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Re: [nexa] La Stampa (De Martin): dati senza patria
by Blengino
Andrea, provo a difendermi:
1) tianin è un piccolo tegame. Tian vuol dir tegame: in realtà non l'ho
mai sentito usare in vita mia ma suonava bene: at ses proprj 'n tianjin!
Fin qui tutto facile; ora viene il difficile.
2) partirò dal gran turco, sebbene le analogie col mondo reale siano assai
insidiose in internet . Le pannicchie sono l'oggetto dell'azione che si vuol
regolamentare, non il mezzo, nè tantomeno lo strumento, che è e rimane la
gru posizionata sul mio campo.
Tutto sta poi al tipo di condotta che si vuol regolamentare, ed in relazione
alle finalità perseguite, quali tipologie di azioni saranno ritenute
legittime, quali sanzionate, ed a che condizioni sarà applicabile l'una o
l'altra regolamentazione.
Se però, seguendo il tuo esempio, si giunge alla conclusione che i PC degli
utenti (i campi) sono sempre "strumenti" di qualsivoglia trattamento
poichè, per la conditio sine qua non, se non ci fossero loro non vi
sarebbero dati (le pannocchie) e senza dati non vi sarebbe trattamento (la
raccolta), allora non poniamoci proprio il problema della legge applicabile:
tutte e nessuna con un clamoroso caos. Nessun ISP sarebbe in grado di sapere
qual'è il suo diritto (inteso come legge a lui applicabile) e nessun utente
avrebbe la certezza di adire l'autorità corretta dipendendo questa dal
posto in cui lui è, o meglio dov'è il suo campo, cioè il suo server,
ovvero il suo device.
In realtà sono ben coscente che un P.C. può contenere "strumenti" altrui,
e mi sono note le posizioni del wp29 su cookie e marcatori vari. Debbo dirti
che la recente wp171 e prima ancora la WP148 qualche perplessità in me la
suscitano, ma ne prendo atto, e certo non ho la statura per contrastarne le
statuizioni sul punto. Però in quei casi si parla comunque di una gru
posizionata nel campo del vicino, non di gru nel mio campo. Ex art. 4, per
applicare la legge, è la gru che deve esser nel campo del vicino! I dati,
per forza sono lì.
A questo mi riferivo con la frase da te contestata, che ammetto, più che
"tranciante" è un pò ambigua. Era però per marcare la differenza tra i
due casi citati nel blog di Sarzana,che non sono affatto una giostra
impazzita, ma solo l'applicazione nell'art. 4 da te citato.
Quanto ai dati apolidi, bhè, forse c'è un territorio a se che quello della
rete, a cui darei cittadinanza e, sognando un pò, anche una legge a se
stante e unica.
Carlo
-----Original Message-----
From: Andrea Glorioso <andrea(a)digitalpolicy.it>
To: nexa(a)server-nexa.polito.it
Date: Mon, 01 Nov 2010 22:10:39 +0100
Subject: Re: [nexa] La Stampa (De Martin): dati senza patria
Caro Carlo,
grazie per la tua - come sempre - rinfrescante e godibile e-mail (ma
cosa significa "tianjin" per uno di Mondovì?).
Mi permetto però di avanzare qualche dubbio sul tuo giudizio, un po'
tranciante, che i "i singoli server sparsi nel mondo oggetto della
raccolta stessa" non possano essere considerati "strumenti".
Senza entrare nel merito della legislazione italiana, che altri
conoscono molto meglio di me, osservo che:
(a) il linguaggio usato nella Direttiva 95/46/CE è, all'art. 4, "for
purposes of processing personal data makes use of *equipment*, automated
or otherwise, situated on the territory of the said Member State, unless
such equipment is used only for purposes of transit through the
territory of the Community" e, al considerando 20, "the processing
should be governed by the law of the Member State in which the *means*
used are located"; questi passaggi sono stati resi dai valorosi
giuristi-linguisti italiani delle Istituzioni Europee come "ai fini del
trattamento di dati personali, a *strumenti*, automatizzati o non
automatizzati, situati nel territorio di detto Stato membro, a meno che
questi non siano utilizzati ai soli fini di transito nel territorio
della Comunità europea" (art. 4) e "è opportuno che i trattamenti
effettuati siano disciplinati dalla legge dello Stato membro nel quale
sono ubicati i *mezzi* utilizzati per il trattamento in oggetto"
(considerando 20); e già qui si potrebbe discutere, a mio parere, se la
nozione di "equipment" sia la medesima di "strumenti", e che in ogni
caso il considerando 20 (sia in inglese che in italiano) mi pare usi un
linguaggio volutamente ampio ("means", "mezzi"); e comunque, che il
riferimento alla nozione di "processing" o "trattamento" debba essere
intesa, per definizione, in senso molto ampio.
