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Articolo durissimo su prism
by Stefano Quintarelli
Sul New York Times articolo durissimo su Prism
http://www.nytimes.com/2013/06/28/opinion/the-criminal-nsa.html
June 27, 2013
The Criminal N.S.A.
By JENNIFER STISA GRANICK and CHRISTOPHER JON SPRIGMAN
Jennifer Stisa Granick is the director of civil liberties at the
Stanford Center for Internet and Society. Christopher Jon Sprigman is a
professor at the University of Virginia School of Law.
ciao, s.
June 28, 2013
Proposta di legge Dambruoso et al.
by vale.it.newsletters@gmail.com
http://www.camera.it/_dati/leg17/lavori/stampati/pdf/17PDL0005830.pdf
June 28, 2013
Entrare nel Sistema (di informazione per la difesa della Repubblica)?
by Marina Caporale
Se invece ci fosse qualcuno interessato ad entrare nel sistema dei nostri servizi di intelligence, in particolare con riferimento alla cyberdefence...
http://www.sicurezzanazionale.gov.it/sisr.nsf/lavora-con-noi.html
MC
5x1000 AI GIOVANI RICERCATORI
DELL'UNIVERSITÀ DI BOLOGNA
Codice Fiscale: 80007010376
www.unibo.it/Vademecum5permille
Questa informativa è inserita in automatico dal sistema al fine esclusivo della realizzazione dei fini istituzionali dell'ente.
June 28, 2013
Il Centro Nexa su Internet & Società annuncia tre nuovi membri del Comitato dei Garanti, i nuovi Fellow per l'anno accademico 2013 / 2014 e due Faculty Associate
by Giuseppe Futia
Se non visualizzi correttamente questo messaggio clicca qui
<http://nexa.polito.it/2013-fellow-garanti-it>
NEXA
http://nexa.polito.it/2013-fellow-garanti-it
Il Centro Nexa su Internet & Società annuncia tre nuovi membri del
Comitato dei Garanti, i nuovi Fellow per l'anno accademico 2013 /
2014 e due Faculty Associate
nexa
[english version]
<http://nexa.polito.it/2013-fellows-trustees-en>English Version
<http://nexa.polito.it/2013-fellows-trustees-en>
Torino, 28 giugno 2013. Il Centro Nexa su Internet & Società del
Politecnico di Torino (DAUIN) è lieto di comunicare che il Prof. Brett
Frischmann <http://nexa.polito.it/people/bfrischmann> (Yeshiva
University), la Prof.ssa Lucie Guibault
<http://nexa.polito.it/people/lguibault> (University of Amsterdam) e
Bruce Sterling <http://nexa.polito.it/people/bsterling> (scrittore e
giornalista) sono entrati a far parte del Comitato dei Garanti
<http://nexa.polito.it/trustees>. Il Centro Nexa è inoltre lieto di
annunciare i nuovi Fellow <http://nexa.polito.it/fellows> che
contribuiranno alle attività del Centro per l'a.a. 2013 / 2014. A
partire dallo stesso periodo, il Centro Nexa nomina due Faculty
Associate <http://nexa.polito.it/faculty-associates>, basati
rispettivamente a Pechino e a Napoli.
*Nuovi membri del Comitato dei Garanti*
trustee Brett Frischmann <http://nexa.polito.it/people/bfrischmann> è
professore di Diritto presso la Benjamin N. Cardozo School of Law,
Yeshiva University, dove insegna diritto della proprietà intellettuale e
di Internet. È direttore dell'IP and Information Law Program (Cardozo),
Affiliated Scholar al Center for Internet and Society della Stanford Law
School, e Affiliated Faculty Member del Vincent and Elinor Ostrom
Workshop in Political Theory and Policy Analysis, Indiana University. Ha
conseguito una laurea in Astrofisica presso la Columbia University, una
laurea magistrale in Ingegneria Ambientale presso la Columbia
University, e completato il Juris Doctor Program presso il Law Center
della Georgetown University.
trustee Lucie Guibault <http://nexa.polito.it/people/lguibault> è
professore associato presso l'Institute for Information Law of
dell'Università di Amsterdam. Ha studiato giurisprudenza presso
l'Université de Montréal (Canada) e nel 2002 ha conseguito il dottorato
presso l'Università di Amsterdam, con una tesi su "Copyright Limitations
and Contracts: An Analysis of the Contractual Overridability of
Limitations on Copyright". Si è specializzata in diritto d'autore
internazionale e comparato e in diritto della proprietà intellettuale.
Lucie Guibault ha realizzato ricerche per la Commissione Europea,
Ministeri del governo olandese, l'UNESCO e il Consiglio d'Europa. Le sue
principali aree di interesse comprendono il diritto d'autore nella
società dell'informazione, le licenze aperte, la gestione collettiva dei
diritti, le limitazioni e le eccezioni del diritto d'autore, e il
diritto contrattuale. Dal 2005, partecipa in qualità di partner legale a
Creative Commons Olanda e, dal 2009, a progetti legati a Europeana
(EuropeanaConnect e Europeana Consapevolezza). È responsabile del
coordinamento della IViR International Copyright Law Summer Course.
