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Re: [nexa] R: proprietà intellettuale sul prodotto industriale
by meo
Caro Marco,
non entro nel merito della prima parte del tuo mail perchè
proprio di questo vorrei parlare in Nexa. Peraltro, tu sai benissimo cosa
pensano i fanatici estremisti come me di WIPO e delle sue iniziative, per
non parlare di quella che consideriamo la grande truffa dell' "allargamento
delle regole sui farmaci salva vita".
Entro invece sul merito della "competenza dell'argomento". Perchè il
prodotto artistico rientra e quello industriale no? Solo perchè sembra più
facile diffondere il primo via Rete? Ma la Rete è ormai lo strumento
principale per la diffusione del sapere scientifico che poi diventa
brevetto. Per non parlare delle molte migliaia di brevetti su Internet (c'è
una causa legale nella quale si sostiene che tutta l'attività della Rete è
una violazione di brevetti precedenti) e dei prodotti proprietari che la
Rete ospita, in contrapposizione con i suoi standard aperti.
Comunque, se i due direttori concordano, ritiro la mia richiesta, senza
far perdere tempo ad altri.
Scusa ancora la mia assenza alla riunione di oggi che mi pare molto
importante.
Raf
On Tue, 12 Jan 2010 19:20:43 +0100, "Marco Ricolfi"
<marco.ricolfi(a)studiotosetto.it> wrote:
> Caro Raffaele,
> peccato non averti con noi. Rispetto al tema. Condivido - come,
penso,
> anche Juan Carlos - la tua affermazione che "la proprietà intellettuale
> industriale è un freno allo sviluppo, fattore di disuguaglianze fra
> imprese
> grandi e piccole, fra paesi forti e deboli, e ragione della morte di
decine
> di milioni di uomini, ogni
> anno, come illustrato da Medici senza Frontiere".
> Penso che si possa dire che pochi come noi, a Torino, abbiano dato
un
> contributo sul tema. Pensa che in 8 anni di Master sulla proprietà
> intellettuale abbiamo lavorato su questo tema; che ci abbiamo formato
più
> di
> 200 candidati, più della metà dei quali proviene dai paesi in via di
> sviluppo; e che, siccome moltissimi - decine - di questi sono delegati
dei
> loro governi nelle istituzioni internazionali, abbiamo contribuito agli
> sviluppi in questo settore. La nostra Vanessa Lowenstein è stata tra le
> prima a lavorare alla Development Agenda del WIPO (una serie di
iniziative
> richieste dai paesi in via di sviluppo per contrastare la deriva
> iper-protezionista della proprietà intellettuale); e l'allargamento
delle
> regole sui farmaci salva vita ci ha visto particolarmente attivi.
> Occorre però anche rispettare un principio di competenza e di
> specializzazione delle competenze. Da questo punto di vista, quello che
non
> è facile capire è come questo tema - prioritario - trovi collocazione in
> un
> centro che si occupa della rete internet, salvo che per il profilo del
> brevetto di software, sul quale abbiamo posizioni chiare e costanti (nel
> senso che va, in linea generale, evitato e combattuto).
> Possiamo ritornare quando vuoi sul tema. Sulla base però di
> un'argomentazione almeno ipotetica della rilevanza ai fini di una
> riflessione sistematica specificamente riferita alla rete. Dico bene,
Juan
> Carlos?
> m.
>
> -----Messaggio originale-----
> Da: nexa-bounces(a)server-nexa.polito.it
> [mailto:nexa-bounces@server-nexa.polito.it] Per conto di Angelo Raffaele
> Meo
> Inviato: lunedì 11 gennaio 2010 16.37
> A: nexa(a)server-nexa.polito.it
> Oggetto: [nexa] proprietà intellettuale sul prodotto industriale
>
> Carissimi,
> desidero scusare la mia assenza all'incontro Nexa
previsto
> per mercoledì 13. Come nel caso dei precedenti mercoledì, debbo
> partecipare
> alla seduta mensile dell'Accademia delle Scienze, ove, tra l'altro,
> dobbiamo discutere di un convegno sulla ricerca industriale che
intendiamo
> organizzare.
> Avanzo comunque una richiesta relativa alla roadmap 2010. Mi
> piacerebbe, come anticipai in un incontro lontano, che Nexa
affrontasse
> anche la questione della proprietà intellettuale sui prodotti
industriali
> e
> dei brevetti in particolare. Quel giorno Marco (Ricolfi, non Ciurcina)
mi
> rispose che quella questione non rientrava negli obiettivi di Nexa e
oggi,
> in un incontro privato, Juan Carlos mi ha ribadito la posizione di
Marco.
> Se questa è la posizione di tutti, accetto disciplinatamente la
> decisione collegiale. Tuttavia, mi sia consentito ricordare l'opinione
di
> un
> numero rapidamente crescente di studiosi, secondo la quale la questione
> della proprietà intellettuale sul prodotto industriale è molto più
> importante della questione della proprietà sul prodotto artistico,
perchè
> la
> proprietà intellettuale industriale è un freno allo sviluppo, fattore di
> disuguaglianze fra imprese grandi e piccole, fra paesi forti e deboli, e
> ragione della morte di decine di milioni di uomini, ogni anno, come
> illustrato da Medici senza Frontiere.
> Grazie per l'attenzione. Colgo l'occasione per associarmi alle
> congratulazioni di Marco R. a Marco C.
> Raf
>
>
> _______________________________________________
> nexa mailing list
> nexa(a)server-nexa.polito.it
> https://server-nexa.polito.it/cgi-bin/mailman/listinfo/nexa
Jan. 13, 2010
Re: [nexa] R: proprietà intellettuale sul prodotto industriale
by meo
Caro Marco,
non entro nel merito della prima parte del tuo mail perchè
proprio di questo vorrei parlare in Nexa. Peraltro, tu sai benissimo cosa
pensano i fanatici estremisti come me di WIPO e delle sue iniziative, per
non parlare di quella che consideriamo la grande truffa dell' "allargamento
delle regole sui farmaci salva vita".
Entro invece sul merito della "competenza dell'argomento". Perchè il
prodotto artistico rientra e quello industriale no? Solo perchè sembra più
facile diffondere il primo via Rete? Ma la Rete è ormai lo strumento
principale per la diffusione del sapere scientifico che poi diventa
brevetto. Per non parlare delle molte migliaia di brevetti su Internet (c'è
una causa legale nella quale si sostiene che tutta l'attività della Rete è
una violazione di brevetti precedenti) e dei prodotti proprietari che la
Rete ospita, in contrapposizione con i suoi standard aperti.
Comunque, se i due direttori concordano, ritiro la mia richiesta, senza
far perdere tempo ad altri.
Scusa ancora la mia assenza alla riunione di oggi che mi pare molto
importante.
Raf
On Tue, 12 Jan 2010 19:20:43 +0100, "Marco Ricolfi"
<marco.ricolfi(a)studiotosetto.it> wrote:
> Caro Raffaele,
> peccato non averti con noi. Rispetto al tema. Condivido - come,
penso,
> anche Juan Carlos - la tua affermazione che "la proprietà intellettuale
> industriale è un freno allo sviluppo, fattore di disuguaglianze fra
> imprese
> grandi e piccole, fra paesi forti e deboli, e ragione della morte di
decine
> di milioni di uomini, ogni
> anno, come illustrato da Medici senza Frontiere".
> Penso che si possa dire che pochi come noi, a Torino, abbiano dato
un
> contributo sul tema. Pensa che in 8 anni di Master sulla proprietà
> intellettuale abbiamo lavorato su questo tema; che ci abbiamo formato
più
> di
> 200 candidati, più della metà dei quali proviene dai paesi in via di
> sviluppo; e che, siccome moltissimi - decine - di questi sono delegati
dei
> loro governi nelle istituzioni internazionali, abbiamo contribuito agli
> sviluppi in questo settore. La nostra Vanessa Lowenstein è stata tra le
> prima a lavorare alla Development Agenda del WIPO (una serie di
iniziative
> richieste dai paesi in via di sviluppo per contrastare la deriva
> iper-protezionista della proprietà intellettuale); e l'allargamento
delle
> regole sui farmaci salva vita ci ha visto particolarmente attivi.
> Occorre però anche rispettare un principio di competenza e di
> specializzazione delle competenze. Da questo punto di vista, quello che
non
> è facile capire è come questo tema - prioritario - trovi collocazione in
> un
> centro che si occupa della rete internet, salvo che per il profilo del
> brevetto di software, sul quale abbiamo posizioni chiare e costanti (nel
> senso che va, in linea generale, evitato e combattuto).
> Possiamo ritornare quando vuoi sul tema. Sulla base però di
> un'argomentazione almeno ipotetica della rilevanza ai fini di una
> riflessione sistematica specificamente riferita alla rete. Dico bene,
Juan
> Carlos?
> m.
>
> -----Messaggio originale-----
> Da: nexa-bounces(a)server-nexa.polito.it
> [mailto:nexa-bounces@server-nexa.polito.it] Per conto di Angelo Raffaele
> Meo
> Inviato: lunedì 11 gennaio 2010 16.37
> A: nexa(a)server-nexa.polito.it
> Oggetto: [nexa] proprietà intellettuale sul prodotto industriale
>
> Carissimi,
> desidero scusare la mia assenza all'incontro Nexa
previsto
> per mercoledì 13. Come nel caso dei precedenti mercoledì, debbo
> partecipare
> alla seduta mensile dell'Accademia delle Scienze, ove, tra l'altro,
> dobbiamo discutere di un convegno sulla ricerca industriale che
intendiamo
> organizzare.
> Avanzo comunque una richiesta relativa alla roadmap 2010. Mi
> piacerebbe, come anticipai in un incontro lontano, che Nexa
affrontasse
> anche la questione della proprietà intellettuale sui prodotti
industriali
> e
> dei brevetti in particolare. Quel giorno Marco (Ricolfi, non Ciurcina)
mi
> rispose che quella questione non rientrava negli obiettivi di Nexa e
oggi,
> in un incontro privato, Juan Carlos mi ha ribadito la posizione di
Marco.
> Se questa è la posizione di tutti, accetto disciplinatamente la
> decisione collegiale. Tuttavia, mi sia consentito ricordare l'opinione
di
> un
> numero rapidamente crescente di studiosi, secondo la quale la questione
> della proprietà intellettuale sul prodotto industriale è molto più
> importante della questione della proprietà sul prodotto artistico,
perchè
> la
> proprietà intellettuale industriale è un freno allo sviluppo, fattore di
> disuguaglianze fra imprese grandi e piccole, fra paesi forti e deboli, e
> ragione della morte di decine di milioni di uomini, ogni anno, come
> illustrato da Medici senza Frontiere.
> Grazie per l'attenzione. Colgo l'occasione per associarmi alle
> congratulazioni di Marco R. a Marco C.
