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articolo su La Stampa di oggi
by J.C. DE MARTIN
Vi segnalo l'articolo apparso oggi su La Stampa (p. 33 della versione
cartacea):
"Le sfide per la neutralita' di Internet"
http://www.lastampa.it/_web/cmstp/tmplRubriche/editoriali/gEditoriali.asp?I…
juan carlos
Aug. 31, 2010
Re: [nexa] Creative Commons: a user guide
by Margoni, Thomas
Io direi che:
A)
"3. License Grant
[...]
The above rights include the right to make such modifications as are technically necessary to exercise the rights in other media and formats [...]"
sommato a
B)
Il concetto di opera derivata, anche chiamato elaborazione creativa, poco o nulla ha a che fare con la sfumatura di una canzone per inserire meglio lo start della sucessiva. Non vi e' nulla di creativo, direi, quantomeno se si tratta solo di sfumatura e non di altre tecniche musicali a me ignote (nel senso che ci capisco poco e dunque sono tutte ignote... :-)
Si tratta di una di quelle attivita' che fuoriescono pacificamente da cio' che il diritto d'autore riserva all'autore, nonostante le leggende che si raccontano negli ultimi tempi...
Da un punto di vista piu' pragmatico, la distinzionie distribuzione vs. esecuzione ha sicuramente senso
________________________________________The above rights include the right to make such modifications as are technically necessary to exercise the rights in other media and formats
From: nexa-bounces(a)server-nexa.polito.it [nexa-bounces(a)server-nexa.polito.it] On Behalf Of Fabio Battistetti [fabio.battistetti(a)gmail.com]
Sent: Tuesday, August 31, 2010 11:17 AM
To: Enrico
Cc: Simone Aliprandi; nexa(a)server-nexa.polito.it
Subject: Re: [nexa] Creative Commons: a user guide
Ciao.
il mixaggio tra brani durante un dj set dovrebbe andare bene; la discriminante è sempre quella: se il dj set viene registrato e poi diffuso su web o su supporto fisico.
il mixaggio live fa parte dell'arte del dj e sinora non si è andati ad intaccarlo come pratica che violi il copyright, proprio perchè fa parte dell'arte e perchè viene eseguita un'unica volta dal vivo (e dove i diritti di esecuzione sono pagati tramite la compilazione del borderaux siae), ma non mi stupirei possa cambiare qualcosa in futurro vista la diffusione ed il successo dei mix disponibili via podcast sulla Rete sui vari Resident Advisor, Fact Magazine, BBC...
Fabio
Il giorno 31 agosto 2010 09:19, Enrico <enrico.cauda(a)gmail.com<mailto:enrico.cauda@gmail.com>> ha scritto:
Grazie delle risposte. Il dubbio mi è venuto perché non ho colto nelle licenze distinzioni tra "esecuzione", "rilascio" ecc. quando c'è riferimento alle opere derivate: anche parlando di "perform" la licenza ( http://creativecommons.org/about/licenses/ ) conferisce a priori l'autorizzazione solo se si esegue l'opera "Verbatim", cioè, da wikipedia, "...definire una frase, una citazione o un testo riscritto il più fedelmente possibile dalla fonte originale. Ciò significa che un brano scritto verbatim riporta le stesse parole nello stesso ordine, senza parafrasi, sostituzioni, rimozioni, abbreviazioni o correzioni tali da compromettere il significato del testo." Se capisco bene, quindi, non deve essere alterato "il significato" di un'opera, quindi, per quanto riguarda mixaggi tra brani da DJ, un mixaggio live dovrebbe andare bene. E' corretto?
Enrico
Il giorno 30 agosto 2010 12:01, Fabio Battistetti <fabio.battistetti(a)gmail.com<mailto:fabio.battistetti@gmail.com>> ha scritto:
Ciao.
Concordo con la risposta di Simone perchè si tratta di mera esecuzione.
Gestendo una Netalbel (Chew-Z), posso dire che la scelta della licenza con cui pubblicare il materiale dipende dagli accordi che si stabiliscono volta per volta con i musicisti, autori delle musiche ed in buona parte dei casi si utilizza la licenza BY-NC-ND; ciò non blocca il fatto che i brani pubblicati in CC possanno essere messi in una playlist di un dj set dal vivo.
