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Re: [nexa] Federico Morando è il nuovo Lead di Creative Commons Italia
by Antonella Giulia Pizzaleo
Federico congratulazioni e auguri anche da parte mia!
Antonella
Il giorno 17/dic/2012 15:02, "Giulio De Petra" <giulio.depetra(a)gmail.com>
ha scritto:
> Auguri Federico, Creative Commons Italia e' in buone mani!
> Giulio
>
>
>
> Il giorno 17/dic/2012, alle ore 13:13, Giuseppe Futia <
> giuseppe.futia(a)polito.it> ha scritto:
>
> Se non visualizzi correttamente questo messaggio clicca qui<http://nexa.polito.it/morando-lead-cc-it>
> <nexa_new_logo.png>
>
> http://nexa.polito.it/morando-lead-cc-it
> Federico Morando è il nuovo Lead di Creative Commons Italia
> <ccit_logo_200.png>
>
> Scarica la versione PDF<http://nexa.polito.it/nexacenterfiles/cs_26_morando_lead_ccit.pdf>del comunicato
>
> Torino, 17 dicembre 2012. *Federico Morando*, managing director e
> research fellow del Centro Nexa su Internet & Società del Politecnico di
> Torino (DAUIN), è il *nuovo Lead di Creative Commons Italia*. Lo ha
> annunciato ieri sera a Torino il prof. *Juan Carlos De Martin*,
> fondatore, insieme al Prof. Marco Ricolfi dell'Università di Torino, nel
> 2003 di Creative Commons Italia. *Creative Commons Italia* è il gruppo di
> lavoro - coordinato dal Centro Nexa su Internet & Società del Politecnico
> di Torino - che rappresenta Creative Commons in Italia.
>
> <de_martin-150.png>“*Federico Morando sono anni che partecipa alle
> attività di Creative Commons sia a livello nazionale sia all'estero*"
> afferma il *prof. De Martin*. "*Il suo mix di competenze giuridiche,
> economiche e digitali e la sua passione per i temi CC l'hanno rapidamente
> fatto diventare una figura di riferimento apprezzata da tutti. Sono quindi
> certo che Federico sarà uno straordinario lead del gruppo di lavoro CC
> Italia: a lui va il mio più sentito in bocca al lupo e tutto l'appoggio del
> Centro Nexa!*.”
>
> <morando.jpg>“*A inizio 2006 ho partecipato per la prima volta a una
> riunione del gruppo di lavoro di CC Italia: è stato entusiasmante (e
> strano!) vedere giuristi, ingegneri, economisti e scienziati politici
> discutere di dettagli giuridici, visti come strumenti operativi per
> favorire la creatività online. Grazie a questo fantastico gruppo di lavoro,
> a partire dai precedenti lead, Marco Ricolfi e Juan Carlos De Martin, alla
> community degli utenti CC ed a nuovi partner, sono sicuro che i prossimi
> anni vedranno un'ulteriore crescita dei beni comuni al servizio della
> creatività e della conoscenza*.”
>
> In merito al contributo di CC Italia al movimento CC globale, il fondatore
> di Creative Commons, il prof. *Lawrence Lessig* (Harvard), ha inviato al
> Centro Nexa il seguente messaggio:
>
> <lessig01.png>“*Nel 2003 venni a Torino per lanciare uno dei primi gruppi
> di lavoro nazionali Creative Commons. Tornai poi nel dicembre 2004 per il
> lancio della versione italiana delle licenze. Da allora la comunità
> italiana Creative Commons ha contribuito moltissimo al successo del
> movimento globale CC: grazie di cuore!*”
>
> A livello internazionale le licenze CC sono state adottate in numerosi
> contesti, dai numerosi blog di semplici cittadini della rete a istituzioni
> come la Casa Bianca USA, da artisti emergenti a band famose in tutto il
> mondo. I *Radiohead*, per esempio, *rock band* inglese che ha venduto 30
> milioni di dischi in tutto il mondo, nel 2008 ha rilasciato i dati del
> proprio video “House of Cards” sotto licenza CC. Questa scelta ha scatenato
> la fantasia dei fan della band: il designer Tiago Serra ha utilizzato *
> Blender*, software *open source* per la modellazione e l'animazione 3D,
> per trasformare il video originale in una serie di coordinate spaziali
> grazie alle quali è stato in grado di realizzare, tramite un processo di
> stampa tridimensionale, una *scultura del volto di Thom Yorke*, voce
> solista del gruppo. Poiché si è trattata di un'opera derivata, e la licenza
> lo consentiva, per la riproduzione e la distribuzione del suo lavoro Serra
> non ha dovuto chiedere alcun permesso ai Radiohead.
>
> L'album “34 Ghosts IV” del gruppo statunitense *Nine Inch Nails* è stato
> il primo album rilasciato in Creative Commons a ricevere una nomination ai
> *Grammy Awards*, uno dei premi più importanti degli Stati Uniti per i
> risultati conseguiti nel settore dell'industria musicale. Nonostante gli
> utenti abbiano potuto scaricare e condividere liberamente l'album, i NIN,
> grazie alla vendita di edizioni speciali, hanno incassato secondo Wired<http://blog.wired.com/music/2008/03/nine-inch-nai-2.html>
> *1,6 milioni di dollari soltanto nella prima settimana dalla pubblicazione
> *.
>
> Anche musei e biblioteche hanno deciso di sfruttare le licenze CC per
> favorire la diffusione dei propri contenuti. La *National Portrait Gallery
> * (NPG), nel Regno Unito, ha apportato quest'anno alcune modifiche alla
> licenza<http://www.museumsassociation.org/museums-journal/news/22082012-npg-changes…>sulle proprie immagini, consentendo il download gratuito per fini non
> commerciali: tale cambiamento implica *53 mila immagini* in più a
> disposizione degli utenti di Internet.
