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Digital Music Forum (Reggia di Venaria, 13 settembre ore 16:30)
by J.C. DE MARTIN
http://digitaldays.mtv.it/event/details/digital-music-forum/
*
Digital Music Forum
<http://digitaldays.mtv.it/event/details/digital-music-forum/>
Venaria Reale (Torino)
Reggia di Venaria
04:30 pm - 05:15 pm
Introduce *Gian Paolo Tagliavia* (Amministratore delegato MTV Italia)
I nuovi scenari della musica tra streaming, download e social
A cura di FIMI -- Federazione Industria Musicale Italiana fimi.it
<http://www.fimi.it>
* *Anna Masera* (capo redattore e social media editor la Stampa --
lastampa.it <http://www.lastampa.it>)
* *Antonio Amendola* (consigliere del vice ministro dello sviluppo
economico -- sviluppoeconomico.gov.it
<http://www.sviluppoeconomico.gov.it>)
* *Enzo Mazza* (Presidente FIMI -- Federazione Industria Musicale
Italiana fimi.it <http://WWW.FIMI.IT>)
* *Laura Mirabella* (Country Manager Deezer -- deezer.com
<http://WWW.DEEZER.COM>)
* *Marco Alboni* (CEO Warner Music Italy -- warnermusic.it
<http://warnermusic.it>)
* *Max Pezzali* (artista -- maxpezzali.it <http://maxpezzali.it>)
L'innovazione digitale ha trasformato il nostro modo di comunicare anche
con la musica, che oggi ci accompagna in ogni momento e in qualsiasi
luogo. Incontriamo i protagonisti e altri esperti del settore per capire
in che modo la trasformazione digitale stia attraversando il mondo della
musica, cosa cambia rispetto al passato e quali sono gli scenari futuri
che si prospettano.
Sept. 10, 2013
open access by law?
by Simone Aliprandi
Qualche commento sul d.l. 91/2013 che vorrebbe introdurre un sorta di
open access by law nelle pubblicazioni scientifiche prodotte con
finanziamenti pubblici:
http://www.apogeonline.com/webzine/2013/09/10/quel-concetto-elastico-di-dov…
Un caro saluto a tutti.
--
Simone Aliprandi - http://www.aliprandi.org
Sept. 10, 2013
Re: [nexa] Rojadirecta, decisione Trib. Milano
by Giancarlo F. Frosio
Invio il link al post che ho pubblicato sul blog del CIS di Stanford sul
caso Rojadirecta in Italia:
https://cyberlaw.stanford.edu
Spero possa interessare.
So che la medesima sorte e toccata anche a isoHunt. Qualcuno ha la
decisione? Mi piacerebbe menzionare il caso in uno dei prossimi post.
A presto,
Giancarlo
From: nexa-bounces(a)server-nexa.polito.it
[mailto:nexa-bounces@server-nexa.polito.it] On Behalf Of Paolo Brini
Sent: martedì 13 agosto 2013 10:58
To: nexa(a)server-nexa.polito.it
Subject: Re: [nexa] Rojadirecta, decisione Trib. Milano
On 08/13/2013 11:22 AM, Giuseppe Mazziotti wrote:
Esiste un problema italiano nell'applicazione di rimedi civili a tutela del
diritto d'autore (che non è solo il diritto delle criticatissime, e spesso a
ragione, major, ma quello anche degli autori e dei produttori indipendenti
virtuosi, che sono molti, in Italia). Ormai l'enforcement gli autori e i
piccoli produttori non lo prendono neppure in considerazione per quanto è
inefficace e per quanto è impossibile da azionare con l'italica versione del
notice-and-takedown, che presuppone il ricorso a una autorità giudiziaria o
amministrativa (la legge del 2003 menziona anche l'autorità amministrativa,
Salve,
c'è anche da considerare che molti artisti non prendono in considerazione
l'enforcement semplicemente perché sanno e hanno constatato che la c.d.
pirateria senza scopo di lucro è economicamente vantaggiosa per loro stessi.
