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Big data gruppo di lavoro del Miur e autosegnalazioni dei centri di ricerca di iniziative suiBig data
by Mauro Alovisio
Gent.me/,mi
segnalo per conoscenza gruppo di lavoro sui Big data a cura del Miur
http://hubmiur.pubblica.istruzione.it/web/istruzione/dettaglio-news/-/detta…
e autosegnalazione dei centri
http://hubmiur.pubblica.istruzione.it/web/ministero/dettaglio-news/-/dettag…
AREA Ministero Canali Home
Big data, auto-segnalazione dai centri di formazione e ricerca
*Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca*
Roma, 26 febbraio 2016
*Big data, richiesta di auto-segnalazione per i centri che si occupano di
formazione e ricerca*
L’evoluzione delle tecnologie informatiche, della sensoristica e
l’espansione delle rete di dati hanno portato all’accumulazione di una
straordinaria quantità di dati che ormai approssima la decina di zettabyte
su supporti e di natura e formato molto diversi, provenienti da uno spettro
amplissimo di ambiti. Si parla oggi di big data intendendo appunto queste
masse di dati, la cui analisi richiede strumenti informatici innovativi e
che promettono di fornire informazioni nuove e di grande rilievo nei più
diversi settori.
Il MIUR ha costituto un Gruppo di lavoro per avviare una riflessione
condivisa sui big data, sulle possibilità di valorizzarli a sostegno delle
decisioni di sistema, sull’offerta formativa a disposizione nel Paese,
sulle potenziali traiettorie di sviluppo per i prossimi anni e su come
l’Italia potrebbe intercettarle, in linea con i migliori orientamenti degli
altri paesi. Uno degli obiettivi del Gruppo è la mappatura dei centri
(universitari e non) che operano nel settore dei big data con riferimento
alla formazione, ricerca e costruzione di competenze.
Il Gruppo di lavoro invita tutti i soggetti attivi nel campo dei big data
attraverso programmi di formazione, valorizzazione o ricerca a segnalare
tali iniziative all’indirizzo bigdata(a)miur.it , fornendo i link ai siti
dove tali iniziative sono illustrate.
Feb. 29, 2016
Fwd: 2 Marzo ore 14:40 Proposta di legge per la Sharing Economy - conferenza stampa alla Camera dei Deputati e in streming
by Mauro Alovisio
segnalo interessante evento in streaming 2 Marzo ore 14:40 Proposta di
legge per la Sharing Economy - conferenza stampa alla Camera dei Deputati e
in streming che ho ricevuto dal comune di Milano
Gentilissimi /me
vi segnaliamo che mercoledì 2 marzo alle ore 14.30 presso la Sala Stampa
della Camera dei Deputati sarà presentata la proposta di legge per la
Sharing Economy, frutto di un lavoro di un anno e mezzo svolto da un gruppo
di parlamentari dell'Intergruppo per l'Innovazione Tecnologica. La
conferenza stampa sarà disponibile in streaming sulla web tv della Camera.
http://webtv.camera.it/conferenze_stampa
#leggesharingeconomy #staytuned
Sperando di aver fatto cosa gradita, inviamo cordiali saluti.
__________________________________
*Comune di Milano - Servizio Smart City*
Via Dogana, 4 - 20121 Milano
Scala B - primo piano
e mail: milano_smartcity(a)comune.milano.it
sito web: www.milanosmartcity.org
twitter: @smartcitymilano
Feb. 29, 2016
Re: [nexa] Teoria da validarsi -- Re: Reuters: "United States sets out limits on its spying as part of new data pact with EU"
by Andrea Glorioso
Caro Claudio,
Al momento non ho possibilità di riportare gli estremi precisi, ma il
gruppo di lavoro Articolo 29 aveva già avuto modo di affrontare la domanda
diversi anni fa in una delle loro posizioni (non vincolanti, come sai)
relativa alla "definizione di dato personale". In linea di principio il
WP29 suggeriva e suggerisce (senza troppe sorprese) che sia meglio essere
"conservative", ovvero nel caso in cui ci sia il dubbio se un dato sia
personale o meno, è meglio considerarlo come dato personale.
Ovviamente chiedere un'opinione in merito al WP29 è un po' come chiedere al
Papà se è cattolico (scusate l'abbinamento forse di cattivo gusto, ma rende
l'idea).
Come ho scritto separatamente ad Alessandro, personalmente non ho ancora
ben capito quali siano i problemi effettivi nell'applicare le norme europee
in materia di dati personali al mondo dei "Big Data", a parte il fatto che
alcune aziende (perlopiù di Silicon Valley) dovrebbero cambiare business
model e/o applicare dei controlli interni un po' più stretti di quanto
avvenga attualmente.
Ciao,
Andrea
On Monday, February 29, 2016, Claudio Agosti <
claudio.agosti(a)logioshermes.org> wrote:
> ciao Andrea!
>
> Grazie, la definizione che riporti mi aveva tranquillizzato quando stavo a
> far sta riflessione paranoide :) perché cerca di anticipare degli abusi
> indipendentemente dal come possono essere fati.
>
> Mi ha fatto intuire che il legislatore abbia voluto proteggere dati
> potenzialmente identificativi (es: alti 156cm, portatile pieno d'adesivi,
> un neo dietro l'orecchio dx) che presi singolarmente non avrebbero senso,
> ma in un gruppo ± ristretto di soggetti sia possibile identificare il
> soggetto.
>
> E' molto significativo che sottolinei la *potenzialità tecnologica*: io
> non credo sia binaria nel momento in cui metti la statistica di mezzo.
>
> Significa che se l'algoritmo di deep learning di google ha il 95% di
> successo di correlare dati altrimenti insignificati per tutti gli altri: si
> considera un sì o un no ? è il 95%, non è il 100. Quindi è un no ?
>
> E per giudicarlo, aspettiamo che un whistleblower da MountainView si
> faccia avanti, perchè altrimenti non c'è modo di saperlo ?
>
> E' una domanda irrisolta, ma è uno dei due punti per cui non credo che
> l'attuale dibattito sia veramente pronto agli effetti dei big data..
