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R: l'ultima provocazione di Andrew Keen
by Blengino
Resta il fatto, come notato da uno dei garanti del Centro NEXA (Quintarelli)
che il concetto di identità personale (riduttivo aggiungere in rete) è
tema ormai centrale. E se oggi il doodle di Google è per Pirandello,
difficile non pensare ad Uno nessuno centomila.
Grazie per gli spunti.
Carlo
_____
Da: nexa-bounces(a)server-nexa.polito.it
[mailto:nexa-bounces@server-nexa.polito.it] Per conto di Alberto
Inviato: mercoledì 27 giugno 2012 20.01
A: nexa(a)server-nexa.polito.it
Oggetto: Re: [nexa] l'ultima provocazione di Andrew Keen
Federico,
l'aspetto esteriore da "non intellettuale" di Keen è la cosa che mi ha
convinto di più del suo intervento che per il resto ho trovato, come dicevo
nella mia mail di prima, di molta poca sostanza.
In particolare, mi sembra che Keen non prenda in considerazione che le cose
che accadono ai nostri dati e alla nostra immagine digitale tramite i social
network sono l'espressione di una nostra scelta (non cito Mill, ma ci
starebbe), direi quasi di un contratto: accetto che entro certi limiti ci
sia un utilizzazione di quello che mi riguarda e in cambio ricevo servizi.
Facciamo questa scelta perché crediamo che questi servizi ci migliorino la
vita: a mio parere, il business di combattere la solitudine tanto in odio a
Keen è un bel modo di fare mercato, e non vedo altre ragioni per denigrarlo
se non la ricerca di visibilità.
Quanto questa scelta sia consapevole dei rischi che implica, poi, è un altro
discorso. Però non trovo in Keen elementi che possano accrescere questa
consapevolezza.
Il Pirata, invece, era molto preparato e concreto: il dibattito tra lui e
Keen su cosa è dato sensibile e cosa no è stato interessante.
Sono d'accordo (ci mancherebbe) sul fatto di ascoltare tutte le voci
possibili immaginabili, in particolare quelle su cui non si è d'accordo
(ancora Mill), ma tra gli opinionisti più illuminanti non mi sentirei di
mettere né Keen né Morozov. Gusti.
A presto, grazie per la chiacchierata.
Alberto
Il giorno 27 giugno 2012 14:20, <giorgio.giunchi(a)cctld.it> ha scritto:
Ok Fabio, ci mancherebbe solo la blacklist dei
critici di internet.
La architettura di internet consente applicazioni e servizi
di esposizione uno>tutti virtuale [o fittizia o
percepita ecc.].
Ovviamente chi condivide le regole del gioco [*] di tali
applicazioni e servizi puo' percepirsi in grado relativo soggetto
finalmente di comunicazione ecc.; l'
unica certezza consiste nel fatto che e' in grado
non inferiore un "terminale" di comunicazione.
E ovviamente chi gioca il gioco ad es. di FB ne percepisce
in grado relativo soddisfazione appartenenza ecc.; l'
unica certezza di grado assoluto e' che lavora gratis
per Zuckerberg, che non ha bisogno di confezionare soggetto
sceneggiatura dialoghi star e comprimari. Come titolava un
gran film di Altman, tutti "Protagonisti".
Giorgio
:::::::
[*] il mio sospetto e' che a rigore le *uniche* cose
che si possono in senso proprio *condividere* a questo
mondo non sono valori ma regole del gioco
----- Original Message -----
From: fabiochiusi(a)yahoo.it
To: federicogue@gmail.com,Anna.MASERA@lastampa.it
Cc: nexa(a)server-nexa.polito.it
Sent: Wed, 27 Jun 2012 11:37:45 +0100 (BST)
Subject: Re: [nexa] l'ultima provocazione di Andrew Keen
Se posso dire la mia - non avendo letto il libro di Keen, ma avendo letto
Lovink e Morozov - è che da un lato in alcuni casi gli 'scettici' perdono in
lucidità nelle critiche (l'ultimo di Lovink per esempio mi è sembrato molto
confuso e pieno di affermazioni eccessive e non giustificate da ragionamenti
solidi; di Keen un recente intervento sulla CNN faceva rabbrividire;
l'ultimo di Morozov su Jobs era deboluccio). Ma che dall'altro la comunità
di chi si occupa di questi problemi non è capace in molti casi di accettare
le critiche in modo costruttivo e superarle a suon di argomenti. Non mi
piace l'idea di Anna per cui visto che siamo analfabeti digitali 'anything
goes': l'importante non è andare in una direzione, ma capire perché andare
in quella direzione. Senza sapere se ha senso o meno, e quali insidie si
celano per la strada, giungere a destinazione potrebbe rivelarsi perfino più
scomodo che restare dove siamo. E non mi piace affatto che si mettano tutte
le critiche sullo stesso piano, quelle di Keen - a volte eccessive, senza
dubbio, ma nell'intervista di Federico poneva questioni sostanziali, a cui
si dovrebbe rispondere non con un'alzata di spalle - e quelle di Morozov -
molto più circostanziate di norma, a cui non ho trovato risposte altrettanto
puntuali.
Non ci sarà il cosiddetto 'tecno-utopismo', ma una certa sufficienza nel
derubricare gli scettici, questo sì - come dimostrato dalle risposte a
Federico sulla sua intervista. E non mi piace particolarmente - specie in
una lista dove si affrontano proprio problemi di questo tipo.
Spero di aver dato un contributo costruttivo alla
discussione.
f.
----------------------------------------------------------------------------
----
Da: Federico Guerrini <federicogue(a)gmail.com>
A: Masera Anna <Anna.MASERA(a)lastampa.it>
Cc: Nexa <nexa(a)server-nexa.polito.it>
Inviato: Mercoledì 27 Giugno 2012 12:22
Oggetto: Re: [nexa] l'ultima provocazione di Andrew Keen
Concordo ;)
Cose che magari per noi sembrano banali, per la stragrande maggioranza
degli internauti
italici non lo sono affatto!
Ecco perché penso che il libro di Keen, tradotto, potrebbe avere un
suo pubblico,
magari più interessato allla cultura che alla tecnologia in senso stretto...
Fed.
2012/6/27 Masera Anna <Anna.MASERA(a)lastampa.it>:
> in effetti andrew keen in italia arriva anche dopo geert lovink
> http://www.lastampa.it/cmstp/rubriche/girata.asp?ID_blog=2
<http://www.lastampa.it/cmstp/rubriche/girata.asp?ID_blog=2&ID_articolo=1352
&ID_sezione=> &ID_articolo=1352&ID_sezione=
> ... dicono cose simili, sono intelligenti, colti e simpatici, e nei Paesi
in
> cui internet è oltre la fase di alfabetizzazione lo spazio che occupano è
> utile per mantenere un sano distacco: da noi invece c'è bisogno ancora
degli
> evangelists perchè la
fase "entusiastica" non è che abbia mai avuto un
> grande sostegno. e siamo ben lontani ancora dall'essere un Paese
> digitalmente alfabetizzato: che poi questa alfabetizzazione stia passando
> direttamente attraverso l'uso dei social networks e degli
> smartphones, saltando i passaggi precedenti, è roba da Terzo Mondo ma va
> bene così: e diffondere anche i pensieri critici va benissimo,
l'importante
> è che non passino solo quelli! federico guerrini fra le tante cose che fa
> (l'ultimo suo libro è una bella guida all'uso dei social networks, "Vivere
> Social") collabora al canale Tecnologia de La Stampa
> www.lastampa.it/tecnologia che curo io, per cui vedo tutti i giorni il
> suo contributo all'alfabetizzazione digitale: che intervisti anche andrew
> keen quando passa per l'Italia ci sta :)
> ciao, anna
>
>
________________________________
> Da: nexa-bounces(a)server-nexa.polito.it
> [mailto:nexa-bounces@server-nexa.polito.it] Per conto di Alberto
> Inviato: mercoledì 27 giugno 2012 11.07
> A: Federico Guerrini
> Cc: Nexa
> Oggetto: Re: [nexa] l'ultima provocazione di Andrew Keen
>
> Ciao Federico,
>
> ero a Trieste e ho sentito Keen.
>
> Il suo intervento è stato divertente. Anche lui lo è. Il problema è che
non
> ha detto nulla di nuovo né di interessante.
>
> Che i social network ci abbiano fatto diventare "prodotti", che facebook
sia
> una specie di macchina macina dati in mano a forze oscure, che i servizi
di
> localizzazione siano
gestiti da una specie di Mossad planetario sono
> argomenti paranoici e banali, cose già sentite da "mi si nota di più". In
> definitiva, una noia mortale.
