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Re: [nexa] 41° Mercoledì di NEXA - 11 aprile 2012
by Giuseppe Futia
Vi ricordiamo che oggi alle ore 18 presso il
Centro NEXA su Internet & Società *Massimo Durante*
e *Ugo Pagallo* terranno un incontro dal titolo:
*Lo stato dell'arte nell'informatica giuridica e il
diritto delle nuove tecnologie
*http://nexa.polito.it/mercoledi-41*
*
Webcast live: http://nexa.polito.it/upcoming-events
A causa delle festività pasquali, vi ricordiamo che per
accedere alla struttura sono disponibili gli ingressi di
Via Boggio 65/a e Via Boggio 59.
Grazie dell'attenzione e cordiali saluti,
Giuseppe
Il giorno 03 aprile 2012 12:58, Giuseppe Futia
<giuseppe.futia(a)polito.it>ha scritto:
>
> *41° Mercoledì di NEXA*
>
> *Lo stato dell’arte nell’informatica giuridica
> e il diritto delle nuove tecnologie*
>
> http://nexa.polito.it/mercoledi-41*
> *
>
> *Mercoledì 11 aprile 2012
> ore 18 - 20*
> (2° mercoledì del mese)
>
> Via Boggio 65/a, Torino (primo piano)
>
> Twitter: http://twitter.com/nexacenter
> Facebook: http://www.facebook.com/nexa.center
> Live Streaming: http://nexa.polito.it/upcoming-events
>
>
> La rivoluzione informatica sta mutando alla radice principi, concetti e
> istituti degli ordinamenti giuridici contemporanei, producendo altresì
> fattispecie inedite e fenomeni del tutto nuovi. Il* Manuale di
> informatica giuridica e diritto delle nuove tecnologie*, composto da 23
> voci che attestano la rilevanza dei mutamenti in atto, verrà presentato da
> *Massimo Durante*, ricercatore in Filosofia del Diritto e Informatica
> Giuridica presso l'Università di Torino, e *Ugo Pagallo*, ordinario di
> Filosofia del Diritto presso l'Università di Torino, e costituirà lo spunto
> di discussione per questo Mercoledì di NEXA.
>
> Sul *piano delle tecnologie dell’informazione e della comunicazione*, si
> tratta di reti, internet e web, con le banche dati, gli sviluppi
> dell’intelligenza e degli agenti artificiali, oltre alle applicazioni della
> robotica. Sul *piano del diritto positivo*, il riferimento va alle
> specifiche differenze che emergono nei vari settori interessati, come
> privacy e copyright digitali, diritto penale dell’informatica e informatica
> forense, amministrazione digitale e processo informatico, sicurezza e
> commercio elettronico.
>
> Sul *piano latamente sociale*, basti poi far cenno alle ricadute dei
> social networks, alle nuove formule di distribuzione dell’informazione e
> della cultura come le licenze Creative Commons, ai temi della trasparenza,
> della libertà di espressione online e dell’open data, fino a questioni di
> paternalismo e possibili derive autoritarie che chiamano in causa i nodi
> della fiducia in rete e l’odierno dibattito sull’etica del computer. Il
> dialogo a più voci, avviato con il *Manuale*, nasce dalla convinzione di
> fondo che la divisione del lavoro sia in questo caso consigliata dalla *straordinaria
> dinamicità dei processi in corso* e dal fatto che siamo soltanto
> all’inizio di una rivoluzione epocale.
>
> *Biografie:
> *
>
> *Massimo Durante* è Ricercatore in Filosofia del Diritto e
> Informatica Giuridica alla Facoltà di Giurisprudenza dell’Università di
> Torino e Dottore di Ricerca in Storia della Filosofia alla Facoltà di
> Filosofia dell’Università di Parigi IV La Sorbona. Membro di INSEIT, The
> International Society for Ethics & Information Technology, e della
> redazione di *Filosofia Politica*, Il Mulino, collabora con la rivista
> internazionale *Cahiers d’Etudes Lévinassiennes*, Verdier. Autore di
> numerosi articoli in italiano, inglese e francese, ha pubblicato tra
> l’altro: *Il futuro del web: etica, diritto e decentramento. Dalla
> sussidiarietà digitale all’economia dell’informazione in rete*,
> Giappichelli, 2007; *Responsabilità di fronte alla storia. La filosofia
> di Emmanuel Lévinas tra alterità e terzietà* (dir.), Il Melangolo, 2008;
> “Rethinking Human Identity in the Age of Autonomic Computing”, in M.
