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R: Re: Sabam atto II
by Blengino
Giuseppe,
concordiamo entrambi con qualche distinguo- sul fatto che ACTA (anche per
la sua genericità) ha di fatto lo stesso potenziale di pericolo per la
rete (o meglio per altri diritti che in rete trovano vitale espressione)
rispetto alle normative già in essere.
Da lì in avanti però il film che descriviamo diverge profondamente (cosa per
altro legittima e stimolante).
Se le varie direttive (ISOC-IPRED) non hanno dato i risultati sperati dai
titolari dei diritti, non lo attribuirei a scelte politiche o alle potenti
lobby degli intermediari, ma al fatto che quegli strumenti di tutela, ed i
diritti stessi come oggi moltiplicati, sono incompatibili con i nuovi
modelli di circolazione delle opere e le privative sono intutelabili sulle
reti digitali senza che ciò cozzi con altri fondamentali interessi della
collettività.
Acta farà la stessa fine, perchè il difetto è a monte, non nellenforcement.
Posso capire che dal punto di vista dei titolari dei diritti connessi, gli
intermediari della comunicazione sono visti come sanguisughe e parassiti, ma
è davvero un errore prospettico.
Linteresse collettivo alla creazione va di pari passo con linteresse
collettivo alla diffusione e allaccesso, ed oggi a diffondere siamo noi.
Ciò che temo, e lo temo davvero poichè riconosco come fondamentale il
diritto dautore, è che proprio questa tetragona volontà dei titolari di
rimanere agganciati a vecchi modelli di business e di enforcement sarà la
causa prima dellesponenziale aumento delle violazioni. Ed i danni saranno
degli autori, non certo dei fruitori.
Con affetto
Carlo
_____
Da: giuseppe mazziotti [mailto:giuseppe.mazziotti@gmail.com]
Inviato: venerdì 17 febbraio 2012 10.24
A: Blengino
Cc: a.dicorinto(a)uniroma1.it; nexa(a)server-nexa.polito.it
Oggetto: Re: Re: [nexa] Sabam atto II
Carlo,
ti ringrazio per le conferme riguardo ad ACTA e alla relazione del trattato
con le normative europee e in particolare italiana.
A me pare che lo sbilanciamento di cui scrivi, pero', resti in buona parte
solo sulla carta, e non nell'applicazione concreta dei diritti d'autore su
Internet.
Le due direttive piu' importanti (quella del 2001 e quella del 2004
sull'enforcement) hanno si ribadito con forza la volonta' politica di
tutelare il diritto d'autore in modo classico, con la tecnica
dell'esclusiva, ma al tempo stesso, per motivi politici, per poca
convinzione e anche per la crescita smisurata del potere di altri settori
industriali con interessi diametramelmente opposti (le Internet companies,
gli ISPs), non hanno trovato reale applicazione, almeno in alcune delle sue
disposizioni piu' importanti. Se cio' fosse accaduto, probabilmente i
titolari dei diritti avrebbero potuto contare su rimedi pienamente in linea
con i principi della tutela giuridisdizionale che li avrebbero resi meno
impopolari.
In molti Paesi europei e' di fatto inesistente o apertamente osteggiata la
tutela di cui agli articoli 8.3 della direttiva 2001/29 e dell'art. 11
della direttiva 2004/48 (tutela del diritto d'autore per mezzo di
ingiunzioni contro intermediari i cui servizi siano utilizzati per
violazioni on-line) e non e' applicato nemmeno il diritto di informazione di
cui all'art. 8 della direttiva del 2004 /48. Inoltre, la direttiva sul
commercio elettronico del 2000 e' stata interpretata a livello nazionale nel
senso di rendere praticamente impossibili/lentisissime/costose/inefficaci le
procedure di c.d. notice-and-take-down e di spostare sui titolari dei
diritti d'autore l'onere e i costi del controllo di legalita', a tutela
dell' "innovazione" e della "liberta' d'impresa" di chi mette su, per
esempio, una piattaforma di user-generated content o un social network.
A me tutto cio' fa capire che, di fatto, fino ad ora ci sia stata la precisa
volonta' politica di lasciare le direttive sulla carta, almeno per cio' che
riguarda Internet, a vantaggio di quei settori strategici che della
gratuita' e liberta' dei contenuti (altrui) hanno beneficiato in maniera
massicia. Ecco perche' ACTA pare a molti tanto pericoloso, pur essendo
qualcosa di meno rispetto a cio' che abbiamo gia' in Europa.
Giuseppe
Il giorno 16 febbraio 2012 12:19, Blengino <blengino(a)penalistiassociati.it>
ha scritto:
ACTA è nato male, e proseguirà peggio. La segretezza nelle trattative e la
poca trasparenza (non so se dettate dal timore delpopolo del web) hanno
inquinato la discussione sul trattato, esacerbando i toni in un crescendo
mediatico solo parzialmente giustificato, e soprattutto improduttivo e
sterile.
Concordo con Te Giuseppe: non riesco a vedere nelle disposizioni di ACTA
maggiori pericoli per il web di quanti non se ne annidino nelle normative in
vigore o in fieri in Europa. Non per nulla la Corte deve intervenire per
bilanciare giudizialmente ciò che legislativamente bilanciato non è. In vero
alcuni passaggi di ACTA mi inquietano, e son gli stessi che hanno frenato e
stoppato IPRED2: mi riferisco alle possibili ingerenze nei procedimenti e
in ipotizzabili (e già infruttuosamente tentati) atti di autotutela dei
titolari (comprese le associazioni e gli enti esponenziali dei titolari dei
dir.connessi). Per il resto, se guardiamo ad es. alla normativa italiana,
ACTA è sin più moderato, ad esempio nellenforcement penale.