Faccio un esempio banale: se tu coltivi del granoturco sul tuo campo, e
io, tramite una gru installata sul mio campo, (non sono mai stato un
agricoltore, e si vede) raccolgo le tue pannocchie stando bello fermo
nel mio campo, potremmo concludere che il tuo campo non costituisce uno
"strumento" del processo complessivo? Dopotutto, se tu non avessi
coltivato le pannocchie sul tuo campo, io avrei ben poco da raccogliere.
(b) recenti opinioni del Gruppo di Lavoro Articolo 29 mi paiono molto
più possibiliste di quanto tu non sia nel considerare come "strumento" o
"mezzo" addirittura il PC di un utente, dunque perché non un server (che
non è concettualmente differente da un PC)?
Poi non vedo perché i dati sul web siano "senza patria". Forse sono
nomadi, ma non tutti i nomadi sono anche apolidi. :)
Ciao,
Andrea
On 11/1/2010 9:30 PM, Blengino wrote:
>
> In questo giorno piovoso ho gironzolato un po' nel web annusando il
> mondo, curiosando e “surfando”. Ad un certo punto mi son detto: quanti
> dati “miei” avrò disseminato nella ragnatela? Quante tracce del mio
> operoso tedio saranno sparsi per il globo? Ho provato un certo disagio.
> L'alternativa era leggere un sano e vecchio libro cartaceo che ancora
> non avesse un qualche rivelatore rfid nella copertina. Ovviamente ho
> proseguito la navigazione seguendo però il filo sottile
> dell'inquietudine sulla sorte dei miei dati.
> Son finito ovviamente sul pezzo del nostro Direttore su La Stampa (quì
> sotto) e mi son visto enormi macchine che tritavano la mia navigazione,
> le mie query e chi sa che altro.
> Poi mi ha colpito il pezzo di Sarzana sul suo blog : /_Google, il
> Garante privacy, e la “giostra” del trattamento dei dati personali _/
(
> http://www.fulviosarzana.it/blog/google-il-garante-privacy-e-la-
“giostra”-del-trattamento-dei-dati-personali
> < http://www.fulviosarzana.it/blog/google-il-garante-privacy-e-la-
“giostra”-del-trattamento-dei-dati-personali/>
> ).
> Ho pensato ad una congiura. I due pezzi messi insieme potevano generare
> il panico. Le “fattorie” del Direttore avrebbero concentrato chissà
> dove, magari a Tianjin (che per altro a uno di Mondovì pare una parola
> piemontese) i miei dati, e in più la giostra di Sarzana dipingeva una
> sorta di caos anche in chi di quei dati, o meglio della loro protezione,
> è garante.
>
> Sulle fattorie continuo ad esser inquieto, nella vertigine di problemi
> che porta seco la concentrazione dei dati del clouding.
>
> Il pezzo di Sarzana per fortuna lo reputo errato, e leggendolo mi son
> tranquillizzato, ben conoscendo le due pronunce a cui allude.
>
> Il Garante si è infatti limitato in entrambi i casi ad applicare
> correttamente l'art. 5 del codice a protezione dei dati.
>
> Nel caso di Street view, l'Autorità ha riconosciuto ovviamente nel
> impiego delle c.d. “Google cars” quegli “ / strumenti situati nel
> territorio dello Stato anche diversi da quelli elettronici (comma2
> art.5) / ” che determinano l'applicabilità della legge italiana al
> Titolare stabilito extra U.E. E' corretto, e non è questione di “
> /persone in carne ed ossa/ ” ma di strumenti legati ad una fase del
> trattamento.
