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Re: [nexa] "INTERNET BILL OF RIGHTS", AL VIA COMMISSIONE. BOLDRINI:
by J.C. DE MARTIN
On 20/07/14 19:13, fiorella de cindio wrote:
> [...] davvero mi sfugge perchè aspettare a renderli noti. La discreta
> domanda di Fiorello Cortiana che, da senatore, fu promotore delle
> iniziative italiane su Internet Bill of Right, meriterebbe una
> risposta che renda non solo trasparente ma *limpida* la scelta,
> immagino fatta dalla Presidente Boldrini, non tanto tra i
> parlamentari, ma tra gli "studiosi ed esperti, operatori del settore e
> rappresentanti di associazioni." ed i criteri che l'anno guidata. [...]
Premesso 1) che non sono un esperto di come si costituiscono commissioni di
studio e 2) che parlo solo a nome di me stesso (ovviamente), confesso di
non
capire i rilievi di Fiorella De Cindio in merito al modo con cui è stata
costituita
la commissione.
Il 16 giugno, infatti, al termine di un convegno a Roma, la Presidente
della
Camera annunciò pubblicamente di voler costituire "una commissione di
studio
sulla Rete, sui diritti e i doveri dei cittadini nell'età digitale, che
elabori i contenuti
di un "Internet Bill of Rights" a livello italiano ed europeo"
(v. http://presidente.camera.it/20?shadow_comunicatostampa=8169)
Sempre quel comunicato riportava anche la seguenti parole:
"Del gruppo di lavoro la Presidente Boldrini chiamerà nei prossimi
giorni a far parte i presidenti delle Commissioni competenti, i
deputati attivi sui temi dell'innovazione tecnologica, studiosi,
operatori del settore, associazioni."
Che è quanto immagino abbia fatto la Presidente della Camera
nei giorni dopo il 16 giugno.
Fino al comunicato stampa di venerdì 18 luglio
relativo alla prima convocazione della commissione di studio:
http://presidente.camera.it/20?shadow_comunicatostampa=8291
Come processo di costituzione di una Commissione di studio
a me (ignorante) sembra del tutto normale.
Dopotutto non è mica una gara pubblica o un concorso universitario
o un'elezione, no?
E' una commissione della Presidenza della Camera,
della cui composizione risponde chi l'ha creata
e che andrà valutata per quello che farà (o non farà).
Ma magari mi sembra normale solo perché, ripeto,
sono ignorante.
juan carlos
July 21, 2014
Re: [nexa] Garante privacy e Google
by Marco Ciurcina
#NegoIlMioConsenso
:-)
m.c.
In data lunedì 21 luglio 2014 11:38:19, Mauro Alovisio ha scritto:
> *gent.me <http://gent.me> /mi segnalo dal sito del Garante Privacy
> interessante news
> http://www.garanteprivacy.it/web/guest/home/docweb/-/docweb-display/docweb/
> 3283483
> <http://www.garanteprivacy.it/web/guest/home/docweb/-/docweb-display/docweb
> /3283483>PIÙ TUTELE PER GLI UTENTI DI GOOGLE IN ITALIA. ARRIVANO I PALETTI
> DEL GARANTE PRIVACY Mountain View dovrà assicurare maggiore trasparenza nel
> trattamento dei dati e garanzie per chi utilizza i suoi servizi*
>
> Gli utenti che useranno i servizi o il motore di ricerca di Google in
> Italia saranno più tutelati. Il Garante privacy ha stabilito che il colosso
> di Mountain View non potrà utilizzare i loro dati a fini di profilazione se
> non ne avrà prima ottenuto il consenso e dovrà dichiarare esplicitamente di
> svolgere questa attività a fini commerciali.
> Si è conclusa con un provvedimento prescrittivo
> <http://www.garanteprivacy.it/garante/doc.jsp?ID=3283078> l'istruttoria
> avviata lo scorso anno dal Garante italiano a seguito dei cambiamenti
> apportati dalla società alla propria privacy policy. Si tratta del primo
> provvedimento in Europa che - nell'ambito di un'azione coordinata con le
> altre Autorità di protezione dei dati europee ed a seguito della pronuncia
> della Corte di Giustizia europea sul diritto all'oblio - non si limita a
> richiamare al rispetto dei principi della disciplina privacy, ma indica nel
> concreto le possibili misure che Google deve adottare per assicurare la
> conformità alla legge. La società ha infatti unificato in un unico
> documento le diverse regole di gestione dei dati relative alle
> numerosissime funzionalità offerte - dalla posta elettronica (Gmail), al
> social network (GooglePlus), alla gestione dei pagamenti on line (Google
> Wallet), alla diffusione di filmati (YouTube), alle mappe on line (Street
> View), all'analisi statistica (Google Analytics) - procedendo pertanto
> all'integrazione e interoperabilità anche dei diversi prodotti e dunque
> all'incrocio dei dati degli utenti relativi all'utilizzo di più servizi.
> Nel corso dell'istruttoria, caratterizzata anche da diverse audizioni con i
> suoi rappresentanti, Google ha adottato una serie di misure per rendere la
> propria privacy policy più conforme alle norme. Il Garante ha tuttavia
> rilevato il permanere di diversi profili critici relativi alla inadeguata
> informativa agli utenti, alla mancata richiesta di consenso per finalità di
> profilazione, agli incerti tempi di conservazione dei dati e ha dettato una
> serie di regole, che si applicano all'insieme dei servizi offerti.
>
> *Informativa*
> L'Autorità ha prescritto a Google l'adozione di un sistema di informativa
> strutturato su più livelli, in modo da fornire in un primo livello generale
> le informazioni più rilevanti per l'utenza: l'indicazione dei trattamenti e
> dei dati oggetto di trattamento (es. localizzazione terminali, indirizzi IP
> etc.), dell'indirizzo presso il quale rivolgersi in lingua italiana per
> esercitare i propri diritti etc.; in un secondo livello, più di dettaglio,
> le specifiche informative relative ai singoli servizi offerti.
> Ma soprattutto Google dovrà spiegare chiaramente, nell'informativa
> generale, che i dati personali degli utenti sono monitorati e utilizzati,
> tra l'altro, a fini di profilazione per pubblicità mirata e che essi
> vengono raccolti anche con tecniche più sofisticate che non i semplici
> cookie, come ad esempio il fingerprinting. Quest'ultimo è un sistema che
> raccoglie informazioni sulle modalità di utilizzo del terminale da parte
> dell'utente e, a differenza dei cookie che vengono istallati sul pc o nello
> smartphone, le archivia direttamente presso i server della società.
>
> *Consenso*
> Per utilizzare a fini di profilazione e pubblicità comportamentale
> personalizzata i dati degli interessati - sia quelli relativi alle mail sia
> quelli raccolti incrociando le informazioni tra servizi diversi o
> utilizzando cookie e fingerprinting - Google dovrà acquisire il previo
> consenso degli utenti e non potrà più limitarsi a considerare il semplice
> utilizzo del servizio come accettazione incondizionata di regole che non
> lasciavano, fino ad oggi, alcun potere decisionale agli interessati sul
> trattamento dei propri dati personali. In proposito, l'Autorità ha anche
> indicato una modalità innovativa e di facile impiego che, senza gravare
> eccessivamente sulla navigazione dell'utente, gli consenta di scegliere in
> modo attivo e consapevole se fornire o meno il proprio consenso alla
> profilazione, anche con riguardo ai singoli servizi utilizzati.
