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R: Riflessioni su Wikileaks
by Blengino
Il silenzio della lista sulle tue riflessioni non dipende credo dall'assenza
di interesse, ma dalla complessità delle stesse.
La vicenda tocca aspetti disomogenei ma contigui: concetti antichi,
pre-digitali, che sono alla base delle nostre apparenti democrazie (penso
all'Italia ma non solo) sono toccati dall'iper-informazione del nostro
tempo.
Mi sono chiesto spesso (tra me e me) se le nostre società (tutte, dal niger
alla svezia) siano mature per internet, se saremo in grado (globalmente) di
gestire nel lungo termine gli effetti della nuova connettività dell'umanità.
Non mi sono mai dato risposta, ed alla fine son costretto a compiere un atto
prossimo alla fede: comunque sia, un percorso è stato nei millenni fatto,
nel bene e nel male. Ad ognuno la sua parte. Se son credente vi sarà un
disegno intelligente, in difetto ciò che ne verrà fuori dipenderà dal caso,
ma tanto vale far la nostra parte.
Mi sto perdendo ma penso (e spero) che Wikileaks stia facendo la sua parte,
il suo mestiere (e questo anche se fosse più o meno inconsapevolmente
pilotata).
Anche i censori, in fondo, fanno la loro parte, ed è vero che non tutto ha
ragion d'esser necessariamente condiviso.
Quante volte, a fin di bene, nel nostro piccolo ricorriamo agli "arcana
imperii"?
Il punto è aver chiara qual'è la propria parte, ovvero nei mille contrasti
che il flusso informazionale genera, capire quale sia la linea di difesa
corretta, al momento e guardando al futuro. E poi ovviamente, spendersi per
quel che si può.
Penso al ddl intercettazioni che è e rimane uno scempio, ma che ha sullo
sfondo un'oggettiva deriva informativa (che per la verità non c'entra nulla
con le intercettazioni!)
Penso alla proprietà intellettuale e penso ai media audiovisivi in rete che
sono oggetto di nuovi attacchi.
Insomma, non so risponder alle tue osservazioni. Credo ci sia bisogno di
visioni globali e di un corretto (e forse naturale) contraddittorio: di una
dialettica costruttiva e non falsamente irregimentata.
C'è bisogno di tante Nexa.
C.
-----Messaggio originale-----
Da: nexa-bounces(a)server-nexa.polito.it
[mailto:nexa-bounces@server-nexa.polito.it] Per conto di Andrea Glorioso
Inviato: giovedì 29 luglio 2010 17.58
A: nexa(a)server-nexa.polito.it
Oggetto: [nexa] Riflessioni su Wikileaks
Cari tutti,
saprete tutti della recente pubblicazione, da parte del progetto
Wikileaks, di una imponente quantità di materiale "segreto" (uso le
virgolette apposta, vedi sotto) relativo alla guerra in Afghanistan
(http://www.wikileaks.org/wiki/Afghan_War_Diary,_2004-2010)
Seguo Wikileaks da un paio d'anni. Sinceramente credo che finora abbia
pubblicato materiale anche più scottante del "pacchetto Afghanistan",
che per altro mi pare (da commenti altrui, non ho ancora avuto modo di
leggere con attenzione il tutto) non contenga granché rispetto a quanto
una persona mediamente informata da altri mezzi rispetto alla
televisione - e qui mi rendo conto di aver escluso di botto una buona
parte della popolazione italiana :) - non potesse aver già concluso.
Tuttavia, mi pare che quest'ultima uscita di Wikileaks abbia ricevuto
una copertura mediatica e politica molto più elevata rispetto al
passato, sia in Italia che altrove.
Da qui alcune considerazioni che mi sono posto e che sottopongo qui in
lista per un dibattito aperto:
- il ruolo svolto da Wikileaks è positivo o negativo? O un po' positivo
e un po' negativo? Oppure dipende dal tipo di informazione che viene
pubblicata? E' innegabile che la mia generazione sia abituata ad un
livello di trasparenza e condivisione dell'informazione - pilotata o
meno, vedi sotto - del tutto incompatibile con l'approcio tradizionale
in materia di "arcana imperii".
