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Nòva - Il Sole 24 Ore (Arcagni): Un'internet in Creative Commons
by Giuseppe Futia
06.01.2013
Un'internet in Creative Commons
Simone Arcagni
San Francisco, 16 dicembre 2002: Lawrence Lessing, docente della
Stanford University, presenta i primi modelli di copyright "flessibile",
ossia un nuovo modo di pensare i diritti d'autore per la rete
permettendo così ad artisti, studiosi, giornalisti e istituzioni di
"aprire" le loro opere mantenendo riservati solo alcuni diritti. Da
allora il nome di Lessing è circolato in tutto il mondo e la
rivoluzionaria idea ha attecchito in ogni Paese. A distanza di 10 anni i
risultati sono evidenti, come spiega Federico Morando, nuovo lead di
Creative Commons Italia: «Creative Commons ha dimostrato coi fatti che
non a tutti gli autori serve o interessa mantenere "tutti i diritti
riservati": molti sono felici di tenerne solo alcuni, contribuendo a
creare straordinari "beni comuni creativi".
[...]
Continua qui:
http://www.ilsole24ore.com/art/tecnologie/2013-01-06/uninternet-creative-co…
Su Nòva è inoltre disponibile l'analisi di Luca De Biase, Garante del
Centro Nexa su Internet & Società, intitolata "Nessuna minaccia per il
copyright
<http://www.ilsole24ore.com/art/tecnologie/2013-01-06/nessuna-minaccia-copyr…>".
Jan. 6, 2013
Jan. 6, 2013
Tracciare i cambiamenti delle leggi tedesche con Git
by Fabio Pietrosanti (naif)
Ciao a tutti,
volevo segnalare questa interessante iniziativa in germania per rendere
disponibile tutte le leggi, l'attività legislativa disponibile sul
sistema di gestione delle revisioni di codici sorgenti Git (usato per
gestire il kernel di linux piuttosto che per centinaia di migliaia di
progetti OpenSource):
http://www.h-online.com/open/news/item/BundesGit-Tracking-law-changes-with-…
Ciò è stato possibile perchè in Germania tutti i "law documents" sono
disponibili in formato XML accessibile.
C'è nessuno in lista che sa' come funziona in Italia, se le leggi e
l'attività legislativa è disponibile in formato "aperto" e quindi magari
si possa lavorare per replicare il progetto tedesco?
Fabio
Jan. 5, 2013
Re: [nexa] Schneier "Feudal security"
by MANTELERO ALESSANDRO
Ci sarebbe molto da dire, ma che il libero mercato sia la
soluzione più efficace nella tutela dei dati non ci crede
più nessuno, neppure negli US!
Dov'è il libero mercato di fronte ai big players che
offrono in monopolio od oligopolio i servizi di cui tutti
ci serviamo? (Vedi, ex multis, recente decisione
FTC-Google)
L'articolo di Schneier non nega infatti la possibilità di
scelta, ma giustamente ne sottolinea la natura fallace:
"these vendors are becoming our feudal lords, and we are
becoming their vassals. We might refuse to pledge
allegiance to all of them or to a particular one we
dont like. Or we can spread our allegiance around. But
either way, its becoming increasingly difficult to not
pledge allegiance to at least one of them". La metafora
feudale è poi funzionale al suo discorso inerente la
sicurezza e la protezione dei dati offerta di default dai
big player in cambio della libertà di scelta.
Non è dunque un caso che tutte le correnti di revisione
delle regole di data protection stiano spostando
l'attenzione dal consenso al controllo della gestione dei
dati posta in essere dai detentori degli stessi
(accountability); controllo non più demandato soprattutto
al singolo, bensì prevalentemente affidato a soggetti
pubblici ad hoc.
Di fronte alla concentrazione del potere informativo, al
livello sofisticato di elaborazione dei dati ed al
contesto dei Big Data, affermare che "siamo noi a dover
valutare le modalità con cui vengono gestiti (e protetti
da investigazioni statali) i nostri dati" è superato e,
specie in relazione ai Big Data, presenta criticità
tecniche nella sua attuazione in relazione
all'indeterminatezza delle finalità perseguite.
Focalizzare la tutela sul consenso rappresenta un
paradigma che andava bene sino alla fine degli anni '90.