Il punto è che stiamo rimestando in un sistema fallimentare e rafforzando
una normativa oggi insostenibile. Di ciò ne pagano le maggiori conseguenze
proprio gli autori. Però vallo a spiegare....
_____
Da: giuseppe mazziotti [mailto:giuseppe.mazziotti@gmail.com]
Inviato: giovedì 16 febbraio 2012 11.56
A: a.dicorinto(a)uniroma1.it
Cc: blengino(a)penalistiassociati.it; nexa(a)server-nexa.polito.it
Oggetto: Re: Re: [nexa] Sabam atto II
Caro Arturo
anch'io ho studiato il trattato (anche per motivi di lavoro, oltre che per
interesse personale) e ho anche letto attentamente i tuoi articoli, che
trovo sempre molto interessanti e suggestivi.
Francamente, non credo ACTA sia soltanto nell'interesse degli USA: anche
l'Europa ne beneficierebbe, non tanto nel Mercato Interno (perche' ACTA non
aggiunge nulla al diritto europeo) ma nei rapporti con i Paesi parte del
trattato, dal punto di vista della reciprocita' del trattamento. A me pare
che alcune disposizioni dell'accordo TRIPS del 1994 (in sede di WTO, e
quindi valide nei confronti dei c.d. BRICs) contengano gia' i principi tanto
criticati di ACTA, solo che quest'ultimo li attualizza, per un numero di
Stati contraenti piu' limitati, prendendo esplicitamente in considerazione
l'ambiente digitale. E' chiaro che un trattato anti-contraffazione e' per
definizione uno strumento a tutela di Paesi esportatori di tecnologie e
contenuti a livello industriale e ACTA intende armonizzare le procedure di
enforcement tra i Paesi firmatari (un numero limitato, quindi). Se parli di
fallimento, e' gia' un fallimento in se' dal punto di vista politico che un
trattato del genere si stato negoziato soltanto tra Stati che, per la
maggior parte, assicurano un livello di protezione della proprieta'
intellettuale molto alto, almeno sulla carta (la situazione della UE
e'esemplare su questo fronte). E' evidente che ACTA nulla puo' e potra' nei
confronti di Paesi come la Cina e la Russia, dove intere economie si basano
sul free riding e sulla contraffazione. Alla fine dei conti, inizialmente
l'idea di ACTA l'hanno avuta la Finlandia e il Giappone, non gli USA...
Saluti, G.
Il giorno 16 febbraio 2012 11:39, <a.dicorinto(a)uniroma1.it> ha scritto:
Appunto, Giuseppe, "noi detrattori", che ci siamo scagliati contro ACTA,
l'abbiamo studiato il trattato, e abbiamo capito che è inutile dal punto di
vista della IP protection ma promette di fare più danni di quanti ne possa
riparare. Abbiamo anche chiarito che dietro ACTA c'è una guerra ecopnomica e
geopolitica, e un tentativo egemonico culturale e legale degli USA che è
destinato al fallimento, soprattutto fuori dei confini dell'Europa.
Qui c'è quello che ho detto e scritto in proposito:
http://articolo21.org/4810/notizia/tutti-contro-lacta.html
http://espresso.repubblica.it/dettaglio/ma-il-copyright-%C3%A3%C2%A8-un-diri
tto-naturale/2173576
http://www.dicorinto.it/temi/innovazione/la-repubblica-dietro-il-risiko-dell
acta-minaccia-globale-alla-liberta
http://www.dicorinto.it/temi/diritti_digitali/intervista-di-corintoi-su-acta
-per-la-radio-slovena
http://www.dicorinto.it/temi/innovazione/arcireport-acta-una-guerra-politica
http://www.euractiv.com/infosociety/acta-activates-european-civil-society-ne
ws-510533
**********************
The Net interprets censorship as damage and routes around it.
John Gilmore
-----nexa-bounces(a)server-nexa.polito.it ha scritto: -----
Per: Blengino <mailto:blengino@penalistiassociati.it>
<blengino(a)penalistiassociati.it>
Da: giuseppe mazziotti
Inviato da: nexa-bounces(a)server-nexa.polito.it
Data: 16/02/2012 11.22AM
Cc: Nexa <mailto:nexa@server-nexa.polito.it> <nexa(a)server-nexa.polito.it>
Oggetto: Re: [nexa] Sabam atto II
Ciao Carlo,
si chetera' un po' SABAM, ma dovrebbero anche chetarsi tutti quelli che
nelle ultime settimane hanno paventato la fine del mondo e della liberta' su
Internet con ACTA (se mai verra' ratificato dall'Europa). La Corte di
Giustizia, emanando le sentenze sui due casi di SABAM (contro Scarlet e
Netlog), si e' mossa in un contesto legislativo, e cioe' il diritto UE, che
non cambiera' per via di ACTA, e anzi prevede tutele e strumenti superiori
per la tutela dei diritti d'autore rispetto ad ACTA stesso (penso alla
direttiva Enforcement del 2004 e all'articolo 8.3 della direttiva
Information Society del 2001). Mi chiedo perche' tutti i detrattori di ACTA
si siano scagliati contro questo Trattato senza scagliarsi contro le
direttive europee... non mi pare un atteggiamento serio e responsabile.
Una soluzione per la tutela dei contenuti protetti professionalmente dovra'
pur trovarsi nel prossimo futuro, altrimenti si protrarra' la situazione di
ingiustificato (e gigantesco) arricchimento che ha contraddistinto la
"liberta' di business" degli ISPs e delle Internet companies, coi contenuti
prodotti da qualcun altro. A questo proposito, segnalo un bel libro di
Robert Levine:
http://www.nytimes.com/2011/11/27/books/review/free-ride-by-robert-levine-bo
ok-review.html?pagewanted=all.
