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Re: [nexa] NYT: Stop Spying on Wikipedia Users
by Alessandro Enrico Cogo
Cari tutti,
premesso che da profano di questi temi amerei restar fuori da una
discussione fuori dalla mia portata, preciso soltanto che in
quell'occasione mi ero limitato ad osservare che forse il fondamento
dell'obbligo per il motore di ricerca di de-indicizzare le pagine
contenenti talune informazioni non è un illecito del motore di ricerca
medesimo (che a mio modo di vedere opera invece lecitamente), e dunque un
evento dannoso a quest'ultimo imputabile, ma il riconoscimento
all'interessato della facoltà (che, ragionando a voce alta, avevo
immaginato poter essere forse ricondotta alla categoria dei diritti
potestativi) di far valere un interesse ritenuto dall'ordinamento
prevalente rispetto alla libertà d'iniziativa del motore di ricerca.
Pertanto, mi era parso che si potesse parlare d'illecito, di responsabilità
e danno soltanto nel caso in cui il motore di ricerca, una volta richiesto
dall'interessato, non si attivi.
Soggiungo infine che mi riprometto di verificare prima o poi questa mia
ipotesi, tenendo conto delle osservazioni ricevute dal prof. Pagallo e da
altri, sulle quali non so al momento prendere posizione.
A presto. Un caro saluto.
Alessandro
Il giorno 11 marzo 2015 12:00, Alessandro Mantelero <
alessandro.mantelero(a)polito.it> ha scritto:
> Caro Ugo, nostro fellow e filosofo del diritto,
>
> due brevi riflessioni sul punto e poi se vuoi ne parliamo più ampiamente a
> margine di un incontro di Nexa, anche se già la recente serata sulle
> piattaforme mi pare abbia toccato il tema, come altri eventi (ancor più
> mirati sul caso NSA) tenutisi a Nexa (e.g. http://nexa.polito.it/
> mercoledi-65 ).
> Vado con ordine.
>
> ma che c'entra? Ancora pere e mele? Io posso benissimo non apprezzare
>> il modello UE (i), magari tenermi per buono quello USA (ii), e poi
>> prendermela con l'NSA perché non rispetta le regole ii (iii). Che poi
>> il modello UE abbia "comunque creato un quadro più sensibile a certi
>> temi" (iv) e' a sua volta discutibile. Eri presente anche tu a CPDP
>> (Bruxelles gennaio 2015), alla tavola rotonda >delle 14 su "SURVEILLANCE
>> AND INTELLIGENCE AGENCIES – AFTER SNOWDEN, AND AFTER
>> CHARLIE" >(http://www.cpdpconferences.org/Friday23January2015/
>> GrandeHalle/GH23012015.html>).
>> Il quadro emerso in UK e dal modo in cui governo e servizi tedeschi
>> tuttora si oppongono alle richieste dal Parlamento suggerisce
>> quantomeno un'analisi meno semplicistica.
>>
>
>
> - Non si tratta di pere e mele. I sistemi di sorveglianza sociale e le
> norme sulla data protection sono strettamente connessi. Modelli che offrono
> maggiori garanzie concorrono nel ridurre i rischi. In molta parte il
> problema non è il mancato rispetto delle regole, ma i limiti o le lacune
> del sistema regolamentare. Da qui l’opportunità di maggiori tutele.
> - Proprio di quella tavola rotonda del CPDP che hai richiamato, occorre
> ricordare l’intervento di Eleni Kosta, con ampia citazione di
> giurisprudenza, che ben sottolinea l’approccio EU in termine di garanzia
> dei diritti dei cittadini.
> - La mia analisi non era dunque semplicistica, ma al massimo semplificata
> in ragione della comunicazione via email (non voglio mica propinare un
> saggio sulla privacy e le opinioni di Wales alla lista).
> E' tuttavia noto come vi sia una disparità nella quantità di dati raccolti
> dalle imprese US rispetto a quanto accade in EU (v. e.g. rapporto su data
> brokers). È altresì noto che la moderna sorveglianza non si basa più solo e
> principalmente su sistemi diretti di sorveglianza, ma agisce sovente
> raccogliendo dati detenuti da soggetti privati (e.g. imprese), con modalità
> varie. Per dirla in maniera semplice e semplificata non sono più i tempi di
> Echelon.
> Ne consegue che una regolamentazione che fornisce tutele ad hoc in termini
> di data protection e di data retention, indirettamente limita la quantità
> di dati che si possono raccogliere ed innalza la tutela dei cittadini. In
> questo senso parlavo di limitazioni “indirette”.
> - Venendo poi a quelli che ho indicato come “tutti i limiti applicativi ai
> casi di specie”, è noto come le attività dirette di raccolta dati ad opera
> dei servizi non rientrino nell’ambito della dir. 95/46/EC. Non per questo
> mi pare si possa equiparare l’attività realizzata da NSA (verso i propri
> cittadini ed i cittadini di Paesi terzi) alle attività di alcuni servizi
> europei (verso i propri cittadini). Qui non parliamo di pere e mele, ma di
> scala diversa e metodi differenti (v. anche supra Kosta).
> - Vedasi inoltre (per delineare l’approccio EU) il “Joint statement of the
> European Data Protection Authorities Assembled in the Article29 working
> party” http://europeandatagovernance-forum.com/pro/fiche/quest.jsp;
> jsessionid=wO-vzk7l3rEu0TT5LV4l!QY5.gl3?surveyName=&main=&pg=&pg2=&
> pg3=&locale=1&_zz0_=&_zz1_=&_zz2_=&_zz3_=&_zz4_=&_zz5_=&_
> zz6_=&_zz7_=&_zz8_=&_zz9_=&_scrollX=0&_scrollY=0
> - Sul modello US cfr. anche Marc Rotenberg (2014). On International
> Privacy: A Path Forward for the US and Europe, 35(4) Harv. Int. Rev.
>
>
>
> Vogliamo aggiungere la
>> legislazione d'emergenza in Francia e il nulla in Italia?
>>
>
> - ma in EU ci sono state reazioni, non abbiamo dovuto attendere dei leaks
> pubblicati dalla stampa per prendere posizione, come ben hanno fatto i
> nostri amici del La Quadrature du Net: http://www.laquadrature.net/
> en/in-france-la-quadrature-du-net-brings-legal-challenge-
> against-mass-surveillance
> - Tra l’altro nel caso francese c’è un conflitto con la CNIL per il
> mancato coinvolgimento nel processo legislativo, segno che i margini di
> azione sono più ristretti
> - Quanto all’Italia va in tal senso ricordato il disposto dell’art. 154,
> c. 4, d. lgs. 196/2003 (“ 4. Il Presidente del Consiglio dei ministri
> e ciascun ministro consultano il Garante all'atto della predisposizione
> delle norme regolamentari e degli atti amministrativi suscettibili di
> incidere sulle materie disciplinate dal presente codice”), in più casi
> applicato. V. anche, da ultimo, http://www.garanteprivacy.it/
> web/guest/home/docweb/-/docweb-display/docweb/3766525
> - Mi limito poi a rinviare a quanto si legge nella DICHIARAZIONE DEI
> DIRITTI IN INTERNET:
> “Questa Dichiarazione dei diritti in Internet è fondata sul pieno
> riconoscimento di libertà, eguaglianza, dignità e diversità di ogni
> persona. La garanzia di questi diritti è condizione necessaria perché sia
> assicurato il funzionamento democratico delle Istituzioni, e perché si
> eviti il prevalere di poteri pubblici e privati che possano portare ad una
> società della sorveglianza, del controllo e della selezione sociale.”
