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Re: [nexa] Internet Bill of Rights
by Alessandro Mantelero
Cara Monica,
non c'era alcun riferimento a quel tema ed alla tua
posizione, nè esplicito nè implicito.
Era un discorso assolutamente generale ed il riferimento
("mia critica su caso Cassazione italiana e oblio per
archivi di giornale") un puro esempio riferito ad un mio
lavoro dove esprimo riserve per una tutela estesa del c.d.
oblio da parte della Cassazione rispetto alle notizie in
archivi "di giornale" (Mantelero A. Right to be forgotten
ed archivi storici dei giornali. La Cassazione travisa il
diritto all'oblio. La nuova giurisprudenza civile
commentata, 2012, 543-549).
Sii serena ;)
Un abbraccio,
A.
On Sun, 16 Nov 2014 14:44:47 +0100
"avv. Monica A. Senor" <senor(a)penalistiassociati.it>
wrote:
> Caro Alessandro,
>
> rispondo perché mi sento personalmente toccata sul punto
>"infatuazione per
> la tutela a tutti i costi e oltre ogni senso" a
>proposito delle
> pubblicazione integrale delle sentenze sul sito della
>Cassazione.
>
> Vedi, a parte il tenore poco conciliante nei confronti
>delle posizioni
> altrui da te usato, quel che mi spiace è il fatto che la
>tesi che contrasta
> l'operato della Cassazione, basata su fondate
>argomentazioni giuridiche,
> venga definita infatuazione.
>
> Le analisi giuridiche e le critiche costruttive non sono
>appannaggio solo
> di alcuni...
>
> Buon pomeriggio a tutti,
> Monica
> Il 16/Nov/2014 13:40 "Alessandro Mantelero"
><alessandro.mantelero(a)polito.it>
> ha scritto:
>
>> Caro Carlo,
>>
>> Mi spiace ma non ho dipinto “le imprese americane che
>>dominano il web come
>> profittatori, artefici di malvagie macchine da soldi ai
>>danni dei poveri
>> cittadini europei -da colpire nel portafogli”. Ho
>>semplicemente svolto
>> un’analisi giuridica e proposto una soluzione che mira
>>invece a conciliare
>> le esigenze d’impresa con la tutela delle persone.
>>
>> Da sempre infatti, lo testimoniano gli scritti ed il
>>recente simposio
>> sulla privacy al Politecnico cui hanno partecipato
>>Facebook e Microsoft, la
>> mia posizione è quella di cercare di garantire la
>>massima tutela possibile
>> alla persona, senza estremismi e comprendendo le ragioni
>>di impresa.
>>
>> Proprio tale approccio è equidistante sia da
>>un’infatuazione per la tutela
>> a tutti i costi e oltre ogni senso dei diritti (vedi mia
>>critica su caso
>> Cassazione italiana e oblio per archivi di giornale,
>>come anche critiche
>> sul fatto che spetti a Google valutare le violazioni del
>>c.c. oblio), sia
>> da una visione rosea delle imprese come animate dal fine
>>principale di
>> tutelare i diritti delle persone. E questo vale tanto
>>per le imprese US,
>> che UE, che di ogni altra aerea.
>>
>> Finché invece si continua a preferire la strada di una
>>critica per
>> opposizione a quella di una critica costruttiva credo
>>non si vada da alcuna
>> parte. In questo spirito l’articolo era di critica
>>costruttiva, non negando
>> le evidenti ragioni “politiche” (ma vai a rivedere
>>l’accezione in cui uso
>> l’aggettivo) della Corte, nonché le altrettanti ragioni
>>di politica
>> industriale dell’impresa; suggerendo però una soluzione
>>che punti al
>> bilanciamento di interessi, come nella natura
>>dell’azione giuridica.
>>
>> Infine, anche fra imprese occorre fare distinguo. In
>>materia di privacy ci
>> sono imprese US che hanno fatto azione legale contro il
>>governo US per aver
>> trasparenza circa le richieste di accesso, ci sono
>>imprese che hanno
>> adottato nei loro contratti le clausole-tipo UE sulla
>>privacy, ci sono
>> imprese che applicano ai loro contratti la legge
>>nazionale del contraente,
>> ecc.
>> Per questo serve un dialogo costruttivo. Ne ho, da
>>ultimo, avuto conferma
>> in questi giorni a Santiago dove, ad un convegno sulla
>>privacy, ho avuto un
>> interessante confronto sull’oblio proprio con uno dei
>>responsabili di
>> Google per il Sudamerica.
>>
>> A presto,
>> A.