La Corte di Giustizia oggi ci ha soltanto detto che la soluzione non puo'
essere un sistema di filtraggio generale e preventivo, punto.
Cari saluti
Giuseppe
Il giorno 16 febbraio 2012 10:51, Blengino <blengino(a)penalistiassociati.it>
ha scritto:
Confermata SABAM SCARLET in C-360/10
http://curia.europa.eu/jcms/upload/docs/application/pdf/2012-02/cp120011en.p
df
Il quesito era:
Se le direttive 2001/29
<http://curia.europa.eu/juris/document/document_print.jsf?doclang=IT&text=&p
art=1&docid=79288&cid=154167#1> 1 e 2004/48
<http://curia.europa.eu/juris/document/document_print.jsf?doclang=IT&text=&p
art=1&docid=79288&cid=154167#2> 2, lette in combinato disposto con le
direttive 95/46
<http://curia.europa.eu/juris/document/document_print.jsf?doclang=IT&text=&p
art=1&docid=79288&cid=154167#3> 3, 2000/31
<http://curia.europa.eu/juris/document/document_print.jsf?doclang=IT&text=&p
art=1&docid=79288&cid=154167#4> 4 e 2002/58
<http://curia.europa.eu/juris/document/document_print.jsf?doclang=IT&text=&p
art=1&docid=79288&cid=154167#5> 5, interpretate, in particolare, alla luce
degli artt. 8 e 10 della Convenzione europea per la salvaguardia dei diritti
dell'uomo e delle libertà fondamentali, consentano agli Stati membri di
autorizzare un giudice nazionale, adito nell'ambito di un procedimento nel
merito e in base alla sola disposizione di legge che prevede che: "Essi (i
giudici nazionali) possono altresì emettere un'ingiunzione recante un
provvedimento inibitorio nei confronti di intermediari i cui servizi siano
utilizzati da un terzo per violare il diritto d'autore o un diritto
connesso", ad ordinare ad un fornitore di servizi di hosting di predisporre,
nei confronti della sua intera clientela, in abstracto e a titolo
preventivo, esclusivamente a sue spese e senza limitazioni nel tempo, un
sistema di filtraggio della maggior parte delle informazioni che vengono
memorizzate sui suoi server, al fine di individuare file elettronici
contenenti un'opera musicale, cinematografica o audiovisiva sulla quale la
SABAM affermi di vantare diritti, e in seguito di bloccare il trasferimento
di questi file.
Si sarà chetata la SIAE belga?
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Feb. 17, 2012
Technollama: "TPP: Welcome to the global war on intermediaries"
by J.C. DE MARTIN
TPP: Welcome to the global war on intermediaries
/By Andres <http://www.technollama.co.uk/author/admin> On February 15,
2012 · 4 Comments
<http://www.technollama.co.uk/tpp-welcome-to-the-global-war-on-intermediarie…>
/ SOPA and PIPA are knocked-out. ACTA is on the ropes... time to relax?
Not yet, meet the Trans-Pacific Partnership (TPP
<http://www.mfat.govt.nz/downloads/trade-agreement/transpacific/main-agreeme…>),
the new front in the War on Piracy^(TM). While there is already a trade
agreement under this name, the TPP has been enhanced and in November
last year the leaders of Australia, Brunei, Chile, Malaysia, New
Zealand, Peru, Singapore, Vietnam, and the United States announced a new
proposed agreement <http://www.ustr.gov/tpp>. Much like ACTA, the TPP
will operate as a multilateral trade agreement between the United States
and selected trading partners. As such, it contains several provisions
on aspects related to international trade, including its own chapter on
IP rights
<http://keionline.org/sites/default/files/tpp-10feb2011-us-text-ipr-chapter.…>.
[...]
Continua qui:
http://www.technollama.co.uk/tpp-welcome-to-the-global-war-on-intermediaries
Feb. 17, 2012
Re: [nexa] Crawford: "The Case for Publicly Owned Internet Service"
by Luca Cicchelli
Ottima analisi.
Non mi sembra una posizione dissimile (per quanto riguarda Internet) dalla nostra, in cui l'incumbent frena ogni iniziativa locale che possa portare ad uno sviluppo di rete a livello locale.
In più si aggiunge la scarsa sensibilità delle amministrazioni locali sul tema.
--
Luca
Il giorno 16/feb/2012, alle ore 15.42, J.C. DE MARTIN ha scritto:
> http://www.bloomberg.com/news/2012-02-15/the-case-for-publicly-owned-intern…
>
> <Allegato di posta elettronica.gif>
> Print Back to story
> The Case for Publicly Owned Internet Service: Susan P. Crawford
>
> By Susan P. Crawford - Feb 14, 2012
> In cities and towns across the U.S., a familiar story is replaying itself: Powerful companies are preventing local governments from providing an essential service to their citizens. More than 100 years ago, it was electricity. Today, it is the public provision of communications services.
>
> The Georgia legislature is currently considering a bill that would effectively make it impossible for any city in the state to provide for high-speed Internet access networks -- even in areas in which the private sector cannot or will not. Nebraska, North Carolina, Louisiana, Arkansas and Tennessee already have similar laws in place. South Carolina is considering one, as is Florida.
>
> Mayors across the U.S. are desperate to attract good jobs and provide residents with educational opportunities, access to affordable health care, and other benefits that depend on affordable, fast connectivity -- something that people in other industrialized countries take for granted. But powerful incumbent providers such as AT&T Inc. and Time Warner Cable Inc. are hamstringing municipalities.