- a proposito di "arcana imperii", mi pare che Wikileaks e il suo
fondatore, Julian Assange, stiano alzando - e di molto - il livello di
potenziale scontro tra i sostenitori e i detrattori della "condivisione
dell'informazione". Gli stati sovrani, chi più chi meno, potevano
chiudere un occhio di fronte a tale tendenza alle condivisione
nell'ambito della cosiddetta "proprietà intellettuale". Ma quando questa
condivisione va a toccare aree come le attività militari, i segreti di
stato e via discorrendo, il discorso cambia. Come pensate che
reagiranno, nel corto, medio e lungo periodo, gli stati sovrani di
fronte a questa dimostrazione esplosiva e per certi versi sfrontata del
(mezzo, quello completo contiene anche la propria antitesi) mantra
"information wants to be free"?
- per motivi professionali e di studio, ultimamente ho letto molto
materiale su spionaggio/controspionaggio e in particolare sulle attività
cosiddette di SIGINT (Signal Intelligence), così come messe in pratica
dalla National Security Agency degli USA, il GHCQ britannico ed
equivalenti agenzie di altri paesi. Un elemento costante è la necessità
di analizzare le informazioni acquisite per poter decidere come agire; e
uno degli elementi costanti di tali analisi è capire chi e perché
produce determinate informazioni. A volte i "bersagli" si fanno
intercettare perché *vogliono* che certe informazioni siano
intercettate: o perché la informazioni sono in realtà erronee e si spera
che chi le ha acquisite basi le proprie azioni su di esse, o perché sono
in corso lotte intestine al bersaglio, o perché si vuole misurare la
capacità di intercettazione del potenziale nemico (per esempio, la
presenza di una talpa all'interno della propria organizzazione), e via
discorrendo. Io stesso ho imparato che nella politica (europea, ma sono
convinto che lo stesso discorso valga in altri ambiti) è molto diffusa
il "policy-making by leaks", ovvero il forzare la mano al proprio
potenziale avversario facendo trapelare certe informazioni suppostamente
segrete. In questo contesto, come posizionare Wikileaks e in particolare
le ultime "rivelazioni" sull'Afghanistan? Proprio oggi Lucio Caracciolo
su Repubblica scrive dei suoi dubbi che tutto questo materiale possa
essere passato per le mani di un soldato ventiduenne che l'avrebbe poi
passato a Wikileaks, così come vuole la vulgata ufficiale.
Grazie per le vostre riflessioni,
Andrea
July 30, 2010
Re: [nexa] WEB: YOUTUBE VERSERA' A SIAE DIRITTI MUSICA IN STREAMING
by Stefano Quintarelli
penso che se un negozio vende sigarette (regolamentate) e caramelle (non regolamentate) si possa dire che tale esercizio è una tabaccheria. no ?
--
www.reeplay.it
www.eximia.it
Il giorno 30/lug/2010, alle ore 10.23, Andrea Glorioso <andrea(a)digitalpolicy.it> ha scritto:
> Cari tutti,
>
> On 7/28/2010 11:16 AM, Emanuele Lerro wrote:
>>
>> WEB: YOUTUBE VERSERA' A SIAE DIRITTI MUSICA IN STREAMING
>>
>>
>> (AGI) - Roma, 28 lug. - Siae e YouTube annunciano di aver siglato un
>> accordo di licenza che copre l'uso della musica in streaming nei video
>> in Italia attraverso la piattaforma di video online. La licenza ha una
>> durata di tre anni, fino al 31 dicembre 2012. Come risultato
>> dell'accordo, autori, compositori ed editori musicali rappresentati da
>> Siae saranno ricompensati quando viene utilizzata la loro musica.
>> Interpellata, la Siae ha sottolineato che la corresponsione dei diritti
>> d'autore non sara' a carico dei navigatori che fruiscono via Internet
>> della musica in video.
>>
>> Continua qui:
>> http://www.agi.it/in-primo-piano/notizie/201007281054-spe-rt10070-internet_…
>
> Devo dire che sono un po' confuso. Come ha gia` fatto notare Marco
> Scialdone, perche` Google dovrebbe stringere degli accordi di licenza
> con la SIAE per del materiale caricato dai propri utenti? Cosi` facendo,
> non ammette di fatto di essere a conoscenza di tale materiale e dunque
> di non potersi avvalare delle eccezioni alla responsabilita` come
> "hosting provider"?
>
> Oppure l'accordo riguarda materiale di cui Google e` perfettamente a
> conoscenza? Il riferimento nella dichiarazione riportata al link di cui
> sopra ai "nuovi talenti musicali" mi pare vada in questa direzione.
>
> Ogni chiarimento e` molto gradito!
>
> Ciao,
>
> Andrea
>
> _______________________________________________
> nexa mailing list
> nexa(a)server-nexa.polito.it
> https://server-nexa.polito.it/cgi-bin/mailman/listinfo/nexa
July 30, 2010
Re: [nexa] WEB: YOUTUBE VERSERA' A SIAE DIRITTI MUSICA IN STREAMING
by Stefano Quintarelli
c'è la avmsd, secondo me, yt non è un hoster ma una tv non lineare.