Lucie Guibault è inoltre membro del board editoriale de Les Cahiers de
propriété intellectuelle <http://cpi.robic.ca/> e del Journal of
Intellectual Property and Information Technology
<http://www.jipitec.eu/> (JIPITEC), e corrispondente per i Paesi Bassi
della Computer Law Review International (CRi)
<http://www.cr-international.com/>.
trustee Bruce Sterling <http://nexa.polito.it/people/bsterling>,
scrittore, giornalista, editor e critico, è nato nel 1954. Conosciuto
per i suoi dieci romanzi di fantascienza, scrive anche racconti,
recensioni, editoriali e prefazioni di libri, di autori che vanno da
Ernst Juenger a Jules Verne. I suoi saggi includono "The Hacker
Crackdown: Law and Disorder on the Electronic Frontier" (1992),
"Tomorrow Now: Envisioning the Next Fifty Years" (2003), e "Shaping
Things" (2005). È tra i redattori di WIRED magazine e cura un weblog.
Nel 2005, è stato il "Visionary in Residence" all'Art Center College of
Design di Pasadena. Nel 2008 è stato Guest Curator dello Share Festival
of Digital Art and Culture a Torino, e il "Visionary in Residence" al
Sandberg Instituut di Amsterdam. Nel 2011, è stato nuovamente "Visionary
in Residence" all'Art Center, coordinando un progetto speciale sulla
realtà aumentata. Ha partecipato a numerosi programmi televisivi, tra i
quali ABC's Nightline, BBC's The Late Show, CBC's Morningside, nonché su
MTV and TechTV, e ha scritto per Time, Newsweek, The Wall Street
Journal, The New York Times, Fortune, Nature, I.D., Metropolis,
Technology Review, Der Spiegel, La Stampa, La Repubblica, e numerose
altre testate.
*Nuovi Fellow per l'a.a. 2013 / 2014*
faculty fellow Daniele Trinchero
<http://nexa.polito.it/people/dtrinchero> (Faculty Fellow) è docente
presso il Politecnico di Torino (Dipartimento di Elettronica e
Telecomunicazioni), dove dirige il Laboratorio iXem
<http://www.ixem.polito.it/index_e.htm> (da lui fondato con Riccardo
Stefanelli nel 2004). Si occupa di Reti Wireless, Reti di Sensori,
Internet of Things e soluzioni per l'abbattimento del divario digitale
nei paesi in via di sviluppo, ma anche nelle aree periferiche di quelli
sviluppati. È membro dell'Institute of Electrical and Electronics
Engineers (IEEE).
fellow Giovanni Arata <http://nexa.polito.it/people/garata> (Fellow) si
è laureato in Scienze della Comunicazione presso l'Università di Siena
nel 2001 e ha conseguito un dottorato in "Information Systems and
Organization" presso l'Università di Trento nel 2006. Durante il periodo
dottorale è stato visiting tra l'altro presso la University of
California - San Diego e la University of Oslo, e ospite del
Dipartimento di Stato USA nel quadro dell'International Visitor
Leadership Program. Dal 2008 svolge attività di ricercatore e
giornalista freelance, esaminando in particolare i riflessi sociali ed
organizzativi della Rete. Scrive per testate quali Il Sole 24 Ore
(Nòva), Punto Informatico, e-Gov ed opera come analista per Formez-PA e
Regione Emilia-Romagna. Dall'Autunno 2010 cura #socialPA
<http://giovanniarata.tumblr.com/socialPA>, progetto di censimento e
analisi della presenza degli enti locali sui social media, svolto in
collaborazione con il Centro Nexa.
fellow Giovanni Battista Gallus <http://nexa.polito.it/people/gbgallus>
(Fellow), avvocato, LL.M., PhD, esercita in materia di diritto penale,
diritto dell'informatica e della Rete, diritto d'autore e tutela della
privacy. È presidente del Circolo dei Giuristi Telematici e Fellow del
Centro Hermes per la Trasparenza e i diritti digitali. Collabora con le
cattedre di Informatica Giuridica e Informatica Giuridica Avanzata
dell'Università di Milano, ed è un appassionato utilizzatore e
sostenitore del software libero. Autore di diverse pubblicazioni, è
coautore di "Contenuti aperti, beni comuni" (McGraw-Hill, 2009) e "I
nuovi reati informatici" (Giappichelli, 2009).
fellow Stefano Leucci <http://nexa.polito.it/people/sleucci> (Fellow) è
laureato in informatica giuridica e giurisprudenza. Concentra i suoi
studi sulla sicurezza delle informazioni e sui crimini computer-related,
con particolare interesse alla criminalità d'azienda e alle
problematiche di IPRs legate all'ambiente digitale. Attualmente lavora
presso TrentoRISE come consulente informatico-giuridico, nel progetto
open data in Trentino.