> Hildebrandt & A. Rouvroy (eds.), *Law, Human Agency and Autonomic
> computing. The Philosophy of Law Meets the Philosophy of Technology*,
> Routledge, 2011. La sua ricerca investe il rapporto tra diritto e morale e
> l’impatto delle ICT su diritto e società.*
> *
>
> *
> Ugo Pagallo* è ordinario di Filosofia del Diritto alla Facoltà di
> Giurisprudenza dell’Università di Torino, *faculty* del Center for
> Transnational Legal Studies (CTLS) di Londra, *faculty fellow* del Centro
> NEXA su Internet & Società e membro del Gruppo di esperti istituito dalla
> Commissione Europea DG-INFSO<http://ec.europa.eu/information_society/digital_futures/workshops/concept_r…>,
> nel dicembre 2011, per l’impatto sociale della rivoluzione informatica e la
> “transizione al digitale”. Autore di otto monografie e numerosi articoli in
> riviste internazionali, la sua ricerca verte sulla teoria delle reti e la
> robotica, l’etica dell’informazione e alcuni settori del diritto delle
> nuove tecnologie come la tutela dei dati personali e il copyright digitale.
>
>
> *Letture consigliate*:
>
> M. Durante e U. Pagallo (a cura di), *Manuale di informatica giuridica e
> diritto delle nuove tecnologie*, UTET 2012
>
>
>
> ****
>
>
> *Ufficio Stampa
> Centro NEXA su Internet & Società:*
> Giuseppe Futia
>
> NEXA Center for Internet & Society
> Politecnico di Torino
> Dipartimento di Automatica e Informatica
>
> Tel. +39 011 090 7219
>
> _______________________________________________
> nexa mailing list
> nexa(a)server-nexa.polito.it
> https://server-nexa.polito.it/cgi-bin/mailman/listinfo/nexa
>
>
--
Giuseppe Futia
Communications Manager
NEXA Center for Internet & Society
Politecnico di Torino - DAUIN
Corso Duca degli Abruzzi, 24 - 10129 Torino
web: http://nexa.polito.it
mail: giuseppe.futia(a)polito.it
tel. +39 011 090 7219
April 11, 2012
Re: [nexa] "la faccia cattiva del web"?
by Daria Santucci
Buongiorno a tutte/i e grazie come sempre per gli interessanti spunti di
riflessione e dibattito.
Se posso esprimere il mio parere, l'articolo di Luna non mi stupisce più di
tanto. Il sensazionalismo con cui fanno i conti i titolisti - parole chiave
necessarie a incrementare vendite e click (sesso, morte, droga) - non è qui
più evidente che in altri contesti. Non mi sembra che Internet sia
danneggiato più di altri temi, trattati con simile approccio retorico.
Per quanto riguarda il contenuto, poi, è certamente una notizia segnalare
un evento o un fatto la cui conoscenza si ritiene interessante. Dunque
riferire l'esistenza di una "rete parallela" è un elemento che aggiunge
informazione nel presentare al grande pubblico che cosa è Internet.
La grande sfida del giornalista, però, è raccontare la verità dei fatti,
trasformando concetti complessi in parole semplici. Nell'articolo, la
narrazione stile "Pirata dei Caraibi" proietta il lettore in un abisso dove
tutto è possibile, le forze dell'ordine sono impotenti e l'unica legge è
quella di un codice condiviso da una nicchia di dissidenti. Ma giacché i
malviventi trovano da sempre escamotage (online e offline) per i propri
illeciti, sarebbe opportuno ricordare che questa non è una colpa di
Internet.
L'elemento per completare il quadro, dunque, non sarebbe dunque il focus
sull'arma (Internet, SilkRoad) ma su chi la usa. Ricordando che l'impavido
pirata bendato che assalta vascelli con armi da taglio è - con buone
probabilità, e molto meno fascinosamente - un soggetto sedentario, forse
immerso in una noiosa routine quotidiana.
Ma questa sarebbe un'informazione che toglierebbe mistero all'immaginario
sul malvivente anonimo. Come toglierebbe mistero anche l'aggiunta di
screenshot, numeri, fonti. Dati che consentirebbero di smentire un mantra:
le notizie aumentano, l'informazione non migliora.