>
> Nel 2010 un gruppo di *biblioteche di Colonia* in Germania assieme al
> Centro Bibliotecario della Renania-Palatinato, ed in cooperazione con il
> Centro Servizi Bibliotecari del Nord Reno-Vestfalia, ha adottato lo
> strumento dell'*open access* e del *pubblico dominio* per i dati relativi
> ai propri cataloghi bibliotecari (*5.4 milioni di record*), rendendoli
> così pubblicamente accessibili e consultabili in rete, nonché
> riutilizzabili. Tra gli scrittori, *Cory Doctorow*, autore canadese di
> fantascienza e co-editore del famoso blog Boing Boing, è uno dei più grandi
> sostenitori delle licenze e la maggior parte dei suoi libri è liberamente
> scaricabile da Internet. Altri esempi di opere CC sono riportati nel box a
> seguire su Creative Commons.
>
> In Italia importanti realtà del panorama editoriale come *La Stampa*, con
> il suo archivio storico, *Il Fatto Quotidiano* e *Internazionale* hanno
> adottato e messo a disposizione contenuti sotto licenza CC. Stessa scelta è
> stata adottata da alcuni blog fra i più seguiti in Italia come *Spinoza.it
> * e il blog di *Beppe Grillo*. Inoltre amministrazioni pubbliche tra cui
> la *Regione Piemonte*, attraverso il suo portale di dati aperti<http://www.dati.piemonte.it/>,
> enti di ricerca come *Istat* e imprese quali ad esempio Enel hanno deciso
> di diffondere dati e informazioni sfruttando le licenze CC. Tra i
> moltissimi esempi italiani di rilascio di contenuti con licenza CC
> segnaliamo La città di Asterix <http://lacittadiasterix.blogspot.it/>, *story
> telling* multimediale sul processo di integrazione di alcuni ragazzi
> afghani in Italia, realizzato dalla giornalista *Carlotta Mismetti Capua*.
> Oltre ad aver vinto il *premio Ischia di giornalismo*, il progetto è
> stato riproposto in un *cortometraggio* realizzato da Leonardo Cinieri
> Lombroso che si è aggiudicato nel 2010 il *premio MyRome*, iniziativa
> promossa da Camera di Commercio di Roma, in collaborazione con il
> RomaFictionFest, per celebrare la città di Roma attraverso cortometraggi
> della durata di cinque minuti. Il progetto è inoltre diventato un libro,
> scritto dalla stessa Mismetti Capua, intitolato “*Come due stelle nel mare
> *”, pubblicato sotto licenza CC da *Edizioni Piemme Mondadori*. Molte
> altre opere Creative Commons sono segnalate quotidianamente sulla pagina
> Facebook CC Italia e in molti altri forum online.
>
> Qualche d
>
> _______________________________________________
> nexa mailing list
> nexa(a)server-nexa.polito.it
> https://server-nexa.polito.it/cgi-bin/mailman/listinfo/nexa
>
>
> _______________________________________________
> nexa mailing list
> nexa(a)server-nexa.polito.it
> https://server-nexa.polito.it/cgi-bin/mailman/listinfo/nexa
>
>
Dec. 17, 2012
Re: [nexa] Federico Morando è il nuovo Lead di Creative Commons Italia
by Giulio De Petra
Auguri Federico, Creative Commons Italia e' in buone mani!
Giulio
Il giorno 17/dic/2012, alle ore 13:13, Giuseppe Futia <giuseppe.futia(a)polito.it> ha scritto:
> Se non visualizzi correttamente questo messaggio clicca qui
> <nexa_new_logo.png>
>
>
> http://nexa.polito.it/morando-lead-cc-it
>
> Federico Morando è il nuovo Lead di Creative Commons Italia
> <ccit_logo_200.png>
>
> Scarica la versione PDF del comunicato
>
> Torino, 17 dicembre 2012. Federico Morando, managing director e research fellow del Centro Nexa su Internet & Società del Politecnico di Torino (DAUIN), è il nuovo Lead di Creative Commons Italia. Lo ha annunciato ieri sera a Torino il prof. Juan Carlos De Martin, fondatore, insieme al Prof. Marco Ricolfi dell'Università di Torino, nel 2003 di Creative Commons Italia. Creative Commons Italia è il gruppo di lavoro - coordinato dal Centro Nexa su Internet & Società del Politecnico di Torino - che rappresenta Creative Commons in Italia.
>
> <de_martin-150.png>“Federico Morando sono anni che partecipa alle attività di Creative Commons sia a livello nazionale sia all'estero" afferma il prof. De Martin. "Il suo mix di competenze giuridiche, economiche e digitali e la sua passione per i temi CC l'hanno rapidamente fatto diventare una figura di riferimento apprezzata da tutti. Sono quindi certo che Federico sarà uno straordinario lead del gruppo di lavoro CC Italia: a lui va il mio più sentito in bocca al lupo e tutto l'appoggio del Centro Nexa!.”
>
> <morando.jpg>“A inizio 2006 ho partecipato per la prima volta a una riunione del gruppo di lavoro di CC Italia: è stato entusiasmante (e strano!) vedere giuristi, ingegneri, economisti e scienziati politici discutere di dettagli giuridici, visti come strumenti operativi per favorire la creatività online. Grazie a questo fantastico gruppo di lavoro, a partire dai precedenti lead, Marco Ricolfi e Juan Carlos De Martin, alla community degli utenti CC ed a nuovi partner, sono sicuro che i prossimi anni vedranno un'ulteriore crescita dei beni comuni al servizio della creatività e della conoscenza.”
>
> In merito al contributo di CC Italia al movimento CC globale, il fondatore di Creative Commons, il prof. Lawrence Lessig (Harvard), ha inviato al Centro Nexa il seguente messaggio:
>
> <lessig01.png>“Nel 2003 venni a Torino per lanciare uno dei primi gruppi di lavoro nazionali Creative Commons. Tornai poi nel dicembre 2004 per il lancio della versione italiana delle licenze. Da allora la comunità italiana Creative Commons ha contribuito moltissimo al successo del movimento globale CC: grazie di cuore!”