fellow Elena Pavan <http://nexa.polito.it/people/epavan> (Fellow) è
responsabile scientifico e project manager del progetto REACtION
<http://www.reactionproject.info/>. Possiede una laurea in Scienze della
Comunicazione (Università di Padova, 2004) e un PhD in Sociologia
(Università degli Studi di Trento, 2009). Ha applicato la propria
esperienza nello studio e nell'utilizzo della /social network analysis/
in vari campi di ricerca (dalla governance dei processi politici a
livello sovranazionale fino alla /human-computer interaction/), anche
abbinandola ad altre tecniche di analisi di tipo /lexicon-content/. I
suoi più recenti interessi di ricerca attengono alle relazioni tra
l'azione collettiva e la partecipazione politica, e l'uso dei social
media. In quest'ambito, Elena applica conoscenze di tipo tecnico e
sociologico allo studio di sistemi socio-tecnici, anche mediante l'uso
di tecniche e strumenti di /network analysis/. Ha recentemente
pubblicato articoli in riviste internazionali ed italiane. Nel gennaio
2012 ha pubblicato presso Lexington Publications
<https://rowman.com/ISBN/9780739146439> la sua tesi di dottorato su
/Internet governance/ e /multistakeholderism/. Elena collabora pro bono
alle attività del Centro Nexa nell'ambito del Network EINS
<http://www.internet-science.eu/>, in particolare nel gruppo di lavoro
sulle /virtual communities/.
*Nuovi Faculty Associate*
faculty-associate Andrea Cairola <http://nexa.polito.it/people/acairola>
è giornalista ed esperto di cooperazione internazionale nel campo dello
sviluppo dei media e della promozione della libertà di espressione. Le
sue attività didattiche comprendono l'insegnamento di video-giornalismo
presso la Scuola di Giornalismo dell'Università Cattolica di Milano,
così come in altri contesti accademici e in progetti di base. È stato
docente all'Istituto Europeo di Design a Torino. Detiene una laurea in
Economia presso l'Università Bocconi di Milano, un master in giornalismo
internazionale presso la City University di Londra, e un certificato
come Media Law Advocate ottenuto nell'ambito del programma in
Comparative Media Law & Policy dell'Università di Oxford. Ha partecipato
a conferenze accademiche in Europa e in Asia su tematiche legate al
giornalismo e informazione, e ha contribuito a pubblicazioni su diritto
comparato dei media, libertà di stampa, giornalismo investigativo,
Internet e società, libertà di informazione. Dal 2012 è consulente per
la Comunicazione e l'Informazione presso l'Ufficio di Pechino
dell'UNESCO. Per l'UNESCO, ha anche lavorato in Kazakhstan, in
Afghanistan e nella Divisione attiva sulla libertà di espressione presso
la sede di Parigi, con incarichi relativi allo sviluppo dei media e alla
libertà di stampa in paesi in situazione di post-conflitto. Andrea ha
lavorato anche come giornalista, con servizi andati in onda su "Report"
e "Presadiretta"; prodotto e ospitato una serie d'attualità per Current
Tv Italia; collaborato con quotidiani e riviste nazionali come La
Stampa, D di Repubblica, e Il Fatto. Nel 2003, ha scritto e co-diretto
il pluripremiato documentario "Citizen Berlusconi", prodotto da un pool
di televisioni di servizio pubblico europeo e statunitense e in onda in
più di 20 paesi in tutto il mondo.
faculty-associate Giorgio Ventre <http://nexa.polito.it/people/gventre>
è Professore Ordinario di Reti di Calcolatori presso il Dipartimento di
Ingegneria Elettrica e delle Tecnologie dell'Informazione
dell'Università di Napoli Federico II, dove è leader del gruppo di
ricerca COMICS su computer networking e sulle tecnologie multimediali.
Ha conseguito una laurea in Ingegneria elettronica ed un dottorato di
ricerca in Ingegneria informatica sempre dalla Federico II. Dal 1991 al
1993 è stato membro del gruppo di ricerca Tenet presso l'International
Computer Science Institute e l'University of California at Berkeley. Nel
1993 è diventato ricercatore universitario presso l'Università di Napoli
Federico II. Nel 1999 ha collaborato alla creazione del Laboratorio
Nazionale per l'Informatica e la Telematica Multimediali ITEM del
Consorzio Interuniversitario Nazionale per l'Informatica (CINI). Nel
2004 è stato poi nominato presidente del Consorzio Campano di Ricerca
nell'Informatica ed Automazione Industriale (CRIAI), che ha diretto fino
al 2011. Attualmente è Direttore del Laboratorio Nazionale ITEM. Giorgio
Ventre è stato responsabile di numerosi progetti di ricerca nazionali ed
internazionali ed è attivo da tempo nel settore della Future Internet.
Ha scritto più di 200 pubblicazioni con una elevato fattore di impatto.
