e di queste
ultime con i requisiti OA di Horizon 2020. Tale tool sarà liberamente
accessibile alla comunità OA.
Seguiranno alcuni brevi commenti di Roberto Delle Donne,
del GdL sull'Open Access della CRUI e di Roberto Caso, Presidente di AISA,
e si chiuderà con una sessione di domande/risposte con i partecipanti.
La partecipazione è gratuita previa iscrizione obbligatoria entro il 5
Maggio 2016:
http://www.cineca.it/it/content/webinar-openaire-allineamento-delle-policy-…
.
Cordiali saluti,
--
-------------------------------------------------
Giuseppe Futia
Communication Manager
Nexa Center for Internet & Society
Politecnico di Torino - DAUIN
Corso Duca degli Abruzzi, 24 - 10129 Torino
web: http://nexa.polito.it
mail: giuseppe.futia(a)polito.it
tel. +39 011 090 7219
April 26, 2016
Re: [nexa] 40° Nexa Lunch Seminar - 27 aprile 2016
by Giuseppe Futia
*REMINDER*:
vi ricordiamo che domani mercoledì 27 aprile 2016,
dalle ore 13 alle ore 14, si svolgerà il 40° Nexa Lunch Seminar,
con un incontro dal titolo:
"*OER, MOOCs e oltre: una panoramica*
*del movimento Open Education*".
Ospite dell'incontro *Fabio Nascimbeni*
(Universidad Internacional de la Rioja - Spagna).
Ingresso libero, webcast live all'indirizzo:
http://nexa.polito.it/upcoming-events.
Maggiori informazioni sono disponibili all'indirizzo:
http://nexa.polito.it/lunch-40.
Cordiali saluti,
--
-------------------------------------------------
Giuseppe Futia
Communication Manager
Nexa Center for Internet & Society
Politecnico di Torino - DAUIN
Corso Duca degli Abruzzi, 24 - 10129 Torino
web: http://nexa.polito.it
mail: giuseppe.futia(a)polito.it
tel. +39 011 090 7219
Il giorno 18 aprile 2016 12:30, Giuseppe Futia <giuseppe.futia(a)polito.it>
ha scritto:
> Se non visualizzi correttamente questo messaggio clicca qui
> <http://nexa.polito.it/lunch-40>
> [image: NEXA]
>
> 40°Nexa Lunch Seminar
> Mercoledì 27 aprile 2016, ore 13.00 - 14.00
>
> Via Boggio 65/a, Torino (primo piano)
>
> <http://nexa.polito.it/lunch-40>http://nexa.polito.it/lunch-40
> OER, MOOCs e oltre: una panoramica del movimento Open Education
>
> Speaker
> Fabio Nascimbeni (Universidad Internacional de la Rioja - Spagna)
>
> This event will be webcast live: <http://nexa.polito.it/upcoming-events>
> http://nexa.polito.it/upcoming-events
>
> La “cultura open” sta entrando prepotentemente nel settore
> dell’educazione, dalla scuola all’università, dall’apprendimento formale a
> quello informale, e il movimento “*Open Education*” sta crescendo,
> raggiungendo importanti obiettivi ed affrontando nuove sfide.
>
> Nel 2002, l’UNESCO ha coniato il termine Open educational resources (OER)
> <https://en.wikipedia.org/wiki/Open_educational_resources>, durante un
> forum organizzato per esaminare il potenziale per i paesi in via di
> sviluppo dell'iniziativa dell MIT che aveva iniziato alcuni anni prima a
> rendere disponibili alcuni materiali didattici on line con licenze aperte.
>
> Da allora, soprattutto grazie all’avvento del Web 2.0 che facilita la
> creazione di contenuti da parte di utenti e di comunità di apprendimento,
> le iniziative legate all’Open Education si sono moltiplicate e le OER sono
> ormai un fenomeno accettato e riconosciuto a livello didattico, anche se la
> reale implementazione varia da paese a paese, e da istituzione a
> istituzione.
