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Re: [nexa] WhiteHouse: Net Neutrality: President Obama's Plan for a Free and Open Internet
by Francesco Sacco
Scusate la domanda forse naif, ma dal momento che le idee camminano sulle gambe delle persone, di chi sono le gambe con cui questa sciagurata proposta italiana è arrivata sul tavolo?
Chi se ne occupa al governo - o intorno - non sono in molti...
_____________________
Francesco Sacco
> On 22/nov/2014, at 12:00, Fulvio Sarzana <fulvio.sarzana(a)lidis.it> wrote:
>
> Pregevole Luca!
> Solo che a far uscire la vicenda sarei stato io... :), qualche giorno
> prima..
> http://www.fulviosarzana.it/blog/2793/
> cari saluti
> fs
>
> -----Messaggio originale-----
> Da: nexa-bounces(a)server-nexa.polito.it
> [mailto:nexa-bounces@server-nexa.polito.it] Per conto di Luca De Biase
> Inviato: sabato 22 novembre 2014 11.55
> A: Stefano Quintarelli
> Cc: NEXA ML
> Oggetto: Re: [nexa] WhiteHouse: Net Neutrality: President Obama's Plan for a
> Free and Open Internet
>
> Intanto ho fatto un riassunto..
> http://blog.debiase.com/2014/11/le-contraddizioni-italiane-sulla-net-neutral
> ity/
>
>
>
>> Il giorno 21/nov/2014, alle ore 17:19, Stefano Quintarelli
> <stefano(a)quintarelli.it> ha scritto:
>>
>> FYI, io ho presentato questo: http://bit.ly/1tngcGH
>> ciao, s.
>>
>>> On 21/11/2014 17:12, Joy Marino wrote:
>>> Bisogna che ci mettiamo d'accordo su che cosa intendiamo per "Network
>>> Neutrality"...
>>>
>>> Sottoscrivo quello che dice Vint Cerf nell'articolo che citi nell'altro
>>> tuo post. Ed attenzione che affermazioni del tipo "tutto il traffico
>>> deve essere trattato allo stesso modo ed alla stessa velocità" finiscono
>>> per favorire le manovre, spesso tutt'altro che trasparenti e guidate da
>>> secondi fini, degli operatori telco ex-monopolisti.
>>> Meccanismi di differenziazione del traffico, di ottimizzazione dei
>>> percorsi, di prioritizzazione per specifici flussi a cui si deve dare
>>> precedenza, sono sempre esistiti e sono stati usati per migliorare il
>>> funzionamento e la fruizione della Rete, non per escludere dalla Rete.
>>>
>>> A me sembra che sia più opportuno definire _in positivo_ che cosa
>>> intendiamo per "Accesso ad Internet che rispetti la N.N.", grosso modo
>>> una definizione come segue:
>>>
>>> Il servizo di accesso ad Internet ("basic Internet access") deve
>>> garantire, come minimo, l'accesso in modalità Best Effort a qualsiasi
>>> indirizzo, quasiasi servizio (leggi Port Number), per qualsiasi
>>> dispositivo e per qualsiasi [regionevole] volume scambiato. Eventuali
>>> servizi "premium" che offrano servizi ulteriori (ma senza inficiare il
>>> servizio di "basic Internet access") possono essere forniti a richiesta
>>> dell'utente. Eventuali ottimizzazioni in termini di percorso seguito dai
>>> flussi di pacchetti sono sempre possibili e vanno a vantaggio della
>>> "user eperience" dell'utente finale.
>>>
>>> Tutto questo si regge su una definizione "regionevole" - e verificabile
>>> - di che cos'è "Best Effort" (banalizzo: un ISP che 'ciurla nel manico"
>>> non offre B.E., un ISP che qualche volta ha problemi di congestione per
>>> tutto il suo traffico offre B.E.).
>>>
>>> La non N.N. nasce quando un operatore di accesso ritiene di avere il
>>> potere di prendere in ostaggio i propri clienti e di decidere che cosa
>>> possono o non possono ricevere e trasmettere nel servizio che viene loro
>>> erogato e _pagato alla minima tariffa proposta_. Quando il cliente di
>>> accesso non ha possibilità di scelta ed il prodotto che gli viene
>>> proposto al prezzo migliore è adulterato (del tipo "Goggle, Youtube e
>>> Facebook sono a traffico illimitato, tutto il resto è un tot a Mbyte"
>>> oppure del tipo "puoi navigare su qualsiasi sito, ma solo se quando non
>>> usi Facebook o non guardi un video di Netflix") nasce quella distorsione
>>> che porta prima o poi alla totale chiusura del mercato nelle mani di
>>> pochi oligopolisti (ed io continuo sempre a sottolineare che questi
>>> pochi non saranno le vecchie telco, ma i nuovi OTT). Questo è lo
>>> scenario che paventa Tim Wu, quello che ha propagandato per primo il
>>> tema della N.N. come meccanismo che impedisce il "Master Switch
>>>
> <http://www.amazon.com/The-Master-Switch-Information-Empires-ebook/dp/B003F3
> PKTK/ref=dp_kinw_strp_1>".
>>>
>>>
> ___________________________________________________________________________
>>>
>>> Joy
>>>
>>>
>>>> On 18/nov/2014, at 11:11, Giorgio Ventre <giorgio.ventre(a)unina.it
>>>> <mailto:giorgio.ventre@unina.it>> wrote:
>>>>
>>>> Ti devo almeno una cena per l' "illustre retista".
>>>>
>>>> Condivido totalmente. In IPv4 era stato previsto un meccanismo di
>>>> differenziazione che però non era mai stato messo in pratica. E' negli
>>>> anni 90 che nasce l'idea di trasportare il traffico multimediale con
>>>> meccanismi di preferenza. Che però oggi sono effettivamente utilizzati
>>>> in tante infrastrutture. Da un punto di vista meramente tecnologico,
>>>> il difficile nasce quando dalla rete di un ISP, si vogliono applicare
>>>> questi meccanismi a livello globale, ossia a cavallo di più operatori.
>>>>
>>>> Il problema che vedo oggi è che mentre questi meccanismi di IP sono
>>>> evidenti, e quindi in un certo senso controllabili, ci sono altri
>>>> meccanismi di violazione della neutralità che lo sono molto meno.
>>>> I dati di CISCO dicono che il 30% di traffico su Internet oggi passa
>>>> via Content Delivery Networks. In parole povere gli OTT hanno messo
>>>> dei server proprio sotto casa nostra e in un certo senso della
>>>> neutralità della rete se ne fregano. Pensa, pure nel cuore di GARR,
>>>> ossia nella rete di ricerca italiana che in quanto tale dovrebbe
>>>> essere assolutamente "neutrale", c'è una cache Google ed una Akamai.