Quanto al "rating", già esiste qualcosa di molto simile in
alcune normative (India) o principi (APEC, US The Consumer
Privacy Bill of Rights) e nella proposta UE di riforma
della data protection; passa attraverso l'introduzione di
procedure di audit o di veri e propri standard (ISO
270001). La riforma EU fa anche riferimento a label e
marchi (art. 39 della proposta, inerente la Certification:
"The Member States and the Commission shall encourage, in
particular at European level, the establishment of data
protection certification mechanisms and of data protection
seals and marks, allowing data subjects to quickly assess
the level of data protection provided by controllers and
processors).
http://www.microsoft.com/en-gb/download/details.aspx?id=35596
http://papers.ssrn.com/sol3/papers.cfm?abstract_id=2048236
Alessandro Mantelero
http://staff.polito.it/alessandro.mantelero
Twitter: @mantelero
On Sat, 5 Jan 2013 04:49:33 +0100
Marco Baldassari <marco.baldassari(a)gmail.com> wrote:
> Colgo un evidente paradosso nelle argomentazioni di
>Schneier - il
> feudatario aveva potere di vita e morte sui suoi
>sudditi, che la legge
> (carta costituente) ha mitigato, rendendo espliciti i
>diritti dei cittadini.
>
> Ma questi diritti sono stati ottenuti combattendo contro
>lo stato e contro
> il re, per conquistare la libertà. La magna charta è
>stata ottenuta con la
> guerra allo stato.
>
> Invece le società di Internet non si impongono, le
>possiamo scegliere e
> siamo noi a dover valutare le modalità con cui vengono
>gestiti (e protetti
> da investigazioni statatali) i nostri dati.
>Eventualmente autoproteggerci
> come predica Stallman il radicale.
>
> Io non ho alcuna fiducia nello stato e per una lunga
>teoria di
> esemplificazioni di come la fiducia nello stato sia
>stata malriposta.
> Soltanto il libero mercato tra privati consente la
>libertà di scelta che
> protegge il singolo.
>
> Piuttosto sarebbe utile fare una analisi di come
>vorremmo che fossero
> trattati i nostri dati, per poi dare un "rating"
>indipendente alle aziende
> e agli stati che li gestiscono in modo più o meno
>conforme.
>
> Marco Baldassari
> 392 237 2173
> 331 821 9586
> Il giorno 04/gen/2013 12:00,
><nexa-request(a)server-nexa.polito.it> ha
> scritto:
>
>> Send nexa mailing list submissions to
>> nexa(a)server-nexa.polito.it
>>
>> To subscribe or unsubscribe via the World Wide Web,
>>visit
>> https://server-nexa.polito.it/cgi-bin/mailman/listinfo/nexa
>> or, via email, send a message with subject or body
>>'help' to
>> nexa-request(a)server-nexa.polito.it
>>
>> You can reach the person managing the list at
>> nexa-owner(a)server-nexa.polito.it
>>
>> When replying, please edit your Subject line so it is
>>more specific
>> than "Re: Contents of nexa digest..."
>>
>>
>> Today's Topics:
>>
>> 1. Schneier: "Feudal Security" (J.C. DE MARTIN)
>> 2. Johnson & Post: "Governing Online Spaces: Virtual
>> Representation" (J.C. DE MARTIN)
>> 3. Re: Il digitale non pu? aspettare: l'ed i
>>toriale di oggi
>> di Juan Carlos su La Stampa (Laboratorio
>>Eudemonia)
>> 4. Internet ed il picco del petrolio (Laboratorio
>>Eudemonia)
>> 5. Re: Internet ed il picco del petrolio (Stefano
>>Quintarelli)
>> 6. net neutrality per legge in slovenia (Stefano
>>Quintarelli)
>> 7. Google-FTC_chiusa indagine (MANTELERO ALESSANDRO)
>>
>>
>> ----------------------------------------------------------------------
>>
>> Message: 1
>> Date: Thu, 03 Jan 2013 13:35:26 +0100
>> From: "J.C. DE MARTIN" <demartin(a)polito.it>
>> To: NEXA List <nexa(a)server-nexa.polito.it>
>> Subject: [nexa] Schneier: "Feudal Security"
>> Message-ID: <50E57B0E.30204(a)polito.it>
>> Content-Type: text/plain; charset="iso-8859-1";
>>Format="flowed"
>>
>> Cito la conclusione di questo articolo di Bruce
>>Schneier,
>> divertente e acuto allo stesso tempo.
>>
>> juan carlos
>>
>> URL:
>>http://www.schneier.com/blog/archives/2012/12/feudal_sec.html
>>
>> [...]
>>
>> Today's internet feudalism, however, is ad hoc and
>>one-sided. We give
>> companies our data and trust them with our security, but
>>we receive very
>> few assurances of protection in return, and those
>>companies have very
>> few restrictions on what they can do.
>>
>> This needs to change. There should be limitations on
>>what cloud vendors
>> can do with our data; rights, like the requirement that
>>they delete our
>> data when we want them to; and liabilities when vendors
>>mishandle our data.