>
> Dal 2012 il fenomeno Open Education ha attratto molta attenzione mediatica
> grazie alla creazione dei primi MOOCs, Massive Online Open Courses
> <https://en.wikipedia.org/wiki/Massive_open_online_course>, corsi aperti
> che possono raggiungere migliaia di studenti attraverso il web, e da allora
> un gran numero di università ha iniziato a offrire corsi di questo tipo
> attraverso piattaforme, spesso private, come Coursera
> <https://www.coursera.org/> o EdX <https://www.edx.org/>.
>
> Martin Weller, uno dei più acuti osservatori del fenomeno OER, sostiene
> che l’Open ha vinto la battaglia, ed è ora il momento di consolidare le
> posizioni e di sviluppare strategie che permettano a questa vittoria di
> cambiare realmente i sistemi educativi e formativi, aumentando la qualità,
> riducendo i costi a carico degli studenti e ampliando l’accesso
> all’educazione.
>
> Il dibattito è aperto, sia a livello internazionale, dove spicca il lavoro
> dell’Open Education Consortium originato dallo stesso MIT, sia nazionale,
> dove ogni paese si sta dotando di una strategia più o meno chiara per
> affrontare la sfida dell’Open Education.
>
> *Ingresso libero - Saranno disponibili panini e bibite per coloro che si
> saranno registrati su http://lunch40.eventbrite.com/
> <http://lunch40.eventbrite.com/> entro il 25 aprile.*
>
> Speaker - e informazioni supplementari
> [image: [Nascimbeni]]
>
> FABIO NASCIMBENI, economista e dottore di ricerca in Information and
> Knowledge Society, è professore associato all’Universidad Internacional de
> la Rioja (Spagna), e collabora con il Centro de Estudos sobre Sociedade e
> Tecnologia dell’Universidade de Sao Paulo (Brasile) e con l’Università
> Libera di Bruxelles (Belgio). Si occupa dal 1998 di ricerca e innovazione
> nel campo dell’eLearning e dell’Open Education, e ha lavorato in Europa,
> America Latina e Asia, coordinando oltre 40 progetti europei e
> internazionali. E’ membro del Comitato Esecutivo della rete EDEN – European
> Distance and eLearning Network, così come di vari comitati scientifici a
> livello nazionale ed internazionale.
>
> Letture consigliate e link utili
>
> - Fabio Nascimbeni,*The Contribution of Openness to Transforming
> Education
> <https://www.researchgate.net/publication/282941335_The_Contribution_of_Open…>*,
> European Journal of Education, 2015
> - Fabio Nascimbeni,*Micro-innovations And Stakeholders Engagement As
> Drivers For Systemic Change In Ict-supported Learning
> <https://www.researchgate.net/publication/277585060_MICRO-INNOVATIONS_AND_ST…>*,
> 2015
> - Fabio Nascimbeni,*The increased complexity of Higher Education
> collaboration in times of Open Education
> <https://www.researchgate.net/publication/273380522_The_increased_complexity…>*,
> 2014
>
>
>
>
>
> Che cosa sono il Centro Nexa e i cicli di incontri “Mercoledì di Nexa” e
> “Nexa Lunch Seminar”
>
> Il Centro Nexa su Internet & Società del Politecnico di Torino
> (Dipartimento di Automatica e Informatica) è un centro di ricerca
> indipendente e interdisciplinare che studia Internet e il suo effetto sulla
> società. Maggiori informazioni all'indirizzo: http://nexa.polito.it/about.
>
> Durante i “*Mercoledì di Nexa*”, che si tengono *ogni 2° mercoledì del
> mese* alle *ore 18 in punto*, il Centro Nexa su Internet e Società apre
> le sue porte non solo agli esperti e a tutti coloro i quali lavorano con
> Internet, ma anche a semplici appassionati e cittadini. Il ciclo di
> incontri intende approfondire, con un linguaggio preciso ma divulgativo, i
> temi legati alla Rete: motori di ricerca, Creative Commons, social
> networks, open source/software libero, neutralità della rete, libertà di
> espressione, privacy, file sharing, big e open data, smart cities e molto
> altro.