>>>> E le proiezioni di CISCO dicono che nel 2018 questo traffico via CDN
>>>> sarà più del 50% del totale.
>>>>
>>>> Senza parlare poi di Google che la sua rete di nodi CDN la
>>>> interconnette con una infrastruttura proprietaria, peraltro
>>>> incredibilmente evoluta dal punto di vista tecnologico.
>>>> Rete che ovviamente è connessa anche a GARR, sempre per dire.
>>>>
>>>> Da alcuni dati che stiamo raccogliendo via PlanetLab, direi che oggi
>>>> per lo streaming video abbiamo una Internet non a due ma a tre velocità.
>>>> E la mia preoccupazione è che se lasciamo tutto così com'è facciamo
>>>> solo rafforzare queste posizioni dominanti.
>>>>
>>>> Giorgio
>>>> ========================================================================
>>>> Prof. Ing. Giorgio Ventre
>>>
>>>
>>> --
>>> This message has been scanned for viruses and
>>> dangerous content by *MailScanner* <http://www.mailscanner.info/>, and is
>>> believed to be clean.
>>>
>>>
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>>> nexa mailing list
>>> nexa(a)server-nexa.polito.it
>>> https://server-nexa.polito.it/cgi-bin/mailman/listinfo/nexa
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>>>
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>>> Controllato da AVG - www.avg.com <http://www.avg.com>
>>> Versione: 2015.0.5577 / Database dei virus: 4213/8604 - Data di
>>> rilascio: 21/11/2014
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> Questa e-mail è stata controllata per individuare virus con Avast antivirus.
> http://www.avast.com
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> https://server-nexa.polito.it/cgi-bin/mailman/listinfo/nexa
Nov. 22, 2014
R: WhiteHouse: Net Neutrality: President Obama's Plan for a Free and Open Internet
by Fulvio Sarzana
Pregevole Luca!
Solo che a far uscire la vicenda sarei stato io... :), qualche giorno
prima..
http://www.fulviosarzana.it/blog/2793/
cari saluti
fs
-----Messaggio originale-----
Da: nexa-bounces(a)server-nexa.polito.it
[mailto:nexa-bounces@server-nexa.polito.it] Per conto di Luca De Biase
Inviato: sabato 22 novembre 2014 11.55
A: Stefano Quintarelli
Cc: NEXA ML
Oggetto: Re: [nexa] WhiteHouse: Net Neutrality: President Obama's Plan for a
Free and Open Internet
Intanto ho fatto un riassunto..
http://blog.debiase.com/2014/11/le-contraddizioni-italiane-sulla-net-neutral
ity/
> Il giorno 21/nov/2014, alle ore 17:19, Stefano Quintarelli
<stefano(a)quintarelli.it> ha scritto:
>
> FYI, io ho presentato questo: http://bit.ly/1tngcGH
> ciao, s.
>
>> On 21/11/2014 17:12, Joy Marino wrote:
>> Bisogna che ci mettiamo d'accordo su che cosa intendiamo per "Network
>> Neutrality"...
>>
>> Sottoscrivo quello che dice Vint Cerf nell'articolo che citi nell'altro
>> tuo post. Ed attenzione che affermazioni del tipo "tutto il traffico
>> deve essere trattato allo stesso modo ed alla stessa velocità" finiscono
>> per favorire le manovre, spesso tutt'altro che trasparenti e guidate da
>> secondi fini, degli operatori telco ex-monopolisti.
>> Meccanismi di differenziazione del traffico, di ottimizzazione dei
>> percorsi, di prioritizzazione per specifici flussi a cui si deve dare
>> precedenza, sono sempre esistiti e sono stati usati per migliorare il
>> funzionamento e la fruizione della Rete, non per escludere dalla Rete.
>>
>> A me sembra che sia più opportuno definire _in positivo_ che cosa
>> intendiamo per "Accesso ad Internet che rispetti la N.N.", grosso modo
>> una definizione come segue:
>>
>> Il servizo di accesso ad Internet ("basic Internet access") deve
>> garantire, come minimo, l'accesso in modalità Best Effort a qualsiasi
>> indirizzo, quasiasi servizio (leggi Port Number), per qualsiasi
>> dispositivo e per qualsiasi [regionevole] volume scambiato. Eventuali
>> servizi "premium" che offrano servizi ulteriori (ma senza inficiare il
>> servizio di "basic Internet access") possono essere forniti a richiesta
>> dell'utente. Eventuali ottimizzazioni in termini di percorso seguito dai
>> flussi di pacchetti sono sempre possibili e vanno a vantaggio della
>> "user eperience" dell'utente finale.
>>
>> Tutto questo si regge su una definizione "regionevole" - e verificabile
>> - di che cos'è "Best Effort" (banalizzo: un ISP che 'ciurla nel manico"
>> non offre B.E., un ISP che qualche volta ha problemi di congestione per
>> tutto il suo traffico offre B.E.).
>>
>> La non N.N. nasce quando un operatore di accesso ritiene di avere il
>> potere di prendere in ostaggio i propri clienti e di decidere che cosa
>> possono o non possono ricevere e trasmettere nel servizio che viene loro
>> erogato e _pagato alla minima tariffa proposta_. Quando il cliente di
>> accesso non ha possibilità di scelta ed il prodotto che gli viene
>> proposto al prezzo migliore è adulterato (del tipo "Goggle, Youtube e
>> Facebook sono a traffico illimitato, tutto il resto è un tot a Mbyte"
>> oppure del tipo "puoi navigare su qualsiasi sito, ma solo se quando non
>> usi Facebook o non guardi un video di Netflix") nasce quella distorsione
>> che porta prima o poi alla totale chiusura del mercato nelle mani di
>> pochi oligopolisti (ed io continuo sempre a sottolineare che questi
>> pochi non saranno le vecchie telco, ma i nuovi OTT). Questo è lo
>> scenario che paventa Tim Wu, quello che ha propagandato per primo il
>> tema della N.N. come meccanismo che impedisce il "Master Switch
>>
<http://www.amazon.com/The-Master-Switch-Information-Empires-ebook/dp/B003F3
PKTK/ref=dp_kinw_strp_1>".
>>
>>
___________________________________________________________________________
>>
>> Joy
>>
>>
>>> On 18/nov/2014, at 11:11, Giorgio Ventre <giorgio.ventre(a)unina.it
>>> <mailto:giorgio.ventre@unina.it>> wrote:
>>>
>>> Ti devo almeno una cena per l' "illustre retista".
>>>
>>> Condivido totalmente. In IPv4 era stato previsto un meccanismo di
>>> differenziazione che però non era mai stato messo in pratica. E' negli
>>> anni 90 che nasce l'idea di trasportare il traffico multimediale con
>>> meccanismi di preferenza. Che però oggi sono effettivamente utilizzati
>>> in tante infrastrutture. Da un punto di vista meramente tecnologico,
>>> il difficile nasce quando dalla rete di un ISP, si vogliono applicare
>>> questi meccanismi a livello globale, ossia a cavallo di più operatori.