Saluti,
DS
Il giorno 11 aprile 2012 09:44, gianluca quaglia
<gianlucaquaglia(a)gmail.com>ha scritto:
> e intanto su la Repubblica oggi pubblicano questo
>
> http://www.repubblica.it/**tecnologia/2012/04/11/news/**
> sesso_droga_e_armi_la_faccia_**cattiva_del_web-33089682/?ref=**HREC1-9<http://www.repubblica.it/tecnologia/2012/04/11/news/sesso_droga_e_armi_la_f…>
>
> GianLuca
>
>
--
Daria Santucci, Ph.D.
Professor of Web Communication Semiotics
Communications Professional
Journalist
+39 347 2512926
www.vitaminapubblica.org
www.progetto-rena.it/author/daria_santucci<http://www.vitaminapubblica.org/>
April 11, 2012
R: Rif: Re: "la faccia cattiva del web"?
by Masera Anna
buoni e cattivi sono ovunque, quindi anche sul web... vecchia storia.
noi già due giorni fa su La Stampa avevamo trattato il tema così:
http://www.lastampa.it/_web/cmstp/tmplrubriche/tecnologia/grubrica.asp?ID_b…
NEWS
10/4/2012 - IL CASO
L'Internet segreto delle mafie
dove si paga con soldi virtuali
Le polizie di tutto il mondo a caccia di traffici invisibili di droghe e pornografia
[http://www.lastampa.it/common/images/pixel.gif]
FEDERICO VARESE
« Follow the Money» (Insegui il denaro) è uno dei princìpi investigativi chiavi di ogni indagine moderna. Non a caso la Gola Profonda dello scandalo Watergate dà questo suggerimento ai giornalisti del «Washington Post» Bob Woodward e Carl Bernstein durante un incontro segreto in un parcheggio della capitale americana. Seguendo i soldi arriveranno fino all'ufficio del Presidente degli Stati Uniti. Da allora, le polizie di tutto il mondo hanno adottato questo precetto. Se non è possibile risalire alla fonte del denaro, la maggior parte dei reati commessi dalla criminalità organizzata non possono essere svelati. Ma ora esiste una valuta virtuale che rende impossibile rintracciare l'identità di chi effettua pagamenti illegali. E le polizie di diversi Paesi temono che la preda stia scappando di mano.
Un gruppo della polizia inglese che indaga i reati telematici ha spiegato ai giornalisti di «Channel 4» perché questo sviluppo è particolarmente significativo. Innanzi tutto c'è un Internet pubblico, dominato da Google, Facebook, e Gmail, dove possiamo trovare quasi tutto quello che ci serve, dai giornali, agli orari ferroviari, alle ricette della nonna. Siamo in grado di accedere a questo tesoro di risorse e di informazioni perché i siti sono indicizzati dai motori di ricerca standard, come Google (che controlla più dell'ottanta per cento di questo traffico), Yahoo e Bing. Ed esiste un Internet segreto, cui non si accede attraverso i motori di ricerca convenzionali. Per entrare in questo mondo parallelo bisogna scaricare un programma speciale. Una volta installato questo programma, si può accedere, senza lasciare tracce telematiche, al web «profondo» o «nascosto». Che è molto più grande del web palese. Secondo uno studio del 2001 di Michael Bergman, dell'università di Santa Barbara, in California, i dati presenti nel web nascosto erano nel 2001 dalle 400 alle 550 volte di più di quelli presenti sul web pubblico. Alcuni di questi siti sono innocui, e contengono pagine tecniche o interamente private. Altri sono invece dei grandi bazar dove è possibile compare e vendere di tutto, dai passaporti falsi agli strumenti per clonare carte di credito, droga e materiale pornografico.
Uno di questi bazar virtuali è Silk Road. A prima vista, sembra un sito simile a eBay. Ma il sottotitolo recita: anonymous market place. In una schermata descritta in un articolo di Adrian Chen pubblicato sulla rivista Wired, sono elencati dieci tipi diversi di droghe, tra cui marijuana, ecstasy, hashish, droghe psichedeliche e oppiacei. Un altra directory offre «prodotti digitali», e una terza non meglio precisati «servizi». Ma non si può comprare proprio di tutto. Una nota avverte: «Annunci per la vendita di strumenti per commettere omicidi e armi di distruzione di massa non sono permessi su questo sito»!
Fino a non molto tempo fa, le polizie postali potevano però contare sul principio «Follow the Money». In molti casi erano proprio i tentativi di pagare che permettevano agli investigatori di rintracciare acquirenti e venditori di merci illegali. In presenza di fondati sospetti, Visa e Paypal aprivano i loro archivi e rivelavano l'intera storia di una transazione sospetta. Ora esiste un modo per sfuggire a questi controlli. Dal 2009, si può usare una valuta virtuale che ha preso piede negli ultimi due anni, i Bitcoins. Slegati da una banca centrale o un governo, i Bitcoins sono generati automaticamente da una serie di computer in rete tra loro. Un sistema di crittografia assicura che il legittimo proprietario sia l'unico ad usare una unità per una sola volta. Ogni anno, la massa valutaria aumenta secondo un algoritmo prestabilito, facendo in modo di evitare spirali inflazionistiche.