È membro senior dell'IEEE e della ACM, oltre che membro dell'AICA e
dell'IET. È area editor per Computer Networks di Elsevier. Le attività
di ricerca del suo gruppo di ricerca sono finanziate dalla Commissione
Europea, dal Governo italiano e da numerose aziende nazionali ed
internazionali. Ha inoltre partecipato alla fondazione di quattro
start-up, nate dalle attività di ricerca sviluppate nel proprio gruppo
di ricerca.
See our events calendar <http://nexa.polito.it/events> if you're curious
about future luncheons, discussions, lectures, and conferences not
listed in this email. Our events are free and open to the public, unless
otherwise noted.
Maggiori informazioni sulle attività del Centro Nexa su Internet &
Società sono disponibili all'indirizzo: http://nexa.polito.it/. Weekly
Events Newsletter. Sign up <http://nexa.polito.it/mailing-lists> to
receive this newsletter if this email was forwarded to you. To manage
your subscription preferences, please click here
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Nexa Center for Internet and Society Newsletter
June 28, 2013
Re: [nexa] R: Interpreazione giuridica su diritti di accesso dei servizi segreti
by Paolo Cavallini
-----BEGIN PGP SIGNED MESSAGE-----
Hash: SHA1
Il 28/06/2013 12:16, Fulvio Sarzana ha scritto:
> Mi sa tanto che il problema dell?accesso alle banche dati da parte degli organismi di
> intelligence c?è?.
Grazie della segnalazione. Vedo con interesse che fra i convenzionati c'e' anche
l'Agenzia delle Entrate. Se metto insieme questo con il fatto che proprio in questi
giorni si e' dato all'AdE l'accesso completo ai dati dei conti correnti bancari e
postali (che si spiega male con la sola esigenza di repressione dell'evasione
fiscale), il quadro pare piu' chiaro.
Saluti.
- --
Paolo Cavallini - Faunalia
www.faunalia.eu
Full contact details at www.faunalia.eu/pc
Nuovi corsi QGIS e PostGIS: http://www.faunalia.it/calendario
-----BEGIN PGP SIGNATURE-----
Version: GnuPG v1.4.12 (GNU/Linux)
Comment: Using GnuPG with Mozilla - http://enigmail.mozdev.org/
iEYEARECAAYFAlHNZFwACgkQ/NedwLUzIr528gCfRG34wPaMLlMB43AuWQbG/QHG
mSMAn16WE4+PWmDGahYKcMaLgGfgq+Uf
=2O8c
-----END PGP SIGNATURE-----
June 28, 2013
R: Interpreazione giuridica su diritti di accesso dei servizi segreti
by Fulvio Sarzana
Mi sa tanto che il problema dell’accesso alle banche dati da parte degli organismi di intelligence c’è….
http://www.repubblica.it/tecnologia/2013/06/28/news/inchiesta_chi_ci_spia_a…
Da: nexa-bounces(a)server-nexa.polito.it [mailto:nexa-bounces@server-nexa.polito.it] Per conto di Carlo Blengino
Inviato: sabato 30 marzo 2013 12.59
A: Fabio Pietrosanti (naif)
Cc: nexa(a)server-nexa.polito.it
Oggetto: Re: [nexa] Interpreazione giuridica su diritti di accesso dei servizi segreti
Il problema esiste (bigbusiness+bigbrother), ma mi pare posto in modo un pò troppo "giornalistico" nel pezzo del bravo Sarzana.
La disposizione non deroga alle norme usuali (e dunque alle garanzie) se non nei limiti di cui alla legge 3/08/2007 n. 124 che di fatto autorizza, a determinate e rigorose condizioni, i componenti di alcuni organismi per la sicurezza anche a commettere reati... D'altra parte difficilmente un atto amministrativo come un DPCM potrebbe superar di un balzo il framework legislativo e costituzionale. Vero che in questo momento l'impalcatura istituzionale pare traballare molto, ma non arriverei ad ipotizzare un salto nelle fonti del diritto così clamoroso. Spero....
Questa la mia opinione.
C.
Inviato da iPad2
Il giorno 29/mar/2013, alle ore 18:20, "Fabio Pietrosanti (naif)" <lists(a)infosecurity.ch> ha scritto:
Ciao,
nell'articolo http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/03/29/governo-attraverso-servizi-di-si… viene indicato che i servizi segreti avranno accesso a basi dati con informazioni sui cittadini italiani di operatori di telecomunicazioni e utility elettriche.
Chiedo una interpretazione ai giuristi della lista in relazione a questo articolo, cioè per identificare effettivamente a quali informazioni i nostri servizi segreti potranno avere accesso nel futuro prossimo.