>>>
>>> Il problema che vedo oggi è che mentre questi meccanismi di IP sono
>>> evidenti, e quindi in un certo senso controllabili, ci sono altri
>>> meccanismi di violazione della neutralità che lo sono molto meno.
>>> I dati di CISCO dicono che il 30% di traffico su Internet oggi passa
>>> via Content Delivery Networks. In parole povere gli OTT hanno messo
>>> dei server proprio sotto casa nostra e in un certo senso della
>>> neutralità della rete se ne fregano. Pensa, pure nel cuore di GARR,
>>> ossia nella rete di ricerca italiana che in quanto tale dovrebbe
>>> essere assolutamente "neutrale", c'è una cache Google ed una Akamai.
>>> E le proiezioni di CISCO dicono che nel 2018 questo traffico via CDN
>>> sarà più del 50% del totale.
>>>
>>> Senza parlare poi di Google che la sua rete di nodi CDN la
>>> interconnette con una infrastruttura proprietaria, peraltro
>>> incredibilmente evoluta dal punto di vista tecnologico.
>>> Rete che ovviamente è connessa anche a GARR, sempre per dire.
>>>
>>> Da alcuni dati che stiamo raccogliendo via PlanetLab, direi che oggi
>>> per lo streaming video abbiamo una Internet non a due ma a tre velocità.
>>> E la mia preoccupazione è che se lasciamo tutto così com'è facciamo
>>> solo rafforzare queste posizioni dominanti.
>>>
>>> Giorgio
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>>> Prof. Ing. Giorgio Ventre
>>
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>> believed to be clean.
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>> https://server-nexa.polito.it/cgi-bin/mailman/listinfo/nexa
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Nov. 22, 2014
Re: [nexa] WhiteHouse: Net Neutrality: President Obama's Plan for a Free and Open Internet
by Luca De Biase
Intanto ho fatto un riassunto..
http://blog.debiase.com/2014/11/le-contraddizioni-italiane-sulla-net-neutra…
> Il giorno 21/nov/2014, alle ore 17:19, Stefano Quintarelli <stefano(a)quintarelli.it> ha scritto:
>
> FYI, io ho presentato questo: http://bit.ly/1tngcGH
> ciao, s.
>
>> On 21/11/2014 17:12, Joy Marino wrote:
>> Bisogna che ci mettiamo d'accordo su che cosa intendiamo per "Network
>> Neutrality"...
>>
>> Sottoscrivo quello che dice Vint Cerf nell'articolo che citi nell'altro
>> tuo post. Ed attenzione che affermazioni del tipo "tutto il traffico
>> deve essere trattato allo stesso modo ed alla stessa velocità" finiscono
>> per favorire le manovre, spesso tutt'altro che trasparenti e guidate da
>> secondi fini, degli operatori telco ex-monopolisti.
>> Meccanismi di differenziazione del traffico, di ottimizzazione dei
>> percorsi, di prioritizzazione per specifici flussi a cui si deve dare
>> precedenza, sono sempre esistiti e sono stati usati per migliorare il
>> funzionamento e la fruizione della Rete, non per escludere dalla Rete.
>>
>> A me sembra che sia più opportuno definire _in positivo_ che cosa
>> intendiamo per "Accesso ad Internet che rispetti la N.N.", grosso modo
>> una definizione come segue:
>>
>> Il servizo di accesso ad Internet ("basic Internet access") deve
>> garantire, come minimo, l'accesso in modalità Best Effort a qualsiasi
>> indirizzo, quasiasi servizio (leggi Port Number), per qualsiasi
>> dispositivo e per qualsiasi [regionevole] volume scambiato. Eventuali
>> servizi "premium" che offrano servizi ulteriori (ma senza inficiare il
>> servizio di "basic Internet access") possono essere forniti a richiesta
>> dell'utente. Eventuali ottimizzazioni in termini di percorso seguito dai
>> flussi di pacchetti sono sempre possibili e vanno a vantaggio della
>> "user eperience" dell'utente finale.
>>
>> Tutto questo si regge su una definizione "regionevole" - e verificabile
>> - di che cos'è "Best Effort" (banalizzo: un ISP che 'ciurla nel manico"
>> non offre B.E., un ISP che qualche volta ha problemi di congestione per
>> tutto il suo traffico offre B.E.).
>>
>> La non N.N. nasce quando un operatore di accesso ritiene di avere il
>> potere di prendere in ostaggio i propri clienti e di decidere che cosa
>> possono o non possono ricevere e trasmettere nel servizio che viene loro
>> erogato e _pagato alla minima tariffa proposta_. Quando il cliente di
>> accesso non ha possibilità di scelta ed il prodotto che gli viene
>> proposto al prezzo migliore è adulterato (del tipo "Goggle, Youtube e
>> Facebook sono a traffico illimitato, tutto il resto è un tot a Mbyte"
>> oppure del tipo "puoi navigare su qualsiasi sito, ma solo se quando non
>> usi Facebook o non guardi un video di Netflix") nasce quella distorsione
>> che porta prima o poi alla totale chiusura del mercato nelle mani di
>> pochi oligopolisti (ed io continuo sempre a sottolineare che questi
>> pochi non saranno le vecchie telco, ma i nuovi OTT). Questo è lo
>> scenario che paventa Tim Wu, quello che ha propagandato per primo il
>> tema della N.N. come meccanismo che impedisce il "Master Switch
>> <http://www.amazon.com/The-Master-Switch-Information-Empires-ebook/dp/B003F3…>".
>>
>> ___________________________________________________________________________
>>
>> Joy
>>
>>
>>> On 18/nov/2014, at 11:11, Giorgio Ventre <giorgio.ventre(a)unina.it
>>> <mailto:giorgio.ventre@unina.it>> wrote:
>>>
>>> Ti devo almeno una cena per l' "illustre retista".
>>>
>>> Condivido totalmente. In IPv4 era stato previsto un meccanismo di
>>> differenziazione che però non era mai stato messo in pratica. E' negli
>>> anni 90 che nasce l'idea di trasportare il traffico multimediale con
>>> meccanismi di preferenza. Che però oggi sono effettivamente utilizzati
>>> in tante infrastrutture. Da un punto di vista meramente tecnologico,
>>> il difficile nasce quando dalla rete di un ISP, si vogliono applicare
>>> questi meccanismi a livello globale, ossia a cavallo di più operatori.
>>>
>>> Il problema che vedo oggi è che mentre questi meccanismi di IP sono
>>> evidenti, e quindi in un certo senso controllabili, ci sono altri
>>> meccanismi di violazione della neutralità che lo sono molto meno.