--
www.reeplay.it
www.eximia.it
Il giorno 28/lug/2010, alle ore 19.22, marco scialdone <marcoscialdone(a)gmail.com> ha scritto:
> Tornando sulla questione che mi pare assai interessante, riporto di seguito quello che ho appena postato sul mio blog, sperando che voi possiate aiutarmi a capire meglio.
>
> Siae dà notizia dell'interventuo accordo di licenza con YouTube "che copre l’uso in Italia, in modalità streaming, di musica e opere audiovisive del repertorio SIAE nei video presenti sulla piattaforma YouTube. La licenza ha una durata di tre anni, fino al 31 dicembre 2012. Come risultato dell’accordo, autori, compositori ed editori musicali rappresentati da SIAE saranno ricompensati quando viene utilizzata la loro musica".
>
> La cosa che non riesco a capire è quale sia la reale portata dell'accordo e quali le ripercussioni per gli utenti registrati di YouTube: significa, forse, che posso realizzare un filmato con immagini da me formate (e sulle quali, dunque, detengo i diritti) utilizzando come sottofondo un'opera del repertorio SIAE?
>
> Credo proprio di no, poichè, se non erro (ma non sono sicuro e mi piacerebbe che qualcuno mi aiutasse a capire), il c.d. diritto di sincronizzazione non è gestito da SIAE, se non nel caso delle Production Music Libraries.
>
> In questo senso mi pare deponga anche questa FAQ sul sito della SIAE:
>
> "Vorrei realizzare un film / documentario/ filmato, inserendo nella colonna sonora alcune musiche di repertorio. Quali sono gli adempimenti necessari?
> Per poter sincronizzare un’opera musicale preesistente nella colonna sonora di un film, filmato, audiovisivo, corto o lungo metraggio, , ecc., è necessario acquisire preventivamente il permesso cosiddetto di “sincronizzazione”, per la prima fissazione della musica in abbinamento alle immagini e sequenze del filmato. Il permesso deve essere richiesto direttamente agli editori musicali proprietari delle opere oppure, nel caso di opere di proprietà degli autori, al compositore. Le condizioni economiche vengono fissate di volta in volta dagli aventi diritto. Nel caso di opere di dominio pubblico, naturalmente, non sono necessari permessi. Inoltre, è necessario assolvere anche i diritti del produttore discografico, nel caso si faccia uso di una registrazione specifica. Si rammenta che le registrazioni fonografiche sono protette fino a 50 anni dalla data di fabbricazione. Una volta legittimamente realizzato il prodotto audiovisivo, la SIAE provvederà alla riscossione del “compenso separato” spettante agli autori della musica (art. 46 legge 633/1941), per la proiezione pubblica del film o filmato nelle sale. Analogamente la SIAE interverrà a riscuotere il compenso spettante agli aventi diritto della musica per la diffusione televisiva e per la riproduzione su supporti destinati all’ uso privato o al noleggio. Questi diritti vengono riscossi dalla SIAE rispettivamente presso la sala cinematografica, l’emittente televisiva, il produttore dei supporti".
>
> Mi pare che l'unica cosa che cambi è la possibilità di caricare materiale protetto senza che ne possa essere richiesta la rimozione. Ma siamo proprio sicuri? E i diritti connessi? La maggior parte delle richieste di rimozione viene proprio dai titolari dei diritti connessi, non dagli autori o dai loro aventi causa.
>
> Insomma, a parte il fatto che YouTube probabilmente si è messa a riparo da qualche azione giudiziaria, che cosa cambia?
>
> Da ultimo: YouTube resta sempre un hosting provider, vero? ;-)
>
> Read more: http://scialdone.blogspot.com/#ixzz0uzyl7siG
> Under Creative Commons License: Attribution Non-Commercial Share Alike
>
>
> 2010/7/28 David Orban <david(a)davidorban.com>
> Scherzo capito... :)
>
> Significa che non si sa?