>
> A livello internazionale le licenze CC sono state adottate in numerosi contesti, dai numerosi blog di semplici cittadini della rete a istituzioni come la Casa Bianca USA, da artisti emergenti a band famose in tutto il mondo. I Radiohead, per esempio, rock band inglese che ha venduto 30 milioni di dischi in tutto il mondo, nel 2008 ha rilasciato i dati del proprio video “House of Cards” sotto licenza CC. Questa scelta ha scatenato la fantasia dei fan della band: il designer Tiago Serra ha utilizzato Blender, software open source per la modellazione e l'animazione 3D, per trasformare il video originale in una serie di coordinate spaziali grazie alle quali è stato in grado di realizzare, tramite un processo di stampa tridimensionale, una scultura del volto di Thom Yorke, voce solista del gruppo. Poiché si è trattata di un'opera derivata, e la licenza lo consentiva, per la riproduzione e la distribuzione del suo lavoro Serra non ha dovuto chiedere alcun permesso ai Radiohead.
>
> L'album “34 Ghosts IV” del gruppo statunitense Nine Inch Nails è stato il primo album rilasciato in Creative Commons a ricevere una nomination ai Grammy Awards, uno dei premi più importanti degli Stati Uniti per i risultati conseguiti nel settore dell'industria musicale. Nonostante gli utenti abbiano potuto scaricare e condividere liberamente l'album, i NIN, grazie alla vendita di edizioni speciali, hanno incassato secondo Wired 1,6 milioni di dollari soltanto nella prima settimana dalla pubblicazione.
>
> Anche musei e biblioteche hanno deciso di sfruttare le licenze CC per favorire la diffusione dei propri contenuti. La National Portrait Gallery (NPG), nel Regno Unito, ha apportato quest'anno alcune modifiche alla licenza sulle proprie immagini, consentendo il download gratuito per fini non commerciali: tale cambiamento implica 53 mila immagini in più a disposizione degli utenti di Internet.
>
> Nel 2010 un gruppo di biblioteche di Colonia in Germania assieme al Centro Bibliotecario della Renania-Palatinato, ed in cooperazione con il Centro Servizi Bibliotecari del Nord Reno-Vestfalia, ha adottato lo strumento dell'open access e del pubblico dominio per i dati relativi ai propri cataloghi bibliotecari (5.4 milioni di record), rendendoli così pubblicamente accessibili e consultabili in rete, nonché riutilizzabili. Tra gli scrittori, Cory Doctorow, autore canadese di fantascienza e co-editore del famoso blog Boing Boing, è uno dei più grandi sostenitori delle licenze e la maggior parte dei suoi libri è liberamente scaricabile da Internet. Altri esempi di opere CC sono riportati nel box a seguire su Creative Commons.
>
> In Italia importanti realtà del panorama editoriale come La Stampa, con il suo archivio storico, Il Fatto Quotidiano e Internazionale hanno adottato e messo a disposizione contenuti sotto licenza CC. Stessa scelta è stata adottata da alcuni blog fra i più seguiti in Italia come Spinoza.it e il blog di Beppe Grillo. Inoltre amministrazioni pubbliche tra cui la Regione Piemonte, attraverso il suo portale di dati aperti, enti di ricerca come Istat e imprese quali ad esempio Enel hanno deciso di diffondere dati e informazioni sfruttando le licenze CC. Tra i moltissimi esempi italiani di rilascio di contenuti con licenza CC segnaliamo La città di Asterix, story telling multimediale sul processo di integrazione di alcuni ragazzi afghani in Italia, realizzato dalla giornalista Carlotta Mismetti Capua. Oltre ad aver vinto il premio Ischia di giornalismo, il progetto è stato riproposto in un cortometraggio realizzato da Leonardo Cinieri Lombroso che si è aggiudicato nel 2010 il premio MyRome, iniziativa promossa da Camera di Commercio di Roma, in collaborazione con il RomaFictionFest, per celebrare la città di Roma attraverso cortometraggi della durata di cinque minuti. Il progetto è inoltre diventato un libro, scritto dalla stessa Mismetti Capua, intitolato “Come due stelle nel mare”, pubblicato sotto licenza CC da Edizioni Piemme Mondadori. Molte altre opere Creative Commons sono segnalate quotidianamente sulla pagina Facebook CC Italia e in molti altri forum online.
>
> Qualche d
>
> _______________________________________________
> nexa mailing list
> nexa(a)server-nexa.polito.it
> https://server-nexa.polito.it/cgi-bin/mailman/listinfo/nexa
Dec. 17, 2012
Internet governance
by David Post
Alcuni pensieri sul "Internet governance" -- in inglese, mi dispiace ...
http://www.volokh.com/2012/12/14/thoughts-on-the-future-of-the-internet-and…
David
*******************************
David G. Post Professor, Beasley School of Law, Temple University
book http://tinyurl.com/c327w2n
music http://tinyurl.com/DPostMusic
work http://www.davidpost.com
blog http://www.volokh.com/author/DavidP
*******************************
Dec. 17, 2012
Re: [nexa] Federico Morando è il nuovo Lead di Creative Commons Italia
by Giancarlo Frosio
Congratulazioni Federico!
From: nexa-bounces(a)server-nexa.polito.it [mailto:nexa-bounces@server-nexa.polito.it] On Behalf Of Giuseppe Futia
Sent: lunedì 17 dicembre 2012 07:13
To: nexa(a)server-nexa.polito.it
Subject: [nexa] Federico Morando è il nuovo Lead di Creative Commons Italia
Se non visualizzi correttamente questo messaggio clicca qui<http://nexa.polito.it/morando-lead-cc-it>
[NEXA]
http://nexa.polito.it/morando-lead-cc-it
Federico Morando è il nuovo Lead di Creative Commons Italia
[ccit]
Scarica la versione PDF<http://nexa.polito.it/nexacenterfiles/cs_26_morando_lead_ccit.pdf> del comunicato
Torino, 17 dicembre 2012. Federico Morando, managing director e research fellow del Centro Nexa su Internet & Società del Politecnico di Torino (DAUIN), è il nuovo Lead di Creative Commons Italia. Lo ha annunciato ieri sera a Torino il prof. Juan Carlos De Martin, fondatore, insieme al Prof. Marco Ricolfi dell'Università di Torino, nel 2003 di Creative Commons Italia. Creative Commons Italia è il gruppo di lavoro - coordinato dal Centro Nexa su Internet & Società del Politecnico di Torino - che rappresenta Creative Commons in Italia.