>
> Totalmente differente il caso dei motori di ricerca in cui il
> trattamento dei dati è in ogni fase, a cominciare dalla raccolta, svolto
> nel paese sede del fornitore, non potendo certo esser considerati
> “strumenti” i singoli server sparsi nel mondo oggetto della raccolta
> stessa.
>
> I dati “protetti” della decisione del Garante su Street View non sono
> nel non-territorio di internet, ma sono in Italia, per strada, e vengono
> raccolti fisicamente da strumenti situati necessariamente sul
> territorio. Giusto che sia la legge italiana a determinarne modalità e
> liceità.
>
> I ragni e le altre diavolerie dei motori di ricerca si muovono nel web,
> tra dati senza patria.
> Mi sento di affermare (conscio delle possibili critiche) che nel web, il
> fatto che i dati possano esser a me riferiti, non è elemento sufficiente
> a radicarli come italiani. Altri sono i parametri adottati scientemente
> dai legislatori. A fronte delle tante errate pronuncie giurisprudenziali
> sul web mi stupisce che un'osservatore attento come Sarzana sia caduto
> nella trappola del disfattismo.
>
> In questa domenica di dati ne ho disseminati parecchi: l'ho fatto
> scientemente, consapevole della apparente maggior sicurezza che mi
> avrebbe garantito un volume cartaceo o la sana vecchia televisione.
> Ma insieme ai miei dati, io oggi son finito in America, poi a Tianjin, e
> non vi dico in quali altri posti del mondo -rectius del web-: e pur
> cosciente dei limiti e della complessità della materia, ho l'intima
> certezza che le regole esistono e, sebbene perfettibili, funzionano.
>
> Ed è questione di consapevolezza e se vogliamo di fiducia, o ad esser
> cinici, di un mero calcolo di costi-benefici.
>
> Se lo scritto apparso sul La Stampa mi apre nuovi orizzonti, il pezzo di
> Sarzana contribuisce unicamente, e sbagliando, ad accreditare una visone
> del web che non condivido, come una terra senza regole, dove le stesse
> Autorità brancolano nel buio. Non è così. Non almeno nei due casi
citati
> dall'autorevole commentatore.
>
> Speriamo che smetta di piovere...
>
> Carlo
Nov. 1, 2010
Decreto Pisanu - Articolo su Lavoce.info
by Enrico Bertacchini
>
In-Reply-To: <4CCF2CCF.3080006(a)digitalpolicy.it>
Date: Tue, 2 Nov 2010 00:04:49 +0100
Content-Transfer-Encoding: quoted-printable
Message-Id: <CA83685A-1D7A-49FF-B447-F249A86A8516(a)gmail.com>
References: <4CCEFB0A.8070208(a)polito.it> <WC20101101203026.820117(a)penalistiassociati.it> <4CCF2CCF.3080006(a)digitalpolicy.it>
To: Nexa Center <nexa(a)server-nexa.polito.it>
X-Mailer: Apple Mail (2.1081)
Cari amici,=20
vi segnalo un articolo apparso su LaVoce.info =
riguardante il dibattito sull'abolizione del Decreto Pisanu.
http://www.lavoce.info/articoli/pagina1001978.html
Buona Lettura
Ciao
Enrico
Nov. 1, 2010
Re: [nexa] La Stampa (De Martin): dati senza patria
by Andrea Glorioso
Caro Carlo,
grazie per la tua - come sempre - rinfrescante e godibile e-mail (ma
cosa significa "tianjin" per uno di Mondovì?).
Mi permetto però di avanzare qualche dubbio sul tuo giudizio, un po'
tranciante, che i "i singoli server sparsi nel mondo oggetto della
raccolta stessa" non possano essere considerati "strumenti".
