nexa
By thread
nexa@server-nexa.polito.it
By month
Messages by month
- ----- 2026 -----
- September
- August
- July
- June
- May
- April
- March
- February
- January
- ----- 2025 -----
- December
- November
- October
- September
- August
- July
- June
- May
- April
- March
- February
- January
- ----- 2024 -----
- December
- November
- October
- September
- August
- July
- June
- May
- April
- March
- February
- January
- ----- 2023 -----
- December
- November
- October
- September
- August
- July
- June
- May
- April
- March
- February
- January
- ----- 2022 -----
- December
- November
- October
- September
- August
- July
- June
- May
- April
- March
- February
- January
- ----- 2021 -----
- December
- November
- October
- September
- August
- July
- June
- May
- April
- March
- February
- January
- ----- 2020 -----
- December
- November
- October
- September
- August
- July
- June
- May
- April
- March
- February
- January
- ----- 2019 -----
- December
- November
- October
- September
- August
- July
- June
- May
- April
- March
- February
- January
- ----- 2018 -----
- December
- November
- October
- September
- August
- July
- June
- May
- April
- March
- February
- January
- ----- 2017 -----
- December
- November
- October
- September
- August
- July
- June
- May
- April
- March
- February
- January
- ----- 2016 -----
- December
- November
- October
- September
- August
- July
- June
- May
- April
- March
- February
- January
- ----- 2015 -----
- December
- November
- October
- September
- August
- July
- June
- May
- April
- March
- February
- January
- ----- 2014 -----
- December
- November
- October
- September
- August
- July
- June
- May
- April
- March
- February
- January
- ----- 2013 -----
- December
- November
- October
- September
- August
- July
- June
- May
- April
- March
- February
- January
- ----- 2012 -----
- December
- November
- October
- September
- August
- July
- June
- May
- April
- March
- February
- January
- ----- 2011 -----
- December
- November
- October
- September
- August
- July
- June
- May
- April
- March
- February
- January
- ----- 2010 -----
- December
- November
- October
- September
- August
- July
- June
- May
- April
- March
- February
- January
- ----- 2009 -----
- December
- November
- October
- September
- August
- July
- June
- May
July 2010
- 33 participants
- 118 messages
Re: [nexa] Brutta storia
by giorgio.giunchi@cctld.it
>----- Original Message -----
>From: andrea(a)digitalpolicy.it
>To: paolo.brini(a)iridiumpg.com
Cc: nexa(a)server-nexa.polito.it
>Data: Thu, 8 Jul 2010 15:26:33 +0200
>Subject: Re: [nexa] Brutta storia
>In ogni caso il problema dell'indipendenza geopolitica
>delle "critical Internet resources" e` un tema senz'altro
>importantissimo.
!!! come si dice a scacchi. E come dice Valeria Rossi :
"...In realta', dal punto di vista puramente tecnico, per
il funzionamento di Internet basterebbe anche un solo root
name server..."
Ma e' cosa buona e giusta che ... siano ben piu' di 13 :-}
"... La standardizzazione del metodo di instradamento anycast
applicato all'IP, ed in particolare applicato al DNS,
consente dunque di presentare sulla Rete diverse istanze
del medesimo soggetto, nella fattispecie del medesimo name
server.
Grazie a questo, il numero di root name server raggiungibili
in Rete non è più dunque limitato a tredici, ma è ben più
alto: alla data, il totale delle istanze di root name server
in Internet è più di 100 distribuiti in altrettanti luoghi
- strategici nella topologia di rete - che coprono tutti
i continenti..."
http://cctld.it/internetworking/html/rootserver_01.html
Parlavo di scacchi, quindi di scacchiera ...
In generale la mia opinione e' coordinamenti
sovranazionali ad hoc a rango di uffici repressivi
avverso *comportamenti* bipedi *possa* essere efficiente,
mentre un coordinamento strutturale globale a rango di
uffici legislativi, *non possa* essere efficiente : la
mitica "legge globale sull' internet", sospetto, non
e' una chimera, ma proprio un fraintendimento logico.
La interconnessione di reti e' disintermediata e
indiscriminata per accessi e contenuti - punto.
E su questo - punto e' *impossibile*
rimettere il dentifricio nel tubetto.
Impossibile "logicamente", come diceva quello la', e ...
al massimo ... "reale" ;-/ - come la barcata di
risorse buttate via tutti i giorni nel pianeta - come le
redirezioni che i provider impostano tutte le mattine h 10:00
alle pagine alert [senza bisogno di andare in Asia] di
AAMS e Centro nazionale Antipornogragia.
Giorgio
:::::::
July 8, 2010
FLOSS 2020 roadmap revision process
by Philippe Aigrain
The FLOSS 2020 roadmap is a strategy document for free and open source
software and related policy whose initial version was drafted in 2008,
and which is revised every year through a open collaborative process,
the results being present at the Open World Forum in Paris (this year 30
September - 1st October 2010).
To launch the revision process, 3 contributions are on-line at:
http://www.2020flossroadmap.org/2010-version/
FLOSS as commons by David Bollier
FLOSS in the BRIC countries by Michael Tiemann
and
Openness and freedom in cloud computing by myself.
Comments and contributions welcome.