>
>
> David Orban
> skype, twitter, linkedin, sl, etc: davidorban
>
>
> On Wed, Jul 28, 2010 at 3:34 PM, Marco Scialdone <marcoscialdone(a)gmail.com> wrote:
> Si è così...ovviamente i titolari dei diritti connessi chiederanno e otterranno la rimozione di quel video :)
>
> Scherz
> Avv. Marco Scialdone
> Office: +390680244486
> Mobile: +393470830540
> Blog: http://scialdone.blogspot.com
>
> -----Original Message-----
> From: David Orban <david(a)davidorban.com>
> Sender: nexa-bounces(a)server-nexa.polito.it
> Date: Wed, 28 Jul 2010 15:29:10
> To: Emanuele Lerro<emanuele.lerro(a)gmail.com>
> Cc: <nexa(a)server-nexa.polito.it>
> Subject: Re: [nexa] WEB: YOUTUBE VERSERA' A SIAE DIRITTI MUSICA IN STREAMING
>
> _______________________________________________
> nexa mailing list
> nexa(a)server-nexa.polito.it
> https://server-nexa.polito.it/cgi-bin/mailman/listinfo/nexa
>
>
>
>
>
> --
> Avv. Marco Scialdone
> Blog: http://scialdone.blogspot.com
> Site: www.computerlaw.it
> PEC: marcoscialdone(a)ordineavvocatiroma.org
> BlackBerry PIN:20D30DDB
> My profile: www.linkedin.com/in/marcoscialdone
> CC Network: https://creativecommons.net/marcoscialdone/
>
> _______________________________________________
> nexa mailing list
> nexa(a)server-nexa.polito.it
> https://server-nexa.polito.it/cgi-bin/mailman/listinfo/nexa
July 30, 2010
NYTimes: How Fast Can a Cloud Run?
by J.C. DE MARTIN
From The New York Times:
How Fast Can a Cloud Run?
A new tool tracks the speed at which cloud services from Google, Microsoft and Amazon.com run, and then displays their worldwide performance.
http://nyti.ms/bf7szE
July 30, 2010
Re: [nexa] WEB: YOUTUBE VERSERA' A SIAE DIRITTI MUSICA IN STREAMING
by Corrado Druetta
Da quanto si apprende, sicuramente YouTube è destinata a giocare un ruolo sempre meno "hosting":
http://punto-informatico.it/2958158/PI/News/youtube-siae-licenza-monetizzar…
Essendo alcuni aspetti dell'accordo ancora confidenziali, non si può che supporre...
Corrado Druetta
--- On Fri, 7/30/10, marco scialdone <marcoscialdone(a)gmail.com> wrote:
From: marco scialdone <marcoscialdone(a)gmail.com>
Subject: Re: [nexa] WEB: YOUTUBE VERSERA' A SIAE DIRITTI MUSICA IN STREAMING
To: "Andrea Glorioso" <andrea(a)digitalpolicy.it>
Cc: nexa(a)server-nexa.polito.it
Date: Friday, July 30, 2010, 8:37 AM
Caro Andrea,
sai come la penso a riguardo ;-)
Peraltro, a questo punto, mi chiedo che senso abbia la dichiarazione che il soggetto rende nel momento in cui carica il materiale e in cui si assume ogni responsabilità rispetto alla titolarità dei diritti.
Forse ha ragione Mazza quando dice che YouTube è la nuova MTV, con questo sottolineando che si tratta di un broadcaster (sia pur di nuova generazione) e non di un semplice hosting provider.
M.
2010/7/30 Andrea Glorioso <andrea(a)digitalpolicy.it>
Cari tutti,
On 7/28/2010 11:16 AM, Emanuele Lerro wrote:
>
> WEB: YOUTUBE VERSERA' A SIAE DIRITTI MUSICA IN STREAMING
>
>
> (AGI) - Roma, 28 lug. - Siae e YouTube annunciano di aver siglato un
> accordo di licenza che copre l'uso della musica in streaming nei video
> in Italia attraverso la piattaforma di video online. La licenza ha una
> durata di tre anni, fino al 31 dicembre 2012. Come risultato
> dell'accordo, autori, compositori ed editori musicali rappresentati da
> Siae saranno ricompensati quando viene utilizzata la loro musica.
> Interpellata, la Siae ha sottolineato che la corresponsione dei diritti
> d'autore non sara' a carico dei navigatori che fruiscono via Internet
> della musica in video.
>
> Continua qui:
> http://www.agi.it/in-primo-piano/notizie/201007281054-spe-rt10070-internet_…
Devo dire che sono un po' confuso. Come ha gia` fatto notare Marco
Scialdone, perche` Google dovrebbe stringere degli accordi di licenza
con la SIAE per del materiale caricato dai propri utenti? Cosi` facendo,
non ammette di fatto di essere a conoscenza di tale materiale e dunque
di non potersi avvalare delle eccezioni alla responsabilita` come
"hosting provider"?