>
> ciao,
> Claudio
>
> 2016-02-29 13:18 GMT+01:00 Andrea Glorioso <andrea(a)digitalpolicy.it
> <javascript:_e(%7B%7D,'cvml','andrea(a)digitalpolicy.it');>>:
>
>> Caro Claudio,
>>
>> Lascio che siano i veri esperti in lista a commentare con rigore, ma
>> tieni presente che la definizione di "dati personali" nel nuovo Regolamento
>> UE (che non mi risulta sia cambiato rispetto alla Direttive del 1995) è:
>>
>> 1.
>>
>> *any* information relating to an identified or *identifiable* natural
>> person 'data subject'; an identifiable person is one who *can* be
>> identified, *directly or indirectly*, in particular by reference to
>> an identifier such as a name, an identification number, location data,
>> online identifier *or to one or more factors* specific to the
>> physical, physiological, genetic, mental, economic, cultural or social
>> identity of that person;
>>
>> La questione è dunque se sia *potenzialmente* possibile, stante la
>> tecnologia e le conoscenze ad un dato momento, identificare una persona a
>> partire da dati anche non direttamente legati alla sua identità.
>>
>> Ciao,
>>
>> Andrea
>>
>> On Monday, February 29, 2016, Claudio Agosti <
>> claudio.agosti(a)logioshermes.org
>> <javascript:_e(%7B%7D,'cvml','claudio.agosti(a)logioshermes.org');>> wrote:
>>
>>> Ciao a tutti,
>>>
>>> Nell'ultimo anno sembra che gli OTT stiano facendo qualcosa (almeno dal
>>> punto di vista policy, annunci e marketing) per riottenere un po' la
>>> fiducia dei consumatori non protetti dal quarto emmendamendo.
>>>
>>> Ma stiamo guardando il dito o la luna ?
>>>
>>> Tutta l'infrastruttura legale di riferimento si basa su un principio che
>>> non è mai stato messo in discussione: un dato personale è attribuito ad una
>>> persona vivente, una ed una soltanto.
>>>
>>> Ed ok, è importantissimo. Ma è sufficente ?
>>>
>>> Immaginiamo di essere una corporation il quale unico modello di business
>>> è la collezione di dati: il target di queste leggi, le aziende che devono
>>> essere limitate per non ledere i diritti dei soggetti profilati.
>>>
>>> Come farei io se fossi in loro ?
>>>
>>> Ignorerei l'importanza dei singoli soggetti. Alla fine, andare da Tizio
>>> o Caio è utile a fare una discriminazione "forte" del tipo "so che sei in
>>> questa condizione, la sfrutto a mio vantaggio, alzandoti un prezzo, o
>>> dandoti solo un certo tipo di informazioni, o indicandoti solo alcuni posti
>>> sulle tue mappe" etc.
>>>
>>> immaginiamo una discriminazione più debole, del tipo:
>>>
>>> "non so di preciso se sei tizio o caio, ma so che al 90% la tua
>>> situazione è A, B, C e quindi [medesime azioni descritte sopra ]"
>>>
>>> L'infrastruttura legale tutela singoli individui, ma immaginiamo che un
>>> Google dica:
>>>
>>> "non mi interessa di preciso sapere la storia di Claudio Agosti,
>>> facciamo che Claudio Agosti rappresenta un certo numero di vite".
>>>
>>> Perchè un modo per vederci, con gli occhi del big data, non è che
>>> Claudio è un programmatore + un migrante, ma è vedere un programmatore, un
>>> migrante, un iscritto a giallozafferano, un utilizzatore di google map. 4
>>> profili parziali, anche se discendono dalla stessa persona.
>>>
>>> E queste parzialità sarebbero protette ? credo di sì, perchè ancora
>>> associate alla persona fisica, quindi tutelato.
>>>
>>> Cos'è l'utilizzo dei dati anonimi per fini statistici ? un utilizzo non
>>> regolamentato, stando all'handbook on european data protection law e stando
>>> al working party Article 29.
>>>
>>> Ma storicamente la statistica la si è fatta prendendo una base di dati
>>> (es, la tabella dell'anagrafe) ed estraendo riduzioni tipo "il 55% sono
>>> femmine e il 45% maschi".
>>>
>>> Ma chi fa questa tabella ? chi sceglie i soggetti che rientrano in
>>> questa statistica ?
>>>
>>> Torniamo quindi ai quattro parziali profili di cui sopra.
>>>
>>> Ora abbiamo la tabella dei programmatori (madrelingua italina) il quale
>>> GPS nell'ultimo mese è stato visto in germania. Saremo in 20 ? saremo in
>>> 300 ? io faccio parte di quel gruppo, e questo dato non è tutelato, ma ha
>>> lo stesso valore per chi deve offrirmi una polizza, della pubblicità.
>>>
>>> Appliciamo la stessa riflessione su ogni sfaccettatura della nostra
>>> vita, interpolata da pattern (sei un migrante, o "hai cercato più di 5
>>> volte nell'ultimo mese un centro sulle STD"), ed immaginiamo che avere il
>>> profilo della persona fisica sia superato.
>>>
>>> Se vuoi fare discriminazione sul soggetto, sapere la sua appartenenza ad
>>> uno dei gruppi di cui sopra è sufficente, indipendentemente dall'avere dati
>>> personali miei.
>>>
>>> Se vuoi fare discriminazione, previsione, intelligence su dei fenomeni
>>> di massa... beh non ti servono di certo i dati delle persone coinvolte, ti
>>> interessano solo gli indicatori. "Vattelapesca in provinca di Campobasso è
>>> il miglior posto in cui fare la clinica privata con la macchina per la
>>> radioterapia 2.0", ho dedotto quest'informazione da dati personali
>>> sensibili, ma li ho neutralizzati, ho estratto un valore con le mie analisi
>>> big data ed il vantaggio sulla popolazione l'ho sfruttato comunque.
>>>
>>> Scusate l'email lunga, sto facendo ancora brainstorming tra me e me, in
>>> sintesi:
>>>
>>> "per sfruttare la collezione massiccia di dati, i singoli soggetti
>>> diventano via via meno rilevanti e nel momento in cui smetti di usare i
>>> soggetti come pivot dei tuoi dati, le policy correnti non tutelano più.
>>> L'influenza ed il potere del collettore di dati rimane la medesima"
>>>
>>> Che ne pensate ?