Philippe
July 8, 2010
Re: [nexa] Brutta storia
by Paolo Brini
Il 08/07/2010 15:26, Andrea Glorioso ha scritto:
>
> (b) ICANN ha "ordinato" ai registry di riferimento (e.g. Verisign per
> .com) di cambiare l'indirizzo IP dei server DNS di riferimento dei
> nomi di dominio in discussione per farli puntare ad altri server DNS
> sotto il controllo del Dipartimento di Giustizia o altra
> organizzazione statunitense
Secondo la fonte questo sarebbe quello che è accaduto. La motivazione di
ICANN sarebbe stata proprio l'applicazione della 3.7.7.11, e la
motivazione sarebbe l'iscrizione al registro con dati non esatti. Come
fa notare un commentatore di TF, l'applicazione rigida di questa regola
porterebbe alla cancellazione di un numero elevatissimo di domini
(quindi averla applicata solo a quei domini segnalati dal Dipartimento è
evidentemente una scusa). Estremamente interessanti tutti gli altri
commenti che fai, non ho tempo per commentarli ma ti assicuro che li ho
letti con attenzione e in particolare concordo su:
> Se riduciamo tutto alla tecnica/tecnologia, quanto tempo pensi che passera` prima
> che tornino le restrizioni internazionali alle tecnologica
> crittografiche?
>
Ciao,
Paolo
> Grazie per gli interessanti spunti e scusate tutti per la lunghezza
> della mail e forse per l'uso di terminologia un po' oscura. Sono lieto
> di chiarire i passaggi incomprensibili.
>
> Ciao,
>
> Andrea
>
>
July 8, 2010
Re: [nexa] Brutta storia
by Andrea Glorioso
Caro Paolo,
come sempri sollevi molte questioni molto interessanti e complesse.
Cerco di reagire come posso alle tue osservazioni. Sono certo che
altri partecipanti a questa lista - mi vengono in mente gli amici che
hanno difeso The Pirate Bay qui in Italia - potranno contribuire e
correggere le mie imprecisioni/incomprensioni.
(Ah, i miei due fan su Internet se lo aspettano, quindi mi lancio nel
mio solito disclaimer: tutto quello che dico e` solo la mia opinione
personale :))
2010/7/8 Paolo Brini <paolo.brini(a)iridiumpg.com>
>
> Il 08/07/2010 09:59, Andrea Glorioso ha scritto:
> > A dire il vero - ma mi riservo di controllare meglio - non e` che qualcuno
> > ha "messo le mani su ICANN", almeno non nel senso che quanto successo sia
> > un'eccezione alla regola - al piu` un'eccezione alla pratica.
>
> Ferme restando eventuali correzioni all'articolo di TF, questa è proprio
> un'eccezionalità, nel senso che si trasferiscono d'ufficio dei domini
> regolarmente pagati da un proprietario ad un organo istituzionale
> americano (credo Dipartimento di Giustizia in questo caso?). Chi ha
> detto che il proprietario di quei domini sia soggetto alle leggi
> americane? Io ho tanti domini e mai ho firmato qualche accordo che mi
> impone di essere soggetto alla giurisdizione americana in caso di
> controversie.
Ho riletto piu` attentamente l'articolo di TorrentFreak a cui hai
fatto riferimento nella tua prima email. Non capisco bene se:
(a) ICANN ha effettivamente "sequestrato" (le virgolette sono
d'obbligo) un dominio di secondo livello e ne ha modificato i dati di
registrazione, in particolare i server DNS di riferimento. Non mi pare
sia questo il caso: verificando un paio di quei domini tramite WHOIS,
vedo che continuano a puntare ai server DNS a cui dovrebbero puntare
(e.g. ns1.planetmoviez.com)
(b) ICANN ha "ordinato" ai registry di riferimento (e.g. Verisign per
.com) di cambiare l'indirizzo IP dei server DNS di riferimento dei
nomi di dominio in discussione per farli puntare ad altri server DNS
sotto il controllo del Dipartimento di Giustizia o altra
organizzazione statunitense
(c) il Dipartimento di Giustizia, o chi per esso, ha ordinato ad un
certo numero di ISP di cambiare i dati dei domini per far puntare i
relativi indirizzi IP ad un server differente (l'ipotesi "DNS
poisoning" gia` segnalata da Stefano Q.)
(d) il Dipartimento di Giustizia, o chi per esso, ha ordinato a un
certo numero di ISP di modificare i propri annunci BGP per redirigere
il traffico originariamente indirizzato ai server a cui facevano
riferimento quei domini verso altri server.
(e) il Dipartimento etc etc ha ordinato ai gestori dei siti in
questione di mettere la pagina di "sequestro", senza nulla toccare per
quanto riguarda DNS, BGP etc.
Ora non ho gli strumenti tecnici sottomano per verificare in modo
appropriato le ipotesi di cui sopra, a parte un paio di verifiche
superficiali, ma di certo dall'articolo non capisco bene quale sarebbe
l'ipotesi corretta.
Per quanto riguarda la soggezione alle leggi americane, alle regole di
ICANN o altro, noto che:
- i registrar (le organizzazione che "affittano" - non so se sia il
termine corretto, ma altrentato scorretto sarebbe dire che vendono - i
nomi di dominio di secondo livello come piratebay.com) che vogliono
operare all'interno del "sistema ICANN" - il che e' necessario per
avere dei rapporti con i "registry" che afferiscono alla "zona root
ufficiale" - devono firmare un "Registry Accreditation Agreement", una
cui copia è disponibile presso
http://www.icann.org/en/registrars/ra-agreement-21may09-en.htm. Non mi
è del tutto chiaro se anche i registrar che affittano domini di
secondo livello afferenti ai "country code Top Level Domains" abbiano
lo stesso obbligo.