>>
>> Like everything else in security, it's a trade-off. We
>>need to balance
>> that trade-off. In Europe, it was the rise of the
>>centralized state and
>> the rule of law that undermined the ad hoc feudal
>>system; it provided
>> more security and stability for both lords and vassals.
>>But these days,
>> government has largely abdicated its role in cyberspace,
>>and the result
>> is a return to the feudal relationships of yore.
>>
>> Perhaps instead of hoping that our Internet-era lords
>>will be
>> sufficiently clever and benevolent -- or putting our
>>faith in the Robin
>> Hoods who block <https://mobilescope.net/> phone
>>surveillance and
>> circumvent DRM
>> <
>> http://www.wired.com/gadgetlab/2011/01/how-to-strip-drm-from-kindle-e-books…
>> >
>> systems -- it's time we step in in our role as
>>governments (both
>> national and international) to create the regulatory
>>environments that
>> protect us vassals (and the lords as well). Otherwise,
>>we really are
>> just serfs.
>>
>> A version of this essay was originally published
>> <http://www.wired.com/opinion/2012/11/feudal-security/>
>>on Wired.com
>>
>>
>>
>>
>>
Jan. 5, 2013
Schneier "Feudal security"
by Marco Baldassari
Colgo un evidente paradosso nelle argomentazioni di Schneier - il
feudatario aveva potere di vita e morte sui suoi sudditi, che la legge
(carta costituente) ha mitigato, rendendo espliciti i diritti dei cittadini.
Ma questi diritti sono stati ottenuti combattendo contro lo stato e contro
il re, per conquistare la libertà. La magna charta è stata ottenuta con la
guerra allo stato.
Invece le società di Internet non si impongono, le possiamo scegliere e
siamo noi a dover valutare le modalità con cui vengono gestiti (e protetti
da investigazioni statatali) i nostri dati. Eventualmente autoproteggerci
come predica Stallman il radicale.
Io non ho alcuna fiducia nello stato e per una lunga teoria di
esemplificazioni di come la fiducia nello stato sia stata malriposta.
Soltanto il libero mercato tra privati consente la libertà di scelta che
protegge il singolo.
Piuttosto sarebbe utile fare una analisi di come vorremmo che fossero
trattati i nostri dati, per poi dare un "rating" indipendente alle aziende
e agli stati che li gestiscono in modo più o meno conforme.
Marco Baldassari
392 237 2173
331 821 9586
Il giorno 04/gen/2013 12:00, <nexa-request(a)server-nexa.polito.it> ha
scritto:
> Send nexa mailing list submissions to
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> When replying, please edit your Subject line so it is more specific
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>
>
> Today's Topics:
>
> 1. Schneier: "Feudal Security" (J.C. DE MARTIN)
> 2. Johnson & Post: "Governing Online Spaces: Virtual
> Representation" (J.C. DE MARTIN)
> 3. Re: Il digitale non pu? aspettare: l'ed i toriale di oggi
> di Juan Carlos su La Stampa (Laboratorio Eudemonia)
> 4. Internet ed il picco del petrolio (Laboratorio Eudemonia)
> 5. Re: Internet ed il picco del petrolio (Stefano Quintarelli)
> 6. net neutrality per legge in slovenia (Stefano Quintarelli)
> 7. Google-FTC_chiusa indagine (MANTELERO ALESSANDRO)
>
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> Message: 1
> Date: Thu, 03 Jan 2013 13:35:26 +0100
> From: "J.C. DE MARTIN" <demartin(a)polito.it>
> To: NEXA List <nexa(a)server-nexa.polito.it>
> Subject: [nexa] Schneier: "Feudal Security"
> Message-ID: <50E57B0E.30204(a)polito.it>
> Content-Type: text/plain; charset="iso-8859-1"; Format="flowed"
>
> Cito la conclusione di questo articolo di Bruce Schneier,
> divertente e acuto allo stesso tempo.
>
> juan carlos
>
> URL: http://www.schneier.com/blog/archives/2012/12/feudal_sec.html
>
> [...]
>
> Today's internet feudalism, however, is ad hoc and one-sided. We give
> companies our data and trust them with our security, but we receive very
> few assurances of protection in return, and those companies have very
> few restrictions on what they can do.
>
> This needs to change. There should be limitations on what cloud vendors
> can do with our data; rights, like the requirement that they delete our
> data when we want them to; and liabilities when vendors mishandle our data.
>
> Like everything else in security, it's a trade-off. We need to balance
> that trade-off. In Europe, it was the rise of the centralized state and
> the rule of law that undermined the ad hoc feudal system; it provided
> more security and stability for both lords and vassals. But these days,
> government has largely abdicated its role in cyberspace, and the result
> is a return to the feudal relationships of yore.