Fabio
Il giorno 30 agosto 2010 11:40, Simone Aliprandi <simone.aliprandi(a)gmail.com<mailto:simone.aliprandi@gmail.com>> ha scritto:
> - con la licenza BY-SA si è vincolati a rilasciare l'opera derivata con la
> medesima licenza. Spesso questo non è possibile, poiché un mixato live in
> discoteca di norma non viene registrato, e anche una trasmissione
> radiofonica montata con programmi di editing non è detto che debba essere
> rilasciata come fosse un'opera.
Rispondo brevemente su questo punto...
Credo che il problema non si ponga nel caso di DJ set live.
Infatti l'onere di ridistribuire con la stessa licenza previsto dalla
clausola "Share Alike" scatta appunto quando si fa un'attività di
ridistribuzione. In quel caso siamo nel campo della mera esecuzione.
E credo che lo stesso concetto si applichi alla clausola "Non opere
derivate". Il problema della derivazione si pone solo quando apunto si
realizza un'opera derivata e non con la semplice esecuzione di un
brano dal vivo (quand'anche remixato e riarrangiato con sistemi
digitali). Dunque il problema si pone unicamente nel caso che questi
DJ set vengano registrati e ridistribuiti come opera a sè.
Qualche giurista presente in lista può cortesemente confortarmi/smentirmi?
Un caro saluto. Simone
--
Simone Aliprandi - http://www.aliprandi.org
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#>www.chewz.net<http://www.chewz.net> [net label]
#>http://marsplanet.wordpress.com/ [*]
#>www.zero.eu/<http://www.zero.eu/> [the night in town]
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Aug. 31, 2010
Re: [nexa] Creative Commons: a user guide
by Fabio Battistetti
Ciao.
il mixaggio tra brani durante un dj set dovrebbe andare bene; la
discriminante è sempre quella: se il dj set viene registrato e poi diffuso
su web o su supporto fisico.
il mixaggio live fa parte dell'arte del dj e sinora non si è andati ad
intaccarlo come pratica che violi il copyright, proprio perchè fa parte
dell'arte e perchè viene eseguita un'unica volta dal vivo (e dove i diritti
di esecuzione sono pagati tramite la compilazione del borderaux siae), ma
non mi stupirei possa cambiare qualcosa in futurro vista la diffusione ed il
successo dei mix disponibili via podcast sulla Rete sui vari Resident
Advisor, Fact Magazine, BBC...
Fabio
Il giorno 31 agosto 2010 09:19, Enrico <enrico.cauda(a)gmail.com> ha scritto:
> Grazie delle risposte. Il dubbio mi è venuto perché non ho colto nelle
> licenze distinzioni tra "esecuzione", "rilascio" ecc. quando c'è riferimento
> alle opere derivate: anche parlando di "perform" la licenza (
> http://creativecommons.org/about/licenses/ ) conferisce a priori
> l'autorizzazione solo se si esegue l'opera "Verbatim", cioè, da wikipedia,
> "...definire una frase, una citazione o un testo riscritto il più fedelmente
> possibile dalla fonte originale. Ciò significa che un brano scritto *
> verbatim* riporta le stesse parole nello stesso ordine, senza parafrasi,
> sostituzioni, rimozioni, abbreviazioni o correzioni tali da compromettere il
> significato del testo." Se capisco bene, quindi, non deve essere alterato
> "il significato" di un'opera, quindi, per quanto riguarda mixaggi tra brani
> da DJ, un mixaggio live dovrebbe andare bene. E' corretto?
>
> Enrico
>
> Il giorno 30 agosto 2010 12:01, Fabio Battistetti <
> fabio.battistetti(a)gmail.com> ha scritto:
>
> Ciao.
>>
>> Concordo con la risposta di Simone perchè si tratta di mera esecuzione.
>> Gestendo una Netalbel (Chew-Z), posso dire che la scelta della licenza con
>> cui pubblicare il materiale dipende dagli accordi che si stabiliscono volta
>> per volta con i musicisti, autori delle musiche ed in buona parte dei casi
>> si utilizza la licenza BY-NC-ND; ciò non blocca il fatto che i brani
>> pubblicati in CC possanno essere messi in una playlist di un dj set dal
>> vivo.
