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66° Mercoledì di Nexa - 9 luglio 2014
by Giuseppe Futia
Se non visualizzi correttamente questo messaggio clicca qui
<http://nexa.polito.it/mercoledi-66>
NEXA
66° Mercoledì di Nexa
Mercoledi 9 luglio 2014, ore 18.00 - 20.00
Via Boggio 65/a, Torino (primo piano)
http://nexa.polito.it/mercoledi-66
Neubot e la neutralità della rete, riflessioni e prospettive
Speaker
Simone Basso (Research Fellow del Centro Nexa su Internet & Società)
Ingresso libero
This event will be webcast live: http://nexa.polito.it/upcoming-events
In occasione del 66° Mercoledì di Nexa, Simone Basso
<http://nexa.polito.it/people/sbasso>, Research Fellow del Centro Nexa
su Internet & Società, *presenterà i risultati della sua tesi di
dottorato al Politecnico di Torino su neutralità della rete e misure di
rete*.
Nella prima parte del seminario verrà illustrata la neutralità della
rete <http://en.wikipedia.org/wiki/Net_neutrality>, menzionando i motivi
per i quali, secondo molti studiosi ed esperti, essa rappresenti un
principio fondamentale di Internet. Verrà inoltre spiegato il perché,
all'inizio degli anni '80, la rete poteva essere considerata
assolutamente neutrale, mentre oggi non può essere più considerata tale
a causa di tre ragioni principali: struttura del mercato lato consumer,
accordi di /paid peering/, tecniche avanzate di classificazione del
traffico.
La seconda parte del seminario sarà incentrata sugli argomenti specifici
trattati nella tesi di dottorato, descrivendo il punto di vista di un
osservatore che si trovi ai bordi della rete Internet e le misure di
rete che è possibile eseguire. Su questa scia verrà descritto Neubot
<http://nexa.polito.it/neubot>, di cui Simone è il principale
sviluppatore e project manager, evidenziando i risultati ottenuti.
Neubot ha dimostrato di essere una buona piattaforma lato client per
effettuare misure di rete, ed è stato utilizzato per tre diverse
campagne di raccolta di misure su larga scala. Oltre a Neubot verranno
menzionati anche altri lavori. Da Network Diagnostic Tool
<http://www.measurementlab.net/tools/ndt>, i cui dati sono stati
utilizzati dal ricercatore Collin Anderson <https://twitter.com/CDA> per
rivelare come l'Iran abbia strozzato la banda a molti utenti in seguito
alle controverse elezioni del 2009, a Glasnost
<http://broadband.mpi-sws.org/transparency/bttest.php>, i cui dati sono
stati sfruttati dal dottor Milton Mueller
<https://twitter.com/miltonmueller> per i suoi studi sulla Deep packet
inspection <http://dpi.ischool.syr.edu/Home.html>.
Nell'ultima parte del seminario verrà fatto il punto della situazione
sul progetto Neubot. Nell'affrontare gli obiettivi futuri, inoltre,
considerando anche i tool di misure di rete menzionati nella seconda
parte del seminario, si discuteranno potenziali occasioni di
collaborazione al progetto Neubot con altri ricercatori ed esperti.
BIOGRAFIA - e informazioni supplementari
[Simone Basso]
SIMONE BASSO è Research Fellow del Centro Nexa su Internet & Società del
Politecnico di Torino dal 2010. Al Centro Nexa è responsabile di Neubot
<http://nexa.polito.it/neubot> e Morfeo <http://nexa.polito.it/morfeo>,
progetti di ricerca riguardanti i temi della performance di rete, della
trasparenza e della neutralità della rete Internet. È inoltre assistente
nel corso di Rivoluzione Digitale
<http://rivoluzionedigitale.polito.it/> del Politecnico di Torino tenuto
dal Prof. Juan Carlos De Martin. I suoi principali interessi di ricerca
riguardano performance di rete, neutralità della rete, TCP, sicurezza
informatica, gestione del traffico Internet, reti peer to peer e
streaming. Presso il Politecnico di Torino, Simone ha ottenuto la laurea
triennale (2006), la laurea specialistica (2009) e il dottorato di
ricerca (2014).
Letture consigliate:
* Anderson, Collin. "Dimming the Internet: Detecting Throttling as a
Mechanism of Censorship in Iran
<http://arxiv.org/pdf/1306.4361.pdf>." /arXiv preprint
arXiv:1306.4361/ (2013).
* Anderson, Nate. "Peering problems: digging into the Comcast/Level 3
grudgematch
<http://arstechnica.com/tech-policy/2010/12/comcastlevel3/>." /Ars
Technica/ (2010).
* Asghari, Hadi, Michel Van Eeten, and Milton Mueller. "Unraveling the
Economic and Political Drivers of Deep Packet Inspection
<http://papers.ssrn.com/sol3/papers.cfm?abstract_id=2294434>."
/GigaNet 7th Annual Symposium, November/. Vol. 5 (2012).
Ulteriori letture consigliate sono disponibili su
http://nexa.polito.it/mercoledi-66.
Che cosa sono il Centro Nexa e i cicli di incontri "Mercoledì di Nexa" e
"Nexa Lunch Seminar"
Il Centro Nexa su Internet & Società del Politecnico di Torino
(Dipartimento di Automatica e Informatica) è un centro di ricerca
indipendente e interdisciplinare che studia Internet e il suo effetto
sulla società. Maggiori informazioni all'indirizzo:
http://nexa.polito.it/about.