- in questo Registry Accreditation Agreement vi sono due articolo di
particolare interesse per la discussione:
"3.7.1 In the event ICANN adopts a specification or policy, supported
by a consensus of ICANN-Accredited registrars, establishing or
approving a Code of Conduct for ICANN-Accredited registrars, Registrar
shall abide by that Code.
3.7.2 Registrar shall abide by applicable laws and governmental regulations.
3.7.7.11 The Registered Name Holder shall agree that its registration
of the Registered Name shall be subject to suspension, cancellation,
or transfer pursuant to any ICANN adopted specification or policy, or
pursuant to any registrar or registry procedure not inconsistent with
an ICANN adopted specification or policy, (1) to correct mistakes by
Registrar or the Registry Operator in registering the name or (2) for
the resolution of disputes concerning the Registered Name."
Per quanto riguarda l'articolo 3.7.7.11, la domanda interessante è se
esista una "ICANN adopted specification or policy", oppure una
"registrar or registry procedure not inconsistent with an ICANN
adopted specification or policy", applicabile al caso in questione.
Non mi risulta che ICANN abbia - al momento, varie forze di polizia di
diversi paesi stanno chiedendo un aggiornamento - adottato una
"specification or policy" specifica, tranne quella sulla Universal
Dispute Resolution Policy (vedi sotto). Ma non sono sinceramente cosi'
ferratto per quanto riguarda le procedure dei "registry" o dei
"registrar" in questione.
Per quanto riguarda quello che hai firmato tu o altri "Registered Name
Holder", suggerisco di leggere con molta attenzione i "Terms of Use",
"Terms of Service", o come li si vuole chiamare, che si "accettano"
quando si "affitta" un nome di dominio. Se il registrar e' accreditato
presso ICANN, quei contratti/accordi DEVONO contenere una serie di
condizioni (l'elenco completo e' nel Registrar Accreditation
Agreement). Tra queste condizioni ve ne sono alcune particolarmente
interessanti, per esempio (dal RAA):
"3.7.7.10 For the adjudication of disputes concerning or arising from
use of the Registered Name, the Registered Name Holder shall submit,
without prejudice to other potentially applicable jurisdictions, to
the jurisdiction of the courts (1) of the Registered Name Holder's
domicile and (2) where Registrar is located.
3.8 Domain-Name Dispute Resolution. During the Term of this Agreement,
Registrar shall have in place a policy and procedures for resolution
of disputes concerning Registered Names. Until different policies and
procedures are established by ICANN under Section 4, Registrar shall
comply with the Uniform Domain Name Dispute Resolution Policy
identified on ICANN's website
(www.icann.org/general/consensus-policies.htm)"
> Qui ICANN si è sparata su un piede, perché con questi comportamenti non
> fa altro che accelerare la crescita degli alt root (che già ora non sono
> esattamente sconosciuti) e secondo me basteranno pochi altri avvenimenti
> del genere perché nuovi DNS root prendano il sopravvento.
Avrei qualche dubbio circa l'effetivo utilizzo degli "alternative
root", se non tra gli addetti ai lavori, ma non ho numeri precisi.
Personalmente, comunque, sono sempre stato a favore dell'utilizzo di
piu` zone di root, posto che si trovino soluzioni tecnologiche e
legali adeguate per evitare eventuali conflitti che frammenterebbero
lo spazio dei nomi a dominio. Tra l'altro questa era anche una delle
opzione sul tavolo del Working Group on Internet Governance durante il
World Summit on the Information Society.
> > (Discorso un po' diverso per quanto riguarda i cosiddetti "country-code top
> > level domains", come .it, .uk, .de eccetera, che non sempre hanno un
> > "contratto" con ICANN dato che spesso afferiscono a delle autorita`
> > pubbliche, non necessariamente inclini a stringere accordi con una piccola
> > organizzazione statunitense. Una volta il legale di DENIC, che gestisce .de,
> > mi disse "we may be in agreement with ICANN, but we do not have an agreement
> > with ICANN" :)
>
> Mi sembra pura teoria, se con procedimento analogo una major dice che un
> dominio .de va espropriato e ICANN concorda, nel giro di ore quel
> dominio viene trasferito: i tedeschi non hanno nemmeno uno dei 13 DNS
> root del mondo. Poi ci sarà tempo per interminabili cause legali, ma
> intanto quel dominio è andato.
Questo e` un punto interessante. La Commissione Europea organizzo`,
l'anno scorso, un seminario su "DNS-SEC", in occasione della "notice
of inquiry" sulla firma della "root zone". Anche se il problema in
discussione era leggermente differente - afferiva al maggior potere
attribuito al possessore/gestore delle chiavi con cui si firma
digitalmente, appunto, la "root zone" di invalidare uno o piu`
"top-level domain" - la domanda circa la possibilita` di cancellazione
unilaterale da parte di ICANN o degli Stati Uniti di un "country code
top level domain" venne molto dibattuta.
La risposta dei colleghi statunitensi fu ovviamente "non faremmo mai
una cosa del genere, siamo brava gente". Altrettanto ovviamente gli
europei presenti, forse piu` cinici o forse piu` abituati alla
cattiva gente :), non presero la risposta molto seriamente.