L'articolo 11, citato nell'articolo, in riferimento alla norma http://www.astrid-online.it/Documenti/Servizi-di/DPCM-24-gennaio-2013.pdf dice:
================================================================
Art. 11 Operatori privati
1. Gli operatori privati che forniscono reti pubbliche di comunicazione o servizi di comunicazione elettronica accessibili al pubblico, quelli che gestiscono infrastrutture critiche di rilievo nazionale ed europeo, il cui funzionamento e' condizionato dall'operativita' di sistemi informatici e telematici, ivi comprese quelle individuate ai sensi dell'art. 1, comma 1, lett. d), del decreto del Ministro dell'interno 9 gennaio 2008, secondo quanto previsto dalla normativa vigente, ovvero previa apposita convenzione:
c) forniscono informazioni agli organismi di informazione per la sicurezza e consentono ad essi l'accesso alle banche dati d'interesse ai fini della sicurezza cibernetica di rispettiva pertinenza, nei casi previsti dalla legge n. 124/2007;
================================================================
Dovremmo interpretare "banche dati d'interesse ai fini della sicurezza cibernetica" .
L'interpretazione immediata che io ne do' è data da dati di tipo tecnico, come logs di apparati di sicurezza e di sistemi informativi che consentano ai servizi nostrani di avere un presidioni del cyberspazio potendo creare una sorta di "SOC" nazionale che ricevere e correla dati di dettaglio sugli attacchi informatici, realizando un SIEM https://en.wikipedia.org/wiki/Security_information_and_event_management .
Questi dati tecnici sono scarsamente lesivi della privacy dei cittadini ed effettivamente realizzano una grande utilità a livello di protezione e cyber intelligence nazionale.
Tuttavia posso vedere una interpretazione allargata, che invece mette a rischio effettivo la privacy dei cittadini.
A titolo di esempio si potrebbe ritenere "d'interese ai fini della sicurezza cibernetica" la possibilità di accedere ai dati anagrafici e ai metadati di connessione dei clienti di un operatore di telecomunicazione, al fine di identificare l'intestazione di un indirizzo IP, poichè utili all'interno di attività di intelligence su tematiche di cybersecurity.
Di fatto, nel caso di legittimazione di una interpretazione più ampia come l'esempio portato qui sopra, si fornirebbe un accesso totale e "senza mandato" a dati anagrafici, tabulati telematici e tabulati telefonici.
Se volessimo effettuare una interpretazione ancora più ampia, potremmo definire il sistema di posta elettronica di un operatore di telecomunicazione una "base dati" che è "di interesse" ai fini delle attività di investigazione e intelligence per la "sicurezza cibernetica" .
Con questa ulteriore interpretazione, si andrebbe ad autorizzare l'intelligence nazionale, ad esempio ad accedere a tutte le caselle di libero.it o virgilio.it .
Cari giuristi nexiani, che ne pensate?
--
Fabio Pietrosanti
HERMES - Centro Studi Trasparenza e Diritti Umani in Rete
http://logioshermes.org <http://logioshermes.org/>
_______________________________________________
nexa mailing list
nexa(a)server-nexa.polito.it
https://server-nexa.polito.it/cgi-bin/mailman/listinfo/nexa
June 28, 2013
il medioevo della giustizia italiana
by Simone Aliprandi
Un post provocatorio e goliadico che potrà essere compreso fino in
fondo solo dagli avvocati... ma che nello spirito può essere
apprezzato da tutti coloro che hanno a cuore una concreta
modernizzazione e deburocratizzazione della giustizia italiana:
http://aliprandi.blogspot.it/2013/06/campagna-cancellieri-136cpc.html
L'Italia è quel paese in cui le norme entrano in vigore e poi
rimangono lì per mesi (se non anni, come accadde con il Codice
Amministrazione Digitale). Non ce lo possiamo più permettere. Si parte
dal fare informazione e sinsibilizzazione. Ognuno deve fare la sua
parte. Non si può più dire "non tocca a me".
Un caro saluto.
--
Simone Aliprandi - http://www.aliprandi.org
June 27, 2013
Re: [nexa] I: R: Sorveglianza e democrazia: libertari e libertariani
by Mariella Berra
Bajo la Lupa
La perturbadora privatización del ciberespionaje global de EU
Alfredo Jalife-Rahme
http://www.jornada.unam.mx/2013/06/26/opinion/020o1pol
----- Original Message -----
From: G.Battista Frontera
To: 'NEXA List'
Sent: Thursday, June 27, 2013 1:15 PM
Subject: [nexa] I: R: Sorveglianza e democrazia: libertari e libertariani
Concordo in toto con Fiorello.
I "monopoli naturali" da chi devono essere gestiti se non dallo Stato?
E questo vale per tutte le reti: ferrovie, acquedotti, rete elettrica. Poi su queste reti si dovrebbero fare concorrenza gli operatori, con qualità e costo dei servizi.
Nel settore specifico di comune interesse delle TLC, abbiamo visto cosa ha significato una privatizzazione "sbagliata" dell'incumbent Telecom Italia. Una concorrenza fittizia ed un continuo aggiottaggio del mercato delle TLC.
Ciao.