>>
>> Fabio
>>
>>
>>
>> Il giorno 30 agosto 2010 11:40, Simone Aliprandi <
>> simone.aliprandi(a)gmail.com> ha scritto:
>>
>> > - con la licenza BY-SA si è vincolati a rilasciare l'opera derivata con
>>> la
>>> > medesima licenza. Spesso questo non è possibile, poiché un mixato live
>>> in
>>> > discoteca di norma non viene registrato, e anche una trasmissione
>>> > radiofonica montata con programmi di editing non è detto che debba
>>> essere
>>> > rilasciata come fosse un'opera.
>>>
>>> Rispondo brevemente su questo punto...
>>> Credo che il problema non si ponga nel caso di DJ set live.
>>> Infatti l'onere di ridistribuire con la stessa licenza previsto dalla
>>> clausola "Share Alike" scatta appunto quando si fa un'attività di
>>> ridistribuzione. In quel caso siamo nel campo della mera esecuzione.
>>> E credo che lo stesso concetto si applichi alla clausola "Non opere
>>> derivate". Il problema della derivazione si pone solo quando apunto si
>>> realizza un'opera derivata e non con la semplice esecuzione di un
>>> brano dal vivo (quand'anche remixato e riarrangiato con sistemi
>>> digitali). Dunque il problema si pone unicamente nel caso che questi
>>> DJ set vengano registrati e ridistribuiti come opera a sè.
>>> Qualche giurista presente in lista può cortesemente
>>> confortarmi/smentirmi?
>>> Un caro saluto. Simone
>>>
>>>
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>>> Simone Aliprandi - http://www.aliprandi.org
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>> #>www.myspace.com/theeniac [eniac]
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Aug. 31, 2010
Re: [nexa] Creative Commons: a user guide
by Enrico
Grazie delle risposte. Il dubbio mi è venuto perché non ho colto nelle
licenze distinzioni tra "esecuzione", "rilascio" ecc. quando c'è riferimento
alle opere derivate: anche parlando di "perform" la licenza (
http://creativecommons.org/about/licenses/ ) conferisce a priori
l'autorizzazione solo se si esegue l'opera "Verbatim", cioè, da wikipedia,
"...definire una frase, una citazione o un testo riscritto il più fedelmente
possibile dalla fonte originale. Ciò significa che un brano scritto *
verbatim* riporta le stesse parole nello stesso ordine, senza parafrasi,
sostituzioni, rimozioni, abbreviazioni o correzioni tali da compromettere il
significato del testo." Se capisco bene, quindi, non deve essere alterato
"il significato" di un'opera, quindi, per quanto riguarda mixaggi tra brani
da DJ, un mixaggio live dovrebbe andare bene. E' corretto?
Enrico
Il giorno 30 agosto 2010 12:01, Fabio Battistetti <
fabio.battistetti(a)gmail.com> ha scritto:
> Ciao.
>
> Concordo con la risposta di Simone perchè si tratta di mera esecuzione.
> Gestendo una Netalbel (Chew-Z), posso dire che la scelta della licenza con
> cui pubblicare il materiale dipende dagli accordi che si stabiliscono volta
> per volta con i musicisti, autori delle musiche ed in buona parte dei casi
> si utilizza la licenza BY-NC-ND; ciò non blocca il fatto che i brani
> pubblicati in CC possanno essere messi in una playlist di un dj set dal
> vivo.
>
> Fabio
>
>
>
> Il giorno 30 agosto 2010 11:40, Simone Aliprandi <
> simone.aliprandi(a)gmail.com> ha scritto:
>
> > - con la licenza BY-SA si è vincolati a rilasciare l'opera derivata con
>> la
>> > medesima licenza. Spesso questo non è possibile, poiché un mixato live
>> in
>> > discoteca di norma non viene registrato, e anche una trasmissione
>> > radiofonica montata con programmi di editing non è detto che debba
>> essere
>> > rilasciata come fosse un'opera.
>>
>> Rispondo brevemente su questo punto...
>> Credo che il problema non si ponga nel caso di DJ set live.
>> Infatti l'onere di ridistribuire con la stessa licenza previsto dalla
>> clausola "Share Alike" scatta appunto quando si fa un'attività di
>> ridistribuzione. In quel caso siamo nel campo della mera esecuzione.