Durante i "*Mercoledì di Nexa*", che si tengono *ogni 2° mercoledì del
mese* alle *ore 18 in punto*, il Centro Nexa su Internet e Società apre
le sue porte non solo agli esperti e a tutti coloro i quali lavorano con
Internet, ma anche a semplici appassionati e cittadini. Il ciclo di
incontri intende approfondire, con un linguaggio preciso ma divulgativo,
i temi legati alla Rete: motori di ricerca, Creative Commons, social
networks, open source/software libero, neutralità della rete, libertà di
espressione, privacy, file sharing, big e open data, smart cities e
molto altro.
Al centro di quasi tutti gli incontri un ospite pronto a dialogare con i
direttori del Centro Nexa, il Prof. Juan Carlos De Martin del
Politecnico di Torino e il Prof. Marco Ricolfi dell'Università di
Torino, nonché lo staff e i Fellows del Centro Nexa.
Maggiori informazioni sui Mercoledì di Nexa, incluso un elenco di tutti
i "Mercoledì" passati, sono disponibili all'indirizzo:
http://nexa.polito.it/mercoledi.
Si segnala inoltre che dal maggio 2012 *ogni 4° mercoledì* del mese
*dalle ore 13 alle ore 14* il Centro Nexa organizza anche i "*Nexa Lunch
Seminar*". Una lista di tutti i "Lunch Seminar" passati è disponibile
all'indirizzo: http://nexa.polito.it/lunch-seminars.
See our events calendar <http://nexa.polito.it/events> if you're curious
about future luncheons, discussions, lectures, and conferences not
listed in this email. Our events are free and open to the public, unless
otherwise noted.
Maggiori informazioni sui Mercoledì di Nexa e i Nexa Lunch Seminar, sono
disponibili all'indirizzo: http://nexa.polito.it/events. Weekly Events
Newsletter. Sign up <http://nexa.polito.it/mailing-lists> to receive
this newsletter if this email was forwarded to you. To manage your
subscription preferences, please click here
<https://server-nexa.polito.it/cgi-bin/mailman/listinfo/nexa>.
Connect & get involved: Jobs, internships, and more
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Nexa Center for Internet and Society Newsletter
July 3, 2014
Re: [nexa] migrazione ateni italiani su gmail
by Stefano Quintarelli
qualcuno mi butta giu' una bozza di interpellanza urgente al ministro
dell'universita' che la presento al volissimo ?
sono *serio*
pls. scrivetemi direttamente...
On 03/07/2014 16:42, Alessandro Mantelero wrote:
> che strano che in altri Paesi si facciano scelte diametralmente
> opposte, specie dopo il caso NSA.
> Ma certo noi italiani siamo sempre "pionieri"......
>
> On Thu, 3 Jul 2014 13:44:20 +0000
> Diego Giorio <dgiorio(a)hotmail.com> wrote:
>> Però il risparmio c'è, e nella PA di oggi questo conta, mentre
>> concetti originali come privacy, disponibilità dei dati, continuità
>> vengono molto, ma molto dopo.
>> Sulla localizzazione dei server, invece, non ho alcun dubbio che sia
>> stato tenuto in debito conto il DPCM 3 dicembre 2013, che prevede la
>> conservazione dei dati sul territorio nazionale.
>>
>> Non mi tornano però i conti: si dice che l'Università risparmierà
>> 100,000 euro all'anno, e che il servizio era costato 100,000 euro:
>> google lo offre a costo zero?
>>
>> Saluti
>>
>> Diego
>>
>>> From: luciano.paccagnella(a)unito.it
>>> To: nexa(a)server-nexa.polito.it
>>> Date: Thu, 3 Jul 2014 15:12:39 +0200
>>> Subject: [nexa] migrazione ateni italiani su gmail
>>>
>>> Cari nexiani, come qualcuno di voi sicuramente già sa, diversi atenei
>>> italiani -- tra cui l'Università di Torino -- stanno dismettendo i
>>> propri sistemi di gestione della mail istituzionale, per aderire
>>> all'offerta educational di Gmail.
>>>
>>> Allego di seguito alcune mie considerazioni sulla questione espresse in
>>> sede di Consiglio del mio dipartimento, che ritengo possano interessare
>>> questa lista.
>>>
>>> grazie per eventuali commenti.
>>>
>>> Luciano
>>>
>>> Il giorno 19 giugno 2014 i membri del Dipartimento di Culture, Politica
>>> e Società dell'Università di Torino hanno ricevuto una strana mail, con
>>> subject "Migrazione Account Gmail", proveniente da un indirizzo finora
>>> sconosciuto. Il testo della mail informava brevemente che "il tuo
>>> account personale di posta elettronica a partire dalle ore 9 di
>>> mercoledì 25 giugno verrà migrato sul nuovo servizio di posta
>>> elettronica di Ateneo. Si precisa inoltre che al primo accesso nel nuovo
>>> account è necessario accettare le condizioni di contratto". Lo stesso
>>> messaggio sta giungendo, scaglionato nelle tempistiche a seconda dei
>>> dipartimenti di afferenza, a tutto il personale dell'ateneo torinese.
>>>
>>> La struttura del messaggio presenta alcuni elementi tipici del fishing
>>> (ovvero le mail-truffa), tra cui un singolo riferimento nel subject a
>>> Gmail (il noto servizio di mail dell'azienda americana Google) di cui
>>> però non si dice nulla nel testo del messaggio, un cenno a una
>>> fantomatica "migrazione", ma nessun dettaglio concreto che possa far
>>> pensare davvero alla modifica di un servizio essenziale come la posta
>>> elettronica istituzionale di ateneo. Ho quindi archiviato il messaggio
>>> come spazzatura, o come uno scherzo, o come qualcosa che se si fosse
>>> dimostrato autentico sarebbe stato dignitosamente ripreso, illustrato e
>>> discusso con mail successive.