Oppure l'accordo riguarda materiale di cui Google e` perfettamente a
conoscenza? Il riferimento nella dichiarazione riportata al link di cui
sopra ai "nuovi talenti musicali" mi pare vada in questa direzione.
Ogni chiarimento e` molto gradito!
Ciao,
Andrea
_______________________________________________
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Avv. Marco Scialdone
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July 30, 2010
Re: [nexa] WEB: YOUTUBE VERSERA' A SIAE DIRITTI MUSICA IN STREAMING
by Marcello Mustilli
Stando a fonti da me consulate l'origine dell'accordo è che YouTube sta
avviando una campagna di spot inseriti nei singoli video.
L'esistenza di revenue pubblicitarie legate su base individuale a
singole opere preclude a YouTube la difesa del "non conosco i contenuti".
Credo si tratterà pertanto necessariamente di opere il cui contenuto
YouTube conosce.
Marcello
Andrea Glorioso ha scritto in data 30/07/2010 10.23:
> Cari tutti,
>
> On 7/28/2010 11:16 AM, Emanuele Lerro wrote:
>
>> WEB: YOUTUBE VERSERA' A SIAE DIRITTI MUSICA IN STREAMING
>>
>>
>> (AGI) - Roma, 28 lug. - Siae e YouTube annunciano di aver siglato un
>> accordo di licenza che copre l'uso della musica in streaming nei video
>> in Italia attraverso la piattaforma di video online. La licenza ha una
>> durata di tre anni, fino al 31 dicembre 2012. Come risultato
>> dell'accordo, autori, compositori ed editori musicali rappresentati da
>> Siae saranno ricompensati quando viene utilizzata la loro musica.
>> Interpellata, la Siae ha sottolineato che la corresponsione dei diritti
>> d'autore non sara' a carico dei navigatori che fruiscono via Internet
>> della musica in video.
>>
>> Continua qui:
>> http://www.agi.it/in-primo-piano/notizie/201007281054-spe-rt10070-internet_…
>>
> Devo dire che sono un po' confuso. Come ha gia` fatto notare Marco
> Scialdone, perche` Google dovrebbe stringere degli accordi di licenza
> con la SIAE per del materiale caricato dai propri utenti? Cosi` facendo,
> non ammette di fatto di essere a conoscenza di tale materiale e dunque
> di non potersi avvalare delle eccezioni alla responsabilita` come
> "hosting provider"?
>
> Oppure l'accordo riguarda materiale di cui Google e` perfettamente a
> conoscenza? Il riferimento nella dichiarazione riportata al link di cui
> sopra ai "nuovi talenti musicali" mi pare vada in questa direzione.
>
> Ogni chiarimento e` molto gradito!
>
> Ciao,
>
> Andrea
>
>
>
>
> _______________________________________________
> nexa mailing list
> nexa(a)server-nexa.polito.it
> https://server-nexa.polito.it/cgi-bin/mailman/listinfo/nexa
>
July 30, 2010
Re: [nexa] WEB: YOUTUBE VERSERA' A SIAE DIRITTI MUSICA IN STREAMING
by marco scialdone
Caro Andrea,
sai come la penso a riguardo ;-)
Peraltro, a questo punto, mi chiedo che senso abbia la dichiarazione che il
soggetto rende nel momento in cui carica il materiale e in cui si assume
ogni responsabilità rispetto alla titolarità dei diritti.
Forse ha ragione Mazza quando dice che YouTube è la nuova MTV, con questo
sottolineando che si tratta di un broadcaster (sia pur di nuova generazione)
e non di un semplice hosting provider.
M.
2010/7/30 Andrea Glorioso <andrea(a)digitalpolicy.it>
> Cari tutti,
>
> On 7/28/2010 11:16 AM, Emanuele Lerro wrote:
> >
> > WEB: YOUTUBE VERSERA' A SIAE DIRITTI MUSICA IN STREAMING
> >
> >
> > (AGI) - Roma, 28 lug. - Siae e YouTube annunciano di aver siglato un
> > accordo di licenza che copre l'uso della musica in streaming nei video
> > in Italia attraverso la piattaforma di video online. La licenza ha una
> > durata di tre anni, fino al 31 dicembre 2012. Come risultato
> > dell'accordo, autori, compositori ed editori musicali rappresentati da
> > Siae saranno ricompensati quando viene utilizzata la loro musica.
> > Interpellata, la Siae ha sottolineato che la corresponsione dei diritti
> > d'autore non sara' a carico dei navigatori che fruiscono via Internet
> > della musica in video.