[de-martin]"Federico Morando sono anni che partecipa alle attività di Creative Commons sia a livello nazionale sia all'estero" afferma il prof. De Martin. "Il suo mix di competenze giuridiche, economiche e digitali e la sua passione per i temi CC l'hanno rapidamente fatto diventare una figura di riferimento apprezzata da tutti. Sono quindi certo che Federico sarà uno straordinario lead del gruppo di lavoro CC Italia: a lui va il mio più sentito in bocca al lupo e tutto l'appoggio del Centro Nexa!."
[morando]"A inizio 2006 ho partecipato per la prima volta a una riunione del gruppo di lavoro di CC Italia: è stato entusiasmante (e strano!) vedere giuristi, ingegneri, economisti e scienziati politici discutere di dettagli giuridici, visti come strumenti operativi per favorire la creatività online. Grazie a questo fantastico gruppo di lavoro, a partire dai precedenti lead, Marco Ricolfi e Juan Carlos De Martin, alla community degli utenti CC ed a nuovi partner, sono sicuro che i prossimi anni vedranno un'ulteriore crescita dei beni comuni al servizio della creatività e della conoscenza."
In merito al contributo di CC Italia al movimento CC globale, il fondatore di Creative Commons, il prof. Lawrence Lessig (Harvard), ha inviato al Centro Nexa il seguente messaggio:
[lessig]"Nel 2003 venni a Torino per lanciare uno dei primi gruppi di lavoro nazionali Creative Commons. Tornai poi nel dicembre 2004 per il lancio della versione italiana delle licenze. Da allora la comunità italiana Creative Commons ha contribuito moltissimo al successo del movimento globale CC: grazie di cuore!"
A livello internazionale le licenze CC sono state adottate in numerosi contesti, dai numerosi blog di semplici cittadini della rete a istituzioni come la Casa Bianca USA, da artisti emergenti a band famose in tutto il mondo. I Radiohead, per esempio, rock band inglese che ha venduto 30 milioni di dischi in tutto il mondo, nel 2008 ha rilasciato i dati del proprio video "House of Cards" sotto licenza CC. Questa scelta ha scatenato la fantasia dei fan della band: il designer Tiago Serra ha utilizzato Blender, software open source per la modellazione e l'animazione 3D, per trasformare il video originale in una serie di coordinate spaziali grazie alle quali è stato in grado di realizzare, tramite un processo di stampa tridimensionale, una scultura del volto di Thom Yorke, voce solista del gruppo. Poiché si è trattata di un'opera derivata, e la licenza lo consentiva, per la riproduzione e la distribuzione del suo lavoro Serra non ha dovuto chiedere alcun permesso ai Radiohead.
L'album "34 Ghosts IV" del gruppo statunitense Nine Inch Nails è stato il primo album rilasciato in Creative Commons a ricevere una nomination ai Grammy Awards, uno dei premi più importanti degli Stati Uniti per i risultati conseguiti nel settore dell'industria musicale. Nonostante gli utenti abbiano potuto scaricare e condividere liberamente l'album, i NIN, grazie alla vendita di edizioni speciali, hanno incassato secondo Wired<http://blog.wired.com/music/2008/03/nine-inch-nai-2.html> 1,6 milioni di dollari soltanto nella prima settimana dalla pubblicazione.
Anche musei e biblioteche hanno deciso di sfruttare le licenze CC per favorire la diffusione dei propri contenuti. La National Portrait Gallery (NPG), nel Regno Unito, ha apportato quest'anno alcune modifiche alla licenza<http://www.museumsassociation.org/museums-journal/news/22082012-npg-changes…> sulle proprie immagini, consentendo il download gratuito per fini non commerciali: tale cambiamento implica 53 mila immagini in più a disposizione degli utenti di Internet.
Nel 2010 un gruppo di biblioteche di Colonia in Germania assieme al Centro Bibliotecario della Renania-Palatinato, ed in cooperazione con il Centro Servizi Bibliotecari del Nord Reno-Vestfalia, ha adottato lo strumento dell'open access e del pubblico dominio per i dati relativi ai propri cataloghi bibliotecari (5.4 milioni di record), rendendoli così pubblicamente accessibili e consultabili in rete, nonché riutilizzabili. Tra gli scrittori, Cory Doctorow, autore canadese di fantascienza e co-editore del famoso blog Boing Boing, è uno dei più grandi sostenitori delle licenze e la maggior parte dei suoi libri è liberamente scaricabile da Internet. Altri esempi di opere CC sono riportati nel box a seguire su Creative Commons.
In Italia importanti realtà del panorama editoriale come La Stampa, con il suo archivio storico, Il Fatto Quotidiano e Internazionale hanno adottato e messo a disposizione contenuti sotto licenza CC. Stessa scelta è stata adottata da alcuni blog fra i più seguiti in Italia come Spinoza.it e il blog di Beppe Grillo. Inoltre amministrazioni pubbliche tra cui la Regione Piemonte, attraverso il suo portale di dati aperti<http://www.dati.piemonte.it/>, enti di ricerca come Istat e imprese quali ad esempio Enel hanno deciso di diffondere dati e informazioni sfruttando le licenze CC. Tra i moltissimi esempi italiani di rilascio di contenuti con licenza CC segnaliamo La città di Asterix<http://lacittadiasterix.blogspot.it/>, story telling multimediale sul processo di integrazione di alcuni ragazzi afghani in Italia, realizzato dalla giornalista Carlotta Mismetti Capua. Oltre ad aver vinto il premio Ischia di giornalismo, il progetto è stato riproposto in un cortometraggio realizzato da Leonardo Cinieri Lombroso che si è aggiudicato nel 2010 il premio MyRome, iniziativa promossa da Camera di Commercio di Roma, in collaborazione con il RomaFictionFest, per celebrare la città di Roma attraverso cortometraggi della durata di cinque minuti. Il progetto è inoltre diventato un libro, scritto dalla stessa Mismetti Capua, intitolato "Come due stelle nel mare", pubblicato sotto licenza CC da Edizioni Piemme Mondadori. Molte altre opere Creative Commons sono segnalate quotidianamente sulla pagina Facebook CC Italia e in molti altri forum online.