>
> At the beginning of the 20th century, private power companies electrified only the most lucrative population centers and ignored most of America, particularly rural America. By the mid-1920s, 15 holding companies controlled 85 percent of the nation’s electricity distribution, and the Federal Trade Commission found that the power trusts routinely gouged consumers.
>
> _______________________________________________
> nexa mailing list
> nexa(a)server-nexa.polito.it
> https://server-nexa.polito.it/cgi-bin/mailman/listinfo/nexa
Feb. 17, 2012
Re: [nexa] “The Media World after WikiLeaks"
by Andrea Cairola
Caro Arturo, grazie. Premetto (alla Andrea Glorioso!-), che scrivo
assolutamente a titolo personale e privato, che attualmente lavoro per
l'UNESCO e che NON ne sono ad alcun titolo portavoce.
Giusto per la cronaca (come direbbe Marco!-), mi limito solo ad attrarre
l'attenzione degli amici della lista sulle parole nell'email dell'8/2
indirizzata a WL e linkata dal sito di Repubblica:
"...May I underline that the conference is *about journalism* in light of
the situations that occurred with WL and NoW, and *not about the episodes
themselves* [come Arturo ha giustamente ripreso nel suo articolo "L'incontro
parigino tuttavia non è solo incentrato su Wikileaks"] We do not have
intention to cause any polemic. I'm attaching the latest programme. *You or
someone you want to designate are obviously welcome to* attend the
Conference and *take part to the debate."*
buona giornata
Andrea
2012/2/16 <a.dicorinto(a)uniroma1.it>:
> Grazie Andrea, segnalo a tutti che a questo proposito c'è una rovente
> polemica per il fatto che WL e i parteners e i suporters, non sono stati
> invitati alla conferenza, nemmeno dopo richiesta formale.
> http://wikileaks.org/WikiLeaks-denounces-UNESCO-after.html
>
> **********************
> “The Net interprets censorship as damage and routes around it.”
> – John Gilmore
>
> -----nexa-bounces(a)server-nexa.polito.it ha scritto: -----
>
> Per: nexa(a)server-nexa.polito.it
> Da: Andrea Cairola
> Inviato da: nexa-bounces(a)server-nexa.polito.it
> Data: 16/02/2012 12.25PM
> Oggetto: [nexa] “The Media World after WikiLeaks"
>
> Cari tutti,
>
> segnalo la conferenza “The Media World after WikiLeaks":
>
>
http://www.unesco.org/new/fileadmin/MULTIMEDIA/HQ/CI/CI/pdf/wikileaks_agend…
>
>
http://www.unesco.org/new/en/communication-and-information/events/calendar-…
>
> Buona giornata
>
> Andrea
> _______________________________________________
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> nexa(a)server-nexa.polito.it
> https://server-nexa.polito.it/cgi-bin/mailman/listinfo/nexa
Feb. 17, 2012
Fwd: [Scuola] E-book nelle scuole della Liguria
by meo
è quanto auspicavamo da tempo. Sarebbe opportuno estendere l'iniziativa a
livello nazionale.
Raf
-------- Original Message --------
Subject: [Scuola] E-book nelle scuole della Liguria
Date: Fri, 17 Feb 2012 09:38:28 +0100
From: Cristian Consonni <kikkocristian(a)gmail.com>
To: Software Libero nella Scuola <scuola(a)lists.linux.it>
Reply-To: Software Libero nella Scuola <scuola(a)lists.linux.it>
http://www.ligurianotizie.it/index.php?option=com_content&view=article&id=7…
Enjoy.
Cristian
_______________________________________________
scuola mailing list
scuola(a)lists.linux.it
http://lists.linux.it/listinfo/scuola
Feb. 17, 2012
Re: [nexa] Sabam atto II
by giuseppe mazziotti
Carlo,
ti ringrazio per le conferme riguardo ad ACTA e alla relazione del
trattato con le normative europee e in particolare italiana.
A me pare che lo sbilanciamento di cui scrivi, pero', resti in buona
parte solo sulla carta, e non nell'applicazione concreta dei diritti
d'autore su Internet.
Le due direttive piu' importanti (quella del 2001 e quella del 2004
sull'enforcement) hanno si ribadito con forza la volonta' politica di
tutelare il diritto d'autore in modo classico, con la tecnica
dell'esclusiva, ma al tempo stesso, per motivi politici, per poca
convinzione e anche per la crescita smisurata del potere di altri settori
industriali con interessi diametramelmente opposti (le Internet companies,
gli ISPs), non hanno trovato reale applicazione, almeno in alcune delle sue
disposizioni piu' importanti. Se cio' fosse accaduto, probabilmente i
titolari dei diritti avrebbero potuto contare su rimedi pienamente in linea
con i principi della tutela giuridisdizionale che li avrebbero resi meno
impopolari.
In molti Paesi europei e' di fatto inesistente o apertamente osteggiata la
tutela di cui agli articoli 8.3 della direttiva 2001/29 e dell'art. 11
della direttiva 2004/48 (tutela del diritto d'autore per mezzo di
ingiunzioni contro intermediari i cui servizi siano utilizzati per
violazioni on-line) e non e' applicato nemmeno il diritto di informazione
di cui all'art. 8 della direttiva del 2004 /48. Inoltre, la direttiva sul
commercio elettronico del 2000 e' stata interpretata a livello nazionale
nel senso di rendere praticamente
impossibili/lentisissime/costose/inefficaci le procedure di c.d.
notice-and-take-down e di spostare sui titolari dei diritti
d'autore l'onere e i costi del controllo di legalita', a tutela dell'
"innovazione" e della "liberta' d'impresa" di chi mette su, per esempio,
una piattaforma di user-generated content o un social network.