>>> I dati di CISCO dicono che il 30% di traffico su Internet oggi passa
>>> via Content Delivery Networks. In parole povere gli OTT hanno messo
>>> dei server proprio sotto casa nostra e in un certo senso della
>>> neutralità della rete se ne fregano. Pensa, pure nel cuore di GARR,
>>> ossia nella rete di ricerca italiana che in quanto tale dovrebbe
>>> essere assolutamente "neutrale", c'è una cache Google ed una Akamai.
>>> E le proiezioni di CISCO dicono che nel 2018 questo traffico via CDN
>>> sarà più del 50% del totale.
>>>
>>> Senza parlare poi di Google che la sua rete di nodi CDN la
>>> interconnette con una infrastruttura proprietaria, peraltro
>>> incredibilmente evoluta dal punto di vista tecnologico.
>>> Rete che ovviamente è connessa anche a GARR, sempre per dire.
>>>
>>> Da alcuni dati che stiamo raccogliendo via PlanetLab, direi che oggi
>>> per lo streaming video abbiamo una Internet non a due ma a tre velocità.
>>> E la mia preoccupazione è che se lasciamo tutto così com'è facciamo
>>> solo rafforzare queste posizioni dominanti.
>>>
>>> Giorgio
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>>
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>>
>>
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>> Nessun virus nel messaggio.
>> Controllato da AVG - www.avg.com <http://www.avg.com>
>> Versione: 2015.0.5577 / Database dei virus: 4213/8604 - Data di
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Nov. 22, 2014
Re: [nexa] WhiteHouse: Net Neutrality: President Obama's Plan for a Free and Open Internet
by Stefano Quintarelli
se una delle due categorie ha un cos, anche l'altra ha un cos.
se la b non ha garanzie, in caso di congestione puo' andare a 0 per
proteggere la a
se la b ha garanzie, hai due cos, una di classe a ed una di classe b
imho
On 21/11/2014 18:13, Giorgio Ventre wrote:
>
> Il problema è appunto quello della definizione di Best Effort. L'idea
> potrebbe essere di partire da un concetto di capacità di trasporto
> dedicata: se intendi assegnare a "canali" premium una certa banda, sei
> obbligato a lasciare al traffico non premium una percentuale pari a ...
> che sia >= di quella disponibile oggi totalmente. Cioè se vuoi fare
> fast-lane devi investire.
> Si potrebbe poi pensare a meccanismi adattativi che tengono conto della
> normale crescita del traffico sia premium che no.
> Ma questa è solo una ipotesi: se ne potrebbero trovare di molto migliori.
>
> Giorgio
>
> ========================================================================
> Prof. Ing. Giorgio Ventre
> Dipartimento di Ingegneria Elettrica e Tecnologie dell'Informazione
> Università degli Studi di Napoli Federico II
> Via Claudio 21
> 80125, Napoli, Italy
> Tel: +39 081 7683908 Fax: +39 081 7683816 Mob: +39 3807679372
> E-mail:giorgio@unina.it
> http://www.comics.unina.it
> http://www.docenti.unina.it/giorgio.ventre
> ========================================================================
>
> On 21/11/2014 17:12, Joy Marino wrote:
>> Bisogna che ci mettiamo d'accordo su che cosa intendiamo per "Network
>> Neutrality"...
>>
>> Sottoscrivo quello che dice Vint Cerf nell'articolo che citi
>> nell'altro tuo post. Ed attenzione che affermazioni del tipo "tutto il
>> traffico deve essere trattato allo stesso modo ed alla stessa
>> velocità" finiscono per favorire le manovre, spesso tutt'altro che
>> trasparenti e guidate da secondi fini, degli operatori telco
>> ex-monopolisti.
>> Meccanismi di differenziazione del traffico, di ottimizzazione dei
>> percorsi, di prioritizzazione per specifici flussi a cui si deve dare
>> precedenza, sono sempre esistiti e sono stati usati per migliorare il
>> funzionamento e la fruizione della Rete, non per escludere dalla Rete.
>>
>> A me sembra che sia più opportuno definire _in positivo_ che cosa
>> intendiamo per "Accesso ad Internet che rispetti la N.N.", grosso
>> modo una definizione come segue:
>>
>> Il servizo di accesso ad Internet ("basic Internet access") deve
>> garantire, come minimo, l'accesso in modalità Best Effort a qualsiasi
>> indirizzo, quasiasi servizio (leggi Port Number), per qualsiasi
>> dispositivo e per qualsiasi [regionevole] volume scambiato. Eventuali
>> servizi "premium" che offrano servizi ulteriori (ma senza inficiare il
>> servizio di "basic Internet access") possono essere forniti a
>> richiesta dell'utente. Eventuali ottimizzazioni in termini di percorso
>> seguito dai flussi di pacchetti sono sempre possibili e vanno a
>> vantaggio della "user eperience" dell'utente finale.
>>
>> Tutto questo si regge su una definizione "regionevole" - e
>> verificabile - di che cos'è "Best Effort" (banalizzo: un ISP che
>> 'ciurla nel manico" non offre B.E., un ISP che qualche volta ha
>> problemi di congestione per tutto il suo traffico offre B.E.).
>>
>> La non N.N. nasce quando un operatore di accesso ritiene di avere il
>> potere di prendere in ostaggio i propri clienti e di decidere che cosa
>> possono o non possono ricevere e trasmettere nel servizio che viene
>> loro erogato e _pagato alla minima tariffa proposta_. Quando il
>> cliente di accesso non ha possibilità di scelta ed il prodotto che gli
>> viene proposto al prezzo migliore è adulterato (del tipo "Goggle,
>> Youtube e Facebook sono a traffico illimitato, tutto il resto è un tot
>> a Mbyte" oppure del tipo "puoi navigare su qualsiasi sito, ma solo se
>> quando non usi Facebook o non guardi un video di Netflix") nasce
>> quella distorsione che porta prima o poi alla totale chiusura del
>> mercato nelle mani di pochi oligopolisti (ed io continuo sempre a
>> sottolineare che questi pochi non saranno le vecchie telco, ma i nuovi
>> OTT). Questo è lo scenario che paventa Tim Wu, quello che ha
>> propagandato per primo il tema della N.N. come meccanismo che
>> impedisce il "Master Switch
>> <http://www.amazon.com/The-Master-Switch-Information-Empires-ebook/dp/B003F3…>".
>>
>> ___________________________________________________________________________
>>
>> Joy
>>
>>
>>> On 18/nov/2014, at 11:11, Giorgio Ventre <giorgio.ventre(a)unina.it
>>> <mailto:giorgio.ventre@unina.it>> wrote:
>>>
>>> Ti devo almeno una cena per l' "illustre retista".