>>>
>>> Alcuni giorni dopo ho scoperto che non si tratta di uno scherzo.
>>> L'Università di Torino, uno dei maggiori atenei italiani, sta davvero
>>> chiudendo il proprio servizio di posta elettronica istituzionale e,
>>> attraverso un accordo con Google, si affiderà d'ora in avanti a Gmail.
>>>
>>> A quanto pare, il servizio offerto gratuitamente da Google farà
>>> risparmiare 100.000 euro all'anno di gestione della posta elettronica
>>> per i 450.000 utenti del dominio unito.it e offrirà alcune funzionalità
>>> avanzate. Gli utenti vengono rassicurati che i vecchi messaggi non
>>> andranno persi e anzi aumenterà lo spazio a disposizione.
>>>
>>> Francamente, non sono queste le rassicurazioni che desidero. Piuttosto
>>> mi chiedo:
>>>
>>> * è possibile visionare preventivamente le "condizioni di contratto" che
>>> "è necessario accettare al primo accesso nel nuovo account"? o bisogna
>>> "accettare" a scatola chiusa?
>>>
>>> * è possibile rifiutare di accettare queste condizioni? o accettarne
>>> solo alcune e negoziarne altre?
>>> * dal momento che l'università di Torino non ha più un proprio servizio
>>> di mail, cosa succede se un docente (che ha bisogno della posta
>>> elettronica per svolgere il suo lavoro) non accetta il contratto con
>>> Google?
>>>
>>> * quali garanzie ci sono sul tipo di utilizzo che eventualmente Google
>>> potrà fare del contenuto dei messaggi, in particolare in presenza di
>>> dati sensibili?
>>>
>>> * dove risiederanno fisicamente i server su cui verranno archiviati i
>>> dati? a quale legislazione faranno riferimento?
>>>
>>> * quali garanzie ci sono circa l'eventualità che il servizio offerto
>>> oggi gratuitamente da Google, diventi domani a pagamento? o circa
>>> l'eventualità che Google cambi unilateralmente le condizioni di
>>> contratto attuali?
>>>
>>> * sono stati valutati i costi di uscita dall'adesione al servizio Gmail?
>>> a quali condizioni economiche, tecnologiche e di formazione del
>>> personale sarà possibile in futuro valutare l'adesione a servizi
>>> concorrenti, oppure un ritorno a un servizio gestito autonomamente?
>>>
>>> * se è vero che l'Università di Torino ha speso finora 100.000 euro
>>> all'anno per la sola gestione del servizio di posta elettronica, come è
>>> stato calcolato questo costo?
>>>
>>> * la decisione, da parte di un'istituzione pubblica, di dismettere il
>>> proprio servizio di posta elettronica e affidarsi a quello offerto da
>>> un'azienda privata è carica di implicazioni tecnologiche, sociali,
>>> politiche, economiche e giuridiche. Sono molti i docenti del nostro
>>> ateneo che si occupano di questi temi: qualcuno di loro è stato
>>> consultato?
>>>
>>> * chi si è fatto carico di questa decisione, quando, e in quale sede?
>>>
>>> Spero che almeno alcune di queste domande possano trovare una risposta.
>>>
>>> Luciano Paccagnella
>>> Professore Associato di Sociologia dei processi culturali
>>> Dipartimento di Culture, Politica e Società
>>> Università di Torino
>>>
>>>
>>> --
>>> Dipartimento di Culture, Politica e Società
>>> Università di Torino
>>> http://www.didattica-cps.unito.it/do/docenti.pl/Show?_id=lpaccagn
>>>
>>>
>>>
>>>
>>>
>>>
>>> _______________________________________________
>>> nexa mailing list
>>> nexa(a)server-nexa.polito.it
>>> https://server-nexa.polito.it/cgi-bin/mailman/listinfo/nexa
>
> --
> Avv. Alessandro Mantelero, PhD
> Aggregate Professor, Politecnico di Torino
> Director of Privacy and Faculty Fellow, Nexa Center for Internet and
> Society
>
> Visiting Fellow, Oxford Internet Institute
>
> Research Consultant, Sino-Italian Research Center for Internet Torts at
> Nanjing University of Information Science & Technology
>
> Programme Coordinator, Double Degree program in Management and IP Law,
> Politecnico di Torino–Tongji University of Shanghai
>
> http://staff.polito.it/alessandro.mantelero
>
> Politecnico di Torino
> Corso Duca degli Abruzzi, 24
> 10129 Torino - Italy
>
> in libertate fortitudo
> _______________________________________________
> nexa mailing list
> nexa(a)server-nexa.polito.it
> https://server-nexa.polito.it/cgi-bin/mailman/listinfo/nexa
July 3, 2014
Council of Europe triggers debate on ICANN & Human Rights
by J.C. DE MARTIN
Council of Europe triggers debate on ICANN & Human Rights
The Council of Europe facilitated the preparation of a report by Dr
Monika Zalnieriute and Thomas Schneider on 'ICANN's procedures and
policies in the light of human rights, fundamental freedoms and
democratic values'. The opinions expressed in the report are the
opinions of the experts and do not engage the responsibility of the
Council of Europe. The report was presented during the ICANN50 meeting
in London that took place from 22 to 26 June 2014. It aims at catalysing
community discussion on human rights and internet governance. It is
expected that the debate continues at ICANN51. During the Internet
Governance Forum (IGF) in Istanbul from 2-5 September 2014, a side
meeting will be held on the report, to present the report to the public
at large and have an open and inclusive dialogue and exchange of ideas.