>
>
>
> E poi, a torto o a ragione, si può apprezzare la privacy MA come
>> garanzia della libertà di parola e di associazione, e contro
>> irragionevoli controlli, ossia seconda la migliore tradizione
>> americana inaugurata nel 1890. Quello che dice Wales, e' la dottrina
>> standard da quelle parti: "Privacy is an essential right. It makes
>> freedom of expression possible, and sustains freedom of inquiry and
>> association. It empowers us to read, write and communicate in
>> confidence, without fear of persecution. Knowledge flourishes where
>> privacy is protected."
>>
>
> - A parte il fatto che il saggio di Warren and Brandeis (1890) e la più
> ampia nozione giurisprudenziale di privacy come tutela dall’invasività dei
> controlli governativi rappresentano due concezioni e momenti diversi
> dell’evoluzione US del right to privacy; personalmente apprezzo il right to
> privacy e molta parte della giurisprudenza US in tema, ma tutti (anche in
> US, vedi rapporti di Casa Bianca, FTC, DoC e giurisprudenza recente)
> riconoscono i limiti anche di tale modello (come per altro di altri
> modelli, EU compreso). Abbiamo poi visto all’atto pratico nel caso NSA come
> venga interpretato il concetto di “write and communicate in confidence”.
>
> - Venendo al punto centrale del mio sintetico messaggio (che mi pare tu
> lasci in ombra), penso che definire la legislazione EU sulla data
> protection come un atto di “incompetent politicians” tradottosi in
> “well-meaning but incoherent legislation without due consideration for
> human rights and technical matters” sia, anche per quanto sopra,
> fondamentalmente errato. Contraddetto dal quadro normativo EU a tutti i
> livelli e dal dato empirico rappresentato dal fatto che il modello EU sia
> stato adottato in molti Paesi nel resto del mondo (v. i lavori di
> Greenleaf). Se poi tu condividi l’opinione di Wales… ovviamente io sono per
> la freedom of speech.
>
>
> Da ultimo,
>
> Da questo punto di vista (ii), posso dunque passare a criticare alcune
>> eccentricità di (i), come feticismo del dato da proteggersi a
>> prescindere da qualsiasi danno o lesione all'interessato (che e' poi
>> uno degli aspetti problematici della sentenza della Corte di
>> Lussemburgo del maggio 2014).
>>
>
> - Feticismo: “Adorazione cieca di cosa o persona”. Dopo quasi
> cinquant’anni di normative sulla data protection credo che più nessuno
> definisca tali regole come feticismo dei dati. Sul danno non torno, già ne
> abbiamo discusso in un incontro di Nexa e già è stato sottolineato che la
> ratio della norma non è la tutela dal danno, ma i valori legati alla
> correttezza del trattamento. Sono ragionamenti noti ai giuristi, come
> giustamente sottolineava anche Alessandro Cogo.
>
> A presto,
> A.
>
>
>
> On Wed, 11 Mar 2015 06:47:43 +0100
> Ugo Pagallo <ugo.pagallo(a)unito.it> wrote:
>
>> Caro Privacy Director,
>> ma che c'entra? Ancora pere e mele? Io posso benissimo non apprezzare
>> il modello UE (i), magari tenermi per buono quello USA (ii), e poi
>> prendermela con l'NSA perché non rispetta le regole ii (iii). Che poi
>> il modello UE abbia "comunque creato un quadro più sensibile a certi
>> temi" (iv) e' a sua volta discutibile. Eri presente anche tu a CPDP
>> (Bruxelles gennaio 2015), alla tavola rotonda delle 14 su
>> "SURVEILLANCE AND INTELLIGENCE AGENCIES – AFTER SNOWDEN, AND AFTER
>> CHARLIE" (http://www.cpdpconferences.org/Friday23January2015/
>> GrandeHalle/GH23012015.html).
>> Il quadro emerso in UK e dal modo in cui governo e servizi tedeschi
>> tuttora si oppongono alle richieste dal Parlamento suggerisce
>> quantomeno un'analisi meno semplicistica. Vogliamo aggiungere la
>> legislazione d'emergenza in Francia e il nulla in Italia?
>> E poi, a torto o a ragione, si può apprezzare la privacy MA come
>> garanzia della libertà di parola e di associazione, e contro
>> irragionevoli controlli, ossia seconda la migliore tradizione
>> americana inaugurata nel 1890. Quello che dice Wales, e' la dottrina
>> standard da quelle parti: "Privacy is an essential right. It makes
>> freedom of expression possible, and sustains freedom of inquiry and
>> association. It empowers us to read, write and communicate in
>> confidence, without fear of persecution. Knowledge flourishes where
>> privacy is protected."
>> Da questo punto di vista (ii), posso dunque passare a criticare alcune
>> eccentricità di (i), come feticismo del dato da proteggersi a
>> prescindere da qualsiasi danno o lesione all'interessato (che e' poi
>> uno degli aspetti problematici della sentenza della Corte di
>> Lussemburgo del maggio 2014).
>> Ma - come direbbe un altro membro del gruppo dell'Advisory Council to
>> Google on the Right to be Forgotten, il garante Nexa Luciano Floridi
>> -, mio caro privacy director, questi sono due diversi livelli di
>> astrazione.
>> Buona giornata a tutti,
>> u.
>>
>> Il 10 marzo 2015 22:20, Alessandro Mantelero
>> <alessandro.mantelero(a)polito.it> ha scritto:
>>
>>> Jimmy Wales, lo stesso che nel gruppo dell'Advisory Council to Google on
>>> the
>>> Right to be Forgotten non sembrava apprezzare il modello EU in materia di
>>> privacy.... chissà che magari ci ripensi.
>>>
>>> Così disse:
>>> “We have a typical situation where incompetent politicians have written
>>> well-meaning but incoherent legislation without due consideration for
>>> human
>>> rights and technical matters,”
>>> http://techcrunch.com/2014/06/07/wales-on-right-to-be-forgotten/
>>>
>>> Direi che, pur con tutti i limiti applicativi ai casi di specie (ma
>>> vedasi
>>> anche la nuova proposta di direttiva), questa "well-meaning but
>>> incoherent
>>> legislation" europea ha comunque creato un quadro più sensibile a certi
>>> temi
>>> e qualche limitazione (diretta o indiretta) pur l'ha posta.