Sono fermamente convinto che l'avv. Scialdone ed il sottoscritto lo abbiano
mostrato efficacemente analizzando, anni fa, l'impatto economico della
pirateria priva di scopo di lucro in Internet sulla base di studi super
partes nel primo capitolo del "Libro bianco su diritto d'autore e diritti
fondamentali nella rete Internet" nel 2011. Sono passati 2 anni da allora, e
le nuove ricerche non fanno altro che confermare, ancora e ancora, il tutto.
Perserverare nello spacciare la pirateria priva di scopo di lucro come causa
di danno economico per gli artisti ed i creatori di contenuti è a mio avviso
un errore grave che dimostra tristemente l'impreparazione scientifica (in
buona o mala fede?) dei sostenitori dell'enforcement.
anche se in modo generico: sic). Non è un caso che gli unici Paesi che hanno
emanato o stanno considerando l'emanazione di un regolamento amministrativo
per la tutela del diritto d'autore siano l'Italia e la Spagna, e cioè quei
Paesi in cui il meccanismo di 'notice' passa dall'autorità per un controllo
preventivo di legalità, che lo rende inutile, costoso, inefficace, etc. Non
è un caso che la Commissione UE stia studiando il modo di rendere questo
meccanismo uniforme ed efficace in tutta Europa. Nessuno dice che il
controllo di legalità non ci debba essere, ma il nocciolo della questione è
come questo controllo debba aver luogo.
Si tratta di una bella sfida, il notice and takedown americano è fallito da
anni ed anni, non ha alcuna efficacia per l'enforcement, e viene
frequentemente usato come strumento di censura preventiva, inutile penso sia
citare tutti gli studi che hanno dato, in un lungo arco temporale, precise
indicazioni in merito. Fra parentesi leggo che solo nella prima parte del
2013 sono state sottoposte 100 milioni di notice solo a Google, senza alcuna
diminuzione del "tasso di pirateria presunto" come conseguenza.
Vedremo cosa proporrà la Commissione, sempre tenendo conto dell'importante
sentenza della ECJ di cui parlò anche Alessandro Longo su Repubblica
<http://www.repubblica.it/tecnologia/2011/11/24/news/pirateria_europa_vieta_
filtri_web-25514353/>
<http://www.repubblica.it/tecnologia/2011/11/24/news/pirateria_europa_vieta_
filtri_web-25514353/>
e sempre tenendo conto che non è compito del legislatore proteggere
qualsivoglia modello commerciale con monopoli e concessioni ad hoc,
soprattutto quando tali distorsioni del mercato possono provocare danni alla
libera concorrenza e all'accesso alle informazioni da parte dei cittadini o
addirittura possono ledere in maniera diretta o indiretta i diritti
fondamentali dell'individuo.
Ci sarebbe anche da esaminare se "il controllo" sia davvero desiderabile per
gli artisti e se per l'appunto non si tratti di un MITO, viste le difficoltà
tecniche per attuarlo. Che si tratti di un mito, ne abbiamo indicazioni dal
1999: a fronte di un insieme imponente di leggi scritte direttamente
dall'industria del copyright e "ciecamente" firmate e promulgate dai
legislatori in vari paesi (sia USA, sia Paesi Membri dell'UE, sia paesi
asiatici come Corea del Sud e Giappone) la pirateria senza scopo di lucro ne
è sempre uscita rafforzata. Leggi percepite come inique hanno come effetto
principale quello di migliorare i sistemi tecnici di protezione della
privacy e dell'identità e rafforzare la visione della condivisione di
contenuti protetti da copyright come pratica socialmente non solo
accettabile, ma anche meritoria, come anche mostrato da diversi studi. Leggi
impotenti ed inapplicabili, allo stesso tempo, non incidono in alcun modo. A
livello di Commissione Europea, la prima che se ne rese conto pienamente fu
credo il Commissario Viviane Reding nel 2009, con il suo interessante
discorso oggi noto come "pirates are sexy".
Ciò detto, anch'io sono convinto che l'enforcement sia solo un aspetto del
diritto d'autore, che in Italia è stato trascurato ('tanto rumore per
nulla'), ma chissà perché il dibattito italiano su aspetti come la gestione
dei diritti, la SIAE, etc si riduce sempre a brevi frasi tipo 'servono nuovi
modelli di business', 'siamo contro la pirateria, ma...', 'la SIAE ha fatto
questo e quest'altro di male, etc', 'Occorre maggiore flessibilità: Creative
Commons è la soluzione': tutte cose che hanno sempre un fondo di verità, ma
evitano un'analisi seria e costruttiva dei problemi che relegano l'Italia
nella periferia dell'Europa.