>>
>>
>>
>>
>> On Sat, 15 Nov 2014 17:28:37 +0100
>> Carlo Blengino <blengino(a)penalistiassociati.it> wrote:
>>
>>> Caro Bernardo, ho letto con attenzione il Tuo pezzo su
>>>Nova, e ti
>>> confesso che mi sfugge la
>>> logica per cui sarebbero primi positivi passi per
>>>combattere
>>> il “feudalesimo della rete” la legge Spagnola che
>>>colpisce gli
>>> aggregatori di notizie o il diritto all’oblio come
>>>delineato dalla
>>> nota sentenza Google Spain.
>>> Mi pare l’opposto: l’effetto di un nuovo “diritto di
>>>citazione”
>>> sottoposto a
>>> compenso (sia esso costruito come limitazione ad una
>>>sacrosanta -e
>>> obbligatoria- libera
>>> utilizzazione o come nuovo diritto) ha come unico
>>>effetto di rafforzare le
>>> posizioni dominanti, escludendo di fatto dal mercato
>>>ogni nuovo servizio.
>>> La chiamano “Google tax” giusto per cavalcare l’onda
>>>emotiva del leviatano
>>> da colpire, ma Google sarà in Europa uno dei pochi in
>>>grado di trattare ed
>>> (eventualmente) di pagare, ottenendo per altro ex lege
>>>l’estromissione dal
>>> mercato di qualsivoglia nuovo servizio che basi il
>>>proprio business sulla
>>> circolazione dei contenuti.
>>> Quanto a quella specie di diritto all’oblio limitato ai
>>>motori di ricerca
>>> creato dalla ECJ mi è difficile capire quale vantaggio
>>>possa creare alla
>>> libera concorrenza o alla lotta ai "quasi monopolisti".
>>>La sentenza anzi mi
>>> pare prenda atto e legittimi una situazione di quasi
>>>monopolio di Google,
>>> consolidandolo.
>>>
>>> I problemi che poni sono reali e complessi, ma ho la
>>>sensazione che
>>> continuare a dipingere le imprese americane che dominano
>>>il web come
>>> profittatori, artefici di malvagie macchine da soldi ai
>>>danni dei poveri
>>> cittadini europei -da colpire nel portafogli come
>>>affermi-, sia strada che
>>> non giovi affatto ad internet.
>>> E' un approccio che traspare anche nel contributo
>>>postato da Alessandro
>>> in relazione proprio alla sentenza Google che mi pare
>>>ben rappresenti una
>>> visione politica più che giuridica (la stessa della
>>>Corte) che giudico
>>> distopica e pericolosa.
>>>
>>> Con stima
>>> Carlo
>>>
>>> In mobilità
>>>
>>>
>>> Il giorno 14/nov/2014, alle ore 09:21, A Dicorinto <
>>>> arturo.dicorinto(a)uniroma1.it> ha scritto:
>>>>
>>>> Bell'articolo--
>>>> poni delle domande che sono retoriche solo nella
>>>>formulazione, e io sono
>>>> d'accordo che rischiamo un nuovo feudalesimo digitale
>>>>con tanti schiavi
>>>> della gleba: noi.
>>>>
>>>> Il giorno 13 novembre 2014 16:26, bernardo parrella <
>>>> bernardo.parrella(a)gmail.com> ha scritto:
>>>>
>>>>> ....qualche mia personalissima riflessione sull'urgenza
>>>>>di contrapporsi
>>>>> alla nuova èlite digitale, ai "quasi monopolisti" di
>>>>>internet, al
>>>>> feudalesimo online....e quindi la Dichiarazione dei
>>>>>diritti in Internet
>>>>> come strumento importante (pur con tutti i difetti) in
>>>>>tal senso,
>>>>> all'interno del variegato fronte che qua e la' nel mondo
>>>>>continua a
>>>>> battersi per internet come bene pubblico :
>>>>>
>>>>> http://bernardoparrella.nova100.ilsole24ore.com/2014/
>>>>> 11/13/billofrights-per-fermare-i-quasi-monopolisti-di-internet/
>>>>>
>>>>> _______________________________________________
>>>>> nexa mailing list
>>>>> nexa(a)server-nexa.polito.it
>>>>> https://server-nexa.polito.it/cgi-bin/mailman/listinfo/nexa
>>>>>
>>>>
>>>>
>>>>
>>>> --
>>>>
>>>> Arturo Di Corinto
>>>> 393 9383040
>>>>
>>>> --------------------------------->
>>>> AVVERTENZE AI SENSI DEL D.Lgs. 196/2003 Le informazioni
>>>>contenute in
>>>> questo messaggio di posta elettronica e/o nel/i file/s
>>>>allegato/i sono da
>>>> considerarsi strettamente riservate. Il loro utilizzo è
>>>>consentito
>>>> esclusivamente al destinatario del messaggio, per le
>>>>finalità indicate nel
>>>> messaggio stesso. Qualora riceviate questo messaggio
>>>>senza esserne il
>>>> destinatario, Vi preghiamo cortesemente di darcene
>>>>notizia via e-mail e di
>>>> procedere alla distruzione del messaggio stesso,
>>>>cancellandolo dal Vostro
>>>> sistema. Conservare il messaggio stesso, divulgarlo
>>>>anche in parte,
>>>> distribuirlo ad altri soggetti, copiarlo, od utilizzarlo
>>>>per finalità
>>>> diverse, costituisce comportamento contrario ai principi
>>>>dettati dal D.Lgs.