Senza entrare nel merito della legislazione italiana, che altri
conoscono molto meglio di me, osservo che:
(a) il linguaggio usato nella Direttiva 95/46/CE è, all'art. 4, "for
purposes of processing personal data makes use of *equipment*, automated
or otherwise, situated on the territory of the said Member State, unless
such equipment is used only for purposes of transit through the
territory of the Community" e, al considerando 20, "the processing
should be governed by the law of the Member State in which the *means*
used are located"; questi passaggi sono stati resi dai valorosi
giuristi-linguisti italiani delle Istituzioni Europee come "ai fini del
trattamento di dati personali, a *strumenti*, automatizzati o non
automatizzati, situati nel territorio di detto Stato membro, a meno che
questi non siano utilizzati ai soli fini di transito nel territorio
della Comunità europea" (art. 4) e "è opportuno che i trattamenti
effettuati siano disciplinati dalla legge dello Stato membro nel quale
sono ubicati i *mezzi* utilizzati per il trattamento in oggetto"
(considerando 20); e già qui si potrebbe discutere, a mio parere, se la
nozione di "equipment" sia la medesima di "strumenti", e che in ogni
caso il considerando 20 (sia in inglese che in italiano) mi pare usi un
linguaggio volutamente ampio ("means", "mezzi"); e comunque, che il
riferimento alla nozione di "processing" o "trattamento" debba essere
intesa, per definizione, in senso molto ampio.
Faccio un esempio banale: se tu coltivi del granoturco sul tuo campo, e
io, tramite una gru installata sul mio campo, (non sono mai stato un
agricoltore, e si vede) raccolgo le tue pannocchie stando bello fermo
nel mio campo, potremmo concludere che il tuo campo non costituisce uno
"strumento" del processo complessivo? Dopotutto, se tu non avessi
coltivato le pannocchie sul tuo campo, io avrei ben poco da raccogliere.
(b) recenti opinioni del Gruppo di Lavoro Articolo 29 mi paiono molto
più possibiliste di quanto tu non sia nel considerare come "strumento" o
"mezzo" addirittura il PC di un utente, dunque perché non un server (che
non è concettualmente differente da un PC)?
Poi non vedo perché i dati sul web siano "senza patria". Forse sono
nomadi, ma non tutti i nomadi sono anche apolidi. :)
Ciao,
Andrea
On 11/1/2010 9:30 PM, Blengino wrote:
>
> In questo giorno piovoso ho gironzolato un po' nel web annusando il
> mondo, curiosando e “surfando”. Ad un certo punto mi son detto: quanti
> dati “miei” avrò disseminato nella ragnatela? Quante tracce del mio
> operoso tedio saranno sparsi per il globo? Ho provato un certo disagio.
> L'alternativa era leggere un sano e vecchio libro cartaceo che ancora
> non avesse un qualche rivelatore rfid nella copertina. Ovviamente ho
> proseguito la navigazione seguendo però il filo sottile
> dell'inquietudine sulla sorte dei miei dati.
> Son finito ovviamente sul pezzo del nostro Direttore su La Stampa (quì
> sotto) e mi son visto enormi macchine che tritavano la mia navigazione,
> le mie query e chi sa che altro.
> Poi mi ha colpito il pezzo di Sarzana sul suo blog : /_Google, il
> Garante privacy, e la “giostra” del trattamento dei dati personali _/ (
> http://www.fulviosarzana.it/blog/google-il-garante-privacy-e-la-“giostra”-d…
> <http://www.fulviosarzana.it/blog/google-il-garante-privacy-e-la-“giostra”-d…>
> ).
> Ho pensato ad una congiura. I due pezzi messi insieme potevano generare
> il panico. Le “fattorie” del Direttore avrebbero concentrato chissà
> dove, magari a Tianjin (che per altro a uno di Mondovì pare una parola
> piemontese) i miei dati, e in più la giostra di Sarzana dipingeva una
> sorta di caos anche in chi di quei dati, o meglio della loro protezione,
> è garante.
>
> Sulle fattorie continuo ad esser inquieto, nella vertigine di problemi
> che porta seco la concentrazione dei dati del clouding.
>
> Il pezzo di Sarzana per fortuna lo reputo errato, e leggendolo mi son
> tranquillizzato, ben conoscendo le due pronunce a cui allude.
>
> Il Garante si è infatti limitato in entrambi i casi ad applicare
> correttamente l'art. 5 del codice a protezione dei dati.