> Raf
>
>
> _______________________________________________
> nexa mailing list
> nexa(a)server-nexa.polito.it
> https://server-nexa.polito.it/cgi-bin/mailman/listinfo/nexa
Jan. 13, 2010
Roadmap 2010
by Giorgio Ventre
Cari amici,
spero di non abusare della vostra pazienza nellinviare alcune riflessioni
su questa interessantissima discussione.
Saluti
Giorgio
============================================================================
==
Prof. Ing. Giorgio Ventre
COMICS Lab
Dipartimento di Informatica e Sistemistica, Università di Napoli Federico II
Via Claudio 21, 80125, Napoli, ITALY
Tel: +39 081 7683908 Fax: + 39 081 7683816 Mob: +39 3356264000
E-mail: <mailto:giorgio.ventre@unina.it> giorgio.ventre(a)unina.it
<http://www.comics.unina.it> http://www.comics.unina.it
<http://docenti.unina.it/giorgio.ventre>
http://docenti.unina.it/giorgio.ventre
============================================================================
==
1. In Italia
1.1. il maggior rischio per uno sviluppo sano della Rete sara'
relativo a ... ?
Mancanza di una politica industriale per lICT. Mancanza di infrastrutture a
larga banda. Limitata apertura della Pubblica Amministrazione alluso di
queste tecnologie.
1.2. E la maggiore opportunita'?
Nessuna, temo.
1.3. se si dovesse attivare un progetto di ricerca, lo
si dedicherebbe a.... ? (max 3 temi) Perche'?
Tecnologie software per la mobilità e lubiquità
Sicurezza ed affidabilità delle infrastrutture ICT
ICT e nuove tecnologie per ledutainment
1.4. se si dovesse indirizzare l'attivita' di una
associazione di advocacy (come la Quadrature
du Net in Francia o EFF in USA),
la si indirizzerebbe su quale tema (o quali temi, max 3)?
Perche'?
1.5. se si dovessero indicare al Governo 3 priorita' di spesa,
quali sarebbero? Perche'?
PA in rete: davvero!
ICT a supporto del patrimonio culturale del Paese
Servizi ai cittadini
1.5.1. e a un governo regionale? (p.es., il Piemonte)
PAL in rete: davvero.
La rete per le PMI
La rete per le filiere di eccellenza (in Campania per esempio il Turismo)
1.6. se si dovesse interloquire col Parlamento, si chiederebbe
di legiferare in merito a Internet? Se si', su quali temi e
perche'?
Aggiornare le leggi esistenti al nuovo scenario tecnologico
Abolire la Pisanu
1.6.1. Esiste un intergruppo Parlamentare 2.0: che ruolo dovrebbe
avere in simile gruppo nelle dinamiche politiche?
Di interfaccia tra il Parlamento ed il mondo della ricerca e della
innovazione relative alla Rete.
1.7. AGCOM e Autorita' Anti-Trust dovrebbero avere un ruolo
maggiore o diverso in relazione a Internet?
Se si', quale e perche'?
Aumentare la capacità tecnologica di AGCOM
Migliorare i rapporti tra AGCOM e mondo della ricerca e dellinnovazione
1.8 Le competenze ministeriali relative a Internet sono
spezzettate tra molteplici dicasteri: avrebbe senso, secondo voi,
istituire un Ministero della Rete? O e' piuttosto
auspicabile/piu' efficace
la creazione di un organismo consultivo che rappresenti
gli utenti della Rete nei confronti delle altre istituzioni?
(Si pensi, per esempio, al KulturRat tedesco per il mondo
della cultura,
http://www.kulturrat.de) O entrambe le cose?
2. In Europa:
2.1. il maggior rischio per uno sviluppo sano della Rete sara'
relativo a ... ?
Riduzione della capacità di innovazione a causa della crisi economica
2.2. E la maggiore opportunita'?
Mantenimento di una buona quantità di fondi per la ricerca
2.3. se si dovesse chiedere alla Commissione di attivare un progetto
di ricerca,
lo si dedicherebbe a.... ? (max 3 temi) Perche'?
Sicurezza ed affidabilità della rete e dei servizi
Nuovi media ed Internet
2.4. se si dovesse indirizzare l'attivita' di una
associazione di advocacy (come la Quadrature
du Net in Francia), la si indirizzerebbe su quale tema europeo
(o quali temi, max 3)? Perche'?
2.5. se si dovessero indicare al Consiglio/Commissione 3 priorita'
di spesa,
quali sarebbero? Perche'?
2.6. se si dovesse interloquire col Parlamento Europeo,
2.6.1. E' stato appena creato .....: che ruolo dovrebbe
avere in simile gruppo nelle dinamiche politiche europee?
2.7 E' auspicabile la creazione di un organismo consultivo che
rappresenti
gli utenti della Rete nei confronti delle altre istituzioni
europee?
(Si pensi, per esempio, al KulturRat tedesco per il mondo
della cultura,
http://www.kulturrat.de)
3. Nel Mondo:
3.1: Si e' molto parlato di WSIS, IGF e di Governance di Internet:
che cosa dobbiamo aspettarci nel 2010? E' possibile fare
qualcosa a livello
nazionale che abbia un impatto a livello globale?
Se si', e' il Governo che dovrebbe muoversi? E in che
direzione?
Credo che il Governo italiano dovrebbe avere una propria posizione
sullargomento
3.2. Negli ultimi mesi del 2009 le iniziative per un Internet
Bill of Rights
hanno preso quota: il 2010 sara' l'anno dell'IBR?
Sì
3.3. Da quali aree del mondo vi aspettate le maggiori novita'
(nel bene e nel
male) relativamente a Internet? Perche'?
Cina, Iran: aumento della censorship (male) e della relativa collaborazione
da parte di aziende EU/USA (malissimo)
Africa e paesi in via si sviluppo: aumento della penetrazione via reti
cellulari (bene)
Jan. 13, 2010
Re: [nexa] costruiamo insieme la Roadmap 2010 Internet & Società (16° Mercoledi di NEXA)
by Marco Pancini
Cari Tutti,
ecco il mio contributo alla discussione.
A presto.
marco
Relativamente a Internet nel corso del 2010:
1. In Italia
1.1. il maggior rischio per uno sviluppo sano della Rete sara' relativo a
... ?
Responsabilità degli ISP e, di conseguenza, libertà di espressione
1.2. E la maggiore opportunita'?
Centinaia di piccole medie imprese che utilizzando tecnologie open
sviluppano applicazioni di successo.
Partnership nei progetti di digitalizzazione del patrimonio culturale.
1.3. se si dovesse attivare un progetto di ricerca, lo si dedicherebbe a....
? (max 3 temi) Perche'?
Libertà di espressione (perchè non avremo il primo emendamento ma abbiamo
l'articolo 21 della Costituzione)
Privacy (perchè il concetto di riservatezza sta cambiando e gli utenti hanno
bisogno di trasparenza per fare scelte informate)
Copyright (perchè il diritto d'autore deve essere ripensato alla luce dei
nuovi modelli di business che la Rete ha fatto nascere)
1.4. se si dovesse indirizzare l'attivita' di una associazione di advocacy
(come la Quadrature du Net in Francia o EFF in USA), la si indirizzerebbe su
quale tema (o quali temi, max 3)? Perche'?
Libertà di espressione (perchè non avremo il primo emendamento ma abbiamo
l'articolo 21 della Costituzione)
Privacy (perchè il concetto di riservatezza sta cambiando e gli utenti hanno
bisogno di trasparenza per fare scelte informate)
Copyright (perchè il diritto d'autore deve essere ripensato alla luce dei
nuovi modelli di business che la Rete ha fatto nascere)
1.5. se si dovessero indicare al Governo 3 priorita' di spesa, quali
sarebbero? Perche'?
Abbattere l'IVA sul commercio elettronico (per favorire un settore in
crescita)
Portare on line tutta la PA (per modernizzare la burocrazia)
Coprire con tecnologie di connettività a banda larga tutto il Paese (perchè
il digital divide è un problema serio)
1.5.1. e a un governo regionale? (p.es., il Piemonte)
Progetti di alfabetizzazione informatica (a tutti i livelli)
1.6. se si dovesse interloquire col Parlamento, si chiederebbe di legiferare
in merito a Internet? Se si', su quali temi e perche'?
Rivedere il decreto Pisanu (perchè il wifi è un diritto)
Liberalizzazione dello spectrum (per favorire le connessioni in wifi)
Liberalizzare i dati pubblici usando licenze in creative commons (perchè i
dati tornino a disposizione dei cittadini)
Riforma del diritto d'autore
1.6.1. Esiste un intergruppo Parlamentare 2.0: che ruolo dovrebbe avere in
simile gruppo nelle dinamiche politiche?
Raccogliere le istanze della società civile per quello che riguarda la Rete
e portarle nel dibattito politico.
1.7. AGCOM e Autorita' Anti-Trust dovrebbero avere un ruolo maggiore o
diverso in relazione a Internet? Se si', quale e perche'?
Sono i garanti del rispetto delle regole di mercato. Devono avere come
stella polare solo il bene pubblico.
1.8 Le competenze ministeriali relative a Internet sono spezzettate tra
molteplici dicasteri: avrebbe senso, secondo voi, istituire un Ministero
della Rete? O e' piuttosto auspicabile/piu' efficace la creazione di un
organismo consultivo che rappresenti gli utenti della Rete nei confronti
delle altre istituzioni? (Si pensi, per esempio, al KulturRat tedesco per il
mondo della cultura, http://www.kulturrat.de) O entrambe le cose?
Sono favorevole all'accorpamento in un unico soggetto istituzionale delle
competenze relative alla governance dell'innovazione.
2. In Europa:
2.1. il maggior rischio per uno sviluppo sano della Rete sara' relativo a
... ?
Responsabilità degli ISP
Net Neutrality
2.2. E la maggiore opportunita'?
Digitalizzazione della cultura.
2.3. se si dovesse chiedere alla Commission edi attivare un progetto di
ricerca, lo si dedicherebbe a.... ? (max 3 temi) Perche'?
Riforma del copyright
2.4. se si dovesse indirizzare l'attivita' di una associazione di
advocacy (come la Quadrature du Net in Francia), la si indirizzerebbe su
quale tema europeo (o quali temi, max 3)?
Riforma copyright (perchè le regole che ci sono sono obsolete)
Responsabilità degli ISP (perchè le regole che ci sono vengono regolarmente
disattese dai giudici nazionali, vedi caso Piratebay)
2.5. se si dovessero indicare al Consiglio/Commissione 3 priorita'di
spesa, quali sarebbero? Perche'?
Alfabetizzazione informatica (perchè il digital divide è soprattutto
culturale)
2.6. se si dovesse interloquire col Parlamento Europeo,
2.6.1. E' stato appena creato .....: che ruolo dovrebbe avere in
simile gruppo nelle dinamiche politiche europee?