Alla fine il problema sussiste, pero` vorrei far notare che parlando
in termini puramente politici - rapporti di forza - un conto e`
eliminare/revocare/redirigere un dominio di secondo livello, un conto
e` fare lo stesso con un "top level domain". L'impatto - e dunque le
possibili "retaliation", ora non mi viene in mente il termine italiano
- sarebbero ben diversi, e di questo se ne rendono conto tutti, ICANN
e gli Stati Uniti per primi.
> > Per quanto riguarda l'assalto ai router BGP e il controllo di Regional
> > Internet Registries e Autonomous Systems: la prima pratica (filtraggio
> > tramite alterazione degli annunci BGP) e` pratica oramai abbastanza comune
> > (Pakistan e Cina vengono subito in mente, ma non dubito che altri paesi
> > l'abbiano fatto o lo faranno).
>
> Fatti per errore o per malizia gli annunci non autorizzati BGP /
> sabotaggio delle tavole BGP hanno suscitato sensazione, ma quello che
> dici mi lascia un po' perplesso. Non credevo fosse pratica diffusa e
> tanto meno mi risultava fosse praticata dalla Cina (il caso pakistano
> risulta tutt'ora un'"iniziativa ardita" di un piccolo ISP - mi riferisco
> all'aver messo down in tutto il mondo YouTube annunciando una route di
> massima specificità usando un prefisso più piccolo). Un annuncio BGP
> modifica la topologia di Internet, qualsiasi tentativo di censurare con
> questo metodo può facilmente portare al down planetario e uno stato che
> iniziasse a smantellare Internet in questo modo ritroverebbe i propri AS
> disconnessi in breve. Da qui la mia perplessità all'utilizzo degli
> annunci BGP come strumenti di censura.
(La Cina usa certamente BGP per dividere il traffico DNS verso il
"root server" che ospita, copia dell'istanza "I", tra traffico interno
alla Cina e traffico esterno. Quello interno alla Cina, oltre a
fornire risposte ai domini DNS in caratteri cinesi, e` ovviamente
anche soggetto alle "regole" cinesi. Oltre a questo, gli studi sul
Great Chinese Firewall, tra gli altri quelli di Cambridge e del
progetto OpenInternet, mi pare abbiano indicato l'utilizzo di BGP come
strumento di filtraggio/censura)
Gli annunci BGP sono utilizzati come strumenti di filtraggio/censura
nella misura in cui e` possibile essere selettivi nell'inviare i
propri annunci: alla parte di Internet A mando certi annunci, alla
parte B un'altra. Il problema in Pakistan e` stato proprio che un ISP
(non tanto piccolo, ma non e` questo il punto) ha sparso in giro per
tutta Internet un annuncio BGP originariamente inteso solo per le reti
pakistane. Come dici tu, un errore tecnico.
Naturalmente un paese o un autonomous system che cominciasse a inviare
continuamente annunci farlocchi sarebbe rapidamente tagliato fuori dal
resto del mondo Internet. Ma tecnicamente non c'e` motivo per cui cio`
debba succedere.
(A proposito di routing segnalo anche le recenti iniziative in tema di
"secure routing" presso l'IETF ed ICANN, che pongono problemi simili a
quelli segnalati sopra per quanto riguarda DNSSEC. Argomento per
un'altra discussione :)
> > In ogni caso, RIRs, router BGP e AS non vivono nel limbo, ma sono gestiti da
> > organizzazioni che rispondono a leggi nazionali - con i soliti problemi
> > nella scelta della giurisdizione.
> Esatto, e anche questo volevo far notare, per esempio il DNS root
> svedese (l'unico europeo) in questo caso è stato automaticamente
> assoggettato alle leggi americane. Tutto il mondo di fatto è stato
> assoggettato alle leggi americane "per colpa" di ICANN e dei 13 DNS root.
Non capisco bene cosa c'entrino i root server: la modifica ha
riguardato dei nomi a dominio di secondo livello, quindi il problema
e` delle organizzazioni che fungono da "registry" per i top-level
domain a cui afferiscono i domini di secondo livello in questione
(.com in primis).
In ogni caso il problema dell'indipendenza geopolitica delle "critical
Internet resources" e` un tema senz'altro importantissimo. La Francia
spinge da tempo per avere un maggior numero di "root server" (per
restare nell'ambito del DNS) all'interno dell'Unione Europea.
> > In ogni caso, a mio parere, l'ipotizzare - come mi pare, ma magari mi
> > sbaglio, che Paolo implichi - una "eccezionalita`" di Internet (nel senso
> > dell'"Internet exceptionalism" su cui hanno scritto tra gli altri Goldsmith,
> > Wu ed altri) non porta molto lontano. Meglio sarebbe assicurarsi che le
> > leggi siano piu` ragionevoli, per esempio sul tema del "contributory
> > infringement".
>
> Personalmente, credo che sia l'esatto opposto a non portare lontano.
> Internet ha conosciuto un certo successo e sviluppo grazie al fatto che
> è rimasta immune ai capricci di chi di volta in volta deteneva il potere
> legislativo. I "grandi problemi" di Internet, soprattutto quelli
> immaginari, nascono nel momento in cui legislatori completamente digiuni
> delle più elementari nozioni si interessano ad essa e i media
> tradizionali disegnano per il grande pubblico uno scenario fantasioso e
> fantastico.