Ecco, oggi nel 2013 può essere opportuno tirare le somme su questi modelli
di business alternativi. Ne esistono molti che funzionano e fanno vivere
bene (cioè in condizioni economicamente agiate) decine di migliaia creatori
di contenuti, basta saperli usare. Ne esistono tanti altri che invece hanno
fallito, e in un'"epoca" in cui una tecnologia disruptive si sta diffondendo
capillarmente, è normale e inevitabile che sia così. Nel 2014 magari, con
l'aiuto di istituti specializzati, potremmo condurre nuove ricerche in
merito per avere dati quantitativi e non soltanto qualitativi che possano
confermare o smentire le mie (e di tanti altri) idee.
Per quanto riguarda la situazione dell'Italia, credo che a parte i problemi
culturali e di lobby dell'industria del copyright che offuscano la capacità
di analisi dei decisori, che pure sono problemi molto gravi (basti pensare
agli "studi-truffa" sottoposti ai decisori), ci sia un problema tecnico a
monte, e cioè la situazione di infrastrutture sgangherate ed overselling
esagerato dei fornitori di connettività Internet residenziale, ed un
problema economico.
Tu citi come esempio l'Olanda, l'Inghilterra e i paesi scandinavi,
sostenendo che lì ci sono più servizi di offerta digitale di contenuti che
in Italia, perché in Italia ci sarebbe meno enforcement. Ma questo non è
necessariamente vero, o meglio stai assumendo una correlazione causale senza
tener conto di variabili chiave. Controprove: in Italia ci sono più
infrazioni presunte che in Olanda, semplicemente perché in Olanda il
download privo di scopo di lucro di qualsiasi opera protetta da copyright è
perfettamente legale, e quindi non può essere conteggiato come infrazione.
In Inghilterra, il traffico totalmente criptato (nel senso che è criptato
fin dall'ingresso e fino all'uscita dal Regno Unito) è 25 volte superiore
che in Italia, e non possiamo dire se in questo traffico criptato ci siano
infrazioni del copyright che, se il traffico non fosse criptato, sarebbero
conteggiate come avvenute in UK. In Svezia, le gestione diretta di server
dedicati o virtuali da parte di cittadini privati è tipo 100 volte superiore
(sulla cifra esatta però devo controllare) che in Italia (normalizzando per
la forte differenza di quantità di popolazione). E così via.
Ergo, seguendo il tuo stesso ragionamento (ma commetterei il tuo stesso
errore), potrei allora affermare che è il fatto che i download di materiale
protetto da copyright siano legali a stimolare la crescita delle offerte
digitali a pagamento. Solo dati aggiuntivi possono aiutare a chiarire: la
metà di popolazione che "pirata" (secondo la visione dell'industria del
copyright) abitualmente in Olanda, spende in contenuti protetti da copyright
10 volte di più della restante parte che non lo fa (sto approssimando, per
dati più precisi ti rimando agli studi contenuti nel capitolo del libro
citato sopra). Questo è un dato che insieme a tutti gli altri non rafforza
necessariamente la mia ipotetica assunzione, ma rende la tua sicuramente
falsa.
C'è inoltre un'ulteriore possibilità, avanzata da diversi ricercatori, e
cioè che sarebbe la mancanza di offerta legale adeguata a stimolare la
pirateria priva di scopo di lucro (inversione totale di causa ed effetto
rispetto alla tua assunzione). Io non credo a questo, perché ritengo che la
volontà di condivisione di qualsiasi opera senza scopo di lucro sia
semplicemente insita da sempre nell'uomo e sia uno strumento straordinario
per la creatività, il benessere sociale e l'abbassamento della soglia di
accesso all'arte e alla cultura, ma la teoria ha la sua dignità.