>
> Nel caso di Street view, l'Autorità ha riconosciuto ovviamente nel
> impiego delle c.d. “Google cars” quegli “ / strumenti situati nel
> territorio dello Stato anche diversi da quelli elettronici (comma2
> art.5) / ” che determinano l'applicabilità della legge italiana al
> Titolare stabilito extra U.E. E' corretto, e non è questione di “
> /persone in carne ed ossa/ ” ma di strumenti legati ad una fase del
> trattamento.
>
> Totalmente differente il caso dei motori di ricerca in cui il
> trattamento dei dati è in ogni fase, a cominciare dalla raccolta, svolto
> nel paese sede del fornitore, non potendo certo esser considerati
> “strumenti” i singoli server sparsi nel mondo oggetto della raccolta
> stessa.
>
> I dati “protetti” della decisione del Garante su Street View non sono
> nel non-territorio di internet, ma sono in Italia, per strada, e vengono
> raccolti fisicamente da strumenti situati necessariamente sul
> territorio. Giusto che sia la legge italiana a determinarne modalità e
> liceità.
>
> I ragni e le altre diavolerie dei motori di ricerca si muovono nel web,
> tra dati senza patria.
> Mi sento di affermare (conscio delle possibili critiche) che nel web, il
> fatto che i dati possano esser a me riferiti, non è elemento sufficiente
> a radicarli come italiani. Altri sono i parametri adottati scientemente
> dai legislatori. A fronte delle tante errate pronuncie giurisprudenziali
> sul web mi stupisce che un'osservatore attento come Sarzana sia caduto
> nella trappola del disfattismo.
>
> In questa domenica di dati ne ho disseminati parecchi: l'ho fatto
> scientemente, consapevole della apparente maggior sicurezza che mi
> avrebbe garantito un volume cartaceo o la sana vecchia televisione.
> Ma insieme ai miei dati, io oggi son finito in America, poi a Tianjin, e
> non vi dico in quali altri posti del mondo -rectius del web-: e pur
> cosciente dei limiti e della complessità della materia, ho l'intima
> certezza che le regole esistono e, sebbene perfettibili, funzionano.
>
> Ed è questione di consapevolezza e se vogliamo di fiducia, o ad esser
> cinici, di un mero calcolo di costi-benefici.
>
> Se lo scritto apparso sul La Stampa mi apre nuovi orizzonti, il pezzo di
> Sarzana contribuisce unicamente, e sbagliando, ad accreditare una visone
> del web che non condivido, come una terra senza regole, dove le stesse
> Autorità brancolano nel buio. Non è così. Non almeno nei due casi citati
> dall'autorevole commentatore.
>
> Speriamo che smetta di piovere...
>
> Carlo
Nov. 1, 2010
Re: [nexa] La Stampa (De Martin): dati senza patria
by Blengino
In questo giorno piovoso ho gironzolato un po' nel web annusando il mondo,
curiosando e “surfando”. Ad un certo punto mi son detto: quanti dati
“miei” avrò disseminato nella ragnatela? Quante tracce del mio operoso
tedio saranno sparsi per il globo? Ho provato un certo disagio.
L'alternativa era leggere un sano e vecchio libro cartaceo che ancora non
avesse un qualche rivelatore rfid nella copertina. Ovviamente ho proseguito
la navigazione seguendo però il filo sottile dell'inquietudine sulla sorte
dei miei dati.
Son finito ovviamente sul pezzo del nostro Direttore su La Stampa (quì
sotto) e mi son visto enormi macchine che tritavano la mia navigazione, le
mie query e chi sa che altro.
Poi mi ha colpito il pezzo di Sarzana sul suo blog : Google, il Garante
privacy, e la “giostra” del trattamento dei dati personali (
http://www.fulviosarzana.it/blog/google-il-garante-privacy-e-la-“giostra”-d…
).
Ho pensato ad una congiura. I due pezzi messi insieme potevano generare il
panico. Le “fattorie” del Direttore avrebbero concentrato chissà dove,
magari a Tianjin (che per altro a uno di Mondovì pare una parola
piemontese) i miei dati, e in più la giostra di Sarzana dipingeva una sorta
di caos anche in chi di quei dati, o meglio della loro protezione, è
garante.