>>>
>>> AM
>>>
>>>
>>> --
>>> Alessandro Mantelero
>>> Aggregate Professor, Politecnico di Torino
>>> Director of Privacy and Faculty Fellow, Nexa Center for Internet and
>>> Society
>>>
>>> http://staff.polito.it/alessandro.mantelero
>>>
>>>
>>>
>>>
>>>
>>>
>>> On Tue, 10 Mar 2015 21:53:05 +0100
>>> A Dicorinto <arturo.dicorinto(a)uniroma1.it> wrote:
>>>
>>>>
>>>> Stop Spying on Wikipedia Users
>>>>
>>>> By JIMMY WALES and LILA TRETIKOVMARCH 10, 2015
>>>>
>>>>
>>>> http://www.nytimes.com/2015/03/10/opinion/stop-spying-on-
>>>> wikipedia-users.html?_r=0
>>>>
>>>>
>>>> --
>>>>
>>>> Arturo Di Corinto
>>>> www.dicorinto.it
>>>> --------------------------------->
>>>>
>>>> AVVERTENZE AI SENSI DEL D.Lgs. 196/2003 Le informazioni contenute in
>>>> questo
>>>> messaggio di posta elettronica e/o nel/i file/s allegato/i sono da
>>>> considerarsi strettamente riservate. Il loro utilizzo è consentito
>>>> esclusivamente al destinatario del messaggio, per le finalità indicate
>>>> nel
>>>> messaggio stesso. Qualora riceviate questo messaggio senza esserne il
>>>> destinatario, Vi preghiamo cortesemente di darcene notizia via e-mail e
>>>> di
>>>> procedere alla distruzione del messaggio stesso, cancellandolo dal
>>>> Vostro
>>>> sistema. Conservare il messaggio stesso, divulgarlo anche in parte,
>>>> distribuirlo ad altri soggetti, copiarlo, od utilizzarlo per finalità
>>>> diverse, costituisce comportamento contrario ai principi dettati dal
>>>> D.Lgs.
>>>> 196/2003
>>>>
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>>
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> Avv. Alessandro Mantelero
> Aggregate Professor, Politecnico di Torino
> Director of Privacy and Faculty Fellow, Nexa Center for Internet and
> Society
> Coordinator, Double Degree program in Management and IP Law, Politecnico
> di Torino–Tongji University of Shanghai
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>
March 11, 2015
Re: [nexa] NYT: Stop Spying on Wikipedia Users
by Alessandro Mantelero
Caro Ugo, nostro fellow e filosofo del diritto,
due brevi riflessioni sul punto e poi se vuoi ne parliamo
più ampiamente a margine di un incontro di Nexa, anche se
già la recente serata sulle piattaforme mi pare abbia
toccato il tema, come altri eventi (ancor più mirati sul
caso NSA) tenutisi a Nexa (e.g.
http://nexa.polito.it/mercoledi-65 ).
Vado con ordine.
>ma che c'entra? Ancora pere e mele? Io posso benissimo non apprezzare
>il modello UE (i), magari tenermi per buono quello USA (ii), e poi
>prendermela con l'NSA perché non rispetta le regole ii (iii). Che poi
>il modello UE abbia "comunque creato un quadro più sensibile a certi
>temi" (iv) e' a sua volta discutibile.
>Eri presente anche tu a CPDP (Bruxelles gennaio 2015), alla tavola rotonda >delle 14 su "SURVEILLANCE AND INTELLIGENCE AGENCIES – AFTER SNOWDEN, AND AFTER
>CHARLIE" >(http://www.cpdpconferences.org/Friday23January2015/GrandeHalle/GH23012015.h…>).
>Il quadro emerso in UK e dal modo in cui governo e servizi tedeschi
>tuttora si oppongono alle richieste dal Parlamento suggerisce
>quantomeno un'analisi meno semplicistica.
- Non si tratta di pere e mele. I sistemi di sorveglianza
sociale e le norme sulla data protection sono strettamente
connessi. Modelli che offrono maggiori garanzie concorrono
nel ridurre i rischi. In molta parte il problema non è il
mancato rispetto delle regole, ma i limiti o le lacune del
sistema regolamentare. Da qui l’opportunità di maggiori
tutele.
- Proprio di quella tavola rotonda del CPDP che hai
richiamato, occorre ricordare l’intervento di Eleni Kosta,
con ampia citazione di giurisprudenza, che ben sottolinea
l’approccio EU in termine di garanzia dei diritti dei
cittadini.
- La mia analisi non era dunque semplicistica, ma al
massimo semplificata in ragione della comunicazione via
email (non voglio mica propinare un saggio sulla privacy e
le opinioni di Wales alla lista).
E' tuttavia noto come vi sia una disparità nella quantità
di dati raccolti dalle imprese US rispetto a quanto accade
in EU (v. e.g. rapporto su data brokers). È altresì noto
che la moderna sorveglianza non si basa più solo e
principalmente su sistemi diretti di sorveglianza, ma
agisce sovente raccogliendo dati detenuti da soggetti
privati (e.g. imprese), con modalità varie. Per dirla in
maniera semplice e semplificata non sono più i tempi di
Echelon.
Ne consegue che una regolamentazione che fornisce tutele
ad hoc in termini di data protection e di data retention,
indirettamente limita la quantità di dati che si possono
raccogliere ed innalza la tutela dei cittadini. In questo
senso parlavo di limitazioni “indirette”.
- Venendo poi a quelli che ho indicato come “tutti i
limiti applicativi ai casi di specie”, è noto come le
attività dirette di raccolta dati ad opera dei servizi non
rientrino nell’ambito della dir. 95/46/EC. Non per questo
mi pare si possa equiparare l’attività realizzata da NSA
(verso i propri cittadini ed i cittadini di Paesi terzi)
alle attività di alcuni servizi europei (verso i propri
cittadini). Qui non parliamo di pere e mele, ma di scala
diversa e metodi differenti (v. anche supra Kosta).
- Vedasi inoltre (per delineare l’approccio EU) il “Joint
statement of the European Data Protection Authorities
Assembled in the Article29 working party”
http://europeandatagovernance-forum.com/pro/fiche/quest.jsp;jsessionid=wO-v…
- Sul modello US cfr. anche Marc Rotenberg (2014). On
International Privacy: A Path Forward for the US and
Europe, 35(4) Harv. Int. Rev.
>Vogliamo aggiungere la
>legislazione d'emergenza in Francia e il nulla in Italia?
- ma in EU ci sono state reazioni, non abbiamo dovuto
attendere dei leaks pubblicati dalla stampa per prendere
posizione, come ben hanno fatto i nostri amici del La
Quadrature du Net:
http://www.laquadrature.net/en/in-france-la-quadrature-du-net-brings-legal-…
- Tra l’altro nel caso francese c’è un conflitto con la
CNIL per il mancato coinvolgimento nel processo
legislativo, segno che i margini di azione sono più
ristretti
- Quanto all’Italia va in tal senso ricordato il disposto
dell’art. 154, c. 4, d. lgs. 196/2003 (“ 4. Il
Presidente del Consiglio dei ministri e ciascun
ministro consultano il Garante all'atto della
predisposizione delle norme regolamentari e degli atti
amministrativi suscettibili di incidere sulle materie
disciplinate dal presente codice”), in più casi applicato.