In realtà sarebbe necessario, altrimenti non si può avere consistenza per
correlare causalmente "enforcement" a "maggior numero di piattaforme/vendite
digitali", per lo meno (ma proprio come condizione minima) andare a
confrontare ed inserire nella presunta correlazione la diversa situazione
economica media e relativa capacità di spesa del cittadino olandese,
svedese, inglese ecc. con quelle del cittadino italiano, la pressione
fiscale sulle imprese che operano o vorrebbero operare in Italia rispetto a
quelle che operano in Olanda, Inghilterra, Svezia ecc, e la frammentazione
delle licenze nel mercato interno dell'Unione.
Saluti,
Paolo
Sept. 10, 2013
Re: [nexa] 56° Mercoledì di Nexa - 11 settembre 2013
by Giuseppe Futia
*REMINDER*:
vi ricordiamo che domani mercoledì 11 settembre, dalle ore
18 alle ore 20, si svolgerà il 56° Mercoledì di Nexa,
con un incontro dal titolo:
"*Verso un terzo paradigma dell’innovazione e della creatività?*".
All'incontro parteciperà *Marco Ricolfi*, co-direttore del
Centro Nexa su Internet & Società e professore di
Diritto della Proprietà Intellettuale all'Università di Torino.
Ingresso libero, webcast live all'indirizzo:
http://nexa.polito.it/upcoming-events.
Maggiori informazioni sono disponibili all'indirizzo:
http://nexa.polito.it/mercoledi-56.
Cordiali saluti,
Giuseppe
Il giorno 02 settembre 2013 07:56, Giuseppe Futia
<giuseppe.futia(a)polito.it>ha scritto:
>
> Se non visualizzi correttamente questo messaggio clicca qui<http://nexa.polito.it/mercoledi-56> [image:
> NEXA]
>
> 56° Mercoledì di Nexa
> Mercoledi 11 settembre 2013, ore 18.00 - 20.00
>
> Via Boggio 65/a, Torino (primo piano)
>
> http://nexa.polito.it/mercoledi-56
> Verso un terzo paradigma dell’innovazione e della creatività?
>
> Speaker
> Marco Ricolfi
>
> Ingresso libero
>
> This event will be webcast live: http://nexa.polito.it/upcoming-events
>
> Per più di tre secoli nella nostre società la tecnica giuridica
> dell’esclusiva ha fornito l’incentivo all’*innovazione* e alla *creatività
> *. Questa tecnica ha sorretto il paradigma, basato sui contributi
> provenienti dalle organizzazioni di impresa e di ricerca pubbliche e
> private, che si è affermata in tutti i settori della proprietà
> intellettuale: nel campo delle invenzioni, delle opere dell’ingegno, dei
> segni distintivi. Da venti anni circa ci si chiede però se, in un'epoca
> nella quale gran parte delle creazioni ed innovazioni assume formato
> digitale e le piattaforme digitali aprono inedite possibilità di
> collaborazione nella creazione, condivisione e disseminazione delle
> innovazioni, il *paradigma “esclusivo-centrico”* non debba essere
> rivisto, corretto ed integrato. In occasione del 56° Mercoledì di Nexa
> questo tema verrà approfondito e discusso da *Marco Ricolfi*,
> co-direttore del Centro Nexa su Internet & Società e professore di Diritto
> della Proprietà Intellettuale all'Università di Torino.
>
> L’idea che si stesse affacciando un paradigma nuovo si è in un primo
> momento affermata nel campo del copyright: il software libero<http://en.wikipedia.org/wiki/Free_software>prima e Creative
> Commons <http://creativecommons.org/> dopo hanno aperto la strada ad un *profondo
> ripensamento dell’idea che non si dia creazione senza l’incentivo fornito
> dall’esclusiva*. Allargando lo sguardo agli altri settori, ci si accorge
> che a ben vedere la trasformazione può essere ancor più radicale di quanto
> non fosse in un primo momento parso ai teorici del Copyright 2.0<http://www.communia-project.eu/node/110>:
> non solo l’esclusiva può non essere indispensabile, ma sempre più spesso
> risulta controproducente, e questo anche nel campo dell’innovazione
> tecnologica, come esemplificato dagli studi sulla tragedia degli
> anti-commons <http://en.wikipedia.org/wiki/Tragedy_of_the_anticommons>,
> cui si assiste in settori che vanno dai farmaci, alle biotecnologie
> all’ICT. D’altro canto, gli economisti e i tecnologi ci hanno insegnato che
> le risorse digitali sono non rivali non solo nel consumo, ma anche nella
> produzione.