>> E credo che lo stesso concetto si applichi alla clausola "Non opere
>> derivate". Il problema della derivazione si pone solo quando apunto si
>> realizza un'opera derivata e non con la semplice esecuzione di un
>> brano dal vivo (quand'anche remixato e riarrangiato con sistemi
>> digitali). Dunque il problema si pone unicamente nel caso che questi
>> DJ set vengano registrati e ridistribuiti come opera a sè.
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Aug. 31, 2010
Re: [nexa] Creative Commons: a user guide
by Fabio Battistetti
Ciao.
Concordo con la risposta di Simone perchè si tratta di mera esecuzione.
Gestendo una Netalbel (Chew-Z), posso dire che la scelta della licenza con
cui pubblicare il materiale dipende dagli accordi che si stabiliscono volta
per volta con i musicisti, autori delle musiche ed in buona parte dei casi
si utilizza la licenza BY-NC-ND; ciò non blocca il fatto che i brani
pubblicati in CC possanno essere messi in una playlist di un dj set dal
vivo.
Fabio
Il giorno 30 agosto 2010 11:40, Simone Aliprandi <simone.aliprandi(a)gmail.com
> ha scritto:
> > - con la licenza BY-SA si è vincolati a rilasciare l'opera derivata con
> la
> > medesima licenza. Spesso questo non è possibile, poiché un mixato live in
> > discoteca di norma non viene registrato, e anche una trasmissione
> > radiofonica montata con programmi di editing non è detto che debba essere
> > rilasciata come fosse un'opera.
>
> Rispondo brevemente su questo punto...
> Credo che il problema non si ponga nel caso di DJ set live.
> Infatti l'onere di ridistribuire con la stessa licenza previsto dalla
> clausola "Share Alike" scatta appunto quando si fa un'attività di
> ridistribuzione. In quel caso siamo nel campo della mera esecuzione.
> E credo che lo stesso concetto si applichi alla clausola "Non opere
> derivate". Il problema della derivazione si pone solo quando apunto si
> realizza un'opera derivata e non con la semplice esecuzione di un
> brano dal vivo (quand'anche remixato e riarrangiato con sistemi
> digitali). Dunque il problema si pone unicamente nel caso che questi
> DJ set vengano registrati e ridistribuiti come opera a sè.
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Aug. 30, 2010
Re: [nexa] Creative Commons: a user guide
by Simone Aliprandi
> - con la licenza BY-SA si è vincolati a rilasciare l'opera derivata con la
> medesima licenza. Spesso questo non è possibile, poiché un mixato live in
> discoteca di norma non viene registrato, e anche una trasmissione
> radiofonica montata con programmi di editing non è detto che debba essere
> rilasciata come fosse un'opera.
Rispondo brevemente su questo punto...
Credo che il problema non si ponga nel caso di DJ set live.
Infatti l'onere di ridistribuire con la stessa licenza previsto dalla
clausola "Share Alike" scatta appunto quando si fa un'attività di
ridistribuzione. In quel caso siamo nel campo della mera esecuzione.
E credo che lo stesso concetto si applichi alla clausola "Non opere
derivate". Il problema della derivazione si pone solo quando apunto si
realizza un'opera derivata e non con la semplice esecuzione di un
brano dal vivo (quand'anche remixato e riarrangiato con sistemi
digitali). Dunque il problema si pone unicamente nel caso che questi
DJ set vengano registrati e ridistribuiti come opera a sè.
Qualche giurista presente in lista può cortesemente confortarmi/smentirmi?
Un caro saluto. Simone
--
Simone Aliprandi - http://www.aliprandi.org
Aug. 30, 2010
Re: [nexa] Creative Commons: a user guide
by Enrico
Approfittando della mail di Simone, vorrei sottoporre a tutti un dubbio che
non sono riuscito a risolvere nemmeno contattando direttamente Creative
Commons (allego mail e risposta in coda).