Qualche dato su Creative Commons in Italia
Secondo le rilevazioni di CC Monitor<http://monitor.creativecommons.org> il numero di licenze CC adottate in italia è di 5.530.005 (dati aggiornati al 22 maggio 2010). Questo dato ci colloca al 3° posto su 52 paesi. Allo stesso tempo, quasi la metà (43.57%) è del tipo più restrittivo (Attribuzione-Non commerciale-Non opere derivate) relegando l'Italia al 38° posto su 52 paesi per "grado di libertà" delle licenze adottate. All'11 ottobre 2012, il sito Flickr ospitava 241.183.394 scatti distribuiti con licenze CC<http://www.flickr.com/creativecommons/> e al 25 luglio 2012, YouTube offriva 4 milioni di video distribuiti con licenze CC<http://youtube-global.blogspot.it/2012/07/heres-your-invite-to-reuse-and-re…>.
I primi passi di Creative Commons in Italia
18 novembre 2003: il professor Lawrence Lessig, fondatore di Creative Commons e all'epoca docente a Stanford, annuncia a Torino l'inizio del lavoro di preparazione delle licenze Creative Commons italiane. In questa prima fase il progetto è guidato dal prof. Marco Ricolfi del Dipartimento di Scienze Giuridiche dell'Università di Torino, col coinvolgimento del CNR di Torino (Juan Carlos De Martin) per la parte tecnica.
16 dicembre 2004: Lawrence Lessig torna a Torino per il convegno (con festa) di lancio delle licenze CC italiane. In quella occasione il prof. De Martin diviene Lead del gruppo di lavoro CC Italia, col prof. Ricolfi nel ruolo di Legal Lead.
Biografia di Federico Morando
Federico Morando è managing director del Centro Nexa su Internet e Società<http://nexa.polito.it/people/fmorando> del Politecnico di Torino, dove la sua attività di ricerca è focalizzata sul dominio "open content" ed "open data". Già docente di diritto dei beni immateriali presso l'Università Bocconi, insegna presso il master in Proprietà Intellettuale organizzato congiuntamente dall'Organizzazione Mondiale per la Proprietà Intellettuale (OMPI) e dall'Università di Torino. È membro dell'Open Data Team di Regione Piemonte ed uno dei principali esperti italiani di licenze libere per il riuso dei dati pubblici. Laureato in economia presso l'Università Bocconi, dopo un master in economia teorica ha focalizzato i suoi studi sull'intersezione tra economia, diritto e nuove tecnologie, conseguendo un Ph.D. in analisi economica del diritto presso le Università di Torino e Gand.
Che cosa sono Creative Commons e Creative Commons Italia
Creative Commons<http://creativecommons.org> è un'organizzazione non-profit fondata nel 2001 da Lawrence Lessig<http://lessig.org/info/bio> con sede a San Francisco, che sviluppa e promuove strumenti legali gratuiti (in primis, le licenze Creative Commons<http://creativecommons.org/licenses/>) in grado di massimizzare la creatività, la condivisione e l'innovazione, in particolare online. Per favorire il ricorso creativo a opere di ingegno altrui, nel pieno rispetto delle leggi esistenti, Creative Commons offre diverse articolazioni dei diritti d'autore ad artisti, giornalisti, docenti, istituzioni e, in genere, creatori che desiderino condividere in maniera ampia le proprie opere. Tra gli esempi più famosi di utilizzo delle licenze Creative Commons c'è sicuramente quello di MIT OpenCourseWare<http://ocw.mit.edu/>, progetto del Massachusetts Institute of Technology, che mette a disposizione liberamente il proprio materiale didattico. Anche il sito ufficiale della Casa Bianca, Whitehouse.gov<http://www.whitehouse.gov/copyright>, pubblica i propri contenuti sotto licenza Creative Commons, così come anche un'importante azienda farmaceutica, GlaxoSmithKline, ha ceduto tutti i diritti del suo set di dati riguardanti la malaria, che comprende più di 13.500 composti noti per essere attivi contro questa malattia.
Creative Commons Italia<http://www.creativecommons.it/> (CCIT) è il gruppo di lavoro italiano affiliato a Creative Commons e parte del progetto CC Affiliate Network<http://wiki.creativecommons.org/CC_Affiliate_Network>. Il gruppo di lavoro volontario è formato da giuristi, tecnologi ed altri esperti, che sin dal 2003 si occupano della traduzione italiana delle licenze Creative Commons e soprattutto del loro adattamento al sistema giuridico nazionale. Il gruppo di lavoro è coordinato dal Centro Nexa su Internet & Società<http://nexa.polito.it/> del Politecnico di Torino (DAUIN), che ospita e gestisce anche il sito<http://www.creativecommons.it/> e le mailing list<http://www.creativecommons.it/Liste> di CCIT. Con il supporto della community dei "commoners" italiani, il Centro Nexa organizza anche iniziative di divulgazione e socializzazione, come gli incontri CCIT<http://creativecommons.it/eventi> e i Creative Commons Party.
Per restare aggiornati sulle attività di Creative Commons Italia:
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Dec. 17, 2012
Re: [nexa] Rif: Federico Morando è il nuovo Lead di Creative Commons Italia
by Mariella Berra
complimenti se lo merita un buon lavoro auguri a tutti mb
----- Original Message -----
From: a.dicorinto(a)uniroma1.it
To: Giuseppe Futia
Cc: nexa(a)server-nexa.polito.it
Sent: Monday, December 17, 2012 2:18 PM
Subject: [nexa] Rif: Federico Morando è il nuovo Lead di Creative Commons Italia
Beh, complimenti.
E buon lavoro.
Art
**********************
“The Net interprets censorship as damage and routes around it.”