>>>
>>> Condivido totalmente. In IPv4 era stato previsto un meccanismo di
>>> differenziazione che però non era mai stato messo in pratica. E'
>>> negli anni 90 che nasce l'idea di trasportare il traffico
>>> multimediale con meccanismi di preferenza. Che però oggi sono
>>> effettivamente utilizzati in tante infrastrutture. Da un punto di
>>> vista meramente tecnologico, il difficile nasce quando dalla rete di
>>> un ISP, si vogliono applicare questi meccanismi a livello globale,
>>> ossia a cavallo di più operatori.
>>>
>>> Il problema che vedo oggi è che mentre questi meccanismi di IP sono
>>> evidenti, e quindi in un certo senso controllabili, ci sono altri
>>> meccanismi di violazione della neutralità che lo sono molto meno.
>>> I dati di CISCO dicono che il 30% di traffico su Internet oggi passa
>>> via Content Delivery Networks. In parole povere gli OTT hanno messo
>>> dei server proprio sotto casa nostra e in un certo senso della
>>> neutralità della rete se ne fregano. Pensa, pure nel cuore di GARR,
>>> ossia nella rete di ricerca italiana che in quanto tale dovrebbe
>>> essere assolutamente "neutrale", c'è una cache Google ed una Akamai.
>>> E le proiezioni di CISCO dicono che nel 2018 questo traffico via CDN
>>> sarà più del 50% del totale.
>>>
>>> Senza parlare poi di Google che la sua rete di nodi CDN la
>>> interconnette con una infrastruttura proprietaria, peraltro
>>> incredibilmente evoluta dal punto di vista tecnologico.
>>> Rete che ovviamente è connessa anche a GARR, sempre per dire.
>>>
>>> Da alcuni dati che stiamo raccogliendo via PlanetLab, direi che oggi
>>> per lo streaming video abbiamo una Internet non a due ma a tre velocità.
>>> E la mia preoccupazione è che se lasciamo tutto così com'è facciamo
>>> solo rafforzare queste posizioni dominanti.
>>>
>>> Giorgio
>>> ========================================================================
>>> Prof. Ing. Giorgio Ventre
>>>
>>
>>
>> --
>> This message has been scanned for viruses and
>> dangerous content by *MailScanner* <http://www.mailscanner.info/>, and is
>> believed to be clean.
>
>
>
> ------------------------------------------------------------------------
> <http://www.avast.com/>
>
> This email is free from viruses and malware because avast! Antivirus
> <http://www.avast.com/> protection is active.
>
>
>
>
> _______________________________________________
> nexa mailing list
> nexa(a)server-nexa.polito.it
> https://server-nexa.polito.it/cgi-bin/mailman/listinfo/nexa
>
>
>
> Nessun virus nel messaggio.
> Controllato da AVG - www.avg.com <http://www.avg.com>
> Versione: 2015.0.5577 / Database dei virus: 4223/8604 - Data di
> rilascio: 21/11/2014
>
Nov. 21, 2014
Gigaom: "Net neutrality looks doomed in Europe before it even gets started"
by J.C. DE MARTIN
*Net neutrality looks doomed in Europe before it even gets started**
*
David Meyer
Nov. 20, 2014 - 8:45 AM PST
Here come more leaks, and more reasons to suspect that the European
Union is not going to get the hard-won net neutrality law it seemed
likely to get just months ago.
After last week’s letter from new European Commission chief Jean-Claude
Juncker to his commissioners, suggesting that former digital agenda
commissioner Neelie Kroes’s “Telecom Package” will be pulled and started
again as a “Digital Single Market Package”, digital rights group EDRi
has published documents that appear to show the neutering of that
legislative package’s net neutrality provisions.
[…]
Continua qui:
https://gigaom.com/2014/11/20/net-neutrality-looks-doomed-in-europe-before-…
Nov. 21, 2014
Re: [nexa] WhiteHouse: Net Neutrality: President Obama's Plan for a Free and Open Internet
by Giorgio Ventre
Il problema è appunto quello della definizione di Best Effort. L'idea
potrebbe essere di partire da un concetto di capacità di trasporto
dedicata: se intendi assegnare a "canali" premium una certa banda, sei
obbligato a lasciare al traffico non premium una percentuale pari a ...
che sia >= di quella disponibile oggi totalmente. Cioè se vuoi fare
fast-lane devi investire.
Si potrebbe poi pensare a meccanismi adattativi che tengono conto della
normale crescita del traffico sia premium che no.
Ma questa è solo una ipotesi: se ne potrebbero trovare di molto migliori.
Giorgio
========================================================================
Prof. Ing. Giorgio Ventre
Dipartimento di Ingegneria Elettrica e Tecnologie dell'Informazione
Università degli Studi di Napoli Federico II
Via Claudio 21
80125, Napoli, Italy
Tel: +39 081 7683908 Fax: +39 081 7683816 Mob: +39 3807679372
E-mail: giorgio(a)unina.it
http://www.comics.unina.it
http://www.docenti.unina.it/giorgio.ventre
========================================================================
On 21/11/2014 17:12, Joy Marino wrote:
> Bisogna che ci mettiamo d'accordo su che cosa intendiamo per "Network
> Neutrality"...
>
> Sottoscrivo quello che dice Vint Cerf nell'articolo che citi
> nell'altro tuo post. Ed attenzione che affermazioni del tipo "tutto il
> traffico deve essere trattato allo stesso modo ed alla stessa
> velocità" finiscono per favorire le manovre, spesso tutt'altro che
> trasparenti e guidate da secondi fini, degli operatori telco
> ex-monopolisti.
> Meccanismi di differenziazione del traffico, di ottimizzazione dei
> percorsi, di prioritizzazione per specifici flussi a cui si deve dare
> precedenza, sono sempre esistiti e sono stati usati per migliorare il
> funzionamento e la fruizione della Rete, non per escludere dalla Rete.
>
> A me sembra che sia più opportuno definire _in positivo_ che cosa
> intendiamo per "Accesso ad Internet che rispetti la N.N.", grosso
> modo una definizione come segue:
>
> Il servizo di accesso ad Internet ("basic Internet access") deve
> garantire, come minimo, l'accesso in modalità Best Effort a qualsiasi
> indirizzo, quasiasi servizio (leggi Port Number), per qualsiasi
> dispositivo e per qualsiasi [regionevole] volume scambiato. Eventuali
> servizi "premium" che offrano servizi ulteriori (ma senza inficiare il
> servizio di "basic Internet access") possono essere forniti a
> richiesta dell'utente. Eventuali ottimizzazioni in termini di percorso
> seguito dai flussi di pacchetti sono sempre possibili e vanno a
> vantaggio della "user eperience" dell'utente finale.