>>>> 196/2003
>>>> _______________________________________________
>>>> nexa mailing list
>>>> nexa(a)server-nexa.polito.it
>>>> https://server-nexa.polito.it/cgi-bin/mailman/listinfo/nexa
>>>>
>>>
>> --
>> Avv. Alessandro Mantelero, PhD
>> Aggregate Professor, Politecnico di Torino
>> Director of Privacy and Faculty Fellow, Nexa Center for
>>Internet and
>> Society
>>
>> Research Consultant, Sino-Italian Research Center for
>>Internet Torts at
>> Nanjing University of Information Science & Technology
>> Coordinator, Double Degree program in Management and IP
>>Law, Politecnico
>> di Torino–Tongji University of Shanghai
>>
>> http://staff.polito.it/alessandro.mantelero
>> http://works.bepress.com/alessandro_mantelero/
>>
>> Politecnico di Torino
>> Corso Duca degli Abruzzi, 24
>> 10129 Torino - Italy
>>
>> in libertate fortitudo
>> _______________________________________________
>> nexa mailing list
>> nexa(a)server-nexa.polito.it
>> https://server-nexa.polito.it/cgi-bin/mailman/listinfo/nexa
>>
--
Avv. Alessandro Mantelero, PhD
Aggregate Professor, Politecnico di Torino
Director of Privacy and Faculty Fellow, Nexa Center for
Internet and Society
Research Consultant, Sino-Italian Research Center for
Internet Torts at Nanjing University of Information
Science & Technology
Coordinator, Double Degree program in Management and IP
Law, Politecnico di Torino–Tongji University of Shanghai
http://staff.polito.it/alessandro.mantelero
http://works.bepress.com/alessandro_mantelero/
Politecnico di Torino
Corso Duca degli Abruzzi, 24
10129 Torino - Italy
in libertate fortitudo
Nov. 16, 2014
Re: [nexa] Internet Bill of Rights
by avv. Monica A. Senor
Caro Alessandro,
rispondo perché mi sento personalmente toccata sul punto "infatuazione per
la tutela a tutti i costi e oltre ogni senso" a proposito delle
pubblicazione integrale delle sentenze sul sito della Cassazione.
Vedi, a parte il tenore poco conciliante nei confronti delle posizioni
altrui da te usato, quel che mi spiace è il fatto che la tesi che contrasta
l'operato della Cassazione, basata su fondate argomentazioni giuridiche,
venga definita infatuazione.
Le analisi giuridiche e le critiche costruttive non sono appannaggio solo
di alcuni...
Buon pomeriggio a tutti,
Monica
Il 16/Nov/2014 13:40 "Alessandro Mantelero" <alessandro.mantelero(a)polito.it>
ha scritto:
> Caro Carlo,
>
> Mi spiace ma non ho dipinto “le imprese americane che dominano il web come
> profittatori, artefici di malvagie macchine da soldi ai danni dei poveri
> cittadini europei -da colpire nel portafogli”. Ho semplicemente svolto
> un’analisi giuridica e proposto una soluzione che mira invece a conciliare
> le esigenze d’impresa con la tutela delle persone.
>
> Da sempre infatti, lo testimoniano gli scritti ed il recente simposio
> sulla privacy al Politecnico cui hanno partecipato Facebook e Microsoft, la
> mia posizione è quella di cercare di garantire la massima tutela possibile
> alla persona, senza estremismi e comprendendo le ragioni di impresa.
>
> Proprio tale approccio è equidistante sia da un’infatuazione per la tutela
> a tutti i costi e oltre ogni senso dei diritti (vedi mia critica su caso
> Cassazione italiana e oblio per archivi di giornale, come anche critiche
> sul fatto che spetti a Google valutare le violazioni del c.c. oblio), sia
> da una visione rosea delle imprese come animate dal fine principale di
> tutelare i diritti delle persone. E questo vale tanto per le imprese US,
> che UE, che di ogni altra aerea.