>
> Al centro di quasi tutti gli incontri un ospite pronto a dialogare con i
> direttori del Centro Nexa, il Prof. Juan Carlos De Martin del Politecnico
> di Torino e il Prof. Marco Ricolfi dell'Università di Torino, nonché lo
> staff e i Fellows del Centro Nexa.
>
> Maggiori informazioni sui Mercoledì di Nexa, incluso un elenco di tutti i
> “Mercoledì” passati, sono disponibili all'indirizzo:
> http://nexa.polito.it/mercoledi.
>
> Si segnala inoltre che dal maggio 2012 *ogni 4° mercoledì* del mese *dalle
> ore 13 alle ore 14* il Centro Nexa organizza anche i "*Nexa Lunch Seminar*".
> Una lista di tutti i “Lunch Seminar” passati è disponibile all'indirizzo:
> http://nexa.polito.it/lunch-seminars.
>
> See our events calendar <http://nexa.polito.it/events> if you're curious
> about future luncheons, discussions, lectures, and conferences not listed
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> Maggiori informazioni sui Nexa Lunch Seminar e i Mercoledì di Nexa, sono
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April 26, 2016
Re: [nexa] Europe’s Web Privacy Rules: Bad for Google, Bad for Everyone (NY Times)
by Alessandro Mantelero
Pezzo scritto da Daphne Keller, former associate general
counsel di Google. Una delle più prolifiche autrici di
blog, articoli divulgativi etc. contro il right to be
forgotten in E.U.
Soliti accostamenti fra E.U. e China, con la new entry
dell’Iran (l'ultima volta in un altro articolo sul NYtimes
si citava la Russia)… tecniche giornalistiche da
“accostamento suggestivo” direbbe la Cassazione nostrana
(v. più sotto il riferimento ai Panama Papers, che non si
coglie come siano correlati al tema).
E' poi errato dire che "a European government can control
what people all over the world get to see on the
Internet". In primo luogo l'effetto di de-indicizzazione
non è conseguente alla scelta di un governo, ma deriva
dall’esercizio di un diritto fomentale da parte del
soggetto interessato, previo il sindacato di un’autorità
indipendente (salvo l’accoglimento della pretesa da parte
del gestore del motore di ricerca, che ne condivida la
fondatezza). Secondariamente, non sono dei generici
“French regulators” ad avere deciso, ma un’autorità
indipendente (il garante francese, CNIL), in applicazione
delle disposizioni attuative di una direttiva europea. Uno
scenario un po’ diverso da quanto accade altrove in cui
sono i governi ad agire con mandato politico sui contenuti
online.
L’autrice vede il right ot be forgotten come “a big step
away from the Internet’s promise of universally accessible
information”? Può essere, ma è anche un passo avanti verso
la tutela dei diritti. Accedere a tutte le informazioni
possibili online non necessariamente è in linea con la
tutela dei diritti. Forse la Keller dovrebbe leggersi
quanto suggerisce lo stesso Eric E. Schmidt
http://www.nytimes.com/2015/12/07/opinion/eric-schmidt-on-how-to-build-a-be…
Quando poi vedo i riferimenti alle barriere d’ingresso al
mercato, mi viene in mente che forse il problema
principale qui non è il right to be forgotten e pare
questo sentore sia diffuso anche dalle parti
dell’antitrust europeo.
Vero che "applying those national laws to the Internet
needs to be handled with more nuance and concern", ma vale
per molte altre normative (non solo quelle sulla data
protection) e vale su entrambi i lati dell'Atlantico (v.
attività agenzie US in materia di national security, law
enforcement and public interests purposes).
Molti spunti dunque, ma necessiterebbero di un’analisi di
altro tenore, in cui potrebbero più compiutamente trovar
posto le opportune critiche a certe pulsioni di
extraterritorialità che talvolta connotano alcune autorità
garanti europee ed alle motivazioni con cui la CNIL ha
ritenuto inadeguata la soluzione proposta da Google basata
sul geo-blocking
(https://www.cnil.fr/en/right-be-delisted-cnil-restricted-committee-imposes-…
).