Ammettiamo dunque che volessi comprare delle pillole di ecstasy. Come procedo? Innanzi tutto cerco sull'Internet pubblico un cambia-valuta di Bitcoins, come ad esempio il sito Intersango (https://intersango.com/) Qui posso pagare con la mia normale carta di credito e comprare Bitcoins (un bitcoin costa circa 3 euro e settantaquattro centesimi). Una volta scaricata la valuta virtuale sul mio computer, entro nel web segreto e appare sul mio computer la schermata di Silk Road. Giunto nel bazar virtuale, seleziono le pillole di ecstasy e pago in Bitcoins. Dopo aver ricevuto la merce (di solito per posta), posso anche lasciare sul sito un commento sulla transazione così da far crescere la reputazione del venditore, come avviene su eBay e Amazon. A sua volta, chi viene pagato può facilmente riconvertire i Bitcoins in euro, dollari o sterline. La chiave di questo sistema è la possibilità del tutto legale di cambiare i Bitcoins in denaro. Questa valuta è usata anche per molte transazioni legittime sul web pubblico, e ha il vantaggio di tagliare fuori le banche e i gestori di carte di credito, e quindi azzerare i costi di transazione.
All'origine dei Bitcoins vi sono, secondo Wired, gli ideali dell'Agorismo, una filosofia anarco-capitalista che predica l'avvento di una contro-economia dove i mercati sono privi di regole e sfuggono ad ogni forma di tassazione. Il mercato nero è l'ideale degli agoristi poiché libero da ogni interferenza statale. Ispirati dagli scritti di Ayn Rand, gli agoristi hanno anche il loro manifesto, The New Libertarian Manifesto, scritto nel 1980 da Samuel E. Konkin III.
Nonostante i timori della polizia inglese, l'economia Bitcoins non supera i 57 milioni di dollari e alcuni errori tecnici (poi corretti) hanno fatto cadere il loro valore nel 2011. La gran parte del denaro criminale passa ancora attraverso le banche, che ripuliscono i narcodollari e i soldi delle nostre mafie, come avvertiva qualche anno fa Antonio Costa, direttore dell'ufficio della Nazioni Unite per la lotta alla criminalità organizzata. Il pericolo maggiore dei bazar virtuali è l'offerta di materiale pornografico illegale. Transazioni economiche anche modeste si fondano su violenze ed abusi gravissimi. Piuttosto che bandire i Bitcoins o chiudere Silk Road, come vorrebbero due senatori americani, le polizie dovrebbero focalizzare le indagini proprio su quei venditori e cercare la collaborazione degli amministratori dei siti nell'Internet palese e segreto. Ad esempio, il fondatore di Intersango si è detto disposto a collaborare con le autorità per casi specifici. Ancora una volta, la soluzione sembra essere «Follow the Money».
LA MONETA INVISIBILE DEL MONDO 2.0
2009 la'nno di nascita
I Bitcoins sono stati inventati da un internauta con lo pseudonimo di Satoshi Nakamoto che voleva una moneta «indipendente» da banche centrali o governi
.
7 milioni la circolazione
I Bitcoins vengono generati da una rete di computer ed è previsto che la loro «massa monetaria» si fermi una volta raggiunti i 21milioni di unità per evitare l'inflazione.
3,74 il valore in euro
I Bitcoins possono venire convertiti in euro, dollari o altre valute su speciali siti come Intersango, che vende e compra lamoneta virtuale per gli acquisti in Internet.
[http://www.lastampa.it/common/images/pixel.gif]
+ L'inchiesta Watergate nell'era di Internet? "Molto difficile"<http://www.lastampa.it/cmstp/rubriche/girata.asp?ID_blog=30&ID_articolo=102…>
+ Bitcoin, la moneta virtuale che spaventa i potenti ENRICO CAPORALE<http://www.lastampa.it/_web/cmstp/tmplrubriche/tecnologia/grubrica.asp?ID_b…>
+ Contro hacker e frodi online arriva la cyber-polizia europea CARLO LAVALLE<http://www.lastampa.it/_web/cmstp/tmplrubriche/tecnologia/grubrica.asp?ID_b…>
________________________________
Da: nexa-bounces(a)server-nexa.polito.it [mailto:nexa-bounces@server-nexa.polito.it] Per conto di a.dicorinto(a)uniroma1.it
Inviato: mercoledì 11 aprile 2012 13.16
A: lists(a)infosecurity.ch
Cc: nexa(a)server-nexa.polito.it
Oggetto: [nexa] Rif: Re: "la faccia cattiva del web"?