>>>
>>> Anche nell'ottica di: "google suggerisce siti anti radicalizzazione se
>>> fai ricerche estremiste", ma se son google, so chiaramente cos'hai letto,
>>> con chi lo leggi, quanto frequentamente lo fai, e qual'è il livello di
>>> radicalizzazione che probabilmente hai. E non mi importa se sei Claudio o
>>> Akmed, mi importa che sei parte di quel grumo ideologico che voglio
>>> influenzare (o farti arrivare un drone), perchè quando fai un gioco di
>>> influenza globale, i gruppi contano molto di più dei singoli.
>>>
>>>
>>> On Sat, Feb 27, 2016 at 8:25 PM, J.C. DE MARTIN <demartin(a)polito.it>
>>> wrote:
>>>
>>>> A quanto pare verrà reso pubblico lunedì.
>>>>
>>>> juan carlos
>>>>
>>>> ------
>>>>
>>>> Sat Feb 27, 2016 7:04am EST
>>>>
>>>> *United States sets out limits on its spying as part of new data pact
>>>> with EU*
>>>> BRUSSELS | By Julia Fioretti
>>>>
>>>> The United States has set out limits to its use of data collected in
>>>> bulk about European citizens after a new information-sharing pact was
>>>> agreed this month, according to documents seen by Reuters.
>>>>
>>>> A clear explanation of what information could be used for -- preventing
>>>> its "indiscriminate" and "arbitrary" use -- was a key condition of the new
>>>> Privacy Shield framework that enables firms to easily transfer personal
>>>> data to the United States.
>>>>
>>>> Under the deal, Washington agreed to create a specific new role within
>>>> the State Department to deal with complaints and enquiries forwarded by EU
>>>> data protection agencies. There will also be an alternative dispute
>>>> resolution mechanism to resolve grievances and a joint annual review of the
>>>> accord.
>>>>
>>>> […]
>>>>
>>>> Continua qui:
>>>> http://www.reuters.com/article/us-eu-dataprotection-usa-idUSKCN0W00G5
>>>>
>>>>
>>>> _______________________________________________
>>>> nexa mailing list
>>>> nexa(a)server-nexa.polito.it
>>>> https://server-nexa.polito.it/cgi-bin/mailman/listinfo/nexa
>>>>
>>>>
>>> --
>>> Claudio Agosti,
>>>
>>> http://www.journalismfestival.com/news/guilty-by-proximity-ijf16-hackers-co…
>>>
>>>
>>>
>>
>> --
>>
>> --
>> I speak only for myself. Sometimes I do not even agree with myself. Keep
>> it in mind.
>> Twitter: @andreaglorioso
>> Facebook: https://www.facebook.com/andrea.glorioso
>> LinkedIn: http://www.linkedin.com/profile/view?id=1749288&trk=tab_pro
>>
>
>
> *inb4 naif googleleaks*
>
> --
> Claudio Agosti,
>
> http://www.journalismfestival.com/news/guilty-by-proximity-ijf16-hackers-co…
>
--
--
I speak only for myself. Sometimes I do not even agree with myself. Keep it
in mind.
Twitter: @andreaglorioso
Facebook: https://www.facebook.com/andrea.glorioso
LinkedIn: http://www.linkedin.com/profile/view?id=1749288&trk=tab_pro
Feb. 29, 2016
Re: [nexa] Teoria da validarsi -- Re: Reuters: "United States sets out limits on its spying as part of new data pact with EU"
by Andrea Glorioso
Caro Alessandro,
L'argomento per cui la normativa europea in materia di protezione dei dati
personali è inadatta al mondo dei "Big Data" è molto diffuso, specialmente
negli Stati Uniti, ma devo dire che non ho mai ben capito quali siano i
problemi effettivi.
La definizione di "dato personale" a me pare abbastanza flessibile; il
principio di "purpose limitation" può sicuramente essere di "intralcio", ma
d'altronde nella normativa europea esistono diverse eccezioni e.g. per
scopi di analisi statistica.
Se tutte le risposte si trovano nel paper che hai scritto, troverò il tempo
di leggerlo; ma magari nel frattempo puoi anticipare qualche conclusione in
merito? :)
Ciao,
Andrea
On Monday, February 29, 2016, Alessandro Mantelero <
alessandro.mantelero(a)polito.it> wrote:
> la normativa in materia di data protection ed i fondamenti culturali che
> la reggono sono ad oggi inadatti al dibattito sui big data. Il modello di
> base è infatti quello basato sul paradigma del singolo individuo, mentre i
> big data sono sempre più usati per l'analisi predittiva di massa e di
> gruppi di soggetti non individuati, ove è l'appartenenza al gruppo e non
> l'identità che rileva.
> Da qui la ricerca di alcuni su possibili diversi approcci.
> Se può servire è appena uscito questo lavoro sul tema a cui ho dedicato un
> po' di tempo...
>
>
> Personal data for decisional purposes in the age of analytics: From an
> individual to a collective dimension of data protection
> Alessandro Mantelero
>
> http://www.sciencedirect.com/science/article/pii/S0267364916300280
>
>
> A
>
>
>
> On Mon, 29 Feb 2016 15:06:19 +0100
> Claudio Agosti <claudio.agosti(a)logioshermes.org> wrote:
>
>> ciao Andrea!
>>
>> Grazie, la definizione che riporti mi aveva tranquillizzato quando stavo a
>> far sta riflessione paranoide :) perché cerca di anticipare degli abusi
>> indipendentemente dal come possono essere fati.
>>
>> Mi ha fatto intuire che il legislatore abbia voluto proteggere dati
>> potenzialmente identificativi (es: alti 156cm, portatile pieno d'adesivi,
>> un neo dietro l'orecchio dx) che presi singolarmente non avrebbero senso,
>> ma in un gruppo ± ristretto di soggetti sia possibile identificare il
>> soggetto.
>>
>> E' molto significativo che sottolinei la *potenzialità tecnologica*: io
>> non
>> credo sia binaria nel momento in cui metti la statistica di mezzo.
>>
>> Significa che se l'algoritmo di deep learning di google ha il 95% di
>> successo di correlare dati altrimenti insignificati per tutti gli altri:
>> si
>> considera un sì o un no ? è il 95%, non è il 100. Quindi è un no ?
>>
>> E per giudicarlo, aspettiamo che un whistleblower da MountainView si
>> faccia
>> avanti, perchè altrimenti non c'è modo di saperlo ?
>>
>> E' una domanda irrisolta, ma è uno dei due punti per cui non credo che
>> l'attuale dibattito sia veramente pronto agli effetti dei big data..