>
> *Conservazione*
> Google dovrà definire tempi certi di conservazione dei dati sulla base
> delle norme del Codice privacy, sia per quanto riguarda quelli mantenuti
> sui sistemi cosiddetti "attivi", sia successivamente archiviati su sistemi
> di "back up". Per quanto riguarda la cancellazione di dati personali, il
> Garante ha imposto a Google che richieste provenienti dagli utenti che
> dispongono di un account (e sono quindi facilmente identificabili) siano
> soddisfatte al massimo entro due mesi se i dati sono conservati sui sistemi
> "attivi" ed entro sei mesi se i dati sono archiviati sui sistemi di back
> up. Per quanto riguarda, invece, le richieste di cancellazione che
> interessano l'utilizzo del motore di ricerca, ha ritenuto opportuno
> attendere gli sviluppi applicativi della sentenza della Corte di giustizia
> dell'Unione europea sul diritto all'oblio.
>
> Google avrà 18 mesi per adeguarsi alle prescrizioni del Garante. In
> quest'arco temporale, l'Autorità monitorerà l'implementazione delle misure
> prescritte. La società dovrà infatti sottoporre al Garante, entro il 30
> settembre 2014, un protocollo di verifica, che una volta sottoscritto
> diverrà vincolante, sulla base del quale verranno disciplinati tempi e
> modalità per l'attività di controllo che l'Autorità svolgerà nei confronti
> di Mountain View.
>
>
> *Roma, 21 luglio 2014*
July 21, 2014
NYT: "The Future of Robot Caregivers"
by J.C. DE MARTIN
*The Future of Robot Caregivers*
By LOUISE ARONSON
JULY 19, 2014
EACH time I make a house call, I stay much longer than I should. I can't
leave because my patient is holding my hand, or because she's telling
me, not for the first time, about when Aunt Mabel cut off all her hair
and they called her a boy at school, or how her daddy lost his job and
the lights went out and her mother lit pine cones and danced and made
everyone laugh. Sometimes I can't leave because she just has to show me
one thing, but getting to that thing requires that she rise unsteadily
from her chair, negotiate her walker through the narrow hallway, and
find whatever it is in the dim light of her bedroom.
I can, and do, write prescriptions for her many medical problems, but I
have little to offer for the two conditions that dominate her days:
loneliness and disability. She has a well-meaning, troubled daughter in
a faraway state, a caregiver who comes twice a week, a friend who checks
in on her periodically, and she gets regular calls from volunteers with
the Friendship Line.
It's not enough. Like most older adults, she doesn't want to be "locked
up in one of those homes." What she needs is someone who is always
there, who can help with everyday tasks, who will listen and smile.
What she needs is a robot caregiver.
[...]
Continua qui:
http://www.nytimes.com/2014/07/20/opinion/sunday/the-future-of-robot-caregi…
July 21, 2014
Re: [nexa] “A rischio email e telefonate degli italiani” il dossier segreto sul tavolo del governo
by Joy Marino
Scusate se intervengo in ritardo su questi temi che mi toccano da vicino... ma la settimana scorsa ero in ferie ed ho dovuto già gestire la "grana" via mail e telefono.
Comunque un commento "a mente tiepida" forse è meglio.
Intanto qualche "fatto" per iniziare.
MIX ha avuto la visita degli ispettori del Garante il 12 e 13 marzo scorsi, non preannunciata e con tutti i crismi dell'ispezione, anche se hanno tenuto a precisare che si trattava di una cosa informale, per il momento. Abbiamo avuto di fronte persone molto competenti, sia sugli aspetti legali-organizzativi che tecnici. Ci hanno fatto tutte le domande possibili ed hanno avuto sempre risposte esaurienti.
Dal punto di vista tecnico si sono interessati, ad esempio:
- alla sicurezza degli accessi (sia al comprensorio di via Caldera, che al nostro Data Center), alla presenza di sistemi di allarme e di sorveglianza video;
- alle modalità di accesso al Data Center da parte dei clienti e relativo tracciamento;
- alla gestione delle configurazioni dei nostri apparati (che sono principalmente degli switch e non router), chi ha le password di accesso e modifica, quali log vengono mantenuti ed archiviati;
- come monitoriamo gli allarmi nel caso eventuale che venga configurata una porta in "mirroring" di un'altra (elemento critico essenziale per fare intercettazione del traffico, funzionalità intrinseca del firmware prevista dal produttore degli switch);
- come manteniamo aggiornato il database di tutte le connessioni fisiche, ottiche o in rame, tra tutti gli apparati presenti in DC; come manteniamo aggiornato il database di tutti gli apparati di terzi ospitati presso di noi (compresa una verifica di un codice preso a caso);
- come funziona l'accesso in remoto alle console dei router dei clienti ("servizio Out Of Band") da parte dei rispettivi tecnici;
- che documentazione forniamo ai nostri clienti in osservanza delle norme vigenti (sulla Privacy).
I rilievi finali che ci sono stati fatti sono stati minimi, e nessuno che avesse rilevanza diretta in termini di sicurezza delle informazioni che transitano dal MIX. Tutto è stato impostato da uno spirito collaborativo, da entrambe le parti ed e stato sottolineato che era un primo passo, nell'ottica di aiutare noi, come gli altri IXP che avrebbero visitato, a migliorare. Ci hanno promesso di farci avere copia della relazione finale, in anteprima della pubblicazione, prima della pausa estiva.
Fin qui i fatti.
Il mio commento.
È sicuramente possibile che siano state rilevate alcune criticità nelle misure di sicurezza presso altri IXP, ed anche in MIX è sempre possibile migliorare, anche raccogliendo suggerimenti o raccomandazioni del Garante, di cui, ripeto, ho apprezzato la professionalità.
Ma la situazione è tutt'altro che allarmante e degna della prima pagina del maggior quotidiano nazionale.
Intanto occorre distiguere quanto compete alla privacy e quanto alla security, che sono due cose ben diverse.
Per la PRIVACY, un IXP come MIX è in grado di dimostrare in ogni momento che nessuna pratica di "wire tapping" o di intercettazione di qualunque tipo viene messa in opera, da chiunque ed a qualunque titolo, sui sui apparati. Qualunque compromissione del router di uno dei clienti di MIX non ha possibilità di intercettare traffico se non diretto all'operatore stesso (cosicché se l'ISP "Pippolino" o l'operatore "BigTelco" viene compromesso, nessuno degli altri viene colpito).
Aggiungerei, in termini normativi, che MIX, avendo scelto di iscriversi come "Operatore di peering" secondo una interpretazione estensiva del Codice delle Comunicazioni, deve e può rigettare qualsiasi richiesta di intercettazione legale emessa in caso di procedimento penale su un cliente finale di uno dei suoi clienti (come usualmente accade), a meno che il soggetto del procedimento non sia proprio uno dei suoi diretti clienti (cioè "Pippolino" o "BigTelco").
Questo per quanto riguarda il DC di MIX e tutto quato rientra nel nostro perimetro. E per essere chiari: presso un IXP non c'è e non ci può essere nessuna "dark room" dove tutto il traffico IP viene riversato a disposizione di un soggetto terzo, come NSA aveva chiesto ed ottenuto da AT&T.
Fuori del perimentro la situazione è un po' diversa, ma valgono alemno due osservazioni:
1) in ogni caso si tratta di linee di trasmissione dati di proprietà di singoli operatori, per cui il traffico veicolato è quello relativo allo specifico cliente del IXP, ed è del tutto simile a quello che potrebbe essere compromesso in uno dei tantissimi passaggi sotto il suolo pubblico.
2) le tecniche per fare uno "splicing" di una fibra ottica in modo da riuscire a derivare su un'altra fibra ottica tutto il traffico in transito sono molto sofisticate e molto difficilmente realizzabili dentro un tombino con i mezzi meccanici ed optoelettronici disponibili in loco. Un po' più facile farlo con il rame, ma alle velocità che normalmente trattiamo ci sarebbero tante e tali degradazioni del segnale da essere scoperti immediatamente.