Non sono per niente d'accordo. L'articolo di Riccardo era ampio, preciso e informativo.
A leggerlo tutto c'è un concetto di fondo: le tecnologie possono essere usate per fare del bene oppure per fare del male.
Inoltre la funzione del giornalista è quella di raccontare e Riccardo l'ha fatto non avendo nè intenzione di scrivere un trattato di crittografia ad uso di qualche centinaio di persone in italia, nè di scrivere un libro per ovvi motivi di spazio e leggibilità.
Il titolo non era forse il massimo, ma se uno non è cretino legge nell'articolo che "la faccia cattiva del web" non è né Tor nè la darknet/darkweb, ma siti come SilkRoad e simili (e sono tanti) ed è giusto che la gente (3 milioni di utenti medi giornalieri x Repubblica) lo sappia. Inoltre a Tor e alla crittografia sono stati dati i giusti crediti sia come progetto che come uso "libertario".
Il resto è riflesso condizionato ideologico come facevamo noi un tempo dicendo che su Internet tutto è buono. Ma non lo è. E con questa cosa ci dobbiamo fare pace.
siyah!
**********************
"The Net interprets censorship as damage and routes around it."
- John Gilmore
-----nexa-bounces(a)server-nexa.polito.it ha scritto: -----
Per: nexa(a)server-nexa.polito.it<mailto:nexa@server-nexa.polito.it>
Da: "Fabio Pietrosanti (naif)"
Inviato da: nexa-bounces(a)server-nexa.polito.it<mailto:nexa-bounces@server-nexa.polito.it>
Data: 11/04/2012 10.30AM
Oggetto: Re: [nexa] "la faccia cattiva del web"?
On 4/11/12 9:44 AM, gianluca quaglia wrote:
> e intanto su la Repubblica oggi pubblicano questo
>
> http://www.repubblica.it/tecnologia/2012/04/11/news/sesso_droga_e_armi_la_f…
no-comment, si è infuocato il twitter space per avere usato titoli così
terroristici.
Micozzi dice "considerate che questa deriva ha già influenzato le
indagini penali: se c'è TOR evidentemente..."
Tanto per capire quanto questo tipo di informazione siano nociva circa
la preservazione dei diritti di comunicazione e della tutela dell'anonimato.
Ci vorrebbe una best practice di "Etica del Giornalismo quando si scrive
di crittografia e anonimato" onde evitare che si facciano facili
strumentalizzazioni giornalistiche.
Altrimenti, come dice Flora, è:
"Come urlare "Internet un covo di pedofili!"
Fabio
p.s. Mi sa' che bisogna fixare l'impostazione del Reply-to di questa
mailing list.
_______________________________________________
nexa mailing list
nexa(a)server-nexa.polito.it<mailto:nexa@server-nexa.polito.it>
https://server-nexa.polito.it/cgi-bin/mailman/listinfo/nexa
April 11, 2012
Il Centro NEXA su Internet & Società annuncia i Fellow per l'anno 2012 e tre nuovi membri del Comitato dei Garanti
by Giuseppe Futia
*Il Centro NEXA su Internet & Società**annuncia
i Fellow per l'anno 2012 e tre nuovi membri del Comitato dei Garanti*
**
http://nexa.polito.it/2012-fellow-garanti-it
[english version]
<http://nexa.polito.it/2012-fellows-trustees-en>English Version
<http://nexa.polito.it/2012-fellows-trustees-en>
Torino, 11 aprile 2012. Il Centro NEXA su Internet & Società del
Politecnico di Torino (DAUIN) è lieto di annunciare i nuovi Fellow
<http://nexa.polito.it/fellows> che contribuiranno alle attività del
Centro per l'anno 2012.Il Centro NEXA è inoltre lieto di comunicare
che il Prof. *Urs Gasser* (Harvard University), il Prof.
*Jean-Claude Guédon* (Université de Montréal) e il Prof. *David
Post* (Temple University) sono entrati a far parte del Comitato dei
Garanti <http://nexa.polito.it/trustees>.