>
> L'"anticristo della Silicon Valley", come lui ama definirsi, è stato bravo
a
> ritagliarsi una fetta di audience. Ma credo che tra un'analisi seria sulla
> privacy (come quella, proprio a SoTN, di Jan Hemme, il portavoce dei
> Pirati tedeschi) al guazzabuglio atecnico in salsa orwelliana proposto da
> Keen ce ne passi.
>
> Keen mi sembra molto sopravvalutato, almeno quanto Morozov.
>
> Mill, probabilmente, non l'avrebbe presa bene.
>
> Alberto
>
>
>
> Il giorno 26 giugno 2012 21:06, Federico Guerrini <federicogue(a)gmail.com>
ha
> scritto:
>>
>> Ciao
a tutti
>>
>> A Trieste, durante State of the Net, ho intervistato Andrew Keen,
>> nome noto della Silicon Valley il cui ultimo libro, "Digital Vertigo"
>> contiene un'aspra critica alla "religione della condivisione"
>> che sta dominando in questi ultimi anni la Rete.
>>
>> Keen auspica, citando John Stuart Mill e la priorità del singolo, il
>> ritorno allo stato
>> precedente a questa diffusa "ipervisibilità", perché è solo
>> staccandosi dalla massa
>> che gli individui possono trovare in loro stessi le risorse per
>> generare qualcosa di innovativo
>> e in contrasto con l'ortodossia corrente.
>>
>> Il fatto che, grazie alla Rete, siamo diventati tutti in
>> una certa misura "personaggi pubblici" inoltre riporterebbe
>> l'individuo al tempo dei villaggi,
>> quando si veniva
inseguiti dalla propria reputazione per tutta la vita
>> ed era impossible
>> reinventarsi un'esistenza dopo essere stati per qualche motivo "bollati".
>>
>> Che ne pensate?
>>
>>
>>
http://www.lastampa.it/_web/cmstp/tmplrubriche/tecnologia/grubrica.asp?ID_bl
og=30
<http://www.lastampa.it/_web/cmstp/tmplrubriche/tecnologia/grubrica.asp?ID_b
log=30&ID_articolo=10589&ID_sezione=38> &ID_articolo=10589&ID_sezione=38
>>
>> Ciao,
>>
>> Fed.
>>
>> --
>> www.federicoguerrini.com <http://www.federicoguerrini.com/>
>>
>> Il mio ultimo libro: Vivere Social
>>
>>
>>
http://www.bol.it/libri/Vivere-social.-Manuale/Federico-Guerrini/ea978889713
912/
>>
_______________________________________________
>> nexa mailing list
>> nexa(a)server-nexa.polito.it
>> https://server-nexa.polito.it/cgi-bin/mailman/listinfo/nexa
>
>
>
>
> --
> Alberto Bellan
> Milan, ITALY
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www.federicoguerrini.com <http://www.federicoguerrini.com/>
Il mio ultimo libro: Vivere Social
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June 28, 2012
Re: [nexa] l'ultima provocazione di Andrew Keen
by Alberto
Federico,
l'aspetto esteriore da "non intellettuale" di Keen è la cosa che mi ha
convinto di più del suo intervento che per il resto ho trovato, come dicevo
nella mia mail di prima, di molta poca sostanza.
In particolare, mi sembra che Keen non prenda in considerazione che le cose
che accadono ai nostri dati e alla nostra immagine digitale tramite i
social network sono l'espressione di una nostra scelta (non cito Mill, ma
ci starebbe), direi quasi di un contratto: accetto che entro certi limiti
ci sia un utilizzazione di quello che mi riguarda e in cambio ricevo
servizi. Facciamo questa scelta perché crediamo che questi servizi ci
migliorino la vita: a mio parere, il business di combattere la solitudine
tanto in odio a Keen è un bel modo di fare mercato, e non vedo altre
ragioni per denigrarlo se non la ricerca di visibilità.
Quanto questa scelta sia consapevole dei rischi che implica, poi, è un
altro discorso. Però non trovo in Keen elementi che possano accrescere
questa consapevolezza.
Il Pirata, invece, era molto preparato e concreto: il dibattito tra lui e
Keen su cosa è dato sensibile e cosa no è stato interessante.
Sono d'accordo (ci mancherebbe) sul fatto di ascoltare tutte le voci
possibili immaginabili, in particolare quelle su cui non si è
d'accordo (ancora Mill), ma tra gli opinionisti più illuminanti non mi
sentirei di mettere né Keen né Morozov. Gusti.
A presto, grazie per la chiacchierata.
Alberto
Il giorno 27 giugno 2012 14:20, <giorgio.giunchi(a)cctld.it> ha scritto:
> Ok Fabio, ci mancherebbe solo la blacklist dei
> critici di internet.
>
> La architettura di internet consente applicazioni e servizi
> di esposizione uno>tutti virtuale [o fittizia o
> percepita ecc.].
> Ovviamente chi condivide le regole del gioco [*] di tali
> applicazioni e servizi puo' percepirsi in grado relativo soggetto
> finalmente di comunicazione ecc.; l'
> unica certezza consiste nel fatto che e' in grado
> non inferiore un "terminale" di comunicazione.
>
> E ovviamente chi gioca il gioco ad es. di FB ne percepisce
> in grado relativo soddisfazione appartenenza ecc.; l'
> unica certezza di grado assoluto e' che lavora gratis
> per Zuckerberg, che non ha bisogno di confezionare soggetto
> sceneggiatura dialoghi star e comprimari. Come titolava un
> gran film di Altman, tutti "Protagonisti".
>
> Giorgio
> :::::::
>
>
> [*] il mio sospetto e' che a rigore le *uniche* cose
> che si possono in senso proprio *condividere* a questo
> mondo non sono valori ma regole del gioco
>
>
>
>
>
> ----- Original Message -----
>
> From: fabiochiusi(a)yahoo.it
>
>
> To: federicogue@gmail.com,Anna.MASERA@lastampa.it
>
>
> Cc: nexa(a)server-nexa.polito.it
>
>
> Sent: Wed, 27 Jun 2012 11:37:45 +0100 (BST)
>
>
> Subject: Re: [nexa] l'ultima provocazione di Andrew Keen
>
>
>
>
>
>
> Se posso dire la mia - non avendo letto il libro di Keen, ma avendo letto
> Lovink e Morozov - è che da un lato in alcuni casi gli 'scettici' perdono
> in lucidità nelle critiche (l'ultimo di Lovink per esempio mi è sembrato
> molto confuso e pieno di affermazioni eccessive e non giustificate da
> ragionamenti solidi; di Keen un recente intervento sulla CNN faceva
> rabbrividire; l'ultimo di Morozov su Jobs era deboluccio). Ma che
> dall'altro la comunità di chi si occupa di questi problemi non è capace in
> molti casi di accettare le critiche in modo costruttivo e superarle a suon
> di argomenti. Non mi piace l'idea di Anna per cui visto che siamo
> analfabeti digitali 'anything goes': l'importante non è andare in una
> direzione, ma capire perché andare in quella direzione. Senza sapere se ha
> senso o meno, e quali insidie si
> celano per la strada, giungere a destinazione potrebbe rivelarsi perfino
> più scomodo che restare dove siamo. E non mi piace affatto che si mettano
> tutte le critiche sullo stesso piano, quelle di Keen - a volte eccessive,
> senza dubbio, ma nell'intervista di Federico poneva questioni sostanziali,
> a cui si dovrebbe rispondere non con un'alzata di spalle - e quelle di
> Morozov - molto più circostanziate di norma, a cui non ho trovato risposte
> altrettanto puntuali.
>
>
> Non ci sarà il cosiddetto 'tecno-utopismo', ma una certa sufficienza nel
> derubricare gli scettici, questo sì - come dimostrato dalle risposte a
> Federico sulla sua intervista. E non mi piace particolarmente - specie in
> una lista dove si affrontano proprio problemi di questo tipo.
>
>
> Spero di aver dato un contributo costruttivo alla
> discussione.
>
>
> f.
>
>
>
>
> --------------------------------------------------------------------------------
> Da: Federico Guerrini <federicogue(a)gmail.com>
> A: Masera Anna <Anna.MASERA(a)lastampa.it>
> Cc: Nexa <nexa(a)server-nexa.polito.it>
> Inviato: Mercoledì 27 Giugno 2012 12:22
> Oggetto: Re: [nexa] l'ultima provocazione di Andrew Keen
>
>
> Concordo ;)
> Cose che magari per noi sembrano banali, per la stragrande maggioranza
> degli internauti
> italici non lo sono affatto!