>
> Finché invece si continua a preferire la strada di una critica per
> opposizione a quella di una critica costruttiva credo non si vada da alcuna
> parte. In questo spirito l’articolo era di critica costruttiva, non negando
> le evidenti ragioni “politiche” (ma vai a rivedere l’accezione in cui uso
> l’aggettivo) della Corte, nonché le altrettanti ragioni di politica
> industriale dell’impresa; suggerendo però una soluzione che punti al
> bilanciamento di interessi, come nella natura dell’azione giuridica.
>
> Infine, anche fra imprese occorre fare distinguo. In materia di privacy ci
> sono imprese US che hanno fatto azione legale contro il governo US per aver
> trasparenza circa le richieste di accesso, ci sono imprese che hanno
> adottato nei loro contratti le clausole-tipo UE sulla privacy, ci sono
> imprese che applicano ai loro contratti la legge nazionale del contraente,
> ecc.
> Per questo serve un dialogo costruttivo. Ne ho, da ultimo, avuto conferma
> in questi giorni a Santiago dove, ad un convegno sulla privacy, ho avuto un
> interessante confronto sull’oblio proprio con uno dei responsabili di
> Google per il Sudamerica.
>
> A presto,
> A.
>
>
>
>
> On Sat, 15 Nov 2014 17:28:37 +0100
> Carlo Blengino <blengino(a)penalistiassociati.it> wrote:
>
>> Caro Bernardo, ho letto con attenzione il Tuo pezzo su Nova, e ti
>> confesso che mi sfugge la
>> logica per cui sarebbero primi positivi passi per combattere
>> il “feudalesimo della rete” la legge Spagnola che colpisce gli
>> aggregatori di notizie o il diritto all’oblio come delineato dalla
>> nota sentenza Google Spain.
>> Mi pare l’opposto: l’effetto di un nuovo “diritto di citazione”
>> sottoposto a
>> compenso (sia esso costruito come limitazione ad una sacrosanta -e
>> obbligatoria- libera
>> utilizzazione o come nuovo diritto) ha come unico effetto di rafforzare le
>> posizioni dominanti, escludendo di fatto dal mercato ogni nuovo servizio.
>> La chiamano “Google tax” giusto per cavalcare l’onda emotiva del leviatano
>> da colpire, ma Google sarà in Europa uno dei pochi in grado di trattare ed
>> (eventualmente) di pagare, ottenendo per altro ex lege l’estromissione dal
>> mercato di qualsivoglia nuovo servizio che basi il proprio business sulla
>> circolazione dei contenuti.
>> Quanto a quella specie di diritto all’oblio limitato ai motori di ricerca
>> creato dalla ECJ mi è difficile capire quale vantaggio possa creare alla
>> libera concorrenza o alla lotta ai "quasi monopolisti". La sentenza anzi mi
>> pare prenda atto e legittimi una situazione di quasi monopolio di Google,
>> consolidandolo.
>>
>> I problemi che poni sono reali e complessi, ma ho la sensazione che
>> continuare a dipingere le imprese americane che dominano il web come
>> profittatori, artefici di malvagie macchine da soldi ai danni dei poveri
>> cittadini europei -da colpire nel portafogli come affermi-, sia strada che
>> non giovi affatto ad internet.
>> E' un approccio che traspare anche nel contributo postato da Alessandro
>> in relazione proprio alla sentenza Google che mi pare ben rappresenti una
>> visione politica più che giuridica (la stessa della Corte) che giudico
>> distopica e pericolosa.
>>
>> Con stima
>> Carlo
>>
>> In mobilità
>>
>>
>> Il giorno 14/nov/2014, alle ore 09:21, A Dicorinto <
>>> arturo.dicorinto(a)uniroma1.it> ha scritto:
>>>
>>> Bell'articolo--
>>> poni delle domande che sono retoriche solo nella formulazione, e io sono
>>> d'accordo che rischiamo un nuovo feudalesimo digitale con tanti schiavi
>>> della gleba: noi.