– John Gilmore
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Dec. 17, 2012
Dec. 17, 2012
Federico Morando è il nuovo Lead di Creative Commons Italia
by Giuseppe Futia
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NEXA
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Federico Morando è il nuovo Lead di Creative Commons Italia
ccit
Scarica la versione PDF
<http://nexa.polito.it/nexacenterfiles/cs_26_morando_lead_ccit.pdf> del
comunicato
Torino, 17 dicembre 2012. *Federico Morando*, managing director e
research fellow del Centro Nexa su Internet & Società del Politecnico di
Torino (DAUIN), è il *nuovo Lead di Creative Commons Italia*. Lo ha
annunciato ieri sera a Torino il prof. *Juan Carlos De Martin*,
fondatore, insieme al Prof. Marco Ricolfi dell'Università di Torino, nel
2003 di Creative Commons Italia. *Creative Commons Italia* è il gruppo
di lavoro - coordinato dal Centro Nexa su Internet & Società del
Politecnico di Torino - che rappresenta Creative Commons in Italia.
de-martin"/Federico Morando sono anni che partecipa alle attività di
Creative Commons sia a livello nazionale sia all'estero/" afferma il
*prof. De Martin*. "/Il suo mix di competenze giuridiche, economiche e
digitali e la sua passione per i temi CC l'hanno rapidamente fatto
diventare una figura di riferimento apprezzata da tutti. Sono quindi
certo che Federico sarà uno straordinario lead del gruppo di lavoro CC
Italia: a lui va il mio più sentito in bocca al lupo e tutto l'appoggio
del Centro Nexa!/."
morando"/A inizio 2006 ho partecipato per la prima volta a una riunione
del gruppo di lavoro di CC Italia: è stato entusiasmante (e strano!)
vedere giuristi, ingegneri, economisti e scienziati politici discutere
di dettagli giuridici, visti come strumenti operativi per favorire la
creatività online. Grazie a questo fantastico gruppo di lavoro, a
partire dai precedenti lead, Marco Ricolfi e Juan Carlos De Martin, alla
community degli utenti CC ed a nuovi partner, sono sicuro che i prossimi
anni vedranno un'ulteriore crescita dei beni comuni al servizio della
creatività e della conoscenza/."
In merito al contributo di CC Italia al movimento CC globale, il
fondatore di Creative Commons, il prof. *Lawrence Lessig* (Harvard), ha
inviato al Centro Nexa il seguente messaggio:
lessig"/Nel 2003 venni a Torino per lanciare uno dei primi gruppi di
lavoro nazionali Creative Commons. Tornai poi nel dicembre 2004 per il
lancio della versione italiana delle licenze. Da allora la comunità
italiana Creative Commons ha contribuito moltissimo al successo del
movimento globale CC: grazie di cuore!/"
A livello internazionale le licenze CC sono state adottate in numerosi
contesti, dai numerosi blog di semplici cittadini della rete a
istituzioni come la Casa Bianca USA, da artisti emergenti a band famose
in tutto il mondo. I *Radiohead*, per esempio, /rock band/ inglese che
ha venduto 30 milioni di dischi in tutto il mondo, nel 2008 ha
rilasciato i dati del proprio video "House of Cards" sotto licenza CC.
Questa scelta ha scatenato la fantasia dei fan della band: il designer
Tiago Serra ha utilizzato *Blender*, software /open source/ per la
modellazione e l'animazione 3D, per trasformare il video originale in
una serie di coordinate spaziali grazie alle quali è stato in grado di
realizzare, tramite un processo di stampa tridimensionale, una *scultura
del volto di Thom Yorke*, voce solista del gruppo. Poiché si è trattata
di un'opera derivata, e la licenza lo consentiva, per la riproduzione e
la distribuzione del suo lavoro Serra non ha dovuto chiedere alcun
permesso ai Radiohead.
L'album "34 Ghosts IV" del gruppo statunitense *Nine Inch Nails* è stato
il primo album rilasciato in Creative Commons a ricevere una nomination
ai *Grammy Awards*, uno dei premi più importanti degli Stati Uniti per i
risultati conseguiti nel settore dell'industria musicale. Nonostante gli
utenti abbiano potuto scaricare e condividere liberamente l'album, i
NIN, grazie alla vendita di edizioni speciali, hanno incassato secondo
Wired <http://blog.wired.com/music/2008/03/nine-inch-nai-2.html> *1,6
milioni di dollari soltanto nella prima settimana dalla pubblicazione*.
Anche musei e biblioteche hanno deciso di sfruttare le licenze CC per
favorire la diffusione dei propri contenuti. La *National Portrait
Gallery* (NPG), nel Regno Unito, ha apportato quest'anno alcune
modifiche alla licenza
<http://www.museumsassociation.org/museums-journal/news/22082012-npg-changes…>
sulle proprie immagini, consentendo il download gratuito per fini non
commerciali: tale cambiamento implica *53 mila immagini* in più a
disposizione degli utenti di Internet.
Nel 2010 un gruppo di *biblioteche di Colonia* in Germania assieme al
Centro Bibliotecario della Renania-Palatinato, ed in cooperazione con il
Centro Servizi Bibliotecari del Nord Reno-Vestfalia, ha adottato lo
strumento dell'*open access* e del *pubblico dominio* per i dati
relativi ai propri cataloghi bibliotecari (*5.4 milioni di record*),
rendendoli così pubblicamente accessibili e consultabili in rete, nonché
riutilizzabili. Tra gli scrittori, *Cory Doctorow*, autore canadese di
fantascienza e co-editore del famoso blog Boing Boing, è uno dei più
grandi sostenitori delle licenze e la maggior parte dei suoi libri è
liberamente scaricabile da Internet. Altri esempi di opere CC sono
riportati nel box a seguire su Creative Commons.