> Ecco perché penso che il libro di Keen, tradotto, potrebbe avere un
> suo pubblico,
> magari più interessato allla cultura che alla tecnologia in senso
> stretto...
>
> Fed.
>
>
>
> 2012/6/27 Masera Anna <Anna.MASERA(a)lastampa.it>:
> > in effetti andrew keen in italia arriva anche dopo geert lovink
> >
> http://www.lastampa.it/cmstp/rubriche/girata.asp?ID_blog=2&ID_articolo=1352…
> > ... dicono cose simili, sono intelligenti, colti e simpatici, e nei
> Paesi in
> > cui internet è oltre la fase di alfabetizzazione lo spazio che occupano è
> > utile per mantenere un sano distacco: da noi invece c'è bisogno ancora
> degli
> > evangelists perchè la
> fase "entusiastica" non è che abbia mai avuto un
> > grande sostegno. e siamo ben lontani ancora dall'essere un Paese
> > digitalmente alfabetizzato: che poi questa alfabetizzazione stia passando
> > direttamente attraverso l'uso dei social networks e degli
> > smartphones, saltando i passaggi precedenti, è roba da Terzo Mondo ma va
> > bene così: e diffondere anche i pensieri critici va benissimo,
> l'importante
> > è che non passino solo quelli! federico guerrini fra le tante cose che fa
> > (l'ultimo suo libro è una bella guida all'uso dei social networks,
> "Vivere
> > Social") collabora al canale Tecnologia de La Stampa
> > www.lastampa.it/tecnologia che curo io, per cui vedo tutti i giorni il
> > suo contributo all'alfabetizzazione digitale: che intervisti anche andrew
> > keen quando passa per l'Italia ci sta :)
> > ciao, anna
> >
> >
> ________________________________
> > Da: nexa-bounces(a)server-nexa.polito.it
> > [mailto:nexa-bounces@server-nexa.polito.it] Per conto di Alberto
> > Inviato: mercoledì 27 giugno 2012 11.07
> > A: Federico Guerrini
> > Cc: Nexa
> > Oggetto: Re: [nexa] l'ultima provocazione di Andrew Keen
> >
> > Ciao Federico,
> >
> > ero a Trieste e ho sentito Keen.
> >
> > Il suo intervento è stato divertente. Anche lui lo è. Il problema è che
> non
> > ha detto nulla di nuovo né di interessante.
> >
> > Che i social network ci abbiano fatto diventare "prodotti", che facebook
> sia
> > una specie di macchina macina dati in mano a forze oscure, che i servizi
> di
> > localizzazione siano
> gestiti da una specie di Mossad planetario sono
> > argomenti paranoici e banali, cose già sentite da "mi si nota di più". In
> > definitiva, una noia mortale.
> >
> > L'"anticristo della Silicon Valley", come lui ama definirsi, è stato
> bravo a
> > ritagliarsi una fetta di audience. Ma credo che tra un'analisi seria
> sulla
> > privacy (come quella, proprio a SoTN, di Jan Hemme, il portavoce dei
> > Pirati tedeschi) al guazzabuglio atecnico in salsa orwelliana proposto da
> > Keen ce ne passi.
> >
> > Keen mi sembra molto sopravvalutato, almeno quanto Morozov.
> >
> > Mill, probabilmente, non l'avrebbe presa bene.
> >
> > Alberto
> >
> >
> >
> > Il giorno 26 giugno 2012 21:06, Federico Guerrini <federicogue(a)gmail.com>
> ha
> > scritto:
> >>
> >> Ciao
> a tutti
> >>
> >> A Trieste, durante State of the Net, ho intervistato Andrew Keen,
> >> nome noto della Silicon Valley il cui ultimo libro, "Digital Vertigo"
> >> contiene un'aspra critica alla "religione della condivisione"
> >> che sta dominando in questi ultimi anni la Rete.
> >>
> >> Keen auspica, citando John Stuart Mill e la priorità del singolo, il
> >> ritorno allo stato
> >> precedente a questa diffusa "ipervisibilità", perché è solo
> >> staccandosi dalla massa
> >> che gli individui possono trovare in loro stessi le risorse per
> >> generare qualcosa di innovativo
> >> e in contrasto con l'ortodossia corrente.
> >>
> >> Il fatto che, grazie alla Rete, siamo diventati tutti in
> >> una certa misura "personaggi pubblici" inoltre riporterebbe
> >> l'individuo al tempo dei villaggi,
> >> quando si veniva
> inseguiti dalla propria reputazione per tutta la vita
> >> ed era impossible
> >> reinventarsi un'esistenza dopo essere stati per qualche motivo
> "bollati".
> >>
> >> Che ne pensate?
> >>
> >>
> >>
> http://www.lastampa.it/_web/cmstp/tmplrubriche/tecnologia/grubrica.asp?ID_b…
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> >> Ciao,
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> >> Il mio ultimo libro: Vivere Social
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> http://www.bol.it/libri/Vivere-social.-Manuale/Federico-Guerrini/ea97888971…
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June 27, 2012
Re: [nexa] l'ultima provocazione di Andrew Keen
by Federico Guerrini
Fabio, sul piano intellettuale credo che fra Morozov e Keen
non ci siano paragoni (in favore del primo). Concordo comunque
con te che sia sbagliato limitarsi a prendere sottogamba
le loro affermazioni. Anche il secondo, pur senza avere la lucidità
e la scrittura tagliente di Morozov, come dici anche tu, pone
delle domande interessanti. Guai se lasciamo la scelta delle metafore
con cui descriviamo il nostro abitare il Web soltanto nelle mani dei "tecnici"
e dei gestori delle piattaforme...
2012/6/27 fabio chiusi <fabiochiusi(a)yahoo.it>:
> Se posso dire la mia - non avendo letto il libro di Keen, ma avendo letto
> Lovink e Morozov - è che da un lato in alcuni casi gli 'scettici' perdono in
> lucidità nelle critiche (l'ultimo di Lovink per esempio mi è sembrato molto
> confuso e pieno di affermazioni eccessive e non giustificate da ragionamenti
> solidi; di Keen un recente intervento sulla CNN faceva rabbrividire;
> l'ultimo di Morozov su Jobs era deboluccio). Ma che dall'altro la comunità
> di chi si occupa di questi problemi non è capace in molti casi di accettare
> le critiche in modo costruttivo e superarle a suon di argomenti. Non mi
> piace l'idea di Anna per cui visto che siamo analfabeti digitali 'anything
> goes': l'importante non è andare in una direzione, ma capire perché andare
> in quella direzione. Senza sapere se ha senso o meno, e quali insidie si
> celano per la strada, giungere a destinazione potrebbe rivelarsi perfino più
> scomodo che restare dove siamo. E non mi piace affatto che si mettano tutte
> le critiche sullo stesso piano, quelle di Keen - a volte eccessive, senza
> dubbio, ma nell'intervista di Federico poneva questioni sostanziali, a cui
> si dovrebbe rispondere non con un'alzata di spalle - e quelle di Morozov -
> molto più circostanziate di norma, a cui non ho trovato risposte altrettanto
> puntuali.
>
> Non ci sarà il cosiddetto 'tecno-utopismo', ma una certa sufficienza nel
> derubricare gli scettici, questo sì - come dimostrato dalle risposte a
> Federico sulla sua intervista. E non mi piace particolarmente - specie in
> una lista dove si affrontano proprio problemi di questo tipo.
>
> Spero di aver dato un contributo costruttivo alla discussione.
>
> f.
>
> ________________________________
> Da: Federico Guerrini <federicogue(a)gmail.com>
> A: Masera Anna <Anna.MASERA(a)lastampa.it>
> Cc: Nexa <nexa(a)server-nexa.polito.it>
> Inviato: Mercoledì 27 Giugno 2012 12:22
>
> Oggetto: Re: [nexa] l'ultima provocazione di Andrew Keen
>
> Concordo ;)
> Cose che magari per noi sembrano banali, per la stragrande maggioranza
> degli internauti italici non lo sono affatto!
> Ecco perché penso che il libro di Keen, tradotto, potrebbe avere un
> suo pubblico,
> magari più interessato allla cultura che alla tecnologia in senso stretto...
>
> Fed.