>
> Perhaps instead of hoping that our Internet-era lords will be
> sufficiently clever and benevolent -- or putting our faith in the Robin
> Hoods who block <https://mobilescope.net/> phone surveillance and
> circumvent DRM
> <
> http://www.wired.com/gadgetlab/2011/01/how-to-strip-drm-from-kindle-e-books…
> >
> systems -- it's time we step in in our role as governments (both
> national and international) to create the regulatory environments that
> protect us vassals (and the lords as well). Otherwise, we really are
> just serfs.
>
> A version of this essay was originally published
> <http://www.wired.com/opinion/2012/11/feudal-security/> on Wired.com
>
>
>
>
>
Jan. 5, 2013
Re: [nexa] Internet ed il picco del petrolio
by Marco Ajmone Marsan
anche noi, e diversi gruppi in Europa:
http://www.fp7-trend.eu/
buon anno a tutti.
marco
On 04/01/2013 18:16, Giovanna Sissa wrote:
>
> Della ricerca su questi temi ce ne occupiamo da tempo all'università di
> Zurigo, nel gruppoInformatics and Sustainability Research <
> http://www.ifi.uzh.ch/isr.html>
>
> Segnalo il mese prossimo (14-16 febbraio) a Zurigo il ConvegnoICT for
> Sustainability <mailto: http://www.ifi.uzh.ch/isr.html>
>
> Giovanna Sissa
>
> Il 04 gennaio 2013 15:32, David Orban <david(a)davidorban.com
> <mailto:david@davidorban.com>> ha scritto:
> > Ecco un esempio della ricerca che ha menzionato Giorgio:
> >
> > http://www.kurzweilai.net/reducing-internet-and-telecom-greenhouse-gases
> >
> > "Reducing Internet and telecom greenhouse gases
> >
> > The information communications and technology (ICT) industry, which
> delivers
> > Internet, video, voice and other cloud services, produces more than 830
> > million tons of carbon dioxide (CO2) annually — about 2 percent of global
> > CO2 emissions — the same proportion as the aviation industry
> produces. This
> > is expected to double by 2020.
> >
> > Now researchers from the Centre for Energy-Efficient Telecommunications
> > (CEET) and Bell Labs are reporting new models of emissions and energy
> > consumption that could help reduce this carbon footprint.
> >
> > The team notes that controlling those emissions requires more accurate
> > models that take into account the data traffic, energy use, and CO2
> > production in networks and other elements of the ICT industry.
> >
> > They developed and tested two new models that better estimate the energy
> > consumption and CO2 emissions of Internet and telecommunications
> services.
> > Both models delivered better estimates than the current “top-down”
> models.
> >
> > The researchers suggest, based on their models, that more efficient power
> > usage of facilities, more efficient use of energy-efficient
> equipment, and
> > use of renewable energy sources are three keys to reducing ICT
> emissions of
> > CO2."
> >
> > Ricerca citata: “Methodologies for Assessing the Use-Phase Power
> Consumption
> > and Greenhouse Gas Emissions of Telecommunications Network Services”
> > *MailScanner has detected definite fraud in the website at "goo.gl".
> Do /not/ trust this website:* http://goo.gl/iJprx <http://goo.gl/iJprx>
> >
> > David Orban
> > skype, twitter, linkedin, sl, etc: davidorban
> >
> >
> > 2013/1/4 Giorgio Ventre <giorgio.ventre(a)unina.it
> <mailto:giorgio.ventre@unina.it>>
> >>
> >> Inoltre c'è una fortissima attività di ricerca in questo settore che sta
> >> portando a risutati davvero interessanti.
> >> E poi ricordiamoci che la dipendenza dal fossile è legata a
> meccanismi di
> >> produzione e di consumo di energia ancora inefficienti.
> >> I moderni data center, ad esempio, sono normalmente associati ad
> impianti
> >> fotovoltaici e di raffreddamento ad elevata efficienza energetica.
> >>
> >> Mi affascina però la parte sull'uso utile della Rete. Nel senso che mi
> >> chiedo chi poi dovrebbe decidere cosa sia utile o meno.
> >> Ed anche quella sui contenuti pesanti e della possibilità di altre
> vie per
> >> la loro diffusione.