In Italia importanti realtà del panorama editoriale come *La Stampa*,
con il suo archivio storico, *Il Fatto Quotidiano* e *Internazionale*
hanno adottato e messo a disposizione contenuti sotto licenza CC. Stessa
scelta è stata adottata da alcuni blog fra i più seguiti in Italia come
*Spinoza.it* e il blog di *Beppe Grillo*. Inoltre amministrazioni
pubbliche tra cui la *Regione Piemonte*, attraverso il suo portale di
dati aperti <http://www.dati.piemonte.it/>, enti di ricerca come *Istat*
e imprese quali ad esempio Enel hanno deciso di diffondere dati e
informazioni sfruttando le licenze CC. Tra i moltissimi esempi italiani
di rilascio di contenuti con licenza CC segnaliamo La città di Asterix
<http://lacittadiasterix.blogspot.it/>, /story telling/ multimediale sul
processo di integrazione di alcuni ragazzi afghani in Italia, realizzato
dalla giornalista *Carlotta Mismetti Capua*. Oltre ad aver vinto il
*premio Ischia di giornalismo*, il progetto è stato riproposto in un
*cortometraggio* realizzato da Leonardo Cinieri Lombroso che si è
aggiudicato nel 2010 il *premio MyRome*, iniziativa promossa da Camera
di Commercio di Roma, in collaborazione con il RomaFictionFest, per
celebrare la città di Roma attraverso cortometraggi della durata di
cinque minuti. Il progetto è inoltre diventato un libro, scritto dalla
stessa Mismetti Capua, intitolato "*Come due stelle nel mare*",
pubblicato sotto licenza CC da *Edizioni Piemme Mondadori*. Molte altre
opere Creative Commons sono segnalate quotidianamente sulla pagina
Facebook CC Italia e in molti altri forum online.
Qualche dato su Creative Commons in Italia
Secondo le rilevazioni di CC Monitor
<http://monitor.creativecommons.org> il numero di licenze CC adottate in
italia è di 5.530.005 (dati aggiornati al 22 maggio 2010). Questo dato
ci colloca al 3° posto su 52 paesi. Allo stesso tempo, quasi la metà
(43.57%) è del tipo più restrittivo (Attribuzione-Non commerciale-Non
opere derivate) relegando l'Italia al 38° posto su 52 paesi per "grado
di libertà" delle licenze adottate. All'11 ottobre 2012, il sito Flickr
ospitava 241.183.394 scatti distribuiti con licenze CC
<http://www.flickr.com/creativecommons/> e al 25 luglio 2012, YouTube
offriva 4 milioni di video distribuiti con licenze CC
<http://youtube-global.blogspot.it/2012/07/heres-your-invite-to-reuse-and-re…>.
I primi passi di Creative Commons in Italia
*18 novembre 2003*: il professor *Lawrence Lessig*, fondatore di
Creative Commons e all'epoca docente a Stanford, annuncia a Torino
l'*inizio del lavoro di preparazione delle licenze Creative Commons
italiane*. In questa prima fase il progetto è guidato dal prof. Marco
Ricolfi del Dipartimento di Scienze Giuridiche dell'Università di
Torino, col coinvolgimento del CNR di Torino (Juan Carlos De Martin) per
la parte tecnica.
*16 dicembre 2004*: Lawrence Lessig torna a Torino per il convegno (con
festa) di *lancio delle licenze CC italiane*. *In quella occasione* il
prof. De Martin diviene *Lead* del gruppo di lavoro CC Italia, col prof.
Ricolfi nel ruolo di *Legal Lead*.
Biografia di Federico Morando
*Federico Morando* è managing director del Centro Nexa su Internet e
Società <http://nexa.polito.it/people/fmorando> del Politecnico di
Torino, dove la sua attività di ricerca è focalizzata sul dominio "open
content" ed "open data". Già docente di diritto dei beni immateriali
presso l'Università Bocconi, insegna presso il master in Proprietà
Intellettuale organizzato congiuntamente dall'Organizzazione Mondiale
per la Proprietà Intellettuale (OMPI) e dall'Università di Torino. È
membro dell'Open Data Team di Regione Piemonte ed uno dei principali
esperti italiani di licenze libere per il riuso dei dati pubblici.
Laureato in economia presso l'Università Bocconi, dopo un master in
economia teorica ha focalizzato i suoi studi sull'intersezione tra
economia, diritto e nuove tecnologie, conseguendo un Ph.D. in analisi
economica del diritto presso le Università di Torino e Gand.
Che cosa sono Creative Commons e Creative Commons Italia
Creative Commons <http://creativecommons.org> è un'organizzazione
non-profit fondata nel 2001 da Lawrence Lessig
<http://lessig.org/info/bio> con sede a San Francisco, che sviluppa e
promuove strumenti legali gratuiti (/in primis/, le licenze Creative
Commons <http://creativecommons.org/licenses/>) in grado di massimizzare
la creatività, la condivisione e l'innovazione, in particolare online.
Per favorire il ricorso creativo a opere di ingegno altrui, nel pieno
rispetto delle leggi esistenti, Creative Commons offre diverse
articolazioni dei diritti d'autore ad artisti, giornalisti, docenti,
istituzioni e, in genere, creatori che desiderino condividere in maniera
ampia le proprie opere. Tra gli esempi più famosi di utilizzo delle
licenze Creative Commons c'è sicuramente quello di MIT OpenCourseWare
<http://ocw.mit.edu/>, progetto del Massachusetts Institute of
Technology, che mette a disposizione liberamente il proprio materiale
didattico. Anche il sito ufficiale della Casa Bianca, Whitehouse.gov
<http://www.whitehouse.gov/copyright>, pubblica i propri contenuti sotto
licenza Creative Commons, così come anche un'importante azienda
farmaceutica, *GlaxoSmithKline*, ha ceduto tutti i diritti del suo set
di dati riguardanti la malaria, che comprende più di 13.500 composti
noti per essere attivi contro questa malattia.
Creative Commons Italia <http://www.creativecommons.it/> (CCIT) è il
gruppo di lavoro italiano affiliato a Creative Commons e parte del
progetto CC Affiliate Network
<http://wiki.creativecommons.org/CC_Affiliate_Network>. Il gruppo di
lavoro volontario è formato da giuristi, tecnologi ed altri esperti, che
sin dal 2003 si occupano della traduzione italiana delle licenze
Creative Commons e soprattutto del loro adattamento al sistema giuridico
nazionale. Il gruppo di lavoro è coordinato dal Centro Nexa su Internet
& Società <http://nexa.polito.it/> del Politecnico di Torino (DAUIN),
che ospita e gestisce anche il sito <http://www.creativecommons.it/> e
le mailing list <http://www.creativecommons.it/Liste> di CCIT. Con il
supporto della community dei "commoners" italiani, il Centro Nexa
organizza anche iniziative di divulgazione e socializzazione, come gli
incontri CCIT <http://creativecommons.it/eventi> e i Creative Commons Party.