V. anche, da ultimo,
http://www.garanteprivacy.it/web/guest/home/docweb/-/docweb-display/docweb/…
- Mi limito poi a rinviare a quanto si legge nella
DICHIARAZIONE DEI DIRITTI IN INTERNET:
“Questa Dichiarazione dei diritti in Internet è fondata
sul pieno riconoscimento di libertà, eguaglianza, dignità
e diversità di ogni persona. La garanzia di questi diritti
è condizione necessaria perché sia assicurato il
funzionamento democratico delle Istituzioni, e perché si
eviti il prevalere di poteri pubblici e privati che
possano portare ad una società della sorveglianza, del
controllo e della selezione sociale.”
>E poi, a torto o a ragione, si può apprezzare la privacy MA come
>garanzia della libertà di parola e di associazione, e contro
>irragionevoli controlli, ossia seconda la migliore tradizione
>americana inaugurata nel 1890. Quello che dice Wales, e' la dottrina
>standard da quelle parti: "Privacy is an essential right. It makes
>freedom of expression possible, and sustains freedom of inquiry and
>association. It empowers us to read, write and communicate in
>confidence, without fear of persecution. Knowledge flourishes where
>privacy is protected."
- A parte il fatto che il saggio di Warren and Brandeis
(1890) e la più ampia nozione giurisprudenziale di privacy
come tutela dall’invasività dei controlli governativi
rappresentano due concezioni e momenti diversi
dell’evoluzione US del right to privacy; personalmente
apprezzo il right to privacy e molta parte della
giurisprudenza US in tema, ma tutti (anche in US, vedi
rapporti di Casa Bianca, FTC, DoC e giurisprudenza
recente) riconoscono i limiti anche di tale modello (come
per altro di altri modelli, EU compreso). Abbiamo poi
visto all’atto pratico nel caso NSA come venga
interpretato il concetto di “write and communicate in
confidence”.
- Venendo al punto centrale del mio sintetico messaggio
(che mi pare tu lasci in ombra), penso che definire la
legislazione EU sulla data protection come un atto di
“incompetent politicians” tradottosi in “well-meaning but
incoherent legislation without due consideration for human
rights and technical matters” sia, anche per quanto sopra,
fondamentalmente errato. Contraddetto dal quadro normativo
EU a tutti i livelli e dal dato empirico rappresentato dal
fatto che il modello EU sia stato adottato in molti Paesi
nel resto del mondo (v. i lavori di Greenleaf). Se poi tu
condividi l’opinione di Wales… ovviamente io sono per la
freedom of speech.
Da ultimo,
>Da questo punto di vista (ii), posso dunque passare a criticare alcune
>eccentricità di (i), come feticismo del dato da proteggersi a
>prescindere da qualsiasi danno o lesione all'interessato (che e' poi
>uno degli aspetti problematici della sentenza della Corte di
>Lussemburgo del maggio 2014).
- Feticismo: “Adorazione cieca di cosa o persona”. Dopo
quasi cinquant’anni di normative sulla data protection
credo che più nessuno definisca tali regole come feticismo
dei dati. Sul danno non torno, già ne abbiamo discusso in
un incontro di Nexa e già è stato sottolineato che la
ratio della norma non è la tutela dal danno, ma i valori
legati alla correttezza del trattamento. Sono ragionamenti
noti ai giuristi, come giustamente sottolineava anche
Alessandro Cogo.
A presto,
A.
On Wed, 11 Mar 2015 06:47:43 +0100
Ugo Pagallo <ugo.pagallo(a)unito.it> wrote:
> Caro Privacy Director,
> ma che c'entra? Ancora pere e mele? Io posso benissimo
>non apprezzare
> il modello UE (i), magari tenermi per buono quello USA
>(ii), e poi
> prendermela con l'NSA perché non rispetta le regole ii
>(iii). Che poi
> il modello UE abbia "comunque creato un quadro più
>sensibile a certi
> temi" (iv) e' a sua volta discutibile. Eri presente
>anche tu a CPDP
> (Bruxelles gennaio 2015), alla tavola rotonda delle 14
>su
> "SURVEILLANCE AND INTELLIGENCE AGENCIES – AFTER SNOWDEN,
>AND AFTER
> CHARLIE"
>(http://www.cpdpconferences.org/Friday23January2015/GrandeHalle/GH23012015.h…)
> Il quadro emerso in UK e dal modo in cui governo e
>servizi tedeschi
> tuttora si oppongono alle richieste dal Parlamento
>suggerisce
> quantomeno un'analisi meno semplicistica. Vogliamo
>aggiungere la
> legislazione d'emergenza in Francia e il nulla in
>Italia?
> E poi, a torto o a ragione, si può apprezzare la privacy
>MA come
> garanzia della libertà di parola e di associazione, e
>contro
> irragionevoli controlli, ossia seconda la migliore
>tradizione
> americana inaugurata nel 1890. Quello che dice Wales, e'
>la dottrina
> standard da quelle parti: "Privacy is an essential
>right. It makes
> freedom of expression possible, and sustains freedom of
>inquiry and
> association. It empowers us to read, write and
>communicate in
> confidence, without fear of persecution. Knowledge
>flourishes where
> privacy is protected."
> Da questo punto di vista (ii), posso dunque passare a
>criticare alcune
> eccentricità di (i), come feticismo del dato da
>proteggersi a
> prescindere da qualsiasi danno o lesione all'interessato
>(che e' poi
> uno degli aspetti problematici della sentenza della
>Corte di
> Lussemburgo del maggio 2014).
> Ma - come direbbe un altro membro del gruppo
>dell'Advisory Council to
> Google on the Right to be Forgotten, il garante Nexa
>Luciano Floridi
> -, mio caro privacy director, questi sono due diversi
>livelli di
> astrazione.
> Buona giornata a tutti,
> u.
>
> Il 10 marzo 2015 22:20, Alessandro Mantelero
> <alessandro.mantelero(a)polito.it> ha scritto:
>> Jimmy Wales, lo stesso che nel gruppo dell'Advisory
>>Council to Google on the
>> Right to be Forgotten non sembrava apprezzare il modello
>>EU in materia di
>> privacy.... chissà che magari ci ripensi.
>>
>> Così disse:
>> “We have a typical situation where incompetent
>>politicians have written
>> well-meaning but incoherent legislation without due
>>consideration for human
>> rights and technical matters,”
>> http://techcrunch.com/2014/06/07/wales-on-right-to-be-forgotten/
>>
>> Direi che, pur con tutti i limiti applicativi ai casi di
>>specie (ma vedasi
>> anche la nuova proposta di direttiva), questa
>>"well-meaning but incoherent
>> legislation" europea ha comunque creato un quadro più
>>sensibile a certi temi
>> e qualche limitazione (diretta o indiretta) pur l'ha
>>posta.