> >>
> >> Un cordiale saluto
> >> Giorgio
> >>
> >> ========================================================================
> >> Prof. Ing. Giorgio Ventre
> >> Dipartimento di Informatica e Sistemistica
> >> Università degli Studi di Napoli Federico II
> >> Via Claudio 21
> >> 80125, Napoli, Italy
> >> Tel: +39 081 7683908 Fax: +39 081 7683816 Mob: +39 3807679372
> >> E-mail: giorgio(a)unina.it <mailto:giorgio@unina.it>
> >> http://www.comics.unina.it
> >> http://www.docenti.unina.it/giorgio.ventre
> >> ========================================================================
> >>
> >>
> >> On 03/01/2013 17:13, Stefano Quintarelli wrote:
> >>>
> >>> energeticamente internet costa come una frazione di strada
> >>> se auspicabilmente passassimo a FTTH, ancora meno. (muovere fotoni
> costa
> >>> meno energia chemuovere elettroni)
> >>>
> >>> Il 03/01/2013 16:25, Laboratorio Eudemonia ha scritto:
> >>>>
> >>>>
> >>>>
> >>>>
> >>>>
> >>>>
> >>>>
> >>>> Certamente i Presenti avranno già considerato la dipendenza di
> Internet
> >>>> dalle fonti d'energia fossile. Sono certo avrete dati precisi sia
> da un
> >>>> punto di vista quantitativo che qualitativo. La questione che oso
> porre
> >>>> allora è questa: vista l'attuale dipendenza di Internet dal
> petrolio, visto
> >>>> il presumibile esaurirsi di quest'ultimo, non sarebbe più opportuno
> >>>> consolidare le caratteristiche fondamentali della Rete piuttosto che
> >>>> rincorrere sue esasperate prestazioni?
> >>>>
> >>>> Molte delle strade asfaltate periferiche oggi disponibili, nel caso il
> >>>> petrolio si esaurisse, difficilmente potrebbero essere mantenute in
> >>>> attività. Questo rischio lo stiamo correndo anche per quanto riguarda
> >>>> Internet? Se minimamente la risposta fosse vicina ad un sì, non
> sarebbe più
> >>>> opportuno intanto focalizzare la Rete su un uso utile, da un punto
> di vista
> >>>> civico, educativo, commerciale di base, piuttosto che cercare di
> farne, ora,
> >>>> un mezzo per vendere pesanti contenuti, i quali hanno già altre
> vie per
> >>>> diffondersi?
> >>>>
> >>>>
> >>>> I migliori saluti,
> >>>>
> >>>> Danilo D'Antonio
> >>>>
> >>>>
> >>>>
> >>>>
> >>>>
> >>>>
> >>>>
> >>>>
> >>>>
> >>>>
> >>>>
> >>>>
> >>>>
> >>>>
> >>>>
> >>>>
> >>>>
> >>>>
> >>>>
> >>>>
> >>>>
> >>>>
> >>>>
> >>>>
> >>>>
> >>>>
> >>>>
> >>>>
> >>>>
> >>>>
> >>>>
> >>>>
> >>>>
> >>>>
> >>>>
> >>>>
> >>>>
> >>>> _______________________________________________
> >>>> nexa mailing list
> >>>> nexa(a)server-nexa.polito.it <mailto:nexa@server-nexa.polito.it>
> >>>> https://server-nexa.polito.it/cgi-bin/mailman/listinfo/nexa
> >>>>
> >>>>
> >>>> -----
> >>>> Nessun virus nel messaggio.
> >>>> Controllato da AVG - www.avg.com <http://www.avg.com>
> >>>> Versione: 2013.0.2805 / Database dei virus: 2637/5990 - Data di
> >>>> rilascio: 27/12/2012
> >>>> Database dei virus interno non c aggiornato.
> >>>>
> >>>
> >>
> >> _______________________________________________
> >> nexa mailing list
> >> nexa(a)server-nexa.polito.it <mailto:nexa@server-nexa.polito.it>
> >> https://server-nexa.polito.it/cgi-bin/mailman/listinfo/nexa
> >
> >
> >
> > _______________________________________________
> > nexa mailing list
> > nexa(a)server-nexa.polito.it <mailto:nexa@server-nexa.polito.it>
> > https://server-nexa.polito.it/cgi-bin/mailman/listinfo/nexa
> >
>
>
> _______________________________________________
> nexa mailing list
> nexa(a)server-nexa.polito.it
> https://server-nexa.polito.it/cgi-bin/mailman/listinfo/nexa
>
Jan. 4, 2013
Re: [nexa] Internet ed il picco del petrolio
by Giovanna Sissa
Della ricerca su questi temi ce ne occupiamo da tempo all'università di
Zurigo, nel gruppo Informatics and Sustainability
Research<http://www.ifi.uzh.ch/isr.html>
Segnalo il mese prossimo (14-16 febbraio) a Zurigo il Convegno ICT for
Sustainability < http://www.ifi.uzh.ch/isr.html>
Giovanna Sissa
Il 04 gennaio 2013 15:32, David Orban <david(a)davidorban.com> ha scritto:
> Ecco un esempio della ricerca che ha menzionato Giorgio:
>
> http://www.kurzweilai.net/reducing-internet-and-telecom-greenhouse-gases
>
> "Reducing Internet and telecom greenhouse gases
>
> The information communications and technology (ICT) industry, which
delivers
> Internet, video, voice and other cloud services, produces more than 830
> million tons of carbon dioxide (CO2) annually — about 2 percent of global
> CO2 emissions — the same proportion as the aviation industry produces.