Il ruolo della politica, ovvero raccogliere le istanze della società civile
in tema di innovazione tecnologica e trasformarle in policy finalizzate al
bene pubblico.
2.7 E' auspicabile la creazione di un organismo consultivo
che rappresenti gli utenti della Rete nei confronti delle altre
istituzioni europee?
(Si pensi, per esempio, al KulturRat tedesco per il mondo
della cultura,
http://www.kulturrat.de)
Si, purchè funzioni e sia rappresentativo di tutte le realtà più
significative.
3. Nel Mondo:
3.1: Si e' molto parlato di WSIS, IGF e di Governance di Internet: che
cosa dobbiamo aspettarci nel 2010? E' possibile fare qualcosa a
livello nazionale che abbia un impatto a livello globale?
Ho paura che non sia possibile fare nulla di sensato a livello nazionale.
Se si', e' il Governo che dovrebbe muoversi? E in che
direzione?
Comprendere meglio i problemi relativi alla governance di internet.
3.2. Negli ultimi mesi del 2009 le iniziative per un Internet Bill of
Rights hanno preso quota: il 2010 sara' l'anno dell'IBR?
Spero di sì, ho paura di no.
3.3. Da quali aree del mondo vi aspettate le maggiori novita' (nel bene e
nel male) relativamente a Internet? Perche'?
Nel bene dal medio oriente.
2010/1/3 J.C. DE MARTIN <demartin(a)polito.it>
> Buon Anno! Spero abbiate iniziato bene il 2010.
>
> Mercoledi' 13 gennaio si terra' il primo "mercoledi' di NEXA"
> del 2010 (il 16° dall'inizio della serie), sempre in corso Trento 21
> e sempre dalle 18 alle 20.
>
> Questa volta non avremo un ospite, ma collaborativamente
> cercheremo di redarre una sorta di
> roadmap 2010 sui i temi "Internet & Società".
>
> Ovvero, proveremo a identificare le priorita', le sfide, le opportunita'
> per l'anno appena iniziato a livello sia italiano, sia europeo, sia
> internazionale.
>
> Per preparare l'incontro, invito gli iscritti alla lista a contribuire
> in questa sede, cosi' da arrivare all'incontro del 13 gennaio
> con una bozza su cui poi lavorare di persona durante il mercoledi'.
> I punti su cui vi invito a contruibuire (potete rispondere
> anche solo a un sottoinsieme e proporne anche di vostri, ovviamente)
> li trovate a seguire.
>
> Ancora auguri!
>
> a presto,
> juan carlos
>
> Relativamente a Internet nel corso del 2010:
> 1. In Italia
> 1.1. il maggior rischio per uno sviluppo sano della Rete sara'
> relativo a ... ?
> 1.2. E la maggiore opportunita'?
> 1.3. se si dovesse attivare un progetto di ricerca, lo
> si dedicherebbe a.... ? (max 3 temi) Perche'?
> 1.4. se si dovesse indirizzare l'attivita' di una
> associazione di advocacy (come la Quadrature
> du Net in Francia o EFF in USA),
> la si indirizzerebbe su quale tema (o quali temi, max 3)?
> Perche'?
> 1.5. se si dovessero indicare al Governo 3 priorita' di spesa,
> quali sarebbero? Perche'?
> 1.5.1. e a un governo regionale? (p.es., il Piemonte)
> 1.6. se si dovesse interloquire col Parlamento, si chiederebbe
> di legiferare in merito a Internet? Se si', su quali temi e
> perche'?
> 1.6.1. Esiste un intergruppo Parlamentare 2.0: che ruolo dovrebbe
> avere in simile gruppo nelle dinamiche politiche?
> 1.7. AGCOM e Autorita' Anti-Trust dovrebbero avere un ruolo
> maggiore o diverso in relazione a Internet?
> Se si', quale e perche'?
> 1.8 Le competenze ministeriali relative a Internet sono
> spezzettate tra molteplici dicasteri: avrebbe senso, secondo voi,
> istituire un Ministero della Rete? O e' piuttosto
> auspicabile/piu' efficace
> la creazione di un organismo consultivo che rappresenti
> gli utenti della Rete nei confronti delle altre istituzioni?
> (Si pensi, per esempio, al KulturRat tedesco per il mondo
> della cultura,
> http://www.kulturrat.de) O entrambe le cose?
>
> 2. In Europa:
> 2.1. il maggior rischio per uno sviluppo sano della Rete sara'
> relativo a ... ?
> 2.2. E la maggiore opportunita'?
> 2.3. se si dovesse chiedere alla Commission edi attivare un progetto
> di ricerca,
> lo si dedicherebbe a.... ? (max 3 temi) Perche'?
> 2.4. se si dovesse indirizzare l'attivita' di una
> associazione di advocacy (come la Quadrature
> du Net in Francia), la si indirizzerebbe su quale tema europeo
> (o quali temi, max 3)? Perche'?
> 2.5. se si dovessero indicare al Consiglio/Commissione 3 priorita'
> di spesa,
> quali sarebbero? Perche'?
> 2.6. se si dovesse interloquire col Parlamento Europeo,
> 2.6.1. E' stato appena creato .....: che ruolo dovrebbe
> avere in simile gruppo nelle dinamiche politiche europee?
> 2.7 E' auspicabile la creazione di un organismo consultivo che
> rappresenti
> gli utenti della Rete nei confronti delle altre istituzioni
> europee?
> (Si pensi, per esempio, al KulturRat tedesco per il mondo
> della cultura,
> http://www.kulturrat.de)
>
> 3. Nel Mondo:
> 3.1: Si e' molto parlato di WSIS, IGF e di Governance di Internet:
> che cosa dobbiamo aspettarci nel 2010? E' possibile fare
> qualcosa a livello
> nazionale che abbia un impatto a livello globale?
> Se si', e' il Governo che dovrebbe muoversi? E in che
> direzione?
> 3.2. Negli ultimi mesi del 2009 le iniziative per un Internet
> Bill of Rights
> hanno preso quota: il 2010 sara' l'anno dell'IBR?
> 3.3. Da quali aree del mondo vi aspettate le maggiori novita'
> (nel bene e nel
> male) relativamente a Internet? Perche'?
>
>
>
>
>
>
>
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Marco Pancini
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Jan. 13, 2010
Re: [nexa] costruiamo insieme la Roadmap 2010 Internet & Società (16° Mercoledi di NEXA)
by Mariella Berra
Ciao Temi nuovi modelli di scambio e social network
pensiamo al lle diverse indicazioni dalla economia solidale, alla wikinomics alla coopetition
Altro tema è web2.0 e public administration
Nexa riguarda i rapporti fra Internet e società ciao Ciao a domani mariella
----- Original Message -----
From: Antonella Giulia Pizzaleo
To: J.C. DE MARTIN
Cc: nexa(a)server-nexa.polito.it
Sent: Monday, January 11, 2010 8:22 PM
Subject: Re: [nexa]costruiamo insieme la Roadmap 2010 Internet & Società (16° Mercoledi di NEXA)
Cari nexiani,
ecco il mio contributo.
un saluto a tutti,
antonella
Relativamente a Internet nel corso del 2010:
1. In Italia
1.1. il maggior rischio per uno sviluppo sano della Rete sara'
relativo a ... ?
- Iniziative legislative che ne mettano a repentaglio gli aspetti più innovativi e che blocchino la trasformazione in atto o riportino indietro su alcune grandi questioni (diritto d'autore, libertà di espressione, net neutrality). Questo rischio è il risutlato di una scarsissima cultura della Rete da parte di governo e parlamento e altrettanto scarsi capacità e interesse di cercare serie interlocuzioni con i mondi di Internet.
- Mancato sviluppo della banda larga o sua errata pianificazione (se dovessero arrivare i fondi per la banda larga occorrerebbe una spesa intelligente e non discriminante per le realtà già esistenti).
1.2. E la maggiore opportunita'?
Possibilità e capacità di connettersi a realtà internazionali, innanzitutto europee.
1.3. se si dovesse attivare un progetto di ricerca, lo si dedicherebbe a.... ? (max 3 temi) Perche'?
- Modelli di business e social network
- Integrazione tra gli User Generated Content e i produttori di contenuti tradizionali
- Evoluzione delle dinamiche internazionali e influenze delle varie categorie di stakeholders, soprattutto dei principali competitors, nella governance della Rete
1.4. se si dovesse indirizzare l'attivita' di una associazione di advocacy (come la Quadrature du Net in Francia o EFF in USA), la si indirizzerebbe su quale tema (o quali temi, max 3)?
Perche'?
- Dimensione dei diritti degli utenti (a partire dal diritto all'accesso)
- Dinamiche democratiche/partecipative dal basso concretamente in atto
1.5. se si dovessero indicare al Governo 3 priorita' di spesa, quali sarebbero? Perche'?
- banda larga, a partire da un serio censimento – non in mano ai dati telecom com'è stato sino ad ora - delle reti esistenti e, successivamente, incentivi ai Wisp e alle reti locali, al fine di non sprecare quanto già fatto in Italia, non solo da Wisp privati, ma anche da pubbliche amministrazioni illuminate
- sostegno a iniziative imprenditoriali, selezionate con criteri opportuni, legate ad Internet
- diffusione di software open source e relativa formazione nell'ambito delle pubbliche amministrazioni, a partire dal quelle centrali.
1.5.1. e a un governo regionale? (p.es., il Piemonte)
- banda larga (come sopra)
- sostegno a iniziative imprenditoriali legate ad Internet o a spin-off di centri di ricerca
- diffusione di software open source e relativa formazione nell'ambito delle pubbliche amministrazioni, a partire dal quelle centrali.
1.6. se si dovesse interloquire col Parlamento, si chiederebbe di legiferare in merito a Internet? Se si', su quali temi e perche'?
- Difesa della neutralità della Rete
- Riconoscimento diritti della cittadinanza digitale (a partire dal diritto all'accesso)
1.6.1. Esiste un intergruppo Parlamentare 2.0: che ruolo dovrebbe avere in simile gruppo nelle dinamiche politiche?
Dovrebbe svolgere un'attività di sensibilizzazione e di supporto sui temi di Internet, della cultura digitale e dell'innovazione, sia verso l'interno, ossia rivolta al parlamento e al governo, sia verso i portatori di interesse della rete. Sarebbero utili tavoli di confrontto su temi veritcali con i soggetti interessati – anche perchè al momento non ci sono iniziative analoghe presso altri organi o amministrazioni centrali -.
1.7. AGCOM e Autorita' Anti-Trust dovrebbero avere un ruolo maggiore o diverso in relazione a Internet? Se si', quale e perche'?