Per la SECURITY la faccenda è diversa e merita un discorso a sé.
Intanto un IXP non è mai un "single point of failure", in altre parole, in caso di rottura, di qualsiasi tipo essa sia: accidentale come una interruzione di energia elettrica o volontaria come un attentato o il taglio delle fibre, non interrompe il funzionamento delle reti, per qualsiasi soggetto connesso. Questo perché è richiesto espressamente che ogni cliente disponga di un accesso alla Big Internet indipendente dalla connessione al IXP (nel caso degli operatori cosiddetti "Tier 1" la ridondanza è data dalla loro compresenza presso un certo numero di IXP globali). In tutta la sua vita (14 anni) MIX si è fermato 2 volte per meno di un'ora, ed entrambi i casi non abbiamo messo a rischio la sicurezza nazionale.
Al contrario, un guasto tutto sommato veniale come quello che ha colpito Infostrada non più tardi del mese scorso (errore di configurazione del firmware dei principali router della rete di backbone) ha messo in crisi una buona porzione degli utenti italiani di Internet per svariate ore.
È vero però che MIX ha un ruolo come facilitatore dello scambio del traffico Internet all'interno dell'Italia. Ruolo che sarebbe ben più efficace se alcuni operatori avessero maggiore confidenza nell'utilità del peering in un punto condiviso (come succede all'estero, invece). Certamente ad oggi non è vero che il traffico telefonico (ancorché "digitalizzato") passi da un IXP italiano, ed anche il traffico email segue percorsi apparentemente illogici o inaspettati, spesso attraverso Big Internet.
All'aumentare del traffico veicolato (ad oggi MIX "cuba" poco meno di 200 Gbps di traffico scambiato), è chiaro che qualsiasi interruzione di servizio provocherebbe un rallentamento dell'Internet italiana, ma un "rallentamento" non sarebbe certo un risultato eclattante per un malintenzionato.
D'altra parte è interesse comunque di un soggetto "che sta sul mercato" e che deve attrarre come clienti gli operatori di tutto il mondo di essere sempre più affidabile, resiliente, magari distribuito sul territorio. E tutto questo senza bisogno che ci sia bisogno di leggi ad hoc.
___________________________________________________________________________
Joy
On 17/lug/2014, at 19:06, fabio chiusi <fabiochiusi(a)yahoo.it> wrote:
> Scusate allora come mai il Garante scrive - riporta Repubblica - che è emersa "una serie di gravi criticità sulle misure di sicurezza logiche e fisiche concretamente adottate da queste società/consorzi nella gestione dei loro sistemi"
>
> E ancora:
>
> "La cosa merita la massima attenzione - continuano gli ispettori - in quanto si tratta di strutture nevralgiche nel sistema di comunicazioni elettroniche del Paese poiché attraverso questi nodi di interscambio passano enormi flussi di traffico relativo alle comunicazioni degli abbonati e utenti (anche pubbliche amministrazioni e impresi) dei principali operatori nazionali".
>
> Da una decina di anni anche le chiamate vocali (sia da fisso sia da mobile) vengono digitalizzate, sono cioè trasmesse via web. "Per tanto un inadeguato livello di sicurezza può riflettersi negativamente sia sui diritti dei singoli cittadini, pregiudicando la riservatezza delle loro comunicazioni e la protezione dei loro dati personali, sia gli interessi istituzionali ed economici degli enti e delle imprese".
>
> Gli ispettori non sanno di cosa stanno parlando? E perché il Garante dovrebbe essere in malafede su questo?
>
> f.
>
>
--
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dangerous content by MailScanner, and is
believed to be clean.
July 21, 2014
Re: [nexa] "INTERNET BILL OF RIGHTS", AL VIA COMMISSIONE. BOLDRINI:
by Luca De Biase
ringrazio Fiorella per il suo interessamento alla piattaforma civi.ci e rispondo alle domande
1. civi.ci non è stata sviluppata nell'ambito della consultazione sulle riforme costituzionali, è stata usata in quell'ambito, gratuitamente perché era già stata sviluppata grazie ai finanziamenti alla ricerca della Fondazione Ahref concessi dalla Fondazione Bruno Kessler;
2. come ogni sw anche civi.ci costa: denaro, tempo, lavoro... Il lavoro per il governo non è stato pagato in termini monetari ma dal tempo che i cittadini hanno dedicato alla consultazione che ha consentito un esercizio di partecipazione e contemporaneamente ha reso possibile testare la piattaforma per quanto riguarda non solo il software in generale ma in particolare l'interfaccia: questo il "rientro" ottenuto e per un progetto di ricerca era un "rientro" più che vantaggioso
3. giustamente Fiorella ricorda che la Fondazione Ahref è consapevole della questione di definire una licenza giusta percivi.ci e da tempo sta lavorando in questa direzione. E ha chiesto anche una disponibilità a collaborare con Nexa per questo come JC De Martin sa. Ci stiamo arrivando. Tutte le ipotesi di utilizzo di licenze esistenti sono state prese in considerazione. Il risultato verrà sottoposto alla valutazione anche di questa lista appena possibile ma non prima di avere un testo sul quale lavorare senza perdere tempo. Il problema è presto riassunto: i dati raccolti e le opinioni dei cittadini devono essere creative commons, il sw di civi.ci va usato remixato e controllato apertamente come in un'open source, ma il suo utilizzo deve tener conto del fatto che lo sforzo di ricerca svolto per realizzare quel sw era teso a contribuire alla discussione civica (lo statuto della Fondazione lo impone e ogni altro utilizzo dei fondi, che per esempio distribuisse sw senza ottenere una consapevolezza civica nell'utilizzo di quel sw sarebbe stato contrario allo scopo della Fondazione e all'assegnazione dei fondi alla Fondazione). Per questo sono state prese in considerazione forme nuove di licenza. Una proposta operativa uscirà presto e sarà tale da garantire che i dati relativi ai cittadini come le loro opinioni siano in creative commons e consentirà di godere di tutti i vantaggi dell'open source compreso il riutilizzo per tutti coloro che intendano partecipare con le loro idee alla comune ricerca di soluzioni per la discussione civica. Poiché questo ultimo punto è il più nuovo e complesso, la proposta richiede tempo di elaborazione: ma ho l'impressione che sarà interessante discuterne costruttivamente
4. le istituzioni che usano civi.ci sanno che tutti i dati sono a loro disposizione, che la piattaforma è di una Fondazione non profit il cui unico scopo è nello statuto a garanzia dello scopo civico della piattaforma e non può certo trasformarsi in un'attività commerciale
> Il giorno 20/lug/2014, alle ore 19:13, "fiorella de cindio" <fiorella.decindio(a)unimi.it> ha scritto:
>
> Anna Masera <masera_a(a)camera.it> writes:
>> Si assolutamente.La lista dei membri sarà senz'altro pubblicata a breve e
>> la piattaforma per la consultazione pure, noi stiamo usando i Media
>> Civici http://civi.ci
>
> davvero mi sfugge perchè aspettare a renderli noti. La discreta domanda di
> Fiorello Cortiana che, da senatore, fu promotore delle iniziative italiane
> su Internet Bill of Right, meriterebbe una risposta che renda non solo
> trasparente ma *limpida* la scelta, immagino fatta dalla Presidente
> Boldrini, non tanto tra i parlamentari, ma tra gli "studiosi ed esperti,
> operatori del settore e rappresentanti di associazioni." ed i criteri che
> l'anno guidata.