>>
>> AM
>>
>>
>> --
>> Alessandro Mantelero
>> Aggregate Professor, Politecnico di Torino
>> Director of Privacy and Faculty Fellow, Nexa Center for
>>Internet and Society
>>
>> http://staff.polito.it/alessandro.mantelero
>>
>>
>>
>>
>>
>>
>> On Tue, 10 Mar 2015 21:53:05 +0100
>> A Dicorinto <arturo.dicorinto(a)uniroma1.it> wrote:
>>>
>>> Stop Spying on Wikipedia Users
>>>
>>> By JIMMY WALES and LILA TRETIKOVMARCH 10, 2015
>>>
>>>
>>> http://www.nytimes.com/2015/03/10/opinion/stop-spying-on-wikipedia-users.ht…
>>>
>>>
>>> --
>>>
>>> Arturo Di Corinto
>>> www.dicorinto.it
>>> --------------------------------->
>>>
>>> AVVERTENZE AI SENSI DEL D.Lgs. 196/2003 Le informazioni
>>>contenute in
>>> questo
>>> messaggio di posta elettronica e/o nel/i file/s
>>>allegato/i sono da
>>> considerarsi strettamente riservate. Il loro utilizzo è
>>>consentito
>>> esclusivamente al destinatario del messaggio, per le
>>>finalità indicate nel
>>> messaggio stesso. Qualora riceviate questo messaggio
>>>senza esserne il
>>> destinatario, Vi preghiamo cortesemente di darcene
>>>notizia via e-mail e di
>>> procedere alla distruzione del messaggio stesso,
>>>cancellandolo dal Vostro
>>> sistema. Conservare il messaggio stesso, divulgarlo
>>>anche in parte,
>>> distribuirlo ad altri soggetti, copiarlo, od utilizzarlo
>>>per finalità
>>> diverse, costituisce comportamento contrario ai principi
>>>dettati dal
>>> D.Lgs.
>>> 196/2003
>>
>> _______________________________________________
>> nexa mailing list
>> nexa(a)server-nexa.polito.it
>> https://server-nexa.polito.it/cgi-bin/mailman/listinfo/nexa
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Avv. Alessandro Mantelero
Aggregate Professor, Politecnico di Torino
Director of Privacy and Faculty Fellow, Nexa Center for
Internet and Society
Coordinator, Double Degree program in Management and IP
Law, Politecnico di Torino–Tongji University of Shanghai
http://staff.polito.it/alessandro.mantelero
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EMAIL POLICY: twice a day (Mon-Fri)
March 11, 2015
Re: [nexa] Nativi digitali: falso mito / cyberbullismo falsa emergenza?
by Antonio Casilli
Per completare, segnalo quattro "chiodi nel feretro" della nozione di digital natives (uno dei miei bersagli polemici di sempre)
1) 'The Fallacy of the 'Digital Native' (ECDL Foundation position paper 2014) http://www.ecdl.org/digitalnativemyth
2) 'Net generation or Digital Natives: Is there a distinct new generation entering university?' (paper Open University Business School 2010) http://oro.open.ac.uk/19890/ (Abstract: Is there a distinct new generation? Answer: no)
3) The ‘digital natives’ debate: A critical review of the evidence (British Journal of Educational Technology 2008) http://mooc.hyperlib.sjsu.edu/wp-content/uploads/2013/07/Bennett2008-The_di… ("We argue that rather than being empirically and
theoretically informed, the debate can be likened to an academic form of a ‘moral panic’.")
4) il mio talk alla conferenza LIFT (2010) 'Doomed to be forever young? A social archeology of the digital natives' http://www.bodyspacesociety.eu/2010/10/29/digital-natives-its-an-old-old-no… (riassunto: la distribuzione generazionale dell'utilizzazione delle IT dipende dalla struttura del mercato del lavoro)
----- Mail original -----
De: "Mauro Alovisio" <mauro.alovisio(a)gmail.com>
À: "nexa" <nexa(a)server-nexa.polito.it>
Envoyé: Mardi 10 Mars 2015 14:48:11
Objet: [nexa] Nativi digitali: falso mito / cyberbullismo falsa emergenza?
Gent.me/mi
segnalo interessanti, recenti brevi e critici articoli
-su nativi digitali
http://www.scuola24.ilsole24ore.com/art/formazione/2015-02-26/l-falso-mito-…
e-sul cyberbullismo (quest'ultimo a cura di Fabio Chiusi)
http://www.valigiablu.it/cyberbullismo-come-creare-unemergenza-inesistente-…
Cordiali saluti
_______________________________________________
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nexa(a)server-nexa.polito.it
https://server-nexa.polito.it/cgi-bin/mailman/listinfo/nexa
March 11, 2015
Re: [nexa] NYT: Stop Spying on Wikipedia Users
by Ugo Pagallo
Caro Privacy Director,
ma che c'entra? Ancora pere e mele? Io posso benissimo non apprezzare
il modello UE (i), magari tenermi per buono quello USA (ii), e poi
prendermela con l'NSA perché non rispetta le regole ii (iii). Che poi
il modello UE abbia "comunque creato un quadro più sensibile a certi
temi" (iv) e' a sua volta discutibile. Eri presente anche tu a CPDP
(Bruxelles gennaio 2015), alla tavola rotonda delle 14 su
"SURVEILLANCE AND INTELLIGENCE AGENCIES – AFTER SNOWDEN, AND AFTER
CHARLIE" (http://www.cpdpconferences.org/Friday23January2015/GrandeHalle/GH23012015.h…)
Il quadro emerso in UK e dal modo in cui governo e servizi tedeschi
tuttora si oppongono alle richieste dal Parlamento suggerisce
quantomeno un'analisi meno semplicistica. Vogliamo aggiungere la
legislazione d'emergenza in Francia e il nulla in Italia?
E poi, a torto o a ragione, si può apprezzare la privacy MA come
garanzia della libertà di parola e di associazione, e contro
irragionevoli controlli, ossia seconda la migliore tradizione
americana inaugurata nel 1890. Quello che dice Wales, e' la dottrina
standard da quelle parti: "Privacy is an essential right. It makes
freedom of expression possible, and sustains freedom of inquiry and
association. It empowers us to read, write and communicate in
confidence, without fear of persecution. Knowledge flourishes where
privacy is protected."
Da questo punto di vista (ii), posso dunque passare a criticare alcune
eccentricità di (i), come feticismo del dato da proteggersi a
prescindere da qualsiasi danno o lesione all'interessato (che e' poi
uno degli aspetti problematici della sentenza della Corte di
Lussemburgo del maggio 2014).
Ma - come direbbe un altro membro del gruppo dell'Advisory Council to
Google on the Right to be Forgotten, il garante Nexa Luciano Floridi
-, mio caro privacy director, questi sono due diversi livelli di
astrazione.
Buona giornata a tutti,
u.
Il 10 marzo 2015 22:20, Alessandro Mantelero
<alessandro.mantelero(a)polito.it> ha scritto:
> Jimmy Wales, lo stesso che nel gruppo dell'Advisory Council to Google on the
> Right to be Forgotten non sembrava apprezzare il modello EU in materia di
> privacy.... chissà che magari ci ripensi.