>
> Tutto questo si regge su una definizione "regionevole" - e
> verificabile - di che cos'è "Best Effort" (banalizzo: un ISP che
> 'ciurla nel manico" non offre B.E., un ISP che qualche volta ha
> problemi di congestione per tutto il suo traffico offre B.E.).
>
> La non N.N. nasce quando un operatore di accesso ritiene di avere il
> potere di prendere in ostaggio i propri clienti e di decidere che cosa
> possono o non possono ricevere e trasmettere nel servizio che viene
> loro erogato e _pagato alla minima tariffa proposta_. Quando il
> cliente di accesso non ha possibilità di scelta ed il prodotto che gli
> viene proposto al prezzo migliore è adulterato (del tipo "Goggle,
> Youtube e Facebook sono a traffico illimitato, tutto il resto è un tot
> a Mbyte" oppure del tipo "puoi navigare su qualsiasi sito, ma solo se
> quando non usi Facebook o non guardi un video di Netflix") nasce
> quella distorsione che porta prima o poi alla totale chiusura del
> mercato nelle mani di pochi oligopolisti (ed io continuo sempre a
> sottolineare che questi pochi non saranno le vecchie telco, ma i nuovi
> OTT). Questo è lo scenario che paventa Tim Wu, quello che ha
> propagandato per primo il tema della N.N. come meccanismo che
> impedisce il "Master Switch
> <http://www.amazon.com/The-Master-Switch-Information-Empires-ebook/dp/B003F3…>".
>
> ___________________________________________________________________________
>
> Joy
>
>
>> On 18/nov/2014, at 11:11, Giorgio Ventre <giorgio.ventre(a)unina.it
>> <mailto:giorgio.ventre@unina.it>> wrote:
>>
>> Ti devo almeno una cena per l' "illustre retista".
>>
>> Condivido totalmente. In IPv4 era stato previsto un meccanismo di
>> differenziazione che però non era mai stato messo in pratica. E'
>> negli anni 90 che nasce l'idea di trasportare il traffico
>> multimediale con meccanismi di preferenza. Che però oggi sono
>> effettivamente utilizzati in tante infrastrutture. Da un punto di
>> vista meramente tecnologico, il difficile nasce quando dalla rete di
>> un ISP, si vogliono applicare questi meccanismi a livello globale,
>> ossia a cavallo di più operatori.
>>
>> Il problema che vedo oggi è che mentre questi meccanismi di IP sono
>> evidenti, e quindi in un certo senso controllabili, ci sono altri
>> meccanismi di violazione della neutralità che lo sono molto meno.
>> I dati di CISCO dicono che il 30% di traffico su Internet oggi passa
>> via Content Delivery Networks. In parole povere gli OTT hanno messo
>> dei server proprio sotto casa nostra e in un certo senso della
>> neutralità della rete se ne fregano. Pensa, pure nel cuore di GARR,
>> ossia nella rete di ricerca italiana che in quanto tale dovrebbe
>> essere assolutamente "neutrale", c'è una cache Google ed una Akamai.
>> E le proiezioni di CISCO dicono che nel 2018 questo traffico via CDN
>> sarà più del 50% del totale.
>>
>> Senza parlare poi di Google che la sua rete di nodi CDN la
>> interconnette con una infrastruttura proprietaria, peraltro
>> incredibilmente evoluta dal punto di vista tecnologico.
>> Rete che ovviamente è connessa anche a GARR, sempre per dire.
>>
>> Da alcuni dati che stiamo raccogliendo via PlanetLab, direi che oggi
>> per lo streaming video abbiamo una Internet non a due ma a tre velocità.
>> E la mia preoccupazione è che se lasciamo tutto così com'è facciamo
>> solo rafforzare queste posizioni dominanti.
>>
>> Giorgio
>> ========================================================================
>> Prof. Ing. Giorgio Ventre
>>
>
>
> --
> This message has been scanned for viruses and
> dangerous content by *MailScanner* <http://www.mailscanner.info/>, and is
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Nov. 21, 2014
Re: [nexa] WhiteHouse: Net Neutrality: President Obama's Plan for a Free and Open Internet
by Stefano Quintarelli
FYI, io ho presentato questo: http://bit.ly/1tngcGH
ciao, s.
On 21/11/2014 17:12, Joy Marino wrote:
> Bisogna che ci mettiamo d'accordo su che cosa intendiamo per "Network
> Neutrality"...
>
> Sottoscrivo quello che dice Vint Cerf nell'articolo che citi nell'altro
> tuo post. Ed attenzione che affermazioni del tipo "tutto il traffico
> deve essere trattato allo stesso modo ed alla stessa velocità" finiscono
> per favorire le manovre, spesso tutt'altro che trasparenti e guidate da
> secondi fini, degli operatori telco ex-monopolisti.
> Meccanismi di differenziazione del traffico, di ottimizzazione dei
> percorsi, di prioritizzazione per specifici flussi a cui si deve dare
> precedenza, sono sempre esistiti e sono stati usati per migliorare il
> funzionamento e la fruizione della Rete, non per escludere dalla Rete.
>
> A me sembra che sia più opportuno definire _in positivo_ che cosa
> intendiamo per "Accesso ad Internet che rispetti la N.N.", grosso modo
> una definizione come segue:
>
> Il servizo di accesso ad Internet ("basic Internet access") deve
> garantire, come minimo, l'accesso in modalità Best Effort a qualsiasi
> indirizzo, quasiasi servizio (leggi Port Number), per qualsiasi
> dispositivo e per qualsiasi [regionevole] volume scambiato. Eventuali
> servizi "premium" che offrano servizi ulteriori (ma senza inficiare il
> servizio di "basic Internet access") possono essere forniti a richiesta
> dell'utente. Eventuali ottimizzazioni in termini di percorso seguito dai
> flussi di pacchetti sono sempre possibili e vanno a vantaggio della
> "user eperience" dell'utente finale.
>
> Tutto questo si regge su una definizione "regionevole" - e verificabile
> - di che cos'è "Best Effort" (banalizzo: un ISP che 'ciurla nel manico"
> non offre B.E., un ISP che qualche volta ha problemi di congestione per
> tutto il suo traffico offre B.E.).
>
> La non N.N. nasce quando un operatore di accesso ritiene di avere il
> potere di prendere in ostaggio i propri clienti e di decidere che cosa
> possono o non possono ricevere e trasmettere nel servizio che viene loro
> erogato e _pagato alla minima tariffa proposta_. Quando il cliente di
> accesso non ha possibilità di scelta ed il prodotto che gli viene
> proposto al prezzo migliore è adulterato (del tipo "Goggle, Youtube e
> Facebook sono a traffico illimitato, tutto il resto è un tot a Mbyte"
> oppure del tipo "puoi navigare su qualsiasi sito, ma solo se quando non
> usi Facebook o non guardi un video di Netflix") nasce quella distorsione
> che porta prima o poi alla totale chiusura del mercato nelle mani di
> pochi oligopolisti (ed io continuo sempre a sottolineare che questi
> pochi non saranno le vecchie telco, ma i nuovi OTT). Questo è lo
> scenario che paventa Tim Wu, quello che ha propagandato per primo il
> tema della N.N. come meccanismo che impedisce il "Master Switch
> <http://www.amazon.com/The-Master-Switch-Information-Empires-ebook/dp/B003F3…>".