>>>
>>> Il giorno 13 novembre 2014 16:26, bernardo parrella <
>>> bernardo.parrella(a)gmail.com> ha scritto:
>>>
>>>> ....qualche mia personalissima riflessione sull'urgenza di contrapporsi
>>>> alla nuova èlite digitale, ai "quasi monopolisti" di internet, al
>>>> feudalesimo online....e quindi la Dichiarazione dei diritti in Internet
>>>> come strumento importante (pur con tutti i difetti) in tal senso,
>>>> all'interno del variegato fronte che qua e la' nel mondo continua a
>>>> battersi per internet come bene pubblico :
>>>>
>>>> http://bernardoparrella.nova100.ilsole24ore.com/2014/
>>>> 11/13/billofrights-per-fermare-i-quasi-monopolisti-di-internet/
>>>>
>>>> _______________________________________________
>>>> nexa mailing list
>>>> nexa(a)server-nexa.polito.it
>>>> https://server-nexa.polito.it/cgi-bin/mailman/listinfo/nexa
>>>>
>>>
>>>
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>>> --
>>>
>>> Arturo Di Corinto
>>> 393 9383040
>>>
>>> --------------------------------->
>>> AVVERTENZE AI SENSI DEL D.Lgs. 196/2003 Le informazioni contenute in
>>> questo messaggio di posta elettronica e/o nel/i file/s allegato/i sono da
>>> considerarsi strettamente riservate. Il loro utilizzo è consentito
>>> esclusivamente al destinatario del messaggio, per le finalità indicate nel
>>> messaggio stesso. Qualora riceviate questo messaggio senza esserne il
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>>> procedere alla distruzione del messaggio stesso, cancellandolo dal Vostro
>>> sistema. Conservare il messaggio stesso, divulgarlo anche in parte,
>>> distribuirlo ad altri soggetti, copiarlo, od utilizzarlo per finalità
>>> diverse, costituisce comportamento contrario ai principi dettati dal D.Lgs.
>>> 196/2003
>>> _______________________________________________
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>>> nexa(a)server-nexa.polito.it
>>> https://server-nexa.polito.it/cgi-bin/mailman/listinfo/nexa
>>>
>>
> --
> Avv. Alessandro Mantelero, PhD
> Aggregate Professor, Politecnico di Torino
> Director of Privacy and Faculty Fellow, Nexa Center for Internet and
> Society
>
> Research Consultant, Sino-Italian Research Center for Internet Torts at
> Nanjing University of Information Science & Technology
> Coordinator, Double Degree program in Management and IP Law, Politecnico
> di Torino–Tongji University of Shanghai
>
> http://staff.polito.it/alessandro.mantelero
> http://works.bepress.com/alessandro_mantelero/
>
> Politecnico di Torino
> Corso Duca degli Abruzzi, 24
> 10129 Torino - Italy
>
> in libertate fortitudo
> _______________________________________________
> nexa mailing list
> nexa(a)server-nexa.polito.it
> https://server-nexa.polito.it/cgi-bin/mailman/listinfo/nexa
>
Nov. 16, 2014
Re: [nexa] Internet Bill of Rights
by Alessandro Mantelero
Caro Carlo,
Mi spiace ma non ho dipinto “le imprese americane che
dominano il web come profittatori, artefici di malvagie
macchine da soldi ai danni dei poveri cittadini europei
-da colpire nel portafogli”. Ho semplicemente svolto
un’analisi giuridica e proposto una soluzione che mira
invece a conciliare le esigenze d’impresa con la tutela
delle persone.
Da sempre infatti, lo testimoniano gli scritti ed il
recente simposio sulla privacy al Politecnico cui hanno
partecipato Facebook e Microsoft, la mia posizione è
quella di cercare di garantire la massima tutela possibile
alla persona, senza estremismi e comprendendo le ragioni
di impresa.
Proprio tale approccio è equidistante sia da
un’infatuazione per la tutela a tutti i costi e oltre ogni
senso dei diritti (vedi mia critica su caso Cassazione
italiana e oblio per archivi di giornale, come anche
critiche sul fatto che spetti a Google valutare le
violazioni del c.c. oblio), sia da una visione rosea delle
imprese come animate dal fine principale di tutelare i
diritti delle persone. E questo vale tanto per le imprese
US, che UE, che di ogni altra aerea.
Finché invece si continua a preferire la strada di una
critica per opposizione a quella di una critica
costruttiva credo non si vada da alcuna parte. In questo
spirito l’articolo era di critica costruttiva, non negando
le evidenti ragioni “politiche” (ma vai a rivedere
l’accezione in cui uso l’aggettivo) della Corte, nonché le
altrettanti ragioni di politica industriale dell’impresa;
suggerendo però una soluzione che punti al bilanciamento
di interessi, come nella natura dell’azione giuridica.
Infine, anche fra imprese occorre fare distinguo. In
materia di privacy ci sono imprese US che hanno fatto
azione legale contro il governo US per aver trasparenza
circa le richieste di accesso, ci sono imprese che hanno
adottato nei loro contratti le clausole-tipo UE sulla
privacy, ci sono imprese che applicano ai loro contratti
la legge nazionale del contraente, ecc.