>>
>> ciao,
>> Claudio
>>
>> 2016-02-29 13:18 GMT+01:00 Andrea Glorioso <andrea(a)digitalpolicy.it>:
>>
>> Caro Claudio,
>>>
>>> Lascio che siano i veri esperti in lista a commentare con rigore, ma
>>> tieni
>>> presente che la defin
>>>
>>
--
--
I speak only for myself. Sometimes I do not even agree with myself. Keep it
in mind.
Twitter: @andreaglorioso
Facebook: https://www.facebook.com/andrea.glorioso
LinkedIn: http://www.linkedin.com/profile/view?id=1749288&trk=tab_pro
Feb. 29, 2016
European Commission presents EU-U.S. Privacy Shield
by Alessandro Mantelero
qui il comunicato stampa, i testi seguono in calce allo
stesso
http://europa.eu/rapid/press-release_IP-16-433_en.htm
--
Prof. Avv. Alessandro Mantelero
Politecnico di Torino
Nexa Center for Internet and Society | Director of Privacy
Politecnico di Torino–Tongji University| Coordinator,
Double Degree program in Management and IP Law
Nanjing University of Information Science and Technology |
Part-time Expert, School of Public Administration
European Data Protection Law Review | Associate Editor
http://staff.polito.it/alessandro.mantelero
EMAIL POLICY: twice a day (Mon-Fri)
Feb. 29, 2016
Re: [nexa] Teoria da validarsi -- Re: Reuters: "United States sets out limits on its spying as part of new data pact with EU"
by Marco Ciurcina
In data lunedì 29 febbraio 2016 15:24:17, Alessandro Mantelero ha scritto:
> la normativa in materia di data protection ed i fondamenti
> culturali che la reggono sono ad oggi inadatti al
> dibattito sui big data. Il modello di base è infatti
> quello basato sul paradigma del singolo individuo, mentre
> i big data sono sempre più usati per l'analisi predittiva
> di massa e di gruppi di soggetti non individuati, ove è
> l'appartenenza al gruppo e non l'identità che rileva.
> Da qui la ricerca di alcuni su possibili diversi approcci.
> Se può servire è appena uscito questo lavoro sul tema a
> cui ho dedicato un po' di tempo...
quando fai una presentazione del libro a Nexa?
m.c.
>
>
> Personal data for decisional purposes in the age of
> analytics: From an individual to a collective dimension of
> data protection
> Alessandro Mantelero
>
> http://www.sciencedirect.com/science/article/pii/S0267364916300280
>
>
> A
>
>
>
> On Mon, 29 Feb 2016 15:06:19 +0100
>
> Claudio Agosti <claudio.agosti(a)logioshermes.org> wrote:
> > ciao Andrea!
> >
> > Grazie, la definizione che riporti mi aveva
> >
> >tranquillizzato quando stavo a
> >
> > far sta riflessione paranoide :) perché cerca di
> >
> >anticipare degli abusi
> >
> > indipendentemente dal come possono essere fati.
> >
> > Mi ha fatto intuire che il legislatore abbia voluto
> >
> >proteggere dati
> >
> > potenzialmente identificativi (es: alti 156cm, portatile
> >
> >pieno d'adesivi,
> >
> > un neo dietro l'orecchio dx) che presi singolarmente non
> >
> >avrebbero senso,
> >
> > ma in un gruppo ± ristretto di soggetti sia possibile
> >
> >identificare il
> >
> > soggetto.
> >
> > E' molto significativo che sottolinei la *potenzialità
> >
> >tecnologica*: io non
> >
> > credo sia binaria nel momento in cui metti la statistica
> >
> >di mezzo.
> >
> > Significa che se l'algoritmo di deep learning di google
> >
> >ha il 95% di
> >
> > successo di correlare dati altrimenti insignificati per
> >
> >tutti gli altri: si
> >
> > considera un sì o un no ? è il 95%, non è il 100. Quindi
> >
> >è un no ?
> >
> > E per giudicarlo, aspettiamo che un whistleblower da
> >
> >MountainView si faccia
> >
> > avanti, perchè altrimenti non c'è modo di saperlo ?
> >
> > E' una domanda irrisolta, ma è uno dei due punti per cui
> >
> >non credo che
> >
> > l'attuale dibattito sia veramente pronto agli effetti
> >
> >dei big data..
> >
> > ciao,
> > Claudio
> >
> > 2016-02-29 13:18 GMT+01:00 Andrea Glorioso
> >
> ><andrea(a)digitalpolicy.it>:
> >> Caro Claudio,
> >>
> >> Lascio che siano i veri esperti in lista a commentare
> >>
> >>con rigore, ma tieni
> >>
> >> presente che la defin
>
> _______________________________________________
> nexa mailing list
> nexa(a)server-nexa.polito.it
> https://server-nexa.polito.it/cgi-bin/mailman/listinfo/nexa
Feb. 29, 2016
Re: [nexa] Teoria da validarsi -- Re: Reuters: "United States sets out limits on its spying as part of new data pact with EU"
by Alessandro Mantelero
la normativa in materia di data protection ed i fondamenti
culturali che la reggono sono ad oggi inadatti al
dibattito sui big data. Il modello di base è infatti
quello basato sul paradigma del singolo individuo, mentre
i big data sono sempre più usati per l'analisi predittiva
di massa e di gruppi di soggetti non individuati, ove è
l'appartenenza al gruppo e non l'identità che rileva.
Da qui la ricerca di alcuni su possibili diversi approcci.
Se può servire è appena uscito questo lavoro sul tema a
cui ho dedicato un po' di tempo...
Personal data for decisional purposes in the age of
analytics: From an individual to a collective dimension of
data protection
Alessandro Mantelero
http://www.sciencedirect.com/science/article/pii/S0267364916300280
A
On Mon, 29 Feb 2016 15:06:19 +0100
Claudio Agosti <claudio.agosti(a)logioshermes.org> wrote:
> ciao Andrea!
>
> Grazie, la definizione che riporti mi aveva
>tranquillizzato quando stavo a
> far sta riflessione paranoide :) perché cerca di
>anticipare degli abusi
> indipendentemente dal come possono essere fati.
>
> Mi ha fatto intuire che il legislatore abbia voluto
>proteggere dati
> potenzialmente identificativi (es: alti 156cm, portatile
>pieno d'adesivi,
> un neo dietro l'orecchio dx) che presi singolarmente non
>avrebbero senso,
> ma in un gruppo ± ristretto di soggetti sia possibile
>identificare il
> soggetto.