A me tutto cio' fa capire che, di fatto, fino ad ora ci sia stata la
precisa volonta' politica di lasciare le direttive sulla carta, almeno per
cio' che riguarda Internet, a vantaggio di quei settori strategici che
della gratuita' e liberta' dei contenuti (altrui) hanno beneficiato in
maniera massicia. Ecco perche' ACTA pare a molti tanto pericoloso, pur
essendo qualcosa di meno rispetto a cio' che abbiamo gia' in Europa.
Giuseppe
Il giorno 16 febbraio 2012 12:19, Blengino
<blengino(a)penalistiassociati.it>ha scritto:
> ACTA è nato male, e proseguirà peggio. La segretezza nelle trattative e
> la poca trasparenza (non so se dettate dal timore del”popolo del web”)
> hanno inquinato la discussione sul trattato, esacerbando i toni in un
> crescendo mediatico solo parzialmente giustificato, e soprattutto
> improduttivo e sterile. ****
>
> Concordo con Te Giuseppe: non riesco a vedere nelle disposizioni di ACTA
> maggiori pericoli per il web di quanti non se ne annidino nelle normative
> in vigore o in fieri in Europa. Non per nulla la Corte deve intervenire per
> bilanciare giudizialmente ciò che legislativamente bilanciato non è. In
> vero alcuni passaggi di ACTA mi inquietano, e son gli stessi che hanno
> frenato e stoppato IPRED2: mi riferisco alle possibili “ingerenze” nei
> procedimenti e in ipotizzabili (e già infruttuosamente tentati) atti di
> autotutela dei titolari (comprese le associazioni e gli enti esponenziali
> dei titolari dei dir.connessi). Per il resto, se guardiamo ad es. alla
> normativa italiana, ACTA è sin più moderato, ad esempio nell’enforcement
> penale.****
>
> Il punto è che stiamo rimestando in un sistema fallimentare e rafforzando
> una normativa oggi insostenibile. Di ciò ne pagano le maggiori conseguenze
> proprio gli autori. Però vallo a spiegare.... ****
>
> ** **
> ------------------------------
>
> *Da:* giuseppe mazziotti [mailto:giuseppe.mazziotti@gmail.com]
> *Inviato:* giovedì 16 febbraio 2012 11.56
> *A:* a.dicorinto(a)uniroma1.it
> *Cc:* blengino(a)penalistiassociati.it; nexa(a)server-nexa.polito.it
> *Oggetto:* Re: Re: [nexa] Sabam atto II****
>
> ** **
>
> Caro Arturo****
>
> ****
>
> anch'io ho studiato il trattato (anche per motivi di lavoro, oltre che per
> interesse personale) e ho anche letto attentamente i tuoi articoli, che
> trovo sempre molto interessanti e suggestivi.****
>
> Francamente, non credo ACTA sia soltanto nell'interesse degli USA: anche
> l'Europa ne beneficierebbe, non tanto nel Mercato Interno (perche' ACTA non
> aggiunge nulla al diritto europeo) ma nei rapporti con i Paesi parte del
> trattato, dal punto di vista della reciprocita' del trattamento. A me pare
> che alcune disposizioni dell'accordo TRIPS del 1994 (in sede di WTO, e
> quindi valide nei confronti dei c.d. BRICs) contengano gia' i
> principi tanto criticati di ACTA, solo che quest'ultimo li attualizza, per
> un numero di Stati contraenti piu' limitati, prendendo esplicitamente in
> considerazione l'ambiente digitale. E' chiaro che un trattato
> anti-contraffazione e' per definizione uno strumento a tutela di Paesi
> esportatori di tecnologie e contenuti a livello industriale e ACTA intende
> armonizzare le procedure di enforcement tra i Paesi firmatari (un numero
> limitato, quindi). Se parli di fallimento, e' gia' un fallimento in se' dal
> punto di vista politico che un trattato del genere si stato negoziato
> soltanto tra Stati che, per la maggior parte, assicurano un livello di
> protezione della proprieta' intellettuale molto alto, almeno sulla carta
> (la situazione della UE e'esemplare su questo fronte). E' evidente che ACTA
> nulla puo' e potra' nei confronti di Paesi come la Cina e la Russia, dove
> intere economie si basano sul free riding e sulla contraffazione. Alla fine
> dei conti, inizialmente l'idea di ACTA l'hanno avuta la Finlandia e il
> Giappone, non gli USA...****
>
> Saluti, G.****
>
>
>
> ****
>
> Il giorno 16 febbraio 2012 11:39, <a.dicorinto(a)uniroma1.it> ha scritto:***
> *
>
> Appunto, Giuseppe, "noi detrattori", che ci siamo scagliati contro ACTA,
> l'abbiamo studiato il trattato, e abbiamo capito che è inutile dal punto di
> vista della IP protection ma promette di fare più danni di quanti ne possa
> riparare. Abbiamo anche chiarito che dietro ACTA c'è una guerra ecopnomica
> e geopolitica, e un tentativo egemonico culturale e legale degli USA che è
> destinato al fallimento, soprattutto fuori dei confini dell'Europa.
>
> Qui c'è quello che ho detto e scritto in proposito:
>
> http://articolo21.org/4810/notizia/tutti-contro-lacta.html
>
> http://espresso.repubblica.it/dettaglio/ma-il-copyright-%C3%A3%C2%A8-un-dir…
>
> http://www.dicorinto.it/temi/innovazione/la-repubblica-dietro-il-risiko-del…
>
> http://www.dicorinto.it/temi/diritti_digitali/intervista-di-corintoi-su-act…
>
> http://www.dicorinto.it/temi/innovazione/arcireport-acta-una-guerra-politica
>
> http://www.euractiv.com/infosociety/acta-activates-european-civil-society-n…
>
> **********************
> “The Net interprets censorship as damage and routes around it.”