*Nuovi Fellow NEXA per l'anno 2012*
*Mauro Alovisio - Fellow*
Mauro Alovisio <http://nexa.polito.it/fellows#alovisio> è laureato
in Giurisprudenza presso l'Università degli Studi di Torino. È
specializzato in tutela della privacy e dei dati personali e in
diritto applicato alle nuove tecnologie. Attualmente lavora presso
l'ufficio legale dell'Università di Torino e collabora con il Centro
NEXA su Internet & Società al progetto EVPSI <http://www.evpsi.org/>
su temi legati alla privacy. Autore di articoli pubblicati in
riviste scientifiche italiane, co-autore di diversi testi di
diritto, Mauro è membro del Comitato Scientifico del Centro Studi di
Informatica Giuridica e della Commissione Informatica del Consiglio
dell'Ordine degli Avvocati di Torino. Nell'ambito della sua
fellowship NEXA, Mauro si concentrerà su temi di ricerca relativi ai
dati personali nel progetto EVPSI e, su temi analoghi, nel contesto
delle azioni pilota previste nel progetto Open-DAI
<http://www.open-dai.eu/>, toccando anche altri aspetti legati alla
pubblica amministrazione in ambito digitale.
*
Eleonora Bassi - Fellow*
Eleonora Bassi <http://nexa.polito.it/fellows#bassi> ha ottenuto una
laurea in Giurisprudenza (/cum laude/) e un dottorato in Filosofia
del diritto e teoria legale presso l'Università di Torino. I suoi
principali campi di ricerca riguardano la dottrina giuridica, la
privacy e il diritto alla protezione dei dati e i diritti
fondamentali. Eleonora è attiva nel progetto di ricerca EVPSI
<http://www.evpsi.org/> e nella rete tematica LAPSI
<http://www.lapsi-project.eu/>, in cui si occupa di analizzare i
problemi connessi alla privacy e le questioni relative alle policy
sui dati aperti. Nell'ambito della sua fellowship NEXA, Eleonora
contribuirà alla stesura delle /policy recommendations/ del progetto
LAPSI in tema di /data protection/, collaborando anche allo sviluppo
di alcune azioni pilota che prevedono la gestione di dati personali
nell'ambito del progetto Open-DAI <http://www.open-dai.eu/>.
*Raimondo Iemma - Staff Research Fellow*
Raimondo Iemma <http://nexa.polito.it/staff#iemma> ha conseguito la
laurea in Ingegneria gestionale presso il Politecnico di Torino. Tra
il 2006 e il 2011 ha lavorato come ricercatore presso la Fondazione
Rosselli <http://www.fondazionerosselli.it/User.it/> e come project
manager presso Cotec <http://www.cotec.it/it/>, una /think tank/
italiana attiva su temi di politica dell'innovazione. Ha partecipato
a diversi progetti dell'Unione Europea in ambiti riguardanti
l'economia della scienza e le tecnologie emergenti e, dal 2009,
collabora al progetto EVPSI <http://www.evpsi.org/>. La sua attività
di ricerca presso il Centro NEXA tratta dei costi e dell'impatto dei
modelli Open Data, applicati in particolare al settore pubblico, in
un'ottica multidisciplinare /Internet Science/. In particolare, su
questi temi, Raimondo sarà impegnato nei progetti EVPSI (aspetti
economici), Open-DAI <http://www.open-dai.eu/> (/data assessment/ e
modelli di sostenibilità) e nella rete tematica EINS
<http://www.internet-science.eu/>.
*Monica A. Senor - Fellow*
Monica A. Senor <http://nexa.polito.it/fellows#senor> è avvocato
penalista in Torino, specializzata in questioni legali attinenti
all'informatica e alla biometria forense e il diritto alla
protezione dei dati personali. Dal 2002 lavora come membro esterno
dell'Ordine degli Avvocati di Torino. Dal 2004 al 2008 è stata
consigliere della Camera Penale del Piemonte Occidentale e della
Valle d'Aosta. Attualmente è membro del comitato di gestione della
Scuola UCPI territoriale, una scuola che promuove e cura la
formazione degli avvocati penalisti. Nell'ambito della propria
attività contribuisce a diversi magazine online tra cui Medialaws.eu
<http://www.medialaws.eu/>, Altalex.com <http://www.altalex.com/> e
Penale.it <http://www.penale.it/>. I suoi lavori sono stati
pubblicati da Giappichelli, Egea e UTET. Nell'ambito della sua
fellowship NEXA, Monica proporrà temi di ricerca legati a tutela dei
dati personali, informatica forense e diritti fondamentali in ottica
/Internet & Society/, continuando al contempo a supportare
specifiche attività del Centro, come la gestione della policy
relativa ai dati personali nell'ambito del progetto Neubot
<http://www.neubot.org/>.