We welcome comments on the report below to enrich the debate.
The Global Multistakeholder Meeting on the Future of Internet Governance
(NETmundial,Sao Paolo, Brazil, 23 and 24 April 2014) held by consensus
that the Internet is a global resource which should be managed in the
public interest, and that states have primary legal and political
accountability to protect human rights. In this connection, there is a
need to examine ICANN's policies and procedures in terms of its service
in the global public interest and its accountability. The report is not
intended to be comprehensive, but aims at being a starting point for
discussion.
Report: ICANN's procedures and policies in the light of human rights,
fundamental freedoms and democratic values
<http://www.coe.int/t/informationsociety/source/DGI%282014%2912E%20ICANN-Pol…>
Main findings of the report
* In order to operate in the public interest, ICANN has to comply with
international human rights standards. Particularly, the existence of
a number of predominant commercial interests within the ICANN
systems suggests the need for the implementation of a solid human
rights framework in order to foster the public interest. Human
rights are internationally agreed upon values and standards.
* The notion of public interest is insufficiently clear to provide
guidance in policy development processes; accountability requires
measurable standards. Human rights could serve to delineate the
notion of public interest.
* States need to be aware of their responsibility to protect the human
rights of their citizens, also with regard to internet governance.
Non-compliance with human rights could lead to governments being
held to account before national or supranational courts, such as the
European Court of Human Rights.
* Human rights and the right to freedom of expression in particular
need to be fully taken into account when deciding on the approval or
refusal of sensitive new gTLDs.
* The positive obligations of states require specific attention to
vulnerable groups. It is desirable that the people-centeredness of
ICANN's policy development is further improved. A balance must be
struck between economic interests and other objectives of common
interest, such as pluralism, cultural and linguistic diversity.
Auctions may be an efficient way of allocation from an economic
point of view but not from a view of respecting plurality and
diversity. ICANN must always ensure that the outcome is in the best
public interest.
* Human rights and the right to private life in particular require a
rebalancing exercise with regard to the processing and retention of
data under the 2013 RAA as well as to public access to personal
information in the WHOIS database.
Way forward
As the role of ICANN in the field of internet governance is increasing,
its responsibility and accountability have to grow. A more attentive
approach towards human rights could help to create an accountable and
transparent way of doing business. Therefore the authors recommend to:
* Include reference to human rights in ICANN's Bylaws;
* Define public interest objectives;
* Improve the human rights expertise in and early engagement of the GAC;
* Develop an early engagement mechanism for the safeguard of human rights;
* Review ICANN's legal basis and explore innovative solutions for
developing an international or quasi-international status for ICANN.
July 3, 2014
Re: [nexa] migrazione ateni italiani su gmail
by Alessandro Mantelero
che strano che in altri Paesi si facciano scelte
diametralmente opposte, specie dopo il caso NSA.
Ma certo noi italiani siamo sempre "pionieri"......
On Thu, 3 Jul 2014 13:44:20 +0000
Diego Giorio <dgiorio(a)hotmail.com> wrote:
> Però il risparmio c'è, e nella PA di oggi questo conta,
>mentre concetti originali come privacy, disponibilità dei
>dati, continuità vengono molto, ma molto dopo.
> Sulla localizzazione dei server, invece, non ho alcun
>dubbio che sia stato tenuto in debito conto il DPCM 3
>dicembre 2013, che prevede la conservazione dei dati sul
>territorio nazionale.
>
> Non mi tornano però i conti: si dice che l'Università
>risparmierà 100,000 euro all'anno, e che il servizio era
>costato 100,000 euro: google lo offre a costo zero?
>
> Saluti
>
> Diego
>
>> From: luciano.paccagnella(a)unito.it
>> To: nexa(a)server-nexa.polito.it
>> Date: Thu, 3 Jul 2014 15:12:39 +0200
>> Subject: [nexa] migrazione ateni italiani su gmail
>>
>> Cari nexiani, come qualcuno di voi sicuramente già sa,
>>diversi atenei
>> italiani -- tra cui l'Università di Torino -- stanno
>>dismettendo i
>> propri sistemi di gestione della mail istituzionale, per
>>aderire
>> all'offerta educational di Gmail.
>>
>> Allego di seguito alcune mie considerazioni sulla
>>questione espresse in
>> sede di Consiglio del mio dipartimento, che ritengo
>>possano interessare
>> questa lista.
>>
>> grazie per eventuali commenti.
>>
>> Luciano
>>
>> Il giorno 19 giugno 2014 i membri del Dipartimento di
>>Culture, Politica
>> e Società dell'Università di Torino hanno ricevuto una
>>strana mail, con
>> subject "Migrazione Account Gmail", proveniente da un
>>indirizzo finora
>> sconosciuto. Il testo della mail informava brevemente
>>che "il tuo
>> account personale di posta elettronica a partire dalle
>>ore 9 di
>> mercoledì 25 giugno verrà migrato sul nuovo servizio di
>>posta
>> elettronica di Ateneo. Si precisa inoltre che al primo
>>accesso nel nuovo
>> account è necessario accettare le condizioni di
>>contratto". Lo stesso
>> messaggio sta giungendo, scaglionato nelle tempistiche a
>>seconda dei
>> dipartimenti di afferenza, a tutto il personale
>>dell'ateneo torinese.