Puo` darsi che sia come tu dici, ma il problema non cambia: gli Stati
esistono e non hanno piu` nessuna intenzione - timidamente dal 2005
con la fine del World Summit on the Information Society,
dichiaratamente e aggressivamente almeno dal 2008, data della
Dichiarazione di Seoul sul Futuro dell'Economia di Internet - di
restarsene in disparte.
Io credo che sarebbe piu` utile ragionare nel senso di dare ad
Internet uno statuto giuridico che ne salvaguardi la specificita`, un
po' come avviene per il mare, lo spazio e altre risorse condivise. Ci
si e` riusciti con la biodiversita` (vedi la relativa Convenzione
delle Nazioni Unite) e, con tutti i limiti del caso, cio` ha permesso
di uscire da delle "impasse" derivanti proprio dal conflitto tra
visione nazionale e realta` globale. Francia e Olanda hanno
recentemente lanciato un'iniziativa che va proprio in questa
direzione.
> Ora siamo nel caso molto speciale in cui un'autorità tecnica importante,
> influenzata da un settore particolarissimo dell'industria, rischia di
> diventare politica, perché risiede nello stesso paese in cui
> quell'industria ha piazzato i suoi uomini nei ruoli chiave del
> funzionamento dello stato federale (presidente, vice presidente, 5
> avvocati al dipartimento di giustizia, FBI ecc. ecc.), e pensare che
> leggi europee più ragionevoli possano alleviare il problema sarebbe come
> pensare di far guarire un malato terminale con mezza aspirina. La
> soluzione a questa anomalia (sciaguratamente, sottolineo) secondo me è
> puramente tecnica.
(Nota che io non ho parlato di leggi "europee")
Le soluzioni tecniche possono contribuire enormemente alla soluzione,
ma concentrarsi unicamente su di esse significa semplicemente
restringere l'area in cui si puo` applicare influenza. Se riduciamo
tutto alla tecnica/tecnologia, quanto tempo pensi che passera` prima
che tornino le restrizioni internazionali alle tecnologica
crittografiche?
Grazie per gli interessanti spunti e scusate tutti per la lunghezza
della mail e forse per l'uso di terminologia un po' oscura. Sono lieto
di chiarire i passaggi incomprensibili.
Ciao,
Andrea
July 8, 2010
Re: [nexa] Brutta storia
by Stefano Quintarelli
indubbiamente e' una bella discussione...
Paolo Brini wrote:
> Il 08/07/2010 09:59, Andrea Glorioso ha scritto:
>> (Discorso un po' diverso per quanto riguarda i cosiddetti "country-code top
>> level domains", come .it, .uk, .de eccetera, che non sempre hanno un
>> "contratto" con ICANN dato che spesso afferiscono a delle autorita`
>> pubbliche, non necessariamente inclini a stringere accordi con una piccola
>> organizzazione statunitense. Una volta il legale di DENIC, che gestisce .de,
>> mi disse "we may be in agreement with ICANN, but we do not have an agreement
>> with ICANN" :)
>
> Mi sembra pura teoria, se con procedimento analogo una major dice che un
> dominio .de va espropriato e ICANN concorda, nel giro di ore quel
> dominio viene trasferito: i tedeschi non hanno nemmeno uno dei 13 DNS
> root del mondo. Poi ci sarà tempo per interminabili cause legali, ma
> intanto quel dominio è andato.
>> In ogni caso, RIRs, router BGP e AS non vivono nel limbo, ma sono
gestiti da
>> organizzazioni che rispondono a leggi nazionali - con i soliti problemi
>> nella scelta della giurisdizione.
>
> Esatto, e anche questo volevo far notare, per esempio il DNS root
> svedese (l'unico europeo) in questo caso è stato automaticamente
> assoggettato alle leggi americane. Tutto il mondo di fatto è stato
> assoggettato alle leggi americane "per colpa" di ICANN e dei 13 DNS root.
>
in questo elenco c'e' un dominio .tv
io non so se cio' che conta e' il dominio o la localizzazione fisica del
dns autoritativo o la giurisdizione applicabile a chi gestisce quel dns
autoritativo
penso che, se i dns autoritativi dei domini in questione, sono negli
USA, gli USA hanno diritto di farsi le leggi che vogliono.
mi sembrerebbe assai piu' controverso se, in qualche modo, i DNS
propagassero informazioni discordanti da quanto propagato da un DNS
autoritativo sito in luogo e con giurisdizione applicabile diverso dagli
USA.
my 0,2c
--
blog.quintarelli.it
www.eximia.it
www.reeplay.it
July 8, 2010
Re: [nexa] Brutta storia
by Paolo Brini
Il 08/07/2010 09:59, Andrea Glorioso ha scritto:
> A dire il vero - ma mi riservo di controllare meglio - non e` che qualcuno
> ha "messo le mani su ICANN", almeno non nel senso che quanto successo sia
> un'eccezione alla regola - al piu` un'eccezione alla pratica.
Ferme restando eventuali correzioni all'articolo di TF, questa è proprio
un'eccezionalità, nel senso che si trasferiscono d'ufficio dei domini
regolarmente pagati da un proprietario ad un organo istituzionale
americano (credo Dipartimento di Giustizia in questo caso?). Chi ha
detto che il proprietario di quei domini sia soggetto alle leggi
americane? Io ho tanti domini e mai ho firmato qualche accordo che mi
impone di essere soggetto alla giurisdizione americana in caso di
controversie.