*Giuseppe Vaciago - Fellow*
Giuseppe Vaciago <http://nexa.polito.it/fellows#vaciago> è avvocato
e membro del Consiglio dell'Ordine degli Avvocati di Milano dal
2002. Negli ultimi 10 anni il suo lavoro di ricerca si è concentrato
sul diritto dell'informatica con un focus particolare sul /cyber
crime/. Nell'ambito della propria attività ha assistito numerose
aziende IT a livello italiano e internazionale. Ha conseguito un
dottorato in /Digital Forensics/ presso l'Università degli Studi di
Milano ed è docente di Informatica giuridica presso l'Università
dell'Insubria (Varese e Como). Recentemente ha frequentato la
Fordham Law School e la Stanford Law School come "Visiting Scholar".
Giuseppe è autore di numerose pubblicazioni su /cyber crime/ in
riviste scientifiche e di libri di testo adottati negli atenei in
cui svolge attività di docenza. Ha inoltre tenuto diverse conferenze
e presentazioni sia in Italia che all'estero. Nell'ambito della sua
fellowship NEXA, Giuseppe proporrà temi di ricerca legati a /digital
forensics/ e diritti fondamentali in ottica /Internet & Society/,
fungendo al contempo da coordinatore delle attività del Centro NEXA
relative alle politiche Open Data nella Città di Milano.
I Fellow NEXA 2011 *Davide Bardone*, *Andrea Cairola*, *Carolina di
Vonzo*, *Corrado Druetta* e *Valentin Vitkov* hanno concluso, almeno
per il momento, la loro collaborazione formale con il Centro NEXA: a
loro va un sentito ringraziamento per il contributo alle attività
del Centro NEXA, con l'augurio di poter tornare presto a lavorare
insieme.
*
Nuovi membri del Comitato dei Garanti
*
*Urs Gasser
*Il Prof. Urs Gasser <http://nexa.polito.it/trustees#gasser> è il
direttore esecutivo del Berkman Center for Internet & Society presso
l'Università di Harvard <http://cyber.law.harvard.edu/>. Insegna
alla Harvard Law School, all'Università di St. Gallen (Svizzera) e
alla Fudan University School of Management (Cina). È "Visiting
Professor" alla Keio University (Giappone) e Fellow presso
l'Istituto Gruter per il diritto e la ricerca comportamentale. Urs
Gasser è autore di diversi libri ed è il co-autore di "Interop: The
Promise and Perils of Highly Interconnected Systems" (Basic Books,
2012, scritto con John Palfrey) e "Born Digital: Understanding the
First Generation of Digital Natives"(Basic Books, 2008, scritto con
John Palfrey) che è stato tradotto in 10 lingue (compreso il cinese)
e ha pubblicato oltre 70 articoli in riviste specializzate.*
Jean-Claude Guédon*<http://nexa.polito.it/trustees#gu%C3%A9don>
<http://nexa.polito.it/trustees#gu%C3%A9don>
<http://nexa.polito.it/trustees#gu%C3%A9don>
<http://nexa.polito.it/trustees#gu%C3%A9don>
*<http://nexa.polito.it/trustees#gu%C3%A9don>
* Il Prof. Jean-Claude Guédon
<http://nexa.polito.it/trustees#gu%C3%A9don> ha iniziato la sua
carriera presso il Glendon College (York University) a Toronto nel
1970 ed è stato professore presso l'Université de Montréal a partire
dal 1973, in origine all'interno dell'Institut d'histoire et de
sociopolitique des Sciences////, e dal 1987 presso il Département de
Littérature Comparée//. Membro della Internet Society
<http://www.isoc.org/>, tra il 1998 e il 2003 è stato presidente del
comitato consultivo del CNSLP (Canadian National Site Licence
Project), ora conosciuto come CRKN <http://www.crkn.ca/> (Canadian
Research Knowledge Network). Dal 2002 al 2006 è stato membro
dell'OSI's Information Program e dal 2003 al 2007 ha fatto parte
dell'Advisory Board di eIFL <http://www.eifl.net/> (Electronic
Information for Libraries). Dal 2006 fino al novembre 2008 è stato
vice-presidente della Canadian Society for the Humanities and Social
Sciences.