>>
>> La struttura del messaggio presenta alcuni elementi
>>tipici del fishing
>> (ovvero le mail-truffa), tra cui un singolo riferimento
>>nel subject a
>> Gmail (il noto servizio di mail dell'azienda americana
>>Google) di cui
>> però non si dice nulla nel testo del messaggio, un cenno
>>a una
>> fantomatica "migrazione", ma nessun dettaglio concreto
>>che possa far
>> pensare davvero alla modifica di un servizio essenziale
>>come la posta
>> elettronica istituzionale di ateneo. Ho quindi
>>archiviato il messaggio
>> come spazzatura, o come uno scherzo, o come qualcosa che
>>se si fosse
>> dimostrato autentico sarebbe stato dignitosamente
>>ripreso, illustrato e
>> discusso con mail successive.
>>
>> Alcuni giorni dopo ho scoperto che non si tratta di uno
>>scherzo.
>> L'Università di Torino, uno dei maggiori atenei
>>italiani, sta davvero
>> chiudendo il proprio servizio di posta elettronica
>>istituzionale e,
>> attraverso un accordo con Google, si affiderà d'ora in
>>avanti a Gmail.
>>
>> A quanto pare, il servizio offerto gratuitamente da
>>Google farà
>> risparmiare 100.000 euro all'anno di gestione della
>>posta elettronica
>> per i 450.000 utenti del dominio unito.it e offrirà
>>alcune funzionalità
>> avanzate. Gli utenti vengono rassicurati che i vecchi
>>messaggi non
>> andranno persi e anzi aumenterà lo spazio a
>>disposizione.
>>
>> Francamente, non sono queste le rassicurazioni che
>>desidero. Piuttosto
>> mi chiedo:
>>
>> * è possibile visionare preventivamente le "condizioni
>>di contratto" che
>> "è necessario accettare al primo accesso nel nuovo
>>account"? o bisogna
>> "accettare" a scatola chiusa?
>>
>> * è possibile rifiutare di accettare queste condizioni?
>>o accettarne
>> solo alcune e negoziarne altre?
>>
>> * dal momento che l'università di Torino non ha più un
>>proprio servizio
>> di mail, cosa succede se un docente (che ha bisogno
>>della posta
>> elettronica per svolgere il suo lavoro) non accetta il
>>contratto con
>> Google?
>>
>> * quali garanzie ci sono sul tipo di utilizzo che
>>eventualmente Google
>> potrà fare del contenuto dei messaggi, in particolare in
>>presenza di
>> dati sensibili?
>>
>> * dove risiederanno fisicamente i server su cui verranno
>>archiviati i
>> dati? a quale legislazione faranno riferimento?
>>
>> * quali garanzie ci sono circa l'eventualità che il
>>servizio offerto
>> oggi gratuitamente da Google, diventi domani a
>>pagamento? o circa
>> l'eventualità che Google cambi unilateralmente le
>>condizioni di
>> contratto attuali?
>>
>> * sono stati valutati i costi di uscita dall'adesione al
>>servizio Gmail?
>> a quali condizioni economiche, tecnologiche e di
>>formazione del
>> personale sarà possibile in futuro valutare l'adesione a
>>servizi
>> concorrenti, oppure un ritorno a un servizio gestito
>>autonomamente?
>>
>> * se è vero che l'Università di Torino ha speso finora
>>100.000 euro
>> all'anno per la sola gestione del servizio di posta
>>elettronica, come è
>> stato calcolato questo costo?
>>
>> * la decisione, da parte di un'istituzione pubblica, di
>>dismettere il
>> proprio servizio di posta elettronica e affidarsi a
>>quello offerto da
>> un'azienda privata è carica di implicazioni
>>tecnologiche, sociali,
>> politiche, economiche e giuridiche. Sono molti i docenti
>>del nostro
>> ateneo che si occupano di questi temi: qualcuno di loro
>>è stato
>> consultato?
>>
>> * chi si è fatto carico di questa decisione, quando, e
>>in quale sede?
>>
>> Spero che almeno alcune di queste domande possano
>>trovare una risposta.
>>
>> Luciano Paccagnella
>> Professore Associato di Sociologia dei processi
>>culturali
>> Dipartimento di Culture, Politica e Società
>> Università di Torino
>>
>>
>> --
>> Dipartimento di Culture, Politica e Società
>> Università di Torino
>> http://www.didattica-cps.unito.it/do/docenti.pl/Show?_id=lpaccagn
>>
>>
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>>
>>
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>> nexa mailing list
>> nexa(a)server-nexa.polito.it
>> https://server-nexa.polito.it/cgi-bin/mailman/listinfo/nexa
>
--
Avv. Alessandro Mantelero, PhD
Aggregate Professor, Politecnico di Torino
Director of Privacy and Faculty Fellow, Nexa Center for
Internet and Society
Visiting Fellow, Oxford Internet Institute
Research Consultant, Sino-Italian Research Center for
Internet Torts at Nanjing University of Information
Science & Technology
Programme Coordinator, Double Degree program in Management
and IP Law, Politecnico di TorinoTongji University of
Shanghai
http://staff.polito.it/alessandro.mantelero
Politecnico di Torino
Corso Duca degli Abruzzi, 24
10129 Torino - Italy
in libertate fortitudo
July 3, 2014
Re: [nexa] migrazione ateni italiani su gmail
by Diego Giorio
Allora mi piace ancora meno: vuol dire che ci guadagna con i dati che acquisisce!