>
> Così disse:
> “We have a typical situation where incompetent politicians have written
> well-meaning but incoherent legislation without due consideration for human
> rights and technical matters,”
> http://techcrunch.com/2014/06/07/wales-on-right-to-be-forgotten/
>
> Direi che, pur con tutti i limiti applicativi ai casi di specie (ma vedasi
> anche la nuova proposta di direttiva), questa "well-meaning but incoherent
> legislation" europea ha comunque creato un quadro più sensibile a certi temi
> e qualche limitazione (diretta o indiretta) pur l'ha posta.
>
> AM
>
>
> --
> Alessandro Mantelero
> Aggregate Professor, Politecnico di Torino
> Director of Privacy and Faculty Fellow, Nexa Center for Internet and Society
>
> http://staff.polito.it/alessandro.mantelero
>
>
>
>
>
>
> On Tue, 10 Mar 2015 21:53:05 +0100
> A Dicorinto <arturo.dicorinto(a)uniroma1.it> wrote:
>>
>> Stop Spying on Wikipedia Users
>>
>> By JIMMY WALES and LILA TRETIKOVMARCH 10, 2015
>>
>>
>> http://www.nytimes.com/2015/03/10/opinion/stop-spying-on-wikipedia-users.ht…
>>
>>
>> --
>>
>> Arturo Di Corinto
>> www.dicorinto.it
>> --------------------------------->
>>
>> AVVERTENZE AI SENSI DEL D.Lgs. 196/2003 Le informazioni contenute in
>> questo
>> messaggio di posta elettronica e/o nel/i file/s allegato/i sono da
>> considerarsi strettamente riservate. Il loro utilizzo è consentito
>> esclusivamente al destinatario del messaggio, per le finalità indicate nel
>> messaggio stesso. Qualora riceviate questo messaggio senza esserne il
>> destinatario, Vi preghiamo cortesemente di darcene notizia via e-mail e di
>> procedere alla distruzione del messaggio stesso, cancellandolo dal Vostro
>> sistema. Conservare il messaggio stesso, divulgarlo anche in parte,
>> distribuirlo ad altri soggetti, copiarlo, od utilizzarlo per finalità
>> diverse, costituisce comportamento contrario ai principi dettati dal
>> D.Lgs.
>> 196/2003
>
> _______________________________________________
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> nexa(a)server-nexa.polito.it
> https://server-nexa.polito.it/cgi-bin/mailman/listinfo/nexa
March 11, 2015
Re: [nexa] NYT: Stop Spying on Wikipedia Users
by Alessandro Mantelero
Jimmy Wales, lo stesso che nel gruppo dell'Advisory
Council to Google on the Right to be Forgotten non
sembrava apprezzare il modello EU in materia di
privacy.... chissà che magari ci ripensi.
Così disse:
“We have a typical situation where incompetent politicians
have written well-meaning but incoherent legislation
without due consideration for human rights and technical
matters,”
http://techcrunch.com/2014/06/07/wales-on-right-to-be-forgotten/
Direi che, pur con tutti i limiti applicativi ai casi di
specie (ma vedasi anche la nuova proposta di direttiva),
questa "well-meaning but incoherent legislation" europea
ha comunque creato un quadro più sensibile a certi temi e
qualche limitazione (diretta o indiretta) pur l'ha posta.
AM
--
Alessandro Mantelero
Aggregate Professor, Politecnico di Torino
Director of Privacy and Faculty Fellow, Nexa Center for
Internet and Society
http://staff.polito.it/alessandro.mantelero
On Tue, 10 Mar 2015 21:53:05 +0100
A Dicorinto <arturo.dicorinto(a)uniroma1.it> wrote:
> Stop Spying on Wikipedia Users
>
> By JIMMY WALES and LILA TRETIKOVMARCH 10, 2015
>
> http://www.nytimes.com/2015/03/10/opinion/stop-spying-on-wikipedia-users.ht…
>
>
> --
>
> Arturo Di Corinto
> www.dicorinto.it
> --------------------------------->
>
> AVVERTENZE AI SENSI DEL D.Lgs. 196/2003 Le informazioni
>contenute in questo
> messaggio di posta elettronica e/o nel/i file/s
>allegato/i sono da
> considerarsi strettamente riservate. Il loro utilizzo è
>consentito
> esclusivamente al destinatario del messaggio, per le
>finalità indicate nel
> messaggio stesso. Qualora riceviate questo messaggio
>senza esserne il
> destinatario, Vi preghiamo cortesemente di darcene
>notizia via e-mail e di
> procedere alla distruzione del messaggio stesso,
>cancellandolo dal Vostro
> sistema. Conservare il messaggio stesso, divulgarlo
>anche in parte,
> distribuirlo ad altri soggetti, copiarlo, od utilizzarlo
>per finalità
> diverse, costituisce comportamento contrario ai principi
>dettati dal D.Lgs.
> 196/2003
March 10, 2015
NYT: Stop Spying on Wikipedia Users
by A Dicorinto
Stop Spying on Wikipedia Users
By JIMMY WALES and LILA TRETIKOVMARCH 10, 2015
http://www.nytimes.com/2015/03/10/opinion/stop-spying-on-wikipedia-users.ht…
--
Arturo Di Corinto
www.dicorinto.it
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AVVERTENZE AI SENSI DEL D.Lgs. 196/2003 Le informazioni contenute in questo
messaggio di posta elettronica e/o nel/i file/s allegato/i sono da
considerarsi strettamente riservate. Il loro utilizzo è consentito
esclusivamente al destinatario del messaggio, per le finalità indicate nel
messaggio stesso. Qualora riceviate questo messaggio senza esserne il
destinatario, Vi preghiamo cortesemente di darcene notizia via e-mail e di
procedere alla distruzione del messaggio stesso, cancellandolo dal Vostro
sistema. Conservare il messaggio stesso, divulgarlo anche in parte,
distribuirlo ad altri soggetti, copiarlo, od utilizzarlo per finalità
diverse, costituisce comportamento contrario ai principi dettati dal D.Lgs.
196/2003
March 10, 2015
Re: [nexa] Civi.ci sulla bozza carta dei diritti in Internet
by Claudio Agosti
Penso al 1 di Aprile, giorno in cui la consultazione sarà chiusa: quali
saranno i prossimi passi ?
i 300 contributi, come verranno letti e valutati ? c'è definita una
procedura ? sarà documentata la loro revisione ?
Grazie!
un Claudio lietissimo di aver partecipato a questo esperimento.
March 10, 2015
Re: [nexa] Civi.ci sulla bozza carta dei diritti in Internet
by Alessandro Mantelero
cara Anna,
concordo completamente sull’evitare di riaprire la
questione, per questo non ho mutato neppure l’oggetto
inziale dell’email. Conosco la risposta di De Biase e ho
visto quella di Kettmaier.
Mi pare che equiparare le scelte comunicative di una
fondazione a quelle di un ramo di un parlamento nazionale
sia un po’ azzardato. Sul paragone fra Costa d’Avorio ed
Italia in termini di democrazia e tutela dei diritti poi
sarò ben lieto di continuare il dialogo con Kettmaier.