Sulle fattorie continuo ad esser inquieto, nella vertigine di problemi che
porta seco la concentrazione dei dati del clouding.
Il pezzo di Sarzana per fortuna lo reputo errato, e leggendolo mi son
tranquillizzato, ben conoscendo le due pronunce a cui allude.
Il Garante si è infatti limitato in entrambi i casi ad applicare
correttamente l'art. 5 del codice a protezione dei dati.
Nel caso di Street view, l'Autorità ha riconosciuto ovviamente nel impiego
delle c.d. “Google cars” quegli “strumenti situati nel territorio
dello Stato anche diversi da quelli elettronici (comma2 art.5)” che
determinano l'applicabilità della legge italiana al Titolare stabilito
extra U.E. E' corretto, e non è questione di “persone in carne ed ossa”
ma di strumenti legati ad una fase del trattamento.
Totalmente differente il caso dei motori di ricerca in cui il trattamento
dei dati è in ogni fase, a cominciare dalla raccolta, svolto nel paese sede
del fornitore, non potendo certo esser considerati “strumenti” i singoli
server sparsi nel mondo oggetto della raccolta stessa.
I dati “protetti” della decisione del Garante su Street View non sono
nel non-territorio di internet, ma sono in Italia, per strada, e vengono
raccolti fisicamente da strumenti situati necessariamente sul territorio.
Giusto che sia la legge italiana a determinarne modalità e liceità.
I ragni e le altre diavolerie dei motori di ricerca si muovono nel web, tra
dati senza patria.
Mi sento di affermare (conscio delle possibili critiche) che nel web, il
fatto che i dati possano esser a me riferiti, non è elemento sufficiente a
radicarli come italiani. Altri sono i parametri adottati scientemente dai
legislatori. A fronte delle tante errate pronuncie giurisprudenziali sul web
mi stupisce che un'osservatore attento come Sarzana sia caduto nella
trappola del disfattismo.
In questa domenica di dati ne ho disseminati parecchi: l'ho fatto
scientemente, consapevole della apparente maggior sicurezza che mi avrebbe
garantito un volume cartaceo o la sana vecchia televisione.
Ma insieme ai miei dati, io oggi son finito in America, poi a Tianjin, e non
vi dico in quali altri posti del mondo -rectius del web-: e pur cosciente
dei limiti e della complessità della materia, ho l'intima certezza che le
regole esistono e, sebbene perfettibili, funzionano.
Ed è questione di consapevolezza e se vogliamo di fiducia, o ad esser
cinici, di un mero calcolo di costi-benefici.
Se lo scritto apparso sul La Stampa mi apre nuovi orizzonti, il pezzo di
Sarzana contribuisce unicamente, e sbagliando, ad accreditare una visone del
web che non condivido, come una terra senza regole, dove le stesse Autorità
brancolano nel buio. Non è così. Non almeno nei due casi citati
dall'autorevole commentatore.
Speriamo che smetta di piovere...
Carlo
-----Original Message-----
From: "J.C. DE MARTIN" <demartin(a)polito.it>
To: nexa(a)server-nexa.polito.it
Date: Mon, 01 Nov 2010 18:38:18 +0100
Subject: [*****SPAM*****] [nexa] La Stampa (De Martin): "Il vero potere è
calcolare velocemente"
La Stampa, 1/11/2010
Il vero potere è calcolare velocemente
JUAN CARLOS DE MARTIN
Giovedì scorso a Tianjin, una metropoli di 12 milioni di abitanti nel
Nord-Est della Cina con non trascurabili tracce della ottocentesca presenza
italiana, Tianhe-1A è diventato il più veloce calcolatore del mondo.
Tianhe-1A, infatti, grazie a oltre ventimila microprocessori connessi in
maniera innovativa, ha iniziato a effettuare più di due milioni di miliardi
di operazioni al secondo, circa il 40% in più del precedente campione, un
calcolatore americano ospitato in un laboratorio del governo Usa in
Tennessee.
Non è la prima volta che la supremazia americana nel supercalcolo viene
sfidata. Era già successo nel 2002 quando i giapponesi avevano
inaspettatamente prodotto un supercalcolatore nettamente più veloce del
campione americano dell’epoca.