*David Post
*Il Prof. David Post <http://nexa.polito.it/trustees#post> insegna
Diritto della Proprietà intellettuale e Diritto del Cyberspazio
presso la Facoltà di Giurisprudenza della Temple University. È
inoltre Fellow del Center for Democracy and Technology
<http://www.cdt.org/> e dell'Institute for Information Law and
Policy
<http://www.nyls.edu/centers/harlan_scholar_centers/institute_for_informatio…>
presso la New York Law School, ricercatore a contratto presso il
Cato Institute <http://www.cato.org/> e collaboratore del blog
Volokh Conspiracy <http://volokh.com/>. Dopo aver conseguito un
dottorato di ricerca in Antropologia fisica, ha insegnato presso il
Dipartimento di Antropologia della Columbia University. Nel 1986 ha
ottenuto una laurea /summa cum laude/ presso il Georgetown Law
Center. I lavori del Prof. Post sono consultabili online
all'indirizzo http://www.davidpost.com <http://www.davidpost.com/>.
*Ufficio Stampa
Centro NEXA su Internet & Società*
Giuseppe Futia
NEXA Center for Internet & Society
Politecnico di Torino
Dipartimento di Automatica e Informatica
Tel. +39 011 090 7219
April 11, 2012
La mossa dei cittadini: MoveOn Italia spinge per una Rai al servizio degli utenti
by a.dicorinto@uniroma1.it
April 11, 2012
Re: [nexa] "la faccia cattiva del web"?
by gianluca quaglia
effettivamente, se l'intento era quello di mandare un messaggio per
criminalizzare la rete, un titolo simile è riuscito a farlo!
chi lavora sui media dovrebbe sempre cercare di essere imparziale e
ricordare che la comunicazione, semplicemente riportando
un'informazione, influenza il significato ultimo recepito dall'opinione
pubblica.
GianLuca
Il 11/04/2012 10.29, Fabio Pietrosanti (naif) ha scritto:
> On 4/11/12 9:44 AM, gianluca quaglia wrote:
>> e intanto su la Repubblica oggi pubblicano questo
>>
>> http://www.repubblica.it/tecnologia/2012/04/11/news/sesso_droga_e_armi_la_f…
> no-comment, si è infuocato il twitter space per avere usato titoli così
> terroristici.
>
> Micozzi dice "considerate che questa deriva ha già influenzato le
> indagini penali: se c'è TOR evidentemente..."
>
> Tanto per capire quanto questo tipo di informazione siano nociva circa
> la preservazione dei diritti di comunicazione e della tutela dell'anonimato.
>
> Ci vorrebbe una best practice di "Etica del Giornalismo quando si scrive
> di crittografia e anonimato" onde evitare che si facciano facili
> strumentalizzazioni giornalistiche.
>
> Altrimenti, come dice Flora, è:
> "Come urlare "Internet un covo di pedofili!"
>
> Fabio
>
> p.s. Mi sa' che bisogna fixare l'impostazione del Reply-to di questa
> mailing list.
> _______________________________________________
> nexa mailing list
> nexa(a)server-nexa.polito.it
> https://server-nexa.polito.it/cgi-bin/mailman/listinfo/nexa
--
dott. Quaglia GianLuca
tel/fax 011 3170574
cell 3332273543
www.gianlucaquaglia.it
April 11, 2012
Re: [nexa] "la faccia cattiva del web"?
by Fabio Pietrosanti (naif)
On 4/11/12 9:44 AM, gianluca quaglia wrote:
> e intanto su la Repubblica oggi pubblicano questo
>
> http://www.repubblica.it/tecnologia/2012/04/11/news/sesso_droga_e_armi_la_f…
no-comment, si è infuocato il twitter space per avere usato titoli così
terroristici.
Micozzi dice "considerate che questa deriva ha già influenzato le
indagini penali: se c'è TOR evidentemente..."
Tanto per capire quanto questo tipo di informazione siano nociva circa
la preservazione dei diritti di comunicazione e della tutela dell'anonimato.
Ci vorrebbe una best practice di "Etica del Giornalismo quando si scrive
di crittografia e anonimato" onde evitare che si facciano facili
strumentalizzazioni giornalistiche.
Altrimenti, come dice Flora, è:
"Come urlare "Internet un covo di pedofili!"
Fabio
p.s. Mi sa' che bisogna fixare l'impostazione del Reply-to di questa
mailing list.
April 11, 2012
Rif: Re: Rif: Re: Presentazione del software "Liquidfeedback" domani alle ore 16
by a.dicorinto@uniroma1.it
April 11, 2012