>
> E' molto significativo che sottolinei la *potenzialità
>tecnologica*: io non
> credo sia binaria nel momento in cui metti la statistica
>di mezzo.
>
> Significa che se l'algoritmo di deep learning di google
>ha il 95% di
> successo di correlare dati altrimenti insignificati per
>tutti gli altri: si
> considera un sì o un no ? è il 95%, non è il 100. Quindi
>è un no ?
>
> E per giudicarlo, aspettiamo che un whistleblower da
>MountainView si faccia
> avanti, perchè altrimenti non c'è modo di saperlo ?
>
> E' una domanda irrisolta, ma è uno dei due punti per cui
>non credo che
> l'attuale dibattito sia veramente pronto agli effetti
>dei big data..
>
> ciao,
> Claudio
>
> 2016-02-29 13:18 GMT+01:00 Andrea Glorioso
><andrea(a)digitalpolicy.it>:
>
>> Caro Claudio,
>>
>> Lascio che siano i veri esperti in lista a commentare
>>con rigore, ma tieni
>> presente che la defin
Feb. 29, 2016
Re: [nexa] Teoria da validarsi -- Re: Reuters: "United States sets out limits on its spying as part of new data pact with EU"
by Claudio Agosti
ciao Andrea!
Grazie, la definizione che riporti mi aveva tranquillizzato quando stavo a
far sta riflessione paranoide :) perché cerca di anticipare degli abusi
indipendentemente dal come possono essere fati.
Mi ha fatto intuire che il legislatore abbia voluto proteggere dati
potenzialmente identificativi (es: alti 156cm, portatile pieno d'adesivi,
un neo dietro l'orecchio dx) che presi singolarmente non avrebbero senso,
ma in un gruppo ± ristretto di soggetti sia possibile identificare il
soggetto.
E' molto significativo che sottolinei la *potenzialità tecnologica*: io non
credo sia binaria nel momento in cui metti la statistica di mezzo.
Significa che se l'algoritmo di deep learning di google ha il 95% di
successo di correlare dati altrimenti insignificati per tutti gli altri: si
considera un sì o un no ? è il 95%, non è il 100. Quindi è un no ?
E per giudicarlo, aspettiamo che un whistleblower da MountainView si faccia
avanti, perchè altrimenti non c'è modo di saperlo ?
E' una domanda irrisolta, ma è uno dei due punti per cui non credo che
l'attuale dibattito sia veramente pronto agli effetti dei big data..
ciao,
Claudio
2016-02-29 13:18 GMT+01:00 Andrea Glorioso <andrea(a)digitalpolicy.it>:
> Caro Claudio,
>
> Lascio che siano i veri esperti in lista a commentare con rigore, ma tieni
> presente che la definizione di "dati personali" nel nuovo Regolamento UE
> (che non mi risulta sia cambiato rispetto alla Direttive del 1995) è:
>
> 1.
>
> *any* information relating to an identified or *identifiable* natural
> person 'data subject'; an identifiable person is one who *can* be
> identified, *directly or indirectly*, in particular by reference to an
> identifier such as a name, an identification number, location data, online
> identifier *or to one or more factors* specific to the physical,
> physiological, genetic, mental, economic, cultural or social identity of
> that person;
>
> La questione è dunque se sia *potenzialmente* possibile, stante la
> tecnologia e le conoscenze ad un dato momento, identificare una persona a
> partire da dati anche non direttamente legati alla sua identità.
>
> Ciao,
>
> Andrea
>
> On Monday, February 29, 2016, Claudio Agosti <
> claudio.agosti(a)logioshermes.org> wrote:
>
>> Ciao a tutti,
>>
>> Nell'ultimo anno sembra che gli OTT stiano facendo qualcosa (almeno dal
>> punto di vista policy, annunci e marketing) per riottenere un po' la
>> fiducia dei consumatori non protetti dal quarto emmendamendo.
>>
>> Ma stiamo guardando il dito o la luna ?
>>
>> Tutta l'infrastruttura legale di riferimento si basa su un principio che
>> non è mai stato messo in discussione: un dato personale è attribuito ad una
>> persona vivente, una ed una soltanto.
>>
>> Ed ok, è importantissimo. Ma è sufficente ?
>>
>> Immaginiamo di essere una corporation il quale unico modello di business
>> è la collezione di dati: il target di queste leggi, le aziende che devono
>> essere limitate per non ledere i diritti dei soggetti profilati.
>>
>> Come farei io se fossi in loro ?
>>
>> Ignorerei l'importanza dei singoli soggetti. Alla fine, andare da Tizio o
>> Caio è utile a fare una discriminazione "forte" del tipo "so che sei in
>> questa condizione, la sfrutto a mio vantaggio, alzandoti un prezzo, o
>> dandoti solo un certo tipo di informazioni, o indicandoti solo alcuni posti
>> sulle tue mappe" etc.
>>
>> immaginiamo una discriminazione più debole, del tipo:
>>
>> "non so di preciso se sei tizio o caio, ma so che al 90% la tua
>> situazione è A, B, C e quindi [medesime azioni descritte sopra ]"
>>
>> L'infrastruttura legale tutela singoli individui, ma immaginiamo che un
>> Google dica:
>>
>> "non mi interessa di preciso sapere la storia di Claudio Agosti, facciamo
>> che Claudio Agosti rappresenta un certo numero di vite".
>>
>> Perchè un modo per vederci, con gli occhi del big data, non è che Claudio
>> è un programmatore + un migrante, ma è vedere un programmatore, un
>> migrante, un iscritto a giallozafferano, un utilizzatore di google map. 4
>> profili parziali, anche se discendono dalla stessa persona.
>>
>> E queste parzialità sarebbero protette ? credo di sì, perchè ancora
>> associate alla persona fisica, quindi tutelato.
>>
>> Cos'è l'utilizzo dei dati anonimi per fini statistici ? un utilizzo non
>> regolamentato, stando all'handbook on european data protection law e stando
>> al working party Article 29.
>>
>> Ma storicamente la statistica la si è fatta prendendo una base di dati
>> (es, la tabella dell'anagrafe) ed estraendo riduzioni tipo "il 55% sono
>> femmine e il 45% maschi".
>>
>> Ma chi fa questa tabella ? chi sceglie i soggetti che rientrano in questa
>> statistica ?