Per questo serve un dialogo costruttivo. Ne ho, da ultimo,
avuto conferma in questi giorni a Santiago dove, ad un
convegno sulla privacy, ho avuto un interessante confronto
sull’oblio proprio con uno dei responsabili di Google per
il Sudamerica.
A presto,
A.
On Sat, 15 Nov 2014 17:28:37 +0100
Carlo Blengino <blengino(a)penalistiassociati.it> wrote:
> Caro Bernardo,
> ho letto con attenzione il Tuo pezzo su Nova, e ti
>confesso che mi sfugge la
> logica per cui sarebbero primi positivi passi per
>combattere
> il “feudalesimo della rete” la legge Spagnola che
>colpisce gli
> aggregatori di notizie o il diritto all’oblio come
>delineato dalla
> nota sentenza Google Spain.
> Mi pare l’opposto: l’effetto di un nuovo “diritto di
>citazione” sottoposto a
> compenso (sia esso costruito come limitazione ad una
>sacrosanta -e obbligatoria- libera
> utilizzazione o come nuovo diritto) ha come unico
>effetto di rafforzare le
> posizioni dominanti, escludendo di fatto dal mercato
>ogni nuovo servizio.
> La chiamano “Google tax” giusto per cavalcare l’onda
>emotiva del leviatano
> da colpire, ma Google sarà in Europa uno dei pochi in
>grado di trattare ed
> (eventualmente) di pagare, ottenendo per altro ex lege
> l’estromissione dal
> mercato di qualsivoglia nuovo servizio che basi il
>proprio business sulla
> circolazione dei contenuti.
>
> Quanto a quella specie di diritto all’oblio limitato ai
>motori di ricerca creato dalla ECJ mi è difficile capire
>quale vantaggio possa creare alla libera concorrenza o
>alla lotta ai "quasi monopolisti". La sentenza anzi mi
>pare prenda atto e legittimi una situazione di quasi
>monopolio di Google, consolidandolo.
>
> I problemi che poni sono reali e complessi, ma ho la
>sensazione che continuare a dipingere le imprese
>americane che dominano il web come profittatori, artefici
>di malvagie macchine da soldi ai danni dei poveri
>cittadini europei -da colpire nel portafogli come
>affermi-, sia strada che non giovi affatto ad internet.
>
> E' un approccio che traspare anche nel contributo
>postato da Alessandro in relazione proprio alla sentenza
>Google che mi pare ben rappresenti una visione politica
>più che giuridica (la stessa della Corte) che giudico
>distopica e pericolosa.
>
> Con stima
> Carlo
>
> In mobilità
>
>
>> Il giorno 14/nov/2014, alle ore 09:21, A Dicorinto
>><arturo.dicorinto(a)uniroma1.it> ha scritto:
>>
>> Bell'articolo--
>> poni delle domande che sono retoriche solo nella
>>formulazione, e io sono d'accordo che rischiamo un nuovo
>>feudalesimo digitale con tanti schiavi della gleba: noi.
>>
>> Il giorno 13 novembre 2014 16:26, bernardo parrella
>><bernardo.parrella(a)gmail.com> ha scritto:
>>> ....qualche mia personalissima riflessione sull'urgenza
>>>di contrapporsi alla nuova èlite digitale, ai "quasi
>>>monopolisti" di internet, al feudalesimo online....e
>>>quindi la Dichiarazione dei diritti in Internet come
>>>strumento importante (pur con tutti i difetti) in tal
>>>senso, all'interno del variegato fronte che qua e la' nel
>>>mondo continua a battersi per internet come bene pubblico
>>>:
>>>
>>> http://bernardoparrella.nova100.ilsole24ore.com/2014/11/13/billofrights-per…
>>>
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>>> nexa(a)server-nexa.polito.it
>>> https://server-nexa.polito.it/cgi-bin/mailman/listinfo/nexa
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Avv. Alessandro Mantelero, PhD
Aggregate Professor, Politecnico di Torino
Director of Privacy and Faculty Fellow, Nexa Center for
Internet and Society
Research Consultant, Sino-Italian Research Center for
Internet Torts at Nanjing University of Information
Science & Technology
Coordinator, Double Degree program in Management and IP
Law, Politecnico di Torino–Tongji University of Shanghai
http://staff.polito.it/alessandro.mantelero
http://works.bepress.com/alessandro_mantelero/
Politecnico di Torino
Corso Duca degli Abruzzi, 24
10129 Torino - Italy
in libertate fortitudo
Nov. 16, 2014
G. De Mauro (Internazionale): "Neutralità"
by J.C. DE MARTIN
*NEUTRALITA'*
Giovanni De Mauro
Internazionale, 14 Novembre 2014, p. 7
C’è la stessa differenza che passa tra l’elettricità e una tv via
satellite. Per spiegare il dibattito sulla neutralità di internet, Neil
Irwin sul New York Times ricorre a un esempio semplice. Oggi la rete è
come l’elettricità: a chi la fornisce non importa come viene usata.