Per restare aggiornati sulle attività di Creative Commons Italia:
- Twitter: @cc_italy <https://twitter.com/cc_italy>
- Facebook: http://www.facebook.com/cc.italia
- Mailing list CC Italia:
https://creativecommons.it/cgi-bin/mailman/listinfo/community
See our events calendar <http://nexa.polito.it/events> if you're curious
about future luncheons, discussions, lectures, and conferences not
listed in this email. Our events are free and open to the public, unless
otherwise noted.
Maggiori informazioni sulle attività del Centro Nexa su Internet &
Società sono disponibili all'indirizzo http://nexa.polito.it. Weekly
Events Newsletter. Sign up <http://nexa.polito.it/mailing-lists> to
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Nexa Center for Internet and Society Newsletter
Dec. 17, 2012
App Contest OpenRoma della Provincia di Roma
by Antonella Giulia Pizzaleo
Buongiorno a tutti,
vi scrivo per segnalarvi (e chiedere di segnalare a chi pensate possa
essere interessato), l'App Contest OpenRoma, organizzato dalla Provincia di
Roma per applicazioni per smartphone e tablet, che utilizzino i dati del
portale Open Data della Provincia di Roma.
Qui tutte le informazioni:
www.appcontest.provincia.roma.it
Grazie, vi saluto,
Antonella
--
Antonella Giulia Pizzaleo
mobile: +39 3496064133
email: pizzaleo(a)gmail.com
skype: antonellagiulia
Dec. 17, 2012
La Stampa (De Martin): "Il rischio guerra fredda su Internet"
by Giuseppe Futia
17.12.2012
Il rischio guerra fredda su Internet
JUAN CARLOS DE MARTIN
Dopo mesi di discussioni accorate sul futuro di Internet e dieci giorni
di lavori con 1600 delegati, Wcit, la conferenza internazionale sulle
telecomunicazioni organizzata dall'Itu a Dubai, si è conclusa con un
sostanziale fallimento. Ben 55 paesi, infatti, tra cui l'Europa al
completo, gli Stati Uniti, il Canada, l'Australia, il Giappone e
l'India, si sono rifiutati di firmare il nuovo trattato sulle
telecomunicazioni, compromettendone, forse irrimediabilmente, il futuro.
E' vero che ben 89 paesi hanno invece firmato, ma la forza economica e
politica degli oppositori, a partire dagli Stati Uniti, pesa come un
macigno.
Cosa ha deragliato una conferenza attesa e preparata da anni? Non è
facile capirlo.
[...]
Continua
qui:http://www.lastampa.it/2012/12/17/cultura/opinioni/editoriali/il-rischio-guerra-fredda-su-internet-XKC7Udht3AVuqM9Hu7VULJ/pagina.html
Dec. 17, 2012
Re: [nexa] La Stampa (De Martin): Università, la rivoluzione non è online
by J.C. DE MARTIN
Grazie, Marco.
>
> Lasciamo perdere il discorso sull'ideologia (perché la loro è
> ideologia e la mia e la tua sono invece "opinioni"?) perché è poco da
> Nexa.
Anche io ho una mia visione del mondo (di come è e, soprattutto, di come
dovrebbe essere), e quindi in questo anche io sono certamente ideologico.
Quindi se sottolineo il carattere "Ideologico" delle posizioni di Thiel
e Gates
(e di tanti altri) non è perché ritengo l'ideologia un problema in sé;
anzi,
mi fanno molta più paura quelli che ritengono di non essere ideologici,
perché vuol dire che non sono consapevoli della loro visione del mondo.
Lo dico perché le loro opinioni sull'istruzione è plasmata non solo
da interessi economici, come giustamente ribadisci anche tu, ma anche
da una visione del mondo che ritiene che il mercato sia il supremo
ente regolatore degli affari umani.
>
> Secondo me davvero esageri nell'interpretare i loro messaggi e i loro
> input. Tra il discorso del video di Gates che hai linkato e "la quasi
> totalità delle altre università spariscono o si riducono a dei CEPU
> dove trovare tutori" c'è di mezzo il mare (... o comunque un grande
> lago!).
>
Si', è vero. Occhio però che è il tipo di mare (moltiplicato per 10)
che la Thatcher ha attraversato in appena 12 anni di governo.
> E poi la loro visione disruptive deriva per forza di cose anche dal
> loro ruolo (Thiel? Si può essere investitori nel settore dell'online
> education senza dichiararsi disruptive? Io credo di no). Anche tu,
> ovviamente libero pensatore, hai un ruolo che deriva dalla tua
> professione. Io idem. Insomma: lasciamo che ognuno interpreti la sua
> parte. Gates e Thiel inclusi.
>
Certo. E la mia parte è anche quella di criticare, almeno quando posso,
quello che dicono persone influenti quando non sono d'accordo con
quello che dicono su materie di pubblico interesse :-)
>
> Ok: ha senso. Ma i Mooc potranno mai essere usati in un Paese come
> l'Italia come palliativo politico / contro-bilanciamento mediatico per
> una cosa del genere? Si vedrà. Non stai giocando troppo d'anticipo?
Temo di no, ma ovviamente non ho certezze.
> Tra 100 università italiane solo la Federico II ha un simil MooC !
Onore al merito dei nostri colleghi (tra cui alcuni amici) napoletani!
Ma in un'epoca di rinnovata centralizzazione ministeriale,
ti risulta che il Ministero, col quale se non sbaglio anche tu hai avuto
contatti,
abbia introdotto incentivi (=risorse) per favorire open access e open
educational resources? "Bastava" inserirlo nel calcolo del fondo di
funzionamento
ordinario. Ho messo tra virgolette "bastava" perché so bene che tutto è
complicato a questo mondo, ma - per quel poco che ne capisco - non sarebbe
stato un provvedimento particolarmente complicato o o ostico.
E magari fanno ancora in tempo a farlo, se ci leggono ;-)
>
> Ottimo. Perché non organizziamo una discussione su questo faccia a faccia?
> Chi della lista sarebbe interessato?
Quando vuoi. Su questo tema sto anche scrivendo un libro,
che vorrei far uscire in tempi stretti.
Ciao,
juan carlos
Dec. 15, 2012