>>
>> Torniamo quindi ai quattro parziali profili di cui sopra.
>>
>> Ora abbiamo la tabella dei programmatori (madrelingua italina) il quale
>> GPS nell'ultimo mese è stato visto in germania. Saremo in 20 ? saremo in
>> 300 ? io faccio parte di quel gruppo, e questo dato non è tutelato, ma ha
>> lo stesso valore per chi deve offrirmi una polizza, della pubblicità.
>>
>> Appliciamo la stessa riflessione su ogni sfaccettatura della nostra vita,
>> interpolata da pattern (sei un migrante, o "hai cercato più di 5 volte
>> nell'ultimo mese un centro sulle STD"), ed immaginiamo che avere il profilo
>> della persona fisica sia superato.
>>
>> Se vuoi fare discriminazione sul soggetto, sapere la sua appartenenza ad
>> uno dei gruppi di cui sopra è sufficente, indipendentemente dall'avere dati
>> personali miei.
>>
>> Se vuoi fare discriminazione, previsione, intelligence su dei fenomeni di
>> massa... beh non ti servono di certo i dati delle persone coinvolte, ti
>> interessano solo gli indicatori. "Vattelapesca in provinca di Campobasso è
>> il miglior posto in cui fare la clinica privata con la macchina per la
>> radioterapia 2.0", ho dedotto quest'informazione da dati personali
>> sensibili, ma li ho neutralizzati, ho estratto un valore con le mie analisi
>> big data ed il vantaggio sulla popolazione l'ho sfruttato comunque.
>>
>> Scusate l'email lunga, sto facendo ancora brainstorming tra me e me, in
>> sintesi:
>>
>> "per sfruttare la collezione massiccia di dati, i singoli soggetti
>> diventano via via meno rilevanti e nel momento in cui smetti di usare i
>> soggetti come pivot dei tuoi dati, le policy correnti non tutelano più.
>> L'influenza ed il potere del collettore di dati rimane la medesima"
>>
>> Che ne pensate ?
>>
>> Anche nell'ottica di: "google suggerisce siti anti radicalizzazione se
>> fai ricerche estremiste", ma se son google, so chiaramente cos'hai letto,
>> con chi lo leggi, quanto frequentamente lo fai, e qual'è il livello di
>> radicalizzazione che probabilmente hai. E non mi importa se sei Claudio o
>> Akmed, mi importa che sei parte di quel grumo ideologico che voglio
>> influenzare (o farti arrivare un drone), perchè quando fai un gioco di
>> influenza globale, i gruppi contano molto di più dei singoli.
>>
>>
>> On Sat, Feb 27, 2016 at 8:25 PM, J.C. DE MARTIN <demartin(a)polito.it>
>> wrote:
>>
>>> A quanto pare verrà reso pubblico lunedì.
>>>
>>> juan carlos
>>>
>>> ------
>>>
>>> Sat Feb 27, 2016 7:04am EST
>>>
>>> *United States sets out limits on its spying as part of new data pact
>>> with EU*
>>> BRUSSELS | By Julia Fioretti
>>>
>>> The United States has set out limits to its use of data collected in
>>> bulk about European citizens after a new information-sharing pact was
>>> agreed this month, according to documents seen by Reuters.
>>>
>>> A clear explanation of what information could be used for -- preventing
>>> its "indiscriminate" and "arbitrary" use -- was a key condition of the new
>>> Privacy Shield framework that enables firms to easily transfer personal
>>> data to the United States.
>>>
>>> Under the deal, Washington agreed to create a specific new role within
>>> the State Department to deal with complaints and enquiries forwarded by EU
>>> data protection agencies. There will also be an alternative dispute
>>> resolution mechanism to resolve grievances and a joint annual review of the
>>> accord.
>>>
>>> […]
>>>
>>> Continua qui:
>>> http://www.reuters.com/article/us-eu-dataprotection-usa-idUSKCN0W00G5
>>>
>>>
>>> _______________________________________________
>>> nexa mailing list
>>> nexa(a)server-nexa.polito.it
>>> https://server-nexa.polito.it/cgi-bin/mailman/listinfo/nexa
>>>
>>>
>> --
>> Claudio Agosti,
>>
>> http://www.journalismfestival.com/news/guilty-by-proximity-ijf16-hackers-co…
>>
>>
>>
>
> --
>
> --
> I speak only for myself. Sometimes I do not even agree with myself. Keep
> it in mind.
> Twitter: @andreaglorioso
> Facebook: https://www.facebook.com/andrea.glorioso
> LinkedIn: http://www.linkedin.com/profile/view?id=1749288&trk=tab_pro
>
*inb4 naif googleleaks*
--
Claudio Agosti,
http://www.journalismfestival.com/news/guilty-by-proximity-ijf16-hackers-co…
Feb. 29, 2016
Re: [nexa] Teoria da validarsi -- Re: Reuters: "United States sets out limits on its spying as part of new data pact with EU"
by Andrea Glorioso
Caro Claudio,
Lascio che siano i veri esperti in lista a commentare con rigore, ma tieni
presente che la definizione di "dati personali" nel nuovo Regolamento UE
(che non mi risulta sia cambiato rispetto alla Direttive del 1995) è:
1.
*any* information relating to an identified or *identifiable* natural
person 'data subject'; an identifiable person is one who *can* be
identified, *directly or indirectly*, in particular by reference to an
identifier such as a name, an identification number, location data, online
identifier *or to one or more factors* specific to the physical,
physiological, genetic, mental, economic, cultural or social identity of
that person;
La questione è dunque se sia *potenzialmente* possibile, stante la
tecnologia e le conoscenze ad un dato momento, identificare una persona a
partire da dati anche non direttamente legati alla sua identità.
Ciao,
Andrea
On Monday, February 29, 2016, Claudio Agosti <
claudio.agosti(a)logioshermes.org> wrote:
> Ciao a tutti,
>
> Nell'ultimo anno sembra che gli OTT stiano facendo qualcosa (almeno dal
> punto di vista policy, annunci e marketing) per riottenere un po' la
> fiducia dei consumatori non protetti dal quarto emmendamendo.
>
> Ma stiamo guardando il dito o la luna ?
>
> Tutta l'infrastruttura legale di riferimento si basa su un principio che
> non è mai stato messo in discussione: un dato personale è attribuito ad una
> persona vivente, una ed una soltanto.