>
>
>
> 2012/6/27 Masera Anna <Anna.MASERA(a)lastampa.it>:
>> in effetti andrew keen in italia arriva anche dopo geert lovink
>>
>> http://www.lastampa.it/cmstp/rubriche/girata.asp?ID_blog=2&ID_articolo=1352…
>> ... dicono cose simili, sono intelligenti, colti e simpatici, e nei Paesi
>> in
>> cui internet è oltre la fase di alfabetizzazione lo spazio che occupano è
>> utile per mantenere un sano distacco: da noi invece c'è bisogno ancora
>> degli
>> evangelists perchè la fase "entusiastica" non è che abbia mai avuto un
>> grande sostegno. e siamo ben lontani ancora dall'essere un Paese
>> digitalmente alfabetizzato: che poi questa alfabetizzazione stia passando
>> direttamente attraverso l'uso dei social networks e degli
>> smartphones, saltando i passaggi precedenti, è roba da Terzo Mondo ma va
>> bene così: e diffondere anche i pensieri critici va benissimo,
>> l'importante
>> è che non passino solo quelli! federico guerrini fra le tante cose che fa
>> (l'ultimo suo libro è una bella guida all'uso dei social networks, "Vivere
>> Social") collabora al canale Tecnologia de La Stampa
>> www.lastampa.it/tecnologia che curo io, per cui vedo tutti i giorni il
>> suo contributo all'alfabetizzazione digitale: che intervisti anche andrew
>> keen quando passa per l'Italia ci sta :)
>> ciao, anna
>>
>> ________________________________
>> Da: nexa-bounces(a)server-nexa.polito.it
>> [mailto:nexa-bounces@server-nexa.polito.it] Per conto di Alberto
>> Inviato: mercoledì 27 giugno 2012 11.07
>> A: Federico Guerrini
>> Cc: Nexa
>> Oggetto: Re: [nexa] l'ultima provocazione di Andrew Keen
>>
>> Ciao Federico,
>>
>> ero a Trieste e ho sentito Keen.
>>
>> Il suo intervento è stato divertente. Anche lui lo è. Il problema è che
>> non
>> ha detto nulla di nuovo né di interessante.
>>
>> Che i social network ci abbiano fatto diventare "prodotti", che facebook
>> sia
>> una specie di macchina macina dati in mano a forze oscure, che i servizi
>> di
>> localizzazione siano gestiti da una specie di Mossad planetario sono
>> argomenti paranoici e banali, cose già sentite da "mi si nota di più". In
>> definitiva, una noia mortale.
>>
>> L'"anticristo della Silicon Valley", come lui ama definirsi, è stato bravo
>> a
>> ritagliarsi una fetta di audience. Ma credo che tra un'analisi seria sulla
>> privacy (come quella, proprio a SoTN, di Jan Hemme, il portavoce dei
>> Pirati tedeschi) al guazzabuglio atecnico in salsa orwelliana proposto da
>> Keen ce ne passi.
>>
>> Keen mi sembra molto sopravvalutato, almeno quanto Morozov.
>>
>> Mill, probabilmente, non l'avrebbe presa bene.
>>
>> Alberto
>>
>>
>>
>> Il giorno 26 giugno 2012 21:06, Federico Guerrini <federicogue(a)gmail.com>
>> ha
>> scritto:
>>>
>>> Ciao a tutti
>>>
>>> A Trieste, durante State of the Net, ho intervistato Andrew Keen,
>>> nome noto della Silicon Valley il cui ultimo libro, "Digital Vertigo"
>>> contiene un'aspra critica alla "religione della condivisione"
>>> che sta dominando in questi ultimi anni la Rete.
>>>
>>> Keen auspica, citando John Stuart Mill e la priorità del singolo, il
>>> ritorno allo stato
>>> precedente a questa diffusa "ipervisibilità", perché è solo
>>> staccandosi dalla massa
>>> che gli individui possono trovare in loro stessi le risorse per
>>> generare qualcosa di innovativo
>>> e in contrasto con l'ortodossia corrente.
>>>
>>> Il fatto che, grazie alla Rete, siamo diventati tutti in
>>> una certa misura "personaggi pubblici" inoltre riporterebbe
>>> l'individuo al tempo dei villaggi,
>>> quando si veniva inseguiti dalla propria reputazione per tutta la vita
>>> ed era impossible
>>> reinventarsi un'esistenza dopo essere stati per qualche motivo "bollati".
>>>
>>> Che ne pensate?
>>>
>>>
>>>
>>> http://www.lastampa.it/_web/cmstp/tmplrubriche/tecnologia/grubrica.asp?ID_b…
>>>
>>> Ciao,
>>>
>>> Fed.
>>>
>>> --
>>> www.federicoguerrini.com
>>>
>>> Il mio ultimo libro: Vivere Social
>>>
>>>
>>>
>>> http://www.bol.it/libri/Vivere-social.-Manuale/Federico-Guerrini/ea97888971…
>>> _______________________________________________
>>> nexa mailing list
>>> nexa(a)server-nexa.polito.it
>>> https://server-nexa.polito.it/cgi-bin/mailman/listinfo/nexa
>>
>>
>>
>>
>> --
>> Alberto Bellan
>> Milan, ITALY
>> twitter: @albertobellan
>> blog: parolecomplicate.it
>> skype: albertobellan
>>
>
>
>
> --
> www.federicoguerrini.com
>
> Il mio ultimo libro: Vivere Social
>
> http://www.bol.it/libri/Vivere-social.-Manuale/Federico-Guerrini/ea97888971…
> _______________________________________________
> nexa mailing list
> nexa(a)server-nexa.polito.it
> https://server-nexa.polito.it/cgi-bin/mailman/listinfo/nexa
>
>
--
www.federicoguerrini.com
Il mio ultimo libro: Vivere Social
http://www.bol.it/libri/Vivere-social.-Manuale/Federico-Guerrini/ea97888971…
June 27, 2012
Seminario (04.07.2012): Infrastructure -The Social Value of Shared Resources
by Giuseppe Futia
*AVVISO DI SEMINARIO*
*Infrastructure:*
*The Social Value of Shared Resources *
Prof. Brett M. Frischmann
/Benjamin N. Cardozo School of Law /
/Yeshiva University/
*mercoledì 4 luglio 2012, ore 17:00 -- 19:00 *
*Nexa Center for Internet & Society - Via Boggio 65/a, Torino*
*Ingresso libero*
/l'incontro si terrà in lingua inglese
/Webcast live: http://nexa.polito.it/upcoming-events/
/
URL permanente di questo comunicato stampa:
http://nexa.polito.it/2012-frischmann
/"Infras/infrastructure/tructure resources are the subject of many
contentious public policy debates, including what to do about
crumbling roads and bridges, whether and how to protect our natural
//environment, energy policy, even patent law reform, universal
health care, network neutrality regulation and the future of the
Internet. Each of these involves a //battle to control
infrastructure resources, to establish the terms and conditions
under which the public receives access, and to determine how the
infrastructure and various dependent systems evolve over time".
"Infrastructure: The Social Value of Shared Resources
<http://www.oup.com/us/catalog/general/subject/Law/EnvironmentalLaw/Energyan…>devotes
much needed attention to understanding *how society benefits from
**infrastructure**resources and how management decisions affect a
wide variety of interests*. The book links infrastructure, a
particular set of resources defined in terms of the manner in which
they *create value, with **commons*, a resource management principle
by which a resource is shared within a community. The infrastructure
commons ideas have broad implications for *scholarship* and *public
policy* across many fields ranging from traditional infrastructure
like roads to environmental economics to intellectual property to
Internet policy".
"Economics has become the methodology of choice for many scholars
and policymakers in these areas. The book offers a rigorous economic
challenge to the prevailing wisdom, which focuses primarily on
problems associated with ensuring adequate supply. The author
explores a set of questions that, once asked, seem obvious: *what
drives the demand side of the equation, and how should demand-side
drivers affect public policy? *Demand for infrastructure resources
involves a range of important considerations that bear on the
*optimal design of a regime for infrastructure management*. The book
identifies resource valuation and attendant management problems that
recur across many different fields and many different resource
types, and it develops a functional economic approach to
understanding and analyzing these problems and potential solutions".
/- Brett M. Frischmann, /Infrastructure - The Social Value of Shared
Resources/
<http://www.oup.com/us/catalog/general/subject/Law/EnvironmentalLaw/Energyan…>,
Oxford University Press, 2012/
/
**Speaker: Professor Brett M. Frischmann (Yeshiva University)**
*Brett M. Frischmann is Professor of Law at the Benjamin N. Cardozo
School of Law, Yeshiva University, where he teaches intellectual
property and internet law. After clerking for the Honorable Fred I.