Gb
----------------------------------------------------------------------------
Da: nexa-bounces(a)server-nexa.polito.it [mailto:nexa-bounces@server-nexa.polito.it] Per conto di Fiorello Cortiana
Inviato: giovedì 27 giugno 2013 12.36
A: Marco Baldassari; nexa(a)server-nexa.polito.it
Oggetto: [nexa] R: Sorveglianza e democrazia: libertari e libertariani
Marco giustamente segnala che "lo stato non può giocare contemporaneamente il ruolo di arbitro e giocatore - inoltre la presenza statale crea una distorsione monopolistica del mercato che distrugge l'innovazione della concorrenza."
Concordo con l'evidenza, ma non riguarda i beni comuni, dall'acqua alla questione più articolata della conoscenza/istruzione/formazione, in questi casi lo stato deve garantire che questi beni comuni non vengano subordinati ad interessi particolari, siano la speculazione imprenditoriale per l'acqua piuttosto che le ideologie o le religioni per l'istruzione/formazione/conoscenza.
Deve insomma garantire una cultura della cittadinanza, della responsabilità e della reciprocità condivise.
Giocare contemporaneamente in due ruoli, cosa da cui Marco giustamente mette in guardia, è quello che il sistema bancario sta condinuando sfacciatamente a fare, garantito da Monti o dalla consociazione benedetta da Napolitano.
Fiorello
----------------------------------------------------------------------------
Da: nexa-bounces(a)server-nexa.polito.it [mailto:nexa-bounces@server-nexa.polito.it] Per conto di Marco Baldassari
Inviato: venerdì 14 giugno 2013 12.21
A: nexa(a)server-nexa.polito.it
Oggetto: [nexa] Sorveglianza e democrazia: libertari e libertariani
Caro karlessi
Apprezzo l'interesse di ippolita per il movimento libertarian, che ha tradizioni storiche di lunga data.
Ho notato qualche confusione che forse indica una vostra recente azione di ricerca.
Come precisazione suggerisco di considerare una seconda variabile nello spazio dei movimenti politici: oltre a destra-sinistra dovreste considerare la presenza diretta dello stato nella erogazione dei servizi, chiamiamola statalismo.
I libertarians non sono anarco-capitalisti, che come Adam Smith credono fideisticamente nella capacità assoluta del mercato di auto-stabilizzarsi.
Anzi, i libertarians sanno che le regole dello stato hanno una funzione determinante nella stabilizzazione del mercato, che altrimenti deriverebbe in un sistema instabile.
A tale fine era stato concepito il gioco del monopoli, per dimostrare che senza una stabilizzazione statale il mercato implodere.
Dunque la sfumatura tra liberali di matrice socialista e libertaria sta soltanto nel grado di statalizzazione - essendo i liblab socialisti favorevoli a una maggiore presenza diretta dello stato nell'economia.
Questa visione statalista è fallace per due motivi: lo stato non può giocare contemporaneamente il ruolo di arbitro e giocatore - inoltre la presenza statale crea una distorsione monopolistica del mercato che distrugge l'innovazione della concorrenza.
Lo stato imploderebbe in un lievitano che mangia se stesso e l'economia intera, esattamente come sta avvenendo ora in italia.
Dunque il movimento open-source con la hacker ethics sta molto vicino ai libertarians e al cristianesimo, con la fiducia nella capacità del singolo individuo di contribuire e collaborare liberamente secondo la logica del dono, che riequilibra il mercato utilitaristico.
Lo stato deve garantire soltanto quei servizi essenziali che lo giustificano: il rispetto delle regole, con un potere di giustizia e polizia. Punto. Il resto deve essere regolato con leggi che riequilibrano il mercato e il capitale.
Suggerisco di includere nella vostra ricerca sui movimenti libertari e digitali
istituto bruno leoni e il movimento #fare che usando liquid feedback propone in Italia la applicazione di questi concetti.
http://www.brunoleoni.it
marcobiondo
Message: 2 Date: Thu, 13 Jun 2013 21:13:54 +0200 From: karlessi <karlessi(a)ippolita.net> To: nexa(a)server-nexa.polito.it Subject: [nexa] Sorveglianza e democrazia: libertari e libertariani Message-ID: <51BA19F2.1060807(a)ippolita.net> Content-Type: text/plain; charset=ISO-8859-1; format=flowed
Buonasera,
come gruppo di ricerca Ippolita abbiamo scritto sui temi in oggetto, e stiamo scrivendo un pamphlet sui movimenti "digitali" (Arab Springs, Indignados, OWS, Piraten, M5S...)
riporto in calce link al nostro ultimo saggio per approfondimenti.
C'? una differenza sostanziale tra libertari e libertariani. Negli USA, ? pi? chiaro, perch? si distingue fra left libertarians e right libertarians. I primi non sono necessariamente anarchici, come giustamente sottolinea Arturo di Corinto, ma sono certamente di ispirazione socialista. Ritengono cio? che la sfera della libert? sia inscindibilmente connessa alla sfera dell'uguaglianza. I secondi, invece, ritengono che la libert? si costruisca a prescindere da qualsiasi discorso non solo socialista, ma anche sociale. La libert? ? esclusivamente la libert? individuale.