>
> Ed ok, è importantissimo. Ma è sufficente ?
>
> Immaginiamo di essere una corporation il quale unico modello di business è
> la collezione di dati: il target di queste leggi, le aziende che devono
> essere limitate per non ledere i diritti dei soggetti profilati.
>
> Come farei io se fossi in loro ?
>
> Ignorerei l'importanza dei singoli soggetti. Alla fine, andare da Tizio o
> Caio è utile a fare una discriminazione "forte" del tipo "so che sei in
> questa condizione, la sfrutto a mio vantaggio, alzandoti un prezzo, o
> dandoti solo un certo tipo di informazioni, o indicandoti solo alcuni posti
> sulle tue mappe" etc.
>
> immaginiamo una discriminazione più debole, del tipo:
>
> "non so di preciso se sei tizio o caio, ma so che al 90% la tua situazione
> è A, B, C e quindi [medesime azioni descritte sopra ]"
>
> L'infrastruttura legale tutela singoli individui, ma immaginiamo che un
> Google dica:
>
> "non mi interessa di preciso sapere la storia di Claudio Agosti, facciamo
> che Claudio Agosti rappresenta un certo numero di vite".
>
> Perchè un modo per vederci, con gli occhi del big data, non è che Claudio
> è un programmatore + un migrante, ma è vedere un programmatore, un
> migrante, un iscritto a giallozafferano, un utilizzatore di google map. 4
> profili parziali, anche se discendono dalla stessa persona.
>
> E queste parzialità sarebbero protette ? credo di sì, perchè ancora
> associate alla persona fisica, quindi tutelato.
>
> Cos'è l'utilizzo dei dati anonimi per fini statistici ? un utilizzo non
> regolamentato, stando all'handbook on european data protection law e stando
> al working party Article 29.
>
> Ma storicamente la statistica la si è fatta prendendo una base di dati
> (es, la tabella dell'anagrafe) ed estraendo riduzioni tipo "il 55% sono
> femmine e il 45% maschi".
>
> Ma chi fa questa tabella ? chi sceglie i soggetti che rientrano in questa
> statistica ?
>
> Torniamo quindi ai quattro parziali profili di cui sopra.
>
> Ora abbiamo la tabella dei programmatori (madrelingua italina) il quale
> GPS nell'ultimo mese è stato visto in germania. Saremo in 20 ? saremo in
> 300 ? io faccio parte di quel gruppo, e questo dato non è tutelato, ma ha
> lo stesso valore per chi deve offrirmi una polizza, della pubblicità.
>
> Appliciamo la stessa riflessione su ogni sfaccettatura della nostra vita,
> interpolata da pattern (sei un migrante, o "hai cercato più di 5 volte
> nell'ultimo mese un centro sulle STD"), ed immaginiamo che avere il profilo
> della persona fisica sia superato.
>
> Se vuoi fare discriminazione sul soggetto, sapere la sua appartenenza ad
> uno dei gruppi di cui sopra è sufficente, indipendentemente dall'avere dati
> personali miei.
>
> Se vuoi fare discriminazione, previsione, intelligence su dei fenomeni di
> massa... beh non ti servono di certo i dati delle persone coinvolte, ti
> interessano solo gli indicatori. "Vattelapesca in provinca di Campobasso è
> il miglior posto in cui fare la clinica privata con la macchina per la
> radioterapia 2.0", ho dedotto quest'informazione da dati personali
> sensibili, ma li ho neutralizzati, ho estratto un valore con le mie analisi
> big data ed il vantaggio sulla popolazione l'ho sfruttato comunque.
>
> Scusate l'email lunga, sto facendo ancora brainstorming tra me e me, in
> sintesi:
>
> "per sfruttare la collezione massiccia di dati, i singoli soggetti
> diventano via via meno rilevanti e nel momento in cui smetti di usare i
> soggetti come pivot dei tuoi dati, le policy correnti non tutelano più.
> L'influenza ed il potere del collettore di dati rimane la medesima"
>
> Che ne pensate ?
>
> Anche nell'ottica di: "google suggerisce siti anti radicalizzazione se fai
> ricerche estremiste", ma se son google, so chiaramente cos'hai letto, con
> chi lo leggi, quanto frequentamente lo fai, e qual'è il livello di
> radicalizzazione che probabilmente hai. E non mi importa se sei Claudio o
> Akmed, mi importa che sei parte di quel grumo ideologico che voglio
> influenzare (o farti arrivare un drone), perchè quando fai un gioco di
> influenza globale, i gruppi contano molto di più dei singoli.
>
>
> On Sat, Feb 27, 2016 at 8:25 PM, J.C. DE MARTIN <demartin(a)polito.it
> <javascript:_e(%7B%7D,'cvml','demartin(a)polito.it');>> wrote:
>
>> A quanto pare verrà reso pubblico lunedì.
>>
>> juan carlos
>>
>> ------
>>
>> Sat Feb 27, 2016 7:04am EST
>>
>> *United States sets out limits on its spying as part of new data pact
>> with EU*
>> BRUSSELS | By Julia Fioretti
>>
>> The United States has set out limits to its use of data collected in bulk
>> about European citizens after a new information-sharing pact was agreed
>> this month, according to documents seen by Reuters.
>>
>> A clear explanation of what information could be used for -- preventing
>> its "indiscriminate" and "arbitrary" use -- was a key condition of the new
>> Privacy Shield framework that enables firms to easily transfer personal
>> data to the United States.
>>
>> Under the deal, Washington agreed to create a specific new role within
>> the State Department to deal with complaints and enquiries forwarded by EU
>> data protection agencies. There will also be an alternative dispute
>> resolution mechanism to resolve grievances and a joint annual review of the
>> accord.
>>
>> […]
>>
>> Continua qui:
>> http://www.reuters.com/article/us-eu-dataprotection-usa-idUSKCN0W00G5
>>
>>
>> _______________________________________________
>> nexa mailing list
>> nexa(a)server-nexa.polito.it
>> <javascript:_e(%7B%7D,'cvml','nexa(a)server-nexa.polito.it');>
>> https://server-nexa.polito.it/cgi-bin/mailman/listinfo/nexa
>>
>>
> --
> Claudio Agosti,
>
> http://www.journalismfestival.com/news/guilty-by-proximity-ijf16-hackers-co…
>
>
>
--
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Feb. 29, 2016
Teoria da validarsi -- Re: Reuters: "United States sets out limits on its spying as part of new data pact with EU"
by Claudio Agosti
Ciao a tutti,
Nell'ultimo anno sembra che gli OTT stiano facendo qualcosa (almeno dal
punto di vista policy, annunci e marketing) per riottenere un po' la
fiducia dei consumatori non protetti dal quarto emmendamendo.