>
> quanto alla seconda questione
>> e la piattaforma per la consultazione pure, noi stiamo usando i Media
>> Civici http://civi.ci
>
> CIVICI è una piattaforma proprietaria (cf. bottom line al link di cui
> sopra)
>
> quindi, come già per Consultazione Pubblica sulle Riforme Costituzionali
> (nel cui ambito CIVICI fu sviluppata, a quanto mi risulta senza un bando e
> "a gratis", ma sviluppare sw costa e quindi: con quale rientro?) e per
> altre iniziative successive, un soggetto pubblico (dopo il Governo.it,
> ora la Camera dei Deputati) adotta per consultare i cittadini un software
> proprietario (credo non sia necessario spiegare su questa lista cosa
> questo comporta, anzitutto in termini di ownership dei dati).
>
> Che questa fosse una questione da risolvere era ben chiaro al Presidente
> di Fondazione <ahref Luca De Biase che, intervenendo alla conferenza NEXA
> dello scorso anno si chiese come rendere CIVICI open source. Marco
> Ciurcina, chair della sessione, gli rispose che ci sono tante licenze per
> farlo.
>
> Perchè non è stato fatto? perchè nonostante questo le istituzioni
> pubbliche continuano a scegliere CIVICI?
>
> mi scuso e sono amareggiata per la sgradevolezza di queste domande. Ma è
> un anno che le faccio discretamente, senza ottenere risposte e senza che
> nulla cambi. E quindi penso che sia arrivato il momento per farle in
> pubblico
>
> -- fiorella
>
> ----- Original Message -----
>
> From: fiorella de cindio <fiorella.decindio(a)unimi.it> July 19, 2014
> 4:42:22 PM
> Subject: Re: [nexa] "INTERNET BILL OF RIGHTS", AL VIA COMMISSIONE.
> BOLDRINI: PRIMA RIUNI
> To: Anna Masera <masera_a(a)camera.it>
> Cc: nexa(a)server-nexa.polito.it
>
> ciao Anna
> è una iniziativa molto interessante di cui spero potremo seguire un po' i
> lavori e non solo l'output finale
>
>>> A far parte della Commissione di studio sono stati chiamati deputati
>>> attivi sui temi dell’innovazione tecnologica e dei diritti fondamentali,
>>> studiosi ed esperti, tra cui il professor Stefano Rodotà, operatori del
>>> settore e rappresentanti di associazioni.
> perche' non pubblicare i nomi dei componeti della commissione ?
>>
>>> Le proposte che la Commissione elaborerà saranno sottoposte ad una
>>> consultazione pubblica per assicurare una partecipazione più larga
>>> possibile alla definizione di un testo finale.
> le esperienze di consultazioni pubbliche dei governi Monti, Letta e Renzi,
> dal punto di vista della metodologia non hanno avuto un andamento del
> tutto lineare: dalle email e/o form online, a strumenti di idea gathering
> proprietari, infine con Renzi ritorno all'email. Interpellata recentemente
> telefonicamente su questo aspetto, alla fine mi è stato detto: "non avremo
> il tempo di fare una consultazione
> sulla consultazione".
>
> Sarebbe utile per tutti che la Camera, con la consultazione che intende
> organizzare, possa aiutare a dare qualche indicazione metodologica (che
> include quella tecnologica) su come procedere per fare consultazioni
> informate/partecipate dei cittadini.
>
> un caro saluto
> -- fiorella
>
>
> _______________________________________________
> nexa mailing list
> nexa(a)server-nexa.polito.it
> https://server-nexa.polito.it/cgi-bin/mailman/listinfo/nexa
> _______________
>
> From: Anna Masera <masera_a(a)camera.it> 7/18/14 6:29:56 PM
> Subject: [nexa] "INTERNET BILL OF RIGHTS", AL VIA COMMISSIONE. BOLDRINI:
> PRIMA RIUNIONE IL
> To: nexa(a)server-nexa.polito.it
> Cc:
> Attachments: Attach0.html 10K
>
> per conoscenza a tutta la lista: mi sembra una notizia meritevole della
> vostra attenzione:
> [ http://www.camera.it/leg17/1131?shadow_comunicatostampa=8291
> ]http://www.camera.it/leg17/1131?shadow_comunicatostampa=8291
> a presto! anna
>
>
>
>
>
>
>
> Camera dei Deputati
> Ufficio stampa
>
> [Image]
>
> Comunicato
> 18 luglio 2014
>
>
>
>
> BOLDRINI: AL VIA COMMISSIONE PER “INTERNET BILL OF RIGHTS”
> PRIMA RIUNIONE IL 28 LUGLIO A MONTECITORIO
>
>
> Prende il via la Commissione di studio promossa dalla Presidente della
> Camera dei deputati, Laura Boldrini, per elaborare principi e linee guida
> in tema di garanzie, diritti e doveri per l’uso di Internet.
>
> L’iniziativa fa seguito ad alcuni incontri e seminari svolti proprio alla
> Camera dei deputati su questi temi. Anche in ambito internazionale vi sono
> stati recentemente significativi interventi al riguardo, tra cui ad
> esempio l’approvazione in Brasile della legge cosiddetta “Marco Civil”
> nell’aprile scorso, le sentenze della Corte di Giustizia dell’Unione
> europea dell’8 aprile e del 13 maggio 2014, la Raccomandazione del
> Consiglio d’Europa anch’essa dell’aprile scorso e la sentenza della Corte
> Suprema USA del 25 giugno. Tutto ciò si aggiunge naturalmente alle molte
> iniziative provenienti dalla società civile che in questi ultimi anni si
> sono mosse nella direzione della elaborazione di un vero e proprio
> “Internet Bill of rights”.
>
> A far parte della Commissione di studio sono stati chiamati deputati
> attivi sui temi dell’innovazione tecnologica e dei diritti fondamentali,
> studiosi ed esperti, tra cui il professor Stefano Rodotà, operatori del
> settore e rappresentanti di associazioni.
>
> Le proposte che la Commissione elaborerà saranno sottoposte ad una
> consultazione pubblica per assicurare una partecipazione più larga
> possibile alla definizione di un testo finale.
>
> I primi risultati saranno sottoposti altresì all’attenzione dei
> partecipanti alla riunione interparlamentare sui diritti fondamentali che
> si terrà proprio alla Camera il 13 e 14 ottobre 2014 nel corso del
> semestre di presidenza italiana del Consiglio dell’Unione europea e che
> vedrà la partecipazione dei Parlamenti di tutti e 28 gli Stati membri
> dell’Unione europea.
>
> Le conclusioni del lavoro della Commissione saranno quindi messe a
> disposizione delle Commissioni permanenti della Camera.
>
> La prima riunione della Commissione di studio si terrà a Montecitorio il
> prossimo lunedì 28 luglio.
>
> Com1276.doc
>
>
> ---------------------------------------------------------------------------
>
>
> From: Fiorello Cortiana <f.cortiana(a)provincia.milano.it> 7/19/14 8:59:41
> AM
> Subject: [nexa] R: "INTERNET BILL OF RIGHTS", AL VIA COMMISSIONE.
> BOLDRINI: PRIMA RIUNION
> To: Anna Masera <masera_a(a)camera.it>
> nexa(a)server-nexa.polito.it
> Cc:
> Attachments: Attach0.html 5K clip_image002.gif 18
>
>
>
> Anna, non so in quale categoria ma credo di essermi abbastanza occupato
> della questione.
>
> Buon lavoro
>
> Fiorello
>
>
> ---------------------------------------------------------------------------
> From: fiorella de cindio July 19, 2014 4:42:22 PM
> Subject: Re: [nexa] "INTERNET BILL OF RIGHTS", AL VIA COMMISSIONE.