Il mio dubbio riguarda l'utilizzo delle opere CC con clausola Non Opere
Derivate in ambito DJing. Faccio una breve premessa per chiarezza, anche se
forse è superfluo. Le opere musicali create per uso DJ in genere diventano
parte di DJ set, ovvero collage musicali senza pause tra i brani, in cui la
parte finale di ciascun brano (outro/ending) viene sovrapposta con la parte
iniziale del brano successivo della sequenza (intro) in modo da amalgamare
il tutto. Queste sovrapposizioni, soprattutto per quanto riguarda generi da
club, non consistono solamente in una dissolvenza incrociata (crossfade) tra
i bue brani, ma implicano la modifica delle velocità dei brani, affinché le
battute possano essere esattamente sovrapposte. Chiaramente, quindi, i brani
in questione non vengono riprodotti esattamente come erano stati creati, sia
perché sono sovrapposti con parti di un'altra opera, sebbene solo
marginalmente, sia per l'alterazione della velocità (che in genere implica
anche un cambio di tonalità).
I dj set possono essere creati in tempo reale, come avviene di solito nelle
discoteche e nei locali in genere, oppure possono essere realizzati con
programmi di editing audio, ad esempio nel montaggio di un programma
radiofonico. Faccio notare che, in entrambi i casi, spesso vengono
sovrapposti ai brani anche jingle o voci.
Si consideri uno scenario non commerciale, in modo da tralasciare i problemi
legati all'utilizzo commerciale. In conseguenza della premessa, mi pare di
capire che, in teoria, non dovrebbe essere possibile utilizzare brani con la
clausola Non Opere Derivate in DJ set né mixati live né realizzati con
programmi di editing senza la specifica autorizzazione degli autori.
Infatti, in ogni caso, le opere vengono alterare, anche se, di fatto,
soprattutto un un DJ mix mixato in tempo reale, non viene realizzata alcuna
opera derivata vera e propria.
Ciò, secondo me, crea un controsenso, il cui punto centrale credo sia
l'interpretazione del significato di "opera derivata": bisognerebbe
distinguere tra "opera derivata vera e propria", cioè un remix di un brano,
e utilizzo di un brano in DJ set. Infatti mi sembra abbastanza scontato che
chi compone musica house, techno, o di altri generi simili, e la rilascia
sotto CC, lo faccia perché vuole che le proprie opere vengano utilizzate in
DJ set, anche perché, ripeto, il DJ set è il principale campo di
applicazione di questi brani.
Tuttavia le netlabel CC che operano in questi generi spesso rilasciano le
loro opere sotto BY-NC-ND o BY-NC-SA, e ciò mi porta a pensare che il dubbio
interpretativo che ho esposto costituisca uno spunto di riflessione
interessante, anche perché poi di fatto, di solito (es.
http://www.sonicwalker.com/resources-for-djs/netlabels-with-by-nc-nd-licens…)
l'autorizzazione per l'utilizzo in DJ set viene sempre concessa.
Risulta
però molto noioso contattare direttamente tutte le netlabel di cui si
utilizzano le opere: uno degli obiettivi di CC non è proprio la semplicità
della concessione di alcuni diritti a priori,anche al fine di semplificare
le procedure di acquisizione dei diritti?
L'utilizzo di licenze CC meno restrittive della ND secondo me non
risolverebbe il problema:
- con la licenza BY-SA si è vincolati a rilasciare l'opera derivata con la
medesima licenza. Spesso questo non è possibile, poiché un mixato live in
discoteca di norma non viene registrato, e anche una trasmissione
radiofonica montata con programmi di editing non è detto che debba essere
rilasciata come fosse un'opera.
- la licenza BY penso genererebbe altri problemi: non esiste il rischio che
qualcuno realizzi un vero e proprio remix dell'opera, lo rilasci
commercialmente e il riferimento all'autore venga scritto molto in piccolo
sulla copertina, magari anche cambiando il nome del progetto (scritto in
grande), e, di conseguenza attribuendo di fatto il merito al remixer e non
all'autore originale?
Volevo sentire qualche opinione a proposito di queste osservazioni, spero di
essere stato chiaro e sufficientemente sintetico. Saluti.
Enrico Cauda
Richiesta info e risposta da CC:
Hi Enry,
Thanks for sharing your thoughts with us. The next version of the CC
licenses (4.0?) probably won't be available for at least another
couple years. And even then it's not sure that the definition of
"Adaptation" or what constitutes a derivative work would be
substantially changed.