>
> Questi elementi sono sufficienti per lavorare all’ipotesi che *al
> paradigma tradizionale dell’innovazione si sia affiancato un altro paradigma
> *, che si regge non sulla regola dell’esclusività ma su regole che
> forniscono incentivi (non all’appropriazione solitaria dell’esclusivista)
> ma alla *collaborazione* in rete e che quindi sono finalizzate alla
> salvaguardia dell’interoperabilità, delle infrastrutture e delle risorse
> comuni.
>
> Speaker - e informazioni supplementari
> [image: [ricolfi]]
>
> Il Professor Marco Ricolfi si è laureato presso la Facoltà di
> Giurisprudenza dell'Università di Torino nel 1974. Master of Laws presso la
> Yale Law School nel 1976, attualmente è professore di Diritto della
> Proprietà Intellettuale all'Università di Torino. E' direttore del LL.M.
> (Master of Laws) in Proprietà Intellettuale, organizzato dalla Facoltà di
> Giurisprudenza di Torino insieme con il WIPO (World Intellectual Property
> Organization) e l’ILO (International Labour Organization).
>
> Letture Consigliate
>
> - Y.Benkler, *The Penguin and the Leviathan. The Triumph of
> Cooperation Over Self-Interest<http://www.amazon.com/Penguin-Leviathan-Cooperation-Triumphs-Self-Interest/…>
> *, Crown Business, New York, 2011
> - Y. Benkler, *Coase’s Penguin, or, Linux and The Nature of the Firm<http://www.benkler.org/CoasesPenguin.html>
> *, in 112 Yale L.J., 2002, 369 ff.
> - Y. Benkler, *Sharing Nicely: On Shareable Goods and the Emergence of
> Sharing as a Modality of Economic Production<http://benkler.org/SharingNicely.html>
> *, 114 Yale L.J. 2004, 272 ss.
> - B. M. Frischmann, *An Economic Theory of Infrastructure and Commons
> Management <http://papers.ssrn.com/sol3/papers.cfm?abstract_id=588424>*,
> in Minn. L.R. 2005, 917 ff. Ulteriori letture consigliate sono
> disponibili all'indirizzo: http://nexa.polito.it/mercoledi-56
>
>
>
>
> Che cosa sono il Centro Nexa su Internet & Società e il ciclo di incontri
> “i Mercoledì di Nexa”
>
> Il Centro Nexa su Internet e Società del Politecnico di Torino
> (Dipartimento di Automatica e Informatica) è un centro di ricerca
> indipendente che studia da diversi punti di vista le varie componenti di
> Internet, la “più grande invenzione del secolo” secondo il Premio Nobel
> Rita Levi Montalcini. Maggiori informazioni all'indirizzo:
> http://nexa.polito.it.
>
> Durante “i Mercoledì di Nexa <http://nexa.polito.it/mercoledi>”, che si
> tengono ogni 2° mercoledì del mese alle ore 18, il Centro di ricerca Nexa
> su Internet e Società apre le sue porte non solo agli esperti e a tutti
> coloro i quali lavorano con Internet, ma anche a semplici appassionati e
> cittadini. Il ciclo di incontri intende approfondire, con un linguaggio
> preciso ma divulgativo, i temi legati al web e al suo sempre più ricco
> mondo: motori di ricerca, Creative Commons, social networks, open
> source/software libero, neutralità della rete, libertà di espressione,
> privacy, file sharing e molto altro. Ogni 4° mercoledì del mese dalle ore
> 13 alle ore 14, si svolgono "i Nexa Lunch Seminar<http://nexa.polito.it/lunch-seminars>",
> un ciclo di incontri proposto dal Centro Nexa a partire da maggio 2012.
>
> Al centro di quasi tutti gli incontri un ospite pronto a dialogare e
> confrontarsi sugli argomenti scelti per il dibattito, insieme con i
> direttori del Centro Nexa, il Prof. Juan Carlos De Martin del Politecnico
> di Torino e il Prof. Marco Ricolfi dell'Università di Torino, nonché lo
> staff e i Fellows del Centro Nexa.