> BOLDRINI: PRIMA RIUNION
> To: Anna Masera <masera_a(a)camera.it>
> Cc: nexa(a)server-nexa.polito.it
>
> ciao Anna
> è una iniziativa molto interessante di cui spero potremo seguire un po' i
> lavori e non solo l'output finale
>
>> A far parte della Commissione di studio sono stati chiamati deputati
>> attivi sui temi dell’innovazione tecnologica e dei diritti fondamentali,
>> studiosi ed esperti, tra cui il professor Stefano Rodotà, operatori del
>> settore e rappresentanti di associazioni.
>
> perche' non pubblicare i nomi dei componeti della commissione ?
>>
>>
>> Le proposte che la Commissione elaborerà saranno sottoposte ad una
>> consultazione pubblica per assicurare una partecipazione più larga
>> possibile alla definizione di un testo finale.
>
> le esperienze di consultazioni pubbliche dei governi Monti, Letta e Renzi,
> dal punto di vista della metodologia non hanno avuto un andamento del
> tutto lineare: dalle email e/o form online, a strumenti di idea gathering
> proprietari, infine con Renzi ritorno all'email. Interpellata recentemente
> telefonicamente su questo aspetto, alla fine mi è stato detto: "non avremo
> il tempo di fare una consultazione
> sulla consultazione".
>
> Sarebbe utile per tutti che la Camera, con la consultazione che intende
> organizzare, possa aiutare a dare qualche indicazione metodologica (che
> include quella tecnologica) su come procedere per fare consultazioni
> informate/partecipate dei cittadini.
>
> un caro saluto
> -- fiorella
>
>
>
>
>
> ---------------------------------------------------------------------------
>
>
>
>
>
>
> _______________________________________________
> nexa mailing list
> nexa(a)server-nexa.polito.it
> https://server-nexa.polito.it/cgi-bin/mailman/listinfo/nexa
July 21, 2014
Garante privacy e Google
by Mauro Alovisio
*gent.me <http://gent.me> /mi segnalo dal sito del Garante Privacy
interessante news
http://www.garanteprivacy.it/web/guest/home/docweb/-/docweb-display/docweb/…
<http://www.garanteprivacy.it/web/guest/home/docweb/-/docweb-display/docweb/…>PIÙ
TUTELE PER GLI UTENTI DI GOOGLE IN ITALIA. ARRIVANO I PALETTI DEL GARANTE
PRIVACY Mountain View dovrà assicurare maggiore trasparenza nel trattamento
dei dati e garanzie per chi utilizza i suoi servizi*
Gli utenti che useranno i servizi o il motore di ricerca di Google in
Italia saranno più tutelati. Il Garante privacy ha stabilito che il colosso
di Mountain View non potrà utilizzare i loro dati a fini di profilazione se
non ne avrà prima ottenuto il consenso e dovrà dichiarare esplicitamente di
svolgere questa attività a fini commerciali.
Si è conclusa con un provvedimento prescrittivo
<http://www.garanteprivacy.it/garante/doc.jsp?ID=3283078> l'istruttoria
avviata lo scorso anno dal Garante italiano a seguito dei cambiamenti
apportati dalla società alla propria privacy policy. Si tratta del primo
provvedimento in Europa che - nell'ambito di un'azione coordinata con le
altre Autorità di protezione dei dati europee ed a seguito della pronuncia
della Corte di Giustizia europea sul diritto all'oblio - non si limita a
richiamare al rispetto dei principi della disciplina privacy, ma indica nel
concreto le possibili misure che Google deve adottare per assicurare la
conformità alla legge. La società ha infatti unificato in un unico
documento le diverse regole di gestione dei dati relative alle
numerosissime funzionalità offerte - dalla posta elettronica (Gmail), al
social network (GooglePlus), alla gestione dei pagamenti on line (Google
Wallet), alla diffusione di filmati (YouTube), alle mappe on line (Street
View), all'analisi statistica (Google Analytics) - procedendo pertanto
all'integrazione e interoperabilità anche dei diversi prodotti e dunque
all'incrocio dei dati degli utenti relativi all'utilizzo di più servizi.
Nel corso dell'istruttoria, caratterizzata anche da diverse audizioni con i
suoi rappresentanti, Google ha adottato una serie di misure per rendere la
propria privacy policy più conforme alle norme. Il Garante ha tuttavia
rilevato il permanere di diversi profili critici relativi alla inadeguata
informativa agli utenti, alla mancata richiesta di consenso per finalità di
profilazione, agli incerti tempi di conservazione dei dati e ha dettato una
serie di regole, che si applicano all'insieme dei servizi offerti.
*Informativa*
L'Autorità ha prescritto a Google l'adozione di un sistema di informativa
strutturato su più livelli, in modo da fornire in un primo livello generale
le informazioni più rilevanti per l'utenza: l'indicazione dei trattamenti e
dei dati oggetto di trattamento (es. localizzazione terminali, indirizzi IP
etc.), dell'indirizzo presso il quale rivolgersi in lingua italiana per
esercitare i propri diritti etc.; in un secondo livello, più di dettaglio,
le specifiche informative relative ai singoli servizi offerti.
Ma soprattutto Google dovrà spiegare chiaramente, nell'informativa
generale, che i dati personali degli utenti sono monitorati e utilizzati,
tra l'altro, a fini di profilazione per pubblicità mirata e che essi
vengono raccolti anche con tecniche più sofisticate che non i semplici
cookie, come ad esempio il fingerprinting. Quest'ultimo è un sistema che
raccoglie informazioni sulle modalità di utilizzo del terminale da parte
dell'utente e, a differenza dei cookie che vengono istallati sul pc o nello
smartphone, le archivia direttamente presso i server della società.
*Consenso*
Per utilizzare a fini di profilazione e pubblicità comportamentale
personalizzata i dati degli interessati - sia quelli relativi alle mail sia
quelli raccolti incrociando le informazioni tra servizi diversi o
utilizzando cookie e fingerprinting - Google dovrà acquisire il previo
consenso degli utenti e non potrà più limitarsi a considerare il semplice
utilizzo del servizio come accettazione incondizionata di regole che non
lasciavano, fino ad oggi, alcun potere decisionale agli interessati sul
trattamento dei propri dati personali. In proposito, l'Autorità ha anche
indicato una modalità innovativa e di facile impiego che, senza gravare
eccessivamente sulla navigazione dell'utente, gli consenta di scegliere in
modo attivo e consapevole se fornire o meno il proprio consenso alla
profilazione, anche con riguardo ai singoli servizi utilizzati.
*Conservazione*
Google dovrà definire tempi certi di conservazione dei dati sulla base
delle norme del Codice privacy, sia per quanto riguarda quelli mantenuti
sui sistemi cosiddetti "attivi", sia successivamente archiviati su sistemi
di "back up". Per quanto riguarda la cancellazione di dati personali, il
Garante ha imposto a Google che richieste provenienti dagli utenti che
dispongono di un account (e sono quindi facilmente identificabili) siano
soddisfatte al massimo entro due mesi se i dati sono conservati sui sistemi
"attivi" ed entro sei mesi se i dati sono archiviati sui sistemi di back
up. Per quanto riguarda, invece, le richieste di cancellazione che
interessano l'utilizzo del motore di ricerca, ha ritenuto opportuno
attendere gli sviluppi applicativi della sentenza della Corte di giustizia
dell'Unione europea sul diritto all'oblio.
Google avrà 18 mesi per adeguarsi alle prescrizioni del Garante. In
quest'arco temporale, l'Autorità monitorerà l'implementazione delle misure
prescritte. La società dovrà infatti sottoporre al Garante, entro il 30
settembre 2014, un protocollo di verifica, che una volta sottoscritto
diverrà vincolante, sulla base del quale verranno disciplinati tempi e
modalità per l'attività di controllo che l'Autorità svolgerà nei confronti
di Mountain View.