Siamo liberi di farne quello che vogliamo, dobbiamo solo pagare in base
a quanta ne usiamo.
Con la tv via satellite invece il discorso è diverso: si può scegliere
tra molti pacchetti, ma con un numero di canali limitato. L’acqua, le
strade, le città, gli spazi pubblici: intorno alle grandi infrastrutture
si combattono grandi battaglie. Da una parte gli interessi di
multinazionali e imprese private, dall’altra i cittadini e la società
civile.
[...]
Continua qui:
http://www.internazionale.it/opinione/giovanni-de-mauro/2014/11/14/neutrali…
Nov. 16, 2014
Re: [nexa] R: Internet Bill of Rights
by Carlo Blengino
E' un discorso complesso, e bisogna distinguere il law enforcement
"ordinario", ovvero il contrasto alla criminalità proprio delle Procure,
dal complesso settore del Sistema di informazione per la sicurezza della
Repubblica con la varie agenzie (DIS, AISE AISI).
Nel primo settore, noi (in Italia) abbiamo una carenza di protezione che
deriva da una totale inadeguatezza della nostra Carta Costituzionale: è dal
1996 che la Corte Costituzionale si sbraccia con impervie interpretazioni
del generico art.2 Cost, per indurre il legislatore a regolare acquisizione
e trattamento dei dati non comunicativi (immagini, contenuti e metadati)
senza successo. Sul secondo, l'opacità regna sovrana (per ragioni di
sicurezza!) e la mia sensazione è che a salvarci (se mai salvi siamo-cosa
di cui dubito senza uno Snowden italiano-) sia solo la mancanza di fondi e
la burocrazia che paradossalmente diventa di fatto ostacolo alle violazioni
(non a caso i nostri servizi sono stati esclusi dalla collaborazione
primaria con NSA) .
Ti do solo la conclusione a cui io sono giunto (poi se vuoi un giorno ti
motivo meglio): personalmente,vedendo quotidianamente come operano le
Procure, mi sento assai più garantito nella mia privacy ad avere i miei
dati in mano a compagnie USA piuttosto che in mano ad un provider italiano.
Anche solo per una banale questione di prossimità.
C.
Il giorno 16 novembre 2014 10:07, Marco Ciurcina <ciurcina(a)studiolegale.it>
ha scritto:
> In data sabato 15 novembre 2014 18:19:36, hai scritto:
> > Questa la posizione di Google
> >
> http://googlepolicyeurope.blogspot.it/2014/11/its-time-to-extend-us-privacy->
> act-to-eu.html
> bene.
> anche perchè, se volessero essere effettivamente incisivi (e recuperare
> immagine e quote di mercato), potrebbero addirittura considerare di
> spostare
> "baracca e burattini" (sede ed infrastrutture) in paesi nei quali le norme
> impediscono ai servizi di sicurezza di violare i diritti umani degli
> utenti (e
> quindi gli utenti sono più tranquilli ad utilizzare i servizi dei
> provider).
> quali sono i paesi più sicuri?
> l'Italia che posizione ha in questa classifica?
> m.c.
>
Nov. 16, 2014
Re: [nexa] R: Internet Bill of Rights
by Marco Ciurcina
In data sabato 15 novembre 2014 18:19:36, hai scritto:
> Questa la posizione di Google
> http://googlepolicyeurope.blogspot.it/2014/11/its-time-to-extend-us-privacy-> act-to-eu.html
bene.
anche perchè, se volessero essere effettivamente incisivi (e recuperare
immagine e quote di mercato), potrebbero addirittura considerare di spostare
"baracca e burattini" (sede ed infrastrutture) in paesi nei quali le norme
impediscono ai servizi di sicurezza di violare i diritti umani degli utenti (e
quindi gli utenti sono più tranquilli ad utilizzare i servizi dei provider).
quali sono i paesi più sicuri?
l'Italia che posizione ha in questa classifica?
m.c.