>
> See our events calendar <http://nexa.polito.it/events> if you're curious
> about future luncheons, discussions, lectures, and conferences not listed
> in this email. Our events are free and open to the public, unless otherwise
> noted.
>
> Maggiori informazioni sui Mercoledì di Nexa e i Nexa Lunch Seminar, sono
> disponibili all'indirizzo: http://nexa.polito.it/events. Weekly Events
> Newsletter. Sign up <http://nexa.polito.it/mailing-lists> to receive this
> newsletter if this email was forwarded to you. To manage your subscription
> preferences, please click here<https://server-nexa.polito.it/cgi-bin/mailman/listinfo/nexa>
> .
>
> Connect & get involved: Jobs, internships, and more
> <http://nexa.polito.it/get-involved>
>
>
> _______________________________________________
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> nexa(a)server-nexa.polito.it
> https://server-nexa.polito.it/cgi-bin/mailman/listinfo/nexa
>
>
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-------------------------------------------------
Giuseppe Futia
Communication Manager
Nexa Center for Internet & Society
Politecnico di Torino - DAUIN
Corso Duca degli Abruzzi, 24 - 10129 Torino
web: http://nexa.polito.it
mail: giuseppe.futia(a)polito.it
tel. +39 011 090 7219
Sept. 10, 2013
The Man Who Would Build a Computer the Size of the Entire Internet
by gianluca
Google runs its web empire on computers the size of warehouses.
by cade metz
Inside themassive data centers
<http://www.wired.com/wiredenterprise/2012/10/ff-inside-google-data-center/a…>that
drive things like Google Search and Gmail and Google Maps, you'll find
tens of thousands of machines --- each small enough to hold in your arms
--- but thanks to anew breed of software
<http://www.wired.com/wiredenterprise/2013/03/google-borg-twitter-mesos/all/>that
spans this sea of servers, the entire data center operateslike a single
system <http://www.wired.com/wiredenterprise/2012/01/google-man/>, one
giant computer that runs any application the company throws at it.
A Google application like Gmail doesn't run on a particular server or
even a select group of servers. It runs on the data center, grabbing
computing power from any machine than can spare it. Google calls this
"warehouse-scale computing," and for some, it's an idea so large, they
have trouble wrapping their heads around it.
Solomon Hykes isn't one of them. He aims for something even bigger. With
a newopen-source software project known as Docker
<https://www.docker.io/>, he wants to build a computer the size of the
internet.
continua qui
http://www.wired.com/wiredenterprise/2013/09/docker/?mbid=social11685754
Sept. 9, 2013
Economist: "Clever cities - The multiplexed metropolis"
by J.C. DE MARTIN
Clever cities
The multiplexed metropolis
Enthusiasts think that data services can change cities in this century
as much as electricity did in the last one. They are a long way from
proving their case
Sep 7th 2013|AMSTERDAM AND BARCELONA|From the print edition
<http://www.economist.com/printedition/2013-09-07>
EVEN thieves, it seems, now have a smartphone app. Makkie Klauwe (it
means something like "easy pickings" in Amsterdam slang) reveals the
city's best places for pilfering---for instance Reestraat and
Tuinstraat, where bicycles appear to be a good target. The app depends
for its dark arts on pulling together publicly available data on
disposable income, crime levels and other problems reported in a
district. A good place to steal might, for instance, have high income,
low reported crime and broken streetlights.
Luckily for Amsterdam's citizens and tourists, Makkie Klauwe does not
exist. Bram Fritz, a graphic-design student, thought it up for an app
contest the city held in 2011 (it won first prize in the "safety"
category). Although he says he might write the app one day, the main aim
was to kindle a debate over the ever greater amount of easily available
data that can change urban life. "I wanted to confront citizens with
what could become a threat to their property," explains Mr Fritz.
As they go about their business of producing most of the world's wealth,
novelty and human interaction, cities also produce a vast amount of
data. The people who run cities are ever more keen on putting those data
to work. Hardly a week passes without a mayor somewhere in the world
unveiling a "smart-city" project---often at one of the many conferences
hailing the concept. In August China announced such a programme, this
one spread around nine pilot sites across the country. Earlier this year
Kenya's then president, Mwai Kibaki, broke ground on Konza Techno City
outside Nairobi.