*Roma, 21 luglio 2014*
July 21, 2014
Re: [nexa] 23° Nexa Lunch Seminar e Hackathon sulla trasparenza dell'uso delle risorse pubbliche - 23 luglio 2014
by Giuseppe Futia
*REMINDER*
Vi ricordiamo che mercoledì 23 luglio 2014 dalle
ore 13 alle ore 17.30 si svolgerà il 23° Nexa Lunch Seminar
dal titolo:
"*Hackathon sulla trasparenza dell'uso delle risorse pubbliche*".
La fase introduttiva dell'incontro sarà affidata a *Mauro Alovisio*,
fellow del Centro Nexa su Internet & Società, e *Lorenzo Canova*,
laureando in Ingegneria gestionale e tirocinante del Centro Nexa.
*L'ingresso è libero*.
Coloro che inoltre volessero avere la ragionevole certezza
di trovare un panino e una bibita, possono ancora iscriversi
entro oggi all'indirizzo: http://lunch23.eventbrite.com/.
Webcast live: http://nexa.polito.it/upcoming-events.
Maggiori informazioni sono disponibili all'indirizzo:
http://nexa.polito.it/lunch-23.
Cordiali saluti,
Giuseppe
Il giorno 16 luglio 2014 16:37, Giuseppe Futia <giuseppe.futia(a)polito.it>
ha scritto:
> Se non visualizzi correttamente questo messaggio clicca qui
> <http://nexa.polito.it/lunch-23> [image: NEXA]
>
> 23° Nexa Lunch Seminar
> Mercoledi 23 luglio 2014, ore 13.00 - 17.30
>
> 13-14 (seminario)
>
> 14-17.30 (hackathon) - Per partecipare è necessario portare e utilizzare
> il proprio computer
>
> Via Boggio 65/a, Torino (primo piano)
>
> http://nexa.polito.it/lunch-23
> Hackathon sulla trasparenza dell'uso delle risorse pubbliche
>
> Speakers
> Mauro Alovisio (fellow Centro Nexa), Lorenzo Canova (tirocinante Centro
> Nexa)
>
> This event will be webcast live: http://nexa.polito.it/upcoming-events
>
> Il 23° Nexa Lunch Seminar costituirà l'occasione per introdurre l'*hackathon
> *che si svolgerà durante l'intero pomeriggio del 23 luglio e in cui verrà
> effettuato un monitoraggio “distribuito”, supportato da una wiki semantica
> <http://trasparenza.nexacenter.org/w/index.php/Pagina_principale>, per la
> verifica del rispetto degli *obblighi di trasparenza relativi all'impiego
> delle risorse pubbliche dei principali comuni italiani*. La fase
> introduttiva, a cui potranno contribuire con spunti e idee anche coloro che
> non parteciperanno alla fase di ricognizione, sarà affidata a *Mauro
> Alovisio*, fellow del Centro Nexa su Internet & Società, e *Lorenzo
> Canova*, laureando in Ingegneria gestionale e tirocinante del Centro Nexa.
>
> Nella pratica, l'hackathon si concentrerà su 2 ambiti specifici (i) *beni
> immobili* (ii) *sovvenzioni, sussidi e contributi*, valutando se e come
> in questi due contesti gli obiettivi del "Decreto Trasparenza
> <http://www.funzionepubblica.gov.it/lazione-del-ministro/decreto-legislativo…>”
> vengano adempiuti dalle amministrazioni pubbliche e verificando l'aderenza
> con le specifiche tecniche richieste (ad es. in termini di campi delle
> tabelle). I risultati della ricognizione dovranno essere raggiunti e
> discussi entro il termine dell'hackathon e saranno presentati in occasione
> del 24° Nexa Lunch Seminar <http://nexa.polito.it/lunch-24> che si
> svolgerà il 24 settembre 2014.
>
> Durante l'hackathon potrà essere utilizzato il documento condiviso
> disponibile all'indirizzo: http://etherpad.nexacenter.org/p/trasparenza.
>
> La wiki semantica è disponibile online all'indirizzo:
> http://trasparenza.nexacenter.org/w/index.php/Pagina_principale.
>
> *Ingresso libero - Saranno disponibili panini e bibite per coloro che si
> saranno registrati su http://lunch23.eventbrite.com/
> <http://lunch23.eventbrite.com/> entro il 21 luglio.*
>
> Speakers - e informazioni supplementari
> [image: [Amministrazione trasparente]]
>
> MAURO ALOVISIO è fellow del Centro Nexa su Internet & Società e lavora
> attualmente presso lo Staff Legale dell'Università degli Studi di Torino.
> Laureato in Giurisprudenza presso l'Università degli Studi di Torino, è
> specializzato in protezione dei dati personali e in diritto delle nuove
> tecnologie. Mauro è autore di articoli scientifici pubblicati su riviste
> italiane e co-autore di testi di diritto (Utet, Ipsoa, Maggioli, Experta).
> È presidente del "Centro Studi di Informatica Giuridica di Ivrea-Torino".
>
> LORENZO CANOVA è studente di Ingegneria gestionale presso il Politecnico
> di Torino. Nella sua tesi di laurea magistrale, discussa a luglio del 2014,
> si è occupato della definizione di un modello standard per valutare qualità
> degli Open Data. Ciò gli ha permesso di entrare in contatto con il Centro
> Nexa su Internet & Società da cui ha ricevuto una borsa di studio per
> continuare la propria attività di ricerca nell’ambito degli Open Government
> Data italiani.
>
> Maggiori informazioni sugli speakers e sulle letture consigliate sono
> disponibili sul sito del Centro Nexa <http://nexa.polito.it/lunch-23>.
>
>
>
>
> Che cosa sono il Centro Nexa e i cicli di incontri “Mercoledì di Nexa” e
> “Nexa Lunch Seminar”
>
> Il Centro Nexa su Internet & Società del Politecnico di Torino
> (Dipartimento di Automatica e Informatica) è un centro di ricerca
> indipendente e interdisciplinare che studia Internet e il suo effetto sulla
> società. Maggiori informazioni all'indirizzo: http://nexa.polito.it/about.
>
> Durante i “*Mercoledì di Nexa*”, che si tengono *ogni 2° mercoledì del
> mese* alle *ore 18 in punto*, il Centro Nexa su Internet e Società apre
> le sue porte non solo agli esperti e a tutti coloro i quali lavorano con
> Internet, ma anche a semplici appassionati e cittadini. Il ciclo di
> incontri intende approfondire, con un linguaggio preciso ma divulgativo, i
> temi legati alla Rete: motori di ricerca, Creative Commons, social
> networks, open source/software libero, neutralità della rete, libertà di
> espressione, privacy, file sharing, big e open data, smart cities e molto
> altro.
>
> Al centro di quasi tutti gli incontri un ospite pronto a dialogare con i
> direttori del Centro Nexa, il Prof. Juan Carlos De Martin del Politecnico
> di Torino e il Prof. Marco Ricolfi dell'Università di Torino, nonché lo
> staff e i Fellows del Centro Nexa.
>
> Maggiori informazioni sui Mercoledì di Nexa, incluso un elenco di tutti i
> “Mercoledì” passati, sono disponibili all'indirizzo:
> http://nexa.polito.it/mercoledi.
>
> Si segnala inoltre che dal maggio 2012 *ogni 4° mercoledì* del mese *dalle
> ore 13 alle ore 14* il Centro Nexa organizza anche i "*Nexa Lunch Seminar*".
> Una lista di tutti i “Lunch Seminar” passati è disponibile all'indirizzo:
> http://nexa.polito.it/lunch-seminars.
>
> See our events calendar <http://nexa.polito.it/events> if you're curious
> about future luncheons, discussions, lectures, and conferences not listed
> in this email. Our events are free and open to the public, unless otherwise
> noted.