Indubbiamente dovrebbero avere una presenza maggiore sui temi della Rete. L'Agocom dovrebbe agire, dopo averne compreso la specificità, a tutela delle comunicazioni on line. Dovrebbe inoltre attivare campagne formative, alfine di rendere maggiormente consapevoli gli utenti della Rete di rischi e opportunità. L'Anti-trust, poco presente sui temi della Rete, dovrebbe occuparsi maggiormente di posizioni monopolistiche de facto e intervenire a tutela della libera concorrenza.
1.8 Le competenze ministeriali relative a Internet sono spezzettate tra molteplici dicasteri: avrebbe senso, secondo voi, istituire un Ministero della Rete? O e' piuttosto auspicabile/piu' efficace la creazione di un organismo consultivo che rappresenti gli utenti della Rete nei confronti delle altre istituzioni? (Si pensi, per esempio, al KulturRat tedesco per il mondo della cultura ). O entrambe le cose?
Probabilemte entrambe le cose, realizzate, se possibile, in un'ottica concertata. Io non penserei ad un ministero, ma piuttostoo ad un organo in seno alla Presidenza del Consiglio, un sorta di comitato consultivo bipartisan, snello ma con competenze molto alte, che possa agire trasversalmente ai dicastri centrali e, al contempo, non sia soggetto ai cambi di governo. Sarebbe necessaria una consultazione periodica sulle varie tematiche della rete con coloro che se ne occupano (imprenditori, società civile, ricerca...). Se questi ultimi fossero a loro volta in grado di organizzare una rappresentanza, probabilmente l'intero processo potrebbe essere più efficace. A tal fine si potrebbe e dovrebbe utilizzare e rafforzare l'Internet Governance Forum Italia.
2. In Europa:
2.1. il maggior rischio per uno sviluppo sano della Rete sara'
relativo a ... ?
Sono d'accordo con Paolo Brini e le sue riflessioni in merito ad ACTA.
3. Nel Mondo:
3.1: Si e' molto parlato di WSIS, IGF e di Governance di Internet: che cosa dobbiamo aspettarci nel 2010? E' possibile fare qualcosa a livello nazionale che abbia un impatto a livello globale?
Se si', e' il Governo che dovrebbe muoversi? E in che direzione?
Nel 2010 e nei prossimi anni si rafforzerà, nel complesso, l'impianto internazionale della governance di Internet: da un lato maggiori pressioni dei Paesi in via di sviluppo, dall'altro riorganizzazione delle geografie di controllo della Rete (a partire dagli attesi sviluppi della presunta maggiore collaborazione Icann-Itu, "pubblicizzata" e accolta con un po' di scetticismo e con molta curiosità durante l'ultimo IGF e dalle azioni/reazioni di paesi critici, come Cina e Paesi Arabi).
A livello nazionale si dovrebbe rafforzare l'Internet Governance Forum italiano, con l'obiettivo di definire delle seppur minime posizioni concertate – anche solo parzialmente su alcune grandi questioni, connesse anche ad ambiti sovranazionali.
Per avere un impatto significativo nei contesti di discussione internazionale, l'optimum sarebbe costitutio da un lavoro congiunto sui temi della Rete tra governo e parti sociali.
Durante l'ultimo IGF l'assenza del Governo italiano e la mancanza di posizioni ufficiali in merito a temi critici (come la valutazione dell'Affirmation of Committment di Icann o il rinnovo del mandato UN per gli IGF), di certo non aiuta una presenza significativa dell'Italia nel contesto internaizionale.
3.2. Negli ultimi mesi del 2009 le iniziative per un Internet Bill of Rights hanno preso quota: il 2010 sara' l'anno dell'IBR?
Non so se sarà l'anno dell'IBR, il cui lavoro va avanti, ma è penalizzato dalla mancanza di supporto di istituzioni pubbliche e private di peso; credo però nella crescita complessiva dell'incidenza della "prospettiva dei diritti" nell'approccio e nella valutazione dei temi di Internet.
3.3. Da quali aree del mondo vi aspettate le maggiori novita' (nel bene e nel male) relativamente a Internet? Perche'?
Cina, per l'impatto che avrà dagli accessi, ai nuovi indirizzi, al peso politico nella Internet Governance, ai conflitti sociali interni che dovrà affrontare in misura crescente a causa della violazione di diritti fondamentali degli utenti, come quello della libertà di espressione.
Il giorno 03 gennaio 2010 20.37, J.C. DE MARTIN <demartin(a)polito.it> ha scritto:
Buon Anno! Spero abbiate iniziato bene il 2010.
Mercoledi' 13 gennaio si terra' il primo "mercoledi' di NEXA"
del 2010 (il 16° dall'inizio della serie), sempre in corso Trento 21
e sempre dalle 18 alle 20.
Questa volta non avremo un ospite, ma collaborativamente
cercheremo di redarre una sorta di
roadmap 2010 sui i temi "Internet & Società".
Ovvero, proveremo a identificare le priorita', le sfide, le opportunita'
per l'anno appena iniziato a livello sia italiano, sia europeo, sia
internazionale.
Per preparare l'incontro, invito gli iscritti alla lista a contribuire
in questa sede, cosi' da arrivare all'incontro del 13 gennaio
con una bozza su cui poi lavorare di persona durante il mercoledi'.
I punti su cui vi invito a contruibuire (potete rispondere
anche solo a un sottoinsieme e proporne anche di vostri, ovviamente)
li trovate a seguire.
Ancora auguri!
a presto,
juan carlos
Relativamente a Internet nel corso del 2010:
1. In Italia
1.1. il maggior rischio per uno sviluppo sano della Rete sara'
relativo a ... ?
1.2. E la maggiore opportunita'?
1.3. se si dovesse attivare un progetto di ricerca, lo
si dedicherebbe a.... ? (max 3 temi) Perche'?
1.4. se si dovesse indirizzare l'attivita' di una
associazione di advocacy (come la Quadrature
du Net in Francia o EFF in USA),
la si indirizzerebbe su quale tema (o quali temi, max 3)?
Perche'?
1.5. se si dovessero indicare al Governo 3 priorita' di spesa,
quali sarebbero? Perche'?
1.5.1. e a un governo regionale? (p.es., il Piemonte)
1.6. se si dovesse interloquire col Parlamento, si chiederebbe
di legiferare in merito a Internet? Se si', su quali temi e
perche'?
1.6.1. Esiste un intergruppo Parlamentare 2.0: che ruolo dovrebbe
avere in simile gruppo nelle dinamiche politiche?
1.7. AGCOM e Autorita' Anti-Trust dovrebbero avere un ruolo
maggiore o diverso in relazione a Internet?
Se si', quale e perche'?
1.8 Le competenze ministeriali relative a Internet sono
spezzettate tra molteplici dicasteri: avrebbe senso, secondo voi,
istituire un Ministero della Rete? O e' piuttosto
auspicabile/piu' efficace
la creazione di un organismo consultivo che rappresenti
gli utenti della Rete nei confronti delle altre istituzioni?
(Si pensi, per esempio, al KulturRat tedesco per il mondo
della cultura,
http://www.kulturrat.de) O entrambe le cose?
2. In Europa:
2.1. il maggior rischio per uno sviluppo sano della Rete sara'
relativo a ... ?
2.2. E la maggiore opportunita'?
2.3. se si dovesse chiedere alla Commission edi attivare un progetto
di ricerca,
lo si dedicherebbe a.... ? (max 3 temi) Perche'?
2.4. se si dovesse indirizzare l'attivita' di una
associazione di advocacy (come la Quadrature
du Net in Francia), la si indirizzerebbe su quale tema europeo
(o quali temi, max 3)? Perche'?
2.5. se si dovessero indicare al Consiglio/Commissione 3 priorita'
di spesa,
quali sarebbero? Perche'?
2.6. se si dovesse interloquire col Parlamento Europeo,
2.6.1. E' stato appena creato .....: che ruolo dovrebbe
avere in simile gruppo nelle dinamiche politiche europee?
2.7 E' auspicabile la creazione di un organismo consultivo che
rappresenti
gli utenti della Rete nei confronti delle altre istituzioni
europee?
(Si pensi, per esempio, al KulturRat tedesco per il mondo
della cultura,
http://www.kulturrat.de)
3. Nel Mondo:
3.1: Si e' molto parlato di WSIS, IGF e di Governance di Internet:
che cosa dobbiamo aspettarci nel 2010? E' possibile fare
qualcosa a livello
nazionale che abbia un impatto a livello globale?
Se si', e' il Governo che dovrebbe muoversi? E in che
direzione?
3.2. Negli ultimi mesi del 2009 le iniziative per un Internet
Bill of Rights
hanno preso quota: il 2010 sara' l'anno dell'IBR?
3.3. Da quali aree del mondo vi aspettate le maggiori novita'
(nel bene e nel
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Jan. 12, 2010
Re: [nexa] costruiamo insieme la Roadmap 2010 Internet & Società (16° Mercoledi di NEXA)
by Mariella Berra
Ciao Temi nuovi modelli di scambio e social network
pensiamo al lle diverse indicazioni dalla economia solidale, alla wikinomics alla coopetition
Altro tema è web2.0 e public administration
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From: Antonella Giulia Pizzaleo
To: J.C. DE MARTIN
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Sent: Monday, January 11, 2010 8:22 PM
Subject: Re: [nexa]costruiamo insieme la Roadmap 2010 Internet & Società (16° Mercoledi di NEXA)
Cari nexiani,
ecco il mio contributo.
un saluto a tutti,
antonella
Relativamente a Internet nel corso del 2010:
1. In Italia
1.1. il maggior rischio per uno sviluppo sano della Rete sara'
relativo a ... ?
- Iniziative legislative che ne mettano a repentaglio gli aspetti più innovativi e che blocchino la trasformazione in atto o riportino indietro su alcune grandi questioni (diritto d'autore, libertà di espressione, net neutrality). Questo rischio è il risutlato di una scarsissima cultura della Rete da parte di governo e parlamento e altrettanto scarsi capacità e interesse di cercare serie interlocuzioni con i mondi di Internet.
- Mancato sviluppo della banda larga o sua errata pianificazione (se dovessero arrivare i fondi per la banda larga occorrerebbe una spesa intelligente e non discriminante per le realtà già esistenti).
1.2. E la maggiore opportunita'?
Possibilità e capacità di connettersi a realtà internazionali, innanzitutto europee.
1.3. se si dovesse attivare un progetto di ricerca, lo si dedicherebbe a.... ? (max 3 temi) Perche'?
- Modelli di business e social network
- Integrazione tra gli User Generated Content e i produttori di contenuti tradizionali
- Evoluzione delle dinamiche internazionali e influenze delle varie categorie di stakeholders, soprattutto dei principali competitors, nella governance della Rete
1.4. se si dovesse indirizzare l'attivita' di una associazione di advocacy (come la Quadrature du Net in Francia o EFF in USA), la si indirizzerebbe su quale tema (o quali temi, max 3)?
Perche'?