What I see you saying here, basically, is that the more restrictive
licenses are problematic for DJs. This doesn't surprise me, as they
are more restrictive for some reason that the copyright holder felt
was valid ... to protect their work from exploitation, etc. And it
sounds like your main issue with the the No Derivatives licenses.
Unfortunately, my only suggestion is to simply only reuse works under
BY, BY-SA, BY-NC-SA and BY-NC licenses, and the ND licenses. If a
copyright holder really and truly wants their work to be reused in the
most diverse and interesting ways, then they will not place their work
under ND (or even NC) CC licenses.
I get the feeling that the issue here is less with the CC licenses,
and more with the fact that too many people are using restrictive
licenses that cause these doubts, as opposed to the more open
licenses. Perhaps you could start a site/movement to collect more
openly licenses music?
Best,
Nathan
>
> Message:
> Hi, I'm Enry DJ from Italy, dance music passionate and DJ.
>
> I write you about the use of CC-released DJ audio tracks. Please, keep in
mind that these kind of tracks are usually naturally intended to be used in
clubs or dj mixes - they would have no sense in other ways, because no DJs
would play a track from the beginning to the end without mixing it with
others -. Most CC netlabels release techno, house and other dance tracks
under BY-NC-ND or BY-NC-SA licenses (I think that this choice is made
because BY or BY-NC or BY-SA licenses would not be restrictive enough to
protect works, because it would be someway possible to create remixes and
hide original author). In this way you (DJ) are forced to ask permission to
perform tracks, because a DJ-mix can be considered as a derivative work.
This is even more boring when you have to ask permission for single
releases, for example on Jamendo, because you have to personally contact
each author. Please note that usually permissions are given, because you
give visibility to the authors performin
> g their works, so they have a benefit from your DJ performance, if you
properly attribute the work to the author, as in this example, in which
Sonic Walker, a DJ-mixes netlabel, shows permissions from netlabels to use
their works in dj mixes:
>
>
http://www.sonicwalker.com/resources-for-djs/netlabels-with-by-nc-nd-licens…
>
> In my opinion, CC currently don't fit well with this kind of tracks. In
particular, consider the following scenarios:
>
> 1) I am a DJ performing live in a club, and I need to mix tracks during
performances, that involves overlapping the beginning and the end of each
track, occasionally playing tracks at different pitch/speed from the
original, speaking over tracks and adding sound effects. In reality I don't
create any derivative work, but original works are not performed as they are
created (I think commercial/non commercial is not important in this case
because it is linked to NC license, the problem here is different).
>
> 2) I am a DJ and I want to create DJ mixes for a webradio with/without
commercial purposes. To do that in the best way, I don't perform live and I
use mixing and audio editing software to create my mixes (beginning and ends
of tracks are overlapped, tracks are occasionally cut to fit palimpset
times, jingles and sound effects are used and a voice speaks over tracks to
present them and to involve the audience). In this case the montage is mixed
down in a single audio file that can be considered a derivative work, even
if the intention was not really to create a derivative work, but to obtain a
high quality work to broadcast. The file could be (not necessarily) released
in a podcast, obviously the authors' names and original tracks download
links would be available, maybe without speaker's voice or sound effects,
that could be removed if a multitrack software was used.
>
> I also think that in general radios could have a ND problem, because they
usually crossfade tracks or a speaker speaks over them, even if this is not
a noticeable modification as in dj mixes.
>
> I kindly invite you to consider these problems in next versions of CC,
even if I understand that it is difficult to consider particular cases and
at the same time keep licenses easy to use. Derivative works could be for
example explained better, distinguishing different types of derivative
works.
>
> I remain available for further details, best regards,
>
> Enry DJ
Il giorno 29 agosto 2010 00:55, Simone Aliprandi <simone.aliprandi(a)gmail.com
> ha scritto:
In questi giorni è stato pubblicato in rete il mio nuovo lavoro:
> "Creative Commons: a user guide". Si tratta della prima versione
> inglese di uno dei miei libri (ovvero "Creative Commons: manuale
> operativo"). Ovviamente non si tratta di una mera traduzione
> dell'opera italiana ma di un porting con l'intento di rendere la
> pubblicazione il più possibile fruibile ad un pubblico internazionale.