> – John Gilmore
>
> -----nexa-bounces(a)server-nexa.polito.it ha scritto: -----****
>
> Per: Blengino <blengino(a)penalistiassociati.it><blengino(a)penalistiassociati.it>
> Da: giuseppe mazziotti
> Inviato da: nexa-bounces(a)server-nexa.polito.it
> Data: 16/02/2012 11.22AM
> Cc: Nexa <nexa(a)server-nexa.polito.it> <nexa(a)server-nexa.polito.it>
> Oggetto: Re: [nexa] Sabam atto II****
>
> ** **
>
> Ciao Carlo,****
>
> ****
>
> si chetera' un po' SABAM, ma dovrebbero anche chetarsi tutti quelli che
> nelle ultime settimane hanno paventato la fine del mondo e della liberta'
> su Internet con ACTA (se mai verra' ratificato dall'Europa). La Corte di
> Giustizia, emanando le sentenze sui due casi di SABAM (contro Scarlet e
> Netlog), si e' mossa in un contesto legislativo, e cioe' il diritto UE, che
> non cambiera' per via di ACTA, e anzi prevede tutele e strumenti superiori
> per la tutela dei diritti d'autore rispetto ad ACTA stesso (penso alla
> direttiva Enforcement del 2004 e all'articolo 8.3 della direttiva
> Information Society del 2001). Mi chiedo perche' tutti i detrattori di ACTA
> si siano scagliati contro questo Trattato senza scagliarsi contro le
> direttive europee... non mi pare un atteggiamento serio e responsabile.***
> *
>
> ****
>
> Una soluzione per la tutela dei contenuti protetti* professionalmente*dovra' pur trovarsi nel prossimo futuro, altrimenti si protrarra' la
> situazione di ingiustificato (e gigantesco) arricchimento che ha
> contraddistinto la "liberta' di business" degli ISPs e delle Internet
> companies, coi contenuti prodotti da qualcun altro. A questo proposito,
> segnalo un bel libro di Robert Levine:****
>
>
> http://www.nytimes.com/2011/11/27/books/review/free-ride-by-robert-levine-b…
> .****
>
> ****
>
> La Corte di Giustizia oggi ci ha soltanto detto che la soluzione non puo'
> essere un sistema di filtraggio generale e preventivo, punto.****
>
> Cari saluti****
>
> Giuseppe****
>
> Il giorno 16 febbraio 2012 10:51, Blengino <blengino(a)penalistiassociati.it>
> ha scritto:****
>
> Confermata SABAM SCARLET in C-360/10
> http://curia.europa.eu/jcms/upload/docs/application/pdf/2012-02/cp120011en.…
> ****
>
> ****
>
> Il quesito era:****
>
> Se le direttive 2001/29 1<http://curia.europa.eu/juris/document/document_print.jsf?doclang=IT&text=&p…>
> e 2004/48 2<http://curia.europa.eu/juris/document/document_print.jsf?doclang=IT&text=&p…>,
> lette in combinato disposto con le direttive 95/463<http://curia.europa.eu/juris/document/document_print.jsf?doclang=IT&text=&p…>,
> 2000/31 4<http://curia.europa.eu/juris/document/document_print.jsf?doclang=IT&text=&p…>
> e 2002/58 5<http://curia.europa.eu/juris/document/document_print.jsf?doclang=IT&text=&p…>,
> interpretate, in particolare, alla luce degli artt. 8 e 10 della
> Convenzione europea per la salvaguardia dei diritti dell'uomo e delle
> libertà fondamentali, consentano agli Stati membri di autorizzare un
> giudice nazionale, adito nell'ambito di un procedimento nel merito e in
> base alla sola disposizione di legge che prevede che: "Essi (i giudici
> nazionali) possono altresì emettere un'ingiunzione recante un provvedimento
> inibitorio nei confronti di intermediari i cui servizi siano utilizzati da
> un terzo per violare il diritto d'autore o un diritto connesso", ad
> ordinare ad un fornitore di servizi di hosting di predisporre, nei
> confronti della sua intera clientela, in abstracto e a titolo preventivo,
> esclusivamente a sue spese e senza limitazioni nel tempo, un sistema di
> filtraggio della maggior parte delle informazioni che vengono memorizzate
> sui suoi server, al fine di individuare file elettronici contenenti
> un'opera musicale, cinematografica o audiovisiva sulla quale la SABAM
> affermi di vantare diritti, e in seguito di bloccare il trasferimento di
> questi file.****
>
> ****
>
> Si sarà chetata la SIAE belga?****
>
>
> _______________________________________________
> nexa mailing list
> nexa(a)server-nexa.polito.it
> https://server-nexa.polito.it/cgi-bin/mailman/listinfo/nexa****
>
>
> _______________________________________________
> nexa mailing list
> nexa(a)server-nexa.polito.it
> https://server-nexa.polito.it/cgi-bin/mailman/listinfo/nexa****
>
>
>
>
>
>
Feb. 17, 2012
Twitter sued over Hardy tweet
by fabio chiusi
TWITTER is being sued for defamation for the first time under Australian law.
Joshua Meggitt, the Melbourne man wrongly named by writer and TV identity Marieke Hardy as the author of a hate blog dedicated to her, is now suing Twitter Inc itself.
Read more: http://www.theage.com.au/technology/technology-news/twitter-sued-over-hardy…
f.