- Dimensione dei diritti degli utenti (a partire dal diritto all'accesso)
- Dinamiche democratiche/partecipative dal basso concretamente in atto
1.5. se si dovessero indicare al Governo 3 priorita' di spesa, quali sarebbero? Perche'?
- banda larga, a partire da un serio censimento – non in mano ai dati telecom com'è stato sino ad ora - delle reti esistenti e, successivamente, incentivi ai Wisp e alle reti locali, al fine di non sprecare quanto già fatto in Italia, non solo da Wisp privati, ma anche da pubbliche amministrazioni illuminate
- sostegno a iniziative imprenditoriali, selezionate con criteri opportuni, legate ad Internet
- diffusione di software open source e relativa formazione nell'ambito delle pubbliche amministrazioni, a partire dal quelle centrali.
1.5.1. e a un governo regionale? (p.es., il Piemonte)
- banda larga (come sopra)
- sostegno a iniziative imprenditoriali legate ad Internet o a spin-off di centri di ricerca
- diffusione di software open source e relativa formazione nell'ambito delle pubbliche amministrazioni, a partire dal quelle centrali.
1.6. se si dovesse interloquire col Parlamento, si chiederebbe di legiferare in merito a Internet? Se si', su quali temi e perche'?
- Difesa della neutralità della Rete
- Riconoscimento diritti della cittadinanza digitale (a partire dal diritto all'accesso)
1.6.1. Esiste un intergruppo Parlamentare 2.0: che ruolo dovrebbe avere in simile gruppo nelle dinamiche politiche?
Dovrebbe svolgere un'attività di sensibilizzazione e di supporto sui temi di Internet, della cultura digitale e dell'innovazione, sia verso l'interno, ossia rivolta al parlamento e al governo, sia verso i portatori di interesse della rete. Sarebbero utili tavoli di confrontto su temi veritcali con i soggetti interessati – anche perchè al momento non ci sono iniziative analoghe presso altri organi o amministrazioni centrali -.
1.7. AGCOM e Autorita' Anti-Trust dovrebbero avere un ruolo maggiore o diverso in relazione a Internet? Se si', quale e perche'?
Indubbiamente dovrebbero avere una presenza maggiore sui temi della Rete. L'Agocom dovrebbe agire, dopo averne compreso la specificità, a tutela delle comunicazioni on line. Dovrebbe inoltre attivare campagne formative, alfine di rendere maggiormente consapevoli gli utenti della Rete di rischi e opportunità. L'Anti-trust, poco presente sui temi della Rete, dovrebbe occuparsi maggiormente di posizioni monopolistiche de facto e intervenire a tutela della libera concorrenza.
1.8 Le competenze ministeriali relative a Internet sono spezzettate tra molteplici dicasteri: avrebbe senso, secondo voi, istituire un Ministero della Rete? O e' piuttosto auspicabile/piu' efficace la creazione di un organismo consultivo che rappresenti gli utenti della Rete nei confronti delle altre istituzioni? (Si pensi, per esempio, al KulturRat tedesco per il mondo della cultura ). O entrambe le cose?
Probabilemte entrambe le cose, realizzate, se possibile, in un'ottica concertata. Io non penserei ad un ministero, ma piuttostoo ad un organo in seno alla Presidenza del Consiglio, un sorta di comitato consultivo bipartisan, snello ma con competenze molto alte, che possa agire trasversalmente ai dicastri centrali e, al contempo, non sia soggetto ai cambi di governo. Sarebbe necessaria una consultazione periodica sulle varie tematiche della rete con coloro che se ne occupano (imprenditori, società civile, ricerca...). Se questi ultimi fossero a loro volta in grado di organizzare una rappresentanza, probabilmente l'intero processo potrebbe essere più efficace. A tal fine si potrebbe e dovrebbe utilizzare e rafforzare l'Internet Governance Forum Italia.
2. In Europa:
2.1. il maggior rischio per uno sviluppo sano della Rete sara'
relativo a ... ?
Sono d'accordo con Paolo Brini e le sue riflessioni in merito ad ACTA.
3. Nel Mondo:
3.1: Si e' molto parlato di WSIS, IGF e di Governance di Internet: che cosa dobbiamo aspettarci nel 2010? E' possibile fare qualcosa a livello nazionale che abbia un impatto a livello globale?
Se si', e' il Governo che dovrebbe muoversi? E in che direzione?
Nel 2010 e nei prossimi anni si rafforzerà, nel complesso, l'impianto internazionale della governance di Internet: da un lato maggiori pressioni dei Paesi in via di sviluppo, dall'altro riorganizzazione delle geografie di controllo della Rete (a partire dagli attesi sviluppi della presunta maggiore collaborazione Icann-Itu, "pubblicizzata" e accolta con un po' di scetticismo e con molta curiosità durante l'ultimo IGF e dalle azioni/reazioni di paesi critici, come Cina e Paesi Arabi).
A livello nazionale si dovrebbe rafforzare l'Internet Governance Forum italiano, con l'obiettivo di definire delle seppur minime posizioni concertate – anche solo parzialmente su alcune grandi questioni, connesse anche ad ambiti sovranazionali.
Per avere un impatto significativo nei contesti di discussione internazionale, l'optimum sarebbe costitutio da un lavoro congiunto sui temi della Rete tra governo e parti sociali.
Durante l'ultimo IGF l'assenza del Governo italiano e la mancanza di posizioni ufficiali in merito a temi critici (come la valutazione dell'Affirmation of Committment di Icann o il rinnovo del mandato UN per gli IGF), di certo non aiuta una presenza significativa dell'Italia nel contesto internaizionale.
3.2. Negli ultimi mesi del 2009 le iniziative per un Internet Bill of Rights hanno preso quota: il 2010 sara' l'anno dell'IBR?
Non so se sarà l'anno dell'IBR, il cui lavoro va avanti, ma è penalizzato dalla mancanza di supporto di istituzioni pubbliche e private di peso; credo però nella crescita complessiva dell'incidenza della "prospettiva dei diritti" nell'approccio e nella valutazione dei temi di Internet.
3.3. Da quali aree del mondo vi aspettate le maggiori novita' (nel bene e nel male) relativamente a Internet? Perche'?
Cina, per l'impatto che avrà dagli accessi, ai nuovi indirizzi, al peso politico nella Internet Governance, ai conflitti sociali interni che dovrà affrontare in misura crescente a causa della violazione di diritti fondamentali degli utenti, come quello della libertà di espressione.
Il giorno 03 gennaio 2010 20.37, J.C. DE MARTIN <demartin(a)polito.it> ha scritto:
Buon Anno! Spero abbiate iniziato bene il 2010.
Mercoledi' 13 gennaio si terra' il primo "mercoledi' di NEXA"
del 2010 (il 16° dall'inizio della serie), sempre in corso Trento 21
e sempre dalle 18 alle 20.
Questa volta non avremo un ospite, ma collaborativamente
cercheremo di redarre una sorta di
roadmap 2010 sui i temi "Internet & Società".
Ovvero, proveremo a identificare le priorita', le sfide, le opportunita'
per l'anno appena iniziato a livello sia italiano, sia europeo, sia
internazionale.
Per preparare l'incontro, invito gli iscritti alla lista a contribuire
in questa sede, cosi' da arrivare all'incontro del 13 gennaio
con una bozza su cui poi lavorare di persona durante il mercoledi'.
I punti su cui vi invito a contruibuire (potete rispondere
anche solo a un sottoinsieme e proporne anche di vostri, ovviamente)
li trovate a seguire.
Ancora auguri!
a presto,
juan carlos
Relativamente a Internet nel corso del 2010:
1. In Italia
1.1. il maggior rischio per uno sviluppo sano della Rete sara'
relativo a ... ?
1.2. E la maggiore opportunita'?
1.3. se si dovesse attivare un progetto di ricerca, lo
si dedicherebbe a.... ? (max 3 temi) Perche'?
1.4. se si dovesse indirizzare l'attivita' di una
associazione di advocacy (come la Quadrature
du Net in Francia o EFF in USA),
la si indirizzerebbe su quale tema (o quali temi, max 3)?
Perche'?
1.5. se si dovessero indicare al Governo 3 priorita' di spesa,
quali sarebbero? Perche'?
1.5.1. e a un governo regionale? (p.es., il Piemonte)
1.6. se si dovesse interloquire col Parlamento, si chiederebbe
di legiferare in merito a Internet? Se si', su quali temi e
perche'?
1.6.1. Esiste un intergruppo Parlamentare 2.0: che ruolo dovrebbe
avere in simile gruppo nelle dinamiche politiche?
1.7. AGCOM e Autorita' Anti-Trust dovrebbero avere un ruolo
maggiore o diverso in relazione a Internet?
Se si', quale e perche'?
1.8 Le competenze ministeriali relative a Internet sono
spezzettate tra molteplici dicasteri: avrebbe senso, secondo voi,
istituire un Ministero della Rete? O e' piuttosto
auspicabile/piu' efficace
la creazione di un organismo consultivo che rappresenti
gli utenti della Rete nei confronti delle altre istituzioni?
(Si pensi, per esempio, al KulturRat tedesco per il mondo
della cultura,
http://www.kulturrat.de) O entrambe le cose?
2. In Europa:
2.1. il maggior rischio per uno sviluppo sano della Rete sara'
relativo a ... ?
2.2. E la maggiore opportunita'?
2.3. se si dovesse chiedere alla Commission edi attivare un progetto
di ricerca,
lo si dedicherebbe a.... ? (max 3 temi) Perche'?
2.4. se si dovesse indirizzare l'attivita' di una
associazione di advocacy (come la Quadrature
du Net in Francia), la si indirizzerebbe su quale tema europeo
(o quali temi, max 3)? Perche'?
2.5. se si dovessero indicare al Consiglio/Commissione 3 priorita'
di spesa,
quali sarebbero? Perche'?
2.6. se si dovesse interloquire col Parlamento Europeo,
2.6.1. E' stato appena creato .....: che ruolo dovrebbe
avere in simile gruppo nelle dinamiche politiche europee?
2.7 E' auspicabile la creazione di un organismo consultivo che
rappresenti
gli utenti della Rete nei confronti delle altre istituzioni
europee?
(Si pensi, per esempio, al KulturRat tedesco per il mondo
della cultura,
http://www.kulturrat.de)
3. Nel Mondo:
3.1: Si e' molto parlato di WSIS, IGF e di Governance di Internet:
che cosa dobbiamo aspettarci nel 2010? E' possibile fare
qualcosa a livello
nazionale che abbia un impatto a livello globale?
Se si', e' il Governo che dovrebbe muoversi? E in che
direzione?
3.2. Negli ultimi mesi del 2009 le iniziative per un Internet
Bill of Rights
hanno preso quota: il 2010 sara' l'anno dell'IBR?
3.3. Da quali aree del mondo vi aspettate le maggiori novita'
(nel bene e nel
male) relativamente a Internet? Perche'?