>
> Maggiori informazioni sui Nexa Lunch Seminar e i Mercoledì di Nexa, sono
> disponibili all'indirizzo: http://nexa.polito.it/events. Weekly Events
> Newsletter. Sign up <http://nexa.polito.it/mailing-lists> to receive this
> newsletter if this email was forwarded to you. To manage your subscription
> preferences, please click here
> <https://server-nexa.polito.it/cgi-bin/mailman/listinfo/nexa>.
>
> Connect & get involved: Jobs, internships, and more
> <http://nexa.polito.it/get-involved>
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> nexa(a)server-nexa.polito.it
> https://server-nexa.polito.it/cgi-bin/mailman/listinfo/nexa
>
July 21, 2014
Help Us Build an Open Wireless Router - EFF
by gianluca
JULY 20, 2014 | BY PETER ECKERSLEY AND JACOB HOFFMAN-ANDREWS AND RANGA
KRISHNAN
Calling All Hackers: Help Us Build an Open Wireless Router
EFF is releasing an experimental hacker alpha release of wireless router
software specifically designed to support secure, shareable Open
Wireless networks. We will be officially launching the Open Wireless
Router today at the HOPE X (Hackers on Planet Earth) conference in New
York City, aiming to bring aboard members of the hacker community. This
release is a work in progress and is intended only for developers and
people willing to deal with the bleeding edge.
The software aims to do several things that existing routers don't do
well---or don't do at all. We are beginning a journey that we hope will
attract supporters and fellow travelers to help reach the following goals:1
Allow small business and home users to easily enable an open network, so
guests and passersby can get an Internet connection if they need one,
while keeping a password-locked WPA2 network for themselves and their
friends or coworkers.
Let you share a bounded portion of your bandwidth on the open network,
so guest users cannot slow down your Internet connection or use a large
portion of your monthly quota.2
Provide state-of-the-art network queuing, so most users can expect an
improved Internet experience---especially with latency-sensitive
applications---compared to what commonly available consumer grade
routers are delivering today.
Offer a minimalist, secure, and elegant Web user interface to set up and
configure the router. Advanced, non-minimalist administrative options
are accessible by SSH.
Advance the state of the art in consumer Wi-Fi router security and begin
turning back the growing tide of attacks against them. Most or all
existing router software is full of XSS and CSRF vulnerabilities, and we
want to change that.
Include a secure software auto-update mechanism. In addition to using
HTTPS, firmware signatures and metadata are fetched via Tor to make
targeted update attacks very difficult.
continua qui
https://www.eff.org/deeplinks/2014/07/building-open-wireless-router
July 20, 2014
Re: [nexa] "INTERNET BILL OF RIGHTS", AL VIA COMMISSIONE. BOLDRINI:
by fiorella de cindio
Anna Masera <masera_a(a)camera.it> writes:
>Si assolutamente.La lista dei membri sarà senz'altro pubblicata a breve e
>la piattaforma per la consultazione pure, noi stiamo usando i Media
>Civici http://civi.ci
davvero mi sfugge perchè aspettare a renderli noti. La discreta domanda di
Fiorello Cortiana che, da senatore, fu promotore delle iniziative italiane
su Internet Bill of Right, meriterebbe una risposta che renda non solo
trasparente ma *limpida* la scelta, immagino fatta dalla Presidente
Boldrini, non tanto tra i parlamentari, ma tra gli "studiosi ed esperti,
operatori del settore e rappresentanti di associazioni." ed i criteri che
l'anno guidata.
quanto alla seconda questione
> e la piattaforma per la consultazione pure, noi stiamo usando i Media
>Civici http://civi.ci
CIVICI è una piattaforma proprietaria (cf. bottom line al link di cui
sopra)
quindi, come già per Consultazione Pubblica sulle Riforme Costituzionali
(nel cui ambito CIVICI fu sviluppata, a quanto mi risulta senza un bando e
"a gratis", ma sviluppare sw costa e quindi: con quale rientro?) e per
altre iniziative successive, un soggetto pubblico (dopo il Governo.it,
ora la Camera dei Deputati) adotta per consultare i cittadini un software
proprietario (credo non sia necessario spiegare su questa lista cosa
questo comporta, anzitutto in termini di ownership dei dati).
Che questa fosse una questione da risolvere era ben chiaro al Presidente
di Fondazione <ahref Luca De Biase che, intervenendo alla conferenza NEXA
dello scorso anno si chiese come rendere CIVICI open source. Marco
Ciurcina, chair della sessione, gli rispose che ci sono tante licenze per
farlo.
Perchè non è stato fatto? perchè nonostante questo le istituzioni
pubbliche continuano a scegliere CIVICI?
mi scuso e sono amareggiata per la sgradevolezza di queste domande. Ma è
un anno che le faccio discretamente, senza ottenere risposte e senza che
nulla cambi. E quindi penso che sia arrivato il momento per farle in
pubblico
-- fiorella
----- Original Message -----
From: fiorella de cindio <fiorella.decindio(a)unimi.it> July 19, 2014
4:42:22 PM
Subject: Re: [nexa] "INTERNET BILL OF RIGHTS", AL VIA COMMISSIONE.
BOLDRINI: PRIMA RIUNI
To: Anna Masera <masera_a(a)camera.it>
Cc: nexa(a)server-nexa.polito.it
ciao Anna
è una iniziativa molto interessante di cui spero potremo seguire un po' i
lavori e non solo l'output finale
>>A far parte della Commissione di studio sono stati chiamati deputati
>>attivi sui temi dellinnovazione tecnologica e dei diritti fondamentali,
>>studiosi ed esperti, tra cui il professor Stefano Rodotà, operatori del
>>settore e rappresentanti di associazioni.
>
perche' non pubblicare i nomi dei componeti della commissione ?
>
>>Le proposte che la Commissione elaborerà saranno sottoposte ad una
>>consultazione pubblica per assicurare una partecipazione più larga
>>possibile alla definizione di un testo finale.
>
le esperienze di consultazioni pubbliche dei governi Monti, Letta e Renzi,
dal punto di vista della metodologia non hanno avuto un andamento del
tutto lineare: dalle email e/o form online, a strumenti di idea gathering
proprietari, infine con Renzi ritorno all'email. Interpellata recentemente
telefonicamente su questo aspetto, alla fine mi è stato detto: "non avremo
il tempo di fare una consultazione
sulla consultazione".
Sarebbe utile per tutti che la Camera, con la consultazione che intende
organizzare, possa aiutare a dare qualche indicazione metodologica (che
include quella tecnologica) su come procedere per fare consultazioni
informate/partecipate dei cittadini.
un caro saluto
-- fiorella
_______________________________________________
nexa mailing list
nexa(a)server-nexa.polito.it
https://server-nexa.polito.it/cgi-bin/mailman/listinfo/nexa
_______________
From: Anna Masera <masera_a(a)camera.it> 7/18/14 6:29:56 PM
Subject: [nexa] "INTERNET BILL OF RIGHTS", AL VIA COMMISSIONE. BOLDRINI:
PRIMA RIUNIONE IL
To: nexa(a)server-nexa.polito.it
Cc:
Attachments: Attach0.html 10K
per conoscenza a tutta la lista: mi sembra una notizia meritevole della
vostra attenzione:
[ http://www.camera.it/leg17/1131?shadow_comunicatostampa=8291
]http://www.camera.it/leg17/1131?shadow_comunicatostampa=8291
a presto! anna
Camera dei Deputati
Ufficio stampa
[Image]
Comunicato
18 luglio 2014
BOLDRINI: AL VIA COMMISSIONE PER INTERNET BILL OF RIGHTS
PRIMA RIUNIONE IL 28 LUGLIO A MONTECITORIO
Prende il via la Commissione di studio promossa dalla Presidente della
Camera dei deputati, Laura Boldrini, per elaborare principi e linee guida
in tema di garanzie, diritti e doveri per luso di Internet.