Ma stiamo guardando il dito o la luna ?
Tutta l'infrastruttura legale di riferimento si basa su un principio che
non è mai stato messo in discussione: un dato personale è attribuito ad una
persona vivente, una ed una soltanto.
Ed ok, è importantissimo. Ma è sufficente ?
Immaginiamo di essere una corporation il quale unico modello di business è
la collezione di dati: il target di queste leggi, le aziende che devono
essere limitate per non ledere i diritti dei soggetti profilati.
Come farei io se fossi in loro ?
Ignorerei l'importanza dei singoli soggetti. Alla fine, andare da Tizio o
Caio è utile a fare una discriminazione "forte" del tipo "so che sei in
questa condizione, la sfrutto a mio vantaggio, alzandoti un prezzo, o
dandoti solo un certo tipo di informazioni, o indicandoti solo alcuni posti
sulle tue mappe" etc.
immaginiamo una discriminazione più debole, del tipo:
"non so di preciso se sei tizio o caio, ma so che al 90% la tua situazione
è A, B, C e quindi [medesime azioni descritte sopra ]"
L'infrastruttura legale tutela singoli individui, ma immaginiamo che un
Google dica:
"non mi interessa di preciso sapere la storia di Claudio Agosti, facciamo
che Claudio Agosti rappresenta un certo numero di vite".
Perchè un modo per vederci, con gli occhi del big data, non è che Claudio è
un programmatore + un migrante, ma è vedere un programmatore, un migrante,
un iscritto a giallozafferano, un utilizzatore di google map. 4 profili
parziali, anche se discendono dalla stessa persona.
E queste parzialità sarebbero protette ? credo di sì, perchè ancora
associate alla persona fisica, quindi tutelato.
Cos'è l'utilizzo dei dati anonimi per fini statistici ? un utilizzo non
regolamentato, stando all'handbook on european data protection law e stando
al working party Article 29.
Ma storicamente la statistica la si è fatta prendendo una base di dati (es,
la tabella dell'anagrafe) ed estraendo riduzioni tipo "il 55% sono femmine
e il 45% maschi".
Ma chi fa questa tabella ? chi sceglie i soggetti che rientrano in questa
statistica ?
Torniamo quindi ai quattro parziali profili di cui sopra.
Ora abbiamo la tabella dei programmatori (madrelingua italina) il quale GPS
nell'ultimo mese è stato visto in germania. Saremo in 20 ? saremo in 300 ?
io faccio parte di quel gruppo, e questo dato non è tutelato, ma ha lo
stesso valore per chi deve offrirmi una polizza, della pubblicità.
Appliciamo la stessa riflessione su ogni sfaccettatura della nostra vita,
interpolata da pattern (sei un migrante, o "hai cercato più di 5 volte
nell'ultimo mese un centro sulle STD"), ed immaginiamo che avere il profilo
della persona fisica sia superato.
Se vuoi fare discriminazione sul soggetto, sapere la sua appartenenza ad
uno dei gruppi di cui sopra è sufficente, indipendentemente dall'avere dati
personali miei.
Se vuoi fare discriminazione, previsione, intelligence su dei fenomeni di
massa... beh non ti servono di certo i dati delle persone coinvolte, ti
interessano solo gli indicatori. "Vattelapesca in provinca di Campobasso è
il miglior posto in cui fare la clinica privata con la macchina per la
radioterapia 2.0", ho dedotto quest'informazione da dati personali
sensibili, ma li ho neutralizzati, ho estratto un valore con le mie analisi
big data ed il vantaggio sulla popolazione l'ho sfruttato comunque.
Scusate l'email lunga, sto facendo ancora brainstorming tra me e me, in
sintesi:
"per sfruttare la collezione massiccia di dati, i singoli soggetti
diventano via via meno rilevanti e nel momento in cui smetti di usare i
soggetti come pivot dei tuoi dati, le policy correnti non tutelano più.
L'influenza ed il potere del collettore di dati rimane la medesima"
Che ne pensate ?
Anche nell'ottica di: "google suggerisce siti anti radicalizzazione se fai
ricerche estremiste", ma se son google, so chiaramente cos'hai letto, con
chi lo leggi, quanto frequentamente lo fai, e qual'è il livello di
radicalizzazione che probabilmente hai. E non mi importa se sei Claudio o
Akmed, mi importa che sei parte di quel grumo ideologico che voglio
influenzare (o farti arrivare un drone), perchè quando fai un gioco di
influenza globale, i gruppi contano molto di più dei singoli.
On Sat, Feb 27, 2016 at 8:25 PM, J.C. DE MARTIN <demartin(a)polito.it> wrote:
> A quanto pare verrà reso pubblico lunedì.
>
> juan carlos
>
> ------
>
> Sat Feb 27, 2016 7:04am EST
>
> *United States sets out limits on its spying as part of new data pact with
> EU*
> BRUSSELS | By Julia Fioretti
>
> The United States has set out limits to its use of data collected in bulk
> about European citizens after a new information-sharing pact was agreed
> this month, according to documents seen by Reuters.
>
> A clear explanation of what information could be used for -- preventing
> its "indiscriminate" and "arbitrary" use -- was a key condition of the new
> Privacy Shield framework that enables firms to easily transfer personal
> data to the United States.
>
> Under the deal, Washington agreed to create a specific new role within the
> State Department to deal with complaints and enquiries forwarded by EU data
> protection agencies. There will also be an alternative dispute resolution
> mechanism to resolve grievances and a joint annual review of the accord.
>
> […]
>
> Continua qui:
> http://www.reuters.com/article/us-eu-dataprotection-usa-idUSKCN0W00G5
>
>
> _______________________________________________
> nexa mailing list
> nexa(a)server-nexa.polito.it
> https://server-nexa.polito.it/cgi-bin/mailman/listinfo/nexa
>
>
--
Claudio Agosti,
http://www.journalismfestival.com/news/guilty-by-proximity-ijf16-hackers-co…
Feb. 29, 2016