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Jan. 12, 2010
Re: [nexa] costruiamo insieme la Roadmap 2010 Internet & Società (16° Mercoledi di NEXA)
by Mariella Berra
Ciao Temi nuovi modelli di scambio e social network
pensiamo al lle diverse indicazioni dalla economia solidale, alla wikinomics alla coopetition
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Sent: Monday, January 11, 2010 8:22 PM
Subject: Re: [nexa]costruiamo insieme la Roadmap 2010 Internet & Società (16° Mercoledi di NEXA)
Cari nexiani,
ecco il mio contributo.
un saluto a tutti,
antonella
Relativamente a Internet nel corso del 2010:
1. In Italia
1.1. il maggior rischio per uno sviluppo sano della Rete sara'
relativo a ... ?
- Iniziative legislative che ne mettano a repentaglio gli aspetti più innovativi e che blocchino la trasformazione in atto o riportino indietro su alcune grandi questioni (diritto d'autore, libertà di espressione, net neutrality). Questo rischio è il risutlato di una scarsissima cultura della Rete da parte di governo e parlamento e altrettanto scarsi capacità e interesse di cercare serie interlocuzioni con i mondi di Internet.
- Mancato sviluppo della banda larga o sua errata pianificazione (se dovessero arrivare i fondi per la banda larga occorrerebbe una spesa intelligente e non discriminante per le realtà già esistenti).
1.2. E la maggiore opportunita'?
Possibilità e capacità di connettersi a realtà internazionali, innanzitutto europee.
1.3. se si dovesse attivare un progetto di ricerca, lo si dedicherebbe a.... ? (max 3 temi) Perche'?
- Modelli di business e social network
- Integrazione tra gli User Generated Content e i produttori di contenuti tradizionali
- Evoluzione delle dinamiche internazionali e influenze delle varie categorie di stakeholders, soprattutto dei principali competitors, nella governance della Rete
1.4. se si dovesse indirizzare l'attivita' di una associazione di advocacy (come la Quadrature du Net in Francia o EFF in USA), la si indirizzerebbe su quale tema (o quali temi, max 3)?
Perche'?
- Dimensione dei diritti degli utenti (a partire dal diritto all'accesso)
- Dinamiche democratiche/partecipative dal basso concretamente in atto
1.5. se si dovessero indicare al Governo 3 priorita' di spesa, quali sarebbero? Perche'?
- banda larga, a partire da un serio censimento – non in mano ai dati telecom com'è stato sino ad ora - delle reti esistenti e, successivamente, incentivi ai Wisp e alle reti locali, al fine di non sprecare quanto già fatto in Italia, non solo da Wisp privati, ma anche da pubbliche amministrazioni illuminate
- sostegno a iniziative imprenditoriali, selezionate con criteri opportuni, legate ad Internet
- diffusione di software open source e relativa formazione nell'ambito delle pubbliche amministrazioni, a partire dal quelle centrali.
1.5.1. e a un governo regionale? (p.es., il Piemonte)
- banda larga (come sopra)
- sostegno a iniziative imprenditoriali legate ad Internet o a spin-off di centri di ricerca
- diffusione di software open source e relativa formazione nell'ambito delle pubbliche amministrazioni, a partire dal quelle centrali.
1.6. se si dovesse interloquire col Parlamento, si chiederebbe di legiferare in merito a Internet? Se si', su quali temi e perche'?
- Difesa della neutralità della Rete
- Riconoscimento diritti della cittadinanza digitale (a partire dal diritto all'accesso)
1.6.1. Esiste un intergruppo Parlamentare 2.0: che ruolo dovrebbe avere in simile gruppo nelle dinamiche politiche?
Dovrebbe svolgere un'attività di sensibilizzazione e di supporto sui temi di Internet, della cultura digitale e dell'innovazione, sia verso l'interno, ossia rivolta al parlamento e al governo, sia verso i portatori di interesse della rete. Sarebbero utili tavoli di confrontto su temi veritcali con i soggetti interessati – anche perchè al momento non ci sono iniziative analoghe presso altri organi o amministrazioni centrali -.
1.7. AGCOM e Autorita' Anti-Trust dovrebbero avere un ruolo maggiore o diverso in relazione a Internet? Se si', quale e perche'?
Indubbiamente dovrebbero avere una presenza maggiore sui temi della Rete. L'Agocom dovrebbe agire, dopo averne compreso la specificità, a tutela delle comunicazioni on line. Dovrebbe inoltre attivare campagne formative, alfine di rendere maggiormente consapevoli gli utenti della Rete di rischi e opportunità. L'Anti-trust, poco presente sui temi della Rete, dovrebbe occuparsi maggiormente di posizioni monopolistiche de facto e intervenire a tutela della libera concorrenza.
1.8 Le competenze ministeriali relative a Internet sono spezzettate tra molteplici dicasteri: avrebbe senso, secondo voi, istituire un Ministero della Rete? O e' piuttosto auspicabile/piu' efficace la creazione di un organismo consultivo che rappresenti gli utenti della Rete nei confronti delle altre istituzioni? (Si pensi, per esempio, al KulturRat tedesco per il mondo della cultura ). O entrambe le cose?
Probabilemte entrambe le cose, realizzate, se possibile, in un'ottica concertata. Io non penserei ad un ministero, ma piuttostoo ad un organo in seno alla Presidenza del Consiglio, un sorta di comitato consultivo bipartisan, snello ma con competenze molto alte, che possa agire trasversalmente ai dicastri centrali e, al contempo, non sia soggetto ai cambi di governo. Sarebbe necessaria una consultazione periodica sulle varie tematiche della rete con coloro che se ne occupano (imprenditori, società civile, ricerca...). Se questi ultimi fossero a loro volta in grado di organizzare una rappresentanza, probabilmente l'intero processo potrebbe essere più efficace. A tal fine si potrebbe e dovrebbe utilizzare e rafforzare l'Internet Governance Forum Italia.
2. In Europa:
2.1. il maggior rischio per uno sviluppo sano della Rete sara'
relativo a ... ?
Sono d'accordo con Paolo Brini e le sue riflessioni in merito ad ACTA.
3. Nel Mondo:
3.1: Si e' molto parlato di WSIS, IGF e di Governance di Internet: che cosa dobbiamo aspettarci nel 2010? E' possibile fare qualcosa a livello nazionale che abbia un impatto a livello globale?
Se si', e' il Governo che dovrebbe muoversi? E in che direzione?
Nel 2010 e nei prossimi anni si rafforzerà, nel complesso, l'impianto internazionale della governance di Internet: da un lato maggiori pressioni dei Paesi in via di sviluppo, dall'altro riorganizzazione delle geografie di controllo della Rete (a partire dagli attesi sviluppi della presunta maggiore collaborazione Icann-Itu, "pubblicizzata" e accolta con un po' di scetticismo e con molta curiosità durante l'ultimo IGF e dalle azioni/reazioni di paesi critici, come Cina e Paesi Arabi).
A livello nazionale si dovrebbe rafforzare l'Internet Governance Forum italiano, con l'obiettivo di definire delle seppur minime posizioni concertate – anche solo parzialmente su alcune grandi questioni, connesse anche ad ambiti sovranazionali.
Per avere un impatto significativo nei contesti di discussione internazionale, l'optimum sarebbe costitutio da un lavoro congiunto sui temi della Rete tra governo e parti sociali.
Durante l'ultimo IGF l'assenza del Governo italiano e la mancanza di posizioni ufficiali in merito a temi critici (come la valutazione dell'Affirmation of Committment di Icann o il rinnovo del mandato UN per gli IGF), di certo non aiuta una presenza significativa dell'Italia nel contesto internaizionale.
3.2. Negli ultimi mesi del 2009 le iniziative per un Internet Bill of Rights hanno preso quota: il 2010 sara' l'anno dell'IBR?
Non so se sarà l'anno dell'IBR, il cui lavoro va avanti, ma è penalizzato dalla mancanza di supporto di istituzioni pubbliche e private di peso; credo però nella crescita complessiva dell'incidenza della "prospettiva dei diritti" nell'approccio e nella valutazione dei temi di Internet.
3.3. Da quali aree del mondo vi aspettate le maggiori novita' (nel bene e nel male) relativamente a Internet? Perche'?
Cina, per l'impatto che avrà dagli accessi, ai nuovi indirizzi, al peso politico nella Internet Governance, ai conflitti sociali interni che dovrà affrontare in misura crescente a causa della violazione di diritti fondamentali degli utenti, come quello della libertà di espressione.
Il giorno 03 gennaio 2010 20.37, J.C. DE MARTIN <demartin(a)polito.it> ha scritto:
Buon Anno! Spero abbiate iniziato bene il 2010.
Mercoledi' 13 gennaio si terra' il primo "mercoledi' di NEXA"
del 2010 (il 16° dall'inizio della serie), sempre in corso Trento 21
e sempre dalle 18 alle 20.
Questa volta non avremo un ospite, ma collaborativamente
cercheremo di redarre una sorta di
roadmap 2010 sui i temi "Internet & Società".
Ovvero, proveremo a identificare le priorita', le sfide, le opportunita'
per l'anno appena iniziato a livello sia italiano, sia europeo, sia
internazionale.
Per preparare l'incontro, invito gli iscritti alla lista a contribuire
in questa sede, cosi' da arrivare all'incontro del 13 gennaio
con una bozza su cui poi lavorare di persona durante il mercoledi'.
I punti su cui vi invito a contruibuire (potete rispondere
anche solo a un sottoinsieme e proporne anche di vostri, ovviamente)
li trovate a seguire.
Ancora auguri!
a presto,
juan carlos
Relativamente a Internet nel corso del 2010:
1. In Italia
1.1. il maggior rischio per uno sviluppo sano della Rete sara'
relativo a ... ?
1.2. E la maggiore opportunita'?
1.3. se si dovesse attivare un progetto di ricerca, lo
si dedicherebbe a.... ? (max 3 temi) Perche'?
1.4. se si dovesse indirizzare l'attivita' di una
associazione di advocacy (come la Quadrature
du Net in Francia o EFF in USA),
la si indirizzerebbe su quale tema (o quali temi, max 3)?
Perche'?
1.5. se si dovessero indicare al Governo 3 priorita' di spesa,
quali sarebbero? Perche'?
1.5.1. e a un governo regionale? (p.es., il Piemonte)
1.6. se si dovesse interloquire col Parlamento, si chiederebbe
di legiferare in merito a Internet? Se si', su quali temi e
perche'?
1.6.1. Esiste un intergruppo Parlamentare 2.0: che ruolo dovrebbe
avere in simile gruppo nelle dinamiche politiche?
1.7. AGCOM e Autorita' Anti-Trust dovrebbero avere un ruolo
maggiore o diverso in relazione a Internet?
Se si', quale e perche'?