Parker of the U.S. Court of Appeals for the Second Circuit and
practicing at Wilmer, Cutler & Pickering in Washington, DC, he
joined the Loyola University, Chicago law faculty in 2002. He has
held visiting appointments at Cornell, Fordham, and Syracuse. He is
a co-author of one of the leading internet law casebooks entitled:
Cyberlaw: Problems of Policy and Jurisprudence in the Information
Age, 4th Edition, along with Patricia L. Bellia, Paul Schiff Berman,
and David G. Post. Professor Frischmann has written articles for the
Columbia Law Review, Cornell Law Review, University of Chicago Law
Review, Review of Law and Economics, and many other leading journals.*
**
**
*Sul Centro Nexa su Internet & Società del Politecnico di Torino
(DAUIN)*
nexa<http://nexa.polito.it/>Il Centro Nexa su Internet & Società
(http://nexa.polito.it/) del Politecnico di Torino (Dipartimento di
Automatica e Informatica) nasce a partire dalle attività di un
gruppo di lavoro multidisciplinare -- tecnico, giuridico ed
economico -- formatosi a Torino nel 2003 e che da allora ha ideato,
progettato e realizzato diverse iniziative, tra cui: Creative
Commons Italia (2003-presente), CyberLaw Torino (2004), Harvard
Internet Law Program Torino (2005), SeLiLi, servizio di consulenza
legale gratuita sulle licenze aperte per creativi e programmatori
(2006-presente), COMMUNIA, la rete tematica europea costituita da 50
partner sul pubblico dominio digitale (2007-2011) e LAPSI, la rete
tematica europea dedicata agli aspetti legali delle informazioni del
settore pubblico (2010-2012).
Per restare aggiornati sulle attività del Centro Nexa su Internet &
Società:
* *Twitter*: http://twitter.com/nexacenter
* *Facebook*: http://facebook.com/nexa.center
* *Mailing list degli annunci Nexa*:
https://server-nexa.polito.it/cgi-bin/mailman/listinfo/nexa-announce
*
Responsabile Comunicazione*
*Giuseppe Futia*
Nexa Center for Internet & Society
Politecnico di Torino
Dipartimento di Automatica e Informatica
Tel: +39 011 090 7219
Mob: +39 333 1103017
giuseppe.futia(a)polito.it
http://nexa.polito.it
Twitter: http://twitter.com/nexacenter
Facebook: http://facebook.com/nexa.center
>
June 27, 2012
Re: [nexa] l'ultima provocazione di Andrew Keen
by giorgio.giunchi@cctld.it
Ok Fabio, ci mancherebbe solo la blacklist dei
critici di internet.
La architettura di internet consente applicazioni e servizi
di esposizione uno>tutti virtuale [o fittizia o
percepita ecc.].
Ovviamente chi condivide le regole del gioco [*] di tali
applicazioni e servizi puo' percepirsi in grado relativo soggetto finalmente di comunicazione ecc.; l'
unica certezza consiste nel fatto che e' in grado
non inferiore un "terminale" di comunicazione.
E ovviamente chi gioca il gioco ad es. di FB ne percepisce
in grado relativo soddisfazione appartenenza ecc.; l'
unica certezza di grado assoluto e' che lavora gratis
per Zuckerberg, che non ha bisogno di confezionare soggetto
sceneggiatura dialoghi star e comprimari. Come titolava un
gran film di Altman, tutti "Protagonisti".
Giorgio
:::::::
[*] il mio sospetto e' che a rigore le *uniche* cose
che si possono in senso proprio *condividere* a questo
mondo non sono valori ma regole del gioco
----- Original Message -----
From: fabiochiusi(a)yahoo.it
To: federicogue@gmail.com,Anna.MASERA@lastampa.it
Cc: nexa(a)server-nexa.polito.it
Sent: Wed, 27 Jun 2012 11:37:45 +0100 (BST)
Subject: Re: [nexa] l'ultima provocazione di Andrew Keen
Se posso dire la mia - non avendo letto il libro di Keen, ma avendo letto Lovink e Morozov - è che da un lato in alcuni casi gli 'scettici' perdono in lucidità nelle critiche (l'ultimo di Lovink per esempio mi è sembrato molto confuso e pieno di affermazioni eccessive e non giustificate da ragionamenti solidi; di Keen un recente intervento sulla CNN faceva rabbrividire; l'ultimo di Morozov su Jobs era deboluccio). Ma che dall'altro la comunità di chi si occupa di questi problemi non è capace in molti casi di accettare le critiche in modo costruttivo e superarle a suon di argomenti. Non mi piace l'idea di Anna per cui visto che siamo analfabeti digitali 'anything goes': l'importante non è andare in una direzione, ma capire perché andare in quella direzione. Senza sapere se ha senso o meno, e quali insidie si
celano per la strada, giungere a destinazione potrebbe rivelarsi perfino più scomodo che restare dove siamo. E non mi piace affatto che si mettano tutte le critiche sullo stesso piano, quelle di Keen - a volte eccessive, senza dubbio, ma nell'intervista di Federico poneva questioni sostanziali, a cui si dovrebbe rispondere non con un'alzata di spalle - e quelle di Morozov - molto più circostanziate di norma, a cui non ho trovato risposte altrettanto puntuali.
Non ci sarà il cosiddetto 'tecno-utopismo', ma una certa sufficienza nel derubricare gli scettici, questo sì - come dimostrato dalle risposte a Federico sulla sua intervista. E non mi piace particolarmente - specie in una lista dove si affrontano proprio problemi di questo tipo.
Spero di aver dato un contributo costruttivo alla
discussione.
f.
--------------------------------------------------------------------------------
Da: Federico Guerrini <federicogue(a)gmail.com>
A: Masera Anna <Anna.MASERA(a)lastampa.it>
Cc: Nexa <nexa(a)server-nexa.polito.it>
Inviato: Mercoledì 27 Giugno 2012 12:22
Oggetto: Re: [nexa] l'ultima provocazione di Andrew Keen
Concordo ;)
Cose che magari per noi sembrano banali, per la stragrande maggioranza
degli internauti
italici non lo sono affatto!
Ecco perché penso che il libro di Keen, tradotto, potrebbe avere un
suo pubblico,
magari più interessato allla cultura che alla tecnologia in senso stretto...
Fed.
2012/6/27 Masera Anna <Anna.MASERA(a)lastampa.it>:
> in effetti andrew keen in italia arriva anche dopo geert lovink
> http://www.lastampa.it/cmstp/rubriche/girata.asp?ID_blog=2&ID_articolo=1352…
> ... dicono cose simili, sono intelligenti, colti e simpatici, e nei Paesi in
> cui internet è oltre la fase di alfabetizzazione lo spazio che occupano è
> utile per mantenere un sano distacco: da noi invece c'è bisogno ancora degli
> evangelists perchè la
fase "entusiastica" non è che abbia mai avuto un
> grande sostegno. e siamo ben lontani ancora dall'essere un Paese
> digitalmente alfabetizzato: che poi questa alfabetizzazione stia passando
> direttamente attraverso l'uso dei social networks e degli
> smartphones, saltando i passaggi precedenti, è roba da Terzo Mondo ma va
> bene così: e diffondere anche i pensieri critici va benissimo, l'importante
> è che non passino solo quelli! federico guerrini fra le tante cose che fa
> (l'ultimo suo libro è una bella guida all'uso dei social networks, "Vivere
> Social") collabora al canale Tecnologia de La Stampa
> www.lastampa.it/tecnologia che curo io, per cui vedo tutti i giorni il
> suo contributo all'alfabetizzazione digitale: che intervisti anche andrew
> keen quando passa per l'Italia ci sta :)
> ciao, anna
>
>
________________________________
> Da: nexa-bounces(a)server-nexa.polito.it
> [mailto:nexa-bounces@server-nexa.polito.it] Per conto di Alberto
> Inviato: mercoledì 27 giugno 2012 11.07
> A: Federico Guerrini
> Cc: Nexa
> Oggetto: Re: [nexa] l'ultima provocazione di Andrew Keen
>
> Ciao Federico,
>
> ero a Trieste e ho sentito Keen.
>
> Il suo intervento è stato divertente. Anche lui lo è. Il problema è che non
> ha detto nulla di nuovo né di interessante.
>
> Che i social network ci abbiano fatto diventare "prodotti", che facebook sia
> una specie di macchina macina dati in mano a forze oscure, che i servizi di
> localizzazione siano
gestiti da una specie di Mossad planetario sono
> argomenti paranoici e banali, cose già sentite da "mi si nota di più". In
> definitiva, una noia mortale.