[...]
Continua qui:
http://www.economist.com/news/briefing/21585002-enthusiasts-think-data-serv…
Sept. 9, 2013
FW: Call For Papers - Network Neutrality
by Luca Belli
Buongiorno a tutti,
Mi permetto di diffondere questo reminder, per chi fosse interessato:
Dear all,
Please note that until 15
September it will be possible to submit a proposal for the 1sr Report of the IGF Dynamic Coalition on Network Neutrality (see: Call for Papers, below).
Also, please note that the
meeting of the DC has been scheduled on 25 October 2013, from 9:00 to 10:30, in
room #7.
The Report will be published online and distribited at the DC meeting.
Please, do not hesitate to contact me (privately) should you have any questions.Best regards,
Luca
Luca BelliDoctorant en Droit PublicCERSA,Université Panthéon-AssasSorbonne University
Background“Network Neutrality” is an appealing and multifaceted expression which encompasses several areas and may give rise to misinterpretations. At its core, the notion of network-neutrality determines the extent to which Internet traffic management practices (TMP) may be regarded as legitimate, insofar as they do not qualify as discriminatory practices and they are consistent with the full enjoyment of human-rights. Yet, throughout the last decade, this polysemous formula has acquired different meanings, invading the province of telecommunications, content and security regulation. The Network Neutrality debate is gaining great political momentum. Indeed, many legislators are currently scrutinizing the opportunity of elaborating and adopting legislation on network neutrality. While everyone agrees that the fundamental rights of Internet users have to be safeguarded, the question remains as to how this end could be achieved, and what are the most effective means to achieve such an objective.
CallThe Dynamic Coalition on Network Neutrality, created under the auspices of the United Nations Internet Governance Forum, invites researchers and practitioners to submit a position paper on the issue of net neutrality and human rights. Position papers should provide relevant background information together with one or more propositions on how to preserve fundamental human rights (such as the right to privacy or freedom of expression) on the Internet of tomorrow. Suggested topics include, inter alia:Implementation of the Network Neutrality principle:• How to approach network neutrality? Regulation or co-regulation? • Is fair competition a sufficient safeguard for fundamental rights?• Can current examples of network-neutrality legislation be deemed as efficient?• Is there a difference between “open Internet” and “neutral Internet”? Impact of Network Neutrality on human rights:• Analysis of network neutrality case-law: Current violations of the Net Neutrality principle and their impact on human rights• How to reconcile anti-network neutrality arguments with the protection of human rights ?• From gateways to gatekeepers: assessing the role of ISPs with regard to access to information.• Net Neutrality and global access to the Internet: a “digital divide” issue• Digital democracy: the impact of network neutrality regulation on civic participation • Benefits and risks of Deep Packet Inspection as an Internet traffic management technique
Submission Guidelines:Research papers, including analytical and theoretical papers, position papers, or case studies will be considered for inclusion in the report, even if they have been previously published.The length of the submissions should be between 3000 and 6000 words. To facilitate the reviewing process, papers should not include author names or other information that would help identify the authors.All paper should be in English language, and formatted according to the HWPiL style template.Submissions are due on September 15th, 2013. They should include the following elements:- Title- Short abstract (250 words)- Original contribution- Author’s name, affiliation and short bibliographical note (in the body of the email).Submissions should be sent to contact(a)networkneutrality.infoAuthors will be notified within approximately two weeks from the deadline as to the status of their contributions.All submitted papers will be subject to a rigorous double-blind peer review, whereby each paper will be reviewed by at least two reviewers. Everyone who submitted a paper will be asked to peer review another submission, which will be judged according to the novelty of the contribution, the theoretical soundness and the quality of presentation.Authors will be given the opportunity to improve their contributions based on peer comments.Selected papers will be published into the Dynamic Coalition report, which will be published under Open Access conditions. All authors must ensure that their contribution can be licensed under one of the Creative Commons licenses of their choice.Some of the authors will also be invited (at their own expenses) to present their work at the first DC meeting to be held at the United Nation Internet Governance Forum 2013 in Bali.