This
> is expected to double by 2020.
>
> Now researchers from the Centre for Energy-Efficient Telecommunications
> (CEET) and Bell Labs are reporting new models of emissions and energy
> consumption that could help reduce this carbon footprint.
>
> The team notes that controlling those emissions requires more accurate
> models that take into account the data traffic, energy use, and CO2
> production in networks and other elements of the ICT industry.
>
> They developed and tested two new models that better estimate the energy
> consumption and CO2 emissions of Internet and telecommunications services.
> Both models delivered better estimates than the current “top-down” models.
>
> The researchers suggest, based on their models, that more efficient power
> usage of facilities, more efficient use of energy-efficient equipment, and
> use of renewable energy sources are three keys to reducing ICT emissions
of
> CO2."
>
> Ricerca citata: “Methodologies for Assessing the Use-Phase Power
Consumption
> and Greenhouse Gas Emissions of Telecommunications Network Services”
> http://goo.gl/iJprx
>
> David Orban
> skype, twitter, linkedin, sl, etc: davidorban
>
>
> 2013/1/4 Giorgio Ventre <giorgio.ventre(a)unina.it>
>>
>> Inoltre c'è una fortissima attività di ricerca in questo settore che sta
>> portando a risutati davvero interessanti.
>> E poi ricordiamoci che la dipendenza dal fossile è legata a meccanismi di
>> produzione e di consumo di energia ancora inefficienti.
>> I moderni data center, ad esempio, sono normalmente associati ad impianti
>> fotovoltaici e di raffreddamento ad elevata efficienza energetica.
>>
>> Mi affascina però la parte sull'uso utile della Rete. Nel senso che mi
>> chiedo chi poi dovrebbe decidere cosa sia utile o meno.
>> Ed anche quella sui contenuti pesanti e della possibilità di altre vie
per
>> la loro diffusione.
>>
>> Un cordiale saluto
>> Giorgio
>>
>> ========================================================================
>> Prof. Ing. Giorgio Ventre
>> Dipartimento di Informatica e Sistemistica
>> Università degli Studi di Napoli Federico II
>> Via Claudio 21
>> 80125, Napoli, Italy
>> Tel: +39 081 7683908 Fax: +39 081 7683816 Mob: +39 3807679372
>> E-mail: giorgio(a)unina.it
>> http://www.comics.unina.it
>> http://www.docenti.unina.it/giorgio.ventre
>> ========================================================================
>>
>>
>> On 03/01/2013 17:13, Stefano Quintarelli wrote:
>>>
>>> energeticamente internet costa come una frazione di strada
>>> se auspicabilmente passassimo a FTTH, ancora meno. (muovere fotoni costa
>>> meno energia chemuovere elettroni)
>>>
>>> Il 03/01/2013 16:25, Laboratorio Eudemonia ha scritto:
>>>>
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>>>>
>>>> Certamente i Presenti avranno già considerato la dipendenza di Internet
>>>> dalle fonti d'energia fossile. Sono certo avrete dati precisi sia da un
>>>> punto di vista quantitativo che qualitativo. La questione che oso porre
>>>> allora è questa: vista l'attuale dipendenza di Internet dal petrolio,
visto
>>>> il presumibile esaurirsi di quest'ultimo, non sarebbe più opportuno
>>>> consolidare le caratteristiche fondamentali della Rete piuttosto che
>>>> rincorrere sue esasperate prestazioni?
>>>>
>>>> Molte delle strade asfaltate periferiche oggi disponibili, nel caso il
>>>> petrolio si esaurisse, difficilmente potrebbero essere mantenute in
>>>> attività. Questo rischio lo stiamo correndo anche per quanto riguarda
>>>> Internet? Se minimamente la risposta fosse vicina ad un sì, non
sarebbe più
>>>> opportuno intanto focalizzare la Rete su un uso utile, da un punto di
vista
>>>> civico, educativo, commerciale di base, piuttosto che cercare di
farne, ora,
>>>> un mezzo per vendere pesanti contenuti, i quali hanno già altre vie per
>>>> diffondersi?