> >
> > Continua qui:
> >
> http://www.agi.it/in-primo-piano/notizie/201007281054-spe-rt10070-internet_…
>
> Devo dire che sono un po' confuso. Come ha gia` fatto notare Marco
> Scialdone, perche` Google dovrebbe stringere degli accordi di licenza
> con la SIAE per del materiale caricato dai propri utenti? Cosi` facendo,
> non ammette di fatto di essere a conoscenza di tale materiale e dunque
> di non potersi avvalare delle eccezioni alla responsabilita` come
> "hosting provider"?
>
> Oppure l'accordo riguarda materiale di cui Google e` perfettamente a
> conoscenza? Il riferimento nella dichiarazione riportata al link di cui
> sopra ai "nuovi talenti musicali" mi pare vada in questa direzione.
>
> Ogni chiarimento e` molto gradito!
>
> Ciao,
>
> Andrea
>
>
> _______________________________________________
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July 30, 2010
Re: [nexa] WEB: YOUTUBE VERSERA' A SIAE DIRITTI MUSICA IN STREAMING
by Andrea Glorioso
Cari tutti,
On 7/28/2010 11:16 AM, Emanuele Lerro wrote:
>
> WEB: YOUTUBE VERSERA' A SIAE DIRITTI MUSICA IN STREAMING
>
>
> (AGI) - Roma, 28 lug. - Siae e YouTube annunciano di aver siglato un
> accordo di licenza che copre l'uso della musica in streaming nei video
> in Italia attraverso la piattaforma di video online. La licenza ha una
> durata di tre anni, fino al 31 dicembre 2012. Come risultato
> dell'accordo, autori, compositori ed editori musicali rappresentati da
> Siae saranno ricompensati quando viene utilizzata la loro musica.
> Interpellata, la Siae ha sottolineato che la corresponsione dei diritti
> d'autore non sara' a carico dei navigatori che fruiscono via Internet
> della musica in video.
>
> Continua qui:
> http://www.agi.it/in-primo-piano/notizie/201007281054-spe-rt10070-internet_…
Devo dire che sono un po' confuso. Come ha gia` fatto notare Marco
Scialdone, perche` Google dovrebbe stringere degli accordi di licenza
con la SIAE per del materiale caricato dai propri utenti? Cosi` facendo,
non ammette di fatto di essere a conoscenza di tale materiale e dunque
di non potersi avvalare delle eccezioni alla responsabilita` come
"hosting provider"?
Oppure l'accordo riguarda materiale di cui Google e` perfettamente a
conoscenza? Il riferimento nella dichiarazione riportata al link di cui
sopra ai "nuovi talenti musicali" mi pare vada in questa direzione.
Ogni chiarimento e` molto gradito!
Ciao,
Andrea
July 30, 2010
Riflessioni su Wikileaks
by Andrea Glorioso
Cari tutti,
saprete tutti della recente pubblicazione, da parte del progetto
Wikileaks, di una imponente quantità di materiale "segreto" (uso le
virgolette apposta, vedi sotto) relativo alla guerra in Afghanistan
(http://www.wikileaks.org/wiki/Afghan_War_Diary,_2004-2010)
Seguo Wikileaks da un paio d'anni. Sinceramente credo che finora abbia
pubblicato materiale anche più scottante del "pacchetto Afghanistan",
che per altro mi pare (da commenti altrui, non ho ancora avuto modo di
leggere con attenzione il tutto) non contenga granché rispetto a quanto
una persona mediamente informata da altri mezzi rispetto alla
televisione - e qui mi rendo conto di aver escluso di botto una buona
parte della popolazione italiana :) - non potesse aver già concluso.
Tuttavia, mi pare che quest'ultima uscita di Wikileaks abbia ricevuto
una copertura mediatica e politica molto più elevata rispetto al
passato, sia in Italia che altrove.
Da qui alcune considerazioni che mi sono posto e che sottopongo qui in
lista per un dibattito aperto:
- il ruolo svolto da Wikileaks è positivo o negativo? O un po' positivo
e un po' negativo? Oppure dipende dal tipo di informazione che viene
pubblicata? E' innegabile che la mia generazione sia abituata ad un
livello di trasparenza e condivisione dell'informazione - pilotata o
meno, vedi sotto - del tutto incompatibile con l'approcio tradizionale
in materia di "arcana imperii".