>
> L'"anticristo della Silicon Valley", come lui ama definirsi, è stato bravo a
> ritagliarsi una fetta di audience. Ma credo che tra un'analisi seria sulla
> privacy (come quella, proprio a SoTN, di Jan Hemme, il portavoce dei
> Pirati tedeschi) al guazzabuglio atecnico in salsa orwelliana proposto da
> Keen ce ne passi.
>
> Keen mi sembra molto sopravvalutato, almeno quanto Morozov.
>
> Mill, probabilmente, non l'avrebbe presa bene.
>
> Alberto
>
>
>
> Il giorno 26 giugno 2012 21:06, Federico Guerrini <federicogue(a)gmail.com> ha
> scritto:
>>
>> Ciao
a tutti
>>
>> A Trieste, durante State of the Net, ho intervistato Andrew Keen,
>> nome noto della Silicon Valley il cui ultimo libro, "Digital Vertigo"
>> contiene un'aspra critica alla "religione della condivisione"
>> che sta dominando in questi ultimi anni la Rete.
>>
>> Keen auspica, citando John Stuart Mill e la priorità del singolo, il
>> ritorno allo stato
>> precedente a questa diffusa "ipervisibilità", perché è solo
>> staccandosi dalla massa
>> che gli individui possono trovare in loro stessi le risorse per
>> generare qualcosa di innovativo
>> e in contrasto con l'ortodossia corrente.
>>
>> Il fatto che, grazie alla Rete, siamo diventati tutti in
>> una certa misura "personaggi pubblici" inoltre riporterebbe
>> l'individuo al tempo dei villaggi,
>> quando si veniva
inseguiti dalla propria reputazione per tutta la vita
>> ed era impossible
>> reinventarsi un'esistenza dopo essere stati per qualche motivo "bollati".
>>
>> Che ne pensate?
>>
>>
>> http://www.lastampa.it/_web/cmstp/tmplrubriche/tecnologia/grubrica.asp?ID_b…
>>
>> Ciao,
>>
>> Fed.
>>
>> --
>> www.federicoguerrini.com
>>
>> Il mio ultimo libro: Vivere Social
>>
>>
>> http://www.bol.it/libri/Vivere-social.-Manuale/Federico-Guerrini/ea97888971…
>>
_______________________________________________
>> nexa mailing list
>> nexa(a)server-nexa.polito.it
>> https://server-nexa.polito.it/cgi-bin/mailman/listinfo/nexa
>
>
>
>
> --
> Alberto Bellan
> Milan, ITALY
> twitter: @albertobellan
> blog: parolecomplicate.it
> skype: albertobellan
>
--
www.federicoguerrini.com
Il mio ultimo libro: Vivere Social
http://www.bol.it/libri/Vivere-social.-Manuale/Federico-Guerrini/ea97888971…
_______________________________________________
nexa mailing list
ymailto="mailto:nexa@server-nexa.polito.it" href="mailto:nexa@server-nexa.polito.it">nexa(a)server-nexa.polito.it
https://server-nexa.polito.it/cgi-bin/mailman/listinfo/nexa
>----- Original Message -----
>From: fabiochiusi(a)yahoo.it
>To: federicogue@gmail.com,Anna.MASERA@lastampa.it
June 27, 2012
Re: [nexa] l'ultima provocazione di Andrew Keen
by fabio chiusi
Se posso dire la mia - non avendo letto il libro di Keen, ma avendo letto Lovink e Morozov - è che da un lato in alcuni casi gli 'scettici' perdono in lucidità nelle critiche (l'ultimo di Lovink per esempio mi è sembrato molto confuso e pieno di affermazioni eccessive e non giustificate da ragionamenti solidi; di Keen un recente intervento sulla CNN faceva rabbrividire; l'ultimo di Morozov su Jobs era deboluccio). Ma che dall'altro la comunità di chi si occupa di questi problemi non è capace in molti casi di accettare le critiche in modo costruttivo e superarle a suon di argomenti. Non mi piace l'idea di Anna per cui visto che siamo analfabeti digitali 'anything goes': l'importante non è andare in una direzione, ma capire perché andare in quella direzione. Senza sapere se ha senso o meno, e quali insidie si celano per la strada, giungere a destinazione potrebbe rivelarsi perfino più scomodo che restare dove siamo. E non mi piace affatto che si
mettano tutte le critiche sullo stesso piano, quelle di Keen - a volte eccessive, senza dubbio, ma nell'intervista di Federico poneva questioni sostanziali, a cui si dovrebbe rispondere non con un'alzata di spalle - e quelle di Morozov - molto più circostanziate di norma, a cui non ho trovato risposte altrettanto puntuali.
Non ci sarà il cosiddetto 'tecno-utopismo', ma una certa sufficienza nel derubricare gli scettici, questo sì - come dimostrato dalle risposte a Federico sulla sua intervista. E non mi piace particolarmente - specie in una lista dove si affrontano proprio problemi di questo tipo.
Spero di aver dato un contributo costruttivo alla discussione.
f.
________________________________
Da: Federico Guerrini <federicogue(a)gmail.com>
A: Masera Anna <Anna.MASERA(a)lastampa.it>
Cc: Nexa <nexa(a)server-nexa.polito.it>
Inviato: Mercoledì 27 Giugno 2012 12:22
Oggetto: Re: [nexa] l'ultima provocazione di Andrew Keen
Concordo ;)
Cose che magari per noi sembrano banali, per la stragrande maggioranza
degli internauti italici non lo sono affatto!
Ecco perché penso che il libro di Keen, tradotto, potrebbe avere un
suo pubblico,
magari più interessato allla cultura che alla tecnologia in senso stretto...
Fed.
2012/6/27 Masera Anna <Anna.MASERA(a)lastampa.it>:
> in effetti andrew keen in italia arriva anche dopo geert lovink
> http://www.lastampa.it/cmstp/rubriche/girata.asp?ID_blog=2&ID_articolo=1352…
> ... dicono cose simili, sono intelligenti, colti e simpatici, e nei Paesi in
> cui internet è oltre la fase di alfabetizzazione lo spazio che occupano è
> utile per mantenere un sano distacco: da noi invece c'è bisogno ancora degli
> evangelists perchè la fase "entusiastica" non è che abbia mai avuto un
> grande sostegno. e siamo ben lontani ancora dall'essere un Paese
> digitalmente alfabetizzato: che poi questa alfabetizzazione stia passando
> direttamente attraverso l'uso dei social networks e degli
> smartphones, saltando i passaggi precedenti, è roba da Terzo Mondo ma va
> bene così: e diffondere anche i pensieri critici va benissimo, l'importante
> è che non passino solo quelli! federico guerrini fra le tante cose che fa
> (l'ultimo suo libro è una bella guida all'uso dei social networks, "Vivere
> Social") collabora al canale Tecnologia de La Stampa
> www.lastampa.it/tecnologia che curo io, per cui vedo tutti i giorni il
> suo contributo all'alfabetizzazione digitale: che intervisti anche andrew
> keen quando passa per l'Italia ci sta :)
> ciao, anna
>
> ________________________________
> Da: nexa-bounces(a)server-nexa.polito.it
> [mailto:nexa-bounces@server-nexa.polito.it] Per conto di Alberto
> Inviato: mercoledì 27 giugno 2012 11.07
> A: Federico Guerrini
> Cc: Nexa
> Oggetto: Re: [nexa] l'ultima provocazione di Andrew Keen
>
> Ciao Federico,
>
> ero a Trieste e ho sentito Keen.
>
> Il suo intervento è stato divertente. Anche lui lo è. Il problema è che non
> ha detto nulla di nuovo né di interessante.
>
> Che i social network ci abbiano fatto diventare "prodotti", che facebook sia
> una specie di macchina macina dati in mano a forze oscure, che i servizi di
> localizzazione siano gestiti da una specie di Mossad planetario sono
> argomenti paranoici e banali, cose già sentite da "mi si nota di più". In
> definitiva, una noia mortale.
>
> L'"anticristo della Silicon Valley", come lui ama definirsi, è stato bravo a
> ritagliarsi una fetta di audience. Ma credo che tra un'analisi seria sulla
> privacy (come quella, proprio a SoTN, di Jan Hemme, il portavoce dei
> Pirati tedeschi) al guazzabuglio atecnico in salsa orwelliana proposto da
> Keen ce ne passi.