Sept. 9, 2013
E' l'ora x per la storia dell'internet italiana. Controriformatori in rete.
by Fulvio Sarzana
Quest’oggi, 8 settembre, l’inserto domenicale del sole 24 ore in edicola
“Nova 24″, dedica la prima pagina al tema della neutralità della rete, e
alle misure “draconiane” che l’Agcom intende introdurre sull’internet
italiana,con due articoli dal titolo “controriformatori in rete” e “E’
l’ora X per la storia dell’internet italiana”.
All’interno, interviste di Juan Carlos De Martin, Cristoforo Morandini,
Innocenzo Genna, più il sottoscritto.
http://www.fulviosarzana.it/blog/lora-x-per-la-storia-dellinternet-italiana-
controriformatori-in-rete/
Sept. 8, 2013
Paper: "Internet Governance is Our Shared Responsibility"
by J.C. DE MARTIN
Internet Governance is Our Shared Responsibility
Vinton G. Cerf
<http://papers.ssrn.com/sol3/cf_dev/AbsByAuth.cfm?per_id=579703>
Google, Inc.
Patrick S. Ryan
<http://papers.ssrn.com/sol3/cf_dev/AbsByAuth.cfm?per_id=355448>
Catholic University of Leuven (KUL) - Interdisciplinary Center for Law
and Information Technology (ICRI); Google Inc.; University of Colorado
at Boulder, Interdisciplinary Telecommunications Program
Max Senges
<http://papers.ssrn.com/sol3/cf_dev/AbsByAuth.cfm?per_id=1681368>
Google, Inc.
August 13, 2013
/I/S: A Journal of Law and Policy for the Information Society, 10 ISJLP
___ (2014), Forthcoming/
*Abstract: *
This essay looks at the the different roles that multistakeholder
institutions play in the Internet governance ecosystem. We propose a
model for thinking of Internet governance within the context of the
Internet's layered model. We use the example of the negotiations in
Dubai in 2102 at the World Conference on International
Telecommunications as an illustration for why it is important for
different institutions within the governance system to focus on their
respective areas of expertise (e.g., the ITU, ICANN, and IGF). Several
areas of conflict (a "tussle") are reviewed, such as the desire to
promote more broadband infrastructure, a topic that is in the remit of
the International Telecommunications Union, but also the recurring
desire of countries like Russia and China to use the ITU to regulate
content and restrict free expression on the Internet through onerous
cybersecurity and spam provisions. We conclude that it is folly to try
and regulate all these areas through an international treaty, and
encourage further development of mechanisms for global debate like the
Internet Governance Forum (IGF).
*Number of Pages in PDF File:* 34
*Keywords:* Internet governance, ITU, ICANN, IGF, layered model
*JEL Classification:* K1, K23, L5, R50, G18, I96, O00, 03, 033, 038
Accepted Paper Series
Date posted: August 14, 2013
URL: http://papers.ssrn.com/sol3/papers.cfm?abstract_id=2309772
Sept. 7, 2013
Guardian: "Microsoft and Yahoo voice alarm over NSA's assault on internet encryption"
by J.C. DE MARTIN
*Microsoft and Yahoo voice alarm over NSA's assault on internet encryption*
/Tech companies say they were unaware of top secret programs but warn
they present 'substantial potential for abuse'/
# Dominic Rushe <http://www.theguardian.com/profile/dominic-rushe> in New
York
# The Guardian <http://www.guardian.co.uk/theguardian>, Friday 6 September
2013
Two of the world's biggest technology companies, Microsoft and Yahoo,
expressed deep concern on Friday about widespread attempts by the US and
UK intelligence services to circumvent the online security systems that
protect the privacy of millions of people online.
Microsoft said it had "significant concerns" about reports that the
National Security Agency and its British counterpart, GCHQ, had
succeeded in cracking most of the codes that protect the privacy of
internet users. Yahoo said it feared "substantial potential for abuse".
Google said it was not aware of any covert attempts to compromise its
systems. However, according to a report in the Washington Post on
Saturday, the company said that it had accelerated the encryption of
information in its data centres in a bid to prevent snooping by the NSA
and the intelligence agencies of other governments.
[...]
Continua qui:
http://www.theguardian.com/world/2013/sep/06/yahoo-nsa-gchq-decryption-abuse
Sept. 7, 2013