>
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>
> Joy
>
>
>> On 18/nov/2014, at 11:11, Giorgio Ventre <giorgio.ventre(a)unina.it
>> <mailto:giorgio.ventre@unina.it>> wrote:
>>
>> Ti devo almeno una cena per l' "illustre retista".
>>
>> Condivido totalmente. In IPv4 era stato previsto un meccanismo di
>> differenziazione che però non era mai stato messo in pratica. E' negli
>> anni 90 che nasce l'idea di trasportare il traffico multimediale con
>> meccanismi di preferenza. Che però oggi sono effettivamente utilizzati
>> in tante infrastrutture. Da un punto di vista meramente tecnologico,
>> il difficile nasce quando dalla rete di un ISP, si vogliono applicare
>> questi meccanismi a livello globale, ossia a cavallo di più operatori.
>>
>> Il problema che vedo oggi è che mentre questi meccanismi di IP sono
>> evidenti, e quindi in un certo senso controllabili, ci sono altri
>> meccanismi di violazione della neutralità che lo sono molto meno.
>> I dati di CISCO dicono che il 30% di traffico su Internet oggi passa
>> via Content Delivery Networks. In parole povere gli OTT hanno messo
>> dei server proprio sotto casa nostra e in un certo senso della
>> neutralità della rete se ne fregano. Pensa, pure nel cuore di GARR,
>> ossia nella rete di ricerca italiana che in quanto tale dovrebbe
>> essere assolutamente "neutrale", c'è una cache Google ed una Akamai.
>> E le proiezioni di CISCO dicono che nel 2018 questo traffico via CDN
>> sarà più del 50% del totale.
>>
>> Senza parlare poi di Google che la sua rete di nodi CDN la
>> interconnette con una infrastruttura proprietaria, peraltro
>> incredibilmente evoluta dal punto di vista tecnologico.
>> Rete che ovviamente è connessa anche a GARR, sempre per dire.
>>
>> Da alcuni dati che stiamo raccogliendo via PlanetLab, direi che oggi
>> per lo streaming video abbiamo una Internet non a due ma a tre velocità.
>> E la mia preoccupazione è che se lasciamo tutto così com'è facciamo
>> solo rafforzare queste posizioni dominanti.
>>
>> Giorgio
>> ========================================================================
>> Prof. Ing. Giorgio Ventre
>>
>
>
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> This message has been scanned for viruses and
> dangerous content by *MailScanner* <http://www.mailscanner.info/>, and is
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> Nessun virus nel messaggio.
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> Versione: 2015.0.5577 / Database dei virus: 4213/8604 - Data di
> rilascio: 21/11/2014
>
Nov. 21, 2014
Re: [nexa] WhiteHouse: Net Neutrality: President Obama's Plan for a Free and Open Internet
by Joy Marino
Bisogna che ci mettiamo d'accordo su che cosa intendiamo per "Network Neutrality"...
Sottoscrivo quello che dice Vint Cerf nell'articolo che citi nell'altro tuo post. Ed attenzione che affermazioni del tipo "tutto il traffico deve essere trattato allo stesso modo ed alla stessa velocità" finiscono per favorire le manovre, spesso tutt'altro che trasparenti e guidate da secondi fini, degli operatori telco ex-monopolisti.
Meccanismi di differenziazione del traffico, di ottimizzazione dei percorsi, di prioritizzazione per specifici flussi a cui si deve dare precedenza, sono sempre esistiti e sono stati usati per migliorare il funzionamento e la fruizione della Rete, non per escludere dalla Rete.
A me sembra che sia più opportuno definire in positivo che cosa intendiamo per "Accesso ad Internet che rispetti la N.N.", grosso modo una definizione come segue:
Il servizo di accesso ad Internet ("basic Internet access") deve garantire, come minimo, l'accesso in modalità Best Effort a qualsiasi indirizzo, quasiasi servizio (leggi Port Number), per qualsiasi dispositivo e per qualsiasi [regionevole] volume scambiato. Eventuali servizi "premium" che offrano servizi ulteriori (ma senza inficiare il servizio di "basic Internet access") possono essere forniti a richiesta dell'utente. Eventuali ottimizzazioni in termini di percorso seguito dai flussi di pacchetti sono sempre possibili e vanno a vantaggio della "user eperience" dell'utente finale.
Tutto questo si regge su una definizione "regionevole" - e verificabile - di che cos'è "Best Effort" (banalizzo: un ISP che 'ciurla nel manico" non offre B.E., un ISP che qualche volta ha problemi di congestione per tutto il suo traffico offre B.E.).
La non N.N. nasce quando un operatore di accesso ritiene di avere il potere di prendere in ostaggio i propri clienti e di decidere che cosa possono o non possono ricevere e trasmettere nel servizio che viene loro erogato e pagato alla minima tariffa proposta. Quando il cliente di accesso non ha possibilità di scelta ed il prodotto che gli viene proposto al prezzo migliore è adulterato (del tipo "Goggle, Youtube e Facebook sono a traffico illimitato, tutto il resto è un tot a Mbyte" oppure del tipo "puoi navigare su qualsiasi sito, ma solo se quando non usi Facebook o non guardi un video di Netflix") nasce quella distorsione che porta prima o poi alla totale chiusura del mercato nelle mani di pochi oligopolisti (ed io continuo sempre a sottolineare che questi pochi non saranno le vecchie telco, ma i nuovi OTT). Questo è lo scenario che paventa Tim Wu, quello che ha propagandato per primo il tema della N.N. come meccanismo che impedisce il "Master Switch <http://www.amazon.com/The-Master-Switch-Information-Empires-ebook/dp/B003F3…>".
___________________________________________________________________________
Joy
> On 18/nov/2014, at 11:11, Giorgio Ventre <giorgio.ventre(a)unina.it> wrote:
>
> Ti devo almeno una cena per l' "illustre retista".
>
> Condivido totalmente. In IPv4 era stato previsto un meccanismo di differenziazione che però non era mai stato messo in pratica. E' negli anni 90 che nasce l'idea di trasportare il traffico multimediale con meccanismi di preferenza. Che però oggi sono effettivamente utilizzati in tante infrastrutture. Da un punto di vista meramente tecnologico, il difficile nasce quando dalla rete di un ISP, si vogliono applicare questi meccanismi a livello globale, ossia a cavallo di più operatori.