- a proposito di "arcana imperii", mi pare che Wikileaks e il suo
fondatore, Julian Assange, stiano alzando - e di molto - il livello di
potenziale scontro tra i sostenitori e i detrattori della "condivisione
dell'informazione". Gli stati sovrani, chi più chi meno, potevano
chiudere un occhio di fronte a tale tendenza alle condivisione
nell'ambito della cosiddetta "proprietà intellettuale". Ma quando questa
condivisione va a toccare aree come le attività militari, i segreti di
stato e via discorrendo, il discorso cambia. Come pensate che
reagiranno, nel corto, medio e lungo periodo, gli stati sovrani di
fronte a questa dimostrazione esplosiva e per certi versi sfrontata del
(mezzo, quello completo contiene anche la propria antitesi) mantra
"information wants to be free"?
- per motivi professionali e di studio, ultimamente ho letto molto
materiale su spionaggio/controspionaggio e in particolare sulle attività
cosiddette di SIGINT (Signal Intelligence), così come messe in pratica
dalla National Security Agency degli USA, il GHCQ britannico ed
equivalenti agenzie di altri paesi. Un elemento costante è la necessità
di analizzare le informazioni acquisite per poter decidere come agire; e
uno degli elementi costanti di tali analisi è capire chi e perché
produce determinate informazioni. A volte i "bersagli" si fanno
intercettare perché *vogliono* che certe informazioni siano
intercettate: o perché la informazioni sono in realtà erronee e si spera
che chi le ha acquisite basi le proprie azioni su di esse, o perché sono
in corso lotte intestine al bersaglio, o perché si vuole misurare la
capacità di intercettazione del potenziale nemico (per esempio, la
presenza di una talpa all'interno della propria organizzazione), e via
discorrendo. Io stesso ho imparato che nella politica (europea, ma sono
convinto che lo stesso discorso valga in altri ambiti) è molto diffusa
il "policy-making by leaks", ovvero il forzare la mano al proprio
potenziale avversario facendo trapelare certe informazioni suppostamente
segrete. In questo contesto, come posizionare Wikileaks e in particolare
le ultime "rivelazioni" sull'Afghanistan? Proprio oggi Lucio Caracciolo
su Repubblica scrive dei suoi dubbi che tutto questo materiale possa
essere passato per le mani di un soldato ventiduenne che l'avrebbe poi
passato a Wikileaks, così come vuole la vulgata ufficiale.
Grazie per le vostre riflessioni,
Andrea
July 29, 2010
Fwd: Freedom From Fear Magazine - a special issue on cybercrimes
by David Orban
Per carità, c'è anche Bruce Schneir. Ciononostante mi sembra che questa
"rivista" sia totalmente sbilanciata sui lati negativi di Internet, senza
analizzarne in alcun modo i benefici.
David Orban
skype, twitter, linkedin, sl, etc: davidorban
---------- Forwarded message ----------
From: Carlotta Nizzoli <nizzoli(a)unric.org>
Date: Thu, Jul 29, 2010 at 1:21 PM
Subject: Freedom From Fear Magazine - a special issue on cybercrimes
To: Italy <Italy(a)unric.org>
[image: Freedom From Fear Magazine]<http://www.freedomfromfearmagazine.org/>
* <http://www.freedomfromfearmagazine.org/>* *In this issue*
- Award notification
<http://www.freedomfromfearmagazine.org/index.php?option=com_content&view=ar…>
Doris Buddenberg
- That Was then, This Is Now: A Concise Look Back on the Hacker
Subculture<http://www.freedomfromfearmagazine.org/index.php?option=com_content&view=ar…>
Ioan Landry
- Hackers Profiling: Who Are the
Attackers?<http://www.freedomfromfearmagazine.org/index.php?option=com_content&view=ar…>
Raoul Chiesa
- Interview with a Hacker: Chronicles of a Black
Hat<http://www.freedomfromfearmagazine.org/index.php?option=com_content&view=ar…>
Interview conducted by Raoul Chiesa
- The State of
Cybercrimes<http://www.freedomfromfearmagazine.org/index.php?option=com_content&view=ar…>
Levi Gundert
- Cyber Crime and Organized
Crime<http://www.freedomfromfearmagazine.org/index.php?option=com_content&view=ar…>
Tatiana Tropina
- Terrorist Use of the Internet and Legal
Response<http://www.freedomfromfearmagazine.org/index.php?option=com_content&view=ar…>
Marco Gercke, Daniel Thelesklaf
- Defending Quality of Life through Critical Infrastructure
Protection<http://www.freedomfromfearmagazine.org/index.php?option=com_content&view=ar…>
Marco Carbonelli, Luisa Franchina, Laura Gratta,
Fabio Guasconi, Daniele Perucchini
- Online Crimes against
Children<http://www.freedomfromfearmagazine.org/index.php?option=com_content&view=ar…>