> Date: Thu, 3 Jul 2014 16:25:48 +0200
> Subject: Re: [nexa] migrazione ateni italiani su gmail
> From: menini.luca(a)gmail.com
> To: dgiorio(a)hotmail.com
> CC: nexa(a)server-nexa.polito.it
>
> Il 03 luglio 2014 15:44, Diego Giorio <dgiorio(a)hotmail.com> ha scritto:
> > Non mi tornano però i conti: si dice che l'Università risparmierà 100,000
> > euro all'anno, e che il servizio era costato 100,000 euro: google lo offre a
> > costo zero?
> >
>
> Si, alle Universita' Google lo offre a costo "zero" ...
> Anche l'Universita' di Padova, a quanto mi risulta, ha "migrato" gli
> account di tutti gli studenti su gmail.
>
> Ciao.
> luca
July 3, 2014
Re: [nexa] migrazione ateni italiani su gmail
by luca menini
Il 03 luglio 2014 15:44, Diego Giorio <dgiorio(a)hotmail.com> ha scritto:
> Non mi tornano però i conti: si dice che l'Università risparmierà 100,000
> euro all'anno, e che il servizio era costato 100,000 euro: google lo offre a
> costo zero?
>
Si, alle Universita' Google lo offre a costo "zero" ...
Anche l'Universita' di Padova, a quanto mi risulta, ha "migrato" gli
account di tutti gli studenti su gmail.
Ciao.
luca
July 3, 2014
Re: [nexa] migrazione ateni italiani su gmail
by Diego Giorio
Però il risparmio c'è, e nella PA di oggi questo conta, mentre concetti originali come privacy, disponibilità dei dati, continuità vengono molto, ma molto dopo.
Sulla localizzazione dei server, invece, non ho alcun dubbio che sia stato tenuto in debito conto il DPCM 3 dicembre 2013, che prevede la conservazione dei dati sul territorio nazionale.
Non mi tornano però i conti: si dice che l'Università risparmierà 100,000 euro all'anno, e che il servizio era costato 100,000 euro: google lo offre a costo zero?
Saluti
Diego
> From: luciano.paccagnella(a)unito.it
> To: nexa(a)server-nexa.polito.it
> Date: Thu, 3 Jul 2014 15:12:39 +0200
> Subject: [nexa] migrazione ateni italiani su gmail
>
> Cari nexiani, come qualcuno di voi sicuramente già sa, diversi atenei
> italiani -- tra cui l'Università di Torino -- stanno dismettendo i
> propri sistemi di gestione della mail istituzionale, per aderire
> all'offerta educational di Gmail.
>
> Allego di seguito alcune mie considerazioni sulla questione espresse in
> sede di Consiglio del mio dipartimento, che ritengo possano interessare
> questa lista.
>
> grazie per eventuali commenti.
>
> Luciano
>
> Il giorno 19 giugno 2014 i membri del Dipartimento di Culture, Politica
> e Società dell'Università di Torino hanno ricevuto una strana mail, con
> subject "Migrazione Account Gmail", proveniente da un indirizzo finora
> sconosciuto. Il testo della mail informava brevemente che "il tuo
> account personale di posta elettronica a partire dalle ore 9 di
> mercoledì 25 giugno verrà migrato sul nuovo servizio di posta
> elettronica di Ateneo. Si precisa inoltre che al primo accesso nel nuovo
> account è necessario accettare le condizioni di contratto". Lo stesso
> messaggio sta giungendo, scaglionato nelle tempistiche a seconda dei
> dipartimenti di afferenza, a tutto il personale dell'ateneo torinese.
>
> La struttura del messaggio presenta alcuni elementi tipici del fishing
> (ovvero le mail-truffa), tra cui un singolo riferimento nel subject a
> Gmail (il noto servizio di mail dell'azienda americana Google) di cui
> però non si dice nulla nel testo del messaggio, un cenno a una
> fantomatica "migrazione", ma nessun dettaglio concreto che possa far
> pensare davvero alla modifica di un servizio essenziale come la posta
> elettronica istituzionale di ateneo. Ho quindi archiviato il messaggio
> come spazzatura, o come uno scherzo, o come qualcosa che se si fosse
> dimostrato autentico sarebbe stato dignitosamente ripreso, illustrato e
> discusso con mail successive.
>
> Alcuni giorni dopo ho scoperto che non si tratta di uno scherzo.
> L'Università di Torino, uno dei maggiori atenei italiani, sta davvero
> chiudendo il proprio servizio di posta elettronica istituzionale e,
> attraverso un accordo con Google, si affiderà d'ora in avanti a Gmail.
>
> A quanto pare, il servizio offerto gratuitamente da Google farà
> risparmiare 100.000 euro all'anno di gestione della posta elettronica
> per i 450.000 utenti del dominio unito.it e offrirà alcune funzionalità
> avanzate. Gli utenti vengono rassicurati che i vecchi messaggi non
> andranno persi e anzi aumenterà lo spazio a disposizione.
>
> Francamente, non sono queste le rassicurazioni che desidero. Piuttosto
> mi chiedo:
>
> * è possibile visionare preventivamente le "condizioni di contratto" che
> "è necessario accettare al primo accesso nel nuovo account"? o bisogna
> "accettare" a scatola chiusa?
>
> * è possibile rifiutare di accettare queste condizioni? o accettarne
> solo alcune e negoziarne altre?