E con questo direi possiamo chiudere lo scambio di vedute
e tutti attendere i risultati di questo processo messo in
atto dalla presidenza della Camera, che comunque rimane il
vero aspetto interessante.
A presto,
A.
On Tue, 10 Mar 2015 15:25:22 +0100 (CET)
Anna Masera <masera_a(a)camera.it> wrote:
> ciao Alessandro,
>
> prima che decolli di nuovo questa conversazione, forse
>non avevi visto la risposta che aveva già dato tempo fa
>Luca De Biase a Fiorella De Cindio, qui in lista. Te la
>riporto:
>
> "
> La piattaforma Civi.ci si trova su Rackspace UK (non USA
>in modo che rispetti la normativa sui dati personali UE).
>Il dominio Civi.ci è sembrato abbastanza divertente da
>convincerci a prendere la url .ci della Costa d'Avorio.
>Per registrare quel dominio abbiamo usato il servizio
>marcaria.com: è un'organizzazione che registra domini da
>15 anni circa con milioni di clienti molto più importanti
>di Ahref. Civi.ci è di proprietà di Ahref la sigla
>V3551-NICCI è un codice creato in automatico.
> "
>
> Detto questo, la fondazione Ahref nel frattempo è stata
>chiusa, non esiste più. Esiste solo la consultazione in
>corso, che chiuderà il 31 marzo. Non farei il processo
>alle intenzioni. E' stato un bellissimo esperimento. E
>sono grata a Luca, a Michele Kettmaier, e a tutti gli
>altri che hanno collaborato gratuitamente a rendere
>possibile in tempi rapidissimi la consultazione pubblica
>della bozza per una Dichiarazione dei diritti in
>Internet. Se avessimo dovuto fare una gara per scegliere
>una piattaforma, la consultazione iniziata neanche 5 mesi
>fa non sarebbe mai partita. Per le prossime consultazioni
>pubbliche, ci attrezzeremo diversamente. Se avete
>suggerimenti, benvengano.
>
> Mi permetto di aggiungere un'altra considerazione
>personale: non credo che un'altra piattaforma avrebbe
>reso più popolare la consultazione. Penso che il tema sia
>complesso, tecnico-giuridico, per esperti, e il dato di
>10 mila utenti unici che hanno consultato la bozza online
>e 300 contributi non mi sembra affatto negativo. E' vero
>che negli Usa la consultazione pubblica sulla Net
>Neutrality ha coinvolto milioni di cittadini e non
>migliaia, ma:
> 1) si tratta degli Usa su Internet e non dell'Italia
> 2) a promuoverla è stato anche il governo
> 3) non ho approfondito le cifre, ma è palese che hanno
>fatto notevoli investimenti pubblicitari per spiegare e
>diffondere la materia attraverso spot su tutti i media.
>
> 4) TUTTI gli influencers del mondo digitale hanno fatto
>squadra per raggiungere l'obiettivo... in tantissimi si
>sono spesi, facendo appelli su tutti i media, comparsate
>in tv comprese.
>
> Ma non è ancora finita e c'è ancora tempo: il mio è un
>appello in lista. :)
>
> Ciao e grazie, Anna Masera
>
> p.s. ricordo che la consultazione pubblica è attiva fino
>al 31 marzo su http://camera.civi.ci
>
>
> ----- Messaggio originale -----
> Da: "Alessandro Mantelero"
><alessandro.mantelero(a)polito.it>
> A: "Stefano Quintarelli" <stefano(a)quintarelli.it>,
>"nexa" <nexa(a)server-nexa.polito.it>
> Inviato: Martedì, 10 marzo 2015 14:25:07
> Oggetto: Re: [nexa] contributo Agid sulla bozza carta
>dei diritti in Internet
>
> Stefano, se faccio questa associazione
>
> Camera = diritti = Costa d'Avorio
>
> vedo un po' di contraddizione. Come se il Governo US
> facesse una consultazione sulla net neutrality su un
>sito
> ".ru"
>
> Un governo democratico, a mio modesto parere, farebbe
> meglio ad evitare accostamenti (anche indiretti) con
>Paesi
> non proprio rispettosi dei diritti, specie ove di
>diritti
> si tratti.
> Non mi pare che UK o Francia facciano consultazioni
> pubbliche su TLD ivoriani... non sarà quindi forse solo
> una mia personale sensibilità estetico-soggettiva.
> E' certo un dettaglio, ma anche i dettagli possono avere
> importanza nella comunicazione istituzionale.
>
> My two cents
>
> ciao,
> A
>
>
> On Tue, 10 Mar 2015 14:09:46 +0100
> Stefano Quintarelli <stefano(a)quintarelli.it> wrote:
>> "estetico" lo capisco, ed e' questione indubbiamente
>>soggettiva
>>
>> mi interesserebbe capire meglio cosa intendi per
>>"etico"...
>>
>> ciao!, s.
>>
>> On 10/03/2015 12:52, Alessandro Mantelero wrote:
>>> La segnalazione di Mauro, ha suscitato in me una piccola
>>> riflessione/associazione, che condivido.
>>>
>>> Non vorrei riaprire una vexata quaestio, ma
>>>personalmente trovo un po'
>>> stridente vedere una consultazione pubblica sulla bozza
>>>di
>>> "Dichiarazione dei diritti di Internet" su un sito con
>>>TLD ".ci",
>>> mantenuto da un'istituzione della Costa d'Avorio
>>> (https://www.iana.org/domains/root/db/ci.html)
>>>
>>> Vedasi il rapporto Amnesty sulla Costa d'Avorio:
>>> http://rapportoannuale.amnesty.it/sites/default/files/Costa%20d%27Avorio.pdf
>>>
>>>
>>> Sono ben consapevole che TLD e territorialità non sono
>>>la stessa cosa,
>>> tuttavia per senso "estetico" (ed anche etico) mi chiedo
>>>se non sarebbe
>>> stato meglio valutare tale profilo di criticità per una
>>>consultazione
>>> sui diritti ad opera della Camera dei Deputati italiana
>>>(senza con
>>> questo nulla togliere al lavoro della Fondazione
>>> <ahref).
>>>
>>> AM
>>>
>>>
>>>
>>>
>>> On Tue, 10 Mar 2015 12:14:57 +0100
>>> Mauro Alovisio <mauro.alovisio(a)gmail.com> wrote:
>>>> gent.mi/,e
>>>>
>>>> segnalo dal sito Agid
>>>>
>>>> http://www.agid.gov.it/notizie/internet-bill-rights-il-contributo-agid-cart…
>>>>
>>>>
>>>> Cordiali saluti
>>>> Mauro Alovisio
>>>
>>> --
>>> Avv. Alessandro Mantelero
>>> Aggregate Professor, Politecnico di Torino
>>> Director of Privacy and Faculty Fellow, Nexa Center for
>>>Internet and
>>> Society
>>> Coordinator, Double Degree program in Management and IP
>>>Law, Politecnico
>>> di Torino–Tongji University of Shanghai
>>>
>>> http://staff.polito.it/alessandro.mantelero
>>> http://nexa.polito.it/people/amantelero
>>>
>>> EMAIL POLICY: twice a day (Mon-Fri)
>>> _______________________________________________
>>> nexa mailing list
>>> nexa(a)server-nexa.polito.it
>>> https://server-nexa.polito.it/cgi-bin/mailman/listinfo/nexa
>>>
>>>
>>> -----
>>> Nessun virus nel messaggio.