1.8 Le competenze ministeriali relative a Internet sono
spezzettate tra molteplici dicasteri: avrebbe senso, secondo voi,
istituire un Ministero della Rete? O e' piuttosto
auspicabile/piu' efficace
la creazione di un organismo consultivo che rappresenti
gli utenti della Rete nei confronti delle altre istituzioni?
(Si pensi, per esempio, al KulturRat tedesco per il mondo
della cultura,
http://www.kulturrat.de) O entrambe le cose?
2. In Europa:
2.1. il maggior rischio per uno sviluppo sano della Rete sara'
relativo a ... ?
2.2. E la maggiore opportunita'?
2.3. se si dovesse chiedere alla Commission edi attivare un progetto
di ricerca,
lo si dedicherebbe a.... ? (max 3 temi) Perche'?
2.4. se si dovesse indirizzare l'attivita' di una
associazione di advocacy (come la Quadrature
du Net in Francia), la si indirizzerebbe su quale tema europeo
(o quali temi, max 3)? Perche'?
2.5. se si dovessero indicare al Consiglio/Commissione 3 priorita'
di spesa,
quali sarebbero? Perche'?
2.6. se si dovesse interloquire col Parlamento Europeo,
2.6.1. E' stato appena creato .....: che ruolo dovrebbe
avere in simile gruppo nelle dinamiche politiche europee?
2.7 E' auspicabile la creazione di un organismo consultivo che
rappresenti
gli utenti della Rete nei confronti delle altre istituzioni
europee?
(Si pensi, per esempio, al KulturRat tedesco per il mondo
della cultura,
http://www.kulturrat.de)
3. Nel Mondo:
3.1: Si e' molto parlato di WSIS, IGF e di Governance di Internet:
che cosa dobbiamo aspettarci nel 2010? E' possibile fare
qualcosa a livello
nazionale che abbia un impatto a livello globale?
Se si', e' il Governo che dovrebbe muoversi? E in che
direzione?
3.2. Negli ultimi mesi del 2009 le iniziative per un Internet
Bill of Rights
hanno preso quota: il 2010 sara' l'anno dell'IBR?
3.3. Da quali aree del mondo vi aspettate le maggiori novita'
(nel bene e nel
male) relativamente a Internet? Perche'?
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nexa mailing list
nexa(a)server-nexa.polito.it
https://server-nexa.polito.it/cgi-bin/mailman/listinfo/nexa
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Antonella Giulia Pizzaleo
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email: pizzaleo(a)gmail.com
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Jan. 12, 2010
Re: [nexa] costruiamo insieme la Roadmap 2010 Internet & Società (16° Mercoledi di NEXA)
by Mariella Berra
Ciao Temi nuovi modelli di scambio e social network
pensiamo al lle diverse indicazioni dalla economia solidale, alla wikinomics alla coopetition
Altro tema è web2.0 e public administration
Nexa riguarda i rapporti fra Internet e società ciao Ciao a domani mariella
----- Original Message -----
From: Antonella Giulia Pizzaleo
To: J.C. DE MARTIN
Cc: nexa(a)server-nexa.polito.it
Sent: Monday, January 11, 2010 8:22 PM
Subject: Re: [nexa]costruiamo insieme la Roadmap 2010 Internet & Società (16° Mercoledi di NEXA)
Cari nexiani,
ecco il mio contributo.
un saluto a tutti,
antonella
Relativamente a Internet nel corso del 2010:
1. In Italia
1.1. il maggior rischio per uno sviluppo sano della Rete sara'
relativo a ... ?
- Iniziative legislative che ne mettano a repentaglio gli aspetti più innovativi e che blocchino la trasformazione in atto o riportino indietro su alcune grandi questioni (diritto d'autore, libertà di espressione, net neutrality). Questo rischio è il risutlato di una scarsissima cultura della Rete da parte di governo e parlamento e altrettanto scarsi capacità e interesse di cercare serie interlocuzioni con i mondi di Internet.
- Mancato sviluppo della banda larga o sua errata pianificazione (se dovessero arrivare i fondi per la banda larga occorrerebbe una spesa intelligente e non discriminante per le realtà già esistenti).
1.2. E la maggiore opportunita'?
Possibilità e capacità di connettersi a realtà internazionali, innanzitutto europee.
1.3. se si dovesse attivare un progetto di ricerca, lo si dedicherebbe a.... ? (max 3 temi) Perche'?
- Modelli di business e social network
- Integrazione tra gli User Generated Content e i produttori di contenuti tradizionali
- Evoluzione delle dinamiche internazionali e influenze delle varie categorie di stakeholders, soprattutto dei principali competitors, nella governance della Rete
1.4. se si dovesse indirizzare l'attivita' di una associazione di advocacy (come la Quadrature du Net in Francia o EFF in USA), la si indirizzerebbe su quale tema (o quali temi, max 3)?
Perche'?
- Dimensione dei diritti degli utenti (a partire dal diritto all'accesso)
- Dinamiche democratiche/partecipative dal basso concretamente in atto
1.5. se si dovessero indicare al Governo 3 priorita' di spesa, quali sarebbero? Perche'?
- banda larga, a partire da un serio censimento – non in mano ai dati telecom com'è stato sino ad ora - delle reti esistenti e, successivamente, incentivi ai Wisp e alle reti locali, al fine di non sprecare quanto già fatto in Italia, non solo da Wisp privati, ma anche da pubbliche amministrazioni illuminate
- sostegno a iniziative imprenditoriali, selezionate con criteri opportuni, legate ad Internet
- diffusione di software open source e relativa formazione nell'ambito delle pubbliche amministrazioni, a partire dal quelle centrali.
1.5.1. e a un governo regionale? (p.es., il Piemonte)
- banda larga (come sopra)
- sostegno a iniziative imprenditoriali legate ad Internet o a spin-off di centri di ricerca
- diffusione di software open source e relativa formazione nell'ambito delle pubbliche amministrazioni, a partire dal quelle centrali.
1.6. se si dovesse interloquire col Parlamento, si chiederebbe di legiferare in merito a Internet? Se si', su quali temi e perche'?
- Difesa della neutralità della Rete
- Riconoscimento diritti della cittadinanza digitale (a partire dal diritto all'accesso)
1.6.1. Esiste un intergruppo Parlamentare 2.0: che ruolo dovrebbe avere in simile gruppo nelle dinamiche politiche?
Dovrebbe svolgere un'attività di sensibilizzazione e di supporto sui temi di Internet, della cultura digitale e dell'innovazione, sia verso l'interno, ossia rivolta al parlamento e al governo, sia verso i portatori di interesse della rete. Sarebbero utili tavoli di confrontto su temi veritcali con i soggetti interessati – anche perchè al momento non ci sono iniziative analoghe presso altri organi o amministrazioni centrali -.
1.7. AGCOM e Autorita' Anti-Trust dovrebbero avere un ruolo maggiore o diverso in relazione a Internet? Se si', quale e perche'?
Indubbiamente dovrebbero avere una presenza maggiore sui temi della Rete. L'Agocom dovrebbe agire, dopo averne compreso la specificità, a tutela delle comunicazioni on line. Dovrebbe inoltre attivare campagne formative, alfine di rendere maggiormente consapevoli gli utenti della Rete di rischi e opportunità. L'Anti-trust, poco presente sui temi della Rete, dovrebbe occuparsi maggiormente di posizioni monopolistiche de facto e intervenire a tutela della libera concorrenza.
1.8 Le competenze ministeriali relative a Internet sono spezzettate tra molteplici dicasteri: avrebbe senso, secondo voi, istituire un Ministero della Rete? O e' piuttosto auspicabile/piu' efficace la creazione di un organismo consultivo che rappresenti gli utenti della Rete nei confronti delle altre istituzioni? (Si pensi, per esempio, al KulturRat tedesco per il mondo della cultura ). O entrambe le cose?
Probabilemte entrambe le cose, realizzate, se possibile, in un'ottica concertata. Io non penserei ad un ministero, ma piuttostoo ad un organo in seno alla Presidenza del Consiglio, un sorta di comitato consultivo bipartisan, snello ma con competenze molto alte, che possa agire trasversalmente ai dicastri centrali e, al contempo, non sia soggetto ai cambi di governo. Sarebbe necessaria una consultazione periodica sulle varie tematiche della rete con coloro che se ne occupano (imprenditori, società civile, ricerca...). Se questi ultimi fossero a loro volta in grado di organizzare una rappresentanza, probabilmente l'intero processo potrebbe essere più efficace. A tal fine si potrebbe e dovrebbe utilizzare e rafforzare l'Internet Governance Forum Italia.
2. In Europa:
2.1. il maggior rischio per uno sviluppo sano della Rete sara'
relativo a ... ?
Sono d'accordo con Paolo Brini e le sue riflessioni in merito ad ACTA.
3. Nel Mondo:
3.1: Si e' molto parlato di WSIS, IGF e di Governance di Internet: che cosa dobbiamo aspettarci nel 2010? E' possibile fare qualcosa a livello nazionale che abbia un impatto a livello globale?
Se si', e' il Governo che dovrebbe muoversi? E in che direzione?
Nel 2010 e nei prossimi anni si rafforzerà, nel complesso, l'impianto internazionale della governance di Internet: da un lato maggiori pressioni dei Paesi in via di sviluppo, dall'altro riorganizzazione delle geografie di controllo della Rete (a partire dagli attesi sviluppi della presunta maggiore collaborazione Icann-Itu, "pubblicizzata" e accolta con un po' di scetticismo e con molta curiosità durante l'ultimo IGF e dalle azioni/reazioni di paesi critici, come Cina e Paesi Arabi).
A livello nazionale si dovrebbe rafforzare l'Internet Governance Forum italiano, con l'obiettivo di definire delle seppur minime posizioni concertate – anche solo parzialmente su alcune grandi questioni, connesse anche ad ambiti sovranazionali.
Per avere un impatto significativo nei contesti di discussione internazionale, l'optimum sarebbe costitutio da un lavoro congiunto sui temi della Rete tra governo e parti sociali.
Durante l'ultimo IGF l'assenza del Governo italiano e la mancanza di posizioni ufficiali in merito a temi critici (come la valutazione dell'Affirmation of Committment di Icann o il rinnovo del mandato UN per gli IGF), di certo non aiuta una presenza significativa dell'Italia nel contesto internaizionale.
3.2. Negli ultimi mesi del 2009 le iniziative per un Internet Bill of Rights hanno preso quota: il 2010 sara' l'anno dell'IBR?
Non so se sarà l'anno dell'IBR, il cui lavoro va avanti, ma è penalizzato dalla mancanza di supporto di istituzioni pubbliche e private di peso; credo però nella crescita complessiva dell'incidenza della "prospettiva dei diritti" nell'approccio e nella valutazione dei temi di Internet.