> ICANN e` un'organizzazione californiana, soggetta alle leggi californiane e
> federali (degli Stati Uniti). Sia i registries (le organizzazioni che
> gestiscono i "top level domain") che i registrar (tramite i "registrar
> accreditation agreements" o RAA) hanno degli accordi con ICANN, in cui vi
> sono clausole che - ancora, mi riservo di controllare meglio - possono
> essere usate per bloccare, trasferire o cancellare domini di primo o secondo
> livello.
Il che fa abbastanza sorridere in considerazione dell'RFC 2826 in cui si
deplorano i DNS root alternativi in nome dell'unità di Internet. Detto
questo, qui la decisione è (anche) di ICANN, che non ha nemmeno
interpellato le parti danneggiate, non si è opposta alla richiesta
(sottolineo che aveva tutte le prerogative e i diritti legali per farlo)
e la propagazione è sua responsabilità e di nessun altro. D'altra parte
queste decisioni non sono state prese nemmeno per siti accusati di
ospitare immagini di abusi sui bambini, ma quando si parla di copyright
tutti a scattare sull'attenti presumendo la colpevolezza di chi viene
accusato dai soliti noti.
Qui ICANN si è sparata su un piede, perché con questi comportamenti non
fa altro che accelerare la crescita degli alt root (che già ora non sono
esattamente sconosciuti) e secondo me basteranno pochi altri avvenimenti
del genere perché nuovi DNS root prendano il sopravvento.
> (Discorso un po' diverso per quanto riguarda i cosiddetti "country-code top
> level domains", come .it, .uk, .de eccetera, che non sempre hanno un
> "contratto" con ICANN dato che spesso afferiscono a delle autorita`
> pubbliche, non necessariamente inclini a stringere accordi con una piccola
> organizzazione statunitense. Una volta il legale di DENIC, che gestisce .de,
> mi disse "we may be in agreement with ICANN, but we do not have an agreement
> with ICANN" :)
Mi sembra pura teoria, se con procedimento analogo una major dice che un
dominio .de va espropriato e ICANN concorda, nel giro di ore quel
dominio viene trasferito: i tedeschi non hanno nemmeno uno dei 13 DNS
root del mondo. Poi ci sarà tempo per interminabili cause legali, ma
intanto quel dominio è andato.
> Per quanto riguarda l'assalto ai router BGP e il controllo di Regional
> Internet Registries e Autonomous Systems: la prima pratica (filtraggio
> tramite alterazione degli annunci BGP) e` pratica oramai abbastanza comune
> (Pakistan e Cina vengono subito in mente, ma non dubito che altri paesi
> l'abbiano fatto o lo faranno).
Fatti per errore o per malizia gli annunci non autorizzati BGP /
sabotaggio delle tavole BGP hanno suscitato sensazione, ma quello che
dici mi lascia un po' perplesso. Non credevo fosse pratica diffusa e
tanto meno mi risultava fosse praticata dalla Cina (il caso pakistano
risulta tutt'ora un'"iniziativa ardita" di un piccolo ISP - mi riferisco
all'aver messo down in tutto il mondo YouTube annunciando una route di
massima specificità usando un prefisso più piccolo). Un annuncio BGP
modifica la topologia di Internet, qualsiasi tentativo di censurare con
questo metodo può facilmente portare al down planetario e uno stato che
iniziasse a smantellare Internet in questo modo ritroverebbe i propri AS
disconnessi in breve. Da qui la mia perplessità all'utilizzo degli
annunci BGP come strumenti di censura.
> In ogni caso, RIRs, router BGP e AS non vivono nel limbo, ma sono gestiti da
> organizzazioni che rispondono a leggi nazionali - con i soliti problemi
> nella scelta della giurisdizione.
Esatto, e anche questo volevo far notare, per esempio il DNS root
svedese (l'unico europeo) in questo caso è stato automaticamente
assoggettato alle leggi americane. Tutto il mondo di fatto è stato
assoggettato alle leggi americane "per colpa" di ICANN e dei 13 DNS root.
> In ogni caso, a mio parere, l'ipotizzare - come mi pare, ma magari mi
> sbaglio, che Paolo implichi - una "eccezionalita`" di Internet (nel senso
> dell'"Internet exceptionalism" su cui hanno scritto tra gli altri Goldsmith,
> Wu ed altri) non porta molto lontano. Meglio sarebbe assicurarsi che le
> leggi siano piu` ragionevoli, per esempio sul tema del "contributory
> infringement".
Personalmente, credo che sia l'esatto opposto a non portare lontano.
Internet ha conosciuto un certo successo e sviluppo grazie al fatto che
è rimasta immune ai capricci di chi di volta in volta deteneva il potere
legislativo. I "grandi problemi" di Internet, soprattutto quelli
immaginari, nascono nel momento in cui legislatori completamente digiuni
delle più elementari nozioni si interessano ad essa e i media
tradizionali disegnano per il grande pubblico uno scenario fantasioso e
fantastico.