Il successo giapponese non era però durato a lungo: già nel 2004 cospicui
finanziamenti governativi avevano riportato gli Usa in prima posizione.
Ora la nuova sfida, questa volta da parte della cinese Università Nazionale
di Tecnologia per la Difesa. È probabile che anche questa volta gli Usa,
che ospitano più della metà dei 500 più veloci supercalcolatori al mondo
contro gli appena 24 della Cina, recuperino rapidamente il titolo. Sia per
motivi scientifici - le sfide sono spesso utili per portare avanti ricerche
che altrimenti verrebbero condotte più lentamente, nonché per attrarre le
migliori menti - sia per motivi simbolici: nell’età della conoscenza,
infatti, possedere il più veloce elaboratore del mondo ha un valore
difficile da quantificare, ma comunque non trascurabile.
[...]
Continua qui: http://tinyurl.com/23u4n43
Nov. 1, 2010
Google Policy Blog: "The Internet - the engine of European economic growth?"
by J.C. DE MARTIN
Blog post di Google sul contributo di Internet all'economia UK
secondo studio "Connected Kingdom" (http://www.connectedkingdom.co.uk/)
da loro commissionato al Boston Consulting Group.
Alcune cifre:
* In 2009, the Internet contributed £100 billion to the UK economy.
That represents 7.2% of GDP.
* The Internet's contribution to UK GDP is bigger than that of many
other industries, for example utilities or transport.
* The UK is the no1 country in the world for e-commerce and is a net
exporter of ecommerce goods and services: we export £2.80 for
every £1 we import.
* The companies that enable the online economy (ie, provide the
infrastructure, access and services that constitute the Internet)
employ an estimated 250,000 people in the UK and have revenues of
over £50 billion.
* The Internet economy is expected to grow by 10% per year
Il resto qui:
http://googlepolicyeurope.blogspot.com/2010/10/internet-engine-of-european-…
juan carlos
Nov. 1, 2010
La Stampa (De Martin): "Il vero potere è calcolare velocemente"
by J.C. DE MARTIN
La Stampa, 1/11/2010
*Il vero potere è calcolare velocemente*
JUAN CARLOS DE MARTIN
Giovedì scorso a Tianjin, una metropoli di 12 milioni di abitanti nel
Nord-Est della Cina con non trascurabili tracce della ottocentesca
presenza italiana, Tianhe-1A è diventato il più veloce calcolatore del
mondo. Tianhe-1A, infatti, grazie a oltre ventimila microprocessori
connessi in maniera innovativa, ha iniziato a effettuare più di due
milioni di miliardi di operazioni al secondo, circa il 40% in più del
precedente campione, un calcolatore americano ospitato in un laboratorio
del governo Usa in Tennessee.
Non è la prima volta che la supremazia americana nel supercalcolo viene
sfidata. Era già successo nel 2002 quando i giapponesi avevano
inaspettatamente prodotto un supercalcolatore nettamente più veloce del
campione americano dell'epoca.
Il successo giapponese non era però durato a lungo: già nel 2004
cospicui finanziamenti governativi avevano riportato gli Usa in prima
posizione.
Ora la nuova sfida, questa volta da parte della cinese Università
Nazionale di Tecnologia per la Difesa. È probabile che anche questa
volta gli Usa, che ospitano più della metà dei 500 più veloci
supercalcolatori al mondo contro gli appena 24 della Cina, recuperino
rapidamente il titolo. Sia per motivi scientifici - le sfide sono spesso
utili per portare avanti ricerche che altrimenti verrebbero condotte più
lentamente, nonché per attrarre le migliori menti - sia per motivi
simbolici: nell'età della conoscenza, infatti, possedere il più veloce
elaboratore del mondo ha un valore difficile da quantificare, ma
comunque non trascurabile.
[...]