Feb. 16, 2012
Re: [nexa] Sabam atto II
by giuseppe mazziotti
Interpretare le leggi e i trattati, soprattutto quando sono frutto di
negoziazioni complesse e di compromessi politici, non consente mai di
ridurre il discorso a "vero-falso"...
Alla fine le norme che i trattati impongono agli Stati contraenti vanno
vagliate e applicate dai tribunali nella loro dimensione concreta e i
parlamenti nazionali hanno una certa discrezionalita' nel farlo. Cosi'
sara' anche per ACTA, almeno per i Paesi che lo ratificheranno o lo hanno
gia' ratificato, com'e' stato per l'accordo TRIPS del 1994 in sede di WTO.
Ad ogni modo, per cercare di offrire una prospettiva diversa, e senza voler
fare l'avvocato difensore di ACTA e di chi lo ha negoziato, ricordo che:
- e' prassi comune che le negoziazioni di accordi internazionali,
soprattutto nel contesto del commercio internazionale, restino fino a un
certo punto riservate, per tutelare la posizione negoziale di ciascuna
parte contraente. Di singolare in ACTA c'e' stata l'iniziativa, ad opera di
due Paesi in un contesto ormai plurilaterale come il WTO e il fallimento
nel tentativo di coinvolgere i Paesi che piu' fanno leva sulla pirateria,
anche sulla base dei loro numeri;
- il fatto che ACTA contenga disposizioni riguardanti sanzioni penali,
oltre a disposizioni civili e/o commerciali, e' una delle ragioni, forse la
ragione principale, per cui il trattato, sulla sponda europea, e' stato
negoziato sia dalla Commissione sia dai singoli Stati membri, e richieda
ora la ratifica a entrambi i livelli (pur avendo l'Unione Europea, con il
Trattato di Lisbona entrato in vigore nel dicembre 2009, acquisito
competenze anche in materia penale);
- la disposizione dell'articolo 23 di ACTA riguarda i casi piu' gravi di
contraffazione, che sono gia' puniti con sanzioni penali in tutti gli Stati
europei, in virtu' degli obblighi assunti da tali Stati con la firma
dell'Accordo TRIPS e l'accesso al WTO, fin dal 1994 (non e' quindi una
novita' di ACTA, questa). L'unica novita' e' l' "indirect commercial
advantage" che, a differenza di quanto sostenuto, e' una disposizione che
si presta a varie interpretazioni ma che, con ogni probabilita', dovrebbe
rendere obbligatoria la sanzione penale per chiunque compia atti di
contraffazione su scala commerciale senza ricavarne un beneficio diretto ma
guadagnandoci comunque, in termini economici (non l'utente singolo, quindi,
ma piu' probabilmente, per fare un esempio, il gestore di un sito pirata
che non lucri direttamente ma abbia introiti pubblicitari). E' una norma
che, a maggior ragione dopo le rassicurazioni recenti della Commissione,
non sara' mai applicata in Europa nella sua dimensione piu' restrittiva o
"pericolosa".
- non ci sono direttive europee in materia penale per reati contro la
proprieta' intellettuale, quindi non si puo' citare nulla in risposta
all'art. 23 (vale la risposta data sopra a livello di legislazione
nazionale). Si puo' pero' citare il fatto che sin dal 2004, con la
direttiva 2004/48, a fronte di violazioni dei diritti di PI "su scala
commerciale", spetti a titolari dei diritti un diritto di informazione
sull'origine e sui canali di distribuzione dei beni e servizi attraverso
cui si le violazioni siano perpetrate, attraverso ingiunzioni che possono
richiedersi contro il contraffattore, l'utilizzatore e il prestatore dei
servizi utilizzati (art. 8).
Spero i chiarimenti siano utili.
Saluti, G.
Il giorno 16 febbraio 2012 16:22, Paolo Brini
<paolo.brini(a)iridiumpg.com>ha scritto:
> Il 16/02/2012 14:57, giuseppe mazziotti ha scritto:
>
> Non credo sinceramente che questo sia un contesto dove si puo' facilmente
> disinformare, considerato l'alto livello e la preparazione tecnica degli
> iscritti alla lista.
> Ognuno e' libero di farsi la propria opinione, e di esprimerla sulla base
> di fatti e documenti, inclusi trattati e direttive, che sono a disposizione
> di tutti, grazie al cielo. G.
>
>
> Non lo credo nemmeno io. Tuttavia la lista è pubblica, e quindi letta
> potenzialmente anche da persone che qui non scrivono mai. Ritengo quindi un
> "imperativo categorico" :) ribattere punto su punto alle affermazioni che,
> documenti ufficiali alla mano, non corrispondono al vero.
>
> Parentesi: a proposito dell'accesso ai testi, devo sottolineare che per
> tutto il periodo dei negoziati l'accesso è stato limitato ai soli testi
> trapelati di ACTA. Gli stessi MEP dovevano leggere ACTA dai testi
> trapelati, su WikiLeaks e altri siti, mentre i rappresentanti delle major
> venivano invitati ad assistere ai negoziati e mi risulta che siano anche
> stati interpellati per opinioni e consigli. Chiusa parentesi e veniamo al
> sodo.
>
> In merito alla presunta compatibilità di ACTA con l'acquis e con il
> diritto dei Paesi Membri, si consideri a titolo esemplifcativo questo,
> tratto dalla versione consolidata e firmata da 22 Paesi Membri (il
> maiuscolo è mio):
>
> Section 4: Criminal Enforcement
> ARTICLE 23: CRIMINAL OFFENCES
>
> Art. 23.1
> 1. Each Party SHALL provide for CRIMINAL PROCEDURES and penalties to be
> applied AT LEAST in cases of wilful trademark counterfeiting or copyright
> or related rights piracy on a commercial scale. (9) For the purposes of
> this Section, acts carried out on a commercial scale include AT LEAST those
> carried out as commercial ACTIVITIES for direct or INDIRECT ECONOMIC or
> commercial ADVANTAGE."