Ora siamo nel caso molto speciale in cui un'autorità tecnica importante,
influenzata da un settore particolarissimo dell'industria, rischia di
diventare politica, perché risiede nello stesso paese in cui
quell'industria ha piazzato i suoi uomini nei ruoli chiave del
funzionamento dello stato federale (presidente, vice presidente, 5
avvocati al dipartimento di giustizia, FBI ecc. ecc.), e pensare che
leggi europee più ragionevoli possano alleviare il problema sarebbe come
pensare di far guarire un malato terminale con mezza aspirina. La
soluzione a questa anomalia (sciaguratamente, sottolineo) secondo me è
puramente tecnica.
July 8, 2010
Re: [nexa] Brutta storia
by Andrea Glorioso
A dire il vero - ma mi riservo di controllare meglio - non e` che qualcuno
ha "messo le mani su ICANN", almeno non nel senso che quanto successo sia
un'eccezione alla regola - al piu` un'eccezione alla pratica.
ICANN e` un'organizzazione californiana, soggetta alle leggi californiane e
federali (degli Stati Uniti). Sia i registries (le organizzazioni che
gestiscono i "top level domain") che i registrar (tramite i "registrar
accreditation agreements" o RAA) hanno degli accordi con ICANN, in cui vi
sono clausole che - ancora, mi riservo di controllare meglio - possono
essere usate per bloccare, trasferire o cancellare domini di primo o secondo
livello.
(Discorso un po' diverso per quanto riguarda i cosiddetti "country-code top
level domains", come .it, .uk, .de eccetera, che non sempre hanno un
"contratto" con ICANN dato che spesso afferiscono a delle autorita`
pubbliche, non necessariamente inclini a stringere accordi con una piccola
organizzazione statunitense. Una volta il legale di DENIC, che gestisce .de,
mi disse "we may be in agreement with ICANN, but we do not have an agreement
with ICANN" :)
Il problema, dal mio punto di vista, e` tutto nel fatto che ICANN non e`
un'organizzazione internazionale, almeno nell'accezione strettamente legale
del termine. La recente "Affirmation of Commitments" tra ICANN e il
Department of Commerce degli Stati Uniti, che ha rimpiazzato il precedente
"Joint Project Agreement", contiene molti riferimenti alla necessita` di
ICANN di "internazionalizzarsi", anche se non e` del tutto chiaro cosa cio`
possa significare in pratica.
Per quanto riguarda l'assalto ai router BGP e il controllo di Regional
Internet Registries e Autonomous Systems: la prima pratica (filtraggio
tramite alterazione degli annunci BGP) e` pratica oramai abbastanza comune
(Pakistan e Cina vengono subito in mente, ma non dubito che altri paesi
l'abbiano fatto o lo faranno). La seconda pratica non e` ancora diffusa,
anche se la recente proposta dell'ITU di diventare una sorta di RIR per
assegnare indirizzi IPv6 ai propri stati membri sembra denotare l'intenzione
degli Stati di avere un controllo piu` diretto in materia.
In ogni caso, RIRs, router BGP e AS non vivono nel limbo, ma sono gestiti da
organizzazioni che rispondono a leggi nazionali - con i soliti problemi
nella scelta della giurisdizione.
In ogni caso, per restare sul tema ICANN, segnalo che presto scadra` il
cosiddetto "contratto IANA", finora assegnato dal governo USA proprio ad
ICANN. Si tratta di un passaggio importante, dato che dalla "funzione IANA"
dipende l'assegnazione dei blocchi di indirizzi IP e dei numeri degli AS.
Altrettanto importanti sono le iniziative in tema di "secure routing" -
introduzione di una Public Key Infrastructure per firmare e verificare gli
annunci BGP di routing inter-dominio - dato che, cosi` come per DNSSEC,
avremmo una gerarchia di "fiducia" e delle entita` che avrebbero il potere
di invalidare le firme digitali assegnate ad un AS. Si tratta di un
argomento affascinante ma non semplice da sintetizzare.
In ogni caso, a mio parere, l'ipotizzare - come mi pare, ma magari mi
sbaglio, che Paolo implichi - una "eccezionalita`" di Internet (nel senso
dell'"Internet exceptionalism" su cui hanno scritto tra gli altri Goldsmith,
Wu ed altri) non porta molto lontano. Meglio sarebbe assicurarsi che le
leggi siano piu` ragionevoli, per esempio sul tema del "contributory
infringement".
Ciao,
Andrea
2010/7/7 Paolo Brini <paolo.brini(a)iridiumpg.com>
> Brutta storia quando si mettono le mani su ICANN in questo modo.
>
> Qual è il prossimo passo, assaltare i BGP router e mettere sotto
> controllo dei governi i RIRs e gli AS?
>
>
> http://torrentfreak.com/pirate-bay-and-megaupload-escape-domain-seizure-by-…
>
> Ciao,
> Paolo
>
>
> _______________________________________________
> nexa mailing list
> nexa(a)server-nexa.polito.it
> https://server-nexa.polito.it/cgi-bin/mailman/listinfo/nexa
>
July 8, 2010
Re: [nexa] Brutta storia
by Stefano Quintarelli
ho controllato solo per PlanetMoviez.com e il titolare del dominioi non sembra essere cambiato rispetto a prima.
il servizio è tuttavia irraggiungibile
a naso mi pare un tradizionale dns poisoning, no ?
--
blog.quintarelli.it
www.reeplay.it
www.eximia.it
Il giorno 07/lug/2010, alle ore 23.42, Paolo Brini <paolo.brini(a)iridiumpg.com> ha scritto:
> Brutta storia quando si mettono le mani su ICANN in questo modo.