>
> * dal momento che l'università di Torino non ha più un proprio servizio
> di mail, cosa succede se un docente (che ha bisogno della posta
> elettronica per svolgere il suo lavoro) non accetta il contratto con
> Google?
>
> * quali garanzie ci sono sul tipo di utilizzo che eventualmente Google
> potrà fare del contenuto dei messaggi, in particolare in presenza di
> dati sensibili?
>
> * dove risiederanno fisicamente i server su cui verranno archiviati i
> dati? a quale legislazione faranno riferimento?
>
> * quali garanzie ci sono circa l'eventualità che il servizio offerto
> oggi gratuitamente da Google, diventi domani a pagamento? o circa
> l'eventualità che Google cambi unilateralmente le condizioni di
> contratto attuali?
>
> * sono stati valutati i costi di uscita dall'adesione al servizio Gmail?
> a quali condizioni economiche, tecnologiche e di formazione del
> personale sarà possibile in futuro valutare l'adesione a servizi
> concorrenti, oppure un ritorno a un servizio gestito autonomamente?
>
> * se è vero che l'Università di Torino ha speso finora 100.000 euro
> all'anno per la sola gestione del servizio di posta elettronica, come è
> stato calcolato questo costo?
>
> * la decisione, da parte di un'istituzione pubblica, di dismettere il
> proprio servizio di posta elettronica e affidarsi a quello offerto da
> un'azienda privata è carica di implicazioni tecnologiche, sociali,
> politiche, economiche e giuridiche. Sono molti i docenti del nostro
> ateneo che si occupano di questi temi: qualcuno di loro è stato
> consultato?
>
> * chi si è fatto carico di questa decisione, quando, e in quale sede?
>
> Spero che almeno alcune di queste domande possano trovare una risposta.
>
> Luciano Paccagnella
> Professore Associato di Sociologia dei processi culturali
> Dipartimento di Culture, Politica e Società
> Università di Torino
>
>
> --
> Dipartimento di Culture, Politica e Società
> Università di Torino
> http://www.didattica-cps.unito.it/do/docenti.pl/Show?_id=lpaccagn
>
>
>
>
>
>
> _______________________________________________
> nexa mailing list
> nexa(a)server-nexa.polito.it
> https://server-nexa.polito.it/cgi-bin/mailman/listinfo/nexa
July 3, 2014
migrazione ateni italiani su gmail
by Luciano Paccagnella
Cari nexiani, come qualcuno di voi sicuramente già sa, diversi atenei
italiani -- tra cui l'Università di Torino -- stanno dismettendo i
propri sistemi di gestione della mail istituzionale, per aderire
all'offerta educational di Gmail.
Allego di seguito alcune mie considerazioni sulla questione espresse in
sede di Consiglio del mio dipartimento, che ritengo possano interessare
questa lista.
grazie per eventuali commenti.
Luciano
Il giorno 19 giugno 2014 i membri del Dipartimento di Culture, Politica
e Società dell'Università di Torino hanno ricevuto una strana mail, con
subject "Migrazione Account Gmail", proveniente da un indirizzo finora
sconosciuto. Il testo della mail informava brevemente che "il tuo
account personale di posta elettronica a partire dalle ore 9 di
mercoledì 25 giugno verrà migrato sul nuovo servizio di posta
elettronica di Ateneo. Si precisa inoltre che al primo accesso nel nuovo
account è necessario accettare le condizioni di contratto". Lo stesso
messaggio sta giungendo, scaglionato nelle tempistiche a seconda dei
dipartimenti di afferenza, a tutto il personale dell'ateneo torinese.
La struttura del messaggio presenta alcuni elementi tipici del fishing
(ovvero le mail-truffa), tra cui un singolo riferimento nel subject a
Gmail (il noto servizio di mail dell'azienda americana Google) di cui
però non si dice nulla nel testo del messaggio, un cenno a una
fantomatica "migrazione", ma nessun dettaglio concreto che possa far
pensare davvero alla modifica di un servizio essenziale come la posta
elettronica istituzionale di ateneo. Ho quindi archiviato il messaggio
come spazzatura, o come uno scherzo, o come qualcosa che se si fosse
dimostrato autentico sarebbe stato dignitosamente ripreso, illustrato e
discusso con mail successive.
Alcuni giorni dopo ho scoperto che non si tratta di uno scherzo.
L'Università di Torino, uno dei maggiori atenei italiani, sta davvero
chiudendo il proprio servizio di posta elettronica istituzionale e,
attraverso un accordo con Google, si affiderà d'ora in avanti a Gmail.
A quanto pare, il servizio offerto gratuitamente da Google farà
risparmiare 100.000 euro all'anno di gestione della posta elettronica
per i 450.000 utenti del dominio unito.it e offrirà alcune funzionalità
avanzate. Gli utenti vengono rassicurati che i vecchi messaggi non
andranno persi e anzi aumenterà lo spazio a disposizione.
Francamente, non sono queste le rassicurazioni che desidero. Piuttosto
mi chiedo:
* è possibile visionare preventivamente le "condizioni di contratto" che
"è necessario accettare al primo accesso nel nuovo account"? o bisogna
"accettare" a scatola chiusa?
* è possibile rifiutare di accettare queste condizioni? o accettarne
solo alcune e negoziarne altre?
* dal momento che l'università di Torino non ha più un proprio servizio
di mail, cosa succede se un docente (che ha bisogno della posta
elettronica per svolgere il suo lavoro) non accetta il contratto con
Google?