>>>>
>>>>
>>>> I migliori saluti,
>>>>
>>>> Danilo D'Antonio
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>>>> nexa mailing list
>>>> nexa(a)server-nexa.polito.it
>>>> https://server-nexa.polito.it/cgi-bin/mailman/listinfo/nexa
>>>>
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>>>> Nessun virus nel messaggio.
>>>> Controllato da AVG - www.avg.com
>>>> Versione: 2013.0.2805 / Database dei virus: 2637/5990 - Data di
>>>> rilascio: 27/12/2012
>>>> Database dei virus interno non c aggiornato.
>>>>
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>> https://server-nexa.polito.it/cgi-bin/mailman/listinfo/nexa
>
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> nexa(a)server-nexa.polito.it
> https://server-nexa.polito.it/cgi-bin/mailman/listinfo/nexa
>
Jan. 4, 2013
Re: [nexa] Internet ed il picco del petrolio
by David Orban
Ecco un esempio della ricerca che ha menzionato Giorgio:
http://www.kurzweilai.net/reducing-internet-and-telecom-greenhouse-gases
"Reducing Internet and telecom greenhouse gases
The information communications and technology (ICT) industry, which
delivers Internet, video, voice and other cloud services, produces more
than 830 million tons of carbon dioxide (CO2) annually — about 2 percent of
global CO2 emissions — the same proportion as the aviation industry
produces. This is expected to double by 2020.
Now researchers from the Centre for Energy-Efficient Telecommunications
(CEET) and Bell Labs are reporting new models of emissions and energy
consumption that could help reduce this carbon footprint.
The team notes that controlling those emissions requires more accurate
models that take into account the data traffic, energy use, and CO2
production in networks and other elements of the ICT industry.
They developed and tested two new models that better estimate the energy
consumption and CO2 emissions of Internet and telecommunications services.
Both models delivered better estimates than the current “top-down” models.
The researchers suggest, based on their models, that more efficient power
usage of facilities, more efficient use of energy-efficient equipment, and
use of renewable energy sources are three keys to reducing ICT emissions of
CO2."
Ricerca citata: “Methodologies for Assessing the Use-Phase Power
Consumption and Greenhouse Gas Emissions of Telecommunications Network
Services”
http://goo.gl/iJprx
David Orban
skype, twitter, linkedin, sl, etc: davidorban
2013/1/4 Giorgio Ventre <giorgio.ventre(a)unina.it>
> Inoltre c'è una fortissima attività di ricerca in questo settore che sta
> portando a risutati davvero interessanti.
> E poi ricordiamoci che la dipendenza dal fossile è legata a meccanismi di
> produzione e di consumo di energia ancora inefficienti.
> I moderni data center, ad esempio, sono normalmente associati ad impianti
> fotovoltaici e di raffreddamento ad elevata efficienza energetica.
>
> Mi affascina però la parte sull'uso utile della Rete. Nel senso che mi
> chiedo chi poi dovrebbe decidere cosa sia utile o meno.
> Ed anche quella sui contenuti pesanti e della possibilità di altre vie per
> la loro diffusione.
>
> Un cordiale saluto
> Giorgio
>
> ==============================**==============================**
> ============
> Prof. Ing. Giorgio Ventre
> Dipartimento di Informatica e Sistemistica
> Università degli Studi di Napoli Federico II
> Via Claudio 21
> 80125, Napoli, Italy
> Tel: +39 081 7683908 Fax: +39 081 7683816 Mob: +39 3807679372
> E-mail: giorgio(a)unina.it
> http://www.comics.unina.it
> http://www.docenti.unina.it/**giorgio.ventre<http://www.docenti.unina.it/giorgio.ventre>
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> On 03/01/2013 17:13, Stefano Quintarelli wrote:
>
>> energeticamente internet costa come una frazione di strada
>> se auspicabilmente passassimo a FTTH, ancora meno. (muovere fotoni costa
>> meno energia chemuovere elettroni)
>>
>> Il 03/01/2013 16:25, Laboratorio Eudemonia ha scritto:
>>
>>>
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>>>
>>> Certamente i Presenti avranno già considerato la dipendenza di Internet
>>> dalle fonti d'energia fossile. Sono certo avrete dati precisi sia da un
>>> punto di vista quantitativo che qualitativo. La questione che oso porre
>>> allora è questa: vista l'attuale dipendenza di Internet dal petrolio, visto
>>> il presumibile esaurirsi di quest'ultimo, non sarebbe più opportuno
>>> consolidare le caratteristiche fondamentali della Rete piuttosto che
>>> rincorrere sue esasperate prestazioni?