>
> Keen mi sembra molto sopravvalutato, almeno quanto Morozov.
>
> Mill, probabilmente, non l'avrebbe presa bene.
>
> Alberto
>
>
>
> Il giorno 26 giugno 2012 21:06, Federico Guerrini <federicogue(a)gmail.com> ha
> scritto:
>>
>> Ciao a tutti
>>
>> A Trieste, durante State of the Net, ho intervistato Andrew Keen,
>> nome noto della Silicon Valley il cui ultimo libro, "Digital Vertigo"
>> contiene un'aspra critica alla "religione della condivisione"
>> che sta dominando in questi ultimi anni la Rete.
>>
>> Keen auspica, citando John Stuart Mill e la priorità del singolo, il
>> ritorno allo stato
>> precedente a questa diffusa "ipervisibilità", perché è solo
>> staccandosi dalla massa
>> che gli individui possono trovare in loro stessi le risorse per
>> generare qualcosa di innovativo
>> e in contrasto con l'ortodossia corrente.
>>
>> Il fatto che, grazie alla Rete, siamo diventati tutti in
>> una certa misura "personaggi pubblici" inoltre riporterebbe
>> l'individuo al tempo dei villaggi,
>> quando si veniva inseguiti dalla propria reputazione per tutta la vita
>> ed era impossible
>> reinventarsi un'esistenza dopo essere stati per qualche motivo "bollati".
>>
>> Che ne pensate?
>>
>>
>> http://www.lastampa.it/_web/cmstp/tmplrubriche/tecnologia/grubrica.asp?ID_b…
>>
>> Ciao,
>>
>> Fed.
>>
>> --
>> www.federicoguerrini.com
>>
>> Il mio ultimo libro: Vivere Social
>>
>>
>> http://www.bol.it/libri/Vivere-social.-Manuale/Federico-Guerrini/ea97888971…
>> _______________________________________________
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Il mio ultimo libro: Vivere Social
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June 27, 2012
Re: [nexa] l'ultima provocazione di Andrew Keen
by Federico Guerrini
Concordo ;)
Cose che magari per noi sembrano banali, per la stragrande maggioranza
degli internauti italici non lo sono affatto!
Ecco perché penso che il libro di Keen, tradotto, potrebbe avere un
suo pubblico,
magari più interessato allla cultura che alla tecnologia in senso stretto...
Fed.
2012/6/27 Masera Anna <Anna.MASERA(a)lastampa.it>:
> in effetti andrew keen in italia arriva anche dopo geert lovink
> http://www.lastampa.it/cmstp/rubriche/girata.asp?ID_blog=2&ID_articolo=1352…
> ... dicono cose simili, sono intelligenti, colti e simpatici, e nei Paesi in
> cui internet è oltre la fase di alfabetizzazione lo spazio che occupano è
> utile per mantenere un sano distacco: da noi invece c'è bisogno ancora degli
> evangelists perchè la fase "entusiastica" non è che abbia mai avuto un
> grande sostegno. e siamo ben lontani ancora dall'essere un Paese
> digitalmente alfabetizzato: che poi questa alfabetizzazione stia passando
> direttamente attraverso l'uso dei social networks e degli
> smartphones, saltando i passaggi precedenti, è roba da Terzo Mondo ma va
> bene così: e diffondere anche i pensieri critici va benissimo, l'importante
> è che non passino solo quelli! federico guerrini fra le tante cose che fa
> (l'ultimo suo libro è una bella guida all'uso dei social networks, "Vivere
> Social") collabora al canale Tecnologia de La Stampa
> www.lastampa.it/tecnologia che curo io, per cui vedo tutti i giorni il
> suo contributo all'alfabetizzazione digitale: che intervisti anche andrew
> keen quando passa per l'Italia ci sta :)
> ciao, anna
>
> ________________________________
> Da: nexa-bounces(a)server-nexa.polito.it
> [mailto:nexa-bounces@server-nexa.polito.it] Per conto di Alberto
> Inviato: mercoledì 27 giugno 2012 11.07
> A: Federico Guerrini
> Cc: Nexa
> Oggetto: Re: [nexa] l'ultima provocazione di Andrew Keen
>
> Ciao Federico,
>
> ero a Trieste e ho sentito Keen.
>
> Il suo intervento è stato divertente. Anche lui lo è. Il problema è che non
> ha detto nulla di nuovo né di interessante.
>
> Che i social network ci abbiano fatto diventare "prodotti", che facebook sia
> una specie di macchina macina dati in mano a forze oscure, che i servizi di
> localizzazione siano gestiti da una specie di Mossad planetario sono
> argomenti paranoici e banali, cose già sentite da "mi si nota di più". In
> definitiva, una noia mortale.
>
> L'"anticristo della Silicon Valley", come lui ama definirsi, è stato bravo a
> ritagliarsi una fetta di audience. Ma credo che tra un'analisi seria sulla
> privacy (come quella, proprio a SoTN, di Jan Hemme, il portavoce dei
> Pirati tedeschi) al guazzabuglio atecnico in salsa orwelliana proposto da
> Keen ce ne passi.
>
> Keen mi sembra molto sopravvalutato, almeno quanto Morozov.
>
> Mill, probabilmente, non l'avrebbe presa bene.
>
> Alberto
>
>
>
> Il giorno 26 giugno 2012 21:06, Federico Guerrini <federicogue(a)gmail.com> ha
> scritto:
>>
>> Ciao a tutti
>>
>> A Trieste, durante State of the Net, ho intervistato Andrew Keen,
>> nome noto della Silicon Valley il cui ultimo libro, "Digital Vertigo"
>> contiene un'aspra critica alla "religione della condivisione"
>> che sta dominando in questi ultimi anni la Rete.
>>
>> Keen auspica, citando John Stuart Mill e la priorità del singolo, il
>> ritorno allo stato
>> precedente a questa diffusa "ipervisibilità", perché è solo
>> staccandosi dalla massa
>> che gli individui possono trovare in loro stessi le risorse per
>> generare qualcosa di innovativo
>> e in contrasto con l'ortodossia corrente.
>>
>> Il fatto che, grazie alla Rete, siamo diventati tutti in
>> una certa misura "personaggi pubblici" inoltre riporterebbe
>> l'individuo al tempo dei villaggi,
>> quando si veniva inseguiti dalla propria reputazione per tutta la vita
>> ed era impossible
>> reinventarsi un'esistenza dopo essere stati per qualche motivo "bollati".
>>
>> Che ne pensate?
>>
>>
>> http://www.lastampa.it/_web/cmstp/tmplrubriche/tecnologia/grubrica.asp?ID_b…
>>
>> Ciao,
>>
>> Fed.
>>
>> --
>> www.federicoguerrini.com
>>
>> Il mio ultimo libro: Vivere Social
>>
>>
>> http://www.bol.it/libri/Vivere-social.-Manuale/Federico-Guerrini/ea97888971…
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>> https://server-nexa.polito.it/cgi-bin/mailman/listinfo/nexa
>
>
>
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> skype: albertobellan
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June 27, 2012
Re: [nexa] l'ultima provocazione di Andrew Keen
by Federico Guerrini
Alberto, penso che con Keen conti molto,
nella valutazione che si dà, anche l'aspetto esteriore,
non proprio da "intellettuale". Inoltre il suo libro precedente
Il Culto del dilettante probabilmente virava troppo sul sensazionalistico,
come lui stesso ha ammesso nella nostra chiaccherata.
Ma la presentazione di Trieste secondo me non rende molto giustizia a
Digital Vertigo,
che è un libro un po' prolisso, in alcune parti, ma interessante.
Invece ho trovato quello del partito pirata, lui sì, di una noia mortale ;)
Il problema del libro di Keen, se vogiamo, è che lui non dà alcuna soluzione,
pone delle domande, alcune delle quali già sentito, altre più originali,
ma non c'è la "killer app". Questo però è secondo me anche un po' il suo pregio,
lasciando da parte ogni altro giudizio "a pelle" sul modo di porsi
dell'autore...
I tecno deterministi, che pensano di trattare questioni come la
libertà dell'Uomo, il suo rapporto con gli altri,
in maniera algebrica, mi hanno un po' stufato...
Parere mio, ovvio ;)
2012/6/27 Alberto <albertobellan(a)gmail.com>:
> Ciao Federico,
>
> ero a Trieste e ho sentito Keen.
>
> Il suo intervento è stato divertente. Anche lui lo è. Il problema è che non
> ha detto nulla di nuovo né di interessante.