* quali garanzie ci sono sul tipo di utilizzo che eventualmente Google
potrà fare del contenuto dei messaggi, in particolare in presenza di
dati sensibili?
* dove risiederanno fisicamente i server su cui verranno archiviati i
dati? a quale legislazione faranno riferimento?
* quali garanzie ci sono circa l'eventualità che il servizio offerto
oggi gratuitamente da Google, diventi domani a pagamento? o circa
l'eventualità che Google cambi unilateralmente le condizioni di
contratto attuali?
* sono stati valutati i costi di uscita dall'adesione al servizio Gmail?
a quali condizioni economiche, tecnologiche e di formazione del
personale sarà possibile in futuro valutare l'adesione a servizi
concorrenti, oppure un ritorno a un servizio gestito autonomamente?
* se è vero che l'Università di Torino ha speso finora 100.000 euro
all'anno per la sola gestione del servizio di posta elettronica, come è
stato calcolato questo costo?
* la decisione, da parte di un'istituzione pubblica, di dismettere il
proprio servizio di posta elettronica e affidarsi a quello offerto da
un'azienda privata è carica di implicazioni tecnologiche, sociali,
politiche, economiche e giuridiche. Sono molti i docenti del nostro
ateneo che si occupano di questi temi: qualcuno di loro è stato
consultato?
* chi si è fatto carico di questa decisione, quando, e in quale sede?
Spero che almeno alcune di queste domande possano trovare una risposta.
Luciano Paccagnella
Professore Associato di Sociologia dei processi culturali
Dipartimento di Culture, Politica e Società
Università di Torino
--
Dipartimento di Culture, Politica e Società
Università di Torino
http://www.didattica-cps.unito.it/do/docenti.pl/Show?_id=lpaccagn
July 3, 2014
Re: [nexa] Copyright in Europa
by Philippe Aigrain
Even worse is this :
http://europa.eu/rapid/press-release_IP-14-760_en.htm
Philippe
Le 01/07/2014 16:11, A Dicorinto a écrit :
> ma adesso va di moda la "partecipazione"... l'open government de noantri...
>
>
> Il giorno 25 giugno 2014 11:58, Blengino <blengino(a)penalistiassociati.it
> <mailto:blengino@penalistiassociati.it>> ha scritto:
>
> L’ottima Eleonora Rosati su IP KAT rivela una bozza tristerrima di
> un “white paper” sul copyright redatta dalla Commissione Europea: ci
> sono modesti e sintetici accenni (molto modesti e sintetici) ad
> alcuni risultati della consultazione di marzo, che appare come un
> esercizio di stile, un accidente tra i tanti. ____
>
> http://ipkitten.blogspot.it/2014/06/super-kat-exclusive-heres-commissions.h…
> ____
>
> __ __
>
> Siamo ancora distanti: si dice poco, e quel poco non conforta.____
>
> Carlo____
>
>
> _______________________________________________
> nexa mailing list
> nexa(a)server-nexa.polito.it <mailto:nexa@server-nexa.polito.it>
> https://server-nexa.polito.it/cgi-bin/mailman/listinfo/nexa
>
>
>
>
> --
>
> Arturo Di Corinto
> 393 9383040
>
> --------------------------------->
>
> AVVERTENZE AI SENSI DEL D.Lgs. 196/2003 Le informazioni contenute in
> questo messaggio di posta elettronica e/o nel/i file/s allegato/i sono
> da considerarsi strettamente riservate. Il loro utilizzo è consentito
> esclusivamente al destinatario del messaggio, per le finalità indicate
> nel messaggio stesso. Qualora riceviate questo messaggio senza esserne
> il destinatario, Vi preghiamo cortesemente di darcene notizia via e-mail
> e di procedere alla distruzione del messaggio stesso, cancellandolo dal
> Vostro sistema. Conservare il messaggio stesso, divulgarlo anche in
> parte, distribuirlo ad altri soggetti, copiarlo, od utilizzarlo per
> finalità diverse, costituisce comportamento contrario ai principi
> dettati dal D.Lgs. 196/2003
>
>
>
> _______________________________________________
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> nexa(a)server-nexa.polito.it
> https://server-nexa.polito.it/cgi-bin/mailman/listinfo/nexa
>
July 1, 2014
Re: [nexa] Copyright in Europa
by A Dicorinto
ma adesso va di moda la "partecipazione"... l'open government de noantri...
Il giorno 25 giugno 2014 11:58, Blengino <blengino(a)penalistiassociati.it>
ha scritto:
> L’ottima Eleonora Rosati su IP KAT rivela una bozza tristerrima di un
> “white paper” sul copyright redatta dalla Commissione Europea: ci sono
> modesti e sintetici accenni (molto modesti e sintetici) ad alcuni risultati
> della consultazione di marzo, che appare come un esercizio di stile, un
> accidente tra i tanti.
>
>
> http://ipkitten.blogspot.it/2014/06/super-kat-exclusive-heres-commissions.h…
>
>
>
> Siamo ancora distanti: si dice poco, e quel poco non conforta.
>
> Carlo
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Arturo Di Corinto
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messaggio di posta elettronica e/o nel/i file/s allegato/i sono da
considerarsi strettamente riservate. Il loro utilizzo è consentito
esclusivamente al destinatario del messaggio, per le finalità indicate nel
messaggio stesso. Qualora riceviate questo messaggio senza esserne il
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procedere alla distruzione del messaggio stesso, cancellandolo dal Vostro
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diverse, costituisce comportamento contrario ai principi dettati dal D.Lgs.
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July 1, 2014