3.3. Da quali aree del mondo vi aspettate le maggiori novita' (nel bene e nel male) relativamente a Internet? Perche'?
Cina, per l'impatto che avrà dagli accessi, ai nuovi indirizzi, al peso politico nella Internet Governance, ai conflitti sociali interni che dovrà affrontare in misura crescente a causa della violazione di diritti fondamentali degli utenti, come quello della libertà di espressione.
Il giorno 03 gennaio 2010 20.37, J.C. DE MARTIN <demartin(a)polito.it> ha scritto:
Buon Anno! Spero abbiate iniziato bene il 2010.
Mercoledi' 13 gennaio si terra' il primo "mercoledi' di NEXA"
del 2010 (il 16° dall'inizio della serie), sempre in corso Trento 21
e sempre dalle 18 alle 20.
Questa volta non avremo un ospite, ma collaborativamente
cercheremo di redarre una sorta di
roadmap 2010 sui i temi "Internet & Società".
Ovvero, proveremo a identificare le priorita', le sfide, le opportunita'
per l'anno appena iniziato a livello sia italiano, sia europeo, sia
internazionale.
Per preparare l'incontro, invito gli iscritti alla lista a contribuire
in questa sede, cosi' da arrivare all'incontro del 13 gennaio
con una bozza su cui poi lavorare di persona durante il mercoledi'.
I punti su cui vi invito a contruibuire (potete rispondere
anche solo a un sottoinsieme e proporne anche di vostri, ovviamente)
li trovate a seguire.
Ancora auguri!
a presto,
juan carlos
Relativamente a Internet nel corso del 2010:
1. In Italia
1.1. il maggior rischio per uno sviluppo sano della Rete sara'
relativo a ... ?
1.2. E la maggiore opportunita'?
1.3. se si dovesse attivare un progetto di ricerca, lo
si dedicherebbe a.... ? (max 3 temi) Perche'?
1.4. se si dovesse indirizzare l'attivita' di una
associazione di advocacy (come la Quadrature
du Net in Francia o EFF in USA),
la si indirizzerebbe su quale tema (o quali temi, max 3)?
Perche'?
1.5. se si dovessero indicare al Governo 3 priorita' di spesa,
quali sarebbero? Perche'?
1.5.1. e a un governo regionale? (p.es., il Piemonte)
1.6. se si dovesse interloquire col Parlamento, si chiederebbe
di legiferare in merito a Internet? Se si', su quali temi e
perche'?
1.6.1. Esiste un intergruppo Parlamentare 2.0: che ruolo dovrebbe
avere in simile gruppo nelle dinamiche politiche?
1.7. AGCOM e Autorita' Anti-Trust dovrebbero avere un ruolo
maggiore o diverso in relazione a Internet?
Se si', quale e perche'?
1.8 Le competenze ministeriali relative a Internet sono
spezzettate tra molteplici dicasteri: avrebbe senso, secondo voi,
istituire un Ministero della Rete? O e' piuttosto
auspicabile/piu' efficace
la creazione di un organismo consultivo che rappresenti
gli utenti della Rete nei confronti delle altre istituzioni?
(Si pensi, per esempio, al KulturRat tedesco per il mondo
della cultura,
http://www.kulturrat.de) O entrambe le cose?
2. In Europa:
2.1. il maggior rischio per uno sviluppo sano della Rete sara'
relativo a ... ?
2.2. E la maggiore opportunita'?
2.3. se si dovesse chiedere alla Commission edi attivare un progetto
di ricerca,
lo si dedicherebbe a.... ? (max 3 temi) Perche'?
2.4. se si dovesse indirizzare l'attivita' di una
associazione di advocacy (come la Quadrature
du Net in Francia), la si indirizzerebbe su quale tema europeo
(o quali temi, max 3)? Perche'?
2.5. se si dovessero indicare al Consiglio/Commissione 3 priorita'
di spesa,
quali sarebbero? Perche'?
2.6. se si dovesse interloquire col Parlamento Europeo,
2.6.1. E' stato appena creato .....: che ruolo dovrebbe
avere in simile gruppo nelle dinamiche politiche europee?
2.7 E' auspicabile la creazione di un organismo consultivo che
rappresenti
gli utenti della Rete nei confronti delle altre istituzioni
europee?
(Si pensi, per esempio, al KulturRat tedesco per il mondo
della cultura,
http://www.kulturrat.de)
3. Nel Mondo:
3.1: Si e' molto parlato di WSIS, IGF e di Governance di Internet:
che cosa dobbiamo aspettarci nel 2010? E' possibile fare
qualcosa a livello
nazionale che abbia un impatto a livello globale?
Se si', e' il Governo che dovrebbe muoversi? E in che
direzione?
3.2. Negli ultimi mesi del 2009 le iniziative per un Internet
Bill of Rights
hanno preso quota: il 2010 sara' l'anno dell'IBR?
3.3. Da quali aree del mondo vi aspettate le maggiori novita'
(nel bene e nel
male) relativamente a Internet? Perche'?
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Jan. 12, 2010
R: proprietà intellettuale sul prodotto industriale
by Marco Ricolfi
Caro Raffaele,
peccato non averti con noi. Rispetto al tema. Condivido - come, penso,
anche Juan Carlos - la tua affermazione che "la proprietà intellettuale
industriale è un freno allo sviluppo, fattore di disuguaglianze fra imprese
grandi e piccole, fra paesi forti e deboli, e ragione della morte di decine
di milioni di uomini, ogni
anno, come illustrato da Medici senza Frontiere".
Penso che si possa dire che pochi come noi, a Torino, abbiano dato un
contributo sul tema. Pensa che in 8 anni di Master sulla proprietà
intellettuale abbiamo lavorato su questo tema; che ci abbiamo formato più di
200 candidati, più della metà dei quali proviene dai paesi in via di
sviluppo; e che, siccome moltissimi - decine - di questi sono delegati dei
loro governi nelle istituzioni internazionali, abbiamo contribuito agli
sviluppi in questo settore. La nostra Vanessa Lowenstein è stata tra le
prima a lavorare alla Development Agenda del WIPO (una serie di iniziative
richieste dai paesi in via di sviluppo per contrastare la deriva
iper-protezionista della proprietà intellettuale); e l'allargamento delle
regole sui farmaci salva vita ci ha visto particolarmente attivi.
Occorre però anche rispettare un principio di competenza e di
specializzazione delle competenze. Da questo punto di vista, quello che non
è facile capire è come questo tema - prioritario - trovi collocazione in un
centro che si occupa della rete internet, salvo che per il profilo del
brevetto di software, sul quale abbiamo posizioni chiare e costanti (nel
senso che va, in linea generale, evitato e combattuto).
Possiamo ritornare quando vuoi sul tema. Sulla base però di
un'argomentazione almeno ipotetica della rilevanza ai fini di una
riflessione sistematica specificamente riferita alla rete. Dico bene, Juan
Carlos?
m.
-----Messaggio originale-----
Da: nexa-bounces(a)server-nexa.polito.it
[mailto:nexa-bounces@server-nexa.polito.it] Per conto di Angelo Raffaele Meo
Inviato: lunedì 11 gennaio 2010 16.37
A: nexa(a)server-nexa.polito.it
Oggetto: [nexa] proprietà intellettuale sul prodotto industriale
Carissimi,
desidero scusare la mia assenza all'incontro Nexa previsto
per mercoledì 13. Come nel caso dei precedenti mercoledì, debbo partecipare
alla seduta mensile dell'Accademia delle Scienze, ove, tra l'altro,
dobbiamo discutere di un convegno sulla ricerca industriale che intendiamo
organizzare.
Avanzo comunque una richiesta relativa alla roadmap 2010. Mi
piacerebbe, come anticipai in un incontro lontano, che Nexa affrontasse
anche la questione della proprietà intellettuale sui prodotti industriali e
dei brevetti in particolare. Quel giorno Marco (Ricolfi, non Ciurcina) mi
rispose che quella questione non rientrava negli obiettivi di Nexa e oggi,
in un incontro privato, Juan Carlos mi ha ribadito la posizione di Marco.
Se questa è la posizione di tutti, accetto disciplinatamente la
decisione collegiale. Tuttavia, mi sia consentito ricordare l'opinione di un
numero rapidamente crescente di studiosi, secondo la quale la questione
della proprietà intellettuale sul prodotto industriale è molto più
importante della questione della proprietà sul prodotto artistico, perchè la
proprietà intellettuale industriale è un freno allo sviluppo, fattore di
disuguaglianze fra imprese grandi e piccole, fra paesi forti e deboli, e
ragione della morte di decine di milioni di uomini, ogni anno, come
illustrato da Medici senza Frontiere.
Grazie per l'attenzione. Colgo l'occasione per associarmi alle
congratulazioni di Marco R. a Marco C.
Raf
_______________________________________________
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nexa(a)server-nexa.polito.it
https://server-nexa.polito.it/cgi-bin/mailman/listinfo/nexa
Jan. 12, 2010
Re: [nexa] R: costruiamo insieme la Roadmap 2010 Internet & Società (16° Mercoledi di NEXA)
by Andrea Glorioso
Caro Fiorello,
>>>>> "fiorello" == Fiorello Cortiana <f.cortiana(a)provincia.milano.it> writes:
> 2,2 - Il Parlamento dovrebbe formalizzare una iniziativa
> rivolta alle altre assemblee elettiva nazionali e a quella
> europea affinché la scadenza che l'Agenda di Lisbona si era
> prefissa per fare dell'Europa il continente più competitivo
> nella società della conoscenza entro il 2010, costituisca
> l'occasione per la definizione di una politica europea coerente
> da recepire nelle policies e nelle norme dei singoli stati.
Non capisco bene cosa intendi. In cosa consisterebbe questa
iniziativa?
P.S.: dato che non tutti (per loro fortuna) si occupano di questioni
europee quotidianamente, segnalo che la Commissione e` in fase
di profonda riflessione (non sono ironico) sia sulla prossima
strategia post-Lisbona (nome in codice "EU2020", potrebbe essere
chiamata "Strategia di Granada") sia sugli aspetti ICT di tale
strategia (la cosiddetta "European Digital Agenda", che sara` la
preoccupazione principale del Commissario post-Reding, ovvero
probabilmente Neelie Kroes).
Ulteriori informazioni su EU2020:
http://ec.europa.eu/eu2020/
Ulteriori informazioni sulla European Digital Agenda:
http://ec.europa.eu/information_society/eeurope/i2010/index_en.htm
Ciao,
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Andrea Glorioso || http://people.digitalpolicy.it/sama/cv/
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* Le opinioni espresse in questa mail sono del tutto personali *
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"Constitutions represent the deliberate judgment of the
people as to the provisions and restraints which [...] will
secure to each citizen the greatest liberty and utmost
protection. They are rules proscribed by
Philip sober to control Philip drunk."
David J. Brewer (1893)
An Independent Judiciary as the Salvation of the Nation
Jan. 12, 2010