Liniziativa fa seguito ad alcuni incontri e seminari svolti proprio alla
Camera dei deputati su questi temi. Anche in ambito internazionale vi sono
stati recentemente significativi interventi al riguardo, tra cui ad
esempio lapprovazione in Brasile della legge cosiddetta Marco Civil
nellaprile scorso, le sentenze della Corte di Giustizia dellUnione
europea dell8 aprile e del 13 maggio 2014, la Raccomandazione del
Consiglio dEuropa anchessa dellaprile scorso e la sentenza della Corte
Suprema USA del 25 giugno. Tutto ciò si aggiunge naturalmente alle molte
iniziative provenienti dalla società civile che in questi ultimi anni si
sono mosse nella direzione della elaborazione di un vero e proprio
Internet Bill of rights.
A far parte della Commissione di studio sono stati chiamati deputati
attivi sui temi dellinnovazione tecnologica e dei diritti fondamentali,
studiosi ed esperti, tra cui il professor Stefano Rodotà, operatori del
settore e rappresentanti di associazioni.
Le proposte che la Commissione elaborerà saranno sottoposte ad una
consultazione pubblica per assicurare una partecipazione più larga
possibile alla definizione di un testo finale.
I primi risultati saranno sottoposti altresì allattenzione dei
partecipanti alla riunione interparlamentare sui diritti fondamentali che
si terrà proprio alla Camera il 13 e 14 ottobre 2014 nel corso del
semestre di presidenza italiana del Consiglio dellUnione europea e che
vedrà la partecipazione dei Parlamenti di tutti e 28 gli Stati membri
dellUnione europea.
Le conclusioni del lavoro della Commissione saranno quindi messe a
disposizione delle Commissioni permanenti della Camera.
La prima riunione della Commissione di studio si terrà a Montecitorio il
prossimo lunedì 28 luglio.
Com1276.doc
---------------------------------------------------------------------------
From: Fiorello Cortiana <f.cortiana(a)provincia.milano.it> 7/19/14 8:59:41
AM
Subject: [nexa] R: "INTERNET BILL OF RIGHTS", AL VIA COMMISSIONE.
BOLDRINI: PRIMA RIUNION
To: Anna Masera <masera_a(a)camera.it>
nexa(a)server-nexa.polito.it
Cc:
Attachments: Attach0.html 5K clip_image002.gif 18
Anna, non so in quale categoria ma credo di essermi abbastanza occupato
della questione.
Buon lavoro
Fiorello
---------------------------------------------------------------------------
From: fiorella de cindio July 19, 2014 4:42:22 PM
Subject: Re: [nexa] "INTERNET BILL OF RIGHTS", AL VIA COMMISSIONE.
BOLDRINI: PRIMA RIUNION
To: Anna Masera <masera_a(a)camera.it>
Cc: nexa(a)server-nexa.polito.it
ciao Anna
è una iniziativa molto interessante di cui spero potremo seguire un po' i
lavori e non solo l'output finale
>A far parte della Commissione di studio sono stati chiamati deputati
>attivi sui temi dellinnovazione tecnologica e dei diritti fondamentali,
>studiosi ed esperti, tra cui il professor Stefano Rodotà, operatori del
>settore e rappresentanti di associazioni.
perche' non pubblicare i nomi dei componeti della commissione ?
>
>
>Le proposte che la Commissione elaborerà saranno sottoposte ad una
>consultazione pubblica per assicurare una partecipazione più larga
>possibile alla definizione di un testo finale.
le esperienze di consultazioni pubbliche dei governi Monti, Letta e Renzi,
dal punto di vista della metodologia non hanno avuto un andamento del
tutto lineare: dalle email e/o form online, a strumenti di idea gathering
proprietari, infine con Renzi ritorno all'email. Interpellata recentemente
telefonicamente su questo aspetto, alla fine mi è stato detto: "non avremo
il tempo di fare una consultazione
sulla consultazione".
Sarebbe utile per tutti che la Camera, con la consultazione che intende
organizzare, possa aiutare a dare qualche indicazione metodologica (che
include quella tecnologica) su come procedere per fare consultazioni
informate/partecipate dei cittadini.
un caro saluto
-- fiorella
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July 20, 2014
Re: [nexa] "A rischio email e telefonate degli italiani" il dossier segreto sul tavolo del governo
by Stefano Quintarelli
beh, il governo USA ha il cloud di stato...
non buttiamoci troppo giu' sulle italiche competenze.
quello che fa Sogei di integrazione di dati e data mining ce lo
invidiano le amministrazioni in giro per il mondo.
ciao, s.
On 20/07/2014 10:40, Alessandro Mantelero wrote:
> Marco, ti prego, non il "cloud di stato"
> E' una cosa risibile, che piace solo ai francesi.
> Per fare servizi servono numeri e professionalità. Vanno poi considerati
> gli effetti anticoncorrenziali di simili iniziative, nonché la
> balcanizzazione della rete che ne deriva....
> Infine pensa in Italia chi offrirebbe i servizi per il cloud di stato.
> Forse non sarebbe una bella prospettiva.
>
> A mio modo di vedere il problema non è la conservazione del dominio
> nazionale, bensì della connotazione europea di certi servizi strategici.
> E' a livello comunitario che esiste un quadro normativo di tutele
> adeguate per i dati e nel contempo esiste una potenzialità
> imprenditoriale e tecnologica per creare un cloud europeo.
> Non deve poi essere per forza un cloud che escluda operatori non EU, ma
> un cloud con standard e regole stringenti (comprese quelle in materia di
> accesso ai dati da parte delle autorità non EU e localizzazione dei
> server).
> Non mi stancherò mai di ricordarlo: gli USA non hanno una norma federale
> sulla data protection, ma hanno il FEDramp per il G-cloud. Questo
> dovrebbe far riflettere.
>
> AM
>
>
>
>
> On Sat, 19 Jul 2014 11:53:38 +0200
> Marco Ciurcina <ciurcina(a)studiolegale.it> wrote:
>> In data sabato 19 luglio 2014 10:47:39, Fabio Pietrosanti ha scritto:
>>> Si può fare qualcosa in chiave puramente nazionale? Se si, cosa?
>> IMHO la nostra PA non solo può ma *deve*:
>> a) proteggere i dati segreti e/o riservati della PA stessa,
>> b) proteggere il trattamento dei dati personali dei cittadini.
>>
>> Per farlo ci vorrebbero dei sistemi d'elaborazione sicuri ed un pezzo
>> di rete sicura.
>>
>> Per esempio, in Francia hanno realizzato dei "cloud di stato".
>> https://www.numergy.com/
>>
>> Per quanto riguarda la rete, quali sono i pezzi della rete controllati
>> dalla PA stessa e dai quali partire?
>> La rete GARR?
>> E poi?
>>
>> Cos'altro serve?
>> m.c.
>>
>>
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>> https://server-nexa.polito.it/cgi-bin/mailman/listinfo/nexa
>
> --
> Avv. Alessandro Mantelero, PhD
> Aggregate Professor, Politecnico di Torino
> Director of Privacy and Faculty Fellow, Nexa Center for Internet and
> Society
>
> Visiting Fellow, Oxford Internet Institute
>
> Research Consultant, Sino-Italian Research Center for Internet Torts at
> Nanjing University of Information Science & Technology
>
> Programme Coordinator, Double Degree program in Management and IP Law,
> Politecnico di Torino–Tongji University of Shanghai
>
> http://staff.polito.it/alessandro.mantelero
>
> Politecnico di Torino
> Corso Duca degli Abruzzi, 24
> 10129 Torino - Italy
>
> in libertate fortitudo
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July 20, 2014