> Qui trovate la pagina web ufficiale dell'iniziativa:
> http://www.aliprandi.org/cc-user-guide ;
> mentre qui trovate la fan-page di Facebook, su cui spero vogliate
> cliccare il tasto "mi piace":
>
> http://www.facebook.com/pages/Creative-Commons-a-user-guide-a-book-by-Simon…
> Sarei grato a tutti voi se potrete darmi una mano a diffondere la
> notizia presso i vostri contatti non italiani.
> Un caro saluto. Simone
>
> --
> Simone Aliprandi - http://www.aliprandi.org
> _______________________________________________
> nexa mailing list
> nexa(a)server-nexa.polito.it
> https://server-nexa.polito.it/cgi-bin/mailman/listinfo/nexa
>
Aug. 30, 2010
Re: [nexa] Wikileaks: "Senza voler fare dietrologia a tutti i costi, senza voler vedere complotti ovunque"
by Andrea Glorioso
Cari tutti,
dato che la discussione sull'articolo del Sole 24 Ore, ma soprattutto
sulle modalità di finanziamento di Wikileaks, si è animata molto in
questi giorni, non so bene a chi rispondere.
Dunque, ripendo la mail originaria di Marco De Rossi, ma scrivo delle
"riflessioni a voce alta" ispirata a tutti i commenti sinora mandati.
In generale non mi interessa difendere l'articolo del Sole 24 Ore, che è
davvero troppo superficiale per poter servire anche solo di base ad una
riflessione seria su un fenomeno complesso come Wikileaks.
Continuo però a pensare - mi pare in disaccordo con diverse persone che
sono intervenute - che la richiesta di sapere chi ci sia
finanziariamente dietro a Wikileaks non sia del tutto peregrina.
Concordo con chi ha scritto che sarebbe bello pretendere trasparenza,
soprattutto finanziaria, da parte dei giornali e degli altri media
"tradizionali", italiani o meno. L'una richiesta (giornali e media
tradizionali) non esclude però l'altra (Wikileaks).
Oltretutto, non è che Wikileaks lavori su informazioni di pochissimo
rilievo. Al di là del giudizio che si può dare sull'effettivo valore
aggiunto degli "Afghan War Diaries", a me pare abbastanza evidente che
non ci si stia muovendo agli stessi livelli delle ultime di cronaca o
della pagina politica di un qualsiasi quotidiano.
Assange e le altre persone che stanno dietro a Wikileaks hanno assunto
una linea politica molto chiara e, se posso usare una metafora, si sono
"sfilati i guanti" in un ambito in cui a sfilarseli sono solitamente
organizzazioni di ben altro peso.
Ciò può essere e per me è un dato del tutto positivo, ma diciamo che se
il livello del potenziale scontro si alza, a me piacerebbe sapere chi
sono gli effettivi contendenti - dato che tra l'altro non sarebbe certo
la prima volta che una parte viene pilotata, coscientemente o meno, per
motivi altri rispetto a quelli ufficialmente dichiarati (per esempio, e
lo porto davvero come mero esempio, è stato suggerito che alcune delle
informazioni pubblicate da Wikileaks circa la campagna afghana siano
state "impiantate" dalla CIA per indebolire la posizione del Pakistan,
in una resa dei conti del tutto interna tra la CIA e l'ISI).
Poi a me non è chiaro se esista un consenso su cosa sia Wikileaks.
E'/svolge una funzione equivalente al giornalismo? Mi pare che qui
alcuni sostengano il contrario. D'altronde i volontari di Wikileaks
fanno un lavoro di editing non da poco, non si limitano semplicemente a
prendere i documenti che arrivano e a ripubblicarli. Inoltre, Amnesty
International ha insignito nel 2009 Wikileaks del premio "International
Media Awards" nella categoria "new media". Il premio "recognise[s]
excellence in human rights journalism". Mi pare dunque che vi siano
molte opinioni sotto il cielo.