>>>
>>> Molte delle strade asfaltate periferiche oggi disponibili, nel caso il
>>> petrolio si esaurisse, difficilmente potrebbero essere mantenute in
>>> attività. Questo rischio lo stiamo correndo anche per quanto riguarda
>>> Internet? Se minimamente la risposta fosse vicina ad un sì, non sarebbe più
>>> opportuno intanto focalizzare la Rete su un uso utile, da un punto di vista
>>> civico, educativo, commerciale di base, piuttosto che cercare di farne,
>>> ora, un mezzo per vendere pesanti contenuti, i quali hanno già altre vie
>>> per diffondersi?
>>>
>>>
>>> I migliori saluti,
>>>
>>> Danilo D'Antonio
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>>> Controllato da AVG - www.avg.com
>>> Versione: 2013.0.2805 / Database dei virus: 2637/5990 - Data di
>>> rilascio: 27/12/2012
>>> Database dei virus interno non c aggiornato.
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>
Jan. 4, 2013
Re: [nexa] Internet ed il picco del petrolio
by Giorgio Ventre
Inoltre c'è una fortissima attività di ricerca in questo settore che sta
portando a risutati davvero interessanti.
E poi ricordiamoci che la dipendenza dal fossile è legata a meccanismi
di produzione e di consumo di energia ancora inefficienti.
I moderni data center, ad esempio, sono normalmente associati ad
impianti fotovoltaici e di raffreddamento ad elevata efficienza energetica.
Mi affascina però la parte sull'uso utile della Rete. Nel senso che mi
chiedo chi poi dovrebbe decidere cosa sia utile o meno.
Ed anche quella sui contenuti pesanti e della possibilità di altre vie
per la loro diffusione.
Un cordiale saluto
Giorgio
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Università degli Studi di Napoli Federico II
Via Claudio 21
80125, Napoli, Italy
Tel: +39 081 7683908 Fax: +39 081 7683816 Mob: +39 3807679372
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http://www.docenti.unina.it/giorgio.ventre
========================================================================
On 03/01/2013 17:13, Stefano Quintarelli wrote:
> energeticamente internet costa come una frazione di strada
> se auspicabilmente passassimo a FTTH, ancora meno. (muovere fotoni
> costa meno energia chemuovere elettroni)
>
> Il 03/01/2013 16:25, Laboratorio Eudemonia ha scritto:
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>> Certamente i Presenti avranno già considerato la dipendenza di
>> Internet dalle fonti d'energia fossile. Sono certo avrete dati
>> precisi sia da un punto di vista quantitativo che qualitativo. La
>> questione che oso porre allora è questa: vista l'attuale dipendenza
>> di Internet dal petrolio, visto il presumibile esaurirsi di
>> quest'ultimo, non sarebbe più opportuno consolidare le
>> caratteristiche fondamentali della Rete piuttosto che rincorrere sue
>> esasperate prestazioni?
>>
>> Molte delle strade asfaltate periferiche oggi disponibili, nel caso
>> il petrolio si esaurisse, difficilmente potrebbero essere mantenute
>> in attività. Questo rischio lo stiamo correndo anche per quanto
>> riguarda Internet? Se minimamente la risposta fosse vicina ad un sì,
>> non sarebbe più opportuno intanto focalizzare la Rete su un uso
>> utile, da un punto di vista civico, educativo, commerciale di base,
>> piuttosto che cercare di farne, ora, un mezzo per vendere pesanti
>> contenuti, i quali hanno già altre vie per diffondersi?
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>>
>> I migliori saluti,
>>
>> Danilo D'Antonio
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>> https://server-nexa.polito.it/cgi-bin/mailman/listinfo/nexa
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>> Controllato da AVG - www.avg.com
>> Versione: 2013.0.2805 / Database dei virus: 2637/5990 - Data di
>> rilascio: 27/12/2012
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Jan. 4, 2013
Google-FTC_chiusa indagine
by MANTELERO ALESSANDRO
Google Agrees to Change Its Business Practices to Resolve
FTC Competition Concerns In the Markets for Devices Like
Smart Phones, Games and Tablets, and in Online Search
http://go.usa.gov/gzaG
--
Avv. Alessandro Mantelero, PhD
Professor of Private Law
Faculty Fellow, Nexa Center for Internet and Society
http://staff.polito.it/alessandro.mantelero
Twitter: @mantelero
Department of Management and Production Engineering
Politecnico di Torino
Corso Duca degli Abruzzi, 24
10129 Torino - Italy
in libertate fortitudo
Jan. 3, 2013