Continua qui: http://tinyurl.com/23u4n43
Nov. 1, 2010
Fwd: IBL: "Un paper di Varian sul diritto d'autore nell'epoca di internet"
by athos gualazzi
---------- Messaggio inoltrato ----------
Da: athos gualazzi <athosgualazzi(a)gmail.com>
Date: 01 novembre 2010 17:57
Oggetto: Re: [nexa] IBL: "Un paper di Varian sul diritto d'autore
nell'epoca di internet"
A: "J.C. DE MARTIN" <demartin(a)polito.it>
Il 01 novembre 2010 17:42, J.C. DE MARTIN <demartin(a)polito.it> ha scritto:
> Ecco la risposta di Attanasio:
> http://www.ilsole24ore.com/art/cultura/2010-10-31/digitalizzare-guadagna-18…
>
> Se qualcuno e' piu' bravo di me a navigare il non facile sito del Sole24ore
> e trova anche quella di Stefano Mauri, ne posti l'URL, per favore.
>
> juan carlos
>
>
> J.C. DE MARTIN wrote (on 01/11/10 17:39):
penso sia questo:
<http://www.ilsole24ore.com/art/cultura/2010-10-31/digitalizzare-stefano-mau…>
un saluto
athos
--
Athos Gualazzi
presidente Associazione Partito Pirata
http://www.partito-pirata.it
http://www.piratpartiet.it
http://www.anonet.it
--
Athos Gualazzi
presidente Associazione Partito Pirata
http://www.partito-pirata.it
http://www.piratpartiet.it
http://www.anonet.it
Nov. 1, 2010
Re: [nexa] IBL: "Un paper di Varian sul diritto d'autore nell'epoca di internet"
by J.C. DE MARTIN
Ecco la risposta di Attanasio:
http://www.ilsole24ore.com/art/cultura/2010-10-31/digitalizzare-guadagna-18…
Se qualcuno e' piu' bravo di me a navigare il non facile sito del Sole24ore
e trova anche quella di Stefano Mauri, ne posti l'URL, per favore.
juan carlos
J.C. DE MARTIN wrote (on 01/11/10 17:39):
> L'Istituto Bruno Leoni, che aveva ospitato la visita del prof. Hal
> Varian a Roma
> qualche settimana fa, ora pubblica la versione italiana di un contributo
> di Varian sul tema: “Estensione della durata del diritto d’autore e
> opere orfane”
> (versione inglese del dicembre 2006)
>
> http://www.brunoleoni.it/nextpage.aspx?codice=9729
>
> Link diretto al PDF:
> http://brunoleonimedia.servingfreedom.net/OP/78_Varian.pdf
>
> Una settimana fa "Domenica" del Sole24ore aveva pubblicato
> un estratto del paper di Varian di cui sopra; nel numero di "Domenica"
> di ieri
> Piero Attanasio (AIE) e Stefano Mauri (GEMS) "rispondono" a Varian,
> in realta' spesso - a mio avviso - non rimanendo sul tema e parlando
> di altre questioni
> Google-related. Grosso l'abbaglio, esempio, di Mauri quando attribuisce
> a Varian una posizione sui brevetti vs copyright che secondo me non ha
> alcun fondamento.
>
> juan carlos
>
>
>
>
Nov. 1, 2010
IBL: "Un paper di Varian sul diritto d'autore nell'epoca di internet"
by J.C. DE MARTIN
L'Istituto Bruno Leoni, che aveva ospitato la visita del prof. Hal
Varian a Roma
qualche settimana fa, ora pubblica la versione italiana di un contributo
di Varian sul tema: “Estensione della durata del diritto d’autore e
opere orfane”
(versione inglese del dicembre 2006)
http://www.brunoleoni.it/nextpage.aspx?codice=9729
Link diretto al PDF:
http://brunoleonimedia.servingfreedom.net/OP/78_Varian.pdf
Una settimana fa "Domenica" del Sole24ore aveva pubblicato
un estratto del paper di Varian di cui sopra; nel numero di "Domenica"
di ieri
Piero Attanasio (AIE) e Stefano Mauri (GEMS) "rispondono" a Varian,
in realta' spesso - a mio avviso - non rimanendo sul tema e parlando di
altre questioni
Google-related. Grosso l'abbaglio, esempio, di Mauri quando attribuisce
a Varian una posizione sui brevetti vs copyright che secondo me non ha
alcun fondamento.
juan carlos
Nov. 1, 2010