Naturalmente esistono innumerevoli sfumature, ma per riassumere con slogan contrapposti: la libert? libertaria (left) INIZIA dove inizia la libert? altrui; la libert? libertariana (right) FINISCE dove inizia la libert? altrui.
Corollario: la libert? libertaria necessita per esplicarsi di un numero sempre crescente di regole condivise; la liberta libertariana al contrario esige l'abolizione di ogni regola. Segna la delega assoluta delle capacit? deliberative e il trionfo della Fede nella Tecnica.
Ora, gli anarco-capitalisti stanno ai libertariani come gli anarchici stanno ai libertari. Se i libertariani sono liberali estremisti, gli anarco-capitalisti sono libertariani radicali, che auspicano la distruzione dello stato e delle istituzioni sociali in favore del puro laissez-faire. Economico, finanziario, e tecnologico. Da notare che su quest'ultimo punto il discorso anarco-capitalista converge sul transumanesimo: una tecnologia superiore ci liberer?. Anche dalla condizione umana.
Ed ecco dove entra in gioco la questione della sorveglianza. Pensare che gli strumenti di sorveglianza possano essere utilizzati "a fin di bene", data l'attuale tendenza all'accumulo di dati (l'hype sui BigData ne ? chiaro segnale) ? chimerico e ingenuo. La dataveglianza, storicamente, ? sempre stata utilizzata con l'intento di schedare utenti e cittadini. Il termine profilazione usato in merito ? chiarissimo: deriva da "criminal profiling". ? corretto sostenere che la profilazione considera aprioristicamente i cittadini dei potenziali criminali.
La sicurezza non ha nulla a che fare con la sorveglianza. La sicurezza, a volte, puo' essere implementata per via tecnica. Esempio banale: l'istituzione "Comune X" desidera aumentare la propria "sicurezza" relativa al pagamento del biglietto di trasporto sulla metropolitana. Attraverso macchine che controllano il biglietto in entrata e uscita dalle stazioni, le frodi risulterano molto ridotte. Installare telecamere (controllo), invece, serve solamente ex-post, e solamente se si ? in grado di identificare chi compie l'illecito. Ma la via maestra per aumentare la sicurezza nell'accezione di "senso di sicurezza", personale e collettivo, ? l'educazione. E l'educazione in particolare al confronto dialettico e quindi alla costruzione di spazi condivisi fra constituency differenti. Non si puo' fare automaticamente con qualche software di democrazia 2.0. E qui arriviamo alla democrazia, perch? tra cyberwar (che esiste da decenni), profiling preventivo di massa, targettizzazione a fini di marketing (ma il target non era il bersaglio di un'arma?), analisi del "sentiment" e now-casting, ? finalmente chiaro che l'autoritarismo ? un'oscillazione sempre possibile nelle societ?. Soprattutto in quelle che si dichiarano a gran voce democratiche.
Possono strumenti di sorveglianza massiva, nelle mani di agenzie governative di vario genere, foraggiate con i dati di multinazionali senza scrupolo (Facebook, Google, e la lista potrebbe continuare a lungo) aiutare la democrazia, cio? la libera espressione del potere dei cittadini in uno spazio comune? No, in nessun modo.
Ma, e questo ? per noi molto significativo, bisogna fare grande attenzione alle denunce anti-controllo: da chi vengono? Il Cato Institute, principale think-thank libertariano a livello mondiale, si ? prodigato nell'attaccare PRISM. Julian Assange, che si ? pi? volte dichiarato "ispirato" dal libertarianesimo, si scaglia contro Google dal NYT: BiG ? reo di non rispettare il suo proprio motto "Don't be evil". Siamo perfettamente d'accordo: bisogna porre un freno alla sorveglianza. Ma questi signori NON sono interessati a migliorare o difendere le forme esistenti di democrazia, semplicemente perch? NON sono interessati al concetto stesso di cosa pubblica.
Veramente, sarebbe stato meglio agire PRIMA, ed evitare di consegnare tutti i dati delle nostre vite ai vari mediatori informazionali. E ora, sarebbe sensato smettere di fornire gratuitamente dati ogni giorno, smettere di lavorare per i mediatori in maniera continuativa non retribuita per i novi padroni digitali. Imparare almeno tecniche di auto-difesa digitale. Almeno, affinare competenze di validazione delle fonti informative online. E diffonderle. I mediatori (Telco comprese) sono privati, e proprio per questo "gratuiti" (almeno online). Gi? perch? il pubblico non ? gratuito, e la libert? tanto meno: costa cara. Dietro le quinte dei servizi "aperti" e "gratuiti" si trova spesso l'anarco-capitalismo.