AM
--
Alessandro Mantelero
Politecnico di Torino
Nexa Center for Internet and Society | Director of Privacy
European Data Protection Law Review | Associate Editor
http://staff.polito.it/alessandro.mantelero
On Mon, 25 Apr 2016 19:45:30 +0200
Guido Gorgoni <guido.gorgoni(a)unipd.it> wrote:
> Un'opinione forse scontata ma interessante sulle
>implicazioni del diritto
> all'oblio publicata sul NY Times di oggi:
>
> "In a concession to regulators, Google is changing that
>now, using
> “geo-blocking” technology to control what European users
>can see. Under the
> new system, Google will not only remove links on, say,
>google.fr, but it
> will block users in France from seeing those links on
>any other Google
> country site, or google.com itself. Unless they use
>tools like virtual
> private networks to disguise their locations, users in
>those countries will
> see pruned search results.
>
> Some say this is a logical solution — avoiding global
>deletion, while
> letting a sovereign state enforce its laws, within its
>borders. But it is a
> big step away from the Internet’s promise of universally
>accessible
> information, and a big step toward a world of
>“splinternets.”
> [...]
>
> Privacy is a real issue, and shouldn’t be ignored in the
>Internet age. But
> applying those national laws to the Internet needs to be
>handled with more
> nuance and concern. These developments should not be
>driven only by privacy
> regulators. State departments, trade and justice
>ministries and telecom
> regulators in France and other European countries should
>be demanding a
> place at the table. So should free-expression
>advocates."
>
> full text:
> http://www.nytimes.com/2016/04/25/opinion/europes-web-privacy-rules-bad-for…
>
> Ciao
> Guido
>
> --
> _________________________________________________________
>
> Guido Gorgoni
> Ricercatore in Filosofia del Diritto
> (Assistant Professor in Legal Theory)
> Dipartimento di Scienze Politiche, Giuridiche e Studi
>Internazionali
> (Department of Political Science, Law, and International
>Studies)
> Università di Padova
> (University of Padua)
> via VIII febbraio, 2
> 35122 - Padova, Italy
> tel (+39) 049 827 3441
> fax (+39) 049 827 3479
> guido.gorgoni(a)unipd.it
> _________________________________________________________
April 25, 2016
Europe’s Web Privacy Rules: Bad for Google, Bad for Everyone (NY Times)
by Guido Gorgoni
Un'opinione forse scontata ma interessante sulle implicazioni del diritto
all'oblio publicata sul NY Times di oggi:
"In a concession to regulators, Google is changing that now, using
“geo-blocking” technology to control what European users can see. Under the
new system, Google will not only remove links on, say, google.fr, but it
will block users in France from seeing those links on any other Google
country site, or google.com itself. Unless they use tools like virtual
private networks to disguise their locations, users in those countries will
see pruned search results.
Some say this is a logical solution — avoiding global deletion, while
letting a sovereign state enforce its laws, within its borders. But it is a
big step away from the Internet’s promise of universally accessible
information, and a big step toward a world of “splinternets.”
[...]
Privacy is a real issue, and shouldn’t be ignored in the Internet age. But
applying those national laws to the Internet needs to be handled with more
nuance and concern. These developments should not be driven only by privacy
regulators. State departments, trade and justice ministries and telecom
regulators in France and other European countries should be demanding a
place at the table. So should free-expression advocates."
full text:
http://www.nytimes.com/2016/04/25/opinion/europes-web-privacy-rules-bad-for…
Ciao
Guido
--
_________________________________________________________
Guido Gorgoni
Ricercatore in Filosofia del Diritto
(Assistant Professor in Legal Theory)
Dipartimento di Scienze Politiche, Giuridiche e Studi Internazionali
(Department of Political Science, Law, and International Studies)
Università di Padova
(University of Padua)
via VIII febbraio, 2
35122 - Padova, Italy
tel (+39) 049 827 3441
fax (+39) 049 827 3479
guido.gorgoni(a)unipd.it
_________________________________________________________
April 25, 2016