>>> Controllato da AVG - www.avg.com
>>> Versione: 2015.0.5751 / Database dei virus: 4299/9261 -
>>> Data di
>>> rilascio: 09/03/2015
>>>
>
> --
> Avv. Alessandro Mantelero
> Aggregate Professor, Politecnico di Torino
> Director of Privacy and Faculty Fellow, Nexa Center for
> Internet and Society
> Coordinator, Double Degree program in Management and IP
> Law, Politecnico di Torino–Tongji University of Shanghai
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Avv. Alessandro Mantelero
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Internet and Society
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http://nexa.polito.it/people/amantelero
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March 10, 2015
Re: [nexa] EU Commissioner Oettinger calls net neutrality a "Taliban-like issue" (Alessandro Mantelero)
by Stefano Quintarelli
nel caso specifico della sala operatoria, pero', sono delle demo..., non
esiste uno use case..
On 10/03/2015 16:57, Giuseppe Attardi wrote:
> Questa è una domanda cruciale, che è solo un'istanza di altre mille.
>
> 1. Affidereste la formazione dei vostri figli unicamente a un sistema di
> e-learning?
> 2. Affidereste il controllo dello spazio aereo interamente a delle
> macchine?
> 3. Affidereste le guerre a dei droni robotizzati?
> 4. Affidereste il controllo di una centrale nucleare a un computer?
> 5. Affidereste la circolazione ad autoveicoli senza autista?
> 6. Affidereste la gestione di investimenti finanziari a degli algoritmi?
> 7. Affidereste la produzione di notiziari a programmi di NLP?
>
> Tutte queste sono cose che già stanno avvenendo.
>
> La risposta non la so, ma di fatto abbiamo già risposto sì a tutte senza
> accorgercene.
>
> -- Beppe
>
> On 10/3/2015 14:05, Stefano Quintarelli wrote:
>> ma tu andresti in una tale sala operatoria ?
>> ;-)
>>
>> On 10/03/2015 13:29, Giuseppe Attardi wrote:
>>> Domandina al Commissario Oettinger.
>>>
>>> Quale tecnica pensa di poter usare per garantire che il video della sala
>>> operatoria abbia precedenza sullo streaming di YouTube?
>>>
>>> Ho posto una domanda simile a Fred Baker, di Cisco, che ne sa un pochino
>>> di più di Oettinger, e lui propone due opzioni:
>>>
>>> There are two fundamental approaches to that; one is to divert EF
>>> traffic to another network path engineered to the purpose, and the other
>>> is to permit it to be transmitted before waiting TCP traffic. If traffic
>>> is diverted to another path, TCP benefits in the sense that it no longer
>>> competes with the voice traffic. If voice is prioritized, since the
>>> capacity available to TCP remains constant and TCP's definition of high
>>> QoS calls for consistent high throughput without reference to
>>> inter-arrival interval, TCP perceives no degradation of service. In
>>> either case, Voice experiences consistent arrival of the data stream
>>> with no gaps outside the parameters of that buffer, but may not without
>>> the mitigation.
>>>
>>>
>>> La seconda viola la Net Neutrality, la prima no.
>>>
>>> -- Beppe
>>>
>>> _______________________________________________
>>> nexa mailing list
>>> nexa(a)server-nexa.polito.it
>>> https://server-nexa.polito.it/cgi-bin/mailman/listinfo/nexa
>>>
>>>
>>> -----
>>> Nessun virus nel messaggio.
>>> Controllato da AVG - www.avg.com
>>> Versione: 2015.0.5751 / Database dei virus: 4299/9261 - Data di
>>> rilascio: 09/03/2015
>>>
>
>
>
> -----
> Nessun virus nel messaggio.
> Controllato da AVG - www.avg.com
> Versione: 2015.0.5751 / Database dei virus: 4299/9269 - Data di
> rilascio: 10/03/2015
March 10, 2015
Re: [nexa] EU Commissioner Oettinger calls net neutrality a "Taliban-like issue" (Alessandro Mantelero)
by giorgio.giunchi@cctld.it
> Tutte queste sono cose che già stanno avvenendo.
>
> La risposta non la so, ma di fatto abbiamo già risposto sì a tutte
> senza accorgercene.
Beppe,
"dovevamo" saperlo - e "dobbiamo" saperlo:
i "programmi" non "scappano di mano".
Senno' hanno un bug, e bisogna resettarli.
giorgio
Giuseppe Attardi <attardi(a)di.unipi.it> ha scritto:
> Questa è una domanda cruciale, che è solo un'istanza di altre mille.
>
> 1. Affidereste la formazione dei vostri figli unicamente a un
> sistema di e-learning?
> 2. Affidereste il controllo dello spazio aereo interamente a delle macchine?
> 3. Affidereste le guerre a dei droni robotizzati?
> 4. Affidereste il controllo di una centrale nucleare a un computer?
> 5. Affidereste la circolazione ad autoveicoli senza autista?
> 6. Affidereste la gestione di investimenti finanziari a degli algoritmi?
> 7. Affidereste la produzione di notiziari a programmi di NLP?
>
> Tutte queste sono cose che già stanno avvenendo.
>
> La risposta non la so, ma di fatto abbiamo già risposto sì a tutte
> senza accorgercene.
Beppe,
"dovevamo" saperlo - e "dobbiamo" saperlo: i "programmi" non "scappano
di mano".
giorgio
> -- Beppe
>
> On 10/3/2015 14:05, Stefano Quintarelli wrote:
>> ma tu andresti in una tale sala operatoria ?
>> ;-)
>>
>> On 10/03/2015 13:29, Giuseppe Attardi wrote:
>>> Domandina al Commissario Oettinger.
>>>
>>> Quale tecnica pensa di poter usare per garantire che il video della sala
>>> operatoria abbia precedenza sullo streaming di YouTube?
>>>
>>> Ho posto una domanda simile a Fred Baker, di Cisco, che ne sa un pochino
>>> di più di Oettinger, e lui propone due opzioni:
>>>
>>> There are two fundamental approaches to that; one is to divert EF
>>> traffic to another network path engineered to the purpose, and the other
>>> is to permit it to be transmitted before waiting TCP traffic. If traffic
>>> is diverted to another path, TCP benefits in the sense that it no longer
>>> competes with the voice traffic. If voice is prioritized, since the
>>> capacity available to TCP remains constant and TCP's definition of high
>>> QoS calls for consistent high throughput without reference to
>>> inter-arrival interval, TCP perceives no degradation of service. In
>>> either case, Voice experiences consistent arrival of the data stream
>>> with no gaps outside the parameters of that buffer, but may not without
>>> the mitigation.
>>>
>>>
>>> La seconda viola la Net Neutrality, la prima no.
>>>
>>> -- Beppe
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March 10, 2015