Il richiamo - credo di Guido Scorza - al collegamento tra la necessità
di avere informazioni finanziarie e non sui mezzi di comunicazione tra
cui la stampa, e la concentrazione o meno del relativo mercato
(implicando, se ben capisco, che in presenza di un mercato
concorrenziale si possono rilassare le richieste di trasparenza) non mi
convince troppo. In un mondo in cui di informazione ce n'è così tanta
che a volte si fa fatica a trasformarla in conoscenza, credo sia utile
ogni elemento ulteriore che aiuti a contestualizzare correttamente le
fonti informazionali, che siano Wikileaks, Il Sole 24 Ore o il blog
casalingo di Pingo Pallo (proporzionalmente al pubblico e agli
obbiettivi di riferimento così come dichiarati dalla fonte medesima).
Chiudo precisando che personalmente ritengo l'esperienza Wikileaks - per
altro di certo non nuova, vedi Cryptome.org - molto interessante e trovo
molti degli attacchi nei confronti di Assange e degli altri volontari
abbastanza stomachevoli (del resto quando ti sfili i guanti..). Ma
(senza suggerire che qui qualcuno lo stia facendo) credo che rendendo
Wikileaks un dogma su cui non si possono porre domande non si faccia un
buon servigio a quegli ideali su cui Wikileaks stessa dichiara di basarsi.
Ciao,
Andrea
On 8/25/2010 8:06 PM, Marco De Rossi wrote:
> Condivido con voi (perché mi ha estivamente indispettito) questa breve
> (non firmata) pubblicata sul Sole24Ore di ieri:
>
> "La vicenda di WikiLeaks e i 76mila file segreti del Pentagono sulla
> guerra in Afghanistan pubblicati in rete e da alcuni giornali
> ripropongono con forza un problema connesso alla libertà e alla
> trasparenza dell'informazione. Senza voler fare dietrologia a tutti i
> costi, senza voler vedere complotti ovunque - una malattia che
> dovrebbe essere debellata - interrogarsi su chi finanzia WikiLeaks più
> che lecito è doveroso.
> Proprio per sgomberare ogni sospetto che qualche manina interessata
> abbia armato il sito di Julian Assange fornendogli materiale ad
> altissimo contenuto incendiario. Sapere chi controlla la stampa,
> rendere pubblici i bilanci degli organi di informazione, è una delle
> pietre miliari della democrazia nell'era della comunicazione. Stupisce
> che pochi si pongano il problema di estendere al web gli obblighi già
> previsti per la televisione, la radio e la carta stampata in tutto il
> mondo occidentale. Negli anni Settanta, in Italia, fu una grande
> battaglia combattuta e vinta dal sindacato dei giornalisti. Oggi i
> bilanci degli organi di informazione sono pubblicati e messi a
> disposizione di chiunque voglia consultarli. Il web è ancora un mondo
> a volto coperto."
>
> fonte: http://www.ilsole24ore.com/art/commenti-e-idee/2010-08-24/trasparente-ugual…
>
> m d r
> _______________________________________________
> nexa mailing list
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>
Aug. 29, 2010
Re: [nexa] Scuole pubbliche USA
by David Orban
Boh.. Questa percentuale include i materiali video preparati da
partner commerciali i cui contratti di fornitura prevedono la visione
obbligatoria delle pubblicità incluse e l'installazione di erogatori
di bibite gassate e merendine.
David Orban
skype, twitter, linkedin, sl, etc: davidorban
2010/8/29 Marco De Rossi <madero(a)maderoweb.com>:
> USA, il 30% delle scuole pubbliche elementari e secondarie utilizzano
> il video-conferencing (two-way conferencing) per la didattica. Il 42%
> offre accesso a servizi di formazione a distanza [fonte: National
> Center for Education Statistics]:
> http://www.shannon.it/blog/ho-scoperto-lamerica/
>
> Mio misunderstanding dei dati o è effettivamente così?
>
> M
> _______________________________________________
> nexa mailing list
> nexa(a)server-nexa.polito.it
> https://server-nexa.polito.it/cgi-bin/mailman/listinfo/nexa
>
Aug. 29, 2010
Scuole pubbliche USA
by Marco De Rossi
USA, il 30% delle scuole pubbliche elementari e secondarie utilizzano
il video-conferencing (two-way conferencing) per la didattica. Il 42%
offre accesso a servizi di formazione a distanza [fonte: National
Center for Education Statistics]:
http://www.shannon.it/blog/ho-scoperto-lamerica/
Mio misunderstanding dei dati o è effettivamente così?
M
Aug. 29, 2010