>
> Che i social network ci abbiano fatto diventare "prodotti", che facebook sia
> una specie di macchina macina dati in mano a forze oscure, che i servizi di
> localizzazione siano gestiti da una specie di Mossad planetario sono
> argomenti paranoici e banali, cose già sentite da "mi si nota di più". In
> definitiva, una noia mortale.
>
> L'"anticristo della Silicon Valley", come lui ama definirsi, è stato bravo a
> ritagliarsi una fetta di audience. Ma credo che tra un'analisi seria sulla
> privacy (come quella, proprio a SoTN, di Jan Hemme, il portavoce dei
> Pirati tedeschi) al guazzabuglio atecnico in salsa orwelliana proposto da
> Keen ce ne passi.
>
> Keen mi sembra molto sopravvalutato, almeno quanto Morozov.
>
> Mill, probabilmente, non l'avrebbe presa bene.
>
> Alberto
>
>
>
> Il giorno 26 giugno 2012 21:06, Federico Guerrini <federicogue(a)gmail.com> ha
> scritto:
>>
>> Ciao a tutti
>>
>> A Trieste, durante State of the Net, ho intervistato Andrew Keen,
>> nome noto della Silicon Valley il cui ultimo libro, "Digital Vertigo"
>> contiene un'aspra critica alla "religione della condivisione"
>> che sta dominando in questi ultimi anni la Rete.
>>
>> Keen auspica, citando John Stuart Mill e la priorità del singolo, il
>> ritorno allo stato
>> precedente a questa diffusa "ipervisibilità", perché è solo
>> staccandosi dalla massa
>> che gli individui possono trovare in loro stessi le risorse per
>> generare qualcosa di innovativo
>> e in contrasto con l'ortodossia corrente.
>>
>> Il fatto che, grazie alla Rete, siamo diventati tutti in
>> una certa misura "personaggi pubblici" inoltre riporterebbe
>> l'individuo al tempo dei villaggi,
>> quando si veniva inseguiti dalla propria reputazione per tutta la vita
>> ed era impossible
>> reinventarsi un'esistenza dopo essere stati per qualche motivo "bollati".
>>
>> Che ne pensate?
>>
>>
>> http://www.lastampa.it/_web/cmstp/tmplrubriche/tecnologia/grubrica.asp?ID_b…
>>
>> Ciao,
>>
>> Fed.
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June 27, 2012
R: l'ultima provocazione di Andrew Keen
by Masera Anna
in effetti andrew keen in italia arriva anche dopo geert lovink http://www.lastampa.it/cmstp/rubriche/girata.asp?ID_blog=2&ID_articolo=1352…<http://www.lastampa.it/cmstp/rubriche/girata.asp?ID_blog=2&ID_articolo=1352…>
... dicono cose simili, sono intelligenti, colti e simpatici, e nei Paesi in cui internet è oltre la fase di alfabetizzazione lo spazio che occupano è utile per mantenere un sano distacco: da noi invece c'è bisogno ancora degli evangelists perchè la fase "entusiastica" non è che abbia mai avuto un grande sostegno. e siamo ben lontani ancora dall'essere un Paese digitalmente alfabetizzato: che poi questa alfabetizzazione stia passando direttamente attraverso l'uso dei social networks e degli smartphones, saltando i passaggi precedenti, è roba da Terzo Mondo ma va bene così: e diffondere anche i pensieri critici va benissimo, l'importante è che non passino solo quelli! federico guerrini fra le tante cose che fa (l'ultimo suo libro è una bella guida all'uso dei social networks, "Vivere Social") collabora al canale Tecnologia de La Stampa www.lastampa.it/tecnologia<http://www.lastampa.it/tecnologia> che curo io, per cui vedo tutti i giorni il suo contributo all'alfabetizzazione digitale: che intervisti anche andrew keen quando passa per l'Italia ci sta :)
ciao, anna
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Da: nexa-bounces(a)server-nexa.polito.it [mailto:nexa-bounces@server-nexa.polito.it] Per conto di Alberto
Inviato: mercoledì 27 giugno 2012 11.07
A: Federico Guerrini
Cc: Nexa
Oggetto: Re: [nexa] l'ultima provocazione di Andrew Keen
Ciao Federico,
ero a Trieste e ho sentito Keen.
Il suo intervento è stato divertente. Anche lui lo è. Il problema è che non ha detto nulla di nuovo né di interessante.
Che i social network ci abbiano fatto diventare "prodotti", che facebook sia una specie di macchina macina dati in mano a forze oscure, che i servizi di localizzazione siano gestiti da una specie di Mossad planetario sono argomenti paranoici e banali, cose già sentite da "mi si nota di più". In definitiva, una noia mortale.
L'"anticristo della Silicon Valley", come lui ama definirsi, è stato bravo a ritagliarsi una fetta di audience. Ma credo che tra un'analisi seria sulla privacy (come quella, proprio a SoTN, di Jan Hemme, il portavoce dei Pirati tedeschi) al guazzabuglio atecnico in salsa orwelliana proposto da Keen ce ne passi.
Keen mi sembra molto sopravvalutato, almeno quanto Morozov.
Mill, probabilmente, non l'avrebbe presa bene.
Alberto
Il giorno 26 giugno 2012 21:06, Federico Guerrini <federicogue(a)gmail.com<mailto:federicogue@gmail.com>> ha scritto:
Ciao a tutti
A Trieste, durante State of the Net, ho intervistato Andrew Keen,
nome noto della Silicon Valley il cui ultimo libro, "Digital Vertigo"
contiene un'aspra critica alla "religione della condivisione"
che sta dominando in questi ultimi anni la Rete.
Keen auspica, citando John Stuart Mill e la priorità del singolo, il
ritorno allo stato
precedente a questa diffusa "ipervisibilità", perché è solo
staccandosi dalla massa
che gli individui possono trovare in loro stessi le risorse per
generare qualcosa di innovativo
e in contrasto con l'ortodossia corrente.
Il fatto che, grazie alla Rete, siamo diventati tutti in
una certa misura "personaggi pubblici" inoltre riporterebbe
l'individuo al tempo dei villaggi,
quando si veniva inseguiti dalla propria reputazione per tutta la vita
ed era impossible
reinventarsi un'esistenza dopo essere stati per qualche motivo "bollati".
Che ne pensate?
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Fed.
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June 27, 2012
Re: [nexa] l'ultima provocazione di Andrew Keen
by Alberto
Ciao Federico,
ero a Trieste e ho sentito Keen.
Il suo intervento è stato divertente. Anche lui lo è. Il problema è che non
ha detto nulla di nuovo né di interessante.
Che i social network ci abbiano fatto diventare "prodotti", che facebook
sia una specie di macchina macina dati in mano a forze oscure, che i
servizi di localizzazione siano gestiti da una specie di Mossad planetario
sono argomenti paranoici e banali, cose già sentite da "*mi si nota di
più*". In
definitiva, una noia mortale.
L'"*anticristo della Silicon Valley*", come lui ama definirsi, è stato
bravo a ritagliarsi una fetta di audience. Ma credo che tra un'analisi
seria sulla privacy (come quella, proprio a SoTN, di Jan Hemme, il
portavoce dei Pirati tedeschi) al guazzabuglio atecnico in salsa orwelliana
proposto da Keen ce ne passi.
Keen mi sembra molto sopravvalutato, almeno quanto Morozov.
Mill, probabilmente, non l'avrebbe presa bene.
Alberto
Il giorno 26 giugno 2012 21:06, Federico Guerrini
<federicogue(a)gmail.com>ha scritto:
> Ciao a tutti
>
> A Trieste, durante State of the Net, ho intervistato Andrew Keen,
> nome noto della Silicon Valley il cui ultimo libro, "Digital Vertigo"
> contiene un'aspra critica alla "religione della condivisione"
> che sta dominando in questi ultimi anni la Rete.
>
> Keen auspica, citando John Stuart Mill e la priorità del singolo, il
> ritorno allo stato
> precedente a questa diffusa "ipervisibilità", perché è solo
> staccandosi dalla massa
> che gli individui possono trovare in loro stessi le risorse per
> generare qualcosa di innovativo
> e in contrasto con l'ortodossia corrente.
>
> Il fatto che, grazie alla Rete, siamo diventati tutti in
> una certa misura "personaggi pubblici" inoltre riporterebbe
> l'individuo al tempo dei villaggi,
> quando si veniva inseguiti dalla propria reputazione per tutta la vita
> ed era impossible
> reinventarsi un'esistenza dopo essere stati per qualche motivo "bollati".
>
> Che ne pensate?
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>
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>
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