John Carr
- Estimating and Interpreting the Prevalence of E-fraud across the
World<http://www.freedomfromfearmagazine.org/index.php?option=com_content&view=ar…>
Jan Van Dijk
- Avoid Becoming a Victim of
Cybercrime<http://www.freedomfromfearmagazine.org/index.php?option=com_content&view=ar…>
Scot Huntsberry
- From Encryption to Failure of Traditional Investigation
Instruments: the Challenges of Fighting
Cybercrime<http://www.freedomfromfearmagazine.org/index.php?option=com_content&view=ar…>
Marco Gercke
- Global Cybersecurity
Agenda<http://www.freedomfromfearmagazine.org/index.php?option=com_content&view=ar…>
ITU (International Telecommunication Union)
- The Internet: Anonymous
Forever<http://www.freedomfromfearmagazine.org/index.php?option=com_content&view=ar…>
Bruce Schneier
- Privacy vs. Security? A Dilemma of the Digital
Era<http://www.freedomfromfearmagazine.org/index.php?option=com_content&view=ar…>
Giuseppe Vaciago
- Cyberwar: Myth or
Reality?<http://www.freedomfromfearmagazine.org/index.php?option=com_content&view=ar…>
Bruce Schneier
- Crime and Policing in Virtual Worlds:
On the Ever-Evolving Nature of
Cybercrime<http://www.freedomfromfearmagazine.org/index.php?option=com_content&view=ar…>
Marc Goodman
- FOCUS ON
Cybernetics and
Law<http://www.freedomfromfearmagazine.org/index.php?option=com_content&view=ar…>
Javier Livas
- INSIGHT
The New Convergence between International Criminal Law, Nuclear
Non-Proliferation
and Maritime
Security<http://www.freedomfromfearmagazine.org/index.php?option=com_content&view=ar…>
Stefano Betti
- CLOSE UP
Reporting in Times of
War<http://www.freedomfromfearmagazine.org/index.php?option=com_content&view=ar…>
Francesca Caferri
- IN THE SPOTLIGHT
Humankind’s: Suffering is Not Something One Can Get Used
to<http://www.freedomfromfearmagazine.org/index.php?option=com_content&view=ar…>
Laura Boldrini - Op-ed
The United Nations Interregional Crime and Justice Research Institute
(UNICRI) is pleased to inform you of the release of the seventh issue of the
magazine Freedom From Fear (F3) focusing on *Cybercrimes*, which can be
found at www.freedomfromfearmagazine.org
F3 aims to contribute to the advancement of knowledge and to raise awareness
on the international community’s priority issues, with a special focus on
crime and justice-related matters. The Magazine embodies a forum of
discussion for governments, media, academia, research institutes,
international organizations, experts and the public at large.
The partners of this initiative are the Max Planck Institute for Foreign and
International Criminal Law (MPI) and the Basel Institute on Governance.
This number of the Magazine covers issues ranging from the evolution of
cybercrimes, to terrorist use of information technology, to the main
offences committed through the Internet, aiming to improve our knowledge of
growing. phenomena.
Nowadays, security is no longer just an issue in the real world: it is a
virtual matter as well. We can now exchange information and know-how from
one side of the world to another in just a few seconds. The accessibility of
information combined with the fact that all aspects of our life are
electronically stored are the two aspects that contribute to our
socio-economic development, our possibility to enjoy the freedom of a world
simultaneously connected to us, but also to our vulnerability to cybercrime.
Phishing, pharming, credit card fraud, identity theft, computer espionage,
hacking, the elaboration and diffusion of viruses and worms, just to mention
a few, are now part of our common dictionary.
This issue includes several perspectives on cybercrimes and suggestions to
reduce our own vulnerability and on how to prevent this kind of attacks.
[image: Small Hr]
*UNICRI assists the international community in formulating and implementing
improved policies in the field of crime prevention and justice due regard
being paid to the integration of such policies within broader policies for
socio-economic change and development, and to the protection of human
rights.*
[image: Small Hr]
<http://www.freedomfromfearmagazine.org/index.php?option=com_alpharegistrati…>
<http://www.freedomfromfearmagazine.org/>
* *
*UNRIC*
*United Nations Regional Information Centre for Western Europe*
Carlotta Nizzoli
Desk Office for Italy, San Marino, Malta and the Holy See
Residence Palace
Rue de la Loi/Wetstraat 155
1040 Bruxelles, Belgium
www.unric.org
tel. 0032 2788 8478
July 29, 2010