>
> Questa è una ridefinizione completa ed incompatibile con l'acquis di
> "pirateria su scala commerciale". Mi si citi un solo articolo di una sola
> direttiva che influenzi l'impianto penale di un Paese Membro per definire
> atti di violazione su scala commerciale come "attività commerciali
> intraprese per *vantaggio* (non profitto, non lucro) economico *indiretto*".
>
> Procedure penali contro un atto di violazione del copyright per "vantaggio
> economico indiretto" non sono previste dall'acquis dell'EU, cosi come non
> sono previste dall'ordinamento italiano, da quello olandese e da quello di
> gran parte dei Paesi Membri. In realtà, per un brevissimo periodo in Italia
> la c.d. Legge Urbani prevedeva esattamente questo (limitatamente alle
> condivisioni su reti telematiche), ma poi fu emendata. Vantaggio economico
> indiretto lascia spazio a ben pochi equivoci.
>
> Per tutto quanto sopra (ma anche per altri motivi, questo è solo un
> esempio), è falso affermare che ACTA non modificherà gli impianti
> legislativi delle parti sottoscrittrici, compreso quello dell'UE, ed è "at
> least" scorretto invitare i critici di ACTA a chetarsi su queste basi
> (fermo restando che nessuno di "noi critici" ha mai sostenuto la "fine del
> mondo e delle libertà" con ACTA, altra affermazione non veritiera). Al
> contrario, ACTA ha il potere di modificare l'impianto legislativo anche
> penale delle parti.
>
> Il testo ufficiale consolidato e firmato di ACTA:
> <http://trade.ec.europa.eu/doclib/docs/2011/may/tradoc_147937.pdf><http://trade.ec.europa.eu/doclib/docs/2011/may/tradoc_147937.pdf>
>
> Ciao,
> Paolo
>
>
>
> Il giorno 16 febbraio 2012 14:23, Paolo Brini <paolo.brini(a)iridiumpg.com
> > ha scritto:
>
>> Il 16/02/2012 11:22, giuseppe mazziotti ha scritto:
>>
>> Ciao Carlo,
>>
>> si chetera' un po' SABAM, ma dovrebbero anche chetarsi tutti quelli che
>> nelle ultime settimane hanno paventato la fine del mondo e della liberta'
>> su Internet con ACTA (se mai verra' ratificato dall'Europa). La Corte di
>> Giustizia, emanando le sentenze sui due casi di SABAM (contro Scarlet e
>> Netlog), si e' mossa in un contesto legislativo, e cioe' il diritto UE, che
>> non cambiera' per via di ACTA,
>>
>>
>> Sostenere che il diritto UE non cambierà con ACTA è disinformazione, in
>> linea con alcune menzogne della Commissione Europea (DG Trade). In realtà
>> ACTA *non* è pienamente compatibile con l'attuale acquis e diverse sue
>> disposizioni sono sufficientemente vaghe da permetterne implementazioni
>> diverse, con conseguente ulteriore frammentazione del "digital single
>> market". Il problema infatti non è solo la compatibilità con l'acquis
>> dell'UE, ma anche la compatibilità con le leggi dei Paesi Membri
>> (quest'ultimo punto, per essere corretti, in realtà ammesso -verbalmente-
>> anche dal Commissario De Gucht).
>>
>> Uno degli ultimi debunk in merito ai miti propagandati dall'industria del
>> copyright e da diversi esponenti del DG Trade su ACTA lo ha scritto EDRi:
>> <http://www.edri.org/commission_myths><http://www.edri.org/commission_myths>
>>
>> Qui molto brevemente vorrei ricordare la RIDEFINIZIONE operata da ACTA di
>> infringement su scala commerciale, che ha profonde implicazioni sia sul
>> piano civile sia su quello penale. La chiave è che una violazione su scala
>> commerciale definita come una violazione che ottenga un vantaggio
>> indiretto, anche privo di lucro, criminalizza il cittadino che realizza
>> un'opera di mashup o remix, oppure quello che copia un contenuto audio o
>> video per un parente (e ovviamente tutti coloro che fanno file sharing di
>> numeri protetti da copyright), e molto altro.
>>
>> Finalmente anche la Commissione comincia ad ammettere che la
>> compatibilità con l'attuale quadro legislativo sia come minimo dubbia,
>> aprendosi alla possibilità di chiedere l'opinione della Corte Europea di
>> Giustizia (anche se forse con secondi fini non molto limpidi):
>>
>> <http://www.edri.org/edrigram/number10.3/ec-discusses-partial-acta-retreat><http://www.edri.org/edrigram/number10.3/ec-discusses-partial-acta-retreat>
>>
>>
>>
>> La Corte di Giustizia oggi ci ha soltanto detto che la soluzione non puo'
>> essere un sistema di filtraggio generale e preventivo, punto.
>>
>>
>> Parafrasando Heinlein, "The ECJ is a harsh mistress". :D
>>
>> Un brindisi,
>> Paolo
>>
>>
>> _______________________________________________
>> nexa mailing list
>> nexa(a)server-nexa.polito.it
>> https://server-nexa.polito.it/cgi-bin/mailman/listinfo/nexa
>>
>>
>
>
>
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>
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> nexa mailing list
> nexa(a)server-nexa.polito.it
> https://server-nexa.polito.it/cgi-bin/mailman/listinfo/nexa
>
>
Feb. 16, 2012