>
> Qual è il prossimo passo, assaltare i BGP router e mettere sotto
> controllo dei governi i RIRs e gli AS?
>
> http://torrentfreak.com/pirate-bay-and-megaupload-escape-domain-seizure-by-…
>
> Ciao,
> Paolo
>
>
> _______________________________________________
> nexa mailing list
> nexa(a)server-nexa.polito.it
> https://server-nexa.polito.it/cgi-bin/mailman/listinfo/nexa
July 8, 2010
Brutta storia
by Paolo Brini
Brutta storia quando si mettono le mani su ICANN in questo modo.
Qual è il prossimo passo, assaltare i BGP router e mettere sotto
controllo dei governi i RIRs e gli AS?
http://torrentfreak.com/pirate-bay-and-megaupload-escape-domain-seizure-by-…
Ciao,
Paolo
July 7, 2010
Re: [nexa] Responsabilita' Operatori Carte Credito per ContributoryTM Infringement (Gucci vs Frontline Processing Corp. et Al.)
by Andrea Glorioso
Grazie! La Direttiva 98/48/CE contiene anche un annesso (il VI) che fornisce
un elenco non esaustivo di servizi per cui vale la regola che '[The] Directive
shall not apply to rules relating to matters which are covered etc etc":
"Indicative list of the financial services covered by the third subparagraph
of point 5 of Article 1
- Investment services
- Insurance and reinsurance operations
- Banking services
- Operations relating to pension funds
- Services relating to dealings in futures or options
Such services include in particular:
(a) investment services referred to in the Annex to Directive 93/22/EEC (1);
services of collective investment undertakings,
(b) services covered by the activities subject to mutual recognition
referred to in the Annex to Directive 89/646/EEC (2),
(c) operations covered by the insurance and reinsurance activities referred
to in:
- Article 1 of Directive 73/239/EEC (3),
- the Annex to Directive 79/267/EEC (4),
- Directive 64/225/EEC (5),
- Directives 92/49/EEC (6) and 92/96/EEC (7).
Poi in realta` la questione e` piu` complicata e la Direttiva 98/48/EC
contiene delle indicazioni interpretative per capire se un servizio
ricompreso nell'Annesso VI e` da considerarsi o meno un "information society
service".
Ciao!
Andrea
2010/7/7 Blengino <blengino(a)penalistiassociati.it>
> E’ definito dalla direttiva 98/34/CE modificata dalla direttiva 98/48/CE:
> qualsiasi servizio della società dell'informazione, vale a dire qualsiasi
> servizio prestato normalmente dietro retribuzione, a distanza, per via
> elettronica e a richiesta individuale di un destinatario di servizi . In
> Italia la definizione è nella L. 21 giugno 1986, n. 317 e come al solito è
> un pò più barocca.
>
>
> ------------------------------
>
> *Da:* nexa-bounces(a)server-nexa.polito.it [mailto:
> nexa-bounces(a)server-nexa.polito.it] *Per conto di *Andrea Glorioso
> *Inviato:* mercoledì 7 luglio 2010 9.59
> *A:* Carmelo Fontana
> *Cc:* Nexa Center
> *Oggetto:* Re: [nexa] Responsabilita' Operatori Carte Credito per
> ContributoryTM Infringement (Gucci vs Frontline Processing Corp. et Al.)
>
>
>
> Carmelo, grazie. Segnalo che al seminario dell'OECD su "Economic and social
> role of Internet intermediaries" (se ricordo bene il titolo) del 16 giugno,
> c'era anche VISA Europe. Che pero` non era proprio convinta di voler essere
> considerata un "Internet intermediary". :)
>
>
>
> Credo tra l'altro che i servizi forniti da societa` come VISA e affini non
> siano considerati "information society services" e dunque non possano in
> ogni caso usufruire delle esenzioni di responsabilita` ex Direttiva
> e-Commerce, ma dovrei verificare (hint per eventuali volontari: la
> definizione di "information society service" non e` nella Direttiva
> e-Commerce, li` c'e` solo il riferimento alla Direttiva che li definisce).
>
>
> Ciao,
>
>
>
> Andrea
>
> 2010/7/7 Carmelo Fontana <carmelo_fontana(a)yahoo.it>
>
> Vi segnalo questa interessante decisione della corte federale del south
> district di NY.
>
> http://techdirt.com/articles/20100627/1124369974.shtml
>
> Un caso in cui si discute di controllo, actual knowledge, inducement, etc.
> in tema di trademark infringement.
> Nel commento di Techdirt si argomenta l'esistenza di un safe harbor di
> fonte giurisprudenziale... Di recente pare che non si parli d'altro :)
>
> Il caso e' interessante perche' si distingue Perfect 10 vs Visa in base
> alla funzione dei sistemi di pagamento, qui considerati parte essenziale
> dell'infringement.
>
> BTW, mi ricordo che Fred Von Lohmann di EFF gia' un paio di anni fa diceva
> che era solo questione di tempo, e alla fine sarebbero arrivati li' dove sta
> il grano...
>
> Ciao a tutti,
> C.
>
>
> _______________________________________________
> nexa mailing list
> nexa(a)server-nexa.polito.it
> https://server-nexa.polito.it/cgi-bin/mailman/listinfo/nexa
>
>
>
July 7, 2010