? chiaro che libertari e libertariani trovano un nemico comune nell'oppressione della sorveglianza autoritaria, che si chiami Echelon o PRISM. Ma dovrebbe essere altrettanto chiaro che si tratta di due posizioni radicalmente differenti.
Si dovrebbe partire dal presupposto che la concentrazione in s? di dati, e tanto pi? di dati di sorveglianza, ? pericolosa, e studiare sistemi tecnici e legali per impedirla. Ci sono molte eccellenti idee in giro -in rete!
buona serata,
k.
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"Nell'acquario di Facebook. La resistibile ascesa dell'anarco-capitalismo" http://www.ippolita.net/it/libro/nellacquario-di-facebook-online
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June 27, 2013
Re: [nexa] CGUE: GOOGLE Non può essere obbligata a ritirare dal suo indice dati personali su pagine di terzi (CONCL C-131/12)
by oreste.pollicino
ecco un primo commento a primissima lettura
http://www.diritto24.ilsole24ore.com/avvocatoAffari/mercatiImpresa/2013/06/…
----- Messaggio originale -----
Da: "Blengino" <blengino(a)penalistiassociati.it>
A: "NEXA List" <nexa(a)server-nexa.polito.it>
Inviato: Martedì, 25 giugno 2013 10:26:21
Oggetto: [nexa] CGUE: GOOGLE Non può essere obbligata a ritirare dal suo indice dati personali su pagine di terzi (CONCL C-131/12)
L’avvocato generale Jääskinen considera che i fornitori di servizi di motore
di ricerca non sono responsabili, ai sensi della direttiva sulla protezione
dei dati, del fatto che nelle pagine web che essi trattano compaiano dati
personali
La normativa nazionale sulla protezione dei dati è loro applicabile allorché
aprono un ufficio in uno Stato membro la cui attività è rivolta verso gli
abitanti di quello Stato, al fine di promuovere e vendere spazi
pubblicitari, anche se il trattamento tecnico dei dati avviene altrove
(Conclusioni dell’avvocato generale nella causa C-131/12,Google Spain SL,
Google Inc. / Agencia Española de Protección de Datos, Mario Costeja
González)
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Se credi nei giovani di talento, investi sul loro futuro.
Dai il tuo 5x1000 alla Bocconi cf: 80024610158.
E' importante. E' per loro.
www.unibocconi.it/5x1000
Please note that the above message is addressed only to individuals filing Italian income tax returns.
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June 27, 2013
Re: [nexa] Sorveglianza e democrazia: libertari e libertariani
by Laboratorio Eudemonia
On 27/06/2013 at 12.36 Fiorello Cortiana wrote:
>Marco giustamente segnala che "lo stato non può giocare
>contemporaneamente il ruolo di arbitro e giocatore - inoltre la presenza
>statale crea una distorsione monopolistica del mercato che distrugge
>l'innovazione della concorrenza."
>Concordo con l'evidenza, ma non riguarda i beni comuni, dall'acqua alla
>questione più articolata della conoscenza/istruzione/formazione, in questi
>casi lo stato deve garantire che questi beni comuni non vengano
>subordinati ad interessi particolari, siano la speculazione
>imprenditoriale per l'acqua piuttosto che le ideologie o le religioni per
>l'istruzione/formazione/conoscenza.
>Deve insomma garantire una cultura della cittadinanza, della
>responsabilità e della reciprocità condivise.
CITTADINANZA, RESPONSABILITA', RECIPROCITA': caspita!
Ma allora le parole giuste le avete nel Vostro vocabolario.
Ed allora non potete non vedere l'incredibile aberrazione, perpetuatasi con ogni sotterfugio, di uno Stato proprietà privata degli assunti a vita (insieme alle Regioni, Province e Comuni).
Non potete non reclamare anche voi un settore pubblico, una Res Publica, partecipata a TEMPO DETERMINATO dai LEGITTIMI PROPRIETARI: i cittadini.
Gli statali, i regionali, i provinciali, i comunali devono (per reciprocità) esperire in prima persona cosa vuol dire essere dei cittadini privi di ogni potere e per questo devono tornare ad essere persone alla pari con ogli altra, cessando di ritenersi degli esseri superiori, investiti di un incarico pubblico a vita da dio in persona.
Bene, bene, bene: sarà proprio Internet a porre di fronte ad ognuno di coloro che usano parole come democrazia, partecipazione, libertà, cittadinanza, la responsabilità di virarle in concreto.
Coraggio, da parte mia questo passo l'ho già fatto quindici anni fa. Non sarebbe dunque male se oggi, pur con gran ritardo, diceste anche voi:
LICENZIARE GLI STATALI NON È PECCATO MA UN PRIMARIO DOVERE DEMOCRATICO
http://www.pensalibero.it/2013/06/licenziare-gli-statali-non-e-peccato-ma-u…
Ma, se volete, tardate pure ancora un po': sarà un autentico godimento tantrico.
Danilo D'Antonio
Pubblico Impiego Democratico
http://www.hyperlinker.com/ars/index_it.htm
June 27, 2013