Nov. 16, 2014
Re: [nexa] R: Internet Bill of Rights
by bernardo parrella
> Questa la posizione di Google
> http://googlepolicyeurope.blogspot.it/2014/11/its-time-to-extend-us-privacy…
> Non so se mai i maiali voleranno, ma se così non sarà non è per colpa dei provider che ben sanno esser la privacy uno dei punti di forza commerciali dei loro prodotti.
be', david drummond e' sempre lo stesso super-legale usato ormai da G
come specchietto per le allodole, cioe' quando G deve "mettere le pezze"
e provare a rifarsi l'immagine proprio alla luce di sentenze e
legislazioni che, pur se limitate e pur sempre "dall'alto", li costringe
a rivedere almeno in parte le loro posizioni di fondo, ma (attenzione!)
cio' solo e unicamente allo scopo di non perdere (appunto) "uno dei
punti di forza commerciali dei loro prodotti"
vogliamo mica credere davvero a babbo natale? cioe' che G capisca che i
"governments have a duty to protect their citizens" e voglia impegnarsi
in tal senso? e quindi fare prodotti che davvero rispettino la privacy?
ma please... certo, se anche i maiali dovessero volare, G & altri
cyber-feudatari non cambieranno mai, IMHO
poi rispondo meglio all'altra email
thanks, ciao,
--b.
Nov. 15, 2014
Re: [nexa] R: Internet Bill of Rights
by Carlo Blengino
Questa la posizione di Google
http://googlepolicyeurope.blogspot.it/2014/11/its-time-to-extend-us-privacy…
Non so se mai i maiali voleranno, ma se così non sarà non è per colpa dei provider che ben sanno esser la privacy uno dei punti di forza commerciali dei loro prodotti.
C.
In mobilità
> Il giorno 15/nov/2014, alle ore 18:16, Marco Ricolfi <marco.ricolfi(a)studiotosetto.it> ha scritto:
>
> This will happen when pigs fly
>
> -----Messaggio originale-----
> Da: nexa-bounces(a)server-nexa.polito.it
> [mailto:nexa-bounces@server-nexa.polito.it] Per conto di Marco Ciurcina
> Inviato: sabato 15 novembre 2014 18:09
> A: nexa(a)server-nexa.polito.it
> Oggetto: Re: [nexa] Internet Bill of Rights
>
> In data sabato 15 novembre 2014 17:28:37, Carlo Blengino ha scritto:
>> ho la sensazione che
>> continuare a dipingere le imprese americane che dominano il web come
>> profittatori, artefici di malvagie macchine da soldi ai danni dei
>> poveri cittadini europei -da colpire nel portafogli come affermi-, sia
>> strada che non giovi affatto ad internet.
> IMHO le imprese USA potrebbero ridare smalto alla loro immagine prendendo
> posizione a fianco dei cittadini europei e dei loro governi perchè il
> governo USA cessi di violare la privacy degli
> "esseri-umani-non-cittadini-USA".
> m.c.
>
> _______________________________________________
> nexa mailing list
> nexa(a)server-nexa.polito.it
> https://server-nexa.polito.it/cgi-bin/mailman/listinfo/nexa
>
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> https://server-nexa.polito.it/cgi-bin/mailman/listinfo/nexa
Nov. 15, 2014
R: Internet Bill of Rights
by Marco Ricolfi
This will happen when pigs fly
-----Messaggio originale-----
Da: nexa-bounces(a)server-nexa.polito.it
[mailto:nexa-bounces@server-nexa.polito.it] Per conto di Marco Ciurcina
Inviato: sabato 15 novembre 2014 18:09
A: nexa(a)server-nexa.polito.it
Oggetto: Re: [nexa] Internet Bill of Rights
In data sabato 15 novembre 2014 17:28:37, Carlo Blengino ha scritto:
> ho la sensazione che
> continuare a dipingere le imprese americane che dominano il web come
> profittatori, artefici di malvagie macchine da soldi ai danni dei
> poveri cittadini europei -da colpire nel portafogli come affermi-, sia
> strada che non giovi affatto ad internet.
IMHO le imprese USA potrebbero ridare smalto alla loro immagine prendendo
posizione a fianco dei cittadini europei e dei loro governi perchè il
governo USA cessi di violare la privacy degli
"esseri-umani-non-cittadini-USA".
m.c.
_______________________________________________
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nexa(a)server-nexa.polito.it
https://server-nexa.polito.it/cgi-bin/mailman/listinfo/nexa
Nov. 15, 2014
Re: [nexa] Internet Bill of Rights
by Marco Ciurcina
In data sabato 15 novembre 2014 17:28:37, Carlo Blengino ha scritto:
> ho la sensazione che
> continuare a dipingere le imprese americane che dominano il web come
> profittatori, artefici di malvagie macchine da soldi ai danni dei poveri
> cittadini europei -da colpire nel portafogli come affermi-, sia strada che
> non giovi affatto ad internet.
IMHO le imprese USA potrebbero ridare smalto alla loro immagine prendendo
posizione a fianco dei cittadini europei e dei loro governi perchè il governo
USA cessi di violare la privacy degli "esseri-umani-non-cittadini-USA".
m.c.
Nov. 15, 2014