>
> Il problema che vedo oggi è che mentre questi meccanismi di IP sono evidenti, e quindi in un certo senso controllabili, ci sono altri meccanismi di violazione della neutralità che lo sono molto meno.
> I dati di CISCO dicono che il 30% di traffico su Internet oggi passa via Content Delivery Networks. In parole povere gli OTT hanno messo dei server proprio sotto casa nostra e in un certo senso della neutralità della rete se ne fregano. Pensa, pure nel cuore di GARR, ossia nella rete di ricerca italiana che in quanto tale dovrebbe essere assolutamente "neutrale", c'è una cache Google ed una Akamai.
> E le proiezioni di CISCO dicono che nel 2018 questo traffico via CDN sarà più del 50% del totale.
>
> Senza parlare poi di Google che la sua rete di nodi CDN la interconnette con una infrastruttura proprietaria, peraltro incredibilmente evoluta dal punto di vista tecnologico.
> Rete che ovviamente è connessa anche a GARR, sempre per dire.
>
> Da alcuni dati che stiamo raccogliendo via PlanetLab, direi che oggi per lo streaming video abbiamo una Internet non a due ma a tre velocità.
> E la mia preoccupazione è che se lasciamo tutto così com'è facciamo solo rafforzare queste posizioni dominanti.
>
> Giorgio
> ========================================================================
> Prof. Ing. Giorgio Ventre
>
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This message has been scanned for viruses and
dangerous content by MailScanner, and is
believed to be clean.
Nov. 21, 2014
consultazione Agid su banda ultralarga e crescita digitale
by Mauro Alovisio
Gent.mi /e
segnalo dal sito Agid
http://www.agid.gov.it/notizie/crescita-digitale-banda-ultralarga-aperte-co…
a presto
Mauro Alovisio
Nov. 21, 2014
Fwd: [fcf_discussion] Is EU Giving Up Net Neutrality?
by J.C. DE MARTIN
(Sent from my wireless device; please excuse brevity and typos (if any))
Begin forwarded message:
> Resent-From: <d004620(a)polito.it>
> From: La Quadrature du Net <contact(a)laquadrature.net>
> Date: 20 novembre 2014 18:02:02 CET
> To: fcforum_discussion(a)list.fcforum.net
> Subject: [fcf_discussion] Is EU Giving Up Net Neutrality?
> Reply-To: fcforum_discussion(a)list.fcforum.net
>
> Themes: NET NEUTRALITY, MATTEO RENZI, LEAKED DOCUMENT, FAST LANES, COUNCIL OF THE EUROPEAN UNION
>
> La Quadrature du Net – For immediate release
>
> Permanent link: https://www.laquadrature.net/en/is-eu-giving-up-net-neutrality
>
>
> Is EU Giving Up Net Neutrality?
>
>
>
> *** Paris, 20 November 2014 — After EU Commissioner Oettinger's outrageous blog post [1], the bad news keeps on coming from the front of Net Neutrality. The principle, strongly defended [2] by the Members of the European Parliament on April 3rd is worryingly jeopardized by an agreement currently discussed within the Council of the European Union. Governments are about to give in to the demands of big telecom operators by creating Internet fast-lanes whose access will be sold to dominant online services like YouTube or Netflix. Such unacceptable move, amounting to discriminating communications of all EU citizens, must be denounced by our representatives at the EU Parliament! ***
>
> A leaked document (note [3] and addendum [4]), presented by the Italian Presidency on November 14th, reveals the bad turn that EU Member States are taking on Net Neutrality during the negotiations of the EU telecom regulation. Last April, EU Parliament adopted a first-reading version of the text that included a strong protection [5] of Net Neutrality, designed to protect EU citizens against discrimination of their communications online. Right now, EU governments are about to dismantle it all.
>
> The proposal of the Italian Presidency suggests, inter alia, the deletion of “Net Neutrality” and “specialised services” definitions, which erases all the protections that the European Parliament's resolution brought to the open Internet against the harmful commercial strategies of the Internet biggest companies.
>
> Furthermore, the Italian Presidency – and many other Member States, like France, seem to welcome the idea – also proposes to limit the restrictions imposed on the ISPs, for the implementation of traffic management measures. In particular, the text would allow websites censorship decided by government agencies in charge of regulating the telecom sector without any judicial intervention.
>
> “The turnabout of the Italian Presidency – with the active complicity of Member States such as France or the UK – is a regretful betrayal, especially if we recall the good intentions proclaimed at the beginning of its mandate [6]. The working document currently discussed by the EU governments is a slap in the face of all the EU citizens and lawmakers who fought for a true protection of Net Neutrality in the Spring. Just when Barack Obama is taking strong positions in favour of Net Neutrality and is calling on banning paid prioritization, EU governments are giving in to the shameless lobbying of dominant telecom operators. By doing so, they are effectively preparing the end of the Internet as we know it, and of all the benefits it brings to democratic participation and innovation”, said Félix Tréguer, co-founder of the advocacy group La Quadrature du Net.
>
> “We call on Commissioner Ansip – whose declarations about Net Neutrality during his confirmation hearing have been encouraging – as well as on Members of the EU Parliament to intervene in this debate to ensure that meaningful provisions protecting Net Neutrality remain in the text. Failure to do so would be a sign of major political weakness, democratic renunciation and would stick with them until the end of their term”, concluded Miriam Artino, legal and policy analyst of the organisation.
>
>
> * References *
>
> 1. https://www.laquadrature.net/en/does-commissioner-oettinger-want-to-discard…
> 2. https://www.laquadrature.net/en/net-neutrality-a-great-step-forward-for-the…
> 3. http://www.laquadrature.net/files/Note-NN-14.11.2014.pdf
> 4. http://www.laquadrature.net/files/Addendum-to-the-note-14.11.2014.pdf
> 5. https://www.laquadrature.net/en/net-neutrality-a-great-step-forward-for-the…
> 6. https://www.laquadrature.net/en/will-the-italian-presidency-of-the-eu-counc…
>
>
>
>
> ** About La Quadrature du Net **
>
>
> La Quadrature du Net is an advocacy group that defends the rights and freedoms of citizens on the Internet. More specifically, it advocates for the adaptation of French and European legislations to respect the founding principles of the Internet, most notably the free circulation of knowledge.
>
> In addition to its advocacy work, the group also aims to foster a better understanding of legislative processes among citizens. Through specific and pertinent information and tools, La Quadrature du Net hopes to encourage citizens' participation in the public debate on rights and freedoms in the digital age.
>
> La Quadrature du Net is supported by French, European and international NGOs including the Electronic Frontier Foundation, the Open Society Institute and Privacy International.
>
> List of supporting organisations: https://www.laquadrature.net/en/they-support-la-quadrature-du-net
>
>
> ** Press contact and press room **
>
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Nov. 20, 2014